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Scienza
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[[File:Sanzio 01 Euclid.jpg|thumb|upright=1.4|Gruppo di matematici e astronomi nella ''Scuola di Atene'' di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]].]]
Citazioni sulla '''scienza'''.
==Citazioni==
*Affermazione e negazione esistono sempre e dovunque, non solo in rapporto a ogni individuo, ma per l'umanità nel suo insieme. Se mezza umanità afferma una cosa, l'altra metà la nega. Per esempio, ci sono due correnti contrarie, la scienza e la [[religione]]. Ciò che la scienza afferma, la religione nega, e viceversa. È una legge meccanica, e non può essere altrimenti. Essa opera ovunque a ogni livello, nel mondo, nelle città, nella famiglia, nella vita interiore dell'individuo umano. Un centro dell'uomo afferma, un altro nega. Noi siamo sempre divisi tra i due. Questa è una legge oggettiva, e tutti noi ne siamo schiavi; per esempio, io devo essere schiavo o della scienza, o della religione. In entrambi i casi, l'uomo è schiavo di questa legge oggettiva. È impossibile liberarsene. È libero soltanto colui che sta nel mezzo: chi ne è capace, sfugge a questa legge di schiavitù. ([[Georges Ivanovič Gurdjieff]])
*Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata solo a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un'ancella del materialismo e dell'egoismo! E perciò per metterla al riparo di simile accusa, noi medici, in momenti supremi, ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un'anima, creatura di Dio. ([[Giuseppe Moscati]])
*Amare la Scienza per se stessa è distintivo di nobiltà; servirla bene è una gioia e un dovere. ([[Pierre Devaux]])
*Anche la scienza, a differenza della filosofia, cerca la verità ultima, non maneggiando idee, concetti, parole, ma usando numeri, formule, equazioni, potenze. La scommessa della scienza è di scoprire la chiave capace di aprire tutte le porte, fino all'ultima che custodisce il numero d'oro, la formula finale, la legge che chiarisce e svela l'ultima incognita. Ecco perché la Chiesa non si sente insidiata dalla scienza: perseguono infatti lo stesso obiettivo. ([[Eugenio Scalfari]])
*Anzi è chiaro che tutto il genere umano, non solo questo o quell'individuo, è tenuto a dedicarsi alle scienze. Infatti Dio creò l'uomo, affinché lo conoscesse, e conoscendolo lo amasse, e amandolo ne godesse; per questa ragione l'uomo è stato creato razionale e dotato di sensi. Invece l'uomo, se è vero che la ragione è fatta per le scienze, qualora non utilizzasse questo dono di Dio secondo il progetto divino, agirebbe contro l'ordine naturale di Dio – come suole notare Crisostomo – quasi non volesse usare i piedi per camminare. ([[Tommaso Campanella]])
*C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona. ([[Stephen Hawking]])
*Che cos'è la scienza? Con questa parola di solito s'intendono tre cose diverse, o un misto delle tre. Non credo ci sia bisogno di essere precisi: essere troppo precisi non è sempre una buona idea. «Scienza» a volte significa un metodo speciale di scoprire le cose; a volte significa l'insieme delle conoscenze che si originano dalle cose scoperte, ma può anche significare tutte le cose nuove che si possono fare usando la conoscenza acquisita, o il fare effettivamente queste cose. ([[Richard Feynman]])
*Celeste dono, ammirabile produzione è la scienza. Veneranda, sacra cosa ella è, sia che si riguardi in ordine al Donatore Supremo, sia che in rapporto alla creata intelligenza cooperante si contempli: perciocchè nel primo aspetto è una libera procedenza del primo Amore; sotto l'altro è libero parto di una immagine di Dio, la quale scrutando la grandezza delle opere del suo Sommo Fattore, mercè del lume di quella gloria, che penetra per l'universo, e con misura diversa nelle sue parti risplende, ne imita la sapientissima creazione. ([[Giovanni Antonelli (astronomo)|Giovanni Antonelli]])
*Come ci sono due modi di conoscere la Cina, visitarla con una guida affidabile o addentrandovi nella lingua e nelle usanze, ci sono due modi di conoscere la [[scienza]]: o imparate il suo linguaggio, o vi avvalete di una guida esperta.<br/>Detto in parole povere: o studiate la materia di cui si parla, o vi fidate di chi l'ha studiata, e quindi ne sa più di voi. Sono due atteggiamenti umani e condivisibili, soprattutto il primo; ma dato il tempo limitato che abbiamo a disposizione su questa terra, e i nostri gusti personali, non sempre praticabile.<br/>C'è il terzo modo, ovviamente. Andare all'avventura, liberi e spensierati nel paese del pensiero come un adolescente con l'iPod a manetta nelle orecchie, sicuri che le proprie convinzioni diventeranno realtà, basta crederci forte forte, e quel che succede succede.<br/>Se poi vi fate male, o create un incidente diplomatico, non venite a romperci i coglioni. Visto che non conoscete il posto in cui siete andati a passare le vacanze, e che la cosa potrebbe non riguardare solo voi, potevate anche fidarvi. ([[Marco Malvaldi]])
*Come sapete, la scienza è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Comprendere bene il significato di un lavoro scientifico richiede una notevole esperienza, e non è alla portata di tutti. Per questo i dibattiti scientifici devono avvenire secondo me tra esperti, e non tra esperti e persone che non lo sono. Io stesso mai potrei dibattere con il mio amico Adriano Aguzzi di neuropatologia: gli chiederei di spiegarmi tante cose, ma non sarei in grado di discutere con lui. Non lo vivo come una limitazione: semplicemente per parlare di qualcosa, in campo scientifico e non solo, bisogna avere studiato. La cosa peraltro è accettata in campo sportivo: non sentirete mai una partita di basket commentata da chi non ne conosce le regole o un telecronista di calcio che non sa cosa sia il fuorigioco; qui invece dovrebbe tenersi una discussione sui batteri con chi non sa cosa sia un clone batterico. Non lo ritengo giusto. La mia frase "la scienza non è democratica" significa infatti che i dati scientifici non sono sottoposti a validazione elettorale: se anche il 99% del mondo votasse dicendo che due più due fa cinque, ancora continuerebbe a fare quattro. Poi ognuno è libero di dimostrare che non è vero; ma fino a quando non l'ha dimostrato, due più due fa quattro anche se molti non sono d'accordo. ([[Roberto Burioni]])
*Credo nel futuro della scienza, se almeno qualche cometa o il raffreddamento della corteccia terrestre non verrà a guastare l'opera dei secoli. Credo all'entusiasmo delle anime che irrompendo quandocchesia nella vita sociale anticiperanno di qualche millennio il trionfo della scienza, come il matematico calcolatore è prevenuto nelle sue scoperte dalle audaci ipotesi del poeta! ([[Ippolito Nievo]])
*Dal progresso delle scienze dipende in modo diretto il progresso complessivo del genere umano. Chi frena il primo frena anche il secondo. ([[Johann Gottlieb Fichte]])
*Dannosa, servile, incerta riesce ogni [[arte]], quando non fondasi nella scienza, come edificio in roccia viva. Appartenendo solo alla scienza di mirare nel fondo, per così dire, stabile e invariato delle cose, da lei soltanto può lo spirito acquistare la certezza; e soltanto lo spirito che sia possessore della certezza, è padrone di sé, cioè libero. ([[Vito Fornari]])
*''Dio ha dato agli uomini la scienza | perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie.'' (''[[Siracide]]'')
*È comprensibile che gran pane della storiografia della scienza si occupi dei suoi successi, di scoperte fortunate, di brillanti deduzioni o dei grandi, quasi magici balzi in avanti di un [[Isaac Newton|Newton]] o di un [[Albert Einstein|Einstein]]. Io ritengo però che non sia possibile capire veramente i successi della scienza se non si capisce anche quanto essi siano ''sofferti'': quanto sia facile essere fuorviati, quanto sia difficile sapere, in ogni circostanza, qual è la prossima cosa da fare. ([[Steven Weinberg]])
*È nata così la scienza moderna, figlia dello stupore e della curiosità: queste due molle segrete le assicurano sempre progressi incessanti. ([[Louis-Victor Pierre Raymond de Broglie]])
*E usare la "scienza" per denigrare e magari anche per eliminare tutte le alternative significa usare una reputazione meritata per incoraggiare un dogmatismo contrario allo spirito di coloro che se la sono guadagnata. ([[Paul Feyerabend]])
*Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza. ([[Ippocrate]])
*Finché la scienza cerca di rendere più spessa la lastra di ghiaccio su cui, come dire, pattiniamo, tutto va bene. Se cerca di trovare, o pretende di aver trovato, il terreno solido in fondo all'oceano, non va affatto bene. Il nostro compito è quello di rendere più spessa la lastra, estendendo la nostra conoscenza dai livelli superiori a quelli sottostanti, così come il ghiaccio si fa più spesso finché dura il gelo. Non dovremmo mai cercare di far gelare l'oceano dal fondo in su. ([[Samuel Butler]])
*''Guardate! la torreggiante scienza dagli occhi aguzzi, | come da eccelsi picchi domina il mondo moderno, | e promulga una serie di comandi assoluti.'' ([[Walt Whitman]])
*Ha posseduto la scienza, ma non l'ha resa gravida. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Il massimo trionfo della scienza sembra consistere nella velocità crescente con cui lo stupido può trasferire la sua stupidità da un luogo a un altro. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Il [[mito]], come la scienza, sorge dalla sete di vedere, narrare e pensare il mondo con altri occhi, sotto altra luce. Il mito è sintesi, la scienza è analisi. Il mito genera la visione, l'arte e il racconto. La scienza invece induce alla ricerca, la sperimentazione e la scoperta. Ambedue non si accontentano dei fatti apparenti e della loro sequenza, li oltrepassano. ([[Marcello Veneziani]])
*Il modo scientifico di pensare, di ragionare sulle cose e sui fatti, sta perdendo terreno. Ci sono motivi banali e motivi profondi perché questo avvenga, ma purtroppo i due tipi si mescolano e si accavallano. Per esempio, tra i motivi banali c'è il fatto che lo sviluppo delle tecnologie ha riempito il nostro mondo di agenti invisibili, l'elettrosmog, i gas serra, la radioattività, gli ogm, e via discorrendo. L'invisibilità già mette paura di per sé, figuriamoci se poi qualcuno si mette a pescare nel torbido per usarla per farci "politica": niente come la paura riesce a far proseliti e a creare movimenti di protesta. Tra i motivi profondi c'è un cronico desiderio di irrealtà, irrazionalità, "miracolosità", che spinge molti a coltivare paure di altro tipo (anch'esse sfruttate spesso per realizzare forme di dominio): questa volta le paure sono spontanee e le forme di dominio sono attuate promettendo speranza senza che nulla dimostri il potere di chi la promette. ([[Carlo Bernardini]])
*In fondo la pratica della scienza non è altro che lanciare uno sguardo al di là delle ideologie, e riuscire infine a ridimensionarle. ([[Robert Laughlin]])
*Il corso della [[storia]] e la natura reale degli uomini, sono il vero tribunale che decide circa i motivi di ogni sistema filosofico, e però circa lo stesso sistema. La scienza, come il santo della leggenda, deve cercare il padrone più forte. ([[Friedrich Julius Stahl]])
*In assenza di prove fisiche, la scienza non ammette spiriti, anime, angeli, diavoli o corpi di dharma del Buddha. O visitatori provenienti da altri mondi. ([[Carl Sagan]])
*In un certo senso fare scienza è come andare a caccia dell'assassino, con lo scienziato nei panni dell'investigatore. ([[Margherita Hack]])
*Insomma, la scienza è umiliata dalla politica, che a sua volta è succube del Vaticano. ([[Margherita Hack]])
*L'[[arte]] è idealista: si crea dal nulla un mondo fantastico. La scienza invece è empirista: cerca di ricreare il mondo com'è, copiando la natura. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*L'aspetto più triste della vita in questo momento è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza. ([[Isaac Asimov]])
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la scienza non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali. ([[Roberto Benzoni]])
*L'investigazione razionale, vale a dire scientifica, dell'universo rivela le sue meraviglie come nessuna introspezione o rivelazione potrebbe fare. Noi stessi siamo davvero tali da suscitare timore e meraviglia e altrettanto lo è un'allodola, un ranuncolo e persino un granello di sabbia. Nessun poeta e nessun profeta ha mai contemplato prodigi così profondi come quelli che si rivelano allo scienziato. Pochi possono essere così ottusi da non reagire alla conoscenza ''materiale'' di questo nostro mondo con un senso di timore reverenziale che merita di essere definito religioso. ([[George Gaylord Simpson]])
*L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella visione scientifica del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla morte ed è sottomesso a tutte le necessità della natura. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. ([[Sigmund Freud]])
*L'unità di tutte le scienze è trovata nella geografia. Il significato della geografia è che essa presenta la terra come la sede duratura delle occupazioni dell'uomo. ([[John Dewey]])
*La cosa grandiosa della scienza è che non importa affatto con quanti scienziati sei in disaccordo. Alla fine vince l'idea giusta. La scienza non è democratica, non ha a che vedere col consenso, con la popolarità. ([[Neil Turok]])
*La differenza tra la scienza e le altre discipline confuse è che la scienza richiede il ragionamento, mente le altre discipline richiedono soltanto l'erudizione. ([[Robert Anson Heinlein]])
*La natura, così come oggi siamo in grado di capirla, si comporta in modo tale che risulta fondamentalmente impossibile prevedere esattamente cosa succederà in un dato esperimento. È una cosa orribile. Infatti i filosofi avevano stabilito come uno dei requisiti fondamentali della scienza che nelle stesse condizioni debba verificarsi la stessa cosa. Questo è semplicemente ''falso'': non si tratta di una condizione fondamentale della scienza. Il fatto è che non succede la stessa cosa, e possiamo trovare solo una media dei risultati, con metodi statistici. Ciò nonostante, la scienza non è completamente crollata. Tra l'altro, i filosofi dicono un sacco di cose su cosa sia ''assolutamente necessario'' per la scienza, ed è sempre (per quello che si può vedere) piuttosto ingenuo, e probabilmente sbagliato. ([[Richard Feynman]])
*[La] ''nobile e vera scienza, | ''[...]'' non ha mai dimostrato verso la superstizione | tanta intolleranza quanto quest'ultima | ne ha nutrita verso di lei.'' ([[Frigyes Karinthy]])
*La nostra bella scienza – è inutile dissimularlo – non è riuscita ancora a fondersi intimamente con la nostra [[cultura]] e a diventarne un elemento essenziale. La scienza si studia più o meno largamente in tutte le scuole, ma la nostra cultura rimane ostinatamente filosofico-letteraria. Il fatto è dovuto, tra l'altro, allo stesso progresso scientifico che rende la scienza inaccessibile o quasi ai non iniziati e anche, purtroppo, all'isolamento in cui si compiacciono, in generale, di chiudersi gli scienziati; alla mancanza, nel campo della storia della scienza, di un critico geniale paragonabile al [[Francesco de Sanctis|De Sanctis]] e soprattutto alla scarsissima simpatia che hanno per la scienza i nostri principali filosofi, che sono i veri direttori della nostra cultura. ([[Sebastiano Timpanaro senior]])
*La nostra scienza, tanto grandiosa paragonata alla debolezza dei nostri mezzi, così misera di fronte ai limbi sconfinati dell'ignoto, che cosa conosce dell'assoluta realtà? Nulla. Il mondo c'interessa unicamente per l'idea che ne abbiamo. Scomparsa l'idea, tutto diventa sterile, caos, niente. Un'accozzaglia di dati non è la scienza; è un freddo catalogo. Bisogna farlo sgelare, vivificarlo al focolare dell'anima; bisogna far intervenire l'idea e le luci della ragione; bisogna interpretarlo. ([[Jean-Henri Fabre]])
*La scienza apre le porte della conoscenza agli uomini e li rende liberi. Non è la scienza a spaventare. Ma un esercito di uomini liberi, dotati di senso critico e capacità di ragionamento – forse – può spaventare qualcuno. Non riusciamo a immaginare nulla che non abbia uno scopo, un disegno, una finalità. Anche il caos privo di senso è un'idea che da sola può fare tanta paura. ([[Edoardo Boncinelli]])
*La scienza che si diparte dalla giustizia è da chiamarsi inganno, piuttosto che sapienza. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto ''non'' possiamo sapere diventiamo insensibili a molte cose di grandissima importanza. ([[Bertrand Russell]])
*La scienza, come la poesia, si sa che sta ad un passo dalla follia. ([[Leonardo Sciascia]])
*La scienza conferma le nostre immaginazioni errate. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La scienza, così esaltata nel mondo sovietico, non ha mai conosciuto una persecuzione così feroce come quella vissuta proprio in quel paese, nel paradiso del comunismo statolatrico e scientista. È assai strano che questa verità storica sia così occultata dalla [[Margherita Hack|Hack]] e da tutti coloro che, come [[Piergiorgio Odifreddi|Odifreddi]], Dawkins, Veronesi, Flamigni ecc., si ergono a paladini della scienza, dimostrando nello stesso tempo grande simpatia per il comunismo e le sue "libertà". ([[Francesco Agnoli]])
*La scienza coabitava fruttuosamente coi saperi magici ed esoterici, con le invenzioni fantastiche e prodigiose, con le affatturazioni «miracolose» e i «prestigi» anche in persone che, abilissime nelle arti meccaniche «dove interviene», precisava [[Tommaso Garzoni|Tomaso Garzoni]], «lima e martello» (orologiai, ingegneri militari, esperti di idraulica, maestri delle arti del fuoco...), avrebbero dovuto essere meno sensibili ai richiami dell'occulto. Il fascino dell'arcano, delle «secrete e maravigliose cose» contagiava tutti. ([[Piero Camporesi]])
*La scienza, dicevo, è fra noi e ci accompagna nel nostro vivere quotidiano. ([[Giorgio Tecce]])
*La scienza è fatta al 99% di cose noiose. (''[[Steins;Gate]]'')
*La scienza e il [[comunismo]] sono inseparabili. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*La scienza è il pensiero nei fatti; il metodo scientifico è la speculazione nell'osservazione: la scienza non è nel {{sic|teloscopio}}, nei lambicchi, nelle ampolle, e nei fatti positivi, come oggi li chiamano, ma nel pensiero che nel fatto sa scoprire una legge, nel contingente sa vedere l'assoluto e l'eterno. ([[Luigi Settembrini]])
*La scienza è l'arte di fare previsioni. Tutto il sapere scientifico nasce da regole trovate a partire da osservazioni sperimentali, da situazioni note e misurate. Se corretta, la regola ci dirà quello che succederà in situazioni analoghe mai sperimentate prima.<br/>A patto che la regola sia corretta. E che l'analogia regga. ([[Marco Malvaldi]])
*La scienza è l'esperienza, e l'esperienza è un manto che si trama a fila di secoli; e più il manto si distende e più la scienza è completa e sicura. ([[Carlo Bini]])
*La scienza è la forza dell'uomo. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*La scienza e la [[tecnica]], preziose risorse dell'uomo quando si pongono al suo servizio e ne promuovono lo sviluppo integrale a beneficio di tutti, non possono da sole indicare il senso dell'esistenza e del progresso umano. (''[[Donum vitae]]'')
*La Scienza è poesia, armonia del mondo, iniziazione alla grandezza; ma questa grandezza è riservata a pochi eletti, a quelli che possiedono fede, entusiasmo e perseveranza. ([[Pierre Devaux]])
*La scienza è un'impresa di uomini e la gente potrà accedere ai suoi resoconti dettagliati e valutarne la portata solo se c'è qualcuno che ne può discutere liberamente. ([[Halton Arp]])
*La scienza è un'impresa essenzialmente anarchica: l'anarchismo teorico e umanitario è più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge e sull'ordine. ([[Paul Feyerabend]])
*La scienza è un metodo di conoscenza, ma non è l'unico. ([[Francisco J. Ayala]])
*La scienza è un sacerdozio, ed ha, come la religione, i suoi martiri e le sue battaglie. ([[Giuseppe Lipparini]])
*La scienza è una ricchezza immateriale che si diffonde senza dissiparsi e di cui possiamo essere prodighi senza timore di impoverirci. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]])
*''La scienza ha fallito nel nostro mondo, | la scienza ha fallito con la nostra Madre Terra'' ([[System of a Down]])
*La scienza in quanto tale, insomma, non è in alcun modo garanzia di saggezza e di umanità. ([[Ernesto Galli della Loggia]])
*La scienza infatti è un processo discorsivo, e tale processo implica una molteplicità. Essa dunque si allontana dall'[[Uno (filosofia)|uno]] per cadere nel numero e nella molteplicità. ([[Plotino]])
*La Scienza, la Materia e la Storia sono le tre principali "novità" (anche se non certo le sole) che la modernità non eredita dal patrimonio della filosofia greca, ma che trova costituite nel suo stesso orizzonte temporale, storico e sociale. ([[Costanzo Preve]])
*La scienza modifica sempre le idee (della stessa scienza o della cultura), mentre la [[tecnica]] ha su di esse scarso rilievo e per lo più solo indirettamente attraverso il sovvertimento dei processi di esistenza ordinari. ([[Vittorino Andreoli]])
*La scienza nelle sue stupefacenti conquiste, il pensiero nelle sue vie che sembrano infinite, non hanno fatto che limitare, porre confini e barriere alla ricerca di una realtà che non esiste, giacché tutto è reale e tutto è irreale. ([[Aldo Palazzeschi]])
*La scienza non è esatta, come si dice volgarmente, ma ha un certo grado di incertezza, piccolo o grande che sia, ma l'autorevolezza, l'affidabilità della scienza non si basa sul fatto che abbiamo eliminato l'incertezza ma sul fatto che la scienza, e soprattutto la [[fisica]], è stata in grado di definire, di misurare, quindi anche di gestire proprio l'incertezza dei risultati delle [[scoperte]]. ([[Lucia Votano]])
*La scienza non è mai ferma: essa è come un panorama che si dissolve impercettibilmente e si trasforma sotto i nostri occhi. Non è possibile in un momento qualsiasi coglierla in tutti i suoi particolari senza trovarsi immediatamente superati. ([[Isaac Asimov]])
*La ''scienza'' non è tutta la conoscenza, bensì solamente l'insieme e, al limite, il sistema delle ''costanti'' o ''invarianti'' verificate nelle nostre esperienze. ([[Francesco Orestano]])
*La scienza non è un'illusione. Sarebbe invece un'illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci. ([[Sigmund Freud]])
*La scienza non ha fatto progressi che dopo aver eliminato Dio. ([[Pierre-Joseph Proudhon]])
*La scienza non sostenuta dal senno è raddoppiata follia. ([[Baltasar Gracián]])
*La scienza non va abbastanza svelta per noi! ([[Arthur Rimbaud]])
*La scienza si basa sulla [[condivisione]]. (''[[Numb3rs]]'')
*La scienza si ha quando si supera il dato immediato, l'apparenza; si ha con un salto dialettico. ([[Luciano Gruppi]])
*La scienza stessa ha bisogno, spingendosi in ipotesi non verificabili direttamente, di 'atti di fede'. ([[Roberto Giovanni Timossi]])
*La scienza sostituisce i pregiudizi personali con prove verificabili pubblicamente. ([[Richard Dawkins]])
*– La scienza viene sempre usata per la guerra.<br />– No, è come con le armi: la scienza è solo uno strumento. Dipende da chi la controlla. (''[[Metal Gear Rising: Revengeance]]'')
*La [vera] Scienza nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*La vera scienza, nel senso superiore della parola, ha a che fare unicamente con oggetti ideali; ''non può essere altro che [[Idealismo (filosofia)|idealismo]]''; poiché ha la sua ultima ragione d'essere in bisogni che originano dallo [[spirito]]. La natura suscita in noi problemi che domandano una soluzione. Ma essa non può, da sé, fornire tale soluzione. Solo il fatto che, nella nostra facoltà conoscitiva, sorge di fronte alla natura un mondo superiore, crea pure esigenze superiori. Per un essere che non fosse dotato di tale natura superiore, simili problemi non sorgerebbero neppure. Perciò non possono nemmeno ottenere risposta se non da tale natura superiore. Le questioni scientifiche sono dunque essenzialmente una faccenda che lo spirito deve sbrigare con se stesso. Esse non lo conducono fuori dal suo elemento. ([[Rudolf Steiner]])
*Le scienze deono adoperarsi in grazia di se medesime, né altra grazia o altro giovamento o altro piacere o altra gloria è necessario che si ricerchi. ([[Torquato Tasso]])
*Le scienze nutrono i giovani e sono la consolazione dei vecchi. La scienza ci abbrevia la vita, che è già breve di suo. ([[Michail Afanas'evič Bulgakov]])
*Le scienze sono monumenti dedicati al bene pubblico; ogni cittadino deve loro un tributo proporzionale al proprio talento. ([[Charles Augustin de Coulomb]])
*Lo scopo della scienza non è la credenza, ma l'investigazione. ([[Camille Flammarion]])
*Ma, si dirà, la scienza è fede? Sì. Per avere potenza sul mondo, la scienza ha rinunciato da tempo ad essere "verità", nel senso attribuito a questa parola dalla tradizione filosofica. La scienza è divenuta sapere ipotetico. Sa di non essere sapere assoluto ("verità", appunto) – e in questo senso non è fede ma dubbio –, tuttavia per aver potenza sul mondo deve aver fede nella propria capacità di trasformarlo; ed è all'interno di questa fede che essa elabora, risolve o conferma i propri dubbi. ([[Emanuele Severino]])
*Mentre la scienza progredisce a velocità esponenziale, tanto la scienza di base quanto le sue ricadute pratiche, il divario tra i suoi protagonisti, o almeno i dilettanti coltivati, e la massa di chi non ha la più pallida idea delle sue poste in gioco aumenta più rapidamente rispetto a quello dei redditi. Il divario tra i paesi che si impegnano nella ricerca scientifica e quelli che ne sono alieni, nonché, all'interno di ognuno di essi, tra l'élite scientifica e i più carenti nel campo della conoscenza, aumenta più velocemente di quello delle ricchezze. ([[Marc Augé]])
*Nata con un atto di fede nel creato, la scienza non ha mai tradito suo padre. Essa ha scoperto – nell'immanente – nuove leggi, nuovi fenomeni, inaspettate regolarità, senza però mai scalfire, anche in minima parte, il trascendente. ([[Antonino Zichichi]])
*Nella inferiorità rispetto al fine che le è fatalmente imposto dalla propria essenza, nel mistero sempre diradantesi e sempre impenetrabile di quel fine, è tutta la maestosa bellezza, tutta la infinita poesia della scienza. ([[Giovanni Bordiga]])
*Nella scienza nulla vi è di certo: né le asserzioni generali né le asserzioni di osservazione. ([[Dario Antiseri]])
*Nella scienza si viene giudicati per la propria creatività e per i propri contributi, indipendentemente dall'età, dalle convinzioni religiose, dal sesso o dall'origine etnica. La ricerca scientifica insegna a pensare senza pregiudizi, a confrontarsi sulla base del ragionamento, a rispettare e ad accettare le evidenze della realtà. [...] Sebbene non guarisca le debolezze e le cattiverie umane, la scienza ha una naturale tendenza a sviluppare certi principi nelle menti delle donne e degli uomini che la praticano, portandoli a coltivare determinati valori: è una fortunata coincidenza che questi principi e questi valori siano proprio quelli che rendono una società più tollerante, più onesta e più giusta. ([[Gian Francesco Giudice]])
*Nelle scienze naturali sembra non esservi posto alcuno per opposizioni come giusto/sbagliato, sensato/insensato, bellezza/bruttezza, buono/cattivo, amore/odio, e così via. Il successo della scienza contemporanea sembra aver detronizzato gli dei senza lasciare alcun fondamento su cui possano poggiare valori irreprensibili. ([[Terrence William Deacon]])
*Non è con la fiducia che la scienza fa strada, ma con la curiosità. (''[[Ultimatum alla Terra]]'')
*Non ignoriamo, che la scienza in molte e gravi questioni non è ancor giunta a tradurre in una teorica razionale l'impulso e la voce immediata della [[coscienza]]; ma l'[[ignoranza]] di una causa non c'indurrà mai a disconoscere l'evidenza d'un fatto; e noi abbiamo tanta fede nella rettitudine e nella sapienza della [[natura]], che non esiteremo punto a subordinare le rigide esigenze della dialettica alle nobili inspirazioni dell'[[anima]]. ([[Cristoforo Bonavino]])
*Non immaginavo che la scienza... che la mia stessa ricerca... potessero causare tanta sofferenza. Non che noi scienza-dipendenti siamo dei [[Satanismo|satanisti]] o robe simili, per carità. Ma... Anche con le migliori intenzioni... finiamo per essere usati dagli altri a scopi malefici. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'')
*Non si conosce a fondo una scienza finché non se ne conosce la storia. ([[Auguste Comte]])
*Non si può imparare una scienza finché non si sa di che cosa si tratta. ([[Aldous Huxley]])
*Non si tratta di abbandonare la scienza, la quale nel suo tortuoso cammino ha pur mostrato di essere ricerca docile alla verità, e dalla quale proprio oggi ci vengono le meno incerte indicazioni di speranza anche teoretica. Si tratta piuttosto di accompagnarle una ricerca filosofica che, in costante sforzo di attenzione, recuperi le necessarie armonie (con la natura e con gli altri) nelle regioni più proprie dell'umano: fantasia, sentimenti, esperienza storica, intelligenza. Questa collaborazione tra scienza e filosofia è indispensabile. Come l'opera manipolatrice e distruttiva della scienza non sarebbe giunta tanto lontano senza l'avallo e la spinta dell'idea filosofica dell<nowiki>'</nowiki>''homo faber'', così l'attuale riconversione della scienza a un'attività conoscitiva e conservativa non può dare tutti i suoi frutti se la filosofia non riproporrà l'idea perenne dell<nowiki>'</nowiki>''homo sapiens'', che illumina di sapienza anche il suo fare.<br/>Oggi molti scienziati mostrano di aver inteso la lezione di questa sapienza che conosce il limite e la misura. Hanno compreso che, quand'anche si abbia di mira soltanto il fare e il produrre, non è più possibile continuare a provocare la natura. Ma occorre esplorarla riconoscendone la realtà, davvero inesauribile sul piano della conoscenza, e fors'anche sul piano di una utilizzazione sapientemente rispettosa; ma esauribile (e quanto rapidamente!) sul piano della manipolazione <ref>fabbrileProprio del fabbro e, per estensione, di ogni attività manuale. Manipolazione fabbrile è quindi un utilizzo indiscriminato delle ricchezze naturali.</ref> che obbedisce alla misura egocentrica dell'uomo. ([[Sergio Cotta]])
*Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto. ([[Emil Cioran]])
*Oggidì la scienza è quasi sempre un lusso intellettuale, oppure la serva pagata dall'industria capitalistica o dallo Stato nazionalista; ed essa e i suoi risultati, quando non si adattano al sistema esistente, non solo rimangono ignorati, ma l'organizzazione della ricerca scientifica perde il suo equilibrio per la soverchia importanza attribuita a certi rami della scienza rispetto ad altri in tutto o in parte trascurati. ([[Julian Huxley]])
*Ogni scienza sarebbe superflua se l'essenza delle cose e la loro forma fenomenica direttamente coincidessero. ([[Karl Marx]])
*[[Paul Feyerabend]] ha descritto la scienza come un luogo d'anarchia fondato non sul metodo logico-razionale ma sui protocolli, i mezzi del mestiere. La scienza è, dunque, una disciplina «relativa», in grado di affermare la verità solo in relazione a dati posti convenzionalmente a confronto: una verità-errore. ([[Vittorino Andreoli]])
*Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Per la semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall'autorità scientifica appoggiata dal cardinal [[Roberto Bellarmino|Bellarmino]]. È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L'immagine dello scienziato chiuso in laboratorio che fa la grande scoperta è un po' comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l'università, l'[[industria]] sempre più immateriale, i grandi centri medici e farmacologici, l'esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi. ([[Edoardo Sanguineti]])
*Più la scienza allarga i confini dell'[[universo]], più gli abitanti della Terra sentono il richiamo della [[religione]]. ([[Riccardo Pazzaglia]])
*Poco importa se i metafisici e i letterati si bisticciano; ma non va senza danno del genere umano il discordare e il traviare de' pubblicisti. E già si disse che il fine criterio degli uomini illuminati coglie il certo e il sodo della scienza, ma non la crea e non l'ordina. ([[Terenzio Mamiani]])
*Proprio perché fenomeno essenzialmente collettivo, la scienza ha potuto progredire con continuità nel corso dei quattro secoli che ci separano dalla nascita di Galileo; e – fatto estremamente significativo – i suoi progressi sono stati resi possibili non già dall'accettazione unanime delle teorie di volta in volta elaborate, ma dalle critiche cui tali teorie venivano costantemente sottoposte, dalle obiezioni che sorgevano all'interno di esse in virtù del loro stesso coerente sviluppo. ([[Ludovico Geymonat]])
*Qualcuno vorrà ch'io conti, tra le disposizioni singolarmente creatrici di umanità, la ''conquista scientifica''. Ma questa, con le sue maraviglie, supera l'animalità solamente come ampiezza di svolgimento. La scienza è la capacità di ''esplorare'' il mondo fisico, e riconoscere le regole secondo cui esso si comporta e si regge, e sfruttarle per il benessere quotidiano degli uomini. Ora, così i rudimenti della conoscenza dell'esterno fisico, quanto l'uso di qualche sua legge a proprio vantaggio, son pur noti dalla bestia: le rondini mostrano di possedere nozioni di geografia e di meteorologia{{sic|:}} si videro cani gettare in un fiume un pezzo di legno per valutarne l'intensità di corrente prima di avventurarsi. Penso pure che la scienza, per la sua stessa natura, non può servire alla vera vera conoscenza se non per diffonderla; la sua funzione rispetto a essa è puramente strumentale. Dite «la [[matematica]]»? Ma la matematica solo strumentalmente serve le scienze fisiche{{sic|:}} idealmente essa va forse allineata con la filosofia. ([[Massimo Bontempelli]])
*Quel che dice la scienza, è la natura o l'universo che glielo detta; non può essere un'altra voce, no, non può essere altro; e la cosa non è rassicurante. Noi siamo oggi fin troppo portati a non ascoltar che la scienza, in questioni che escono dal suo dominio. ([[Maurice Maeterlinck]])
*Questa è l'essenza della scienza: fai una domanda impertinente e sei sulla via della risposta pertinente. ([[Jacob Bronowski]])
*Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'')
*Sai, mi illudevo di poter usare la scienza per aiutare l'umanità... Ma [...] usare la scienza per aiutare l'umanità... funziona solamente nei film... (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Scienza e [[fede]] non sono in contrasto, sono espressioni delle due componenti di cui siamo fatti: il [[trascendente]] e l'[[immanente]]. ([[Antonino Zichichi]])
*Scienza e [[musica]] sono i due estremi opposti, i due poli dell'idealità intellettuale e artistica del secolo. Mentre quella rappresenta oggi agli occhi de' più il ''sapere'' per eccellenza, questa è certo, per eccellenza, l'''arte'' dei nostri tempi. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Se c'è [[amore]] per l'[[uomo]], ci sarà anche amore per la scienza. ([[Ippocrate]])
*Se il [[pensiero]] taglia i legami col basso, perde le radici. Il pensiero funzionale della scienza è per esempio un pensiero privo di radici – gli manca il rapporto col motivo primo – la ''[[religione|religio]]''. (''[[Malattia e destino]]'')
*Se la Chiesa è stata, a volte, contro la scienza, la causa risiede nella cattiva lettura che ha fatto della Bibbia. ([[Jean Guitton]])
*Se mai sorgesse tra la scienza e la moralità una vera opposizione, e la scienza si volgesse in nome del vero a combattere quel principio per il quale solo il vero può esigere da noi un illimitato rispetto, allora dite pure con sicurezza che quella scienza è prossima alla sua rovina. ([[Carlo Cantoni]])
*Secondo [[Charles Robert Richet|Richet]], la scienza che già conosciamo si può paragonare a una sfera, quella futura è rappresentata dallo spazio che circonda la sfera, cioè dall'infinito; sicché più la scienza cresce più aumentano le scoperte da farsi immediatamente, restando però sempre trascurabili in confronto di quelle che restano da fare. ([[Sebastiano Timpanaro senior]])
*Sì, non c'è niente di male nella scienza. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. (''[[Harry a pezzi]]'')
*Si va dicendo che la Scienza ha distrutto la fede nei miracoli e che dal canto suo la Religione ha ceduto sempre a quella, cercando con dei sofismi un accordo del tutto impossibile.<br>Ma la fede cristiana ha invece una potente alleata nella Scienza quando, obliando le proprie manifestazioni materiali, cioè i miracoli, s'inchina riverente soprattutto ai sublimi principi di fratellanza, di carità e di giustizia banditi per primo da Cristo; principi che ne sono i veri miracoli, principi che ne costituiscono la vera divinità. E sarà sempre gloria somma della Scienza di esser giunta alle stesse affermazioni, espresse implicitamente, se non esplicitamente, dal genio di uomini quali Leonardo da Vinci, Galileo, Newton, Volta e tanti altri. ([[Gustavo Uzielli]])
*Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba. ([[Marie Curie]])
*Sulla soglia della scienza, come sulla porta dell'[[inferno]], si deve porre questo ammonimento: <br>Qui si convien lasciare ogni sospetto <br> Ogni viltà convien che qui sia morta. ([[Karl Marx]])
*Una delle nostre bandiere è la Scienza senza segreti e senza frontiere. ([[Antonino Zichichi]])
*Uno dei doni più grandi che la scienza ha fatto al mondo è la continua eliminazione del soprannaturale. ([[James Dewey Watson]])
*Vi sono due grandi classi di scienze: quelle che, come la fisica, la chimica, la meccanica, possono avere ricorso all'esperienza, e quelle che, come la meteorologia, l'astronomia, l'economia politica, non possono, o difficilmente possono, avere ricorso all'esperienza, e che si debbono contentare dell'osservazione. ([[Vilfredo Pareto]])
*Vivere è di tutti, viver bene di pochi; viver con scienza e [[conoscenza]] di pochissimi. ([[Paolo Mantegazza]])
*Vivere è imparare. La scienza si evolve in maniera darwiniana: attraverso tentativi ed errori. ([[Dario Antiseri]])
*Voglio sapere molte cose, e dunque ho rispetto per la scienza. Ma non ne sarò mai schiavo, così come in altri tempi non sarei stato schiavo della teologia. ([[Elias Canetti]])
===[[Piero Angela]]===
*La scienza è un po' come lo sport: non può negare certi risultati, a condizione, ovviamente, che siano controllati da giudici indipendenti.
*La scienza ha questo di bello: che unisce le generazioni, perché le regole non cambiano, come le mode, da una generazione all'altra, ed è un percorso di conoscenza lungo il quale tutti possono inoltrarsi, a condizione, naturalmente, che il racconto sia fatto in modo chiaro e comprensibile.
*La scienza non è democratica. Non è come in Parlamento, dove ogni voto conta e ogni voce ha diritto di cittadinanza: la velocità della luce non la si stabilisce a maggioranza, per alzata di mano.
===[[Bertolt Brecht]]===
*Il frutto dell'albero della conoscenza. Ecco, lo azzanna subito. Sarà dannato in eterno, ma non può fare a meno di azzannarlo, sciagurato ghiottone!
*Il misfatto di Galileo può esser considerato il «peccato originale» delle scienze naturali moderne. Della moderna astronomia, che interessava profondamente una classe nuova, la borghesia, perché appoggiava le correnti sociali rivoluzionarie dell'epoca, egli fece una scienza specialistica strettamente limitata, la quale naturalmente proprio grazie alla sua «purezza», ossia alla sua indifferenza per il sistema di produzione, poté svilupparsi relativamente indisturbata. La [[bomba atomica]], come fenomeno tecnico non meno che sociale, è il classico prodotto terminale delle sue conquiste scientifiche e del suo fallimento sociale.
*Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità.
*Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non è tanto quello di aprire la porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza. ([[Bertolt Brecht]])
===[[Freeman Dyson]]===
*La scienza è la somma totale di una grande moltitudine di misteri. È un argomento senza fine tra una grande moltitudine di voci. Assomiglia a Wikipedia molto più di quanto non assomigli all'''Enciclopedia Britannica''.
*La scienza non è un corpo dottrinale monolitico ma una cultura che cresce ed evolve costantemente. La scienza attuale è derivata dalla matrice di quella classica del secolo XIX, proprio come la pittura di Pablo Picasso e di Jackson Pollock è derivata dalle matrici dell'arte del secolo XIX. La scienza ha tendenze in competizione proprio come la pittura e la poesia.
*Non esiste una visione scientifica unica come non esiste una visione poetica unica. La scienza è un mosaico di visioni parziali e conflittuali. In tutte queste visioni c'è però un elemento comune: la ribellione contro le restrizioni imposte dalla cultura localmente dominante, occidentale o orientale che sia. La visione della scienza non è specificamente occidentale: non è più occidentale di quanto possa essere araba o indiana o giapponese o cinese.
===[[Albert Einstein]]===
*L'intera scienza non è che un affinamento del pensiero quotidiano.
*La scienza è una cosa meravigliosa quando non serve a guadagnarsi il pane quotidiano. È meglio guadagnarsi da vivere con un lavoro che si ha la certezza di poter fare. Solo quando non bisogna rendere conto delle nostre attività a nessuno, si può provare vero piacere e soddisfazione nella ricerca scientifica.
*La scienza può solo accertare ciò che ''è'', ma non ciò che ''dovrebbe essere'', e fuori dal suo ambito tutti i tipi di giudizi di valore restano necessari.
*La scienza, tuttavia, non può creare fini e ancora meno inculcarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può fornire i mezzi con cui perseguire eventuali fini. Ma i fini in sé sono concepiti da personalità dotate di alti ideali etici.
*Quale varietà di stili nel tempio della scienza! E come diversi sono gli uomini che lo frequentano e diverse le forze morali che ve li hanno condotti! Più di uno si dedica alla scienza con la gioia di rendersi conto delle proprie superiori facoltà intellettuali: per lui la scienza è lo sport preferito che gli permette di vivere una vita intensa e di appagare le sue ambizioni. Ve ne sono anche molti i quali, unicamente allo scopo utilitario, vogliono portare la loro offerta alla effervescenza del cervello. Basterebbe che un angelo divino cacciasse dal tempio gli uomini di queste categorie e l'edificio rimarrebbe vuoto in modo inquietante, se non vi restassero alcuni uomini del presente e del passato: di questo numero fa parte il nostro [[Max Planck|Plank]] ed è questa la ragione per cui lo amiamo.
*Sono due i modi in cui la scienza influenza le faccende umane. Il primo è a tutti familiare: quello diretto. Ma in maniera ancora più estesa, quella indiretta, la scienza fornisce aiuti che hanno trasformato completamente l'esistenza umana. Questo secondo modo è di natura educativa: agisce sulla mente. Benché possa apparire meno ovvio al nostro esame superficiale, non meno incisivo del primo.
*Sta a imperituro credito della scienza l'aver permesso, agendo sulla mente umana, di superare l'insicurezza dell'uomo davanti a se stesso e davanti alla natura.
===[[Silvano Fuso]]===
*Così funziona la scienza: si evolve nel tempo, sulla base dei dati disponibili. Non si può sostenere un'affermazione se non vi sono concrete evidenze per farlo. Se poi col tempo queste evidenze emergono, è perfettamente legittimo e doveroso cambiare posizione.
*La scienza moderna ha fornito gli strumenti cognitivi, culturali e morali indispensabili alla nascita della democrazia.
*L'identificazione della scienza con il potere [...] denota un notevole livello di confusione e approssimazione su cosa sia realmente la scienza. [...] La scienza, per sua natura, è quanto di più lontano possa esistere dal potere e sarebbe opportuno che ci si sforzasse affinché questa consapevolezza diventasse patrimonio di tutti. La scienza moderna nasce proprio storicamente dal rifiuto di ogni principio di autorità e tale rifiuto caratterizza costantemente l'attività scientifica. Qualsiasi affermazione viene valutata per quello che è, indipendentemente da chi l'ha pronunciata. Nella comunità scientifica è normale che anche un giovane ricercatore possa contraddire le affermazioni di un autorevole premio Nobel, purché abbia valide argomentazioni per farlo. Il metodo scientifico consiste innanzi tutto nel prendere atto dei fatti, umilmente e senza alcun pregiudizio ideologico. E anche se i fatti possono contrastare con convinzioni diffuse e radicate o con le nostre idee pregresse, sono queste ultime a dover essere messe in discussione, non i fatti. Se questo atteggiamento venisse applicato in tutti gli ambiti umani, sicuramente le cose migliorerebbero. Naturalmente però anche gli scienziati sono esseri umani e con una certa frequenza possono cadere vittima di errori, barare, esercitare pressioni grazie alla loro posizione accademica, ecc. Però giustamente qualcuno ha detto che "la scienza funziona, nonostante gli scienziati". La comunità scientifica si è infatti dotata di meccanismi auto-correttivi e di controllo che consentono, in tempi più o meno lunghi, di riparare gli errori, di scoprire le eventuali frodi, di correggere devianze, ecc. La scienza nasce proprio dalla necessità di superare l'inevitabile fallibilità dei singoli ricercatori, con l'obiettivo di raggiungere un accordo intersoggettivo.
*Nella scienza non vi è mai niente di definitivo e le sue affermazioni sono inevitabilmente sempre provvisorie. Ma si basano sulla valutazione razionale dei migliori dati disponibili al momento. Sono affermazioni mutevoli, certo, ma di meglio noi umani non sappiamo fare. Le affermazioni ideologiche sono sicuramente meno mutevoli e apparentemente più confortanti. Ma il fatto stesso che non cambino nel tempo dovrebbe destare una salutare preoccupazione: infatti non cambiano semplicemente perché non tengono conto della realtà.
*Qualche scienziato afferma, ''tranchant'', che "la scienza non è democratica". Si tratta però di un'affermazione che va chiarita, altrimenti può fornire armi agli oppositori della scienza e consolidare la loro identificazione tra scienza e potere. La scienza non è democratica nel senso che le sue affermazioni non si decidono a maggioranza ([...] la velocità della luce non si stabilisce per alzata di mano). Tuttavia sotto molti altri aspetti la scienza è una delle attività umane maggiormente democratica. Oltre al rifiuto di ogni principio di autorità, la scienza è caratterizzata infatti dalla libera circolazione delle idee, dalla disponibilità al confronto e all'accettazione delle critiche. Queste caratteristiche sono altrettanto fondamentali per una democrazia degna di questo nome. Ogni forma di autoritarismo, di censura e di arroccamento su idee preconcette sono egualmente deleterie sia per la scienza che per la democrazia. La scienza si basa inoltre sulla condivisione del sapere. Questo non è affatto scontato. Sono esistiti in passato (ed esistono tuttora) sistemi di pensiero esoterici, ovvero riservati a pochi (ne è un esempio la magia in cui i cosiddetti "babbani", per usare un termine tratto da Harry Potter, non possono accedere alla conoscenza). Il sapere scientifico è pubblico e accessibile a chiunque: richiede solamente studio e impegno (come del resto qualsiasi altra cosa).
===[[Umberto Galimberti]]===
*Che la scienza grondi di metafore teologiche non c'è alcun dubbio. [[Bacone]], quando nel 1600 ideò il primo abbozzo del metodo scientifico, scrisse che attraverso la scienza e la tecnica l'uomo avrebbe riguadagnato le virtù preternaturali che Adamo aveva perso col peccato originale. E avrebbe concorso alla redenzione riscattando l'umanità dalla fatica del lavoro e dalla sofferenza del dolore, che erano le due pene che Dio aveva inflitto ad Adamo in occasione della cacciata dal paradiso terrestre. A ciò si aggiunga che la visione [[religione|religiosa]] del tempo, che prevede il passato come colpa, il presente come redenzione e il futuro come salvezza, viene riproposta dalla scienza in quell'analoga prospettiva dove il passato appare come male, la scienza come redenzione, il progresso come [[salvezza]].
*In questo senso è possibile dire che sia la scienza, sia l'[[utopia]], sia la [[rivoluzione]] sono animate da una visione del tempo e della storia profondamente [[religione|religiosa]], dove alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato.
*Oggi la ragione ha trovato la sua più alta espressione nella scienza che non confligge con la fede, solo se la fede rinuncia a proporsi come verità. La scienza infatti non ha rapporti con la [[verità]], perché ciò che essa produce sono solo proposizioni "esatte", cioè "ottenute da (ex actu)" premesse che sono state anticipate in via ipotetica. Che poi l'ipotesi sia confermata dall'esperimento dice solo che noi conosciamo la validità operativa di quell'ipotesi, non la natura della cosa indagata con quell'ipotesi, perché, interrogata, la cosa non ha mostrato il suo volto, ma ha semplicemente risposto all'ipotesi anticipata.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Fintanto che al mondo ci saranno esseri umani buoni e cattivi, anche la scienza sarà buona e cattiva, perché dopotutto sono gli uomini ad applicarla. Così quando un uomo può attingere ad una forza immensa quasi sempre ne abusa causando rovina.
*Jean, la scienza è una cosa meravigliosa: rende possibile, l'impossibile però deve assumersi la responsabilità dei crimini commessi da quelli che hanno assaggiato i frutti del sapere.
*Il seme di tutte le scoperte sta nell'intuizione dell'essere umano e nel bisogno di metterla in pratica. È su questo che si fonda la scienza.
===[[Karl Popper]]===
*La scienza è ricerca della [[verità]]. Ma la verità non è verità ''certa''.
*Tutta la [[conoscenza]] prescientifica, sia essa animale o umana, è dogmatica; e con la scoperta del metodo non dogmatico, cioè del metodo critico, comincia la scienza.
*Una [[teoria]] che non può venire confutata da nessun evento concepibile non è scientifica. L'inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si ritiene) una virtù, bensì un vizio.
===[[Lewis Wolpert]]===
*Cucinare è un esempio tipico, perché in effetti facciamo degli esperimenti; tuttavia questa non è scienza perché non è necessaria alcuna teoria: per ottenere il giusto «sapore» si procede semplicemente per prove ed errori. Fare scienza, invece, richiede di prendere le distanze dalla propria esperienza personale e cercare di capire fenomeni che non influiscono direttamente sulla propria vita quotidiana, sui propri costrutti personali. Nella vita di ogni giorno non ci serve alcun costrutto sul perché i corpi cadano o perché i bambini somiglino o no ai genitori; ci basta sapere che è così. Il senso comune non fornisce altro che un po' della materia prima necessaria al pensiero scientifico.
*Le pubblicazioni scientifiche hanno vita breve e dopo qualche anno neppure quelle veramente importanti vengono più citate. Gli scienziati non possono lavorare in isolamento, perché l'impresa scientifica è essenzialmente accumulativa. Paragoniamo tutto questo alle arti: per pittori, romanzieri e poeti l'elemento fondamentale è l'originalità della creazione. L'artista non partecipa a un'impresa comune; il suo lavoro non è assimilato ad un corpo più ampio e la sua essenza è l'individualità. Per contro, per lo scienziato lo scopo è che gli altri accettino le sue idee, è ottenere il consenso.
*Vorrei insegnare al mondo che la scienza è il miglior modo di capire il mondo, e che per ogni sequenza di osservazioni c'è una sola spiegazione. Inoltre la scienza è oggettiva, e spiega il mondo così come è. Le questioni etiche sorgono solo quando la scienza è applicata alla tecnologia – dalla medicina all'industria.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi di scienza è amatore, a lungo andare avrà onore.
*È la miglior scienza quella che fa gli uomini buoni.
*Fra sepolto tesoro e occulta scienza non c'è gran differenza.
*La scienza ben vale il denaro che si spende per acquistarla.
*La scienza è follia, se il senno non la governa.
*La scienza è nulla rispetto alla virtù.
*La scienza è un buon bastone nel pellegrinaggio della vita.
*La scienza è un tesoro che accompagna chi la possiede in ogni dove.
*La scienza è una fonte di cui nessuno esplora le origini.
*La scienza ha una seconda vista ed ha occhi brillanti.
*La scienza nei ricchi è una perla nell'oro.
*La scienza per alcuni è uno scettro, per altri un berretto a sonagli.
*La scienza val più della ricchezza: gli averi se ne vanno, la scienza rimane.
*La scienza viene dallo studio.
*Le scienze sono l'argento della gente comune, l'oro della nobiltà e la gemma dei principi.
*Nella scienza non vi sono né vecchi né giovani: chi più sa ha precedenza.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Antiscienza]]
*[[Metodo scientifico]]
*[[Pseudoscienza]]
*[[Ricerca scientifica]]
*[[Scienza e religione]]
*[[Scienziato]]
*[[Teoria scientifica]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scienze matematiche, fisiche e naturali]]
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Amore
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[[File:1873 Pierre Auguste Cot - Spring.jpg|thumb|''Le Printemps'' (P.A. Cot, 1873)]]
Citazioni sull''''amore'''.
==Citazioni==
*A coloro che ci spingono ad amare gli altri, suggerisco di riflettere che forse perfino amare se stessi è meno frequente di quanto comunemente si creda. ([[Sergio Ricossa]])
*A nessuna creatura può piacere di essere desiderata per l'amore di un'altra. Ognuno vuole essere amato per sé stesso. ([[Liala]])
*A una certa altezza dell'amore, si vedono cadere gli orpelli del romanzesco e del petrarchismo, e rimangono soltanto, nudi e violenti, lo stimolo fisico e la verità dei corpi. ([[Marcel Thiry]])
*A volte penso che l'amore eterno sia il Babbo Natale degli adulti... sappiamo tutti che non esiste ma nessuno vuole sentirselo dire... ([[Alessandro Cattelan]])
*Agire sotto l'impulso del desiderio è paura e schiavitù; spinti dall'amore, è libertà. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*''Ah! come io conosco bene l'amore. Egli | inclina sempre a trovar de' difetti nell'oggetto | amato: tu trovi il tuo troppo orgoglioso; io | trovai il mio troppo modesto''. ([[Louis-Benoît Picard]])
*''Ahi crudo Amor, ch'ugualmente n'ancide | l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi, | e d'ogni tempo egualmente mortali | vengon da te le medicine e i mali!'' ([[Torquato Tasso]])
*''Al mondo non si fa altro | che cantare e ricantare l'amore. | E anch'io in un tempo lontano l'ho fatto | e ancora, e di nuovo, | perché hanno un respiro profondo | le parole della tenerezza. | Se l'anima davvero potesse amare | il cuore si muterebbe in una zolla d'oro.'' ([[Sergej Aleksandrovič Esenin]])
*Alfine è venuto l'amore, tale che tenerlo nascosto più nuocerebbe alla mia fama che averlo rivelato ad alcuno. Scongiurata dalle mie muse Citerea a me l'ha condotto e l'ha posto fra le mie braccia. [[Venere]] ha mantenuto la promessa: racconti i miei diletti quello di cui si dirà che non ne ha avuti di suoi. Nulla io vorrei confidare a tavolette sigillate, perché nessuno le legga prima che lo sappia il mio amato. Ma aver peccato mi piace; atteggiare il volto per aver buona fama mi ripugna: si dirà che con uno degno di me io, degna di lui, sono stata. ([[Sulpicia]])
*''Altissimo Amore, se può essere che io muoia | senza aver saputo donde vi possedevo, | in quale sole era la vostra dimora | in quale passato il tempo vostro, in quale ora | io vi amavo, || Altissimo Amore che superate la memoria, | fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce, | in quale destino tracciavate la mia storia, | in quale sonno si vedeva la vostra gloria, | o mia dimora... || Quando sarò per me stessa perduta | e dispersa nell'abisso infinito, | infinitamente, quando sarò infranta, | quando il presente di cui sono rivestita | avrà tradito, || per l'universo in mille corpi frantumata, | di mille istanti ancora non riuniti, | di cenere setacciata nei cieli fino al nulla, | rifarete per una strana annata | un solo tesoro || rifarete il mio nome e la mia immagine | di mille corpi portati dalla luce, | viva unità senza nome e senza volto, | cuore dello spirito, oh centro del miraggio, | Altissimo Amore.'' ([[Catherine Pozzi]])
*Ama chi ti ama, fosse pure un cane! (''[[Un borghese piccolo piccolo]]'')
*Ama e fa' ciò che vuoi. ([[Agostino d'Ippona]])
*"Ama gli altri e sarai amato!" è un detto che potrebbe suonare come una terribile e ingiusta accusa contro tutti gli innocenti che sono stati odiati e magari anche torturati e uccisi. ([[Fausto Cercignani]])
*''Amami, anche se io non ti amo. | Amami, anche se non merito l'amore. | Amami, anche se io non so amare | e amami anche se non esiste l'amore.'' (''[[La nave dei folli]]'')
*Amare e farsi amare è un'attività complicata, soprattutto quando hai un brutto carattere, quando sei un po' vecchio, un po' grasso... ([[Philippe Starck]])
*Amare e insieme conservare il senno è concesso solo a Giove. ([[Decimo Laberio]])
*''Amare è la metà di credere.'' ([[Victor Hugo]])
*Amare è trovare la propria ricchezza al di fuori di sé stessi. ([[Émile-Auguste Chartier]])
*Amare, non è prendere un altro per completarsi, bensì offrirsi ad un altro per completarlo. ([[Michel Quoist]])
*Amare non significa solo dedicarsi interamente, con una generosità completa, né consacrarsi corpo ed anima senza condizioni ad attività in favore del prossimo, ma, prima di tutto, fare opera di intelligenza, chiedendoci con amore e con un sentimento profondo di rispetto degli uomini nostri fratelli, qual è il miglior bene che noi possiamo offrire loro, non solo, certamente nella prospettiva temporale ma in quella del destino spirituale. ([[René Voillaume]])
*Amare, oltre molte altre cose, vuol dire trarre diletto dal guardare e osservare la persona amata e non soltanto trarre questo diletto dalla contemplazione delle sue bellezze, ma da quelle delle sue bruttezze poche o molte che siano. (''[[L'amore coniugale]]'')
*Amare per essere amato è umano, ma amare per amare è quasi angelico. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Amare qualcuno vuol dire amputare un pezzo di te stesso e rimpiazzarlo con un pezzo dell'altro. (''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'')
*Amare significa aver cura della [[solitudine]] dell'altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla. ([[Christian Bobin]])
*Amare, significa essere assenti da sé stessi. ([[Joë Bousquet]])
*Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura con passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo. Ma in quello scrigno (al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto) esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile. ([[C. S. Lewis]])
*Amare significa non dover dire mai "mi dispiace". ([[Erich Segal]])
*Amare significa semplicemente conoscere appieno la gioia e poi morire. ([[Sándor Márai]])
*Amare vuol dire accettare la responsabilità della felicità di qualcun altro. ([[Bruno Morchio]])
*Amatevi! Che cosa costa il canto al rosignolo e la gentilezza alla pioggia mattutina? ([[Nikiforos Vrettakos]])
*Amatevi! L'amore ci riunirà in Dio. ([[Santina Campana]])
*''Amo come l'amore ama. | Non conosco altra ragione di amarti che amarti. | Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, | se ciò che ti voglio dire è che ti amo?'' ([[Fernando Pessoa]])
*''Amo di nuovo, non amo | e folle sono, non folle.'' ([[Anacreonte]])
*''Amor che mai non giunca a fine, amore | dir non si dee, ma una continua pena''. ([[Giambattista Giraldi Cinzio]])
*''Amor mio, eri tu o solo il mio slancio, | il nome che la mia parola ha dato al suo desiderio? | Sei esistito tu, l'altro? Era vero, | sotto i grandi meli tra i pinoli, | quel lungo corpo disteso per tanti anni? || L'azzurro è stato una vera frazione di tempo? | Non ho forse immaginato una vacanza nell'opaco? | Eri venuta, tu che sei andata via? | Sono stato io quel fuoco che si ravvivò, disparve? | Tutto è così remoto. L'assenza brucia come il ghiaccio. | I rami della memoria sono carbonizzati. | Sono fermo qui fino alla fine, | con un ricordo che non ha più volto.'' ([[André Frénaud]])
*Amor non confessato, amor pericoloso, dicevano ai miei tempi. ([[Alberto Cantoni]])
*''Amor, poi che tu se' del tutto 'gnudo, | non fossi alato, morresti di freddo; | chè se' cieco e non vedi quel che fai.'' ([[Lapo Gianni]])
*Amor può troppo più che né voi né io possiamo. ([[Giovanni Boccaccio]])
*''Amor tu sai, che mai non torsi il piede | Dal carcer tuo soave, né disciolsi | Dal dolce giogo il collo, né ti tolsi | Quanto dal primo dì l'alma ti diede''. ([[Vittoria Colonna]])
*''Amore è di sospetti fabbro.'' ([[Silvio Pellico]])
*Amore è dipendenza. Amore è sopravvivenza comune. (''[[I sopravvissuti]]'')
*''Amore è misero se il suo amore è assente.'' ([[James Joyce]])
*Amore è ora un corpo longilineo e asciutto, dalle membra ancora adolescenti, morbide, sinuose e nobili. È un viso allungato dalle forti mascelle squadrate. È una coppia di occhi intensi e neri su cui, ogni tanto, ricade un ciuffo di capelli color del miele scuro. È un particolare modo di muovere le mani o di lasciarle penzolanti, parallele alle gambe. È finalmente una voce, l'intonazione di un bacio soffocato, l'emozione di una risata aperta e squillante. È la sobrietà dei modi, l'essenzialità, la grazia di una entità che nel presente stato di questo sogno corrisponde al nome di Thomas, suona con le sue mani, bacia con le sue labbra color porpora, ama con i suoi lombi tesi. ([[Pier Vittorio Tondelli]])
*Amore è tentativo di contrarre amicizia per mezzo della bellezza che si rivela nei giovani. ([[Zenone di Cizio]])
*Amore è tutto ciò che si può ancora tradire. ([[Andrea Pazienza]])
*Amore è un affetto dell'anima oziosa. ([[Salvator Rosa]])
*Amore è un certo no so che, che viene non so d'onde, mandalo non so chi, ingenerasi non so come, contentasi non so di che, sentesi non so quando, uccide non so perché, e finalmente paβa la carne di fuora, e non offende le viscere di dentro. ([[Francesco Andreini]])
*Amore è un dio che coopera alla conservazione dello Stato. ([[Zenone di Cizio]])
*Amore è un eccesso di certo desiderio senza raggione che ha una veloce venuta, e una tarda partita. ([[Salvator Rosa]])
*Amore, fra gli dèi l'amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all'antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l'umana natura. ([[Platone]])
*Amore, impossibile a definirsi! ([[Giacomo Casanova]])
*Amore non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione. ([[Antoine de Saint-Exupéry]])
*Amore non è un possedere, ma un andare verso gli altri in un arricchirsi continuo. Ho sempre dato importanza al rispetto della persona, della sua autonomia, della sua libertà di esprimersi.È un valore che mi è affiorato da quei disagi sofferti. Dalla tragicità di certi fatti emergono sensibilità nuove che ti fanno crescere e ti rendono migliore. ([[Erminia Ferrari]])
*Amore non si prova soltanto, amore è qualche cosa che si fa. Non ha niente a che vedere con le gambe che tremano o un cuore trepidante. L'amore è l'atto di coraggio che richiede più sforzo, perché amore è liberarsi dal proprio odio. (''[[La croce e il coltello]]'')
*Amore (''s.m.''). Parola inventata dai poeti per far rima con [[cuore]]. ([[Ambrose Bierce]])
*Amore, sì per quanto ho inteso dire da altrui più volte, e sì per quella cognizione che io ne abbia, non è altro che un desiderio di goder con unione quello, o che è bello veramente, o che par bello allo amante. ([[Tullia d'Aragona]])
*Amore vuole amore; fuoco vuole fuoco. ([[Gemma Galgani]])
*''Anche l'amore è un'arca | che salva dal diluvio della vita | ma a tempesta finita | non si sa mai la roba che si sbarca.'' ([[Trilussa]])
*Anche se in molti dei suoi aspetti questo mondo visibile sembra formato nell'amore, le sfere invisibili furono formate nella [[paura]]. ([[Herman Melville]])
*''Andremo ad altri lidi | prima che ognun di noi amando pera''. ([[Giambattista Giraldi Cinzio]])
*Anziché dire "Dio è amore" dovremmo dire "l'amore è divino". ([[Slavoj Žižek]])
*Aprirsi all'amore è molto pericoloso. È per questo che Gesù è morto, perché ha amato. ([[Timothy Radcliffe]])
*C'è chi dice sia un esercito di cavalieri, c'è chi dice sia un esercito di fanti, c'è chi dice sia una flotta di navi, la cosa più bella sulla nera terra, io invece dico che è ciò che si ama. ([[Saffo]])
*C'è forse un Dio che sia potente abbastanza contro l'amore? ([[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos]])
*C'è tutta una vita in un'ora d'amore. ([[Honoré de Balzac]])
*C'è una sola Parola di [[Dio]] che continua dalla nostra nascita a chiamarci perché ci ama: è la parola dell'amore. E questa parola null'altro è che questa: non avere paura, io sono con te, io sono per te. Credere all'amore è allora osare la vita con tutte le sue incognite e le sue opportunità. ([[Giovanni D'Ercole]])
*Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. ([[Giovanni apostolo ed evangelista]], ''[[Prima lettera di Giovanni]]'')
*Certo qualcosa di simile all'amicizia è nell'amore, che si potrebbe chiamare una folle amicizia. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*Che cos'è l'amare se non il completo assorbimento dell'amato da parte dell'amante, sì che i due diventino uno? E chi o che cosa si deve amare? Deve forse uno scegliere una certa foglia dell'albero della Vita e riversare su di essa tutto il proprio cuore? Ed il ramo che porta la foglia? Ed il tronco che tiene il ramo? E la corteccia che protegge il tronco? E le radici che alimentano la corteccia, il tronco, i rami e le foglie? E la terra che cinge le radici? Ed il sole, il mare e l'aria che fertilizzano la terra? Se una piccola foglia di un albero merita il vostro amore, non dovrebbe l'albero, nel suo insieme, meritarlo molto di più? L'amore che sceglie una frazione del tutto si predestina al dolore. ([[Mikha'il Nu'ayma|Mikhail Naimy]])
*Che cosa è tutto quanto gli uomini han pensato in millenni, di fronte a un solo istante di amore? È pur la cosa più perfetta, più divinamente bella della natura! Colà guidano tutti i gradini sulla soglia della vita, di là veniamo, colà andiamo! ([[Friedrich Hölderlin]])
*– Che mi dici dell'amore?<br/>– Sopravvalutato. Biochimicamente non è diverso da una grande scorpacciata di cioccolata. (''[[L'avvocato del diavolo]]'')
*Che mistero è l'amore. Si può essere innamorati di una persona che non sa nulla di te. Forse la massima felicità si raggiunge quando si ama qualcuno che ignora la nostra esistenza. ([[Joyce Carol Oates]])
*Chi è amato, infatti, si muove a suo piacimento nell'intimo del cuore che lo ama. ([[Giovanni Crisostomo]])
*Chi ama abdica alla propria volontà e al proprio buon senso in favore della persona amata. ([[Mateo Alemán]])
*Chi ama assai, poco favella. ([[Luigi Pulci]])
*Chi ama ''currit, volat, laetatur''. Amare significa correre con il cuore verso l'oggetto amato. ([[Papa Giovanni Paolo I]])
*Chi conosce bene la vita ed il mondo, sa che le [[Donna|donne]] non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. ([[Anatole France]])
*Chi nega l'amore è un pazzo: non ha mai conosciuta la potenza, non è mai vissuto in modo completo, non è mai stato travolto da quel turbine impetuoso, che trascina con sé le più belle intelligenze, le coscienze più oneste, seminando cadaveri lungo la via... ([[Carolina Invernizio]])
*Chi più si sacrifica, più ama. ([[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]])
*Chi ride dell'amore muore sempre per amore. (''[[Nana]]'')
*Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l'altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell'altro e mantenere le nostre, l'amore verrà quando non ci saranno più barriere, l'amore è la fine dell'assedio. ([[José Saramago]])
*– Chissà se l'amo? – È un dubbio che m'accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l'amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore. ([[Italo Svevo]])
*Chi tace o non sorride dopo l'amore, degrada Eros. ([[Guido Ceronetti]])
*Chi ti ama c'è sempre, Angela, c'è prima di conoscerti, c'è prima di te. ([[Margaret Mazzantini]])
*Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano al ritmo di una musichetta insulsa e decisiva che fa da colla di pesce per una faccia che si appunta a spilli sul diaframma del petto. ([[Erri De Luca]])
*Ci sono parecchie cose che mi piacciono, ma specialmente tre: amore, amore, amore. (''[[La dolce vita]]'')
*Ci voltammo dopo dodici passi, perché l'amore è un duello. ([[Jack Kerouac]])
*Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama, la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo. ([[David Leavitt]])
*Ciò che è l'acqua per il fuoco, è il buonsenso per l'amore. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'')
*Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno; ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. È proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare; amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta: "Ti odierò, se posso; se no, t'amerò contro voglia".<ref>Nell'ultima frase Petrarca cita [[Publio Ovidio Nasone]].</ref> ([[Francesco Petrarca]])
*Ciò che inebria in ogni avventura amorosa non è tanto la lusinga offerta alla propria vanità quanto la sfida recata ai limiti dell'individuazione, il fatto di irrompere in un'altra carne, attraversare un'altra vita. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*Ciò che sei, lo ami, e qualunque cosa tu faccia, la fai per la tua felicità. Trovarla, conoscerla, vezzeggiarla è il tuo bisogno fondamentale. Da tempo immemorabile ami te stesso, ma mai in modo sapiente. Poni il corpo e la mente accortamente al servizio del sé, che è tutto. Sii schietto con lui, amalo incondizionatamente. Non fingere di amare gli altri come te stesso. A meno che non li abbia resi tutt'uno con te, non puoi amarli. Il tuo amore per gli altri è il frutto, non la causa, dell'autoconoscenza. Quando ti sarai pienamente convinto che un'unica vita pervade ciò che è, e che tu sei quella vita, amerai tutto naturalmente e con spontaneità. Quando avrai afferrato la profondità e la pienezza del tuo amore per te, saprai che ogni essere vivente e l'universo intero sono inclusi nel tuo affetto. Se invece guardi qualsiasi cosa come fosse separata da te, non potrai amarla perché la temerai. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Coloro che amano dovrebbero stare spesso [[silenzio]]si. ([[Charles Morgan]])
*Coloro che amano, non solamente scusano i vizi nelle cose amate, ma li chiamano virtù; similmente coloro che odiano, non solo giudicano le virtù essere minori di quello che sono nelle cose odiate, ma le ruputano vizi, chiamando, verbi grazia, uno che sia liberale, prodigo, o scialacquatore, e uno ben parlante, gracchia o cicalone. ([[Benedetto Varchi]])
*''Coloro che conoscono questa scienza | dicono che l'amore ha quattro forme, | che nascono dall'abitudine, dall'eccitazione erotica, | dalla trasposizione e dagli oggetti dei sensi.'' (''[[Kāma Sūtra]]'')
*Colui che ama, fa tutto senza fatica, oppure ama la sua fatica. ([[Bernadette Soubirous]])
*Com'è possibile ''continuare'' ad amare quando ''non si ama più''?! Come ci si regola con la propria anima?! Chiedilo al ''filisteo''! Lui ci riesce!<br />La sua ''anima morta'' viene sostituita dal ''vivente senso del dovere!''<br /> È un pezzo di bravura, una stregoneria, qualcosa che va ''al di là'' e ''contro'' la natura, e tuttavia, ''lui'' ci riesce! ([[Peter Altenberg]])
*– Come sai che ti ama?<br />– Perché conosce la cosa peggiore di me e le sta bene. (''[[Vi presento Joe Black]]'')
*Con la nostra capacità di amare sono risvegliate anche la nostra vulnerabilità e sensibilità più profonda. ([[Jean Vanier]])
*Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire:amare. Mi infastidiva l'uso. Più di tutto mi irritava l'imperativo: ama. Nei libri c'era traffico fitto intorno al verbo amare. Intorno a me non lo vedevo e non lo conoscevo il verbo amare. ([[Erri De Luca]])
*Conosco a chi veramente ama non potere mancare né ingegno, né arte, con quale sé de ogni affanno liberare sappia. (Anonimo, ''[[Aristippia]]'')
*Cos'è che arde e non consuma? L'amore. Quando siamo innamorati si brucia, si arde, ma non si consuma. ([[Roberto Benigni]])
*Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'amore! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro. ([[Søren Kierkegaard]])
*Cos'è l'amore? Una emozione stenica permeata di vigore psicofisico. ([[Marcello Marchesi]])
*''D'Amor distretto vivo doloroso; | com'om che sta lontano | e vedesi alungare | da cosa c'ama, vedesi noioso, | languisce stando sano, | perché non pote usare | la cosa che li piace, | per zo vado morendo; | dunqua non mi dispiace | tal morte soferendo, | ma vivere mi pare.'' ([[Folco di Calavra]])
*''«D'amore non esistono peccati, | s'infuria un poeta ai tardi anni, | esistono soltanto peccati contro l'amore.» | E questi no, non li perdoneranno.'' ([[Vittorio Sereni]])
*– Devi dimenticarmi.<br/>– Non si può, anche se volessi: è più facile morire che dimenticare quando si ama, lo sai. (''[[Clandestino a Trieste]]'')
*''Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. || La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. || Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l'amore non può darlo, | né riesce a toglierlo.'' ([[Wisława Szymborska]])
*''Di quell'amor ch'è palpito | dell'universo intero, | misterïoso, altero, | croce e delizia al cor''. ([[Francesco Maria Piave]], ''[[La traviata]]'')
*''Dicono alcuni che amore è un bambino, e alcuni che è un uccello, | alcuni che manda avanti il mondo, e alcuni che è un'assurdità, | e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l'aria di sapere, | sua moglie si è seccata e ha detto che no, non era il caso, no.'' ([[Wystan Hugh Auden]])
*Dicono che l'amore è cieco. Io credo che l'amore sia dotato di una vista superiore. ([[John Powell]])
*Dopotutto che cos'è l'amore se non una sorta di imprinting psichico, le cui leggi sfuggono alla nostra comprensione? ([[Jeffrey Moussaieff Masson]])
*Dove c'è amore, non c'è fatica, ma gusto. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*E allora, povero illuso, cosciotto di prosciutto, ti dirò che l'amore non è che un altro nome per [[lussuria]], più lussuria, più lussuria, più un dannato mucchio di inganni, di falsità, di menzogne e ogni sorta di imbrogli. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito. ([[Marco Aurelio]])
*È chiaro che una donna senza amore è come un fiore senza sole. Deperisce. (''[[Il favoloso mondo di Amélie]]'')
*È così in tutto il mondo: è l'amore che ci dà la forza di muoverci ovunque e ci fa sentire uguali. Difatti, è proprio dall'amore tra un uomo e una donna che nasce un bambino. I genitori che lo hanno atteso per nove lunghi mesi lo faranno crescere con amore nella felicità e nella gioia. E poi, nello stesso modo, anche un altro uomo e un'altra donna potranno in seguito gioire per la nascita del frutto del loro amore. È probabilmente la storia dell'uomo che tende a percorrere sempre lo stesso cammino, sia per soddisfare il suo bisogno d'amore sia per adempiere alle sue possibilità creative. Può essere vero che la felicità dell'uomo consista solo in questa eterna ripetizione? Non lo so. Ma certamente ogni bimbo che nasce porta un po' di felicità. (''[[I bon bon magici di Lilly]]'')
*È difficile dimostrare amore quando senti di non avere la benché minima motivazione, ma l'amore non è solo sentimento, è la determinazione a compiere gesti d'amore, anche senza alcuna apparente ricompensa. (''[[Fireproof]]'')
*È duro, senza dubbio, non essere più amati quando si ama; ma niente in confronto a essere ancora amati quando non si ama più. ([[Georges Courteline]])
*{{NDR|L'amore}} è la psicoterapia della natura. ([[Eric Berne]])
*È nell'amore soprattutto che il relativo è l'assoluto. Una certa mano che si vede per la prima volta senza guanto e che si stringe un po' sotto le dita, inebria quanto una presa di possesso completa. ([[Albert Samain]])
*È meglio amare o essere amati? Nessuno dei due se il vostro colesterolo è più di seicento. ([[Woody Allen]])
*{{NDR|L'amore}} È sentirsi sé stessi insieme a qualcuno. ([[Mr. Rain]])
*È soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica. (''[[A Beautiful Mind]]'')
*È sorprendente quanto il modello comportamentale dell'amore sia simile a quello della demenza. (''[[Matrix Revolutions]]'')
*È umano amare, ed è ancor più umano il perdonare. ([[Tito Maccio Plauto]])
*È una disgrazia non essere amati, ma è un affronto non esserlo più. ([[Montesquieu]])
*È un fuoco soffocato, una piacevole piaga, un gustoso veleno, una dolce amarezza, una dilettevole malattia, un lieto tormento, una ferita dolce e crudele, una morte soave. ([[Fernando de Rojas]])
*Ecco come posso definire in una sola frase il cosiddetto amore: è l'illusione di poter congiungere il fenomeno con la realtà. ([[Yukio Mishima]])
*Ed ecco, c'è in noi un mondo d'amore per qualcosa, pure se ignoriamo che cosa al mondo questo qualcosa sia. ([[Thomas Traherne]])
*''Era la tarda sera – un primo maggio – | maggio serale – era tempo d'amore. | Era invito all'amore la voce della tortora, | dove odorava il bosco dei pini. | D'amore mormorava il muschio silenzioso; | l'albero in fiore mentiva una pena d'amore, | il suo amore cantava l'usignolo alla rosa, | la rosa il suo amore esprimeva col profumato respiro. | Il lago a specchio tra ombrosi cespugli | cupo echeggiava un segreto dolore, | la riva lo abbracciava tutt'intorno; | e chiari soli di mondi diversi | vagavano per un azzurro di nastri, ardendo come lacrime d'amore.'' ([[Karel Hynek Mácha]])
*''Era un germoglio tenero | in un paradiso perduto | la donna che viveva con te | di danze e canti d'amore. | ho sognato?'' ([[Akiko Yosano]])
*''Eros ha sconvolto il mio cuore, | come un vento che si abbatte sulle querce sulla montagna.'' ([[Saffo]])
*''Eros qual fabbro con un grande maglio | di nuovo m'ha colpito, | nel torrente invernale m'ha tuffato.'' ([[Anacreonte]])
*Esiste una sola specie di amore, al di là dello spazio e del tempo; tutti gli incontri sulla terra sono immagini, sono colori dell'unica e indivisibile luce. L'amore inteso in senso generale, l'amore nel turbine della temporalità è terreno, è nettunico; l'oceano è la culla dalla quale si erge Afrodite. Dai suoi abissi sgorga ciò che nell'amore è onda e ritmo, tensione e mescolanza, ciò che è meraviglioso e temibile. Sulla riva del mare e sugli scogli noi percepiamo la sua anonima canzone fatale, le profonde voci delle sirene che, emergendo e tuffandosi, ci attirano per perderci nel loro mare. L'attrazione è irresistibile. ([[Ernst Jünger]])
*Essere amati, è passare. Amare, è durare. ([[Rainer Maria Rilke]])
*– Fermati, o Polinico. Sai tu che effetti fa amore?<br/>– Che? bestia!<br/>– Quelli del tartufo, che a' giovani fa rizzar la ventura e a' vecchi tirar coregge. ([[Bernardo Dovizi da Bibbiena]])
*Forse è mancare di saggezza amare alla follia; ma non c'è mancanza di saggezza più grave che quella di non amare per niente. ([[Katherine Mansfield]])
*Gli amori durano esattamente un momento perfetto, il resto è solo rievocazione, ma quel momento può essere sufficiente a dare un senso a più di una vita. ([[Marcello Fois]])
*Gli anni si susseguono, ma ad un vero amore cent'anni equivalgono a poche ore. (''[[La bella addormentata nel bosco]]'')
*Gli uomini imparano ad amare la persona dalla quale sono attratti... le donne sono sempre più attratte dalla persona che amano. (''[[Sesso, bugie e videotape]]'')
*Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]'')
*Ho capito che amare significa ringraziare l'altro di esistere. ([[Alejandro Jodorowsky]])
*Ho imparato che senza una possibilità d'amore, un uomo appassisce come un grappolo su una vite secca. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'')
*Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che voi gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua. ([[Conte Dracula]], ''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]'')
*''Ho visto che l'amore cambia il modo di guardare''. ([[Luciano Ligabue]])
*I grandi amori portano spesso grandi dolori. ([[Valentina Cortese]])
*I sentimenti d'amore dopotutto sono esattamente come le reazioni chimiche. Se sono soddisfatte alcune condizioni, nascono indipendentemente dagli attori. (''[[Welcome to the NHK]]'')
*Il compromesso è necessario, però fino a un certo punto, perché ho capito che l'amore richiede anche che ci si assomigli per incastrarsi bene. Quella credenza per cui "siamo così diversi che ci completiamo" è una cazzata. Ci vuole allenamento per essere felici in due ma perché facciamo lo stesso sport. Non è che io gioco a tennis e tu a pallavolo. ([[Levante (cantante)|Levante]])
*''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.'' (''[[Tutti pazzi per Mary]]'')
*Il giusto amore evita sia la dedizione insana che il dominio. ([[Max Horkheimer]])
*Il guaio è che nel nostro mondo nessuno prova mai la passione amorosa. Nessuno, mai, ama al punto di uccidere o di commettere suicidio per amore. La gente si limita a divorziare, una o più volte, in un circolo chiuso di adulterio legale. Oppure si accontenta d'una bottiglia di vino e d'un sedile posteriore. ([[Louis Bromfield]])
*Il miglior tonico esistente è l'amore. ([[Jorge Amado]])
*Il perfetto amore è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di ciò che si possa esprimere. ([[Charles Chaplin]])
*Il problema è che l'amore ti rende stupido. (''[[Follemente]]'')
*Il significato e la dignità dell'amore, inteso come sentimento, dipendono dal fatto che esso ci costringe a riconoscere nell'altro, realmente e con tutto il nostro essere, quello stesso valore centrale e assoluto che, in forza dell'egoismo, noi ammettiamo soltanto in noi stessi, sino a determinare lo spostamento del centro stesso della vita personale. ([[Vladimir Sergeevič Solov'ëv]])
*Il solo amore, degno del suo nome, è quello che sempre e dovunque eleva. ([[George MacDonald]])
*«Il tuo amore è troppo grande» [...]. «Troppo grande? [...] L'amore o c'è o non c'è. L'amore piccolo non è amore per niente». ([[Toni Morrison]])
*''Il vero amore è una quiete accesa.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*Il vero Amore non è altro che un certo sforzo di volare a la divina bellezza, desto in noi dallo aspetto della corporale bellezza. ([[Marsilio Ficino]])
*''Il vero immortale è l'amor''. ([[Giosuè Carducci]])
*In amore c'è la sopportazione del quotidiano. Qualcosa talvolta di eroico e di misterioso. Ma anche di terribile. Le piccole viltà. Il bisogno del quieto vivere. L'amore è una scuola di resistenza. ([[Ilaria Occhini]])
*In amore, chi arde, non ardisce; chi ardisce, non arde. ([[Niccolò Tommaseo]])
*In amore chi più ama meno può. ([[Roberto Gervaso]])
*In amore sono gli occhi a guidarci. ([[Sesto Properzio]])
*In breve, il più grande piacere che c'è, dopo l'amore, è parlare d'amore. ([[Louise Labé]])
*In materia d'amore tutti sappiamo scrivere, ma nessuno sa leggere. ([[Dino Segre]])
*Iniziare una storia d'amore è come intraprendere un viaggio, bisogna andare lontano per capire quanto si è vicini. (''[[Bambole russe]]'')
*Io, al contrario, sostenevo che l'amore giustifica e santifica tutto, perfino la pederastia; di più: che l'amore, quando è puro, cioè totalmente disinteressato, è sempre anormale, asociale, eccetera: proprio come l'[[arte]] – avevo aggiunto –, che quando è pura, dunque inutile, dispiace a tutti i preti di tutte le religioni, compresa quella socialista. ([[Giorgio Bassani]])
*Io credo che sia un po' come una scommessa, amare qualcuno. Puoi avere una lunga amicizia per una persona e annullarla nel momento stesso in cui le dichiari il tuo amore. Si tratta di un equilibrio estremamente complicato, che una minima mossa falsa può far cadere all'istante. (''[[Maison Ikkoku]]'')
*Io so cos'è l'amore: è comprensione, siamo tu e io, è ciò che ci separa dal mondo, è ciò che unisce le nostre due vite e ci fa vivere fieri, felici, senza torture e senza dubbi; qualcosa che dura eterno e immutabile e che nulla potrà cambiare. Questo secondo me è l'amore. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'')
*Io vivo solo per amare qualcuno. Per me l'amore è azione, lavoro a tempo pieno. Occupa il mio cervello e la mia esistenza al 98 per cento. ([[Philippe Starck]])
*''L'amore aiuta a vivere, a durare, | l'amore annulla e dà principio. E quando | chi soffre o langue spera, se anche spera, | che un soccorso s'annunci da lontano, | è in lui, un soffio basta a suscitarlo''. ([[Mario Luzi]])
*''L'amore al peggio ti fa dimagrire.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*''L'amore, amore mio, | è una poesia graziosa scritta sulla luna, | l'amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi, | l'amore è inciso | sulle piume dei passeri, o | sulle gocce di pioggia.'' ([[Nizar Qabbani]])
*L'amore che aumenta a poco a poco e per gradi assomiglia troppo all'amicizia per essere una passione violenta. ([[Jean de La Bruyère]])
*L'amore che cos'è? È correre incontro al sole finché esso tramonta e ti trovi nell'ombra. (''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'')
*L'amore che si dona è l'unica cosa che rimane. ([[Nemesia Valle]])
*L'amore che vince ogni più cupo pensiero e dissolve ogni tormento nel cuore. ([[Mario Giannone]])
*L'amore ci aiuta a sviluppare un'identità sufficientemente sicura da poter essere affidata alle cure e alla protezione di un'altra persona. ([[Don DeLillo]])
*L'amore ci avviluppa sempre: siamo noi, con il nostro atteggiamento verso esso, a trasformarlo in fuoco oppure in luce. ([[Jean Guitton]])
*L'amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi.<br />Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! ([[Michail Afanas'evič Bulgakov]])
*''L'amore ci sorprende come la pioggia | nel buio – e siamo fradici, senza | riparo, ancora lontani dall'alba.'' ([[Giovanna Rosadini]])
*L'amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite. ([[Stendhal]])
*L'amore come lo si sogna è irrealizzabile: bisogna accontentarsi dei surrogati che la vita ci offre. ([[Monica Vitti]])
*L'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[Alfredo Panzini]])
*L'amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano. ([[Rainer Maria Rilke]])
*L'amore d'oggi è una malattia che entra nel sangue con il contatto; il resto è letteratura romantica del passato, è chiacchiera, è retorica; può essere tutt'al più contorno, ma non è il nocciolo. ([[Mario Mariani]])
*L'amore dà amarezza. ([[Tito Maccio Plauto]])
*L'amore degli uomini si distingue dalla stupida foia delle bestie soltanto per due funzioni divine: la carezza e il bacio. ([[Pierre Louÿs]])
*L'amore dice: "Sono tutto". La saggezza dice: "Non sono niente". La mia vita scorre tra l'uno e l'altra. (''[[Nisargadatta Maharaj]]'')
*L'amore è anche imparare a rinunciare all'altro, a saper dire addio senza lasciare che i tuoi sentimenti ostacolino ciò che probabilmente sarà la cosa migliore per coloro che amiamo. ([[Sergio Bambarén]])
*L'amore è attesa di una gioia che quando arriva annoia. ([[Leo Longanesi]])
*– L'amore è cieco.<br />– No, no, no, è peggio: l'amore distorce le cose. O ancora peggio, l'amore è qualcosa che non hai mai chiesto. Avevo chiesto invece e persino preteso l'erotismo dagli uomini, ma quell'amore idiota... mi sentii umiliata dall'amore e da tutta la disonestà che lo segue. L'[[erotismo]] significa dire sì, l'amore al contrario solletica gli istinti più bassi avvolti da [[bugia|bugie]], come dire sì quando intendi dire no e viceversa. (''[[Nymphomaniac]]'')
*L'amore è come la devozione; viene tardi. Non si è né innamorate né devote a vent'anni, a meno che non si abbia una disposizione speciale, una specie di santità innata. ([[Anatole France]])
*L'amore è come la fascia di ozono! Ti accorgi di lui solo quando non c'è più! (''[[Una pallottola spuntata 2 e 1/2]]'')
*L'amore è come la storia: pochi eroi e milioni di vigliacchi. (''[[Fantasmi a Roma]]'')
*L'amore è come un fiore nel deserto, che va annaffiato e curato per impedire che gli animali lo mangino. Con cosa curare l'amore? Con attenzione quotidiana. Con cosa annaffiarlo? Con il perdono. ([[Robert Sarah]])
*L'amore è così, un gioco di lasciarsi e ritrovarsi. E ogni volta è diverso, non siamo mai come eravamo prima. ([[Francesco Nuti]])
*L'amore è da reinventare, si sa. ([[Arthur Rimbaud]])
*L'amore è, esiste. E niente di quello che dite può farlo sparire, perché è il motivo per cui noi esistiamo qui. È la vetta più alta, e una volta che l'hai scalata e guardi gli altri da lassù, ci rimani per sempre. Perché se ti muovi, allora... cadi. Cadi. (''[[L'altra metà dell'amore]]'')
*L'amore è eterno finché dura. ([[Henri de Régnier]])
*L'amore è fecondo di molto miele e di molto fiele. ([[Tito Maccio Plauto]])
*L'amore è fragile. È una cosa talmente magica che bisogna starci molto attenti. A come si dicono le cose. Svanisce altrimenti: va via. Deve rimanere nel bello. Vive di sorrisi. Handle with care, con cura. Controllare le proprie ossessioni, non fare scenate di gelosia inutili. Non metterlo alla prova, soprattutto. Mai. ([[Concita De Gregorio]])
*L'amore è fuoco. Ma non sai se scalderà il cuore o brucerà la tua casa. ([[Joan Crawford]])
*L'amore è il fuorilegge definitivo. Il mio amore per te non ha secondi fini. Ti amo gratis. ([[Tom Robbins]])
*L'amore è il solo sogno che non si sogna. ([[Paul Fort]])
*L'amore e il vuoto, in noi, sono come i flussi delle maree. ([[Khalil Gibran]])
*L'amore è incompatibile con la vita. Il desiderio di due cuori che si amino veramente, non è vivere insieme, ma morire insieme. ([[Aldous Huxley]])
*L'amore è inventare l'altro con tutta la nostra fantasia e con tutte le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà. ([[Gianrico Carofiglio]])
*L'amore è l'arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere. ([[Maxence Fermine]])
*L'amore è l'eterno sorriso del creato, l'armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. ([[Felice Guzzoni]])
*L'amore è l'insostituibilità. ([[Paolo Sorrentino]])
*L'amore è l'ultimo dono che ci consenta di mantener l'oscurità lungi da noi. È lo sforzo di due creature solitarie che si raggiungono nel [[buio]], si toccano, e si stringono fra le braccia per impedire alle tenebre d'invadere la loro anima. ([[Frederic Prokosch]])
*L'amore è l'unica cosa che riusciamo a percepire che trascenda dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse di questo dovremmo fidarci, anche se non riusciamo a capirlo ancora. (''[[Interstellar]]'')
*L'amore è l'unica griffe che non passerà mai di moda. (''[[Sex and the City]]'')
*L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. ([[Theodor Adorno]])
*L'amore è la cosa più forte e più fragile che abbiamo nella vita. ([[Vanessa Paradis]])
*L'amore è la moneta più preziosa che hai a disposizione, usala nel mercato in cui sei sicuro di non essere ingannato. ([[Wilbur Smith]])
*L'amore è la più grande felicità se è giusto e ricambiato, ma devi essere proprio sicura che il tuo amore abbia queste qualità, perché se non è così non esiste peggiore agonia, niente che sia più amaro, che ti faccia sentire ancora di più la solitudine. (''[[Paradiso proibito]]'')
*L'amore è la risorsa naturale per eccellenza, illimitata, che dona crescendo e cresce donando. ([[Priya Basil]])
*''L'amore è la risposta | in un mare di domande.'' (''[[A Week Away]]'')
*L'amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l'essere amati senza merito è la prova del vero amore. ([[Milan Kundera]])
*''L'amore è per gli sciocchi e tutti gli sciocchi sono innamorati.'' ([[Nick Cave]])
*L'amore [...] è peggio della morte e praticamente non esiste cura. Si può alleviare solo con il lavoro, il digiuno o la preghiera. ([[Milana Vuković Runjić]])
*L'amore è personale, è di pertinenza di chi lo prova. ([[Efraim Medina Reyes]])
*L'amore è qualcosa di misterioso, non ha né forma né peso e non se ne può misurarare la grandezza. Anche se nessuno l'ha mai visto, non si può negare che esista e che possa far soffrire. (''[[Le situazioni di Lui & Lei]]'')
*L'amore è qualcosa in cui ti imbatti. ([[Barbara Kruger]])
*L'amore è quell'attimo che passa tra un sospiro e un altro. (''[[San Gabriele (film)|San Gabriele]]'')
*L'amore è quello che lega l'uomo alla donna, e il [[denaro]] quello che lega la donna all'uomo. ([[Grazia Deledda]])
*L'amore è [...] quello che resta nel fuoco quando l'innamoramento si è consumato. (''[[Il mandolino del capitano Corelli]]'')
*''L'amore è reale, la realtà è amore | l'amore è sentire, sentire l'amore | l'amore è voler essere amati.'' ([[John Lennon]])
*L'amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall'unico incendio di Dio. ([[Antonio Bello]])
*L'amore è tante cose insieme. È, soprattutto, incomprensibilità e mistero, perché ha in sé il germe dell'infinito ed è in sé una delle manifestazioni dell'infinito. ([[Alessandro Meluzzi]])
*L'amore è tra me e quel fondo abissale che c'è dentro di me, a cui io posso accedere grazie a te. L'amore è molto solipsistico; e tu, con cui faccio l'amore, sei quel Virgilio che mi consente di andare nel mio Inferno, da cui poi emergo grazie alla tua presenza (perché non è mica detto che chi va all'Inferno poi riesca a uscire di nuovo). Grazie alla tua presenza io emergo: per questo non si fa l'amore con chiunque, ma con colui/lei di cui ci si fida; e di che cos'è che ci si fida? Della possibilità che dopo l'affondo nel mio abisso mi riporti fuori. ([[Umberto Galimberti]])
*L'amore è tutto ciò che esiste. Lo so, lo avete già sentito e anche letto chissà quante volte, ma quando affrontate difficoltà, preoccupazioni, dubbi o paure, voi preferite dimenticarlo. Ciò che dovreste fare, invece, è rispondere a questa semplice domanda: che cosa farebbe ora l'amore? (''[[Conversazioni con Dio]]'')
*L'amore è un'assurdità che in natura non c'è. ([[Thomas Bernhard]])
*L'amore è un allucinogeno che può farci vedere una musa in una manza e un'aquila in una gallina. ([[Anacleto Verrecchia]])
*L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio. ([[Stendhal]])
*L'amore è un canale di conoscenza diverso da quello della ragione e per questo in esso non si deve "dimostrare" tutto, "spiegare" ogni cosa. ([[Gianfranco Ravasi]])
*''L'amore ha un colore che non si può mai disegnare.'' ([[TonyPitony]])
*''L'amore è un colpo di pistola, | l'amore, l'amore è un pugno sulla schiena, | è uno schiaffo per cena, | l'amore ti tocca appena.'' ([[Brunori Sas]])
*L'amore è un disordine mentale che ci trascina verso un determinato oggetto e ci incatena ad esso nostro malgrado: è una malattia che ci viene come la rabbia viene agli animali. ([[Alain-René Lesage]])
*L'amore è un giro in slitta per l'inferno. (''[[Drive-Away Dolls]]'')
*L'amore è un incidente che sta per accadere. (''[[Closer]]'')
*L'amore è un materiale deteriorabile, se non lo conservi attenendoti a certe regole poi devi buttare via tutto. ([[Marco Presta]])
*L'amore è un oceano di emozioni, interamente circondato da spese. ([[Thomas Dewar]])
*L'amore è un passatempo per gente volgare. (''[[Il grande peccatore]]'')
*L'amore è un rapporto privo di memoria e di prospettiva in cui ha luogo un totale assorbimento nel presente, è l'esclusione delle cose passate, è la perfetta noncuranza del futuro, è assenza di scrupoli, di pentimenti, di aspettative, di timori. ([[Leszek Kołakowski]])
*L'amore è un volo che sfugge ai radar della percezione. ([[Guido Ceronetti]])
*''L'amore è un suicidio.'' ([[The Smashing Pumpkins]])
*L'amore è un viaggio. (''[[Elizabethtown]]'')
*L'amore è una cazzata. ([[Chuck Palahniuk]])
*L'amore è una cosa complessa, signor Gordon, ve ne accorgerete: rende tutto difficile e pericoloso. Vedete, non è vero che l'amore rende coraggiosi come si legge nei romanzi, anzi io penso che metta paura quando si è felici e renda ancora più tristi quando lo si è già. Tutto viene ingigantito, moltiplicato per due: la malattia, la morte, il futuro. Lo scorrere del tempo assume più importanza. (''[[Ricco e strano]]'')
*L'amore è una cosa meravigliosa. Quando lo trovi tutto il mondo profuma di Daffodil Daydream. L'amore lo devi tenere stretto e non mollare mai la presa. (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'')
*L'amore è una fiammata che brucia presto e poi non rimane che la cenere, l'amarezza, il rimpianto. (''[[Chi è senza peccato...]]'')
*L'amore è una lotta basata sulle parole e sul tempo. ([[James Barlow]])
*L'amore è una potente arma contro la paura. (''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'')
*L'amore è uno stile di vita. [...] A me non piace parlare d'amore, mi piace farlo. Ci faccia caso, le persone che non sanno amare parlano sempre d'amore. ([[Valentina Cortese]])
*L'amore è uno strano sentimento, più si ama più si sprofonda nell'[[angoscia]]. Un amore eccessivo diviene una forza demoniaca tale da poter sviare il cuore degli uomini. (''[[Bakuretsu Hunter]]'')
*L'amore. È uno strano mix di alchimia e destino. E nonostante i nostri grandi ideali su chi dovremmo avere accanto, l'amore, alla fine, sceglie al nostro posto. Sempre. (''[[Being Erica]]'')
*L'amore: ecco la parola sacra ancora capace ed efficace da lanciare alle anime. ([[Luisa Margherita Claret de la Touche]])
*L'amore fa fare un sacco di stronzate. (''[[Tutti pazzi per Mary]]'')
*L'amore fa male, ma la mancanza d'amore ancora di più. ([[David Lynch]])
*L'amore [...]. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta. ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]])
*L'amore. Grandioso, non è vero? Io l'ho provato una volta. Sposarsi vuol dire comprare una casa per una persona che odi, ricordatevelo. (''[[The Nice Guys]]'')
*L'amore ha anche questo in comune con la poesia: che, quando ci si spiega, si è perduti. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*L'amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero. ([[Marcello Marchesi]])
*L'amore ha un misura: quello a cui si è pronti a rinunciare. (''[[Pandora (film)|Pandora]]'')
*L'amore il «grande amore», in fondo è qualcosa che dobbiamo scoprire, non possiamo sapere a priori, con certezza, come e quando lo troveremo. ([[Tina Aumont]])
*''L'amore, il mio amore è un colpo di pistola, | l'amore, l'amore è una fanfara che suona la nostra canzone, | è un nodo intorno al collo | nel buio di una prigione.'' ([[Brunori Sas]])
*L'amore, in effetto, rende ancora più saldi i vincoli (che ci legano all'esistenza). Distrutto questo legame fondamentale, la liberazione in questa stessa vita, secondo me, è cosa fatta. ([[Abhinavagupta]])
*L'amore, in fondo, ha il suo migliore alimento nei contrasti, nei sotterfugi. ([[Giorgio Bassani]])
*L'amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci. ([[Ugo Ojetti]])
*L'amore in sostanza tra un uomo e una donna non si basa su chi insegue e chi fugge, ma su chi sa aspettare. ([[Vittorio Sgarbi]])
*L'amore incomincia dall'amore, e dalla più forte amicizia non si riuscirebbe a passare che a un debole amore. ([[Jean de La Bruyère]])
*L'amore infatti è un fiore che sboccia dovunque, compie i suoi dolci miracoli sfidando il gelo dell'autunno e la neve dell'inverno e torna a rifiorire, turgido e fragrante durante il corso dell'anno, rendendo felice chi lo dona e chi lo riceve. ([[Louisa May Alcott]])
*''L'amore infine è aridità.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*L'amore invecchia come la speranza: troppo presto. (''[[La foresta pietrificata]]'')
*L'amore iride dorata dei sogni della fanciullezza, è sovente dolore che lacera il cuore, che strazia le viscere e che tronca lo stame della vita. ([[Felice Guzzoni]])
*L'amore, la più mortale tra le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai sia quando non ce l'hai.<br />Ma non è esattamente così.<br />È colui che condanna e il condannato; il giustiziere; la lama; la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso; il cielo infinito sopra di te e il «Grazie, grazie, grazie, Dio».<br />L'amore: ti ucciderà e ti salverà. ([[Lauren Oliver]])
*L'amore, la più tirannica e violenta delle passioni umane, viene simboleggiato da un angioletto con l'aria coglioncella e con una freccina in mano. Che errore! Dovrebbe essere invece simboleggiato dalla scala Mercalli, perché l'amore, nei gradi più alti della sua intensità, fa più danni e lascia dietro di sé più macerie di una scossa tellurica. Per fortuna non dura a lungo, altrimenti rimarremmo tutti sepolti sotto quella passione. ([[Anacleto Verrecchia]])
*L'amore moderno è melodia debole, superistrumentata. ([[Hugo von Hofmannsthal]])
*L'amore nasce dal desiderio improvviso di rendere eterno ciò che è passeggero. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*L'amore nasce dalla contemplazione della diversità assoluta in una vita in cui riconosciamo la nostra identità; anche i sessi sono identità perfetta e diversità totale. Perciò cercano di possedersi. Cercano la pace nella esaltazione della diversità; e il possesso di sé nella propria distruzione. L'amore è la propria esaltazione e la rinuncia a sé. Amiamo l'assoluta diversità in ciò che è assolutamente identico a noi – la meravigliosa apparizione del diverso, che rende l'identico sempre più identico e più diverso. ([[Andrea Emo]])
*L'amore nasce e arde senza conoscere barriere e limiti. (''[[Kimagure Orange Road]]'')
*L'amore non dà una spiegazione dell'universo, non è la giustificazione della storia, non fa sorgere scienziati e filosofi. Fa ben di più. Non giustifica, ma fa vivere; non spiega, ma guarisce. Chi gusta l'amore, anche se morto, può nascere. ([[Ermes Ronchi]])
*L'amore non deve essere un mezzo, l'amore deve essere un fine. ([[Muriel Barbery]])
*L'amore non deve essere un segreto, se ti tieni una cosa complicata come l'amore chiusa dentro, alla fine ti ammali. (''[[Spider-Man 2]]'')
*L'amore non dura che un tempo. È funzione diretta di un potenziale di desiderio, è un fuoco di paglia che arde forte e si spegne presto. ([[Maxence Van der Meersch]])
*L'amore non è bello: solo il sogno dell'amore rapisce. ([[Ernst August Klingemann]])
*L'amore non è come un fuoco d'artificio: l'amore vero cresce molto lentamente. (''[[L'amore arriva dolcemente]]'')
*L'amore non è come una pietra da macina ch'è uguale dappertutto e agisce allo stesso modo su tutto ciò che tocca. L'amore è come il mare. Mobile, ma al tempo stesso immutabile, e segue i contorni della spiaggia che bacia, e su ogni spiaggia è diverso. ([[Zora Neale Hurston]])
*L'amore non è mica cieco, è affetto da [[presbiopia]]: lo prova il fatto che si accorge dei difetti solo quando si allontana. ([[Michel Zamacoïs]])
*''L'amore non è qualcosa da capire | L'amore non è qualcosa da sentire | L'amore non è qualcosa da dare o ricevere. | L'amore è solo qualcosa che avviene | Ed eternamente è''. ([[Sri Chinmoy]])
*L'amore non è un annunciatore di disastri: ''l'amore vede roseo''. E qualche volta, si capisce, s'inganna. ([[Umberto Saba]])
*L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada. ([[Franz Kafka]])
*L'amore non è una cosa che, tutto sommato, decidi freddamente che potrebbe darti gioia [...] È una cosa che t'afferra e ti possiede, o bere o affogare, o la va o la spacca. ([[Richard Adams]])
*L'amore non è una scintilla effimera, nata dall'incontro di due desideri, è una fiamma eterna sprigionata dalla fusione di due destini. ([[Gustave Thibon]])
*L'amore non finisce mai di sorprenderci. Come quello tra l'idraulico e mia moglie. (''[[Rat-Man]]'')
*L'amore non prende nulla. Infatti, come potrebbe prendere qualche cosa, dal momento che ogni cosa gli appartiene? Esso non dice: – Questo è mio – o – Quello è mio, – ma dice: – Questo è tuo. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'')
*L'amore non può mai perdere. (''[[Perfect Strangers]]'')
*L'amore non si cerca, l'amore si dona. (''[[Sword Art Online: Alicization]]'')
*L'amore non si dimentica di te anche quando tu lo ignori. Torna, bussa. Se non rispondi ti porta a fondo. Devi averne un po' paura, ma più di tutto devi mostrargli il tuo coraggio. Devi esserci, quando chiama. Devi essere lì e prenderti cura di lui. Solo se lo lasci libero di andare puoi vederlo tornare. ([[Concita De Gregorio]])
*L'amore non si pesa in [[Lacrima|lacrime]]. ([[Denis de Rougemont]])
*L'amore non si pretende con la forza. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'')
*L'amore non si può avere a comando, è un regalo di un cuore a un altro cuore. ([[Paramahansa Yogananda]])
*''L'amore non si spiega | fa girare il mondo e poi | se non c'è diventa tutto inutile, | non puoi farne a meno mai | nemmeno quando poi.'' ([[Sergio Cammariere]])
*L'amore non va sempre a finire bene... se è sofferto si viene assaliti da un dolore senza pari e nonostante questo ci si innamora ancora di più... (''[[Video Girl Ai]]'')
*L'amore parla molto, è un discorso. Si dichiara, e spesso culmina in questa dichiarazione in cui finisce: atto linguistico altamente ambiguo, quasi indecente. ([[Jean Baudrillard]])
*L'amore, per sua stessa natura, deve essere una condizione transitoria. Cercare il segreto che lo rende costante sarebbe folle come cercare la pietra filosofale o la grande panacea; e la scoperta risulterebbe inutile se non fatale per l'umanità. ([[Mary Wollstonecraft]])
*L'amore, pieno, durevole, succede all'ebbrezza dell'innamoramento e all'ardore della passione; ma, per goderne, occorre aver superato le pretese, non mai trascurando le attese. ([[Elio Pecora]])
*L'amore porta molta felicità, molto più di quanto struggersi per qualcuno porti dolore. ([[Albert Einstein]])
*L'amore può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la [[verità]] può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la [[musica]] può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre. ([[Maurice Zundel]])
*– L'amore può portare a due cose: alla felicità completa, o a una lenta e triste agonia.<br />– No, no, Oscar. Per quanto ne so io, l'amore porta solo a una lenta e triste agonia. (''[[Lady Oscar]]'')
*L'amore può trasformare l'uomo in un mostro, e per amore può anche accadere che un uomo brutto diventi bello. (''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'')
*L'amore, Re sui Re. ([[Antonio Pérez (statista)|Antonio Pérez]])
*L'amore resta nel cuore di chi lo dona, e diviene tanto più grande quanto più se ne dispensa agli altri! ([[Friedrich Wilhelm Foerster]])
*L'amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza. ([[Italo Svevo]])
*L'amore sano, normale, è l'amore ''perché''; ma il vero amore è l'amore ''sebbene''. ([[Maurice Donnay]])
*L'amore sembra essere il compiacimento del cuore di una persona verso qualcosa, a causa di qualcosa: si presenta come desiderio nella ricerca, e felicità nella soddisfazione del possesso, appare come una corsa, per quanto concerne il desiderio e come un riposo per quanto si riferisce alla gioia del possesso. ([[Ugo di San Vittore]])
*L'amore se ne andrà tanto lontano quanto è lontano dagli occhi. ([[Sesto Properzio]])
*L'amore senza [[sofferenza]] si riduce all'amore per noi stessi. ([[Madeleine Delbrêl]])
*L'amore serve a renderci deboli e dipendenti, senza l'amore una razza di guerrieri solitari sarebbe padrona dell'universo. Eserciti unidimensionali senz'altra ambizione che vagare per valli senza nome. L'amore che ci inoculano fin dal primo vagito è un antidoto alla nostra ansia di non essere, non sapere, non dovere. ([[Efraim Medina Reyes]])
*L'amore si fonda sulla [[nostalgia]], nostalgia della persona amata. Esso non è libero dalla dimensione sessuale. Quanto più grande è la nostalgia dell'unione con la persona amata, tanto più grande è l'amore. Se si toglie il tabù della dimensione sessuale, cade la barriera che produce continuamente la nostalgia e così l'amore perde la sua base. ([[Max Horkheimer]])
*L'amore si nutre di tutti i sentimenti che trova lungo il suo cammino e li offre al vincitore. ([[Gianni Monduzzi]])
*L'amore, soprattutto quello cristiano, non è assolutamente saggio. ([[Slavoj Žižek]])
*L'amore stesso non è che la più alta forma di [[vanità]]. ([[Jerome K. Jerome]])
*L'amore umano è il miracolo che si può contrapporre a qualunque arida teorizzazione secondo cui non c'è speranza per il mondo. ([[Andrej Arsen'evič Tarkovskij]])
*L'amore vero rende sempre migliori, qualunque sia la donna che lo ispira. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]])
*L'amore vero vuole il bene dell'amato. ([[Umberto Eco]])
*L'antico amore è come un cancro. ([[Petronio Arbitro]])
*L'arte che non si impara mai e che si sa sempre. ([[Benito Pérez Galdós]])
*L'assoluto dell'amore si riconosce dall'inquietudine di chi ama. ([[Paul Valéry]])
*L'enciclopedia galattica nel capitolo dedicato all'amore afferma che è troppo complicato da definire. La guida galattica per autostoppisti invece, sull'argomento amore, dice: "evitatelo se possibile". (''[[Guida galattica per autostoppisti]]'')
*L'esperienza frammentaria è in realtà un'esperienza di assoluto: trascende persino la poesia e solo nell'amore manifesta il suo vero volto. Ora, l'enigma dell'amore in generale consiste in ciò: che un singolo essere umano, empiricamente determinato, dipendente da mille accidenti, bisognoso di tanti aiuti e così effimero nella sua vicenda terrena, possa essere visto come qualcosa di divino e di sacro. ([[Mario Perniola]])
*L'unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando le dite "ti amo", lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo. In cui i vostri "ti amo" non avranno più lo stesso sapore. Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all'alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l'amavo più. ([[Frédéric Beigbeder]])
*L'unica speranza del genere umano è l'amore nelle sue varie forme e manifestazioni, la cui unica fonte è l'amore per la vita, il quale, come sappiamo, cresce e matura con gli anni. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*''L'Universo intero ubbidisce all'Amore; | bella Psiche consegnategli il cuore. | Ogni altro dio fa a questo dio la corte, | e ha della sua fiamma meno dolce potere. | Dei giovani cuori è il bene supremo: | amate, amate, tutto il resto è meno. || Privi d'amore tanti stupendi oggetti, | fregi d'oro, boschi, parchi, fontane, | non hanno che una pallida avvenenza, | e delle sue pene meno dolce piacere. | Dei giovani cuori è il bene supremo: | amate, amate, tutto il resto è meno.'' ([[Jean de La Fontaine]])
*L'[[uomo]] è stato creato per l'amore; soltanto per amare il suo creatore. E tutto il tempo che non impiega in questo amore, è tempo perduto. ([[Ernesto Cardenal]])
*L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è chi trova il vero amore. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'')
*La caratteristica dell'amore è di dare sempre e di sempre ricevere. ([[Elisabetta della Trinità]])
*La fame calma l'amore, se no, il tempo; se nulla puoi ottenere da questi due rimedi, un laccio. ([[Cratete di Tebe]])
*La [[felicità]] non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità è nell'amare. ([[Thomas Mann]])
*La grande tragedia della vita non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare. ([[William Somerset Maugham]])
*La [[lontananza]] è il fascino dell'amore. ([[Corrado Alvaro]])
*La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande. ([[Roger de Bussy-Rabutin]])
*La sofferenza in amore è un vuoto a perdere. ([[Massimo Troisi]])
*La valle dell'amore... per entrare in questa valle bisogna tuffarsi interamente nel fuoco, o meglio bisogna essere fuoco, perché lì altrimenti non si potrebbe vivere. Colui che ama veramente ha da essere simile al fuoco, il viso infiammato, ardente e impetuoso come il fuoco. Per amare non si deve avere secondi fini; si deve essere pronti a gettare nel fuoco cento mondi. ([[Farid al-Din 'Attar]])
*La vita inizia solo quando arriva l'amore. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'')
*''Lasso il regno d'Amor fugace e frale | come ha il diletto, e 'l dolor lungo e forte, | come presso alla vita ognor vien morte, | come appena apre un ben, che 'l chiude un male?'' ([[Berardino Rota]])
*– Lei mi ha appena raccontato tutta la sua storia [...]. Ma non ha parlato neanche una volta di amore.<br />– Solo perché è impossibile misurare l'amore. E senza misurazioni non ci può essere scienza. Però ho pensato molto a questo problema ultimamente.<br />– Oh, "problema"?<br />– Quando si tratta di amore siamo tutti ignoranti. (''[[Kinsey]]'')
*Le persone gravi odiano l'amore in grazia del nome —<br/>Gli egoisti in grazia di se stessi —<br/>Gli ipocriti in grazia del cielo — ([[Laurence Sterne]])
*''Libiam ne' dolci fremiti | che suscita l'amore, | poiché quell'occhio al core | onnipotente va. | Libiamo, amor fra i calici | più caldi baci avrà.'' ([[Francesco Maria Piave]])
*''Ll'ammore è comme fosse nu malanno | ca, all'intrasatta, schioppa dint' 'o core | senza n'avvertimento, senza affanno, | e te po' ffa' murì senza dulore.'' ([[Totò]])
*''Ma che cos'è l'amore? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Ma che cosa sono la bellezza o la bruttezza di fronte all'amore? Cos'è la bruttezza di un viso di fronte al sentimento nella cui grandezza si rispecchia l'assoluto stesso? ([[Milan Kundera]])
*''Ma l'amore che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente, | dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente.'' ([[Caparezza]])
*Ma l'Amore che è una forza non va senza la [[Volontà]]. ([[Antonin Artaud]])
*''Ma l'amore ci dilata sciogliendo i nostri cuori, | trasforma i nostri giorni in una pioggia di colori.'' ([[Negrita]])
*Ma l'amore è come l'[[alce]]: forte e poderoso, difficile ucciderlo. (''[[La signora del West]]'')
*''Ma l'amore vuole libertà | poter andare, poter venire | un castello sarebbe un'alleanza | quando l'amore è soprattutto erranza.'' ([[Elisabetta di Baviera]])
*Ma per essere amata, dovrai per prima amare gli altri. (''[[Peline Story]]'')
*Mai fidarsi dell'amore, amico mio. L'amore ti prende a calci nel culo mentre ti accarezza. Un minuto è amore, dieci minuti dopo è disprezzo. (''[[Sleuth - Gli insospettabili]]'')
*Manifestiamo l'amore che proviamo per un amante sul corpo di un altro. ([[Erica Jong]])
*Meglio un amore traviato che nessun amore. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*''Mettimi come sigillo sul tuo cuore, | come sigillo sul tuo braccio; | perché forte come la morte è l'amore, | tenace come gli inferi è la passione: | le sue vampe son vampe di fuoco, | una fiamma del Signore! | Le grandi acque non possono spegnere l'amore | né i fiumi travolgerlo. | Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa | in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio.'' (''[[Cantico dei cantici]]'')
*– Mi piace sentir amare qualcuno dal primo giorno, mica dopo sei anni. Non mi pare che sia amore, piuttosto amicizia.<br />– Non mi pare che sia diverso. Dopotutto amore e amicizia sono la stessa cosa.<br />– No, non sono affatto amica delle persone che amo. Amare mi rende cattiva.<br />– Ah sì? A me no. Non credo in un amore senza amicizia.<br />– Può darsi, ma per me l'amicizia viene dopo.<br />– Be', prima o dopo poco importa. Ma c'è una cosa bellissima nell'amicizia che vorrei ritrovare nell'amore: il rispetto della libertà altrui. Non c'è quest'idea di possesso. (''[[Il ginocchio di Claire]]'')
*Motivare l'amore non è amare. ([[Giovanni Vannucci]])
*''Ne sono certo, qualunque cosa accada; | lo sento quando il dolore è più acuto; | è meglio avere amato e perduto | che mai e mai avere amato.'' ([[Alfred Tennyson]])
*''Nell'amor le parole non contano conta la musica.'' ([[Roberto Benigni]])
*Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. ([[Giovanni apostolo ed evangelista]], ''[[Prima lettera di Giovanni]]'')
*''Nell'amore non devi tu mostrarti | umile e supplichevole, ma schivo | piuttosto e riservato, il ciglio altero | e sobrio nel guardare. Ama la donna | irridere i superbi e farsi beffa | di chi troppo si lagna. E sol colui | che accoppia un cuor sensibile a fierezza | un amante perfetto e ritenuto.'' ([[Agazia]])
*Nell'Ottocento un grande amore romantico poteva valere più di qualsiasi successo. ([[Massimo Fini]])
*Nessuna cosa è strumento senza l'amore. L'amore è il manubrio della gran macchina umana. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Nessuno in fondo è veramente degno della persona che si ama. (''[[Il coraggio e la sfida]]'')
*Niente è più brutto di una parola d'amore pronunciata freddamente da una bocca annoiata. ([[Naguib Mahfouz]])
*Noi non ci ammaliamo mai d'amore due volte. [[Cupìdo]] non spreca una seconda freccia per lo stesso cuore. ([[Jerome K. Jerome]])
*Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiano virtù. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Non appena l'età adulta rafforza gli arti, si produce nell'uomo questo seme che, attraverso le membra, percorre tutto il corpo e, concentrandosi in alcune parti più ricche di terminazioni nervose, eccita in particolare gli organi genitali. [...] Questo è l'Amore per noi. ([[Tito Lucrezio Caro]])
*''Non c'è balsamo | non c'è pomata | che valga a ungere e | irrigando a dilatare, | per far passare | quello che volendo | non può entrare | È l'amore | la sola chiave | che aprendo i cuori | dilata i pori | e le fessure | fino a farne falle | passi e gole, | mentre annoda | le figure. | Non c'è limite, | non c'è barriera | e correndo | schioda ogni frontiera.'' ([[Paolo Ruffilli]])
*''Non c'è un amore senza una ragazza che pianga.'' ([[Tananai]])
*{{NDR|«Per lei l'amore è una forza sicura?»}} Non certo come la morte, o la legge di gravità. {{NDR|«Nella sua vita però l'amore ha svolto un ruolo fondamentale»}} Naturalmente... Perché l'amore è amore della vita. Se si ama una donna, si ama la vita che c'è in lei. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Non ci si deve sviare quando si cerca l'amore, perché può allora accadere che non lo si trovi mai. Quale più crudele castigo dell'impazienza e della debolezza essere condannati per tutta la vita a mordere solo frutti amari e senza sapore! ([[Anne Serge Golon]])
*Non ci sono amori brutti né prigioni belle. ([[Pierre Gringore]])
*Non confondere l'amore col delirio del [[possesso]], che causa le sofferenze più atroci. Perché contrariamente a quanto comunemente si pensa, l'amore non fa soffrire. Quello che fa soffrire è l'istinto della proprietà, che è il contrario dell'amore. ([[Antoine de Saint-Exupéry]])
*Non è la pugna, non è la disfatta che si deplora, quando s'è avuto a fare con un nimico ma rompersi le corna contro un muro! Così accade al mare che batte e batte le immobili sponde. Così accade tante volte in amore: tu soffri, e non ti si bada; tu parli, e si pensa ad altro; tu deliri, e si passa oltre. Ed ogni tuo dire e fare e soffrire è indarno, non perché vi sia altri più gradito, non perché sii sgradito, ma perché ami un sasso. ([[Vittorio Imbriani]])
*Non è proprio l'indifferenza verso il resto del mondo l'essenza del vero amore? ([[Jane Austen]])
*Non esiste l'amore a puntate, l'amore a porzioni. L'amore è totale e quando si ama, si ama fino all'estremo. ([[Papa Francesco]])
*Non esiste una ragione per l'inizio di un amore, ma esiste una ragione per la sua fine. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*''Non esistono leggi in amore | basta essere quello che sei.'' ([[Marco Ferradini]])
*Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore. ([[Marina Ivanovna Cvetaeva]])
*Non ho un vocabolario sull'amore, ho messo giù una definizione mia, amore vuol dire accettazione totale, donazione totale, silenzio. Questo è «amore». ([[Mauro Corona]])
*''Non la giustizia regge la bilancia esatta, | sei tu, Dio dal desiderio indiviso, | che misuri i nostri errori, | che di due cuori feriti e dilaniati | fai un cuore immenso, innaturale | che ancora crescere || vorrebbe... Tu, indifferente e superbo, | umiliata la bocca innalzi al verbo | verso un cielo ignaro... | Tu che mutili gli esseri e li aggiungi | all'ultima essenza di cui sono frammenti.'' ([[Rainer Maria Rilke]])
*Non mancano dolcezze nell'amare qualcuno senza osare di dichiararglielo. ([[Cartesio]])
*Non mi aspetto mai troppo in amore, perciò non sono mai rimasto deluso. ([[Eddie Irvine]])
*Non pensiamo che l'amore sia una cosa che brilla, ma una cosa che consuma; pensiamo che fare tutte le piccole cose per Dio ce lo fa amare altrettanto che il compiere grandi azioni. ([[Madeleine Delbrêl]])
*Non sai che [[pace]] e amore non si comprano con il denaro? (''[[Death Note]]'')
*Non si può mai sapere quando finisce l'amore, Deirdre. Te ne accorgi soltanto quand'è finito. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Non sono certo le cellule a decidere chi amiamo o no... Sentimenti come l'amore non risiedono nelle carni, ma nell'anima. (''[[DNA²]]'')
*Non sono mai stato infedele; la donna che amo è la sola al mondo per me. Quando non amo, prendo una bella donna, che apprezzi qualsiasi cosa, tranne l'amore. ([[Klemens von Metternich]])
*Non sono un uomo intelligente, ma so l'amore che significa. (''[[Forrest Gump]]'')
*''Non voglio amore | non voglio [[vino]] | il primo mi fa soffrire | il secondo vomitare.'' ([[Elisabetta di Baviera]])
*Nulla rende così amabili come il credersi amati. ([[Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux]])
*O amore santo e casto! O dolce e soave affetto, tanto più soave e dolce, perché è tutto divino il sentimento che se ne prova. Sperimentarlo è divinizzarsi. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'amore. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro! ([[Conte Dracula]], ''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]'')
*Ogni oggetto amato è il centro del Paradiso terrestre. ([[Bohumil Hrabal]])
*Ognuno ha voglia d'amore, ma è raro che qualcuno lo possa dare. Oppure lo si dà con ardore e dedizione, ma gli altri non lo prendono: è un amore non necessario, soltanto un peso. ([[Sof'ja Tolstaja]])
*''Oh, il mio amore è una rossa, rossa rosa | in giugno appena sbocciata; | oh, il mio amore è una dolce armonia | abilmente suonata. || Sì bella tu sei, mia leggiadra fanciulla, | che perdutamente innamorato io sono; | e sempre io t'amerò, mia cara, | finché non s'asciugheran tutti i mari.'' ([[Robert Burns]])
*Oh il primo amore pàlpita bene, ma quanto più l'ùltimo! Delle sole due volte in cui si ama davvero, l'una all'A della vita, l'altra alla Zeta, se il primo amore può dirsi il paradiso di Adamo, cioè dell'inscienza, l'altro lo è della scienza; è il paradiso di [[Epicuro]] e [[Paolo Gorini|Gorini]]. [...] Il primo amore ci apre insomma una via; l'ùltimo ce la chiude; il primo sottintende un secondo, l'ùltimo... nulla. Ed è perciò che ci attacchiamo a quest'ùltimo come alla tàvola estrema il nàufrago. ([[Carlo Dossi]])
*Oh, l'amore farebbe uggiolare in rima un cane. ([[Francis Beaumont e John Fletcher]])
*Palazzi di cera del mio amore, come salvarli dalla tua fiamma rossa? (''[[Il colore del melograno]]'')
*''Penso che se io morissi | e che con i miei mali finisse | il desiderio | un amore così grande si spegnerebbe | e il mondo intero rimarrebbe | senza amore.'' ([[Lucrezia Borgia]])
*Penso veramente che l'amore sia la cosa più bella del mondo, dopo le pasticche per la tosse. ([[William Goldman]])
*Per amarsi a lungo bisogna conoscersi poco. ([[Roberto Gervaso]])
*Per certo amore è pena. ([[Andrea Cappellano]])
*Per essere autentico l'amore deve essere totale, esclusivo, irrevocabile, irreversibile. ([[Papa Paolo VI|Paolo VI]])
*Per farsi amare occorre dell'artificio; bisogna far divampare i sentimenti con l'astuzia, l'amore da solo non genera amore. (''[[Lettere di una monaca portoghese]]'')
*Per gli uomini non vale che una sola legge ed un solo fine: la legge dell'amore ed il premio dell'amore. Tutto il resto è menzogna e vanità. ([[Giorgio La Pira]])
*Più amerai, e più scoprirai le deficienze del tuo amore. ([[Michel Quoist]])
*[[Platone]] dice una cosa molto precisa sull'amore: afferma che nello slancio amoroso vi è una scintilla dell'universale. L'esperienza amorosa è uno slancio verso qualcosa che egli definisce l'idea. In questo senso, anche quando sto semplicemente ammirando un bel corpo, che io lo voglia o meno, sono avviato sulla strada che porta all'idea di Bellezza. Penso qualcosa di simile - in termini del tutto diversi, naturalmente - ossia che nell'amore si faccia esperienza del passaggio dalla pura singolarità del caso a un elemento che possiede un valore universale. ([[Alain Badiou]])
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Poni fine ai lamenti, o insetto: | non vi è amore senza addio, | nemmeno tra le stelle.'' ([[Kobayashi Issa]])
*Quando ami una persona, devi fidarti di lei. Non c'è altro modo. Devi darle la chiave di tutto quello che è tuo. Altrimenti a che serve? (''[[Casinò]]'')
*Quando, cullato dall'amore, riscopri l'innocenza dell'infanzia e le attrattive dell'avvenire, non lontano il [[Diavolo]] sorride. Lui lo sa che finirai comunque nelle sue braccia, le braccia del risveglio e dell'insonnia. ([[Emil Cioran]])
*Quando era giovane aveva creduto che l'amore avesse qualcosa a che fare con la comprensione; ma con l'età aveva capito che nessun essere umano poteva capire un altro essere umano. L'amore è soltanto il desiderio di capire. ([[Graham Greene]])
*''Quando il mondo ti sembra splendere | Come se avessi bevuto troppo vino | Questo è l'amore.'' ([[Dean Martin]])
*Quando l'essere amato va troppo lontano nel tradimento di se stesso e persevera nell'inganno di sé, l'amore non lo segue più. ([[Jacques Lacan]])
*Quando lo [[Spirito]] e l'Amore si materializzano vicendevolmente, entrambi divengono [[immortalità|immortali]]. ([[Gustavo Adolfo Rol]])
*Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza. ([[Roger de Bussy-Rabutin]])
*Quando si ama una persona, non bisogna porsi domande, bisogna soltanto chiudere gli occhi e abbandonarsi senza riserve alla vita. (''[[Un dono semplice]]'')
*Quando un amore ti stringe e ha occhi di fuoco è ora di morire. ([[Alda Merini]])
*Quanto sarebbe quieta la vita senza l'amore... Tanto sicura, tanto calma... Tanto noiosa. (''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'')
*''Quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile, | e l'invisibil fa vedere Amore. | Questo creduto fu; che 'l miser suole | dar facile credenza a quel che vuole.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Quello che si crede difficile a farsi, via via che l'amore cresce di giorno in giorno, sembra facile da ottenere. ([[Apuleio]])
*Quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai... io ti amo. Dal più profondo del cuore... Io ti amo. (''[[V per Vendetta]]'')
*''Quello che veramente ami non ti sarà strappato. | Quello che veramente ami è la tua vera eredità.'' ([[Ezra Pound]])
*Quello [[omosessuale]] è l'amore più puro, al contrario di quello [[eterosessuale]], strumentale alla riproduzione. ([[Umberto Veronesi]])
*Reputo che nulla sia difficile per chi ama. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*Rimangono soltanto coloro che il [[destino]] designa per la messa eterna dell'amore infinito. Formano solo una piccolissima cappella di chiarore, nello spazio e nel tempo. ([[Louis-Ferdinand Céline]])
*''Ringrazio il [[Cielo|ciel]], ch'in quest'alme contrade | Drizzò i miei passi, e più ringrazio Amore, | Che mostrò a gli occhi miei tanta beltade.'' ([[Angelo di Costanzo]])
*Sappiamo forse perché desideriamo, perché amiamo? Desiderio e amore vengono dall'ignoto, e sono belli perché seminascosti da un velo d'infinito. ([[Domenico Tumiati]])
*Se amare ti costa il sangue, non amare è inferno. ([[Carlo Carretto]])
*Se amate senza suscitare amore, vale a dire, se il vostro amore non produce amore, se attraverso l'espressione di vita di persona amante voi non diventate una persona amata, allora il vostro amore è impotente, è sfortunato. ([[Karl Marx]])
*Se ami qualcuno, devi essere in grado di proteggerlo. (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Se cerchi la parola che indichi il prendersi cura di una persona in modo unico e spontaneo e lottare perché abbia tutto quello che desidera, quella parola è "amore"! E se ami qualcuno davvero, tu non smetterai mai. Anche quando ridono di te e dicono che sei pazzo, anzi specialmente allora! Semplicemente non mollo. Perché se dovessi mollare, potrei solo accettare il consiglio che mi danno e dimenticare e trovarne un'altra, ma non sarebbe amore, sarebbe... sarebbe una persona con cui passare del tempo! Per la quale non vale la pena combattere. (''[[How I Met Your Mother (nona stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*''Se devi amarmi, sia solo per amore | e per null'altro! Ti prego di non dire: | «L'amo per il sorriso, l'aspetto e per il modo | con cui sommessa parla, per l'arguzia del pensiero || che ben s'accorda col mio e che di certo | portò quel giorno un senso di serena pace». | Cose come queste, o amore, posson essere mutate, | posson cambiare per te, e un amor così creato || potrebbe andare in cenere. Neppure devi amarmi | per la cara pietà che provi asciugando le mie gote: | una donna che a lungo abbia goduto il tuo conforto, || può scordarsi di piangere, e così perdere il tuo amore. | Amami soltanto per amore dell'amore, così che possa | amarmi sempre in un'eternità d'amore.'' ([[Elizabeth Barrett Browning]])
*Se è vero che la [[vita]] non ignora il desiderio e la sregolatezza, è altrettanto vero che chiede l'amore. Ma in amore alle parole devono corrispondere i fatti, e i fatti non sempre sono i comportamenti sessuali. ([[Caterina Varzi]])
*Se l'amore non è eccessivo non è amore. ([[Ermes Ronchi]])
*Se l'amore non fosse incantesimo, sarebbe senza dubbio pazzia. ([[Frances Winwar]])
*Se la vista, la conversazione e lo stare insieme vengono tolti, la passione d'amore s'estingue. ([[Epicuro]])
*Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smettere di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Se non si conosce l'amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare. È la scoperta di una pienezza che l'amato ti dona in modo unico, come cantava anche [[Rita Pavone]] in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c'è nessuno. Tu sei l'unico al mondo». ([[Gianfranco Ravasi]])
*''Se questo è amore, mi dico. Ma sì, | questo è l'amore che conosciamo. Ora. | Amore appiccicato, che incolla | quel poco di ala modesta sulla schiena. | Amore legato. In cui si ripete la solfa | del tu e dell'io. Non siamo capaci | di essere insieme acqua e moto, | sale e onda, unica impresa spettacolare. | Come il mare laggiù, lo vedi?'' ([[Mariangela Gualtieri]])
*Se ti attendi qualche forma di ricompensa, non è amore: l'amore vero è amare senza condizioni e senza aspettative. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l'amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. ([[Theodor Adorno]])
*Senza amore, l'umanità non sopravvivrebbe un solo giorno. ([[Erich Fromm]])
*''Senza l'amore un uomo che cos'è? | Su questo sarai d'accordo con me | Senza l'amore un uomo che cos'è? | È questa l'unica legge che c'è.'' ([[Marco Ferradini]])
*Si capisce che è amore quando parli come un assassino. (''[[Gossip Girl]]'')
*''Si dice che chi viene morso da un cane rabbioso | vede nell'acqua l'immagine della belva feroce. | Amore ha piantato rabbiosamente in me i suoi denti terribili, | e ha fatto preda delle sue smanie il mio cuore. | La tua adorabile immagine io la vedo nel mare, | nell'acqua dei fiumi, nella coppa che mi versa il vino.'' ([[Paolo Silenziario]])
*«Si è dunque infelici quando si ama?»<br/>«Sì, Christine, quando si ama e non si è riamati.» ([[Gaston Leroux]])
*– Si è rassegnata ai continui tradimenti del marito?<br/>– Non si è affatto rassegnata, però ha smesso di amarlo, per questo è sfuggita alla rovina. Quando si ama si è indifesi, e a volte la crudeltà dell'altro può anche distruggerci. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Si impara ben presto che essere amati costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi. ([[Sigmund Freud]])
*Si nasce due volte? Sì. La prima volta il giorno in cui si nasce alla vita; la seconda volta, il giorno in cui si nasce all'amore. ([[Victor Hugo]])
*Sì, perché l'essere umano è pienamente felice solo quando accende il vero motore della sua vita: l'amore. (''[[Chiara Lubich - L'amore vince tutto]]'')
*Si possono avere mille [[amicizia|amici]], ma si deve amare una sola persona. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]])
*Si sa che la fiamma del crudele Amore, quando è ancora tenue, col suo primo calore procura piacere, ma poi, alimentata dalla consuetudine, divampa in un incendio incontrollabile e divora completamente gli uomini. ([[Apuleio]])
*Sii rapido in tutto, tranne che nell'amore. ([[Wilbur Smith]])
*Solamente dalla fiducia può nascere l'amore. [...] Altrimenti è solo un qualcosa destinato a sparire a poco a poco, finché non resta più niente. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Solo amando, non mi domando il perché della vita; e non debbo fuggire le occasioni di provare concretamente, anche se è più duro che fare vagheggiamenti generici, questo mio amore verso gli altri. Che cosa ho di più mio dell'amore? ([[Aldo Capitini]])
*''Solo l'amare, solo il conoscere | conta, non l'aver amato, | non l'aver conosciuto.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Solo l'amore è credibile. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*Solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio. (''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'')
*''Son gemini gli Amori: un, casto et pio; | l'altro furente in desiderio insano: | questo si mostra in terra in volto humano, | quel vola per li cieli a lato idio. || Qual di duo raccendesse il petto mio, | lo sa colei, che 'l cor mi tiene in mano: | arsi da presso, et arsi di lontano, | con la speranza eguale al gran desio. || Con vïolenta voglia et importuna, | anhelando al sidereo, almo paese, | servii senza cercar mercede alcuna. || Celeste fu la fiamma che m'accese: | ché di quelle, che in ciel movon la luna, | una angelica forma il cor mi prese.'' ([[Chariteo]])
*Sono in pochi a conoscere le fasi iniziali dell'amore, più che amici ma non ancora fidanzati. Questa sottile relazione si trasforma con il lento trascorrere del tempo, proprio come il ciclico succedersi delle stagioni. (''[[Boys Be]]'')
*''Tanti fiumi di grazie Amor mi versa, | che in mar di gioir l'alma è sommersa''. ([[Andrea Perrucci]])
*Temere l'amore è temere la [[vita]], e chi teme la vita è già morto per tre quarti. ([[Bertrand Russell]])
*Ti amo. Forse per un tempo brevissimo, forse per sempre. Nessuno lo sa. Nell'amore non ci sono né perfezione né eternità prestabilite. L'amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza o si sgretola, declina o si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte. ([[Madeleine Bourdouxhe]])
*Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te. ([[Elizabeth Barrett Browning]])
*''Ti amo tanto! | Senza pensarci su | ti regalerei | una piastrella della mia stufa!'' ([[Joachim Ringelnatz]])
*Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama. ([[Ecatone di Rodi]])
*Ti sei mai chiesto perché gli uomini dei Guardiani della Notte non prendono moglie e non generano figli? [...] Lo fanno per non amare. L'amore è la morte del dovere. ([[Aemon Targaryen]], ''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce. ([[Oriana Fallaci]])
*''Tu pensi che sian vivi, | o credi che sian morti? || Gli amanti nell'amore, | smarriscono la strada e se medesimi.'' ([[Ibn Arabi]])
*Tutti affermano che l'amore è importante, eppure siamo bombardati da ogni parte dall'evidenza del suo fallimento. ({{Sic|[[bell hooks]]}})
*Tutti gli amori dell'uomo, ancorché diversi, hanno lo stesso motore. ([[Vittorio Alfieri]])
*Tutti vogliono essere amati. Ma soltanto pochi sanno o vogliono amare. ([[Ralph Greenson]])
*Tutto è perduto fuorché l'amore. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*Tutto l'amore del mondo a volte non basta per costruire una [[relazione]]. ([[Malika Ayane]])
*Tutto lenisce l'amore e rende assolutamente dolce ciò che è amaro. ([[Tommaso da Celano]])
*Un amore che ti fa rinunciare a un altro amore non è giusto. (''[[The Village]]'')
*''Un amore non torna | vive quel momento che è, | come un fiore d'inverno | si apre e prende il sole che c'è.'' ([[Mango (cantante)|Mango]])
*Un giorno o l'altro, tutto il piacere e la gioia che l'amore può suscitare si pagano con la sofferenza. E più si ama intensamente e più il dolore sarà moltiplicato. Sperimenterai l'assenza, poi i tormenti della gelosia, dell'incomprensione, infine la sensazione del rifiuto e dell'ingiustizia. Avrai freddo fino nelle ossa e il sangue formerà dei ghiaccioli che sentirai passare sotto la pelle. La meccanica del tuo cuore esploderà. ([[Mathias Malzieu]])
*Una donna è sempre bella quando è amata, e soltanto allora. (''[[La signora Skeffington]]'')
*Un uomo ha bisogno d'amore. Un uomo muore, senza amore. Le sue viscere si raggrinziscono e il petto gli diventa come un legno secco. ([[John Steinbeck]])
*Una vita senza amore e sacrificio non vale la pena di essere vissuta. (''[[Jeeg robot d'acciaio]]'')
*Una volta si diceva: "due persone si guardano intensamente senza toccarsi, si trasmettono amore guardandosi negli occhi nello stesso momento". La verità è che qualcuno insegue sempre qualcuno. È così che siamo fatti. (''[[E venne il giorno]]'')
*Uno non muore di crepacuore per il primo amore, solo per l'ultimo. (''[[La legge del capestro]]'')
*Usando amore verso le persone e odio verso i peccati. ([[Agostino d'Ippona]])
*Utilizzando un linguaggio oggi abbastanza noto, possiamo dire che l'amore non conosce «alcuna forma di discriminazione». ([[Chiara Lubich]])
*veramente ch'io ho più [[compassione]] a chi pate amando che a chi si muor di fame o a chi va a la giustizia a torto: perché il morirsi di fame procede da la dapocaggine, e l'esser giustiziato a torto nasce da la mala sorte; ma la crudeltà che cade sopra uno innamorato è un assassinamento fattogli da la fede, da la sollecitudine e da la servitù de la bontà propria. ([[Pietro Aretino]])
*– Vedi giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima!<br />– Più forte della gravità?<br />– Be' sì figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla Terra! (''[[La spada nella roccia]]'')
*Vi sono tanti tipi di amore! Quello ch'io sento è il vero grande amore poetico; l'ho riconosciuto dal primo giorno, e non v'è nulla di più bello; e con l'entusiasmo dell'arte non v'è altra divinizzazione del cuore umano: il mondo allora s'illumina, gli orizzonti diventano immensi, tutta la natura si colora e vibra d'armonie senza fine, e si ama finalmente!... si ama! ([[Hector Berlioz]])
*''Vieni | Amato || Ti proverò con allegria. | Ti sognerò con me questa notte. || Il tuo corpo finirà | dove comincia per me | l'ora della tua fertilità e della tua agonia; | e poiché siamo pieni di angoscia | il mio amore per te è nato nel tuo petto, | è che ti amo in principio per la tua bocca. || Vieni, | mangeremo nel luogo della mia anima. || Prima di me ti si aprirà il mio corpo | come mare precipitato e colmo | fino al crepuscolo di pesci. | Perché sei bello, | fratello mio, | eterno mio dolcissimo.'' ([[Eunice Odio]])
*Vissi innamorato sempre or d'una principessa or d'un'altra; e così spero di vivere fino al momento ch'io raccomanderò il mio spirito a Dio; perché la mia coscienza è convinta che s'io commettessi una trista azione, la commetterei sempre quando un amore è in me spento; ed il nuovo non è per anche racceso: e nel tempo dell'interregno m'accorgo che il mio cuore fa il sordo — e mi concede a stento sei soldi da far elemosina alla miseria: però mi sollecito a rompere questo gelo — è il raccendermi e il risentirmi pieno di generosità e di benevolenza è tutto un punto: e farei di tutto, per tutti, e con tutti; purché mi persuadessero ch'io non farei peccato. ([[Laurence Sterne]])
*Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Voglio amore, che senza questo i soggetti sono freddi, e amor violento. ([[Gaetano Donizetti]])
*''Vorrei seguire ogni battito del mio cuore | per capire cosa succede dentro e cos'è che lo muove, | da dove viene ogni tanto questo strano dolore, | vorrei capire insomma che cos'è l'amore, | dov'è che si prende, dov'è che si dà.'' ([[Lucio Dalla]])
===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''===
*L'amore può essere appiccicoso come un vaso di miele, inestricabile come un mucchio di alghe e divorante come un incendio in un campo di grano maturo. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
*L'amore vero vuole teatralità. Riesce a trasfigurare tutto. Trasforma il grottesco in adorabile come fanno i bambini. Se c'è amore, riusciamo a vedere negli altri ciò che vogliamo; se non c'è, non vediamo niente. E possiamo cercarlo, ma senza trovarlo. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quarta stagione]])
*– Vede, dottore, mio padre amava veramente molto mia madre. Perché a quei tempi usava ancora che marito e moglie si amassero davvero.<br/>– Secondo lei ora non si usa più?<br/>– Se fosse così non ci sarebbero in giro così tanti psichiatri! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]])
===[[Francesco Alberoni]]===
*L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perché lusinga la vanità, perché rende l'altro schiavo, disponibile, pronto a ogni cenno ed ogni desiderio.
*L'amore dell'altro, amore sincero e profondo e via via sempre più disperato, viene così usato per rafforzare se stessi fino al punto in cui non si avrà più bisogno di lui. Questo è in sostanza il vero «disinnamoramento».
*L'amore tende a separare la legge dalla persona; vuol instaurare altre leggi, altre norme, non vuol sopprimere le persone, vuole amarle.
===[[Dante Alighieri]]===
*L'anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d'invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui. Ed io, accorgendomi del malvagio domandare che mi faceano [...] rispondea loro che Amore era quelli che così m'avea governato. [...] E quando mi domandavano "Per cui t'ha così distrutto questo Amore?", ed io sorridendo li guardava, e nulla dicea loro.
====''[[Divina Commedia]]''====
*''Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte: | Caina attende chi a vita ci spense.''
*''Era già l'ora che volge il disio | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c'han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''.
*''L'amor che move il sole e l'altre stelle''.
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.''.
===[[Piero Angela]]===
*L'amore [...] colpisce in modo subdolo, spesso improvviso. È un sentimento irrazionale che penetra dolcemente e invade tutto l'organismo, come un'endovenosa che si diffonde capillarmente e che modifica il nostro modo di pensare e di agire. Provocando, a volte, una narcosi totale.
*L'amore, infatti, non ha nulla a che fare con la saggezza: è un tuffo in una dimensione nuova, bellissima, irresistibile, dove nient'altro importa. I conti si faranno magari più in là, quando sarà passata la febbre e rimarranno i postumi della "follia".
*Senza l'amore tutte le luci si sarebbero spente da tempo: perché è questa forza che permette alla vita di rinascere ogni volta e di passare da una generazione all'altra.
===[[Cecco Angiolieri]]===
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!''
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!''
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe Amore stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.''
===[[Claudio Baglioni]]===
*''E meglio è amare e perdere | che vincere e non amare mai''.
*''Non ci ameremo più qui ma attraverso | ciò che in altri giorni avremo perso''.
*''Pace a me che non so amare ancora | ciò che ho e non so non amar quel che non ho''.
===[[Romano Battaglia]]===
*Amare o avere amato. Non ci sono altre vie da scoprire nel cammino misterioso della vita.
*Chi ama profondamente non invecchia mai. Neanche a cent'anni, perché l'amore è l'ala che ci aiuta a volare verso l'infinito.
*L'amore è una parola di luce, scritta da una mano di luce, sopra una pagina di luce.
*L'amore non deve pretendere, deve avere solo la forza di diventare certezza.
*Quando si ama, tutti i piccoli sospetti diventano paure. E quando le paure diventano più grandi, è segno che l'amore sta crescendo.
*Se ti chiedono qual è la cosa più importante nella vita, tu rispondi prima, dopo, sempre: l'amore.
*Spendi l'amore a piene mani. È l'unico tesoro che aumenta più ne sottrai...
===[[Lucio Battisti]]===
*''Amarsi è questo: escludere | d'essere i soli al mondo, | i soli ad esser soli amando, | sterminandola l'invincibile armata.''
*''Amarsi un po' | è come bere, | più facile | è respirare.''
*''Amarsi un po' | è un po' fiorire, | aiuta sai | a non morire.''
*''È sempre per prova che | sulle labbra torna | la parola "amore", | per prove d'esercizio | perché si sa che poi non si sa mai | che potrebbe tornare utile.''
*''Ho visto un uomo che moriva per amore, | ne ho visto un altro che più lacrime non ha. | Nessun coltello mai | ti può ferir di più | di un grande amore che ti stringe il cuor.''
*''L'amore è qualcosa di più | del vino, del sesso che tu | prendi e dai.''
*''L'amore è un gesto pazzo come rompere | una noce con il mento sopra il cuore.''
===[[Charles Baudelaire]]===
*Che cos'è l'amore? Il bisogno di uscire da sé stessi. L'uomo è un animale adoratore. Adorare è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è anche prostituzione.
*Ciò che v'è di noioso nell'amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d'un complice.
*In amore, come in quasi tutte le faccende umane, l'intesa cordiale è il risultato di un malinteso. Questo malinteso è il piacere. L'uomo grida: «Oh!, angelo mio!». La donna tuba: «Mamma! Mamma!». E i due imbecilli sono persuasi di pensare all'unisono. – L'abisso invalicabile, che fa l'incomunicabilità, resta invalicato.
*''Ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane.''
===[[The Beatles|Beatles]]===
*''E alla fine | l'amore che ricevi | è eguale all'amore | che dai.''
*''È solo amore | e questo è tutto | ma è così difficile | amarti.''
*''Tutto ciò che serve è l'amore, l'amore, | l'amore è tutto ciò di cui hai bisogno.''
===[[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]===
*Amore è «estasi», ma estasi non nel senso di un momento di ebbrezza, ma estasi come cammino, come esodo permanente dall'io chiuso in sé stesso verso la sua liberazione nel dono di sé, e proprio così verso il ritrovamento di sé, anzi verso la scoperta di Dio.
*Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono.
*L'amore è il fuoco che purifica e unisce ragione, volontà, sentimento, che unifica l'uomo in sé stesso in virtù dell'azione unificante di Dio, cosicché egli diviene servitore dell'unificazione di coloro che sono divisi: così l'uomo fa il suo ingresso nella dimora di Dio e può vederlo. Ed è questo appunto che significa essere beato.
*L'amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà.
*L'amore non è mai «concluso» e completato; si trasforma nel corso della vita, matura e proprio per questo rimane fedele a sé stesso.
*L'amore produce gioia, e la [[gioia]] è una forma d'amore.
*Fate sì che l'amore unificante sia la vostra misura; l'amore durevole sia la vostra sfida; l'amore che si dona la vostra missione!
===[[Giordano Bruno]]===
*''Amor, per cui tant'alto il ver discerno, | Ch'apre le porte di diamante e nere, | Per gli occhi entra il mio nume; e per vedere | Nasce, vive, si nutre, ha regno eterno.''
*L'amor fa dovenir li vecchi pazzi, e gli giovani savii.
*L'amore è ciò per la cui potenza tutte le cose son generate; è in tutte le cose, vivo in ciò che è vivo, grazie a lui ciò che è vivo vive, ed è lui stesso la linfa vitale di ciò che è vivo; riscalda ciò che è freddo, illumina ciò che è oscuro, risveglia ciò che è assopito, vivifica ciò che è morto, fa percorrere la regione sovraceleste alle cose inferiori, trasportandole con divino furore; per suo compito le anime son legate ai corpi, per la sua guida sono innalzate alla contemplazione, per il suo volo si uniscono a Dio superate le difficoltà naturali. È lui che insegna quali cose siano nostre e quali altrui, chi siamo noi e chi gli altri; è lui a fare in modo che le altre cose siano dominate e possedute da noi, e che noi comandiamo e dominiamo le altre cose; infatti la [[necessità]], che si fa beffe di tutto, obbedisce al solo amore.
*L'antichità chiamò grande demone questo amore che è padre di tutti i sentimenti, tutti i desideri e tutti gli effetti.
*Questo animale che chiamiamo Amore, per il più suole assalire colui ch'ha poco da pensare e manco da fare.
*Si aggiunga al già detto, che amore, con cui amiamo, è brama con cui ogni cosa brama, mediazione fra bene e male, brutto e bello (non dunque non brutto e non bello), ma buono e bello in rapporto a una certa comunicazione e partecipazione.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*Certi amori sono soltanto sudori che si somigliano.
*Il primo segno d'amore consiste nel trasformare un essere che ci era domestico in un demone sconosciuto.
*L'amore, come ogni buon rigorista, prima di tirare non piglia troppa rincorsa.
*L'amore: a guardarlo da fuori un teatro di larve comicoliriche, di batticuori inventati, tutta un'orchestra di trombe e violini, col basso tuba dell'eros che accompagna da lontano.
*L'amore, nella maggior parte dei casi, è soltanto un prestito con cauzione.
*L'amore: un sentimento inventato. Ciò che conta è il gioco della seduzione, il rituale di piacere a qualcuno.
===[[Charles Bukowski]]===
*L'amore è una forma di pregiudizio. Ami ciò di cui hai bisogno, ami ciò che ti fa star bene, ami ciò che ti torna più utile. Come fai a dire di amare una persona, quando ce ne sono almeno diecimila al mondo che ameresti di più, se solo le incontrassi? Ma non le incontrerai mai.
*L'amore è un cane che viene dall'inferno.
*''l'amore si rinsecchisce, pensai | tornando verso il | bagno, anche più velocemente | dello sperma.''
===[[Aldo Busi]]===
*Io non credo all'amore che moltiplica, troppo comodo, è mica un conto in banca.
*L'amore batte solo alle proprie tempie.
*L'amore del momento non può essere la commedia dell'odio a lunga scadenza.
*L'amore non è il toccasana dei mali.
===[[Roger de Bussy-Rabutin]]===
*La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande.
*Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza.
*Quando non si ha ciò che si ama, bisogna amare quel che si ha.
===[[Samuel Butler]]===
*L'amore, come ogni dessert, si giudica dunque solo nell'atto di mangiare e con questa prova vedremo che la consapevolezza dell'amore, come ogni altra consapevolezza, svanirà nel diventare più intensa.
*Più il nostro amore è profondo, meno lo percepiamo come tale.
*Se un vero amore non ha mai placido corso, quando non si miri che al [[matrimonio]], a volte, tutto va bene.
===[[George Gordon Byron]]===
*''E di lottare tuttavia si sforza invano | Contro una passione che anche per uno come lui | D'Amore ha nome! | Sì, è vero Amor, immutabile, immutato, | Per una donna da cui giammai si vuol diviso. | Benché le più leggiadre prigioniere vogliano attrarlo | Con lo sguardo, | Egli le sfugge e non le cerca, ma freddo passa | Innanzi a lor.''
*''E tuttavia, tu ami, e io ho invidia | Per chi può posare il proprio cuore | Su un cuor che gli è fedele, | Né mai conosce il vuoto quell'errante pensier | Che, come il mio, coi fantasmi si strugge».''
*''Finché c'era Speranza eran quei sentimenti | Languidi vacillanti e teneri, | Allorché tutto fu perduto, la tenerezza non morì ma rimase assopita | E sul suo sonno si levò quella Forza per parlare così: | «Quando non c'è da amar più nulla, non c'è più nulla da temere».''
*Nella sua prima passione la donna ama il suo amante, in tutte le altre ciò che ama è il suo amore.
===[[Italo Calvino]]===
*E lei: – Tu non credi che l'amore sia dedizione assoluta, rinuncia di sé...<br/>Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l'altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia... Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: – Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto... – e sarebbe stata di nuovo la felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: – Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze.
*Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d'essere è l'amore. E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.
*Ma in tutta quella smania c'era un'insoddisfazione più profonda, una mancanza, in quel cercare gente che l'ascoltasse c'era una ricerca diversa. Cosimo non conosceva ancora l'amore, e ogni esperienza, senza quella, che è? Che vale aver rischiato la vita, quando ancora della vita non conosci il sapore?
*– Perché mi fai soffrire?<br/>– Perché ti amo.<br/>Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.<br/>– Chi ama vuole solo l'amore, anche a costo del dolore.<br/>– Mi fai soffrire apposta, allora.<br/>– Sì, per vedere se mi ami.<br/>La filosofia del Barone si rifiutava d'andar oltre. – Il dolore è uno stato negativo dell'anima.<br/>– L'amore è tutto.<br/>– Il dolore va sempre combattuto.<br/>– L'amore non si rifiuta a nulla.<br/>– Certe cose non le ammetterò mai.<br/>– Sì che le ammetti, perché mi ami e soffri.
*– Tu ragioni troppo. Perché mai l'amore va ragionato?<br/>– Per amarti di più. Ogni cosa, a farla ragionando, aumenta il suo potere.
===[[Albert Camus]]===
*Il gran desiderio d'un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell'assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento.
*Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
*Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
*Quando si è avuto una volta la fortuna di amare intensamente, si spende la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.
===[[Elias Canetti]]===
*Ha gli [[occhi]] spietati di chi è amato sopra ogni cosa.
*La grandezza dell'amore sta soprattutto nel fatto che in esso tutti i diritti sono sospesi.
*Nell'amore le rassicurazioni valgono come annuncio del loro opposto.
===[[Caterina da Siena]]===
*{{NDR|L'anima è}} apta ad amare; sì come decto t'ho che tanto è apta ad amare che senza amore non può vivere, anco el suo cibo è l'amore.
*E chi molto ama, molto si duole; unde a cui cresce amore, cresce dolore.
*E chi più cognosce, più ama: e chi più ama, più riceve.
*La materia vostra è l'amore, perch'Io {{NDR|Dio}} vi creai per amore, e però non potete vivere senza amore.
===[[Gaio Valerio Catullo]]===
*''È difficile deporre d'improvviso un amore lungo.''
*''Io [[odio]] e amo. Ma come, dirai. Non lo so, | sento che avviene e che è la mia tortura.''
*''Perché, se ami, un torto così | ti fa amare di più ma voler bene meno.''
===''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]''===
*Dispiaceri molteplici accompagnano spesso il vero amore.
*L'arte di amare esige anzi tutto che rimangan segrete le nostre pene; colui che ama deve essere capace di subire la solitudine, e, lungi dalla sua amata, solo a lei deve pensare.
*L'arte di amare, il folle amore che ha legge e delicatezza, è difficile a comprendere: e non è in nulla dissolutezza né perversità; altra cosa è l'amore elevato, il vero affetto, altra la depravazione: una distanza enorme li separa.
*L'innamorato deve essere paziente; le sue sofferenze devono ingigantire se l'amata è assente. Egli deve saper dominare il proprio cuore, ignorare lo sdegno e la collera.
*La fuga è la sorte inevitabile degli innamorati; essi non hanno il tempo d'invecchiare.
*La sciagura perseguita l'innamorato, riempie il suo cuore di amarezza, ma finalmente gli porta la letizia, se egli è capace di non soccombere ai primi colpi dell'amore. Bisogna essere innamorati, perché l'amore allevia le sofferenze di quaggiù: il dotto diviene pazzo e l'ignorante diviene dotto.
*Ogni separazione è un veleno per gli innamorati!
*Quando un innamorato vaga per i campi in cerca di un oggetto per l'amata, bisogna che sia solo.
===[[Louis-Ferdinand Céline]]===
*È più difficile rinunciare all'amore che alla vita.
*L'amore è come l'alcool, più sei impotente e sbronzo e più ti credi forte e scaltro, e sicuro dei tuoi diritti.
*L'amore è l'infinito abbassato al livello dei barboncini, e ci ho la mia dignità, io!
===[[Miguel de Cervantes]]===
*Amore è invisibile ed entra ed esce di dove vuole, senza che nessuno gli chieda conto di quel che fa.
*Dove vi è molto amore, non suole esserci molta disinvoltura.
*L'amore e la guerra sono una stessa cosa, e come nella guerra è lecito e comunemente praticato fare uso di astuzie e di stratagemmi per vincere il nemico, così nei contrasti e nelle rivalità amorose si ritengono per buoni gl'imbrogli e i raggiri messi in opera per conseguire il fine desiderato, purché non siano in pregiudizio e disdoro dell'oggetto amato.
*La passione amorosa si vince soltanto col fuggirla.
*''Se le sue glorie Amor vende costose | Ha ragione ed il suo traffico è giusto, | Ché non ci sono gioie più preziose | Di quelle valutate dal suo gusto, | Ed è cosa evidente | Che non val ciò che poco costa o niente.''
*Un disinganno a tempo vuol essere rimedio efficace nei principî d'amore.
===[[Émilie du Châtelet]]===
*Esiste, forse, un sentimento più illusorio dell'amore?
*Per conservare a lungo l'amore del proprio amante è indispensabile che la speranza e il timore siano sempre presenti.
*Si conosce di più l'amore attraverso l'infelicità che procura che per la felicità, spesso misteriosa, che diffonde nella vita degli uomini.
===[[Emil Cioran]]===
*A tal punto il dubbio su di sé travaglia gli esseri che questi, per porvi rimedio, hanno inventato l'amore, tacito patto fra due infelici per sopravvalutarsi, per incensarsi spudoratamente.
*L'amore – un incontro di due salive... Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole.
*Non si può amare appassionatamente una donna e Dio nello stesso tempo. La mescolanza di due erotiche irriducibili crea un'oscillazione interminabile.
*Noi amiamo sempre... malgrado tutto; e questo «malgrado tutto» copre un infinito.
===[[Paulo Coelho]]===
*Chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è un atto di totale abbandono.
*Colui che è saggio, lo è soltanto perché ama. E colui che è sciocco, lo è solamente perché pensa di poter capire l'amore.
*L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva.
*L'amore è una forza selvaggia. Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi.
*L'amore esiste di continuo. Sono gli uomini che cambiano.
*L'amore si scopre soltanto amando.
===[[Cesare Cremonini]]===
*''L'amore, soltanto l'amore può farti guarire, | lasciando ogni cosa al suo posto e partire, | l'amore è là dove sei pronto a morire | lasciando ogni cosa al suo posto e partire.''
*''Puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato, | puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato, | puoi persino morire: | comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire.''
*''Starsene appoggiati sul divano ore ed ore | sapendo che la noia è un'impressione, | starsene aggrappati come un petalo sul fiore | può essere un perfetto paragone | con l'amore.''
===[[Paolo Crepet]]===
*È l'amore che agisce come una malattia, ma funziona al contrario: fa bene quando infetta, fa morire quando guarisce.
*L'amore, proprio come la passione, è attesa, fiducia illimitata, follia meravigliosa, fuoco vivo e dirompente.
*[[Sesso]] e sessualità sono stati strumenti attraverso i quali l'uomo ha cercato la felicità. Dacché la morale comune ci ha permesso di esercitare il sesso senza l'amore, si è diffusa la convinzione che esso rappresenti un pezzo di Eden alla portata di tutti. In realtà, l'affannosa ricerca del piacere a tutti i costi ha tolto qualcosa alla conoscenza della nostra identità, proprio attraverso la banalizzazione dell'erotismo, ormai ridotto a libero esercizio genitale. È andata così consumandosi un'idea complessa dell'eros umano, che non solo non deve essere appiattita sulla necessità della riproduzione, ma nemmeno semplificata e ridotta a puro incontro di cellule, a banale questione ormonale. Anche perché la felicità genitale è tra le più effimere e conduce a una precoce malinconia.
===[[Fabrizio De André]]===
*E poi a un tratto l'amore scoppiò dappertutto.
*''Guardate il sorriso, guardate il colore | come giocan sul viso di chi cerca l'amore! | Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore | dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?''
*''L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, | la voglia di dare, l'istinto di avere, | e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, | e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.''
*''Ma c'è amore un po' per tutti | e tutti quanti hanno un amore | sulla cattiva strada.''
===[[Francesco De Gregori]]===
*''E guarda l'amore che non ha commenti da fare, | l'amore comunque che non ha paura del mare da attraversare.''
*''E il vero amore può | nascondersi, | confondersi, | ma non può perdersi mai.''
*''Ho imparato che l'amore insegna, ma non si fa imparare.''
*''L'amore è mascalzone, | viaggia contromano, | parcheggia sempre dove vuole, | fa vedere la lingua, | parla con la bocca piena, | si presenta così, senza un invito | proprio in mezzo alla cena.''
*''Vallo a spiegare... L'amore | non si spiega, | muove le mani in fretta, | rovescia il sale e non fa una piega.''
===[[Charles Dickens]]===
*Il mistero e la delusione non sono assolutamente indispensabili allo sviluppo dell'amore, ma ne sono, spessissimo, potenti ausiliari. «Lontan dagli occhi, lontan dal cuore», calza abbastanza bene come proverbio applicabile ai casi dell'amicizia, benché l'assenza non sia sempre necessaria per la freddezza del cuore, anche fra amici; e la sincerità e l'onestà, come pietre preziose, siano forse più facilmente imitate a distanza e scambiate per vere. Ma l'amore è efficacemente aiutato da una immaginazione calda e attiva con memoria tenace, e prospera per un bel pezzo mercé un leggerissimo e scarsissimo alimento. Accade così sovente che esso raggiunga il suo più lussureggiante sviluppo nella separazione e in circostanza della maggior difficoltà.
*L'amore, benché si dica che sia cieco, sa far buona guardia.
*L'amore è in ogni cosa un maestro ammirevole.
*Se l'egoismo è un ingrediente necessario nella composizione di quella passione che si chiama amore, merita questo tutte le belle frasi con cui i poeti lo esaltano nell'esercizio della loro professione? Vi sono, certo, casi autentici di uomini e di donne, che in magnanime circostanze, hanno ceduto rispettivamente la loro donna o il loro uomo a rivali di gran merito; ma è assolutamente accertato che la maggioranza di tali uomini e di tali donne non hanno fatto di necessità virtù, e non hanno nobilmente rassegnato ciò che non potevano ottenere, presso a poco come un soldato semplice potrebbe proporsi di non accettare l'ordine della giarrettiera, e un povero pio e dotto pastore, senz'altra famiglia che quella di una grossa figliuolanza, potrebbe proporsi di rinunciare a un vescovato?
*– Ti dirò, – riprese, nello stesso bisbiglio rapido e appassionato, – che cos'è vero amore. È cieca ammirazione, autoumiliazione illimitata, sottomissione totale, fede e credenza contro se stessi e contro il mondo, offerta di tutto il cuore e tutta l'anima a chi ce li trafigge...
===[[Emily Dickinson]]===
*''Che l'amore sia tutto quel che c'è, | è tutto ciò che sappiamo dell'amore.''
*''Ho sempre amato | e te ne do la prova: | prima di amare, | io non ho mai vissuto pienamente.''
*''Incapaci sono gli Amati di morire | perché l'Amore è Immortalità, | anzi, è Deità – || incapaci coloro che amano – di morire | perché l'Amore trasforma la Vitalità | in Divinità.''
*''L'Amore – è anteriore alla Vita – posteriore – alla Morte – | Radice della Creazione, ed | esponente della Terra.''
*''L'Amore finisce quando l'Amore comincia, | dicono i Saggi – | ma i Saggi l'hanno conosciuto?''
*''Un qualcosa di volatile – di indiscreto – | sempre fuori luogo è l'Amore – | la gioiosa piccola Divinità | che non siamo costretti a servire.''
===[[Fëdor Dostoevskij]]===
*Amare le persone così come sono è impossibile. E tuttavia si deve. E per questo fa loro del bene.
*Chi ama non fa distinzioni. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*Con l'amore tutto si riscatta, si salva tutto. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*È appunto chi ti sta vicino che, secondo me, è impossibile amare; chi è lontano forse sì. [...] Per amare un uomo occorre che questi si celi alla nostra vista: non appena mostra il suo viso l'amore svanisce. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*L'amore astratto brama gesta immediate, edificanti perché tutti lo notino. Si giunge effettivamente anche al punto di sacrificare la vita purché non vada troppo per le lunghe e si concluda al più presto, come sulla scena, così che tutti vedano e plaudano. L'amore attivo è fatica e perseveranza. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*La [[consapevolezza]] e l'amore, forse, sono la stessa cosa, perché non conoscerete niente senza l'amore, mentre con l'amore conoscerete molto.
*Un angelo non può odiare e non può neppure fare a meno di amare. Ma si può forse amare tutti, tutti gli uomini, tutti i propri simili? Mi sono posta più volte questa domanda. Naturalmente è impossibile, e sarebbe addirittura innaturale. Chi ama l'umanità di un amore astratto quasi sempre ama soltanto se stesso. (''[[L'idiota]]'')
===[[Alexandre Dumas padre]]===
*Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede.
*«E al suo ritorno lo farete passare da me; gli darò uno scudo contro l'amore.»<br/>«Ohimè, oggi l'amore è come la guerra, e lo scudo è divenuto inutile.» (''[[Vent'anni dopo]]'')
*L'amore è la più egoistica di tutte le passioni.
*L'amore è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione.
===''[[Emmanuelle]]''===
*– Il vero amore fin dove può arrivare?<br/>– Sarebbe un povero amore quello che si lasciasse misurare.
*L'amore, il vero amore, è sempre contro natura. L'amore, quello vero, è l'erezione, non l'orgasmo.
*Mi ha sempre detto che l'amore è la ricerca del piacere sempre più lontano, con un uomo, con una donna che si sceglie. È strano, adesso sento che c'è dell'altro. Per esempio, quando ho visto quella cascata, ho pensato: "Com'è bella". Ebbene, l'ho pensato per te. Te l'ho detto, una cascata è bella a condizione che si possa dirlo a chi si ama.
===''[[Emmanuelle 4]]''===
*Si dice che i grandi amori siano impossibili, io invece penso che sopravvivano a tutti gli eventi mediocri della vita.
*Si può vivere preda di un amore troppo violento? No, non si può. Meglio cambiare pelle, meglio diventare un'altra donna. Non esiste soltanto un uomo al mondo, ce ne sono altri, molto diversi da colui che ami, ma l'amore te li fa ignorare.
*Sì, tu vorresti fuggire all'amore, Sylvia, vorresti nasconderti affinché io non possa ritrovarti. Ma l'amore è come un'aquila che stringe i suoi artigli intorno al cuore. Quello che riesce ad afferrare, non lo lascia mai più.
===[[Fabi Silvestri Gazzé]]===
*''L'amore non esiste, è l'effetto prorompente | di dottrine moraliste sulle voglie della gente, | è il più comodo rimedio alla paura | di non essere capaci a rimanere soli.''
*''L'amore non esiste, è un ingorgo della mente | di domande mal riposte e di risposte non convinte.''
*''L'amore non ha casa, non ha un'orbita terrestre, | non risponde ai più banali meccanismi tra le forze, | è un assetto societario in conflitto d'interesse.''
*''L'amore se poi esiste, è quest'idea di attaccamento | che ha l'uomo del mio tempo per le tante storie viste.''
===[[Ennio Flaiano]]===
*L'amore è una cosa troppo importante per lasciarla fare agli amanti.
*Chi mi ama mi preceda.
*In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie.
*In amore gli scritti volano e le parole restano.
===[[Jonathan Safran Foer]]===
*''Più ami qualcuno'', pensava, ''e più dirglielo è difficile.'' Lo stupiva che persone sconosciute non si fermassero a vicenda in strada per dire ''Ti amo''.
*''Questo è amore'', pensava lei, ''sì o no? Quando noti l'assenza di qualcuno, e detesti quell'assenza più di ogni altra cosa. Ancora più di quanto ami la sua presenza.''
*Si scambiavano a vicenda la grande bugia salvatrice – che il nostro amore per le cose sia più grande del nostro amore per il nostro amore per le cose – recitando di buon grado le parti che scrivevano per sé, creando di buon grado le finzioni necessarie alla vita, e credendoci.
===[[Teofilo Folengo]]===
*''Chi fia di tanto mal cagion? Amore, | amor che sempre fu la peste lorda | de' miseri mortali. Ah, in quant'errore | ci spinge questa fiamma tant'ingorda! | Odo già l'alte strida, il gran rumore | d'arme, ch'aggira in foco e 'l ciel assorda; | ché dove fischia Amor, così fier angue, | subito appare ferro, foco e sangue.''
*''Ed io dico, ch'Amor è un bardassola | più che sua madre non fu mai puttana; | chi 'l chiama «dio» si mente per la gola, | ché in Dio non cape furia e mente insana: | Amor è un barbagianni che non vola, | benché abbia l'ali ed usi in ogni tana; | guardatevi da lui, ché 'l ladro antico | lascia la porta ed entra nel postico.''
*''Pàrtiti dunque, ché non è curabile | lo mal che 'n le medolle i' sento pungere; | ogni altra peste creggio esser sanabile | a mille vie di cibo, taglio ed ungere; | amor sol è quel tòsco inevitabile | cui morbo alcun egual non si può giungere: | né vi si trova al mondo un sol rimedio, | for che morir d'affanno e lungo tedio!''
*''Quando 'l Foco d'Amor, che m'arde ognora, | penso e ripenso, fra me stesso i' dico: | — Angiol di Dio non è, ma lo nemico | che la Giustizia spinse del ciel fora.''
===[[Carlo Maria Franzero]]===
*L'amore cerebrale è qualche volta una spiritualità, e qualche volta una degenerazione. Ma solamente gli uomini volgari si estinguono dopo avere ottenuto il sacrificio che per essi è dono tanto grande che non giungono a misurarlo.
*Nella vita è più bello donare che ricevere, perché la riconoscenza è il più noioso dei sentimenti, in amore è l'opposto: avere e non essere avuti. Perché solo colui che abbia amato un numero infinito di volte può dire di avere amato un amore completo.
*Non esiste vizio in amore. La teoria [[Platone|platonica]], aristocratica ed individualistica, insegna che l'amore non ha altro scopo che se stesso.
===[[Mahatma Gandhi]]===
*Come si può cercare la [[verità]] o accarezzare l'Amore senza essere intrepidi?
*Così come lo scienziato ottiene miracoli dalle varie applicazioni delle leggi della natura, l’uomo che applica le leggi dell’amore con precisione scientifica può operare prodigi ancor più grandi. La [[nonviolenza|non violenza]] è infinitamente più mirabile e sottile rispetto a forze della natura quali, ad esempio, l’[[elettricità]]. La legge dell’amore è una scienza assai più grande rispetto a qualsiasi scienza moderna.
*L'amore chiama amore da tutti.
*La forza dell'amore è la stessa forza dell'anima o della verità.
===''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]''===
*È questo l'amore che rende felici: quello che si dona agli altri, senza chiedere nulla per sé.
*L'amore non va mai perduto, Cloe, torna sempre indietro.
*La vita è un attimo. Onori, trionfi, ricchezze e scienza cadono, ogni incanto della vita passa: resta solo l'eterno amore, la causa di ogni opera buona. Amore che sopravvive a noi, perché l'amore è Dio.
===[[Massimo Gramellini]]===
*L'amore è un film muto: togli il volume e concentrati sui gesti.
*L'amore è una meta che si raggiunge in due, a condizione di aver trovato la strada da soli.
*Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.
===[[Gabriel García Márquez]]===
*C'era una stella sola e limpida nel cielo color di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.
*E presi coscienza che la forza invincibile che ha spinto il mondo non sono gli amori felici bensì quelli contrastati.
*Gli disse che l'amore era un sentimento contro natura, che dannava due sconosciuti a una dipendenza meschina e insalubre, tanto più effimera – quanto più intensa.
*I sintomi dell'amore sono gli stessi del [[colera]].
*Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto. – È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci. –
*Se c'è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l'amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.
===[[Gesù]]===
*Ama il [[prossimo]] tuo come te stesso. (''[[Vangelo secondo Matteo]]'')
*Avete inteso che fu detto: ''Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico''; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (''[[Discorso della Montagna]]'')
*Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. (''[[Vangelo secondo Luca]]'')
===[[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]===
*L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.
*L'amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità.
*Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di amare veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale.
===[[Carlo Goldoni]]===
*''Amore è fatto come un uccelletto, | Che va di ramo in ramo saltellando: | Venuto è con un volo nel mio petto, | E il povero mio cor mi va beccando. | Lo voglio accarezzare il poveretto, | Finché per divertirmi va cantando; | E quando avrà finito di cantare, | A un altro ramo il lascierò volare.''
*''Io non conosco amore, | E pur lo provo al cor. | Ditemi voi, pastore, | Che cosa sia l'amor.''
*Se conoscete che la persona che amate meriti l'amor vostro, disponete l'animo a sofferir qualche cosa.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*L'amore è essenzialmente adesione dello spirito a un corpo nudo.
*L'amore non è mistero, ma luogo in cui il mistero si dissolve.
*Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell'amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.
*Non c'è retorica che prolunghi l'amore tra le anime oltre l'istante in cui la carne si placa.
===[[Ivan Aleksandrovič Gončarov]]===
*L'amore fa incredibili progressi, è la cancrena dell'anima.
*L'amore, sebbene sia detto un sentimento capriccioso, di cui non ci si rende conto e che nasce come una malattia, ha tuttavia le sue leggi e le sue cause.
*Nell'amore partecipano in egual misura l'anima e il corpo; in caso contrario, l'amore non può chiamarsi completo: noi non siamo né puri spiriti né bruti.
===[[Maksim Gor'kij]]===
*Di tutte le beffe che la sorte serba all'uomo, non ce n'è una più tremenda d'un amore non corrisposto.
*L'amore è la conquista di colui che ama di meno, su quello che ama di più...
*L'amore è una malattia dell'immaginazione.
*L'amore per una donna somiglia alla melanconica opera di Dio; anche Lui ha cercato, senza riuscirvi, di creare col vuoto e dal nulla uno splendido universo...
===[[Fabrice Hadjadj]]===
*Il primato dell'amore è un'invenzione cristiana, ma il diavolo distorce la cosa così: purché sia amore, tutto è legittimo.
*L'amore, muovendo dalla conoscenza di una parte emersa, si estende alla cosa tutta intera, fino a quanto in essa vi è di oscuro.
*L'amore più grande non si trova nell'amore "impossibile", ma nell'amore possibile, naturale, per esempio nell'amore coniugale.
*Nel nome dell'amore, si perde di vista l'oggettività dell'amore.
*Quando amo io debbo chiedermi: "Qual è il bene per l'altro?". Ciò che conta di più è questa oggettività.
===[[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Friedrich Hegel]]===
*L'amato non ci è opposto, è uno con la nostra essenza: in lui vediamo solo noi stessi, e tuttavia non è noi: miracolo che non siamo in grado di capire.
*L'amore può aver luogo solo nel porsi dinanzi ad un nostro eguale, dinanzi allo specchio e all'eco della nostra essenza.
*Negli amanti non vi è materia, essi sono un tutto vivente.
===[[Hermann Hesse]]===
*Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita.
*Il principio di ogni arte è l'amore; valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d'amore dell'artista.
*L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
*L'amore non vuole avere, vuole soltanto amare.
*Non c'è felicità nell'essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità.
*Vale per l'amore ciò che vale per l'arte: chi sa amare soltanto l'immenso è più povero e meschino di chi sa entusiasmarsi per il minimo.
===[[Victor Hugo]]===
*Amare è la metà di credere.
*L'amore è come un albero: spunta da sé, getta profondamente le radici in tutto il nostro essere, e continua a verdeggiare anche sopra un cuore in rovina.
*L'amore non ha mezzi termini; o perde, o salva. Tutto il destino umano è questo dilemma. Questo dilemma, perdita o salvezza, non c'è fatalità che lo ponga più inesorabile dell'amore. L'amore è vita, quando non è la morte. Culla e anche sepolcro. Lo stesso sentimento dice sì e no al cuore umano.
*– Oh! L'amore! – lei disse, e la sua voce tremava, e il suo occhio brillava. – è essere due e non essere che una persona sola.
===[[Alphonse Karr]]===
*C'è sempre nell'amore molta illusione e molta curiosità.
*L'amore è come quegli alberi all'ombra dei quali muore ogni vegetazione. L'uomo che ama una donna, non soltanto non ama altra cosa, ma neppure ne odia alcuna. Invano egli cerca nelle pieghe del proprio cuore tutte le preferenze, tutte le simpatie, tutte le ripugnanze: tutto ciò è morto, morto d'indifferenza, morto di freddo.
*L'amore è l'origine, la causa e lo scopo di tutto quanto è grande, nobile e bello. Il volgo crede, secondo la mitologia, che la bellezza sia la madre dell'amore, invece è l'amore che crea la bellezza, è l'amore che dà espressione allo sguardo, grazia al corpo, fascino allo spirito, vibrazione alla voce; l'amore è il sole che fa sbocciare i fiori dell'anima; l'amore produce le nobili ambizioni, l'amore produce il genio.
*L'amore è la più terribile, ma anche la più onesta delle passioni; è la sola che non possa occuparsi della propria felicità senza comprendervi la felicità di un altro.
*L'amore è una caccia in cui il cacciatore deve farsi inseguire dalla selvaggina.
*L'amore nasce di nulla e muore di tutto.
*L'amore non accorda, e meno ancora deve farsi capire; esso dà, ed è felice di quel che dona.
===''[[Ken il guerriero]]'' (manga)===
*A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! (Souther, [[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. (Toki, [[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*– Che cos'è l'amore? Non avevo mai sentito questa parola.<br>– Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>– Sì.<br>– Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]])
*Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], [[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*– L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>– Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. (Souther e [[Kenshiro]], [[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*L'amore non potrà mai essere annientato! ([[Kenshiro]], [[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], [[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
===''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (anime)===
*– Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>– Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza.
*È l'amore [...] che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso.
*L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]])
*L'amore non ha mai ucciso nessuno. ([[Kenshiro]])
*La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore!
*Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire.
*Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]])
===''[[Ken il guerriero 2]]''===
*È l'amore che porta alla rovina le persone.
*L'amore e la bontà limitano le tue capacità e condizionano il tuo modo di agire. L'amore e la bontà ti costringono anche a rispettare delle leggi stupide.
*L'amore è solo polvere che scorre tra le dita.
*– L'amore ormai si è già estinto dappertutto.<br>– No, sei in errore, Kaio. Non è morto, né morirà mai!
*– Ma che cosa vuol dire "amore"? Non ne ho mai sentito parlare.<br>– Se un vostro amico o una persona a cui volete bene muore, vi sentite tristi, vero? Nessuno può cambiare i vostri sentimenti perché questi sono da sempre dentro di voi e nessuno può portarveli via. Non può riuscirci perché è stata la natura a farvene dono. E anche se ciò che abbiamo intorno non è altro che violenza e odio, dobbiamo chiudere gli occhi e cercare l'amore che è dentro di noi. Solo così potremmo raggiungere la felicità.
*Non hai idea di quanta forza possa dare l'amore. ([[Kenshiro]])
*Non può esserci felicità in una persona che non crede all'amore.
*Una persona che insegna il significato dell'amore non dovrebbe parlare di morte. ([[Kenshiro]])
===[[François de La Rochefoucauld]]===
*Accade dell'amor vero come delle apparizioni degli spiriti: tutti ne parlano ma pochi li hanno veduti.
*In amore non amare troppo è un mezzo sicuro per essere amati.
*L'amore, se lo si giudica dalla maggior parte dei suoi effetti, assomiglia più all'odio che all'amicizia.
*Tutte le passioni ci fanno commettere degli errori, ma l'amore ci fa fare i più ridicoli.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*L'amore aiuta a vivere? La generazione successiva.
*Un amore può finire in modo tragico-positivo o tragico-negativo.
*Tra un amore e l'altro, ci vuole una quarantena con un terzo.
===[[Giacomo Leopardi]]===
*Chi più si ama meno può amare.
*I migliori momenti dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale.
*Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore.
*''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'amor vero e possente è il primo effetto.''
*''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'amore sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!''
===[[Thomas Malory]]===
*Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di [[Re Artù|Artù]] l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!
*L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi.
*Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.
*Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione.
===[[Sándor Márai]]===
*Amare significa semplicemente conoscere appieno la gioia e poi morire.
*Gli amori infelici non finiscono mai.
*L'amore dispone di due palcoscenici su cui si recita il grande duetto, e sono entrambi infiniti: il letto e il mondo.
*Non si può amare con un secondo fine. Non si può amare in modo così spasmodico e delirante.
*Sentirsi spinti a conoscere qualcuno fino a penetrare tutti i suoi segreti, con tutte le conseguenze che ne deriveranno: ecco quello che si è soliti chiamare, con un termine fiacco e generico, amore.
===[[Jean-Luc Marion]]===
*L'amore è molto più che una passione o un affetto. In un certo senso, è molto più di una conoscenza. È ciò che rende possibile la stessa conoscenza.
*L'amore fra esseri umani è trascendente perché trascende l'individualità di chi ama in direzione di chi è amato.
*L'amore ha una propria razionalità, unica ed universale. Una razionalità che non esige la ricerca della reciprocità.
*L'amore non si dona se non abbandonandosi, trasgredendo continuamente i limiti del proprio dono, sino a trapiantarsi fuori di sé.
===[[Thomas Merton]]===
*L'amore è il cuore e il vero centro del dinamismo creatore che chiamiamo vita. L'amore è la vita stessa nel suo stato di maturità e perfezione.
*L'amore incontra se stesso solo nell'atto d'amare. L'amore che si fa senza conoscenza, malgrado se stesso e contro la sua natura, non raggiunge la piena coscienza di sé stesso.
*L'amore non alberga solo nella mente o nel cuore, è qualcosa più del pensiero e del desiderio. L'amore è azione, e solamente nell'atto d'amore raggiungiamo l'intuizione contemplativa sella saggezza amorosa.
*Tutto ciò che esiste, esiste per l'amore, e se l'amore non si rivela in tutte le cose, è soltanto perché noi non vogliamo vedercelo. L'amore, è l'''unica'' possibilità.
===[[Klemens von Metternich]]===
*Di tutte le realtà, la più forte per me è l'amore. Sono certo che quelli che credono esservi bisogno della illusione in amore, non sono abbastanza forti per conoscere l'amore...
*Io amo, oppure non amo. Amo, quando una persona mi colpisce in tutti i sensi, quando quella persona siete voi.
*Quando una persona ama non vi sono due vie, perché uno non ha due cuori.
*Vi amo come la vita stessa. Soddisfo un impulso, amandovi e dicendovelo.
===[[Mina (cantante)|Mina]]===
*Conosco la spietatezza di quelli che, con tutte le forze, non vogliono comprendere l'amore dissimile dal loro. E non sanno che ogni amore è, a parte qualche apparente analogia, completamente, sorprendentemente disuguale.
*''L'amore è bestia, l'amore è poeta.''
*''Non dirmi chi sei ma quanto amore hai.''
*''Perché l'amore | se è vero amore | ingrandisce tutta quanta la realtà...''
===[[Vincenzo Monti]]===
*''Amiam, che i dì son brevi; | Un [[giorno]] senza amor, | È giorno di dolor, | Giorno perduto''.
*''Amor vince ogni cosa, e i cuori amanti | Spoglia d'ogni più indocile austerezza, | Sian Cannibali, o Traci, o Garamanti. | Egli per tutto si ravvolge, e sprezza | Ogni riparo, e variando toglie | Alle cose create la rozzezza''.
*''Amor diè norma ai cieli, Amor governa | Il non mutabil corso, e la secreta | Dei lucid'astri consonanza eterna''.
*''Per due fedeli amanti | Tutto, tutto è [[Gioia|gioir]]''.
*''Più sei bella, più devi | Ad Amor voti e fè''.
===[[Elsa Morante]]===
*Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te.
*Chi fugge per amore non può trovar quiete nella solitudine.
*Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
===[[Robert Musil]]===
*Anche l'amore era fra quelle esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l'uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz'aria sopra un abisso senza fondo.
*E lo stesso si poteva dire della fedeltà che, limitata a una donna, ha un certo sapore di cavalleria, di mansuetudine, di abnegazione e di delicatezza, tutte virtù che si suole immaginare associate alla donna ma che perdono perciò la loro migliore ricchezza, così che è difficile dire se anche l'amore scorre verso di lei come l'acqua verso il luogo più profondo e non sempre inobiettabile, o se l'amore femminile è il luogo vulcanico il cui calore dà vita a tutto ciò che fiorisce sulla superficie della terra.
*In amore come in affari, nella scienza come nel salto in lunghezza è necessario credere prima di guadagnare e di vincere, e come non dovrebbe esser lo stesso anche per la vita in genere?
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Ciascuno di noi vive nel suo mondo, ha una sensibilità particolare. Amare qualcuno significa superare il confine personale, andare verso l'altro, incontrarlo a mezza strada.
*L'amore può fiorire ad un'unica condizione: che siano entrambe le parti a desiderarlo.
*Mia cara Grandis, se speriamo che l'amore venga da noi senza che dobbiamo muovere un dito, possiamo aspettare sino alla fine dei tempi. In realtà è esattamente come ha detto lei, ricorda? Siamo noi a fare la nostra fortuna e nessun altro.
===[[Pablo Neruda]]===
*''Ahi il nostro amore è una corda dura | che ci lega ferendoci | e se vogliamo | uscire dalla nostra ferita, | separarci, | ci stringe un nuovo nodo e ci condanna | a dissanguarci e a bruciarci insieme.''
*''Amo l'amore che si suddivide | in baci, letto e pane. || Amore che può essere eterno | e può esser fugace. || Amore che vuol liberarsi | per tornare ad amare.''
*''L'amore, mentre la vita ci incalza, | è semplicemente un'onda alta sopra le onde.''
*''Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.''
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*È vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C'è sempre un grano di pazzia nell'amore. D'altra parte c'è sempre anche un po' di ragione nella follia.
*L'amore per uno solo è una barbarie, perché si esercita a spese di tutti gli altri. Anche l'amore per Dio.
*Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male.
===[[Novalis]]===
*L'amore è il fine ultimo della storia universale, l'amen dell'universo.
*L'amore ha sempre svolto romanzi, ossia l'arte di amare è sempre stata romantica.
*Non dovrebbe esistere un unico bisogno assoluto che renda possibile la diretta esclusione degli altri: l'amore, la vita in comune con le persone amate?
*Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso.
*Si è soli con tutto ciò che si ama.
===[[Publio Ovidio Nasone]]===
*L'amore è una cosa piena di ansioso timore.
*L'amore non dura se togli ogni lotta.
*Sii amabile, se vuoi essere amato.
*Spogliati dell'orgoglio, tu che desideri godere di un amore durabile!
*Ti odierò, se potrò; altrimenti ti amerò mio malgrado.
===[[Paolo di Tarso]]===
*L'amore è incompatibile con l'[[ipocrisia]]. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.<br />L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.<br />L'amore non verrà mai meno. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
===[[Cesare Pavese]]===
*Amore è desiderio di conoscenza.
*C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
*L'amore è la più a buon prezzo delle religioni.
===[[Pif]]===
*Se ci pensiamo bene ci accorgiamo che è impossibile dare una definizione univoca di “amore”, perché siamo noi i primi a cambiare in continuazione, a evolverci. Esistono persone giuste incontrate al momento giusto e persone giuste incontrate al momento sbagliato. Quando iniziamo a ragionare troppo su un partner vuol dire che non siamo più innamorati.
*Alla fine la vera difficoltà non è trovare l'amore, ma farlo durare. Ecco più che le app per incontri ci vorrebbero le app per non far esplodere le coppie.
*Per me l'amore è un equilibrio difficilissimo, si crea solo se le parti della coppia imparano a cedere un po'.
===[[Marcel Proust]]===
*C'è nell'amore una sofferenza permanente, che la gioia neutralizza, rende virtuale, rinvia, ma che può in ogni momento diventare quel che sarebbe da molto tempo se non si fosse ottenuto ciò che si sperava: atroce.
*È il terribile inganno dell'amore, che esso cominci col farci giocare con una donna non del mondo esterno, ma con una bambola che vive nel nostro cervello, la sola d'altronde che abbiamo sempre a nostra disposizione, la sola che possederemo, che l'arbitrio del ricordo, assoluto quasi quanto quello dell'immaginazione, può aver fatto tanto diversa dalla donna reale come dalla Balbec reale era stata per me la Balbec sognata; creazione fittizia cui a poco a poco, per la nostra sofferenza, costringeremo la donna reale ad assomigliare.
*E l'orrore degli amori che solo l'inquietudine ha generato viene dal fatto che giriamo e rigiriamo senza posa nella nostra gabbia discorsi insignificanti; senza contare che raramente gli esseri per i quali li proviamo ci piacciono fisicamente in maniera completa, poiché a sceglierli non è il nostro gusto, ma il caso di un minuto d'angoscia, minuto indefinitamente prolungato dalla nostra debolezza di carattere, che ogni sera rifà esperienza e si abbassa a cercare dei calmanti.
*Fra tutte le cose che l'amore esige per nascere, quella a cui tiene di più, e che gli fa trascurare tutto il resto, è la nostra convinzione che una persona partecipi a una vita sconosciuta in cui il suo amore ci farà penetrare.
*Fra tutti i modi di produzione dell'amore, fra tutti gli agenti disseminatori del male sacro, certamente uno dei più efficaci è questo gran soffio di agitazione che a volte passa su di noi. Allora l'essere col quale in quel momento ci piace stare, il dado è tratto, sarà lui che ameremo. Non c'è neanche bisogno che finora ci sia piaciuto più di altri, e neppure altrettanto; bisogna solo che il nostro gusto per lui sia diventato esclusivo. E la condizione si è verificata quando – nel momento in cui è mancato — alla ricerca dei piaceri che ci dava il suo fascino si è sostituito improvvisamente in noi un bisogno ansioso, che ha per oggetto quel medesimo essere, un bisogno assurdo, che le leggi di questo mondo rendono impossibile da soddisfare e difficile da guarire, il bisogno insensato e doloroso di possederlo.
*In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un'abitudine.
*L'amore non è una passione disinteressata.
*Le due massime cause d'errore nei nostri rapporti con un'altra persona sono di aver buon cuore, oppure, quell'altra persona, amarla.
*Qualsiasi essere amato – anzi, in una certa misura qualsiasi essere – è per noi simile a Giano: se ci abbandona, ci presenta la faccia che ci attira; se lo sappiamo a nostra perpetua disposizione, la faccia che ci annoia.
*Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d'inaccessibile, quel che non si possiede.
===[[Raymond Radiguet]]===
*Chi ama irrita sempre chi non ama.
*Crediamo di essere i primi a provare certi turbamenti, non sapendo che l'amore è come la poesia, e che tutti gli amanti, anche i più mediocri, pensano d'innovare.
*Quando un amore è la nostra vita, che differenza c'è tra vivere insieme e morire insieme?
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*A mio giudizio amore è più gran legge che alcun uomo terreno possa dettare. Onde il diritto positivo e simili decreti sono tutto giorno violati da amore in qual che si voglia stato. L'uomo è costretto ad amare a dispetto della ragione, né può sfuggirvi anco ne andasse la vita, sia ella fanciulla, vedova oppure moglie.
*Amore non vuole essere forzato da soggezione: quando questa sopravviene, il Dio ha subito pronte le sue ali, e arrivederci se ne va!
*Che signore grande e potente è Amore! Tutto vince la sua potenza, e potrebbe, davvero, essere chiamato un Dio pei suoi miracoli. Il cuore degli uomini è in mano sua.
*Così fattamente m'ha trafitto del suo dardo infiammato amore nel cuore leale e doglioso, che ne venne segnata la mia morte prima della mia camicia.
*Io stesso ci sono cascato, a suo tempo, ed ho servito {{NDR|l'amore}} come gli altri. E perché, appunto, so per prova le pene dell'amore, e, preso più d'una volta nei suoi lacci, conosco quale strazio sia per quel disgraziato che ci casca
*Molto giustamente si dice che amore e signoria non ammetton consorti.
*Pazzo che non sei altro: pensa che l'amore è libero; ed io amerò la tua donna a dispetto di tutta la tua forza.
===[[Osho Rajneesh]]===
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo.
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre.
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare.
===[[Nino Salvaneschi]]===
*L'amore è un capriccioso soffio che Eros invia tra gli uomini per ingarbugliar le matasse dei loro destini.
*Per l'uomo l'amore può essere un episodio. Per la [[donna]] spesso è tutto il suo destino.
*Se il [[piacere]] ti invita per un giro di danza, puoi anche star seduto. Ma se l'amore ti fa cenno, guarda se lo riconosci.
===[[William Shakespeare]]===
*Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. (''[[Romeo e Giulietta]]'')
*È noto infatti che tutto quel che si frappone al godimento dell'amor è soltanto qualcosa che serve ad accrescerne la forza divampante.
*L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato.
*Ma l'amore che sa farsi sentire troppo tardi, simile a un pietoso perdono che giunge quando non s'è più in tempo, si rivolge tutto pieno d'amaritudine proprio contro la grandezza di colui che l'invia, e grida alto: «Buono era quel che ora non è più».
*''Non è amore | l'amor che muta se in mutare imbatte | o, rimuovendosi altri, si rimuove, | oh no: è faro che per sempre è fisso | e guarda alle bufere e non dà crollo.''
*– Pur credo che fra tutti sia quei che più vi ama.<br />– Il suo scarso parlare dimostra scarso amore.<br />– Nel fuoco più compresso cova più intenso ardore.<br />– Non ama chi d'amore al proprio ben non parla.<br />– Oh! ama assai di meno chi con tutti ne ciarla.
*Sarebbe come s'io amassi una certa stella di particolare splendore. Debbo contentarmi del conforto che posso trovare nel suo pur luminoso riverbero e nella sua luce collaterale, e non pensare mai d'attingere quello della sua sfera?
*Tante sono le forme che l'amore crea, che l'amore stesso è fantasia.
===[[Fulton John Sheen]]===
*Ciascuno è ciò che ama. L'amore si tramuta a somiglianza di ciò che ama. Se ama il paradiso, diventa celestiale; se ama il carnale fino a divinizzarlo, diventa corruttibile.
*Nell'amore, la povertà s'integra nella ricchezza; il bisogno nel compimento; il desiderio nella gioia; la caccia nella cattura.
*Tre elementi occorrono a produrre l'amore nei cuori:<br/>L'Amante, l'Amato e l'Amore.
*Tre sono i mezzi per comunicare l'amore: parola, vista e tatto. Il più importante è la parola. Non saprai mai infatti quanto una persona ti ama se non te lo dice.
===[[Adrienne von Speyr]]===
*Chi non ama, si sbarra da sé l'ingresso alla [[conoscenza]].
*Il primo passo per imparare ad amare gli altri è il tentativo di [[comprensione|capirli]].
*L'amore è sempre possibile, e sempre penetrante.
*L'audacia più estrema: voler amare qualcuno – per non dire il proprio prossimo! – come Dio lo ama.
*Per chi vuole amare è meglio non sapere nulla che sapere troppo.
*Se due amanti dialogano, colui che parla ha sempre la sensazione di dire troppo poco. La parola gli si nega. Ma chi lo sente è sotto l'impressione che la parola non solo dica tutto, ma apra delle prospettive, completamente nuove, a un felice di più.
===[[Baruch Spinoza]]===
*L'Amore è Gioia, concomitante con l'idea di una causa esterna. (''[[Ethica]]'')
*L'amore è il mezzo attraverso il quale l'uomo può elevarsi al sommo bene.
*L'amore può e deve fare da tramite ai fini della perfezione. Che resta sempre Dio.
===[[Susanna Tamaro]]===
*L'amore è [[attenzione]].
*L'amore è darsi in pasto all'altro senza possibilità di difendersi.
*L'amore vince tutto, avevo spesso sentito ripetere. L'amore è più forte della morte. E invece non è vero, perché l'amore, anche se esiste, è fragile. È così fragile da essere pressoché invisibile. Ed essere invisibile e non esistere è quasi la stessa cosa.
===[[Teresa di Lisieux]]===
*Affinché l'amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi, che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente.
*L'amore racchiude tutte le vocazioni, che l'amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno.
*L'amore si paga solo con l'amore e le piaghe dell'amore si guariscono solo con l'amore.
===[[Lev Tolstoj]]===
*Amare, in generale, significa voler fare del bene. Così noi intendiamo l'amore, e non possiamo intenderlo altrimenti. (''[[Della vita]]'')
*Il vero amore, quello che si manifesta, non per via di parole, ma di atti, dà solo la vera sagacia e la saggezza vera.<br />L'amore non può essere sciocco.
*L'amore impedisce la morte. L'amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto. L'amore è Dio, e il morire significa che io, una particella dell'amore, ritorno alla sorgente eterna e universale. (''[[Guerra e pace]]'')
*L'amore produce il bene, perché l'uomo, amando, si unisce a Dio e quindi non desidera più nulla per sé, ma desidera dare agli altri ciò che ha, persino la sua vita e in questo dono di sé stesso trova la felicità.
*L'uomo ama, non perché ha interesse di amare questo o quello, ma perché l'amore è l'essenza dell'anima sua, perché egli non può non amare. (''[[Il regno di Dio è in voi]]'')
===[[Publio Virgilio Marone]]===
*''Iniquo amore, | che non puoi tu ne' petti de' mortali?'' (''[[Eneide]]'')
*L'amore per tutti è lo stesso.
*L'amore vince tutto: e anche noi cediamo all'amore.
===[[Fabio Volo]]===
*Ho imparato che il contrario dell'amore non è l'odio. L'odio è assenza d'amore, così come il buio è assenza di luce. L'opposto dell'amore è la paura.
*La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d'amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io?
*Solitamente, in una vera storia d'amore, la persona con cui stai è lo specchio migliore per vedere i tuoi difetti e i tuoi limiti.
===[[Simone Weil]]===
*Fra gli esseri umani, si riconosce pienamente l'[[esistenza]] soltanto di coloro che amiamo.
*Gli amanti e gli [[amicizia|amici]] desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.
*Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la [[libertà]] dell'altro.
*Quando un'anima è pervenuta a un amore che pervade con la stessa intensità tutto l'universo, questo amore diventa il pulcino dalle ali d'oro che spezza il guscio del mondo. Da questo istante essa ama l'universo non dall'interno ma dall'esterno, dal luogo in cui risiede la Sapienza di Dio, che è il nostro fratello primogenito. Un simile amore non ama gli esseri e le cose in Dio ma dal punto più prossimo a Dio. Stando accanto a Dio, china il suo sguardo, confuso con lo sguardo di Dio, su tutti gli esseri e su tutte le cose.
*Se l'anima cessa di amare precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'[[inferno]].
===[[Walt Whitman]]===
*''L'amore, che è tutto il mondo per gli innamorati – l'amore, che si beffa di tempo e di spazio, | l'amore che è giorno e notte – l'amore che è il sole, la luna e le stelle, | l'amore che è purpureo, sontuoso, greve di profumi, | non altre parole se non parole d'amore, non altro pensiero che d'amore.''
*''L'amore, come luce, tutto avvolge silente.''
*''Profetica sorse una voce dalla carneficina, | non disperate, l'affetto saprà risolvere i problemi della libertà, | quelli che s'amano tra loro diverranno invincibili.''
*''Suona ancora trombetta! e come tema, | scegli ora il tema che li comprende tutti, il solvente e fissatore, | l'amore, che è il polso di tutto, il sostegno e l'angoscia, | il cuore dell'uomo e della donna completamente all'amore, | non altro tema che amore – l'amore che incastra, comprende e tutto soffonde.''
*''Talvolta con uno che amo ribollo d'ira, al timore d'effondere un amore che non vien corrisposto, | ma ora penso che non esista amore non corrisposto, la corresponsione è sicura in un modo o nell'altro, | (ho amato una certa persona ardentemente, e il mio amore non fu corrisposto, | eppure per quell'amore ho scritto questi canti.)''
===[[Oscar Wilde]]===
*Chi, essendo amato, è povero?
*È l'amore, e non la filosofia tedesca, la vera spiegazione di questo mondo, e Dio solo sa qual è la spiegazione dell'altro mondo.
*Quando cerchi sinceramente l'amore, lo trovi che ti sta aspettando.
===[[Marguerite Yourcenar]]===
*Bisogna amare un essere per correre il rischio di soffrire per lui. Bisogna amarti molto per rimanere capace di soffrirti.
*Ciò che appare evidente è che questa nozione dell'amore puro<ref>Definito dalla Yourcenar come: "L'amore totale per una particolare creatura". {{cfr}} ''Fuochi'', p. 11.</ref>, a volte scandaloso ma pur tuttavia imbevuto di una specie di virtù mistica, non sembra possa sussistere se non associato a una qualsiasi forma di fede nella trascendenza, non fosse che all'interno della persona umana, e che una volta privato del sostegno di certi valori metafisici e morali oggi disprezzati, forse perché i nostri predecessori ne hanno fatto un abuso, il folle amore smette presto di essere altro che un vano gioco di specchi o una triste mania.
*Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell'amore.
*L'amore è un castigo. Veniamo puniti per non essere riusciti a rimanere soli.
===[[Checco Zalone]]===
*''L'amore non ha religione | nessun confine, nessuna nazione | né americano, né bolscevica | l'amore è quando lei ti dà (quando lei ti dà) quando lei ti dà (ti dà, ti dà) la vita.''
*''L'amore non ha religione | non è cattolico, non è mormone | no! L'amore credimi non è ortodosso | l'amore è quando ti diventa grosso.''
*''L'amore non ha religione | non è cattolico, non è mormone | no! Non è evangelico né protestante | l'amore è quando ti diventa grande.''
===[[Carlo Zannetti]]===
*In amore non vince chi fugge, ma vince chi ama.
*L'amore è polvere di stelle, arriva dall'infinito, colora di fantastico tutto ciò che ti circonda. L'amore non è solo una questione di chimica, è un'incredibile carambola di coincidenze, un insieme di enigmatici cambi di traiettorie che ti conducono ad un incontro prestabilito con una persona che per te è speciale. E' un appuntamento con il destino che avviene in un determinato luogo, in un preciso istante della nostra vita. No ! Noi non decidiamo nulla, l'amore è un qualcosa di soprannaturale. L'amore con le sue poliedriche sfaccettature ha ispirato miliardi di persone che hanno compiuto quotidiani gesti di profondo affetto ed ha affascinato migliaia di artisti che così hanno realizzato magnifici capolavori di creatività. L'amore si nasconde in tutte le cose più belle del mondo e sono certo che è in grado di sopravvivere alla nostra morte fisica.
*L'amore rimbalza da cuore a cuore , da secolo a secolo , e con la velocità della luce ti raggiunge solo quando vuole lui.
*Una vita senza amore è come un albero senza radici che rimane alla mercé del vento di una tempesta che può arrivare da un momento all'altro.
===[[Zucchero Fornaciari]]===
*''Ho bisogno d'amore, "perdio", | per tutto quanto il giorno, | c'è bisogno d'amore, sai zio, | da tutto quanto il mondo.''
*''L'amore è un gallo e strilla nel cielo.''
*''Libera l'amore | o liberatene per sempre''.
*''Oramai | mi consola, | oramai | mi sorvola | l'amore invano, | così leggero.''
==Proverbi==
*Amare ed essere saggi è impossibile. ([[Proverbi spagnoli|Spagnolo]])
*Anche un amore di cento anni può raffreddarsi. ([[Proverbi giapponesi|Giapponese]])
*L'amore nasce dall'[[assenza]]. ([[Proverbi arabi|Arabo]])
*L'amore non bada a caste né il sonno a un letto rotto. Io andai in cerca d'amore e mi persi. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*L'amuri di luntanu è comu l'acqua 'nta u panaru. ([[Proverbi calabresi|Calabrese]])
*Là dove ci si ama non scende mai la sera. ([[Proverbi burundesi|Burundese]])
*Non esiste amore così ardente che non possa essere raffreddato da uno [[Matrimonio|sposalizio]]. ([[Proverbi russi|Russo]])
*'U primu amure è 'na cancarena ca te cunzuma a focu lentu cuomu 'na cannila. ([[Proverbi calabresi|Calabrese]])
*Un amore unico arriva fino al cielo. ([[Proverbi giapponesi|Giapponese]])
===[[Proverbi francesi|Francesi]]===
*Amore scaccia [[gelosia]].
*Amore, tosse e fumo non possono essere mantenuti segreti.
*Ognuno ritorna sempre al suo primo amore.
*Senza pane e senza vino, l'amore non è nulla.
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*L'amore e la tosse non possono essere nascosti.
*L'amore fa girare il mondo.
*L'amore troverà sempre una strada.
*Meglio aver amato e perso, che non aver mai amato.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Amor che nasce di [[malattia]], quando si guarisce passa via.
*Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.
*Amor regge il suo regno senza spada.
*Amore è il vero prezzo con che si compra amore.
*Amore non si compra né si vende.
*Amore onorato, né vergogna né peccato.
*Chi porta [[Fiore|fiori]], porta amore.
*Chi si prende d'amore, si lascia di rabbia.
*Di tutte le arti maestro è l'amore.
*Dove c'è l'amore, la gamba trascina il piede.
*Dove non c'è amore, non c'è [[Umanità (qualità)|umanità]].
*Ferita d'amore non uccide.
*Grande amore, gran dolore.
*Il primo amore non si arrugginisce.
*Il primo amore non si scorda mai.
*In amore e in [[guerra]] niente regole.
*L'amore di carnevale muore in quaresima.
*L'amore è cieco, ma vede lontano.
*L'amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l'amore.
*L'amore non si misura a metri.
*L'amore passa dentro la cruna di un ago.
*L'amore senza [[Bacio|baci]] è pane senza sale.
*L'orologio dell'amore ritarda sempre.
*Ma in premio d'amore amor si rende.
*Non esiste amore senza gelosia.
*Più si chiacchiera, meno si ama.
*Quando l'amore è a pezzi non c'è alcuna colla che lo riappiccichi.
*Quando la [[fame]] entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.
*Scalda più l'amore che mille fuochi.
*Se occhio non mira, cuor non sospira.
*Se vuoi che t'ami, fa' che ti brami.
*Tanto l'amore quanto il fuoco devono essere attizzati.
*Tanto l'amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*''Ammore d' 'o lietto | fa scurdà chillo d' 'o pietto.''
*Ammore de patrone e vino 'e fiasco 'a sera so' buono e 'a matina so' sciacqua.
*Ammore e [[rogna]] nun se po' nasconnere.
*Anema senz'ammòre, sciòre senz'addòre.
*''Ammore senz'ammore | sciore senz'addòre.''
*L'ammore d' 'o lietto fa scurda' chello d' 'o pietto.
*L'ammore è comm' 'o ffuoco, guaje a chi ce pazzea.
*L'ammore è fatto a coselle.
*''L'ammore è fatto {{sic|com}}' 'a la nucella, | si nun la rumpe nun la può magnare...''
*L'ammore e lu cetrulo vanno a pparo; Doce è la ponta ma lo culo è amaro.
*L'ammore è na brutta cosa, e la famma è na brutta bestia.
*L'ammore è 'nu piccerillo ca nun sape cuntare.
*L'ammore fa passà 'o tiempo e 'o tiempo fa passà l'ammore.
*L'ammore nun va truvanno ricchezza.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*A chi s'ama si [[Credere|crede]].
*Ama chi t'ama, e chi non t'ama lascia.
*Ama chi t'ama, e rispondi a chi ti chiama.
*Amami poco, ma continua.
*Amante non sia chi coraggio non ha.
*Amor dà per mercede, gelosia e rotta fede.
*Amor di ganza, fuoco di paglia.
*Amor è cieco, e vede da lontano.
*Amore e gelosia nacquero insieme.
*Amore e signoria non soffron compagnia.
*Amore è una pillola inzuccherata.
*Amore fa amore, e crudeltà fa tirannia.
*Amore male impiegato, vien mal remunerato.
*Amore non conosce misura.
*Amore non è senza amaro.
*Amore, sonno e rogna non si nascondono.
*Ben ama, chi non oblia.
*Chi ama crede.
*Chi ama, il ver non vede.
*Chi ama, teme.
*Chi ha l'amore nel petto, ha lo spron né fianchi.
*Chi non ama, non ha cuore.
*Chi soffre per amor, non sente pena.
*Chi t'ama di buon cuore strigni e abbraccia.
*Chi vuol essere amato, convien che ami.
*Chi vuole l'amor celato lo tenga bestemmiato.
*Contro amore non è consiglio.
*[[Crudeltà]] consuma amore.
*Delle pene d'amore si tribola e non si more.
*Detto d'amore disarma rigore.
*Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
*Dove regna amore, non si conosce errore.
*I primi amori sono i migliori.
*L'amore è principio del bene e del male.
*Nella guerra d'amor vince chi fugge.
*Ogni disuguaglianza amore agguaglia.
*[[Sdegno]] cresce amore.
*Sdegno d'amante poco dura.
*Senza Cerere e Bacco è amor debole e fiacco.
*[[Servire|Servigio]] riaccende amore.
*Tanto è morir di male, quanto d'amore.
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*Amor che nasse in malatia, quando se guarisse el passa via.
*Amor fa amor e crudeltà consuma amor.
*Amor me fa portare le calze mole.
*Amor no fa bogher la pignata.
*Amor no porta rispeto a nesun.
*Amor novo va e vien, amor veccio se mantien.
*Amor veccio non fa ruzene.
*Amor xe orbo.
*Amor xe tossego.
*D'amor el gusto e 'l fogo de paglia, xe de l'istessa tagia.
*Do amori no se pol aver.
*L'amor de carneval mor in quaresema.
*L'amor no pol star sconto.
*L'amor passa sette muri.
*L'amor xe come i busi in te le calze.
*Per amor no se sente dolor.
*Tosse, amor e panzeta, no le se sconde in qualunque sito che se le meta.
===[[Proverbi latini|Latini]]===
*Amore genera amore.
*È ridicolo l'amore di un [[Senilità|vecchio]].
*Il giuramento dell'innamorato non si può punire.
*La ferita d'amore la risana chi la fa.
*L'amore è cieco.
*L'amore e la tosse non si possono nascondere.
*L'amore procura le armi [agli amanti perché possano essere grati alla persona amata].
===[[Proverbi tedeschi|Tedeschi]]===
*Ira d'amore è esca d'amore.
*Non si può costringere nessuno ad amare o a cantare.
*"[[Rosso]] è il colore dell'amore", disse il pretendente alla sua furba seduttrice.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Amante]]
*[[Amor di Dio]]
*[[Amor fraterno]]
*[[Amor materno]]
*[[Patriottismo|Amor patrio]]
*[[Amor proprio]]
*[[Amore a prima vista]]
*[[Amore e morte]]
*[[Amore e odio]]
*[[Amore e sesso]]
*[[Bacio]]
*[[Carità]]
*[[Desiderio]]
*[[Fare l'amore]]
*[[Gelosia]]
*[[Innamoramento]]
*[[Lettera d'amore]]
*[[Odio]]
*[[Sessualità]]
*[[Ti amo]]
*[[Voler bene]]
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==Altri progetti==
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[[File:1873 Pierre Auguste Cot - Spring.jpg|thumb|''Le Printemps'' (P.A. Cot, 1873)]]
Citazioni sull''''amore'''.
==Citazioni==
*A coloro che ci spingono ad amare gli altri, suggerisco di riflettere che forse perfino amare se stessi è meno frequente di quanto comunemente si creda. ([[Sergio Ricossa]])
*A nessuna creatura può piacere di essere desiderata per l'amore di un'altra. Ognuno vuole essere amato per sé stesso. ([[Liala]])
*A una certa altezza dell'amore, si vedono cadere gli orpelli del romanzesco e del petrarchismo, e rimangono soltanto, nudi e violenti, lo stimolo fisico e la verità dei corpi. ([[Marcel Thiry]])
*A volte penso che l'amore eterno sia il Babbo Natale degli adulti... sappiamo tutti che non esiste ma nessuno vuole sentirselo dire... ([[Alessandro Cattelan]])
*Agire sotto l'impulso del desiderio è paura e schiavitù; spinti dall'amore, è libertà. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*''Ah! come io conosco bene l'amore. Egli | inclina sempre a trovar de' difetti nell'oggetto | amato: tu trovi il tuo troppo orgoglioso; io | trovai il mio troppo modesto''. ([[Louis-Benoît Picard]])
*''Ahi crudo Amor, ch'ugualmente n'ancide | l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi, | e d'ogni tempo egualmente mortali | vengon da te le medicine e i mali!'' ([[Torquato Tasso]])
*''Al mondo non si fa altro | che cantare e ricantare l'amore. | E anch'io in un tempo lontano l'ho fatto | e ancora, e di nuovo, | perché hanno un respiro profondo | le parole della tenerezza. | Se l'anima davvero potesse amare | il cuore si muterebbe in una zolla d'oro.'' ([[Sergej Aleksandrovič Esenin]])
*Alfine è venuto l'amore, tale che tenerlo nascosto più nuocerebbe alla mia fama che averlo rivelato ad alcuno. Scongiurata dalle mie muse Citerea a me l'ha condotto e l'ha posto fra le mie braccia. [[Venere]] ha mantenuto la promessa: racconti i miei diletti quello di cui si dirà che non ne ha avuti di suoi. Nulla io vorrei confidare a tavolette sigillate, perché nessuno le legga prima che lo sappia il mio amato. Ma aver peccato mi piace; atteggiare il volto per aver buona fama mi ripugna: si dirà che con uno degno di me io, degna di lui, sono stata. ([[Sulpicia]])
*''Altissimo Amore, se può essere che io muoia | senza aver saputo donde vi possedevo, | in quale sole era la vostra dimora | in quale passato il tempo vostro, in quale ora | io vi amavo, || Altissimo Amore che superate la memoria, | fuoco senza focolare di cui ho fatto tutta la mia luce, | in quale destino tracciavate la mia storia, | in quale sonno si vedeva la vostra gloria, | o mia dimora... || Quando sarò per me stessa perduta | e dispersa nell'abisso infinito, | infinitamente, quando sarò infranta, | quando il presente di cui sono rivestita | avrà tradito, || per l'universo in mille corpi frantumata, | di mille istanti ancora non riuniti, | di cenere setacciata nei cieli fino al nulla, | rifarete per una strana annata | un solo tesoro || rifarete il mio nome e la mia immagine | di mille corpi portati dalla luce, | viva unità senza nome e senza volto, | cuore dello spirito, oh centro del miraggio, | Altissimo Amore.'' ([[Catherine Pozzi]])
*Ama chi ti ama, fosse pure un cane! (''[[Un borghese piccolo piccolo]]'')
*Ama e fa' ciò che vuoi. ([[Agostino d'Ippona]])
*"Ama gli altri e sarai amato!" è un detto che potrebbe suonare come una terribile e ingiusta accusa contro tutti gli innocenti che sono stati odiati e magari anche torturati e uccisi. ([[Fausto Cercignani]])
*''Amami, anche se io non ti amo. | Amami, anche se non merito l'amore. | Amami, anche se io non so amare | e amami anche se non esiste l'amore.'' (''[[La nave dei folli]]'')
*Amare e farsi amare è un'attività complicata, soprattutto quando hai un brutto carattere, quando sei un po' vecchio, un po' grasso... ([[Philippe Starck]])
*Amare e insieme conservare il senno è concesso solo a Giove. ([[Decimo Laberio]])
*''Amare è la metà di credere.'' ([[Victor Hugo]])
*Amare è trovare la propria ricchezza al di fuori di sé stessi. ([[Émile-Auguste Chartier]])
*Amare, non è prendere un altro per completarsi, bensì offrirsi ad un altro per completarlo. ([[Michel Quoist]])
*Amare non significa solo dedicarsi interamente, con una generosità completa, né consacrarsi corpo ed anima senza condizioni ad attività in favore del prossimo, ma, prima di tutto, fare opera di intelligenza, chiedendoci con amore e con un sentimento profondo di rispetto degli uomini nostri fratelli, qual è il miglior bene che noi possiamo offrire loro, non solo, certamente nella prospettiva temporale ma in quella del destino spirituale. ([[René Voillaume]])
*Amare, oltre molte altre cose, vuol dire trarre diletto dal guardare e osservare la persona amata e non soltanto trarre questo diletto dalla contemplazione delle sue bellezze, ma da quelle delle sue bruttezze poche o molte che siano. (''[[L'amore coniugale]]'')
*Amare per essere amato è umano, ma amare per amare è quasi angelico. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Amare qualcuno vuol dire amputare un pezzo di te stesso e rimpiazzarlo con un pezzo dell'altro. (''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'')
*Amare significa aver cura della [[solitudine]] dell'altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla. ([[Christian Bobin]])
*Amare, significa essere assenti da sé stessi. ([[Joë Bousquet]])
*Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura con passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo. Ma in quello scrigno (al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto) esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile. ([[C. S. Lewis]])
*Amare significa non dover dire mai "mi dispiace". ([[Erich Segal]])
*Amare significa semplicemente conoscere appieno la gioia e poi morire. ([[Sándor Márai]])
*Amare vuol dire accettare la responsabilità della felicità di qualcun altro. ([[Bruno Morchio]])
*Amatevi! Che cosa costa il canto al rosignolo e la gentilezza alla pioggia mattutina? ([[Nikiforos Vrettakos]])
*Amatevi! L'amore ci riunirà in Dio. ([[Santina Campana]])
*''Amo come l'amore ama. | Non conosco altra ragione di amarti che amarti. | Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, | se ciò che ti voglio dire è che ti amo?'' ([[Fernando Pessoa]])
*''Amo di nuovo, non amo | e folle sono, non folle.'' ([[Anacreonte]])
*''Amor che mai non giunca a fine, amore | dir non si dee, ma una continua pena''. ([[Giambattista Giraldi Cinzio]])
*''Amor mio, eri tu o solo il mio slancio, | il nome che la mia parola ha dato al suo desiderio? | Sei esistito tu, l'altro? Era vero, | sotto i grandi meli tra i pinoli, | quel lungo corpo disteso per tanti anni? || L'azzurro è stato una vera frazione di tempo? | Non ho forse immaginato una vacanza nell'opaco? | Eri venuta, tu che sei andata via? | Sono stato io quel fuoco che si ravvivò, disparve? | Tutto è così remoto. L'assenza brucia come il ghiaccio. | I rami della memoria sono carbonizzati. | Sono fermo qui fino alla fine, | con un ricordo che non ha più volto.'' ([[André Frénaud]])
*Amor non confessato, amor pericoloso, dicevano ai miei tempi. ([[Alberto Cantoni]])
*''Amor, poi che tu se' del tutto 'gnudo, | non fossi alato, morresti di freddo; | chè se' cieco e non vedi quel che fai.'' ([[Lapo Gianni]])
*Amor può troppo più che né voi né io possiamo. ([[Giovanni Boccaccio]])
*''Amor tu sai, che mai non torsi il piede | Dal carcer tuo soave, né disciolsi | Dal dolce giogo il collo, né ti tolsi | Quanto dal primo dì l'alma ti diede''. ([[Vittoria Colonna]])
*''Amore è di sospetti fabbro.'' ([[Silvio Pellico]])
*Amore è dipendenza. Amore è sopravvivenza comune. (''[[I sopravvissuti]]'')
*''Amore è misero se il suo amore è assente.'' ([[James Joyce]])
*Amore è ora un corpo longilineo e asciutto, dalle membra ancora adolescenti, morbide, sinuose e nobili. È un viso allungato dalle forti mascelle squadrate. È una coppia di occhi intensi e neri su cui, ogni tanto, ricade un ciuffo di capelli color del miele scuro. È un particolare modo di muovere le mani o di lasciarle penzolanti, parallele alle gambe. È finalmente una voce, l'intonazione di un bacio soffocato, l'emozione di una risata aperta e squillante. È la sobrietà dei modi, l'essenzialità, la grazia di una entità che nel presente stato di questo sogno corrisponde al nome di Thomas, suona con le sue mani, bacia con le sue labbra color porpora, ama con i suoi lombi tesi. ([[Pier Vittorio Tondelli]])
*Amore è tentativo di contrarre amicizia per mezzo della bellezza che si rivela nei giovani. ([[Zenone di Cizio]])
*Amore è tutto ciò che si può ancora tradire. ([[Andrea Pazienza]])
*Amore è un affetto dell'anima oziosa. ([[Salvator Rosa]])
*Amore è un certo no so che, che viene non so d'onde, mandalo non so chi, ingenerasi non so come, contentasi non so di che, sentesi non so quando, uccide non so perché, e finalmente paβa la carne di fuora, e non offende le viscere di dentro. ([[Francesco Andreini]])
*Amore è un dio che coopera alla conservazione dello Stato. ([[Zenone di Cizio]])
*Amore è un eccesso di certo desiderio senza raggione che ha una veloce venuta, e una tarda partita. ([[Salvator Rosa]])
*Amore, fra gli dèi l'amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all'antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l'umana natura. ([[Platone]])
*Amore, impossibile a definirsi! ([[Giacomo Casanova]])
*Amore non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione. ([[Antoine de Saint-Exupéry]])
*Amore non è un possedere, ma un andare verso gli altri in un arricchirsi continuo. Ho sempre dato importanza al rispetto della persona, della sua autonomia, della sua libertà di esprimersi.È un valore che mi è affiorato da quei disagi sofferti. Dalla tragicità di certi fatti emergono sensibilità nuove che ti fanno crescere e ti rendono migliore. ([[Erminia Ferrari]])
*Amore non si prova soltanto, amore è qualche cosa che si fa. Non ha niente a che vedere con le gambe che tremano o un cuore trepidante. L'amore è l'atto di coraggio che richiede più sforzo, perché amore è liberarsi dal proprio odio. (''[[La croce e il coltello]]'')
*Amore (''s.m.''). Parola inventata dai poeti per far rima con [[cuore]]. ([[Ambrose Bierce]])
*Amore, sì per quanto ho inteso dire da altrui più volte, e sì per quella cognizione che io ne abbia, non è altro che un desiderio di goder con unione quello, o che è bello veramente, o che par bello allo amante. ([[Tullia d'Aragona]])
*Amore vuole amore; fuoco vuole fuoco. ([[Gemma Galgani]])
*''Anche l'amore è un'arca | che salva dal diluvio della vita | ma a tempesta finita | non si sa mai la roba che si sbarca.'' ([[Trilussa]])
*Anche se in molti dei suoi aspetti questo mondo visibile sembra formato nell'amore, le sfere invisibili furono formate nella [[paura]]. ([[Herman Melville]])
*''Andremo ad altri lidi | prima che ognun di noi amando pera''. ([[Giambattista Giraldi Cinzio]])
*Anziché dire "Dio è amore" dovremmo dire "l'amore è divino". ([[Slavoj Žižek]])
*Aprirsi all'amore è molto pericoloso. È per questo che Gesù è morto, perché ha amato. ([[Timothy Radcliffe]])
*C'è chi dice sia un esercito di cavalieri, c'è chi dice sia un esercito di fanti, c'è chi dice sia una flotta di navi, la cosa più bella sulla nera terra, io invece dico che è ciò che si ama. ([[Saffo]])
*C'è forse un Dio che sia potente abbastanza contro l'amore? ([[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos]])
*C'è tutta una vita in un'ora d'amore. ([[Honoré de Balzac]])
*C'è una sola Parola di [[Dio]] che continua dalla nostra nascita a chiamarci perché ci ama: è la parola dell'amore. E questa parola null'altro è che questa: non avere paura, io sono con te, io sono per te. Credere all'amore è allora osare la vita con tutte le sue incognite e le sue opportunità. ([[Giovanni D'Ercole]])
*Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. ([[Giovanni apostolo ed evangelista]], ''[[Prima lettera di Giovanni]]'')
*Certo qualcosa di simile all'amicizia è nell'amore, che si potrebbe chiamare una folle amicizia. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*Che cos'è l'amare se non il completo assorbimento dell'amato da parte dell'amante, sì che i due diventino uno? E chi o che cosa si deve amare? Deve forse uno scegliere una certa foglia dell'albero della Vita e riversare su di essa tutto il proprio cuore? Ed il ramo che porta la foglia? Ed il tronco che tiene il ramo? E la corteccia che protegge il tronco? E le radici che alimentano la corteccia, il tronco, i rami e le foglie? E la terra che cinge le radici? Ed il sole, il mare e l'aria che fertilizzano la terra? Se una piccola foglia di un albero merita il vostro amore, non dovrebbe l'albero, nel suo insieme, meritarlo molto di più? L'amore che sceglie una frazione del tutto si predestina al dolore. ([[Mikha'il Nu'ayma|Mikhail Naimy]])
*Che cosa è tutto quanto gli uomini han pensato in millenni, di fronte a un solo istante di amore? È pur la cosa più perfetta, più divinamente bella della natura! Colà guidano tutti i gradini sulla soglia della vita, di là veniamo, colà andiamo! ([[Friedrich Hölderlin]])
*– Che mi dici dell'amore?<br/>– Sopravvalutato. Biochimicamente non è diverso da una grande scorpacciata di cioccolata. (''[[L'avvocato del diavolo]]'')
*Che mistero è l'amore. Si può essere innamorati di una persona che non sa nulla di te. Forse la massima felicità si raggiunge quando si ama qualcuno che ignora la nostra esistenza. ([[Joyce Carol Oates]])
*Chi è amato, infatti, si muove a suo piacimento nell'intimo del cuore che lo ama. ([[Giovanni Crisostomo]])
*Chi ama abdica alla propria volontà e al proprio buon senso in favore della persona amata. ([[Mateo Alemán]])
*Chi ama assai, poco favella. ([[Luigi Pulci]])
*Chi ama ''currit, volat, laetatur''. Amare significa correre con il cuore verso l'oggetto amato. ([[Papa Giovanni Paolo I]])
*Chi conosce bene la vita ed il mondo, sa che le [[Donna|donne]] non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. ([[Anatole France]])
*Chi nega l'amore è un pazzo: non ha mai conosciuta la potenza, non è mai vissuto in modo completo, non è mai stato travolto da quel turbine impetuoso, che trascina con sé le più belle intelligenze, le coscienze più oneste, seminando cadaveri lungo la via... ([[Carolina Invernizio]])
*Chi più si sacrifica, più ama. ([[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]])
*Chi ride dell'amore muore sempre per amore. (''[[Nana]]'')
*Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l'altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell'altro e mantenere le nostre, l'amore verrà quando non ci saranno più barriere, l'amore è la fine dell'assedio. ([[José Saramago]])
*– Chissà se l'amo? – È un dubbio che m'accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l'amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore. ([[Italo Svevo]])
*Chi tace o non sorride dopo l'amore, degrada Eros. ([[Guido Ceronetti]])
*Chi ti ama c'è sempre, Angela, c'è prima di conoscerti, c'è prima di te. ([[Margaret Mazzantini]])
*Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano al ritmo di una musichetta insulsa e decisiva che fa da colla di pesce per una faccia che si appunta a spilli sul diaframma del petto. ([[Erri De Luca]])
*Ci sono parecchie cose che mi piacciono, ma specialmente tre: amore, amore, amore. (''[[La dolce vita]]'')
*Ci voltammo dopo dodici passi, perché l'amore è un duello. ([[Jack Kerouac]])
*Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama, la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo. ([[David Leavitt]])
*Ciò che è l'acqua per il fuoco, è il buonsenso per l'amore. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'')
*Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno; ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. È proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare; amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta: "Ti odierò, se posso; se no, t'amerò contro voglia".<ref>Nell'ultima frase Petrarca cita [[Publio Ovidio Nasone]].</ref> ([[Francesco Petrarca]])
*Ciò che inebria in ogni avventura amorosa non è tanto la lusinga offerta alla propria vanità quanto la sfida recata ai limiti dell'individuazione, il fatto di irrompere in un'altra carne, attraversare un'altra vita. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*Ciò che sei, lo ami, e qualunque cosa tu faccia, la fai per la tua felicità. Trovarla, conoscerla, vezzeggiarla è il tuo bisogno fondamentale. Da tempo immemorabile ami te stesso, ma mai in modo sapiente. Poni il corpo e la mente accortamente al servizio del sé, che è tutto. Sii schietto con lui, amalo incondizionatamente. Non fingere di amare gli altri come te stesso. A meno che non li abbia resi tutt'uno con te, non puoi amarli. Il tuo amore per gli altri è il frutto, non la causa, dell'autoconoscenza. Quando ti sarai pienamente convinto che un'unica vita pervade ciò che è, e che tu sei quella vita, amerai tutto naturalmente e con spontaneità. Quando avrai afferrato la profondità e la pienezza del tuo amore per te, saprai che ogni essere vivente e l'universo intero sono inclusi nel tuo affetto. Se invece guardi qualsiasi cosa come fosse separata da te, non potrai amarla perché la temerai. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Coloro che amano dovrebbero stare spesso [[silenzio]]si. ([[Charles Morgan]])
*Coloro che amano, non solamente scusano i vizi nelle cose amate, ma li chiamano virtù; similmente coloro che odiano, non solo giudicano le virtù essere minori di quello che sono nelle cose odiate, ma le ruputano vizi, chiamando, verbi grazia, uno che sia liberale, prodigo, o scialacquatore, e uno ben parlante, gracchia o cicalone. ([[Benedetto Varchi]])
*''Coloro che conoscono questa scienza | dicono che l'amore ha quattro forme, | che nascono dall'abitudine, dall'eccitazione erotica, | dalla trasposizione e dagli oggetti dei sensi.'' (''[[Kāma Sūtra]]'')
*Colui che ama, fa tutto senza fatica, oppure ama la sua fatica. ([[Bernadette Soubirous]])
*Com'è possibile ''continuare'' ad amare quando ''non si ama più''?! Come ci si regola con la propria anima?! Chiedilo al ''filisteo''! Lui ci riesce!<br />La sua ''anima morta'' viene sostituita dal ''vivente senso del dovere!''<br /> È un pezzo di bravura, una stregoneria, qualcosa che va ''al di là'' e ''contro'' la natura, e tuttavia, ''lui'' ci riesce! ([[Peter Altenberg]])
*– Come sai che ti ama?<br />– Perché conosce la cosa peggiore di me e le sta bene. (''[[Vi presento Joe Black]]'')
*Con la nostra capacità di amare sono risvegliate anche la nostra vulnerabilità e sensibilità più profonda. ([[Jean Vanier]])
*Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire:amare. Mi infastidiva l'uso. Più di tutto mi irritava l'imperativo: ama. Nei libri c'era traffico fitto intorno al verbo amare. Intorno a me non lo vedevo e non lo conoscevo il verbo amare. ([[Erri De Luca]])
*Conosco a chi veramente ama non potere mancare né ingegno, né arte, con quale sé de ogni affanno liberare sappia. (Anonimo, ''[[Aristippia]]'')
*Cos'è che arde e non consuma? L'amore. Quando siamo innamorati si brucia, si arde, ma non si consuma. ([[Roberto Benigni]])
*Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'amore! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro. ([[Søren Kierkegaard]])
*Cos'è l'amore? Una emozione stenica permeata di vigore psicofisico. ([[Marcello Marchesi]])
*''D'Amor distretto vivo doloroso; | com'om che sta lontano | e vedesi alungare | da cosa c'ama, vedesi noioso, | languisce stando sano, | perché non pote usare | la cosa che li piace, | per zo vado morendo; | dunqua non mi dispiace | tal morte soferendo, | ma vivere mi pare.'' ([[Folco di Calavra]])
*''«D'amore non esistono peccati, | s'infuria un poeta ai tardi anni, | esistono soltanto peccati contro l'amore.» | E questi no, non li perdoneranno.'' ([[Vittorio Sereni]])
*– Devi dimenticarmi.<br/>– Non si può, anche se volessi: è più facile morire che dimenticare quando si ama, lo sai. (''[[Clandestino a Trieste]]'')
*''Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. || La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. || Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l'amore non può darlo, | né riesce a toglierlo.'' ([[Wisława Szymborska]])
*''Di quell'amor ch'è palpito | dell'universo intero, | misterïoso, altero, | croce e delizia al cor''. ([[Francesco Maria Piave]], ''[[La traviata]]'')
*''Dicono alcuni che amore è un bambino, e alcuni che è un uccello, | alcuni che manda avanti il mondo, e alcuni che è un'assurdità, | e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l'aria di sapere, | sua moglie si è seccata e ha detto che no, non era il caso, no.'' ([[Wystan Hugh Auden]])
*Dicono che l'amore è cieco. Io credo che l'amore sia dotato di una vista superiore. ([[John Powell]])
*Dopotutto che cos'è l'amore se non una sorta di imprinting psichico, le cui leggi sfuggono alla nostra comprensione? ([[Jeffrey Moussaieff Masson]])
*Dove c'è amore, non c'è fatica, ma gusto. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*E allora, povero illuso, cosciotto di prosciutto, ti dirò che l'amore non è che un altro nome per [[lussuria]], più lussuria, più lussuria, più un dannato mucchio di inganni, di falsità, di menzogne e ogni sorta di imbrogli. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito. ([[Marco Aurelio]])
*È chiaro che una donna senza amore è come un fiore senza sole. Deperisce. (''[[Il favoloso mondo di Amélie]]'')
*È così in tutto il mondo: è l'amore che ci dà la forza di muoverci ovunque e ci fa sentire uguali. Difatti, è proprio dall'amore tra un uomo e una donna che nasce un bambino. I genitori che lo hanno atteso per nove lunghi mesi lo faranno crescere con amore nella felicità e nella gioia. E poi, nello stesso modo, anche un altro uomo e un'altra donna potranno in seguito gioire per la nascita del frutto del loro amore. È probabilmente la storia dell'uomo che tende a percorrere sempre lo stesso cammino, sia per soddisfare il suo bisogno d'amore sia per adempiere alle sue possibilità creative. Può essere vero che la felicità dell'uomo consista solo in questa eterna ripetizione? Non lo so. Ma certamente ogni bimbo che nasce porta un po' di felicità. (''[[I bon bon magici di Lilly]]'')
*È difficile dimostrare amore quando senti di non avere la benché minima motivazione, ma l'amore non è solo sentimento, è la determinazione a compiere gesti d'amore, anche senza alcuna apparente ricompensa. (''[[Fireproof]]'')
*È duro, senza dubbio, non essere più amati quando si ama; ma niente in confronto a essere ancora amati quando non si ama più. ([[Georges Courteline]])
*{{NDR|L'amore}} è la psicoterapia della natura. ([[Eric Berne]])
*È nell'amore soprattutto che il relativo è l'assoluto. Una certa mano che si vede per la prima volta senza guanto e che si stringe un po' sotto le dita, inebria quanto una presa di possesso completa. ([[Albert Samain]])
*È meglio amare o essere amati? Nessuno dei due se il vostro colesterolo è più di seicento. ([[Woody Allen]])
*{{NDR|L'amore}} È sentirsi sé stessi insieme a qualcuno. ([[Mr. Rain]])
*È soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica. (''[[A Beautiful Mind]]'')
*È sorprendente quanto il modello comportamentale dell'amore sia simile a quello della demenza. (''[[Matrix Revolutions]]'')
*È umano amare, ed è ancor più umano il perdonare. ([[Tito Maccio Plauto]])
*È una disgrazia non essere amati, ma è un affronto non esserlo più. ([[Montesquieu]])
*È un fuoco soffocato, una piacevole piaga, un gustoso veleno, una dolce amarezza, una dilettevole malattia, un lieto tormento, una ferita dolce e crudele, una morte soave. ([[Fernando de Rojas]])
*Ecco come posso definire in una sola frase il cosiddetto amore: è l'illusione di poter congiungere il fenomeno con la realtà. ([[Yukio Mishima]])
*Ed ecco, c'è in noi un mondo d'amore per qualcosa, pure se ignoriamo che cosa al mondo questo qualcosa sia. ([[Thomas Traherne]])
*''Era la tarda sera – un primo maggio – | maggio serale – era tempo d'amore. | Era invito all'amore la voce della tortora, | dove odorava il bosco dei pini. | D'amore mormorava il muschio silenzioso; | l'albero in fiore mentiva una pena d'amore, | il suo amore cantava l'usignolo alla rosa, | la rosa il suo amore esprimeva col profumato respiro. | Il lago a specchio tra ombrosi cespugli | cupo echeggiava un segreto dolore, | la riva lo abbracciava tutt'intorno; | e chiari soli di mondi diversi | vagavano per un azzurro di nastri, ardendo come lacrime d'amore.'' ([[Karel Hynek Mácha]])
*''Era un germoglio tenero | in un paradiso perduto | la donna che viveva con te | di danze e canti d'amore. | ho sognato?'' ([[Akiko Yosano]])
*''Eros ha sconvolto il mio cuore, | come un vento che si abbatte sulle querce sulla montagna.'' ([[Saffo]])
*''Eros qual fabbro con un grande maglio | di nuovo m'ha colpito, | nel torrente invernale m'ha tuffato.'' ([[Anacreonte]])
*Esiste una sola specie di amore, al di là dello spazio e del tempo; tutti gli incontri sulla terra sono immagini, sono colori dell'unica e indivisibile luce. L'amore inteso in senso generale, l'amore nel turbine della temporalità è terreno, è nettunico; l'oceano è la culla dalla quale si erge Afrodite. Dai suoi abissi sgorga ciò che nell'amore è onda e ritmo, tensione e mescolanza, ciò che è meraviglioso e temibile. Sulla riva del mare e sugli scogli noi percepiamo la sua anonima canzone fatale, le profonde voci delle sirene che, emergendo e tuffandosi, ci attirano per perderci nel loro mare. L'attrazione è irresistibile. ([[Ernst Jünger]])
*Essere amati, è passare. Amare, è durare. ([[Rainer Maria Rilke]])
*– Fermati, o Polinico. Sai tu che effetti fa amore?<br/>– Che? bestia!<br/>– Quelli del tartufo, che a' giovani fa rizzar la ventura e a' vecchi tirar coregge. ([[Bernardo Dovizi da Bibbiena]])
*Forse è mancare di saggezza amare alla follia; ma non c'è mancanza di saggezza più grave che quella di non amare per niente. ([[Katherine Mansfield]])
*Gli amori durano esattamente un momento perfetto, il resto è solo rievocazione, ma quel momento può essere sufficiente a dare un senso a più di una vita. ([[Marcello Fois]])
*Gli anni si susseguono, ma ad un vero amore cent'anni equivalgono a poche ore. (''[[La bella addormentata nel bosco]]'')
*Gli uomini imparano ad amare la persona dalla quale sono attratti... le donne sono sempre più attratte dalla persona che amano. (''[[Sesso, bugie e videotape]]'')
*Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]'')
*Ho capito che amare significa ringraziare l'altro di esistere. ([[Alejandro Jodorowsky]])
*Ho imparato che senza una possibilità d'amore, un uomo appassisce come un grappolo su una vite secca. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'')
*Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che voi gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua. ([[Conte Dracula]], ''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]'')
*''Ho visto che l'amore cambia il modo di guardare''. ([[Luciano Ligabue]])
*I grandi amori portano spesso grandi dolori. ([[Valentina Cortese]])
*I sentimenti d'amore dopotutto sono esattamente come le reazioni chimiche. Se sono soddisfatte alcune condizioni, nascono indipendentemente dagli attori. (''[[Welcome to the NHK]]'')
*Il compromesso è necessario, però fino a un certo punto, perché ho capito che l'amore richiede anche che ci si assomigli per incastrarsi bene. Quella credenza per cui "siamo così diversi che ci completiamo" è una cazzata. Ci vuole allenamento per essere felici in due ma perché facciamo lo stesso sport. Non è che io gioco a tennis e tu a pallavolo. ([[Levante (cantante)|Levante]])
*''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.'' (''[[Tutti pazzi per Mary]]'')
*Il giusto amore evita sia la dedizione insana che il dominio. ([[Max Horkheimer]])
*Il guaio è che nel nostro mondo nessuno prova mai la passione amorosa. Nessuno, mai, ama al punto di uccidere o di commettere suicidio per amore. La gente si limita a divorziare, una o più volte, in un circolo chiuso di adulterio legale. Oppure si accontenta d'una bottiglia di vino e d'un sedile posteriore. ([[Louis Bromfield]])
*Il miglior tonico esistente è l'amore. ([[Jorge Amado]])
*Il perfetto amore è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di ciò che si possa esprimere. ([[Charles Chaplin]])
*Il problema è che l'amore ti rende stupido. (''[[Follemente]]'')
*Il significato e la dignità dell'amore, inteso come sentimento, dipendono dal fatto che esso ci costringe a riconoscere nell'altro, realmente e con tutto il nostro essere, quello stesso valore centrale e assoluto che, in forza dell'egoismo, noi ammettiamo soltanto in noi stessi, sino a determinare lo spostamento del centro stesso della vita personale. ([[Vladimir Sergeevič Solov'ëv]])
*Il solo amore, degno del suo nome, è quello che sempre e dovunque eleva. ([[George MacDonald]])
*«Il tuo amore è troppo grande» [...]. «Troppo grande? [...] L'amore o c'è o non c'è. L'amore piccolo non è amore per niente». ([[Toni Morrison]])
*''Il vero amore è una quiete accesa.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*Il vero Amore non è altro che un certo sforzo di volare a la divina bellezza, desto in noi dallo aspetto della corporale bellezza. ([[Marsilio Ficino]])
*''Il vero immortale è l'amor''. ([[Giosuè Carducci]])
*In amore c'è la sopportazione del quotidiano. Qualcosa talvolta di eroico e di misterioso. Ma anche di terribile. Le piccole viltà. Il bisogno del quieto vivere. L'amore è una scuola di resistenza. ([[Ilaria Occhini]])
*In amore, chi arde, non ardisce; chi ardisce, non arde. ([[Niccolò Tommaseo]])
*In amore chi più ama meno può. ([[Roberto Gervaso]])
*In amore sono gli occhi a guidarci. ([[Sesto Properzio]])
*In breve, il più grande piacere che c'è, dopo l'amore, è parlare d'amore. ([[Louise Labé]])
*In materia d'amore tutti sappiamo scrivere, ma nessuno sa leggere. ([[Dino Segre]])
*Iniziare una storia d'amore è come intraprendere un viaggio, bisogna andare lontano per capire quanto si è vicini. (''[[Bambole russe]]'')
*Io, al contrario, sostenevo che l'amore giustifica e santifica tutto, perfino la pederastia; di più: che l'amore, quando è puro, cioè totalmente disinteressato, è sempre anormale, asociale, eccetera: proprio come l'[[arte]] – avevo aggiunto –, che quando è pura, dunque inutile, dispiace a tutti i preti di tutte le religioni, compresa quella socialista. ([[Giorgio Bassani]])
*Io credo che sia un po' come una scommessa, amare qualcuno. Puoi avere una lunga amicizia per una persona e annullarla nel momento stesso in cui le dichiari il tuo amore. Si tratta di un equilibrio estremamente complicato, che una minima mossa falsa può far cadere all'istante. (''[[Maison Ikkoku]]'')
*Io so cos'è l'amore: è comprensione, siamo tu e io, è ciò che ci separa dal mondo, è ciò che unisce le nostre due vite e ci fa vivere fieri, felici, senza torture e senza dubbi; qualcosa che dura eterno e immutabile e che nulla potrà cambiare. Questo secondo me è l'amore. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'')
*Io vivo solo per amare qualcuno. Per me l'amore è azione, lavoro a tempo pieno. Occupa il mio cervello e la mia esistenza al 98 per cento. ([[Philippe Starck]])
*''L'amore aiuta a vivere, a durare, | l'amore annulla e dà principio. E quando | chi soffre o langue spera, se anche spera, | che un soccorso s'annunci da lontano, | è in lui, un soffio basta a suscitarlo''. ([[Mario Luzi]])
*''L'amore al peggio ti fa dimagrire.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*''L'amore, amore mio, | è una poesia graziosa scritta sulla luna, | l'amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi, | l'amore è inciso | sulle piume dei passeri, o | sulle gocce di pioggia.'' ([[Nizar Qabbani]])
*L'amore che aumenta a poco a poco e per gradi assomiglia troppo all'amicizia per essere una passione violenta. ([[Jean de La Bruyère]])
*L'amore che cos'è? È correre incontro al sole finché esso tramonta e ti trovi nell'ombra. (''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'')
*L'amore che si dona è l'unica cosa che rimane. ([[Nemesia Valle]])
*L'amore che vince ogni più cupo pensiero e dissolve ogni tormento nel cuore. ([[Mario Giannone]])
*L'amore ci aiuta a sviluppare un'identità sufficientemente sicura da poter essere affidata alle cure e alla protezione di un'altra persona. ([[Don DeLillo]])
*L'amore ci avviluppa sempre: siamo noi, con il nostro atteggiamento verso esso, a trasformarlo in fuoco oppure in luce. ([[Jean Guitton]])
*L'amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi.<br />Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! ([[Michail Afanas'evič Bulgakov]])
*''L'amore ci sorprende come la pioggia | nel buio – e siamo fradici, senza | riparo, ancora lontani dall'alba.'' ([[Giovanna Rosadini]])
*L'amore coglie sfumature invisibili a un occhio indifferente e ne trae conseguenze infinite. ([[Stendhal]])
*L'amore come lo si sogna è irrealizzabile: bisogna accontentarsi dei surrogati che la vita ci offre. ([[Monica Vitti]])
*L'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[Alfredo Panzini]])
*L'amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano. ([[Rainer Maria Rilke]])
*L'amore d'oggi è una malattia che entra nel sangue con il contatto; il resto è letteratura romantica del passato, è chiacchiera, è retorica; può essere tutt'al più contorno, ma non è il nocciolo. ([[Mario Mariani]])
*L'amore dà amarezza. ([[Tito Maccio Plauto]])
*L'amore degli uomini si distingue dalla stupida foia delle bestie soltanto per due funzioni divine: la carezza e il bacio. ([[Pierre Louÿs]])
*L'amore dice: "Sono tutto". La saggezza dice: "Non sono niente". La mia vita scorre tra l'uno e l'altra. (''[[Nisargadatta Maharaj]]'')
*L'amore è anche imparare a rinunciare all'altro, a saper dire addio senza lasciare che i tuoi sentimenti ostacolino ciò che probabilmente sarà la cosa migliore per coloro che amiamo. ([[Sergio Bambarén]])
*L'amore è attesa di una gioia che quando arriva annoia. ([[Leo Longanesi]])
*– L'amore è cieco.<br />– No, no, no, è peggio: l'amore distorce le cose. O ancora peggio, l'amore è qualcosa che non hai mai chiesto. Avevo chiesto invece e persino preteso l'erotismo dagli uomini, ma quell'amore idiota... mi sentii umiliata dall'amore e da tutta la disonestà che lo segue. L'[[erotismo]] significa dire sì, l'amore al contrario solletica gli istinti più bassi avvolti da [[bugia|bugie]], come dire sì quando intendi dire no e viceversa. (''[[Nymphomaniac]]'')
*L'amore è come la devozione; viene tardi. Non si è né innamorate né devote a vent'anni, a meno che non si abbia una disposizione speciale, una specie di santità innata. ([[Anatole France]])
*L'amore è come la fascia di ozono! Ti accorgi di lui solo quando non c'è più! (''[[Una pallottola spuntata 2 e 1/2]]'')
*L'amore è come la storia: pochi eroi e milioni di vigliacchi. (''[[Fantasmi a Roma]]'')
*L'amore è come un fiore nel deserto, che va annaffiato e curato per impedire che gli animali lo mangino. Con cosa curare l'amore? Con attenzione quotidiana. Con cosa annaffiarlo? Con il perdono. ([[Robert Sarah]])
*L'amore è così, un gioco di lasciarsi e ritrovarsi. E ogni volta è diverso, non siamo mai come eravamo prima. ([[Francesco Nuti]])
*L'amore è da reinventare, si sa. ([[Arthur Rimbaud]])
*L'amore è, esiste. E niente di quello che dite può farlo sparire, perché è il motivo per cui noi esistiamo qui. È la vetta più alta, e una volta che l'hai scalata e guardi gli altri da lassù, ci rimani per sempre. Perché se ti muovi, allora... cadi. Cadi. (''[[L'altra metà dell'amore]]'')
*L'amore è eterno finché dura. ([[Henri de Régnier]])
*L'amore è fecondo di molto miele e di molto fiele. ([[Tito Maccio Plauto]])
*L'amore è fragile. È una cosa talmente magica che bisogna starci molto attenti. A come si dicono le cose. Svanisce altrimenti: va via. Deve rimanere nel bello. Vive di sorrisi. Handle with care, con cura. Controllare le proprie ossessioni, non fare scenate di gelosia inutili. Non metterlo alla prova, soprattutto. Mai. ([[Concita De Gregorio]])
*L'amore è fuoco. Ma non sai se scalderà il cuore o brucerà la tua casa. ([[Joan Crawford]])
*L'amore è il fuorilegge definitivo. Il mio amore per te non ha secondi fini. Ti amo gratis. ([[Tom Robbins]])
*L'amore è il solo sogno che non si sogna. ([[Paul Fort]])
*L'amore e il vuoto, in noi, sono come i flussi delle maree. ([[Khalil Gibran]])
*L'amore è incompatibile con la vita. Il desiderio di due cuori che si amino veramente, non è vivere insieme, ma morire insieme. ([[Aldous Huxley]])
*L'amore è inventare l'altro con tutta la nostra fantasia e con tutte le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà. ([[Gianrico Carofiglio]])
*L'amore è l'arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere. ([[Maxence Fermine]])
*L'amore è l'eterno sorriso del creato, l'armonia che tutti gli esseri lega in un vincolo misterioso. ([[Felice Guzzoni]])
*L'amore è l'insostituibilità. ([[Paolo Sorrentino]])
*L'amore è l'ultimo dono che ci consenta di mantener l'oscurità lungi da noi. È lo sforzo di due creature solitarie che si raggiungono nel [[buio]], si toccano, e si stringono fra le braccia per impedire alle tenebre d'invadere la loro anima. ([[Frederic Prokosch]])
*L'amore è l'unica cosa che riusciamo a percepire che trascenda dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse di questo dovremmo fidarci, anche se non riusciamo a capirlo ancora. (''[[Interstellar]]'')
*L'amore è l'unica griffe che non passerà mai di moda. (''[[Sex and the City]]'')
*L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. ([[Theodor Adorno]])
*L'amore è la cosa più forte e più fragile che abbiamo nella vita. ([[Vanessa Paradis]])
*L'amore è la moneta più preziosa che hai a disposizione, usala nel mercato in cui sei sicuro di non essere ingannato. ([[Wilbur Smith]])
*L'amore è la più grande felicità se è giusto e ricambiato, ma devi essere proprio sicura che il tuo amore abbia queste qualità, perché se non è così non esiste peggiore agonia, niente che sia più amaro, che ti faccia sentire ancora di più la solitudine. (''[[Paradiso proibito]]'')
*L'amore è la risorsa naturale per eccellenza, illimitata, che dona crescendo e cresce donando. ([[Priya Basil]])
*''L'amore è la risposta | in un mare di domande.'' (''[[A Week Away]]'')
*L'amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l'essere amati senza merito è la prova del vero amore. ([[Milan Kundera]])
*''L'amore è per gli sciocchi e tutti gli sciocchi sono innamorati.'' ([[Nick Cave]])
*L'amore [...] è peggio della morte e praticamente non esiste cura. Si può alleviare solo con il lavoro, il digiuno o la preghiera. ([[Milana Vuković Runjić]])
*L'amore è personale, è di pertinenza di chi lo prova. ([[Efraim Medina Reyes]])
*L'amore è qualcosa di misterioso, non ha né forma né peso e non se ne può misurarare la grandezza. Anche se nessuno l'ha mai visto, non si può negare che esista e che possa far soffrire. (''[[Le situazioni di Lui & Lei]]'')
*L'amore è qualcosa in cui ti imbatti. ([[Barbara Kruger]])
*L'amore è quell'attimo che passa tra un sospiro e un altro. (''[[San Gabriele (film)|San Gabriele]]'')
*L'amore è quello che lega l'uomo alla donna, e il [[denaro]] quello che lega la donna all'uomo. ([[Grazia Deledda]])
*L'amore è [...] quello che resta nel fuoco quando l'innamoramento si è consumato. (''[[Il mandolino del capitano Corelli]]'')
*''L'amore è reale, la realtà è amore | l'amore è sentire, sentire l'amore | l'amore è voler essere amati.'' ([[John Lennon]])
*L'amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall'unico incendio di Dio. ([[Antonio Bello]])
*L'amore è tante cose insieme. È, soprattutto, incomprensibilità e mistero, perché ha in sé il germe dell'infinito ed è in sé una delle manifestazioni dell'infinito. ([[Alessandro Meluzzi]])
*L'amore è tra me e quel fondo abissale che c'è dentro di me, a cui io posso accedere grazie a te. L'amore è molto solipsistico; e tu, con cui faccio l'amore, sei quel Virgilio che mi consente di andare nel mio Inferno, da cui poi emergo grazie alla tua presenza (perché non è mica detto che chi va all'Inferno poi riesca a uscire di nuovo). Grazie alla tua presenza io emergo: per questo non si fa l'amore con chiunque, ma con colui/lei di cui ci si fida; e di che cos'è che ci si fida? Della possibilità che dopo l'affondo nel mio abisso mi riporti fuori. ([[Umberto Galimberti]])
*L'amore è tutto ciò che esiste. Lo so, lo avete già sentito e anche letto chissà quante volte, ma quando affrontate difficoltà, preoccupazioni, dubbi o paure, voi preferite dimenticarlo. Ciò che dovreste fare, invece, è rispondere a questa semplice domanda: che cosa farebbe ora l'amore? (''[[Conversazioni con Dio]]'')
*L'amore è un'assurdità che in natura non c'è. ([[Thomas Bernhard]])
*L'amore è un allucinogeno che può farci vedere una musa in una manza e un'aquila in una gallina. ([[Anacleto Verrecchia]])
*L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio. ([[Stendhal]])
*L'amore è un canale di conoscenza diverso da quello della ragione e per questo in esso non si deve "dimostrare" tutto, "spiegare" ogni cosa. ([[Gianfranco Ravasi]])
*''L'amore ha un colore che non si può mai disegnare.'' ([[TonyPitony]])
*''L'amore è un colpo di pistola, | l'amore, l'amore è un pugno sulla schiena, | è uno schiaffo per cena, | l'amore ti tocca appena.'' ([[Brunori Sas]])
*L'amore è un disordine mentale che ci trascina verso un determinato oggetto e ci incatena ad esso nostro malgrado: è una malattia che ci viene come la rabbia viene agli animali. ([[Alain-René Lesage]])
*L'amore è un giro in slitta per l'inferno. (''[[Drive-Away Dolls]]'')
*L'amore è un incidente che sta per accadere. (''[[Closer]]'')
*L'amore è un materiale deteriorabile, se non lo conservi attenendoti a certe regole poi devi buttare via tutto. ([[Marco Presta]])
*L'amore è un oceano di emozioni, interamente circondato da spese. ([[Thomas Dewar]])
*L'amore è un passatempo per gente volgare. (''[[Il grande peccatore]]'')
*L'amore è un rapporto privo di memoria e di prospettiva in cui ha luogo un totale assorbimento nel presente, è l'esclusione delle cose passate, è la perfetta noncuranza del futuro, è assenza di scrupoli, di pentimenti, di aspettative, di timori. ([[Leszek Kołakowski]])
*L'amore è un volo che sfugge ai radar della percezione. ([[Guido Ceronetti]])
*''L'amore è un suicidio.'' ([[The Smashing Pumpkins]])
*L'amore è un viaggio. (''[[Elizabethtown]]'')
*L'amore è una cazzata. ([[Chuck Palahniuk]])
*L'amore è una cosa complessa, signor Gordon, ve ne accorgerete: rende tutto difficile e pericoloso. Vedete, non è vero che l'amore rende coraggiosi come si legge nei romanzi, anzi io penso che metta paura quando si è felici e renda ancora più tristi quando lo si è già. Tutto viene ingigantito, moltiplicato per due: la malattia, la morte, il futuro. Lo scorrere del tempo assume più importanza. (''[[Ricco e strano]]'')
*L'amore è una cosa meravigliosa. Quando lo trovi tutto il mondo profuma di Daffodil Daydream. L'amore lo devi tenere stretto e non mollare mai la presa. (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'')
*L'amore è una fiammata che brucia presto e poi non rimane che la cenere, l'amarezza, il rimpianto. (''[[Chi è senza peccato...]]'')
*L'amore è una lotta basata sulle parole e sul tempo. ([[James Barlow]])
*L'amore è una potente arma contro la paura. (''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'')
*L'amore è uno stile di vita. [...] A me non piace parlare d'amore, mi piace farlo. Ci faccia caso, le persone che non sanno amare parlano sempre d'amore. ([[Valentina Cortese]])
*L'amore è uno strano sentimento, più si ama più si sprofonda nell'[[angoscia]]. Un amore eccessivo diviene una forza demoniaca tale da poter sviare il cuore degli uomini. (''[[Bakuretsu Hunter]]'')
*L'amore. È uno strano mix di alchimia e destino. E nonostante i nostri grandi ideali su chi dovremmo avere accanto, l'amore, alla fine, sceglie al nostro posto. Sempre. (''[[Being Erica]]'')
*L'amore: ecco la parola sacra ancora capace ed efficace da lanciare alle anime. ([[Luisa Margherita Claret de la Touche]])
*L'amore fa fare un sacco di stronzate. (''[[Tutti pazzi per Mary]]'')
*L'amore fa male, ma la mancanza d'amore ancora di più. ([[David Lynch]])
*L'amore [...]. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta. ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]])
*L'amore. Grandioso, non è vero? Io l'ho provato una volta. Sposarsi vuol dire comprare una casa per una persona che odi, ricordatevelo. (''[[The Nice Guys]]'')
*L'amore ha anche questo in comune con la poesia: che, quando ci si spiega, si è perduti. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*L'amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero. ([[Marcello Marchesi]])
*L'amore ha un misura: quello a cui si è pronti a rinunciare. (''[[Pandora (film)|Pandora]]'')
*L'amore il «grande amore», in fondo è qualcosa che dobbiamo scoprire, non possiamo sapere a priori, con certezza, come e quando lo troveremo. ([[Tina Aumont]])
*''L'amore, il mio amore è un colpo di pistola, | l'amore, l'amore è una fanfara che suona la nostra canzone, | è un nodo intorno al collo | nel buio di una prigione.'' ([[Brunori Sas]])
*L'amore, in effetto, rende ancora più saldi i vincoli (che ci legano all'esistenza). Distrutto questo legame fondamentale, la liberazione in questa stessa vita, secondo me, è cosa fatta. ([[Abhinavagupta]])
*L'amore, in fondo, ha il suo migliore alimento nei contrasti, nei sotterfugi. ([[Giorgio Bassani]])
*L'amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci. ([[Ugo Ojetti]])
*L'amore in sostanza tra un uomo e una donna non si basa su chi insegue e chi fugge, ma su chi sa aspettare. ([[Vittorio Sgarbi]])
*L'amore incomincia dall'amore, e dalla più forte amicizia non si riuscirebbe a passare che a un debole amore. ([[Jean de La Bruyère]])
*L'amore infatti è un fiore che sboccia dovunque, compie i suoi dolci miracoli sfidando il gelo dell'autunno e la neve dell'inverno e torna a rifiorire, turgido e fragrante durante il corso dell'anno, rendendo felice chi lo dona e chi lo riceve. ([[Louisa May Alcott]])
*''L'amore infine è aridità.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*L'amore invecchia come la speranza: troppo presto. (''[[La foresta pietrificata]]'')
*L'amore iride dorata dei sogni della fanciullezza, è sovente dolore che lacera il cuore, che strazia le viscere e che tronca lo stame della vita. ([[Felice Guzzoni]])
*L'amore, la più mortale tra le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai sia quando non ce l'hai.<br />Ma non è esattamente così.<br />È colui che condanna e il condannato; il giustiziere; la lama; la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso; il cielo infinito sopra di te e il «Grazie, grazie, grazie, Dio».<br />L'amore: ti ucciderà e ti salverà. ([[Lauren Oliver]])
*L'amore, la più tirannica e violenta delle passioni umane, viene simboleggiato da un angioletto con l'aria coglioncella e con una freccina in mano. Che errore! Dovrebbe essere invece simboleggiato dalla scala Mercalli, perché l'amore, nei gradi più alti della sua intensità, fa più danni e lascia dietro di sé più macerie di una scossa tellurica. Per fortuna non dura a lungo, altrimenti rimarremmo tutti sepolti sotto quella passione. ([[Anacleto Verrecchia]])
*L'amore moderno è melodia debole, superistrumentata. ([[Hugo von Hofmannsthal]])
*L'amore nasce dal desiderio improvviso di rendere eterno ciò che è passeggero. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*L'amore nasce dalla contemplazione della diversità assoluta in una vita in cui riconosciamo la nostra identità; anche i sessi sono identità perfetta e diversità totale. Perciò cercano di possedersi. Cercano la pace nella esaltazione della diversità; e il possesso di sé nella propria distruzione. L'amore è la propria esaltazione e la rinuncia a sé. Amiamo l'assoluta diversità in ciò che è assolutamente identico a noi – la meravigliosa apparizione del diverso, che rende l'identico sempre più identico e più diverso. ([[Andrea Emo]])
*L'amore nasce e arde senza conoscere barriere e limiti. (''[[Kimagure Orange Road]]'')
*L'amore non dà una spiegazione dell'universo, non è la giustificazione della storia, non fa sorgere scienziati e filosofi. Fa ben di più. Non giustifica, ma fa vivere; non spiega, ma guarisce. Chi gusta l'amore, anche se morto, può nascere. ([[Ermes Ronchi]])
*L'amore non deve essere un mezzo, l'amore deve essere un fine. ([[Muriel Barbery]])
*L'amore non deve essere un segreto, se ti tieni una cosa complicata come l'amore chiusa dentro, alla fine ti ammali. (''[[Spider-Man 2]]'')
*L'amore non dura che un tempo. È funzione diretta di un potenziale di desiderio, è un fuoco di paglia che arde forte e si spegne presto. ([[Maxence Van der Meersch]])
*L'amore non è bello: solo il sogno dell'amore rapisce. ([[Ernst August Klingemann]])
*L'amore non è come un fuoco d'artificio: l'amore vero cresce molto lentamente. (''[[L'amore arriva dolcemente]]'')
*L'amore non è come una pietra da macina ch'è uguale dappertutto e agisce allo stesso modo su tutto ciò che tocca. L'amore è come il mare. Mobile, ma al tempo stesso immutabile, e segue i contorni della spiaggia che bacia, e su ogni spiaggia è diverso. ([[Zora Neale Hurston]])
*L'amore non è mica cieco, è affetto da [[presbiopia]]: lo prova il fatto che si accorge dei difetti solo quando si allontana. ([[Michel Zamacoïs]])
*''L'amore non è qualcosa da capire | L'amore non è qualcosa da sentire | L'amore non è qualcosa da dare o ricevere. | L'amore è solo qualcosa che avviene | Ed eternamente è''. ([[Sri Chinmoy]])
*L'amore non è un annunciatore di disastri: ''l'amore vede roseo''. E qualche volta, si capisce, s'inganna. ([[Umberto Saba]])
*L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada. ([[Franz Kafka]])
*L'amore non è una cosa che, tutto sommato, decidi freddamente che potrebbe darti gioia [...] È una cosa che t'afferra e ti possiede, o bere o affogare, o la va o la spacca. ([[Richard Adams]])
*L'amore non è una scintilla effimera, nata dall'incontro di due desideri, è una fiamma eterna sprigionata dalla fusione di due destini. ([[Gustave Thibon]])
*L'amore non finisce mai di sorprenderci. Come quello tra l'idraulico e mia moglie. (''[[Rat-Man]]'')
*L'amore non prende nulla. Infatti, come potrebbe prendere qualche cosa, dal momento che ogni cosa gli appartiene? Esso non dice: – Questo è mio – o – Quello è mio, – ma dice: – Questo è tuo. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'')
*L'amore non può mai perdere. (''[[Perfect Strangers]]'')
*L'amore non si cerca, l'amore si dona. (''[[Sword Art Online: Alicization]]'')
*L'amore non si dimentica di te anche quando tu lo ignori. Torna, bussa. Se non rispondi ti porta a fondo. Devi averne un po' paura, ma più di tutto devi mostrargli il tuo coraggio. Devi esserci, quando chiama. Devi essere lì e prenderti cura di lui. Solo se lo lasci libero di andare puoi vederlo tornare. ([[Concita De Gregorio]])
*L'amore non si pesa in [[Lacrima|lacrime]]. ([[Denis de Rougemont]])
*L'amore non si pretende con la forza. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'')
*L'amore non si può avere a comando, è un regalo di un cuore a un altro cuore. ([[Paramahansa Yogananda]])
*''L'amore non si spiega | fa girare il mondo e poi | se non c'è diventa tutto inutile, | non puoi farne a meno mai | nemmeno quando poi.'' ([[Sergio Cammariere]])
*L'amore non va sempre a finire bene... se è sofferto si viene assaliti da un dolore senza pari e nonostante questo ci si innamora ancora di più... (''[[Video Girl Ai]]'')
*L'amore parla molto, è un discorso. Si dichiara, e spesso culmina in questa dichiarazione in cui finisce: atto linguistico altamente ambiguo, quasi indecente. ([[Jean Baudrillard]])
*L'amore, per sua stessa natura, deve essere una condizione transitoria. Cercare il segreto che lo rende costante sarebbe folle come cercare la pietra filosofale o la grande panacea; e la scoperta risulterebbe inutile se non fatale per l'umanità. ([[Mary Wollstonecraft]])
*L'amore, pieno, durevole, succede all'ebbrezza dell'innamoramento e all'ardore della passione; ma, per goderne, occorre aver superato le pretese, non mai trascurando le attese. ([[Elio Pecora]])
*L'amore porta molta felicità, molto più di quanto struggersi per qualcuno porti dolore. ([[Albert Einstein]])
*L'amore può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la [[verità]] può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la [[musica]] può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre. ([[Maurice Zundel]])
*– L'amore può portare a due cose: alla felicità completa, o a una lenta e triste agonia.<br />– No, no, Oscar. Per quanto ne so io, l'amore porta solo a una lenta e triste agonia. (''[[Lady Oscar]]'')
*L'amore può trasformare l'uomo in un mostro, e per amore può anche accadere che un uomo brutto diventi bello. (''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'')
*L'amore, Re sui Re. ([[Antonio Pérez (statista)|Antonio Pérez]])
*L'amore resta nel cuore di chi lo dona, e diviene tanto più grande quanto più se ne dispensa agli altri! ([[Friedrich Wilhelm Foerster]])
*L'amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza. ([[Italo Svevo]])
*L'amore sano, normale, è l'amore ''perché''; ma il vero amore è l'amore ''sebbene''. ([[Maurice Donnay]])
*L'amore sembra essere il compiacimento del cuore di una persona verso qualcosa, a causa di qualcosa: si presenta come desiderio nella ricerca, e felicità nella soddisfazione del possesso, appare come una corsa, per quanto concerne il desiderio e come un riposo per quanto si riferisce alla gioia del possesso. ([[Ugo di San Vittore]])
*L'amore se ne andrà tanto lontano quanto è lontano dagli occhi. ([[Sesto Properzio]])
*L'amore senza [[sofferenza]] si riduce all'amore per noi stessi. ([[Madeleine Delbrêl]])
*L'amore serve a renderci deboli e dipendenti, senza l'amore una razza di guerrieri solitari sarebbe padrona dell'universo. Eserciti unidimensionali senz'altra ambizione che vagare per valli senza nome. L'amore che ci inoculano fin dal primo vagito è un antidoto alla nostra ansia di non essere, non sapere, non dovere. ([[Efraim Medina Reyes]])
*L'amore si fonda sulla [[nostalgia]], nostalgia della persona amata. Esso non è libero dalla dimensione sessuale. Quanto più grande è la nostalgia dell'unione con la persona amata, tanto più grande è l'amore. Se si toglie il tabù della dimensione sessuale, cade la barriera che produce continuamente la nostalgia e così l'amore perde la sua base. ([[Max Horkheimer]])
*L'amore si nutre di tutti i sentimenti che trova lungo il suo cammino e li offre al vincitore. ([[Gianni Monduzzi]])
*L'amore, soprattutto quello cristiano, non è assolutamente saggio. ([[Slavoj Žižek]])
*L'amore stesso non è che la più alta forma di [[vanità]]. ([[Jerome K. Jerome]])
*L'amore umano è il miracolo che si può contrapporre a qualunque arida teorizzazione secondo cui non c'è speranza per il mondo. ([[Andrej Arsen'evič Tarkovskij]])
*L'amore vero rende sempre migliori, qualunque sia la donna che lo ispira. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]])
*L'amore vero vuole il bene dell'amato. ([[Umberto Eco]])
*L'antico amore è come un cancro. ([[Petronio Arbitro]])
*L'arte che non si impara mai e che si sa sempre. ([[Benito Pérez Galdós]])
*L'assoluto dell'amore si riconosce dall'inquietudine di chi ama. ([[Paul Valéry]])
*L'enciclopedia galattica nel capitolo dedicato all'amore afferma che è troppo complicato da definire. La guida galattica per autostoppisti invece, sull'argomento amore, dice: "evitatelo se possibile". (''[[Guida galattica per autostoppisti]]'')
*L'esperienza frammentaria è in realtà un'esperienza di assoluto: trascende persino la poesia e solo nell'amore manifesta il suo vero volto. Ora, l'enigma dell'amore in generale consiste in ciò: che un singolo essere umano, empiricamente determinato, dipendente da mille accidenti, bisognoso di tanti aiuti e così effimero nella sua vicenda terrena, possa essere visto come qualcosa di divino e di sacro. ([[Mario Perniola]])
*L'unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando le dite "ti amo", lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo. In cui i vostri "ti amo" non avranno più lo stesso sapore. Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all'alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l'amavo più. ([[Frédéric Beigbeder]])
*L'unica speranza del genere umano è l'amore nelle sue varie forme e manifestazioni, la cui unica fonte è l'amore per la vita, il quale, come sappiamo, cresce e matura con gli anni. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*''L'Universo intero ubbidisce all'Amore; | bella Psiche consegnategli il cuore. | Ogni altro dio fa a questo dio la corte, | e ha della sua fiamma meno dolce potere. | Dei giovani cuori è il bene supremo: | amate, amate, tutto il resto è meno. || Privi d'amore tanti stupendi oggetti, | fregi d'oro, boschi, parchi, fontane, | non hanno che una pallida avvenenza, | e delle sue pene meno dolce piacere. | Dei giovani cuori è il bene supremo: | amate, amate, tutto il resto è meno.'' ([[Jean de La Fontaine]])
*L'[[uomo]] è stato creato per l'amore; soltanto per amare il suo creatore. E tutto il tempo che non impiega in questo amore, è tempo perduto. ([[Ernesto Cardenal]])
*L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è chi trova il vero amore. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'')
*La caratteristica dell'amore è di dare sempre e di sempre ricevere. ([[Elisabetta della Trinità]])
*La fame calma l'amore, se no, il tempo; se nulla puoi ottenere da questi due rimedi, un laccio. ([[Cratete di Tebe]])
*La [[felicità]] non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità è nell'amare. ([[Thomas Mann]])
*La grande tragedia della vita non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare. ([[William Somerset Maugham]])
*La [[lontananza]] è il fascino dell'amore. ([[Corrado Alvaro]])
*La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande. ([[Roger de Bussy-Rabutin]])
*La sofferenza in amore è un vuoto a perdere. ([[Massimo Troisi]])
*La valle dell'amore... per entrare in questa valle bisogna tuffarsi interamente nel fuoco, o meglio bisogna essere fuoco, perché lì altrimenti non si potrebbe vivere. Colui che ama veramente ha da essere simile al fuoco, il viso infiammato, ardente e impetuoso come il fuoco. Per amare non si deve avere secondi fini; si deve essere pronti a gettare nel fuoco cento mondi. ([[Farid al-Din 'Attar]])
*La vita inizia solo quando arriva l'amore. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'')
*''Lasso il regno d'Amor fugace e frale | come ha il diletto, e 'l dolor lungo e forte, | come presso alla vita ognor vien morte, | come appena apre un ben, che 'l chiude un male?'' ([[Berardino Rota]])
*– Lei mi ha appena raccontato tutta la sua storia [...]. Ma non ha parlato neanche una volta di amore.<br />– Solo perché è impossibile misurare l'amore. E senza misurazioni non ci può essere scienza. Però ho pensato molto a questo problema ultimamente.<br />– Oh, "problema"?<br />– Quando si tratta di amore siamo tutti ignoranti. (''[[Kinsey]]'')
*Le persone gravi odiano l'amore in grazia del nome —<br/>Gli egoisti in grazia di se stessi —<br/>Gli ipocriti in grazia del cielo — ([[Laurence Sterne]])
*''Libiam ne' dolci fremiti | che suscita l'amore, | poiché quell'occhio al core | onnipotente va. | Libiamo, amor fra i calici | più caldi baci avrà.'' ([[Francesco Maria Piave]])
*''Ll'ammore è comme fosse nu malanno | ca, all'intrasatta, schioppa dint' 'o core | senza n'avvertimento, senza affanno, | e te po' ffa' murì senza dulore.'' ([[Totò]])
*''Ma che cos'è l'amore? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Ma che cosa sono la bellezza o la bruttezza di fronte all'amore? Cos'è la bruttezza di un viso di fronte al sentimento nella cui grandezza si rispecchia l'assoluto stesso? ([[Milan Kundera]])
*''Ma l'amore che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente, | dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente.'' ([[Caparezza]])
*Ma l'Amore che è una forza non va senza la [[Volontà]]. ([[Antonin Artaud]])
*''Ma l'amore ci dilata sciogliendo i nostri cuori, | trasforma i nostri giorni in una pioggia di colori.'' ([[Negrita]])
*Ma l'amore è come l'[[alce]]: forte e poderoso, difficile ucciderlo. (''[[La signora del West]]'')
*''Ma l'amore vuole libertà | poter andare, poter venire | un castello sarebbe un'alleanza | quando l'amore è soprattutto erranza.'' ([[Elisabetta di Baviera]])
*Ma per essere amata, dovrai per prima amare gli altri. (''[[Peline Story]]'')
*Mai fidarsi dell'amore, amico mio. L'amore ti prende a calci nel culo mentre ti accarezza. Un minuto è amore, dieci minuti dopo è disprezzo. (''[[Sleuth - Gli insospettabili]]'')
*Manifestiamo l'amore che proviamo per un amante sul corpo di un altro. ([[Erica Jong]])
*Meglio un amore traviato che nessun amore. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*''Mettimi come sigillo sul tuo cuore, | come sigillo sul tuo braccio; | perché forte come la morte è l'amore, | tenace come gli inferi è la passione: | le sue vampe son vampe di fuoco, | una fiamma del Signore! | Le grandi acque non possono spegnere l'amore | né i fiumi travolgerlo. | Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa | in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio.'' (''[[Cantico dei cantici]]'')
*– Mi piace sentir amare qualcuno dal primo giorno, mica dopo sei anni. Non mi pare che sia amore, piuttosto amicizia.<br />– Non mi pare che sia diverso. Dopotutto amore e amicizia sono la stessa cosa.<br />– No, non sono affatto amica delle persone che amo. Amare mi rende cattiva.<br />– Ah sì? A me no. Non credo in un amore senza amicizia.<br />– Può darsi, ma per me l'amicizia viene dopo.<br />– Be', prima o dopo poco importa. Ma c'è una cosa bellissima nell'amicizia che vorrei ritrovare nell'amore: il rispetto della libertà altrui. Non c'è quest'idea di possesso. (''[[Il ginocchio di Claire]]'')
*Motivare l'amore non è amare. ([[Giovanni Vannucci]])
*''Ne sono certo, qualunque cosa accada; | lo sento quando il dolore è più acuto; | è meglio avere amato e perduto | che mai e mai avere amato.'' ([[Alfred Tennyson]])
*''Nell'amor le parole non contano conta la musica.'' ([[Roberto Benigni]])
*Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. ([[Giovanni apostolo ed evangelista]], ''[[Prima lettera di Giovanni]]'')
*''Nell'amore non devi tu mostrarti | umile e supplichevole, ma schivo | piuttosto e riservato, il ciglio altero | e sobrio nel guardare. Ama la donna | irridere i superbi e farsi beffa | di chi troppo si lagna. E sol colui | che accoppia un cuor sensibile a fierezza | un amante perfetto e ritenuto.'' ([[Agazia]])
*Nell'Ottocento un grande amore romantico poteva valere più di qualsiasi successo. ([[Massimo Fini]])
*Nessuna cosa è strumento senza l'amore. L'amore è il manubrio della gran macchina umana. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Nessuno in fondo è veramente degno della persona che si ama. (''[[Il coraggio e la sfida]]'')
*Niente è più brutto di una parola d'amore pronunciata freddamente da una bocca annoiata. ([[Naguib Mahfouz]])
*Noi non ci ammaliamo mai d'amore due volte. [[Cupìdo]] non spreca una seconda freccia per lo stesso cuore. ([[Jerome K. Jerome]])
*Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiano virtù. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Non appena l'età adulta rafforza gli arti, si produce nell'uomo questo seme che, attraverso le membra, percorre tutto il corpo e, concentrandosi in alcune parti più ricche di terminazioni nervose, eccita in particolare gli organi genitali. [...] Questo è l'Amore per noi. ([[Tito Lucrezio Caro]])
*''Non c'è balsamo | non c'è pomata | che valga a ungere e | irrigando a dilatare, | per far passare | quello che volendo | non può entrare | È l'amore | la sola chiave | che aprendo i cuori | dilata i pori | e le fessure | fino a farne falle | passi e gole, | mentre annoda | le figure. | Non c'è limite, | non c'è barriera | e correndo | schioda ogni frontiera.'' ([[Paolo Ruffilli]])
*''Non c'è un amore senza una ragazza che pianga.'' ([[Tananai]])
*{{NDR|«Per lei l'amore è una forza sicura?»}} Non certo come la morte, o la legge di gravità. {{NDR|«Nella sua vita però l'amore ha svolto un ruolo fondamentale»}} Naturalmente... Perché l'amore è amore della vita. Se si ama una donna, si ama la vita che c'è in lei. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Non ci si deve sviare quando si cerca l'amore, perché può allora accadere che non lo si trovi mai. Quale più crudele castigo dell'impazienza e della debolezza essere condannati per tutta la vita a mordere solo frutti amari e senza sapore! ([[Anne Serge Golon]])
*Non ci sono amori brutti né prigioni belle. ([[Pierre Gringore]])
*Non confondere l'amore col delirio del [[possesso]], che causa le sofferenze più atroci. Perché contrariamente a quanto comunemente si pensa, l'amore non fa soffrire. Quello che fa soffrire è l'istinto della proprietà, che è il contrario dell'amore. ([[Antoine de Saint-Exupéry]])
*Non è la pugna, non è la disfatta che si deplora, quando s'è avuto a fare con un nimico ma rompersi le corna contro un muro! Così accade al mare che batte e batte le immobili sponde. Così accade tante volte in amore: tu soffri, e non ti si bada; tu parli, e si pensa ad altro; tu deliri, e si passa oltre. Ed ogni tuo dire e fare e soffrire è indarno, non perché vi sia altri più gradito, non perché sii sgradito, ma perché ami un sasso. ([[Vittorio Imbriani]])
*Non è proprio l'indifferenza verso il resto del mondo l'essenza del vero amore? ([[Jane Austen]])
*Non esiste l'amore a puntate, l'amore a porzioni. L'amore è totale e quando si ama, si ama fino all'estremo. ([[Papa Francesco]])
*Non esiste una ragione per l'inizio di un amore, ma esiste una ragione per la sua fine. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*''Non esistono leggi in amore | basta essere quello che sei.'' ([[Marco Ferradini]])
*Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore. ([[Marina Ivanovna Cvetaeva]])
*Non ho un vocabolario sull'amore, ho messo giù una definizione mia, amore vuol dire accettazione totale, donazione totale, silenzio. Questo è «amore». ([[Mauro Corona]])
*''Non la giustizia regge la bilancia esatta, | sei tu, Dio dal desiderio indiviso, | che misuri i nostri errori, | che di due cuori feriti e dilaniati | fai un cuore immenso, innaturale | che ancora crescere || vorrebbe... Tu, indifferente e superbo, | umiliata la bocca innalzi al verbo | verso un cielo ignaro... | Tu che mutili gli esseri e li aggiungi | all'ultima essenza di cui sono frammenti.'' ([[Rainer Maria Rilke]])
*Non mancano dolcezze nell'amare qualcuno senza osare di dichiararglielo. ([[Cartesio]])
*Non mi aspetto mai troppo in amore, perciò non sono mai rimasto deluso. ([[Eddie Irvine]])
*Non pensiamo che l'amore sia una cosa che brilla, ma una cosa che consuma; pensiamo che fare tutte le piccole cose per Dio ce lo fa amare altrettanto che il compiere grandi azioni. ([[Madeleine Delbrêl]])
*Non sai che [[pace]] e amore non si comprano con il denaro? (''[[Death Note]]'')
*Non si può mai sapere quando finisce l'amore, Deirdre. Te ne accorgi soltanto quand'è finito. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Non sono certo le cellule a decidere chi amiamo o no... Sentimenti come l'amore non risiedono nelle carni, ma nell'anima. (''[[DNA²]]'')
*Non sono mai stato infedele; la donna che amo è la sola al mondo per me. Quando non amo, prendo una bella donna, che apprezzi qualsiasi cosa, tranne l'amore. ([[Klemens von Metternich]])
*Non sono un uomo intelligente, ma so l'amore che significa. (''[[Forrest Gump]]'')
*''Non voglio amore | non voglio [[vino]] | il primo mi fa soffrire | il secondo vomitare.'' ([[Elisabetta di Baviera]])
*Nulla rende così amabili come il credersi amati. ([[Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux]])
*O amore santo e casto! O dolce e soave affetto, tanto più soave e dolce, perché è tutto divino il sentimento che se ne prova. Sperimentarlo è divinizzarsi. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'amore. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro! ([[Conte Dracula]], ''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]'')
*Ogni oggetto amato è il centro del Paradiso terrestre. ([[Bohumil Hrabal]])
*Ognuno ha voglia d'amore, ma è raro che qualcuno lo possa dare. Oppure lo si dà con ardore e dedizione, ma gli altri non lo prendono: è un amore non necessario, soltanto un peso. ([[Sof'ja Tolstaja]])
*''Oh, il mio amore è una rossa, rossa rosa | in giugno appena sbocciata; | oh, il mio amore è una dolce armonia | abilmente suonata. || Sì bella tu sei, mia leggiadra fanciulla, | che perdutamente innamorato io sono; | e sempre io t'amerò, mia cara, | finché non s'asciugheran tutti i mari.'' ([[Robert Burns]])
*Oh il primo amore pàlpita bene, ma quanto più l'ùltimo! Delle sole due volte in cui si ama davvero, l'una all'A della vita, l'altra alla Zeta, se il primo amore può dirsi il paradiso di Adamo, cioè dell'inscienza, l'altro lo è della scienza; è il paradiso di [[Epicuro]] e [[Paolo Gorini|Gorini]]. [...] Il primo amore ci apre insomma una via; l'ùltimo ce la chiude; il primo sottintende un secondo, l'ùltimo... nulla. Ed è perciò che ci attacchiamo a quest'ùltimo come alla tàvola estrema il nàufrago. ([[Carlo Dossi]])
*Oh, l'amore farebbe uggiolare in rima un cane. ([[Francis Beaumont e John Fletcher]])
*Palazzi di cera del mio amore, come salvarli dalla tua fiamma rossa? (''[[Il colore del melograno]]'')
*''Penso che se io morissi | e che con i miei mali finisse | il desiderio | un amore così grande si spegnerebbe | e il mondo intero rimarrebbe | senza amore.'' ([[Lucrezia Borgia]])
*Penso veramente che l'amore sia la cosa più bella del mondo, dopo le pasticche per la tosse. ([[William Goldman]])
*Per amarsi a lungo bisogna conoscersi poco. ([[Roberto Gervaso]])
*Per certo amore è pena. ([[Andrea Cappellano]])
*Per essere autentico l'amore deve essere totale, esclusivo, irrevocabile, irreversibile. ([[Papa Paolo VI|Paolo VI]])
*Per farsi amare occorre dell'artificio; bisogna far divampare i sentimenti con l'astuzia, l'amore da solo non genera amore. (''[[Lettere di una monaca portoghese]]'')
*Per gli uomini non vale che una sola legge ed un solo fine: la legge dell'amore ed il premio dell'amore. Tutto il resto è menzogna e vanità. ([[Giorgio La Pira]])
*Più amerai, e più scoprirai le deficienze del tuo amore. ([[Michel Quoist]])
*[[Platone]] dice una cosa molto precisa sull'amore: afferma che nello slancio amoroso vi è una scintilla dell'universale. L'esperienza amorosa è uno slancio verso qualcosa che egli definisce l'idea. In questo senso, anche quando sto semplicemente ammirando un bel corpo, che io lo voglia o meno, sono avviato sulla strada che porta all'idea di Bellezza. Penso qualcosa di simile - in termini del tutto diversi, naturalmente - ossia che nell'amore si faccia esperienza del passaggio dalla pura singolarità del caso a un elemento che possiede un valore universale. ([[Alain Badiou]])
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Poni fine ai lamenti, o insetto: | non vi è amore senza addio, | nemmeno tra le stelle.'' ([[Kobayashi Issa]])
*Quando ami una persona, devi fidarti di lei. Non c'è altro modo. Devi darle la chiave di tutto quello che è tuo. Altrimenti a che serve? (''[[Casinò]]'')
*Quando, cullato dall'amore, riscopri l'innocenza dell'infanzia e le attrattive dell'avvenire, non lontano il [[Diavolo]] sorride. Lui lo sa che finirai comunque nelle sue braccia, le braccia del risveglio e dell'insonnia. ([[Emil Cioran]])
*Quando era giovane aveva creduto che l'amore avesse qualcosa a che fare con la comprensione; ma con l'età aveva capito che nessun essere umano poteva capire un altro essere umano. L'amore è soltanto il desiderio di capire. ([[Graham Greene]])
*''Quando il mondo ti sembra splendere | Come se avessi bevuto troppo vino | Questo è l'amore.'' ([[Dean Martin]])
*Quando l'essere amato va troppo lontano nel tradimento di se stesso e persevera nell'inganno di sé, l'amore non lo segue più. ([[Jacques Lacan]])
*Quando lo [[Spirito]] e l'Amore si materializzano vicendevolmente, entrambi divengono [[immortalità|immortali]]. ([[Gustavo Adolfo Rol]])
*Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza. ([[Roger de Bussy-Rabutin]])
*Quando si ama una persona, non bisogna porsi domande, bisogna soltanto chiudere gli occhi e abbandonarsi senza riserve alla vita. (''[[Un dono semplice]]'')
*Quando un amore ti stringe e ha occhi di fuoco è ora di morire. ([[Alda Merini]])
*Quanto sarebbe quieta la vita senza l'amore... Tanto sicura, tanto calma... Tanto noiosa. (''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'')
*''Quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile, | e l'invisibil fa vedere Amore. | Questo creduto fu; che 'l miser suole | dar facile credenza a quel che vuole.'' ([[Ludovico Ariosto]])
*Quello che si crede difficile a farsi, via via che l'amore cresce di giorno in giorno, sembra facile da ottenere. ([[Apuleio]])
*Quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai... io ti amo. Dal più profondo del cuore... Io ti amo. (''[[V per Vendetta]]'')
*''Quello che veramente ami non ti sarà strappato. | Quello che veramente ami è la tua vera eredità.'' ([[Ezra Pound]])
*Quello [[omosessuale]] è l'amore più puro, al contrario di quello [[eterosessuale]], strumentale alla riproduzione. ([[Umberto Veronesi]])
*Reputo che nulla sia difficile per chi ama. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*Rimangono soltanto coloro che il [[destino]] designa per la messa eterna dell'amore infinito. Formano solo una piccolissima cappella di chiarore, nello spazio e nel tempo. ([[Louis-Ferdinand Céline]])
*''Ringrazio il [[Cielo|ciel]], ch'in quest'alme contrade | Drizzò i miei passi, e più ringrazio Amore, | Che mostrò a gli occhi miei tanta beltade.'' ([[Angelo di Costanzo]])
*Sappiamo forse perché desideriamo, perché amiamo? Desiderio e amore vengono dall'ignoto, e sono belli perché seminascosti da un velo d'infinito. ([[Domenico Tumiati]])
*Se amare ti costa il sangue, non amare è inferno. ([[Carlo Carretto]])
*Se amate senza suscitare amore, vale a dire, se il vostro amore non produce amore, se attraverso l'espressione di vita di persona amante voi non diventate una persona amata, allora il vostro amore è impotente, è sfortunato. ([[Karl Marx]])
*Se ami qualcuno, devi essere in grado di proteggerlo. (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Se cerchi la parola che indichi il prendersi cura di una persona in modo unico e spontaneo e lottare perché abbia tutto quello che desidera, quella parola è "amore"! E se ami qualcuno davvero, tu non smetterai mai. Anche quando ridono di te e dicono che sei pazzo, anzi specialmente allora! Semplicemente non mollo. Perché se dovessi mollare, potrei solo accettare il consiglio che mi danno e dimenticare e trovarne un'altra, ma non sarebbe amore, sarebbe... sarebbe una persona con cui passare del tempo! Per la quale non vale la pena combattere. (''[[How I Met Your Mother (nona stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*''Se devi amarmi, sia solo per amore | e per null'altro! Ti prego di non dire: | «L'amo per il sorriso, l'aspetto e per il modo | con cui sommessa parla, per l'arguzia del pensiero || che ben s'accorda col mio e che di certo | portò quel giorno un senso di serena pace». | Cose come queste, o amore, posson essere mutate, | posson cambiare per te, e un amor così creato || potrebbe andare in cenere. Neppure devi amarmi | per la cara pietà che provi asciugando le mie gote: | una donna che a lungo abbia goduto il tuo conforto, || può scordarsi di piangere, e così perdere il tuo amore. | Amami soltanto per amore dell'amore, così che possa | amarmi sempre in un'eternità d'amore.'' ([[Elizabeth Barrett Browning]])
*Se è vero che la [[vita]] non ignora il desiderio e la sregolatezza, è altrettanto vero che chiede l'amore. Ma in amore alle parole devono corrispondere i fatti, e i fatti non sempre sono i comportamenti sessuali. ([[Caterina Varzi]])
*Se l'amore non è eccessivo non è amore. ([[Ermes Ronchi]])
*Se l'amore non fosse incantesimo, sarebbe senza dubbio pazzia. ([[Frances Winwar]])
*Se la vista, la conversazione e lo stare insieme vengono tolti, la passione d'amore s'estingue. ([[Epicuro]])
*Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smettere di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Se non si conosce l'amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare. È la scoperta di una pienezza che l'amato ti dona in modo unico, come cantava anche [[Rita Pavone]] in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c'è nessuno. Tu sei l'unico al mondo». ([[Gianfranco Ravasi]])
*''Se questo è amore, mi dico. Ma sì, | questo è l'amore che conosciamo. Ora. | Amore appiccicato, che incolla | quel poco di ala modesta sulla schiena. | Amore legato. In cui si ripete la solfa | del tu e dell'io. Non siamo capaci | di essere insieme acqua e moto, | sale e onda, unica impresa spettacolare. | Come il mare laggiù, lo vedi?'' ([[Mariangela Gualtieri]])
*Se ti attendi qualche forma di ricompensa, non è amore: l'amore vero è amare senza condizioni e senza aspettative. ([[Madre Teresa di Calcutta]])
*Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l'amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. ([[Theodor Adorno]])
*Senza amore, l'umanità non sopravvivrebbe un solo giorno. ([[Erich Fromm]])
*''Senza l'amore un uomo che cos'è? | Su questo sarai d'accordo con me | Senza l'amore un uomo che cos'è? | È questa l'unica legge che c'è.'' ([[Marco Ferradini]])
*Si capisce che è amore quando parli come un assassino. (''[[Gossip Girl]]'')
*''Si dice che chi viene morso da un cane rabbioso | vede nell'acqua l'immagine della belva feroce. | Amore ha piantato rabbiosamente in me i suoi denti terribili, | e ha fatto preda delle sue smanie il mio cuore. | La tua adorabile immagine io la vedo nel mare, | nell'acqua dei fiumi, nella coppa che mi versa il vino.'' ([[Paolo Silenziario]])
*«Si è dunque infelici quando si ama?»<br/>«Sì, Christine, quando si ama e non si è riamati.» ([[Gaston Leroux]])
*– Si è rassegnata ai continui tradimenti del marito?<br/>– Non si è affatto rassegnata, però ha smesso di amarlo, per questo è sfuggita alla rovina. Quando si ama si è indifesi, e a volte la crudeltà dell'altro può anche distruggerci. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Si impara ben presto che essere amati costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi. ([[Sigmund Freud]])
*Si nasce due volte? Sì. La prima volta il giorno in cui si nasce alla vita; la seconda volta, il giorno in cui si nasce all'amore. ([[Victor Hugo]])
*Sì, perché l'essere umano è pienamente felice solo quando accende il vero motore della sua vita: l'amore. (''[[Chiara Lubich - L'amore vince tutto]]'')
*Si possono avere mille [[amicizia|amici]], ma si deve amare una sola persona. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]])
*Si sa che la fiamma del crudele Amore, quando è ancora tenue, col suo primo calore procura piacere, ma poi, alimentata dalla consuetudine, divampa in un incendio incontrollabile e divora completamente gli uomini. ([[Apuleio]])
*Sii rapido in tutto, tranne che nell'amore. ([[Wilbur Smith]])
*Solamente dalla fiducia può nascere l'amore. [...] Altrimenti è solo un qualcosa destinato a sparire a poco a poco, finché non resta più niente. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Solo amando, non mi domando il perché della vita; e non debbo fuggire le occasioni di provare concretamente, anche se è più duro che fare vagheggiamenti generici, questo mio amore verso gli altri. Che cosa ho di più mio dell'amore? ([[Aldo Capitini]])
*''Solo l'amare, solo il conoscere | conta, non l'aver amato, | non l'aver conosciuto.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Solo l'amore è credibile. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*Solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio. (''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'')
*''Son gemini gli Amori: un, casto et pio; | l'altro furente in desiderio insano: | questo si mostra in terra in volto humano, | quel vola per li cieli a lato idio. || Qual di duo raccendesse il petto mio, | lo sa colei, che 'l cor mi tiene in mano: | arsi da presso, et arsi di lontano, | con la speranza eguale al gran desio. || Con vïolenta voglia et importuna, | anhelando al sidereo, almo paese, | servii senza cercar mercede alcuna. || Celeste fu la fiamma che m'accese: | ché di quelle, che in ciel movon la luna, | una angelica forma il cor mi prese.'' ([[Chariteo]])
*Sono in pochi a conoscere le fasi iniziali dell'amore, più che amici ma non ancora fidanzati. Questa sottile relazione si trasforma con il lento trascorrere del tempo, proprio come il ciclico succedersi delle stagioni. (''[[Boys Be]]'')
*''Tanti fiumi di grazie Amor mi versa, | che in mar di gioir l'alma è sommersa''. ([[Andrea Perrucci]])
*Temere l'amore è temere la [[vita]], e chi teme la vita è già morto per tre quarti. ([[Bertrand Russell]])
*Ti amo. Forse per un tempo brevissimo, forse per sempre. Nessuno lo sa. Nell'amore non ci sono né perfezione né eternità prestabilite. L'amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza o si sgretola, declina o si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte. ([[Madeleine Bourdouxhe]])
*Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te. ([[Elizabeth Barrett Browning]])
*''Ti amo tanto! | Senza pensarci su | ti regalerei | una piastrella della mia stufa!'' ([[Joachim Ringelnatz]])
*Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama. ([[Ecatone di Rodi]])
*Ti sei mai chiesto perché gli uomini dei Guardiani della Notte non prendono moglie e non generano figli? [...] Lo fanno per non amare. L'amore è la morte del dovere. ([[Aemon Targaryen]], ''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce. ([[Oriana Fallaci]])
*''Tu pensi che sian vivi, | o credi che sian morti? || Gli amanti nell'amore, | smarriscono la strada e se medesimi.'' ([[Ibn Arabi]])
*Tutti affermano che l'amore è importante, eppure siamo bombardati da ogni parte dall'evidenza del suo fallimento. ({{Sic|[[bell hooks]]}})
*Tutti gli amori dell'uomo, ancorché diversi, hanno lo stesso motore. ([[Vittorio Alfieri]])
*Tutti vogliono essere amati. Ma soltanto pochi sanno o vogliono amare. ([[Ralph Greenson]])
*Tutto è perduto fuorché l'amore. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*Tutto l'amore del mondo a volte non basta per costruire una [[relazione]]. ([[Malika Ayane]])
*Tutto lenisce l'amore e rende assolutamente dolce ciò che è amaro. ([[Tommaso da Celano]])
*Un amore che ti fa rinunciare a un altro amore non è giusto. (''[[The Village]]'')
*''Un amore non torna | vive quel momento che è, | come un fiore d'inverno | si apre e prende il sole che c'è.'' ([[Mango (cantante)|Mango]])
*Un giorno o l'altro, tutto il piacere e la gioia che l'amore può suscitare si pagano con la sofferenza. E più si ama intensamente e più il dolore sarà moltiplicato. Sperimenterai l'assenza, poi i tormenti della gelosia, dell'incomprensione, infine la sensazione del rifiuto e dell'ingiustizia. Avrai freddo fino nelle ossa e il sangue formerà dei ghiaccioli che sentirai passare sotto la pelle. La meccanica del tuo cuore esploderà. ([[Mathias Malzieu]])
*Una donna è sempre bella quando è amata, e soltanto allora. (''[[La signora Skeffington]]'')
*Un uomo ha bisogno d'amore. Un uomo muore, senza amore. Le sue viscere si raggrinziscono e il petto gli diventa come un legno secco. ([[John Steinbeck]])
*Una vita senza amore e sacrificio non vale la pena di essere vissuta. (''[[Jeeg robot d'acciaio]]'')
*Una volta si diceva: "due persone si guardano intensamente senza toccarsi, si trasmettono amore guardandosi negli occhi nello stesso momento". La verità è che qualcuno insegue sempre qualcuno. È così che siamo fatti. (''[[E venne il giorno]]'')
*Uno non muore di crepacuore per il primo amore, solo per l'ultimo. (''[[La legge del capestro]]'')
*Usando amore verso le persone e odio verso i peccati. ([[Agostino d'Ippona]])
*Utilizzando un linguaggio oggi abbastanza noto, possiamo dire che l'amore non conosce «alcuna forma di discriminazione». ([[Chiara Lubich]])
*veramente ch'io ho più [[compassione]] a chi pate amando che a chi si muor di fame o a chi va a la giustizia a torto: perché il morirsi di fame procede da la dapocaggine, e l'esser giustiziato a torto nasce da la mala sorte; ma la crudeltà che cade sopra uno innamorato è un assassinamento fattogli da la fede, da la sollecitudine e da la servitù de la bontà propria. ([[Pietro Aretino]])
*– Vedi giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima!<br />– Più forte della gravità?<br />– Be' sì figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla Terra! (''[[La spada nella roccia]]'')
*Vi sono tanti tipi di amore! Quello ch'io sento è il vero grande amore poetico; l'ho riconosciuto dal primo giorno, e non v'è nulla di più bello; e con l'entusiasmo dell'arte non v'è altra divinizzazione del cuore umano: il mondo allora s'illumina, gli orizzonti diventano immensi, tutta la natura si colora e vibra d'armonie senza fine, e si ama finalmente!... si ama! ([[Hector Berlioz]])
*''Vieni | Amato || Ti proverò con allegria. | Ti sognerò con me questa notte. || Il tuo corpo finirà | dove comincia per me | l'ora della tua fertilità e della tua agonia; | e poiché siamo pieni di angoscia | il mio amore per te è nato nel tuo petto, | è che ti amo in principio per la tua bocca. || Vieni, | mangeremo nel luogo della mia anima. || Prima di me ti si aprirà il mio corpo | come mare precipitato e colmo | fino al crepuscolo di pesci. | Perché sei bello, | fratello mio, | eterno mio dolcissimo.'' ([[Eunice Odio]])
*Vissi innamorato sempre or d'una principessa or d'un'altra; e così spero di vivere fino al momento ch'io raccomanderò il mio spirito a Dio; perché la mia coscienza è convinta che s'io commettessi una trista azione, la commetterei sempre quando un amore è in me spento; ed il nuovo non è per anche racceso: e nel tempo dell'interregno m'accorgo che il mio cuore fa il sordo — e mi concede a stento sei soldi da far elemosina alla miseria: però mi sollecito a rompere questo gelo — è il raccendermi e il risentirmi pieno di generosità e di benevolenza è tutto un punto: e farei di tutto, per tutti, e con tutti; purché mi persuadessero ch'io non farei peccato. ([[Laurence Sterne]])
*Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Voglio amore, che senza questo i soggetti sono freddi, e amor violento. ([[Gaetano Donizetti]])
*''Vorrei seguire ogni battito del mio cuore | per capire cosa succede dentro e cos'è che lo muove, | da dove viene ogni tanto questo strano dolore, | vorrei capire insomma che cos'è l'amore, | dov'è che si prende, dov'è che si dà.'' ([[Lucio Dalla]])
===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''===
*L'amore può essere appiccicoso come un vaso di miele, inestricabile come un mucchio di alghe e divorante come un incendio in un campo di grano maturo. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
*L'amore vero vuole teatralità. Riesce a trasfigurare tutto. Trasforma il grottesco in adorabile come fanno i bambini. Se c'è amore, riusciamo a vedere negli altri ciò che vogliamo; se non c'è, non vediamo niente. E possiamo cercarlo, ma senza trovarlo. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quarta stagione]])
*– Vede, dottore, mio padre amava veramente molto mia madre. Perché a quei tempi usava ancora che marito e moglie si amassero davvero.<br/>– Secondo lei ora non si usa più?<br/>– Se fosse così non ci sarebbero in giro così tanti psichiatri! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]])
===[[Francesco Alberoni]]===
*L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perché lusinga la vanità, perché rende l'altro schiavo, disponibile, pronto a ogni cenno ed ogni desiderio.
*L'amore dell'altro, amore sincero e profondo e via via sempre più disperato, viene così usato per rafforzare se stessi fino al punto in cui non si avrà più bisogno di lui. Questo è in sostanza il vero «disinnamoramento».
*L'amore tende a separare la legge dalla persona; vuol instaurare altre leggi, altre norme, non vuol sopprimere le persone, vuole amarle.
===[[Dante Alighieri]]===
*L'anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d'invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui. Ed io, accorgendomi del malvagio domandare che mi faceano [...] rispondea loro che Amore era quelli che così m'avea governato. [...] E quando mi domandavano "Per cui t'ha così distrutto questo Amore?", ed io sorridendo li guardava, e nulla dicea loro.
====''[[Divina Commedia]]''====
*''Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte: | Caina attende chi a vita ci spense.''
*''Era già l'ora che volge il disio | ai navicanti e 'ntenerisce il core | lo dì c'han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d'amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more''.
*''L'amor che move il sole e l'altre stelle''.
*''Per lor maladizion sì non si perde, | che non possa tornar, l'etterno amore, | mentre che la speranza ha fior del verde.''.
===[[Piero Angela]]===
*L'amore [...] colpisce in modo subdolo, spesso improvviso. È un sentimento irrazionale che penetra dolcemente e invade tutto l'organismo, come un'endovenosa che si diffonde capillarmente e che modifica il nostro modo di pensare e di agire. Provocando, a volte, una narcosi totale.
*L'amore, infatti, non ha nulla a che fare con la saggezza: è un tuffo in una dimensione nuova, bellissima, irresistibile, dove nient'altro importa. I conti si faranno magari più in là, quando sarà passata la febbre e rimarranno i postumi della "follia".
*Senza l'amore tutte le luci si sarebbero spente da tempo: perché è questa forza che permette alla vita di rinascere ogni volta e di passare da una generazione all'altra.
===[[Cecco Angiolieri]]===
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!''
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!''
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe Amore stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.''
===[[Claudio Baglioni]]===
*''E meglio è amare e perdere | che vincere e non amare mai''.
*''Non ci ameremo più qui ma attraverso | ciò che in altri giorni avremo perso''.
*''Pace a me che non so amare ancora | ciò che ho e non so non amar quel che non ho''.
===[[Romano Battaglia]]===
*Amare o avere amato. Non ci sono altre vie da scoprire nel cammino misterioso della vita.
*Chi ama profondamente non invecchia mai. Neanche a cent'anni, perché l'amore è l'ala che ci aiuta a volare verso l'infinito.
*L'amore è una parola di luce, scritta da una mano di luce, sopra una pagina di luce.
*L'amore non deve pretendere, deve avere solo la forza di diventare certezza.
*Quando si ama, tutti i piccoli sospetti diventano paure. E quando le paure diventano più grandi, è segno che l'amore sta crescendo.
*Se ti chiedono qual è la cosa più importante nella vita, tu rispondi prima, dopo, sempre: l'amore.
*Spendi l'amore a piene mani. È l'unico tesoro che aumenta più ne sottrai...
===[[Lucio Battisti]]===
*''Amarsi è questo: escludere | d'essere i soli al mondo, | i soli ad esser soli amando, | sterminandola l'invincibile armata.''
*''Amarsi un po' | è come bere, | più facile | è respirare.''
*''Amarsi un po' | è un po' fiorire, | aiuta sai | a non morire.''
*''È sempre per prova che | sulle labbra torna | la parola "amore", | per prove d'esercizio | perché si sa che poi non si sa mai | che potrebbe tornare utile.''
*''Ho visto un uomo che moriva per amore, | ne ho visto un altro che più lacrime non ha. | Nessun coltello mai | ti può ferir di più | di un grande amore che ti stringe il cuor.''
*''L'amore è qualcosa di più | del vino, del sesso che tu | prendi e dai.''
*''L'amore è un gesto pazzo come rompere | una noce con il mento sopra il cuore.''
===[[Charles Baudelaire]]===
*Che cos'è l'amore? Il bisogno di uscire da sé stessi. L'uomo è un animale adoratore. Adorare è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è anche prostituzione.
*Ciò che v'è di noioso nell'amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d'un complice.
*In amore, come in quasi tutte le faccende umane, l'intesa cordiale è il risultato di un malinteso. Questo malinteso è il piacere. L'uomo grida: «Oh!, angelo mio!». La donna tuba: «Mamma! Mamma!». E i due imbecilli sono persuasi di pensare all'unisono. – L'abisso invalicabile, che fa l'incomunicabilità, resta invalicato.
*''Ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane.''
===[[The Beatles|Beatles]]===
*''E alla fine | l'amore che ricevi | è eguale all'amore | che dai.''
*''È solo amore | e questo è tutto | ma è così difficile | amarti.''
*''Tutto ciò che serve è l'amore, l'amore, | l'amore è tutto ciò di cui hai bisogno.''
===[[Papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]]===
*Amore è «estasi», ma estasi non nel senso di un momento di ebbrezza, ma estasi come cammino, come esodo permanente dall'io chiuso in sé stesso verso la sua liberazione nel dono di sé, e proprio così verso il ritrovamento di sé, anzi verso la scoperta di Dio.
*Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono.
*L'amore è il fuoco che purifica e unisce ragione, volontà, sentimento, che unifica l'uomo in sé stesso in virtù dell'azione unificante di Dio, cosicché egli diviene servitore dell'unificazione di coloro che sono divisi: così l'uomo fa il suo ingresso nella dimora di Dio e può vederlo. Ed è questo appunto che significa essere beato.
*L'amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà.
*L'amore non è mai «concluso» e completato; si trasforma nel corso della vita, matura e proprio per questo rimane fedele a sé stesso.
*L'amore produce gioia, e la [[gioia]] è una forma d'amore.
*Fate sì che l'amore unificante sia la vostra misura; l'amore durevole sia la vostra sfida; l'amore che si dona la vostra missione!
===[[Giordano Bruno]]===
*''Amor, per cui tant'alto il ver discerno, | Ch'apre le porte di diamante e nere, | Per gli occhi entra il mio nume; e per vedere | Nasce, vive, si nutre, ha regno eterno.''
*L'amor fa dovenir li vecchi pazzi, e gli giovani savii.
*L'amore è ciò per la cui potenza tutte le cose son generate; è in tutte le cose, vivo in ciò che è vivo, grazie a lui ciò che è vivo vive, ed è lui stesso la linfa vitale di ciò che è vivo; riscalda ciò che è freddo, illumina ciò che è oscuro, risveglia ciò che è assopito, vivifica ciò che è morto, fa percorrere la regione sovraceleste alle cose inferiori, trasportandole con divino furore; per suo compito le anime son legate ai corpi, per la sua guida sono innalzate alla contemplazione, per il suo volo si uniscono a Dio superate le difficoltà naturali. È lui che insegna quali cose siano nostre e quali altrui, chi siamo noi e chi gli altri; è lui a fare in modo che le altre cose siano dominate e possedute da noi, e che noi comandiamo e dominiamo le altre cose; infatti la [[necessità]], che si fa beffe di tutto, obbedisce al solo amore.
*L'antichità chiamò grande demone questo amore che è padre di tutti i sentimenti, tutti i desideri e tutti gli effetti.
*Questo animale che chiamiamo Amore, per il più suole assalire colui ch'ha poco da pensare e manco da fare.
*Si aggiunga al già detto, che amore, con cui amiamo, è brama con cui ogni cosa brama, mediazione fra bene e male, brutto e bello (non dunque non brutto e non bello), ma buono e bello in rapporto a una certa comunicazione e partecipazione.
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*Certi amori sono soltanto sudori che si somigliano.
*Il primo segno d'amore consiste nel trasformare un essere che ci era domestico in un demone sconosciuto.
*L'amore, come ogni buon rigorista, prima di tirare non piglia troppa rincorsa.
*L'amore: a guardarlo da fuori un teatro di larve comicoliriche, di batticuori inventati, tutta un'orchestra di trombe e violini, col basso tuba dell'eros che accompagna da lontano.
*L'amore, nella maggior parte dei casi, è soltanto un prestito con cauzione.
*L'amore: un sentimento inventato. Ciò che conta è il gioco della seduzione, il rituale di piacere a qualcuno.
===[[Charles Bukowski]]===
*L'amore è una forma di pregiudizio. Ami ciò di cui hai bisogno, ami ciò che ti fa star bene, ami ciò che ti torna più utile. Come fai a dire di amare una persona, quando ce ne sono almeno diecimila al mondo che ameresti di più, se solo le incontrassi? Ma non le incontrerai mai.
*L'amore è un cane che viene dall'inferno.
*''l'amore si rinsecchisce, pensai | tornando verso il | bagno, anche più velocemente | dello sperma.''
===[[Aldo Busi]]===
*Io non credo all'amore che moltiplica, troppo comodo, è mica un conto in banca.
*L'amore batte solo alle proprie tempie.
*L'amore del momento non può essere la commedia dell'odio a lunga scadenza.
*L'amore non è il toccasana dei mali.
===[[Roger de Bussy-Rabutin]]===
*La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande.
*Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza.
*Quando non si ha ciò che si ama, bisogna amare quel che si ha.
===[[Samuel Butler]]===
*L'amore, come ogni dessert, si giudica dunque solo nell'atto di mangiare e con questa prova vedremo che la consapevolezza dell'amore, come ogni altra consapevolezza, svanirà nel diventare più intensa.
*Più il nostro amore è profondo, meno lo percepiamo come tale.
*Se un vero amore non ha mai placido corso, quando non si miri che al [[matrimonio]], a volte, tutto va bene.
===[[George Gordon Byron]]===
*''E di lottare tuttavia si sforza invano | Contro una passione che anche per uno come lui | D'Amore ha nome! | Sì, è vero Amor, immutabile, immutato, | Per una donna da cui giammai si vuol diviso. | Benché le più leggiadre prigioniere vogliano attrarlo | Con lo sguardo, | Egli le sfugge e non le cerca, ma freddo passa | Innanzi a lor.''
*''E tuttavia, tu ami, e io ho invidia | Per chi può posare il proprio cuore | Su un cuor che gli è fedele, | Né mai conosce il vuoto quell'errante pensier | Che, come il mio, coi fantasmi si strugge».''
*''Finché c'era Speranza eran quei sentimenti | Languidi vacillanti e teneri, | Allorché tutto fu perduto, la tenerezza non morì ma rimase assopita | E sul suo sonno si levò quella Forza per parlare così: | «Quando non c'è da amar più nulla, non c'è più nulla da temere».''
*Nella sua prima passione la donna ama il suo amante, in tutte le altre ciò che ama è il suo amore.
===[[Italo Calvino]]===
*E lei: – Tu non credi che l'amore sia dedizione assoluta, rinuncia di sé...<br/>Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l'altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia... Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: – Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto... – e sarebbe stata di nuovo la felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: – Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze.
*Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d'essere è l'amore. E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.
*Ma in tutta quella smania c'era un'insoddisfazione più profonda, una mancanza, in quel cercare gente che l'ascoltasse c'era una ricerca diversa. Cosimo non conosceva ancora l'amore, e ogni esperienza, senza quella, che è? Che vale aver rischiato la vita, quando ancora della vita non conosci il sapore?
*– Perché mi fai soffrire?<br/>– Perché ti amo.<br/>Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.<br/>– Chi ama vuole solo l'amore, anche a costo del dolore.<br/>– Mi fai soffrire apposta, allora.<br/>– Sì, per vedere se mi ami.<br/>La filosofia del Barone si rifiutava d'andar oltre. – Il dolore è uno stato negativo dell'anima.<br/>– L'amore è tutto.<br/>– Il dolore va sempre combattuto.<br/>– L'amore non si rifiuta a nulla.<br/>– Certe cose non le ammetterò mai.<br/>– Sì che le ammetti, perché mi ami e soffri.
*– Tu ragioni troppo. Perché mai l'amore va ragionato?<br/>– Per amarti di più. Ogni cosa, a farla ragionando, aumenta il suo potere.
===[[Albert Camus]]===
*Il gran desiderio d'un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell'assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento.
*Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
*Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.
*Quando si è avuto una volta la fortuna di amare intensamente, si spende la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.
===[[Elias Canetti]]===
*Ha gli [[occhi]] spietati di chi è amato sopra ogni cosa.
*La grandezza dell'amore sta soprattutto nel fatto che in esso tutti i diritti sono sospesi.
*Nell'amore le rassicurazioni valgono come annuncio del loro opposto.
===[[Caterina da Siena]]===
*{{NDR|L'anima è}} apta ad amare; sì come decto t'ho che tanto è apta ad amare che senza amore non può vivere, anco el suo cibo è l'amore.
*E chi molto ama, molto si duole; unde a cui cresce amore, cresce dolore.
*E chi più cognosce, più ama: e chi più ama, più riceve.
*La materia vostra è l'amore, perch'Io {{NDR|Dio}} vi creai per amore, e però non potete vivere senza amore.
===[[Gaio Valerio Catullo]]===
*''È difficile deporre d'improvviso un amore lungo.''
*''Io [[odio]] e amo. Ma come, dirai. Non lo so, | sento che avviene e che è la mia tortura.''
*''Perché, se ami, un torto così | ti fa amare di più ma voler bene meno.''
===''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]''===
*Dispiaceri molteplici accompagnano spesso il vero amore.
*L'arte di amare esige anzi tutto che rimangan segrete le nostre pene; colui che ama deve essere capace di subire la solitudine, e, lungi dalla sua amata, solo a lei deve pensare.
*L'arte di amare, il folle amore che ha legge e delicatezza, è difficile a comprendere: e non è in nulla dissolutezza né perversità; altra cosa è l'amore elevato, il vero affetto, altra la depravazione: una distanza enorme li separa.
*L'innamorato deve essere paziente; le sue sofferenze devono ingigantire se l'amata è assente. Egli deve saper dominare il proprio cuore, ignorare lo sdegno e la collera.
*La fuga è la sorte inevitabile degli innamorati; essi non hanno il tempo d'invecchiare.
*La sciagura perseguita l'innamorato, riempie il suo cuore di amarezza, ma finalmente gli porta la letizia, se egli è capace di non soccombere ai primi colpi dell'amore. Bisogna essere innamorati, perché l'amore allevia le sofferenze di quaggiù: il dotto diviene pazzo e l'ignorante diviene dotto.
*Ogni separazione è un veleno per gli innamorati!
*Quando un innamorato vaga per i campi in cerca di un oggetto per l'amata, bisogna che sia solo.
===[[Louis-Ferdinand Céline]]===
*È più difficile rinunciare all'amore che alla vita.
*L'amore è come l'alcool, più sei impotente e sbronzo e più ti credi forte e scaltro, e sicuro dei tuoi diritti.
*L'amore è l'infinito abbassato al livello dei barboncini, e ci ho la mia dignità, io!
===[[Miguel de Cervantes]]===
*Amore è invisibile ed entra ed esce di dove vuole, senza che nessuno gli chieda conto di quel che fa.
*Dove vi è molto amore, non suole esserci molta disinvoltura.
*L'amore e la guerra sono una stessa cosa, e come nella guerra è lecito e comunemente praticato fare uso di astuzie e di stratagemmi per vincere il nemico, così nei contrasti e nelle rivalità amorose si ritengono per buoni gl'imbrogli e i raggiri messi in opera per conseguire il fine desiderato, purché non siano in pregiudizio e disdoro dell'oggetto amato.
*La passione amorosa si vince soltanto col fuggirla.
*''Se le sue glorie Amor vende costose | Ha ragione ed il suo traffico è giusto, | Ché non ci sono gioie più preziose | Di quelle valutate dal suo gusto, | Ed è cosa evidente | Che non val ciò che poco costa o niente.''
*Un disinganno a tempo vuol essere rimedio efficace nei principî d'amore.
===[[Émilie du Châtelet]]===
*Esiste, forse, un sentimento più illusorio dell'amore?
*Per conservare a lungo l'amore del proprio amante è indispensabile che la speranza e il timore siano sempre presenti.
*Si conosce di più l'amore attraverso l'infelicità che procura che per la felicità, spesso misteriosa, che diffonde nella vita degli uomini.
===[[Emil Cioran]]===
*A tal punto il dubbio su di sé travaglia gli esseri che questi, per porvi rimedio, hanno inventato l'amore, tacito patto fra due infelici per sopravvalutarsi, per incensarsi spudoratamente.
*L'amore – un incontro di due salive... Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole.
*Non si può amare appassionatamente una donna e Dio nello stesso tempo. La mescolanza di due erotiche irriducibili crea un'oscillazione interminabile.
*Noi amiamo sempre... malgrado tutto; e questo «malgrado tutto» copre un infinito.
===[[Paulo Coelho]]===
*Chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è un atto di totale abbandono.
*Colui che è saggio, lo è soltanto perché ama. E colui che è sciocco, lo è solamente perché pensa di poter capire l'amore.
*L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva.
*L'amore è una forza selvaggia. Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge. Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi. Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi.
*L'amore esiste di continuo. Sono gli uomini che cambiano.
*L'amore si scopre soltanto amando.
===[[Cesare Cremonini]]===
*''L'amore, soltanto l'amore può farti guarire, | lasciando ogni cosa al suo posto e partire, | l'amore è là dove sei pronto a morire | lasciando ogni cosa al suo posto e partire.''
*''Puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato, | puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato, | puoi persino morire: | comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire.''
*''Starsene appoggiati sul divano ore ed ore | sapendo che la noia è un'impressione, | starsene aggrappati come un petalo sul fiore | può essere un perfetto paragone | con l'amore.''
===[[Paolo Crepet]]===
*È l'amore che agisce come una malattia, ma funziona al contrario: fa bene quando infetta, fa morire quando guarisce.
*L'amore, proprio come la passione, è attesa, fiducia illimitata, follia meravigliosa, fuoco vivo e dirompente.
*[[Sesso]] e sessualità sono stati strumenti attraverso i quali l'uomo ha cercato la felicità. Dacché la morale comune ci ha permesso di esercitare il sesso senza l'amore, si è diffusa la convinzione che esso rappresenti un pezzo di Eden alla portata di tutti. In realtà, l'affannosa ricerca del piacere a tutti i costi ha tolto qualcosa alla conoscenza della nostra identità, proprio attraverso la banalizzazione dell'erotismo, ormai ridotto a libero esercizio genitale. È andata così consumandosi un'idea complessa dell'eros umano, che non solo non deve essere appiattita sulla necessità della riproduzione, ma nemmeno semplificata e ridotta a puro incontro di cellule, a banale questione ormonale. Anche perché la felicità genitale è tra le più effimere e conduce a una precoce malinconia.
===[[Fabrizio De André]]===
*E poi a un tratto l'amore scoppiò dappertutto.
*''Guardate il sorriso, guardate il colore | come giocan sul viso di chi cerca l'amore! | Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore | dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?''
*''L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, | la voglia di dare, l'istinto di avere, | e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, | e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.''
*''Ma c'è amore un po' per tutti | e tutti quanti hanno un amore | sulla cattiva strada.''
===[[Francesco De Gregori]]===
*''E guarda l'amore che non ha commenti da fare, | l'amore comunque che non ha paura del mare da attraversare.''
*''E il vero amore può | nascondersi, | confondersi, | ma non può perdersi mai.''
*''Ho imparato che l'amore insegna, ma non si fa imparare.''
*''L'amore è mascalzone, | viaggia contromano, | parcheggia sempre dove vuole, | fa vedere la lingua, | parla con la bocca piena, | si presenta così, senza un invito | proprio in mezzo alla cena.''
*''Vallo a spiegare... L'amore | non si spiega, | muove le mani in fretta, | rovescia il sale e non fa una piega.''
===[[Charles Dickens]]===
*Il mistero e la delusione non sono assolutamente indispensabili allo sviluppo dell'amore, ma ne sono, spessissimo, potenti ausiliari. «Lontan dagli occhi, lontan dal cuore», calza abbastanza bene come proverbio applicabile ai casi dell'amicizia, benché l'assenza non sia sempre necessaria per la freddezza del cuore, anche fra amici; e la sincerità e l'onestà, come pietre preziose, siano forse più facilmente imitate a distanza e scambiate per vere. Ma l'amore è efficacemente aiutato da una immaginazione calda e attiva con memoria tenace, e prospera per un bel pezzo mercé un leggerissimo e scarsissimo alimento. Accade così sovente che esso raggiunga il suo più lussureggiante sviluppo nella separazione e in circostanza della maggior difficoltà.
*L'amore, benché si dica che sia cieco, sa far buona guardia.
*L'amore è in ogni cosa un maestro ammirevole.
*Se l'egoismo è un ingrediente necessario nella composizione di quella passione che si chiama amore, merita questo tutte le belle frasi con cui i poeti lo esaltano nell'esercizio della loro professione? Vi sono, certo, casi autentici di uomini e di donne, che in magnanime circostanze, hanno ceduto rispettivamente la loro donna o il loro uomo a rivali di gran merito; ma è assolutamente accertato che la maggioranza di tali uomini e di tali donne non hanno fatto di necessità virtù, e non hanno nobilmente rassegnato ciò che non potevano ottenere, presso a poco come un soldato semplice potrebbe proporsi di non accettare l'ordine della giarrettiera, e un povero pio e dotto pastore, senz'altra famiglia che quella di una grossa figliuolanza, potrebbe proporsi di rinunciare a un vescovato?
*– Ti dirò, – riprese, nello stesso bisbiglio rapido e appassionato, – che cos'è vero amore. È cieca ammirazione, autoumiliazione illimitata, sottomissione totale, fede e credenza contro se stessi e contro il mondo, offerta di tutto il cuore e tutta l'anima a chi ce li trafigge...
===[[Emily Dickinson]]===
*''Che l'amore sia tutto quel che c'è, | è tutto ciò che sappiamo dell'amore.''
*''Ho sempre amato | e te ne do la prova: | prima di amare, | io non ho mai vissuto pienamente.''
*''Incapaci sono gli Amati di morire | perché l'Amore è Immortalità, | anzi, è Deità – || incapaci coloro che amano – di morire | perché l'Amore trasforma la Vitalità | in Divinità.''
*''L'Amore – è anteriore alla Vita – posteriore – alla Morte – | Radice della Creazione, ed | esponente della Terra.''
*''L'Amore finisce quando l'Amore comincia, | dicono i Saggi – | ma i Saggi l'hanno conosciuto?''
*''Un qualcosa di volatile – di indiscreto – | sempre fuori luogo è l'Amore – | la gioiosa piccola Divinità | che non siamo costretti a servire.''
===[[Fëdor Dostoevskij]]===
*Amare le persone così come sono è impossibile. E tuttavia si deve. E per questo fa loro del bene.
*Chi ama non fa distinzioni. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*Con l'amore tutto si riscatta, si salva tutto. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*È appunto chi ti sta vicino che, secondo me, è impossibile amare; chi è lontano forse sì. [...] Per amare un uomo occorre che questi si celi alla nostra vista: non appena mostra il suo viso l'amore svanisce. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*L'amore astratto brama gesta immediate, edificanti perché tutti lo notino. Si giunge effettivamente anche al punto di sacrificare la vita purché non vada troppo per le lunghe e si concluda al più presto, come sulla scena, così che tutti vedano e plaudano. L'amore attivo è fatica e perseveranza. (''[[I fratelli Karamazov]]'')
*La [[consapevolezza]] e l'amore, forse, sono la stessa cosa, perché non conoscerete niente senza l'amore, mentre con l'amore conoscerete molto.
*Un angelo non può odiare e non può neppure fare a meno di amare. Ma si può forse amare tutti, tutti gli uomini, tutti i propri simili? Mi sono posta più volte questa domanda. Naturalmente è impossibile, e sarebbe addirittura innaturale. Chi ama l'umanità di un amore astratto quasi sempre ama soltanto se stesso. (''[[L'idiota]]'')
===[[Alexandre Dumas padre]]===
*Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede.
*«E al suo ritorno lo farete passare da me; gli darò uno scudo contro l'amore.»<br/>«Ohimè, oggi l'amore è come la guerra, e lo scudo è divenuto inutile.» (''[[Vent'anni dopo]]'')
*L'amore è la più egoistica di tutte le passioni.
*L'amore è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione.
===''[[Emmanuelle]]''===
*– Il vero amore fin dove può arrivare?<br/>– Sarebbe un povero amore quello che si lasciasse misurare.
*L'amore, il vero amore, è sempre contro natura. L'amore, quello vero, è l'erezione, non l'orgasmo.
*Mi ha sempre detto che l'amore è la ricerca del piacere sempre più lontano, con un uomo, con una donna che si sceglie. È strano, adesso sento che c'è dell'altro. Per esempio, quando ho visto quella cascata, ho pensato: "Com'è bella". Ebbene, l'ho pensato per te. Te l'ho detto, una cascata è bella a condizione che si possa dirlo a chi si ama.
===''[[Emmanuelle 4]]''===
*Si dice che i grandi amori siano impossibili, io invece penso che sopravvivano a tutti gli eventi mediocri della vita.
*Si può vivere preda di un amore troppo violento? No, non si può. Meglio cambiare pelle, meglio diventare un'altra donna. Non esiste soltanto un uomo al mondo, ce ne sono altri, molto diversi da colui che ami, ma l'amore te li fa ignorare.
*Sì, tu vorresti fuggire all'amore, Sylvia, vorresti nasconderti affinché io non possa ritrovarti. Ma l'amore è come un'aquila che stringe i suoi artigli intorno al cuore. Quello che riesce ad afferrare, non lo lascia mai più.
===[[Fabi Silvestri Gazzé]]===
*''L'amore non esiste, è l'effetto prorompente | di dottrine moraliste sulle voglie della gente, | è il più comodo rimedio alla paura | di non essere capaci a rimanere soli.''
*''L'amore non esiste, è un ingorgo della mente | di domande mal riposte e di risposte non convinte.''
*''L'amore non ha casa, non ha un'orbita terrestre, | non risponde ai più banali meccanismi tra le forze, | è un assetto societario in conflitto d'interesse.''
*''L'amore se poi esiste, è quest'idea di attaccamento | che ha l'uomo del mio tempo per le tante storie viste.''
===[[Ennio Flaiano]]===
*L'amore è una cosa troppo importante per lasciarla fare agli amanti.
*Chi mi ama mi preceda.
*In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie.
*In amore gli scritti volano e le parole restano.
===[[Jonathan Safran Foer]]===
*''Più ami qualcuno'', pensava, ''e più dirglielo è difficile.'' Lo stupiva che persone sconosciute non si fermassero a vicenda in strada per dire ''Ti amo''.
*''Questo è amore'', pensava lei, ''sì o no? Quando noti l'assenza di qualcuno, e detesti quell'assenza più di ogni altra cosa. Ancora più di quanto ami la sua presenza.''
*Si scambiavano a vicenda la grande bugia salvatrice – che il nostro amore per le cose sia più grande del nostro amore per il nostro amore per le cose – recitando di buon grado le parti che scrivevano per sé, creando di buon grado le finzioni necessarie alla vita, e credendoci.
===[[Teofilo Folengo]]===
*''Chi fia di tanto mal cagion? Amore, | amor che sempre fu la peste lorda | de' miseri mortali. Ah, in quant'errore | ci spinge questa fiamma tant'ingorda! | Odo già l'alte strida, il gran rumore | d'arme, ch'aggira in foco e 'l ciel assorda; | ché dove fischia Amor, così fier angue, | subito appare ferro, foco e sangue.''
*''Ed io dico, ch'Amor è un bardassola | più che sua madre non fu mai puttana; | chi 'l chiama «dio» si mente per la gola, | ché in Dio non cape furia e mente insana: | Amor è un barbagianni che non vola, | benché abbia l'ali ed usi in ogni tana; | guardatevi da lui, ché 'l ladro antico | lascia la porta ed entra nel postico.''
*''Pàrtiti dunque, ché non è curabile | lo mal che 'n le medolle i' sento pungere; | ogni altra peste creggio esser sanabile | a mille vie di cibo, taglio ed ungere; | amor sol è quel tòsco inevitabile | cui morbo alcun egual non si può giungere: | né vi si trova al mondo un sol rimedio, | for che morir d'affanno e lungo tedio!''
*''Quando 'l Foco d'Amor, che m'arde ognora, | penso e ripenso, fra me stesso i' dico: | — Angiol di Dio non è, ma lo nemico | che la Giustizia spinse del ciel fora.''
===[[Carlo Maria Franzero]]===
*L'amore cerebrale è qualche volta una spiritualità, e qualche volta una degenerazione. Ma solamente gli uomini volgari si estinguono dopo avere ottenuto il sacrificio che per essi è dono tanto grande che non giungono a misurarlo.
*Nella vita è più bello donare che ricevere, perché la riconoscenza è il più noioso dei sentimenti, in amore è l'opposto: avere e non essere avuti. Perché solo colui che abbia amato un numero infinito di volte può dire di avere amato un amore completo.
*Non esiste vizio in amore. La teoria [[Platone|platonica]], aristocratica ed individualistica, insegna che l'amore non ha altro scopo che se stesso.
===[[Mahatma Gandhi]]===
*Come si può cercare la [[verità]] o accarezzare l'Amore senza essere intrepidi?
*Così come lo scienziato ottiene miracoli dalle varie applicazioni delle leggi della natura, l’uomo che applica le leggi dell’amore con precisione scientifica può operare prodigi ancor più grandi. La [[nonviolenza|non violenza]] è infinitamente più mirabile e sottile rispetto a forze della natura quali, ad esempio, l’[[elettricità]]. La legge dell’amore è una scienza assai più grande rispetto a qualsiasi scienza moderna.
*L'amore chiama amore da tutti.
*La forza dell'amore è la stessa forza dell'anima o della verità.
===''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]''===
*È questo l'amore che rende felici: quello che si dona agli altri, senza chiedere nulla per sé.
*L'amore non va mai perduto, Cloe, torna sempre indietro.
*La vita è un attimo. Onori, trionfi, ricchezze e scienza cadono, ogni incanto della vita passa: resta solo l'eterno amore, la causa di ogni opera buona. Amore che sopravvive a noi, perché l'amore è Dio.
===[[Massimo Gramellini]]===
*L'amore è un film muto: togli il volume e concentrati sui gesti.
*L'amore è una meta che si raggiunge in due, a condizione di aver trovato la strada da soli.
*Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.
===[[Gabriel García Márquez]]===
*C'era una stella sola e limpida nel cielo color di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.
*E presi coscienza che la forza invincibile che ha spinto il mondo non sono gli amori felici bensì quelli contrastati.
*Gli disse che l'amore era un sentimento contro natura, che dannava due sconosciuti a una dipendenza meschina e insalubre, tanto più effimera – quanto più intensa.
*I sintomi dell'amore sono gli stessi del [[colera]].
*Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l'amore poteva tutto. – È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci. –
*Se c'è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l'amore in casa e non hai saputo riconoscerlo.
===[[Gesù]]===
*Ama il [[prossimo]] tuo come te stesso. (''[[Vangelo secondo Matteo]]'')
*Avete inteso che fu detto: ''Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico''; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (''[[Discorso della Montagna]]'')
*Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. (''[[Vangelo secondo Luca]]'')
===[[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]===
*L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.
*L'amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità.
*Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di amare veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale.
===[[Carlo Goldoni]]===
*''Amore è fatto come un uccelletto, | Che va di ramo in ramo saltellando: | Venuto è con un volo nel mio petto, | E il povero mio cor mi va beccando. | Lo voglio accarezzare il poveretto, | Finché per divertirmi va cantando; | E quando avrà finito di cantare, | A un altro ramo il lascierò volare.''
*''Io non conosco amore, | E pur lo provo al cor. | Ditemi voi, pastore, | Che cosa sia l'amor.''
*Se conoscete che la persona che amate meriti l'amor vostro, disponete l'animo a sofferir qualche cosa.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*L'amore è essenzialmente adesione dello spirito a un corpo nudo.
*L'amore non è mistero, ma luogo in cui il mistero si dissolve.
*Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell'amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.
*Non c'è retorica che prolunghi l'amore tra le anime oltre l'istante in cui la carne si placa.
===[[Ivan Aleksandrovič Gončarov]]===
*L'amore fa incredibili progressi, è la cancrena dell'anima.
*L'amore, sebbene sia detto un sentimento capriccioso, di cui non ci si rende conto e che nasce come una malattia, ha tuttavia le sue leggi e le sue cause.
*Nell'amore partecipano in egual misura l'anima e il corpo; in caso contrario, l'amore non può chiamarsi completo: noi non siamo né puri spiriti né bruti.
===[[Maksim Gor'kij]]===
*Di tutte le beffe che la sorte serba all'uomo, non ce n'è una più tremenda d'un amore non corrisposto.
*L'amore è la conquista di colui che ama di meno, su quello che ama di più...
*L'amore è una malattia dell'immaginazione.
*L'amore per una donna somiglia alla melanconica opera di Dio; anche Lui ha cercato, senza riuscirvi, di creare col vuoto e dal nulla uno splendido universo...
===[[Fabrice Hadjadj]]===
*Il primato dell'amore è un'invenzione cristiana, ma il diavolo distorce la cosa così: purché sia amore, tutto è legittimo.
*L'amore, muovendo dalla conoscenza di una parte emersa, si estende alla cosa tutta intera, fino a quanto in essa vi è di oscuro.
*L'amore più grande non si trova nell'amore "impossibile", ma nell'amore possibile, naturale, per esempio nell'amore coniugale.
*Nel nome dell'amore, si perde di vista l'oggettività dell'amore.
*Quando amo io debbo chiedermi: "Qual è il bene per l'altro?". Ciò che conta di più è questa oggettività.
===[[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Friedrich Hegel]]===
*L'amato non ci è opposto, è uno con la nostra essenza: in lui vediamo solo noi stessi, e tuttavia non è noi: miracolo che non siamo in grado di capire.
*L'amore può aver luogo solo nel porsi dinanzi ad un nostro eguale, dinanzi allo specchio e all'eco della nostra essenza.
*Negli amanti non vi è materia, essi sono un tutto vivente.
===[[Hermann Hesse]]===
*Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita.
*Il principio di ogni arte è l'amore; valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d'amore dell'artista.
*L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
*L'amore non vuole avere, vuole soltanto amare.
*Non c'è felicità nell'essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità.
*Vale per l'amore ciò che vale per l'arte: chi sa amare soltanto l'immenso è più povero e meschino di chi sa entusiasmarsi per il minimo.
===[[Victor Hugo]]===
*Amare è la metà di credere.
*L'amore è come un albero: spunta da sé, getta profondamente le radici in tutto il nostro essere, e continua a verdeggiare anche sopra un cuore in rovina.
*L'amore non ha mezzi termini; o perde, o salva. Tutto il destino umano è questo dilemma. Questo dilemma, perdita o salvezza, non c'è fatalità che lo ponga più inesorabile dell'amore. L'amore è vita, quando non è la morte. Culla e anche sepolcro. Lo stesso sentimento dice sì e no al cuore umano.
*– Oh! L'amore! – lei disse, e la sua voce tremava, e il suo occhio brillava. – è essere due e non essere che una persona sola.
===[[Alphonse Karr]]===
*C'è sempre nell'amore molta illusione e molta curiosità.
*L'amore è come quegli alberi all'ombra dei quali muore ogni vegetazione. L'uomo che ama una donna, non soltanto non ama altra cosa, ma neppure ne odia alcuna. Invano egli cerca nelle pieghe del proprio cuore tutte le preferenze, tutte le simpatie, tutte le ripugnanze: tutto ciò è morto, morto d'indifferenza, morto di freddo.
*L'amore è l'origine, la causa e lo scopo di tutto quanto è grande, nobile e bello. Il volgo crede, secondo la mitologia, che la bellezza sia la madre dell'amore, invece è l'amore che crea la bellezza, è l'amore che dà espressione allo sguardo, grazia al corpo, fascino allo spirito, vibrazione alla voce; l'amore è il sole che fa sbocciare i fiori dell'anima; l'amore produce le nobili ambizioni, l'amore produce il genio.
*L'amore è la più terribile, ma anche la più onesta delle passioni; è la sola che non possa occuparsi della propria felicità senza comprendervi la felicità di un altro.
*L'amore è una caccia in cui il cacciatore deve farsi inseguire dalla selvaggina.
*L'amore nasce di nulla e muore di tutto.
*L'amore non accorda, e meno ancora deve farsi capire; esso dà, ed è felice di quel che dona.
===''[[Ken il guerriero]]'' (manga)===
*A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! (Souther, [[Ken il guerriero#Volume 7|Volume 7]])
*C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. (Toki, [[Ken il guerriero#Volume 5|Volume 5]])
*– Che cos'è l'amore? Non avevo mai sentito questa parola.<br>– Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>– Sì.<br>– Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. ([[Ken il guerriero#Volume 13|Volume 13]])
*Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], [[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
*– L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>– Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. (Souther e [[Kenshiro]], [[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*L'amore non potrà mai essere annientato! ([[Kenshiro]], [[Ken il guerriero#Volume 8|Volume 8]])
*Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], [[Ken il guerriero#Volume 10|Volume 10]])
===''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (anime)===
*– Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>– Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza.
*È l'amore [...] che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso.
*L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]])
*L'amore non ha mai ucciso nessuno. ([[Kenshiro]])
*La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore!
*Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire.
*Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]])
===''[[Ken il guerriero 2]]''===
*È l'amore che porta alla rovina le persone.
*L'amore e la bontà limitano le tue capacità e condizionano il tuo modo di agire. L'amore e la bontà ti costringono anche a rispettare delle leggi stupide.
*L'amore è solo polvere che scorre tra le dita.
*– L'amore ormai si è già estinto dappertutto.<br>– No, sei in errore, Kaio. Non è morto, né morirà mai!
*– Ma che cosa vuol dire "amore"? Non ne ho mai sentito parlare.<br>– Se un vostro amico o una persona a cui volete bene muore, vi sentite tristi, vero? Nessuno può cambiare i vostri sentimenti perché questi sono da sempre dentro di voi e nessuno può portarveli via. Non può riuscirci perché è stata la natura a farvene dono. E anche se ciò che abbiamo intorno non è altro che violenza e odio, dobbiamo chiudere gli occhi e cercare l'amore che è dentro di noi. Solo così potremmo raggiungere la felicità.
*Non hai idea di quanta forza possa dare l'amore. ([[Kenshiro]])
*Non può esserci felicità in una persona che non crede all'amore.
*Una persona che insegna il significato dell'amore non dovrebbe parlare di morte. ([[Kenshiro]])
===[[François de La Rochefoucauld]]===
*Accade dell'amor vero come delle apparizioni degli spiriti: tutti ne parlano ma pochi li hanno veduti.
*In amore non amare troppo è un mezzo sicuro per essere amati.
*L'amore, se lo si giudica dalla maggior parte dei suoi effetti, assomiglia più all'odio che all'amicizia.
*Tutte le passioni ci fanno commettere degli errori, ma l'amore ci fa fare i più ridicoli.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*L'amore aiuta a vivere? La generazione successiva.
*Un amore può finire in modo tragico-positivo o tragico-negativo.
*Tra un amore e l'altro, ci vuole una quarantena con un terzo.
===[[Giacomo Leopardi]]===
*Chi più si ama meno può amare.
*I migliori momenti dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale.
*Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore.
*''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'amor vero e possente è il primo effetto.''
*''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'amore sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!''
===[[Thomas Malory]]===
*Così è l'amore ai nostri tempi: arde lesto e altrettanto in fretta si raffredda! E questa non si può chiamare costanza. Ai tempi di [[Re Artù|Artù]] l'amore soleva essere diverso: uomini e donna si amavano anche per sette interi anni senza che tra loro si insinuasse la lussuria. Quello era amore vero, e fedele!
*L'amore deve essere libero, non imposto, perché un amore forzato finisce con il dissolversi.
*Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.
*Non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione.
===[[Sándor Márai]]===
*Amare significa semplicemente conoscere appieno la gioia e poi morire.
*Gli amori infelici non finiscono mai.
*L'amore dispone di due palcoscenici su cui si recita il grande duetto, e sono entrambi infiniti: il letto e il mondo.
*Non si può amare con un secondo fine. Non si può amare in modo così spasmodico e delirante.
*Sentirsi spinti a conoscere qualcuno fino a penetrare tutti i suoi segreti, con tutte le conseguenze che ne deriveranno: ecco quello che si è soliti chiamare, con un termine fiacco e generico, amore.
===[[Jean-Luc Marion]]===
*L'amore è molto più che una passione o un affetto. In un certo senso, è molto più di una conoscenza. È ciò che rende possibile la stessa conoscenza.
*L'amore fra esseri umani è trascendente perché trascende l'individualità di chi ama in direzione di chi è amato.
*L'amore ha una propria razionalità, unica ed universale. Una razionalità che non esige la ricerca della reciprocità.
*L'amore non si dona se non abbandonandosi, trasgredendo continuamente i limiti del proprio dono, sino a trapiantarsi fuori di sé.
===[[Thomas Merton]]===
*L'amore è il cuore e il vero centro del dinamismo creatore che chiamiamo vita. L'amore è la vita stessa nel suo stato di maturità e perfezione.
*L'amore incontra se stesso solo nell'atto d'amare. L'amore che si fa senza conoscenza, malgrado se stesso e contro la sua natura, non raggiunge la piena coscienza di sé stesso.
*L'amore non alberga solo nella mente o nel cuore, è qualcosa più del pensiero e del desiderio. L'amore è azione, e solamente nell'atto d'amore raggiungiamo l'intuizione contemplativa sella saggezza amorosa.
*Tutto ciò che esiste, esiste per l'amore, e se l'amore non si rivela in tutte le cose, è soltanto perché noi non vogliamo vedercelo. L'amore, è l'''unica'' possibilità.
===[[Klemens von Metternich]]===
*Di tutte le realtà, la più forte per me è l'amore. Sono certo che quelli che credono esservi bisogno della illusione in amore, non sono abbastanza forti per conoscere l'amore...
*Io amo, oppure non amo. Amo, quando una persona mi colpisce in tutti i sensi, quando quella persona siete voi.
*Quando una persona ama non vi sono due vie, perché uno non ha due cuori.
*Vi amo come la vita stessa. Soddisfo un impulso, amandovi e dicendovelo.
===[[Mina (cantante)|Mina]]===
*Conosco la spietatezza di quelli che, con tutte le forze, non vogliono comprendere l'amore dissimile dal loro. E non sanno che ogni amore è, a parte qualche apparente analogia, completamente, sorprendentemente disuguale.
*''L'amore è bestia, l'amore è poeta.''
*''Non dirmi chi sei ma quanto amore hai.''
*''Perché l'amore | se è vero amore | ingrandisce tutta quanta la realtà...''
===[[Vincenzo Monti]]===
*''Amiam, che i dì son brevi; | Un [[giorno]] senza amor, | È giorno di dolor, | Giorno perduto''.
*''Amor vince ogni cosa, e i cuori amanti | Spoglia d'ogni più indocile austerezza, | Sian Cannibali, o Traci, o Garamanti. | Egli per tutto si ravvolge, e sprezza | Ogni riparo, e variando toglie | Alle cose create la rozzezza''.
*''Amor diè norma ai cieli, Amor governa | Il non mutabil corso, e la secreta | Dei lucid'astri consonanza eterna''.
*''Per due fedeli amanti | Tutto, tutto è [[Gioia|gioir]]''.
*''Più sei bella, più devi | Ad Amor voti e fè''.
===[[Elsa Morante]]===
*Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te.
*Chi fugge per amore non può trovar quiete nella solitudine.
*Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
===[[Robert Musil]]===
*Anche l'amore era fra quelle esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l'uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz'aria sopra un abisso senza fondo.
*E lo stesso si poteva dire della fedeltà che, limitata a una donna, ha un certo sapore di cavalleria, di mansuetudine, di abnegazione e di delicatezza, tutte virtù che si suole immaginare associate alla donna ma che perdono perciò la loro migliore ricchezza, così che è difficile dire se anche l'amore scorre verso di lei come l'acqua verso il luogo più profondo e non sempre inobiettabile, o se l'amore femminile è il luogo vulcanico il cui calore dà vita a tutto ciò che fiorisce sulla superficie della terra.
*In amore come in affari, nella scienza come nel salto in lunghezza è necessario credere prima di guadagnare e di vincere, e come non dovrebbe esser lo stesso anche per la vita in genere?
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Ciascuno di noi vive nel suo mondo, ha una sensibilità particolare. Amare qualcuno significa superare il confine personale, andare verso l'altro, incontrarlo a mezza strada.
*L'amore può fiorire ad un'unica condizione: che siano entrambe le parti a desiderarlo.
*Mia cara Grandis, se speriamo che l'amore venga da noi senza che dobbiamo muovere un dito, possiamo aspettare sino alla fine dei tempi. In realtà è esattamente come ha detto lei, ricorda? Siamo noi a fare la nostra fortuna e nessun altro.
===[[Pablo Neruda]]===
*''Ahi il nostro amore è una corda dura | che ci lega ferendoci | e se vogliamo | uscire dalla nostra ferita, | separarci, | ci stringe un nuovo nodo e ci condanna | a dissanguarci e a bruciarci insieme.''
*''Amo l'amore che si suddivide | in baci, letto e pane. || Amore che può essere eterno | e può esser fugace. || Amore che vuol liberarsi | per tornare ad amare.''
*''L'amore, mentre la vita ci incalza, | è semplicemente un'onda alta sopra le onde.''
*''Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.''
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*È vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C'è sempre un grano di pazzia nell'amore. D'altra parte c'è sempre anche un po' di ragione nella follia.
*L'amore per uno solo è una barbarie, perché si esercita a spese di tutti gli altri. Anche l'amore per Dio.
*Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male.
===[[Novalis]]===
*L'amore è il fine ultimo della storia universale, l'amen dell'universo.
*L'amore ha sempre svolto romanzi, ossia l'arte di amare è sempre stata romantica.
*Non dovrebbe esistere un unico bisogno assoluto che renda possibile la diretta esclusione degli altri: l'amore, la vita in comune con le persone amate?
*Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso.
*Si è soli con tutto ciò che si ama.
===[[Publio Ovidio Nasone]]===
*L'amore è una cosa piena di ansioso timore.
*L'amore non dura se togli ogni lotta.
*Sii amabile, se vuoi essere amato.
*Spogliati dell'orgoglio, tu che desideri godere di un amore durabile!
*Ti odierò, se potrò; altrimenti ti amerò mio malgrado.
===[[Paolo di Tarso]]===
*L'amore è incompatibile con l'[[ipocrisia]]. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.<br />L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.<br />L'amore non verrà mai meno. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
===[[Cesare Pavese]]===
*Amore è desiderio di conoscenza.
*C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
*L'amore è la più a buon prezzo delle religioni.
===[[Pif]]===
*Se ci pensiamo bene ci accorgiamo che è impossibile dare una definizione univoca di “amore”, perché siamo noi i primi a cambiare in continuazione, a evolverci. Esistono persone giuste incontrate al momento giusto e persone giuste incontrate al momento sbagliato. Quando iniziamo a ragionare troppo su un partner vuol dire che non siamo più innamorati.
*Alla fine la vera difficoltà non è trovare l'amore, ma farlo durare. Ecco più che le app per incontri ci vorrebbero le app per non far esplodere le coppie.
*Per me l'amore è un equilibrio difficilissimo, si crea solo se le parti della coppia imparano a cedere un po'.
===[[Marcel Proust]]===
*C'è nell'amore una sofferenza permanente, che la gioia neutralizza, rende virtuale, rinvia, ma che può in ogni momento diventare quel che sarebbe da molto tempo se non si fosse ottenuto ciò che si sperava: atroce.
*È il terribile inganno dell'amore, che esso cominci col farci giocare con una donna non del mondo esterno, ma con una bambola che vive nel nostro cervello, la sola d'altronde che abbiamo sempre a nostra disposizione, la sola che possederemo, che l'arbitrio del ricordo, assoluto quasi quanto quello dell'immaginazione, può aver fatto tanto diversa dalla donna reale come dalla Balbec reale era stata per me la Balbec sognata; creazione fittizia cui a poco a poco, per la nostra sofferenza, costringeremo la donna reale ad assomigliare.
*E l'orrore degli amori che solo l'inquietudine ha generato viene dal fatto che giriamo e rigiriamo senza posa nella nostra gabbia discorsi insignificanti; senza contare che raramente gli esseri per i quali li proviamo ci piacciono fisicamente in maniera completa, poiché a sceglierli non è il nostro gusto, ma il caso di un minuto d'angoscia, minuto indefinitamente prolungato dalla nostra debolezza di carattere, che ogni sera rifà esperienza e si abbassa a cercare dei calmanti.
*Fra tutte le cose che l'amore esige per nascere, quella a cui tiene di più, e che gli fa trascurare tutto il resto, è la nostra convinzione che una persona partecipi a una vita sconosciuta in cui il suo amore ci farà penetrare.
*Fra tutti i modi di produzione dell'amore, fra tutti gli agenti disseminatori del male sacro, certamente uno dei più efficaci è questo gran soffio di agitazione che a volte passa su di noi. Allora l'essere col quale in quel momento ci piace stare, il dado è tratto, sarà lui che ameremo. Non c'è neanche bisogno che finora ci sia piaciuto più di altri, e neppure altrettanto; bisogna solo che il nostro gusto per lui sia diventato esclusivo. E la condizione si è verificata quando – nel momento in cui è mancato — alla ricerca dei piaceri che ci dava il suo fascino si è sostituito improvvisamente in noi un bisogno ansioso, che ha per oggetto quel medesimo essere, un bisogno assurdo, che le leggi di questo mondo rendono impossibile da soddisfare e difficile da guarire, il bisogno insensato e doloroso di possederlo.
*In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un'abitudine.
*L'amore non è una passione disinteressata.
*Le due massime cause d'errore nei nostri rapporti con un'altra persona sono di aver buon cuore, oppure, quell'altra persona, amarla.
*Qualsiasi essere amato – anzi, in una certa misura qualsiasi essere – è per noi simile a Giano: se ci abbandona, ci presenta la faccia che ci attira; se lo sappiamo a nostra perpetua disposizione, la faccia che ci annoia.
*Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d'inaccessibile, quel che non si possiede.
===[[Raymond Radiguet]]===
*Chi ama irrita sempre chi non ama.
*Crediamo di essere i primi a provare certi turbamenti, non sapendo che l'amore è come la poesia, e che tutti gli amanti, anche i più mediocri, pensano d'innovare.
*Quando un amore è la nostra vita, che differenza c'è tra vivere insieme e morire insieme?
===''[[I racconti di Canterbury]]''===
*A mio giudizio amore è più gran legge che alcun uomo terreno possa dettare. Onde il diritto positivo e simili decreti sono tutto giorno violati da amore in qual che si voglia stato. L'uomo è costretto ad amare a dispetto della ragione, né può sfuggirvi anco ne andasse la vita, sia ella fanciulla, vedova oppure moglie.
*Amore non vuole essere forzato da soggezione: quando questa sopravviene, il Dio ha subito pronte le sue ali, e arrivederci se ne va!
*Che signore grande e potente è Amore! Tutto vince la sua potenza, e potrebbe, davvero, essere chiamato un Dio pei suoi miracoli. Il cuore degli uomini è in mano sua.
*Così fattamente m'ha trafitto del suo dardo infiammato amore nel cuore leale e doglioso, che ne venne segnata la mia morte prima della mia camicia.
*Io stesso ci sono cascato, a suo tempo, ed ho servito {{NDR|l'amore}} come gli altri. E perché, appunto, so per prova le pene dell'amore, e, preso più d'una volta nei suoi lacci, conosco quale strazio sia per quel disgraziato che ci casca
*Molto giustamente si dice che amore e signoria non ammetton consorti.
*Pazzo che non sei altro: pensa che l'amore è libero; ed io amerò la tua donna a dispetto di tutta la tua forza.
===[[Osho Rajneesh]]===
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo.
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre.
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare.
===[[Nino Salvaneschi]]===
*L'amore è un capriccioso soffio che Eros invia tra gli uomini per ingarbugliar le matasse dei loro destini.
*Per l'uomo l'amore può essere un episodio. Per la [[donna]] spesso è tutto il suo destino.
*Se il [[piacere]] ti invita per un giro di danza, puoi anche star seduto. Ma se l'amore ti fa cenno, guarda se lo riconosci.
===[[William Shakespeare]]===
*Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. (''[[Romeo e Giulietta]]'')
*È noto infatti che tutto quel che si frappone al godimento dell'amor è soltanto qualcosa che serve ad accrescerne la forza divampante.
*L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato.
*Ma l'amore che sa farsi sentire troppo tardi, simile a un pietoso perdono che giunge quando non s'è più in tempo, si rivolge tutto pieno d'amaritudine proprio contro la grandezza di colui che l'invia, e grida alto: «Buono era quel che ora non è più».
*''Non è amore | l'amor che muta se in mutare imbatte | o, rimuovendosi altri, si rimuove, | oh no: è faro che per sempre è fisso | e guarda alle bufere e non dà crollo.''
*– Pur credo che fra tutti sia quei che più vi ama.<br />– Il suo scarso parlare dimostra scarso amore.<br />– Nel fuoco più compresso cova più intenso ardore.<br />– Non ama chi d'amore al proprio ben non parla.<br />– Oh! ama assai di meno chi con tutti ne ciarla.
*Sarebbe come s'io amassi una certa stella di particolare splendore. Debbo contentarmi del conforto che posso trovare nel suo pur luminoso riverbero e nella sua luce collaterale, e non pensare mai d'attingere quello della sua sfera?
*Tante sono le forme che l'amore crea, che l'amore stesso è fantasia.
===[[Fulton John Sheen]]===
*Ciascuno è ciò che ama. L'amore si tramuta a somiglianza di ciò che ama. Se ama il paradiso, diventa celestiale; se ama il carnale fino a divinizzarlo, diventa corruttibile.
*Nell'amore, la povertà s'integra nella ricchezza; il bisogno nel compimento; il desiderio nella gioia; la caccia nella cattura.
*Tre elementi occorrono a produrre l'amore nei cuori:<br/>L'Amante, l'Amato e l'Amore.
*Tre sono i mezzi per comunicare l'amore: parola, vista e tatto. Il più importante è la parola. Non saprai mai infatti quanto una persona ti ama se non te lo dice.
===[[Adrienne von Speyr]]===
*Chi non ama, si sbarra da sé l'ingresso alla [[conoscenza]].
*Il primo passo per imparare ad amare gli altri è il tentativo di [[comprensione|capirli]].
*L'amore è sempre possibile, e sempre penetrante.
*L'audacia più estrema: voler amare qualcuno – per non dire il proprio prossimo! – come Dio lo ama.
*Per chi vuole amare è meglio non sapere nulla che sapere troppo.
*Se due amanti dialogano, colui che parla ha sempre la sensazione di dire troppo poco. La parola gli si nega. Ma chi lo sente è sotto l'impressione che la parola non solo dica tutto, ma apra delle prospettive, completamente nuove, a un felice di più.
===[[Baruch Spinoza]]===
*L'Amore è Gioia, concomitante con l'idea di una causa esterna. (''[[Ethica]]'')
*L'amore è il mezzo attraverso il quale l'uomo può elevarsi al sommo bene.
*L'amore può e deve fare da tramite ai fini della perfezione. Che resta sempre Dio.
===[[Susanna Tamaro]]===
*L'amore è [[attenzione]].
*L'amore è darsi in pasto all'altro senza possibilità di difendersi.
*L'amore vince tutto, avevo spesso sentito ripetere. L'amore è più forte della morte. E invece non è vero, perché l'amore, anche se esiste, è fragile. È così fragile da essere pressoché invisibile. Ed essere invisibile e non esistere è quasi la stessa cosa.
===[[Teresa di Lisieux]]===
*Affinché l'amore sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi, che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente.
*L'amore racchiude tutte le vocazioni, che l'amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno.
*L'amore si paga solo con l'amore e le piaghe dell'amore si guariscono solo con l'amore.
===[[Lev Tolstoj]]===
*Amare, in generale, significa voler fare del bene. Così noi intendiamo l'amore, e non possiamo intenderlo altrimenti. (''[[Della vita]]'')
*Il vero amore, quello che si manifesta, non per via di parole, ma di atti, dà solo la vera sagacia e la saggezza vera.<br />L'amore non può essere sciocco.
*L'amore impedisce la morte. L'amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. È solo questo che tiene insieme tutto quanto. L'amore è Dio, e il morire significa che io, una particella dell'amore, ritorno alla sorgente eterna e universale. (''[[Guerra e pace]]'')
*L'amore produce il bene, perché l'uomo, amando, si unisce a Dio e quindi non desidera più nulla per sé, ma desidera dare agli altri ciò che ha, persino la sua vita e in questo dono di sé stesso trova la felicità.
*L'uomo ama, non perché ha interesse di amare questo o quello, ma perché l'amore è l'essenza dell'anima sua, perché egli non può non amare. (''[[Il regno di Dio è in voi]]'')
===[[Publio Virgilio Marone]]===
*''Iniquo amore, | che non puoi tu ne' petti de' mortali?'' (''[[Eneide]]'')
*L'amore per tutti è lo stesso.
*L'amore vince tutto: e anche noi cediamo all'amore.
===[[Fabio Volo]]===
*Ho imparato che il contrario dell'amore non è l'odio. L'odio è assenza d'amore, così come il buio è assenza di luce. L'opposto dell'amore è la paura.
*La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d'amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io?
*Solitamente, in una vera storia d'amore, la persona con cui stai è lo specchio migliore per vedere i tuoi difetti e i tuoi limiti.
===[[Simone Weil]]===
*Fra gli esseri umani, si riconosce pienamente l'[[esistenza]] soltanto di coloro che amiamo.
*Gli amanti e gli [[amicizia|amici]] desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.
*Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la [[libertà]] dell'altro.
*Quando un'anima è pervenuta a un amore che pervade con la stessa intensità tutto l'universo, questo amore diventa il pulcino dalle ali d'oro che spezza il guscio del mondo. Da questo istante essa ama l'universo non dall'interno ma dall'esterno, dal luogo in cui risiede la Sapienza di Dio, che è il nostro fratello primogenito. Un simile amore non ama gli esseri e le cose in Dio ma dal punto più prossimo a Dio. Stando accanto a Dio, china il suo sguardo, confuso con lo sguardo di Dio, su tutti gli esseri e su tutte le cose.
*Se l'anima cessa di amare precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'[[inferno]].
===[[Walt Whitman]]===
*''L'amore, che è tutto il mondo per gli innamorati – l'amore, che si beffa di tempo e di spazio, | l'amore che è giorno e notte – l'amore che è il sole, la luna e le stelle, | l'amore che è purpureo, sontuoso, greve di profumi, | non altre parole se non parole d'amore, non altro pensiero che d'amore.''
*''L'amore, come luce, tutto avvolge silente.''
*''Profetica sorse una voce dalla carneficina, | non disperate, l'affetto saprà risolvere i problemi della libertà, | quelli che s'amano tra loro diverranno invincibili.''
*''Suona ancora trombetta! e come tema, | scegli ora il tema che li comprende tutti, il solvente e fissatore, | l'amore, che è il polso di tutto, il sostegno e l'angoscia, | il cuore dell'uomo e della donna completamente all'amore, | non altro tema che amore – l'amore che incastra, comprende e tutto soffonde.''
*''Talvolta con uno che amo ribollo d'ira, al timore d'effondere un amore che non vien corrisposto, | ma ora penso che non esista amore non corrisposto, la corresponsione è sicura in un modo o nell'altro, | (ho amato una certa persona ardentemente, e il mio amore non fu corrisposto, | eppure per quell'amore ho scritto questi canti.)''
===[[Oscar Wilde]]===
*Chi, essendo amato, è povero?
*È l'amore, e non la filosofia tedesca, la vera spiegazione di questo mondo, e Dio solo sa qual è la spiegazione dell'altro mondo.
*Quando cerchi sinceramente l'amore, lo trovi che ti sta aspettando.
===[[Marguerite Yourcenar]]===
*Bisogna amare un essere per correre il rischio di soffrire per lui. Bisogna amarti molto per rimanere capace di soffrirti.
*Ciò che appare evidente è che questa nozione dell'amore puro<ref>Definito dalla Yourcenar come: "L'amore totale per una particolare creatura". {{cfr}} ''Fuochi'', p. 11.</ref>, a volte scandaloso ma pur tuttavia imbevuto di una specie di virtù mistica, non sembra possa sussistere se non associato a una qualsiasi forma di fede nella trascendenza, non fosse che all'interno della persona umana, e che una volta privato del sostegno di certi valori metafisici e morali oggi disprezzati, forse perché i nostri predecessori ne hanno fatto un abuso, il folle amore smette presto di essere altro che un vano gioco di specchi o una triste mania.
*Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell'amore.
*L'amore è un castigo. Veniamo puniti per non essere riusciti a rimanere soli.
===[[Checco Zalone]]===
*''L'amore non ha religione | nessun confine, nessuna nazione | né americano, né bolscevica | l'amore è quando lei ti dà (quando lei ti dà) quando lei ti dà (ti dà, ti dà) la vita.''
*''L'amore non ha religione | non è cattolico, non è mormone | no! L'amore credimi non è ortodosso | l'amore è quando ti diventa grosso.''
*''L'amore non ha religione | non è cattolico, non è mormone | no! Non è evangelico né protestante | l'amore è quando ti diventa grande.''
===[[Carlo Zannetti]]===
*In amore non vince chi fugge, ma vince chi ama.
*L'amore è polvere di stelle, arriva dall'infinito, colora di fantastico tutto ciò che ti circonda. L'amore non è solo una questione di chimica, è un'incredibile carambola di coincidenze, un insieme di enigmatici cambi di traiettorie che ti conducono ad un incontro prestabilito con una persona che per te è speciale. E' un appuntamento con il destino che avviene in un determinato luogo, in un preciso istante della nostra vita. No ! Noi non decidiamo nulla, l'amore è un qualcosa di soprannaturale. L'amore con le sue poliedriche sfaccettature ha ispirato miliardi di persone che hanno compiuto quotidiani gesti di profondo affetto ed ha affascinato migliaia di artisti che così hanno realizzato magnifici capolavori di creatività. L'amore si nasconde in tutte le cose più belle del mondo e sono certo che è in grado di sopravvivere alla nostra morte fisica.
*L'amore rimbalza da cuore a cuore , da secolo a secolo , e con la velocità della luce ti raggiunge solo quando vuole lui.
*Una vita senza amore è come un albero senza radici che rimane alla mercé del vento di una tempesta che può arrivare da un momento all'altro.
===[[Zucchero Fornaciari]]===
*''Ho bisogno d'amore, "perdio", | per tutto quanto il giorno, | c'è bisogno d'amore, sai zio, | da tutto quanto il mondo.''
*''L'amore è un gallo e strilla nel cielo.''
*''Libera l'amore | o liberatene per sempre''.
*''Oramai | mi consola, | oramai | mi sorvola | l'amore invano, | così leggero.''
==Proverbi==
*Amare ed essere saggi è impossibile. ([[Proverbi spagnoli|Spagnolo]])
*Anche un amore di cento anni può raffreddarsi. ([[Proverbi giapponesi|Giapponese]])
*L'amore nasce dall'[[assenza]]. ([[Proverbi arabi|Arabo]])
*L'amore non bada a caste né il sonno a un letto rotto. Io andai in cerca d'amore e mi persi. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*L'amuri di luntanu è comu l'acqua 'nta u panaru. ([[Proverbi calabresi|Calabrese]])
*Là dove ci si ama non scende mai la sera. ([[Proverbi burundesi|Burundese]])
*Non esiste amore così ardente che non possa essere raffreddato da uno [[Matrimonio|sposalizio]]. ([[Proverbi russi|Russo]])
*'U primu amure è 'na cancarena ca te cunzuma a focu lentu cuomu 'na cannila. ([[Proverbi calabresi|Calabrese]])
*Un amore unico arriva fino al cielo. ([[Proverbi giapponesi|Giapponese]])
===[[Proverbi francesi|Francesi]]===
*Amore scaccia [[gelosia]].
*Amore, tosse e fumo non possono essere mantenuti segreti.
*Ognuno ritorna sempre al suo primo amore.
*Senza pane e senza vino, l'amore non è nulla.
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*L'amore e la tosse non possono essere nascosti.
*L'amore fa girare il mondo.
*L'amore troverà sempre una strada.
*Meglio aver amato e perso, che non aver mai amato.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Amor che nasce di [[malattia]], quando si guarisce passa via.
*Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.
*Amor regge il suo regno senza spada.
*Amore è il vero prezzo con che si compra amore.
*Amore non si compra né si vende.
*Amore onorato, né vergogna né peccato.
*Chi porta [[Fiore|fiori]], porta amore.
*Chi si prende d'amore, si lascia di rabbia.
*Di tutte le arti maestro è l'amore.
*Dove c'è l'amore, la gamba trascina il piede.
*Dove non c'è amore, non c'è [[Umanità (qualità)|umanità]].
*Ferita d'amore non uccide.
*Grande amore, gran dolore.
*Il primo amore non si arrugginisce.
*Il primo amore non si scorda mai.
*In amore e in [[guerra]] niente regole.
*L'amore di carnevale muore in quaresima.
*L'amore è cieco, ma vede lontano.
*L'amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l'amore.
*L'amore non si misura a metri.
*L'amore passa dentro la cruna di un ago.
*L'amore senza [[Bacio|baci]] è pane senza sale.
*L'orologio dell'amore ritarda sempre.
*Ma in premio d'amore amor si rende.
*Non esiste amore senza gelosia.
*Più si chiacchiera, meno si ama.
*Quando l'amore è a pezzi non c'è alcuna colla che lo riappiccichi.
*Quando la [[fame]] entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.
*Scalda più l'amore che mille fuochi.
*Se occhio non mira, cuor non sospira.
*Se vuoi che t'ami, fa' che ti brami.
*Tanto l'amore quanto il fuoco devono essere attizzati.
*Tanto l'amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*''Ammore d' 'o lietto | fa scurdà chillo d' 'o pietto.''
*Ammore de patrone e vino 'e fiasco 'a sera so' buono e 'a matina so' sciacqua.
*Ammore e [[rogna]] nun se po' nasconnere.
*Anema senz'ammòre, sciòre senz'addòre.
*''Ammore senz'ammore | sciore senz'addòre.''
*L'ammore d' 'o lietto fa scurda' chello d' 'o pietto.
*L'ammore è comm' 'o ffuoco, guaje a chi ce pazzea.
*L'ammore è fatto a coselle.
*''L'ammore è fatto {{sic|com}}' 'a la nucella, | si nun la rumpe nun la può magnare...''
*L'ammore e lu cetrulo vanno a pparo; Doce è la ponta ma lo culo è amaro.
*L'ammore è na brutta cosa, e la famma è na brutta bestia.
*L'ammore è 'nu piccerillo ca nun sape cuntare.
*L'ammore fa passà 'o tiempo e 'o tiempo fa passà l'ammore.
*L'ammore nun va truvanno ricchezza.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*A chi s'ama si [[Credere|crede]].
*Ama chi t'ama, e chi non t'ama lascia.
*Ama chi t'ama, e rispondi a chi ti chiama.
*Amami poco, ma continua.
*Amante non sia chi coraggio non ha.
*Amor dà per mercede, gelosia e rotta fede.
*Amor di ganza, fuoco di paglia.
*Amor è cieco, e vede da lontano.
*Amore e gelosia nacquero insieme.
*Amore e signoria non soffron compagnia.
*Amore è una pillola inzuccherata.
*Amore fa amore, e crudeltà fa tirannia.
*Amore male impiegato, vien mal remunerato.
*Amore non conosce misura.
*Amore non è senza amaro.
*Amore, sonno e rogna non si nascondono.
*Ben ama, chi non oblia.
*Chi ama crede.
*Chi ama, il ver non vede.
*Chi ama, teme.
*Chi ha l'amore nel petto, ha lo spron né fianchi.
*Chi non ama, non ha cuore.
*Chi soffre per amor, non sente pena.
*Chi t'ama di buon cuore strigni e abbraccia.
*Chi vuol essere amato, convien che ami.
*Chi vuole l'amor celato lo tenga bestemmiato.
*Contro amore non è consiglio.
*[[Crudeltà]] consuma amore.
*Delle pene d'amore si tribola e non si more.
*Detto d'amore disarma rigore.
*Di buone armi è armato, chi da buona donna è amato.
*Dove regna amore, non si conosce errore.
*I primi amori sono i migliori.
*L'amore è principio del bene e del male.
*Nella guerra d'amor vince chi fugge.
*Ogni disuguaglianza amore agguaglia.
*[[Sdegno]] cresce amore.
*Sdegno d'amante poco dura.
*Senza Cerere e Bacco è amor debole e fiacco.
*[[Servire|Servigio]] riaccende amore.
*Tanto è morir di male, quanto d'amore.
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*Amor che nasse in malatia, quando se guarisse el passa via.
*Amor fa amor e crudeltà consuma amor.
*Amor me fa portare le calze mole.
*Amor no fa bogher la pignata.
*Amor no porta rispeto a nesun.
*Amor novo va e vien, amor veccio se mantien.
*Amor veccio non fa ruzene.
*Amor xe orbo.
*Amor xe tossego.
*D'amor el gusto e 'l fogo de paglia, xe de l'istessa tagia.
*Do amori no se pol aver.
*L'amor de carneval mor in quaresema.
*L'amor no pol star sconto.
*L'amor passa sette muri.
*L'amor xe come i busi in te le calze.
*Per amor no se sente dolor.
*Tosse, amor e panzeta, no le se sconde in qualunque sito che se le meta.
===[[Proverbi latini|Latini]]===
*Amore genera amore.
*È ridicolo l'amore di un [[Senilità|vecchio]].
*Il giuramento dell'innamorato non si può punire.
*La ferita d'amore la risana chi la fa.
*L'amore è cieco.
*L'amore e la tosse non si possono nascondere.
*L'amore procura le armi [agli amanti perché possano essere grati alla persona amata].
===[[Proverbi tedeschi|Tedeschi]]===
*Ira d'amore è esca d'amore.
*Non si può costringere nessuno ad amare o a cantare.
*"[[Rosso]] è il colore dell'amore", disse il pretendente alla sua furba seduttrice.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Amante]]
*[[Amor di Dio]]
*[[Amor fraterno]]
*[[Amor materno]]
*[[Patriottismo|Amor patrio]]
*[[Amor proprio]]
*[[Amore a prima vista]]
*[[Amore e morte]]
*[[Amore e odio]]
*[[Amore e sesso]]
*[[Bacio]]
*[[Carità]]
*[[Desiderio]]
*[[Fare l'amore]]
*[[Gelosia]]
*[[Innamoramento]]
*[[Lettera d'amore]]
*[[Odio]]
*[[Sessualità]]
*[[Ti amo]]
*[[Voler bene]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt|s=:Categoria:Canti d'amore|s_oggetto=i testi completi di alcuni canti|s_preposizione=d'}}
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Italia
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Gaux
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/* Citazioni */ Pacifico Valussi: varietà della civiltà e delle stirpi d'Italia
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[[File:Flag of Italy.svg|thumb|[[Bandiera d'Italia]]]]
Citazioni sull{{'}}'''Italia''' e gli '''italiani'''.
==Citazioni==
*''151 anni di mafie e di massoni, | 151 anni di raccomandazioni, | noi siamo il paese dei balocchi per i ricchi, | repubblica basata sulla furbata incentivata, | fratelli-coltelli, se siamo solo quelli, | l'Italia si desta con una pietra in testa.'' ([[Litfiba]])
*A chi per poco si ponga a riflettere ai meravigliosi avvenimenti, mediante i quali gl'Italiani pervengono {{sic|in oggi}} alla fine ad aversi questa patria libera e cementata in un solo fascio, per conseguire la quale tanto sangue di martiri fu sparso, non può non balenare alla mente che disegno provvidenziale fosse ormai che Italia esistesse, dacché la Provvidenza appunto concedeva a questa sublime e straziata madre delle nazioni, contemporaneamente, tre uomini sommi, inarrivabili, necessarî, a ciascun de' quali attribuiva la propria parte da sostenere nel gran dramma del rigeneramento italiano.<br>Di questi tre grandi personaggi, l'uno rappresenta il principio, l'altro il consiglio, il terzo l'azione; il primo si chiama Vittorio {{sic|Emmanuele}}, il secondo Cavour, l'ultimo Garibaldi! ([[Aristide Calani]])
*A ciascuna nazione, come ad ogni uomo singolo, è assegnato dalla Provvidenza un ufficio particolare nel santo lavoro della civiltà. Anche l'Italia ha il suo nobile e alto ufficio; quello stesso per cui fu grande, e ministra di luce all'Europa colle tre Cantiche dell'Alighieri, colle due ''Somme'' di san Tommaso, colle Cattedrali di Arnolfo e del Brunelleschi, colla libertà dei Comuni; per cui età dell'oro si chiamò quella. ([[Augusto Alfani]])
*A [[Napoli]] va debitrice l'Italia della restaurazione della moderna [[filosofia]] razionale, che da quel regno si propagò per tutta la penisola. Il [[Bernardino Telesio|Telesio]], il [[Giordano Bruno|Bruno]] ed il [[Tommaso Campanella|Campanella]] aveano cominciato a scuotere il gioco aristoielico; il [[Giambattista Vico|Vico]] ed il [[Antonio Genovesi|Genovesi]] lo levarono dal collo degli Italiani e lo infransero. ([[Giuseppe Maffei]])
*A noi italiani l'indignazione dura meno dell'orgasmo. E dopo viene sonno. ([[Marco Paolini]])
*Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose. ([[Toni Morrison]])
*Adoro il vostro stile, il buon cibo, l'architettura, [[Leonardo da Vinci]]. La politica italiana? Cerco di stare lontano dalla politica, il mio lavoro è la musica. L'unica cosa che vi manca sono le onde. Se ci fossero anche quelle verrei a vivere in Italia. ([[Anthony Kiedis]])
*Agl'Italiani si dice: ''Riprendo la spada di Goito, di Palestro, di Pastrengo, di San Martino''; ai soldati si grida: ''Voi vincerete e il vostro nome verrà benedetto dalle presenti e dalle future generazioni''; al Senato si annunzia: ''Domattina passerò il Mincio con dieci divisioni''. Ciascuno si sente nel petto il cuore dell'eroe e nella testa il cervello del generale. ([[Camillo Boito]])
*''Ahi fiacca Italia, d'indolenza ostello, | Cui niegan corpo i membri troppi e sparti, | Sorda e muta ti stai ritrosa al bello?'' ([[Vittorio Alfieri]])
*''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Ah! l'amor della [[patria]], e di una patria che si chiama Italia, ferve ben ardentissimo nelle anime nostre; ma non sì, che ci renda mai egoisti ed ingiusti verso le altre nazioni. Come il [[Piemonte]] non è che una provincia d'Italia, così l'Italia non è che una provincia d'[[Europa]] ed un commune della Terra. ([[Cristoforo Bonavino]])
*''Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di province, ma bordello!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità. ([[Pacifico Valussi]])
*[[Arlecchino]], [[Pinocchio]] e [[Pulcinella]] sono l'Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un'Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque. ([[Raffaele La Capria]])
*Avevo un'idea dell'Italia come paese molto accogliente, in cui si vive in modo rilassato. Quando sono arrivata ho visto che le persone, soprattutto a Roma, sono molto tese, preoccupate, direi frustrate. È per via della situazione politica, ma anche per i cambiamenti nel paese. Penso che anziché combattere l'immigrazione, la gente dovrebbe rendersi conto che ogni paese per crescere ha bisogno della diversità, di nuove idee, di un cambiamento per crescere. In Italia le persone coinvolte con il mondo dell'accoglienza sono gentili, generose, ma a volte lo sono in modo paternalista. È difficile la filosofia della carità. Aiutiamo il prossimo perché pensiamo che sia uguale a noi o perché lo consideriamo inferiore? ([[Maaza Mengiste]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} Buoni soldati, cattivi ufficiali; ma ricordate che senza di loro non avremmo la [[Civiltà]]. ([[Erwin Rommel]])
*Cari signori, l’Italia è autorevole per quello che è: l’Italia è autorevole per le sue imprese, per i suoi lavoratori, per la sua cultura, per la sua capacità di internazionalizzare le proprie risorse. ([[Riccardo Molinari]])
*C'è un'altra questione che impedisce all'Italia di diventare una patria. Si tratta della divisione Nord-Sud. Viene vissuta anch'essa su un piano sempre illogico ed emotivo, mai di convenienze reciproche, e allora scatta il bisogno di trovare un colpevole. Per il Nord la responsabilità è tutta dei terroni, che si farebbero mantenere dal Settentrione. Ma è irrazionalità pura, coloro che sostengono queste tesi non sanno bene nemmeno ciò che dicono. Per il Sud la responsabilità è tutta del Nord saccheggiatore. E devo dire che qui c'è un po' di ragione in più, si parte almeno da un elemento autentico. Se andiamo indietro, fino all'Unità d'Italia, all'arrivo dei [[Casa Savoia|Savoia]] nel [[Questione meridionale|Meridione]], non ci vuol molto a capire che i piemontesi non avevano uno spirito sinceramente unitario. Videro piuttosto una straordinaria opportunità, e scesero soprattutto a saccheggiare. Tutto sommato, dei destini e dello sviluppo del Sud, i Savoia se ne fregavano altamente. Che il Sud sia stato spogliato non mi pare una faccenda che si possa negare. Ma poi la mitologia del sopruso ha preso il sopravvento al Sud, è diventata religione, fede, luogo comune, fino a trasformarsi in conformismo puro. E ancora una volta non se ne esce più. ([[Vittorio Feltri]])
*Che luogo triste è l'Italia! Un paese piombato nel sonno, e senza alcuna prospettiva di risvegliarsi. ([[Charles Dickens]])
*Ché se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione. ([[Gianni Brera]])
*Chi dice che gli italiani non sanno quello che vogliono? Su certi punti, anzi, siamo irremovibili. Vogliamo la grandezza senza spese, le economie senza sacrifici e la guerra senza morti. Il disegno è stupendo: forse è difficile da effettuare. ([[Ferdinando Martini]])
*Chi non è mai stato in Italia ha sempre una sensazione d'inferiorità, per non aver visto quel che si dovrebbe vedere. ([[Samuel Johnson]])
*Ci sono misteri, nella storia d'Italia, che sembrano destinati a non avere mai soluzione. Sono quelli che coinvolgono ambienti diversi, diversi strati della società, diversi livelli, persone diverse, così che quando si comincia a scoprire qualcosa, a sollevare un angolo del velo che nasconde tutto, c'è sempre qualcuno, da un'altra parte, che ha paura e che fa qualcosa per mantenere quel velo. ([[Carlo Lucarelli]])
*''Conosci la terra dei limoni in fiore, | dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure, | dal cielo azzurro spira un mite vento, | quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, | la conosci forse? | Laggiù, laggiù io | andare vorrei con te, o amato mio!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Da tempo immemorabile l'Italia è considerata il paese degli artisti, la terra promessa, dove la natura stessa è più fresca e più bella che negli altri luoghi, dove ogni prospettiva è una decorazione sulla quale si stende un cielo azzurro di [[Nicolas Poussin|Poussin]], dove tutti gli uomini in belle pose fumano sigari e parlano con le serenate. Quando eravamo ancora sui banchi della scuola, riportavamo un'impressione simile o quasi simile dai grossi manuali di geografia, dove, tra due cifre inevitabili sulla popolazione, trovavano posto i boschetti di limoni e di aranci, e l'azzurra penombra della grotta di Posillipo. Poi leggemmo ''Roma'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol']], al tramonto in qualche luogo di villeggiatura d'estate, e forse sospirammo con un profondo sospiro di sedicenni, quando, sollevati gli occhi dal libro, essi si incontravano col grigio oscuro panorama, con le colline basse e le eterne betulle della via di Arakčeev. ([[Aleksandr Nikolaevič Veselovskij]])
*Da una parte infatti non è possibile dimenticare ciò che gli italiani Ci fecero: soffrimmo tanto a causa vostra. Dall'altra, cosa dobbiamo dire? Capita a tutti di fare una guerra ingiusta e di vincerla. Non appena rientrammo nel Nostro paese, nel 1941, Noi dicemmo: dobbiamo essere amici degli italiani. Oggi lo siamo veramente. Voi siete cambiati in tante cose e Noi siamo camabiati in tante altre. E... mettiamola così: la storia non dimentica e gli uomini, invece possono dimenticare. Possono anche perdonare, se hanno un animo buono. E Noi cerchiamo di essere buoni. Sì, abbiamo perdonato. Ma non dimenticato. Dimenticato, no. Ricordiamo tutto, tutto! ([[Haile Selassie]])
*Dai disastri si risorge con grande ironia e molta positività. Quando siamo messi alle strette, noi italiani siamo capaci di fare cose straordinarie. ([[Massimiliano Gallo]])
*Dalla [[Toscana]] alla [[Calabria]] il paesaggio italiano ignora questi mezzi toni. Ignora non solo la spessa e indipendente nebbia nordica, ma anche quella lieve veletta che la natura stende sul paesaggio francese. In Italia è tutto netto, anti-impressionista. Ma questa pericolosa particolarità di ficcarti tutto sotto il naso, questa nitidezza di immagine viene annullata dallo stupendo mosaico del paesaggio, composto di triangoli, di quadrati, di rombi, di rettangoli, ognuno dei quali è riempito da una cosa diversa. Il triangolo degli olivi si attacca al quadratino del grano, il rombo delle vigne al trapezio punteggiato di pecorelle. La serpentina bruna della strada, che si snoda lungo il pendio, è interrotta qua e là da buoi e asinelli che alle curve, dove la pendenza è più forte, si fermano, restando immobili per un attimo. Tutto è esattamente come nei quadri di scuola umbra, toscana o senese. Anche i contadini sono gli stessi, e così pure i loro movimenti, i loro gesti, i colori delle vesti da lavoro, i cappelli di paglia. Da questo punto di vista [[Benozzo Gozzoli]] o [[Piero della Francesca]] erano molto più realistici dei pur ottimi Zucchi o Zigaina odierni, i quali introducono nel paesaggio delle velature di nebbia e dei colori spenti propri di tutt'altre latitudini geografiche. ([[Tadeusz Breza]])
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Difficilmente si potrà trovare nella storia di un popolo un altro mezzo secolo che sia stato più feconda di uomini sommi, quali ebbe la fortuna di produrre l'Italia nella prima metà del secolo XIX; sembrava quasi ch'essa volesse colla sua intelligente, assidua operosità dimostrarsi degna di risorgere tra le grandi nazioni d'Europa. ([[Pietro Orsi]])
*{{NDR|A [[Napoli]]}} Dopo il 1830 nacque una nidiata di giornali, che sebbene parlassero di sole cose letterarie, e dicessero quello che potevan dire, pure ei si facevano intendere, erano pieni di vita e di brio, e toccavano quella corda che in tutti rispondeva. Era moda parlare d'Italia in ogni scritturella, si intende già l'Italia dei letterati: e sebbene molti avessero la sacra parola pure al sommo della bocca, nondimeno molti altri l'avevano in cuore. ([[Luigi Settembrini]])
*E come si potrebbe non amare Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra: Italia ([[Henryk Sienkiewicz]])
*È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*"È il suo istinto di conservazione". "Il grande istinto degli Italiani". "Il più grande istinto degli Italiani". Che ti dice la Patria? ([[Ernest Hemingway]])
*È la terra d'Italia piena, come si dice, come una melagrana, piena di città e contrade meravigliose, una moltitudine fitta di gente, fiere famose, ricolme di ogni cornucopia. Per la grande civiltà e bellezza di quel paese, lo hanno chiamato il paradiso terrestre. Il suo suolo, le sue città, i giardini, l'assetto delle case, assai confortevoli per il vivere umano, un cielo mite, giocoso e salubre, un caldo non eccessivo, inverni non troppo rigidi non hanno pari nel mondo. ([[Miron Costin]])
*E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade. ([[Oriana Fallaci]])
*È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti. ([[Napoleone Bonaparte]])
*È un'immagine, quella del 'bono italiano' che sopravvive al di là di qualsiasi prova delle efferatezze, degli eccidi, degli incendi e bombardamenti di villaggi, della deportazione di intere popolazioni, perfino dell'uso di gas, come è successo in Etiopia, perpetrati dall'esercito italiano. ([[Alessandra Kersevan]])
*È un po' difficile, per un italiano cresciuto, pensare di non essere più italiano, è un'impresa quasi impossibile. Perché se anche uno cambia paese, continuerà ad essere italiano. Vuol dire una certa cultura, un certo linguaggio, una certa sensibilità che è nata in Italia ed è cresciuta insieme al tuo corpo. E te la porti appresso fino alla morte. Non c'è niente da fare. Italiani siamo nati, cresciuti, e italiani moriremo. ([[Giulio Questi]])
*È una cosa quasi istintiva, si nasce italiani. Non perché si nasce su un territorio, ma perché si cresce su questo territorio. Vuol dire crescere insieme al paesaggio, al linguaggio, al cielo che ti sta sopra, alla terra che calpesti. Si è italiani nel corpo, nella carne. Non occorre altro per essere italiani. ([[Giulio Questi]])
*Era una ragazza giovane, ma con quell'espressione indolente di sazietà e di malcontento che hanno sempre le ragazze italiane per essere rimaste strette troppo a lungo al seno di una madre piangente. ([[John Updike]])
*Espressioni come «in Italia» o «in campagna» comportano anzitutto una diminuzione del ritmo, una scottatura più lieve allo scorrere del tempo. Si ritorna nel mondo dell'infanzia e delle fiabe. Oltre il Brennero sentiamo cadere una pietra dal petto, uno dei pesi dell'orologio della vita. ([[Ernst Jünger]])
*Essere innocenti in Italia è pericoloso! Non si hanno alibi. ([[Boris Makaresko]])
*Finiamola di definirci «i buoni» d'Europa; e nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a lamentarsi delle stragi naziste. Le SS del 1860 e degli anni successivi si chiamarono, almeno per gli abitanti dell'ex reame, piemontesi. Perciò smettiamola di sbarrare gli occhi, di spalancare all'urlo le bocche, a deprecare violenze altrui in questo e in altri continenti. Ci bastino le nostre, per sentire un solo brivido di pudore. Noi abbiamo saputo fare di più e peggio. ([[Carlo Alianello]])
*{{NDR|Battaglia del Don}} Fu una epica lotta in cui rifulsero le più belle qualità del soldato italiano, fatte di resistenza e di virile coraggio... ([[Mario Giannone]])
*Già per troppo tempo l'Italia e stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*Giurò sulle mie parole tutta l'Italia. ([[Augusto]])
*Gl'Italiani sono un aggregato d'individui. ([[Nicola Marselli]])
*Gli italiani debbono abituarsi sempre più a dir ''noi'', e non soltanto ''io''. ([[Meuccio Ruini]])
*Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano. ([[John H. Secondari]])
*Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo. ([[Giuseppe Saragat]])
*Gli italiani hanno la saggezza ma anche il pessimismo dei vecchi. ([[Julio Velasco]])
*Gli italiani hanno sempre paura di qualcosa. ([[Luka Modrić]])
*Gli italiani hanno spesso questa levità: questo andare a cercare le cose con il loro fantasticare e il loro rameggiare proteso nell'etere, e questo avere però radici ben piantate nel terreno, come i pini le cui propaggini sotterranee sono enormi... ([[Barbara Spinelli]])
*Gli italiani hanno un temperamento simile al nostro, ci piacciono le stesse cose, il buon cibo, la qualità della vita. Ci stiamo ispirando ai codici civili e penali italiani per riscrivere i nostri. ([[Mikheil Saak'ashvili]])
*Gli italiani li conosco bene, bugiardi, bravi a parole furbetti e scansafatiche, pancia al sole e mani sulla pancia. (''[[Good Morning Babilonia]]'')
*Gli Italiani non rivelavano attitudine alle imprese coloniali. La gentilezza dei loro modi e dei loro sentimenti ripugna da qualsiasi atto di severa autorità, voluta in chi sia in contatto con popoli barbari. Facili ad esaltarsi di fantasia, danno agli avvenimenti rilievo più che non ne abbiano; teneri del loro punto di onore, non pongono mente come tutto ciò, noto che sia all'estero, nuoccia non poco all'onore stesso della patria. ([[Gaetano Arangio-Ruiz (1857-1936)]])
*Gli italiani non sono meglio della classe politica che li rappresenta. ([[Romano Prodi]])
*Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi [...]. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli. ([[Umberto Saba]])
*Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. [[Winston Churchill]]
*Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. ([[Paolo Villaggio]])
*Gli italiani oziano nella convinzione che la vita sia circolare e gli obiettivi una distrazione illusoria dal piacere. ([[Roger Cohen]])
*Gli italiani – se ci si mettono di picca – non muoiono neanche se li ammazzano. ([[Giovannino Guareschi]])
*Gli italiani si domandano a vicenda di dove sono, come gli inglesi parlano del tempo. E per la stessa ragione: ce n'è una tale varietà. [...] Dopo la famiglia, il luogo di nascita è l'elemento che più influisce nella formazione del carattere e della mentalità. ([[Peter Nichols]])
*Gli italiani si lamentano troppo, quindi stanno bene. ([[Wilhelm Mühs]])
*Gli italiani si sentono raccontare bugie di ogni tipo fin da bambini, cioè che Dio ha creato il mondo, che ci vuole bene, che esiste il Paradiso. Tutte frottole che non stanno né in cielo né in Terra. Poi c'è anche un motivo storico: gli italiani sono stati conquistati da popoli stranieri, e imbrogliati da tutti. È normale che siano diffidenti. E, come è noto, non c'è nessun peggior credulone di chi sospetta di tutto. E poi, be', è un popolo discretamente ignorante, soprattutto quando si viene a parlare di questioni scientifiche. ([[Edoardo Boncinelli]])
*Gli italiani sono come [[Benito Mussolini|Mussolini]], pensano che debbono vincere con le buone o con le cattive. La verità è che non sanno proprio perdere. ([[Byron Moreno]])
*Gli italiani sono un po' permalosi, ma il loro pregio è quello di amare la vita. Hanno una passione e una gioia che a noi del nord Europa mancano completamente: siamo troppo concreti, realisti, invece voi sognate ancora e questa cosa mi fa impazzire. È anche per questo che sono venuta in Italia. ([[Filippa Lagerbäck]])
*Gli italiani sono un popolo così positivo perché mangiano tanti [[pomodori]]. ([[Anita Roddick]])
*Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona. ([[Gino Bartali]])
*Ho capito vivendo a Londra, che due [[Inghilterra|inglesi]] fanno un popolo, ma 57 milioni di italiani no. ([[Claudio Ranieri]])
*Ho sentito speso deplorare che l'Italia non abbia tanta abbondanza di uomini grandi come ne hanno l'Inghilterra e la Francia, e trarne argomento per elegie convenzionali.<br>Chetatevi, falsi Geremia. – Vi è in Italia qualcuno che è più grande di tutti gli uomini illustri dell'{{sic|êra}} moderna, – più liberale e più modesto di Franklin, più virtuoso di Washington, più audace di Napoleone I, più astuto di Cavour, più tenace di Bismarck. – Questo qualcuno è quel popolo, che lascia partire gli Austriaci da Venezia senza un tripudio di {{sic|gioja}}, e lascia sfilare i pellegrini della reazione europea attraverso le sue città, e raccogliere in battaglioni serrati nella sua Roma, senza uno scoppio di collera, – e ha il talento, la saggezza, la baldanza di... starli a guardare. – Questo popolo è il nostro, è il popolo italiano. ([[Leone Fortis]])
*Ho una sorta di tenerezza verso i nostri difetti. Siamo un popolo bello, anche se incoerente, impulsivo, a volte insensato: se affonda un barcone a [[Lampedusa]] e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell'ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo che cosa vengano a fare... ([[Gianluigi Buffon]])
*Ho vissuto a [[Milano]] una esperienza che mi ha confermato nell'idea che il nostro popolo è capace delle più grandi cose quando lo anima il soffio della libertà e del [[socialismo]]. ([[Sandro Pertini]])
*I due punti principali sui quali deve essere orientato questo viaggio<ref>Del figlio, Jean-Baptiste Colbert, Marchese de Seignelay.</ref> sono la diligenza e l'applicazione. La diligenza, per mettersi prontamente in condizione di venire a servire presso il Re nelle funzioni della mia carica; l'applicazione, per trarre profitto da questo viaggio e servirsene vantaggiosamente per prender conoscenza delle diverse corti dei principi e degli Stati che dominano in una parte del mondo così rilevante com'è l'Italia, insieme dei differenti governi, costumi e usi che vi s'incontrano, formarsi il giudizio e rendersi tanto più capaci di servire bene il Re in tutto il corso della sua vita. ([[Jean-Baptiste Colbert]])
*''Il bel paese | ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe''. ([[Francesco Petrarca]])
*Il mare la ricinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Il nostro è un paese saggio, ricco, straordinario a cui piace l'autocritica. ([[Julio Velasco]])
*Il nostro paese è un paese pieno di talenti senza carriere e di carriere senza talenti. ([[Gianfranco Funari]])
*Il Paese dovrà affrontare grandi sacrifici e i grandi sacrifici si accettano quando si è guidati, nel doverli compiere, da un'alta dignità morale. È quella forza che [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ebbe nel trarre l'Italia dalla sconfitta per la ricostruzione democratica. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia. È vergognoso. ([[Sergio Marchionne]])
*Il pensiero degli albanesi verso l'Italia è un pensiero molto intimo. L'Italia è un nostro vicino, da più di mille anni è collegata con l'Albania. Io ho da tempo manifestato una certa scontentezza per l'atteggiamento dell'Italia verso l'Albania, non ha avuto una risposta adeguata. Sono due paesi uno di fronte all'altro. Hanno collaborato 100 volte, con principi e con eserciti. Alla fine è successo che gli italiani sono sbarcati in Albania. Per gli italiani era una “unione”, una parte degli albanesi l'ha considerata "occupazione", anche se non mancavano albanesi che la pensavano come gli italiani. ([[Ismail Kadare]])
*Il popolo di maggior talento per la [[musica]] è certamente l'italiano, ma è anche il più ignorante in materia musicale. ([[Sergiu Celibidache]])
*Il popolo italiano s'è per la più parte fatto altrove che a scuola. Né con questo si vuol diminuir di una linea il merito d'avere proprio qui da noi fondato il sistema educativo moderno e poste le premesse del lungo discorso che istitutori e legislatori van tessendo in tutti paesi del mondo: si vuole semplicemente constatare il fatto che la gente, da noi, conosce innumerevoli luoghi dove imparare tutto quello, ed è moltissimo, che a scuola non si insegna. ([[Mario Apollonio]])
*Il protagonismo dell'Italia, in una cornice di coesione occidentale, significa il contesto [[Nato|NATO]] e lo sviluppo del ruolo nazionale nell'alleanza militare ovviamente, ma significa anche riempire di senso la costruzione di una vera comunità europea, chiamata a una posizione di protagonismo in una tensione che insiste proprio nel quadrante euroasiatico e che vede l'[[Unione europea|Unione]] come una sorta di terra promessa per gli aggrediti. ([[Pino Bicchielli]])
*Il tema vero, signor Ministro e onorevoli colleghi, è che manca in Italia una profonda cultura della [[prevenzione]]. Noi siamo abituati, in malo modo, ad intervenire soltanto quando riscontriamo delle tragedie: è caduto il [[ponte Morandi]] e lei sa bene - da amministratore provinciale di lungo corso, quale anche lei è stato - che tutte le direzioni ANAS competenti sono intervenute alla manutenzione dei cavalcavia, eccetera. Si interviene sempre dopo. ([[Francesco Maria Rubano]])
*In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l'unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c'è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c'è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c'è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all'accertamento della verità. ([[Carlo Lucarelli]])
*In Italia i luoghi di potere sono occupati da cinici che trasmettono solo un messaggio: tutto è uguale. Con il mio "viva tutto" voglio comunicare il concetto opposto: "viva tutto", perché tutto e necessario nella vita, ogni esperienza ti aiuta a crescere. ([[Jovanotti]])
*In Italia la bellezza è ovunque, nel modo di mettere un fiore nel vaso o di sistemare il lenzuolo sul letto. ([[Annabella Sciorra]])
*In Italia scemando il sapere e la potenza meditativa, crebbe l'amore spasimato ed irragionevole della bellezza dell'abito esterno, lasciando a digiuno la mente e poco nudriti e mal governati gli affetti. ([[Terenzio Mamiani]])
*In Italia si discute poco, perché poco si studia, e poco si studia e si pensa perché il pensiero in sè non ha valore di stima sul mercato della pubblica opinione. Noi non abbiamo alcun grande giornale, né una rivista, la quale sia davvero ecclettica, o, almeno, così tollerante, da accogliere ed anzi desiderare il parere degli studiosi e dei pensatori, anche se solitari o avversi alle consorterie di classe, di partito, di governo. Diremo di più: il pensiero è merce sospetta: un delinquente volgare, un fallito doloso, un condannato per falso o per truffa, è guardato in società con minore diffidenza che non sia il pensatore. ([[Arcangelo Ghisleri]])
*In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]] e il Rinascimento. In [[Svizzera]], hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù. (''[[Il terzo uomo]]'')
*{{NDR|«Quando dice che gli italiani vivono tutto più intensamente, pensa solo al calcio o alla vita in generale?»}} In tutto. Sono focosi, lo adoro. Mi fanno ridere, parlano a voce alta, con le mani. Esprimono tutto. ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Io amo il mio Paese, però siamo molto indietro. Non parlo solo dello spettacolo, ma penso alla ricerca, alla scuola. Noi siamo i terroni d'Europa. ([[Valentina Lodovini]])
*Invero, non si nasce indarno italiani; indarno non si nasce in questo nostro, che è il paese della poesia e del canto, in questa Italia ove tutti ancora, sempre, poetano e cantano, dalle filandiere lombarde alle stornellatrici toscane, dove ancor non son morte né la nenia dei gondolieri, né la serenata dei trasteverini, né la canzone dei guappi, condotti dal sentimento ad uscir da una volgarità feroce o turpe per salire alle più delicate espressioni dell'arte; in questa Italia ove persino il grido dei giornalai fa agli stranieri – e ai tedeschi pei primi, notatelo ! – l'effetto di una canzone, che sia come la voce naturale dell'indole paesana fisica e morale! ([[Primo Levi (1853-1917)|Primo Levi]]
*Io, lo confesso, aveva vagheggiato un'altra Italia, nella quale il diritto di grazia cedesse il posto ad un nuovo diritto, per cui le nostre insurrezioni avessero un altro senso, e potessero raggiungere la meta in modo più diretto e più immediato. Io sperava che il voto universale potesse esprimere il voto della nazione redenta dal giogo dell'autorità; io sperava che le nostre discussioni, sciolte dai vincoli d'una religione dominante, potessero svolgersi chiedendo le conseguenze dei principii proclamati nel 1789, e che le attuali nostre agitazioni, ancora incerte e ondeggianti tra il mondo antico e il moderno, fossero i preludi d'una èra novella reclamata dalla scienza e non più soggetta né al rogo di Bruno, né ai tormenti di Galileo. ([[Giuseppe Ferrari]])
*Io non getterò mai a mia madre ignuda l'insulto di [[Cam]], e non perderò mai l'orgoglio d'essere e di dirmi Italiano, perocché so che l'Italia è migliore delle apparenze che la condannano e della fama che la vitupera. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Io paragono l'Italia con il resto dell'universo, come un magnifico quadro con un muro imbiancato a calce. ([[Marija Konstantinovna Baškirceva]])
*Io penso che l'Italia avrebbe dovuto essere più attenta verso l'Albania. Doveva aiutarla. Come ha fatto la Francia con l'Algeria, da sempre molto sensibile verso la sua ex colonia, nonostante fosse lontana, in un altro continente e di religione musulmana. Noi abbiamo un'importante comunità albanese in Italia, il Paese con noi si è comportato molto bene. Ma durante il comunismo l'Italia sapeva cosa stava accadendo in Albania, avrebbe dovuto interessarsi molto di più. L'Italia si interessa a Paesi molto lontani come Madagascar, Angola e altri, ma non all'Albania. Io a volte vedo dei documentari italiani sulla Seconda guerra mondiale e in alcuni viene dedicato non più di trenta secondi all'occupazione italiana dell'Albania nel 1939 operata da Mussolini. ([[Ismail Kadare]])
*Italia. Forse il paese meno competitivo del pianeta. In gara con la Francia, diciamo, ma non con molti altri. [...] In Italia abbiamo inventato l'estate, facciamo tre mesi di vacanze, i docenti si offendono se qualcuno insinua che una settimana lavorativa di diciotto ore non sia proprio la miniera, chiunque abbia un ristorante ha centinaia di storie di ragazzi che vanno a fare colloqui per l'assunzione e poi dicono che no, loro il weekend e la sera mica lavorano (chissà quando pensano si vada al ristorante), qualunque cialtrone in qualunque ufficio risponde «eh vabbè succede» (una frase che dovremmo mettere come motto nazionale sulla bandiera) a qualunque nota su un suo errore: siamo il paese meno competitivo del mondo. ([[Guia Soncini]])
*Italia 1870. Tempi di recrudescenza governativa. La tutela della P.S. affidata ai bricconi. Il mostruoso connubio fra Chiesa e Stato. I regolamenti, perpetua offesa alle leggi, ecc. etc., l'usura. ([[Carlo Dossi]])
*''Italia bella, Italia, fior del mondo, | è patria nostra in monte ed in campagna, | Italia forte arnese che, secondo | si legge, ha spesso visto le calcagna | de l'inimici, quando a tondo a tondo | ebbe talor tedeschi, Franza e Spagna; | ché se non fusser le gran parti in quella, | dominarebbe il mondo, Italia bella.'' ([[Teofilo Folengo]])
*''Italia è tratta in forma d'una fronda | di quercia, lunga e stretta, e da tre parte | la chiude il mar e percuote con l'onda.'' ([[Fazio degli Uberti]])
*Italia<br>''Il bel Paese là | dove il sì suona | suona, suona, suona | fino a romperti l'anima. || È uno stivale | pieno di gente | troppo intelligente. || È la terra | dei geni | troppo compresi | dove | bisogna incoraggiare | lo scoraggiamento.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Italia, il nome che ti diero i bovi, | or che d'Asini sei fatta sentina, | necessario sarà che tu rinnuovi.'' ([[Salvator Rosa]])
*''Italia Italia, ah non mi dir che dura | memoria il canto mio ti rinnovella, | forme e leggi cangiando e non ventura | sorgesti in ogni forma ognor più bella, | tu del mondo ornamento, e di natura | ponesti in ogni balza archi e castella, | e se stillan di pianto i lauri tuoi, | la sventura, e il valor fecer gli eroi''. ([[Angelo Maria Ricci]])
*''Italia – magnifico paese! | Per te l'anima geme e si strugge...'' ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Italia mia, non men serva che stolta. ([[Giovanni Guidiccioni]])
*''Italia poverella, Italia mia, | che ti par di questi almi allievi tuoi | che t'han cacciato un porro dietro via?'' ([[Francesco Berni]])
*''Italia sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Italia significa [[Giuseppe Verdi|Verdi]], [[Giacomo Puccini|Puccini]], [[Tiziano Vecellio|Tiziano]], [[Antonello da Messina]]. Non è un discorso di politica, di cui non capisco nulla. Io non penso che Tiziano sia nato lassù e Antonello da Messina sia nato laggiù: per me sono due italiani. ([[Riccardo Muti]])
*ITALIANI. Tutti musicisti, traditori. ([[Gustave Flaubert]])
*''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].'' ([[Caparezza]])
*L'amore ch'io porto all'Italia e il vivo desiderio che tengo d'ogni suo bene, mi obbligano ad aggiungere che nulla più osta, secondo il parere mio, al risorgimento della comune patria, che le dottrine intemperate, e l'opera di quelli che le spargono e promulgano dentro e fuori della Penisola. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'antica paura degli italiani: quella di migliorare il peggio. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*L'idea della unificazione d'Italia e della sua costituzione a regno fu principalmente sparsa dai militari napoleonici, che, sciolto il grande esercito, tornarono ai loro focolari. ([[Carlo Dossi]])
*L'Italia che amiamo è una Repubblica che si affonda su un avverbio: ancora. Uno arriva sul promontorio di Portofino, guarda e dice "toh, c'è ancora". Scende nel Salento e ritrova la pineta che ricordava verdissima sul blu del mare, ritrova lo scoglio intatto e esclama: "che bello, è ancora così". ([[Antonio Cederna]])
*L'Italia, colleghi, è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del governo: il tradimento è solo di chi, ad un paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti! La [[Lega Nord|Lega]], onorevole [[Silvio Berlusconi|presidente]], una responsabilità ce l'ha (io ho una responsabilità): quella di far finire oggi finalmente la [[Prima Repubblica (Italia)|prima Repubblica]]! [...] La Lega, onorevole Presidente, le toglie la fiducia! ([[Umberto Bossi]])
*L'Italia, come dice [[Italo Calvino|Calvino]], ricorda il lampione della storiella: l'ubriaco sta cercando la chiave sotto la lampada, un passante gli chiede se è sicuro di averla perduta proprio lì; no, risponde l'ubriaco, ma qui ci vedo. ([[Luca Goldoni]])
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'Italia, come sancisce in maniera chiara la nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]], ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, ma non può, non vuole e non deve rimanere estranea al grido di dolore che si leva da chi, senza colpa, subisce attacchi, lutti, violenze e sofferenze inaudite. ([[Lorenzo Cesa]])
*L'Italia di oggi è un Paese in cui è all'opera un'autentica macchina del fango e della delettigimazione. Il gossip non è più argomento delle riviste patinate, quelle che si sfogliano per farsi due risate sotto l'ombrellone; serve a distruggere moralmente e fisicamente la vita delle persone. Si usano fatti privati, a cominciare dal sesso e dalla salute, a scopi di estorsione, per condizionare i comportamenti dei personaggi pubblici o punirli se "sgarrano". ([[Roberto Saviano]])
*L'Italia di oggi non è un Paese maturo in fatto di [[Uguaglianza di genere|pari opportunità]], soffiano addirittura venti di restaurazione, eppure, forse i modelli proposti dalla retorica politica non sono davvero o non sono ovunque accettati dall'intera società. ([[Marco Grimaldi]])
*L'Italia – direbbe il loro e mio [[William Shakespeare|Shakespeare]] – è una rosa troppo bella, troppo profumata, per non accogliere nel suo grembo il verme più ripugnante. ([[Umberto Saba]])
*L'Italia è afflitta da un problema serio che è il nepotismo, soprattutto nel cinema, e da una mentalità mafiosa. È un problema che ci ha bloccato l'ascensore sociale. ([[Francesca Archibugi]])
*L'Italia è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi. ([[Mario Tobino]])
*L'Italia è casa mia, è dove è iniziato il mio sogno di giocare nella [[Nba]]. Qui ho imparato i fondamentali, ho imparato a tirare, a passare, a tagliare senza palla. Tutte cose che quando sono tornato in America i miei coetanei non sapevano fare perché pensavano solo a saltare e schiacciare. ([[Kobe Bryant]])
*L'Italia è come un [[carciofo|carcioffo]] che bisogna mangiare foglia per foglia. ([[Carlo Emanuele I di Savoia]])
*L'Italia è destinata a dominare il mondo col genio creatore della sua arte e la potenza del suo esercito impareggiabile. (''[[Manifesti futuristi]]'')
*L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. ([[Massimo Fini]])
*L'Italia è il paese che amo ([[Silvio Berlusconi]])
*L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego. ([[Carlo Levi]])
*L'[[Italia]] è il quarto Paese per povertà tra i lavoratori, questi sono dati Eurostat. In questa speciale classifica, noi siamo ai primi posti, siamo in zona Champions League, come si dice. ([[Filiberto Zaratti]])
*L'Italia è il solo paese dove si gusta ancora la gioia di vivere. Ci fa credere nella gioia di vivere, anche quando lei stessa non ci crede. ([[Roger Peyrefitte]])
*L'Italia è la fabbrica dei furbi ripiegati su sé stessi, il suo vero originale e inimitabile made in Italy una camera ardente di furbizia, una fossa comune di furbi vivi e, soprattutto, vegeti vegetanti. Però col tonaca su tonaca giusto. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia è la patria dei [[tuttologo|tuttologi]]: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. ([[Magdi Allam]])
*L'Italia è oggettivamente un Paese fragile: il 94 per cento dei comuni è soggetto ad aggressioni da frane, alluvioni, erosione costiera e rischio sismico. Questo accade perché il nostro Paese è geologicamente strutturalmente fragile; è precario, da questo punto di vista, e gli eventi climatici, causati dal [[mutamento climatico]], accelerano e sono ancora più aggressivi. ([[Sergio Costa]])
*L'Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra [[Africa]] ed [[Europa]]. ([[Sergio Mattarella]])
*L'Italia è stata la culla del diritto: ora sta diventando la tomba della giustizia. ([[Corrado Pallenberg]])
*L'Italia è un'espressione geografica. ([[Klemens von Metternich]])
*L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di sé stesso. ([[Ugo Ojetti]])
*L'Italia è un paese dove riesco con grande naturalezza a essere me stessa e contemporaneamente a diventare una persona dalle infinite sfaccettature. Posso essere una giovane fanciulla, una bambina innocente, una donna matura, oppure una scrittrice consapevole di sé, un cucciolo fedele, una dea innamorata dell'arte, una viaggiatrice con lo zaino sulle spalle, una turista insaziabile, una fanatica della cucina, e poi ancora e ancora mille altre cose...<br>Paese che accogli tutto, che aiuti la bellezza degli esseri umani a fiorire, fantastica Italia, ti adoro. ([[Banana Yoshimoto]], da "Sonno Profondo")
*L'Italia è un Paese fragile e il prezzo di questa fragilità in termini di vite umane e danni economici è stato sempre troppo alto, perché non si è mai intervenuti in modo organico per contrastare il [[dissesto idrogeologico]] e mettere in sicurezza la nostra penisola dalle sue conseguenze; [[Alluvione di Ischia del 2022|Ischia]] è l'ultimo episodio. ([[Roberto Giachetti]])
*L'Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni. ([[Edoardo Bennato]])
*L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto. ([[Natalia Ginzburg]])
*L'Italia è un paese: sta all'America, alla Russia, alla Cina, come Enna sta a Roma. ([[Michele Valori]])
*L'Italia è un paese a due velocità: quella del potere visibile, delle gerarchie formali, e quello invisibile, dei poteri sotterranei segreti. ([[Gianni Barbacetto]])
*L'Italia è un Paese complessivamente fragile, ma alcune aree lo sono più di altre. In alcune aree la fragilità è diventata un pericolo incombente e quotidiano e in queste aree il [[rischio idrogeologico]] è una ''roulette'' russa a cui sono esposte le vite di decine di migliaia di persone. [[Ischia]] è una di queste aree. ([[Mara Carfagna]])
*L'Italia è un posto in cui in media, qualsiasi cosa fai, fai male. ([[Francesco Mandelli]])
*L'Italia è una donna di facili consumi. ([[Marcello Marchesi]])
*L'Italia è una grande democrazia; anzi è una vera e genuina democrazia, poiché non ha, come l'hanno altre democrazie, nemmeno la più leggera tinta plutocratica. ([[Tommaso Tittoni]])
*L'Italia è una nazione che avrebbe centinaia di migliaia di allenatori che saprebbero come far giocare meglio la propria squadra, è un peccato che quasi tutti siano troppo impegnati a servire cappuccini o a guidare il taxi. ([[Marco Malvaldi]] e [[Glay Ghammouri]], ''[[Vento in scatola]]'')
*L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia è una repubblica fondata sulla paura. ([[Natalino Balasso]])
*L'Italia è uno stivale nero in pelle sadomaso, ormai. ([[Gipi]])
*L'Italia è varia, i desideri sono diversi, le aspirazioni sono diversissime. ([[Oliviero Zuccarini]])
*{{NDR|Nel 1971}} L'Italia ha bisogno, certo, di compiere un veloce tragitto in avanti: e in certi momenti questo può e deve avvenire anche impetuosamente, se si vuole avere ragione di resistenze e conservatorismi. Occorre, però, certezza democratica. ([[Flaminio Piccoli]])
*L'Italia ha da trionfare, perché l'Italia è la [[libertà]], l'[[umanità]], la [[civiltà]]. Che tutti que' principii, disconosciuti e condannati dalle dinastie decadute, escano ora dall'ombra e dal silenzio, ove si tentava seppellirli; che il [[popolo]] fatto libero si ritempri nel sentimento della sua [[dignità]] e della sua [[potenza]]; che la [[violenza]] e l'[[iniquità]] dell'alto non autorizzino la violenza e l'iniquità del basso; che la [[paura]], questo vergognoso istinto di [[degradazione]] e di [[schiavitù]], sia sradicata affatto dalla [[coscienza]] popolare che si rialza: ecco il sistema di repressione che senza fallo riuscirà; e la palla sarà estratta dalla ferita, e la [[camorra]] non esisterà più, se non come memoria in quest'opuscolo caduto nell'oblio. ([[Marc Monnier]])
*L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo. ([[Pio XII]])
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile. ([[Slogan fascisti|slogan fascista]])
*L'Italia in tutti i tempi fu assai feconda d'uomini prodi in armi, e per lunga pezza ammaestrò le altre nazioni nel miglior modo di guerreggiare. Ma della sua scuola portò amarissimo frutto; perché i discepoli bene ammaestrati, e per maggior giovinezza e costumi incorrotti più animosi, più forti, più feroci di lei, la trafissero a morte nel seno con quell'istesso ferro, che ella per sua sciagura mise loro in mano. ([[Giovanni Eroli]])
*L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia non è solo un paese lungo, è un paese antico dove il meraviglioso pagano si è trasfuso nel miracoloso cattolico e in cui il papa è il vero re con cui bisogna comunque andare d'accordo, o con il Concordato o con la sua riconferma nella costituzione repubblicana, articolo 7, approvato da tutti i comunisti materialisti e atei salvo la Teresa Noce e il professor Concetto Marchesi. ([[Giorgio Bocca]])
*L'Italia non è un Paese povero, è un povero Paese! ([[Charles de Gaulle]])
*L'Italia non è un paese razzista, è un paese che ospita un bel po' di razzisti a cui però in fondo vuole bene, suvvìa, sò ragazzi. ([[Daniele Fabbri]])
*L'Italia non è una provincia, è la Signora delle altre province. ([[Giustiniano I]])
*L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia seppe superare nelle aule legislative i suoi nemici, come seppe vincerli nei campi delle battaglie. ([[Giovanni Battista Cassinis]])
*''L'Italia! Solamente a 'sta parola | Er sangue ce bolliva ne le vene, | Er core ce zompava ne la gola! | E che strazzi, che tribboli, che pene | Che sapemio soffrì pe' 'st'ideale, | Senza fa' tante scene | Co' le sottoscrizzioni sur giornale! | Ché puro allora se viveva male, | Ma, per lo meno, se moriva bene!'' ([[Trilussa]])
*''L'Italia sotto l'ala di metallo | si distende, tutta colli e specchi d'acqua, | come una coperta variopinta, | non ricorda il passato, alfuturo non pensa, | immersa nel presente, nell'odierna vanità –, | la tua vita d'ogni giorno''. ([[Maksim Amelin]])
*L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*L'Italia, ''tale quale è'' dà la più brutale smentita, in ogni sorta di manifestazioni, ai ciechi che la considerano come un museo storico, il reliquiario di una civiltà che muore dopo avere generato quelle dell'avvenire; che la chiamano miserabile terra dell'arte e dell'eroismo, la cui esistenza è precaria. ([[Napoleone Colajanni]])
*L'Italia, tra i paesi a democrazia parlamentare, ha sempre avuto il primato nella partecipazione dei cittadini alle scelte elettorali fondamentali. È stata questa massiccia partecipazione uno dei punti di forza della nostra democrazia. ([[Vittorino Colombo]])
*''L'Italia, una sterminata domenica. | Le motorette portano l'estate | il malumore della festa finita.<ref>La fine del campionato di calcio. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', introduzione di Gilberto Leonardi, commento di Luca Lenzini, I Grandi Classici Della Poesia, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 229, nota.</ref>| Sfrecciò vano, ora è poco, l'ultimo pallone | e si perse: ma già | sfavilla la ruota vittoriosa.<ref>Il giro d'Italia. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', p. 229, nota.</ref>| E dopo, che fare delle domeniche? | Aizzare il cane, provocare il matto... | Non lo amo il mio tempo, non lo amo. | L'Italia dormirà con me. | In un giardino d'Emilia o Lombardia | sempre c'è uno come me | in sospetti e pensieri di colpa | tra il canto di un usignolo | e una spalliera di rose...'' ([[Vittorio Sereni]])
*L'italiano è diventato diffidente e non crede mai a una notizia, ma quando vede che è smentita comincia a capire che qualcosa di vero c'è. Però, appena il fatto smentito accade, bisogna ricordarsi di smentire di averlo mai smentito. ([[Enzo Sermasi]])
*L'italiano è sicuro di sé perché è irrequieto ed esaltabile, e facilmente si dimentica di se stesso e degli altri. ([[Guerra e pace|Lev Tolstoj, ''Guerra e pace'']])
*L'italiano è un animale sociale; quando cerca sul serio la solitudine, l'organizza in consorzio e si fa monaco. ([[Henry Furst]])
*L'italiano medio, scapolo, divorziato o con famiglia, che passi nelle vicinanze di una bandiera italiana, sgargiante nei suoi tre colori, è ammonito di tenere un contegno assolutamente inequivoco; potrà sorridere, ma con rispetto, nei confronti di detta bandiera, e non sguaiatamente, come può accadere di ammiccare ad un compagno di bevute e sconvenienze; gli si consiglia di levarsi il cappello, ma sempre come si usa con i superiori, non, ad esempio, con i condòmini; in genere, può eseguire gesti allusivi a trepida devozione, incondizionato assenso, festosità e generico desiderio di morire in modo straziante per la medesima: tanto, egli lo sa, la sua famiglia resterà raccomandata alle cure di quella bandiera, che non dimentica i suoi figli migliori. Questo contegno non esito a giudicare saggio, prudente e, anche se ipocrita, da vero italiano. ([[Giorgio Manganelli]])
*La bellezza dell'Italia è la sua storia, il suo passato. Allo stesso tempo l'Italia deve cambiare per sopravvivere, non può conservare la sua identità. ([[Maaza Mengiste]])
*La cosa che piace meno in assoluto agli italiani è la [[guerra]]. Da quella è difficile uscire, anche se nell'ultima abbiamo fatto il capolavoro di perderla e poi di vincerla semplicemente spostando il maresciallo Badoglio al posto del cavalier Benito Mussolini. C'eravamo anche noi partigiani, s'intende, ma senza alcuno scandalo o rifiuto per gli opportuni capovolgimenti. ([[Giorgio Bocca]])
*La cultura e la lingua italiane entrano nell'anima di chi arriva e si fondono con le sue credenze religiose. ([[Kader Abdolah]])
*''La fine del mondo qua frà non farà danni | resta in Italia e ti salvi, siamo indietro dieci anni.'' ([[Club Dogo]])
*La geografia dell'Italia rende il nostro Paese uno degli ecosistemi più unici al mondo, allo stesso tempo però si tratta di un territorio fragile e insidioso; circa il 44 per cento del nostro territorio è infatti a elevato rischio sismico e quasi la totalità, il 94 per cento secondo la Protezione civile, è minacciato dal [[dissesto idrogeologico]]. ([[Francesco Maria Rubano]])
*La grande ricchezza dell'individualismo in Italia dove «un Marcel diventa ogni villan», rende difficile a un italiano accettare la gloria dei suoi compagni. Di [[Giorgio Vasari|Vasari]] ve n'è uno solo. ([[Henry Furst]])
*«La [[Monarchia]] ha fatto l'Italia.»<br/>«Proprio lei, sola sola? E come l'ha fatta? Sponte o spinte? Con le vittorie, o a furia di disfatte? E che cosa è questa sua Italia? Dov'è la gloria, il lauro e il ferro che il vostro [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] andava cercando sessant'anni addietro? Ne avete notizia voi? Siamo l'ultima delle grandi [[Nazione|nazioni]], una ranocchia gonfiata sul punto di crepare, come quella della favola. Teoricamente, filosoficamente, non mi direte che il regno d'un sol uomo su tutti gli altri suoi simili sia l'ideale. L'ideale, se siete [[Idealismo|idealista]], è tutto il contrario, è la repubblica sociale, l'[[eguaglianza]] e l'accordo di tutti. [[Utopia]], sta bene, e lo sanno anche coloro che la sostengono; ma utopia generosa, non rassegnazione antipatica, come la nostra. Generosa e pericolosa, volete dire? Andate là, che il mondo non è caduto e non cadrà, per quante riforme e per quante [[Rivoluzione|rivoluzioni]] si facciano...» ([[Federico De Roberto]])
*{{NDR|Gli aspetti più negativi dell'Italia}} La pigrizia, la chiacchiera (altro risvolto della pigrizia). I problemi, in Italia, non si risolvono: con grande acribia, si complicano, per evitare di affrontarli. (Mai che si rimuova un'automobile in un parcheggio vietato: si preferisce discutere della nuova legge sul traffico urbano). Non esiste paese dove proliferino tanti testi teorici, non uno dove si discetti con tanta passione sul sole dell'avvenire mentre la vita quotidiana ha raggiunto un punto di degradazione intollerabile. Di questo passo, l'Italia non si distruggerà: si è già distrutta ed ha un rapporto del tutto astrale con la realtà. Verrebbe fatto di pensare ad una macchinazione del potere contro il popolo: sennonché il potere non è meno pigro del popolo. ([[Erich Linder]])
*La [[storia]] considerata come una vicenda di buono e di cattivo tempo, di uragani e di sereni, ecco che cos'è la storia per un italiano. Per questo scetticismo della storia non si sono prodotti tanti tragici fenomeni in Italia, dove nulla è mai scontato interamente, dove tutti possono avere la loro parte di ragione, o dove tutti hanno torto, dove si ritrovano viventi i residui di tutte le catastrofi e di tutte le esperienze e di tutte le epoche. Ci sono ancora i guelfi, i neoguelfi, i separatisti, i federalisti, i sanfedisti, i baroni, i feudatari, ecc. Questi caratteri italiani sono l'origine delle più strane sorprese e delle più incredibili involuzioni. ([[Corrado Alvaro]])
*La ''Trasfigurazione'' {{NDR|Capolavoro di [[Raffaello Sanzio]]}} le era parsa mediocre, il [[Vesuvio]] in eruzione appena superiore ai fumaioli di [[Birmingham]]. Insomma, la sua grande obiezione contro l'Italia era che questo paese mancava di colore locale, di carattere. ([[Prosper Mérimée]])
*La visione degli italiani come maestri di doppiezza e di malizia politica per tutta l'Europa della prima Età moderna non rappresenta un puro giudizio moralistico ma implica, a mio avviso, un giudizio abbastanza preciso di una paternità, frutto del Rinascimento e della Controriforma ad un tempo, che viene ripudiata ma che è ugualmente avvertita come parte integrante della propria realtà storica. ([[Paolo Prodi]])
*Le due qualità che più apprezzo negli italiani è la loro volontà di lavorare veramente esemplare e il fatto che ovunque essi vadano cercano di assuefarsi alle condizioni locali e di vivere in armonia con le genti del posto. ([[Haile Selassie]])
*Le orde di Celti, Goti, Vandali e Longobardi le quali in tempi storici invasero l'Italia offrono un esempio di quello che la penisola deve avere sopportato durante le varie migliaia di anni che precedettero la [[fondazione di Roma]]. L'ottimo clima e la lussureggiante vegetazione del suolo, assai più ricca di quella del Mediterraneo orientale, hanno sempre attirato eserciti di migranti dall'inclemente settentrione. E quando ciascuna orda di invasori fu divenuta indolente sotto la snervante influenza dell'ambiente, a sua volta dovette cedere il posto ad una popolazione più intraprendente non ancora snervata. ([[Tenney Frank]])
*Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera. ([[Umberto Eco]])
*Lo Stato italiano<ref>Il brano, scritto nel 1920, si riferisce al Regno d'Italia costituito sotto la monarchia Sabauda.</ref> è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'[[Questione meridionale|Italia meridionale]] e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di [[Brigantaggio|briganti]]. ([[Antonio Gramsci]])
*Ma il nostro è un paese ''laico e democratico'' dove un [[Mario Monti|presidente del consiglio]] che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al [[Papa Benedetto XVI|Papa]]. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come ''Padre Pizzarro'' è che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico ''di fatto''. ([[Corrado Guzzanti]])
*Ma intanto, della cresciuta gloria di [[Dante Alighieri|Dante]] congratuliamoci, come di felice augurio colla nostra età, colla nostra [[Patria]]. Ella ha molti altri grandi scrittori, anzi i più grandi in ogni arte o scienza moderna; il più gran lirico di amore, il più gran novellatore, il più grand'epico grave, il più grande giocoso, il più gran pittore, il più grande scultore, il primo de' grandi fisici moderni e il maggior degli ultimi: [[Francesco Petrarca|Petrarca]], [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], [[Torquato Tasso|Tasso]], [[Ludovico Ariosto|Ariosto]], [[Raffaello Sanzio|Raffaello]], [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Galileo Galilei|Galileo]] e [[Alessandro Volta|Volta]]. Vogliam noi glorie, vanti, supremazie? Non ci è mestieri ire in cerca d'ignoti o negati. Tutti questi ce ne daranno. ([[Cesare Balbo]])
*Malgrado tutto quanto è stato detto del Kent, del Surrey e del Sussex, non potemmo fare a meno di riflettere a quanto sia povera di quel cuscino adiposo rappresentato dai rilievi montani qualsiasi nazione se confrontata con l'Italia. ([[Samuel Butler]])
*Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} [[Max Ascoli]], famoso antifascista, diceva: "l'intelligenza è la nostra forma di stupidità". Voleva dire: siamo così intelligenti che diventiamo [[furbizia|furbi]], e da furbi poi diventiamo [[stupidità|fessi]] e non sappiamo fare nemmeno i nostri interessi. ([[Beniamino Placido]])
*Metello diventò vero italiano e vero uomo: prima ancora di essere elencato nei registri del comune, si trovò registrato negli elenchi della polizia. ([[Vasco Pratolini]])
*Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità. ([[Diane Lane]])
*Moltissimi italiani erano all'oscuro di quello che egli {{NDR|[[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]}} aveva cercato di dir loro; per anni, «l'Italia», o meglio «la Talia», continuò ad essere ritenuta, da alcuni meridionali, la moglie di [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele]]. ([[Denis Mack Smith]])
*Nel paesaggio italiano c'è qualcosa di talmente simpatico, di talmente umano! Non è infinità e distesa, non è un paesaggio dagli orizzonti sconfinati; è vasto e lontano, tuttavia gli elementi che lo compongono sono sempre limitati e finiti. E inoltre, è aggiustato così bene, con tanta cura e laboriosità dalla mano dell'uomo, ed è così variopinto! Sono contento che gli uomini siano riusciti ad addomesticarlo, ad adattarsi ai suoi capricci geografici, ai suoi rigonfiamenti, alle sue depressioni, ai suoi pendii, riuscendo sempre a conservare l'equilibrio tra indiscrezione e indifferenza, tra violenza e rassegnazione. ([[Tadeusz Breza]])
*Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida. ([[Charlotte Rampling]])
*Nessuna nazione più della nostra, se volge lo sguardo verso la propria storia, vede integralmente partecipi dell'intellettuale e civile suo progresso i propri [[Letterato|uomini di lettere]]; nessun'altra nazione più di questa ha il dovere di onorare coloro che professano le lettere, perché nessun'altra può darsi vanto di essere stata civilmente sempre grande anche se, politicamente, caduta in schiavitù; quella gloria che in certe età a l'Italia soldati o principi non seppero dare gli scrittori, gli artisti le procurarono; per i versi e per le prose che in essa echeggiavano, non meno che per lo splendore delle sue alte cupole ornate d'affreschi e benedette dal sole, non meno che per ardir di naviganti, genio di scienziati o abilità di commercianti, questa Italia bella, anche quando gareggiavano le discordie interne e la straniera avidità per trarla a rovina, continuava ad essere la pura luce splendente nelle tenebre da cui non s'eran sapute anco liberare molte altre nazioni, il tempio sacro in cui si custodiva la gloriosa tradizione classica, in una parola, il cervello del mondo. ([[Romeo Gallenga Stuart]])
*Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto. ([[Giovanni Sartori]])
*Noi italiani, che nel miracolo economico eravamo dentro fino al collo, non parlavamo d'altro; con perplessità, orgoglio, scetticismo, ma soprattutto con speranza, gli uomini della strada; con «moderata» fiducia, gli uomini politici al potere; con cognizione di causa e assoluto ermetismo, gli economisti; con astioso sarcasmo, gli uomini politici all'opposizione; con slancio, ottimismo ed entusiasmo, l'uomo del giorno che era Enrico Mattei, presidente dell'ENI. ([[Alfredo Pigna]])
*Noi italiani facciamo la vita da generale con la paga del caporale. Un miracolo di acrobazia economica che soltanto un italiano può realizzare. ([[Sergio Cragnotti]])
*Noi Italiani meno degli altri possiamo aprir l'animo ai facili entusiasmi quando si tratti di pronunciare un giudizio sulla letteratura d'un altro popolo. Noi che abbiamo dato al mondo poeti come Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Parini, Alfieri, Monti, Foscolo e Leopardi e prosatori dell'altezza di Boccaccio, Macchiavelli, Guicciardini, Sarpi, Gozzi e Manzoni, noi che abbiamo in Firenze quel tempio sacrato alla gloria imperitura dell'arte e del pensiero italiano: Santa Croce, noi non possiamo eccedere nella ammirazione e siamo di diritto giudici severi e competenti quando un'altra nazione ne chieda il nostro parere sul valore dei suoi letterati e sulla parte che rappresenta nella storia della civiltà la sua letteratura. ([[Carlo Formichi]])
*Noi Italiani resteremo i nipoti di [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], di [[Publio Cornelio Tacito|Tacito]], di [[Dante Alighieri|Dante]], di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], slattati da [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], da [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], da [[Giuseppe Giusti|Giusti]] non torneremo indietro, né muteremo strada per dar retta ai ciarloni. ([[Ippolito Nievo]])
*Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti. E il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose. Articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme, e questo è un capitale enorme. E per questa italianità c'è sempre posto a tavola per tutto il resto del mondo. ([[Renzo Piano]])
*Noi italiani [...] subiamo la depressione all'estero e la sfiducia intima, per contraccolpo delle guerre perdute, degli insuccessi sul mare e in terra. Gli stranieri facilmente sono tratti al dileggio, perché ci credono inetti ad offendere e a difenderci – e ci rinfacciano troppo spesso le continue disfatte ; – noi, a nostra volta perdiamo la fede nel prestigio delle armi nostre e ci sentiamo menomati al confronto di popoli più di noi belligeri e oltracotanti per la memoria dei bellici allori, quasi questi li rendessero di sangue più nobile, più vivo e meno degenerato del ''gentil sangue latino''. ([[Gian Giacomo Felissent]])
*Noi non abbiamo, no, la poesia di far l'Italia; noi non abbiamo che la prosa di vederla fatta; ed a questi patti sarebbe meglio che [[Carlo Pepoli|Pepoli]] continuasse a scriver commedie e [[Emilio Visconti Venosta|Visconti]] articoli; il cannone a tacere e [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] a parlare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Noi qui buttiamo tutte le colpe addosso agli altri. Ma bisogna fare i conti anche col popolo italiano. Siamo noi che li abbiamo eletti questi signori. Sono mica piovuti dalla luna. E allora non accaniamoci soltanto sulla classe politica. Noi siamo un elettorato disposto a ogni sorta di transazione, quando ci fa comodo. ([[Indro Montanelli]])
*{{NDR|Sull'[[immigrazione in Italia]]}} Noi siamo l'Italia, fondata sul principio di solidarietà del riconoscimento dei diritti inviolabili e universali dell'uomo, che vanno difesi ad ogni costo e in qualunque latitudine, ovunque si trovi un uomo, anche in mezzo al mare. ([[Ida Carmina]])
*Noi Tedeschi e le restanti nazioni, siamo ingenui, quasi una nuda tavola; gli Italiani invece sono dipinti di tutte le false opinioni che è difficile abbandonare, ed i peggiori sono i più adatti ad abbracciarle. Gli Italiani infatti condannano tutte le altre nazioni, mentre proprio loro sono abominevoli. I loro digiuni sono più splendidi dei nostri più lauti banchetti. ([[Martin Lutero]])
*Noi vediamo l'Italia come un Paese bello, allegro, generoso e musicale, il Paese che ci ha regalato il Cremlino, e in cambio noi dobbiamo ascoltare la canzone [[Al Bano|Felicità]] fino all'ultimo giorno di vita! ([[Ivan Urgant]])
*Non c'è dubbio che l'Italia non possa rinunciare alla filiera dell'[[acciaio]], l'Italia è la seconda potenza manifatturiera d'Europa, non può rinunciare a produrre acciaio, ma è altrettanto evidente che questo passi da decisioni strategiche per la città di [[Taranto]]. ([[Ilaria Cavo]])
*Non c'è quasi varietà di paesaggio nel mondo che non si trovi in Italia, e non c'è quasi aspetto d'Italia, montano, ubertoso o desolato, che non si ritrovi in miniatura nelle sue isole, la Sicilia e la Corsica: ma dove l'arte dell'uomo ha posto il suo suggello, il luogo, per vario che sia, cessa di richiamare aspetti esotici, per assumere un volto inequivocabilmente italiano. ([[Mario Praz]])
*Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il [[Maurizio Gasparri|capogruppo del partito di maggioranza]] commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il [[Umberto Bossi|leader di un altro partito di governo]] abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|altro autorevole leader di quel partito]] abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|sindaco del Nord]] inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che [[Marcello Dell'Utri]] (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il [[Silvio Berlusconi|premier]], proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un [[Francesco Cossiga|ex presidente della Repubblica]] rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. ([[Michele Serra]])
*''Non è questa la mia Italia, non è questa la mia patria! || La mia patria è un impero con lo sguardo fisso al sole! | È una legione, la tradizione, è una visione, è un codice d'onore! | La mia patria è là dove si combatte per la mia idea! | È una comunità, è un'identità, la mia patria è questa qua!'' ([[Ultima Frontiera]])
*Non è vero che l’Italia non spende, la verità è che sino a questo momento ha speso male. ([[Ylenja Lucaselli]])
*Non fu per caso che l'Italia divenne la patria del [[Rinascimento]] e perciò la culla del pensiero moderno. In Italia meglio che in ogni altro luogo si era mantenuto il legame coll'antichità, ed allorché venne di nuovo tratta alla luce la letteratura antica, poterono gli Italiani appropriarsela in modo autonomo e tutto loro proprio, poiché essa era l'opera della loro stessa antichità, carne della loro carne, ossa delle loro ossa. ([[Harald Høffding]])
*Non serviva la [[Alluvione di Ischia del 2022|vicenda di Ischia]] per scoprire che l'Italia è un Paese così fragile dal punto di vista idrogeologico, segnato dal consumo di suolo e dall'[[abusivismo edilizio]], in cui i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] impattano in maniera ormai drammatica sulle nostre vite, generando rischi, danni, distruzione, che fino a poco tempo fa pensavamo impossibili. ([[Chiara Braga]])
*Non siamo né credibili, né seri. Nessuno più investe in Italia e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese. ([[Ferruccio de Bortoli]])
*Non siamo [...] un Paese di materie prime. La nostra materia prima si chiama capitale umano. ([[Maurizio Lupi]])
*''O d'ogni vizio fetida sentina, | dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa | ch'ora di questa gente, ora di quella | che già serva ti fu, sei fatta ancella?'' ([[Ludovico Ariosto]])
*''O madre grande d'ogni messe, o grande | madre d'eroi! D'oro e d'incenso abbondi, | nessuna terra è più di lei ferace. | Qui piene spighe, qui rigoglio d'uve, | qui pingui ulivi, qui fecondi armenti. | Il bel cavallo qui le zampe al trotto | scambia a test'alta; qui con lenta possa | muovono i bianchi bovi trionfali. | Pascon, la guerra e la vittoria, insieme! | Qui tiepide aure e il fiore d'ogni mese. | Eppur non tigri, non leoni, o l'erba | che buona sembra a cogliere, che uccide; | né il serpe striscia in terra lungo, e s'alza | ravvolto a spire... E quanta opera d'uomo! | Quante massiccie acropoli sui monti! | E quanti fiumi specchiano le grandi | mura di preromulee città! || I suoi due mari? dove il [[Po]] travolge | lo stillicidio de' ghiacciai su l'Alpi, | e dove il sacro Tevere conduce | l'acque di neri sotterranei laghi?'' ([[Giovanni Pascoli]])
*«Ora che l'Italia è fatta, bisognerebbe unificare le cucine italiane!»<br/>«Ardua impresa. Si potranno federare; se pure!» ([[Federico De Roberto]])
*Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i [[Giornale|giornali]], li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Paese profondamente diviso e smarrito: si rimettono in discussione i capisaldi della storia nazionale condivisa, c’è un involgarimento del discorso pubblico. ([[Massimo D'Alema]])
*Paese profondamente e smarrito diviso in un nord ricco che sente il sud come un peso e di un Mezzogiorno che riscopre l’etica borbonica. ([[Massimo D'Alema]])
*Parlavano della futura Italia [...] ma si sentiva che non importava loro un fico secco della vita pur di farla libera, questa vecchia patria, e grande. [...] «I nostri figli ci faranno il monumento, ma dopo verranno, mi capisce, con licenza, quelle figure porche dei nostri nipoti, e mi par di sentirli: "Come l'han fatta da cani", diranno, "quei vecchi insensati l'Italia!".» ([[Antonio Fogazzaro]])
*[[Paradiso]] è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano; il tutto organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero; e l'organizzazione affidata agli italiani ([[John Elliot]])
*{{NDR|Rispondendo a Henry Fothergill Chorley che aveva detto male degli italiani nel suo romanzo Roccabella}} Pensate, se voi e io fossimo italiani, e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io essere migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no. ([[Charles Dickens]])
*Per me credo che nel nostro popolo, {{sic|a malgrado}} di certa sconcezza e trivialità di apparenze, ci sia tanto sentimento morale ancora vivo da poterci fondar sopra una buona educazione civile. Chi è contristato dai vizi dell'operaio delle città, volga gli occhi al popolo cento volte più numeroso delle campagne; e vedrà se è virtù in quelle genti laboriose, che non hanno altro conforto che la famiglia, altra rimunerazione che un tozzo di pan nero. Tutto sommato, credo che l'Italia abbia meno plebe di molte altre nazioni. ([[Marco Tabarrini]])
*Perché mai non dovremmo più tornare in Italia? Perché, mi rispose, l’Italia per noi non è un paese da visitare come turisti, ma un sentimento. E una volta che l’abbiamo abbandonato, non possiamo più ritrovarlo… non avremmo davanti che città, pietre, uomini. L’Italia è un intreccio di sentimenti, come l’amore. E’ l’ultimo grande dono che il mondo offre a uomini senza patria, disse, e anche agli italiani, perché molti di loro sono già diventati apolidi, nella loro adorata Italia… ([[Sándor Márai|Sandor Marai]])
*''Piangi, che ben hai donde, Italia mia.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*Poco fa [...] ho sentito la tristezza opprimente dell'Italia, tristezza incomprensibile poiché l'italiano è allegro. Perché queste stradette chiassose mi provocano una malinconia così singolare? Eppure io amo l'Italia, ma la mia patria vera è nel Nord. Niente mi alleggerisce di più il cuore quanto il vedere un filare di betulle sotto un cielo grigio... ([[Julien Green]])
*Portatemi via da questa terribile Italia, dove ogni cosa mi deride, mi rimprovera, mi tormenta, mi elude. Via da questa terra di bellezza impossibile! ([[Henry James]])
*Possiamo dirlo a cuor leggero: gli italiani hanno tormentato assai il Nostro paese però hanno fatto anche cose buone. Nulla di nuovo, nulla di miracoloso: bisogna precisarlo. Inoltre bisogna chiarire che, se non avessere fatto qualcosa di positivo, avrebbero avuto contra tutta la popolazione: dovevan pur tenersi buona la popolazione. Però... Ecco, diciamo che se in un senso essi interruppero quel che Noi avevamo incominciato, in un altro senso lo continuarono. E oggi siamo ben felici di aver protetto gli italiani al Nostro ritorno. ([[Haile Selassie]])
*''Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, | proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. | E solo perché sei cattolica, non puoi pensare | che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male. | Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Quando penso all'Italia penso solo alla luce di questo paese. Sopra gli uomini, i tetti. Chissà che non riesca a scendere più in basso, a illuminarci... ([[Giuseppe Sinopoli]])
*Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca. ([[Hernán Crespo]])
*Quando un italiano mi dice che c'è della pasta sul mio piatto, controllo sotto la salsa per esserne sicuro. ([[Alex Ferguson]])
*Quando vi dicono che gente della mia terra è morta, diffidate: ha camminato molto nel mondo, per secoli, e può darsi che qualche volta gli venga il sonno pesante per la fatica, ma al momento di fare i conti si sveglia sempre, e i conti senza noi non si possono chiudere. Sembra un giuoco ed è storia. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'')
*Quanto più m'addentro in questo paese tanto maggiormente rimpiango di non averlo visto dieci anni fa. Non l'avrei osservato meglio; ma certo ne avrei goduto di più. L'Italia ha tutto lo splendore, l'ingenuità, l'ispirazione della gioventù; e sento che, col giudicarla freddamente, non è possibile imparare a conoscerla. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
*Questa è l'Italia sacra agli [[Dei]]. ([[Plinio il Vecchio]])
*Questa Italia, che fu lungamente palestra dell'ambizione, bersaglio della cupidigia straniera e spettacolo miserando d'interne scissure e di fratricide contese, questa Italia offrirà al mondo l'esempio della concordia cittadina, dell'ordine, del progresso e della libertà. ([[Giuseppe Biancheri]])
*Questo longitudinale paese che oggi s'identifica nello stereotipo nazional-geografico di stivale (solo verso la metà del Seicento s'incominciò a vederlo sotto la "forma di uno stivale") veniva nei secoli precedenti immaginato "a guisa di una croce posta in lungo dalle Alpi e dallo Appennino infino a Regio et alli lidi di Calavria". Oppure era visto "a simiglianza d'una fronda di quercia, più lunga che larga", come l'avevano nell'antichità classica definita [[Plinio]] e Solino, immagine ripresa da Fazio degli Uberti e poi da Flavio Biondo, "Molto simile ad una pampana di quercia". ([[Piero Camporesi]])
*Questo paese perde in tutto: abolisce la differenza dei gusti, ma non la divisione delle classi [...] ([[Roland Barthes]])
*Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere. ([[Alberto Ronchey]])
*Sa perché noi italiani abbiamo spesso tollerato la [[burocrazia]] e i suoi misfatti? Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il [[27 (giorno del mese)|27 di ogni mese]]. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava. ([[Gigi Proietti]])
*Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che in Italia siamo molto bravi a tirare su i vincenti e tifare per loro. E al contempo siamo bravissimi a criticare quelli che invece sono in difficoltà. Dovremmo essere più fieri dei grandi campioni che abbiamo. Perché ne abbiamo. ([[Carolina Kostner]])
*Se gli italiani possedessero l'etica del lavoro dei giapponesi, potrebbero essere i padroni del pianeta. Grazie al cielo non ce l'hanno. ([[Bill Bryson]])
*Sì, io non mi quieterò mai fino a che l'Italia non sia libera; ma quando dico di ciò fare, non intendo, e lo dichiaro altamente, di essere il cieco strumento o di un partito o di un individuo: l'Italia, la sua indipendenza, la sua libertà: ecco gli oggetti per cui darò il mio sangue. ([[Felice Orsini]])
*{{NDR|Noi italiani}} Siamo stati i primi ad usare il termine teorema come sinonimo di "fandonia calunniosa dedotta con sofismi". ([[Lucio Russo]])
*Siamo tutti convinti che nobilitare l'aratro colla robusta e onorata mano dei nostri soldati sarebbe uno degli equivalenti della fortuna d'Italia, perché la fortuna d'Italia è necessariamente agricola. ([[Guido Baccelli]])
*Siete troppo linfatico per un greco, troppo vivace per un olandese, parlate da mezz'ora con un uomo di cui non sapete il nome, non sieste tedesco. Parlate poco, non siete francese. Viaggiate senza servitori, non siete russo; non avete le mani sudicie di tabacco, non siete uno spagnolo. Non portate diamanti alla camicia, non siete un americano del Sud; non vi pigliate i piedi in mano, non siete un americano del Nord. Dunque, siete italiano. ([[Ferdinando Martini]])
*So che gli italiani non gradiscono arrivare ultimi [...]. Questa non è l'Italia che conosco e che amo. Gli italiani sono il popolo più generoso che io abbia mai conosciuto; come pubblico, come amici, sanno essere calorosi e generosi come nessun altro. ([[Bono]])
*Sono completamente innamorato dell’Italia: dieci anni fa per me era un periodo nero e se ora sto bene, scrivo e sono felice lo devo al mio incontro con la [[Sicilia]]. ([[Jim Kerr]])
*{{NDR|Parlando degli italiani}} Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'Italia in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. ([[Stendhal]])
*Sono croato, ma l'Italia è la mia seconda patria. Prima di tutto ho imparato una lingua bellissima, ho conosciuto una cultura che ha insegnato e influenzato tutto il mondo in diverse direzioni. L'Italia mi ha fatto crescere in ogni senso e sono grato. Siete e sarete un Paese fantastico. Ma siete anche ipercritici e perdete autostima. La vostra, come la nostra, classe politica vi ha derubati. Ci hanno rubato il sorriso e l'ottimismo. Uno deve essere forte per non subire questa cosa, e non è facile. ([[Zvonimir Boban]])
*Sono fortunato perché sono nato italiano e avrei potuto appartenere a qualsiasi altra nazione, ma il mondo sarà degli italiani perché solo gli italiani hanno creato il fascismo. ([[Chino Alessi]])
*Sono il pio Enea, noto per [[fama]] oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove. ([[Virgilio]])
*Sono un italiano orgoglioso di esserlo, sono fiero per i nostri pregi e spesso mi rammarico per i nostri difetti. L'italiano è un personaggio eccezionale. In tutto. Anche quando inizia a volerti bene. Perché è da lì che possono iniziare i tuoi problemi, se è di te che gli italiani si innamorano. Gli italiani sono commoventi, coinvolgenti, esaltanti. Ma anche eccessivi, opprimenti, invadenti, irrispettosi. Non so chi sia quel tale che ha detto che gli italiani ti perdonano tutto tranne il successo, però so che è così. Questa cosa è assolutamente vera. ([[Valentino Rossi]])
*Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il [[denaro]] e per il [[successo]]. ([[Guido Piovene]])
*Tranne forse gli animali delle favole di [[Jean de La Fontaine|La Fontaine]], nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri [[dovere|doveri]] e fare i propri comodi. ([[Fruttero & Lucentini]])
*Un torto marcio abbiamo noi italiani, ed è lo apporre tutto ai governi, quando sappiamo pure che ogni popolo ha il governo che si merita. ([[Giovanni Siotto Pintor]])
*Un viaggio in Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco futiristi. Lo sono più degli altri, senza avvedersene, sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. [...] In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti di ogni specie; in nessun altro, quasi per tacito accordo di affaristi e sociologi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa. ([[Guido Piovene]])
*Una nazione nasce per volontà di un popolo che vi si identifica, l'Italia invece è stata fatta al contrario: [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ha disegnato i confini e chi era dentro era italiano. ([[Renzo Bossi]])
*Una pace fradicia e senza dignità, e la lunga dissuetudine della nazione dal nobile mestiere delle armi, è stata la ruina d'Italia. ([[Heinrich von Treitschke]])
*Una sera a cena {{NDR|Mao}} espose una sua teoria secondo la quale i popoli che amano mangiare pepato sono rivoluzionari. Citò prima di tutto la sua provincia, lo Hunan, terra che ha generato famosi rivoluzionari. Poi, per dimostrare la sua asserzione, passò alla Spagna, al Messico, alla Russia e alla Francia, ma ridendo forte, dovette riconoscersi battuto quando qualcuno ricordò come la ben nota passione degli italiani per il pepe rosso e l'aglio contraddicesse la sua teoria. ([[Edgar Snow]])
*Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni. ([[Fausto Bertinotti]])
*''Vidi l'Italia col crin sparso, incolto, | Colà, dove la [[Dora]] un po' declina, | Che sedea mesta, e avea ne gli occhi accolta | Quasi un'orror di servitù vicina. || Né l'altera piagnea; serbava un volto | Di dolente bensì, ma di reina; | Tal forse apparve allor, che il piè disciolto | A i ceppi offrì la libertà latina''. ([[Eustachio Manfredi]])
*Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo. ([[Ernest Hemingway]])
===[[Geminello Alvi]]===
*Il grande male dell'Italia sono i difetti che rovinano lo [[Stato]]; era quello che doveva riformarsi e non la lira.
*Il male dell'Italia ormai è tale da aver pervaso quasi tutto, e solo il tagliare spese allo Stato, e possibilità di favori alla politica, può risolverlo. Non certo una «tv dei ragazzi», viziata, non adatta agli affari adulti.
*In Italia il criterio di successo di una politica economica [...] è la diminuzione del residuo della pubblica amministrazione, quindi le tasse e spese statali. Ci hanno provato con troppa timidezza. Erano del resto quasi tutti una volta democristiani, complici della fine dello Stato in Italia.
*In quest'Italia agli adulti si concede di fingersi vecchi per andare in pensione, ma poi da pensionati di regredire a giovani.
*La nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria, in leggerezza, lasciando dietro di sé un profumo di non certezza. Al quale poco si bada, ché proprio tutto in Italia partecipa di un elemento d'aria: il bene, il male e persino il rimorso, chè un pentirsi già pentito prima di dirsi.
*La parte della mente che gli italiani applicano per capire l'economia, ossia la circonvoluzione del cervello dove si riflettono le chiacchiere dei giornali, è tra le più malmesse. I pregiudizi vi s'avvinghiano tra pochi fatti, composti spesso di verità scadute.
===[[Luigi Barzini junior]]===
*Gli italiani in genere sono convinti che raramente i mali dell'uomo possono essere guariti ma solo alleviati, e le catastrofi essere evitate ma solo qualche volta mitigate. Per questo, in ogni loro attività, preferiscono scivolare con eleganza sulla superficie debitamente decorata e lasciare inesplorate le tragiche profondità.
*Il [[sospetto]] che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d'angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un'educazione seria, quando crescono e se ne accorgano. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza. I [[Diplomazia|diplomatici]] stranieri a [[Roma]] dicono sconsolati: «L'Italia è l'opposto della [[Russia]]. A [[Mosca (Russia)|Mosca]] non si sa niente, eppure tutto è chiaro. A Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente.»
*In Italia l'uomo non è mai solo con i suoi pensieri, si sente sempre immerso nell'umanità, tutto intorno a lui sembra chiaro e aperto. Rappresentazioni così pittoresche e verosimili degli elementi naturali, dei paesaggi, degli esseri umani e dell'architettura costituiscono una sorta di eterno romanzo sceneggiato.
*L'italiano non di rado è capace di pronunciare parole gravi e sincere (suggerite dall'ira, dalla gelosia, dalla necessità di difendre i propri interessi e la propria dignità, o il suo appassionato amore) e, al contempo, di guardare con la coda dell'occhio per accertarsi dell'impressione che sta facendo sugli astanti.
*La [[menzogna]] cortese e l'[[adulazione]] possono certamente riuscire utili in determinate occasioni, ma, nella maggior parte dei casi, debbono essere onestamente classificate tra gli espedienti escogitati per rendere la convivenza umana decorosa e piacevole. Sono lubrificanti che fanno scorrere con minori attriti i rapporti tra uomini. L'[[adulazione]], in qualche modo, fa sì che anche l'uomo più diffidente si senta importante, più fiducioso, e di conseguenza più indulgente, generoso e quasi [[Magnanimità|magnanimo]]. È così comune in Italia da passare praticamente inosservata.
===[[Giorgio Bassani]]===
*{{NDR|In Italia}} Dopo la dittatura non si è verificato il trapasso alla democrazia, ma solo la spartizione fra i partiti del potere e dello spazio politico. Siccome lo Stato non c'è, gli intellettuali, a seconda delle loro inclinazioni ideologiche, si lasciano assorbire dai vari potentati.
*La natura e la storia, in Italia, sono così tanto apparentate fra di loro che sarebbe impossibile separarle. Il territorio nella sua configurazione naturale è praticamente inesistente; nel tempo, in tutto il paese, la natura è stata rimodellata o quanto meno segnata dal lavoro dell'uomo.
*Ma l'Italia – io lo ricordo sempre agli americani – è la matrice culturale del corso moderno. Senza il ripensamento critico del passato avvenuto nel rinascimento, il mondo, che era antico, non sarebbe diventato moderno. Il patrimonio artistico è la prova, la testimonianza puntuale, del processo spirituale che ha cambiato il profilo della civiltà. È per questo motivo che l'Italia, per me, ha un un carattere «sacro».
*Soltanto in Italia, infatti, si è verificata la convivenza armonica della pienezza dell'arte (pensiamo, ad esempio, al caso di Michelangelo) con la pienezza della vita: cioè con il suo contrario: perché l'arte è una cosa, la vita un'altra.
===[[Giosuè Carducci]]===
*''Impronta Italia domandava Roma, | Bisanzio essi le han dato.''
*''Italia | assunta novella tra le genti''.
*''La nostra patria è vile.''
*''Maledetta | sii tu, mia patria antica, | su cui l'onta de l'oggi e la vendetta | de i secoli s'abbica!''
===[[Massimo d'Azeglio]]===
*Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ''ab antico'' il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che riformare sé stesso.
*Il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani.
:Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani.<ref>La frase viene spesso attribuita a [[Massimo d'Azeglio]] in diverse forme. In realtà essa rappresenta una sintesi non completamente fedele di un pensiero espresso dallo stesso d'Azeglio ne ''I miei ricordi'' (1867). Molte fonti riportano che il primo a citare la frase di d'Azeglio in questa forma fosse stato [[Ferdinando Martini]] nel 1896 e per questo motivo qualcuno arriva ad attribuire questa versione della frase allo stesso Martini. In realtà le prime attribuzioni a d'Azeglio di questa versione (o comunque di versioni molto simili) della frase risalgono a ben prima del 1896: ''Rivista sicula di scienze, letteratura ed arti'' (1870), conferenze di [[Francesco De Sanctis]] a Napoli (1872-1873), ''L'Italia vivente'' di Leone Carpi (1878). Ne deriva che l'attribuzione a Martini è indubbiamente erronea.</ref>
:Se vogliono fare l'Italia, bisognerà che pensino prima a fare un po' meno ignoranti gli Italiani.<ref>[[Ferdinando Martini]] narra che d'Azeglio avrebbe pronunciato tale frase in un colloquio a Montecatini.</ref>
*L'Italia è l'antica terra del ''[[dubbio]]''. [...] Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del ''dolce far niente'' italiano.
===[[Fabri Fibra]]===
*Gli italiani vivono malissimo il lavoro. Meno male che è nel primo articolo della Costituzione, che è decisamente da cambiare. [...] Propongo di cambiare questo benedetto primo articolo della Costituzione: l'Italia è una Repubblica democratica (questo lo teniamo) fondata su: le ferie e le vacanze, l'evasione fiscale, l'arte (che non si mischia mai coi soldi, ricordiamolo) e il lavoro degli altri. Non del mio.
*''In [[Inghilterra]] sei al verde? Avrai un sussidio. | In Italia sei al verde? Io non ti invidio. | In Italia sei gay? Ti sfotte la gente. | In Inghilterra sei gay? Ti fanno dirigente.''
*''In Italia non c'è più destra e sinistra, | il potere calpesta e amministra.''
*L'italiano non vuole regole, qualunque tipo di regola ci sia, l'italiano vuole infrangerla, cioè, vuole infrangerla senza infrangerla, vuole raggirarla nella maniera in cui tutti gli altri la raggirano. Infatti, raggirare la legge come tutti gli altri non vuol dire infrangere la legge, significa semplicemente fare come tutti gli altri.
===[[Ennio Flaiano]]===
*Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
*Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
*Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
*L'Italia è un paese dove sono accampati gli italiani.
*In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.
*Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti e di cognati...
===[[Giorgio Gaber]]===
*''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''.
*''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.''
*''Mi scusi Presidente | ma questo nostro Stato | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.''
*Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie.
===[[Antonio Gallenga]]===
*È pure innegabile il diritto dell'Italia ad esser chiamata «il paese della bellezza.» E il «giardino d'Europa,» e non v'è luogo, neppure nelle località relativamente più monotone, in cui l'occhio non sia rallegrato dagli effetti combinati della terra e dell'acqua, dell'aria e della luce. Ma se la natura, in Italia, ha fatto per l'uomo tutto quello che poteva, bisogna convenire che l'uomo le ha mal corrisposto cercando in ogni maniera di guastare l'opera sua; che egli ha defraudato tanto la sua terra quanto il suo clima di tutti quei vantaggi dei quali era gli stato concesso il godimento, e ciò spogliando spietatamente i monti delle loro foreste primitive, che la Provvidenza aveva {{sic|inalzate}} a tutela delle regioni più basse.
*Gl'Italiani sono considerati come una bella razza, e le loro donne sono sempre più avvenenti verso la fine della stagione invernale breve ma rigida, allorché la salubre tramontana ha richiamato sulle loro carnagioni brune un vivace colorito roseo che il caldo estivo aveva fatto scomparire, ed ha rinforzato le loro forme eleganti e rotondette, che, il soffocante scirocco aveva abbattute ed infiacchite. Ma per le strade affollate, specialmente a [[Torino]], tra la gente di bell'aspetto, scorgete subito, appena arrivati e in un giorno solo, un maggior numero di nani, di storpi, una maggior varietà di gobbi, di ammalati deformi e disgustosi, di quello che potreste vedere a [[Londra]] in un anno intero. Le cause di questo doloroso spettacolo non si conoscono ancora bene.<br>Pare che la razza nei suoi strati più bassi sia stata, di generazione in generazione, mal nutrita, male alloggiata, viziata e corrotta; né ai disordini che tengon dietro ai peccati dei padri si potrà forse se non col tempo portar rimedio nei deformi e sventurati discendenti.
*L'emancipazione di un popolo Italiano richiede totale rigenerazione. Il degradamento dell'Italiano data almeno dal 1530. Saremo noi accusati di soverchia sfiducia se crediamo non potersi aver piena redenzione prima del 1900? Lungo servaggio ha snaturato l'Italiano; il dosso curvo per tanti anni sotto il giogo non potrà raddrizzarsi che dopo due o tre generazioni.
*Quando la politica non gli va a verso l'Italiano si limita a non occuparsene. Ragiona così: le faccende del paese sono le faccende di tutti, ossia di nessuno; certo non sono faccende ''sue''.
===[[Cesare Garboli]]===
*{{NDR|Riferendosi al sesto canto del ''Purgatorio'' di [[Dante Alighieri]]}} Noi siamo stati il giardino dell'Impero, come diceva [[Dante Alighieri|Dante]]. Siamo simili a un Efebo dentro al quale tutti gli altri stati hanno desiderato stare, ammirati della sua bellezza. Quando abbiamo smesso di essere un bel ragazzo che l'ha preso nel sedere, abbiamo fatto la faccia feroce, per poi sbagliare tutto... La vocazione del nostro paese è una vocazione servile, nel bene e nel male.
*[In Italia] l'identità nazionale è sempre sentita in termini di orgoglio rivendicativo e rabbioso. [...] L'italiano, se si sente italiano, diventa subito [[fascista]].
===[[Giuseppe Garibaldi]]===
[[File:Partenza da Quarto.jpg|thumb|upright=1.4|''La partenza da Quarto'']]
*È il popolo rivendicato a se stesso, libero del suo braccio e della sua coscienza che dovrà creare in Italia il nuovo elemento di progresso civile, morale ed economico. Però oggi è d'uopo crear quest'Italia, che non esiste, né può esistere, col Tedesco a Venezia e col Papa a Roma.
*Favorito dalla fortuna, io ebbi l'onore nei due mondi di combattere accanto ai primi soldati, ed ho potuto persuadermi che la pianta uomo nasce in Italia, non seconda a nessuno; ho potuto persuadermi che quegli stessi soldati che noi combattemmo nell'Italia meridionale, non indietreggeranno davanti ai più bellicosi, quando saranno raccolti sotto il glorioso vessillo emancipatore.
*Per i preti la Nazione Italiana fu sempre divisa, non poté mai unificarsi, ad onta degli sforzi de' nostri grandi di tutte le epoche, e fu perciò in tutte le epoche dominata da stranieri, che i preti stessi chiamarono in Italia in loro aiuto contro le popolazioni irritate dalle enormezze dei falsi leviti.
*Qui si fa l'Italia o si muore.
===[[Roberto Gervaso]]===
*In Italia le cose ben fatte sono solo quelle vietate.
*L'ideale dell'italiano è il voto segreto.
*L'Italia: l'unico [[casa di tolleranza|casino]] che la Merlin nel 1958 non riuscì a far chiudere.
*L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
*Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] del «fine che giustifica i mezzi» ma il [[Francesco Guicciardini|Guiciardini]] del «''proprio particulare''». Non abbiamo ideali ma solo interessi; abbiamo molte idee sbagliate e tante ideologie fasulle, in cui non crediamo, ma in cui fingiamo di credere purché portino acqua al nostro mulino di spericolati conformisti.
*Perché gli italiani sono estremisti solo a parole, e solo al bar, in piazza, allo stadio; amano il quieto vivere, anche se gli piace vivere a modo loro; i terremoti li sopportano solo in casa altrui; finché possono fare i propri comodi e comodacci, non fanno rivoluzioni.
===[[Michail Gorbačëv]]===
*Da voi non esiste un problema nazionale quanto, piuttosto, un problema di rapporti tra sud e nord. Si tratta, ovviamente, di una questione che spetta agli italiani affrontare e risolvere. Io posso offrire la mia esperienza come riflessione. Quando, ricordate, ad un certo punto dissero che bisognava liberarsi di tutte le repubbliche e saremmo diventati tutti ricchi. Ecco, sento che nel vostro Nord si dice di volersi liberare della Sicilia e di qualche altra regione meridionale per poi vivere meglio.
*Debbo dire che mi piace molto lo stile con cui voi italiani ponete le domande. Prima occupate mezza pagina per ricordarmi quello che io stesso ho detto, e solo a quel punto fate la domanda. Uno stile simpatico!
*L'Italia è una grande democrazia. Nel vostro Parlamento risse non se ne sono mai viste...
*L'Occidente ha raggiunto l'apice della sua civiltà politica. L'Italia no, sta ancora sperimentando.
===[[Alberto Lattuada]]===
*Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
*Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
*Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
*Siamo primi nel delitto, primi nelle invenzioni, nell'arte, il nostro [[cinema]] del dopoguerra è un altro miracolo. Tutto il mondo si è trovato sullo schermo qualcosa da ammirare, è rimasto commosso nello scoprire un Paese che si guardava allo specchio crudelmente, si fotografava come nessuno osa, con le ferite aperte. Sullo schermo abbiamo stupito un'altra volta.
===[[Leo Longanesi]]===
*Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
*Il popolo italiano è sempre in buona fede.
*In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
*L'italiano non lavora, fatica.
*L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
* Noi italiani vorremmo fare la [[rivoluzione]] col permesso dei [[carabinieri]].
*Noi siamo il cuore d'Europa, ed il cuore non sarà mai né il braccio né la testa: ecco la nostra grandezza e la nostra miseria.
*Sotto ogni italiano si nasconde un [[Cagliostro]] e un [[Francesco d'Assisi|San Francesco]].
===[[Curzio Malaparte]]===
*A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.
*Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra [[San Francesco d'Assisi]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] . [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
*L'Italia, dove il [[diritto]] è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca assolutamente, cioè, il senso del diritto. Chi si sente cittadino fra noi? Chi rispetta lo Stato? Chi ha una nozione esatta del rispetto che ogni individuo, a qualunque confessione appartenga, deve allo Stato, il che significa a sé stesso?
*La legge in Italia, è come l'onore delle puttane.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
===[[Marco Malvaldi]]===
*– Lo sai che casino succederebbe se non ci fosse nessuno che difende i diritti dei lavoratori? Si finirebbe come la Cina.<br/>– Ne sono convinto. [...] Purtroppo non sento mai parlare di doveri dei lavoratori. Il che, forse, spiega il fatto che stiamo finendo come l'Italia.
*Siamo in Italia, in fondo. Siamo pieni di professori emeriti, senatori a vita e centoventagenari assortiti nei posti che contano, a badare che i giovani, quelli che hanno meno di settant'anni, non facciano troppo casino quando tentano di fare le cose per davvero.
*«Successe la solita 'osa che succede sempre in Italia». «La sinistra ha perso le elezioni?»
===[[Cesare Marchi]]===
*[L'italiano] Ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro.
*I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
*L'italiano è per il divorzio, l'aborto, la pillola, la fecondazione artificiale, ma spende un milione per il vestito della figlia che va alla prima comunione.
*L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
*[L'italiano] Legge i giornali di sinistra, ma non vota a sinistra. Se vota a sinistra, è contrario alla selezione meritocratica, ma per il suo tempo libero sceglie i ristoranti con due stelle, i concerti con i più famosi direttori d'orchestra.
===[[Indro Montanelli]]===
*Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.
*In Italia non c'è una coscienza civile, non c'è un'identità nazionale che tenga insieme uno Stato federale e garantisca la civile convivenza delle sue parti. Invece io vedo solo nell'Italia Cisalpina qualche barlume di coscienza civile e una vocazione europea. Altrove, invece, è un disastro difficile, se non impossibile, da rimediare. Spero proprio di sbagliarmi.
*L'Italia è finita. O forse, nata su dei plebisciti-burletta come quelli del 1860-'61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me non è più la Patria. È solo il rimpianto di una Patria.
*Ogni italiano è insieme furbo e fesso. L'italiano è furbissimo nella gestione dei suoi affari privati, può ricorrere a tutte le astuzie, è attento, è accorto, ed è assolutamente fesso nel non rendersi conto che se i suoi affari privati rimangono immessi in una società che non funziona – cioè dove gli interessi generali vengono trascurati e negletti – i suoi interessi privati finiscono col soffrirne e col condurlo al fallimento. Questo, a noi italiani, non entra in testa.
*Posso solo dire che l'Italia del Cattaneo è quella che conserva qualche probabilità di salvarsi da questo degrado politico, culturale, morale, economico. E l'Italia del Cattaneo è quella Cisalpina. A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c'è un'Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell'Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare. Del resto Cattaneo ci tentò, andò a Napoli e resistette qualche giorno. Poi si arrese e se ne tornò nella sua Lugano, nella sua Svizzera.
*Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto ad uccidere e tanto meno a morire.
*Siamo un paese cattolico, che nella [[Provvidenza]] ci crede o almeno ne è affascinato. Il pericolo è questo: gli italiani sentendo aria di provvidenza sono sempre pronti a mettersi in fila speranzosi.
===[[Vincenzo Monti]]===
*''Bella Italia, amate sponde, | Pur vi torno a riveder | Trema in petto, e si confonde | L'alma oppressa dal piacer. Tua bellezza, che di pianti | Fonte amara ognor ti fu, | Di stranieri e crudi amanti | T'avea posta in servitù''.
*''Ben di senso è privo | Chi ti conosce, Italia, e non t'adora''.
*''L'ira di Dio su te mormora e rugge, | O Italia, o donna sonnolenta ed orba, | Sanguigno il Sole le fresch'aure adugge, | L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba''.
*''No, Itali siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia''.
===[[Benito Mussolini]]===
[[File:Mussolini DOW 10 June 1940.jpg|thumb|upright=1.2|Mussolini durante la dichiarazione di guerra]]
*Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.
*Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano.
*Nessuno al mondo può dubitare che il Popolo italiano non sia volto verso una pace di cui ha bisogno per completare l'opera intrapresa. Esso vuole la pace e vuole lavorare per la pace.
*Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
*Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.
===[[Giovanni Battista Niccolini]]===
*''Io vorrei che stendesser le nubi | su l'Italia un mestissimo velo: | perché tanto sorriso di cielo | su la terra del vile dolor!''
*''Italia giace | dall'armi, e più da' suoi costumi oppressa; | nulla ritien degli avi e tutto apprese | dai suoi nuovi tiranni''.
*''Italia mia. | Ti bagna il mar, | non l'assicura, e l'alme | più che le terre l'Appennin ti parte, | e dell'Alpi non l'armi e ti difendi, | ma qual da schiusa porta infida ancella | nei brevi amori vi t'affacci, e chiami | nel talamo spregiato altri tiranni.''
===[[Francesco Saverio Nitti]]===
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità.
*La [[Francia]] può esser molto utile all'Italia, ma l'Italia può dar molto alla Francia.
*L'Italia è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale.
*L'Italia non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario.
*L'Italia, per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]].
*Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia.
*Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto.
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza.
*Un paese come l'Italia, tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza.
===[[Giuseppe Prezzolini]]===
*Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
*In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
*Islandesi, svizzeri, inglesi, americani sono nati democratici. Noi autoritari e faziosi. Che l'italiano sia un popolo democratico è un'assurdità in cui possono credere solo dei professori di scienze politiche. Forse non sono stato fascista perché ero troppo poco italiano.
*L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
*Non è vero che in Italia non esiste giustizia. È invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente. La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.
*{{NDR|In Italia}} Tutto ciò che è [[proibizione|proibito]] per ragioni pubbliche si può fare quando non osta un interesse privato. Nei vagoni dove è proibito fumare tutti fumano finché uno non protesta.
*Tutto è in ritardo in Italia quando si tratta di cominciare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
*Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene.
===[[Fabrizio Rondolino]]===
*E bamboccioni sono in effetti gli italiani, anche quelli che non abitano più con la mamma: lo sono perché così hanno imparato a vivere sin da piccoli, letteralmente succhiando il latte materno; e perché non hanno altro modello se non quello della deresponsabilizzazione personale, dell'impunità permanente.
*L'Italia unita è un ipertrofico [[Stato Pontificio]], dal quale ha ereditato le sue due caratteristiche principali: la corruzione e l'ipocrisia.
*Soltanto in Italia il governo paga di tasca propria, cioè con i soldi dei cittadini, l'indottrinamento confessionale nella scuola pubblica. Soltanto in Italia l'opinione di un vescovo è considerata oggetto di discussione pubblica, materia di dibattito politico, espressione di un punto di vista collettivo e addirittura generale.
*Tanto per cominciare, l'Italia non esiste. È un'espressione geografica, uno stivale che s'allunga pigro nel Mediterraneo, una graziosa penisola purtroppo in gran parte rovinata dagli italiani. L'idea di farne uno Stato, una Nazione con la maisuscola, come se fossimo la Spagna o l'Inghilterra, è una sciocchezza sesquipedale, che perdoniamo al conte di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]] soltanto perché, maturato nella lingua e nella cultura d'Oltralpe, pensava in buona fede di vivere in Francia.
===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]===
*''In Italia c'è l'amore, | da quando nasce a quando muore, | se sei brutto o se sei bello, | se sei quasi sempre quello, | se sei ricco oppure no.''
*''In Italia ci sta il mare | per nuotare e per pescare, | con le spiagge tutte bianche, | gli ombrelloni stesi al sole.''
*''In Italia si sta bene, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta male, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta peggio, | qua si sta come si sta.''
*''Ma guarda un po' | che fortuna stare qua | in mezzo a tanta civiltà.''
===[[Eugenio Scalfari]]===
*Gli italiani odiano lo Stato.
*La maggior parte degli italiani [odia lo Stato], poi c'è una parte responsabile che di solito è straniera in patria.
*A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.
===[[Heydər Əliyev]]===
*Gli italiani sono una gente di temperamento. Cantano bene, amano la musica. Questo non è accidentale. I capi di lavoro classico e musicale più eccelenti sono stati creati in Italia. Ma gli italiani amano anche gli spaghetti. Anch'io li amo. Ma nell'Azerbaigian non ci sono spaghetti. Bisogna andare in Italia ancora una volta per mangiare i veri spaghetti.
*L'Italia è un paese dei miracoli. Non c'è nessun altro paese chi avrebbe monumenti storici, l'architettura, la bella musica, la natura simili a quelli italiani. E io, come tutti, amo tanto l'Italia.
*L'Italia è uno dei più grandi Stati del mondo ed ha una grande importanza nella vita della comunità mondiale, in particolare, nella vita economica e politica dell'Europa. Perciò noi vogliamo mantenere i rapporti attivi con l'Italia nei campi politici, economici, culturali ed umanitari.
*L'Italia può esser considerata uno dei paesi più famosi grazie alla sua antica storia, il contributo nella cultura mondiale. A questo proposito si può dire che tutti i popoli del mondo hanno sempre dimostrato un grande interesso e l'amore per l'Italia. Anche il popolo azerbaigiano dimostra un grande interesso e l'amore per l'Italia.
==[[Proverbi italiani]]==
*Con gli inglesi i grandi servigi, coi francesi i riguardi, e con gli italiani le maniere.
*Gl'italiani piangono, gli alemanni gridano, i francesi cantano.
*In Italia, troppe feste, troppe teste, troppe tempeste.
*L'italiano è cerimonioso nella [[religione]], il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
*L'italiano è [[saggezza|saggio]] prima di fare una cosa, il tedesco quando la fa, e il francese quando è bell'e fatta.
*L'italiano è savio e lo pare, lo spagnolo par savio e non lo è, il francese è savio senza saperlo.
*L'italiano nel [[matrimonio]] è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno.
*La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli.
*Le nazioni smaltiscono diversamente il [[dolore]]: il tedesco lo beve, il francese lo mangia, l'italiano lo dorme.
*Non conosce l'Italia e non la stima chi provato non ha la [[Spagna]] prima.
*Quando l'Italia [[musica|suona]] la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse.
*Tedeschi alla stalla, francesi alla cucina, spagnoli alla camera, italiani a ogni cosa.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Bandiera d'Italia]]
*[[Civiltà romana]]
*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Festa della Repubblica Italiana]]
*[[Immigrazione in Italia]]
*[[Italia e Russia]]
*[[Italia fascista]]
*[[Italiano medio]]
*[[Letteratura italiana]]
*[[Lingua italiana]]
*[[Storia d'Italia]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi d'Italia| ]]
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Eugenio Montale
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2026-07-22T18:58:59Z
Danyele
19198
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[[File:Eugenio Montale.jpg|thumb|Eugenio Montale (1965)]]
{{Premio|Nobel|la letteratura ('''1975''')}}
'''Eugenio Montale''' (1896 – 1981), poeta italiano.
==Citazioni di Eugenio Montale==
*Ai [[poeta|poeti]] è inutile chiedere comprensione di certe cose.<ref name=giacomino>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/MONTALE_Giacomino_amico_rinnegato_co_0_9605246137.shtml Montale: Giacomino, l'amico rinnegato]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*Anche [[Giovanni Pascoli|Pascoli]] mi sembrava un poeta, certamente molto notevole, ma, molto, troppo dolciastro per il mio temperamento. Troppo sentimentale e troppo dolciastro: questa era l'opinione che mi facevo io.<ref>Da un'intervista del 1966; in ''[https://books.google.it/books?id=q80bAQAAIAAJ Opere complete. Il secondo mestiere: arte, musica, società]'', a cura di Giorgio Zampa, A. Mondadori, Milano, 1996, p. 1663.</ref>
*Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che ''non'' siamo, ciò che ''non'' vogliamo.<ref>Da ''Non chiederci la parola''</ref>
*{{NDR|[[Titta Ruffo]]}} Con Titta Ruffo, e con qualche raro suo simile, non è morto il canto, ma è morto il canto eroico.<ref name=prime49/>
*{{NDR|Sugli [[Analfabetismo|analfabeti]]}} Da loro c'è sempre da imparare. Possiedono alcuni concetti fondamentali, quelli che contano. Purtroppo, pare che ne siano rimasti pochi.<ref name=Biagi>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Mille camere'', Mondadori, 1984.</ref>
*Dove il potere nega, in forme palesi ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come [[Andrej Sakharov]] e [[Marco Pannella]] che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi.<ref name=read>Da un articolo sul ''Corriere della Sera''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', ottobre 1974.</ref>
*Ed è perciò che [[Piero Gobetti|Gobetti]] pur senza additarci un sistema e tanto meno un partito, ci pone di fronte uno specchio dal quale ci discostiamo con fastidio o con orrore, a seconda che la dilagante marea della mediocrità politica e intellettuale ci riempia di tedio o di disgusto, di noia o di ribrezzo.<ref name=":0">Citato in Marco Revelli, [https://www.repubblica.it/cultura/2021/06/18/news/anniversari_inseguendo_l_ombra_di_gobetti-306643080/?ref=RHTP-VS-I287621970-P13-S4-T1 ''Anniversari. Inseguendo l’ombra di Gobetti''], ''Repubblica.it,'' 18 giugno 2021</ref>
*Eravamo una famiglia numerosa, i miei fratelli andavano nello scagno<ref>L'ufficio, in genovese.</ref>, l'unica mia sorella frequentò l'università, per me non era il caso di parlarne. In molte famiglie esisteva il tacito accordo che il cadetto fosse dispensato dal tenere alto il buon nome della famiglia.<ref>Da ''Genova nei ricordi di un esule'', in ''Opere complete'', A. Mondadori, 1996, voll. 2-3</ref>
*Ho imparato una verità che pochi conoscono: che l'[[arte]] largisce le sue consolazioni soprattutto agli artisti falliti.<ref>Da ''Il successo'', in ''Farfalla di Dinard''</ref>
*Ho letto tempo fa che un uomo ha scelto a Mosca lo sciopero della fame. Si chiama Andrej Sackharov ed è un fisico famoso. Mi sembra importante che un uomo di scienza prenda l'arma di protesta che fu di [[Mahatma Gandhi|Gandhi]].<ref name=read/>
*[...] i [[materialismo dialettico|materialisti dialettici]] ribelli a qualsiasi metafisica eppure imprigionati in una dogmatica che è una metafisica della peggiore specie.<ref>Da ''Saluto'', ''Persona'', IX, n. 10-11, ottobre-novembre 1968, p. 31.</ref>
*Il rapporto tra l'alfabetismo e l'[[analfabetismo]] è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere.<ref>Citato in [[Armando Massarenti]], ''[https://st.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-03-10/analfabeti-seduti-tesoro-185641.shtml?uuid=AbwAg05E&p=2&refresh_ce=1 Noi, analfabeti seduti su un tesoro]'', ''ilsole24ore.com'', 11 marzo 2012.</ref>
*{{NDR|[[Sergio Solmi]]}} Il suo dono naturale è di vedere senza essere visto e di essere presente come può esserlo un fatto o meglio un dono di natura.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 19 dicembre 1999.</ref>
*{{NDR|Su [[Lucio Piccolo]]}} Il suono del corno che ci giunge dal Capo d'Orlando non è l'Olifante di un sopravvissuto, ma una voce che ognuno può sentire echeggiare in sé.<ref>Citato in Corrado Stajano, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/agosto/22/Lucio_Piccolo_ultimo_poeta_barone_co_0_9808224939.shtml?refresh_ce-cp Lucio Piccolo, l'ultimo poeta barone]'', ''Corriere della Sera'', 22 agosto 1998, p. 29.</ref>
*Il vero [[Genovesi|genovese]] era "stúndàiu" (la parola non è sdrucciola e occorre un forte accento sulla prima u), e quindi poco sociale. Solo in quel di Frosinone ha trovato il termine corrispondente: "sprùcido". Stundaiu è un misto di orgoglio, di timidezza, di diffidenza, una pratica quotidiana del mugugnu, un certo complesso d'inferiorità bilanciato dal senso di una specifica superiorità nell'ordine dei valori morali.<ref>Da ''Genova nei ricordi di un esule'', in ''Genua urbs maritima'', Italsider, Genova, 1968</ref>
*Indro {{ndr|[[Indro Montanelli|Montanelli]]}} è naturalmente inclinato, direi quasi condannato a vedere più i ''tics'' degli uomini che le loro qualità e nessuno come lui fa più uso, nei suoi ritratti, dell'acido prussico.<ref>Citato in Paolo Granzotto, ''Montanelli'', ''Ti ricordi Indro?'', Società Europea di Edizioni S.p.A., Milano, p. 122. ISBN 9 778118 178454</ref>
*{{NDR|[[Piero Gobetti]]}} Intransigente, dinamico, ostinato, duro a morire ma, ahimé, fragilissimo – angelo vestito da suffragetta, come fu definito – continuo a ricordarlo come un Lohengrin isolato, una figura eroica, un leader senza successo, che aveva però le stimmate del genio.<ref name=":0" />
*Io penso spesso alla bella [[Torino]], dove dev'essere dolce sentirsi vivere.<ref name=giacomino/>
*Io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo.<ref>Da ''È ancora possibile la poesia?'', discorso tenuto all'Accademia di Svezia, ricevendo il premio Nobel, 12 dicembre 1975, in ''Sulla poesia'', a cura di Giorgio Zampa, Mondadori, 1997</ref>
*Io sono stato un poeta che ha scritto un'autobiografia poetica senza cessare di battere alle porte dell'impossibile. Non oserei parlare di mito nella mia poesia, ma c'è il desiderio di interrogare la vita. Agli inizi ero scettico, influenzato da [[Schopenhauer]]. Ma nei miei versi della maturità ho tentato di sperare, di battere al muro, di vedere ciò che poteva esserci dall'altra parte della parete, convinto che la vita ha [[Senso della vita|un significato]] che ci sfugge. Ho bussato disperatamente come uno che attende una risposta.<ref>Citato in Loretta Marcon, ''Giobbe e Leopardi: La notte oscura dell'anima'', Guida Editore, Napoli, 2005, [http://books.google.it/books?id=mjlcfNSTbzwC&pg=PA15 p. 15]. ISBN 88-7188-970-3</ref>
*L'idea di una poesia «europea musicale e colorita» era stata in [[Dino Campana|Campana]], oltre che istinto, un fatto di cultura; ma certo era stata accompagnata o preceduta, in lui, da una pratica ancora un po' inerte e passiva dei nuovi ''ismi'' trovati in aria. Anche il futurismo ufficiale aveva preteso, come già i novatori di fine secolo, di «rompere i vetri», di rinnovare l'aria. Campana s'era però scelto maestri più fini di quelli seguiti dai suoi provvisori iniziatori. Ripudiò d'istinto la parte più meccanica, più elencativa del liberismo di moda; andò, si può affermarlo anche con sicurezza di fatto, verso le sorgenti più certe di quel movimento, da [[Walt Whitman|Whitman]] a [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]]. Riportò per conto suo, nell'arte e nella vita, un fatto di stile a un fatto di coscienza e fu consapevole di rappresentare, nel suo tempo e nel suo ambiente, una voce nuova, diversa.<ref>Da ''L'italia che scrive'', 1942; citato in ''Antologia critica'' a [[Dino Campana]], ''Canti orfici e altri scritti'', Oscar Mondadori, 1972</ref>
*{{NDR|Su [[Ercole Patti]]}} L'ispirazione spesso sembra morderlo come una tarantola, scuoterlo da un sonno atavico e in quei momenti è impossibile scrivere meglio di lui, con più scaltra misura, con gusto più perfetto.<ref>Citato in Ercole Patti, ''Diario siciliano'', Valentino Bompiani, Milano, 1971</ref>
*L'uomo coltiva la propria [[infelicità]] per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità.<ref>Da ''Il volo dello sparviero'', in ''Farfalla di Dinard'', Mondadori</ref>
*L'uomo d'oggi ha ereditato un sistema nervoso che non sopporta le attuali condizioni di vita. In attesa che si formi l'uomo di domani, l'uomo d'oggi reagisce alle mutate condizioni non opponendosi agli urti bensì facendo massa, massificandosi.<ref>Da ''Il nostro tempo''</ref>
*L'uomo dell'avvenire dovrà nascere fornito di un cervello e di un sistema nervoso del tutto diversi da quelli di cui disponiamo noi, esseri ancora tradizionali, copernicani, classici.<ref>Da ''Mutazioni'', in ''Auto da fé''</ref>
*{{NDR|Sul [[silenzio]]}} La più vera ragione è di chi tace.<ref>Citato in [[Umberto Eco]], ''[http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2015/02/04/news/elogio-del-silenzio-1.198145 Elogio del silenzio]'', ''l'Espresso'', 4 febbraio 2015.</ref>
*{{NDR|[[Titta Ruffo]]}} La sua voce sembrava, ed era, eccezionale per l'ampiezza e la continuità dell'arco sonoro e per l'incredibile estensione, e in questo senso si poterono leggere, su du lui, referti medici che misurarono le sue corde vocali, i "seni" della sua vasta fronte, e tutti i risonatori della sua "maschera".<ref name=prime49>''Prime alla Scala'', p. 49, Leonardo, Milano, 1995</ref>
*Ma bisogna andare in Oriente per capire cos'è la [[religione]]. Ho inteso veramente il sentimento religioso solo laggiù: la vera sede delle religioni è l'Oriente. E, dopo tutto, il [[Cattolicesimo]] è una religione orientale, che si è diffusa dovunque, ma che forse solo lo spirito di quei paesi può assimilare e accettare totalmente.<ref>Dall'intervista di [[Giancarlo Vigorelli]] ''[https://books.google.it/books?id=WuwIAQAAIAAJ&q=%22Ma+bisogna+andare+in+Oriente+per+capire%22&dq=%22Ma+bisogna+andare+in+Oriente+per+capire%22&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiU0-6P2qPqAhWsy6YKHT-aCzgQ6AEwAXoECAQQAg Cinque domande a Montale]'', ''L'Europa letteraria'', anno V, n. 26, Roma, febbraio 1964, p. 20</ref>
*Mi trovavo davanti al barone [[Lucio Piccolo|Lucio Piccolo di Calanovella]], scrittore finora inedito, sì, ma anche musicista completo, studioso di filosofia che può leggere Hasserl e Wittgenstein nei testi originali, grecista agguerrito, conoscitore di tutta la poesia europea vecchia e nuova, lettore, per esempio, di Gerard Manley Hopkins e di Yeats, di cui condivide le inclinazioni esoteriche [...] un ''clerc'' così dotto e consapevole che [...] ha letto ''tous les livres'' nella solitudine delle sue terre di Capo d'Orlando [...] uomo sempre in fuga per certi versi affine a Carlo Emilio Gadda, un uomo che la crisi del nostro tempo ha buttato fuori dal tempo.<ref> Da ''Go Southwest, Old Man'', Fiorenzo Fantaccini, cap. ''W.B. Yeats e la cultura italiana'', [https://books.google.it/books?id=Vd4gAGV9MAMC&pg=PA124 p. 124].</ref>
*[[Milano]] è un enorme conglomerato di eremiti.<ref>Da ''Epoca''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', marzo 1973</ref>
*Nei tempi più gloriosi dell'arte, gli artisti [...] si esprimevano imitando i grandi artisti del passato, e imitando trovavano se stessi. Un capolavoro era un'[[imitazione]] mal riuscita.<ref>Da ''L'arte di vivere a Parigi'', in ''Fuori di casa''</ref>
*Noi siamo con chiunque scelga l'arma della [[non-violenza|non violenza]]: si chiami in terra lontana, Andrej Sakharov, o più vicino a noi, Marco Pannella.<ref name=read/>
*Ormai sono abituato a soffrire, e forse ne ho la necessità.<ref name=giacomino/>
*Quando il [[sesso]] era misterioso aveva un certo fascino che ora non ha più. I nostri antenati amavano donne che portavano sei paia di mutande e destavano passioni che oggi non suscitano più.<ref name=Biagi/>
*Quando io venni al mondo [[Genova]] era una delle più belle e tipiche città italiane. Aveva un centro storico ben conservato e tale da conferirle un posto di privilegio tra le ''villes d'art'' del mondo; una circonvallazione più moderna dalla quale il mare dei tetti grigi d'ardesia lasciava allo scoperto incomparabili giardini pensili; e a partire dalla regale via del centro una ragnatela di caruggi che giungeva fino al porto [...]. Ma Genova non saprei dimenticarla. Ne conosco il dialetto, l'ho parlato a casa e fuori [...]. Una città che è una striscia di venti chilometri, da Voltri a Nervi, e a mezza via il grosso nodo centrale. Vista da un aereo sembra un serpente che abbia inghiottito un coniglio senza poterlo digerire.<ref name=genovacaragenova>Da ''Genova nei ricordi di un esule'', edizioni Italsider; citato in Camillo Arcuri (a cura di), ''Genova, cara Genova'', Edizioni Gallery, Genova, 1988, pp. 21-22</ref>
*{{NDR|Su [[Roberto Bazlen]]}} Quando venne a trovarmi mandatomi non so da chi, egli fu per me una finestra spalancata su un mondo nuovo. Mi fece conoscere molte pagine di Kafka.<ref name=Bazlen>Citato in Giulio Silvano, ''Calasso e Bazlen, il cuore dei libri'', ''Il Foglio Quotidiano'', 2 agosto 2021.</ref>
*[[Rocco Scotellaro]] ha potuto lasciarci un centinaio di liriche che rimangono certo tra le più significative del nostro tempo... in lui l'impasto tra la vena che direi internazionale e la vena popolare hanno trovato un'insolita felicità d'accento.<ref>Da Rocco Scotellaro, Franco Vitelli; ''È fatto giorno'', Mondadori, 1982</ref>
*Sarò anche conservatore; ma che cosa c'è poi da conservare? Quello che non sopporto è il fanatismo.<ref name=cima/>
*Sogno che un giorno nessuno farà più ''goal'' in tutto il mondo.<ref>Da ''Il bulldog di legno'', Editori Riuniti, 1985.</ref>
*Sono rispettosissimo di tutte le religioni, ma la religione laica mi pare la più ridicola delle religioni. Il laicismo ha diritto di esistere, ma non credo si possa presentare come una religione. Religioni ce sono già abbastanza.<ref name=cima>Citato in [http://annalisacima.com/prose/prosa_reazmontale.htm ''Le reazioni di Montale (conversazioni). Profilo di un autore: Eugenio Montale''], a cura di Annalisa Cima e [[Cesare Segre]], Bur, Milano, 1977.</ref>
*{{NDR|Sulla parola genovese ''stundàiu''}} Un misto di orgoglio, di timidezza, di diffidenza, una pratica quotidiana del mugugno, un certo complesso d'inferiorità bilanciato dal senso di una specifica superiorità nell'ordine dei valori morali.<ref name=genovacaragenova/>
*{{NDR|[[Giovanni Papini]]}} Una figura unica, insostituibile, a cui tutti dobbiamo qualcosa di noi stessi.<ref>Da un commento citato nell'[http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=1257 abstract] di Gloria Manghetti, ''Per Giovanni Papini: Nel 50° anniversario della morte dello scrittore (1956-2006)'', Societa editrice fiorentina, Firenze, 2008.</ref>
{{Intestazione|Dall'intervista di Enrico Roda, ''41 domande a Eugenio Montale'', ''Tempo'', 17 novembre 1955, p. 8}}
*{{NDR|Quali cose nella vita la spaventano di più?}} L'istruzione obbligatoria, il suffragio universale e il voto alle donne (tutte cose, purtroppo, necessarie).
*{{NDR|Qual è secondo lei il colmo della infelicità umana?}} Accorgersi che si può decidere qualcosa, che in qualche misura esiste il "libero arbitrio".
*{{NDR|Se le fosse concesso un atto di potenza assoluta, come lo esplicherebbe?}} Abolirei il cinema.
==''L'estetica e la critica''==
===[[Incipit]]===
Confesso il mio estremo imbarazzo: non so a quale titolo sono stato chiamato a parlare di lui, io che da molti anni vivo lontano da quella che [[Anatole France]] chiamava la città dei libri, io che da molti anni (e non per colpa mia) non ho nello scaffale un solo libro di [[Benedetto Croce]] e svolgo il mio lavoro terra a terra, lontano dalle alte sfere della filosofia e della critica erudita.<br>Ho conosciuto Benedetto Croce, l'ho incontrato più volte a Firenze prima dell'ultima guerra, quando chiedere di vederlo e di parlargli non era scevro di qualche inconveniente. Credo che sia stato all'albergo Bonciani e più tardi in casa di [[Luigi Russo]]. E altre due volte ho visitato Croce, a Napoli, in casa sua, negli ultimi anni della sua vita.
===Citazioni===
*Al cerchio ristretto dei discepoli e amici di Croce – composto per lo più di uomini che rappresentano la cultura ufficiale (la scuola, le università, le accademie) io non ho mai appartenuto. Ma ho invece respirato l'aria di altri ambienti in cui l'insegnamento di Croce era penetrato per vie forse indirette. (p. 37)
*Andate a dire all'uomo della strada, all'uomo che non è stato all'università, che un uomo può essere un grande artista e, insieme, un uomo immorale e persino un criminale; e l'uomo della strada non avrà difficoltà ad ammettere che dentro un uomo ce ne possono essere due, tre, quattro diversi l'uno dall'altro. (p. 40)
==Opere in versi==
*''Amo l'[[Atletica leggera|atletica]] perché è poesia | se la notte sogno, | sogno di essere un [[maratona|maratoneta]].''<ref>Citato in Giuseppe Pederiali, ''Il sogno del maratoneta'', Garzanti 2008.</ref>
*''Come un tiro aggiustato mi sommuove | ogni opera, ogni grido e anche lo spiro | salino che straripa | dai moli e fa l'oscura primavera | di [[Sottoripa]]. || Paese di ferrame e alberature | a selva nella polvere del vespro.'' (da ''Lo sai: debbo riperderti e non posso''; in ''L'opera in versi'', p. 133)
*''Dagli albori del secolo si discute | se la [[poesia]] sia dentro o fuori. | Dapprima vinse il dentro, poi contrattaccò duramente | il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait | che non potrà durare perché il fuori | è armato fino ai denti.'' (da ''La poesia (In Italia)'', in ''Quaderno di quattro anni'')
*''E senti allora, se pure ti ripetono che puoi, fermarti a mezza via o in alto [[mare]], che non c'è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare.''<ref>Da ''Poesie disperse''</ref>
*''Folta la nuvola bianca delle [[falena|falene]] impazzite | turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette, | stende a terra una coltre su cui scricchia | come su zucchero il piede [...] | e l'acqua seguita a rodere | le sponde e più nessuno è incolpevole.'' (da ''La primavera hitleriana'', in ''La bufera e altro'')
*''La fortuna del [[Tre|3]] | non è opera del diavolo. | L'uno è la solitudine | il due la guerra | e il 3 | salva la capra | e i cavoli.'' (da ''Il 3'', in ''Poesie disperse''; in ''L'opera in versi'', p. 791)
*''La vecchia strada in salita è [[Via Caffaro|via Càffaro]]. | In questa strada si stampava il Càffaro, | il giornale più ricco di necrologi economici. | Aperto in rare occasioni c'era un teatro già illustre | e anche qualche negozio di commestibili.'' (da ''Càffaro'', in ''Altri versi''; in ''L'opera in versi'', p. 677)
*''Se frugo addietro fino a [[corso Dogali]] | non vedo che il Carubba con l'organino | a manovella | e il cieco che vendeva il bollettino | del lotto. Gesti e strida erano pari.'' (da ''Corso Dogali'', in ''Diario del '71''; in ''L'opera in versi'', p. 421)
===''La bufera e altro''===
*Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta. (da ''La bufera'', "Visita a Fadin")<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*''L'[[anguilla]], la sirena | dei mari freddi che lascia il Baltico | per giungere ai nostri mari, | ai nostri estuari'' [...] (da ''L'anguilla'')
*[...] ''l'anguilla, torcia, frusta, | freccia d’Amore in terra | che solo i nostri botri o i disseccati | ruscelli pirenaici riconducono | a paradisi di fecondazione; | l'anima verde che cerca | vita là dove solo | morde l'arsura e la desolazione'' [...] (da ''L'anguilla'')
===''Le occasioni''===
*''Penso | che se tu muovi la [[lancetta]] al piccolo | orologio che rechi al polso, tutto | arretrerà dentro un disfatto prisma | babelico di forme e di colori...'' (da ''Carnevale di Gerti'', Einaudi, 1996, p. 43)
*''Non so come stremata tu resisti | in questo lago | d'indifferenza ch'è il tuo cuore; forse | ti salva un amuleto che tu tieni | vicino alla matita delle labbra, | al piumino, alla lima: un topo bianco, | d'avorio; e così esisti!'' (da ''Dora Markus'', Einaudi, 1996, pp. 58-59)
*{{NDR|Nel parco della [[Reggia di Caserta]]}} ''Dove il [[cigno]] crudele | si liscia e si contorce, | sul pelo dello stagno, tra il fogliame, | si risveglia una sfera, dieci sfere, | una torcia dal fondo, dieci torce, || – e un sole si bilancia | a stento nella prim'aria, | su domi verdicupi e globi a sghembo | d'araucaria, | che scioglie come liane | braccia di pietra, allaccia | senza tregua chi passa | e ne sfila dal punto più remoto | radici e stame || Le nòcche delle Madri s'inaspriscono, | cercano il vuoto.'' (''Nel parco di Caserta'', Einaudi, 1996, pp. 67-68.)
*''Lontano, ero con te quando tuo padre | entrò nell'ombra e ti lasciò il suo addio.'' (da ''Lontano, ero con te'', Einaudi, 1996, p. 85)
*''La moneta incassata nella lava | brilla anch'essa sul tavolo e trattiene | pochi fogli. La vita che sembrava | vasta è più breve del tuo [[fazzoletto]]''. (Da ''... ma così sia. Un suono di cornetta...'', ''Mottetti, XX'', Einaudi 1996, p. 124 e in Meridiani 1995, p. 158)
*''Dalla torre | cade un suono di bronzo: la sfilata | prosegue fra tamburi che ribattono | a gloria di contrade.'', (da ''[[Palio di Siena|Palio]]'', Einaudi, 1996, p. 217.)
*''Tu non ricordi la casa dei doganieri | sul rialzo a strapiombo sulla scogliera: | desolata t'attende dalla sera | in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri | e vi sostò irrequieto.'' (da ''La Casa Dei Doganieri'', Einaudi, 1996, p. 144)
*''Occorrono troppe vite per farne una.'' (da ''L'estate'', Einaudi, 1996, p. 174.)
===''Ossi di seppia''===
*''Alte tremano guglie di [[sambuco|sambuchi]] | e sovrastano al poggio | cui domina una statua dell'Estate | fatta camusa da lapidazioni; | e su lei cresce un roggio | di rampicanti ed un ronzio di fuchi.'' (da '' Flussi'', 1987, p. 109)
*''Torna l'avvenimento | del sole e le diffuse | voci, i consueti strepiti non porta.'' (da ''Quasi una fantasia'')
*''Spesso il male di vivere ho incontrato: | era il rivo strozzato che gorgoglia, | era l'incartocciarsi della foglia | riarsa, era il cavallo stramazzato.'' (da ''Spesso il male di vivere ho incontrato'')
*''Ascoltami, i [[poeta|poeti]] laureati | si muovono soltanto fra le piante | dai nomi poco usati.'' (da ''I limoni'')
*''Riviere, | bastano pochi stocchi d'erbaspada | penduli da un ciglione | sul delirio del mare''. (da ''Riviere'')
*''Non chiederci la parola che squadri da ogni lato | l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco | lo dichiari e risplenda come un [[croco]] | perduto in mezzo a un polveroso prato. | Ah l'uomo che se na va sicuro, | agli altri ed a se stesso amico, | e l'ombra sua non cura che la canicola | stampa sopra a uno scalcinato muro!'' (da ''Non chiederci la parola'', 1925)
*''Felicità raggiunta, si cammina | per te sul fil di lama. | Agli occhi sei barlume che vacilla, | al piede, teso ghiaccio che s'incrina; | e dunque non ti tocchi chi più t'ama.'' (da ''Felicità raggiunta'', 1925)
*''Forse un mattino andando in un'aria di vetro, | arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo: | il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro | di me, con un terrore di ubriaco.'' (da ''Forse un mattino andando'', 1925)
*''Godi se il vento ch'entra nel pomario | vi rimena l'ondata della vita: | qui dove affonda un morto | viluppo di memorie, | orto non era, ma reliquario''. (da ''In limine'')<ref name=sordi/>
*''Va', per te l'ho pregato, – ora la sete | mi sarà lieve, meno acre la ruggine [...]'' (da ''In limine'', 1920-1927)
*''Ma in attendere è gioia più compita.'' (da ''Gloria del disteso mezzogiorno'')
*''Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto "più in là".''
*''Tu chiedi se così tutto vanisce | in questa poca nebbia di memorie; | se nell'ora che torpe o nel sospiro | del frangente si compie ogni destino. | Vorrei dirti di no, che ti s'appressa | l'ora che passerai di la dal tempo; | forse solo chi vuole s'infinita, | e questo tu potrai, chissà, non io.'' (da ''Casa sul mare'')
*''Voi, mie parole, tradite invano il morso | secreto, il vento nel cuore soffia. | La più vera ragione è di chi tace.'' (da ''So l'ora'')
*''[[Upupa]], ilare uccello calunniato | dai poeti, che roti la tua cresta | sopra l'aereo stollo del pollaio | e come un finto gallo giri al vento; | nunzio primaverile, upupa, come | per te il tempo s'arresta, | non muore più il Febbraio, | come tutto di fuori si protende | al muover del tuo capo, | aligero folletto, e tu lo ignori.'' (da ''Upupa, ilare uccello calunniato'')
*''Con questa gioia precipita | dal chiuso vallotto alla spiaggia | la spersa [[pavoncella]].'' (da ''Mediterraneo'')
====Citazioni su ''Ossi di seppia''====
*Paesaggi marini, natura esausta, colori tratteggiati e accennati, lampi di luce improvvisi, volti di donna che evocano memorie indefinite ma struggenti, muri che chiudono la vista, una sensazione di totale spaesamento che improvvisamente per un attimo si ricompone in un barlume di lucidità che sembra far capire tutto: ecco alcune delle infinite suggestioni che travolgono il lettore di ''Ossi di Seppia'', capolavoro assoluto della nostra poesia (chi la pensa diversamente dovrà vedersela con mia moglie) e opera prima di Eugenio Montale. ([[Marco Malvaldi]])
===''Satura''===
*''E ora che ne sarà | del mio viaggio? | Troppo accuratamente l'ho studiato | senza saperne nulla. Un imprevisto | è la sola speranza. Ma mi dicono | che è una stoltezza dirselo''. (da ''Prima del viaggio''<ref name=post>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2021/09/12/eugenio-montale-prima-del-viaggio/ ilpost.it]'', 12 settembre 2021.</ref>)
*''Il [[genio]] purtroppo non parla | per bocca sua. | Il genio lascia qualche traccia di zampetta | come la lepre sulla neve.'' (da ''Il genio'')
*''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica {{NDR|[[Ascona]]}} dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' (da ''Botta e risposta II''<ref>In ''Tutte le poesie'', Mondadori, Milano, 2023, [https://books.google.it/books?hl=it&id=jPCnEAAAQBAJ&pg=PT32 p. 32]. ISBN 9788835723509</ref>)
*''Le [[Rima|rime]] sono più noiose delle | dame di San Vincenzo: battono alla porta | e insistono. Respingerle è impossibile | e purché stiano fuori si sopportano.'' (da ''Le rime''<ref>In ''L'opera in versi'', p. 326.</ref>)
*''Prima del viaggio si scrutano gli orari, | le coincidenze, le soste, le pernottazioni | e le prenotazioni (di camere con bagno | o doccia, a un letto o due o addirittura un flat)''. (da ''Prima del viaggio''<ref name=post/>)
===''Xenia II''===
*''Ho sceso, dandoti il braccio almeno un milione di scale | e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino''. (da ''Ho sceso'', 1967)
*''Il mio dura tuttora, né più mi occorrono | le coincidenze, le prenotazioni, | le trappole, gli scorni di chi crede | che la [[realtà]] sia quella che si vede.'' (da ''Ho sceso'', 1967)
==Citazioni su Eugenio Montale==
*Andammo dunque {{NDR|con [[Eugenio Montale]]}} al Ponte del Gatto, sulla sponda opposta del Po dove sorgeva la vecchia Fiat Lingotto. [...] Capitò che la chioma lussureggiante di una fila di [[sambuco|sambuchi]] si riversasse sulla strada da un muro sbrecciato. Il fiore di sambuco è da sempre una delle mie passioni con il mughetto e il [[lillà]]: a guardarlo con attenzione vi si può scorgere lo stellato notturno, con piccolissimi bocci a raggiera, un incanto. E forse per questo, fra le poesie di Montale che da sempre sapevo a memoria, privilegiavo un endecasillabo di straordinario accento: "Alte tremano guglie di sambuchi"<ref>Dalla poesia ''Flussi'', 7° verso; in Eugenio Montale, ''Ossi di seppia'' <small>1920-1927</small> Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987, p. 109.</ref>. Montale si accorge della bellezza di quella visione e si ferma di botto: "Che bel fiore, che cos'è?". Io do un urlo di belva ferita: "Come sarebbe a dire che cos'è? Eugenio, stai scherzando? Quelli sono sambuchi!" Lui mi guarda stupito per la mia reazione e dice: "E con questo?" Non potevo crederci: ne aveva fatto una splendida immagine in poesia eppure non era in grado di riconoscere un sambuco in natura." ([[Maria Luisa Spaziani]])
*Con Montale ero molto reverenziale. Non ero di quelli che si vantavano di dare del tu a Montale. Lui mi dava del tu, ma io gli ho sempre dato del lei. Poi gli feci anche delle interviste e lui mi regalò un quadretto, dicendomi che era l'unico quadretto rotondo che avesse fatto. Non è che sia un granché, ma è pur sempre un Montale. ([[Giovanni Giudici]])
*Di Montale, malgrado abbia vinto il premio Nobel, penso che non sia andato aldilà di una poesia fondata sui presupposti di un pessimismo di maniera voglio dire di un pessimismo prefabbricato e non sostenuto da una reale esperienza esistenziale, né da una visione leopardianamente profonda del mondo. Si è parlato di aridità, di processo nullificante, di un mondo che approda al niente: parole che fanno colpo su quella media e piccola borghesia come crede serio chi verseggia in modo tetro e con una cadenza che ha generato, in Italia, tanti poetini montaliani. ([[Marino Piazzolla]])
*Gradevole, ironico. Pacato fustigatore di chi non amava. Cioè quasi tutto il resto dell'umanità. ([[Enzo Bettiza]])
*L'ansia, la fragilità nervosa, la timidezza, la concisione nel parlare e nello scrivere, una visione prevalentemente tendente al peggio di ogni vicenda, un certo senso dell'umorismo. ([[Bianca Montale]])
*''Montale, | ciottolo roso, | dal greto che più non risuona, | ha tolto una canna | bruciata dal sole, | e intesse liscosa canzone.'' ([[Giorgio Caproni]])
*La poesia di Montale è la poesia del non-essere contrapposto all'essere, del dolore che trova con estrema difficoltà altri aspetti del mondo con cui entrare in rapporto dialettico, della disperazione a cui nessuna fede può dare conforto. L'uomo montaliano tende a difendersi dal male di vivere ricercando con una sorta d'alta "superstizione", in ogni oggetto, il simbolo d'una invocata salvezza e sempre ricadendo nella solitudine. (''[[Dizionario universale della letteratura contemporanea]]'')
*Montale scrive con un verso senz'aria, fitto di parole disseccate, che sfocia talvolta in una larga battuta desolata; cerca il senso della sua vita in paesaggi grami e disarmonici; e con la sua poesia rende l'immagine di un volto chiuso in un'impassibilità duramente volontaria. ([[Attilio Momigliano]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Autori vari, ''Poesia italiana del novecento'', a cura di [[Edoardo Sanguineti]] (vol. II), Giulio Einaudi Editore, Torino, 1993, ISBN 88-06-13240-7
*Eugenio Montale, ''L'estetica e la critica'', in Vittorio de Caprariis, Eugenio Montale, Leo Valiani, ''Benedetto Croce'', Edizioni Comunità, Milano, 1963.
*Eugenio Montale, ''L'opera in versi'', Einaudi, Torino, 1980. ISBN 88-06-05090-7
*Eugenio Montale, ''Le occasioni'', a cura di [[Dante Isella]], Giulio Einaudi Editore, Torino, 1996, pp. 67-68. ISBN 88-06-12614-8
*Eugenio Montale, ''Ossi di seppia'' <small>1920-1927</small>, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987
*Eugenio Montale, ''Ossi di seppia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991. ISBN 88-04-34359-1
*Eugenio Montale, ''Tutte le poesie'', a cura di Giorgio Zampa, I Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore, 1995. ISBN 88-04-24072-5
==Voci correlate==
*[[Irma Brandeis]]
*[[Premio Internazionale Eugenio Montale]]
*[[Maria Luisa Spaziani]]
*[[Drusilla Tanzi]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Ossi di seppia|''Ossi di seppia''|(1925)}}
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Sigmund Freud
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{{nota disambigua|il politico britannico|[[Clement Freud]]}}
[[File:Sigmund Freud LIFE.jpg|thumb|right|Sigmund Freud a 66 anni]]
'''Sigismund Schlomo Freud''' (1856 – 1939), medico, neurologo e psicoanalista austriaco.
==Citazioni di Sigmund Freud==
*Attento [[Wilhelm Reich|Reich]], non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio!<ref>Citato in Lodovico De Cesare, ''Lo psicanalista senza divano'', Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca editore.</ref>
*Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'[[omosessualità]] non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini. ([[Platone]], [[Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]], ecc).<ref name= "lettera 1935">Da una lettera del 1935, scritta in risposta a una madre che gli aveva chiesto aiuto per il figlio gay; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/02/19/sigmund-freud-lettera-omosessualita_n_6713954.html Sigmund Freud e l'omosessualità. La lettera ritrovata che svela il suo pensiero: "Non c'è niente di cui vergognarsi"]'', ''Huffington Post.it'', 19 febbraio 2015]</ref>
*Ci si potrebbe arrischiare a considerare la [[nevrosi]] ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale.<ref>Da ''Azioni ossessive e pratiche religiose''.</ref>
*{{NDR|Su [[Palermo]]}} Città elegante, pulita, estremamente ricca di edifici e dotata di tutto quanto si possa pretendere, quasi come Firenze.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/16/freud-in-sicilia.html Freud in Sicilia]'', ''Repubblica.it'', 16 settembre 2010.</ref>
*Come la realtà fisica, anche quella psichica non è necessariamente ciò che appare.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 99. ISBN 9788858015018</ref>
*[...] credo che la ragione principale per cui ci {{sic|indigniamo}} contro la [[guerra]] è che non possiamo fare a meno di farlo. Siamo [[Pacifismo|pacifisti]] perché dobbiamo esserlo per ragioni organiche: ci è poi facile giustificare il nostro atteggiamento con argomentazioni.<br />[...] Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente {{sic|a tutto}} l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà.<ref>Dalla lettera ad [[Albert Einstein|Einstein]] del settembre 1932, in ''Perché la guerra?'', pp. 85-87.</ref>
*Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante [[animale|animali]] feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme e quindi, con uno spostamento assolutamente trascurabile, le persone stesse che hanno queste passioni [...] il padre temuto mediante animali cattivi, cani, cavalli selvatici [...]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati.<ref>Da ''Opere'', vol. 3, pp. 328 e 376; citato in Claudio Tugnoli (a cura di), ''Zooantropologia: Storia, etica e pedagogia dell'interazione uomo/animale'', FrancoAngeli, Milano, 2003, [http://books.google.it/books?id=QwXrxArjwiQC&pg=PA56 p. 56].</ref>
*Dove sono coinvolte questioni [[religione|religiose]], gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.<ref>Citato in [[Corrado Augias]], ''Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione'', Mondadori, Milano, 2008.</ref>
*{{NDR|Dopo aver incontrato [[Albert Einstein]]}} È allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica, per cui la nostra conversazione è stata molto piacevole... Quel tipo fortunato se l'è passata molto meglio di me; da [[Isaac Newton|Newton]] in poi ha trovato sostegno in una lunga serie di grandi predecessori; io invece sono stato costretto ad aprirmi il varco da solo in una selva intricatissima. Non c'è da stupirsi perciò se il mio sentiero non è larghissimo e se non sono andato molto lontano.<ref>Dalla lettera a [[Sándor Ferenczi|Ferenczi]] del 2 gennaio 1927; citato in ''Perché la guerra?'', p. 12.</ref>
*È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla [[psicoanalisi]] le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l'opinione che m'ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev'essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile.<ref>Da ''Lettera di Freud a Pfister, 25 dicembre 1920'', in premessa a ''Al di là del principio del piacere''.</ref>
*È una grande ingiustizia perseguitare l'[[omosessualità]] come un crimine e anche una crudeltà.<ref name= "lettera 1935"/>
*[[Genova]] la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi [...] In ogni modo vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga.<ref>Da una lettera ad Alexander Freud del 17 settembre 1905, in ''Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti 1873-1939'', traduzione di Mazzino Montinari e Giuseppina Quattrocchi von Wissmann, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, p. 210. ISBN 88-339-0574-8</ref>
*''[[I fratelli Karamazov]]'' sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto e l’episodio del ''Grande Inquisitore'' è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo d’una bellezza inestimabile.<ref>Da ''Dostoevskij e il parricidio'', in ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij''.</ref>
*I poeti e i filosofi hanno scoperto l'inconscio prima di me. Quello che io ho scoperto è il metodo scientifico mediante il quale è possibile studiarlo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858015018</ref>
*Il mito del [[Complesso di Edipo|re Edipo]] che uccide suo padre e prende in moglie sua madre, rivela, modificato appena, il desiderio infantile, contro cui interviene più tardi la ripulsa della ''barriera contro l'incesto''. La creazione poetica dell'''Amleto'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nasce sul medesimo terreno del complesso incestuoso, questa volta meglio mascherato.<ref>Da ''Cinque conferenze sulla psicoanalisi'', in ''Opere complete''.</ref>
*Il regno della [[fantasia]], per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull'impossibilità della verifica.<ref>Da ''Il Perturbante''.</ref>
*In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l'oggetto maschile e quello femminile.<ref>Da ''The psychogenesis o a case o female homosexuality'', in ''The International Journal of Psycho-analysis'', vol. I, n. 2, 1920, p. 125; citato in [[Mario Mieli]], ''Elementi di critica omosessuale'' (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.</ref>
*L'accettazione della [[nevrosi]] universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''.</ref>
*L'es è completamente non morale; l'io si sforza di essere morale; il super-io è iper-morale e mostra un grado di crudeltà.<ref>Da ''L'Io e l'Es'', 1923. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 182. ISBN 9788858036730</ref>
*[L'[[omosessualità]]] fu un fenomeno frequente, quasi un'istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all'apice della loro civiltà.<ref>Da ''Tre saggi'', p. 37.</ref>
*L'[[umorismo]] non è rassegnato ma ribelle, rappresenta il trionfo non solo dell'Io, ma anche del principio del piacere, che qui sa affermarsi contro le avversità delle circostanze reali.<ref>Da ''II motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''; citato in Paolo Bertezzolo, ''La serietà dell'umorismo'', presentazione de ''L'isola delle capre e altri racconti'', Il Segno dei Gabrielli editori, 2005, [https://books.google.it/books?id=KVTIKLqgvYIC&pg=PA15 p. 12]. </ref>
*La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell'inconscio.<ref>Da ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''.</ref>
*La differenza iniziale si riflette così nell'esito finale: nella [[nevrosi]] una parte della [[realtà]] viene evitata con la fuga, nella [[psicosi]] essa viene ricostruita ''ex-novo''. Ovvero: nella psicosi alla fuga iniziale fa seguito una fase attiva di ricostruzione, nella nevrosi all'iniziale sottomissione fa seguito un tentativo posticipato di fuga. Oppure, espresso in altre parole ancora: la nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.<ref>Da ''La perdita di realtà nella nevrosi e nella psicosi'', 1924; in ''La teoria psicoanalitica'', traduzioni di Cesare L. Musatti, Renata Colorni, Anna Maria Marietti, Elvio Fachinelli, Lisa Baruffi, Boringhieri, 1988, p. 361. ISBN 88-339-0355-9</ref>
*La mente è come un iceberg: galleggia con solo un settimo della sua massa sopra la superficie.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 96. ISBN 9788858015018</ref>
*La natura ha segnato il destino della donna attraverso la bellezza, il fascino e la dolcezza... nella giovinezza un tesoro adorato, negli anni maturi una moglie amata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 121. ISBN 9788858022900</ref>
*La [[Sicilia]] è la parte più bella dell’Italia e ha conservato pezzi della tramontata grecità assolutamente unici. <ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/cultura/90-anni-fa-il-viaggio-di-freud-nellitalia-del-colera-la-sicilia-e-il-posto-piu-bello/ 90 anni fa il viaggio di Freud nell’Italia del colera: “La Sicilia è il posto più bello”]'', ''Fanpage.it'', 8 aprile 2020.</ref>
*La Sicilia è un'isola meravigliosa, piena di storia e cultura. È un luogo in cui il passato e il presente si incontrano, e dove si può ancora sentire il respiro dei popoli che l'hanno abitata nei secoli. <ref>Citato in ''[https://www.balarm.it/news/la-paranoia-di-freud-nacque-in-sicilia-perche-defini-l-isola-la-piu-bella-d-italia-138868 La "paranoia" di Freud nacque in Sicilia: perché definì l'isola la più bella d'Italia]'', ''Balarm.it'', 21 agosto 2023.</ref>
*Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire.<ref>Citato in [[John David Barrow|John D. Barrow]], ''I numeri dell'universo'', Mondadori, 2004.</ref>
*[...] lo [[psicoanalista]] sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l'uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l'opera sua, a cagione della loro pericolosità? [...] Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza.<ref name=tecn>Da ''Tecnica della psicoanalisi'' (nel retro-copertina), traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti, Biblioteca Boringhieri, 1911 – 1914.</ref>
*Ma Lei si convincerà che molto sarà guadagnato se ci riuscirà di trasformare la Sua [[isteria|miseria isterica]] in una [[infelicità]] comune.<ref>Da ''Studi sull'isteria'', ''explicit''.</ref>
*Nessun mortale può mantenere un [[segreto]]: se le labbra restano mute, parlano le dita.<ref>Da ''L'io e i meccanismi di difesa''.</ref>
*No, la [[scienza]] non è un'illusione. Ma sarebbe illusione credere di poter trovare altrove quello che essa non può darci.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 864. ISBN 9788811504894</ref>
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo [[parapsicologia|studio dei cosiddetti fenomeni psichici]] occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà.<ref>Da una lettera a [[Hereward Carrington|Carrington]] del 24 luglio 1921, in {{cita web|url=https://pep-web.org/browse/document/ZBK.051.0334A|titolo=Letters of Sigmund Freud 1873-1939|volume=vol. 51|p=334|capitolo=Letter from Sigmund Freud to Hereward Carrington|anno=1921|curatore=Ernst L. Freud|editore=Psychoanalytic Electronic Publishing|rivista=Zeitschrift für Psychoanalytische Pädagogik|altri=ZBK.051.0334A|lingua=en}}</ref>
*Oh la [[vita]] potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni e cattivi'', BUR, 1991, p. 169.</ref>
*[...] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a [[Gorizia]], dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. [...] L'[[Isonzo]] è un fiume stupendo.<ref>Dalla lettera a [[Wilhelm Fliess|Fliess]] del 14 aprile 1898, in ''Lettere a Wilhelm Fliess''.</ref>
*Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all'ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.<ref name=tecn/>
*Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico [[Leonardo da Vinci|Leonardo]].<ref>Citato da [[Antonio Spinosa]] in ''La Gioconda sono io'', ''La Fiera letteraria'', n. 43, 5 dicembre 1971.</ref>
*Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno.<ref name="sogni">Da ''L'interpretazione dei sogni''.</ref>
*Sembra confinato nella vita [[notte|notturna]] ciò che un tempo dominava in pieno giorno.<ref name="sogni" />
*[...] si impara ben presto che essere [[Amore|amati]] costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.<ref>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e la morte'' (1915), in ''Perché la guerra?'', p. 26.</ref>
*Un paziente mi prega di consigliargli un luogo di cura in Riviera. Conosco un luogo adatto vicinissimo a Genova, ricordo anche il nome del collega tedesco che vi esercita, ma non riesco a nominare il luogo per quanto sia certo di conoscerlo bene. Non mi resta che chiedere al paziente di attendere e ricorrere alle donne di casa: «Come si chiama quel posto vicino a Genova dove il dottor N. ha una piccola clinica ove è stata in cura per tanto tempo la signora Tal dei Tali?» «Naturalmente proprio tu dovevi dimenticare questo nome. Si chiama ''[[Nervi (Genova)|Nervi]]''». Devo riconoscere che coi ''nervi'' ho abbastanza a che fare.<ref>Da ''Psicopatologia della vita quotidiana'', 2010, pp. 35-36</ref>
*Un uomo non dovrebbe sforzarsi di eliminare i propri complessi, ma venire a patti con essi, che sono legittimamente, ciò che orienta la sua condotta nel mondo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 97. ISBN 9788858015018</ref>
*{{NDR|Su [[Friedrich Nietzsche]]}} Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro.<ref>Citato in [[Friedrich Nietzsche]], ''Autobiografia attraverso le lettere'', a cura di Carla Buttazzi, Piemme, 1995.</ref>
===''Aforismi e pensieri''===
*"Psiche" è un vocabolo greco che significa "anima". Perciò per "psichico" s'intende "trattamento dell'anima"; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma il significato dell'espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall'anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.<br>Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.
*Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
*C'è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c'è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
*Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.
*I sogni cedono il posto alle [[impressione|impressioni]] di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
*Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
*Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
*L'[[ego|Io]] non è padrone in casa sua.
*L'[[uomo]] energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
*Lo Stato in [[guerra]] si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
*Non è sempre facile dire la [[verità]], specialmente quando si deve essere brevi.
*Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
*Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
*Ricordiamo il vecchio adagio: ''si vis pacem, para bellum'': se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: ''si vis vitam, para mortem'': se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
*Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
*Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un'unità.
*Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.
{{NDR|Sigmund Freud, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994}}
===Attribuite===
*A volte un [[sigaro]] è solo un sigaro.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione viene classicamente attribuita a Freud, tuttavia la prima attribuzione allo psicoanalista austriaco sembrerebbe risalire ad un articolo del 1950, undici anni dopo la sua morte. Inoltre diverse fonti hanno confermato che si tratta di una citazione apocrifa.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2011/08/12/just-a-cigar/ Sometimes a Cigar Is Just a Cigar]'', ''Quote Investigator'', 12 agosto 2011.</ref>
==''Al di là del principio del piacere'' (1920)==
===[[Incipit]]===
Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l'andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell'abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===Citazioni===
*Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come [[Gustav Fechner|G. T. Fechner]] abbia formulato un'ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
*Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una ''forte tendenza'' verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia [[Gustav Fechner|Fechner]]: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione...» (p. 22)
*Il principio del piacere è inerente a una modalità ''primaria'' di lavoro dell'apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l'auto-conservazione dell'organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall'inizio inefficiente e perfino pericoloso.<br>Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell' ''io'', il principio del piacere viene sostituito dal ''principio della realtà''. (p. 22-23)
*L'«[[angoscia]]» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
*La «[[paura]]» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
*Chiamiamo infine «[[spavento]]» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
*Lo studio dei [[Sogno|sogni]] può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
*L'[[inconscio]] – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento.<br />Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (p. 37)
*Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un'epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)
*Nell'inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell'inconscio. (pagg. 58-59)
*Sino adesso, l'esito della nostra ricerca ci ha portato a tracciare una netta demarcazione tra le «pulsioni dell'io» e le pulsioni sessuali; e all'ipotesi che 1e prime spingono verso la morte, mentre le seconde tendono a prolungare la vita.<br />Purtroppo questa conclusione non si rivela soddisfacente sotto molti aspetti persino a noi stessi. (p. 71)
*La [[psicoanalisi]], che non poteva evitare di formulare ''una qualche'' ipotesi sulle pulsioni, si attenne in principio alla distinzione corrente sintetizzata nell'espressione «fame e amore». In questa distinzione almeno non vi era nulla di arbitrario; anzi, essa permise all'analisi delle psiconevrosi di fare decisi passi avanti. (p. 81)
*La nostra concezione, che è stata sin dall'inizio ''dualista'', lo è più che mai oggi, che abbiamo sostituito all'opposizione tra pulsioni dell'io e pulsioni sessuali quella tra pulsioni di vita e pulsioni di morte. La teoria della libido di [[Jung]] è, al contrario, ''monista''; il fatto che egli abbia chiamato libido l'unico moto pulsionale che ammette, è destinato a creare confusione, ma non può toccarci in alcun modo. (p. 84)
*Diremo allora che il principio del [[piacere]] è una tendenza che opera al servizio di una funzione, il cui compito è di tenere l'apparato psichico completamente sgombro da [[eccitazione]], o di mantenervi costante, o al livello più basso possibile, la quantità di eccitazione stessa. (p. 96)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===[[Explicit]]===
Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il [[ricercatore]] che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.<br>Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: «là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando... E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.» {{NDR|da ''Maqâmàt'' di [[Al-Hariri|al-Hariri]]}}
==''Autobiografia'' (1925)==
*Sebbene vivessimo in grandi ristrettezze, mio padre desiderava che nella scelta della professione seguissi unicamente la mia vocazione. In quegli anni giovanili non sentivo alcuna predilezione speciale per la professione medica, né ebbi del resto a sentirla in seguito. Mi dominava piuttosto una specie di brama di sapere che, però, si riferiva più ai fenomeni umani che agli oggetti naturali ... Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi. Sotto l'influsso potente di una amicizia con un compagno di ginnasio un po' più vecchio di me (che in seguito è diventato famoso come uomo politico) mi ero messo in mente di intraprendere anch'io gli studi giuridici e di occuparmi di problemi sociali. Contemporaneamente, però, mi attraeva enormemente la teoria di [[Darwin]], allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. L'illustrazione del bel saggio goethiano La natura, che udii poco prima dell'esame di maturità in una conferenza di volgarizzazione scientifica tenuta da Carl Brühl, mi fece decidere, infine, a iscrivermi alla facoltà di medicina. (p. 76 e s.)
*Nei primi anni di università dovetti rendermi conto che la peculiarità delle mie doti naturali, e la loro limitatezza, mi impedivano di ottenere qualsiasi successo in svariate materie scientifiche sulle quali mi ero gettato con giovanile e presuntuoso entusiasmo ... Nel laboratorio di fisiologia di Ernst Brücke trovai finalmente la tranquillità e ottenni piena soddisfazione incontrando fra l'altro delle persone che potevo rispettare e prendere a modello: Brücke stesso, il maestro, e i suoi assistenti Sigmund Exner e Ernst Fleischl von Marxow ... Le discipline propriamente mediche, fatta eccezione per la [[psichiatria]], non esercitavano su di me una grande attrazione. (p. 77 e s.)
*Nell'istituto di anatomia cerebrale mi misi al lavoro con lo stesso impegno e fervore di cui avevo dato prova nel laboratorio di fisiologia, e dopo tutto anche in quegli anni di attività ospedaliera misi a punto alcune piccole ricerche (sul decorso delle fibre e sulle origini dei nuclei del midollo allungato) che furono notate da Edinger ... Dal punto di vista pratico l'anatomia cerebrale non rappresentava certo un progresso rispetto alla fisiologia. Delle esigenze pratiche cominciai a tener conto quando decisi di dedicarmi allo studio delle [[malattie]] nervose. A quel'epoca a [[Vienna]] questa specialità medica veniva coltivata da poche persone, il materiale d'osservazione era disseminato in diversi reparti dell'ospedale e, dato che non esistevano buone opportunità di farsi una preparazione adeguata, ciascuno era costretto a essere il maestro di sé stesso ... Giacché la fama del grande [[Jean-Martin Charcot|Charcot]] era giunta fino a me, concepii il proposito di prendere a Vienna la docenza in malattie nervose, per poi proseguire la mia preparazione professionale a Parigi. (p. 79)
*Nel corso degli anni seguenti, in cui svolsi la mia attività come giovane aiuto dell'ospedale, diedi alle stampe parecchie osservazioni di casi di malattie organiche del sistema nervoso. Mi impadronii a poco a poco della materia e riuscii infine a localizzare un focolaio morboso del midollo allungato con una precisione tale che l'anatomo patologo non ebbe nulla da aggiungere alle mie osservazioni ... Delle nevrosi, però, non capivo nulla ... Sia solo detto a mia scusante che a quell'epoca perfino alcuni grandi luminari della [[scienza]] medica solevano diagnosticare la nevrastenia come tumore cerebrale. (p. 79 e s.)
*Nella primavera del 1885, per i miei lavori istologici e clinici, ottenni la docenza in neuropatologia. Poco dopo, grazie alla calorosa intercessione di Brücke, mi fu assegnata una cospicua borsa di studio. Nell'autunno partii per Parigi ... Di tutte le cose che ebbi modo di osservare durante il mio soggiorno presso Charcot, nessuna mi colpì tanto quanto le sue ultime ricerche sull'[[isteria]], che in parte si svolsero ancora quando io mi trovavo a Parigi; così ad esempio egli dimostrò che i fenomeni isterici sono qualcosa di autentico e conforme a uno scopo, che l'isteria è molto frequente negli uomini, che paralisi e contratture isteriche possono essere provocate dalla suggestione ipnotica e che questi prodotti artificiali hanno, fin nei minimi dettagli, le stesse caratteristiche degli attacchi isterici spontanei che spesso vengono provocati da un trauma. (p. 80 e s.)
*Prima di lasciare Parigi discussi col maestro il progetto di un lavoro inteso a stabilire un confronto fra la paralisi isterica e quelle organiche. Il mio intento era di dimostrare che nell'isteria la paralisi e le anestesie si ripartiscono nelle singole parti del [[corpo]] in base alla rappresentazione comune che gli uomini hanno del proprio corpo e non in base alla rappresentazione anatomica. (p. 81)
*Prima di tornare a Vienna mi trattenni qualche settimana a Berlino, al fine di acquisire alcune nozioni generali sulle malattie dell'[[infanzia]]. Kassowitz, che a Vienna dirigeva un pubblico ospedale per le malattie infantili, mi aveva promesso che avrebbe allestito un reparto per le malattie nervose dei bambini e me l'avrebbe affidato... Al mio ritorno da Parigi e da Berlino avevo l'obbligo di riferire alla "Società di medicina" su quello che avevo visto e appreso nella clinica di Charcot; purtroppo però le mie comunicazioni furono male accolte. (p. 82 e s.)
*Se dal trattamento dei malati di nervi si volevano trarre i mezzi per vivere, bisognava pur fare qualcosa per alleviare la loro [[sofferenza]]. Nel mio arsenale non avevo che due armi, l'elettroterapia e l'[[ipnosi]] [...] il che tuttavia non riuscì a impedire ai professori di [[psichiatria]] di considerare ancora per molto tempo l'ipnosi come una specie di imbroglio e di guardare con disprezzo gli ipnotizzatori dall'alto in basso. Per parte mia avevo visto che a Parigi l'ipnosi veniva normalmente e liberamente impiegata per provocare nel malato determinai sintomi e farli poi scomparire. In seguito venimmo a sapere che a Nancy era nata una scuola nella quale, per fini terapeutici, si faceva ampio uso della suggestione (con o senza ipnosi) e che i risultati erano notevoli [...]. Solo in seguito avrei scoperto le carenze di questo procedimento [...]. Allo scopo di perfezionare la mia [[tecnica]] ipnotica, mi recai nel 1889 a Nancy, dove trascorsi varie settimane [...]. Ne riportai indelebili impressioni che mi fecero ritenere probabile l'esistenza di processi psichici possenti, che restano tuttavia celati alla [[coscienza]] degli uomini. (p. 84 e s.)
*Per completare la mia esposizione precedente devo aggiunger che fin dall'inizio ho esercitato l'[[ipnosi]] per uno scopo che nulla aveva a che fare con la suggestione ipnotica. Mi sono avvalso dell'ipnosi per interrogare il malato sulla genesi dei suoi sintomi, genesi sulla quale nello stato di veglia egli non era spesso in grado di dire alcunché, o comunque troppo poco. Questo procedimento non solo si rivelò più efficace del mero comando o divieto, ma aveva inoltre il vantaggio di offrire soddisfazione alla brama di sapere del medico, che dopo tutto aveva il diritto di apprendere qualcosa circa l'origine di quel fenomeno che cercava di eliminare mediante il monotono procedimento della suggestione. A quest'altro modo di usare l'ipnosi ero giunto per la via seguente. Quando ancora lavoravo nel laboratorio di Brücke avevo conosciuto il dottor Josef Breuer, uno dei medici di famiglia più stimati di Vienna ... Già prima del mio viaggio a Parigi, Breuer mi aveva parlato di un caso d'isteria da lui sottoposto, dal 1880 al 1882, a un trattamento particolare, per mezzo del quale era riuscito a penetrare profondamente nella motivazione e nel significato dei sintomi isterici ... Quando era ricorsa alle cure di Breuer la paziente offriva un quadro sintomatico complesso e variopinto: paralisi con contratture, inibizioni e stati di confusione psichica. Un'osservazione casuale permise al medico di scoprire che la malata poteva essere liberata da tali turbamenti della sua [[coscienza]] se e quando veniva indotta a dare espressione verbale alle fantasie affettive che in quel momento la dominavano. Breuer trasse da questa scoperta un metodo terapeutico. Ripetutamente, dopo aver sottoposto la paziente a ipnosi profonda, la invitò a raccontare ciò da cui l'animo suo si sentiva oppresso. Dominati in tal modo gli accessi di ottenebramento depressivo, fece uso di questo stesso procedimento per eliminare le inibizioni e i disturbi somatici. Durante lo stato di veglia la giovinetta, al pari di qualsiasi altro malato, non sapeva dir nulla sull'origine dei suoi sintomi né ravvisava alcun legame fra questi ultimi e le impressioni della sua vita ... Quando dunque la malata rammentava allucinatoriamente in ipnosi una di queste situazioni e portava finalmente a compimento l'atto psichico a suo tempo represso, dando libero sfogo ai propri [[affetto|affetti]], ecco che il sintomo scompariva per sempre. (p. 87 e s.)
*Breuer qualificò il nostro procedimento come catartico e ne dichiarò l'intento terapeutico: bisognava che l'ammontare affettivo utilizzato per la formazione del sintomo – che avendo preso un falso binario era rimasto in esso per così dire incapsulato – fosse preservato e ritornasse alla sua via normale, che poteva condurlo a una scarica adeguata (abreazione). (p. 90)
*Ho descritto così frequentemente e con tale dovizia di particolari la fase successiva dello sviluppo, e cioè il passaggio dalla catarsi alla [[psicoanalisi]] vera e propria, che mi sembra difficile poter dire qui qualcosa di nuovo. (p. 90)
*Il mio lavoro con pazienti affetti da malattie nervose in genere ebbe un esito ulteriore: il mutamento della tecnica catartica. Abbandonai l'ipnosi e cercai di sostituirla con un altro metodo nell'intento di andar oltre il trattamento riservato alle forme morbose di tipo isterico; tra l'altro, man mano che la mia esperienza si arricchiva ogni giorno di nuovi elementi, sorsero in me gravi dubbi relativi all'impiego dell'ipnosi nella stessa [[catarsi]]. Il primo riguardava il fatto che perfino i risultati più brillanti svanivano improvvisamente nel nulla allorché il rapporto personale del medico col malato veniva in qualche modo turbato [...]. L'[[ipnosi]], tuttavia, aveva reso al trattamento catartico servizi notevolissimi, ampliando il campo della [[coscienza]] dei pazienti e mettendo a loro disposizione conoscenze di cui nella vita vigile non disponevano. Sostituire l'ipnosi, sotto questo profilo, non era certo cosa facile. In questo frangente imbarazzante mi venne in aiuto un ricordo, il ricordo di un esperimento cui avevo assistito sovente durante il mio soggiorno presso Bernheim ... Presi la risoluzione di fare altrettanto. Anche i miei pazienti non potevano non "sapere" tutte le cose che normalmente erano rese loro accessibili solo mediante l'ipnosi, e le mie assicurazioni e insistenze, con magari in più la pressione delle mani, dovevano pure avere il potere di spingere nella loro coscienza gli eventi e i nessi dimenticati ... Abbandonai dunque l'ipnosi, di cui mantenni solo la posizione del paziente, posto a giacere supino su un divano, mentre io stavo seduto dietro di lui, in modo da vederlo senza esser visto. Le mie speranze si realizzarono, mi liberai dell'ipnosi; tuttavia tale mutamento tecnico implicò un mutamento del lavoro catartico nel suo insieme. L'ipnosi aveva nascosto un giuoco di [[forza|forze]] che ora veniva messo allo scoperto, e la cui conoscenza dava alla nostra teoria un fondamento sicuro. (p. 94 e ss.)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978 }}
==''Il disagio della civiltà'' (1929)==
*A questo prezzo, mediante la fissazione violenta a un infantilismo psichico e la partecipazione a un delirio collettivo, la [[religione]] riesce a risparmiare a molta gente la nevrosi individuale.
*Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 239)
*Di fronte agli assalti ci si può difendere: di fronte alla lode si è indifesi.<ref name=sordi/>
*Diciamo dunque che un paese ha toccato un alto grado di civiltà quando vediamo che i suoi abitanti accudiscono e provvedono opportunamente a tutto ciò che si dimostra di aiuto per sfruttare la terra a beneficio dell'uomo e per difenderlo contro le forze della natura, in breve a tutto ciò che gli è utile.
*Facciamo dunque un'ipotesi fantastica, che [[Roma]] non sia un abitato umano, ma un'entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti.<ref>Citato in [[Aby Warburg]], ''GLI HOPI. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord'', p. XV.</ref>
*Il prezzo del [[progresso]] si paga con la riduzione della felicità, dovuta all'intensificarsi del senso di colpa.
*L'uomo è per così dire divenuto una specie di dio-protesi, veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; ma non formano un tutt'uno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere... Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.<ref name=sordi/>
*La civiltà deve fare di tutto per porre limiti alle pulsioni aggressive dell'uomo, per rintuzzarne la vivacità mediante formazioni psichiche reattive.<ref name=sordi/>
*La civiltà domina dunque il pericoloso desiderio di aggressione dell'individuo, infiacchendolo, disarmandolo e facendolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, come da una guarnigione nella città conquistata. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 259)
*La grande maggioranza degli uomini lavora solo se spinta dalla necessità, e da questa naturale avversione degli uomini al lavoro scaturiscono i più difficili problemi sociali.
*La [[libertà]] non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà.
*Le età future recheranno con sé nuovi e forse inimmaginabili passi avanti nel campo della civiltà, accresceranno ancora la somiglianza dell'uomo con Dio. Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza a Dio, non si sente felice.
*La guerra cui non volevamo credere è scoppiata, e ci ha portato [...] la delusione.<ref name=irrelombardia/><ref name=cons>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'', 1915.</ref>
*{{NDR|La [[Prima guerra mondiale]]}} infrange tutte le barriere riconosciute in tempo di pace. [...] Abbatte quanto trova nella strada con rabbia cieca, come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace tra gli uomini.<ref name=irrelombardia>Citato in [http://old.irrelombardia.it/classicionline/didattica_novecento/esperienza_krisis_vienna_bacciola.htm IrreLombardia.it], ''L'esperienza della Krisis nella "Grande Vienna" – Come vecchi viennesi'' di Fabrizio Bacciola</ref><ref name=cons/>
*Se l'evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell'individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili – forse l'intero genere umano – sono divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
==''Il "Mosè" di Michelangelo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Devo dire che non sono un intenditore d'[[arte]], ma soltanto un profano. Ho spesso notato che il soggetto delle opere d'arte mi attrae più fortemente delle caratteristiche formali e tecniche, sebbene per l'artista il loro valore risieda soprattutto in queste ultime. Non sono in grado di valutare opportunamente gran parte dei metodi impiegati e degli effetti ottenuti in arte. Faccio queste affermazioni per assicurarmi l'indulgenza del lettore per il tentativo che intendo porre in atto.
===Citazioni===
*È la discesa dal monte Sinai, dove Mosè ha ricevuto le Tavole da [[Dio]], ed è il momento in cui si accorge che nel frattempo il popolo si è fatto da solo un Vitello d'Oro intorno al quale danza e festeggia.
*Ora in due punti della figura di [[Mosè (Michelangelo)|Mosè]] ci sono determinati particolari che finora non solo sono passati inosservati, ma, anzi, non sono nemmeno stati descritti correttamente. Si tratta della posizione della mano destra e delle due Tavole della Legge.
*Ciò che vediamo non è l'inizio di un'azione violenta, ma ciò che resta di un movimento che si è già verificato.
*Così scolpì il suo Mosè sulla tomba del [[Giulio II|Papa]], non senza un rimprovero al defunto pontefice, come ammonimento a se stesso, superando nell'autocritica la sua stessa natura.
*Tempi lontanissimi esercitarono un grande, spesso enigmatico, potere di attrazione sulla fantasia degli individui. Ogni volta che essi sono insoddisfatti del loro presente – e lo sono abbastanza spesso – si rivolgono indietro al passato e sperano di trovarvi finalmente realizzato il sogno mai esistito di un'età dell'oro. – (Mosè e il monoteismo)
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il perturbante'' (1919)==
===[[Incipit]]===
È molto raro che uno [[psicoanalista]] si senta spinto a studiare argomenti di [[estetica]], anche quando con estetica non si voglia intendere semplicemente la teoria del bello, bensì la teoria delle qualità del sentimento. Egli lavora su altri strati della vita psichica e non ha molto a che fare con quegli impulsi emotivi controllati che, ostacolati nella loro finalità e sottoposti all'influenza di numerosi fattori concorrenti, sogliono fornire il materiale degli studi di estetica. Di quando in quando, però, capita che egli debba interessarsi a qualche ambito particolare di tale argomento e, di solito, detto ambito finisce con l'essere piuttosto fuori del comune, così da essere stato trascurato nella letteratura specialistica dell'estetica.
Un argomento di questo genere è appunto rappresentato dal «perturbante».
===Citazioni===
*Possiamo dire soltanto che ciò che è inconsueto può benissimo diventare spaventoso e inquietante; certe novità sono spaventose, però assolutamente non lo sono tutte le novità. Perché un fatto inconsueto e nuovo diventi perturbante occorre che vi si aggiunga qualche altro elemento.
*[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] è il maestro senza rivali del perturbante nella letteratura. Il suo romanzo ''Gli elisir del Diavolo'' contiene una gran mole di temi che si è tentati di riferire all'effetto perturbante nella narrativa, ma si tratta di un racconto troppo complesso e oscuro perché ci sentiamo di darne un riassunto.
*Noi ci dobbiamo accontentare di scegliere quei temi di perturbamento che sono più salienti, per vedere se si possano riportare anch'essi con sicurezza a origini infantili. Tali temi si ricollegano tutti al fenomeno del «doppio», che appare in ogni forma e stadio di sviluppo. Abbiamo dunque dei personaggi che devono essere considerati identici perché sì rassomigliano.
*Ma non è solo questo materiale [<small>l'auto-osservazione</small>], offensivo per la critica dell'Io, che può essere inglobato nell'idea di un «doppio». Vi sono anche i futuri non adempiuti, ma possibili, cui ci piace ancora attaccarci nella nostra fantasia, tutti gli sforzi dell'Io che circostanze esteriori avverse hanno reso vani, tutte le azioni volitive soppresse che alimentano in noi l'illusione del [[Libero arbitrio|Libero Arbitrio]].
*La ripetizione di una stessa cosa non apparirà forse a nessuno come possibile origine di perturbamento, ma, in base alle mie osservazioni, sono certo che questo fenomeno, in determinate condizioni e con il concorso di talune circostanze, suscita un senso di perturbamento, che, per di più, richiama alla mente quel senso di impotenza che si prova in taluni sogni.
*L'effetto perturbante dell'epilessia e della follia ha la medesima origine. Il profano ravvisa in esse il lavorio di forze presenti nei suoi simili, precedentemente insospettate, delle quali è, nel contempo, oscuramente consapevole in qualche angolo remoto del proprio essere. Il medioevo attribuiva, quasi universalmente, tutte queste malattie all'influenza dei [[diavolo|demoni]] e la sua psicologia in ciò era quasi giusta. In realtà, non mi stupirei nel sentire che la [[psicoanalisi]], che si occupa di mettere a nudo queste forze occulte, fosse diventata perturbante per molti, proprio per questa ragione.
*Allora potremmo concludere così: si ha una sensazione perturbante quando una data impressione riporta a nuova vita complessi infantili rimossi, oppure quando credenze primitive e superate sembrano trovare nuova conferma.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il poeta e la fantasia'' (1908)==
===[[Incipit]]===
Noi profani siamo sempre stati intensamente curiosi di sapere – come il Cardinale che pose ad [[Ludovico Ariosto|Ariosto]] una domanda simile – a quali fonti attinga il suo materiale quello strano essere che è il poeta, e come riesca a fare su di noi una tale impressione e a destare in noi emozioni di cui forse non ci ritenevamo neppure capaci.
===Citazioni===
*[...] una forte esperienza del presente ridesta nel poeta il [[ricordo]] di un'esperienza precedente (generalmente appartenente all'infanzia) da cui nasce ora un desiderio che trova la sua realizzazione nell'opera creativa.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Introduzione al narcisismo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Il termine «narcisismo» deriva dalla descrizione clinica e fu adottato da [[Paul Näcke]] nel 1899 per descrivere l'atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene di solito trattato il corpo di un oggetto sessuale, per cui se lo contempla, se lo liscia, se lo accarezza, finché queste manovre non gli procurano un soddisfacimento completo. Spinto sino a questo grado, il narcisismo viene ad assumere il significato di una perversione che ha assorbito tutta la vita sessuale del soggetto, e che presenterà dunque quei caratteri che si rinvengono nello studio delle perversioni in generale.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
===Citazioni===
*È un dato di fatto che l'individuo conduce una duplice esistenza: una che gli serve ai suoi scopi e l'altra che è l'anello di una catena cui, volente o nolente, si assoggetta. (p. 25)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
==''Introduzione alla psicoanalisi''==
*[...] il [[successo]] non va di pari passo con il merito. L'America non ha preso il nome da [[Cristoforo Colombo|Colombo]]. (''Lezione 17. Il senso dei sintomi''; 2010, p. 201)
*[[Interpretazione|Interpretare]] significa trovare un senso nascosto. (''Lezione 5. Difficoltà e primi approcci''; 2010, p. 78)
*Le [[Convinzione|convinzioni]] non si acquistano tanto facilmente. Se raggiunte senza fatica, alla prima occasione, si rivelano prive di valore.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
*Le parole erano originariamente incantesimi, e la [[parola]] ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. (''Lezione 1. Introduzione''; 2010, p. 30)
*Nella leggenda del [[labirinto]] può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale; i corridoi {{sic|aggrovogliati}} sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.<ref>Citato in [[Alain Daniélou]], ''Śiva e Dioniso'', traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980.</ref>
*Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all'esistenza dell'inconscio.<ref>Da ''Introduzione alla psicoanalisi'', Vol. II, Parte III, Lez. 343, ''Schiarimenti, applicazioni, orientamenti'', 1932, p. 18.</ref>
*Siamo ormai d'accordo che nonostante tutto il nostro orgoglio per le nostre conquiste culturali, non ci riesce facile assolvere le richieste di questa civiltà, sentirci a nostro agio in essa, perché le limitazioni pulsionali imposteci significano per noi un grave onere psichico. Ebbene, ciò che abbiamo riconosciuto valido per le pulsioni sessuali vale in uguale e forse maggior misura per le altre pulsioni, quelle aggressive. Sono queste soprattutto che rendono difficile la convivenza degli uomini e che ne minacciano la continuità; la limitazione della propria aggressività è il primo e forse più difficile sacrificio che la società deve esigere dal singolo.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
==''L'avvenire di un'illusione'' (1927)==
*Si ha così l'impressione che la civiltà sia qualcosa che fu imposto a una [[Maggioranza e minoranza|maggioranza]] recalcitrante da una [[Maggioranza e minoranza|minoranza]] che aveva capito come impossessarsi del potere e dei mezzi di coercizione. (p. 41)
*Quanto sperimentiamo in fatto di umana disonestà ha a che fare con la coercizione. Innumerevoli uomini civili, che indietreggerebbero inorriditi di fronte all'omicidio o all'incesto, se sono sicuri di rimanere impuniti, non si precludono il soddisfacimento della loro avidità, della loro smania aggressiva, delle loro bramosie sessuali e non si astengono dal danneggiare gli altri con la menzogna, l'inganno, la calunnia; e così è certamente stato sempre, fin dagli albori della civiltà. (p. 49)
*Ma non abbiamo ancora menzionato la parte forse più importante dell'inventario psichico di una civiltà. Si tratta, nel senso più lato, delle sue rappresentazioni religiose, ossia delle sue illusioni. (p. 52)
*Il popolo che per primo riuscì ad attuare una tale concentrazione di attributi divini fu non poco fiero di questo progresso. [...] Ora, poiché Dio era uno solo, le relazioni con Lui potevano riacquistare l'intimità e l'intensità del rapporto fra il bambino e il padre. (p. 58)
*Un'illusione non è la stessa cosa di un errore, e non è nemmeno necessariamente un errore. (p. 73)
*Quando i problemi sono quelli della religione, gli uomini si rendono colpevoli di tutte le possibili insincerità e scorrettezze intellettuali. (p. 75)
*È innegabile che la [[psicoanalisi]] è una mia creazione e che essa è stata fatta oggetto di molta diffidenza e ostilità; se ora mi faccio avanti con affermazioni così sgradevoli, si sarà fin troppo pronti a scivolare dalla mia persona alla psicoanalisi. (p. 79)
*Non è affatto sicuro che sotto l'illimitato dominio delle dottrine religiose gli uomini fossero più felici di oggi; certo non furono più morali. (p. 80)
*La religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell'umanità; come quella del bambino, essa ha tratto origine dal complesso edipico, dalla relazione paterna. (p. 86)
*Le verità che le dottrine religiose contengono sono così deformate e sistematicamente mascherate, che la massa degli uomini non può riconoscerle come verità. È un caso analogo a quello che si ha quando raccontiamo al bambino che la cicogna porta i neonati. [...] Nei nostri discorsi coi bambini siamo convinti che sia meglio omettere queste dissimulazioni simboliche della verità. (p. 88)
*Continuo a sostenere che per un certo aspetto il mio scritto è del tutto innocuo. Nessun credente si lascerà smarrire nella sua fede da questi o da analoghi argomenti. Un credente ha col contenuto della religione determinati legami di affezione. (p. 90)
*Atrofia educativa. Penso che passerebbe molto tempo prima che un bambino non influenzato cominciasse a crearsi pensieri su Dio e sulle cose al di là di questo mondo. [...] Ritardare lo sviluppo sessuale e anticipare l'influsso della religione: non sono questi i due cardini del programma dell'odierna pedagogia? (p. 91)
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una [[nevrosi]] infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi. (p. 97)
*La voce dell'intelletto è fioca, è vero, ma non ha pace finché non ottiene udienza. (p. 98)
*A lungo andare, nulla può resistere alla ragione all'esperienza, e l'opposizione della religione nei riguardi di entrambe è fin troppo evidente. Neanche le idee religiose purificate possono sottrarsi a tale destino, nella misura in cui vogliono salvare ancora qualcosa del contenuto consolatorio della religione. (p. 99)
*Crediamo che sulla realtà dell'universo tramite il lavoro scientifico si possa apprendere qualcosa, qualcosa che servirà ad accrescere il nostro potere e a governare l'esistenza. Se questa credenza è un'illusione, siamo nella Sua stessa condizione; tuttavia, grazie a numerosi e importanti successi, la scienza ci ha dato la prova di non essere un'illusione. (p. 99)
*[...] deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell'adulto medio. (2013)
*Di uno che si sia ormai spinto fino al punto di accettare senza critiche tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, ignorandone finanche le contraddizioni, la sua debolezza mentale non può meravigliarci più di tanto.<ref>Da ''L'avvenire di un'illusione'', in ''L'avvenire di un'illusione - Il disagio della civiltà'', a cura di Roberto Finelli e Paolo Vinci, traduzione di [[Sossio Giametta]], Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2472-1</ref>
==''L'interpretazione dei sogni'' (1900)==
===[[Incipit]]===
====Elvio Fachinelli e Herma Trettl====
Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell'attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d'altro genere.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
====Antonella Ravazzolo====
Nelle pagine che seguono proverò che esiste una tecnica psicologica la quale rende possibile l'interpretazione dei sogni e che, se tale metodo viene seguito, ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell'attività mentale della vita da svegli. Cercherò poi di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'incomprensibilità dei sogni, e di dedurne la natura delle forze psichiche che con la loro azione concorrente o reciprocamente opposta danno origine ai sogni. A questo punto la mia trattazione si interromperà, perché sarà giunta a quello stadio in cui il problema dei sogni si perde in problemi più ampi, la cui soluzione deve essere affrontata sulla base di materiale diverso.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
===Citazioni===
*Nei due scritti di [[Aristotele]] sul [[sogno]] (''De divinatione per somnium'' e ''De somniis''), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l'attività psichica propria dell'uomo addormentato. (p. 24)
*Nell'ingenua opinione di chi si sveglia, il [[sogno]], se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
*L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro. (p. 31)
*Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
*Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall'attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
*Il comportamento della [[memoria]] durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c'insegna che {{NDR|citazione di [[M. W. Calkins]]}} ''nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto''. (p. 40)
*Se ci richiamiamo al detto popolare ''i sogni vengono dallo stomaco'', ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
*Quello di volare, secondo [[Ludwig Strümpell|Strümpell]], rappresenta l'immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l'eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
*Che al mattino il sogno "si dissolva", è proverbiale. Ma, naturalmente, lo si può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
*Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
==''Totem e tabù'' (1913)==
===[[Incipit]]===
Noi conosciamo l'uomo preistorico, nelle varie fasi della sua evoluzione, dai monumenti e dagli oggetti che ha lasciato e che sono arrivati fino a noi, dalle notizie sulla sua arte, sulla sua religione, sul suo modo di considerare l'esistenza, che ci sono state conservate sia dalla [[tradizione]] come dalle leggende, dai miti e dalle favole, e ancora da quanto è rimasto nei nostri usi e nei costumi delle sue forme di pensiero e di vita.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
===Citazioni===
*Il progresso sociale e tecnico dell'umanità ha intaccato il [[tabù]] molto meno di quanto non sia avvenuto per il [[totem]]. (Roma, settembre 1913; citato in premessa)
*In luogo delle istituzioni religiose e sociali, noi troviamo presso gli [[Australia|Australiani]] il «[[totemismo]]». Le tribù si dividono in piccoli gruppi, ognuno dei quali prende il nome dal suo totem. (p. 20)
*Sappiamo che i bisogni psicosessuali della donna devono trovare la loro soddisfazione nel [[matrimonio]] e nella famiglia. Da questo fatto nasce il pericolo di insoddisfazione per una fine prematura del rapporto coniugale ed il conseguente impoverimento della vita affettiva. (p. 33)
*Si dice che i [[Genitore e figlio|genitori]] rimangono giovani nei figli, ed è questo uno dei più preziosi vantaggi psicologici ch'essi ricavano da loro. (p. 33)
*La psicoanalisi ci ha dimostrato che la prima scelta sessuale del fanciullo è [[incesto|incestuosa]], poiché si riferisce ad un oggetto interdetto (alla madre od alla sorella) e ci ha mostrato attraverso quali vie l'adulto si libera dalla seduzione che su di lui l'incesto opera. Il nevrotico, al contrario, ci mostra con regolarità un aspetto dell'infantilismo psichico, dal momento che, o non ha saputo liberarsi dai legami che legavano la sua psicosessualità all'infanzia (arresto dello sviluppo), oppure ad essi è ritornato (regressione). (p. 34)
*''[[Tabù]]'' è una parola polinesiana, la cui traduzione esatta è resa difficile dal fatto che manca presso di noi il concetto cui attualmente può riferirsi. Questo era ancora vivo presso gli antichi romani. Il ''sacer'' latino era il corrispettivo del tabù dei Polinesiani, così come l'άγος dei Greci ed il Kodausch ebreo dovettero avere lo stesso significato espresso nella parola tabù dei Polinesiani e nelle denominazioni simili in uso presso molti popoli dell'[[America]], dell'[[Africa]] (Madagascar), dell'[[Asia]] settentrionale e centrale. (p. 36)
*La parola [[tabù]] esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell'altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro. [...] Possiamo in genere pensare che al significato di tabù corrisponda spesso il nostro «orrore sacro». (p. 36)
*Il [[tabù]] diventato la forma comune di legislazione presso popoli di cui ci interessiamo, ed è servito a fini sociali di certo più recenti del tabù stesso, come, per esempio, i tabù che i capi e i sacerdoti hanno imposto per assicurarsi la proprietà ed il privilegio. Restano, comunque, da esaminare un gran numero di prescrizioni. Tra queste prenderò in considerazione quelle che riguardano: a) ''i nemici'', b) ''i capi'', c) ''i morti'', e ricaverò il materiale necessario dall'ottima raccolta che [[James Frazer|J. G. Frazer]] ne fece, per la sua opera ''Il ramo d'oro''. (p. 52-53)
*L'[[animismo]] è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire la spiegazione di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come un complesso unico. (p. 89)
*Sarebbe errato credere che gli uomini siano stati indotti a creare il loro prima sistema cosmico per sola tendenza speculativa. In questo tentativo deve avere avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo. Perciò non ci stupiremo che, parallelamente al sistema [[Animismo|animistico]], procede un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti. Tale sistema, conosciuto come «stregoneria» e «[[magia]]». è denominato da [[Salomon Reinach|S. Reinach]] la «strategia dell'animismo» (p. 90)
*La [[magia]] costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica [[Animismo|animistica]], dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*La [[magia]] deve servire agli scopi più diversi: sottomettere i fenomeni naturali al volere dell'uomo, difendere l'individuo da nemici e pericoli e fornirgli la possibilità di danneggiare gli avversari. (p. 90)
*Ma la [[magia]] è cosa ben diversa; essa, in definitiva, non tiene conto degli spiriti, e si vale invece di speciali procedure, non della banale metodica psicologica. Ci renderemo facilmente conto che la magia costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica animistica, dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*Il principio su cui le pratiche magiche si basano, o, meglio, il principio della [[magia]], è così chiaro che tutti gli specialisti furono costretti a riconoscerlo. A prescindere dalla valutazione che egli ne fa, può essere espresso concisamente con le parole di E. B. Taylor: «confondendo un legame ideale con un legame reale». (p. 90-91)
*Nella fase animistica l'uomo si attribuisce l'onnipotenza; la cede agli [[dèi|dei]] in quella religiosa, senza tuttavia rinunciarvi seriamente, giacché si lascia la facoltà di guidare, in base ai suoi desideri, gli dei, con varie influenze. L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella [[scienza|visione scientifica]] del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla [[morte]] ed è sottomesso a tutte le necessità della [[natura]]. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. (p. 99)
*Allora, sia nel tempo che nel contenuto, la fase animistica trova corrispondenza nel narcisismo, la fase religiosa in quella di scelta dell'oggetto caratterizzata dall'attaccamento del bambino ai genitori, ed infine per la fase scientifica troveremo la piena corrispondenza nello stato adulto dell'individuo che rinuncia al principio del piacere e, adattandosi alla realtà, ricerca il suo oggetto nel mondo esterno. Solo in un campo, in quello dell'[[arte]], si è conservata sino ai nostri giorni «l'onnipotenza del pensiero». Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore. Questo confronto è forse più significativo di quanto vorrebbe essere. L'arte, che non è di certo iniziata come «arte per l'arte», si trovava in origine al servizio di tendenze che in gran parte sono oggi venute meno. Si può a ragione affermare che tra queste siano parecchie intenzioni magiche. (p. 101)
*L'[[anima]] dell'animismo riunisce in sé attribuzioni caratteristiche ad entrambe le parti. Il suo essere mobile ed effimero, la capacità di lasciare il corpo, d'impossessarsi in modo definitivo o transitorio di un altro corpo, sono caratteristiche che richiamano vivamente quelle della coscienza. Ma il modo con cui essa si cela dietro le manifestazioni della personalità ci ricorda l'inconscio; oggi non attribuiamo più l'immutabilità e l'indistruttibilità ai processi consci, ma a quelli inconsci, e consideriamo questi ultimi i reali portatori della vita psichica. (p. 105)
*La [[legge]] proibisce solo ciò che gli uomini farebbero sotto l'influsso di alcuni loro istinti. Ciò che la natura stessa proibisce e punisce non ha bisogno di essere proibito e punito dalla legge. (p. 134)
*L'esperienza psicoanalitica getta un po' di luce in questa oscurità.<br />L'atteggiamento del [[bambino]] presenta numerose analogie con quello del [[primitivo]] nei confronti degli [[animale|animali]]. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. (p. 137)
*La psicoanalisi ci ha rivelato che, in realtà, l'animale totem costituisce la sostituzione del [[padre]], e questo ci spiega la contraddizione che prima avevamo notato: da un lato, il divieto di uccidere un animale; dall'altro, la festa, preceduta da un'esplosione di dolore, che fa seguito alla sua morte. L'atteggiamento affettivo ambivalente che, ancora oggi, caratterizza nei bambini il complesso del padre e talvolta si protrae fin nell'età adulta, nello stesso modo si estenderebbe all'animale totem che sostituisce il padre. (p. 151)
*Ovviamente, la teoria del [[Darwin]] non accorda un posto alle origini del totemismo. Un padre violento, geloso, che tiene per sé tutte le femmine e scaccia i suoi figli man mano che crescono: ecco tutto ciò che essa suppone. [...] Basandoci sulla festa del banchetto totemico, possiamo rispondere così a questo interrogativo: un giorno i fratelli scacciati si sono riuniti, hanno ucciso e mangiato il padre, ponendo fine all'orda paterna. (p. 151)
*Dopo averlo eliminato {{NDR|il padre}}, dopo aver placato il loro odio e realizzato la propria identificazione con lui, essi dovettero dar sfogo agli impulsi affettuosi che erano stati sopraffatti. Lo fecero sotto forma di pentimento; provavano un senso di [[colpa]] che in questo caso coincide col rimorso sentito collettivamente. Il morto divenne più potente del vivo; tutte cose che anche oggi ritroviamo nelle vicende umane. Ciò che prima il padre aveva impedito con la sua presenza, i figli ora se lo proibivano da soli, nella situazione psichica nota in psicoanalisi come «ubbidienza postuma». Essi rinnegarono la loro azione, proibendo la uccisione del totem, sostituto del padre, e rinunciarono a goderne i frutti, rifiutando di aver rapporti sessuali con le donne che ora erano libere. Così il ''rimorso filiale'' ha generato i due tabù fondamentali del totemismo che coincidono perciò con i due desideri rimossi del ''complesso di Edipo''. Chi contravveniva a questi tabù si rendeva colpevole dei due soli crimini che interessassero la società primitiva. (p. 153)
*La [[religione]] totemica è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità. (pp. 154-155)
*Quando il [[cristianesimo]] cominciò la sua penetrazione nel mondo antico, incontrò la rivalità della religione di [[Mitra]] e per un po' di tempo fu dubbia la vittoria tra le due divinità.<br />La figura inondata di luce del giovane dio persiano rimane tuttavia oscura per noi. Le leggende che raffigurano Mitra che uccide dei buoi ci inducono a concludere che egli rappresentasse il figlio che, avendo da solo portato a termine il sacrificio del padre, ha liberato i fratelli dal senso di colpa che li tormentava in seguito a questo crimine. Vi era un'altra via per eliminare questo senso di colpa, e questa fu seguita da [[Cristo]]: sacrificando la propria vita, egli redense tutti i suoi fratelli dal peccato originale. (pp. 162-163)
*Ma la [[Eucarestia|Comunione]] cristiana è, in fondo, una nuova soppressione del padre, una ripetizione dell'atto che richiede espiazione. E noi comprendiamo quanto il [[James Frazer|Frazer]] abbia ragione, quando dice che «la Comunione cristiana ha assorbito in sé un sacramento molto più antico del cristianesimo». (p. 164)
*Potrei dunque terminare e riassumere questa rapida ricerca rilevando che nel [[complesso di Edipo]] si ritrovano i principi insieme della religione, della [[morale]], della [[società]] e dell'arte, e ciò in piena conformità coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso la sostanza di tutte le nevrosi, per ciò che della loro natura siamo finora riusciti a penetrare. (p. 166)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
==''Tre saggi sulla sessualità'' (1905)==
===''Le aberrazioni sessuali''===
====[[Incipit]]====
=====Christiane Csopey=====
Il fatto che nell'uomo e nell'animale esistano dei bisogni sessuali si esprime in biologia supponendo che esista una «pulsione sessuale». In ciò si procede per analogia con la pulsione dell'assunzione di cibo, la fame. Nel linguaggio popolare manca una designazione corrispondente alla parola «fame»; la scienza ricorre alla parola «libido»<ref>L'unica parola che nella lingua tedesca sia adatta, «Lust», ha purtroppo svariati significati e designa tanto la sensazione del bisogno quanto quella del soddisfacimento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
=====Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino=====
Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l'istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d'ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido»<ref>L'unico termine appropriato della lingua tedesca, ''Lust'', è sfortunatamente ambiguo, ed è usato per denotare sia l'esperienza del bisogno sia quella di appagamento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
====Citazioni====
*Il modo di vedere circa l'istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l'uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell'amore. (p. 16)
*La teoria della [[bisessualità]] è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d'uomo». (p. 22)
*La teoria dell'ermafroditismo psichico suppone che l'oggetto sessuale degli interventi sia l'opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
*Il [[sadismo]] e il [[masochismo]] occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale.<br>La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d'ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l'istinto sessuale. (p. 34)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0}}
===''Sessualità infantile''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Una caratteristica dell'opinione comune circa l'istinto sessuale è che questo sia assente nell'infanzia e si svegli solo nel periodo della pubertà. Questo, però, non è solo un semplice errore, ma un errore che ha avuto gravi conseguenze perché è principalmente a quest'idea che noi dobbiamo la nostra attuale ignoranza delle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Fa parte dell'opinione popolare sulla pulsione sessuale ritenere che essa sia assente nell'infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che si definisce pubertà. Questo non è soltanto un errore banale, bensì un errore che comporta gravi conseguenze, perché è il principale responsabile della nostra attuale ignoranza sulle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
===''Le trasformazioni della pubertà''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Col sopraggiungere della pubertà, avvengono trasformazioni destinati a dare alla vita sessuale infantile la forma normale definitiva. Fin qui l'istinto sessuale è stato prevalentemente autoerotico; ora trova un oggetto sessuale. La sua attività è dipesa finora da un certo numero di istinti e di zone erogene separati, che, indipendentemente gli uni dalle altre, hanno perseguito un certo tipo di piacere come loro unico scopo sessuale. Ora, però, appare una nuova meta sessuale, e tutti gli istinti componenti si alleano per raggiungerla, mentre le zone erogene vengono assoggettate al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Con l'inizio della [[pubertà]] si verificano quei cambiamenti destinati a portare la vita sessuale infantile alla sua configurazione definitiva normale. La pulsione sessuale era finora prevalentemente autoerotica; ora trova un oggetto sessuale. Finora agiva partendo da singole pulsioni e zone erogene che cercavano, indipendentemente l'una dall'altra, un certo tipo di piacere come unica meta sessuale; ora si presenta una nuova meta sessuale, al conseguimento della quale collaborano tutte le pulsioni parziali, mentre le zone erogene soggiacciono al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
==''Un ricordo d'infanzia di Goethe da "Poesia e Verità" di Goethe'' (1917)==
*Potremmo quindi pensare che il lancio del vasellame dalla finestra fosse un'azione simbolica, o per meglio dire, un'azione magica con la quale il bambino (sia [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] che il mio paziente) dava espressione violenta al suo desiderio di liberarsi di un fastidioso intruso.
*Ho comunque già rilevato altrove che se un uomo ha ricevuto tutto l'affetto della [[madre]], conserva per tutta la vita una sensazione di trionfo, una fiducia nel successo che non di rado gli procura effettivamente successo. Ed è possibile che Goethe abbia dato questo titolo alla sua autobiografia: «La mia forza ha le sue radici nel mio rapporto con mia madre».
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci'' (1910)==
*Egli {{NDR|[[Leonardo da Vinci|Leonardo]]}} era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli.
*I suoi affetti erano controllati e sottoposti all'istinto di ricerca; egli non amava e non odiava, ma si chiedeva l'origine e il valore di ciò che doveva amare od odiare. Per questo egli era costretto al principio a sembrare indifferente al bene e al male, alla bellezza e alla bruttezza.
*Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria.
*Cerchiamo di chiarire quanto viene proposto qui. E possibile che Leonardo fu affascinato dal sorriso di [[Gioconda|Monna Lisa]] perché destava qualcosa che era rimasta a lungo addormentata nella sua mente, probabilmente un vecchio ricordo. Questo ricordo era di importanza tale che egli non riuscì più a liberarsene una volta ridestato; egli era continuamente costretto a dargli nuova espressione.
*Dobbiamo espressamente insistere che non abbiamo mai considerato Leonardo un nevrotico o, con goffa espressione, un «malato di nervi». Chi protesta per la nostra audacia troppo grande nell'esaminarlo alla luce delle scoperte fatte nel campo della patologia, è ancora attaccato ai pregiudizi che oggi abbiamo giustamente abbandonato. Non pensiamo più che malattia e salute, persone normali e nevrotiche, si possano distinguere nettamente, né che i tratti nevrotici debbano necessariamente costituire indizi di una generale inferiorità.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il caso del piccolo Hans'' (1909)===
In queste pagine mi propongo di descrivere il corso della malattia e la guarigione di un giovanissimo paziente. Per l'esattezza, la storia di questo caso clinico non è tratta dalle mie osservazioni personali. È vero che io ho dato le direttive del trattamento e che vi ho preso parte direttamente, ma una volta soltanto, in occasione di un colloquio col bambino; però il trattamento vero e proprio è stato condotto dal padre e a lui va la mia sincera gratitudine per avermi concesso di pubblicare le sue note sul caso.
===''Il caso di Dora'' (1901)===
Nel 1895 e nel 1896 ho avanzato alcune ipotesi sulla patogenesi dei sintomi isterici e sui processi mentali che si manifestano nell'isteria; da allora sono passati molti anni, per cui, nel propormi ora di concretare queste vedute in una relazione dettagliata di un caso clinico e del suo trattamento, non posso fare a meno di introdurre alcune considerazioni preliminari, in parte con il proposito di giustificare da diversi punti di vista il passo che sto facendo, in parte per soddisfare la curiosità che esso ha creato.
===''Il motivo della scelta degli scrigni'' (1913)===
Recentemente due scene tratte da una commedia e da una tragedia di [[Shakespeare]] mi hanno offerto lo spunto per impostare e risolvere un piccolo problema.<br />La prima scena è quella della scelta fra i tre scrigni che i corteggiatori fanno ne ''Il Mercante di Venezia''. Per ordine del padre, la bella e saggia Porzia è costretta a sposare il corteggiatore che sceglierà lo scrigno giusto. I tre scrigni sono d'oro, d'argento e di piombo: lo scrigno giusto è quello che contiene il suo ritratto.<br />
{{NDR|In ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
===''Il motto di spirito'' (1905)===
Chiunque abbia avuto occasione di interessarsi della luce che le opere di estetica e di psicologia possono gettare sulla essenza del motto di spirito e sulla natura delle sue relazioni, dovrà probabilmente ammettere che esso non ha ricevuto neppure una piccola parte della considerazione filosofica che merita in rapporto al ruolo che ha nella nostra vita spirituale. Si può fare il nome di ben pochi pensatori che abbiano approfondito lo studio di questo problema. Tuttavia, tra coloro che si sono occupati dei motti di spirito, vi sono scrittori famosi, come il romanziere [[Jean Paul Richter|Jean Paul (Richter)]] e i filosofi Theodor Vischer, [[Kuno Fischer]] e Theodor Lipps. Ma anche in questi autori l'argomento «motti di spirito» resta sullo sfondo, mentre l'interesse principale della loro ricerca è rivolto al problema del comico, più vasto ed attraente.
===''Ipnosi'' (1891)===
Sarebbe uno sbaglio considerare facile l'applicazione dell'[[ipnosi]] a fini terapeutici; al contrario, la ''tecnica'' dell'ipnotizzare non presenta difficoltà minori di qualsiasi altro procedimento medico. Il medico che intenda praticare l'ipnosi deve imparare il metodo da una persona esperta di questa tecnica, ed anche allora solo con molta pratica personale potrà ottenere risultati positivi che non si limitino a pochi casi sporadici. Divenuto un ipnotizzatore esperto, egli si disporrà al suo compito con l'atteggiamento serio e deciso di chi è cosciente di fare qualcosa di utile, anzi, in alcuni casi, di necessario.
===''Isteria'' (1888)===
Il termine «isteria» ha origine nei tempi più antichi della medicina ed è un derivato del pregiudizio, superato solo ai giorni nostri, che collega la nevrosi con le affezioni dell'apparato genitale femminile. Nel Medioevo le nevrosi ebbero un ruolo importante nella storia della civiltà; esse apparvero in forma epidemica come se risultassero da un contagio psichico e furono alla base di ciò che vi fu di effettivo nella storia delle ossessioni e della stregoneria.
===''Psicopatologia della vita quotidiana'' (1901)===
====I traduzione====
Nel 1898 ho pubblicato, sulla ''Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie'', un breve articolo intitolato «Il meccanismo psichico della dimenticanza» il cui contenuto, che ora riassumerò, mi servirà come punto di partenza per le mie considerazioni ulteriori. In questo articolo sottomettevo all'analisi psicologica, prendendo lo spunto da un caso sorprendente osservato su me stesso, il fenomeno tanto frequente della dimenticanza passeggera di nomi propri; sono arrivato alla conclusione che il fenomeno — tanto comune e abbastanza irrilevante nella pratica — consistente nel momentaneo blocco di una facoltà psichica (la memoria), può ricevere una spiegazione la cui portata va molto al di là dell'importanza generalmente accordata a tale fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
====II traduzione====
Nell'annata 1898 della "Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie" ho pubblicato un breve articolo sul ''Meccanismo psichico della dimenticanza'', che qui voglio riprendere come punto di partenza per considerazioni ulteriori. Ho in quel lavoro sottoposto ad analisi psicologica il frequente fenomeno della dimenticanza temporanea di nomi propri, in base a un esempio adatto fornitomi dall'auto-osservazione, e sono giunto alla conclusione che il fatto, comune e privo di vera importanza pratica, per cui vien meno una funzione psichica e precisamente quella del ricordare, ammette una spiegazione che va molto al di là di quanto usualmente si ricava dal fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971}}
==Citazioni su Sigmund Freud==
*Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. ([[Woody Allen]])
*Bisogna distinguere nettamente il Freud geniale inventore della psicanalisi e il Freud teorico della religione. Egli gode immeritatamente, nel secondo campo, della fama meritatamente conquistata nel primo. Notiamo anzitutto che l'atteggiamento di Freud verso la religione non è il risultato delle sue analisi psicologiche, perché le precede. È risaputo che, quanto alla sostanza, egli aveva già chiaro il suo punto di vista fin dall'inizio e non l'ha mai cambiato. [...] Nel suo trattamento della religione, egli trasgredisce quei criteri scientifici che altrove difende con tanto accanimento, fondandosi su ipotesi e voci del tutto indimostrabili, come quella dell'uccisione di Mosè da parte dei suoi connazionali. ([[Raniero Cantalamessa]])
*Chiesero un giorno a Sigmund Freud di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal Nuovo Testamento, che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a Lenin. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. ([[Vittorio Messori]])
*Come dice Freud, "Chi cita, ha bisogno di fare sesso". (''[[Rat-Man]]'')
*Freud ha elaborato le migliori teorie finora, oltre alla mia, su come si costruisce una mente. ([[Marvin Minsky]])
*Freud non pensava che l'Io potesse esser già presente alla nascita ed aveva attribuito all'organismo delle funzioni che, secondo me, possono esser esplicate solo dall'Io. ([[Melanie Klein]])
*Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo). La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede [[Karl Marx|Marx]]: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà. ([[Félix Guattari]])
*Freud sostiene che il bambino Arpocrate, dio ellenistico, che le statue rappresentano con il dito indice in o sulla bocca, si succhia il dito, e ciò significherebbe che egli ha delle abitudini solitarie. Quanto a me, sono incline all'interpretazione abitualmente accettata che egli si metta il dito sulla bocca per indicare che bisogna far silenzio. Freud era un ossessionato che voleva, come regola della regola più volgare, comunicare a tutti la sua ossessione. ([[Henry de Montherlant]])
*Freud trasformò in lettino l'inginocchiatoio del confessionale e lo rese più comodo. Credo che sia qui il grande beneficio della psicoanalisi. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Ho sognato Freud. Che significa? ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ho studiato psicologia al college, so tutto sulla sua vita. Era un uomo spregevole. [...] Freud visse alla fine dell'Ottocento e all'epoca non esistevano gli elettrodomestici. La madre, poverina, era costretta a fare tutto a mano, sa? Lavori domestici massacranti dall'alba al tramonto. Per non parlare degli innumerevoli sacrifici che avrà affrontato in nome della sua famiglia. E come l'ha ripagata? Una volta adulto è diventato famoso con la sua teoria che i problemi degli adulti sono riconducibili a qualcosa di orribile commesso dalla madre. Ah, dev'essersi sentita tradita. Sapeva quanto lei lavorasse e cosa avesse fatto per lui. Si è mai preso il disturbo, una volta tanto, di dirle grazie? Ne dubito. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Il vecchio aveva [...] una visione acutissima: non si lasciava cullare dalle illusioni se non da una fiducia eccessiva nelle proprie idee. ([[Albert Einstein]])
*In questa misura appunto la psichiatria del XIX secolo converge realmente verso Freud, il primo ad aver seriamente accettato la realtà della coppia medico-malato. Mentre il malato mentale è interamente alienato nella persona del suo medico, il medico dissipa la realtà della medicina mentale nel concetto critico di follia. Verso il medico Freud ha fatto confluire tutte le strutture approntate da Tuke e Pinel nell'internamento. Ha certo liberato il malato dall'esistenza manicomiale ove l'avevano alienato i suoi "liberatori"; ma non lo ha liberato da quel che questa esistenza aveva di essenziale; ne ha radunati i poteri li ha tesi al massimo annodandoli tra le mani del medico; ha creato la situazione psicanalitica in cui, grazie a un geniale cortocircuito, l'alienazione diviene disalienazione, perché, nel medico, essa diventa soggetto. Il medico, in quanto figura alienante, rimane la chiave della psicanalisi. Forse proprio perché non ha soppresso quest'ultima struttura, e vi ha ricondotto tutte le altre, la psicanalisi non può, non potrà intendere le voci della ''déraison'', né decifrare intrinsecamente i segni dell'insensato. La psicanalisi può sciogliere alcune forme di follia; ma rimane estranea al lavoro sovrano della ''déraison''. ([[Michel Foucault]])
*Inoltre dobbiamo essere grati a Freud per averci fatto rilevare l'importanza dei sogni. ([[Carl Gustav Jung]])
*L'uomo desidera intensamente essere [[ascoltare|ascoltato]]. Anche per Freud la terapia migliore è quella che passa per l'ascolto. Fu lui a dire che il migliore [[psicoanalista|psicanalista]] è colui che sa ascoltare senza interrompere mai. ([[Mario Canciani]])
*L'uso fatto da Freud nel mito di Edipo ha illuminato qualcosa di più che la natura degli aspetti sessuali della personalità umana. Grazie alle sue scoperte è possibile, riesaminando il mito, scorgere in esso elementi che non furono messi in rilievo nelle prime indagini perché erano tenuti troppo in ombra dalla componente sessuale del dramma. ([[Wilfred Bion]])
*''Mentre voi dormite | Freud lavora.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mio fratello è figlio unico'' [...] ''perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni.'' ([[Rino Gaetano]])
*Non è affatto vero che io provenga esclusivamente da Freud. La mia impostazione scientifica e la teoria dei complessi precedono il mio incontro con Freud. I maestri che mi hanno influenzato in maggior misura sono Bleuer, Pierre Janet e Théodore Flournoy. ([[Carl Gustav Jung]])
*Quando Hitler conquistò l'Austria e la Germania, Freud fuggì in Inghilterra: abbandonò l'Austria meravigliosa rappresentata da [[Joseph Roth]], che gli assomigliava profondamente con la sua ''Marcia di Radetzky''. A Londra gli asportarono l'osso della mandibola al punto di impedirgli di parlare. Il cancro si diffuse rapidamente. Taceva, taceva, sebbene continuasse a scrivere vorticosamente con la sua grazia di grande classico. Morì fumando uno dei suoi dilettissimi sigaretti. Chissà cosa pensasse e in quali vertigini si inoltrasse, mentre, pazientissimo, ascoltava i messaggi di [[Thomas Mann]] e di [[Stefan Zweig]]. ([[Pietro Citati]])
*Quando Sigmund Freud tentò di analizzare i motivi del comportamento sociale umano e di renderne comprensibili le sue cause [...] fu accusato di mancanza di rispetto, materialismo cieco e persino di tendenze pornografiche. L'umanità difende il concetto che ha di sé con tutti i mezzi ed è davvero opportuno predicare l'''humilitas'' e cercare seriamente di far saltare per aria tutti gli ostacoli che si oppongono all'autoconoscenza. ([[Konrad Lorenz]])
*Se l'inconscio è un abisso, come ha potuto uscirne Sigmund Freud? ([[Fausto Cercignani]])
===[[Jacques Maritain]]===
*La filosofia larvata di Freud non è che un travestimento di un odio profondo della ''forma'' della ragione.
*Per lui l'esistenza del complesso di Edipo è una legge universale.
*Tutta la filosofia di Freud poggia su di un pregiudizio: la negazione violenta della spiritualità e della libertà.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Sigmund Freud, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/freud/index.htm Aforismi e pensieri]'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, 1994. ISBN 8879836331
*Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere'' (''Jenseits des Lustprinzips''), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988.
*Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978.
*Sigmund Freud, ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'' traduzione di Cesare Musatti, Opere V e VIII, Bollati Boringhieri, Torino 1989.
*Sigmund Freud, ''«Il caso del piccolo Hans». Analisi di una fobia in un bambino di cinque anni'', traduzione di Celso Balducci, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''«Il caso di Dora». Frammento di analisi di un caso di isteria'', traduzione di Pietro Stampa, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio'', traduzione di Pietro L. Segre, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992
*Sigmund Freud, ''Introduzione alla psicoanalisi'', traduzione di Irene Castiglia, Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2473-8
*Sigmund Freud, ''Ipnosi'', traduzione di Cecilia Galassi e Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Isteria'', traduzione di Celso Balducci e Alessandra Ozzola, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, [[Oskar Pfister]], ''L'avvenire di un'illusione'' (''Die Zukunft einer Illusion'', 1927), traduzione di Sandro Candreva, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, ISBN 8833905497.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994.
*Sigmund Freud, ''Opere complete'', a cura di Cesare L. Musatti, Bollati Boringhieri, 2013.
*Sigmund Freud, ''Perché la guerra? (carteggio con Einstein) e altri scritti'', traduzione di Cesare L. Musatti, Silvano Daniele, Sandro Candreva ed Ermanno Sagittario, editore Paolo Boringhieri, Torino, 1975.
*Sigmund Freud, ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura'', traduzione di Antonella Ravazzolo e Celso Balducci, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 2010.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij'', traduzioni di Pietro Veltri, Mario Ciarfaglini e Silvano Daniele, Bollati Boringhieri, 2002.
*Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 8879830740
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.
==Voci correlate==
*[[Complesso di Edipo]]
*[[Lucian Freud]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Al di là del principio del piacere}}
{{Pedia|Introduzione al narcisismo||}}
{{Pedia|L'interpretazione dei sogni}}
{{DEFAULTSORT:Freud, Sigmund}}
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Psicologi austriaci]]
[[Categoria:Psicoanalisti austriaci]]
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Salnitrum
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wikitext
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{{nota disambigua|il politico britannico|[[Clement Freud]]}}
[[File:Sigmund Freud LIFE.jpg|thumb|right|Sigmund Freud a 66 anni]]
'''Sigismund Schlomo Freud''' (1856 – 1939), medico, neurologo e psicoanalista austriaco.
==Citazioni di Sigmund Freud==
*Attento [[Wilhelm Reich|Reich]], non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio!<ref>Citato in Lodovico De Cesare, ''Lo psicanalista senza divano'', Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca editore.</ref>
*Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'[[omosessualità]] non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini. ([[Platone]], [[Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]], ecc).<ref name= "lettera 1935">Da una lettera del 1935, scritta in risposta a una madre che gli aveva chiesto aiuto per il figlio gay; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/02/19/sigmund-freud-lettera-omosessualita_n_6713954.html Sigmund Freud e l'omosessualità. La lettera ritrovata che svela il suo pensiero: "Non c'è niente di cui vergognarsi"]'', ''Huffington Post.it'', 19 febbraio 2015]</ref>
*Ci si potrebbe arrischiare a considerare la [[nevrosi]] ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale.<ref>Da ''Azioni ossessive e pratiche religiose''.</ref>
*{{NDR|Su [[Palermo]]}} Città elegante, pulita, estremamente ricca di edifici e dotata di tutto quanto si possa pretendere, quasi come Firenze.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/16/freud-in-sicilia.html Freud in Sicilia]'', ''Repubblica.it'', 16 settembre 2010.</ref>
*Come la realtà fisica, anche quella psichica non è necessariamente ciò che appare.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 99. ISBN 9788858015018</ref>
*[...] credo che la ragione principale per cui ci {{sic|indigniamo}} contro la [[guerra]] è che non possiamo fare a meno di farlo. Siamo [[Pacifismo|pacifisti]] perché dobbiamo esserlo per ragioni organiche: ci è poi facile giustificare il nostro atteggiamento con argomentazioni.<br />[...] Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente {{sic|a tutto}} l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà.<ref>Dalla lettera ad [[Albert Einstein|Einstein]] del settembre 1932, in ''Perché la guerra?'', pp. 85-87.</ref>
*Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante [[animale|animali]] feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme e quindi, con uno spostamento assolutamente trascurabile, le persone stesse che hanno queste passioni [...] il padre temuto mediante animali cattivi, cani, cavalli selvatici [...]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati.<ref>Da ''Opere'', vol. 3, pp. 328 e 376; citato in Claudio Tugnoli (a cura di), ''Zooantropologia: Storia, etica e pedagogia dell'interazione uomo/animale'', FrancoAngeli, Milano, 2003, [http://books.google.it/books?id=QwXrxArjwiQC&pg=PA56 p. 56].</ref>
*Dove sono coinvolte questioni [[religione|religiose]], gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.<ref>Citato in [[Corrado Augias]], ''Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione'', Mondadori, Milano, 2008.</ref>
*{{NDR|Dopo aver incontrato [[Albert Einstein]]}} È allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica, per cui la nostra conversazione è stata molto piacevole... Quel tipo fortunato se l'è passata molto meglio di me; da [[Isaac Newton|Newton]] in poi ha trovato sostegno in una lunga serie di grandi predecessori; io invece sono stato costretto ad aprirmi il varco da solo in una selva intricatissima. Non c'è da stupirsi perciò se il mio sentiero non è larghissimo e se non sono andato molto lontano.<ref>Dalla lettera a [[Sándor Ferenczi|Ferenczi]] del 2 gennaio 1927; citato in ''Perché la guerra?'', p. 12.</ref>
*È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla [[psicoanalisi]] le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l'opinione che m'ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev'essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile.<ref>Da ''Lettera di Freud a Pfister, 25 dicembre 1920'', in premessa a ''Al di là del principio del piacere''.</ref>
*È una grande ingiustizia perseguitare l'[[omosessualità]] come un crimine e anche una crudeltà.<ref name= "lettera 1935"/>
*[[Genova]] la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi [...] In ogni modo vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga.<ref>Da una lettera ad Alexander Freud del 17 settembre 1905, in ''Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti 1873-1939'', traduzione di Mazzino Montinari e Giuseppina Quattrocchi von Wissmann, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, p. 210. ISBN 88-339-0574-8</ref>
*''[[I fratelli Karamazov]]'' sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto e l’episodio del ''Grande Inquisitore'' è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo d’una bellezza inestimabile.<ref>Da ''Dostoevskij e il parricidio'', in ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij''.</ref>
*I poeti e i filosofi hanno scoperto l'inconscio prima di me. Quello che io ho scoperto è il metodo scientifico mediante il quale è possibile studiarlo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858015018</ref>
*Il mito del [[Complesso di Edipo|re Edipo]] che uccide suo padre e prende in moglie sua madre, rivela, modificato appena, il desiderio infantile, contro cui interviene più tardi la ripulsa della ''barriera contro l'incesto''. La creazione poetica dell'''Amleto'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nasce sul medesimo terreno del complesso incestuoso, questa volta meglio mascherato.<ref>Da ''Cinque conferenze sulla psicoanalisi'', in ''Opere complete''.</ref>
*Il regno della [[fantasia]], per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull'impossibilità della verifica.<ref>Da ''Il Perturbante''.</ref>
*In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l'oggetto maschile e quello femminile.<ref>Da ''The psychogenesis o a case o female homosexuality'', in ''The International Journal of Psycho-analysis'', vol. I, n. 2, 1920, p. 125; citato in [[Mario Mieli]], ''Elementi di critica omosessuale'' (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.</ref>
*L'accettazione della [[nevrosi]] universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''.</ref>
*L'es è completamente non morale; l'io si sforza di essere morale; il super-io è iper-morale e mostra un grado di crudeltà.<ref>Da ''L'Io e l'Es'', 1923. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 182. ISBN 9788858036730</ref>
*[L'[[omosessualità]]] fu un fenomeno frequente, quasi un'istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all'apice della loro civiltà.<ref>Da ''Tre saggi'', p. 37.</ref>
*L'[[umorismo]] non è rassegnato ma ribelle, rappresenta il trionfo non solo dell'Io, ma anche del principio del piacere, che qui sa affermarsi contro le avversità delle circostanze reali.<ref>Da ''II motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''; citato in Paolo Bertezzolo, ''La serietà dell'umorismo'', presentazione de ''L'isola delle capre e altri racconti'', Il Segno dei Gabrielli editori, 2005, [https://books.google.it/books?id=KVTIKLqgvYIC&pg=PA15 p. 12]. </ref>
*La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell'inconscio.<ref>Da ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''.</ref>
*La differenza iniziale si riflette così nell'esito finale: nella [[nevrosi]] una parte della [[realtà]] viene evitata con la fuga, nella [[psicosi]] essa viene ricostruita ''ex-novo''. Ovvero: nella psicosi alla fuga iniziale fa seguito una fase attiva di ricostruzione, nella nevrosi all'iniziale sottomissione fa seguito un tentativo posticipato di fuga. Oppure, espresso in altre parole ancora: la nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.<ref>Da ''La perdita di realtà nella nevrosi e nella psicosi'', 1924; in ''La teoria psicoanalitica'', traduzioni di Cesare L. Musatti, Renata Colorni, Anna Maria Marietti, Elvio Fachinelli, Lisa Baruffi, Boringhieri, 1988, p. 361. ISBN 88-339-0355-9</ref>
*La mente è come un iceberg: galleggia con solo un settimo della sua massa sopra la superficie.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 96. ISBN 9788858015018</ref>
*La natura ha segnato il destino della donna attraverso la bellezza, il fascino e la dolcezza... nella giovinezza un tesoro adorato, negli anni maturi una moglie amata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 121. ISBN 9788858022900</ref>
*La [[Sicilia]] è la parte più bella dell’Italia e ha conservato pezzi della tramontata grecità assolutamente unici. <ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/cultura/90-anni-fa-il-viaggio-di-freud-nellitalia-del-colera-la-sicilia-e-il-posto-piu-bello/ 90 anni fa il viaggio di Freud nell’Italia del colera: “La Sicilia è il posto più bello”]'', ''Fanpage.it'', 8 aprile 2020.</ref>
*La Sicilia è un'isola meravigliosa, piena di storia e cultura. È un luogo in cui il passato e il presente si incontrano, e dove si può ancora sentire il respiro dei popoli che l'hanno abitata nei secoli. <ref>Citato in ''[https://www.balarm.it/news/la-paranoia-di-freud-nacque-in-sicilia-perche-defini-l-isola-la-piu-bella-d-italia-138868 La "paranoia" di Freud nacque in Sicilia: perché definì l'isola la più bella d'Italia]'', ''Balarm.it'', 21 agosto 2023.</ref>
*Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire.<ref>Citato in [[John David Barrow|John D. Barrow]], ''I numeri dell'universo'', Mondadori, 2004.</ref>
*[...] lo [[psicoanalista]] sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l'uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l'opera sua, a cagione della loro pericolosità? [...] Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza.<ref name=tecn>Da ''Tecnica della psicoanalisi'' (nel retro-copertina), traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti, Biblioteca Boringhieri, 1911 – 1914.</ref>
*Ma Lei si convincerà che molto sarà guadagnato se ci riuscirà di trasformare la Sua [[isteria|miseria isterica]] in una [[infelicità]] comune.<ref>Da ''Studi sull'isteria'', ''explicit''.</ref>
*Nessun mortale può mantenere un [[segreto]]: se le labbra restano mute, parlano le dita.<ref>Da ''L'io e i meccanismi di difesa''.</ref>
*No, la [[scienza]] non è un'illusione. Ma sarebbe illusione credere di poter trovare altrove quello che essa non può darci.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 864. ISBN 9788811504894</ref>
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo [[parapsicologia|studio dei cosiddetti fenomeni psichici]] occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà.<ref>Da una lettera a [[Hereward Carrington|Carrington]] del 24 luglio 1921, in {{cita web|url=https://pep-web.org/browse/document/ZBK.051.0334A|titolo=Letters of Sigmund Freud 1873-1939|volume=vol. 51|p=334|capitolo=Letter from Sigmund Freud to Hereward Carrington|anno=1921|curatore=Ernst L. Freud|editore=Psychoanalytic Electronic Publishing|lingua=en}}</ref>
*Oh la [[vita]] potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni e cattivi'', BUR, 1991, p. 169.</ref>
*[...] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a [[Gorizia]], dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. [...] L'[[Isonzo]] è un fiume stupendo.<ref>Dalla lettera a [[Wilhelm Fliess|Fliess]] del 14 aprile 1898, in ''Lettere a Wilhelm Fliess''.</ref>
*Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all'ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.<ref name=tecn/>
*Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico [[Leonardo da Vinci|Leonardo]].<ref>Citato da [[Antonio Spinosa]] in ''La Gioconda sono io'', ''La Fiera letteraria'', n. 43, 5 dicembre 1971.</ref>
*Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno.<ref name="sogni">Da ''L'interpretazione dei sogni''.</ref>
*Sembra confinato nella vita [[notte|notturna]] ciò che un tempo dominava in pieno giorno.<ref name="sogni" />
*[...] si impara ben presto che essere [[Amore|amati]] costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.<ref>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e la morte'' (1915), in ''Perché la guerra?'', p. 26.</ref>
*Un paziente mi prega di consigliargli un luogo di cura in Riviera. Conosco un luogo adatto vicinissimo a Genova, ricordo anche il nome del collega tedesco che vi esercita, ma non riesco a nominare il luogo per quanto sia certo di conoscerlo bene. Non mi resta che chiedere al paziente di attendere e ricorrere alle donne di casa: «Come si chiama quel posto vicino a Genova dove il dottor N. ha una piccola clinica ove è stata in cura per tanto tempo la signora Tal dei Tali?» «Naturalmente proprio tu dovevi dimenticare questo nome. Si chiama ''[[Nervi (Genova)|Nervi]]''». Devo riconoscere che coi ''nervi'' ho abbastanza a che fare.<ref>Da ''Psicopatologia della vita quotidiana'', 2010, pp. 35-36</ref>
*Un uomo non dovrebbe sforzarsi di eliminare i propri complessi, ma venire a patti con essi, che sono legittimamente, ciò che orienta la sua condotta nel mondo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 97. ISBN 9788858015018</ref>
*{{NDR|Su [[Friedrich Nietzsche]]}} Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro.<ref>Citato in [[Friedrich Nietzsche]], ''Autobiografia attraverso le lettere'', a cura di Carla Buttazzi, Piemme, 1995.</ref>
===''Aforismi e pensieri''===
*"Psiche" è un vocabolo greco che significa "anima". Perciò per "psichico" s'intende "trattamento dell'anima"; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma il significato dell'espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall'anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.<br>Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.
*Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
*C'è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c'è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
*Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.
*I sogni cedono il posto alle [[impressione|impressioni]] di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
*Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
*Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
*L'[[ego|Io]] non è padrone in casa sua.
*L'[[uomo]] energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
*Lo Stato in [[guerra]] si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
*Non è sempre facile dire la [[verità]], specialmente quando si deve essere brevi.
*Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
*Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
*Ricordiamo il vecchio adagio: ''si vis pacem, para bellum'': se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: ''si vis vitam, para mortem'': se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
*Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
*Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un'unità.
*Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.
{{NDR|Sigmund Freud, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994}}
===Attribuite===
*A volte un [[sigaro]] è solo un sigaro.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione viene classicamente attribuita a Freud, tuttavia la prima attribuzione allo psicoanalista austriaco sembrerebbe risalire ad un articolo del 1950, undici anni dopo la sua morte. Inoltre diverse fonti hanno confermato che si tratta di una citazione apocrifa.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2011/08/12/just-a-cigar/ Sometimes a Cigar Is Just a Cigar]'', ''Quote Investigator'', 12 agosto 2011.</ref>
==''Al di là del principio del piacere'' (1920)==
===[[Incipit]]===
Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l'andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell'abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===Citazioni===
*Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come [[Gustav Fechner|G. T. Fechner]] abbia formulato un'ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
*Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una ''forte tendenza'' verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia [[Gustav Fechner|Fechner]]: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione...» (p. 22)
*Il principio del piacere è inerente a una modalità ''primaria'' di lavoro dell'apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l'auto-conservazione dell'organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall'inizio inefficiente e perfino pericoloso.<br>Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell' ''io'', il principio del piacere viene sostituito dal ''principio della realtà''. (p. 22-23)
*L'«[[angoscia]]» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
*La «[[paura]]» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
*Chiamiamo infine «[[spavento]]» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
*Lo studio dei [[Sogno|sogni]] può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
*L'[[inconscio]] – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento.<br />Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (p. 37)
*Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un'epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)
*Nell'inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell'inconscio. (pagg. 58-59)
*Sino adesso, l'esito della nostra ricerca ci ha portato a tracciare una netta demarcazione tra le «pulsioni dell'io» e le pulsioni sessuali; e all'ipotesi che 1e prime spingono verso la morte, mentre le seconde tendono a prolungare la vita.<br />Purtroppo questa conclusione non si rivela soddisfacente sotto molti aspetti persino a noi stessi. (p. 71)
*La [[psicoanalisi]], che non poteva evitare di formulare ''una qualche'' ipotesi sulle pulsioni, si attenne in principio alla distinzione corrente sintetizzata nell'espressione «fame e amore». In questa distinzione almeno non vi era nulla di arbitrario; anzi, essa permise all'analisi delle psiconevrosi di fare decisi passi avanti. (p. 81)
*La nostra concezione, che è stata sin dall'inizio ''dualista'', lo è più che mai oggi, che abbiamo sostituito all'opposizione tra pulsioni dell'io e pulsioni sessuali quella tra pulsioni di vita e pulsioni di morte. La teoria della libido di [[Jung]] è, al contrario, ''monista''; il fatto che egli abbia chiamato libido l'unico moto pulsionale che ammette, è destinato a creare confusione, ma non può toccarci in alcun modo. (p. 84)
*Diremo allora che il principio del [[piacere]] è una tendenza che opera al servizio di una funzione, il cui compito è di tenere l'apparato psichico completamente sgombro da [[eccitazione]], o di mantenervi costante, o al livello più basso possibile, la quantità di eccitazione stessa. (p. 96)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===[[Explicit]]===
Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il [[ricercatore]] che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.<br>Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: «là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando... E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.» {{NDR|da ''Maqâmàt'' di [[Al-Hariri|al-Hariri]]}}
==''Autobiografia'' (1925)==
*Sebbene vivessimo in grandi ristrettezze, mio padre desiderava che nella scelta della professione seguissi unicamente la mia vocazione. In quegli anni giovanili non sentivo alcuna predilezione speciale per la professione medica, né ebbi del resto a sentirla in seguito. Mi dominava piuttosto una specie di brama di sapere che, però, si riferiva più ai fenomeni umani che agli oggetti naturali ... Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi. Sotto l'influsso potente di una amicizia con un compagno di ginnasio un po' più vecchio di me (che in seguito è diventato famoso come uomo politico) mi ero messo in mente di intraprendere anch'io gli studi giuridici e di occuparmi di problemi sociali. Contemporaneamente, però, mi attraeva enormemente la teoria di [[Darwin]], allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. L'illustrazione del bel saggio goethiano La natura, che udii poco prima dell'esame di maturità in una conferenza di volgarizzazione scientifica tenuta da Carl Brühl, mi fece decidere, infine, a iscrivermi alla facoltà di medicina. (p. 76 e s.)
*Nei primi anni di università dovetti rendermi conto che la peculiarità delle mie doti naturali, e la loro limitatezza, mi impedivano di ottenere qualsiasi successo in svariate materie scientifiche sulle quali mi ero gettato con giovanile e presuntuoso entusiasmo ... Nel laboratorio di fisiologia di Ernst Brücke trovai finalmente la tranquillità e ottenni piena soddisfazione incontrando fra l'altro delle persone che potevo rispettare e prendere a modello: Brücke stesso, il maestro, e i suoi assistenti Sigmund Exner e Ernst Fleischl von Marxow ... Le discipline propriamente mediche, fatta eccezione per la [[psichiatria]], non esercitavano su di me una grande attrazione. (p. 77 e s.)
*Nell'istituto di anatomia cerebrale mi misi al lavoro con lo stesso impegno e fervore di cui avevo dato prova nel laboratorio di fisiologia, e dopo tutto anche in quegli anni di attività ospedaliera misi a punto alcune piccole ricerche (sul decorso delle fibre e sulle origini dei nuclei del midollo allungato) che furono notate da Edinger ... Dal punto di vista pratico l'anatomia cerebrale non rappresentava certo un progresso rispetto alla fisiologia. Delle esigenze pratiche cominciai a tener conto quando decisi di dedicarmi allo studio delle [[malattie]] nervose. A quel'epoca a [[Vienna]] questa specialità medica veniva coltivata da poche persone, il materiale d'osservazione era disseminato in diversi reparti dell'ospedale e, dato che non esistevano buone opportunità di farsi una preparazione adeguata, ciascuno era costretto a essere il maestro di sé stesso ... Giacché la fama del grande [[Jean-Martin Charcot|Charcot]] era giunta fino a me, concepii il proposito di prendere a Vienna la docenza in malattie nervose, per poi proseguire la mia preparazione professionale a Parigi. (p. 79)
*Nel corso degli anni seguenti, in cui svolsi la mia attività come giovane aiuto dell'ospedale, diedi alle stampe parecchie osservazioni di casi di malattie organiche del sistema nervoso. Mi impadronii a poco a poco della materia e riuscii infine a localizzare un focolaio morboso del midollo allungato con una precisione tale che l'anatomo patologo non ebbe nulla da aggiungere alle mie osservazioni ... Delle nevrosi, però, non capivo nulla ... Sia solo detto a mia scusante che a quell'epoca perfino alcuni grandi luminari della [[scienza]] medica solevano diagnosticare la nevrastenia come tumore cerebrale. (p. 79 e s.)
*Nella primavera del 1885, per i miei lavori istologici e clinici, ottenni la docenza in neuropatologia. Poco dopo, grazie alla calorosa intercessione di Brücke, mi fu assegnata una cospicua borsa di studio. Nell'autunno partii per Parigi ... Di tutte le cose che ebbi modo di osservare durante il mio soggiorno presso Charcot, nessuna mi colpì tanto quanto le sue ultime ricerche sull'[[isteria]], che in parte si svolsero ancora quando io mi trovavo a Parigi; così ad esempio egli dimostrò che i fenomeni isterici sono qualcosa di autentico e conforme a uno scopo, che l'isteria è molto frequente negli uomini, che paralisi e contratture isteriche possono essere provocate dalla suggestione ipnotica e che questi prodotti artificiali hanno, fin nei minimi dettagli, le stesse caratteristiche degli attacchi isterici spontanei che spesso vengono provocati da un trauma. (p. 80 e s.)
*Prima di lasciare Parigi discussi col maestro il progetto di un lavoro inteso a stabilire un confronto fra la paralisi isterica e quelle organiche. Il mio intento era di dimostrare che nell'isteria la paralisi e le anestesie si ripartiscono nelle singole parti del [[corpo]] in base alla rappresentazione comune che gli uomini hanno del proprio corpo e non in base alla rappresentazione anatomica. (p. 81)
*Prima di tornare a Vienna mi trattenni qualche settimana a Berlino, al fine di acquisire alcune nozioni generali sulle malattie dell'[[infanzia]]. Kassowitz, che a Vienna dirigeva un pubblico ospedale per le malattie infantili, mi aveva promesso che avrebbe allestito un reparto per le malattie nervose dei bambini e me l'avrebbe affidato... Al mio ritorno da Parigi e da Berlino avevo l'obbligo di riferire alla "Società di medicina" su quello che avevo visto e appreso nella clinica di Charcot; purtroppo però le mie comunicazioni furono male accolte. (p. 82 e s.)
*Se dal trattamento dei malati di nervi si volevano trarre i mezzi per vivere, bisognava pur fare qualcosa per alleviare la loro [[sofferenza]]. Nel mio arsenale non avevo che due armi, l'elettroterapia e l'[[ipnosi]] [...] il che tuttavia non riuscì a impedire ai professori di [[psichiatria]] di considerare ancora per molto tempo l'ipnosi come una specie di imbroglio e di guardare con disprezzo gli ipnotizzatori dall'alto in basso. Per parte mia avevo visto che a Parigi l'ipnosi veniva normalmente e liberamente impiegata per provocare nel malato determinai sintomi e farli poi scomparire. In seguito venimmo a sapere che a Nancy era nata una scuola nella quale, per fini terapeutici, si faceva ampio uso della suggestione (con o senza ipnosi) e che i risultati erano notevoli [...]. Solo in seguito avrei scoperto le carenze di questo procedimento [...]. Allo scopo di perfezionare la mia [[tecnica]] ipnotica, mi recai nel 1889 a Nancy, dove trascorsi varie settimane [...]. Ne riportai indelebili impressioni che mi fecero ritenere probabile l'esistenza di processi psichici possenti, che restano tuttavia celati alla [[coscienza]] degli uomini. (p. 84 e s.)
*Per completare la mia esposizione precedente devo aggiunger che fin dall'inizio ho esercitato l'[[ipnosi]] per uno scopo che nulla aveva a che fare con la suggestione ipnotica. Mi sono avvalso dell'ipnosi per interrogare il malato sulla genesi dei suoi sintomi, genesi sulla quale nello stato di veglia egli non era spesso in grado di dire alcunché, o comunque troppo poco. Questo procedimento non solo si rivelò più efficace del mero comando o divieto, ma aveva inoltre il vantaggio di offrire soddisfazione alla brama di sapere del medico, che dopo tutto aveva il diritto di apprendere qualcosa circa l'origine di quel fenomeno che cercava di eliminare mediante il monotono procedimento della suggestione. A quest'altro modo di usare l'ipnosi ero giunto per la via seguente. Quando ancora lavoravo nel laboratorio di Brücke avevo conosciuto il dottor Josef Breuer, uno dei medici di famiglia più stimati di Vienna ... Già prima del mio viaggio a Parigi, Breuer mi aveva parlato di un caso d'isteria da lui sottoposto, dal 1880 al 1882, a un trattamento particolare, per mezzo del quale era riuscito a penetrare profondamente nella motivazione e nel significato dei sintomi isterici ... Quando era ricorsa alle cure di Breuer la paziente offriva un quadro sintomatico complesso e variopinto: paralisi con contratture, inibizioni e stati di confusione psichica. Un'osservazione casuale permise al medico di scoprire che la malata poteva essere liberata da tali turbamenti della sua [[coscienza]] se e quando veniva indotta a dare espressione verbale alle fantasie affettive che in quel momento la dominavano. Breuer trasse da questa scoperta un metodo terapeutico. Ripetutamente, dopo aver sottoposto la paziente a ipnosi profonda, la invitò a raccontare ciò da cui l'animo suo si sentiva oppresso. Dominati in tal modo gli accessi di ottenebramento depressivo, fece uso di questo stesso procedimento per eliminare le inibizioni e i disturbi somatici. Durante lo stato di veglia la giovinetta, al pari di qualsiasi altro malato, non sapeva dir nulla sull'origine dei suoi sintomi né ravvisava alcun legame fra questi ultimi e le impressioni della sua vita ... Quando dunque la malata rammentava allucinatoriamente in ipnosi una di queste situazioni e portava finalmente a compimento l'atto psichico a suo tempo represso, dando libero sfogo ai propri [[affetto|affetti]], ecco che il sintomo scompariva per sempre. (p. 87 e s.)
*Breuer qualificò il nostro procedimento come catartico e ne dichiarò l'intento terapeutico: bisognava che l'ammontare affettivo utilizzato per la formazione del sintomo – che avendo preso un falso binario era rimasto in esso per così dire incapsulato – fosse preservato e ritornasse alla sua via normale, che poteva condurlo a una scarica adeguata (abreazione). (p. 90)
*Ho descritto così frequentemente e con tale dovizia di particolari la fase successiva dello sviluppo, e cioè il passaggio dalla catarsi alla [[psicoanalisi]] vera e propria, che mi sembra difficile poter dire qui qualcosa di nuovo. (p. 90)
*Il mio lavoro con pazienti affetti da malattie nervose in genere ebbe un esito ulteriore: il mutamento della tecnica catartica. Abbandonai l'ipnosi e cercai di sostituirla con un altro metodo nell'intento di andar oltre il trattamento riservato alle forme morbose di tipo isterico; tra l'altro, man mano che la mia esperienza si arricchiva ogni giorno di nuovi elementi, sorsero in me gravi dubbi relativi all'impiego dell'ipnosi nella stessa [[catarsi]]. Il primo riguardava il fatto che perfino i risultati più brillanti svanivano improvvisamente nel nulla allorché il rapporto personale del medico col malato veniva in qualche modo turbato [...]. L'[[ipnosi]], tuttavia, aveva reso al trattamento catartico servizi notevolissimi, ampliando il campo della [[coscienza]] dei pazienti e mettendo a loro disposizione conoscenze di cui nella vita vigile non disponevano. Sostituire l'ipnosi, sotto questo profilo, non era certo cosa facile. In questo frangente imbarazzante mi venne in aiuto un ricordo, il ricordo di un esperimento cui avevo assistito sovente durante il mio soggiorno presso Bernheim ... Presi la risoluzione di fare altrettanto. Anche i miei pazienti non potevano non "sapere" tutte le cose che normalmente erano rese loro accessibili solo mediante l'ipnosi, e le mie assicurazioni e insistenze, con magari in più la pressione delle mani, dovevano pure avere il potere di spingere nella loro coscienza gli eventi e i nessi dimenticati ... Abbandonai dunque l'ipnosi, di cui mantenni solo la posizione del paziente, posto a giacere supino su un divano, mentre io stavo seduto dietro di lui, in modo da vederlo senza esser visto. Le mie speranze si realizzarono, mi liberai dell'ipnosi; tuttavia tale mutamento tecnico implicò un mutamento del lavoro catartico nel suo insieme. L'ipnosi aveva nascosto un giuoco di [[forza|forze]] che ora veniva messo allo scoperto, e la cui conoscenza dava alla nostra teoria un fondamento sicuro. (p. 94 e ss.)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978 }}
==''Il disagio della civiltà'' (1929)==
*A questo prezzo, mediante la fissazione violenta a un infantilismo psichico e la partecipazione a un delirio collettivo, la [[religione]] riesce a risparmiare a molta gente la nevrosi individuale.
*Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 239)
*Di fronte agli assalti ci si può difendere: di fronte alla lode si è indifesi.<ref name=sordi/>
*Diciamo dunque che un paese ha toccato un alto grado di civiltà quando vediamo che i suoi abitanti accudiscono e provvedono opportunamente a tutto ciò che si dimostra di aiuto per sfruttare la terra a beneficio dell'uomo e per difenderlo contro le forze della natura, in breve a tutto ciò che gli è utile.
*Facciamo dunque un'ipotesi fantastica, che [[Roma]] non sia un abitato umano, ma un'entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti.<ref>Citato in [[Aby Warburg]], ''GLI HOPI. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord'', p. XV.</ref>
*Il prezzo del [[progresso]] si paga con la riduzione della felicità, dovuta all'intensificarsi del senso di colpa.
*L'uomo è per così dire divenuto una specie di dio-protesi, veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; ma non formano un tutt'uno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere... Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.<ref name=sordi/>
*La civiltà deve fare di tutto per porre limiti alle pulsioni aggressive dell'uomo, per rintuzzarne la vivacità mediante formazioni psichiche reattive.<ref name=sordi/>
*La civiltà domina dunque il pericoloso desiderio di aggressione dell'individuo, infiacchendolo, disarmandolo e facendolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, come da una guarnigione nella città conquistata. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 259)
*La grande maggioranza degli uomini lavora solo se spinta dalla necessità, e da questa naturale avversione degli uomini al lavoro scaturiscono i più difficili problemi sociali.
*La [[libertà]] non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà.
*Le età future recheranno con sé nuovi e forse inimmaginabili passi avanti nel campo della civiltà, accresceranno ancora la somiglianza dell'uomo con Dio. Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza a Dio, non si sente felice.
*La guerra cui non volevamo credere è scoppiata, e ci ha portato [...] la delusione.<ref name=irrelombardia/><ref name=cons>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'', 1915.</ref>
*{{NDR|La [[Prima guerra mondiale]]}} infrange tutte le barriere riconosciute in tempo di pace. [...] Abbatte quanto trova nella strada con rabbia cieca, come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace tra gli uomini.<ref name=irrelombardia>Citato in [http://old.irrelombardia.it/classicionline/didattica_novecento/esperienza_krisis_vienna_bacciola.htm IrreLombardia.it], ''L'esperienza della Krisis nella "Grande Vienna" – Come vecchi viennesi'' di Fabrizio Bacciola</ref><ref name=cons/>
*Se l'evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell'individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili – forse l'intero genere umano – sono divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
==''Il "Mosè" di Michelangelo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Devo dire che non sono un intenditore d'[[arte]], ma soltanto un profano. Ho spesso notato che il soggetto delle opere d'arte mi attrae più fortemente delle caratteristiche formali e tecniche, sebbene per l'artista il loro valore risieda soprattutto in queste ultime. Non sono in grado di valutare opportunamente gran parte dei metodi impiegati e degli effetti ottenuti in arte. Faccio queste affermazioni per assicurarmi l'indulgenza del lettore per il tentativo che intendo porre in atto.
===Citazioni===
*È la discesa dal monte Sinai, dove Mosè ha ricevuto le Tavole da [[Dio]], ed è il momento in cui si accorge che nel frattempo il popolo si è fatto da solo un Vitello d'Oro intorno al quale danza e festeggia.
*Ora in due punti della figura di [[Mosè (Michelangelo)|Mosè]] ci sono determinati particolari che finora non solo sono passati inosservati, ma, anzi, non sono nemmeno stati descritti correttamente. Si tratta della posizione della mano destra e delle due Tavole della Legge.
*Ciò che vediamo non è l'inizio di un'azione violenta, ma ciò che resta di un movimento che si è già verificato.
*Così scolpì il suo Mosè sulla tomba del [[Giulio II|Papa]], non senza un rimprovero al defunto pontefice, come ammonimento a se stesso, superando nell'autocritica la sua stessa natura.
*Tempi lontanissimi esercitarono un grande, spesso enigmatico, potere di attrazione sulla fantasia degli individui. Ogni volta che essi sono insoddisfatti del loro presente – e lo sono abbastanza spesso – si rivolgono indietro al passato e sperano di trovarvi finalmente realizzato il sogno mai esistito di un'età dell'oro. – (Mosè e il monoteismo)
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il perturbante'' (1919)==
===[[Incipit]]===
È molto raro che uno [[psicoanalista]] si senta spinto a studiare argomenti di [[estetica]], anche quando con estetica non si voglia intendere semplicemente la teoria del bello, bensì la teoria delle qualità del sentimento. Egli lavora su altri strati della vita psichica e non ha molto a che fare con quegli impulsi emotivi controllati che, ostacolati nella loro finalità e sottoposti all'influenza di numerosi fattori concorrenti, sogliono fornire il materiale degli studi di estetica. Di quando in quando, però, capita che egli debba interessarsi a qualche ambito particolare di tale argomento e, di solito, detto ambito finisce con l'essere piuttosto fuori del comune, così da essere stato trascurato nella letteratura specialistica dell'estetica.
Un argomento di questo genere è appunto rappresentato dal «perturbante».
===Citazioni===
*Possiamo dire soltanto che ciò che è inconsueto può benissimo diventare spaventoso e inquietante; certe novità sono spaventose, però assolutamente non lo sono tutte le novità. Perché un fatto inconsueto e nuovo diventi perturbante occorre che vi si aggiunga qualche altro elemento.
*[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] è il maestro senza rivali del perturbante nella letteratura. Il suo romanzo ''Gli elisir del Diavolo'' contiene una gran mole di temi che si è tentati di riferire all'effetto perturbante nella narrativa, ma si tratta di un racconto troppo complesso e oscuro perché ci sentiamo di darne un riassunto.
*Noi ci dobbiamo accontentare di scegliere quei temi di perturbamento che sono più salienti, per vedere se si possano riportare anch'essi con sicurezza a origini infantili. Tali temi si ricollegano tutti al fenomeno del «doppio», che appare in ogni forma e stadio di sviluppo. Abbiamo dunque dei personaggi che devono essere considerati identici perché sì rassomigliano.
*Ma non è solo questo materiale [<small>l'auto-osservazione</small>], offensivo per la critica dell'Io, che può essere inglobato nell'idea di un «doppio». Vi sono anche i futuri non adempiuti, ma possibili, cui ci piace ancora attaccarci nella nostra fantasia, tutti gli sforzi dell'Io che circostanze esteriori avverse hanno reso vani, tutte le azioni volitive soppresse che alimentano in noi l'illusione del [[Libero arbitrio|Libero Arbitrio]].
*La ripetizione di una stessa cosa non apparirà forse a nessuno come possibile origine di perturbamento, ma, in base alle mie osservazioni, sono certo che questo fenomeno, in determinate condizioni e con il concorso di talune circostanze, suscita un senso di perturbamento, che, per di più, richiama alla mente quel senso di impotenza che si prova in taluni sogni.
*L'effetto perturbante dell'epilessia e della follia ha la medesima origine. Il profano ravvisa in esse il lavorio di forze presenti nei suoi simili, precedentemente insospettate, delle quali è, nel contempo, oscuramente consapevole in qualche angolo remoto del proprio essere. Il medioevo attribuiva, quasi universalmente, tutte queste malattie all'influenza dei [[diavolo|demoni]] e la sua psicologia in ciò era quasi giusta. In realtà, non mi stupirei nel sentire che la [[psicoanalisi]], che si occupa di mettere a nudo queste forze occulte, fosse diventata perturbante per molti, proprio per questa ragione.
*Allora potremmo concludere così: si ha una sensazione perturbante quando una data impressione riporta a nuova vita complessi infantili rimossi, oppure quando credenze primitive e superate sembrano trovare nuova conferma.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il poeta e la fantasia'' (1908)==
===[[Incipit]]===
Noi profani siamo sempre stati intensamente curiosi di sapere – come il Cardinale che pose ad [[Ludovico Ariosto|Ariosto]] una domanda simile – a quali fonti attinga il suo materiale quello strano essere che è il poeta, e come riesca a fare su di noi una tale impressione e a destare in noi emozioni di cui forse non ci ritenevamo neppure capaci.
===Citazioni===
*[...] una forte esperienza del presente ridesta nel poeta il [[ricordo]] di un'esperienza precedente (generalmente appartenente all'infanzia) da cui nasce ora un desiderio che trova la sua realizzazione nell'opera creativa.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Introduzione al narcisismo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Il termine «narcisismo» deriva dalla descrizione clinica e fu adottato da [[Paul Näcke]] nel 1899 per descrivere l'atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene di solito trattato il corpo di un oggetto sessuale, per cui se lo contempla, se lo liscia, se lo accarezza, finché queste manovre non gli procurano un soddisfacimento completo. Spinto sino a questo grado, il narcisismo viene ad assumere il significato di una perversione che ha assorbito tutta la vita sessuale del soggetto, e che presenterà dunque quei caratteri che si rinvengono nello studio delle perversioni in generale.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
===Citazioni===
*È un dato di fatto che l'individuo conduce una duplice esistenza: una che gli serve ai suoi scopi e l'altra che è l'anello di una catena cui, volente o nolente, si assoggetta. (p. 25)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
==''Introduzione alla psicoanalisi''==
*[...] il [[successo]] non va di pari passo con il merito. L'America non ha preso il nome da [[Cristoforo Colombo|Colombo]]. (''Lezione 17. Il senso dei sintomi''; 2010, p. 201)
*[[Interpretazione|Interpretare]] significa trovare un senso nascosto. (''Lezione 5. Difficoltà e primi approcci''; 2010, p. 78)
*Le [[Convinzione|convinzioni]] non si acquistano tanto facilmente. Se raggiunte senza fatica, alla prima occasione, si rivelano prive di valore.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
*Le parole erano originariamente incantesimi, e la [[parola]] ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. (''Lezione 1. Introduzione''; 2010, p. 30)
*Nella leggenda del [[labirinto]] può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale; i corridoi {{sic|aggrovogliati}} sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.<ref>Citato in [[Alain Daniélou]], ''Śiva e Dioniso'', traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980.</ref>
*Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all'esistenza dell'inconscio.<ref>Da ''Introduzione alla psicoanalisi'', Vol. II, Parte III, Lez. 343, ''Schiarimenti, applicazioni, orientamenti'', 1932, p. 18.</ref>
*Siamo ormai d'accordo che nonostante tutto il nostro orgoglio per le nostre conquiste culturali, non ci riesce facile assolvere le richieste di questa civiltà, sentirci a nostro agio in essa, perché le limitazioni pulsionali imposteci significano per noi un grave onere psichico. Ebbene, ciò che abbiamo riconosciuto valido per le pulsioni sessuali vale in uguale e forse maggior misura per le altre pulsioni, quelle aggressive. Sono queste soprattutto che rendono difficile la convivenza degli uomini e che ne minacciano la continuità; la limitazione della propria aggressività è il primo e forse più difficile sacrificio che la società deve esigere dal singolo.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
==''L'avvenire di un'illusione'' (1927)==
*Si ha così l'impressione che la civiltà sia qualcosa che fu imposto a una [[Maggioranza e minoranza|maggioranza]] recalcitrante da una [[Maggioranza e minoranza|minoranza]] che aveva capito come impossessarsi del potere e dei mezzi di coercizione. (p. 41)
*Quanto sperimentiamo in fatto di umana disonestà ha a che fare con la coercizione. Innumerevoli uomini civili, che indietreggerebbero inorriditi di fronte all'omicidio o all'incesto, se sono sicuri di rimanere impuniti, non si precludono il soddisfacimento della loro avidità, della loro smania aggressiva, delle loro bramosie sessuali e non si astengono dal danneggiare gli altri con la menzogna, l'inganno, la calunnia; e così è certamente stato sempre, fin dagli albori della civiltà. (p. 49)
*Ma non abbiamo ancora menzionato la parte forse più importante dell'inventario psichico di una civiltà. Si tratta, nel senso più lato, delle sue rappresentazioni religiose, ossia delle sue illusioni. (p. 52)
*Il popolo che per primo riuscì ad attuare una tale concentrazione di attributi divini fu non poco fiero di questo progresso. [...] Ora, poiché Dio era uno solo, le relazioni con Lui potevano riacquistare l'intimità e l'intensità del rapporto fra il bambino e il padre. (p. 58)
*Un'illusione non è la stessa cosa di un errore, e non è nemmeno necessariamente un errore. (p. 73)
*Quando i problemi sono quelli della religione, gli uomini si rendono colpevoli di tutte le possibili insincerità e scorrettezze intellettuali. (p. 75)
*È innegabile che la [[psicoanalisi]] è una mia creazione e che essa è stata fatta oggetto di molta diffidenza e ostilità; se ora mi faccio avanti con affermazioni così sgradevoli, si sarà fin troppo pronti a scivolare dalla mia persona alla psicoanalisi. (p. 79)
*Non è affatto sicuro che sotto l'illimitato dominio delle dottrine religiose gli uomini fossero più felici di oggi; certo non furono più morali. (p. 80)
*La religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell'umanità; come quella del bambino, essa ha tratto origine dal complesso edipico, dalla relazione paterna. (p. 86)
*Le verità che le dottrine religiose contengono sono così deformate e sistematicamente mascherate, che la massa degli uomini non può riconoscerle come verità. È un caso analogo a quello che si ha quando raccontiamo al bambino che la cicogna porta i neonati. [...] Nei nostri discorsi coi bambini siamo convinti che sia meglio omettere queste dissimulazioni simboliche della verità. (p. 88)
*Continuo a sostenere che per un certo aspetto il mio scritto è del tutto innocuo. Nessun credente si lascerà smarrire nella sua fede da questi o da analoghi argomenti. Un credente ha col contenuto della religione determinati legami di affezione. (p. 90)
*Atrofia educativa. Penso che passerebbe molto tempo prima che un bambino non influenzato cominciasse a crearsi pensieri su Dio e sulle cose al di là di questo mondo. [...] Ritardare lo sviluppo sessuale e anticipare l'influsso della religione: non sono questi i due cardini del programma dell'odierna pedagogia? (p. 91)
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una [[nevrosi]] infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi. (p. 97)
*La voce dell'intelletto è fioca, è vero, ma non ha pace finché non ottiene udienza. (p. 98)
*A lungo andare, nulla può resistere alla ragione all'esperienza, e l'opposizione della religione nei riguardi di entrambe è fin troppo evidente. Neanche le idee religiose purificate possono sottrarsi a tale destino, nella misura in cui vogliono salvare ancora qualcosa del contenuto consolatorio della religione. (p. 99)
*Crediamo che sulla realtà dell'universo tramite il lavoro scientifico si possa apprendere qualcosa, qualcosa che servirà ad accrescere il nostro potere e a governare l'esistenza. Se questa credenza è un'illusione, siamo nella Sua stessa condizione; tuttavia, grazie a numerosi e importanti successi, la scienza ci ha dato la prova di non essere un'illusione. (p. 99)
*[...] deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell'adulto medio. (2013)
*Di uno che si sia ormai spinto fino al punto di accettare senza critiche tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, ignorandone finanche le contraddizioni, la sua debolezza mentale non può meravigliarci più di tanto.<ref>Da ''L'avvenire di un'illusione'', in ''L'avvenire di un'illusione - Il disagio della civiltà'', a cura di Roberto Finelli e Paolo Vinci, traduzione di [[Sossio Giametta]], Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2472-1</ref>
==''L'interpretazione dei sogni'' (1900)==
===[[Incipit]]===
====Elvio Fachinelli e Herma Trettl====
Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell'attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d'altro genere.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
====Antonella Ravazzolo====
Nelle pagine che seguono proverò che esiste una tecnica psicologica la quale rende possibile l'interpretazione dei sogni e che, se tale metodo viene seguito, ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell'attività mentale della vita da svegli. Cercherò poi di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'incomprensibilità dei sogni, e di dedurne la natura delle forze psichiche che con la loro azione concorrente o reciprocamente opposta danno origine ai sogni. A questo punto la mia trattazione si interromperà, perché sarà giunta a quello stadio in cui il problema dei sogni si perde in problemi più ampi, la cui soluzione deve essere affrontata sulla base di materiale diverso.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
===Citazioni===
*Nei due scritti di [[Aristotele]] sul [[sogno]] (''De divinatione per somnium'' e ''De somniis''), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l'attività psichica propria dell'uomo addormentato. (p. 24)
*Nell'ingenua opinione di chi si sveglia, il [[sogno]], se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
*L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro. (p. 31)
*Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
*Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall'attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
*Il comportamento della [[memoria]] durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c'insegna che {{NDR|citazione di [[M. W. Calkins]]}} ''nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto''. (p. 40)
*Se ci richiamiamo al detto popolare ''i sogni vengono dallo stomaco'', ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
*Quello di volare, secondo [[Ludwig Strümpell|Strümpell]], rappresenta l'immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l'eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
*Che al mattino il sogno "si dissolva", è proverbiale. Ma, naturalmente, lo si può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
*Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
==''Totem e tabù'' (1913)==
===[[Incipit]]===
Noi conosciamo l'uomo preistorico, nelle varie fasi della sua evoluzione, dai monumenti e dagli oggetti che ha lasciato e che sono arrivati fino a noi, dalle notizie sulla sua arte, sulla sua religione, sul suo modo di considerare l'esistenza, che ci sono state conservate sia dalla [[tradizione]] come dalle leggende, dai miti e dalle favole, e ancora da quanto è rimasto nei nostri usi e nei costumi delle sue forme di pensiero e di vita.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
===Citazioni===
*Il progresso sociale e tecnico dell'umanità ha intaccato il [[tabù]] molto meno di quanto non sia avvenuto per il [[totem]]. (Roma, settembre 1913; citato in premessa)
*In luogo delle istituzioni religiose e sociali, noi troviamo presso gli [[Australia|Australiani]] il «[[totemismo]]». Le tribù si dividono in piccoli gruppi, ognuno dei quali prende il nome dal suo totem. (p. 20)
*Sappiamo che i bisogni psicosessuali della donna devono trovare la loro soddisfazione nel [[matrimonio]] e nella famiglia. Da questo fatto nasce il pericolo di insoddisfazione per una fine prematura del rapporto coniugale ed il conseguente impoverimento della vita affettiva. (p. 33)
*Si dice che i [[Genitore e figlio|genitori]] rimangono giovani nei figli, ed è questo uno dei più preziosi vantaggi psicologici ch'essi ricavano da loro. (p. 33)
*La psicoanalisi ci ha dimostrato che la prima scelta sessuale del fanciullo è [[incesto|incestuosa]], poiché si riferisce ad un oggetto interdetto (alla madre od alla sorella) e ci ha mostrato attraverso quali vie l'adulto si libera dalla seduzione che su di lui l'incesto opera. Il nevrotico, al contrario, ci mostra con regolarità un aspetto dell'infantilismo psichico, dal momento che, o non ha saputo liberarsi dai legami che legavano la sua psicosessualità all'infanzia (arresto dello sviluppo), oppure ad essi è ritornato (regressione). (p. 34)
*''[[Tabù]]'' è una parola polinesiana, la cui traduzione esatta è resa difficile dal fatto che manca presso di noi il concetto cui attualmente può riferirsi. Questo era ancora vivo presso gli antichi romani. Il ''sacer'' latino era il corrispettivo del tabù dei Polinesiani, così come l'άγος dei Greci ed il Kodausch ebreo dovettero avere lo stesso significato espresso nella parola tabù dei Polinesiani e nelle denominazioni simili in uso presso molti popoli dell'[[America]], dell'[[Africa]] (Madagascar), dell'[[Asia]] settentrionale e centrale. (p. 36)
*La parola [[tabù]] esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell'altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro. [...] Possiamo in genere pensare che al significato di tabù corrisponda spesso il nostro «orrore sacro». (p. 36)
*Il [[tabù]] diventato la forma comune di legislazione presso popoli di cui ci interessiamo, ed è servito a fini sociali di certo più recenti del tabù stesso, come, per esempio, i tabù che i capi e i sacerdoti hanno imposto per assicurarsi la proprietà ed il privilegio. Restano, comunque, da esaminare un gran numero di prescrizioni. Tra queste prenderò in considerazione quelle che riguardano: a) ''i nemici'', b) ''i capi'', c) ''i morti'', e ricaverò il materiale necessario dall'ottima raccolta che [[James Frazer|J. G. Frazer]] ne fece, per la sua opera ''Il ramo d'oro''. (p. 52-53)
*L'[[animismo]] è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire la spiegazione di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come un complesso unico. (p. 89)
*Sarebbe errato credere che gli uomini siano stati indotti a creare il loro prima sistema cosmico per sola tendenza speculativa. In questo tentativo deve avere avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo. Perciò non ci stupiremo che, parallelamente al sistema [[Animismo|animistico]], procede un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti. Tale sistema, conosciuto come «stregoneria» e «[[magia]]». è denominato da [[Salomon Reinach|S. Reinach]] la «strategia dell'animismo» (p. 90)
*La [[magia]] costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica [[Animismo|animistica]], dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*La [[magia]] deve servire agli scopi più diversi: sottomettere i fenomeni naturali al volere dell'uomo, difendere l'individuo da nemici e pericoli e fornirgli la possibilità di danneggiare gli avversari. (p. 90)
*Ma la [[magia]] è cosa ben diversa; essa, in definitiva, non tiene conto degli spiriti, e si vale invece di speciali procedure, non della banale metodica psicologica. Ci renderemo facilmente conto che la magia costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica animistica, dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*Il principio su cui le pratiche magiche si basano, o, meglio, il principio della [[magia]], è così chiaro che tutti gli specialisti furono costretti a riconoscerlo. A prescindere dalla valutazione che egli ne fa, può essere espresso concisamente con le parole di E. B. Taylor: «confondendo un legame ideale con un legame reale». (p. 90-91)
*Nella fase animistica l'uomo si attribuisce l'onnipotenza; la cede agli [[dèi|dei]] in quella religiosa, senza tuttavia rinunciarvi seriamente, giacché si lascia la facoltà di guidare, in base ai suoi desideri, gli dei, con varie influenze. L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella [[scienza|visione scientifica]] del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla [[morte]] ed è sottomesso a tutte le necessità della [[natura]]. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. (p. 99)
*Allora, sia nel tempo che nel contenuto, la fase animistica trova corrispondenza nel narcisismo, la fase religiosa in quella di scelta dell'oggetto caratterizzata dall'attaccamento del bambino ai genitori, ed infine per la fase scientifica troveremo la piena corrispondenza nello stato adulto dell'individuo che rinuncia al principio del piacere e, adattandosi alla realtà, ricerca il suo oggetto nel mondo esterno. Solo in un campo, in quello dell'[[arte]], si è conservata sino ai nostri giorni «l'onnipotenza del pensiero». Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore. Questo confronto è forse più significativo di quanto vorrebbe essere. L'arte, che non è di certo iniziata come «arte per l'arte», si trovava in origine al servizio di tendenze che in gran parte sono oggi venute meno. Si può a ragione affermare che tra queste siano parecchie intenzioni magiche. (p. 101)
*L'[[anima]] dell'animismo riunisce in sé attribuzioni caratteristiche ad entrambe le parti. Il suo essere mobile ed effimero, la capacità di lasciare il corpo, d'impossessarsi in modo definitivo o transitorio di un altro corpo, sono caratteristiche che richiamano vivamente quelle della coscienza. Ma il modo con cui essa si cela dietro le manifestazioni della personalità ci ricorda l'inconscio; oggi non attribuiamo più l'immutabilità e l'indistruttibilità ai processi consci, ma a quelli inconsci, e consideriamo questi ultimi i reali portatori della vita psichica. (p. 105)
*La [[legge]] proibisce solo ciò che gli uomini farebbero sotto l'influsso di alcuni loro istinti. Ciò che la natura stessa proibisce e punisce non ha bisogno di essere proibito e punito dalla legge. (p. 134)
*L'esperienza psicoanalitica getta un po' di luce in questa oscurità.<br />L'atteggiamento del [[bambino]] presenta numerose analogie con quello del [[primitivo]] nei confronti degli [[animale|animali]]. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. (p. 137)
*La psicoanalisi ci ha rivelato che, in realtà, l'animale totem costituisce la sostituzione del [[padre]], e questo ci spiega la contraddizione che prima avevamo notato: da un lato, il divieto di uccidere un animale; dall'altro, la festa, preceduta da un'esplosione di dolore, che fa seguito alla sua morte. L'atteggiamento affettivo ambivalente che, ancora oggi, caratterizza nei bambini il complesso del padre e talvolta si protrae fin nell'età adulta, nello stesso modo si estenderebbe all'animale totem che sostituisce il padre. (p. 151)
*Ovviamente, la teoria del [[Darwin]] non accorda un posto alle origini del totemismo. Un padre violento, geloso, che tiene per sé tutte le femmine e scaccia i suoi figli man mano che crescono: ecco tutto ciò che essa suppone. [...] Basandoci sulla festa del banchetto totemico, possiamo rispondere così a questo interrogativo: un giorno i fratelli scacciati si sono riuniti, hanno ucciso e mangiato il padre, ponendo fine all'orda paterna. (p. 151)
*Dopo averlo eliminato {{NDR|il padre}}, dopo aver placato il loro odio e realizzato la propria identificazione con lui, essi dovettero dar sfogo agli impulsi affettuosi che erano stati sopraffatti. Lo fecero sotto forma di pentimento; provavano un senso di [[colpa]] che in questo caso coincide col rimorso sentito collettivamente. Il morto divenne più potente del vivo; tutte cose che anche oggi ritroviamo nelle vicende umane. Ciò che prima il padre aveva impedito con la sua presenza, i figli ora se lo proibivano da soli, nella situazione psichica nota in psicoanalisi come «ubbidienza postuma». Essi rinnegarono la loro azione, proibendo la uccisione del totem, sostituto del padre, e rinunciarono a goderne i frutti, rifiutando di aver rapporti sessuali con le donne che ora erano libere. Così il ''rimorso filiale'' ha generato i due tabù fondamentali del totemismo che coincidono perciò con i due desideri rimossi del ''complesso di Edipo''. Chi contravveniva a questi tabù si rendeva colpevole dei due soli crimini che interessassero la società primitiva. (p. 153)
*La [[religione]] totemica è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità. (pp. 154-155)
*Quando il [[cristianesimo]] cominciò la sua penetrazione nel mondo antico, incontrò la rivalità della religione di [[Mitra]] e per un po' di tempo fu dubbia la vittoria tra le due divinità.<br />La figura inondata di luce del giovane dio persiano rimane tuttavia oscura per noi. Le leggende che raffigurano Mitra che uccide dei buoi ci inducono a concludere che egli rappresentasse il figlio che, avendo da solo portato a termine il sacrificio del padre, ha liberato i fratelli dal senso di colpa che li tormentava in seguito a questo crimine. Vi era un'altra via per eliminare questo senso di colpa, e questa fu seguita da [[Cristo]]: sacrificando la propria vita, egli redense tutti i suoi fratelli dal peccato originale. (pp. 162-163)
*Ma la [[Eucarestia|Comunione]] cristiana è, in fondo, una nuova soppressione del padre, una ripetizione dell'atto che richiede espiazione. E noi comprendiamo quanto il [[James Frazer|Frazer]] abbia ragione, quando dice che «la Comunione cristiana ha assorbito in sé un sacramento molto più antico del cristianesimo». (p. 164)
*Potrei dunque terminare e riassumere questa rapida ricerca rilevando che nel [[complesso di Edipo]] si ritrovano i principi insieme della religione, della [[morale]], della [[società]] e dell'arte, e ciò in piena conformità coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso la sostanza di tutte le nevrosi, per ciò che della loro natura siamo finora riusciti a penetrare. (p. 166)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
==''Tre saggi sulla sessualità'' (1905)==
===''Le aberrazioni sessuali''===
====[[Incipit]]====
=====Christiane Csopey=====
Il fatto che nell'uomo e nell'animale esistano dei bisogni sessuali si esprime in biologia supponendo che esista una «pulsione sessuale». In ciò si procede per analogia con la pulsione dell'assunzione di cibo, la fame. Nel linguaggio popolare manca una designazione corrispondente alla parola «fame»; la scienza ricorre alla parola «libido»<ref>L'unica parola che nella lingua tedesca sia adatta, «Lust», ha purtroppo svariati significati e designa tanto la sensazione del bisogno quanto quella del soddisfacimento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
=====Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino=====
Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l'istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d'ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido»<ref>L'unico termine appropriato della lingua tedesca, ''Lust'', è sfortunatamente ambiguo, ed è usato per denotare sia l'esperienza del bisogno sia quella di appagamento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
====Citazioni====
*Il modo di vedere circa l'istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l'uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell'amore. (p. 16)
*La teoria della [[bisessualità]] è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d'uomo». (p. 22)
*La teoria dell'ermafroditismo psichico suppone che l'oggetto sessuale degli interventi sia l'opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
*Il [[sadismo]] e il [[masochismo]] occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale.<br>La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d'ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l'istinto sessuale. (p. 34)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0}}
===''Sessualità infantile''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Una caratteristica dell'opinione comune circa l'istinto sessuale è che questo sia assente nell'infanzia e si svegli solo nel periodo della pubertà. Questo, però, non è solo un semplice errore, ma un errore che ha avuto gravi conseguenze perché è principalmente a quest'idea che noi dobbiamo la nostra attuale ignoranza delle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Fa parte dell'opinione popolare sulla pulsione sessuale ritenere che essa sia assente nell'infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che si definisce pubertà. Questo non è soltanto un errore banale, bensì un errore che comporta gravi conseguenze, perché è il principale responsabile della nostra attuale ignoranza sulle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
===''Le trasformazioni della pubertà''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Col sopraggiungere della pubertà, avvengono trasformazioni destinati a dare alla vita sessuale infantile la forma normale definitiva. Fin qui l'istinto sessuale è stato prevalentemente autoerotico; ora trova un oggetto sessuale. La sua attività è dipesa finora da un certo numero di istinti e di zone erogene separati, che, indipendentemente gli uni dalle altre, hanno perseguito un certo tipo di piacere come loro unico scopo sessuale. Ora, però, appare una nuova meta sessuale, e tutti gli istinti componenti si alleano per raggiungerla, mentre le zone erogene vengono assoggettate al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Con l'inizio della [[pubertà]] si verificano quei cambiamenti destinati a portare la vita sessuale infantile alla sua configurazione definitiva normale. La pulsione sessuale era finora prevalentemente autoerotica; ora trova un oggetto sessuale. Finora agiva partendo da singole pulsioni e zone erogene che cercavano, indipendentemente l'una dall'altra, un certo tipo di piacere come unica meta sessuale; ora si presenta una nuova meta sessuale, al conseguimento della quale collaborano tutte le pulsioni parziali, mentre le zone erogene soggiacciono al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
==''Un ricordo d'infanzia di Goethe da "Poesia e Verità" di Goethe'' (1917)==
*Potremmo quindi pensare che il lancio del vasellame dalla finestra fosse un'azione simbolica, o per meglio dire, un'azione magica con la quale il bambino (sia [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] che il mio paziente) dava espressione violenta al suo desiderio di liberarsi di un fastidioso intruso.
*Ho comunque già rilevato altrove che se un uomo ha ricevuto tutto l'affetto della [[madre]], conserva per tutta la vita una sensazione di trionfo, una fiducia nel successo che non di rado gli procura effettivamente successo. Ed è possibile che Goethe abbia dato questo titolo alla sua autobiografia: «La mia forza ha le sue radici nel mio rapporto con mia madre».
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci'' (1910)==
*Egli {{NDR|[[Leonardo da Vinci|Leonardo]]}} era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli.
*I suoi affetti erano controllati e sottoposti all'istinto di ricerca; egli non amava e non odiava, ma si chiedeva l'origine e il valore di ciò che doveva amare od odiare. Per questo egli era costretto al principio a sembrare indifferente al bene e al male, alla bellezza e alla bruttezza.
*Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria.
*Cerchiamo di chiarire quanto viene proposto qui. E possibile che Leonardo fu affascinato dal sorriso di [[Gioconda|Monna Lisa]] perché destava qualcosa che era rimasta a lungo addormentata nella sua mente, probabilmente un vecchio ricordo. Questo ricordo era di importanza tale che egli non riuscì più a liberarsene una volta ridestato; egli era continuamente costretto a dargli nuova espressione.
*Dobbiamo espressamente insistere che non abbiamo mai considerato Leonardo un nevrotico o, con goffa espressione, un «malato di nervi». Chi protesta per la nostra audacia troppo grande nell'esaminarlo alla luce delle scoperte fatte nel campo della patologia, è ancora attaccato ai pregiudizi che oggi abbiamo giustamente abbandonato. Non pensiamo più che malattia e salute, persone normali e nevrotiche, si possano distinguere nettamente, né che i tratti nevrotici debbano necessariamente costituire indizi di una generale inferiorità.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il caso del piccolo Hans'' (1909)===
In queste pagine mi propongo di descrivere il corso della malattia e la guarigione di un giovanissimo paziente. Per l'esattezza, la storia di questo caso clinico non è tratta dalle mie osservazioni personali. È vero che io ho dato le direttive del trattamento e che vi ho preso parte direttamente, ma una volta soltanto, in occasione di un colloquio col bambino; però il trattamento vero e proprio è stato condotto dal padre e a lui va la mia sincera gratitudine per avermi concesso di pubblicare le sue note sul caso.
===''Il caso di Dora'' (1901)===
Nel 1895 e nel 1896 ho avanzato alcune ipotesi sulla patogenesi dei sintomi isterici e sui processi mentali che si manifestano nell'isteria; da allora sono passati molti anni, per cui, nel propormi ora di concretare queste vedute in una relazione dettagliata di un caso clinico e del suo trattamento, non posso fare a meno di introdurre alcune considerazioni preliminari, in parte con il proposito di giustificare da diversi punti di vista il passo che sto facendo, in parte per soddisfare la curiosità che esso ha creato.
===''Il motivo della scelta degli scrigni'' (1913)===
Recentemente due scene tratte da una commedia e da una tragedia di [[Shakespeare]] mi hanno offerto lo spunto per impostare e risolvere un piccolo problema.<br />La prima scena è quella della scelta fra i tre scrigni che i corteggiatori fanno ne ''Il Mercante di Venezia''. Per ordine del padre, la bella e saggia Porzia è costretta a sposare il corteggiatore che sceglierà lo scrigno giusto. I tre scrigni sono d'oro, d'argento e di piombo: lo scrigno giusto è quello che contiene il suo ritratto.<br />
{{NDR|In ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
===''Il motto di spirito'' (1905)===
Chiunque abbia avuto occasione di interessarsi della luce che le opere di estetica e di psicologia possono gettare sulla essenza del motto di spirito e sulla natura delle sue relazioni, dovrà probabilmente ammettere che esso non ha ricevuto neppure una piccola parte della considerazione filosofica che merita in rapporto al ruolo che ha nella nostra vita spirituale. Si può fare il nome di ben pochi pensatori che abbiano approfondito lo studio di questo problema. Tuttavia, tra coloro che si sono occupati dei motti di spirito, vi sono scrittori famosi, come il romanziere [[Jean Paul Richter|Jean Paul (Richter)]] e i filosofi Theodor Vischer, [[Kuno Fischer]] e Theodor Lipps. Ma anche in questi autori l'argomento «motti di spirito» resta sullo sfondo, mentre l'interesse principale della loro ricerca è rivolto al problema del comico, più vasto ed attraente.
===''Ipnosi'' (1891)===
Sarebbe uno sbaglio considerare facile l'applicazione dell'[[ipnosi]] a fini terapeutici; al contrario, la ''tecnica'' dell'ipnotizzare non presenta difficoltà minori di qualsiasi altro procedimento medico. Il medico che intenda praticare l'ipnosi deve imparare il metodo da una persona esperta di questa tecnica, ed anche allora solo con molta pratica personale potrà ottenere risultati positivi che non si limitino a pochi casi sporadici. Divenuto un ipnotizzatore esperto, egli si disporrà al suo compito con l'atteggiamento serio e deciso di chi è cosciente di fare qualcosa di utile, anzi, in alcuni casi, di necessario.
===''Isteria'' (1888)===
Il termine «isteria» ha origine nei tempi più antichi della medicina ed è un derivato del pregiudizio, superato solo ai giorni nostri, che collega la nevrosi con le affezioni dell'apparato genitale femminile. Nel Medioevo le nevrosi ebbero un ruolo importante nella storia della civiltà; esse apparvero in forma epidemica come se risultassero da un contagio psichico e furono alla base di ciò che vi fu di effettivo nella storia delle ossessioni e della stregoneria.
===''Psicopatologia della vita quotidiana'' (1901)===
====I traduzione====
Nel 1898 ho pubblicato, sulla ''Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie'', un breve articolo intitolato «Il meccanismo psichico della dimenticanza» il cui contenuto, che ora riassumerò, mi servirà come punto di partenza per le mie considerazioni ulteriori. In questo articolo sottomettevo all'analisi psicologica, prendendo lo spunto da un caso sorprendente osservato su me stesso, il fenomeno tanto frequente della dimenticanza passeggera di nomi propri; sono arrivato alla conclusione che il fenomeno — tanto comune e abbastanza irrilevante nella pratica — consistente nel momentaneo blocco di una facoltà psichica (la memoria), può ricevere una spiegazione la cui portata va molto al di là dell'importanza generalmente accordata a tale fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
====II traduzione====
Nell'annata 1898 della "Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie" ho pubblicato un breve articolo sul ''Meccanismo psichico della dimenticanza'', che qui voglio riprendere come punto di partenza per considerazioni ulteriori. Ho in quel lavoro sottoposto ad analisi psicologica il frequente fenomeno della dimenticanza temporanea di nomi propri, in base a un esempio adatto fornitomi dall'auto-osservazione, e sono giunto alla conclusione che il fatto, comune e privo di vera importanza pratica, per cui vien meno una funzione psichica e precisamente quella del ricordare, ammette una spiegazione che va molto al di là di quanto usualmente si ricava dal fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971}}
==Citazioni su Sigmund Freud==
*Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. ([[Woody Allen]])
*Bisogna distinguere nettamente il Freud geniale inventore della psicanalisi e il Freud teorico della religione. Egli gode immeritatamente, nel secondo campo, della fama meritatamente conquistata nel primo. Notiamo anzitutto che l'atteggiamento di Freud verso la religione non è il risultato delle sue analisi psicologiche, perché le precede. È risaputo che, quanto alla sostanza, egli aveva già chiaro il suo punto di vista fin dall'inizio e non l'ha mai cambiato. [...] Nel suo trattamento della religione, egli trasgredisce quei criteri scientifici che altrove difende con tanto accanimento, fondandosi su ipotesi e voci del tutto indimostrabili, come quella dell'uccisione di Mosè da parte dei suoi connazionali. ([[Raniero Cantalamessa]])
*Chiesero un giorno a Sigmund Freud di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal Nuovo Testamento, che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a Lenin. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. ([[Vittorio Messori]])
*Come dice Freud, "Chi cita, ha bisogno di fare sesso". (''[[Rat-Man]]'')
*Freud ha elaborato le migliori teorie finora, oltre alla mia, su come si costruisce una mente. ([[Marvin Minsky]])
*Freud non pensava che l'Io potesse esser già presente alla nascita ed aveva attribuito all'organismo delle funzioni che, secondo me, possono esser esplicate solo dall'Io. ([[Melanie Klein]])
*Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo). La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede [[Karl Marx|Marx]]: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà. ([[Félix Guattari]])
*Freud sostiene che il bambino Arpocrate, dio ellenistico, che le statue rappresentano con il dito indice in o sulla bocca, si succhia il dito, e ciò significherebbe che egli ha delle abitudini solitarie. Quanto a me, sono incline all'interpretazione abitualmente accettata che egli si metta il dito sulla bocca per indicare che bisogna far silenzio. Freud era un ossessionato che voleva, come regola della regola più volgare, comunicare a tutti la sua ossessione. ([[Henry de Montherlant]])
*Freud trasformò in lettino l'inginocchiatoio del confessionale e lo rese più comodo. Credo che sia qui il grande beneficio della psicoanalisi. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Ho sognato Freud. Che significa? ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ho studiato psicologia al college, so tutto sulla sua vita. Era un uomo spregevole. [...] Freud visse alla fine dell'Ottocento e all'epoca non esistevano gli elettrodomestici. La madre, poverina, era costretta a fare tutto a mano, sa? Lavori domestici massacranti dall'alba al tramonto. Per non parlare degli innumerevoli sacrifici che avrà affrontato in nome della sua famiglia. E come l'ha ripagata? Una volta adulto è diventato famoso con la sua teoria che i problemi degli adulti sono riconducibili a qualcosa di orribile commesso dalla madre. Ah, dev'essersi sentita tradita. Sapeva quanto lei lavorasse e cosa avesse fatto per lui. Si è mai preso il disturbo, una volta tanto, di dirle grazie? Ne dubito. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Il vecchio aveva [...] una visione acutissima: non si lasciava cullare dalle illusioni se non da una fiducia eccessiva nelle proprie idee. ([[Albert Einstein]])
*In questa misura appunto la psichiatria del XIX secolo converge realmente verso Freud, il primo ad aver seriamente accettato la realtà della coppia medico-malato. Mentre il malato mentale è interamente alienato nella persona del suo medico, il medico dissipa la realtà della medicina mentale nel concetto critico di follia. Verso il medico Freud ha fatto confluire tutte le strutture approntate da Tuke e Pinel nell'internamento. Ha certo liberato il malato dall'esistenza manicomiale ove l'avevano alienato i suoi "liberatori"; ma non lo ha liberato da quel che questa esistenza aveva di essenziale; ne ha radunati i poteri li ha tesi al massimo annodandoli tra le mani del medico; ha creato la situazione psicanalitica in cui, grazie a un geniale cortocircuito, l'alienazione diviene disalienazione, perché, nel medico, essa diventa soggetto. Il medico, in quanto figura alienante, rimane la chiave della psicanalisi. Forse proprio perché non ha soppresso quest'ultima struttura, e vi ha ricondotto tutte le altre, la psicanalisi non può, non potrà intendere le voci della ''déraison'', né decifrare intrinsecamente i segni dell'insensato. La psicanalisi può sciogliere alcune forme di follia; ma rimane estranea al lavoro sovrano della ''déraison''. ([[Michel Foucault]])
*Inoltre dobbiamo essere grati a Freud per averci fatto rilevare l'importanza dei sogni. ([[Carl Gustav Jung]])
*L'uomo desidera intensamente essere [[ascoltare|ascoltato]]. Anche per Freud la terapia migliore è quella che passa per l'ascolto. Fu lui a dire che il migliore [[psicoanalista|psicanalista]] è colui che sa ascoltare senza interrompere mai. ([[Mario Canciani]])
*L'uso fatto da Freud nel mito di Edipo ha illuminato qualcosa di più che la natura degli aspetti sessuali della personalità umana. Grazie alle sue scoperte è possibile, riesaminando il mito, scorgere in esso elementi che non furono messi in rilievo nelle prime indagini perché erano tenuti troppo in ombra dalla componente sessuale del dramma. ([[Wilfred Bion]])
*''Mentre voi dormite | Freud lavora.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mio fratello è figlio unico'' [...] ''perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni.'' ([[Rino Gaetano]])
*Non è affatto vero che io provenga esclusivamente da Freud. La mia impostazione scientifica e la teoria dei complessi precedono il mio incontro con Freud. I maestri che mi hanno influenzato in maggior misura sono Bleuer, Pierre Janet e Théodore Flournoy. ([[Carl Gustav Jung]])
*Quando Hitler conquistò l'Austria e la Germania, Freud fuggì in Inghilterra: abbandonò l'Austria meravigliosa rappresentata da [[Joseph Roth]], che gli assomigliava profondamente con la sua ''Marcia di Radetzky''. A Londra gli asportarono l'osso della mandibola al punto di impedirgli di parlare. Il cancro si diffuse rapidamente. Taceva, taceva, sebbene continuasse a scrivere vorticosamente con la sua grazia di grande classico. Morì fumando uno dei suoi dilettissimi sigaretti. Chissà cosa pensasse e in quali vertigini si inoltrasse, mentre, pazientissimo, ascoltava i messaggi di [[Thomas Mann]] e di [[Stefan Zweig]]. ([[Pietro Citati]])
*Quando Sigmund Freud tentò di analizzare i motivi del comportamento sociale umano e di renderne comprensibili le sue cause [...] fu accusato di mancanza di rispetto, materialismo cieco e persino di tendenze pornografiche. L'umanità difende il concetto che ha di sé con tutti i mezzi ed è davvero opportuno predicare l'''humilitas'' e cercare seriamente di far saltare per aria tutti gli ostacoli che si oppongono all'autoconoscenza. ([[Konrad Lorenz]])
*Se l'inconscio è un abisso, come ha potuto uscirne Sigmund Freud? ([[Fausto Cercignani]])
===[[Jacques Maritain]]===
*La filosofia larvata di Freud non è che un travestimento di un odio profondo della ''forma'' della ragione.
*Per lui l'esistenza del complesso di Edipo è una legge universale.
*Tutta la filosofia di Freud poggia su di un pregiudizio: la negazione violenta della spiritualità e della libertà.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Sigmund Freud, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/freud/index.htm Aforismi e pensieri]'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, 1994. ISBN 8879836331
*Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere'' (''Jenseits des Lustprinzips''), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988.
*Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978.
*Sigmund Freud, ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'' traduzione di Cesare Musatti, Opere V e VIII, Bollati Boringhieri, Torino 1989.
*Sigmund Freud, ''«Il caso del piccolo Hans». Analisi di una fobia in un bambino di cinque anni'', traduzione di Celso Balducci, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''«Il caso di Dora». Frammento di analisi di un caso di isteria'', traduzione di Pietro Stampa, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio'', traduzione di Pietro L. Segre, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992
*Sigmund Freud, ''Introduzione alla psicoanalisi'', traduzione di Irene Castiglia, Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2473-8
*Sigmund Freud, ''Ipnosi'', traduzione di Cecilia Galassi e Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Isteria'', traduzione di Celso Balducci e Alessandra Ozzola, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, [[Oskar Pfister]], ''L'avvenire di un'illusione'' (''Die Zukunft einer Illusion'', 1927), traduzione di Sandro Candreva, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, ISBN 8833905497.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994.
*Sigmund Freud, ''Opere complete'', a cura di Cesare L. Musatti, Bollati Boringhieri, 2013.
*Sigmund Freud, ''Perché la guerra? (carteggio con Einstein) e altri scritti'', traduzione di Cesare L. Musatti, Silvano Daniele, Sandro Candreva ed Ermanno Sagittario, editore Paolo Boringhieri, Torino, 1975.
*Sigmund Freud, ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura'', traduzione di Antonella Ravazzolo e Celso Balducci, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 2010.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij'', traduzioni di Pietro Veltri, Mario Ciarfaglini e Silvano Daniele, Bollati Boringhieri, 2002.
*Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 8879830740
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.
==Voci correlate==
*[[Complesso di Edipo]]
*[[Lucian Freud]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Al di là del principio del piacere}}
{{Pedia|Introduzione al narcisismo||}}
{{Pedia|L'interpretazione dei sogni}}
{{DEFAULTSORT:Freud, Sigmund}}
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Psicologi austriaci]]
[[Categoria:Psicoanalisti austriaci]]
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/* Citazioni di Sigmund Freud */
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{{nota disambigua|il politico britannico|[[Clement Freud]]}}
[[File:Sigmund Freud LIFE.jpg|thumb|right|Sigmund Freud a 66 anni]]
'''Sigismund Schlomo Freud''' (1856 – 1939), medico, neurologo e psicoanalista austriaco.
==Citazioni di Sigmund Freud==
*Attento [[Wilhelm Reich|Reich]], non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio!<ref>Citato in Lodovico De Cesare, ''Lo psicanalista senza divano'', Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca editore.</ref>
*Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'[[omosessualità]] non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini. ([[Platone]], [[Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]], ecc).<ref name= "lettera 1935">Da una lettera del 1935, scritta in risposta a una madre che gli aveva chiesto aiuto per il figlio gay; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/02/19/sigmund-freud-lettera-omosessualita_n_6713954.html Sigmund Freud e l'omosessualità. La lettera ritrovata che svela il suo pensiero: "Non c'è niente di cui vergognarsi"]'', ''Huffington Post.it'', 19 febbraio 2015]</ref>
*Ci si potrebbe arrischiare a considerare la [[nevrosi]] ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale.<ref>Da ''Azioni ossessive e pratiche religiose''.</ref>
*{{NDR|Su [[Palermo]]}} Città elegante, pulita, estremamente ricca di edifici e dotata di tutto quanto si possa pretendere, quasi come Firenze.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/16/freud-in-sicilia.html Freud in Sicilia]'', ''Repubblica.it'', 16 settembre 2010.</ref>
*Come la realtà fisica, anche quella psichica non è necessariamente ciò che appare.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 99. ISBN 9788858015018</ref>
*[...] credo che la ragione principale per cui ci {{sic|indigniamo}} contro la [[guerra]] è che non possiamo fare a meno di farlo. Siamo [[Pacifismo|pacifisti]] perché dobbiamo esserlo per ragioni organiche: ci è poi facile giustificare il nostro atteggiamento con argomentazioni.<br />[...] Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente {{sic|a tutto}} l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà.<ref>Dalla lettera ad [[Albert Einstein|Einstein]] del settembre 1932, in ''Perché la guerra?'', pp. 85-87.</ref>
*Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante [[animale|animali]] feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme e quindi, con uno spostamento assolutamente trascurabile, le persone stesse che hanno queste passioni [...] il padre temuto mediante animali cattivi, cani, cavalli selvatici [...]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati.<ref>Da ''Opere'', vol. 3, pp. 328 e 376; citato in Claudio Tugnoli (a cura di), ''Zooantropologia: Storia, etica e pedagogia dell'interazione uomo/animale'', FrancoAngeli, Milano, 2003, [http://books.google.it/books?id=QwXrxArjwiQC&pg=PA56 p. 56].</ref>
*Dove sono coinvolte questioni [[religione|religiose]], gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.<ref>Citato in [[Corrado Augias]], ''Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione'', Mondadori, Milano, 2008.</ref>
*{{NDR|Dopo aver incontrato [[Albert Einstein]]}} È allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica, per cui la nostra conversazione è stata molto piacevole... Quel tipo fortunato se l'è passata molto meglio di me; da [[Isaac Newton|Newton]] in poi ha trovato sostegno in una lunga serie di grandi predecessori; io invece sono stato costretto ad aprirmi il varco da solo in una selva intricatissima. Non c'è da stupirsi perciò se il mio sentiero non è larghissimo e se non sono andato molto lontano.<ref>Dalla lettera a [[Sándor Ferenczi|Ferenczi]] del 2 gennaio 1927; citato in ''Perché la guerra?'', p. 12.</ref>
*È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla [[psicoanalisi]] le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l'opinione che m'ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev'essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile.<ref>Da ''Lettera di Freud a Pfister, 25 dicembre 1920'', in premessa a ''Al di là del principio del piacere''.</ref>
*È una grande ingiustizia perseguitare l'[[omosessualità]] come un crimine e anche una crudeltà.<ref name= "lettera 1935"/>
*[[Genova]] la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi [...] In ogni modo vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga.<ref>Da una lettera ad Alexander Freud del 17 settembre 1905, in ''Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti 1873-1939'', traduzione di Mazzino Montinari e Giuseppina Quattrocchi von Wissmann, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, p. 210. ISBN 88-339-0574-8</ref>
*''[[I fratelli Karamazov]]'' sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto e l’episodio del ''Grande Inquisitore'' è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo d’una bellezza inestimabile.<ref>Da ''Dostoevskij e il parricidio'', in ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij''.</ref>
*I poeti e i filosofi hanno scoperto l'inconscio prima di me. Quello che io ho scoperto è il metodo scientifico mediante il quale è possibile studiarlo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858015018</ref>
*Il mito del [[Complesso di Edipo|re Edipo]] che uccide suo padre e prende in moglie sua madre, rivela, modificato appena, il desiderio infantile, contro cui interviene più tardi la ripulsa della ''barriera contro l'incesto''. La creazione poetica dell'''Amleto'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nasce sul medesimo terreno del complesso incestuoso, questa volta meglio mascherato.<ref>Da ''Cinque conferenze sulla psicoanalisi'', in ''Opere complete''.</ref>
*Il regno della [[fantasia]], per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull'impossibilità della verifica.<ref>Da ''Il Perturbante''.</ref>
*In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l'oggetto maschile e quello femminile.<ref>Da ''The psychogenesis o a case o female homosexuality'', in ''The International Journal of Psycho-analysis'', vol. I, n. 2, 1920, p. 125; citato in [[Mario Mieli]], ''Elementi di critica omosessuale'' (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.</ref>
*L'accettazione della [[nevrosi]] universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''.</ref>
*L'es è completamente non morale; l'io si sforza di essere morale; il super-io è iper-morale e mostra un grado di crudeltà.<ref>Da ''L'Io e l'Es'', 1923. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 182. ISBN 9788858036730</ref>
*[L'[[omosessualità]]] fu un fenomeno frequente, quasi un'istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all'apice della loro civiltà.<ref>Da ''Tre saggi'', p. 37.</ref>
*L'[[umorismo]] non è rassegnato ma ribelle, rappresenta il trionfo non solo dell'Io, ma anche del principio del piacere, che qui sa affermarsi contro le avversità delle circostanze reali.<ref>Da ''II motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''; citato in Paolo Bertezzolo, ''La serietà dell'umorismo'', presentazione de ''L'isola delle capre e altri racconti'', Il Segno dei Gabrielli editori, 2005, [https://books.google.it/books?id=KVTIKLqgvYIC&pg=PA15 p. 12]. </ref>
*La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell'inconscio.<ref>Da ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''.</ref>
*La differenza iniziale si riflette così nell'esito finale: nella [[nevrosi]] una parte della [[realtà]] viene evitata con la fuga, nella [[psicosi]] essa viene ricostruita ''ex-novo''. Ovvero: nella psicosi alla fuga iniziale fa seguito una fase attiva di ricostruzione, nella nevrosi all'iniziale sottomissione fa seguito un tentativo posticipato di fuga. Oppure, espresso in altre parole ancora: la nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.<ref>Da ''La perdita di realtà nella nevrosi e nella psicosi'', 1924; in ''La teoria psicoanalitica'', traduzioni di Cesare L. Musatti, Renata Colorni, Anna Maria Marietti, Elvio Fachinelli, Lisa Baruffi, Boringhieri, 1988, p. 361. ISBN 88-339-0355-9</ref>
*La mente è come un iceberg: galleggia con solo un settimo della sua massa sopra la superficie.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 96. ISBN 9788858015018</ref>
*La natura ha segnato il destino della donna attraverso la bellezza, il fascino e la dolcezza... nella giovinezza un tesoro adorato, negli anni maturi una moglie amata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 121. ISBN 9788858022900</ref>
*La [[Sicilia]] è la parte più bella dell’Italia e ha conservato pezzi della tramontata grecità assolutamente unici. <ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/cultura/90-anni-fa-il-viaggio-di-freud-nellitalia-del-colera-la-sicilia-e-il-posto-piu-bello/ 90 anni fa il viaggio di Freud nell’Italia del colera: “La Sicilia è il posto più bello”]'', ''Fanpage.it'', 8 aprile 2020.</ref>
*La Sicilia è un'isola meravigliosa, piena di storia e cultura. È un luogo in cui il passato e il presente si incontrano, e dove si può ancora sentire il respiro dei popoli che l'hanno abitata nei secoli. <ref>Citato in ''[https://www.balarm.it/news/la-paranoia-di-freud-nacque-in-sicilia-perche-defini-l-isola-la-piu-bella-d-italia-138868 La "paranoia" di Freud nacque in Sicilia: perché definì l'isola la più bella d'Italia]'', ''Balarm.it'', 21 agosto 2023.</ref>
*Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire.<ref>Citato in [[John David Barrow|John D. Barrow]], ''I numeri dell'universo'', Mondadori, 2004.</ref>
*[...] lo [[psicoanalista]] sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l'uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l'opera sua, a cagione della loro pericolosità? [...] Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza.<ref name=tecn>Da ''Tecnica della psicoanalisi'' (nel retro-copertina), traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti, Biblioteca Boringhieri, 1911 – 1914.</ref>
*Ma Lei si convincerà che molto sarà guadagnato se ci riuscirà di trasformare la Sua [[isteria|miseria isterica]] in una [[infelicità]] comune.<ref>Da ''Studi sull'isteria'', ''explicit''.</ref>
*Nessun mortale può mantenere un [[segreto]]: se le labbra restano mute, parlano le dita.<ref>Da ''L'io e i meccanismi di difesa''.</ref>
*No, la [[scienza]] non è un'illusione. Ma sarebbe illusione credere di poter trovare altrove quello che essa non può darci.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 864. ISBN 9788811504894</ref>
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo [[parapsicologia|studio dei cosiddetti fenomeni psichici]] occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà.<ref>Da una lettera a [[Hereward Carrington|Carrington]] del 24 luglio 1921, in {{cita web|url=https://pep-web.org/browse/document/ZBK.051.0334A|titolo=Letters of Sigmund Freud 1873-1939|volume=vol. 51|p=334|capitolo=Letter from Sigmund Freud to Hereward Carrington|anno=1961|curatore=Ernst L. Freud|editore=Psychoanalytic Electronic Publishing|lingua=en}}</ref>
*Oh la [[vita]] potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni e cattivi'', BUR, 1991, p. 169.</ref>
*[...] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a [[Gorizia]], dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. [...] L'[[Isonzo]] è un fiume stupendo.<ref>Dalla lettera a [[Wilhelm Fliess|Fliess]] del 14 aprile 1898, in ''Lettere a Wilhelm Fliess''.</ref>
*Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all'ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.<ref name=tecn/>
*Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico [[Leonardo da Vinci|Leonardo]].<ref>Citato da [[Antonio Spinosa]] in ''La Gioconda sono io'', ''La Fiera letteraria'', n. 43, 5 dicembre 1971.</ref>
*Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno.<ref name="sogni">Da ''L'interpretazione dei sogni''.</ref>
*Sembra confinato nella vita [[notte|notturna]] ciò che un tempo dominava in pieno giorno.<ref name="sogni" />
*[...] si impara ben presto che essere [[Amore|amati]] costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.<ref>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e la morte'' (1915), in ''Perché la guerra?'', p. 26.</ref>
*Un paziente mi prega di consigliargli un luogo di cura in Riviera. Conosco un luogo adatto vicinissimo a Genova, ricordo anche il nome del collega tedesco che vi esercita, ma non riesco a nominare il luogo per quanto sia certo di conoscerlo bene. Non mi resta che chiedere al paziente di attendere e ricorrere alle donne di casa: «Come si chiama quel posto vicino a Genova dove il dottor N. ha una piccola clinica ove è stata in cura per tanto tempo la signora Tal dei Tali?» «Naturalmente proprio tu dovevi dimenticare questo nome. Si chiama ''[[Nervi (Genova)|Nervi]]''». Devo riconoscere che coi ''nervi'' ho abbastanza a che fare.<ref>Da ''Psicopatologia della vita quotidiana'', 2010, pp. 35-36</ref>
*Un uomo non dovrebbe sforzarsi di eliminare i propri complessi, ma venire a patti con essi, che sono legittimamente, ciò che orienta la sua condotta nel mondo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 97. ISBN 9788858015018</ref>
*{{NDR|Su [[Friedrich Nietzsche]]}} Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro.<ref>Citato in [[Friedrich Nietzsche]], ''Autobiografia attraverso le lettere'', a cura di Carla Buttazzi, Piemme, 1995.</ref>
===''Aforismi e pensieri''===
*"Psiche" è un vocabolo greco che significa "anima". Perciò per "psichico" s'intende "trattamento dell'anima"; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma il significato dell'espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall'anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.<br>Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.
*Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
*C'è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c'è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
*Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.
*I sogni cedono il posto alle [[impressione|impressioni]] di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
*Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
*Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
*L'[[ego|Io]] non è padrone in casa sua.
*L'[[uomo]] energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
*Lo Stato in [[guerra]] si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
*Non è sempre facile dire la [[verità]], specialmente quando si deve essere brevi.
*Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
*Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
*Ricordiamo il vecchio adagio: ''si vis pacem, para bellum'': se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: ''si vis vitam, para mortem'': se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
*Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
*Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un'unità.
*Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.
{{NDR|Sigmund Freud, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994}}
===Attribuite===
*A volte un [[sigaro]] è solo un sigaro.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione viene classicamente attribuita a Freud, tuttavia la prima attribuzione allo psicoanalista austriaco sembrerebbe risalire ad un articolo del 1950, undici anni dopo la sua morte. Inoltre diverse fonti hanno confermato che si tratta di una citazione apocrifa.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2011/08/12/just-a-cigar/ Sometimes a Cigar Is Just a Cigar]'', ''Quote Investigator'', 12 agosto 2011.</ref>
==''Al di là del principio del piacere'' (1920)==
===[[Incipit]]===
Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l'andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell'abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===Citazioni===
*Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come [[Gustav Fechner|G. T. Fechner]] abbia formulato un'ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
*Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una ''forte tendenza'' verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia [[Gustav Fechner|Fechner]]: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione...» (p. 22)
*Il principio del piacere è inerente a una modalità ''primaria'' di lavoro dell'apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l'auto-conservazione dell'organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall'inizio inefficiente e perfino pericoloso.<br>Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell' ''io'', il principio del piacere viene sostituito dal ''principio della realtà''. (p. 22-23)
*L'«[[angoscia]]» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
*La «[[paura]]» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
*Chiamiamo infine «[[spavento]]» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
*Lo studio dei [[Sogno|sogni]] può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
*L'[[inconscio]] – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento.<br />Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (p. 37)
*Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un'epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)
*Nell'inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell'inconscio. (pagg. 58-59)
*Sino adesso, l'esito della nostra ricerca ci ha portato a tracciare una netta demarcazione tra le «pulsioni dell'io» e le pulsioni sessuali; e all'ipotesi che 1e prime spingono verso la morte, mentre le seconde tendono a prolungare la vita.<br />Purtroppo questa conclusione non si rivela soddisfacente sotto molti aspetti persino a noi stessi. (p. 71)
*La [[psicoanalisi]], che non poteva evitare di formulare ''una qualche'' ipotesi sulle pulsioni, si attenne in principio alla distinzione corrente sintetizzata nell'espressione «fame e amore». In questa distinzione almeno non vi era nulla di arbitrario; anzi, essa permise all'analisi delle psiconevrosi di fare decisi passi avanti. (p. 81)
*La nostra concezione, che è stata sin dall'inizio ''dualista'', lo è più che mai oggi, che abbiamo sostituito all'opposizione tra pulsioni dell'io e pulsioni sessuali quella tra pulsioni di vita e pulsioni di morte. La teoria della libido di [[Jung]] è, al contrario, ''monista''; il fatto che egli abbia chiamato libido l'unico moto pulsionale che ammette, è destinato a creare confusione, ma non può toccarci in alcun modo. (p. 84)
*Diremo allora che il principio del [[piacere]] è una tendenza che opera al servizio di una funzione, il cui compito è di tenere l'apparato psichico completamente sgombro da [[eccitazione]], o di mantenervi costante, o al livello più basso possibile, la quantità di eccitazione stessa. (p. 96)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===[[Explicit]]===
Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il [[ricercatore]] che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.<br>Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: «là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando... E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.» {{NDR|da ''Maqâmàt'' di [[Al-Hariri|al-Hariri]]}}
==''Autobiografia'' (1925)==
*Sebbene vivessimo in grandi ristrettezze, mio padre desiderava che nella scelta della professione seguissi unicamente la mia vocazione. In quegli anni giovanili non sentivo alcuna predilezione speciale per la professione medica, né ebbi del resto a sentirla in seguito. Mi dominava piuttosto una specie di brama di sapere che, però, si riferiva più ai fenomeni umani che agli oggetti naturali ... Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi. Sotto l'influsso potente di una amicizia con un compagno di ginnasio un po' più vecchio di me (che in seguito è diventato famoso come uomo politico) mi ero messo in mente di intraprendere anch'io gli studi giuridici e di occuparmi di problemi sociali. Contemporaneamente, però, mi attraeva enormemente la teoria di [[Darwin]], allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. L'illustrazione del bel saggio goethiano La natura, che udii poco prima dell'esame di maturità in una conferenza di volgarizzazione scientifica tenuta da Carl Brühl, mi fece decidere, infine, a iscrivermi alla facoltà di medicina. (p. 76 e s.)
*Nei primi anni di università dovetti rendermi conto che la peculiarità delle mie doti naturali, e la loro limitatezza, mi impedivano di ottenere qualsiasi successo in svariate materie scientifiche sulle quali mi ero gettato con giovanile e presuntuoso entusiasmo ... Nel laboratorio di fisiologia di Ernst Brücke trovai finalmente la tranquillità e ottenni piena soddisfazione incontrando fra l'altro delle persone che potevo rispettare e prendere a modello: Brücke stesso, il maestro, e i suoi assistenti Sigmund Exner e Ernst Fleischl von Marxow ... Le discipline propriamente mediche, fatta eccezione per la [[psichiatria]], non esercitavano su di me una grande attrazione. (p. 77 e s.)
*Nell'istituto di anatomia cerebrale mi misi al lavoro con lo stesso impegno e fervore di cui avevo dato prova nel laboratorio di fisiologia, e dopo tutto anche in quegli anni di attività ospedaliera misi a punto alcune piccole ricerche (sul decorso delle fibre e sulle origini dei nuclei del midollo allungato) che furono notate da Edinger ... Dal punto di vista pratico l'anatomia cerebrale non rappresentava certo un progresso rispetto alla fisiologia. Delle esigenze pratiche cominciai a tener conto quando decisi di dedicarmi allo studio delle [[malattie]] nervose. A quel'epoca a [[Vienna]] questa specialità medica veniva coltivata da poche persone, il materiale d'osservazione era disseminato in diversi reparti dell'ospedale e, dato che non esistevano buone opportunità di farsi una preparazione adeguata, ciascuno era costretto a essere il maestro di sé stesso ... Giacché la fama del grande [[Jean-Martin Charcot|Charcot]] era giunta fino a me, concepii il proposito di prendere a Vienna la docenza in malattie nervose, per poi proseguire la mia preparazione professionale a Parigi. (p. 79)
*Nel corso degli anni seguenti, in cui svolsi la mia attività come giovane aiuto dell'ospedale, diedi alle stampe parecchie osservazioni di casi di malattie organiche del sistema nervoso. Mi impadronii a poco a poco della materia e riuscii infine a localizzare un focolaio morboso del midollo allungato con una precisione tale che l'anatomo patologo non ebbe nulla da aggiungere alle mie osservazioni ... Delle nevrosi, però, non capivo nulla ... Sia solo detto a mia scusante che a quell'epoca perfino alcuni grandi luminari della [[scienza]] medica solevano diagnosticare la nevrastenia come tumore cerebrale. (p. 79 e s.)
*Nella primavera del 1885, per i miei lavori istologici e clinici, ottenni la docenza in neuropatologia. Poco dopo, grazie alla calorosa intercessione di Brücke, mi fu assegnata una cospicua borsa di studio. Nell'autunno partii per Parigi ... Di tutte le cose che ebbi modo di osservare durante il mio soggiorno presso Charcot, nessuna mi colpì tanto quanto le sue ultime ricerche sull'[[isteria]], che in parte si svolsero ancora quando io mi trovavo a Parigi; così ad esempio egli dimostrò che i fenomeni isterici sono qualcosa di autentico e conforme a uno scopo, che l'isteria è molto frequente negli uomini, che paralisi e contratture isteriche possono essere provocate dalla suggestione ipnotica e che questi prodotti artificiali hanno, fin nei minimi dettagli, le stesse caratteristiche degli attacchi isterici spontanei che spesso vengono provocati da un trauma. (p. 80 e s.)
*Prima di lasciare Parigi discussi col maestro il progetto di un lavoro inteso a stabilire un confronto fra la paralisi isterica e quelle organiche. Il mio intento era di dimostrare che nell'isteria la paralisi e le anestesie si ripartiscono nelle singole parti del [[corpo]] in base alla rappresentazione comune che gli uomini hanno del proprio corpo e non in base alla rappresentazione anatomica. (p. 81)
*Prima di tornare a Vienna mi trattenni qualche settimana a Berlino, al fine di acquisire alcune nozioni generali sulle malattie dell'[[infanzia]]. Kassowitz, che a Vienna dirigeva un pubblico ospedale per le malattie infantili, mi aveva promesso che avrebbe allestito un reparto per le malattie nervose dei bambini e me l'avrebbe affidato... Al mio ritorno da Parigi e da Berlino avevo l'obbligo di riferire alla "Società di medicina" su quello che avevo visto e appreso nella clinica di Charcot; purtroppo però le mie comunicazioni furono male accolte. (p. 82 e s.)
*Se dal trattamento dei malati di nervi si volevano trarre i mezzi per vivere, bisognava pur fare qualcosa per alleviare la loro [[sofferenza]]. Nel mio arsenale non avevo che due armi, l'elettroterapia e l'[[ipnosi]] [...] il che tuttavia non riuscì a impedire ai professori di [[psichiatria]] di considerare ancora per molto tempo l'ipnosi come una specie di imbroglio e di guardare con disprezzo gli ipnotizzatori dall'alto in basso. Per parte mia avevo visto che a Parigi l'ipnosi veniva normalmente e liberamente impiegata per provocare nel malato determinai sintomi e farli poi scomparire. In seguito venimmo a sapere che a Nancy era nata una scuola nella quale, per fini terapeutici, si faceva ampio uso della suggestione (con o senza ipnosi) e che i risultati erano notevoli [...]. Solo in seguito avrei scoperto le carenze di questo procedimento [...]. Allo scopo di perfezionare la mia [[tecnica]] ipnotica, mi recai nel 1889 a Nancy, dove trascorsi varie settimane [...]. Ne riportai indelebili impressioni che mi fecero ritenere probabile l'esistenza di processi psichici possenti, che restano tuttavia celati alla [[coscienza]] degli uomini. (p. 84 e s.)
*Per completare la mia esposizione precedente devo aggiunger che fin dall'inizio ho esercitato l'[[ipnosi]] per uno scopo che nulla aveva a che fare con la suggestione ipnotica. Mi sono avvalso dell'ipnosi per interrogare il malato sulla genesi dei suoi sintomi, genesi sulla quale nello stato di veglia egli non era spesso in grado di dire alcunché, o comunque troppo poco. Questo procedimento non solo si rivelò più efficace del mero comando o divieto, ma aveva inoltre il vantaggio di offrire soddisfazione alla brama di sapere del medico, che dopo tutto aveva il diritto di apprendere qualcosa circa l'origine di quel fenomeno che cercava di eliminare mediante il monotono procedimento della suggestione. A quest'altro modo di usare l'ipnosi ero giunto per la via seguente. Quando ancora lavoravo nel laboratorio di Brücke avevo conosciuto il dottor Josef Breuer, uno dei medici di famiglia più stimati di Vienna ... Già prima del mio viaggio a Parigi, Breuer mi aveva parlato di un caso d'isteria da lui sottoposto, dal 1880 al 1882, a un trattamento particolare, per mezzo del quale era riuscito a penetrare profondamente nella motivazione e nel significato dei sintomi isterici ... Quando era ricorsa alle cure di Breuer la paziente offriva un quadro sintomatico complesso e variopinto: paralisi con contratture, inibizioni e stati di confusione psichica. Un'osservazione casuale permise al medico di scoprire che la malata poteva essere liberata da tali turbamenti della sua [[coscienza]] se e quando veniva indotta a dare espressione verbale alle fantasie affettive che in quel momento la dominavano. Breuer trasse da questa scoperta un metodo terapeutico. Ripetutamente, dopo aver sottoposto la paziente a ipnosi profonda, la invitò a raccontare ciò da cui l'animo suo si sentiva oppresso. Dominati in tal modo gli accessi di ottenebramento depressivo, fece uso di questo stesso procedimento per eliminare le inibizioni e i disturbi somatici. Durante lo stato di veglia la giovinetta, al pari di qualsiasi altro malato, non sapeva dir nulla sull'origine dei suoi sintomi né ravvisava alcun legame fra questi ultimi e le impressioni della sua vita ... Quando dunque la malata rammentava allucinatoriamente in ipnosi una di queste situazioni e portava finalmente a compimento l'atto psichico a suo tempo represso, dando libero sfogo ai propri [[affetto|affetti]], ecco che il sintomo scompariva per sempre. (p. 87 e s.)
*Breuer qualificò il nostro procedimento come catartico e ne dichiarò l'intento terapeutico: bisognava che l'ammontare affettivo utilizzato per la formazione del sintomo – che avendo preso un falso binario era rimasto in esso per così dire incapsulato – fosse preservato e ritornasse alla sua via normale, che poteva condurlo a una scarica adeguata (abreazione). (p. 90)
*Ho descritto così frequentemente e con tale dovizia di particolari la fase successiva dello sviluppo, e cioè il passaggio dalla catarsi alla [[psicoanalisi]] vera e propria, che mi sembra difficile poter dire qui qualcosa di nuovo. (p. 90)
*Il mio lavoro con pazienti affetti da malattie nervose in genere ebbe un esito ulteriore: il mutamento della tecnica catartica. Abbandonai l'ipnosi e cercai di sostituirla con un altro metodo nell'intento di andar oltre il trattamento riservato alle forme morbose di tipo isterico; tra l'altro, man mano che la mia esperienza si arricchiva ogni giorno di nuovi elementi, sorsero in me gravi dubbi relativi all'impiego dell'ipnosi nella stessa [[catarsi]]. Il primo riguardava il fatto che perfino i risultati più brillanti svanivano improvvisamente nel nulla allorché il rapporto personale del medico col malato veniva in qualche modo turbato [...]. L'[[ipnosi]], tuttavia, aveva reso al trattamento catartico servizi notevolissimi, ampliando il campo della [[coscienza]] dei pazienti e mettendo a loro disposizione conoscenze di cui nella vita vigile non disponevano. Sostituire l'ipnosi, sotto questo profilo, non era certo cosa facile. In questo frangente imbarazzante mi venne in aiuto un ricordo, il ricordo di un esperimento cui avevo assistito sovente durante il mio soggiorno presso Bernheim ... Presi la risoluzione di fare altrettanto. Anche i miei pazienti non potevano non "sapere" tutte le cose che normalmente erano rese loro accessibili solo mediante l'ipnosi, e le mie assicurazioni e insistenze, con magari in più la pressione delle mani, dovevano pure avere il potere di spingere nella loro coscienza gli eventi e i nessi dimenticati ... Abbandonai dunque l'ipnosi, di cui mantenni solo la posizione del paziente, posto a giacere supino su un divano, mentre io stavo seduto dietro di lui, in modo da vederlo senza esser visto. Le mie speranze si realizzarono, mi liberai dell'ipnosi; tuttavia tale mutamento tecnico implicò un mutamento del lavoro catartico nel suo insieme. L'ipnosi aveva nascosto un giuoco di [[forza|forze]] che ora veniva messo allo scoperto, e la cui conoscenza dava alla nostra teoria un fondamento sicuro. (p. 94 e ss.)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978 }}
==''Il disagio della civiltà'' (1929)==
*A questo prezzo, mediante la fissazione violenta a un infantilismo psichico e la partecipazione a un delirio collettivo, la [[religione]] riesce a risparmiare a molta gente la nevrosi individuale.
*Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 239)
*Di fronte agli assalti ci si può difendere: di fronte alla lode si è indifesi.<ref name=sordi/>
*Diciamo dunque che un paese ha toccato un alto grado di civiltà quando vediamo che i suoi abitanti accudiscono e provvedono opportunamente a tutto ciò che si dimostra di aiuto per sfruttare la terra a beneficio dell'uomo e per difenderlo contro le forze della natura, in breve a tutto ciò che gli è utile.
*Facciamo dunque un'ipotesi fantastica, che [[Roma]] non sia un abitato umano, ma un'entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti.<ref>Citato in [[Aby Warburg]], ''GLI HOPI. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord'', p. XV.</ref>
*Il prezzo del [[progresso]] si paga con la riduzione della felicità, dovuta all'intensificarsi del senso di colpa.
*L'uomo è per così dire divenuto una specie di dio-protesi, veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; ma non formano un tutt'uno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere... Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.<ref name=sordi/>
*La civiltà deve fare di tutto per porre limiti alle pulsioni aggressive dell'uomo, per rintuzzarne la vivacità mediante formazioni psichiche reattive.<ref name=sordi/>
*La civiltà domina dunque il pericoloso desiderio di aggressione dell'individuo, infiacchendolo, disarmandolo e facendolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, come da una guarnigione nella città conquistata. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 259)
*La grande maggioranza degli uomini lavora solo se spinta dalla necessità, e da questa naturale avversione degli uomini al lavoro scaturiscono i più difficili problemi sociali.
*La [[libertà]] non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà.
*Le età future recheranno con sé nuovi e forse inimmaginabili passi avanti nel campo della civiltà, accresceranno ancora la somiglianza dell'uomo con Dio. Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza a Dio, non si sente felice.
*La guerra cui non volevamo credere è scoppiata, e ci ha portato [...] la delusione.<ref name=irrelombardia/><ref name=cons>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'', 1915.</ref>
*{{NDR|La [[Prima guerra mondiale]]}} infrange tutte le barriere riconosciute in tempo di pace. [...] Abbatte quanto trova nella strada con rabbia cieca, come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace tra gli uomini.<ref name=irrelombardia>Citato in [http://old.irrelombardia.it/classicionline/didattica_novecento/esperienza_krisis_vienna_bacciola.htm IrreLombardia.it], ''L'esperienza della Krisis nella "Grande Vienna" – Come vecchi viennesi'' di Fabrizio Bacciola</ref><ref name=cons/>
*Se l'evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell'individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili – forse l'intero genere umano – sono divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
==''Il "Mosè" di Michelangelo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Devo dire che non sono un intenditore d'[[arte]], ma soltanto un profano. Ho spesso notato che il soggetto delle opere d'arte mi attrae più fortemente delle caratteristiche formali e tecniche, sebbene per l'artista il loro valore risieda soprattutto in queste ultime. Non sono in grado di valutare opportunamente gran parte dei metodi impiegati e degli effetti ottenuti in arte. Faccio queste affermazioni per assicurarmi l'indulgenza del lettore per il tentativo che intendo porre in atto.
===Citazioni===
*È la discesa dal monte Sinai, dove Mosè ha ricevuto le Tavole da [[Dio]], ed è il momento in cui si accorge che nel frattempo il popolo si è fatto da solo un Vitello d'Oro intorno al quale danza e festeggia.
*Ora in due punti della figura di [[Mosè (Michelangelo)|Mosè]] ci sono determinati particolari che finora non solo sono passati inosservati, ma, anzi, non sono nemmeno stati descritti correttamente. Si tratta della posizione della mano destra e delle due Tavole della Legge.
*Ciò che vediamo non è l'inizio di un'azione violenta, ma ciò che resta di un movimento che si è già verificato.
*Così scolpì il suo Mosè sulla tomba del [[Giulio II|Papa]], non senza un rimprovero al defunto pontefice, come ammonimento a se stesso, superando nell'autocritica la sua stessa natura.
*Tempi lontanissimi esercitarono un grande, spesso enigmatico, potere di attrazione sulla fantasia degli individui. Ogni volta che essi sono insoddisfatti del loro presente – e lo sono abbastanza spesso – si rivolgono indietro al passato e sperano di trovarvi finalmente realizzato il sogno mai esistito di un'età dell'oro. – (Mosè e il monoteismo)
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il perturbante'' (1919)==
===[[Incipit]]===
È molto raro che uno [[psicoanalista]] si senta spinto a studiare argomenti di [[estetica]], anche quando con estetica non si voglia intendere semplicemente la teoria del bello, bensì la teoria delle qualità del sentimento. Egli lavora su altri strati della vita psichica e non ha molto a che fare con quegli impulsi emotivi controllati che, ostacolati nella loro finalità e sottoposti all'influenza di numerosi fattori concorrenti, sogliono fornire il materiale degli studi di estetica. Di quando in quando, però, capita che egli debba interessarsi a qualche ambito particolare di tale argomento e, di solito, detto ambito finisce con l'essere piuttosto fuori del comune, così da essere stato trascurato nella letteratura specialistica dell'estetica.
Un argomento di questo genere è appunto rappresentato dal «perturbante».
===Citazioni===
*Possiamo dire soltanto che ciò che è inconsueto può benissimo diventare spaventoso e inquietante; certe novità sono spaventose, però assolutamente non lo sono tutte le novità. Perché un fatto inconsueto e nuovo diventi perturbante occorre che vi si aggiunga qualche altro elemento.
*[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] è il maestro senza rivali del perturbante nella letteratura. Il suo romanzo ''Gli elisir del Diavolo'' contiene una gran mole di temi che si è tentati di riferire all'effetto perturbante nella narrativa, ma si tratta di un racconto troppo complesso e oscuro perché ci sentiamo di darne un riassunto.
*Noi ci dobbiamo accontentare di scegliere quei temi di perturbamento che sono più salienti, per vedere se si possano riportare anch'essi con sicurezza a origini infantili. Tali temi si ricollegano tutti al fenomeno del «doppio», che appare in ogni forma e stadio di sviluppo. Abbiamo dunque dei personaggi che devono essere considerati identici perché sì rassomigliano.
*Ma non è solo questo materiale [<small>l'auto-osservazione</small>], offensivo per la critica dell'Io, che può essere inglobato nell'idea di un «doppio». Vi sono anche i futuri non adempiuti, ma possibili, cui ci piace ancora attaccarci nella nostra fantasia, tutti gli sforzi dell'Io che circostanze esteriori avverse hanno reso vani, tutte le azioni volitive soppresse che alimentano in noi l'illusione del [[Libero arbitrio|Libero Arbitrio]].
*La ripetizione di una stessa cosa non apparirà forse a nessuno come possibile origine di perturbamento, ma, in base alle mie osservazioni, sono certo che questo fenomeno, in determinate condizioni e con il concorso di talune circostanze, suscita un senso di perturbamento, che, per di più, richiama alla mente quel senso di impotenza che si prova in taluni sogni.
*L'effetto perturbante dell'epilessia e della follia ha la medesima origine. Il profano ravvisa in esse il lavorio di forze presenti nei suoi simili, precedentemente insospettate, delle quali è, nel contempo, oscuramente consapevole in qualche angolo remoto del proprio essere. Il medioevo attribuiva, quasi universalmente, tutte queste malattie all'influenza dei [[diavolo|demoni]] e la sua psicologia in ciò era quasi giusta. In realtà, non mi stupirei nel sentire che la [[psicoanalisi]], che si occupa di mettere a nudo queste forze occulte, fosse diventata perturbante per molti, proprio per questa ragione.
*Allora potremmo concludere così: si ha una sensazione perturbante quando una data impressione riporta a nuova vita complessi infantili rimossi, oppure quando credenze primitive e superate sembrano trovare nuova conferma.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il poeta e la fantasia'' (1908)==
===[[Incipit]]===
Noi profani siamo sempre stati intensamente curiosi di sapere – come il Cardinale che pose ad [[Ludovico Ariosto|Ariosto]] una domanda simile – a quali fonti attinga il suo materiale quello strano essere che è il poeta, e come riesca a fare su di noi una tale impressione e a destare in noi emozioni di cui forse non ci ritenevamo neppure capaci.
===Citazioni===
*[...] una forte esperienza del presente ridesta nel poeta il [[ricordo]] di un'esperienza precedente (generalmente appartenente all'infanzia) da cui nasce ora un desiderio che trova la sua realizzazione nell'opera creativa.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Introduzione al narcisismo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Il termine «narcisismo» deriva dalla descrizione clinica e fu adottato da [[Paul Näcke]] nel 1899 per descrivere l'atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene di solito trattato il corpo di un oggetto sessuale, per cui se lo contempla, se lo liscia, se lo accarezza, finché queste manovre non gli procurano un soddisfacimento completo. Spinto sino a questo grado, il narcisismo viene ad assumere il significato di una perversione che ha assorbito tutta la vita sessuale del soggetto, e che presenterà dunque quei caratteri che si rinvengono nello studio delle perversioni in generale.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
===Citazioni===
*È un dato di fatto che l'individuo conduce una duplice esistenza: una che gli serve ai suoi scopi e l'altra che è l'anello di una catena cui, volente o nolente, si assoggetta. (p. 25)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
==''Introduzione alla psicoanalisi''==
*[...] il [[successo]] non va di pari passo con il merito. L'America non ha preso il nome da [[Cristoforo Colombo|Colombo]]. (''Lezione 17. Il senso dei sintomi''; 2010, p. 201)
*[[Interpretazione|Interpretare]] significa trovare un senso nascosto. (''Lezione 5. Difficoltà e primi approcci''; 2010, p. 78)
*Le [[Convinzione|convinzioni]] non si acquistano tanto facilmente. Se raggiunte senza fatica, alla prima occasione, si rivelano prive di valore.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
*Le parole erano originariamente incantesimi, e la [[parola]] ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. (''Lezione 1. Introduzione''; 2010, p. 30)
*Nella leggenda del [[labirinto]] può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale; i corridoi {{sic|aggrovogliati}} sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.<ref>Citato in [[Alain Daniélou]], ''Śiva e Dioniso'', traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980.</ref>
*Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all'esistenza dell'inconscio.<ref>Da ''Introduzione alla psicoanalisi'', Vol. II, Parte III, Lez. 343, ''Schiarimenti, applicazioni, orientamenti'', 1932, p. 18.</ref>
*Siamo ormai d'accordo che nonostante tutto il nostro orgoglio per le nostre conquiste culturali, non ci riesce facile assolvere le richieste di questa civiltà, sentirci a nostro agio in essa, perché le limitazioni pulsionali imposteci significano per noi un grave onere psichico. Ebbene, ciò che abbiamo riconosciuto valido per le pulsioni sessuali vale in uguale e forse maggior misura per le altre pulsioni, quelle aggressive. Sono queste soprattutto che rendono difficile la convivenza degli uomini e che ne minacciano la continuità; la limitazione della propria aggressività è il primo e forse più difficile sacrificio che la società deve esigere dal singolo.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
==''L'avvenire di un'illusione'' (1927)==
*Si ha così l'impressione che la civiltà sia qualcosa che fu imposto a una [[Maggioranza e minoranza|maggioranza]] recalcitrante da una [[Maggioranza e minoranza|minoranza]] che aveva capito come impossessarsi del potere e dei mezzi di coercizione. (p. 41)
*Quanto sperimentiamo in fatto di umana disonestà ha a che fare con la coercizione. Innumerevoli uomini civili, che indietreggerebbero inorriditi di fronte all'omicidio o all'incesto, se sono sicuri di rimanere impuniti, non si precludono il soddisfacimento della loro avidità, della loro smania aggressiva, delle loro bramosie sessuali e non si astengono dal danneggiare gli altri con la menzogna, l'inganno, la calunnia; e così è certamente stato sempre, fin dagli albori della civiltà. (p. 49)
*Ma non abbiamo ancora menzionato la parte forse più importante dell'inventario psichico di una civiltà. Si tratta, nel senso più lato, delle sue rappresentazioni religiose, ossia delle sue illusioni. (p. 52)
*Il popolo che per primo riuscì ad attuare una tale concentrazione di attributi divini fu non poco fiero di questo progresso. [...] Ora, poiché Dio era uno solo, le relazioni con Lui potevano riacquistare l'intimità e l'intensità del rapporto fra il bambino e il padre. (p. 58)
*Un'illusione non è la stessa cosa di un errore, e non è nemmeno necessariamente un errore. (p. 73)
*Quando i problemi sono quelli della religione, gli uomini si rendono colpevoli di tutte le possibili insincerità e scorrettezze intellettuali. (p. 75)
*È innegabile che la [[psicoanalisi]] è una mia creazione e che essa è stata fatta oggetto di molta diffidenza e ostilità; se ora mi faccio avanti con affermazioni così sgradevoli, si sarà fin troppo pronti a scivolare dalla mia persona alla psicoanalisi. (p. 79)
*Non è affatto sicuro che sotto l'illimitato dominio delle dottrine religiose gli uomini fossero più felici di oggi; certo non furono più morali. (p. 80)
*La religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell'umanità; come quella del bambino, essa ha tratto origine dal complesso edipico, dalla relazione paterna. (p. 86)
*Le verità che le dottrine religiose contengono sono così deformate e sistematicamente mascherate, che la massa degli uomini non può riconoscerle come verità. È un caso analogo a quello che si ha quando raccontiamo al bambino che la cicogna porta i neonati. [...] Nei nostri discorsi coi bambini siamo convinti che sia meglio omettere queste dissimulazioni simboliche della verità. (p. 88)
*Continuo a sostenere che per un certo aspetto il mio scritto è del tutto innocuo. Nessun credente si lascerà smarrire nella sua fede da questi o da analoghi argomenti. Un credente ha col contenuto della religione determinati legami di affezione. (p. 90)
*Atrofia educativa. Penso che passerebbe molto tempo prima che un bambino non influenzato cominciasse a crearsi pensieri su Dio e sulle cose al di là di questo mondo. [...] Ritardare lo sviluppo sessuale e anticipare l'influsso della religione: non sono questi i due cardini del programma dell'odierna pedagogia? (p. 91)
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una [[nevrosi]] infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi. (p. 97)
*La voce dell'intelletto è fioca, è vero, ma non ha pace finché non ottiene udienza. (p. 98)
*A lungo andare, nulla può resistere alla ragione all'esperienza, e l'opposizione della religione nei riguardi di entrambe è fin troppo evidente. Neanche le idee religiose purificate possono sottrarsi a tale destino, nella misura in cui vogliono salvare ancora qualcosa del contenuto consolatorio della religione. (p. 99)
*Crediamo che sulla realtà dell'universo tramite il lavoro scientifico si possa apprendere qualcosa, qualcosa che servirà ad accrescere il nostro potere e a governare l'esistenza. Se questa credenza è un'illusione, siamo nella Sua stessa condizione; tuttavia, grazie a numerosi e importanti successi, la scienza ci ha dato la prova di non essere un'illusione. (p. 99)
*[...] deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell'adulto medio. (2013)
*Di uno che si sia ormai spinto fino al punto di accettare senza critiche tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, ignorandone finanche le contraddizioni, la sua debolezza mentale non può meravigliarci più di tanto.<ref>Da ''L'avvenire di un'illusione'', in ''L'avvenire di un'illusione - Il disagio della civiltà'', a cura di Roberto Finelli e Paolo Vinci, traduzione di [[Sossio Giametta]], Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2472-1</ref>
==''L'interpretazione dei sogni'' (1900)==
===[[Incipit]]===
====Elvio Fachinelli e Herma Trettl====
Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell'attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d'altro genere.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
====Antonella Ravazzolo====
Nelle pagine che seguono proverò che esiste una tecnica psicologica la quale rende possibile l'interpretazione dei sogni e che, se tale metodo viene seguito, ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell'attività mentale della vita da svegli. Cercherò poi di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'incomprensibilità dei sogni, e di dedurne la natura delle forze psichiche che con la loro azione concorrente o reciprocamente opposta danno origine ai sogni. A questo punto la mia trattazione si interromperà, perché sarà giunta a quello stadio in cui il problema dei sogni si perde in problemi più ampi, la cui soluzione deve essere affrontata sulla base di materiale diverso.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
===Citazioni===
*Nei due scritti di [[Aristotele]] sul [[sogno]] (''De divinatione per somnium'' e ''De somniis''), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l'attività psichica propria dell'uomo addormentato. (p. 24)
*Nell'ingenua opinione di chi si sveglia, il [[sogno]], se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
*L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro. (p. 31)
*Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
*Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall'attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
*Il comportamento della [[memoria]] durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c'insegna che {{NDR|citazione di [[M. W. Calkins]]}} ''nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto''. (p. 40)
*Se ci richiamiamo al detto popolare ''i sogni vengono dallo stomaco'', ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
*Quello di volare, secondo [[Ludwig Strümpell|Strümpell]], rappresenta l'immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l'eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
*Che al mattino il sogno "si dissolva", è proverbiale. Ma, naturalmente, lo si può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
*Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
==''Totem e tabù'' (1913)==
===[[Incipit]]===
Noi conosciamo l'uomo preistorico, nelle varie fasi della sua evoluzione, dai monumenti e dagli oggetti che ha lasciato e che sono arrivati fino a noi, dalle notizie sulla sua arte, sulla sua religione, sul suo modo di considerare l'esistenza, che ci sono state conservate sia dalla [[tradizione]] come dalle leggende, dai miti e dalle favole, e ancora da quanto è rimasto nei nostri usi e nei costumi delle sue forme di pensiero e di vita.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
===Citazioni===
*Il progresso sociale e tecnico dell'umanità ha intaccato il [[tabù]] molto meno di quanto non sia avvenuto per il [[totem]]. (Roma, settembre 1913; citato in premessa)
*In luogo delle istituzioni religiose e sociali, noi troviamo presso gli [[Australia|Australiani]] il «[[totemismo]]». Le tribù si dividono in piccoli gruppi, ognuno dei quali prende il nome dal suo totem. (p. 20)
*Sappiamo che i bisogni psicosessuali della donna devono trovare la loro soddisfazione nel [[matrimonio]] e nella famiglia. Da questo fatto nasce il pericolo di insoddisfazione per una fine prematura del rapporto coniugale ed il conseguente impoverimento della vita affettiva. (p. 33)
*Si dice che i [[Genitore e figlio|genitori]] rimangono giovani nei figli, ed è questo uno dei più preziosi vantaggi psicologici ch'essi ricavano da loro. (p. 33)
*La psicoanalisi ci ha dimostrato che la prima scelta sessuale del fanciullo è [[incesto|incestuosa]], poiché si riferisce ad un oggetto interdetto (alla madre od alla sorella) e ci ha mostrato attraverso quali vie l'adulto si libera dalla seduzione che su di lui l'incesto opera. Il nevrotico, al contrario, ci mostra con regolarità un aspetto dell'infantilismo psichico, dal momento che, o non ha saputo liberarsi dai legami che legavano la sua psicosessualità all'infanzia (arresto dello sviluppo), oppure ad essi è ritornato (regressione). (p. 34)
*''[[Tabù]]'' è una parola polinesiana, la cui traduzione esatta è resa difficile dal fatto che manca presso di noi il concetto cui attualmente può riferirsi. Questo era ancora vivo presso gli antichi romani. Il ''sacer'' latino era il corrispettivo del tabù dei Polinesiani, così come l'άγος dei Greci ed il Kodausch ebreo dovettero avere lo stesso significato espresso nella parola tabù dei Polinesiani e nelle denominazioni simili in uso presso molti popoli dell'[[America]], dell'[[Africa]] (Madagascar), dell'[[Asia]] settentrionale e centrale. (p. 36)
*La parola [[tabù]] esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell'altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro. [...] Possiamo in genere pensare che al significato di tabù corrisponda spesso il nostro «orrore sacro». (p. 36)
*Il [[tabù]] diventato la forma comune di legislazione presso popoli di cui ci interessiamo, ed è servito a fini sociali di certo più recenti del tabù stesso, come, per esempio, i tabù che i capi e i sacerdoti hanno imposto per assicurarsi la proprietà ed il privilegio. Restano, comunque, da esaminare un gran numero di prescrizioni. Tra queste prenderò in considerazione quelle che riguardano: a) ''i nemici'', b) ''i capi'', c) ''i morti'', e ricaverò il materiale necessario dall'ottima raccolta che [[James Frazer|J. G. Frazer]] ne fece, per la sua opera ''Il ramo d'oro''. (p. 52-53)
*L'[[animismo]] è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire la spiegazione di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come un complesso unico. (p. 89)
*Sarebbe errato credere che gli uomini siano stati indotti a creare il loro prima sistema cosmico per sola tendenza speculativa. In questo tentativo deve avere avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo. Perciò non ci stupiremo che, parallelamente al sistema [[Animismo|animistico]], procede un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti. Tale sistema, conosciuto come «stregoneria» e «[[magia]]». è denominato da [[Salomon Reinach|S. Reinach]] la «strategia dell'animismo» (p. 90)
*La [[magia]] costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica [[Animismo|animistica]], dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*La [[magia]] deve servire agli scopi più diversi: sottomettere i fenomeni naturali al volere dell'uomo, difendere l'individuo da nemici e pericoli e fornirgli la possibilità di danneggiare gli avversari. (p. 90)
*Ma la [[magia]] è cosa ben diversa; essa, in definitiva, non tiene conto degli spiriti, e si vale invece di speciali procedure, non della banale metodica psicologica. Ci renderemo facilmente conto che la magia costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica animistica, dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*Il principio su cui le pratiche magiche si basano, o, meglio, il principio della [[magia]], è così chiaro che tutti gli specialisti furono costretti a riconoscerlo. A prescindere dalla valutazione che egli ne fa, può essere espresso concisamente con le parole di E. B. Taylor: «confondendo un legame ideale con un legame reale». (p. 90-91)
*Nella fase animistica l'uomo si attribuisce l'onnipotenza; la cede agli [[dèi|dei]] in quella religiosa, senza tuttavia rinunciarvi seriamente, giacché si lascia la facoltà di guidare, in base ai suoi desideri, gli dei, con varie influenze. L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella [[scienza|visione scientifica]] del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla [[morte]] ed è sottomesso a tutte le necessità della [[natura]]. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. (p. 99)
*Allora, sia nel tempo che nel contenuto, la fase animistica trova corrispondenza nel narcisismo, la fase religiosa in quella di scelta dell'oggetto caratterizzata dall'attaccamento del bambino ai genitori, ed infine per la fase scientifica troveremo la piena corrispondenza nello stato adulto dell'individuo che rinuncia al principio del piacere e, adattandosi alla realtà, ricerca il suo oggetto nel mondo esterno. Solo in un campo, in quello dell'[[arte]], si è conservata sino ai nostri giorni «l'onnipotenza del pensiero». Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore. Questo confronto è forse più significativo di quanto vorrebbe essere. L'arte, che non è di certo iniziata come «arte per l'arte», si trovava in origine al servizio di tendenze che in gran parte sono oggi venute meno. Si può a ragione affermare che tra queste siano parecchie intenzioni magiche. (p. 101)
*L'[[anima]] dell'animismo riunisce in sé attribuzioni caratteristiche ad entrambe le parti. Il suo essere mobile ed effimero, la capacità di lasciare il corpo, d'impossessarsi in modo definitivo o transitorio di un altro corpo, sono caratteristiche che richiamano vivamente quelle della coscienza. Ma il modo con cui essa si cela dietro le manifestazioni della personalità ci ricorda l'inconscio; oggi non attribuiamo più l'immutabilità e l'indistruttibilità ai processi consci, ma a quelli inconsci, e consideriamo questi ultimi i reali portatori della vita psichica. (p. 105)
*La [[legge]] proibisce solo ciò che gli uomini farebbero sotto l'influsso di alcuni loro istinti. Ciò che la natura stessa proibisce e punisce non ha bisogno di essere proibito e punito dalla legge. (p. 134)
*L'esperienza psicoanalitica getta un po' di luce in questa oscurità.<br />L'atteggiamento del [[bambino]] presenta numerose analogie con quello del [[primitivo]] nei confronti degli [[animale|animali]]. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. (p. 137)
*La psicoanalisi ci ha rivelato che, in realtà, l'animale totem costituisce la sostituzione del [[padre]], e questo ci spiega la contraddizione che prima avevamo notato: da un lato, il divieto di uccidere un animale; dall'altro, la festa, preceduta da un'esplosione di dolore, che fa seguito alla sua morte. L'atteggiamento affettivo ambivalente che, ancora oggi, caratterizza nei bambini il complesso del padre e talvolta si protrae fin nell'età adulta, nello stesso modo si estenderebbe all'animale totem che sostituisce il padre. (p. 151)
*Ovviamente, la teoria del [[Darwin]] non accorda un posto alle origini del totemismo. Un padre violento, geloso, che tiene per sé tutte le femmine e scaccia i suoi figli man mano che crescono: ecco tutto ciò che essa suppone. [...] Basandoci sulla festa del banchetto totemico, possiamo rispondere così a questo interrogativo: un giorno i fratelli scacciati si sono riuniti, hanno ucciso e mangiato il padre, ponendo fine all'orda paterna. (p. 151)
*Dopo averlo eliminato {{NDR|il padre}}, dopo aver placato il loro odio e realizzato la propria identificazione con lui, essi dovettero dar sfogo agli impulsi affettuosi che erano stati sopraffatti. Lo fecero sotto forma di pentimento; provavano un senso di [[colpa]] che in questo caso coincide col rimorso sentito collettivamente. Il morto divenne più potente del vivo; tutte cose che anche oggi ritroviamo nelle vicende umane. Ciò che prima il padre aveva impedito con la sua presenza, i figli ora se lo proibivano da soli, nella situazione psichica nota in psicoanalisi come «ubbidienza postuma». Essi rinnegarono la loro azione, proibendo la uccisione del totem, sostituto del padre, e rinunciarono a goderne i frutti, rifiutando di aver rapporti sessuali con le donne che ora erano libere. Così il ''rimorso filiale'' ha generato i due tabù fondamentali del totemismo che coincidono perciò con i due desideri rimossi del ''complesso di Edipo''. Chi contravveniva a questi tabù si rendeva colpevole dei due soli crimini che interessassero la società primitiva. (p. 153)
*La [[religione]] totemica è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità. (pp. 154-155)
*Quando il [[cristianesimo]] cominciò la sua penetrazione nel mondo antico, incontrò la rivalità della religione di [[Mitra]] e per un po' di tempo fu dubbia la vittoria tra le due divinità.<br />La figura inondata di luce del giovane dio persiano rimane tuttavia oscura per noi. Le leggende che raffigurano Mitra che uccide dei buoi ci inducono a concludere che egli rappresentasse il figlio che, avendo da solo portato a termine il sacrificio del padre, ha liberato i fratelli dal senso di colpa che li tormentava in seguito a questo crimine. Vi era un'altra via per eliminare questo senso di colpa, e questa fu seguita da [[Cristo]]: sacrificando la propria vita, egli redense tutti i suoi fratelli dal peccato originale. (pp. 162-163)
*Ma la [[Eucarestia|Comunione]] cristiana è, in fondo, una nuova soppressione del padre, una ripetizione dell'atto che richiede espiazione. E noi comprendiamo quanto il [[James Frazer|Frazer]] abbia ragione, quando dice che «la Comunione cristiana ha assorbito in sé un sacramento molto più antico del cristianesimo». (p. 164)
*Potrei dunque terminare e riassumere questa rapida ricerca rilevando che nel [[complesso di Edipo]] si ritrovano i principi insieme della religione, della [[morale]], della [[società]] e dell'arte, e ciò in piena conformità coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso la sostanza di tutte le nevrosi, per ciò che della loro natura siamo finora riusciti a penetrare. (p. 166)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
==''Tre saggi sulla sessualità'' (1905)==
===''Le aberrazioni sessuali''===
====[[Incipit]]====
=====Christiane Csopey=====
Il fatto che nell'uomo e nell'animale esistano dei bisogni sessuali si esprime in biologia supponendo che esista una «pulsione sessuale». In ciò si procede per analogia con la pulsione dell'assunzione di cibo, la fame. Nel linguaggio popolare manca una designazione corrispondente alla parola «fame»; la scienza ricorre alla parola «libido»<ref>L'unica parola che nella lingua tedesca sia adatta, «Lust», ha purtroppo svariati significati e designa tanto la sensazione del bisogno quanto quella del soddisfacimento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
=====Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino=====
Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l'istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d'ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido»<ref>L'unico termine appropriato della lingua tedesca, ''Lust'', è sfortunatamente ambiguo, ed è usato per denotare sia l'esperienza del bisogno sia quella di appagamento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
====Citazioni====
*Il modo di vedere circa l'istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l'uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell'amore. (p. 16)
*La teoria della [[bisessualità]] è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d'uomo». (p. 22)
*La teoria dell'ermafroditismo psichico suppone che l'oggetto sessuale degli interventi sia l'opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
*Il [[sadismo]] e il [[masochismo]] occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale.<br>La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d'ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l'istinto sessuale. (p. 34)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0}}
===''Sessualità infantile''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Una caratteristica dell'opinione comune circa l'istinto sessuale è che questo sia assente nell'infanzia e si svegli solo nel periodo della pubertà. Questo, però, non è solo un semplice errore, ma un errore che ha avuto gravi conseguenze perché è principalmente a quest'idea che noi dobbiamo la nostra attuale ignoranza delle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Fa parte dell'opinione popolare sulla pulsione sessuale ritenere che essa sia assente nell'infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che si definisce pubertà. Questo non è soltanto un errore banale, bensì un errore che comporta gravi conseguenze, perché è il principale responsabile della nostra attuale ignoranza sulle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
===''Le trasformazioni della pubertà''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Col sopraggiungere della pubertà, avvengono trasformazioni destinati a dare alla vita sessuale infantile la forma normale definitiva. Fin qui l'istinto sessuale è stato prevalentemente autoerotico; ora trova un oggetto sessuale. La sua attività è dipesa finora da un certo numero di istinti e di zone erogene separati, che, indipendentemente gli uni dalle altre, hanno perseguito un certo tipo di piacere come loro unico scopo sessuale. Ora, però, appare una nuova meta sessuale, e tutti gli istinti componenti si alleano per raggiungerla, mentre le zone erogene vengono assoggettate al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Con l'inizio della [[pubertà]] si verificano quei cambiamenti destinati a portare la vita sessuale infantile alla sua configurazione definitiva normale. La pulsione sessuale era finora prevalentemente autoerotica; ora trova un oggetto sessuale. Finora agiva partendo da singole pulsioni e zone erogene che cercavano, indipendentemente l'una dall'altra, un certo tipo di piacere come unica meta sessuale; ora si presenta una nuova meta sessuale, al conseguimento della quale collaborano tutte le pulsioni parziali, mentre le zone erogene soggiacciono al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
==''Un ricordo d'infanzia di Goethe da "Poesia e Verità" di Goethe'' (1917)==
*Potremmo quindi pensare che il lancio del vasellame dalla finestra fosse un'azione simbolica, o per meglio dire, un'azione magica con la quale il bambino (sia [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] che il mio paziente) dava espressione violenta al suo desiderio di liberarsi di un fastidioso intruso.
*Ho comunque già rilevato altrove che se un uomo ha ricevuto tutto l'affetto della [[madre]], conserva per tutta la vita una sensazione di trionfo, una fiducia nel successo che non di rado gli procura effettivamente successo. Ed è possibile che Goethe abbia dato questo titolo alla sua autobiografia: «La mia forza ha le sue radici nel mio rapporto con mia madre».
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci'' (1910)==
*Egli {{NDR|[[Leonardo da Vinci|Leonardo]]}} era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli.
*I suoi affetti erano controllati e sottoposti all'istinto di ricerca; egli non amava e non odiava, ma si chiedeva l'origine e il valore di ciò che doveva amare od odiare. Per questo egli era costretto al principio a sembrare indifferente al bene e al male, alla bellezza e alla bruttezza.
*Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria.
*Cerchiamo di chiarire quanto viene proposto qui. E possibile che Leonardo fu affascinato dal sorriso di [[Gioconda|Monna Lisa]] perché destava qualcosa che era rimasta a lungo addormentata nella sua mente, probabilmente un vecchio ricordo. Questo ricordo era di importanza tale che egli non riuscì più a liberarsene una volta ridestato; egli era continuamente costretto a dargli nuova espressione.
*Dobbiamo espressamente insistere che non abbiamo mai considerato Leonardo un nevrotico o, con goffa espressione, un «malato di nervi». Chi protesta per la nostra audacia troppo grande nell'esaminarlo alla luce delle scoperte fatte nel campo della patologia, è ancora attaccato ai pregiudizi che oggi abbiamo giustamente abbandonato. Non pensiamo più che malattia e salute, persone normali e nevrotiche, si possano distinguere nettamente, né che i tratti nevrotici debbano necessariamente costituire indizi di una generale inferiorità.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il caso del piccolo Hans'' (1909)===
In queste pagine mi propongo di descrivere il corso della malattia e la guarigione di un giovanissimo paziente. Per l'esattezza, la storia di questo caso clinico non è tratta dalle mie osservazioni personali. È vero che io ho dato le direttive del trattamento e che vi ho preso parte direttamente, ma una volta soltanto, in occasione di un colloquio col bambino; però il trattamento vero e proprio è stato condotto dal padre e a lui va la mia sincera gratitudine per avermi concesso di pubblicare le sue note sul caso.
===''Il caso di Dora'' (1901)===
Nel 1895 e nel 1896 ho avanzato alcune ipotesi sulla patogenesi dei sintomi isterici e sui processi mentali che si manifestano nell'isteria; da allora sono passati molti anni, per cui, nel propormi ora di concretare queste vedute in una relazione dettagliata di un caso clinico e del suo trattamento, non posso fare a meno di introdurre alcune considerazioni preliminari, in parte con il proposito di giustificare da diversi punti di vista il passo che sto facendo, in parte per soddisfare la curiosità che esso ha creato.
===''Il motivo della scelta degli scrigni'' (1913)===
Recentemente due scene tratte da una commedia e da una tragedia di [[Shakespeare]] mi hanno offerto lo spunto per impostare e risolvere un piccolo problema.<br />La prima scena è quella della scelta fra i tre scrigni che i corteggiatori fanno ne ''Il Mercante di Venezia''. Per ordine del padre, la bella e saggia Porzia è costretta a sposare il corteggiatore che sceglierà lo scrigno giusto. I tre scrigni sono d'oro, d'argento e di piombo: lo scrigno giusto è quello che contiene il suo ritratto.<br />
{{NDR|In ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
===''Il motto di spirito'' (1905)===
Chiunque abbia avuto occasione di interessarsi della luce che le opere di estetica e di psicologia possono gettare sulla essenza del motto di spirito e sulla natura delle sue relazioni, dovrà probabilmente ammettere che esso non ha ricevuto neppure una piccola parte della considerazione filosofica che merita in rapporto al ruolo che ha nella nostra vita spirituale. Si può fare il nome di ben pochi pensatori che abbiano approfondito lo studio di questo problema. Tuttavia, tra coloro che si sono occupati dei motti di spirito, vi sono scrittori famosi, come il romanziere [[Jean Paul Richter|Jean Paul (Richter)]] e i filosofi Theodor Vischer, [[Kuno Fischer]] e Theodor Lipps. Ma anche in questi autori l'argomento «motti di spirito» resta sullo sfondo, mentre l'interesse principale della loro ricerca è rivolto al problema del comico, più vasto ed attraente.
===''Ipnosi'' (1891)===
Sarebbe uno sbaglio considerare facile l'applicazione dell'[[ipnosi]] a fini terapeutici; al contrario, la ''tecnica'' dell'ipnotizzare non presenta difficoltà minori di qualsiasi altro procedimento medico. Il medico che intenda praticare l'ipnosi deve imparare il metodo da una persona esperta di questa tecnica, ed anche allora solo con molta pratica personale potrà ottenere risultati positivi che non si limitino a pochi casi sporadici. Divenuto un ipnotizzatore esperto, egli si disporrà al suo compito con l'atteggiamento serio e deciso di chi è cosciente di fare qualcosa di utile, anzi, in alcuni casi, di necessario.
===''Isteria'' (1888)===
Il termine «isteria» ha origine nei tempi più antichi della medicina ed è un derivato del pregiudizio, superato solo ai giorni nostri, che collega la nevrosi con le affezioni dell'apparato genitale femminile. Nel Medioevo le nevrosi ebbero un ruolo importante nella storia della civiltà; esse apparvero in forma epidemica come se risultassero da un contagio psichico e furono alla base di ciò che vi fu di effettivo nella storia delle ossessioni e della stregoneria.
===''Psicopatologia della vita quotidiana'' (1901)===
====I traduzione====
Nel 1898 ho pubblicato, sulla ''Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie'', un breve articolo intitolato «Il meccanismo psichico della dimenticanza» il cui contenuto, che ora riassumerò, mi servirà come punto di partenza per le mie considerazioni ulteriori. In questo articolo sottomettevo all'analisi psicologica, prendendo lo spunto da un caso sorprendente osservato su me stesso, il fenomeno tanto frequente della dimenticanza passeggera di nomi propri; sono arrivato alla conclusione che il fenomeno — tanto comune e abbastanza irrilevante nella pratica — consistente nel momentaneo blocco di una facoltà psichica (la memoria), può ricevere una spiegazione la cui portata va molto al di là dell'importanza generalmente accordata a tale fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
====II traduzione====
Nell'annata 1898 della "Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie" ho pubblicato un breve articolo sul ''Meccanismo psichico della dimenticanza'', che qui voglio riprendere come punto di partenza per considerazioni ulteriori. Ho in quel lavoro sottoposto ad analisi psicologica il frequente fenomeno della dimenticanza temporanea di nomi propri, in base a un esempio adatto fornitomi dall'auto-osservazione, e sono giunto alla conclusione che il fatto, comune e privo di vera importanza pratica, per cui vien meno una funzione psichica e precisamente quella del ricordare, ammette una spiegazione che va molto al di là di quanto usualmente si ricava dal fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971}}
==Citazioni su Sigmund Freud==
*Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. ([[Woody Allen]])
*Bisogna distinguere nettamente il Freud geniale inventore della psicanalisi e il Freud teorico della religione. Egli gode immeritatamente, nel secondo campo, della fama meritatamente conquistata nel primo. Notiamo anzitutto che l'atteggiamento di Freud verso la religione non è il risultato delle sue analisi psicologiche, perché le precede. È risaputo che, quanto alla sostanza, egli aveva già chiaro il suo punto di vista fin dall'inizio e non l'ha mai cambiato. [...] Nel suo trattamento della religione, egli trasgredisce quei criteri scientifici che altrove difende con tanto accanimento, fondandosi su ipotesi e voci del tutto indimostrabili, come quella dell'uccisione di Mosè da parte dei suoi connazionali. ([[Raniero Cantalamessa]])
*Chiesero un giorno a Sigmund Freud di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal Nuovo Testamento, che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a Lenin. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. ([[Vittorio Messori]])
*Come dice Freud, "Chi cita, ha bisogno di fare sesso". (''[[Rat-Man]]'')
*Freud ha elaborato le migliori teorie finora, oltre alla mia, su come si costruisce una mente. ([[Marvin Minsky]])
*Freud non pensava che l'Io potesse esser già presente alla nascita ed aveva attribuito all'organismo delle funzioni che, secondo me, possono esser esplicate solo dall'Io. ([[Melanie Klein]])
*Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo). La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede [[Karl Marx|Marx]]: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà. ([[Félix Guattari]])
*Freud sostiene che il bambino Arpocrate, dio ellenistico, che le statue rappresentano con il dito indice in o sulla bocca, si succhia il dito, e ciò significherebbe che egli ha delle abitudini solitarie. Quanto a me, sono incline all'interpretazione abitualmente accettata che egli si metta il dito sulla bocca per indicare che bisogna far silenzio. Freud era un ossessionato che voleva, come regola della regola più volgare, comunicare a tutti la sua ossessione. ([[Henry de Montherlant]])
*Freud trasformò in lettino l'inginocchiatoio del confessionale e lo rese più comodo. Credo che sia qui il grande beneficio della psicoanalisi. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Ho sognato Freud. Che significa? ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ho studiato psicologia al college, so tutto sulla sua vita. Era un uomo spregevole. [...] Freud visse alla fine dell'Ottocento e all'epoca non esistevano gli elettrodomestici. La madre, poverina, era costretta a fare tutto a mano, sa? Lavori domestici massacranti dall'alba al tramonto. Per non parlare degli innumerevoli sacrifici che avrà affrontato in nome della sua famiglia. E come l'ha ripagata? Una volta adulto è diventato famoso con la sua teoria che i problemi degli adulti sono riconducibili a qualcosa di orribile commesso dalla madre. Ah, dev'essersi sentita tradita. Sapeva quanto lei lavorasse e cosa avesse fatto per lui. Si è mai preso il disturbo, una volta tanto, di dirle grazie? Ne dubito. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Il vecchio aveva [...] una visione acutissima: non si lasciava cullare dalle illusioni se non da una fiducia eccessiva nelle proprie idee. ([[Albert Einstein]])
*In questa misura appunto la psichiatria del XIX secolo converge realmente verso Freud, il primo ad aver seriamente accettato la realtà della coppia medico-malato. Mentre il malato mentale è interamente alienato nella persona del suo medico, il medico dissipa la realtà della medicina mentale nel concetto critico di follia. Verso il medico Freud ha fatto confluire tutte le strutture approntate da Tuke e Pinel nell'internamento. Ha certo liberato il malato dall'esistenza manicomiale ove l'avevano alienato i suoi "liberatori"; ma non lo ha liberato da quel che questa esistenza aveva di essenziale; ne ha radunati i poteri li ha tesi al massimo annodandoli tra le mani del medico; ha creato la situazione psicanalitica in cui, grazie a un geniale cortocircuito, l'alienazione diviene disalienazione, perché, nel medico, essa diventa soggetto. Il medico, in quanto figura alienante, rimane la chiave della psicanalisi. Forse proprio perché non ha soppresso quest'ultima struttura, e vi ha ricondotto tutte le altre, la psicanalisi non può, non potrà intendere le voci della ''déraison'', né decifrare intrinsecamente i segni dell'insensato. La psicanalisi può sciogliere alcune forme di follia; ma rimane estranea al lavoro sovrano della ''déraison''. ([[Michel Foucault]])
*Inoltre dobbiamo essere grati a Freud per averci fatto rilevare l'importanza dei sogni. ([[Carl Gustav Jung]])
*L'uomo desidera intensamente essere [[ascoltare|ascoltato]]. Anche per Freud la terapia migliore è quella che passa per l'ascolto. Fu lui a dire che il migliore [[psicoanalista|psicanalista]] è colui che sa ascoltare senza interrompere mai. ([[Mario Canciani]])
*L'uso fatto da Freud nel mito di Edipo ha illuminato qualcosa di più che la natura degli aspetti sessuali della personalità umana. Grazie alle sue scoperte è possibile, riesaminando il mito, scorgere in esso elementi che non furono messi in rilievo nelle prime indagini perché erano tenuti troppo in ombra dalla componente sessuale del dramma. ([[Wilfred Bion]])
*''Mentre voi dormite | Freud lavora.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mio fratello è figlio unico'' [...] ''perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni.'' ([[Rino Gaetano]])
*Non è affatto vero che io provenga esclusivamente da Freud. La mia impostazione scientifica e la teoria dei complessi precedono il mio incontro con Freud. I maestri che mi hanno influenzato in maggior misura sono Bleuer, Pierre Janet e Théodore Flournoy. ([[Carl Gustav Jung]])
*Quando Hitler conquistò l'Austria e la Germania, Freud fuggì in Inghilterra: abbandonò l'Austria meravigliosa rappresentata da [[Joseph Roth]], che gli assomigliava profondamente con la sua ''Marcia di Radetzky''. A Londra gli asportarono l'osso della mandibola al punto di impedirgli di parlare. Il cancro si diffuse rapidamente. Taceva, taceva, sebbene continuasse a scrivere vorticosamente con la sua grazia di grande classico. Morì fumando uno dei suoi dilettissimi sigaretti. Chissà cosa pensasse e in quali vertigini si inoltrasse, mentre, pazientissimo, ascoltava i messaggi di [[Thomas Mann]] e di [[Stefan Zweig]]. ([[Pietro Citati]])
*Quando Sigmund Freud tentò di analizzare i motivi del comportamento sociale umano e di renderne comprensibili le sue cause [...] fu accusato di mancanza di rispetto, materialismo cieco e persino di tendenze pornografiche. L'umanità difende il concetto che ha di sé con tutti i mezzi ed è davvero opportuno predicare l'''humilitas'' e cercare seriamente di far saltare per aria tutti gli ostacoli che si oppongono all'autoconoscenza. ([[Konrad Lorenz]])
*Se l'inconscio è un abisso, come ha potuto uscirne Sigmund Freud? ([[Fausto Cercignani]])
===[[Jacques Maritain]]===
*La filosofia larvata di Freud non è che un travestimento di un odio profondo della ''forma'' della ragione.
*Per lui l'esistenza del complesso di Edipo è una legge universale.
*Tutta la filosofia di Freud poggia su di un pregiudizio: la negazione violenta della spiritualità e della libertà.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Sigmund Freud, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/freud/index.htm Aforismi e pensieri]'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, 1994. ISBN 8879836331
*Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere'' (''Jenseits des Lustprinzips''), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988.
*Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978.
*Sigmund Freud, ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'' traduzione di Cesare Musatti, Opere V e VIII, Bollati Boringhieri, Torino 1989.
*Sigmund Freud, ''«Il caso del piccolo Hans». Analisi di una fobia in un bambino di cinque anni'', traduzione di Celso Balducci, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''«Il caso di Dora». Frammento di analisi di un caso di isteria'', traduzione di Pietro Stampa, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio'', traduzione di Pietro L. Segre, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992
*Sigmund Freud, ''Introduzione alla psicoanalisi'', traduzione di Irene Castiglia, Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2473-8
*Sigmund Freud, ''Ipnosi'', traduzione di Cecilia Galassi e Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Isteria'', traduzione di Celso Balducci e Alessandra Ozzola, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, [[Oskar Pfister]], ''L'avvenire di un'illusione'' (''Die Zukunft einer Illusion'', 1927), traduzione di Sandro Candreva, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, ISBN 8833905497.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994.
*Sigmund Freud, ''Opere complete'', a cura di Cesare L. Musatti, Bollati Boringhieri, 2013.
*Sigmund Freud, ''Perché la guerra? (carteggio con Einstein) e altri scritti'', traduzione di Cesare L. Musatti, Silvano Daniele, Sandro Candreva ed Ermanno Sagittario, editore Paolo Boringhieri, Torino, 1975.
*Sigmund Freud, ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura'', traduzione di Antonella Ravazzolo e Celso Balducci, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 2010.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij'', traduzioni di Pietro Veltri, Mario Ciarfaglini e Silvano Daniele, Bollati Boringhieri, 2002.
*Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 8879830740
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.
==Voci correlate==
*[[Complesso di Edipo]]
*[[Lucian Freud]], nipote
==Altri progetti==
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===Opere===
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'''Sigismund Schlomo Freud''' (1856 – 1939), medico, neurologo e psicoanalista austriaco.
==Citazioni di Sigmund Freud==
*Attento [[Wilhelm Reich|Reich]], non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio!<ref>Citato in Lodovico De Cesare, ''Lo psicanalista senza divano'', Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca editore.</ref>
*Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L'[[omosessualità]] non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c'erano grandi uomini. ([[Platone]], [[Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]], ecc).<ref name= "lettera 1935">Da una lettera del 1935, scritta in risposta a una madre che gli aveva chiesto aiuto per il figlio gay; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/02/19/sigmund-freud-lettera-omosessualita_n_6713954.html Sigmund Freud e l'omosessualità. La lettera ritrovata che svela il suo pensiero: "Non c'è niente di cui vergognarsi"]'', ''huffingtonpost.it'', 19 febbraio 2015.</ref>
*Ci si potrebbe arrischiare a considerare la [[nevrosi]] ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale.<ref>Da ''Azioni ossessive e pratiche religiose''.</ref>
*{{NDR|Su [[Palermo]]}} Città elegante, pulita, estremamente ricca di edifici e dotata di tutto quanto si possa pretendere, quasi come Firenze.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/16/freud-in-sicilia.html Freud in Sicilia]'', ''Repubblica.it'', 16 settembre 2010.</ref>
*Come la realtà fisica, anche quella psichica non è necessariamente ciò che appare.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 99. ISBN 9788858015018</ref>
*[...] credo che la ragione principale per cui ci {{sic|indigniamo}} contro la [[guerra]] è che non possiamo fare a meno di farlo. Siamo [[Pacifismo|pacifisti]] perché dobbiamo esserlo per ragioni organiche: ci è poi facile giustificare il nostro atteggiamento con argomentazioni.<br />[...] Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente {{sic|a tutto}} l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà.<ref>Dalla lettera ad [[Albert Einstein|Einstein]] del settembre 1932, in ''Perché la guerra?'', pp. 85-87.</ref>
*Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante [[animale|animali]] feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme e quindi, con uno spostamento assolutamente trascurabile, le persone stesse che hanno queste passioni [...] il padre temuto mediante animali cattivi, cani, cavalli selvatici [...]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati.<ref>Da ''Opere'', vol. 3, pp. 328 e 376; citato in Claudio Tugnoli (a cura di), ''Zooantropologia: Storia, etica e pedagogia dell'interazione uomo/animale'', FrancoAngeli, Milano, 2003, [http://books.google.it/books?id=QwXrxArjwiQC&pg=PA56 p. 56].</ref>
*Dove sono coinvolte questioni [[religione|religiose]], gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.<ref>Citato in [[Corrado Augias]], ''Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione'', Mondadori, Milano, 2008.</ref>
*{{NDR|Dopo aver incontrato [[Albert Einstein]]}} È allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica, per cui la nostra conversazione è stata molto piacevole... Quel tipo fortunato se l'è passata molto meglio di me; da [[Isaac Newton|Newton]] in poi ha trovato sostegno in una lunga serie di grandi predecessori; io invece sono stato costretto ad aprirmi il varco da solo in una selva intricatissima. Non c'è da stupirsi perciò se il mio sentiero non è larghissimo e se non sono andato molto lontano.<ref>Dalla lettera a [[Sándor Ferenczi|Ferenczi]] del 2 gennaio 1927; citato in ''Perché la guerra?'', p. 12.</ref>
*È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla [[psicoanalisi]] le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l'opinione che m'ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev'essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile.<ref>Da ''Lettera di Freud a Pfister, 25 dicembre 1920'', in premessa a ''Al di là del principio del piacere''.</ref>
*È una grande ingiustizia perseguitare l'[[omosessualità]] come un crimine e anche una crudeltà.<ref name= "lettera 1935"/>
*[[Genova]] la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi [...] In ogni modo vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga.<ref>Da una lettera ad Alexander Freud del 17 settembre 1905, in ''Lettere alla fidanzata e ad altri corrispondenti 1873-1939'', traduzione di Mazzino Montinari e Giuseppina Quattrocchi von Wissmann, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, p. 210. ISBN 88-339-0574-8</ref>
*''[[I fratelli Karamazov]]'' sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto e l'episodio del ''Grande Inquisitore'' è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo d'una bellezza inestimabile.<ref>Da ''Dostoevskij e il parricidio'', in ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij''.</ref>
*I poeti e i filosofi hanno scoperto l'inconscio prima di me. Quello che io ho scoperto è il metodo scientifico mediante il quale è possibile studiarlo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858015018</ref>
*Il mito del [[Complesso di Edipo|re Edipo]] che uccide suo padre e prende in moglie sua madre, rivela, modificato appena, il desiderio infantile, contro cui interviene più tardi la ripulsa della ''barriera contro l'incesto''. La creazione poetica dell'''Amleto'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nasce sul medesimo terreno del complesso incestuoso, questa volta meglio mascherato.<ref>Da ''Cinque conferenze sulla psicoanalisi'', in ''Opere complete''.</ref>
*Il regno della [[fantasia]], per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull'impossibilità della verifica.<ref>Da ''Il Perturbante''.</ref>
*In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l'oggetto maschile e quello femminile.<ref>Da ''The psychogenesis o a case o female homosexuality'', in ''The International Journal of Psycho-analysis'', vol. I, n. 2, 1920, p. 125; citato in [[Mario Mieli]], ''Elementi di critica omosessuale'' (1977), a cura di Paola Mieli e Gianni Rossi Barilli, Feltrinelli, 2002.</ref>
*L'accettazione della [[nevrosi]] universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''.</ref>
*L'es è completamente non morale; l'io si sforza di essere morale; il super-io è iper-morale e mostra un grado di crudeltà.<ref>Da ''L'Io e l'Es'', 1923. Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 182. ISBN 9788858036730</ref>
*[L'[[omosessualità]]] fu un fenomeno frequente, quasi un'istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all'apice della loro civiltà.<ref>Da ''Tre saggi'', p. 37.</ref>
*L'[[umorismo]] non è rassegnato ma ribelle, rappresenta il trionfo non solo dell'Io, ma anche del principio del piacere, che qui sa affermarsi contro le avversità delle circostanze reali.<ref>Da ''II motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''; citato in Paolo Bertezzolo, ''La serietà dell'umorismo'', presentazione de ''L'isola delle capre e altri racconti'', Il Segno dei Gabrielli editori, 2005, [https://books.google.it/books?id=KVTIKLqgvYIC&pg=PA15 p. 12]. </ref>
*La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell'inconscio.<ref>Da ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio''.</ref>
*La differenza iniziale si riflette così nell'esito finale: nella [[nevrosi]] una parte della [[realtà]] viene evitata con la fuga, nella [[psicosi]] essa viene ricostruita ''ex-novo''. Ovvero: nella psicosi alla fuga iniziale fa seguito una fase attiva di ricostruzione, nella nevrosi all'iniziale sottomissione fa seguito un tentativo posticipato di fuga. Oppure, espresso in altre parole ancora: la nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.<ref>Da ''La perdita di realtà nella nevrosi e nella psicosi'', 1924; in ''La teoria psicoanalitica'', traduzioni di Cesare L. Musatti, Renata Colorni, Anna Maria Marietti, Elvio Fachinelli, Lisa Baruffi, Boringhieri, 1988, p. 361. ISBN 88-339-0355-9</ref>
*La mente è come un iceberg: galleggia con solo un settimo della sua massa sopra la superficie.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 96. ISBN 9788858015018</ref>
*La natura ha segnato il destino della donna attraverso la bellezza, il fascino e la dolcezza... nella giovinezza un tesoro adorato, negli anni maturi una moglie amata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro del femminismo'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 121. ISBN 9788858022900</ref>
*La [[Sicilia]] è la parte più bella dell'Italia e ha conservato pezzi della tramontata grecità assolutamente unici. <ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/cultura/90-anni-fa-il-viaggio-di-freud-nellitalia-del-colera-la-sicilia-e-il-posto-piu-bello/ 90 anni fa il viaggio di Freud nell'Italia del colera: "La Sicilia è il posto più bello"]'', ''fanpage.it'', 8 aprile 2020.</ref>
*La Sicilia è un'isola meravigliosa, piena di storia e cultura. È un luogo in cui il passato e il presente si incontrano, e dove si può ancora sentire il respiro dei popoli che l'hanno abitata nei secoli. <ref>Citato in ''[https://www.balarm.it/news/la-paranoia-di-freud-nacque-in-sicilia-perche-defini-l-isola-la-piu-bella-d-italia-138868 La "paranoia" di Freud nacque in Sicilia: perché definì l'isola la più bella d'Italia]'', ''balarm.it'', 21 agosto 2023.</ref>
*Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire.<ref>Citato in [[John David Barrow|John D. Barrow]], ''I numeri dell'universo'', Mondadori, 2004.</ref>
*[...] lo [[psicoanalista]] sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l'uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l'opera sua, a cagione della loro pericolosità? [...] Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza.<ref name=tecn>Da ''Tecnica della psicoanalisi'' (nel retro-copertina), traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti, Biblioteca Boringhieri, 1911 – 1914.</ref>
*Ma Lei si convincerà che molto sarà guadagnato se ci riuscirà di trasformare la Sua [[isteria|miseria isterica]] in una [[infelicità]] comune.<ref>Da ''Studi sull'isteria'', ''explicit''.</ref>
*Nessun mortale può mantenere un [[segreto]]: se le labbra restano mute, parlano le dita.<ref>Da ''L'io e i meccanismi di difesa''.</ref>
*No, la [[scienza]] non è un'illusione. Ma sarebbe illusione credere di poter trovare altrove quello che essa non può darci.<ref>Da ''Il futuro di un'illusione''; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 864. ISBN 9788811504894</ref>
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo [[parapsicologia|studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti]] come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà.
:''I am not one of those who dismiss a'' priori ''the study of so-called occult psychic phenomena as unscientific, discreditable or even as dangerous. If I were at the beginning rather than at the end of a scientific career, as I am today, I might possibly choose just this field of research, in spite of all difficulties.''<ref>Da una lettera a [[Hereward Carrington|Carrington]] del 24 luglio 1921, in {{cita web|url=https://pep-web.org/browse/document/ZBK.051.0334A|titolo=Letters of Sigmund Freud 1873-1939|volume=vol. 51|p=334|capitolo=Letter from Sigmund Freud to Hereward Carrington|anno=1961|curatore=Ernst L. Freud|editore=Psychoanalytic Electronic Publishing|lingua=en}}</ref>
*Oh la [[vita]] potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni e cattivi'', BUR, 1991, p. 169.</ref>
*[...] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a [[Gorizia]], dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. [...] L'[[Isonzo]] è un fiume stupendo.<ref>Dalla lettera a [[Wilhelm Fliess|Fliess]] del 14 aprile 1898, in ''Lettere a Wilhelm Fliess''.</ref>
*Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all'ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.<ref name=tecn/>
*Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico [[Leonardo da Vinci|Leonardo]].<ref>Citato da [[Antonio Spinosa]] in ''La Gioconda sono io'', ''La Fiera letteraria'', n. 43, 5 dicembre 1971.</ref>
*Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno.<ref name="sogni">Da ''L'interpretazione dei sogni''.</ref>
*Sembra confinato nella vita [[notte|notturna]] ciò che un tempo dominava in pieno giorno.<ref name="sogni" />
*[...] si impara ben presto che essere [[Amore|amati]] costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.<ref>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e la morte'' (1915), in ''Perché la guerra?'', p. 26.</ref>
*Un paziente mi prega di consigliargli un luogo di cura in Riviera. Conosco un luogo adatto vicinissimo a Genova, ricordo anche il nome del collega tedesco che vi esercita, ma non riesco a nominare il luogo per quanto sia certo di conoscerlo bene. Non mi resta che chiedere al paziente di attendere e ricorrere alle donne di casa: «Come si chiama quel posto vicino a Genova dove il dottor N. ha una piccola clinica ove è stata in cura per tanto tempo la signora Tal dei Tali?» «Naturalmente proprio tu dovevi dimenticare questo nome. Si chiama ''[[Nervi (Genova)|Nervi]]''». Devo riconoscere che coi ''nervi'' ho abbastanza a che fare.<ref>Da ''Psicopatologia della vita quotidiana'', 2010, pp. 35-36</ref>
*Un uomo non dovrebbe sforzarsi di eliminare i propri complessi, ma venire a patti con essi, che sono legittimamente, ciò che orienta la sua condotta nel mondo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 97. ISBN 9788858015018</ref>
*{{NDR|Su [[Friedrich Nietzsche]]}} Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro.<ref>Citato in [[Friedrich Nietzsche]], ''Autobiografia attraverso le lettere'', a cura di Carla Buttazzi, Piemme, 1995.</ref>
===''Aforismi e pensieri''===
*"Psiche" è un vocabolo greco che significa "anima". Perciò per "psichico" s'intende "trattamento dell'anima"; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell'anima. Ma il significato dell'espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall'anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.<br>Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le "sole" parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.
*Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
*C'è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c'è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
*Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.
*I sogni cedono il posto alle [[impressione|impressioni]] di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
*Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
*Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
*L'[[ego|Io]] non è padrone in casa sua.
*L'[[uomo]] energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
*Lo Stato in [[guerra]] si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
*Non è sempre facile dire la [[verità]], specialmente quando si deve essere brevi.
*Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
*Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un'impresa.
*Ricordiamo il vecchio adagio: ''si vis pacem, para bellum'': se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: ''si vis vitam, para mortem'': se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
*Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
*Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un'unità.
*Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.
{{NDR|Sigmund Freud, ''Aforismi e pensieri'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994}}
===Attribuite===
*A volte un [[sigaro]] è solo un sigaro.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione viene classicamente attribuita a Freud, tuttavia la prima attribuzione allo psicoanalista austriaco sembrerebbe risalire ad un articolo del 1950, undici anni dopo la sua morte. Inoltre diverse fonti hanno confermato che si tratta di una citazione apocrifa.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2011/08/12/just-a-cigar/ Sometimes a Cigar Is Just a Cigar]'', ''Quote Investigator'', 12 agosto 2011.</ref>
==''Al di là del principio del piacere'' (1920)==
===[[Incipit]]===
Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l'andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell'abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===Citazioni===
*Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come [[Gustav Fechner|G. T. Fechner]] abbia formulato un'ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
*Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una ''forte tendenza'' verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia [[Gustav Fechner|Fechner]]: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione...» (p. 22)
*Il principio del piacere è inerente a una modalità ''primaria'' di lavoro dell'apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l'auto-conservazione dell'organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall'inizio inefficiente e perfino pericoloso.<br>Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell' ''io'', il principio del piacere viene sostituito dal ''principio della realtà''. (p. 22-23)
*L'«[[angoscia]]» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
*La «[[paura]]» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
*Chiamiamo infine «[[spavento]]» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
*Lo studio dei [[Sogno|sogni]] può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
*L'[[inconscio]] – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento.<br />Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (p. 37)
*Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un'epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)
*Nell'inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell'inconscio. (pagg. 58-59)
*Sino adesso, l'esito della nostra ricerca ci ha portato a tracciare una netta demarcazione tra le «pulsioni dell'io» e le pulsioni sessuali; e all'ipotesi che 1e prime spingono verso la morte, mentre le seconde tendono a prolungare la vita.<br />Purtroppo questa conclusione non si rivela soddisfacente sotto molti aspetti persino a noi stessi. (p. 71)
*La [[psicoanalisi]], che non poteva evitare di formulare ''una qualche'' ipotesi sulle pulsioni, si attenne in principio alla distinzione corrente sintetizzata nell'espressione «fame e amore». In questa distinzione almeno non vi era nulla di arbitrario; anzi, essa permise all'analisi delle psiconevrosi di fare decisi passi avanti. (p. 81)
*La nostra concezione, che è stata sin dall'inizio ''dualista'', lo è più che mai oggi, che abbiamo sostituito all'opposizione tra pulsioni dell'io e pulsioni sessuali quella tra pulsioni di vita e pulsioni di morte. La teoria della libido di [[Jung]] è, al contrario, ''monista''; il fatto che egli abbia chiamato libido l'unico moto pulsionale che ammette, è destinato a creare confusione, ma non può toccarci in alcun modo. (p. 84)
*Diremo allora che il principio del [[piacere]] è una tendenza che opera al servizio di una funzione, il cui compito è di tenere l'apparato psichico completamente sgombro da [[eccitazione]], o di mantenervi costante, o al livello più basso possibile, la quantità di eccitazione stessa. (p. 96)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips)'', traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988}}
===[[Explicit]]===
Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il [[ricercatore]] che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.<br>Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: «là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando... E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.» {{NDR|da ''Maqâmàt'' di [[Al-Hariri|al-Hariri]]}}
==''Autobiografia'' (1925)==
*Sebbene vivessimo in grandi ristrettezze, mio padre desiderava che nella scelta della professione seguissi unicamente la mia vocazione. In quegli anni giovanili non sentivo alcuna predilezione speciale per la professione medica, né ebbi del resto a sentirla in seguito. Mi dominava piuttosto una specie di brama di sapere che, però, si riferiva più ai fenomeni umani che agli oggetti naturali ... Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi. Sotto l'influsso potente di una amicizia con un compagno di ginnasio un po' più vecchio di me (che in seguito è diventato famoso come uomo politico) mi ero messo in mente di intraprendere anch'io gli studi giuridici e di occuparmi di problemi sociali. Contemporaneamente, però, mi attraeva enormemente la teoria di [[Darwin]], allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. L'illustrazione del bel saggio goethiano La natura, che udii poco prima dell'esame di maturità in una conferenza di volgarizzazione scientifica tenuta da Carl Brühl, mi fece decidere, infine, a iscrivermi alla facoltà di medicina. (p. 76 e s.)
*Nei primi anni di università dovetti rendermi conto che la peculiarità delle mie doti naturali, e la loro limitatezza, mi impedivano di ottenere qualsiasi successo in svariate materie scientifiche sulle quali mi ero gettato con giovanile e presuntuoso entusiasmo ... Nel laboratorio di fisiologia di Ernst Brücke trovai finalmente la tranquillità e ottenni piena soddisfazione incontrando fra l'altro delle persone che potevo rispettare e prendere a modello: Brücke stesso, il maestro, e i suoi assistenti Sigmund Exner e Ernst Fleischl von Marxow ... Le discipline propriamente mediche, fatta eccezione per la [[psichiatria]], non esercitavano su di me una grande attrazione. (p. 77 e s.)
*Nell'istituto di anatomia cerebrale mi misi al lavoro con lo stesso impegno e fervore di cui avevo dato prova nel laboratorio di fisiologia, e dopo tutto anche in quegli anni di attività ospedaliera misi a punto alcune piccole ricerche (sul decorso delle fibre e sulle origini dei nuclei del midollo allungato) che furono notate da Edinger ... Dal punto di vista pratico l'anatomia cerebrale non rappresentava certo un progresso rispetto alla fisiologia. Delle esigenze pratiche cominciai a tener conto quando decisi di dedicarmi allo studio delle [[malattie]] nervose. A quel'epoca a [[Vienna]] questa specialità medica veniva coltivata da poche persone, il materiale d'osservazione era disseminato in diversi reparti dell'ospedale e, dato che non esistevano buone opportunità di farsi una preparazione adeguata, ciascuno era costretto a essere il maestro di sé stesso ... Giacché la fama del grande [[Jean-Martin Charcot|Charcot]] era giunta fino a me, concepii il proposito di prendere a Vienna la docenza in malattie nervose, per poi proseguire la mia preparazione professionale a Parigi. (p. 79)
*Nel corso degli anni seguenti, in cui svolsi la mia attività come giovane aiuto dell'ospedale, diedi alle stampe parecchie osservazioni di casi di malattie organiche del sistema nervoso. Mi impadronii a poco a poco della materia e riuscii infine a localizzare un focolaio morboso del midollo allungato con una precisione tale che l'anatomo patologo non ebbe nulla da aggiungere alle mie osservazioni ... Delle nevrosi, però, non capivo nulla ... Sia solo detto a mia scusante che a quell'epoca perfino alcuni grandi luminari della [[scienza]] medica solevano diagnosticare la nevrastenia come tumore cerebrale. (p. 79 e s.)
*Nella primavera del 1885, per i miei lavori istologici e clinici, ottenni la docenza in neuropatologia. Poco dopo, grazie alla calorosa intercessione di Brücke, mi fu assegnata una cospicua borsa di studio. Nell'autunno partii per Parigi ... Di tutte le cose che ebbi modo di osservare durante il mio soggiorno presso Charcot, nessuna mi colpì tanto quanto le sue ultime ricerche sull'[[isteria]], che in parte si svolsero ancora quando io mi trovavo a Parigi; così ad esempio egli dimostrò che i fenomeni isterici sono qualcosa di autentico e conforme a uno scopo, che l'isteria è molto frequente negli uomini, che paralisi e contratture isteriche possono essere provocate dalla suggestione ipnotica e che questi prodotti artificiali hanno, fin nei minimi dettagli, le stesse caratteristiche degli attacchi isterici spontanei che spesso vengono provocati da un trauma. (p. 80 e s.)
*Prima di lasciare Parigi discussi col maestro il progetto di un lavoro inteso a stabilire un confronto fra la paralisi isterica e quelle organiche. Il mio intento era di dimostrare che nell'isteria la paralisi e le anestesie si ripartiscono nelle singole parti del [[corpo]] in base alla rappresentazione comune che gli uomini hanno del proprio corpo e non in base alla rappresentazione anatomica. (p. 81)
*Prima di tornare a Vienna mi trattenni qualche settimana a Berlino, al fine di acquisire alcune nozioni generali sulle malattie dell'[[infanzia]]. Kassowitz, che a Vienna dirigeva un pubblico ospedale per le malattie infantili, mi aveva promesso che avrebbe allestito un reparto per le malattie nervose dei bambini e me l'avrebbe affidato... Al mio ritorno da Parigi e da Berlino avevo l'obbligo di riferire alla "Società di medicina" su quello che avevo visto e appreso nella clinica di Charcot; purtroppo però le mie comunicazioni furono male accolte. (p. 82 e s.)
*Se dal trattamento dei malati di nervi si volevano trarre i mezzi per vivere, bisognava pur fare qualcosa per alleviare la loro [[sofferenza]]. Nel mio arsenale non avevo che due armi, l'elettroterapia e l'[[ipnosi]] [...] il che tuttavia non riuscì a impedire ai professori di [[psichiatria]] di considerare ancora per molto tempo l'ipnosi come una specie di imbroglio e di guardare con disprezzo gli ipnotizzatori dall'alto in basso. Per parte mia avevo visto che a Parigi l'ipnosi veniva normalmente e liberamente impiegata per provocare nel malato determinai sintomi e farli poi scomparire. In seguito venimmo a sapere che a Nancy era nata una scuola nella quale, per fini terapeutici, si faceva ampio uso della suggestione (con o senza ipnosi) e che i risultati erano notevoli [...]. Solo in seguito avrei scoperto le carenze di questo procedimento [...]. Allo scopo di perfezionare la mia [[tecnica]] ipnotica, mi recai nel 1889 a Nancy, dove trascorsi varie settimane [...]. Ne riportai indelebili impressioni che mi fecero ritenere probabile l'esistenza di processi psichici possenti, che restano tuttavia celati alla [[coscienza]] degli uomini. (p. 84 e s.)
*Per completare la mia esposizione precedente devo aggiunger che fin dall'inizio ho esercitato l'[[ipnosi]] per uno scopo che nulla aveva a che fare con la suggestione ipnotica. Mi sono avvalso dell'ipnosi per interrogare il malato sulla genesi dei suoi sintomi, genesi sulla quale nello stato di veglia egli non era spesso in grado di dire alcunché, o comunque troppo poco. Questo procedimento non solo si rivelò più efficace del mero comando o divieto, ma aveva inoltre il vantaggio di offrire soddisfazione alla brama di sapere del medico, che dopo tutto aveva il diritto di apprendere qualcosa circa l'origine di quel fenomeno che cercava di eliminare mediante il monotono procedimento della suggestione. A quest'altro modo di usare l'ipnosi ero giunto per la via seguente. Quando ancora lavoravo nel laboratorio di Brücke avevo conosciuto il dottor Josef Breuer, uno dei medici di famiglia più stimati di Vienna ... Già prima del mio viaggio a Parigi, Breuer mi aveva parlato di un caso d'isteria da lui sottoposto, dal 1880 al 1882, a un trattamento particolare, per mezzo del quale era riuscito a penetrare profondamente nella motivazione e nel significato dei sintomi isterici ... Quando era ricorsa alle cure di Breuer la paziente offriva un quadro sintomatico complesso e variopinto: paralisi con contratture, inibizioni e stati di confusione psichica. Un'osservazione casuale permise al medico di scoprire che la malata poteva essere liberata da tali turbamenti della sua [[coscienza]] se e quando veniva indotta a dare espressione verbale alle fantasie affettive che in quel momento la dominavano. Breuer trasse da questa scoperta un metodo terapeutico. Ripetutamente, dopo aver sottoposto la paziente a ipnosi profonda, la invitò a raccontare ciò da cui l'animo suo si sentiva oppresso. Dominati in tal modo gli accessi di ottenebramento depressivo, fece uso di questo stesso procedimento per eliminare le inibizioni e i disturbi somatici. Durante lo stato di veglia la giovinetta, al pari di qualsiasi altro malato, non sapeva dir nulla sull'origine dei suoi sintomi né ravvisava alcun legame fra questi ultimi e le impressioni della sua vita ... Quando dunque la malata rammentava allucinatoriamente in ipnosi una di queste situazioni e portava finalmente a compimento l'atto psichico a suo tempo represso, dando libero sfogo ai propri [[affetto|affetti]], ecco che il sintomo scompariva per sempre. (p. 87 e s.)
*Breuer qualificò il nostro procedimento come catartico e ne dichiarò l'intento terapeutico: bisognava che l'ammontare affettivo utilizzato per la formazione del sintomo – che avendo preso un falso binario era rimasto in esso per così dire incapsulato – fosse preservato e ritornasse alla sua via normale, che poteva condurlo a una scarica adeguata (abreazione). (p. 90)
*Ho descritto così frequentemente e con tale dovizia di particolari la fase successiva dello sviluppo, e cioè il passaggio dalla catarsi alla [[psicoanalisi]] vera e propria, che mi sembra difficile poter dire qui qualcosa di nuovo. (p. 90)
*Il mio lavoro con pazienti affetti da malattie nervose in genere ebbe un esito ulteriore: il mutamento della tecnica catartica. Abbandonai l'ipnosi e cercai di sostituirla con un altro metodo nell'intento di andar oltre il trattamento riservato alle forme morbose di tipo isterico; tra l'altro, man mano che la mia esperienza si arricchiva ogni giorno di nuovi elementi, sorsero in me gravi dubbi relativi all'impiego dell'ipnosi nella stessa [[catarsi]]. Il primo riguardava il fatto che perfino i risultati più brillanti svanivano improvvisamente nel nulla allorché il rapporto personale del medico col malato veniva in qualche modo turbato [...]. L'[[ipnosi]], tuttavia, aveva reso al trattamento catartico servizi notevolissimi, ampliando il campo della [[coscienza]] dei pazienti e mettendo a loro disposizione conoscenze di cui nella vita vigile non disponevano. Sostituire l'ipnosi, sotto questo profilo, non era certo cosa facile. In questo frangente imbarazzante mi venne in aiuto un ricordo, il ricordo di un esperimento cui avevo assistito sovente durante il mio soggiorno presso Bernheim ... Presi la risoluzione di fare altrettanto. Anche i miei pazienti non potevano non "sapere" tutte le cose che normalmente erano rese loro accessibili solo mediante l'ipnosi, e le mie assicurazioni e insistenze, con magari in più la pressione delle mani, dovevano pure avere il potere di spingere nella loro coscienza gli eventi e i nessi dimenticati ... Abbandonai dunque l'ipnosi, di cui mantenni solo la posizione del paziente, posto a giacere supino su un divano, mentre io stavo seduto dietro di lui, in modo da vederlo senza esser visto. Le mie speranze si realizzarono, mi liberai dell'ipnosi; tuttavia tale mutamento tecnico implicò un mutamento del lavoro catartico nel suo insieme. L'ipnosi aveva nascosto un giuoco di [[forza|forze]] che ora veniva messo allo scoperto, e la cui conoscenza dava alla nostra teoria un fondamento sicuro. (p. 94 e ss.)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978 }}
==''Il disagio della civiltà'' (1929)==
*A questo prezzo, mediante la fissazione violenta a un infantilismo psichico e la partecipazione a un delirio collettivo, la [[religione]] riesce a risparmiare a molta gente la nevrosi individuale.
*Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 239)
*Di fronte agli assalti ci si può difendere: di fronte alla lode si è indifesi.<ref name=sordi/>
*Diciamo dunque che un paese ha toccato un alto grado di civiltà quando vediamo che i suoi abitanti accudiscono e provvedono opportunamente a tutto ciò che si dimostra di aiuto per sfruttare la terra a beneficio dell'uomo e per difenderlo contro le forze della natura, in breve a tutto ciò che gli è utile.
*Facciamo dunque un'ipotesi fantastica, che [[Roma]] non sia un abitato umano, ma un'entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti.<ref>Citato in [[Aby Warburg]], ''GLI HOPI. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord'', p. XV.</ref>
*Il prezzo del [[progresso]] si paga con la riduzione della felicità, dovuta all'intensificarsi del senso di colpa.
*L'uomo è per così dire divenuto una specie di dio-protesi, veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; ma non formano un tutt'uno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere... Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.<ref name=sordi/>
*La civiltà deve fare di tutto per porre limiti alle pulsioni aggressive dell'uomo, per rintuzzarne la vivacità mediante formazioni psichiche reattive.<ref name=sordi/>
*La civiltà domina dunque il pericoloso desiderio di aggressione dell'individuo, infiacchendolo, disarmandolo e facendolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, come da una guarnigione nella città conquistata. (in ''Il disagio della civiltà'', Boringhieri, Torino 1971, p. 259)
*La grande maggioranza degli uomini lavora solo se spinta dalla necessità, e da questa naturale avversione degli uomini al lavoro scaturiscono i più difficili problemi sociali.
*La [[libertà]] non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà.
*Le età future recheranno con sé nuovi e forse inimmaginabili passi avanti nel campo della civiltà, accresceranno ancora la somiglianza dell'uomo con Dio. Pure, nell'interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l'uomo d'oggi, nella sua somiglianza a Dio, non si sente felice.
*La guerra cui non volevamo credere è scoppiata, e ci ha portato [...] la delusione.<ref name=irrelombardia/><ref name=cons>Da ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'', 1915.</ref>
*{{NDR|La [[Prima guerra mondiale]]}} infrange tutte le barriere riconosciute in tempo di pace. [...] Abbatte quanto trova nella strada con rabbia cieca, come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace tra gli uomini.<ref name=irrelombardia>Citato in [http://old.irrelombardia.it/classicionline/didattica_novecento/esperienza_krisis_vienna_bacciola.htm IrreLombardia.it], ''L'esperienza della Krisis nella "Grande Vienna" – Come vecchi viennesi'' di Fabrizio Bacciola</ref><ref name=cons/>
*Se l'evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell'individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili – forse l'intero genere umano – sono divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
==''Il "Mosè" di Michelangelo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Devo dire che non sono un intenditore d'[[arte]], ma soltanto un profano. Ho spesso notato che il soggetto delle opere d'arte mi attrae più fortemente delle caratteristiche formali e tecniche, sebbene per l'artista il loro valore risieda soprattutto in queste ultime. Non sono in grado di valutare opportunamente gran parte dei metodi impiegati e degli effetti ottenuti in arte. Faccio queste affermazioni per assicurarmi l'indulgenza del lettore per il tentativo che intendo porre in atto.
===Citazioni===
*È la discesa dal monte Sinai, dove Mosè ha ricevuto le Tavole da [[Dio]], ed è il momento in cui si accorge che nel frattempo il popolo si è fatto da solo un Vitello d'Oro intorno al quale danza e festeggia.
*Ora in due punti della figura di [[Mosè (Michelangelo)|Mosè]] ci sono determinati particolari che finora non solo sono passati inosservati, ma, anzi, non sono nemmeno stati descritti correttamente. Si tratta della posizione della mano destra e delle due Tavole della Legge.
*Ciò che vediamo non è l'inizio di un'azione violenta, ma ciò che resta di un movimento che si è già verificato.
*Così scolpì il suo Mosè sulla tomba del [[Giulio II|Papa]], non senza un rimprovero al defunto pontefice, come ammonimento a se stesso, superando nell'autocritica la sua stessa natura.
*Tempi lontanissimi esercitarono un grande, spesso enigmatico, potere di attrazione sulla fantasia degli individui. Ogni volta che essi sono insoddisfatti del loro presente – e lo sono abbastanza spesso – si rivolgono indietro al passato e sperano di trovarvi finalmente realizzato il sogno mai esistito di un'età dell'oro. – (Mosè e il monoteismo)
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il perturbante'' (1919)==
===[[Incipit]]===
È molto raro che uno [[psicoanalista]] si senta spinto a studiare argomenti di [[estetica]], anche quando con estetica non si voglia intendere semplicemente la teoria del bello, bensì la teoria delle qualità del sentimento. Egli lavora su altri strati della vita psichica e non ha molto a che fare con quegli impulsi emotivi controllati che, ostacolati nella loro finalità e sottoposti all'influenza di numerosi fattori concorrenti, sogliono fornire il materiale degli studi di estetica. Di quando in quando, però, capita che egli debba interessarsi a qualche ambito particolare di tale argomento e, di solito, detto ambito finisce con l'essere piuttosto fuori del comune, così da essere stato trascurato nella letteratura specialistica dell'estetica.
Un argomento di questo genere è appunto rappresentato dal «perturbante».
===Citazioni===
*Possiamo dire soltanto che ciò che è inconsueto può benissimo diventare spaventoso e inquietante; certe novità sono spaventose, però assolutamente non lo sono tutte le novità. Perché un fatto inconsueto e nuovo diventi perturbante occorre che vi si aggiunga qualche altro elemento.
*[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann|Hoffmann]] è il maestro senza rivali del perturbante nella letteratura. Il suo romanzo ''Gli elisir del Diavolo'' contiene una gran mole di temi che si è tentati di riferire all'effetto perturbante nella narrativa, ma si tratta di un racconto troppo complesso e oscuro perché ci sentiamo di darne un riassunto.
*Noi ci dobbiamo accontentare di scegliere quei temi di perturbamento che sono più salienti, per vedere se si possano riportare anch'essi con sicurezza a origini infantili. Tali temi si ricollegano tutti al fenomeno del «doppio», che appare in ogni forma e stadio di sviluppo. Abbiamo dunque dei personaggi che devono essere considerati identici perché sì rassomigliano.
*Ma non è solo questo materiale [<small>l'auto-osservazione</small>], offensivo per la critica dell'Io, che può essere inglobato nell'idea di un «doppio». Vi sono anche i futuri non adempiuti, ma possibili, cui ci piace ancora attaccarci nella nostra fantasia, tutti gli sforzi dell'Io che circostanze esteriori avverse hanno reso vani, tutte le azioni volitive soppresse che alimentano in noi l'illusione del [[Libero arbitrio|Libero Arbitrio]].
*La ripetizione di una stessa cosa non apparirà forse a nessuno come possibile origine di perturbamento, ma, in base alle mie osservazioni, sono certo che questo fenomeno, in determinate condizioni e con il concorso di talune circostanze, suscita un senso di perturbamento, che, per di più, richiama alla mente quel senso di impotenza che si prova in taluni sogni.
*L'effetto perturbante dell'epilessia e della follia ha la medesima origine. Il profano ravvisa in esse il lavorio di forze presenti nei suoi simili, precedentemente insospettate, delle quali è, nel contempo, oscuramente consapevole in qualche angolo remoto del proprio essere. Il medioevo attribuiva, quasi universalmente, tutte queste malattie all'influenza dei [[diavolo|demoni]] e la sua psicologia in ciò era quasi giusta. In realtà, non mi stupirei nel sentire che la [[psicoanalisi]], che si occupa di mettere a nudo queste forze occulte, fosse diventata perturbante per molti, proprio per questa ragione.
*Allora potremmo concludere così: si ha una sensazione perturbante quando una data impressione riporta a nuova vita complessi infantili rimossi, oppure quando credenze primitive e superate sembrano trovare nuova conferma.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Il poeta e la fantasia'' (1908)==
===[[Incipit]]===
Noi profani siamo sempre stati intensamente curiosi di sapere – come il Cardinale che pose ad [[Ludovico Ariosto|Ariosto]] una domanda simile – a quali fonti attinga il suo materiale quello strano essere che è il poeta, e come riesca a fare su di noi una tale impressione e a destare in noi emozioni di cui forse non ci ritenevamo neppure capaci.
===Citazioni===
*[...] una forte esperienza del presente ridesta nel poeta il [[ricordo]] di un'esperienza precedente (generalmente appartenente all'infanzia) da cui nasce ora un desiderio che trova la sua realizzazione nell'opera creativa.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Introduzione al narcisismo'' (1914)==
===[[Incipit]]===
Il termine «narcisismo» deriva dalla descrizione clinica e fu adottato da [[Paul Näcke]] nel 1899 per descrivere l'atteggiamento di chi tratta il proprio corpo allo stesso modo con cui viene di solito trattato il corpo di un oggetto sessuale, per cui se lo contempla, se lo liscia, se lo accarezza, finché queste manovre non gli procurano un soddisfacimento completo. Spinto sino a questo grado, il narcisismo viene ad assumere il significato di una perversione che ha assorbito tutta la vita sessuale del soggetto, e che presenterà dunque quei caratteri che si rinvengono nello studio delle perversioni in generale.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
===Citazioni===
*È un dato di fatto che l'individuo conduce una duplice esistenza: una che gli serve ai suoi scopi e l'altra che è l'anello di una catena cui, volente o nolente, si assoggetta. (p. 25)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992}}
==''Introduzione alla psicoanalisi''==
*[...] il [[successo]] non va di pari passo con il merito. L'America non ha preso il nome da [[Cristoforo Colombo|Colombo]]. (''Lezione 17. Il senso dei sintomi''; 2010, p. 201)
*[[Interpretazione|Interpretare]] significa trovare un senso nascosto. (''Lezione 5. Difficoltà e primi approcci''; 2010, p. 78)
*Le [[Convinzione|convinzioni]] non si acquistano tanto facilmente. Se raggiunte senza fatica, alla prima occasione, si rivelano prive di valore.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
*Le parole erano originariamente incantesimi, e la [[parola]] ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. (''Lezione 1. Introduzione''; 2010, p. 30)
*Nella leggenda del [[labirinto]] può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale; i corridoi {{sic|aggrovogliati}} sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.<ref>Citato in [[Alain Daniélou]], ''Śiva e Dioniso'', traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980.</ref>
*Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all'esistenza dell'inconscio.<ref>Da ''Introduzione alla psicoanalisi'', Vol. II, Parte III, Lez. 343, ''Schiarimenti, applicazioni, orientamenti'', 1932, p. 18.</ref>
*Siamo ormai d'accordo che nonostante tutto il nostro orgoglio per le nostre conquiste culturali, non ci riesce facile assolvere le richieste di questa civiltà, sentirci a nostro agio in essa, perché le limitazioni pulsionali imposteci significano per noi un grave onere psichico. Ebbene, ciò che abbiamo riconosciuto valido per le pulsioni sessuali vale in uguale e forse maggior misura per le altre pulsioni, quelle aggressive. Sono queste soprattutto che rendono difficile la convivenza degli uomini e che ne minacciano la continuità; la limitazione della propria aggressività è il primo e forse più difficile sacrificio che la società deve esigere dal singolo.{{C|Senza riferimento bibliografico}}
==''L'avvenire di un'illusione'' (1927)==
*Si ha così l'impressione che la civiltà sia qualcosa che fu imposto a una [[Maggioranza e minoranza|maggioranza]] recalcitrante da una [[Maggioranza e minoranza|minoranza]] che aveva capito come impossessarsi del potere e dei mezzi di coercizione. (p. 41)
*Quanto sperimentiamo in fatto di umana disonestà ha a che fare con la coercizione. Innumerevoli uomini civili, che indietreggerebbero inorriditi di fronte all'omicidio o all'incesto, se sono sicuri di rimanere impuniti, non si precludono il soddisfacimento della loro avidità, della loro smania aggressiva, delle loro bramosie sessuali e non si astengono dal danneggiare gli altri con la menzogna, l'inganno, la calunnia; e così è certamente stato sempre, fin dagli albori della civiltà. (p. 49)
*Ma non abbiamo ancora menzionato la parte forse più importante dell'inventario psichico di una civiltà. Si tratta, nel senso più lato, delle sue rappresentazioni religiose, ossia delle sue illusioni. (p. 52)
*Il popolo che per primo riuscì ad attuare una tale concentrazione di attributi divini fu non poco fiero di questo progresso. [...] Ora, poiché Dio era uno solo, le relazioni con Lui potevano riacquistare l'intimità e l'intensità del rapporto fra il bambino e il padre. (p. 58)
*Un'illusione non è la stessa cosa di un errore, e non è nemmeno necessariamente un errore. (p. 73)
*Quando i problemi sono quelli della religione, gli uomini si rendono colpevoli di tutte le possibili insincerità e scorrettezze intellettuali. (p. 75)
*È innegabile che la [[psicoanalisi]] è una mia creazione e che essa è stata fatta oggetto di molta diffidenza e ostilità; se ora mi faccio avanti con affermazioni così sgradevoli, si sarà fin troppo pronti a scivolare dalla mia persona alla psicoanalisi. (p. 79)
*Non è affatto sicuro che sotto l'illimitato dominio delle dottrine religiose gli uomini fossero più felici di oggi; certo non furono più morali. (p. 80)
*La religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell'umanità; come quella del bambino, essa ha tratto origine dal complesso edipico, dalla relazione paterna. (p. 86)
*Le verità che le dottrine religiose contengono sono così deformate e sistematicamente mascherate, che la massa degli uomini non può riconoscerle come verità. È un caso analogo a quello che si ha quando raccontiamo al bambino che la cicogna porta i neonati. [...] Nei nostri discorsi coi bambini siamo convinti che sia meglio omettere queste dissimulazioni simboliche della verità. (p. 88)
*Continuo a sostenere che per un certo aspetto il mio scritto è del tutto innocuo. Nessun credente si lascerà smarrire nella sua fede da questi o da analoghi argomenti. Un credente ha col contenuto della religione determinati legami di affezione. (p. 90)
*Atrofia educativa. Penso che passerebbe molto tempo prima che un bambino non influenzato cominciasse a crearsi pensieri su Dio e sulle cose al di là di questo mondo. [...] Ritardare lo sviluppo sessuale e anticipare l'influsso della religione: non sono questi i due cardini del programma dell'odierna pedagogia? (p. 91)
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una [[nevrosi]] infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi. (p. 97)
*La voce dell'intelletto è fioca, è vero, ma non ha pace finché non ottiene udienza. (p. 98)
*A lungo andare, nulla può resistere alla ragione all'esperienza, e l'opposizione della religione nei riguardi di entrambe è fin troppo evidente. Neanche le idee religiose purificate possono sottrarsi a tale destino, nella misura in cui vogliono salvare ancora qualcosa del contenuto consolatorio della religione. (p. 99)
*Crediamo che sulla realtà dell'universo tramite il lavoro scientifico si possa apprendere qualcosa, qualcosa che servirà ad accrescere il nostro potere e a governare l'esistenza. Se questa credenza è un'illusione, siamo nella Sua stessa condizione; tuttavia, grazie a numerosi e importanti successi, la scienza ci ha dato la prova di non essere un'illusione. (p. 99)
*[...] deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell'adulto medio. (2013)
*Di uno che si sia ormai spinto fino al punto di accettare senza critiche tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, ignorandone finanche le contraddizioni, la sua debolezza mentale non può meravigliarci più di tanto.<ref>Da ''L'avvenire di un'illusione'', in ''L'avvenire di un'illusione - Il disagio della civiltà'', a cura di Roberto Finelli e Paolo Vinci, traduzione di [[Sossio Giametta]], Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2472-1</ref>
==''L'interpretazione dei sogni'' (1900)==
===[[Incipit]]===
====Elvio Fachinelli e Herma Trettl====
Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell'attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d'altro genere.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
====Antonella Ravazzolo====
Nelle pagine che seguono proverò che esiste una tecnica psicologica la quale rende possibile l'interpretazione dei sogni e che, se tale metodo viene seguito, ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell'attività mentale della vita da svegli. Cercherò poi di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l'incomprensibilità dei sogni, e di dedurne la natura delle forze psichiche che con la loro azione concorrente o reciprocamente opposta danno origine ai sogni. A questo punto la mia trattazione si interromperà, perché sarà giunta a quello stadio in cui il problema dei sogni si perde in problemi più ampi, la cui soluzione deve essere affrontata sulla base di materiale diverso.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
===Citazioni===
*Nei due scritti di [[Aristotele]] sul [[sogno]] (''De divinatione per somnium'' e ''De somniis''), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l'attività psichica propria dell'uomo addormentato. (p. 24)
*Nell'ingenua opinione di chi si sveglia, il [[sogno]], se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
*L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro. (p. 31)
*Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
*Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall'attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
*Il comportamento della [[memoria]] durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c'insegna che {{NDR|citazione di [[M. W. Calkins]]}} ''nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto''. (p. 40)
*Se ci richiamiamo al detto popolare ''i sogni vengono dallo stomaco'', ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
*Quello di volare, secondo [[Ludwig Strümpell|Strümpell]], rappresenta l'immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l'eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
*Che al mattino il sogno "si dissolva", è proverbiale. Ma, naturalmente, lo si può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
*Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)
{{NDR|Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994}}
==''Totem e tabù'' (1913)==
===[[Incipit]]===
Noi conosciamo l'uomo preistorico, nelle varie fasi della sua evoluzione, dai monumenti e dagli oggetti che ha lasciato e che sono arrivati fino a noi, dalle notizie sulla sua arte, sulla sua religione, sul suo modo di considerare l'esistenza, che ci sono state conservate sia dalla [[tradizione]] come dalle leggende, dai miti e dalle favole, e ancora da quanto è rimasto nei nostri usi e nei costumi delle sue forme di pensiero e di vita.<br />
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
===Citazioni===
*Il progresso sociale e tecnico dell'umanità ha intaccato il [[tabù]] molto meno di quanto non sia avvenuto per il [[totem]]. (Roma, settembre 1913; citato in premessa)
*In luogo delle istituzioni religiose e sociali, noi troviamo presso gli [[Australia|Australiani]] il «[[totemismo]]». Le tribù si dividono in piccoli gruppi, ognuno dei quali prende il nome dal suo totem. (p. 20)
*Sappiamo che i bisogni psicosessuali della donna devono trovare la loro soddisfazione nel [[matrimonio]] e nella famiglia. Da questo fatto nasce il pericolo di insoddisfazione per una fine prematura del rapporto coniugale ed il conseguente impoverimento della vita affettiva. (p. 33)
*Si dice che i [[Genitore e figlio|genitori]] rimangono giovani nei figli, ed è questo uno dei più preziosi vantaggi psicologici ch'essi ricavano da loro. (p. 33)
*La psicoanalisi ci ha dimostrato che la prima scelta sessuale del fanciullo è [[incesto|incestuosa]], poiché si riferisce ad un oggetto interdetto (alla madre od alla sorella) e ci ha mostrato attraverso quali vie l'adulto si libera dalla seduzione che su di lui l'incesto opera. Il nevrotico, al contrario, ci mostra con regolarità un aspetto dell'infantilismo psichico, dal momento che, o non ha saputo liberarsi dai legami che legavano la sua psicosessualità all'infanzia (arresto dello sviluppo), oppure ad essi è ritornato (regressione). (p. 34)
*''[[Tabù]]'' è una parola polinesiana, la cui traduzione esatta è resa difficile dal fatto che manca presso di noi il concetto cui attualmente può riferirsi. Questo era ancora vivo presso gli antichi romani. Il ''sacer'' latino era il corrispettivo del tabù dei Polinesiani, così come l'άγος dei Greci ed il Kodausch ebreo dovettero avere lo stesso significato espresso nella parola tabù dei Polinesiani e nelle denominazioni simili in uso presso molti popoli dell'[[America]], dell'[[Africa]] (Madagascar), dell'[[Asia]] settentrionale e centrale. (p. 36)
*La parola [[tabù]] esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell'altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro. [...] Possiamo in genere pensare che al significato di tabù corrisponda spesso il nostro «orrore sacro». (p. 36)
*Il [[tabù]] diventato la forma comune di legislazione presso popoli di cui ci interessiamo, ed è servito a fini sociali di certo più recenti del tabù stesso, come, per esempio, i tabù che i capi e i sacerdoti hanno imposto per assicurarsi la proprietà ed il privilegio. Restano, comunque, da esaminare un gran numero di prescrizioni. Tra queste prenderò in considerazione quelle che riguardano: a) ''i nemici'', b) ''i capi'', c) ''i morti'', e ricaverò il materiale necessario dall'ottima raccolta che [[James Frazer|J. G. Frazer]] ne fece, per la sua opera ''Il ramo d'oro''. (p. 52-53)
*L'[[animismo]] è un sistema di pensiero; esso non si limita a fornire la spiegazione di un fenomeno singolo, ma consente di vedere in una certa prospettiva l'intero universo come un complesso unico. (p. 89)
*Sarebbe errato credere che gli uomini siano stati indotti a creare il loro prima sistema cosmico per sola tendenza speculativa. In questo tentativo deve avere avuto la sua parte l'esigenza pratica di controllare il mondo. Perciò non ci stupiremo che, parallelamente al sistema [[Animismo|animistico]], procede un sistema riguardante il modo di governare gli uomini, gli animali e gli oggetti, o, piuttosto, i loro spiriti. Tale sistema, conosciuto come «stregoneria» e «[[magia]]». è denominato da [[Salomon Reinach|S. Reinach]] la «strategia dell'animismo» (p. 90)
*La [[magia]] costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica [[Animismo|animistica]], dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*La [[magia]] deve servire agli scopi più diversi: sottomettere i fenomeni naturali al volere dell'uomo, difendere l'individuo da nemici e pericoli e fornirgli la possibilità di danneggiare gli avversari. (p. 90)
*Ma la [[magia]] è cosa ben diversa; essa, in definitiva, non tiene conto degli spiriti, e si vale invece di speciali procedure, non della banale metodica psicologica. Ci renderemo facilmente conto che la magia costituisce la parte più originaria e più importante della tecnica animistica, dato che fra i metodi con cui si usa trattare con gli spiriti ci sono anche quelli magici, e la magia viene applicata anche in casi in cui secondo noi, non è stata ancora realizzata la spiritualizzazione della natura. (p. 90)
*Il principio su cui le pratiche magiche si basano, o, meglio, il principio della [[magia]], è così chiaro che tutti gli specialisti furono costretti a riconoscerlo. A prescindere dalla valutazione che egli ne fa, può essere espresso concisamente con le parole di E. B. Taylor: «confondendo un legame ideale con un legame reale». (p. 90-91)
*Nella fase animistica l'uomo si attribuisce l'onnipotenza; la cede agli [[dèi|dei]] in quella religiosa, senza tuttavia rinunciarvi seriamente, giacché si lascia la facoltà di guidare, in base ai suoi desideri, gli dei, con varie influenze. L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella [[scienza|visione scientifica]] del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla [[morte]] ed è sottomesso a tutte le necessità della [[natura]]. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. (p. 99)
*Allora, sia nel tempo che nel contenuto, la fase animistica trova corrispondenza nel narcisismo, la fase religiosa in quella di scelta dell'oggetto caratterizzata dall'attaccamento del bambino ai genitori, ed infine per la fase scientifica troveremo la piena corrispondenza nello stato adulto dell'individuo che rinuncia al principio del piacere e, adattandosi alla realtà, ricerca il suo oggetto nel mondo esterno. Solo in un campo, in quello dell'[[arte]], si è conservata sino ai nostri giorni «l'onnipotenza del pensiero». Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore. Questo confronto è forse più significativo di quanto vorrebbe essere. L'arte, che non è di certo iniziata come «arte per l'arte», si trovava in origine al servizio di tendenze che in gran parte sono oggi venute meno. Si può a ragione affermare che tra queste siano parecchie intenzioni magiche. (p. 101)
*L'[[anima]] dell'animismo riunisce in sé attribuzioni caratteristiche ad entrambe le parti. Il suo essere mobile ed effimero, la capacità di lasciare il corpo, d'impossessarsi in modo definitivo o transitorio di un altro corpo, sono caratteristiche che richiamano vivamente quelle della coscienza. Ma il modo con cui essa si cela dietro le manifestazioni della personalità ci ricorda l'inconscio; oggi non attribuiamo più l'immutabilità e l'indistruttibilità ai processi consci, ma a quelli inconsci, e consideriamo questi ultimi i reali portatori della vita psichica. (p. 105)
*La [[legge]] proibisce solo ciò che gli uomini farebbero sotto l'influsso di alcuni loro istinti. Ciò che la natura stessa proibisce e punisce non ha bisogno di essere proibito e punito dalla legge. (p. 134)
*L'esperienza psicoanalitica getta un po' di luce in questa oscurità.<br />L'atteggiamento del [[bambino]] presenta numerose analogie con quello del [[primitivo]] nei confronti degli [[animale|animali]]. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. (p. 137)
*La psicoanalisi ci ha rivelato che, in realtà, l'animale totem costituisce la sostituzione del [[padre]], e questo ci spiega la contraddizione che prima avevamo notato: da un lato, il divieto di uccidere un animale; dall'altro, la festa, preceduta da un'esplosione di dolore, che fa seguito alla sua morte. L'atteggiamento affettivo ambivalente che, ancora oggi, caratterizza nei bambini il complesso del padre e talvolta si protrae fin nell'età adulta, nello stesso modo si estenderebbe all'animale totem che sostituisce il padre. (p. 151)
*Ovviamente, la teoria del [[Darwin]] non accorda un posto alle origini del totemismo. Un padre violento, geloso, che tiene per sé tutte le femmine e scaccia i suoi figli man mano che crescono: ecco tutto ciò che essa suppone. [...] Basandoci sulla festa del banchetto totemico, possiamo rispondere così a questo interrogativo: un giorno i fratelli scacciati si sono riuniti, hanno ucciso e mangiato il padre, ponendo fine all'orda paterna. (p. 151)
*Dopo averlo eliminato {{NDR|il padre}}, dopo aver placato il loro odio e realizzato la propria identificazione con lui, essi dovettero dar sfogo agli impulsi affettuosi che erano stati sopraffatti. Lo fecero sotto forma di pentimento; provavano un senso di [[colpa]] che in questo caso coincide col rimorso sentito collettivamente. Il morto divenne più potente del vivo; tutte cose che anche oggi ritroviamo nelle vicende umane. Ciò che prima il padre aveva impedito con la sua presenza, i figli ora se lo proibivano da soli, nella situazione psichica nota in psicoanalisi come «ubbidienza postuma». Essi rinnegarono la loro azione, proibendo la uccisione del totem, sostituto del padre, e rinunciarono a goderne i frutti, rifiutando di aver rapporti sessuali con le donne che ora erano libere. Così il ''rimorso filiale'' ha generato i due tabù fondamentali del totemismo che coincidono perciò con i due desideri rimossi del ''complesso di Edipo''. Chi contravveniva a questi tabù si rendeva colpevole dei due soli crimini che interessassero la società primitiva. (p. 153)
*La [[religione]] totemica è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità. (pp. 154-155)
*Quando il [[cristianesimo]] cominciò la sua penetrazione nel mondo antico, incontrò la rivalità della religione di [[Mitra]] e per un po' di tempo fu dubbia la vittoria tra le due divinità.<br />La figura inondata di luce del giovane dio persiano rimane tuttavia oscura per noi. Le leggende che raffigurano Mitra che uccide dei buoi ci inducono a concludere che egli rappresentasse il figlio che, avendo da solo portato a termine il sacrificio del padre, ha liberato i fratelli dal senso di colpa che li tormentava in seguito a questo crimine. Vi era un'altra via per eliminare questo senso di colpa, e questa fu seguita da [[Cristo]]: sacrificando la propria vita, egli redense tutti i suoi fratelli dal peccato originale. (pp. 162-163)
*Ma la [[Eucarestia|Comunione]] cristiana è, in fondo, una nuova soppressione del padre, una ripetizione dell'atto che richiede espiazione. E noi comprendiamo quanto il [[James Frazer|Frazer]] abbia ragione, quando dice che «la Comunione cristiana ha assorbito in sé un sacramento molto più antico del cristianesimo». (p. 164)
*Potrei dunque terminare e riassumere questa rapida ricerca rilevando che nel [[complesso di Edipo]] si ritrovano i principi insieme della religione, della [[morale]], della [[società]] e dell'arte, e ciò in piena conformità coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso la sostanza di tutte le nevrosi, per ciò che della loro natura siamo finora riusciti a penetrare. (p. 166)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991}}
==''Tre saggi sulla sessualità'' (1905)==
===''Le aberrazioni sessuali''===
====[[Incipit]]====
=====Christiane Csopey=====
Il fatto che nell'uomo e nell'animale esistano dei bisogni sessuali si esprime in biologia supponendo che esista una «pulsione sessuale». In ciò si procede per analogia con la pulsione dell'assunzione di cibo, la fame. Nel linguaggio popolare manca una designazione corrispondente alla parola «fame»; la scienza ricorre alla parola «libido»<ref>L'unica parola che nella lingua tedesca sia adatta, «Lust», ha purtroppo svariati significati e designa tanto la sensazione del bisogno quanto quella del soddisfacimento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
=====Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino=====
Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l'istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d'ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido»<ref>L'unico termine appropriato della lingua tedesca, ''Lust'', è sfortunatamente ambiguo, ed è usato per denotare sia l'esperienza del bisogno sia quella di appagamento.</ref>.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
====Citazioni====
*Il modo di vedere circa l'istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l'uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell'amore. (p. 16)
*La teoria della [[bisessualità]] è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d'uomo». (p. 22)
*La teoria dell'ermafroditismo psichico suppone che l'oggetto sessuale degli interventi sia l'opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
*Il [[sadismo]] e il [[masochismo]] occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale.<br>La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d'ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l'istinto sessuale. (p. 34)
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0}}
===''Sessualità infantile''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Una caratteristica dell'opinione comune circa l'istinto sessuale è che questo sia assente nell'infanzia e si svegli solo nel periodo della pubertà. Questo, però, non è solo un semplice errore, ma un errore che ha avuto gravi conseguenze perché è principalmente a quest'idea che noi dobbiamo la nostra attuale ignoranza delle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Fa parte dell'opinione popolare sulla pulsione sessuale ritenere che essa sia assente nell'infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che si definisce pubertà. Questo non è soltanto un errore banale, bensì un errore che comporta gravi conseguenze, perché è il principale responsabile della nostra attuale ignoranza sulle condizioni fondamentali della vita sessuale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
===''Le trasformazioni della pubertà''===
====[[Incipit]]====
=====I traduzione=====
Col sopraggiungere della pubertà, avvengono trasformazioni destinati a dare alla vita sessuale infantile la forma normale definitiva. Fin qui l'istinto sessuale è stato prevalentemente autoerotico; ora trova un oggetto sessuale. La sua attività è dipesa finora da un certo numero di istinti e di zone erogene separati, che, indipendentemente gli uni dalle altre, hanno perseguito un certo tipo di piacere come loro unico scopo sessuale. Ora, però, appare una nuova meta sessuale, e tutti gli istinti componenti si alleano per raggiungerla, mentre le zone erogene vengono assoggettate al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.}}
=====II traduzione=====
Con l'inizio della [[pubertà]] si verificano quei cambiamenti destinati a portare la vita sessuale infantile alla sua configurazione definitiva normale. La pulsione sessuale era finora prevalentemente autoerotica; ora trova un oggetto sessuale. Finora agiva partendo da singole pulsioni e zone erogene che cercavano, indipendentemente l'una dall'altra, un certo tipo di piacere come unica meta sessuale; ora si presenta una nuova meta sessuale, al conseguimento della quale collaborano tutte le pulsioni parziali, mentre le zone erogene soggiacciono al primato della zona genitale.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.}}
==''Un ricordo d'infanzia di Goethe da "Poesia e Verità" di Goethe'' (1917)==
*Potremmo quindi pensare che il lancio del vasellame dalla finestra fosse un'azione simbolica, o per meglio dire, un'azione magica con la quale il bambino (sia [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] che il mio paziente) dava espressione violenta al suo desiderio di liberarsi di un fastidioso intruso.
*Ho comunque già rilevato altrove che se un uomo ha ricevuto tutto l'affetto della [[madre]], conserva per tutta la vita una sensazione di trionfo, una fiducia nel successo che non di rado gli procura effettivamente successo. Ed è possibile che Goethe abbia dato questo titolo alla sua autobiografia: «La mia forza ha le sue radici nel mio rapporto con mia madre».
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==''Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci'' (1910)==
*Egli {{NDR|[[Leonardo da Vinci|Leonardo]]}} era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli.
*I suoi affetti erano controllati e sottoposti all'istinto di ricerca; egli non amava e non odiava, ma si chiedeva l'origine e il valore di ciò che doveva amare od odiare. Per questo egli era costretto al principio a sembrare indifferente al bene e al male, alla bellezza e alla bruttezza.
*Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria.
*Cerchiamo di chiarire quanto viene proposto qui. E possibile che Leonardo fu affascinato dal sorriso di [[Gioconda|Monna Lisa]] perché destava qualcosa che era rimasta a lungo addormentata nella sua mente, probabilmente un vecchio ricordo. Questo ricordo era di importanza tale che egli non riuscì più a liberarsene una volta ridestato; egli era continuamente costretto a dargli nuova espressione.
*Dobbiamo espressamente insistere che non abbiamo mai considerato Leonardo un nevrotico o, con goffa espressione, un «malato di nervi». Chi protesta per la nostra audacia troppo grande nell'esaminarlo alla luce delle scoperte fatte nel campo della patologia, è ancora attaccato ai pregiudizi che oggi abbiamo giustamente abbandonato. Non pensiamo più che malattia e salute, persone normali e nevrotiche, si possano distinguere nettamente, né che i tratti nevrotici debbano necessariamente costituire indizi di una generale inferiorità.
{{NDR|in ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il caso del piccolo Hans'' (1909)===
In queste pagine mi propongo di descrivere il corso della malattia e la guarigione di un giovanissimo paziente. Per l'esattezza, la storia di questo caso clinico non è tratta dalle mie osservazioni personali. È vero che io ho dato le direttive del trattamento e che vi ho preso parte direttamente, ma una volta soltanto, in occasione di un colloquio col bambino; però il trattamento vero e proprio è stato condotto dal padre e a lui va la mia sincera gratitudine per avermi concesso di pubblicare le sue note sul caso.
===''Il caso di Dora'' (1901)===
Nel 1895 e nel 1896 ho avanzato alcune ipotesi sulla patogenesi dei sintomi isterici e sui processi mentali che si manifestano nell'isteria; da allora sono passati molti anni, per cui, nel propormi ora di concretare queste vedute in una relazione dettagliata di un caso clinico e del suo trattamento, non posso fare a meno di introdurre alcune considerazioni preliminari, in parte con il proposito di giustificare da diversi punti di vista il passo che sto facendo, in parte per soddisfare la curiosità che esso ha creato.
===''Il motivo della scelta degli scrigni'' (1913)===
Recentemente due scene tratte da una commedia e da una tragedia di [[Shakespeare]] mi hanno offerto lo spunto per impostare e risolvere un piccolo problema.<br />La prima scena è quella della scelta fra i tre scrigni che i corteggiatori fanno ne ''Il Mercante di Venezia''. Per ordine del padre, la bella e saggia Porzia è costretta a sposare il corteggiatore che sceglierà lo scrigno giusto. I tre scrigni sono d'oro, d'argento e di piombo: lo scrigno giusto è quello che contiene il suo ritratto.<br />
{{NDR|In ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura''}}
===''Il motto di spirito'' (1905)===
Chiunque abbia avuto occasione di interessarsi della luce che le opere di estetica e di psicologia possono gettare sulla essenza del motto di spirito e sulla natura delle sue relazioni, dovrà probabilmente ammettere che esso non ha ricevuto neppure una piccola parte della considerazione filosofica che merita in rapporto al ruolo che ha nella nostra vita spirituale. Si può fare il nome di ben pochi pensatori che abbiano approfondito lo studio di questo problema. Tuttavia, tra coloro che si sono occupati dei motti di spirito, vi sono scrittori famosi, come il romanziere [[Jean Paul Richter|Jean Paul (Richter)]] e i filosofi Theodor Vischer, [[Kuno Fischer]] e Theodor Lipps. Ma anche in questi autori l'argomento «motti di spirito» resta sullo sfondo, mentre l'interesse principale della loro ricerca è rivolto al problema del comico, più vasto ed attraente.
===''Ipnosi'' (1891)===
Sarebbe uno sbaglio considerare facile l'applicazione dell'[[ipnosi]] a fini terapeutici; al contrario, la ''tecnica'' dell'ipnotizzare non presenta difficoltà minori di qualsiasi altro procedimento medico. Il medico che intenda praticare l'ipnosi deve imparare il metodo da una persona esperta di questa tecnica, ed anche allora solo con molta pratica personale potrà ottenere risultati positivi che non si limitino a pochi casi sporadici. Divenuto un ipnotizzatore esperto, egli si disporrà al suo compito con l'atteggiamento serio e deciso di chi è cosciente di fare qualcosa di utile, anzi, in alcuni casi, di necessario.
===''Isteria'' (1888)===
Il termine «isteria» ha origine nei tempi più antichi della medicina ed è un derivato del pregiudizio, superato solo ai giorni nostri, che collega la nevrosi con le affezioni dell'apparato genitale femminile. Nel Medioevo le nevrosi ebbero un ruolo importante nella storia della civiltà; esse apparvero in forma epidemica come se risultassero da un contagio psichico e furono alla base di ciò che vi fu di effettivo nella storia delle ossessioni e della stregoneria.
===''Psicopatologia della vita quotidiana'' (1901)===
====I traduzione====
Nel 1898 ho pubblicato, sulla ''Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie'', un breve articolo intitolato «Il meccanismo psichico della dimenticanza» il cui contenuto, che ora riassumerò, mi servirà come punto di partenza per le mie considerazioni ulteriori. In questo articolo sottomettevo all'analisi psicologica, prendendo lo spunto da un caso sorprendente osservato su me stesso, il fenomeno tanto frequente della dimenticanza passeggera di nomi propri; sono arrivato alla conclusione che il fenomeno — tanto comune e abbastanza irrilevante nella pratica — consistente nel momentaneo blocco di una facoltà psichica (la memoria), può ricevere una spiegazione la cui portata va molto al di là dell'importanza generalmente accordata a tale fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992}}
====II traduzione====
Nell'annata 1898 della "Monatsschrift für Psychiatrie und Neurologie" ho pubblicato un breve articolo sul ''Meccanismo psichico della dimenticanza'', che qui voglio riprendere come punto di partenza per considerazioni ulteriori. Ho in quel lavoro sottoposto ad analisi psicologica il frequente fenomeno della dimenticanza temporanea di nomi propri, in base a un esempio adatto fornitomi dall'auto-osservazione, e sono giunto alla conclusione che il fatto, comune e privo di vera importanza pratica, per cui vien meno una funzione psichica e precisamente quella del ricordare, ammette una spiegazione che va molto al di là di quanto usualmente si ricava dal fenomeno.<br>
{{NDR|Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971}}
==Citazioni su Sigmund Freud==
*Ai miei tempi, per cinque marchi ti curava Freud in persona. Per dieci marchi, ti curava e ti stirava i pantaloni. Per quindici marchi, Freud lasciava che tu curassi lui, e questo includeva una scelta fra due contorni. ([[Woody Allen]])
*Bisogna distinguere nettamente il Freud geniale inventore della psicanalisi e il Freud teorico della religione. Egli gode immeritatamente, nel secondo campo, della fama meritatamente conquistata nel primo. Notiamo anzitutto che l'atteggiamento di Freud verso la religione non è il risultato delle sue analisi psicologiche, perché le precede. È risaputo che, quanto alla sostanza, egli aveva già chiaro il suo punto di vista fin dall'inizio e non l'ha mai cambiato. [...] Nel suo trattamento della religione, egli trasgredisce quei criteri scientifici che altrove difende con tanto accanimento, fondandosi su ipotesi e voci del tutto indimostrabili, come quella dell'uccisione di Mosè da parte dei suoi connazionali. ([[Raniero Cantalamessa]])
*Chiesero un giorno a Sigmund Freud di sintetizzare la sua "ricetta" per difendere l'uomo dai mali oscuri che affiorano dal profondo. «''Lieben und arbeiten'', amare e lavorare» fu la risposta del fondatore della psicoanalisi.<br>È, guarda caso, la stessa formula proposta all'uomo dal Nuovo Testamento, che pone al centro del suo messaggio ''amore e lavoro''. Meno conosciuto, forse, questo secondo aspetto, tanto che la frase di Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi («''Chi non vuole lavorare, nemmeno mangi''») è spesso attribuita a Lenin. Attribuzione errata ma, ci pare, altamente significativa. ([[Vittorio Messori]])
*Come dice Freud, "Chi cita, ha bisogno di fare sesso". (''[[Rat-Man]]'')
*Freud ha elaborato le migliori teorie finora, oltre alla mia, su come si costruisce una mente. ([[Marvin Minsky]])
*Freud non pensava che l'Io potesse esser già presente alla nascita ed aveva attribuito all'organismo delle funzioni che, secondo me, possono esser esplicate solo dall'Io. ([[Melanie Klein]])
*Freud scopre il desiderio come libido, desiderio che produce; ma non smette di ri-alienare la libido nella rappresentazione familiare (Edipo). La psicoanalisi è la stessa storia dell'economia politica come la vede [[Karl Marx|Marx]]: Adam Smith e Ricardo scoprono l'essenza della ricchezza come lavoro che produce e non smettono di ri-alienarla nella rappresentazione della proprietà. ([[Félix Guattari]])
*Freud sostiene che il bambino Arpocrate, dio ellenistico, che le statue rappresentano con il dito indice in o sulla bocca, si succhia il dito, e ciò significherebbe che egli ha delle abitudini solitarie. Quanto a me, sono incline all'interpretazione abitualmente accettata che egli si metta il dito sulla bocca per indicare che bisogna far silenzio. Freud era un ossessionato che voleva, come regola della regola più volgare, comunicare a tutti la sua ossessione. ([[Henry de Montherlant]])
*Freud trasformò in lettino l'inginocchiatoio del confessionale e lo rese più comodo. Credo che sia qui il grande beneficio della psicoanalisi. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Ho sognato Freud. Che significa? ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ho studiato psicologia al college, so tutto sulla sua vita. Era un uomo spregevole. [...] Freud visse alla fine dell'Ottocento e all'epoca non esistevano gli elettrodomestici. La madre, poverina, era costretta a fare tutto a mano, sa? Lavori domestici massacranti dall'alba al tramonto. Per non parlare degli innumerevoli sacrifici che avrà affrontato in nome della sua famiglia. E come l'ha ripagata? Una volta adulto è diventato famoso con la sua teoria che i problemi degli adulti sono riconducibili a qualcosa di orribile commesso dalla madre. Ah, dev'essersi sentita tradita. Sapeva quanto lei lavorasse e cosa avesse fatto per lui. Si è mai preso il disturbo, una volta tanto, di dirle grazie? Ne dubito. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Il vecchio aveva [...] una visione acutissima: non si lasciava cullare dalle illusioni se non da una fiducia eccessiva nelle proprie idee. ([[Albert Einstein]])
*In questa misura appunto la psichiatria del XIX secolo converge realmente verso Freud, il primo ad aver seriamente accettato la realtà della coppia medico-malato. Mentre il malato mentale è interamente alienato nella persona del suo medico, il medico dissipa la realtà della medicina mentale nel concetto critico di follia. Verso il medico Freud ha fatto confluire tutte le strutture approntate da Tuke e Pinel nell'internamento. Ha certo liberato il malato dall'esistenza manicomiale ove l'avevano alienato i suoi "liberatori"; ma non lo ha liberato da quel che questa esistenza aveva di essenziale; ne ha radunati i poteri li ha tesi al massimo annodandoli tra le mani del medico; ha creato la situazione psicanalitica in cui, grazie a un geniale cortocircuito, l'alienazione diviene disalienazione, perché, nel medico, essa diventa soggetto. Il medico, in quanto figura alienante, rimane la chiave della psicanalisi. Forse proprio perché non ha soppresso quest'ultima struttura, e vi ha ricondotto tutte le altre, la psicanalisi non può, non potrà intendere le voci della ''déraison'', né decifrare intrinsecamente i segni dell'insensato. La psicanalisi può sciogliere alcune forme di follia; ma rimane estranea al lavoro sovrano della ''déraison''. ([[Michel Foucault]])
*Inoltre dobbiamo essere grati a Freud per averci fatto rilevare l'importanza dei sogni. ([[Carl Gustav Jung]])
*L'uomo desidera intensamente essere [[ascoltare|ascoltato]]. Anche per Freud la terapia migliore è quella che passa per l'ascolto. Fu lui a dire che il migliore [[psicoanalista|psicanalista]] è colui che sa ascoltare senza interrompere mai. ([[Mario Canciani]])
*L'uso fatto da Freud nel mito di Edipo ha illuminato qualcosa di più che la natura degli aspetti sessuali della personalità umana. Grazie alle sue scoperte è possibile, riesaminando il mito, scorgere in esso elementi che non furono messi in rilievo nelle prime indagini perché erano tenuti troppo in ombra dalla componente sessuale del dramma. ([[Wilfred Bion]])
*''Mentre voi dormite | Freud lavora.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Mio fratello è figlio unico'' [...] ''perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni.'' ([[Rino Gaetano]])
*Non è affatto vero che io provenga esclusivamente da Freud. La mia impostazione scientifica e la teoria dei complessi precedono il mio incontro con Freud. I maestri che mi hanno influenzato in maggior misura sono Bleuer, Pierre Janet e Théodore Flournoy. ([[Carl Gustav Jung]])
*Quando Hitler conquistò l'Austria e la Germania, Freud fuggì in Inghilterra: abbandonò l'Austria meravigliosa rappresentata da [[Joseph Roth]], che gli assomigliava profondamente con la sua ''Marcia di Radetzky''. A Londra gli asportarono l'osso della mandibola al punto di impedirgli di parlare. Il cancro si diffuse rapidamente. Taceva, taceva, sebbene continuasse a scrivere vorticosamente con la sua grazia di grande classico. Morì fumando uno dei suoi dilettissimi sigaretti. Chissà cosa pensasse e in quali vertigini si inoltrasse, mentre, pazientissimo, ascoltava i messaggi di [[Thomas Mann]] e di [[Stefan Zweig]]. ([[Pietro Citati]])
*Quando Sigmund Freud tentò di analizzare i motivi del comportamento sociale umano e di renderne comprensibili le sue cause [...] fu accusato di mancanza di rispetto, materialismo cieco e persino di tendenze pornografiche. L'umanità difende il concetto che ha di sé con tutti i mezzi ed è davvero opportuno predicare l'''humilitas'' e cercare seriamente di far saltare per aria tutti gli ostacoli che si oppongono all'autoconoscenza. ([[Konrad Lorenz]])
*Se l'inconscio è un abisso, come ha potuto uscirne Sigmund Freud? ([[Fausto Cercignani]])
===[[Jacques Maritain]]===
*La filosofia larvata di Freud non è che un travestimento di un odio profondo della ''forma'' della ragione.
*Per lui l'esistenza del complesso di Edipo è una legge universale.
*Tutta la filosofia di Freud poggia su di un pregiudizio: la negazione violenta della spiritualità e della libertà.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Sigmund Freud, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/freud/index.htm Aforismi e pensieri]'', a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, 1994. ISBN 8879836331
*Sigmund Freud, ''Al di là del principio del piacere'' (''Jenseits des Lustprinzips''), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988.
*Sigmund Freud, ''Autobiografia'', traduzione di Renata Colorni in Opere vol. 10, Boringhieri, Torino 1978.
*Sigmund Freud, ''Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte'' traduzione di Cesare Musatti, Opere V e VIII, Bollati Boringhieri, Torino 1989.
*Sigmund Freud, ''«Il caso del piccolo Hans». Analisi di una fobia in un bambino di cinque anni'', traduzione di Celso Balducci, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''«Il caso di Dora». Frammento di analisi di un caso di isteria'', traduzione di Pietro Stampa, in ''Opere 1905/1921'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio'', traduzione di Pietro L. Segre, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Introduzione al narcisismo'', traduzione di Aldo Durante, Jean Sanders e Leonardo Breccia, NET, 1992
*Sigmund Freud, ''Introduzione alla psicoanalisi'', traduzione di Irene Castiglia, Newton Compton, Roma, 2010. ISBN 978-88-541-2473-8
*Sigmund Freud, ''Ipnosi'', traduzione di Cecilia Galassi e Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Isteria'', traduzione di Celso Balducci e Alessandra Ozzola, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, [[Oskar Pfister]], ''L'avvenire di un'illusione'' (''Die Zukunft einer Illusion'', 1927), traduzione di Sandro Candreva, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, ISBN 8833905497.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'', traduzione di Antonella Ravazzolo, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''L'interpretazione dei sogni'' (''Der Traumdeutung''), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L'Unità/Bollati Boringhieri, 1994.
*Sigmund Freud, ''Opere complete'', a cura di Cesare L. Musatti, Bollati Boringhieri, 2013.
*Sigmund Freud, ''Perché la guerra? (carteggio con Einstein) e altri scritti'', traduzione di Cesare L. Musatti, Silvano Daniele, Sandro Candreva ed Ermanno Sagittario, editore Paolo Boringhieri, Torino, 1975.
*Sigmund Freud, ''Psicoanalisi dell'arte e della letteratura'', traduzione di Antonella Ravazzolo e Celso Balducci, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 1971.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori'', traduzione di Carlo Federico Piazza, Michele Ranchetti, Ermanno Sagittario, Boringhieri, 2010.
*Sigmund Freud, ''Psicopatologia della vita quotidiana. Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni'', traduzione di Cecilia Galassi, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Shakespeare, Ibsen e Dostoevskij'', traduzioni di Pietro Veltri, Mario Ciarfaglini e Silvano Daniele, Bollati Boringhieri, 2002.
*Sigmund Freud, ''Totem e tabù'', a cura di G. Berrettoni, Fratelli Melita Editori, 1991.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'' (''Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie''), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 8879830740
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla sessualità'', traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in ''Opere 1886/1905'', Newton Compton, 1992.
*Sigmund Freud, ''Tre saggi sulla teoria sessuale'', traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.
==Voci correlate==
*[[Complesso di Edipo]]
*[[Lucian Freud]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Al di là del principio del piacere}}
{{Pedia|Introduzione al narcisismo||}}
{{Pedia|L'interpretazione dei sogni}}
{{DEFAULTSORT:Freud, Sigmund}}
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Psicologi austriaci]]
[[Categoria:Psicoanalisti austriaci]]
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Giorgio Gaber
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Udiki
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[[Immagine:Giorgio Gaber live.jpg|thumb|upright=1.4|Giorgio Gaber]]
'''Giorgio Gaber''', nome d'arte di '''Giorgio Gaberščik''' (1939 – 2003), cantautore, attore, commediografo e regista teatrale italiano.
==Citazioni di Giorgio Gaber==
*Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro [[Francesco Guccini|Guccini]]. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.<ref>Citato in ''Portavo allora un eskimo innocente'', a cura di Massimo Cotto, Giunti, 2007, p. 11. ISBN 978-88-09-05578-0</ref>
===Attribuite===
*Io non temo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in sé, temo Berlusconi in me.<ref>Citato da Giorgio Gaber in [[Gad Lerner]], ''Gaber: "Canto i talenti del '68, perdenti come me"'', ''Corriere della Sera'', 6 aprile 2001; articolo riportato in ''[http://www.giorgiogaber.org/index.php?page=rstampa-vediart&codArt=47 Giorgiogaber.org]''.</ref>
:{{NDR|[[Citazioni errate|Erroneamente attribuita]]}} La citazione è in realtà di [[Gian Piero Alloisio]]. Infatti, nonostante Gaber abbia sempre espressamente attribuito la citazione ad Alloisio, la frase è stata spesso erroneamente attribuita allo stesso Gaber. È lo stesso Alloisio ad ammetterlo nel libro ''Il mio amico Giorgio Gaber'': «Malgrado Gaber abbia rispettato il mio "diritto di proprietà intellettuale", [la frase] quasi sempre è stata attribuita a lui. Perché? Perché funziona di più.»<ref>{{cfr}} Gian Piero Alloisio ''Il mio amico Giorgio Gaber'', Utet, [https://books.google.it/books?id=G6UzDwAAQBAJ&pg=PT192 p. 192]. ISBN 88-511-5114-8</ref>
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Il Riccardo / Donna donna donna''===
'''Etichetta''': Vedette VVN 33165, 1969.
*''Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar, | Che noia qui al bar.'' | [...] | ''Ma per fortuna che c'è il Riccardo | che da solo gioca a [[biliardo]] | non è di grande compagnia | ma è il più simpatico che ci sia''. (da ''Il Riccardo'', lato A)
===''Il signor G''===
'''Etichetta''': Carosello, 1970.
*''Se potessi cantare davvero | [[canto|canterei]] veramente per tutti, | canterei le gioie ed i lutti | e il mio canto sarebbe sincero. | Ma se canto così io non piaccio, | devo fare per forza il pagliaccio.'' (da ''Suona chitarra'', n. 1)
*''E incomincia fra i commenti | la sfilata dei parenti | ma io proprio non capisco | perché son così contenti.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2)
*''A proposito del nome | proprio [[G]] come mio nonno, | avrei voglia di reagire, | ma per ora ho troppo sonno.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2)
*''È nato in un prato un [[fiore]] colorato, | è nato in un prato un fiore già appassito, | il fiore colorato è stato concimato, | il fiore già appassito è stato trascurato.'' (da ''Io mi chiamo G'', n. 3)
*''Eppure sembra un [[uomo]], | vive come un uomo, | soffre come un uomo, | è un uomo.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4)
*''Sul muro c'era scritto | «Alzateci il salario». | L'ha cancellato un grande cartellone | con scritto «Costa meno il mio sapone».'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4)
*''Mio padre è mio padre, | mio padre è un brav'uomo, | mio padre tratta tutti da cretini, | i vecchi bisogna ammazzarli da bambini.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4)
*Da una recente statistica sui [[matrimonio|matrimoni]] risulta che: il 2 % riguarda quei coniugi che hanno trovato nell'unione la più completa felicità, e si ritengono eternamente innamorati. Nel 9% dei casi si raggiunge una convivenza serena, pur nel superamento di qualche difficoltà. Solo nel 10% dei casi avviene la separazione vera e propria, per il rimanente 79% la maggioranza, il matrimonio continua. (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5)
*''Com'eri bella, | com'eri bella, | avevo bisogno di te. | Eri la donna della mia vita, | ti ho chiesto di stare con me | perché ti amavo, perché ti amavo, | ma com'è bella la vita in due!'' (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5)
*''La voglia di andare, la voglia di reagire | con quanto coraggio, con quanta paura. | La voglia di fare e di ricominciare | con tutta la rabbia, con tutto l'amore.'' (da ''Il signor G dalla parte di chi'', n. 7)
*''A cosa pensi, mio signor G? | Pensi alla vita a ciò che finì, | a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto, | al tuo coraggio, al tuo passato che è già passato.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8)
*''L'[[acqua]] che passa, l'acqua che scorre | come una nenia che non finisce, | io che la guardo come assopito | ci farei un tuffo tutto vestito.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8)
*''Ed io che ho lavorato, lavorato, lavorato | ora mi fermo un momento a guardare | quel seguirsi di errori e il mio passato | e quella vita che mi avete rubato.'' (da ''Il signor G incontra un albero'', n. 12)
*''Ed ogni volta mi chiedo se ho ancora | la forza di ricominciare, | il nostro amore è un po' stanco ma anche questa volta | si salverà. | Provo a tornare nei luoghi dove tu, solo tu | mi hai insegnato ad amare | ma quasi sempre c'è un prato che aveva un colore | che adesso non ha.'' (da ''Il signor G e le stagioni'', n. 13)
*''Signore delle chiese e dei santi, | Signore delle suore e dei preti | prova ad esserlo, se credi, | anche dei cortili, delle fabbriche, | delle puttane, dei ladri.'' (da ''[[Preghiere dalle canzoni|Preghiera]]'', n. 14)
*''Quanta gente affezionata | che premura, che assistenza | c'è una busta sigillata | state calmi, che impazienza. | Ma c'è scritto solamente | «G saluta la sua gente». | S'è mangiato tutti i soldi | non vi lascia proprio niente.'' (da ''Il signor G muore'', n. 17)
===''I borghesi''===
'''Etichetta''': Carosello, 1971.
*''I [[borghesia|borghesi]] son tutti dei porci, | più sono grassi e più sono lerci, | più son lerci e più c'hanno i milioni, | i borghesi son tutti...'' (da ''I borghesi'', n. 1)
*''Quanta resistenza | e quanta esagerata insofferenza | qualche volta anche per niente. | E questa strana unione | che ogni giorno si trasforma | lentamente.'' (da ''Ora che non son più innamorato'', n. 2)
*''Ce l'hanno su con me | mi danno del pezzente, | mi danno del barbone | e già, per quella gente | è meglio un delinquente | ma con la posizione, | e anche se la figlia | sembra differente | è nata ed è cresciuta | in quell'ambiente.'' (da ''Che bella gente'', n. 3)
*''E la [[Chiesa cattolica|Chiesa]] si rinnova per la nuova società | e la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4)
*''E se in qualche parte del mondo c'è un dramma | il [[Papa]] è sempre pronto e manda un telegramma. | Nel testo si commuove, depreca, è solidale | insomma gli dispiace come a uno normale.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4)
*''Scusa cara | ci sono dei momenti, | vien voglia di andar via, | non sai che cosa vuoi.'' (da ''Evasione'', n. 5)
*''Com'è grande e vuoto, è docile, è fragile, | ubbidiente, riflessivo, indifeso, inoffensivo, | debole, meschino, vigliacco, | inchinato, prostrato, sudato, | consenziente, affaticato, inutile, inutile, inutile, | un uomo inutile, inutile, inutile, | una palla inutile.'' (da ''L'uomo sfera'', n. 6)
*''Da quando sei sposata | non è più come prima, | ti trovo un po' cambiata | l'amore ti rovina.'' (da ''Due donne'', n. 10)
===''Far finta di essere sani''===
'''Etichetta''': Carosello, 1973.
*''[[Vivere]], non riesco a vivere | ma la mente mi autorizza a credere | che una storia mia, positiva o no | è qualcosa che sta dentro la realtà.'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2)
*''[[Libertà|Liberi]], sentirsi liberi | forse per un attimo è possibile | ma che senso ha, se è cosciente in me | la misura della mia [[Inutile|inutilità]].'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2)
*''Per ora rimando il suicidio | e faccio un gruppo di studio: | le masse, la lotta di classe, i testi [[Antonio Gramsci|gramsciani]]. | Far finta di essere sani...'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2)
*''La [[natura]] è la vita, l'ha detto [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]]. | La natura è la misura dell'uomo. L'ha detto [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]]. | La natura fa schifo... L'ho detto io.'' (da ''La natura'', CD 1, n. 3)
*''Cerco un [[gesto]], un gesto naturale | per essere sicuro che questo corpo è mio, | cerco un gesto, un gesto naturale | intero come il nostro Io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4)
*''E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono, | capisco solo che continuamente io mi condiziono, | devi essere come un uomo, come un santo, come un dio, | per me ci sono sempre i come e non ci sono io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4)
*''Forse la comune | non ha senso la famiglia coniugale | ho bisogno di trovare un'apertura | a una vita troppo chiusa, troppo uguale.'' (da ''La comune'', CD 1, n. 5)
*''Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve | sembra panna, sembra neve.'' (da ''Lo shampoo'', CD 1, n. 8)
*''Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora | i migliori son più cari perché sono antiforfora.'' (da ''Lo [[shampoo]]'', CD 1, n. 8)
*''Una pallina bianca è uguale a una pallina bianca. | Una pallina bianca è diversa da una pallina nera. | E nessuna delle due palline si è offesa | ''[...]'' Ma, io dico, non si potrebbe essere diversi così, | su un piano, tutta una base?'' (da ''Le palline'', CD 1, n. 9)
*''Nella sua torre tutta d'avorio | il genio studia le sue carte | concentrazione, ispirazione | la sua cultura, la sua arte.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10)
*''In un dente anormale non c'è niente di male | ma per colpa di uno strano destino | ci risulta dai dati che altri figli son nati | tutti quanti con lo stesso dentino.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10)
*''Io ti sfioro e non so quanto sia emozionante, | tu mi guardi e mi chiedi se sono presente, | io penso alla nostra impotenza, ad un gesto d'amore.'' (''L'impotenza'', CD 1, n. 11)
*''Le mani si muovono, accarezzano i fianchi, | le bocche si avvicinano poi si staccano ancora, | i corpi si sfiorano poi si allontanano, | di scatto si riallacciano poi si comprimono, | il respiro è più forte incalzante, | più affannoso, morboso, ansimante, | parole sconnesse, frenetiche, senza pudore, | è l'amore, è l'amore, è l'amore.'' (da ''È sabato'', CD 1, n. 12)
*''Io, con una donna, mi sento, | mi riconosco, mi ritrovo, m'invento, | mi realizzo, mi rinnovo, mi miglioro, | perché io, con una donna, m'innamoro.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13)
*''Io, con una donna, ho più coraggio, | mi accarezzo, mi tocco, praticamente mi corteggio, | mi incammino verso il letto e penso a dopo, | perché io, con una donna, mi scopo.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13)
*''Ho visto un uomo matto | è impressionante come possa fare effetto, | un uomo solo, abbandonato, dimenticato | dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello.'' (da ''Dall'altra parte del cancello'', CD 1, n. 15)
*''E noi colitici | che siamo tutti un po' psicosomatici, | sensibili ai problemi più drammatici | degli stomaci, | non con la mente | ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1)
*''E noi colitici, | un po' individualisti ma simpatici, | insieme diventiamo più politici | ma democratici. | Ci organizziamo ed uniti marciamo | sicuri del successo.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1)
*''Un'emozione non so che cosa sia | ma ho imparato che che va buttata via. | Dolce [[prudenza]], ti prego, resta ancora con me | da troppo tempo non vivo grazie a te.'' (da ''Un'emozione'', CD 2, n. 3)
*''Un'[[idea]], un concetto, un'idea, | finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. | Se potessi mangiare un'idea, | avrei fatto la mia rivoluzione.'' (da ''Un'idea'', CD 2, n. 3)
*''Se sapessi parlare di Maria, | se sapessi davvero capire la sua esistenza | avrei capito esattamente la realtà, | la paura, la tensione, la violenza, | avrei capito il capitale, la borghesia, | ma la mia rabbia è che non so parlare di Maria | la libertà, Maria la rivoluzione, Maria il Vietnam, la Cambogia, | Maria la realtà.'' (da ''Chiedo scusa se parlo di Maria'', CD 2, n. 11)
*''La [[libertà]] non è star sopra un albero, | non è neanche il volo di un moscone, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13)
*''La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche avere un'opinione, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13)
*''Il [[mare]], com'è strano il mare, | non è che non ne senta la sua poesia ma mi fa vomitare.'' (da ''La nave'', CD 2, n. 14)
===''Anche per oggi non si vola''===
'''Etichetta''': Carosello, 1974.
*''Eppure il [[mais|granoturco]] | che ha scelto di esser giallo | non si domanda niente | non ricorda. || Chissà se poi continua | a presentarsi giallo | per essere fedele | a chi lo guarda.'' (da ''Il granoturco'', disco 1, lato A, n. 2)
*Sì, mangi tutto, anche se non è che del [[minestrone]] ti interessa tutto, certo, non puoi mica metterti lì a selezionare a dividere con le mani, sarebbe, difficile scomodo, e anche maleducato, quindi mangi tutto [...]. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3)
*A me personalmente, del minestrone interessa la [[carota]], è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali d'altronde ben note. La carota, questo prezioso ortaggio, fa bene al... irrobustisce il... il nervo ottico, sì fa bene, ai bulbi, ti vengono due bulboni, che vedi no, importante vedere, anche, anche politicamente, questa, questa vista che cresce, che si sviluppa, individua il nemico da combattere, sì. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3)
*''Mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me! | Mi son fatto tutto di merda.'' (da ''L'odore'', disco 1, lato B, n. 1)
*''Anche per oggi non si vola.'' (da ''La leggerezza'', disco 2, lato A, n. 3)
*''La [[realtà]] è un uccello che non ha memoria, | devi immaginare da che parte va.'' (da ''La realtà è un uccello'', disco 2, lato A, n. 4)
*''È scoppiata un'epidemia di quelle più maligne | con bubboni che appestano uomini, donne e bambini , | l'infezione è trasmessa da topi usciti dalle fogne | ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini , | son le solite mani nascoste e potenti, | che lavorano sotto, che sono sempre presenti.'' (da ''La [[peste]]'', disco 2, lato B, n. 2)
*''C'è solo la [[via|strada]] su cui puoi contare | la strada è l'unica salvezza | c'è solo la voglia, il bisogno di uscire | di esporsi nella strada, nella piazza. | Perché il [[giudizio universale]] | non passa per le case | in casa non si sentono le trombe | in casa ti allontani dalla vita | dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.'' (da ''C'è solo la strada'', disco 2, lato B, n. 5)
===''Libertà obbligatoria''===
'''Etichetta''': Carosello, 1976.
*''Ho bisogno di un delirio | che sia ancora più forte, | ma abbia un senso di vita | e non di morte.'' (da ''Il delirio'', disco 1, n. 5)
*''Io non assomiglio ad Ambrogio, | l'interezza non è il mio forte, | per essere a mio agio | ho bisogno di una parte.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7)
*''E se mi viene bene | se la parte mi funziona | allora mi sembra di essere | una persona.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7)
*''Quando invece sto leggendo [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] | mi concentro sono tutto preso | non da Hegel naturalmente | ma dal mio fascino di studioso.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7)
*''Mio nonno si è scelto una parte | che non cambia in ogni momento, | voglio dire che c'ha un solo | comportamento. || Io invece ho sempre bisogno | di una nuova definizione | e gli altri fanno lo stesso | è una tacita convenzione.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7)
*''Se un giorno noi cercassimo | chi siamo veramente | ho il sospetto | che non troveremmo niente.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7)
*''La [[solitudine]] | non è mica una follia | è indispensabile | per star bene in compagnia.'' (da ''La solitudine'', disco 2, n. 1)
*Non c'è popolo che sia più giusto degli [[Stati Uniti d'America|americani]]. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. Nooo! È perché ci sono ancora dei posti dove non c'è né giustizia, né libertà. E loro... Eccola lì... pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano. (da ''L'America'', disco 2, n. 8)
*''Si può, siamo liberi come l'aria | si può, siamo noi che facciam la storia, | si può, [[libertà]], libertà, libertà, | libertà obbligatoria.'' (da ''Si può'', disco 2, n. 9)
*Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare? (da ''Si può'', disco 2, n. 9)
*Ma quello che succede in fondo ai tuoi polmoni, o al tuo intestino, è quello che conta, è qualcosa che ti hanno messo dentro, e ti mangia piano piano, come un cancro. Hanno inventato un nemico molto più geniale, che non si vede, un nemico segreto e consapevole che ti viene incontro, hanno inventato il cancro. (da ''Il [[tumore|cancro]]'', disco 2, n. 11)
*''E ti lasciano libero | con questa cosa dentro, | con quel milione di molecole | che non ti ubbidiscono più, | che lavorano per conto loro, | che proliferano silenziose | e non le vedremo mai | quelle molecole pazze | cancerose. | Non sapremo nemmeno se sono esistite | quelle cellule ingorde insaziabili enormi, | voraci affamate di noi ci mangeranno | come vermi.'' (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11)
*''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la [[morte]]''. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11)
*È difficile vivere con gli assassini dentro, forse è più facile vivere con gli assassini fuori, visibili riconoscibili, che ti sparano addosso dalle strade, dalle cattedrali, dalle finestre delle caserme, dai palazzi reali dai balconi col tricolore. [...] Prevedibili e schematici anche nella cattiveria, come le bestie bionde, come le bestie nere, che ti possono togliere la libertà, mai le tue idee. Come quegli ingenui e patetici esemplari che esistono ancora oggi, ma non contano, sono un diversivo, un fatto di folklore, una mazurca. Ma l'assassino dentro, è come un'iniezione, non la puoi fermare non risparmia nessuno, nessuno sfugge alla scadenza. È difficile vivere con gli assassini dentro, appena ce li hai iniettati, ti si rivoltano contro. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11)
===''Polli d'allevamento''===
'''Etichetta''': Carosello, 1978.
*Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto quello slancio iniziale, quell'energia che specialmente nell'amore può essere esaltante solamente a condizione che avvenga e si realizzi in quell'istante che precede la conoscenza e stimola, stimola, stimola, arricchisce, nutre, incuriosisce. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4)
*Prima di [[fare l'amore]] siamo dei grandi ascoltatori... dopo meno. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4)
*Chi non ha mai commesso l'errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe... costui non sa niente dell'amore. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4)
*[...] non si è mai abbastanza [[coraggio e viltà|coraggiosi]] da diventare [[coraggio e viltà|vigliacchi]] definitivamente. (da ''La paura'', disco 1, n. 6)
*Riassumiamo: io avevo avuto l'[[orgasmo]]... ghinnn! Niente a che vedere con quelli che mi organizzo da solo eh, ma un discreto orgasmo per essere in due. (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3)
*L'ho sempre detto, se vuoi sciupare un amicizia con una persona facci all'amore. E dopo? Ci vuole troppa comprensione, per trasformare in dolcezza una cosa venuta male. Ti rimetti la camicia lentamente, ti allacci una scarpa, e questa operazione ti sembra che duri tutto il pomeriggio, pomeriggio? (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3)
*Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza, se no si fan delle figure dai. (da ''Il [[suicidio]]'', disco 2, n. 10)
*C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la [[morte]]. (da ''Il suicidio'', disco 2, n. 10)
===''Io se fossi Dio''===
'''Etichetta''': F1 Team, DM 913, 1980.
[[File:Giorgio Gaber 1969.jpg|thumb|upright=1.2|Giorgio Gaber nel 1969]]
*''Io se fossi Dio, | non sarei così coglione | a credere solo ai palpiti del [[cuore e cervello|cuore]] | o solo agli alambicchi della [[cuore e cervello|ragione]].'' (da ''Io se fossi Dio'')
*''Ma io se fossi Dio, | non mi farei fregare da questo sgomento | e nei confronti dei politicanti | sarei severo come all'inizio, | perché a Dio i [[martirio|martiri]] | non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.'' (da ''Io se fossi Dio'')
*''E se al mio Dio che ancora si accalora, | gli fa rabbia chi spara, | gli fa anche rabbia il fatto | che un politicante qualunque | se gli ha sparato un brigatista, | diventa l'unico statista!'' (da ''Io se fossi Dio'')
*''Io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che [[Aldo Moro]] insieme a tutta la [[Democrazia Cristiana]] | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era!'' (da ''Io se fossi Dio'')
===''Anni affollati''===
'''Etichetta''': Carosello, 1981.
*''Odio il tuo viso che è la mia caricatura , | odio la tua voce che è la mia scimmiottatura , | odio l'arroganza della tua idiozia , | odio la tua stupida parola che è la mia.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1)
*''Era come un sogno che svapora | che quando lo racconti | non riesci neanche a ricordarti | fuori mi aspettavano altri sogni, altri infarti.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1)
*''L'[[attesa]] è una suspense elementare, | è un antico idioma che non sai decifrare, | è un'irrequietezza misteriosa e anonima, | è una curiosità dell'anima.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1)
*''Perché da sempre l'[[attesa]] è il destino | di chi osserva il mondo | con la curiosa sensazione | di aver toccato il fondo.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1)
*''L'[[attesa]] è il risultato, il retroscena | di questa nostra vita troppo piena. | È un andar via di cose dove al loro posto | c'è rimasto il vuoto. || Un senso quieto e religioso | in cui ti viene da pensare | e lo confesso ci ho pensato anch'io | al gusto della morte e dell'oblio.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1)
*''Allora salti il piano, se lo sai saltare, | ed entri in un altro reparto dell'amore''. (da ''Gildo'', lato B, n. 2)
===''Gaber''===
'''Etichetta''': GO Igest, 1984.
*''Non esiste né luogo, né tempo, | distanza non esiste, | io sono gli uomini del passato canuti e saggi, | io sono gli uomini del futuro smarriti e scaltri, | io sono come tutti io sono gli altri.'' (da ''Gli altri'', n. 1)
*''Il percorso normale della [[conoscenza]] | è come non lo usassimo più. | Il percorso del pensiero | che ogni giorno diventa più avaro.'' (da ''Occhio, cuore, cervello'', n. 5)
*''Non so se è fratellanza o scienza, | istinto naturale o amore, | il sociale è una nozione delle più confuse | che per ragioni misteriose abbiamo il dovere di salvare.'' (da ''Il sociale'', n. 7)
*''Il sociale è il passatempo della demagogia | politica mondiale, | è l'alibi dell'uomo di sinistra, | che se lo porta a casa e lo riveste | di ideologia | così adatta a far passare meglio | qualche vecchia idea.'' (da ''Il sociale'', n. 7)
===''Il Grigio''===
'''Etichetta''': Carosello, 1988.
*Un uomo sapiente può godere l'intero spettacolo del mondo soltanto con l'aiuto dei sensi e del pensiero. (atto I, quadro IV)
*"Il [[pensiero|pensare]]"... sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile, che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore» e chi ti crede? In India... in India ti credono. (atto I, quadro IV)
*Il mio [[orgoglio]] non è amore per me stesso. Se mi amassi non mi prenderei a calci come faccio. Il mio orgoglio è... è per come si dovrebbe essere. Il mio orgoglio è lo schifo di tutto e di tutti. Di te, ma anche di me... di me un po' meno. (atto II, quadro I)
===''Il teatro canzone''===
'''Etichetta''': Carosello, 1992.
*Ci dev'essere uno strano godimento a sentirsi inutili, perché sono tutti più allegri, più ottimisti e tutti via a sciare, e vela, windsurf, equitazione, golf... bello! Secondo me per essere bravi in quegli sport lì non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta! (da ''Gli inutili'', disco 1, n. 3)
*Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il [[comunismo]] come il paradiso terrestre. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona; qualcuno era comunista perché [[Giulio Andreotti|Andreotti]] non era una brava persona. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'[[operaio]]. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché la [[rivoluzione]], oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il [[materialismo dialettico]] per il vangelo secondo Lenin. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché c'era il grande [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]. Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore Partito Socialista d'Europa. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
*Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8)
===''E pensare che c'era il pensiero''===
'''Etichetta''': GIOM - Carosello, 1995.
*''Senza cattive o buone azioni, | senza altre strane deviazioni, | che se anche il fiume le potesse avere, | andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare.'' (da ''Quando sarò capace di amare'', disco 2, n. 6)
*Le [[parola|parole]], definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente. Ma il mondo gira, e le parole stanno ferme, le parole si logorano invecchiano, perdono di senso, e tutti noi continuiamo ad usarle, senza accorgerci di parlare, di niente. (da ''Destra/sinistra'', disco 2, n. 7)
*''La patata per natura è di sinistra, | spappolata nel purè è di destra, | la pisciata in compagnia è di sinistra, | il cesso è sempre in fondo a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7)
*''Il saluto vigoroso a pugno chiuso | è un antico gesto di sinistra, | quello un po' degli anni '20 un po' [[saluto romano|romano]] | è da stronzi oltre che di destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7)
*''La risposta delle masse è di sinistra | con un lieve cedimento a destra. | Son sicuro che il bastardo è di sinistra, | il figlio di puttana è a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7)
*Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo [[no]], è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da ''Mi fa male il mondo (seconda stagione)'', disco 2, n. 8)
===''Gaber 96/97''===
'''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 01, 1996.
*''L'[[appartenenza]] | non è lo sforzo di un civile stare insieme, | non è il conforto di un normale voler bene, | l'appartenenza | è avere gli altri dentro di sé.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6)
*''L'appartenenza | è un'esigenza che si avverte a poco a poco | si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6)
*''Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6)
===''Un'idiozia conquistata a fatica''===
'''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 02, 1998.
*Secondo me gli italiani e l'[[Italia]] hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie. (da ''Secondo me gli italiani'', disco 2, n. 4)
===''La mia generazione ha perso''===
'''Etichetta''': CGD East West, 2001.
*''Ma io ti voglio dire | che non è mai finita, | che tutto quel che accade | fa parte della vita.'' (da ''Verso il terzo millennio'', n. 2)
*''La mia generazione ha visto | le strade, le piazze gremite | di gente appassionata, | sicura di ridare un senso alla propria vita. | Ma ormai son tutte cose del secolo scorso: | la mia generazione ha perso''. (da ''La razza in estinzione'', n. 5)
*''L'obeso ha un aspetto | imperturbabile e imponente, | è un grosso uomo che si muove lentamente, | mangia sempre dalla sera alla mattina | con l'isterica passione, | per qualsiasi proteina, | l'obeso è imprigionato | nel suo corpo assai opulento, | sembra un uomo generato | da un enorme allevamento.'' (da ''L'obeso'', n. 11)
*''L'obeso mangia idee, mangia opinioni, | computer, cellulari, | dibattiti e canzoni, | mangia il sogno dell'Europa, | le riforme, i parlamenti, | film d'azione e libri d'arte, | mangia soldi e sentimenti | e s'ingravida guardando e mangiando | gli orrori del mondo. || L'obeso è ormai un destino senza scampo, | è la follia del nostro tempo, | l'obeso è un pachiderma nauseabondo, | è il simbolo del mondo.'' (da ''L'obeso'', n. 11)
*''L'obeso è l'infinito | di un [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] americano''. (da ''L'obeso'', n. 11)
===''Io non mi sento italiano''===
'''Etichetta''': CGD East West, 2003.
*''L'importante è insegnare quei [[valore|valori]] | che sembrano perduti, | con il rischio di creare nuovi disperati''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1)
*''Il [[falsità|falso]] è misterioso | e assai più oscuro | se è mescolato | insieme a un po' di vero''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1)
*''Non insegnate ai bambini, | non insegnate la vostra morale: | è troppo stanca e malata | potrebbe far male''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2)
*''Non insegnate ai bambini, | non divulgate illusioni sociali, | non gli riempite il futuro | di vecchi ideali''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2)
*''L'unica cosa sicura è tenerli lontano | dalla nostra cultura''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2)
*''Stategli sempre vicini, | date fiducia all'amore, il resto è niente''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2)
*''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3)
*''Mi scusi Presidente | ma questo [[Italia|nostro Stato]] | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3)
*''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''. (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3)
*''C'è un'[[aria]], un'aria, ma un'aria | che manca l'aria''. (da ''C'è un'aria'', n. 9)
*''E c'è un gusto morboso del mestiere d'informare, | uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore | e le miserie umane raccontate come film gialli | sono tragedie oscene che soddisfano la fame | di questi avidi sciacalli.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9)
*''Ma la [[televisione]] che ti culla dolcemente | presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante | la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie | con lo stesso rispetto che è giusto avere | per una lavastoviglie.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9)
*''E guardando i [[giornale|giornali]] con un minimo di ironia | li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia | che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso | vanno molto bene per accendere il fuoco | o per andare al cesso.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9)
==Citazioni su Giorgio Gaber==
*Abbiamo discusso parecchie volte soprattutto sull'impegno nell'[[arte]]. Perché io ero convinto che lui lo penalizzasse con un po' di amarezza, con la malinconia che a volte scorgevo nei suoi lavori. Anche se poi non posso scordare che Giorgio è stato pure l'autore di "La libertà". Una canzone sull'importanza di essere presenti nella vita per sceglierne chiaramente il destino, un brano che ritengo fra i più belli dell'intera storia della musica italiane e che è proprio un brano di impegno politico. Ma in senso alto, educativo, etico. [...] Con [[Sandro Luporini|Luporini]] scriveva lavori costruiti bene e soprattutto mangiati, masticati, digeriti, sputati e ripresi. Ovvero meditati, sofferti, discussi, faticosi, mai buttati lì con facilità. Come tutte le cose che contano, le sue erano opere vissute. ([[Dario Fo]])
*Allora gli altri cantautori si sentivano un po' troppo portabandiera di qualche cosa, mentre Giorgio, ogni volta che qualcuno gli ammollava questo ruolo, ne fuggiva. Perché capiva che era un'altra trappola, come quelle del pop. E lui ha fatto di tutto nella sua vita pur di comunicare che l'unico modo di essere veramente liberi è porsi sempre dei dubbi. Mettersi davanti allo specchio a chiedersi se stai facendo quello che sei o sei figlio di qualche pensiero altrui. ([[Rossana Casale]])
*[A]ndare a vedere Gaber significava confrontarsi con un linguaggio che certo non potevi pensare di riproporre al suo livello, ma che comunque era raggiungibile. Era un obiettivo realistico. Gaber è stato forse l'unico a essere contemporaneamente rivoluzionario, politico, innovatore e anche comunicatore. Nonché poeta. Un poeta che però ci si era presentato con un biglietto da visita sconvolgente. ([[Gino e Michele]])
*Avrei anche potuto rubargli il posto, quando il manager di [[Mina (cantante)|Mina]] mi propose di fare una stagione teatrale insieme a lei. Ma quel tour lo fece lui, e nacque lì la sua scelta di dedicarsi al teatro. Pure io nei primi anni Settanta tentai il teatro, con ''Jacopone'', un'opera rock che però si rivelò un mezzo disastro. Ma Giorgio, anche in quell'occasione, mi diede una mano dicendomi come snellire lo spettacolo. Però, i suoi spettacoli erano un'altra cosa. Restavo a bocca aperta, notando che cresceva sempre più, che diventava un vero uomo di teatro. E guardare la gente impazzire per lui, anche quando restava solo sul palco per due ore, era un insegnamento per me. Perché evidentemente aveva trovato la chiave giusta per colpire: con i contenuti, ma non solo. ([[Gianni Morandi]])
*{{NDR|Parlando di ''Qualcuno era comunista''}} Certo è singolare che l'unico testo letterario, politico e culturale sui comunisti sia stato scritto da uno che, pur avendo camminato a sinistra, non è mai stato comunista. Ed è incredibile che egli l'abbia sempre interpretato con un coinvolgimento tale per cui veniva da dire, con [[Benedetto Croce|Croce]], "perché non possiamo non dirci comunisti" nel modo in cui ce lo propone Gaber? ([[Fausto Bertinotti]])
*Certo non deve essere stato facile per lui conquistare un vasto pubblico con una proposta che via via si è evoluta tecnicamente così tanto. ([[Giovanni Allevi]])
*Ci sono persone, strade, indirizzi, canzoni e tramonti che non vanno assolutamente dimenticati! Ritornare da Gaber, ogni tanto, ci vuole. Fa bene riascoltare la sua voce. Riconoscere la sua fisionomia. L'inconfondibile modo di stimolare una chitarra. E di maltrattare un argomento con il cuore... Sapere che sia riuscito a esprimersi oltre ogni ridicola censura, gli conferisce di diritto l'appellativo di "padre di tutti i cantautori intelligenti". [...] Grazie Giorgio, per essere rimasto al Giambellino intorno a quel biliardo, sfacciatamente presente! ([[Renato Zero]])
*Com'è stato, scoprirlo? Pazzesco. Sono rimasto travolto dal suo stile perfetto, dalla sua capacità evocativa, dalla sua comunicativa umana. Ed essendo anch'io un cantante, una persona che lavora per un palcoscenico e per un pubblico, Gaber mi è diventato subito maestro. Non è che dopo aver conosciuto Gaber la mia personalità musicale o lo stile delle mie canzoni siano cambiati o debbano farlo, però adesso sono più convinto che si possa veramente riuscire a parlare dell'uomo e dei suoi interrogativi esistenziali anche nelle canzoni. Gaber me l'ha dimostrato: tramite il suo modo di vedere le cose, anche cinicamente a volte, raccontava la vita. E ce la insegnava. ([[Cesare Cremonini]])
*Dai diciassette anni in poi, gli spettacoli di Gaber quando non li ho visti a teatro li ho recuperati su disco. Tutti. Però andarlo a vedere era un'esperienza fulminante: che performer era... Metteva tutto se stesso sul palco. Aveva una voce anomala, con un registro fra baritono e basso e poca estensione: ma la sapeva usare in modo perfetto, espressivo. Quindi, cantante perfetto, attore consumato... Impossibile non restare colpiti da Gaber. [...] Io sono definito un "rockettaro". Ma per "Qualcuno era comunista" ho pianto. Sono andato nel camerino a ringraziarlo. ([[Luciano Ligabue]])
*Dal Movimento {{NDR|del [[Sessantotto]]}} ha preso molti temi e riferimenti: [[David Cooper|Cooper]], [[Ronald Laing|Laing]]. ma poi nei suoi spettacoli c'erano intere citazioni di [[Louis-Ferdinand Céline|Céline]]. Una volta parlammo a lungo persino di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]. Del Movimento aveva colto il senso. E cercò di coniugarlo con una coscienza critica: che prima lo portò alla ferocia di ''Polli di allevamento'', dove peraltro in molti lo vissero ancora come compagno di strada, questa volta nel disorientamento; e poi lo condusse a ''La mia generazione ha perso'', dove ha detto cose per noi chiare da anni e però mai uscite. Psicologie rotte, e l'inabilità di salvare, del Movimento, almeno la spinta. ([[Romano Madera]])
*«Datemi qualche pensiero» è l'ultimo urlo di Gaber. C'è un filo resistente (o un elastico?) che percorre l'opera di Gaber: è la fiducia in un individuo capace, nonostante il disincanto (anzi, forse in virtù di quel disincanto), di costruire una nuova coscienza anche partendo dal nulla, abbandonata per sempre ogni ambizione di appartenenza vecchio stile. E se fin dentro gli anni Novanta tornano le canzoni più «private» di un tempo – da «Chiedo scusa se parlo di Maria» al «Dilemma»: un capolavoro! – è perché per ripartire, appunto, non resta che guardare dentro se stessi. ([[Paolo Di Stefano]])
*Del resto il poeta era lui. Io faccio il comico. ([[Giobbe Covatta]])
*Dov'è l'[[individuo]] che cantava lui? Non vedo proposte, né dentro né fuori di me. Lui invece mi dava sempre una speranza, oltre che una risposta, quando gli esprimevo i miei dubbi. [...] Eredi non ce ne sono: al Festival di Viareggio vedo spesso tecnica, ma non sempre qualità. E che i comici guardino a Gaber è ovvio. L'abbiamo fatto tutti. Si parte dalla risata, poi si aggiunge la canzoncina, poi si va più a fondo con un monologo... È ancora un faro. ([[Enzo Iacchetti]])
*È agendo in tale dimensione {{NDR|collettiva}} che ha creato una modalità unica di entrare in rapporto con il pubblico, uscendo da ogni cliché autoreferenziale che, in qualità di figura popolarissima, avrebbe potuto pure permettersi. Perché è vero che Gaber da un lato fa la scelta radicale di starsene in disparte; ma subito dopo propone, a chiunque, che se si vuole comunque ascoltarlo bisogna andare da lui. Pronti a mettersi a ragionare con lui. ([[Gad Lerner]])
*È sempre stato "altro" dai cantautori suoi coetanei. Ha fatto delle scelte coraggiose che ha portato avanti con coerenza, per cantare quanto gli stava attorno attraverso linguaggi, fisici e musicali, assolutamente inediti e divenendo, potrei dire, un modello culturale. Perché, pur stando lontano dai riflettori, diceva lo stesso cose importanti a moltissimi. ([[Biagio Antonacci]])
*Ecco, credo che Gaber in fondo la canzone se la tenesse stretta perché era una sicurezza, era come tornare nel ventre materno, alla sua natura originaria. E che nel teatro lo mettesse in gioco, questo suo passato, cercando anche tramite esso il futuro. Da uomo puro che aveva bisogno di scoprire tutti i padiglioni della vita, di esplorarne i carri, di affrontarne i mostri. Di giocare nel senso più alto del termine mettendo in gioco se stesso. ([[Massimo Ranieri]])
*Ecco, di Gaber mi ha lasciato un segno tutto questo coraggio. Quel suo essere artista senza ripetersi mai, rimettendosi anzi in gioco. [...] Gaber invece cambiava, e cambiando cresceva, si raffinava. Il canto, la pulizia in scena, il suo estremo rigore... Era quasi iconoclasta, pochissime cose, però curatissime. E poi quel saper cambiare marcia più volte durante lo spettacolo: tutte caratteristiche che contribuivano alla sua incredibile capacità di tenere il palco. Ma tenerlo veramente, senza preoccuparsi di quanto piaceva al pubblico, obbligandolo invece a seguire il nuovo percorso che gli proponeva. Educandolo a crescere con lui, insomma. ([[Luca Barbareschi]])
*E dal teatro Gaber ha mandato, a mio avviso, non tanto insegnamenti di percorso, quindi, ma di contenuti. [...] Lui denunciava la stanchezza morale degli [[Anni 1980|anni Ottanta]], l'affievolimento dei valori, il coinvolgimento della gente nel cosiddetto [[edonismo]] [[Ronald Reagan|reaganiano]], già prima che tutto questo accadesse. Ma ha avuto pure il coraggio, l'umiltà, di dire che forse, se le generazioni più giovani avevano subito senza accorgersene la dittatura del mercato, quella era in qualche modo pure una sconfitta della sua, di generazione. Soprattutto però Gaber ci ha ricordato sempre, anche in spettacoli complessi, che la risata è un valore. ([[Giobbe Covatta]])
*Egli era uno scomodo realista, sapeva prendere attuo di quello che c'era nella realtà con la marcia in più della voglia di cambiarla, segnalando cosa a suo avviso non funzionava. E a questo credo lo portasse essere soprattutto un uomo di teatro. Perché il teatro da sempre è denuncia, mentre la canzone non ha avuto storicamente la stessa funzione. ([[Nando dalla Chiesa]])
*Era come se non c'entrasse nulla con il nostro mondo di cantautori, quando cantava, lo faceva come nessuno. Non dava molte inflessioni al canto, paradossalmente non sembrava neppure che stesse a interpretare toppo, ma era la sua stessa voce, il suo timbro di voce che sapeva toccare veramente il cuore. Come nessuno. Allo stesso modo di quando parlava d'amore. ([[Ron]])
*Era uno di quegli spiriti alti che compaiono di rado nella storia, per fare quell'operazione tanto cara ai greci, il disvelamento. Mettere a nudo le debolezze umane. Gaber non parlava solo dell'amore o dello "Shampoo", parlava anche di ben altro. Con riflessioni a volte però messe in secondo piano, in quanto danno fastidio a troppi. [...] Non per nulla ha testimoniato sino all'ultimo quanto vedeva, i rischi e gli slanci, avendo il coraggio di mettersi in gioco e di portare la sua testimonianza contestatrice e costruttiva insieme libera e gratuita, dappertutto. ([[Mario Capanna]])
*Essi {{NDR|Gaber e Luporini]}} erano liberi da etichettamenti e classificazioni, erano lontani dalle pigrizie del discorrere comune. Costringevano, "rinominando", a fare un passo avanti. Verso un mondo che dev'essere ritrovato, come diceva la "Canzone dell'appartenenza". Verso ragioni che si sono perse o sono state dissipate, verso una chiarezza resa opaca dall'omologazione del pensiero. ([[Salvatore Veca]])
*{{NDR|Descrivendo l'incontro con Gaber}} È stata una cosa molto casuale, nel senso che abitavamo vicini a Milano. Frequentavamo lo stesso bar. Me l'hanno presentato dicendo che lui faceva il cantante, io facevo il pittore. Così sono andato a vedere le sue esibizioni e lui è venuto a vedere i miei quadri. Siamo diventati amici. Mi ricordo di aver trovato un ragazzino che aveva diciannove anni, magro come un chiodo, e sono andato ad ascoltarlo. Cantava il rock in inglese, non capivo niente però rimasi folgorato dall'energia che aveva addosso. Siamo diventati molto amici, poi ci siamo frequentati spesso. A un certo punto, frequentando il nostro studio (avevo uno studio con altri amici pittori), passavamo le giornate a parlare. Un bel giorno mi ha detto: "Ma perché non proviamo a scrivere qualcosa insieme?" e così abbiamo cominciato i primi tentativi che restarono nel cassetto, perché erano un po' stravaganti e non tanto commerciali. Lui allora si esibiva ancora attraverso i canali normali, la televisione per intendersi. Quindi all'inizio è stato solamente un gioco, proprio un gioco. Questo il primo impatto. ([[Sandro Luporini]])
*Forse è proprio questa la lezione più grande di Giorgio, quella che un giovane compositore dovrebbe seguire. Non porsi limiti. Anche perché, lo dico per esperienza, oggi c'è molto pubblico che dalla musica vuole segni diversi, che non si accontenta più di musica da sottofondo o da tappezzeria per non sentirsi soli davanti al silenzio. Gaber questi segni più forti li dava. Sapeva parlare alle nostre emozioni. Centrava i cuori oltre ogni barriera, nella musica e nelle parole. Lo faceva anche nella vita. ([[Roberto Cacciapaglia]])
*Forse l'unico modo che abbiamo di dare finalmente seguito agli stimoli che Gaber ci lanciava già allora {{NDR|negli [[Anni 1970|anni settanta]]}}, è quello di recuperare fino in fondo la sua spinta di cercare una [[Libertà]] con la maiuscola. Seguendo la strada con la quale egli, nell'arte, ha indicato i modi per giungere alla "Liberazione". Ovvero, superare in modo definitivo l'idea di considerare la persona come uno strumento. Rimettere al centro di ogni cosa l'essere umano. ([[Gherardo Colombo]])
*Forse solo con lui è accaduto per la prima volta che le persone abituate ad andare normalmente a teatro, il pubblico che potremmo definire colto, si sia trovato ad andarvi per un cantante. E non per divertirsi con un cantante, ma addirittura per riflettere con un cantante. Gaber è stato dunque un cantautore che, foss'anche solo per questo, si può dire abbia sicuramente tracciato un percorso decisivo all'interno della nostra storia. Un percorso che poi in molti abbiamo seguito, proponendoci a teatro per fare comunque musica, ma cercando anche di esprimere concetti. Senza più paure. ([[Enrico Ruggeri]])
*Fra i vari ricordi che ho di lui in scena, spicca la sensazione profonda che mi lasciò dentro la prima volta che lo sentii gridare dell'essere stati comunisti, fra le altre cose, "perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona". Un'altra provocazione, in fondo, perché sottintendeva che le ideologie sono vuote e conta altro. Segnalava che spesso ci aggrappiamo a esse quando non sappiamo come definire la nostra identità, mentre già le cose normali, come l'essere perbene, possono essere fonte di identità per l'uomo. ([[Nando dalla Chiesa]])
*Fu un amico a farmi conoscere il Gaber teatrale, e dal pertugio apertosi in quell'occasione nacque l'esigenza di approfondirlo, una sete continua di conoscerlo sempre più. Sono andato a vederlo a teatro ogni volta che ho potuto, e poi è stato proprio un lasciarmi invadere da Gaber, un cercare di assorbirne più che potevo. Mi spiace di non averlo conosciuto di persona, anche se probabilmente sarei stato una mummia anchilosata dalla timidezza, davanti a lui. ([[Neri Marcorè]])
*Gaber apparteneva a una generazione per la quale i concetti di [[rivoluzione]] e contestazione non erano semplici slogan. Erano qualcosa di vissuto. E si vedeva che quando Gaber gridava di cambiare la realtà, o affrontava temi politici forti, lo faceva perché era un'esigenza interiore che sentiva di dover portare alla gente. ([[Biagio Antonacci]])
*Gaber ci ha insegnato anche questo: a non mirare un po' il cerchio un po' la botte: perdi credibilità, accontenti tre persone su dieci, ti spersonalizzi e diventi pure creativamente sterile. Gaber riusciva ad appagare il silenzio della gente che a teatro voleva ascoltare qualcosa di sensato. Diceva quello che gli premeva in modi diversi, senza mai essere sopra le righe, senza essere bacchettone, senza sventolare bandiere, regalandoci l'autoironia - aspetto che rende l'arte più forte. ([[Davide Van De Sfroos]])
*Gaber e Luporini [...] tentano di raggiungere una comprensione chiara delle trasformazioni di cui sono al tempo stesso osservatori e partecipanti. E la voglia che anima questo loro tentativo è naturalmente quello di comunicare tale comprensione a un pubblico. Che, nella dimensione dell'evento teatrale, vuol dire prima però costruirlo, un pubblico. ([[Salvatore Veca]])
*Gaber era come un trapano, partiva dal quotidiani di tutti e da lì andava a fondo, esplicitamente, violentemente. Sino a costringere il pubblico a riflettere sulle zone d'ombra del quotidiano stesso. ([[Vincenzo Salemme]])
*Gaber era libero, e questo è raro oggigiorno, non solo nel mondo dello spettacolo. Inoltre oggi ci si tira indietro, mentre lui gridava di mettersi in gioco, di partecipare: era un maestro di pensiero e di approccio alla vita. Oltre che di scrittura teatrale, dato che con Luporini ha confermato l'assunto per cui la profondità si nasconde nelle cose lievi, che poi è quello che si cerca di fare quando si sceglie la [[comicità]]. ([[Luciana Littizzetto]])
*Gaber era "politico", allora? Sì, in senso alto. Nella misura in cui parlava di elementi irriducibili. Vita e morte, uomo e donna, bene e male. E io gli sarò sempre grato per questo, non tanto per ciò che mi ha consegnato in termini di stretta critica della politica e della società. Gli sarò sempre grato per quando dismetto l'abito della politica e lui parla della mia umanità nuda. Mi fa trascendere il mio linguaggio di politico e fa sì che sul suo linguaggio d'artista io modelli emozioni nuove e prenda a interrogarmi sul senso della realtà. Anche per strade diverse, altrimenti sconosciute. ([[Fausto Bertinotti]])
*Gaber era uno che cercava nel confronto, anche con se stesso. E ritengo che il suo teatro sia stato uno sforzo intenso e genuino di non dare una linea, tipica espressione degli anni Settanta, ma di cercare una linea. Una ricerca personale, per sua natura inevitabilmente tortuosa, fatta di continue verifiche, di occhi aperti sulla vita. Infatti i suoi spettacoli erano lampi, erano ogni volta lampi di spiazzamento. E tutto questo, mi piace esplicitarlo, sottolinea che non solo Giorgio Gaber era persona di rara onestà intellettuale e artistica, ma anche di grande umiltà. ([[Paolo Bosisio]])
*Gaber è stato il più vicino alla poetica di [[Georges Brassens|Brassens]], pungente, profondo, ironico, anticlericale, tanto feroce contro il potere e la borghesia quanto ipercritico con le storture e le ipocrisie di "quelli della sua parte". ([[Alberto Patrucco]])
*Gaber [...] fu il primo in Italia a mettere sul palco l'anima nuda. L'anima dell'uomo del suo tempo, e la sua per prima. Una rottura incredibile, soprattutto per gli anni Ottanta, quando anche i giovani si stavano sempre più allontanando da un teatro divenuto troppo ideologico, e per questo freddo. Gaber nei suoi lavori invece era tutt'altro che freddo. Ci metteva invece cuore, anima, corpo. ([[Vincenzo Salemme]])
*Gaber gridava gli occhi aperti, perché la coerenza non è immobilismo. Mentre oggi si avverte lo stallo, il vuoto. E la complessità di Gaber è rimasta premiante, paradossalmente, proprio per questo. Perché la gente, le persone più sensibili, quelle che frequentano poi i teatri, sentono che la sua complessità è una richiesta di muoversi. Di gridare per sconfiggere il vuoto. Una richiesta quasi spaventosa di questi tempi. Un grido di cui c'è bisogno. [...] Gridare contro il vuoto. Questa è la sfida, o forse meglio la missione della bellissima rabbia che Giorgio e Sandro hanno lasciato nei loro testi. ([[Giulio Casale]])
*Gaber non diceva "sono un cantautore", non si schierava di qua o di là. Prendeva quello che rimbalzava dalla strada e lo restituiva onestamente alla gente, con il suo tocco personale. Che poi era un tocco da figo, da uno che sapeva far girare le balle a chi comanda. ([[J-Ax]])
*Gaber parlava molto di morale, e oggi sento un gran bisogno di questo. Però lo faceva senza essere moralista: in nessuno dei suoi testi c'è il dito indice che accusa, prima lo punta contro se stesso, casomai. ([[Neri Marcorè]])
*Gaber stava sempre con i piedi per terra, ma ironizzava anche su argomenti ostici. Era una voce profonda, schietta, coraggiosa e fuori dal coro. Non era legato ad ambienti ideologici, non assumeva mai prese di posizioni a propri. Ragionava sempre sulle cose: e questo è stato l'aspetto più importante che ho cercato di assimilare dai suoi spettacoli. ([[Flavio Oreglio]])
*Gaber voleva dare un valore diverso alle parole, valutarne più che la capacità di intorbidire, con metafore o quant'altro, quella di chiarire. Le usava per condividere i pensieri. Anche se, e in questo l'ho sempre ammirato, ha saputo immettere nel suo linguaggio assolutamente quotidiano anche una percentuale inattesa di poesia. Del resto, a mio avviso, lui era più attore che musicista. ([[Eugenio Finardi]])
*Giorgio a mio avviso capiva perfettamente la spinta propulsiva che avevamo in quegli anni {{NDR|negli anni settanta}}, quella voglia di solidarietà, giustizia, cambiamento che credo si avvicinasse molto a quella del Movimento del Sessantotto. E capiva anche l'altro fenomeno diffuso nella mia generazione, la forza che alcuni traevano dalla spiritualità, da una fede. Pur essendo lui non credente e anche in questo caso, quindi, fuori dai giochi. ([[Eugenio Finardi]])
*Giorgio era un cantante eccezionale, con una voce stupenda. Non cantava solo le note, cantava le parole. Da lì è diventato un vero e proprio attore, dotato di un umorismo particolare, diverso da quello tipicamente lombardo che è spesso legato a un certo surrealismo. La comicità di Gaber invece parte sempre dalla realtà della vita vissuta. ([[Sandro Luporini]])
*{{NDR|Ultima strofa di una poesia dedicata a Gaber}} ''Grazie ancora, all'attore, al regista | al talento dell'illusionista | a quell'uomo col naso dovunque | e la testa poggiata sul mondo | per averci fornito l'esempio | per averci incantati, vivendo! | All'amore con cui ti sei dato | al pudore col quale sei andato | verità adesso non sei un miraggio | il teatro avrà gli occhi di Giorgio...'' ([[Renato Zero]])
*Ho amato Giorgio Gaber anche per quel suo ragionare a teatro, successivamente, in musica, al fine di raccontare la vita in modo diverso; per cercare di migliorare la società anche attraverso canzoni che erano vere e proprie lezioni. Rimanevo proprio ammirato dai "messaggi" che riusciva a inserire in quelle canzoni, casomai scritte con Luporini: da "La libertà" fino a "Destra-Sinistra". C'è sempre stato da parte sua l'intento che la canzone dovesse soprattutto servire per migliorarsi e per migliorarci. ([[Renzo Arbore]])
*Ho amato moltissimo Giorgione, anche se non sempre siamo stati d'accordo. Naturalmente, mi verrebbe da dire. Giacché nel momento in cui lui mi scriveva che la nostra generazione aveva perso, uno come me non poteva che dissentire. [...] E la "sconfitta" da lui cantata allora è una presa di coscienza: della mancanza di continuità fra quello che si mise in gioco nel [[Sessantotto]] e quanto non si è messo in gioco dopo. [...] Giorgione, in realtà, era un contestatore permanente. E proprio per questo a volte persino noi lo trovavamo fuori dal coro. Era un anticipatore, contestatore nel senso etimologico profondo (da ''contestor'': "chiamo in testimonianza"). ([[Mario Capanna]])
*Ho sempre considerato Giorgio Gaber un cercatore. Un uomo che cercava di capire la realtà, che cercava dentro e fuori da se stesso. E, cercando, Gaber molte cose le ha trovate. Ma di lui mi ha soprattutto colpito l'incredibile talento di trovarle prima. Di anticipare il futuro dell'arte, fare esperienze che anche altri hanno fatto, ma farle molto prima di loro. ([[Claudio Baglioni]])
*I suoi anni post-Sessantotto sono stati anni di dubbio, di pathos, di sofferenza, nei quali il suo giudizio sulla società si è fatto certamente sempre più severo, mantenendosi però sempre e fin dall'inizio libero da preconcetti e pregiudizi, da ogni tipo di ideologia. [...] La differenza vera fra Gaber e, per esempio, Dario Fo è proprio questa. ([[Paolo Bosisio]])
*Il caso di Gaber era particolare: perché la sua arte, pur mantenendo i connotati tipici dell'espressione musicale pura da cui poi era partito, aveva al tempo stesso anche un'anima teatrale. Correva su un doppio binario, potrei dire, e dunque la genialità del Signor G è stata nel saper sviluppare quell'anima teatrale restando fedele alla propria natura di artista formatosi su un linguaggio prettamente musicale. ([[Giovanni Allevi]])
*Il modo in cui faceva uscire il fiato, l'uso che faceva della voce, il senso che dava a ogni singola parola, ancora oggi bastano per capire cosa volesse dire esattamente. Tanto che non penso sia necessario rivederlo in immagine per capire il senso delle sue opere. Basta ascoltarne i dischi. ([[Andrea Mirò]])
*In Gaber il [[coraggio]] prendeva [...] molte forme: il coraggio di essere liberi, di non appartenere a nessuna delle nostre numerose conventicole. Il coraggio dell'[[ironia]], della sincerità assoluta. [...] Inoltre Gaber ha avuto anche il coraggio di inventarsi un genere, il Teatro Canzone, allora considerato molto trasgressivo, anche troppo. Dal pubblico della canzone come da quello del teatro. ([[Curzio Malaparte]])
*In Gaber la solidarietà tra [[parola]] e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni. ([[Mango (cantante)|Mango]])
*Io e Giorgio e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino. ([[Francesco Guccini]])
*Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla politica. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [..] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese. ([[Marco Travaglio]])
*L'abbiamo frantumato quel "noi" verso cui Gaber ci conduceva. Lui ci voleva portare nei nostri singoli io, dentro a ciascuno dei quali ci sono religione, spiritualità, sensibilità artistica, politica stessa, per ricercare, insieme un "noi" diverso, che veramente liberasse e coinvolgesse tutti gli io. E invece siamo arrivati a nuovi "noi" spaventosi, che si isolano a vicenda, capaci persino di razzismo e violenza. Siamo arrivati a chiederci se la libertà dell'uomo sia una faccenda "politica" o "antipolitica". ([[Gad Lerner]])
*L'idea di rileggere la tradizione sarebbe anche lodevole, ma è difficile: come fai a rileggere Gaber? Era unico. ([[Ivano Fossati]])
*L'[[incomunicabilità]] che Gaber cantava è ancora viva rimane verissimo il fatto che l'amore coniugale sia un'altra cosa rispetto alla passione iniziale, è confermato che quando tu cerchi di mettere a posto tutti gli elementi di una storia arrivi a un'equazione gigantesca che non sai più come risolvere. Forse è così da sempre e sempre sarà; perché sono pensieri grandi, non è solo il comico, quella di Gaber è una scrittura che ha una profondità che deve essere garantita, tutelata, ricordata. E tutto quello che finisce in "ata": amata per esempio. ([[Luciana Littizzetto]])
*La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per [[Fabrizio De André|De André]] e Gaber, attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]])
*La grandezza di Gaber si misurava proprio nella sua capacità di scrivere solo quando aveva qualcosa da dire, e di farlo scegliendo i temi da trattare senza calcoli sulle reazioni che avrebbero suscitato o il successo che avrebbero potuto avere. Quando poi a tutto questo aggiungi una sincerità di fondo, quella passione che in Gaber si avvertiva, allora nascono opere che sanno essere specchio di un'epoca. ([[Luca Barbarossa]])
*La grandezza di Gaber stava proprio nel saper arrivare al nocciolo di questioni importanti, universali, restando però comprensibile. Un impegno durissimo, una sfida a lunga scadenza, nell'affrontare la quale occorre essere pronti sia a sperimentare più strade finché non ci trova quella giusta, sia a limare. Limare continuamente per giungere al punto della questione da affrontare e capire "come affrontarla". ([[Andrea Mirò]])
*La mia fantasia viene continuamente abbracciata dalla dialettica senza confine di questo meraviglioso uomo di musica: a una voce dello stato borghese ormai irrispettoso, Gaber ha offerto una morale che risolvesse il potere e l'antipotere. Alle nostre risposte egoiste Gaber ha offerto il sarcasmo, quello in cui si nascondeva la soluzione definitiva: il sentimento. [...] Oh, Gaber, tu eri quello che un artista riesce a scoprire nell'anima del mondo sapendo che l'anima del mondo è sempre dalla parte sua. ([[Fernanda Pivano]])
*La sfida è capire se esiste ancora, nella gente, la capacità di rispondere alle sollecitazioni di Gaber. Soprattutto in ''Polli di allevamento'', tanto incisive e feroci. Capire se l'urlo di Giorgio ha un'eco o si perde nel vuoto. Su questo, credo valga la pena di riflettere rimettendo in scena Gaber oggi. ([[Giulio Casale]])
*Le sue critiche spesso erano anche apprezzate proprio perché da una parte pizzicava e dall'altra era compagno di strada. Dava sfogo sul palco a quanto potevamo abitualmente solo sussurrare tra amici, o nei momenti di disperazione. ([[Romano Madera]])
*Leggeva e interpretava con attenzione e coscienza quanto accadeva, e lo comunicava nei teatri. Veniva con me dalla canzonetta, come me aveva fatto un salto per abbandonare gli stereotipi del pop dell'epoca, però il suo salto era stato lunghissimo. Non era più un cantante ma un attore. ([[Ricky Gianco]])
*Lui comunque ci ha insegnato a essere dei [[Gian Burrasca|Gianburrasca]], sul palco. Occhi aperti, provocare sempre, curiosità estrema. [...] Il punto è che spesso Gaber riusciva a vedere, tra bianco e nero, il grigio. Cioè la realtà vera. Oltre le etichette e le apparenze. ([[Claudio Bisio]])
*Ma assistere a uno spettacolo di Gaber significava anche confrontarmi con un linguaggio diverso da quello dei suoi colleghi. Con un colosso, un artista che, forte di grandissima libertà espressiva, poneva un'attenzione pazzesca al sociale senza guardare mai in faccia nessuno. E a volte pungendo pure se stesso; proprio per questo lo trovavo tanto credibile e indispensabile, perché a dare senso all'arte è pure il modo con cui la si propone. ([[Luca Barbarossa]])
*Lui faceva cose molto forti, che spesso però mi colpivano per quanto vi mettesse in gioco l'istinto, senza volere mai essere protagonista, cercando soltanto di dire quello che riteneva importante. [...] E questa semplicità che usava nel raccontare, magari di politica, lo faceva diventare ancora più grande quando la usava per parlare d'amore. Lì in qualche modo si mostrava di più. Veniva fuori il suo intimo, un uomo forte ma tenero nello stesso tempo, con un rispetto per la donna veramente incredibile. ([[Ron]])
*Ma che c'entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo. ([[Lucio Battisti]])
*Ma Gaber è un po' come [[Dante Alighieri|Dante]], ci parla di gente della sua epoca senza che nessuno senta l'esigenza di cambiarne un verso. Anzi: si ha uno stimolo in più per conoscere il passato, senza che il senso del testo perda d'attualità. [...] Gaber va conosciuto soprattutto perché era libero. E le scelte di libertà artisticamente sono sempre premianti. Se sei libero migliori proprio il tuo "prodotto", la tua arte. E oggi, in un mondo in cui si vende sempre a un prezzo inferiore a quanto si vale, l'idea che un artista abbia fatto un percorso tanto coraggioso mantenendo sempre un livello altissimo di qualità e raggiungendo anche vette da catena dell'Himalaia, be', questo è un insegnamento assoluto. Fa capire dove si può arrivare, con le parole, se usate con rigore. ([[Jovanotti]])
*{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso''}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto. ([[Francesco Guccini]])
*Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*Non è stato facile cantare dischi insieme, malgrado la nostra sensibilità artistica fosse simile: io ho una voce meno baritonale della sua. E lui, ovviamente, con me faticava perché voleva fare tutto con precisione assoluta. Inoltre fingeva di non essere spiritoso. E io a dirgli Giorgio, tu sei spiritoso più di me, solo che vuoi farne a meno, lascia libero il tuo spirito di essere comico. Anche se con gli arrangiamenti di [[Franco Battiato|Battiato]] era difficile, in effetti! ([[Enzo Jannacci]])
*Per fare Teatro Canzone Giorgio usava una sorta di "scaletta delle emozioni". Era molto utile per scrivere spettacoli sull'oggi, anche perché, fra una replica e l'altra, per lui era normale cambiare delle cose, e quindi i tempi di scrittura erano strettissimi. Così aveva stabilito regole fisse: se inizi con un tema abbastanza impegnato, il secondo pezzo deve tranquillizzare la gente; se parti leggero, al terzo pezzo devi far capire che la vita non è solo sorrisi. L'apparente semplicità di una struttura solidissima, rimastami come lezione. ([[Gian Piero Alloisio]])
*Per molti versi Giorgio ha fatto parte della vita della mia famiglia. E di lui, in questo senso, ho un ricordo estremamente affettuoso, perché era un legame intrigante quello che riguardava Enzo e Giorgio insieme, il loro passato e i possibili futuri, le avventure che si schiudevano ogni volta che si incontravano. ([[Paolo Jannacci]])
*Perché la cosa più difficile e preziosa che ha fatto Gaber è stato annullare lo scarto (così pesante e doloroso, oggi) tra "alto" e "basso", tra popolarità di massa e di nicchia. E avere qualità e riuscire a farne anche quantità, giacché il suo successo teatrale fu di massa, è più o meno il contrario di quanto accade, in genere, in un sistema di comunicazione che sembra avere individuato nella qualità un odioso nemico. ([[Michele Serra]])
*Perché lì {{NDR|nel brano ''Le strade di notte''}} Gaber canta il nostro mestiere, un mestiere notturno, la ricerca di un'intuizione, la speranza di trovare qualcosa cercando. Nel cielo che di notte sembra grondi di più di note, suggestioni, ispirazioni. ([[Claudio Baglioni]])
*Perché un ingenuo? Perché anche lui tutto sommato aveva nutrito la sua bella utopia: l'idea di cambiare il mondo con le parole. Lui che dai Settanta aveva cantato con ironia la psicopatologia dell'individuo lasciato solo con i propri tic ma ancora ansioso di ritrovare se stesso in una matura collettività civile, doveva riconoscere che, tramontate le ideologie e stramorti i partiti, l'unico luogo di condivisione era ormai il mercato dio e demonio. ([[Paolo Di Stefano]])
*Però lo faceva apposta, a toccare nervi scoperti. L'ha sempre fatto; e in fondo questa è stata la cosa che me lo faceva amare di più. Parlava di [[Bettino Craxi|Craxi]] o [[Ciriaco De Mita|De Mita]], criticava certa sinistra, faceva satira pura... Ma alla fin fine, di base, si rivolgeva sempre all'uomo. Puntando spesso il dito persino contro di sé, in spettacoli che proponevano testi di taglio quasi psicanalitico, in brani che indagavano i rapporti tra l'uomo e il suo inconscio. E ovviamente, puntando spesso il dito pure verso i suoi simili, cioè noi. Come devono fare i grandi artisti, si assumeva il rischio di denunciare. E di prendersi i relativi fischi. ([[Claudio Bisio]])
*Quando abbiamo ascoltato per la prima volta le canzoni di Giorgio Gaber è stato folgorante. Quello che stiamo tentando di fare nella nostra carriera, lui riusciva perfettamente a farlo già nei primi anni Settanta. Fare rock, potremmo dire. Non il rock malinteso come autodistruzione, il rock come linguaggio. Un linguaggio che permette di rispondere in profondità a chiunque impedisca al singolo di essere libero: praticamente, culturalmente, intellettualmente. ([[J-Ax]])
*[Q]uando cantava la solitudine faceva scorgere in essa anche una possibile, straordinaria consapevolezza: quella di volerla. Di volere quella solitudine in cui ci si sa bastare, e non si cerca a tutti i costi qualcuno che ci somigli. Finendo col buttarci via. ([[Mietta]])
*Quando Giorgio lavorava con [[Enzo Jannacci|Enzo]], penso partissero sempre dall'amicizia. E poi la loro concezione artistica era qualcosa del tipo "sfruttiamo la chimica azione/reazione", quello che gli americani chiamano ''interplay''. Credo che ogni incontro cambiasse le loro carriere, perché erano scintille che si accendevano in un discorso mai veramente interrotto, che coinvolgeva il personale in profondità. Anche se poi ognuno avrebbe proseguito con le proprie idee, i propri tempi, le proprie scelte artistiche. ([[Paolo Jannacci]])
*Resta il suo grido di quanto la persona, oggi, sia umiliata. In politica, in televisione, dal mercato. La sua denuncia di come esista a volte persino un gioco ad autoumiliarsi. Resta anche, però, il concetto che la persona non deve venire umiliata. [...] Tutto è un problema se si perde di vista la persona, se non si ritorna a un modello culturale che la metta al centro del vivere. ([[Gherardo Colombo]])
*Ricordo con emozione le sue proteste, le sue disperazioni, le sue speranze: non mi ha mai delusa. Aspettavo tremante la prossima rivelazione dei suoi sogni, delle sue delusioni, dei suoi scontri. ([[Fernanda Pivano]])
*Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Ugo Tognazzi]], perché entrambi hanno saputo cambiare pelle più volte. Dall'avanspettacolo al varietà a Cannes. Dal rock snodato con [[Enzo Jannacci|Jannacci]] e [[Adriano Celentano|Celentano]] alla prima serata televisiva al teatro canzone. Restando sempre se stessi, anche negli errori. Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Beppe Grillo|Grillo]]. Gaber, soprattutto dopo le prime speranze frustrate di cambiamento, era diventato un antipolitico ante litteram, che lanciava attacchi veementi contro ogni schieramento. Tanto che oggi tutti, dalla sinistra alla destra a [[Comunione e Liberazione]], tendono a spartirsene le vesti, dicendo «Era uno dei nostri», come hanno fatto anche con [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Quest'anno è uscito persino un articolo dell'Osservatore Romano pieno di lodi e che ho trovato sconcertante. Gaber aveva di sicuro un pubblico più colto, meno schiumante, rumoroso e ingenuo di quello di Grillo. Ma sono i frutti di tempi diversi. ([[Tommaso Labranca]])
*Ripudiava ogni atteggiamento finto, ogni estremismo comportamentale. In compenso sapeva voler bene alle persone, spesso senza dirlo, con pudore estremo. Aveva pure carisma, certo, e sicuramente bisognava avere una propria personalità per non finire col muoversi e parlare come lui. Però non si imponeva mai. E come autore aveva inventato il diritto di veto: se una cosa da lui proposta non piaceva, chi scriveva con lui poteva dire "no" senza spiegazioni. ([[Gian Piero Alloisio]])
*Sento forte il rimpianto di non aver potuto conoscere Giorgio Gaber. È quasi un senso di colpa, perché da quando ho iniziato ad ascoltare la sua musica ho scoperto un mondo artistico nuovo, di grande interesse, legato più al peso dei testi che non a quello della musica. Un mondo che però mi appassiona proprio per questo, perché io ho sempre lavorato al contrario, sono sempre stata attratta più dalle note che non dalle parole. [...] Perché io, che molti definiscono cantante dell'amore per eccellenza, da Gaber ho imparato pure su questo fronte. Ho capito che l'amore si può cantare anche senza cantarlo, a volte. E ora penso quanto sarebbe bello se riuscissi a riportare tutti questi suoi insegnamenti nel mio mestiere. Per essere più profonda nei testi e nei sottintesi, per trasmettere emozioni e valori della vita anche tramite la semplicità della musica leggera, come riusciva a fare Gaber. ([[Laura Pausini]])
*{{NDR|Confrontando Gaber con Fabrizio De André}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*Sia in teatro sia in televisione, spesso mi sono servito della lucida e arguta sintesi di Giorgio Gaber: da "Il potere dei più buoni" a "Il conformista", Gaber mi è sempre venuto in soccorso. La visione di Gaber e Luporini sulle debolezze umane è precisissima. La loro capacità di aver visto lontano, di avere scritto e preceduto il pensiero di molti, li rende attualissimi. ([[Maurizio Crozza]])
*Sicuramente so che quando Gaber scelse il teatro voleva che il suo folle gesto di portare la canzone dove non era mai stata potesse non solo farlo arrivare di più alla gente, ma pure segnare una strada per altri artisti. ([[Rossana Casale]])
*Solo che quando Gaber iniziò certe tecniche non c'erano: quindi il fatto che lui sul palco sia riuscito fin da subito a esprimersi in modo incisivo anche con il movimento, rafforzando con il corpo il suo rapporto di comunicazione con il pubblico, be', per me testimonia quanto il modo di fare musica di Giorgio Gaber abbia inciso profondamente nell'evoluzione della cultura musicale di questo Paese. [...] Gaber diceva cose profonde lasciando che l'ingrediente-musica mantenesse un peso decisivo per comunicarle a quante più persone possibile, in una proposta artistica che era semplice solo all'apparenza. ([[Pino Daniele]])
*Stavo preparando ''[[Provaci ancora, Sam|Provaci ancora Sam]]'' di [[Woody Allen]], e lui aveva letto sui giornali una mia intervista nella quale dicevo che non volevo più fare televisione. Mi chiamò e disse: "Non fare una sciocchezza simile". Mi spronò a continuare a fare una tv che non fosse simpatica e pulita, senza arrendermi. Intendiamoci: non è che io volessi fare come aveva fatto lui nel 1970, abbandonare il piccolo schermo per il teatro con quello stesso suo rigore morale. Però ero proprio un po' stanco. ([[Enzo Iacchetti]])
*Un artista poliedrico al punto tale da confondere e mescolare dentro di sé quel suo essere attore grande e grande cantante, e poi mimo, e poi dicitore sottile, e poi ancora uomo dalla timbrica vocale inconfondibile, marcata come la pennellatura di un grande pittore. ([[Mango (cantante)|Mango]])
*Un operaio dello spettacolo, avrebbe detto [[Totò]], che affascinava e affabulava senza lasciare alcuno scollamento fra sé e le quinte. Se per [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] il teatro doveva essere gelo, io la prima volta che vidi quello di Gaber capii invece che poteva anche essere sangue e sudore. Forse, doveva esserlo. Perché lui per far arrivare il suo pensiero si spendeva fino in fondo, ben al di là di quanto avrebbe potuto certamente fare limitandosi a utilizzare le proprie doti di uomo di spettacolo, grande autore, ottimo compositore, eccellente cantante, interprete di grandissima ironia. Gaber aveva la capacità di prendere tutti questi doni, mescolarvi se stesso fino in fondo, e non aver paura mai di misurarsi con niente. ([[Massimo Ranieri]])
*Una capacità da artista che definirei [[Bertolt Brecht|brechtiano]], in grado cioè di mettersi al servizio dell'emozione anche quando vuole mostrarci la realtà. ([[Tosca (cantante)|Tosca]])
*Verso la metà degli anni Settanta abbiamo passato splendide serate parlando e giocando a poker fino al mattino. Giorgio era un ascoltatore impressionante. Intelligentissimo, curioso e aperto. Perfezionista com'era, non sopportava (e in questo era feroce) l'inciviltà, l'incompetenza, il pressapochismo, il delinquere come filosofia di vita... E poi la politica corrotta. [...] Il passaggio di un uomo simile dalle nostre parti è stata, per me, l'ennesima prova che la vita non è per caso. ([[Franco Battiato]])
===[[Lorenzo Arruga]]===
*Gaber aveva due modi di cantare. La melodia libera, piena, che aveva naturale: pochi sapevano far cantare con così tanta allegria, con tanto abbandono; e l'altro un modo più tortuoso, più elaborato di cercare che le parole man mano si intricassero e si districassero.
*Gaber è un fatto musicale difficile da studiare perché i depositari non sono gli studiosi, ma tutta la gente che lo cita e se lo ricanta dentro. Ma la musica non è per Gaber mai un ornamento, un abbellimento, una scenografia alla parola, e la parola - mi spiace per chi arriva a conclusioni solamente dal testo - va letta nella musica, come l'ha cantata: con il significato ambiguo, ambivalente, o perentorio che la musica le conferiva.
*La musica fa con il testo quello che fa lui con le convinzioni: rimette tutto in gioco, continuamente, ma ne ha la coscienza. Perciò si sente sempre il timbro di una ricerca onesta e motivata, che finisce anche per confrontarci, per un verso, perché vera musica e vera poesia, e per un altro verso per esserci caro, poiché traccia il suo ritratto.
*Nella costruzione del suo Teatro Canzone c'è il parlato alternato al cantato, un po' alla maniera dell'opera italiana, del Settecento soprattutto, dove un recitativo si blocca al momento in cui un pensiero, una parola, un sentimento, un momento di suggestione morale obbligano a meditare cantando in modo diverso, e c'è bisogno d'un volo della melodia. Dove non è rispettata questa struttura, e la canzone parte direttamente, è necessario che la situazione precedente teatrale ne offra il ritmo, l'attesa.
===[[Paola Cortellesi]]===
*Gaber l'ho incontrato tardi. Però lui è riuscito lo stesso a farmi innamorare: della sua forza incontenibile, del suo acume, di quel talento difficilmente eguagliabile. E della sua capacità di parlarci dell'oggi. Motivo per cui credo che bisognerebbe comunque provarci, a riportare in scena quanto ha scritto. Anche se non è facile.
*Io continuo a pensare che l'impatto che Gaber era capace di dare a queste sue riflessioni, semplici solo in apparenza, resti ineguagliabile. Ci vorrebbero il talento e la forza comunicativa che aveva lui. [...] E chissà che nel tempo noi artisti che lo prendiamo a modello non riusciamo, crescendo, a fare cose simili alle sue.
*{{NDR|Parlando della canzone ''Il dilemma''}} Sicuramente la stessa storia io la racconterei in modo diverso, forse più romantico, perché sono una donna. [...] Una canzone meravigliosa, una canzone d'amore, anch'essa però capace di chiudersi spiazzando: con una decisione dura, figlia di un'analisi profonda, per quanto estrema, del rapporto uomo-donna.
===[[Maurizio Costanzo]]===
*Di Giorgio Gaber mi manca tutto. In particolare, da quando ha cominciato a star male, mi manca la sua grandissima ironia. [...] Ho sempre apprezzato il suo essere un camminatore solitario, uno fuori dal coro. Uno che non aveva bisogno dell'appartenenza per sentirsi vivo.
*Non v'è dubbio che Giorgio Gaber ha vissuto gran parte della sua attività creativa in solitudine. Forse, nel suo intimo, non era quello che desiderava. È probabile infatti che avrebbe preferito "crescere" non con troppe persone, ma con alcune sì. La mancanza di queste, per mille motivi, lo deve aver fatto sentire solo: lo ha "costretto" a un sovrappiù di malinconia.
*Una sera andammo in un ristorante all'apparenza discreto, in realtà molto frequentato. C'erano Gaber, [[Paolo Villaggio]], [[Enzo Jannacci]], [[Umberto Simonetta]], il sottoscritto e qualcun altro. Un paio di tavoli accanto altri avventori cominciarono a parlottare, a indicarci, a cercare il modo di attaccare discorso. Gaber si girò di colpo e disse loro con durezza: "Non vogliamo fare comunella!" Una difesa d'ufficio, peraltro necessaria.
===[[Vittorio Feltri]]===
*Che Gaber fosse di destra o di sinistra non mi importa niente. Chi se ne frega. Cosa significa? Nulla, quello che conta è la persona che siamo. La nostra vita. E a me di Gaber piaceva proprio il fatto che sapeva raccontare la vita. Non so se sapesse vivere, ma raccontava la vita dei miei amici, di tanta gente, la mia. E lo faceva distribuendo emozioni. Che non sono né di destra né di sinistra.
*E chi se le scorda certe emozioni? Queste emozioni sono la forza e la poesia di Gaber, secondo me. Le riascolto spesso, le sue canzoni. E sarà perché invecchiando si pensa sempre al passato come un tempo migliore, a me regalano una nostalgia struggente, bellissima.
*Gaber con quattro parole e due note arrivava nel profondo del nostro animo. Dava voce a quello che siamo a prescindere dalle tessere di partito. Lo faceva proprio perché in lui erano evidenti ansia di libertà e insofferenza per gli schermi, i luoghi comuni, la destra e la sinistra, tutto ciò che ci vene imposto dall'alto come valore.
*In fondo, io amo Gaber perché ascoltare Gaber è un piacere. Quando sono con Gaber sono con me stesso, ritrovo le mie ribellioni di un tempo, sto bene.
===[[Gianluca Grignani]]===
*È stato un artista trasversale, non soltanto un figlio del suo tempo: molti suoi dischi sono ancora attualissimi.
*Fra i cantautori poi Gaber, a mio giudizio, era uno dei più maturi: era avanti. Non si capisce tutto di lui al primo ascolto, come accade con altri che pure sono dei grandissimi. A ogni nuovo ascolto si scoprono cose diverse, particolari mai notati prima. Le sue canzoni non sono "semplici" come diceva lui: infatti aveva anche il pregio di saper comunicare con strutture articolate.
*Io appartengo a una generazione cresciuta in una società filoamericana, di cui fra l'altro stiamo pagando anche molte conseguenze negative: se non ci fossero stati cantautori come lui a farci conoscere una musica diversa, una cultura diversa, io come altri colleghi non avrei mai affrontato gli argomenti che affronto. E nel toccarli non avrei mai alternato, alla leggerezza, anche un piglio più ruvido.
===[[Gioele Dix]]===
*A teatro Gaber arricchì il proprio portfolio di potenzialità con il magnetismo. Dimostrò di avere la qualità di parlare a te, singolo spettatore, come fosse occhi negli occhi. Tutti avevano questa impressione. E tutti così coglievano i dettagli, i toni, le espressioni, con cui egli colorava la sua proposta testuale.
*Forse il fulcro {{NDR|della sua eredità}} sta proprio nella forza che trasmetteva in scena. Nell'esempio. Nel far capire che il teatro è energia, è spendersi sino in fondo, generosamente, sino alla consunzione fisica. Il Gaber madido di sudore dei suoi interminabili bis era uno sprone a fare del teatro una ragione di vita in cui inserire istinto, coraggio, profondità, ironia, tecnica di costruzione dei testi e delle pause, mestiere. Nonché l'etica.
*Il teatro di Gaber era una questione personale di chi lo andava a vedere o aveva più un significato generazionale? Potremmo dire, entrambe le cose. Giacché soprattutto era un fatto teatrale, un percorso artistico di racconto della vita indicatoci con chiarezza. Fin dall'inizio. Perché se il Gaber del teatro era inimitabile ed esemplare, anche il cantante "irregolare" della televisione aveva rappresentato un "unicum".
*Un istinto e un talento naturale che si declinavano, raffinandosi col tempo, nei vari aspetti del fare teatro. Nella fisicità, innanzitutto. In un gesto per cui tutto ciò che esprimeva sul palco gli veniva da dentro, e si vedeva. Nella costruzione dei testi, sviluppata sempre con tutti gli ingredienti che ci vogliono in un testo, comico e no: il rimando, le cose che circolano, escono e poi rientrano, la capacità di mischiare temi, toni, colori.
===[[Luca Doninelli]]===
*È molto difficile essere intellettuali in modo gaberiano. Perché bisogna pagar di persona e bisogna avere la consapevolezza che il prezzo lo si pagherà sempre. Non verrà mai un momento in cui si smetterà di pagare un prezzo per la propria libertà.
*Gaber ha sempre pagato dazio, certo, alle proprie scelte, ma da un certo punto in poi non ha più voluto far sottostare la propria libertà ad alcunché di esterno. Né ideologia politica né ricatti del pubblico. E per questo le sue parole talvolta cattive, talvolta tenere, talvolta struggenti e il più delle volte tutte queste cose insieme, sanno colpire davvero. Anche quando canta canzoni o dice parole potentemente politiche, anche quando capita di non essere d'accordo con lui, le lacrime agli occhi arrivano comunque spesso.
*Questa questione del corpo e della fisicità è stata toccata più volte e in modo molto esplicito da Giorgio Gaber. Intendeva dire che a un certo punto della sua vita aveva preso il suo corpo, si era piazzato su un palcoscenico e aveva cominciato a parlare, come direbbe il Vangelo, "da se stesso". Non più preoccupato di ottenere successi discografici, di avere chissà quali passaggi televisivi, aveva cominciato a parlare per dire semplicemente quello che pensava, quello che gli stava a cuore.
===[[Luca e Paolo]]===
*C'è da dire poi che Gaber ci ha dato molto anche di persona. Accadde quando [[Luca Bizzarri|Luca]] lo conobbe, nel 1991, dentro il camerino di un teatro. Ebbero un lungo dialogo: pieno di sigarette, perché ne fumarono una dietro l'altra. Ma da quell'incontro... affumicato emerse un insegnamento che si rivelò preziosissimo per il nostro percorso. Gaber fu il primo a dirci di non aspettare che il lavoro piovesse dal cielo; disse che dovevamo scrivere cose nostre e portarle in giro per le strade. [...] Gli dobbiamo molto, insomma, se facciamo questo lavoro, se lo facciamo in un certo modo e se ci impegniamo ancora con la stessa energia degli inizi.
*{{NDR|Parlando della collaborazione con Sandro Luporini}} Con quali contributi alla storia della prosa italiana? Altissimi. La loro era un'alchimica straordinaria, la loro opera è figlia di una magia dell'incontro che nell'arte non si realizza spesso. E che anche per questo ha portato alla scrittura di testi di grande forza, capaci di resistere al tempo.
*Gaber per noi è stato un esempio grandioso, sotto diversi punti di vista. Non abbiamo nemmeno avuto particolari difficoltà a riproporlo adattandolo a come lavoriamo noi, insieme o separati: perché la sua grandezza d'autore implicava anche la capacità di scrivere testi elaborabili, che anche in termini di regia potessero essere trattati pure da altri: con originalità ma senza modificarne impatto o senso.
===[[Vincenzo Mollica]]===
*{{NDR|L'ultima intervista a Gaber}} Fu un incontro tenero, era gentile e lucidissimo come sempre. Ma dovevamo registrare pochi minuti e ne incidemmo venti. E alla fine, purtroppo a telecamere spente, mi fece ascoltare alla chitarra due brani che poi sarebbero stati incisi nel suo ultimo, ''Io non mi sento italiano''.
*Gaber è stato uno dei più grandi artisti che abbia mai intervistato. E uno dei pochi che ho amato.
*Ne aveva fatta tanta, di televisione, e riteneva di averla fatta bene: nonché di essersene allontanato per buonissimi motivi, quando aveva iniziato a non ritrovarcisi più. Anche se di alcune cose conservava bellissimi ricordi: riteneva inarrivabile il suo lungo duetto con Mina a ''Teatro 10'', per esempio, in cui aveva fatto interpretare a Mina il bambino ricco del monologo "Io mi chiamo G".
===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]===
*Del resto, riguardo alla realtà, Gaber diceva sempre che vivere per la strada non è come girare per la strada. Non basta insomma raccogliere aneddoti e informazioni, è importante anche costruire immagini più ampie, visioni più complesse.
*Giorgio mi diceva che ero un attore più che un comico e così ho iniziato a camminare sul filo come un funambolo mescolando riso e pianto. Ho conosciuto Giorgio quando venne a vedere il mio "Nemico di classe", molto prima che diventasse un cult. Ricordo con piacere le nostre chiacchierate, all'inizio ero frastornato all'idea di parlare con un personaggio famoso, poi mi abituai e diventammo amici. In comune avevamo l'eclettismo: lui era un cantante a cui piaceva recitare, io un attore con una certa predisposizione per il canto. Alla fine ci siamo trovati a lavorare insieme.
*Jannacci improvvisava, era visionario; Giorgio approfondiva, sentiva la responsabilità del testo. Però, pur essendo regista, rispettava l'individualità degli altri. Cosa che non capita a quelli di formazione accademica, che di solito cercano puri esecutori al servizio delle loro idee. Lui invece era generoso, accettava le singole personalità, guidava me in modo diverso da come guidava Enzo o se stesso.
===[[Roberto Vecchioni]]===
*Gaber era semplice e chiaro, non gridava verità ma proponeva strade. Segnalando anche l'importanza del dolore, la necessità nella vita di superare prove difficili. Tutte cose che danno i romanzi, e però in maniera più diretta oggi ci arrivano proprio dalle canzoni d'autore. La forma più rapida per entrare nel contemporaneo. Che poi è sempre stato lo scopo di Giorgio Gaber: cantare l'illogica allegria del vivere la realtà.
*Il Gaber della fine degli anni Settanta sa due cose essenziali. Uno: la vita artistica non va buttata via. Due: la canzone non è solo qualcosa che si canta in tre minuti. Deve entrare in un discorso, in un dialogo che dal vivo prende ancora di più. Gaber ha capito che la canzone non è soltanto un oggetto da vendere, e siccome fa entrare nelle case delle persone andrebbe vissuta insieme a queste persone. In un posto adeguato. E da questi presupposti nasce il portare la canzone a teatro, la sua scoperta più grande. [...] Giorgio dà un'importanza fulminante alle parole e ai concetti che con esse esprime. La musica, pur se azzeccata, arriva quasi solo a vestirle. Quanto conta è la parola, che diviene magica nel momento in cui millecinquecento persone sono unite in un teatro ad ascoltarla.
*Per Gaber "la realtà è più avanti". Parte dalle contraddizioni, dalle contraddizioni interne che nessuno, o quasi, di solito sottolinea. La sua testimonianza si fa dunque prima autocritica, e poi critica della società. Si fa denuncia molto più vasta, e infatti Gaber potrà protrarla anche negli anni Ottanta e Novanta. Del resto l'idea - fondamentale anche oggi - che noi "crediamo" di essere liberi mentre invece siamo "polli di allevamento", non poteva venire dalla canzone politica alla Guccini né dalla rabbia di un [[Vasco Rossi|Vasco]]. Poteva venire solo a un intellettuale della canzone come Giorgio. La seconda colonna portante dell'intellettualismo della canzone italiana. L'altra è Fabrizio De André, che però faceva un discorso più astratto. Gaber invece era specializzato sulla realtà, nei confronti della quale è stato feroce, ma mai [[Nichilismo|nichilista]].
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il signor G||(1970)}}
{{Pedia|I borghesi||(1971)}}
{{Pedia|Far finta di essere sani||(1973)}}
{{Pedia|Anche per oggi non si vola||(1974)}}
{{Pedia|Libertà obbligatoria||(1976)}}
{{Pedia|Polli d'allevamento||(1978)}}
{{Pedia|Io se fossi Dio||(1980)}}
{{Pedia|Anni affollati||(1981)}}
{{Pedia|Gaber (album)|''Gaber''|(1984)}}
{{Pedia|Il teatro canzone||(1992)}}
{{Pedia|E pensare che c'era il pensiero (1995)|''E pensare che c'era il pensiero''|(1995)}}
{{Pedia|La mia generazione ha perso||(2001)}}
{{DEFAULTSORT:Gaber, Giorgio}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
[[Categoria:Commediografi italiani]]
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Inverno
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[[Immagine:Arcimboldo - Les saisons - L'hiver.jpg|thumb|''Inverno'' (Giuseppe Arcimboldo, 1573)]]
Citazioni sull''''inverno'''.
==Citazioni==
*Adoro l'inverno, con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia. ([[Mina Murray]], ''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*''Come un terremoto culla un cadavere | nella sua bara nella creta, | così il Bianco Inverno, rude balia, | culla l'Anno freddo come la morte oggi; | {{Sic|O}}re solenni! {{Sic|g}}emete forte | per il vostro padre nel suo sudario.'' ([[Percy Bysshe Shelley]])
*''E in lontananza l'Inverno bisbigliò: «È bene | Che l'[[Estate]] rovente muoia. Guardate, l'aiuto è vicino, | Poiché quando il bisogno degli uomini s'inasprisce, allora arrivo io».'' ([[Rudyard Kipling]])
*È la mia stagione preferita. In estate non vedo l'ora che venga il momento di infilarsi il maglione e uscire a passeggiare. Da bambino adoravo la neve perché, quando nevicava, era tutto più magico. Sono cresciuto in una città industriale, quindi non esattamente bella o poetica, ma con la neve si trasformava in un posto incantato. L'inverno è il periodo dell'anno che favorisce maggiormente l'immaginazione: ci si siede davanti al camino, si riflette sul passato, su quello che è stato l'anno appena trascorso, ci si prepara a quello che verrà. È una stagione psicologica, oltre che temporale. ([[Sting]])
*È la stagione che preferisco. La natura diventa magica, c'è un silenzio surreale, è il periodo in cui lavoro meglio. Riesco a concentrarmi. L'inverno mi ispira. ([[Enya]])
*Ho provato a pensare all'inverno. Per resistere al freddo si indossano abiti pesanti e si accendono le stufe. Quando il tuo corpo raffreddato si riscalda, è una situazione talmente bella che ti sembra davvero il paradiso. (''[[Video Girl Ai]]'')
*Il giorno venne; una furiosa giornata invernale che a volte scuoteva la vecchia casa come se questa avesse rabbrividito per il freddo. Una giornata che faceva della casa doppiamente una casa, che conferiva all'angolo del focolare una nuova delizia, che illuminava di una luce più forte le facce riunite attorno al focolare e faceva di ogni gruppo così raccolto una lega più stretta e più intima contro gli elementi scatenanti là fuori. Una di quelle dure giornate invernali che preparano meglio di qualunque altra cosa la strada verso una notte trascorsa tra quattro mura, verso una stanza dalle cortine pesanti, verso volti resi allegri dalla musica, dal riso, dal ballo, dalla luce, dal divertimento. ([[Charles Dickens]])
*Impara nella semina, insegna nel raccolto, ed in inverno godi. ([[William Blake]])
*L'autunno era già in agonia. Di notte le siepi brinavano e la luna s'era fatta più fredda del sasso, e così ferma, rotonda e precisa come può essere solo a Natale: le due nubi che l'eran d'attorno parevano aria appannata. Di giorno era meglio, d'accordo, e fino alle tre c'era il sole: ma né un ramarro né un rospo non v'era più dato incontrarlo: una biscia acquaiola ancor meno: se n'erano andate da un pezzo e bisognava aspettare fino a marzo. ([[Silvio D'Arzo]])
*L'inverno è una primavera che si ignora. ([[Henry de Montherlant]])
*L'inverno mi appesantisce in tutti i sensi. Le giornate sono così uguali e così monotone da non riuscire più a sopportarle. ([[Melissa Panarello]])
*L'inverno non si sente mai veramente a casa a [[New Orleans]]. È solo un ospite sgradito che serve soltanto a ricordarci quello che ci manca. E se ne va giusto in tempo per farcelo dimenticare di nuovo. (''[[Una canzone per Bobby Long]]'')
*''La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione? | Ma a notte la nebbia ti dice di un fiato che il dio dell'inverno è arrivato.'' ([[Francesco Guccini]])
*Molti uomini dicono di godersi l'inverno, ma ciò che in realtà si godono è il sentirsi al riparo da esso. Per loro non c'è mancanza di cibo, d'inverno, hanno case riscaldate e indumenti caldi. L'inverno non può nuocere, quindi accresce il loro senso di sicurezza, di ingegnosità. Per gli uccelli e gli animali – come per la gente povera – l'inverno è altra cosa. I conigli, al pari di quasi tutti gli animali selvatici, patiscono il freddo e gli stenti. È vero, sono più fortunati di altri poiché il cibo non viene quasi mai a mancare del tutto. Ma quando c'è la neve gli tocca restare sotterra per giorni di fila, ruminando palline per nutrirsi. Sono più soggetti a malattie, d'inverno, e il freddo riduce la loro vivacità. Nondimeno, le tane posson essere calducce e accoglienti, specie se affollate. L'inverno è inoltre stagione d'amori, per loro, più che la tarda estate e l'autunno; e l'epoca della maggior fertilità, nelle coniglie, comincia verso febbraio. Vi son belle giornate, in cui fare silflaia è un godimento. Per i più avventurosi, le razzie in orti e giardini hanno un fascino particolare. E sottoterra ci si racconta novelle, si gioca a sasso-spasso, ci son altri passatempi. Per i conigli, l'inverno è quel che era per gli uomini del medio evo: duro ma sopportabile, e non del tutto privo di consolazioni. ([[Richard Adams]])
*Non è più la morbidezza del fiore, ma vi è del grano disseccato, pieno, fecondo, che rende sicura la stagione invernale. ([[Honoré de Balzac]])
*Odio l'inverno; mi lega al mio scrittoio e fa di me un impiegato. ([[Charles Langbridge Morgan]])
*''Oh, [[Vento]], | se viene l'Inverno, potrà la [[Primavera]] essere lontana?'' ([[Percy Bysshe Shelley]])
*Se voglio dipingere la primavera bisogna ch'io sia in inverno. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*''Signori miei, son qua! | Sono il solito inverno | che ripiglia il governo | finché la primavera tornerà. || Non porto novità; | colla solita neve | comincerò tra breve | a decorare tutta la città. || In rosso tingerò | ogni punta di naso: | non fate troppo caso | se qualche volta vi pizzicherò...'' ([[Lina Schwarz]])
*Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e [...] i bambini che per l'intera stagione se ne stanno dentro le stalle a scaldarsi col fiato dei muli... Un inverno di cinque o sei mesi. ([[Silvio D'Arzo]])
*''Un pocheto te 'speti, | se anca xe la to ora, | ti, inverno. La foiuzza | rossa la xe ancora, || come 'na bandiereta, | che la trema al siroco, | e el ziel fa e disfa in pase | i su' colori. Un poco, || sì, ancora 'speta, inverno: | làssine gòder quieti | 'st'ultimo bel, fa ancora | contenti i povareti.'' ([[Virgilio Giotti]])
*''Verrà poi 'l verno, che di bianca neve | suol i poggi vestir, coprir la rosa, | e le piagge tornar aride e meste''. ([[Bernardo Tasso]])
==Proverbi==
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Alla Candelora {{NDR|[[2 febbraio]]}}, anche se piove o nevica, dell'inverno siamo fuori.
*Chi imita la formica nell'[[estate]], non va a chieder pane in prestito nell'inverno.
*Da san Martino a Natale ogni povero sta male.
*Fino a Natale non c'è né freddo né fame, da Natale in là freddo e fame a volontà.
*L'inverno dirada i poveri.
*L'inverno è l'[[inferno]] dei poveri.
*L'inverno non è passato finché non luccica la luna d'[[aprile]].
*Le [[paura|paure]] e le sciagure, fanno sentir freddo d' inverno.
*Mura d'inverno, mura d'inferno.
*Ogni giorno d'inverno che passa, è un nemico di meno.
*Per la Candelora dall'inverno semo fora, ma se piove o tira [[vento]] nell'inverno semo dentro.
*Sereno d'inverno e pioggia d'estate non producono mai miseria.
*Sereno d'inverno, nuvole d'estate, amor di [[donna]], di [[prete]], di [[frate]]: son tutti guai.
*[[Sole]] d'inverno e [[amore|amor]] di pagliarda {{NDR|donna di facili costumi}}, tardi viene e poco tarda.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Primavera]]
*[[Autunno]]
*[[Estate]]
*[[Freddo]]
*[[Stagione]]
*[[Neve]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Stagioni]]
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P. G. Wodehouse
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SolePensoso
4367
I maggiordomi rapinano le banche?
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text/x-wiki
[[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]]
Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico.
==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse==
*I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref>
*Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref>
*In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref>
==''Alla buon'ora Jeeves!''==
===[[Incipit]]===
«Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br />
«Certamente, signore».<br />
«Ciò che devo dirti può offenderti...»<br />
«Affatto, signore».<br />
«Bene, allora...».<br />
No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta.
===Citazioni===
*Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201)
==''Anonima scapoli''==
===[[Incipit]]===
Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili.
===Citazioni===
*Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37)
*Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42)
*Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97)
*Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154)
===[[Explicit]]===
«La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta.
==''Bill il conquistatore''==
===[[Incipit]]===
Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania.
===Citazioni===
*Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7)
*Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55)
*Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159)
*L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195)
===[[Explicit]]===
Era un ragazzo di sentimento!
==''Gas esilarante''==
===[[Incipit]]===
Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene.
===Citazioni===
*Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I)
*«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII)
===[[Explicit]]===
La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza
==''Genero al verde''==
===[[Incipit]]===
Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora.
===Citazioni===
*Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20)
*Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42)
*Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184)
===[[Explicit]]===
Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere.
==''Grazie, Jeeves''==
===[[Incipit]]===
Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte.
===Citazioni===
*– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8)
*La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66)
===[[Explicit]]===
Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore.
==''I gioielli di Monty Bodkin''==
===[[Incipit]]===
Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione.
===Citazioni===
*Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51)
*Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116)
*Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195)
===[[Explicit]]===
E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione.
==''I porci hanno le ali''==
===[[Incipit]]===
Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano.
===Citazioni===
*A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29)
*Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44)
*Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75)
*Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147)
===[[Explicit]]===
Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso!
==''Jeeves taglia la corda''==
===[[Incipit]]===
Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto.
===Citazioni===
*– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33)
*Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66)
*Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166)
==''Jill, ragazza bizzarra''==
*Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130)
*Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176)
==''La conquista di Londra''==
===[[Incipit]]===
Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br />
«L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br />
Seguì un breve intervallo.<br />
«Roderick?»<br />
«Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br />
«Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br />
«Va bene, Sir George.»<br />
Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere.
===Citazioni===
*C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72)
*Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147)
*Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235)
*Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235)
*Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242)
*Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266)
*Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293)
==''La piccola pepita''==
*Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67)
*Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86)
*Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116)
==''La ragazza in blu''==
===[[Incipit]]===
Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini.
===Citazioni===
*La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18)
*Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23)
*Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37)
*Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52)
*Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71)
*C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97)
*Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187)
===[[Explicit]]===
E continuarono la strada cantando.
==''La stagione degli amori''==
===[[Incipit]]===
Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava.
===Citazioni===
*Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121)
*Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180)
===[[Explicit]]===
Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli.
==''Lampi d'estate''==
===[[Incipit]]===
Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè.
===Citazioni===
*Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15)
*Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17)
*Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182)
*Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221)
===[[Explicit]]===
Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263)
==''Molto obbligato, Jeeves''==
===[[Incipit]]===
Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamente installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilarante», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore.
===Citazioni===
*Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del proprio nipote. (p. 21)
*Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai troppo «confidenziale», perché non riuscii a trovare una definizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Dizionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41)
*Credo che le sue opinioni politiche tendessero verso l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signore. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42)
*– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al commercio estero della Gran Bretagna. (p. 62)
*L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163)
==''Qualche cosa di nuovo''==
===[[Incipit]]===
Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto.
===Citazioni===
*Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117)
*Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117)
==''Teniamo duro, Jeeves''==
===[[Incipit]]===
Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante.
===Citazioni===
*Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20)
*In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20)
*– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106)
*È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Amore tra i polli''===
Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge.
===''Avanti, Jeeves!''===
Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico.
===''Il codice dei Wooster''===
Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br />
— Buona sera, Jeeves.<br />
— Buon giorno, signore.<br />
Questo mi sorprese.<br />
— È giorno?<br />
— Sì, signore.<br />
— Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br />
— C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br />
— Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br />
— Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br />
Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br />
Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere.
===''I maggiordomi rapinano le banche?''===
Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans.
===''Jeeves e la cavalleria''===
Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari.
===''L'eredità sotto chiave''===
Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado».
===''Luna piena''===
La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie.
===''Non George Washington''===
Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br />
Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br />
Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui.
===''Piccadilly Jim''===
La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata.
===''Psmith giornalista''===
Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''Tanto di cappello a Jeeves''===
Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br />
Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo.
===''Un intrigo a Blandings''===
Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/>
===''Una damigella in pericolo''===
Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema.
===''Zio Fred in primavera''===
La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976.
*P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932.
*P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975.
*P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti.
*P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966.
*P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000.
*P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966
*P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933.
*P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974.
*P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977.
*P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia.
*P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3
*P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988].
*P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979.
*P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991.
*P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965.
*P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006.
*P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2
*P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991.
*P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973.
*P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8
*P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda.
*P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989.
*P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia.
*P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda.
*P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932.
*P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori.
*P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3
*P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006.
*P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994.
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Citazioni sul '''diavolo'''.
==Citazioni==
*A mio parere l'autentica possessione è proprio un amore autentico per il Male. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*{{NDR|Cammilleri, insomma, il diavolo esiste o è una invenzione della Chiesa medievale per spaventare e tenere appiccicati a sé i credenti creduloni?}} Esiste, sennò non si spiega niente. E le Scritture avrebbero mentito. Gesù stesso avrebbe mentito. È il Dissimulatore per eccellenza, perciò non è facile crederci. Poiché nulla può contro Dio, che odia, cerca di strapparGli le anime degli uomini per farGli dispetto, sapendo che siamo creature a Lui carissime. Riguardo al tenere appiccicati i creduloni, proprio oggi la propaganda politica dimostra come si fa. ([[Rino Cammilleri]])
*Chi più ha il Signore sulle labbra ha il diavolo in cuore. ([[Denis Ivanovič Fonvizin]])
*Ciò che viene da Dio porta pace e tranquillità; ciò che viene dal demonio, violenza, ansietà, turbamento. ([[Louis Lallemant]])
*Colui che crede che nel mondo i diavoli non vadano mai senza corna e i pazzi senza sonagli sarà sempre loro preda o loro zimbello. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Come ci riesce bene il diavolo quando ci vuol mettere la coda! ([[Gerolamo Rovetta]])
*''Diavolo'' è nome ebraico che significa ''deorsum fluens'', ossia ''colui che precipita all'ingiù'': il diavolo, infatti, considerò cosa priva di valore il rimanere quieto al culmine del cielo, ma cadde a precipizio sotto il peso della propria superbia. ([[Isidoro di Siviglia]])
*Dimmi una cosa, amico mio. Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio? (''[[Batman (film 1989)|Batman]]'')
*[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] perché la [[matematica]] è coerente, e il demonio esiste perché non possiamo dimostrare che lo è. ([[André Weil]])
*Disputare col demonio non potrà esserti di alcuna utilità. Ha cinquemila anni di pratica. Conosce tutti i nostri punti deboli. (''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'')
*Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella. ([[Martin Lutero]])
*E ciascuno ha il diavolo che si merita. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*È particolarmente importante l'avvertimento di evitare qualsiasi dialogo con il demone. Possiamo rivolgergli domande pertinenti, ma andare oltre è pericoloso. Il demone è bugiardo, mentirà per confonderci. E alle menzogne mescolerà anche la verità, per aggredirci. (''[[L'esorcista]]'')
*Egli {{NDR|Gesù}} annullò ciò che era del diavolo, assunse ciò che era dell'uomo, donò ciò che era di Dio. ([[Isacco della Stella]])
*Fra il diavolo e il santo c'è la differenza di un capello. (''[[Ieri, oggi, domani (film 1963)|Ieri, oggi, domani]]'')
*I demoni hanno fede, ma tremano. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*I diavoli – si noterà – brandiscono strumenti da lavoro contadini, i "forconi", strettamente collegati al "letame", cioè all'elemento escrementale dispensatore di fertilità sulla terra, nutrita dai rifiuti fecali; e anche [[Ciriatto]] "sannuto" (''Inf.'', XXI, 122) scaturisce certamente da questa demonologia popolare connessa alle figure del mondo agrario come il maiale, elemento fondamentale dei "patroni" contadini come quel Sant'Antonio abate, creazione, cristianizzata, del folklore carnevalesco. ([[Piero Camporesi]])
*Il culto del diavolo è la preghiera nei templi pagani e tutto ciò che si fa ad onore degli idoli insensibili: accendere le lampade e bruciare incenso alle sorgenti dei fiumi, come alcuni ingannati dai sogni o dai demoni. ([[Cirillo di Gerusalemme]])
*Il demonio anela furiosamente ad inghiottire le pure acque del Giordano, cioè le persone consacrate a Dio. Contro costoro, l'inferno congiura scatenando tutti i suoi mostri. ([[Juan Valera]])
*Il demonio, che conosce ancor meglio di noi, le dannose conseguenze degli scrupoli, ne suggerisce la materia con artificio, e prende cura di mantenerne l'effetto con una profonda malizia. ([[Jacques Joseph Duguet]])
*Il demonio è come una lima sorda che bisogna sorprendere fin dal principio. ([[Teresa d'Ávila]])
*Il demonio è una creatura spirituale che Dio ama come creatura spirituale, ma questa creatura spirituale è totalmente rovinata dall'orgoglio, dal rifiuto completo di obbedire a Dio. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*Il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra. ([[Gabriele Amorth]])
*Il demonio spesso ci fa un quadro dipinto a vividi colori dei difetti altrui, ed oscura i nostri. ([[Giuseppe Marello]])
*Il diavolo, contateci pure, può fare le cose da signore. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Il diavolo è il grande ingannatore, può farti vedere cose del tuo passato, apparizioni, ricordi, cerca di ingannarci in continuazione. Così non sappiamo mai che cosa pensa, che cosa ha in mente... (''[[L'esorcista del papa]]'')
*Il diavolo è l'amico che non resta mai fino alla fine. ([[Georges Bernanos]])
*Il Diavolo è l'esatta immagine o personificazione della gelosia e dell'invidia. Egli fu geloso ed invidioso del culto che l'uomo rendeva a Geova e agognò avidamente di procurarselo per sé. ([[Joseph Franklin Rutherford]])
*Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. ([[Karl Kraus]])
*Il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie. ([[William Shakespeare]])
*Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancora stato canonizzato per santo. ([[Carlo Dossi]])
*Il diavolo non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture. ([[William Shakespeare]])
*Il diavolo può fare brutti scherzi al genio, trascura gli imbecilli. ([[Leonardo Sinisgalli]])
*''Il Diavolo | rimase vergognoso, e intese come il [[bene]] sia tremendo, e vide | come nella sua forma la virtù sia amabile.'' ([[John Milton]])
*Il drago, la bestia, l'essere infame è prima di tutto l'avidità, la sete di denaro e di potere. ([[Annalena Tonelli]])
*''Il gran nemico dell'umane genti''. ([[Torquato Tasso]])
*Il nemico non sopporta l'amore, né la luce, né la verità. ([[Daniel Ange]])
*Il nemico si comporta come una [[donna]], poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste. ([[Charles Baudelaire]])
*Il potere del diavolo è la morte, il peccato e una cattiva coscienza, attraverso cui egli comanda. ([[Martin Lutero]])
*In alto siede l'Onnipotente così lontano che è sempre assente mentre il Diavolo suo fratello lo trovi anche al cancello. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*{{NDR|«Il diavolo esiste?»}} In diversi modi. Bisogna capire gli elementi culturali per riferirsi a questo personaggio. Nel linguaggio di sant’Ignazio è lo spirito cattivo che ti porta a fare le cose che vanno contro lo spirito di Dio. Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale. ([[Arturo Sosa Abascal]])
*L'abilità del diavolo consiste nello spacciare il crimine per una buona causa. ([[Bruno Morchio]])
*L'unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. ([[Giovanni Maria Vianney]])
*La mia spada non è che l'Amore: con essa caccerò lo straniero da Regno. ([[Teresa di Lisieux]])
*La preghiera è la chiave per vincere le tentazioni del maligno. ([[Karekin II]])
*La presenza del demonio è nella prima pagina della [[Bibbia]] e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio. ([[Papa Francesco]])
*La teologia morale del diavolo parte dal principio: «Il [[piacere]] è [[peccato]]». Poi la rovescia e ne trae: «Ogni peccato è piacere». ([[Thomas Merton]])
*Le mani oziose sono l'officina del diavolo. (''[[La giusta causa]]'')
*{{NDR|Il demonio}} mai come in questo secolo è riuscito e riesce a far strage degli sventurati figli di Adamo. Basti pensare alla droga, alle aberrazioni sessuali, alle tremende malattie che ne sono la conseguenza, ai delitti contro la vita. ([[Giacomo Biffi]])
*Nella fede ci è dato di sapere sia del ''diavolo'' che della ''[[fine del mondo]]''; ambedue sono in stretta correlazione, poiché il diavolo è la causa della fine del mondo: la temporalità avrebbe avuto un altro carattere se il male non vi avesse trovato accesso. ([[Adrienne von Speyr]])
*Nessun [[Ateismo|ateo]], per quanto ne so, ha confutato validamente l'esistenza del diavolo. ([[Heinrich von Kleist]])
*Niente giustifica la [[tristezza]]: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste. ([[Georges Bernanos]])
*Non ho sbagliato nel ricordare continuamente che il "Principe di questo mondo" è un grande ''P.R. man'', un grande venditore delle novità ''hardware e software'', un grande ingegnere elettronico, un grande maestro dei media. Questo magistero dev'essere non solo ambientale, ma anche invisibile perché ciò che è ambientale è invincibilmente persuasivo nel momento in cui viene ignorato. ([[Marshall McLuhan]])
*Non sarà che il demonio e Dio, in definitiva, sono la stessa cosa? (''[[MW]]'')
*Okay, d'accordo. Io ci sto a convocare il Diavolo con tanto di corna e di coda. Ma dovrà portare i suoi filtri, la sua pentola e il suo mestolo. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'')
*Per esorcizzare un demone di': Crepa, sii maledetto, spezzato e bandito, figlio del fango, figlio di un impuro, figlio dell'argilla come Shamgaz, Merigaz, e Istemaah. (''[[Talmud]]'')
*Per il Tantra Dio e il diavolo non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. ([[Osho Rajneesh]])
*Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Quando il Diavolo gironzola come un leone ruggente, il suo aspetto attira ben pochi seguaci, a parte selvaggi e cacciatori. Ma quando se ne va agghindato, lisciato e dipinto secondo la moda, quando è stanco sia del vizio sia della virtù, satollo di zolfo infernale e di beatitudine celeste, allora è davvero il Diavolo incarnato, tanto se si dedica all'amministrazione della cosa pubblica quanto se si occupa di bollire la pece. ([[Charles Dickens]])
*Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera agli Efesini]]'')
*Quando il Concilio di Trento fu chiuso Berlicche venne respinto nel centro della terra: ogni tanto lo richiamiamo coi nostri peccati. ([[Arrigo Benedetti]])
*Se danzi col diavolo, il diavolo non cambia. È il diavolo che cambia te. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Se il Demonio continua ancora a farvi lotta vuol dire che non siamo ancora preda sua, vuol dire che nonostante la fatica e la debolezza non ci siamo arresi. ([[Sandro Panizzolo]])
*Se qualcuno dice che il diavolo non sia stato prima un angelo buono fatto da Dio e che la sua natura non sia stata opera di Dio, ma dice che egli sia emerso dal caos e dalla tenebre e che non ha alcun autore di sé, ma che egli stesso sia il principio e la sostanza del male, come dissero Manicheo e Priscilliano, sia anatema. ([[Papa Giovanni III]])
*Se un uomo volesse una cosa, e la sua anima si unisse con il desiderio del suo corpo, diventerebbe come il Diavolo. (''[[Gloria dei Re]]'')
*Si può condurre una esistenza apparentemente normale senza sapere di essere posseduti dal Demonio. ([[Matteo La Grua]])
*Si racconta che il diavolo è stato il primo a fare l'acquavite. Per una buona azione sia detto "grazie" anche al diavolo. ([[Maksim Gor'kij]])
*Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. (''[[Prima lettera di Pietro]]'')
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del Diavolo. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*«Tu sei il diavolo» disse allora Guglielmo. <br> Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. «Io?» disse. <br> «Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre.» ([[Umberto Eco]])
*Tutti quei libri che aveva letto nella biblioteca del palazzo... nessuno raccontava la storia che è alla base di tutte le culture, ossia che se fai un patto con il diavolo, non potrai più liberartene. ([[Stephen_King#Fairy_Tale|Stephen King]])
*Vi sono delle persone alle quali il diavolo non impedisce di fare il bene, perché il bene che fanno gli serve per ingannarle. ([[Louis Lallemant]])
*Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l'[[umiltà]]. ([[Antonio abate]])
===[[Francesco Bamonte]]===
*Il demonio non è in grado di dare ai suoi consacrati tutto ciò che promette.
*Il diavolo ed i demoni, essendo creati, [...] sono necessariamente limitati nell'essere e nell'operare e quindi non possono fare miracoli.
*Nella loro opera d'inganno nei confronti dell'uomo {{NDR|i demoni}} si comportano come abili trasformisti, da prestigiatori abilissimi, producendo fatti spettacolari, cose sorprendenti che in realtà sono trucchi.
===[[Augustin Calmet]]===
*Abbiamo di già osservato, che molte volte il Demonio sembra operare contro i suoi propri interessi, e distruggere il proprio imperio, dicendo, che quanto raccontati dell'Apparizione dell'anime, delle Ossessioni, e Possessioni del Demonio, de' Sortilegi della Magia, della Stregoneria, non son che racconti atti a spaventare i fanciulli, che tutte queste cose non hanno reale esistenza se non nel cervello, e nella immaginazione degli Spiriti deboli, e prevenuti.
*Al Demonio si attribuiscono mille cose, nelle quali non ha parte alcuna: se gli dà l'onore di predizioni, di rivelazioni, di secreti, di scoperte, che non sono mai effetto di sua potenza, e penetrazione, in quella guisa, che lo si accusa d'aver cagionato dei mali, delle tempeste, delle malattie, le quali sono puri effetti di cause naturali, ma ignote.
*Ci raccontano molte Storie antiche e moderne, che sia apparito il Demonio a quelli, ch'egli voleva sedurre, a quelli che lo invocarono per far seco qualche patto, sotto la figura d'uomo, di statura più che ordinaria, vestito di nero, di ceffo orribile, facendo mille belle promesse a quelli, ai quali si dava a vedere; ma promesse sempre fallaci, senza mai avere un effetto reale, anzi io crederei, che in queste persone la prevenzione, e'l turbamento della immaginazione potesse loro far credere ciò che non era se non nella loro idea turbata, e scomposta.
*Fra le Apparizioni, e le operazioni di Satana mettiamo ancora i falsi Cristi, i falsi Profeti, gli Oracoli dei Pagani, i Maghi, gli Stregoni, le Streghe, quelli che sono invasi dallo Spirito di Pitone, gli ossessi, e i posseduti da i Demoni; quelli che si vantano di predire il futuro, e tal volta hanno effetto le lor predizioni, quelli, che fan patti col Demonio per discoprire tesori, e per arricchirsi; quelli che usano malefici per viaggiare con una diligenza straordinaria, i Demoni incubi, e succubi; le evocazioni per mezzo della Magia, gl'incantesimi, la malìe, la morte, le furberie de' Sacerdoti Idolatri, i quali fingevano che i loro Dei bevessero e mangiassero, e amassero il commerzio colle donne. Tutto questo esser non può se non opera di Satanasso, e deve mettersi nel numero di quelle cose, che la Scrittura chiama le ''profondità di Satanasso''.
*Iddio ha messo confini alla sua malizia. Egli molte volte s'inganna, ed usa molte volte artifizi, e raggiri per non mostrar d'ignorare ciò, che in fatti ignora, e per far credere di non voler fare ciò, che Iddio non gli permette di fare. Il suo potere è sempre circoscritto, e limitate le sue cognizioni; ma molte volte ancora inganna, e seduce per malizia, siccome padre della bugia.
*Non si deve dubitare, che Iddio con la sua onnipotenza non possa fare tutto ciò che vuole; ma che il Demonio, il quale è di una natura spirituale, non può far niente senza la permissione di Dio, i cui giudizi son sempre giusti; che il Demonio non può cambiare la natura né dello spirito, né del corpo dell'uomo per convertirlo in bestia, ma solamente agire sulla fantasia, o su l'immaginazione dell'uomo, e fargli credere d'essere quel che non è; ovvero che resti profondamente addormentato, e crede durante il sonno di portar pesi, che il Demonio porta per lui; ovvero affascina gli occhi di coloro, che credono di vederli portare da animali, o da uomini trasformati in animali.
*Quando seriamente si rifletta su le predizioni del Demonio, si osserva, che il più delle volte egli non annunzia se non quello che egli medesimo deve fare. Imperciocché Iddio qualche volta gli permette di far nascere malattie, di corrompere l'aria, e introdurvi certe qualità atte a infettare gli uomini, e portare i cattivi a perseguitare, e danneggiare le persone dabbene. Egli opera quelle cose tutte in una maniera occulta, e con mezzi ignoti ai mortali, e proporzionati alla sottigliezza della di lui natura. Oltre di che può annunziare ciò ch'egli da certi segni naturali non conosciuti dagli uomini ha preveduto dover succedere, presso poco come un Medico col secreto della sua arte, e colla sperienza prevede gli accidenti, e i sintomi d'una malattia, che nessun altro avrebbe potuto prevedere; nella stessa guisa il Demonio, conoscendo il nostro temperamento, e le occulte disposizioni degli umori del nostro corpo, può predire le malattie, che indi nascono. Può discoprire ancora i nostri pensieri, e le nostre secrete passioni, e desideri, da certi eterni movimenti, da certe parole a caso pronunziate, delle quali si serve per discoprire le nostre interne disposizioni, donde inferisce, che s'abbiano a fare, o intraprendere alcune cose, che sono effetti di questi pensieri, e di queste disposizioni.
*Se alcune volte il Demonio vuol far passar per chimere, e per illusioni le Apparizioni, le Ossessioni, le Possessioni, la Magia, le Stegherie, e se con ciò mostra di rovinare il suo regno fino a negare gli effetti più evidenti, e più sensibili del suo potere, e della sua presenza, e imputar tutte quelle cose alla debolezza di Spirito, ed alla sciocca prevenzone degli uomini, egli non ne riporta da tutto questo se non vantaggio. Imperciocché s'egli persuade tutte queste cose, il suo imperio sarà vie più sodamente stabilito, perché in tal guisa non verrà più combattuto, e resterà a godere in pace le sue conquiste.
===[[Fëdor Dostoevskij]]===
*"[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] o no? Una volta per tutte!"<br />"Una volta per tutte, no!"<br />"E chi si prende gioco degli uomini, Ivàn?"<br />"Dev'essere il diavolo" ridacchiò Ivàn. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*È il diavolo a lottare con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*Io credo che se il diavolo non esiste, e quindi è stato creato dall'uomo, questi lo ha creato a sua immagine e somiglianza. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
===[[Fabrice Hadjadj]]===
*Il diavolo agisce più attraverso la sua intelligenza che attraverso la forza, la sua specialità è provocare due o più derive opposte, è orchestrare quelle che [[Giovanni Paolo II]] ha chiamato "strutture di peccato".
*Il diavolo distingue perfettamente l'errore dalla verità, e moltiplica coscientemente gli errori per giocarci.
*Quando si incontra il diavolo non si tratta quindi di vedere chi è più forte, ma di riconoscersi debole; non si tratta di capire chi è il più acuto, ma di voler essere il più capace di amore.
*Se Dio è amore, anche il diavolo lo è, ma il suo è amor proprio.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*All'inferno il diavolo è un eroe positivo.
*Che succede del diavolo quando smette di credere in Dio?
*I diavoli si dividono in angeli decaduti e in gente che ha fatto carriera.
*La forza del demonio sta nella sua pazienza angelica.
*Sulle corna del diavolo l'[[aureola]] si regge meglio.
===[[Teresa di Lisieux]]===
*Egli [il diavolo] pensa che siamo le sue più mortali nemiche, soprattutto quando amiamo molto Gesù.
*I demoni non sono da temere più delle mosche.
*Il nostro {{NDR|dei demoni}} solo punto di incontro è l'odio implacabile che abbiamo votato ai mortali.
==[[Modi di dire italiani]]==
*Avere un diavolo in corpo.
*Avere un diavolo per [[capelli|capello]].
==Proverbi==
*Che tu possa arrivare in paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che sei morto. ([[proverbi irlandesi|irlandese]])
*Il diavolo, dove non ha tempo d'andare, manda una vecchia. ([[Proverbi russi|russo]])
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il diavolo bada a se stesso.
*Il diavolo si serve degli [[ozio|oziosi]].
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Chi digiuna e altro ben non fa, avanza il [[pane]] e a casa del diavolo va.
*Chi ha imbarcato il diavolo, ha a passare in sua compagnia.
*Chi ha paura del diavolo, non fa roba.
*Chi lavora di festa, lavora per il diavolo.
*Con la fatica delle feste, il diavolo ci si veste.
*Del diavolo lagnarsi odo talora chi è, diavolo a se stesso e ad altri ancora.
*[[Dio]] non fa mai [[chiesa (architettura)|chiesa]] che il diavolo non ci pianti la sua cappella.
*Dove il diavolo non può entrare manda una vecchia.
*E l'[[uomo]] all'uomo un diavol tentatore, è l'uomo all'uomo un nume salvatore.
*Entrarci come il diavolo nella [[preghiera]].
*Far vedere il diavolo nell'ampolla.
*Il diavolo dove non può ficcar la [[testa]], ficca la [[Coda (anatomia)|coda]].
*Il diavolo è cattivo perché è vecchio.
*Il diavolo è facile da chiamare, difficile è mandarlo via.
*Il diavolo insegna a far le [[pentola|pentole]], ma non i [[coperchio|coperchi]].
*Il diavolo insegna a rubare, ma non a conservare.
*Il diavolo lo fa fare e poi lo fa scoprire.
*Il diavolo non è poi tanto brutto quanto lo si dipinge.
*Il diavolo, per diavolo che sia, non può nascondere le [[corna]].
*Il diavolo quando non può portare, trascina.
*Il diavolo si nasconde dietro la [[croce cristiana|croce]].
*Il diavolo vuol cacciare le corna dappertutto.
*La [[farina]] del diavolo va tutta in crusca.
*Le [[armi]] le carica il diavolo.
*Ognuno ha il suo diavolo all'uscio.
*Per essere ricco bisogna avere un parente a casa del diavolo.
*Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco.
*Quando il diavolo è vecchio si fa romito.
*Quando il diavolo prega, tien d'occhio la preda.
*Quando il diavolo vuole entrare, si caccia per la testa e per i [[piede|piedi]].
*Quando si nomina il diavolo se ne vede spuntar la coda.
*Se il diavolo trova un vizioso, gli dà subito lavoro.
*Un diavolo scaccia l'altro.
*Un diavolo tenta l'altro.
*Dio li fa e il diavolo li accoppia.
*Dio fa le pentole e il diavolo i coperchi.
*Quando parli del diavolo, spuntano le corna
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*'O diavulo è banchiere.
*'O diavulo sape assaje cose, pecché è viecchio.
*Quanno 'o riàvule tujo jeva 'a scola 'o mio era maestro.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Il diavolo dove non può mettere il capo vi mette la coda.
*Il diavolo è sottile, e fila grosso.
*Il diavolo può tentare, ma non precipitare.
*Non bisogna fare il diavolo più nero di quanto non sia.
====[[Proverbi veneziani|Veneziani]]====
*''El diavolo insegna a robar, | ma no l'insegna a sconder.''
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
*Augusto Arthaber, ''Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali'', Hoepli editore, 1989. ISBN 8820302144
*Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle Citazioni'', Garzanti, 2000. ISBN 8811504899
==Voci correlate==
*[[Dio]]
*[[Angelo]]
*[[Demone]]
*[[Lucifero]]
*[[Male]]
*[[Satana]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Entità spirituali]]
[[Categoria:Figure bibliche]]
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Citazioni sul '''diavolo'''.
==Citazioni==
*A mio parere l'autentica possessione è proprio un amore autentico per il Male. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*{{NDR|Cammilleri, insomma, il diavolo esiste o è una invenzione della Chiesa medievale per spaventare e tenere appiccicati a sé i credenti creduloni?}} Esiste, sennò non si spiega niente. E le Scritture avrebbero mentito. Gesù stesso avrebbe mentito. È il Dissimulatore per eccellenza, perciò non è facile crederci. Poiché nulla può contro Dio, che odia, cerca di strapparGli le anime degli uomini per farGli dispetto, sapendo che siamo creature a Lui carissime. Riguardo al tenere appiccicati i creduloni, proprio oggi la propaganda politica dimostra come si fa. ([[Rino Cammilleri]])
*Chi più ha il Signore sulle labbra ha il diavolo in cuore. ([[Denis Ivanovič Fonvizin]])
*Ciò che viene da Dio porta pace e tranquillità; ciò che viene dal demonio, violenza, ansietà, turbamento. ([[Louis Lallemant]])
*Colui che crede che nel mondo i diavoli non vadano mai senza corna e i pazzi senza sonagli sarà sempre loro preda o loro zimbello. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Come ci riesce bene il diavolo quando ci vuol mettere la coda! ([[Gerolamo Rovetta]])
*''Diavolo'' è nome ebraico che significa ''deorsum fluens'', ossia ''colui che precipita all'ingiù'': il diavolo, infatti, considerò cosa priva di valore il rimanere quieto al culmine del cielo, ma cadde a precipizio sotto il peso della propria superbia. ([[Isidoro di Siviglia]])
*Dimmi una cosa, amico mio. Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio? (''[[Batman (film 1989)|Batman]]'')
*Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] perché la [[matematica]] è coerente, e il demonio esiste perché non possiamo dimostrare che lo è. ([[André Weil]])
*Disputare col demonio non potrà esserti di alcuna utilità. Ha cinquemila anni di pratica. Conosce tutti i nostri punti deboli. (''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'')
*Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella. ([[Martin Lutero]])
*E ciascuno ha il diavolo che si merita. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*È particolarmente importante l'avvertimento di evitare qualsiasi dialogo con il demone. Possiamo rivolgergli domande pertinenti, ma andare oltre è pericoloso. Il demone è bugiardo, mentirà per confonderci. E alle menzogne mescolerà anche la verità, per aggredirci. (''[[L'esorcista]]'')
*Egli {{NDR|Gesù}} annullò ciò che era del diavolo, assunse ciò che era dell'uomo, donò ciò che era di Dio. ([[Isacco della Stella]])
*Fra il diavolo e il santo c'è la differenza di un capello. (''[[Ieri, oggi, domani (film 1963)|Ieri, oggi, domani]]'')
*I demoni hanno fede, ma tremano. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*I diavoli – si noterà – brandiscono strumenti da lavoro contadini, i "forconi", strettamente collegati al "letame", cioè all'elemento escrementale dispensatore di fertilità sulla terra, nutrita dai rifiuti fecali; e anche [[Ciriatto]] "sannuto" (''Inf.'', XXI, 122) scaturisce certamente da questa demonologia popolare connessa alle figure del mondo agrario come il maiale, elemento fondamentale dei "patroni" contadini come quel Sant'Antonio abate, creazione, cristianizzata, del folklore carnevalesco. ([[Piero Camporesi]])
*Il culto del diavolo è la preghiera nei templi pagani e tutto ciò che si fa ad onore degli idoli insensibili: accendere le lampade e bruciare incenso alle sorgenti dei fiumi, come alcuni ingannati dai sogni o dai demoni. ([[Cirillo di Gerusalemme]])
*Il demonio anela furiosamente ad inghiottire le pure acque del Giordano, cioè le persone consacrate a Dio. Contro costoro, l'inferno congiura scatenando tutti i suoi mostri. ([[Juan Valera]])
*Il demonio, che conosce ancor meglio di noi, le dannose conseguenze degli scrupoli, ne suggerisce la materia con artificio, e prende cura di mantenerne l'effetto con una profonda malizia. ([[Jacques Joseph Duguet]])
*Il demonio è come una lima sorda che bisogna sorprendere fin dal principio. ([[Teresa d'Ávila]])
*Il demonio è una creatura spirituale che Dio ama come creatura spirituale, ma questa creatura spirituale è totalmente rovinata dall'orgoglio, dal rifiuto completo di obbedire a Dio. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*Il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra. ([[Gabriele Amorth]])
*Il demonio spesso ci fa un quadro dipinto a vividi colori dei difetti altrui, ed oscura i nostri. ([[Giuseppe Marello]])
*Il diavolo, contateci pure, può fare le cose da signore. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Il diavolo è il grande ingannatore, può farti vedere cose del tuo passato, apparizioni, ricordi, cerca di ingannarci in continuazione. Così non sappiamo mai che cosa pensa, che cosa ha in mente... (''[[L'esorcista del papa]]'')
*Il diavolo è l'amico che non resta mai fino alla fine. ([[Georges Bernanos]])
*Il Diavolo è l'esatta immagine o personificazione della gelosia e dell'invidia. Egli fu geloso ed invidioso del culto che l'uomo rendeva a Geova e agognò avidamente di procurarselo per sé. ([[Joseph Franklin Rutherford]])
*Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. ([[Karl Kraus]])
*Il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie. ([[William Shakespeare]])
*Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancora stato canonizzato per santo. ([[Carlo Dossi]])
*Il diavolo non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture. ([[William Shakespeare]])
*Il diavolo può fare brutti scherzi al genio, trascura gli imbecilli. ([[Leonardo Sinisgalli]])
*''Il Diavolo | rimase vergognoso, e intese come il [[bene]] sia tremendo, e vide | come nella sua forma la virtù sia amabile.'' ([[John Milton]])
*Il drago, la bestia, l'essere infame è prima di tutto l'avidità, la sete di denaro e di potere. ([[Annalena Tonelli]])
*''Il gran nemico dell'umane genti''. ([[Torquato Tasso]])
*Il nemico non sopporta l'amore, né la luce, né la verità. ([[Daniel Ange]])
*Il nemico si comporta come una [[donna]], poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste. ([[Charles Baudelaire]])
*Il potere del diavolo è la morte, il peccato e una cattiva coscienza, attraverso cui egli comanda. ([[Martin Lutero]])
*In alto siede l'Onnipotente così lontano che è sempre assente mentre il Diavolo suo fratello lo trovi anche al cancello. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*{{NDR|«Il diavolo esiste?»}} In diversi modi. Bisogna capire gli elementi culturali per riferirsi a questo personaggio. Nel linguaggio di sant’Ignazio è lo spirito cattivo che ti porta a fare le cose che vanno contro lo spirito di Dio. Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale. ([[Arturo Sosa Abascal]])
*L'abilità del diavolo consiste nello spacciare il crimine per una buona causa. ([[Bruno Morchio]])
*L'unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. ([[Giovanni Maria Vianney]])
*La mia spada non è che l'Amore: con essa caccerò lo straniero da Regno. ([[Teresa di Lisieux]])
*La preghiera è la chiave per vincere le tentazioni del maligno. ([[Karekin II]])
*La presenza del demonio è nella prima pagina della [[Bibbia]] e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio. ([[Papa Francesco]])
*La teologia morale del diavolo parte dal principio: «Il [[piacere]] è [[peccato]]». Poi la rovescia e ne trae: «Ogni peccato è piacere». ([[Thomas Merton]])
*Le mani oziose sono l'officina del diavolo. (''[[La giusta causa]]'')
*{{NDR|Il demonio}} mai come in questo secolo è riuscito e riesce a far strage degli sventurati figli di Adamo. Basti pensare alla droga, alle aberrazioni sessuali, alle tremende malattie che ne sono la conseguenza, ai delitti contro la vita. ([[Giacomo Biffi]])
*Nella fede ci è dato di sapere sia del ''diavolo'' che della ''[[fine del mondo]]''; ambedue sono in stretta correlazione, poiché il diavolo è la causa della fine del mondo: la temporalità avrebbe avuto un altro carattere se il male non vi avesse trovato accesso. ([[Adrienne von Speyr]])
*Nessun [[Ateismo|ateo]], per quanto ne so, ha confutato validamente l'esistenza del diavolo. ([[Heinrich von Kleist]])
*Niente giustifica la [[tristezza]]: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste. ([[Georges Bernanos]])
*Non ho sbagliato nel ricordare continuamente che il "Principe di questo mondo" è un grande ''P.R. man'', un grande venditore delle novità ''hardware e software'', un grande ingegnere elettronico, un grande maestro dei media. Questo magistero dev'essere non solo ambientale, ma anche invisibile perché ciò che è ambientale è invincibilmente persuasivo nel momento in cui viene ignorato. ([[Marshall McLuhan]])
*Non sarà che il demonio e Dio, in definitiva, sono la stessa cosa? (''[[MW]]'')
*Okay, d'accordo. Io ci sto a convocare il Diavolo con tanto di corna e di coda. Ma dovrà portare i suoi filtri, la sua pentola e il suo mestolo. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'')
*Per esorcizzare un demone di': Crepa, sii maledetto, spezzato e bandito, figlio del fango, figlio di un impuro, figlio dell'argilla come Shamgaz, Merigaz, e Istemaah. (''[[Talmud]]'')
*Per il Tantra Dio e il diavolo non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. ([[Osho Rajneesh]])
*Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Quando il Diavolo gironzola come un leone ruggente, il suo aspetto attira ben pochi seguaci, a parte selvaggi e cacciatori. Ma quando se ne va agghindato, lisciato e dipinto secondo la moda, quando è stanco sia del vizio sia della virtù, satollo di zolfo infernale e di beatitudine celeste, allora è davvero il Diavolo incarnato, tanto se si dedica all'amministrazione della cosa pubblica quanto se si occupa di bollire la pece. ([[Charles Dickens]])
*Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera agli Efesini]]'')
*Quando il Concilio di Trento fu chiuso Berlicche venne respinto nel centro della terra: ogni tanto lo richiamiamo coi nostri peccati. ([[Arrigo Benedetti]])
*Se danzi col diavolo, il diavolo non cambia. È il diavolo che cambia te. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Se il Demonio continua ancora a farvi lotta vuol dire che non siamo ancora preda sua, vuol dire che nonostante la fatica e la debolezza non ci siamo arresi. ([[Sandro Panizzolo]])
*Se qualcuno dice che il diavolo non sia stato prima un angelo buono fatto da Dio e che la sua natura non sia stata opera di Dio, ma dice che egli sia emerso dal caos e dalla tenebre e che non ha alcun autore di sé, ma che egli stesso sia il principio e la sostanza del male, come dissero Manicheo e Priscilliano, sia anatema. ([[Papa Giovanni III]])
*Se un uomo volesse una cosa, e la sua anima si unisse con il desiderio del suo corpo, diventerebbe come il Diavolo. (''[[Gloria dei Re]]'')
*Si può condurre una esistenza apparentemente normale senza sapere di essere posseduti dal Demonio. ([[Matteo La Grua]])
*Si racconta che il diavolo è stato il primo a fare l'acquavite. Per una buona azione sia detto "grazie" anche al diavolo. ([[Maksim Gor'kij]])
*Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. (''[[Prima lettera di Pietro]]'')
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del Diavolo. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*«Tu sei il diavolo» disse allora Guglielmo. <br> Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. «Io?» disse. <br> «Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre.» ([[Umberto Eco]])
*Tutti quei libri che aveva letto nella biblioteca del palazzo... nessuno raccontava la storia che è alla base di tutte le culture, ossia che se fai un patto con il diavolo, non potrai più liberartene. ([[Stephen_King#Fairy_Tale|Stephen King]])
*Vi sono delle persone alle quali il diavolo non impedisce di fare il bene, perché il bene che fanno gli serve per ingannarle. ([[Louis Lallemant]])
*Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l'[[umiltà]]. ([[Antonio abate]])
===[[Francesco Bamonte]]===
*Il demonio non è in grado di dare ai suoi consacrati tutto ciò che promette.
*Il diavolo ed i demoni, essendo creati, [...] sono necessariamente limitati nell'essere e nell'operare e quindi non possono fare miracoli.
*Nella loro opera d'inganno nei confronti dell'uomo {{NDR|i demoni}} si comportano come abili trasformisti, da prestigiatori abilissimi, producendo fatti spettacolari, cose sorprendenti che in realtà sono trucchi.
===[[Augustin Calmet]]===
*Abbiamo di già osservato, che molte volte il Demonio sembra operare contro i suoi propri interessi, e distruggere il proprio imperio, dicendo, che quanto raccontati dell'Apparizione dell'anime, delle Ossessioni, e Possessioni del Demonio, de' Sortilegi della Magia, della Stregoneria, non son che racconti atti a spaventare i fanciulli, che tutte queste cose non hanno reale esistenza se non nel cervello, e nella immaginazione degli Spiriti deboli, e prevenuti.
*Al Demonio si attribuiscono mille cose, nelle quali non ha parte alcuna: se gli dà l'onore di predizioni, di rivelazioni, di secreti, di scoperte, che non sono mai effetto di sua potenza, e penetrazione, in quella guisa, che lo si accusa d'aver cagionato dei mali, delle tempeste, delle malattie, le quali sono puri effetti di cause naturali, ma ignote.
*Ci raccontano molte Storie antiche e moderne, che sia apparito il Demonio a quelli, ch'egli voleva sedurre, a quelli che lo invocarono per far seco qualche patto, sotto la figura d'uomo, di statura più che ordinaria, vestito di nero, di ceffo orribile, facendo mille belle promesse a quelli, ai quali si dava a vedere; ma promesse sempre fallaci, senza mai avere un effetto reale, anzi io crederei, che in queste persone la prevenzione, e'l turbamento della immaginazione potesse loro far credere ciò che non era se non nella loro idea turbata, e scomposta.
*Fra le Apparizioni, e le operazioni di Satana mettiamo ancora i falsi Cristi, i falsi Profeti, gli Oracoli dei Pagani, i Maghi, gli Stregoni, le Streghe, quelli che sono invasi dallo Spirito di Pitone, gli ossessi, e i posseduti da i Demoni; quelli che si vantano di predire il futuro, e tal volta hanno effetto le lor predizioni, quelli, che fan patti col Demonio per discoprire tesori, e per arricchirsi; quelli che usano malefici per viaggiare con una diligenza straordinaria, i Demoni incubi, e succubi; le evocazioni per mezzo della Magia, gl'incantesimi, la malìe, la morte, le furberie de' Sacerdoti Idolatri, i quali fingevano che i loro Dei bevessero e mangiassero, e amassero il commerzio colle donne. Tutto questo esser non può se non opera di Satanasso, e deve mettersi nel numero di quelle cose, che la Scrittura chiama le ''profondità di Satanasso''.
*Iddio ha messo confini alla sua malizia. Egli molte volte s'inganna, ed usa molte volte artifizi, e raggiri per non mostrar d'ignorare ciò, che in fatti ignora, e per far credere di non voler fare ciò, che Iddio non gli permette di fare. Il suo potere è sempre circoscritto, e limitate le sue cognizioni; ma molte volte ancora inganna, e seduce per malizia, siccome padre della bugia.
*Non si deve dubitare, che Iddio con la sua onnipotenza non possa fare tutto ciò che vuole; ma che il Demonio, il quale è di una natura spirituale, non può far niente senza la permissione di Dio, i cui giudizi son sempre giusti; che il Demonio non può cambiare la natura né dello spirito, né del corpo dell'uomo per convertirlo in bestia, ma solamente agire sulla fantasia, o su l'immaginazione dell'uomo, e fargli credere d'essere quel che non è; ovvero che resti profondamente addormentato, e crede durante il sonno di portar pesi, che il Demonio porta per lui; ovvero affascina gli occhi di coloro, che credono di vederli portare da animali, o da uomini trasformati in animali.
*Quando seriamente si rifletta su le predizioni del Demonio, si osserva, che il più delle volte egli non annunzia se non quello che egli medesimo deve fare. Imperciocché Iddio qualche volta gli permette di far nascere malattie, di corrompere l'aria, e introdurvi certe qualità atte a infettare gli uomini, e portare i cattivi a perseguitare, e danneggiare le persone dabbene. Egli opera quelle cose tutte in una maniera occulta, e con mezzi ignoti ai mortali, e proporzionati alla sottigliezza della di lui natura. Oltre di che può annunziare ciò ch'egli da certi segni naturali non conosciuti dagli uomini ha preveduto dover succedere, presso poco come un Medico col secreto della sua arte, e colla sperienza prevede gli accidenti, e i sintomi d'una malattia, che nessun altro avrebbe potuto prevedere; nella stessa guisa il Demonio, conoscendo il nostro temperamento, e le occulte disposizioni degli umori del nostro corpo, può predire le malattie, che indi nascono. Può discoprire ancora i nostri pensieri, e le nostre secrete passioni, e desideri, da certi eterni movimenti, da certe parole a caso pronunziate, delle quali si serve per discoprire le nostre interne disposizioni, donde inferisce, che s'abbiano a fare, o intraprendere alcune cose, che sono effetti di questi pensieri, e di queste disposizioni.
*Se alcune volte il Demonio vuol far passar per chimere, e per illusioni le Apparizioni, le Ossessioni, le Possessioni, la Magia, le Stegherie, e se con ciò mostra di rovinare il suo regno fino a negare gli effetti più evidenti, e più sensibili del suo potere, e della sua presenza, e imputar tutte quelle cose alla debolezza di Spirito, ed alla sciocca prevenzone degli uomini, egli non ne riporta da tutto questo se non vantaggio. Imperciocché s'egli persuade tutte queste cose, il suo imperio sarà vie più sodamente stabilito, perché in tal guisa non verrà più combattuto, e resterà a godere in pace le sue conquiste.
===[[Fëdor Dostoevskij]]===
*"[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] o no? Una volta per tutte!"<br />"Una volta per tutte, no!"<br />"E chi si prende gioco degli uomini, Ivàn?"<br />"Dev'essere il diavolo" ridacchiò Ivàn. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*È il diavolo a lottare con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*Io credo che se il diavolo non esiste, e quindi è stato creato dall'uomo, questi lo ha creato a sua immagine e somiglianza. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
===[[Fabrice Hadjadj]]===
*Il diavolo agisce più attraverso la sua intelligenza che attraverso la forza, la sua specialità è provocare due o più derive opposte, è orchestrare quelle che [[Giovanni Paolo II]] ha chiamato "strutture di peccato".
*Il diavolo distingue perfettamente l'errore dalla verità, e moltiplica coscientemente gli errori per giocarci.
*Quando si incontra il diavolo non si tratta quindi di vedere chi è più forte, ma di riconoscersi debole; non si tratta di capire chi è il più acuto, ma di voler essere il più capace di amore.
*Se Dio è amore, anche il diavolo lo è, ma il suo è amor proprio.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*All'inferno il diavolo è un eroe positivo.
*Che succede del diavolo quando smette di credere in Dio?
*I diavoli si dividono in angeli decaduti e in gente che ha fatto carriera.
*La forza del demonio sta nella sua pazienza angelica.
*Sulle corna del diavolo l'[[aureola]] si regge meglio.
===[[Teresa di Lisieux]]===
*Egli [il diavolo] pensa che siamo le sue più mortali nemiche, soprattutto quando amiamo molto Gesù.
*I demoni non sono da temere più delle mosche.
*Il nostro {{NDR|dei demoni}} solo punto di incontro è l'odio implacabile che abbiamo votato ai mortali.
==[[Modi di dire italiani]]==
*Avere un diavolo in corpo.
*Avere un diavolo per [[capelli|capello]].
==Proverbi==
*Che tu possa arrivare in paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che sei morto. ([[proverbi irlandesi|irlandese]])
*Il diavolo, dove non ha tempo d'andare, manda una vecchia. ([[Proverbi russi|russo]])
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il diavolo bada a se stesso.
*Il diavolo si serve degli [[ozio|oziosi]].
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Chi digiuna e altro ben non fa, avanza il [[pane]] e a casa del diavolo va.
*Chi ha imbarcato il diavolo, ha a passare in sua compagnia.
*Chi ha paura del diavolo, non fa roba.
*Chi lavora di festa, lavora per il diavolo.
*Con la fatica delle feste, il diavolo ci si veste.
*Del diavolo lagnarsi odo talora chi è, diavolo a se stesso e ad altri ancora.
*[[Dio]] non fa mai [[chiesa (architettura)|chiesa]] che il diavolo non ci pianti la sua cappella.
*Dove il diavolo non può entrare manda una vecchia.
*E l'[[uomo]] all'uomo un diavol tentatore, è l'uomo all'uomo un nume salvatore.
*Entrarci come il diavolo nella [[preghiera]].
*Far vedere il diavolo nell'ampolla.
*Il diavolo dove non può ficcar la [[testa]], ficca la [[Coda (anatomia)|coda]].
*Il diavolo è cattivo perché è vecchio.
*Il diavolo è facile da chiamare, difficile è mandarlo via.
*Il diavolo insegna a far le [[pentola|pentole]], ma non i [[coperchio|coperchi]].
*Il diavolo insegna a rubare, ma non a conservare.
*Il diavolo lo fa fare e poi lo fa scoprire.
*Il diavolo non è poi tanto brutto quanto lo si dipinge.
*Il diavolo, per diavolo che sia, non può nascondere le [[corna]].
*Il diavolo quando non può portare, trascina.
*Il diavolo si nasconde dietro la [[croce cristiana|croce]].
*Il diavolo vuol cacciare le corna dappertutto.
*La [[farina]] del diavolo va tutta in crusca.
*Le [[armi]] le carica il diavolo.
*Ognuno ha il suo diavolo all'uscio.
*Per essere ricco bisogna avere un parente a casa del diavolo.
*Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco.
*Quando il diavolo è vecchio si fa romito.
*Quando il diavolo prega, tien d'occhio la preda.
*Quando il diavolo vuole entrare, si caccia per la testa e per i [[piede|piedi]].
*Quando si nomina il diavolo se ne vede spuntar la coda.
*Se il diavolo trova un vizioso, gli dà subito lavoro.
*Un diavolo scaccia l'altro.
*Un diavolo tenta l'altro.
*Dio li fa e il diavolo li accoppia.
*Dio fa le pentole e il diavolo i coperchi.
*Quando parli del diavolo, spuntano le corna
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*'O diavulo è banchiere.
*'O diavulo sape assaje cose, pecché è viecchio.
*Quanno 'o riàvule tujo jeva 'a scola 'o mio era maestro.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Il diavolo dove non può mettere il capo vi mette la coda.
*Il diavolo è sottile, e fila grosso.
*Il diavolo può tentare, ma non precipitare.
*Non bisogna fare il diavolo più nero di quanto non sia.
====[[Proverbi veneziani|Veneziani]]====
*''El diavolo insegna a robar, | ma no l'insegna a sconder.''
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
*Augusto Arthaber, ''Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali'', Hoepli editore, 1989. ISBN 8820302144
*Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle Citazioni'', Garzanti, 2000. ISBN 8811504899
==Voci correlate==
*[[Dio]]
*[[Angelo]]
*[[Demone]]
*[[Lucifero]]
*[[Male]]
*[[Satana]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Entità spirituali]]
[[Categoria:Figure bibliche]]
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[[Immagine:013 devil representation.JPG|thumb|Una statua del diavolo al Žmuidzinavičius Museum]]
Citazioni sul '''diavolo'''.
==Citazioni==
*A mio parere l'autentica possessione è proprio un amore autentico per il Male. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*{{NDR|Cammilleri, insomma, il diavolo esiste o è una invenzione della Chiesa medievale per spaventare e tenere appiccicati a sé i credenti creduloni?}} Esiste, sennò non si spiega niente. E le Scritture avrebbero mentito. Gesù stesso avrebbe mentito. È il Dissimulatore per eccellenza, perciò non è facile crederci. Poiché nulla può contro Dio, che odia, cerca di strapparGli le anime degli uomini per farGli dispetto, sapendo che siamo creature a Lui carissime. Riguardo al tenere appiccicati i creduloni, proprio oggi la propaganda politica dimostra come si fa. ([[Rino Cammilleri]])
*Chi più ha il Signore sulle labbra ha il diavolo in cuore. ([[Denis Ivanovič Fonvizin]])
*Ciò che viene da Dio porta pace e tranquillità; ciò che viene dal demonio, violenza, ansietà, turbamento. ([[Louis Lallemant]])
*Colui che crede che nel mondo i diavoli non vadano mai senza corna e i pazzi senza sonagli sarà sempre loro preda o loro zimbello. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Come ci riesce bene il diavolo quando ci vuol mettere la coda! ([[Gerolamo Rovetta]])
*''Diavolo'' è nome ebraico che significa ''deorsum fluens'', ossia ''colui che precipita all'ingiù'': il diavolo, infatti, considerò cosa priva di valore il rimanere quieto al culmine del cielo, ma cadde a precipizio sotto il peso della propria superbia. ([[Isidoro di Siviglia]])
*Dimmi una cosa, amico mio. Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio? (''[[Batman (film 1989)|Batman]]'')
*Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] perché la [[matematica]] è coerente, e il demonio esiste perché non possiamo dimostrare che lo è. ([[André Weil]])
*Disputare col demonio non potrà esserti di alcuna utilità. Ha cinquemila anni di pratica. Conosce tutti i nostri punti deboli. (''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'')
*Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella. ([[Martin Lutero]])
*E ciascuno ha il diavolo che si merita. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*È particolarmente importante l'avvertimento di evitare qualsiasi dialogo con il demone. Possiamo rivolgergli domande pertinenti, ma andare oltre è pericoloso. Il demone è bugiardo, mentirà per confonderci. E alle menzogne mescolerà anche la verità, per aggredirci. (''[[L'esorcista]]'')
*Egli {{NDR|Gesù}} annullò ciò che era del diavolo, assunse ciò che era dell'uomo, donò ciò che era di Dio. ([[Isacco della Stella]])
*Fra il diavolo e il santo c'è la differenza di un capello. (''[[Ieri, oggi, domani (film 1963)|Ieri, oggi, domani]]'')
*I demoni hanno fede, ma tremano. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*I diavoli – si noterà – brandiscono strumenti da lavoro contadini, i "forconi", strettamente collegati al "letame", cioè all'elemento escrementale dispensatore di fertilità sulla terra, nutrita dai rifiuti fecali; e anche [[Ciriatto]] "sannuto" (''Inf.'', XXI, 122) scaturisce certamente da questa demonologia popolare connessa alle figure del mondo agrario come il maiale, elemento fondamentale dei "patroni" contadini come quel Sant'Antonio abate, creazione, cristianizzata, del folklore carnevalesco. ([[Piero Camporesi]])
*Il culto del diavolo è la preghiera nei templi pagani e tutto ciò che si fa ad onore degli idoli insensibili: accendere le lampade e bruciare incenso alle sorgenti dei fiumi, come alcuni ingannati dai sogni o dai demoni. ([[Cirillo di Gerusalemme]])
*Il demonio anela furiosamente ad inghiottire le pure acque del Giordano, cioè le persone consacrate a Dio. Contro costoro, l'inferno congiura scatenando tutti i suoi mostri. ([[Juan Valera]])
*Il demonio, che conosce ancor meglio di noi, le dannose conseguenze degli scrupoli, ne suggerisce la materia con artificio, e prende cura di mantenerne l'effetto con una profonda malizia. ([[Jacques Joseph Duguet]])
*Il demonio è come una lima sorda che bisogna sorprendere fin dal principio. ([[Teresa d'Ávila]])
*Il demonio è una creatura spirituale che Dio ama come creatura spirituale, ma questa creatura spirituale è totalmente rovinata dall'orgoglio, dal rifiuto completo di obbedire a Dio. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*Il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra. ([[Gabriele Amorth]])
*Il demonio spesso ci fa un quadro dipinto a vividi colori dei difetti altrui, ed oscura i nostri. ([[Giuseppe Marello]])
*Il diavolo, contateci pure, può fare le cose da signore. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Il diavolo è il grande ingannatore, può farti vedere cose del tuo passato, apparizioni, ricordi, cerca di ingannarci in continuazione. Così non sappiamo mai che cosa pensa, che cosa ha in mente... (''[[L'esorcista del papa]]'')
*Il diavolo è l'amico che non resta mai fino alla fine. ([[Georges Bernanos]])
*Il Diavolo è l'esatta immagine o personificazione della gelosia e dell'invidia. Egli fu geloso ed invidioso del culto che l'uomo rendeva a Geova e agognò avidamente di procurarselo per sé. ([[Joseph Franklin Rutherford]])
*Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. ([[Karl Kraus]])
*Il diavolo ha il potere di comparire agli uomini in forme seducenti e ingannatorie. ([[William Shakespeare]])
*Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancora stato canonizzato per santo. ([[Carlo Dossi]])
*Il diavolo non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture. ([[William Shakespeare]])
*Il diavolo può fare brutti scherzi al genio, trascura gli imbecilli. ([[Leonardo Sinisgalli]])
*''Il Diavolo | rimase vergognoso, e intese come il [[bene]] sia tremendo, e vide | come nella sua forma la virtù sia amabile.'' ([[John Milton]])
*Il drago, la bestia, l'essere infame è prima di tutto l'avidità, la sete di denaro e di potere. ([[Annalena Tonelli]])
*''Il gran nemico dell'umane genti''. ([[Torquato Tasso]])
*Il nemico non sopporta l'amore, né la luce, né la verità. ([[Daniel Ange]])
*Il nemico si comporta come una [[donna]], poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte. ([[Ignazio di Loyola]])
*Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste. ([[Charles Baudelaire]])
*Il potere del diavolo è la morte, il peccato e una cattiva coscienza, attraverso cui egli comanda. ([[Martin Lutero]])
*In alto siede l'Onnipotente così lontano che è sempre assente mentre il Diavolo suo fratello lo trovi anche al cancello. (''[[Il settimo sigillo]]'')
*{{NDR|«Il diavolo esiste?»}} In diversi modi. Bisogna capire gli elementi culturali per riferirsi a questo personaggio. Nel linguaggio di sant’Ignazio è lo spirito cattivo che ti porta a fare le cose che vanno contro lo spirito di Dio. Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale. ([[Arturo Sosa Abascal]])
*L'abilità del diavolo consiste nello spacciare il crimine per una buona causa. ([[Bruno Morchio]])
*L'unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. ([[Giovanni Maria Vianney]])
*La mia spada non è che l'Amore: con essa caccerò lo straniero da Regno. ([[Teresa di Lisieux]])
*La preghiera è la chiave per vincere le tentazioni del maligno. ([[Karekin II]])
*La presenza del demonio è nella prima pagina della [[Bibbia]] e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio. ([[Papa Francesco]])
*La teologia morale del diavolo parte dal principio: «Il [[piacere]] è [[peccato]]». Poi la rovescia e ne trae: «Ogni peccato è piacere». ([[Thomas Merton]])
*Le mani oziose sono l'officina del diavolo. (''[[La giusta causa]]'')
*{{NDR|Il demonio}} mai come in questo secolo è riuscito e riesce a far strage degli sventurati figli di Adamo. Basti pensare alla droga, alle aberrazioni sessuali, alle tremende malattie che ne sono la conseguenza, ai delitti contro la vita. ([[Giacomo Biffi]])
*Nella fede ci è dato di sapere sia del ''diavolo'' che della ''[[fine del mondo]]''; ambedue sono in stretta correlazione, poiché il diavolo è la causa della fine del mondo: la temporalità avrebbe avuto un altro carattere se il male non vi avesse trovato accesso. ([[Adrienne von Speyr]])
*Nessun [[Ateismo|ateo]], per quanto ne so, ha confutato validamente l'esistenza del diavolo. ([[Heinrich von Kleist]])
*Niente giustifica la [[tristezza]]: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste. ([[Georges Bernanos]])
*Non ho sbagliato nel ricordare continuamente che il "Principe di questo mondo" è un grande ''P.R. man'', un grande venditore delle novità ''hardware e software'', un grande ingegnere elettronico, un grande maestro dei media. Questo magistero dev'essere non solo ambientale, ma anche invisibile perché ciò che è ambientale è invincibilmente persuasivo nel momento in cui viene ignorato. ([[Marshall McLuhan]])
*Non sarà che il demonio e Dio, in definitiva, sono la stessa cosa? (''[[MW]]'')
*Okay, d'accordo. Io ci sto a convocare il Diavolo con tanto di corna e di coda. Ma dovrà portare i suoi filtri, la sua pentola e il suo mestolo. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'')
*Per esorcizzare un demone di': Crepa, sii maledetto, spezzato e bandito, figlio del fango, figlio di un impuro, figlio dell'argilla come Shamgaz, Merigaz, e Istemaah. (''[[Talmud]]'')
*Per il Tantra Dio e il diavolo non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. ([[Osho Rajneesh]])
*Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*Quando il Diavolo gironzola come un leone ruggente, il suo aspetto attira ben pochi seguaci, a parte selvaggi e cacciatori. Ma quando se ne va agghindato, lisciato e dipinto secondo la moda, quando è stanco sia del vizio sia della virtù, satollo di zolfo infernale e di beatitudine celeste, allora è davvero il Diavolo incarnato, tanto se si dedica all'amministrazione della cosa pubblica quanto se si occupa di bollire la pece. ([[Charles Dickens]])
*Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera agli Efesini]]'')
*Quando il Concilio di Trento fu chiuso Berlicche venne respinto nel centro della terra: ogni tanto lo richiamiamo coi nostri peccati. ([[Arrigo Benedetti]])
*Se danzi col diavolo, il diavolo non cambia. È il diavolo che cambia te. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Se il Demonio continua ancora a farvi lotta vuol dire che non siamo ancora preda sua, vuol dire che nonostante la fatica e la debolezza non ci siamo arresi. ([[Sandro Panizzolo]])
*Se qualcuno dice che il diavolo non sia stato prima un angelo buono fatto da Dio e che la sua natura non sia stata opera di Dio, ma dice che egli sia emerso dal caos e dalla tenebre e che non ha alcun autore di sé, ma che egli stesso sia il principio e la sostanza del male, come dissero Manicheo e Priscilliano, sia anatema. ([[Papa Giovanni III]])
*Se un uomo volesse una cosa, e la sua anima si unisse con il desiderio del suo corpo, diventerebbe come il Diavolo. (''[[Gloria dei Re]]'')
*Si può condurre una esistenza apparentemente normale senza sapere di essere posseduti dal Demonio. ([[Matteo La Grua]])
*Si racconta che il diavolo è stato il primo a fare l'acquavite. Per una buona azione sia detto "grazie" anche al diavolo. ([[Maksim Gor'kij]])
*Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. (''[[Prima lettera di Pietro]]'')
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del Diavolo. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! (''[[Lettera di Giacomo]]'')
*«Tu sei il diavolo» disse allora Guglielmo. <br> Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. «Io?» disse. <br> «Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre.» ([[Umberto Eco]])
*Tutti quei libri che aveva letto nella biblioteca del palazzo... nessuno raccontava la storia che è alla base di tutte le culture, ossia che se fai un patto con il diavolo, non potrai più liberartene. ([[Stephen_King#Fairy_Tale|Stephen King]])
*Vi sono delle persone alle quali il diavolo non impedisce di fare il bene, perché il bene che fanno gli serve per ingannarle. ([[Louis Lallemant]])
*Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l'[[umiltà]]. ([[Antonio abate]])
===[[Francesco Bamonte]]===
*Il demonio non è in grado di dare ai suoi consacrati tutto ciò che promette.
*Il diavolo ed i demoni, essendo creati, [...] sono necessariamente limitati nell'essere e nell'operare e quindi non possono fare miracoli.
*Nella loro opera d'inganno nei confronti dell'uomo {{NDR|i demoni}} si comportano come abili trasformisti, da prestigiatori abilissimi, producendo fatti spettacolari, cose sorprendenti che in realtà sono trucchi.
===[[Augustin Calmet]]===
*Abbiamo di già osservato, che molte volte il Demonio sembra operare contro i suoi propri interessi, e distruggere il proprio imperio, dicendo, che quanto raccontati dell'Apparizione dell'anime, delle Ossessioni, e Possessioni del Demonio, de' Sortilegi della Magia, della Stregoneria, non son che racconti atti a spaventare i fanciulli, che tutte queste cose non hanno reale esistenza se non nel cervello, e nella immaginazione degli Spiriti deboli, e prevenuti.
*Al Demonio si attribuiscono mille cose, nelle quali non ha parte alcuna: se gli dà l'onore di predizioni, di rivelazioni, di secreti, di scoperte, che non sono mai effetto di sua potenza, e penetrazione, in quella guisa, che lo si accusa d'aver cagionato dei mali, delle tempeste, delle malattie, le quali sono puri effetti di cause naturali, ma ignote.
*Ci raccontano molte Storie antiche e moderne, che sia apparito il Demonio a quelli, ch'egli voleva sedurre, a quelli che lo invocarono per far seco qualche patto, sotto la figura d'uomo, di statura più che ordinaria, vestito di nero, di ceffo orribile, facendo mille belle promesse a quelli, ai quali si dava a vedere; ma promesse sempre fallaci, senza mai avere un effetto reale, anzi io crederei, che in queste persone la prevenzione, e'l turbamento della immaginazione potesse loro far credere ciò che non era se non nella loro idea turbata, e scomposta.
*Fra le Apparizioni, e le operazioni di Satana mettiamo ancora i falsi Cristi, i falsi Profeti, gli Oracoli dei Pagani, i Maghi, gli Stregoni, le Streghe, quelli che sono invasi dallo Spirito di Pitone, gli ossessi, e i posseduti da i Demoni; quelli che si vantano di predire il futuro, e tal volta hanno effetto le lor predizioni, quelli, che fan patti col Demonio per discoprire tesori, e per arricchirsi; quelli che usano malefici per viaggiare con una diligenza straordinaria, i Demoni incubi, e succubi; le evocazioni per mezzo della Magia, gl'incantesimi, la malìe, la morte, le furberie de' Sacerdoti Idolatri, i quali fingevano che i loro Dei bevessero e mangiassero, e amassero il commerzio colle donne. Tutto questo esser non può se non opera di Satanasso, e deve mettersi nel numero di quelle cose, che la Scrittura chiama le ''profondità di Satanasso''.
*Iddio ha messo confini alla sua malizia. Egli molte volte s'inganna, ed usa molte volte artifizi, e raggiri per non mostrar d'ignorare ciò, che in fatti ignora, e per far credere di non voler fare ciò, che Iddio non gli permette di fare. Il suo potere è sempre circoscritto, e limitate le sue cognizioni; ma molte volte ancora inganna, e seduce per malizia, siccome padre della bugia.
*Non si deve dubitare, che Iddio con la sua onnipotenza non possa fare tutto ciò che vuole; ma che il Demonio, il quale è di una natura spirituale, non può far niente senza la permissione di Dio, i cui giudizi son sempre giusti; che il Demonio non può cambiare la natura né dello spirito, né del corpo dell'uomo per convertirlo in bestia, ma solamente agire sulla fantasia, o su l'immaginazione dell'uomo, e fargli credere d'essere quel che non è; ovvero che resti profondamente addormentato, e crede durante il sonno di portar pesi, che il Demonio porta per lui; ovvero affascina gli occhi di coloro, che credono di vederli portare da animali, o da uomini trasformati in animali.
*Quando seriamente si rifletta su le predizioni del Demonio, si osserva, che il più delle volte egli non annunzia se non quello che egli medesimo deve fare. Imperciocché Iddio qualche volta gli permette di far nascere malattie, di corrompere l'aria, e introdurvi certe qualità atte a infettare gli uomini, e portare i cattivi a perseguitare, e danneggiare le persone dabbene. Egli opera quelle cose tutte in una maniera occulta, e con mezzi ignoti ai mortali, e proporzionati alla sottigliezza della di lui natura. Oltre di che può annunziare ciò ch'egli da certi segni naturali non conosciuti dagli uomini ha preveduto dover succedere, presso poco come un Medico col secreto della sua arte, e colla sperienza prevede gli accidenti, e i sintomi d'una malattia, che nessun altro avrebbe potuto prevedere; nella stessa guisa il Demonio, conoscendo il nostro temperamento, e le occulte disposizioni degli umori del nostro corpo, può predire le malattie, che indi nascono. Può discoprire ancora i nostri pensieri, e le nostre secrete passioni, e desideri, da certi eterni movimenti, da certe parole a caso pronunziate, delle quali si serve per discoprire le nostre interne disposizioni, donde inferisce, che s'abbiano a fare, o intraprendere alcune cose, che sono effetti di questi pensieri, e di queste disposizioni.
*Se alcune volte il Demonio vuol far passar per chimere, e per illusioni le Apparizioni, le Ossessioni, le Possessioni, la Magia, le Stegherie, e se con ciò mostra di rovinare il suo regno fino a negare gli effetti più evidenti, e più sensibili del suo potere, e della sua presenza, e imputar tutte quelle cose alla debolezza di Spirito, ed alla sciocca prevenzone degli uomini, egli non ne riporta da tutto questo se non vantaggio. Imperciocché s'egli persuade tutte queste cose, il suo imperio sarà vie più sodamente stabilito, perché in tal guisa non verrà più combattuto, e resterà a godere in pace le sue conquiste.
===[[Fëdor Dostoevskij]]===
*"[[Problema dell'esistenza di Dio|Dio esiste]] o no? Una volta per tutte!"<br />"Una volta per tutte, no!"<br />"E chi si prende gioco degli uomini, Ivàn?"<br />"Dev'essere il diavolo" ridacchiò Ivàn. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*È il diavolo a lottare con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*Io credo che se il diavolo non esiste, e quindi è stato creato dall'uomo, questi lo ha creato a sua immagine e somiglianza. (''[[I fratelli Karamàzov]]'')
===[[Fabrice Hadjadj]]===
*Il diavolo agisce più attraverso la sua intelligenza che attraverso la forza, la sua specialità è provocare due o più derive opposte, è orchestrare quelle che [[Giovanni Paolo II]] ha chiamato "strutture di peccato".
*Il diavolo distingue perfettamente l'errore dalla verità, e moltiplica coscientemente gli errori per giocarci.
*Quando si incontra il diavolo non si tratta quindi di vedere chi è più forte, ma di riconoscersi debole; non si tratta di capire chi è il più acuto, ma di voler essere il più capace di amore.
*Se Dio è amore, anche il diavolo lo è, ma il suo è amor proprio.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*All'inferno il diavolo è un eroe positivo.
*Che succede del diavolo quando smette di credere in Dio?
*I diavoli si dividono in angeli decaduti e in gente che ha fatto carriera.
*La forza del demonio sta nella sua pazienza angelica.
*Sulle corna del diavolo l'[[aureola]] si regge meglio.
===[[Teresa di Lisieux]]===
*Egli [il diavolo] pensa che siamo le sue più mortali nemiche, soprattutto quando amiamo molto Gesù.
*I demoni non sono da temere più delle mosche.
*Il nostro {{NDR|dei demoni}} solo punto di incontro è l'odio implacabile che abbiamo votato ai mortali.
==[[Modi di dire italiani]]==
*Avere un diavolo in corpo.
*Avere un diavolo per [[capelli|capello]].
==Proverbi==
*Che tu possa arrivare in paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che sei morto. ([[proverbi irlandesi|irlandese]])
*Il diavolo, dove non ha tempo d'andare, manda una vecchia. ([[Proverbi russi|russo]])
===[[Proverbi inglesi|Inglesi]]===
*Il diavolo bada a se stesso.
*Il diavolo si serve degli [[ozio|oziosi]].
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Chi digiuna e altro ben non fa, avanza il [[pane]] e a casa del diavolo va.
*Chi ha imbarcato il diavolo, ha a passare in sua compagnia.
*Chi ha paura del diavolo, non fa roba.
*Chi lavora di festa, lavora per il diavolo.
*Con la fatica delle feste, il diavolo ci si veste.
*Del diavolo lagnarsi odo talora chi è, diavolo a se stesso e ad altri ancora.
*[[Dio]] non fa mai [[chiesa (architettura)|chiesa]] che il diavolo non ci pianti la sua cappella.
*Dove il diavolo non può entrare manda una vecchia.
*E l'[[uomo]] all'uomo un diavol tentatore, è l'uomo all'uomo un nume salvatore.
*Entrarci come il diavolo nella [[preghiera]].
*Far vedere il diavolo nell'ampolla.
*Il diavolo dove non può ficcar la [[testa]], ficca la [[Coda (anatomia)|coda]].
*Il diavolo è cattivo perché è vecchio.
*Il diavolo è facile da chiamare, difficile è mandarlo via.
*Il diavolo insegna a far le [[pentola|pentole]], ma non i [[coperchio|coperchi]].
*Il diavolo insegna a rubare, ma non a conservare.
*Il diavolo lo fa fare e poi lo fa scoprire.
*Il diavolo non è poi tanto brutto quanto lo si dipinge.
*Il diavolo, per diavolo che sia, non può nascondere le [[corna]].
*Il diavolo quando non può portare, trascina.
*Il diavolo si nasconde dietro la [[croce cristiana|croce]].
*Il diavolo vuol cacciare le corna dappertutto.
*La [[farina]] del diavolo va tutta in crusca.
*Le [[armi]] le carica il diavolo.
*Ognuno ha il suo diavolo all'uscio.
*Per essere ricco bisogna avere un parente a casa del diavolo.
*Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco.
*Quando il diavolo è vecchio si fa romito.
*Quando il diavolo prega, tien d'occhio la preda.
*Quando il diavolo vuole entrare, si caccia per la testa e per i [[piede|piedi]].
*Quando si nomina il diavolo se ne vede spuntar la coda.
*Se il diavolo trova un vizioso, gli dà subito lavoro.
*Un diavolo scaccia l'altro.
*Un diavolo tenta l'altro.
*Dio li fa e il diavolo li accoppia.
*Dio fa le pentole e il diavolo i coperchi.
*Quando parli del diavolo, spuntano le corna
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*'O diavulo è banchiere.
*'O diavulo sape assaje cose, pecché è viecchio.
*Quanno 'o riàvule tujo jeva 'a scola 'o mio era maestro.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Il diavolo dove non può mettere il capo vi mette la coda.
*Il diavolo è sottile, e fila grosso.
*Il diavolo può tentare, ma non precipitare.
*Non bisogna fare il diavolo più nero di quanto non sia.
====[[Proverbi veneziani|Veneziani]]====
*''El diavolo insegna a robar, | ma no l'insegna a sconder.''
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
*Augusto Arthaber, ''Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali'', Hoepli editore, 1989. ISBN 8820302144
*Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle Citazioni'', Garzanti, 2000. ISBN 8811504899
==Voci correlate==
*[[Dio]]
*[[Angelo]]
*[[Demone]]
*[[Lucifero]]
*[[Male]]
*[[Satana]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Entità spirituali]]
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Osho Rajneesh
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[[File:Bhagwan beweging gekwetst door reclame-affiche van het NRC met de tekst profeet, Bestanddeelnr 933-0734-cropped.jpg|thumb|Osho Rajneesh]]
'''Rajneesh Chandra Mohan Jain''' (1931 – 1990), mistico e maestro spirituale indiano.
==Citazioni di Osho Rajneesh==
*Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole. (da ''L'immortalità dell'anima'')
*L'[[ego]] è uno sforzo costante per andare [[controcorrente]]. (da ''Ridere la vita'' (1976), traduzione di S. A. Videha e di M. A. Tea, Margini – Stampa alternativa, Roma, 2000. ISBN 8872266599)
*L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione. (da ''La via delle nuvole bianche'')
*La [[meditazione]] è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio. (da ''L'immortalità dell'anima'', Mondadori, 2003)
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare. (da ''Il lungo, il corto, il nulla'')
*{{NDR|Commentando una lettera ricevuta da Madre Teresa che rispondeva alle proprie critiche espresse in occasione del suo premio Nobel}} Secondo me [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] e le persone come lei sono degli ipocriti: dietro una bella faccia dicono una cosa ma ne fanno un'altra. Tutto questo è strategia politica – la politica dei numeri.<br />E lei dice: "Per gli aggettivi che aggiungi al mio nome ti perdono con grande amore." Innanzitutto, l'amore non ha bisogno di perdonare poiché per principio non è irritazione. Per perdonare qualcuno, prima devi essere arrabbiato; è un prerequisito.<br />Io non perdono affatto Madre Teresa, dato che non sono per niente arrabbiato. Perché dovrei perdonarla? È lei che doveva essere arrabbiata. Questo è il motivo per cui voglio iniziare a meditare su queste cose. Si dice che Buddha non perdonò mai nessuno per la semplice ragione che non era mai arrabbiato. Come si può perdonare senza rabbia? È impossibile. Doveva essere arrabbiata. Questo è ciò che io chiamo incoscienza: lei non si rende conto di ciò che sta scrivendo.<ref>''To me Mother Teresa and people like her are hypocrites: saying one thing but doing something else behind a beautiful facade. It is the whole game of politics–the politics of numbers.<br />And she says, 'For the adjectives you add to my name I forgive you with great love.' First of all, love need not forgive because in the first place it is not angered. To forgive somebody first you have to be angry; that is a prerequisite.<br />I don't forgive Mother Teresa at all, because I am not angry at all. Why should I forgive her? She must have been angry. This is why I want you to start meditating on these things. It is said that Buddha never forgave anybody for the simple reason that he was never angry. How can you forgive without anger? It is impossible. She must have been angry. This is what I call unconsciousness: she is not aware of what she is writing.'' (Da ''[http://www.oshoworld.com/biography/innercontent.asp?FileName=biography7/07-67-teresa.txt Osho exposes Mother Teresa]'', ''oshoworld.com'').</ref>
{{Int|''[http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/biagi.htm Intervista di Enzo Biagi]''|''SPOT'', Rai Uno, 28 gennaio 1986}}
*Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di [[concetto|concetti]], coi quali vive poi tutta la vita.
*Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'[[amore e sesso|amore]]. L'amore può contenere in sé il sesso. Il [[amore e sesso|sesso]] non può inglobare in sé l'amore.
*Osserva un [[bambino]] che raccoglie [[conchiglia|conchiglie]] sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti.
==''Con te e senza di te''==
*Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie.
*Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.
*Se non c'è uno [[specchio]], non vuol dire che non hai un volto.
*Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso. È impossibile: qualsiasi cosa accade, accade. Non ti aspetti niente dal futuro, non stai recitando un ruolo. La gente ha imparato a essere fredda, a toccare senza toccare, a guardare senza guardare, a sfiorare senza sfiorare. Si vive di cliché: "Ciao, [[come stai]]?". Nessuno vuole dire niente dicendolo, queste parole servono solo a evitare l'incontro autentico tra due persone. La gente non si guarda negli occhi, non si tiene per mano, non cerca di sentire l'energia dell'altro. Non si permette di scorrere liberamente. Tira avanti in qualche modo, piena di paura, fredda e smorta, dentro una camicia di forza. In latino c'è un detto: "Agere sequitur esse", il fare segue l'essere. Non cercare di cambiare le tue azioni; cerca di scoprire il tuo essere e le azioni cambieranno. L'azione è qualcosa che fai, l'essere è qualcosa che sei. L'azione viene da te, ma è solo un frammento. Se si mettessero insieme tutte le tue azioni, esse rappresenterebbero solo il tuo passato. E il futuro? Il tuo essere contiene il tuo passato, il tuo futuro e il tuo presente: contiene la tua eternità. Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.
==''Il libro dei segreti''==
===''Il libro dei segreti'' (vol. I)===
====[[Incipit]]====
Alcuni punti introduttivi. Primo, il mondo del ''[[Vijñānabhairava Tantra|Vigyana Bhairava Tantra]]'' non è intellettuale, non è filosofico. Per esso la dottrina non ha senso. Si occupa del metodo, della tecnica, per niente dei principi. La parola "[[Tantra|tantra]]" significa tecnica, il metodo, il sentiero, perciò non è filosofico: ricordalo. Non si occupa di problemi e di indagini intellettuali. Non si occupa del "perché" delle cose: si occupa del "come", non di che ''cosa'' sia la verità ma di ''come'' possa essere raggiunta.
====Citazioni====
*Se affronti [[Shiva]] con una domanda e hai una mente chiusa, non ti risponderà subito: prima si dovrà spezzare la tua chiusura, per cui dovrà essere aggressivo, in questo caso devono essere distrutti i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti. Se non ti ripulisci completamente dal passato, nulla ti potrà essere dato. (p. 21)
*Non un solo metodo potrebbe essere aggiunto ai centododici metodi di Shiva, e questo libro, il ''Vigyana Bhairava Tantra'', ha cinquemila anni: nulla vi può essere aggiunto, non c'è alcuna possibilità di aggiungervi qualcosa. È esaustivo, completo. È il più antico, e malgrado ciò, il più recente, il più nuovo. (p. 30)
*Prendi un metodo e giocaci per tre giorni almeno. Se ti darà una particolare sensazione di affinità, di benessere, se ti darà la sensazione particolare che questo fa per te, dovrai diventare serio. (p. 37)
*Lo [[Yoga|yoga]] è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole. (p. 41)
*Per il Tantra Dio e il [[diavolo]] non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. (p. 49)
*L'intera tecnica [[Buddhismo Zen|Zen]] è basata sulla quarta tecnica di Shiva. (p. 88)
*Attenzione implica esclusivamente una cosa. La [[consapevolezza]] è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente. (p. 103)
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la [[morte]]. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver [[tanatofobia|paura della morte]]. (p. 114)
*Questa tecnica<ref>La quinta tecnica.</ref> fu data a [[Pitagora]], che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Pitagora è dunque il padre di tutto il misticismo occidentale. (p. 120)
*Shiva dice di diventare l'amare. Quando sei nell'amplesso, diventa l'amplesso, diventa il bacio. Dimenticati di te stesso così totalmente da poter dire: "Io non esisto più. Esiste solo l'amore". [...] Il Tantra intende proprio questo: la trasformazione dell'amore in meditazione. Ora puoi capire perché il Tantra parla tanto dell'amore e del sesso. Come mai? Perché l'amore è la soglia più naturale e più facile da cui trascendere questo mondo, questa dimensione orizzontale. (p. 188)
*Confucio andò da [[Laozi|Lao Tzu]]. La mente di Lao Tzu è quella di un individuo risvegliato tantricamente. Non conobbe mai la parola "Tantra": la parola è priva di significato per lui. Non conobbe mai nulla del Tantra, ma tutto quello che disse è Tantra. [[Confucio]] è un esempio tipico della nostra mente, è l'esempio tipico per antonomasia. Pensa continuamente in termini di bene e di male, di quel che dovrebbe essere fatto e di quello che non dovrebbe essere fatto. È un legalista, il più grande legalista mai nato. (p. 206)
*Perciò per i [[prete|preti]], per la gente religiosa, per i [[morale|moralisti]], tu sei naturalmente cattivo. La bontà sarà una disciplina imposta dall'esterno. Tu sei un caos e l'ordine deve essere instaurato da loro; saranno loro a portare l'ordine. E hanno fatto del mondo intero un pasticcio, una confusione, un manicomio, perché hanno continuato a fare ordine per secoli e secoli, a disciplinare per secoli e secoli. Hanno insegnato così tanto che coloro cui è stato insegnato sono impazziti.<br />Il Tantra crede nella tua bontà interiore: ricordati questa differenza. Il Tantra dice che ognuno è nato buono, che la bontà è la tua natura. È una condizione di fatto! Sei già buono! (pp. 208-209)
*I [[pericolo|pericoli]] attraggono perché nel pericolo la tua coscienza ordinaria e quotidiana non può funzionare. Il pericolo penetra profondamente. La tua mente non è più necessaria; diventi una nonmente. ''Tu sei!'' Sei consapevole, ma senza che vi sia alcun pensiero. (p. 236)
*Se insisti e non obbedisci alla [[mente]]... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa. (p. 238)
*E nella [[meditazione]] non si permette alla mente neppure di esistere. La meditazione è nonmente. (p. 269)
*Questa è la differenza fondamentale tra il Tantra e i cosiddetti insegnamenti moralistici. Gli insegnanti di morale non potrebbero mai usare il centro sessuale per una trasformazione: hanno paura. E chi ha paura dell'[[sesso|energia sessuale]] troverà veramente molto, molto difficile trasformare se stesso, o se stessa, perché lotta controcorrente, nuotando senza alcuna necessità in senso opposto al fiume. (p. 312)
*Se devi scegliere tra Shiva e Krishnamurti, scegli Shiva. [[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] non ti serve a nulla. Per aiutarti posso dirti perfino questo: Krishnamurti sbaglia completamente. Ed è dannoso. Ricorda: anche questo lo dico per aiutarti, perché se segui le sue parole non raggiungerai il ''samadhi''. Raggiungerai solo una conclusione: che non è necessario alcun metodo. E questo è pericoloso. Per te il metodo è necessario! (p. 370)
*Perciò la [[psicologia]] occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana, la mente può essere malata. (p. 420)
*[[Nāgārjuna|Nagarjuna]] fu uno dei più grandi Maestri che l'India abbia mai prodotto, del calibro del [[Buddha]], [[Mahavira]] e [[Krishna]]. E Nagarjuna era un genio raro. A livello intellettuale non esiste paragone possibile con nessun altro al mondo. Capita raramente un intelletto così acuto e penetrante. (p. 428)
===''I segreti della trasformazione'' (vol. II)===
====[[Incipit]]====
La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista.
====Citazioni====
*Nel ''[[samādhi|samadhi]]'' entri in te stesso totalmente presente e consapevole. E una volta che sei nel centro totalmente sveglio, non sarai mai più lo stesso, saprai chi sei, saprai che i beni e le azioni non sono la tua natura, bensì la tua periferia: null'altro che increspature sulla superficie. (p. 21)
*L'energia è sempre in movimento verso l'esterno o verso l'interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo. (p. 26)
*Le antiche tradizioni, le vecchie religioni, il cristianesimo in particolare, predicano continuamente contro il sesso. Le nuove credenze degli hippy e non solo, vanno nella direzione opposta. Sostengono che il sesso è bene, il sesso è felicità, il sesso è la sola cosa vera al mondo. Entrambe sono interpretazioni. Non considerare il tuo [[desiderio]] secondo qualche insegnamento. Limitati a considerano nella sua purezza, per ciò che è: un fatto. Non interpretarlo. (p. 32)
*[[Vita e morte]] non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. (p. 73)
*Se l'[[amore]] diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore. (p. 90)
*Se tu non sei da nessuna parte, l'amato sarà ovunque. Se tu sei da qualche parte, l'amato non sarà da nessuna parte. (p. 96)
*Da un altro punto di vista, il [[pensiero]] è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. (p. 102)
*Il tantra non condanna il [[anima e corpo|corpo]]. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo [[anima e corpo|animo]] in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)
*Il [[corpo]] è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell'istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (p. 111)
*[[Laozi|Lao Tzu]] ha affermato che ciò che può essere detto non può essere vero e ciò che è vero non può essere detto. Egli rimase in silenzio; per la maggior parte della sua vita non scrisse nulla. (p. 131)
*Osserva gli occhi di un [[bambino]], la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore. (p. 142)
*Fissa dunque il tuo sguardo nel blu del cielo. È un oggetto infinito, senza limiti. Non pensare, non dire: "Che bello!", non fare apprezzamenti. Se cominci a pensare, ti sei bloccato. I tuoi occhi non si muovono più dentro il blu infinito. Muoviti e osserva, non fare altro. Non creare parole: diventerebbero una barriera. Non dire nemmeno "cielo blu". Non verbalizzare. Deve restare solo uno sguardo puro e innocente, perso nel blu del cielo. Quello sguardo non ha fine; continuerai senza sosta a guardare in esso, e all'improvviso diventerai consapevole di te stesso, poiché non esiste alcun oggetto, ma solo un [[Śūnyatā|vuoto]]. Come mai? Perché quando esiste un vuoto, i sensi diventano inutili. (p. 186)
*Nessuno può farti sorgere dei [[dubbio|dubbi]] se questi non si nascondono già dentro di te; gli altri, possono solo aiutarli a venire fuori, non possono crearli. E lo stesso vale per la fede: gli altri possono solo aiutarla a manifestarsi, non a crearla. (p. 200)
*Devi capire che il [[linguaggio]] è una creazione umana; una creazione necessaria, utile, ma i significati delle parole sono una nostra creazione. Se riesci a capirlo, tutto sarà più facile. Se qualcuno insulta il Corano o i Veda, come ti senti? Riesci a riderne o ti arrabbi? Se qualcuno insulta la Gita, oppure Krishna, o Rama, o Cristo, riesci a riderne? Se non riesci a vedere attraverso le parole, se non riesci a vedere che si tratta di semplici parole, se la cosa ti ferisce, ti sarà difficile abbandonarle. (p. 239)
*Sii totalmente muto e sordo, anche solo per pochi istanti. Non potrai andare da nessun'altra parte, se non dentro te stesso; ti accorgerai improvvisamente di stare in te stesso, senza poterti più muovere. Ecco perché il silenzio è stato tanto usato. In esso, tutti i ponti per andare verso l'altro vengono rotti. (p. 246)
*L'animale è il tuo seme. Non lottare contro di esso. Il tantra non lo condanna, lo ama, perché tutto il futuro è nascosto in lui. Conoscilo a fondo, e a quel punto potrai usarlo e dirgli grazie. (p. 259)
*Tu hai sentito dire che Dio ha creato il mondo, ma io ti dico che tu hai il potenziale di creare Dio, e a meno che non lo crei, non sarai mai appagato. Per cui non pensare che Dio sia all'inizio. (p. 261)
*La [[mente]] vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l'amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. (p. 270)
*L'[[Oṃ|AUM]] è il limite del suono, oltre non puoi andare. Per questo l'AUM è stato tanto usato, non solo in India, ma in tutto il mondo. L'"Amen" dei cristiani-musulmani non è altro che l'AUM in altra forma, ma con gli stessi suoni. (p. 281)
*La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)
*Osserva il momento in cui il [[suono]] non è presente, poi chiudi gli occhi. Quindi osserva l'attimo in cui il suono viene creato, il colpo iniziale e accompagnati a esso. Il suono si affievolirà sempre più, diventerà sempre più sottile e alla fine non ci sarà più. A quel punto ricreane un altro; sii consapevole, all'erta. Accompagnati il suono sino alla fine: osserva entrambe le polarità del suono, l'inizio e la fine. (p. 292)
*L'iniziazione ai [[mantra]] significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)
*L'[[Uno (filosofia)|Uno]] si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (p. 325)
*Il [[suono]] deve essere usato come un passaggio verso la sensazione. (p. 330)
*La [[felicità]] non è un risultato: è una conseguenza. Se ti dico che amando sarai felice, la felicità sarà una conseguenza, non un risultato. Se pensi che devi amare, poiché vuoi essere felice, non ne verrà fuori nulla. (p. 354)
*In amore profondo, gli amanti hanno sempre avuto la sensazione che questo fosse il momento giusto per morire. Se la morte arrivasse, sarebbe benvenuta, perché sono aperti anche alla morte. Se sei aperto alla vita, sarai aperto alla morte. Se sei chiuso alla vita, sarai chiuso alla morte. (p. 363)
*Ma lo [[yoga]] attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all'inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su se stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi. (p. 407)
*Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l'animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. (p. 416)
===''I segreti del Tantra'' (vol. III)===
====[[Incipit]]====
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'[[uomo]] non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla [[nevrosi]]. L'uomo nasce naturale, autentico, normale, ma quando il neonato diventa parte della società la nevrosi comincia a manifestarsi.
====Citazioni====
*Resta nel [[presente]]. Godi dell'incontro di due corpi, di due anime; unitevi, fondetevi e dissolvetevi l'uno nell'altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Resta nel momento senza dirigerti altrove, dissolviti. Tepore e amore dovrebbero diventare la situazione in cui due persone si dissolvono l'una nell'altra. Ecco perché, se non c'è amore. (p. 23)
*Il [[sesso]] è solo l'inizio, non la fine. Ma se manchi l'inizio, mancherai anche la fine; non puoi evitare l'inizio, se vuoi raggiungere la fine. (p. 45)
*La [[morale]] è come la magia. Parla in continuazione dell'uomo perfetto, ma non sa cosa sia l'uomo reale. (p. 46)
*E terzo: nel sesso sei naturale per la prima volta. Il falso viene perso; le maschere, le facciate cadono; la società, la cultura e la civiltà non ci sono più. Sei parte della natura, come gli alberi, gli animali e le stelle. Sei all'interno di qualcosa di più grande: il cosmo, il Tao. Galleggi in esso. Non puoi nemmeno nuotare: non esisti più. Galleggi semplicemente, (p. 48)
*Uccidere una [[madre]] è il peccato più grande, e mi chiedo se ti sei mai chiesto il perché. Il motivo è che ognuno avverte un profondo odio verso la propria madre. (p. 78)
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''[[maya]]'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione e ''maya''. Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. (pp. 82-3)
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''[[maya]]''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. (pp. 102-3)
*Quando prendi molto sul serio il mondo, non puoi sapere cosa sia la felicità. La [[felicità]] accade unicamente quando hai messo radici in una visione del mondo secondo la quale tutto non è altro che un gioco. (p. 128)
*Porta tutto alla superficie. Accetta la tua umanità, la tua animalità. Qualunque cosa sia presente, accettala senza condanne. Esiste, siine consapevole. C'è l'[[avidità]]: non provare a farne una non-avidità, non puoi. (p. 136)
*Senza un grande sforzo, è difficile avere la percezione di sé in quanto spazio infinito. Ci si identifica con i limiti. È più facile sentirsi limitati. (p. 144)
*Nei monasteri Zen i monaci siedono per anni, tutto il giorno. Penserai che stiano meditando. No! Stanno semplicemente seduti, in silenzio. (p. 160)
*Il divino non è solo in te, ricorda: è in tutti gli animali. E non solo negli animali: è in ogni albero e nelle rocce. Il divino è il centro fondamentale di ogni cosa. Puoi perderlo solo diventando falso, e puoi ottenerlo solo tornando a essere autentico. (p. 163)
*Prova, innanzitutto, a comprendere che cos'è un'onda, e poi potrai capire in che modo tale consapevolezza delle onde può aiutarti a entrare in meditazione. (p. 170)
*Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo. (p. 178)
*Le [[donna|donne]] sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. (p. 184)
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti. A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. [[Vita e morte]] sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. (p. 197)
*La [[vita]] è un [[paradossi dai film|paradosso]]. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un'altra volta. (p. 219)
*Sei già ciò che va raggiunto. Per quanto riguarda l'essenza, non bisogna conseguire nulla di nuovo. Devi solo scoprire, svelare, schiudere quella che è già la realtà. (p. 219)
*Il ''[[saṃsāra|samsara]]'' e il nirvana, il mondo e lo stato liberato di consapevolezza, non sono due cose, ma solo due atteggiamenti, due scelte. Puoi scegliere entrambi. A causa di una certa attitudine mentale puoi essere nel mondo, ma lo stesso mondo si trasforma nel nirvana, nell'estasi assoluta, semplicemente cambiando attitudine. (p. 219)
*La [[morte]] è improvvisa, e così il ''samadhi''. Anche l'esplosione spirituale è subitanea! È come la morte. È più simile alla morte che alla vita: è improvvisa; può avvenire in qualsiasi momento. (p. 225)
*Azioni molto semplici come uno [[starnuto]] possono essere usate come stratagemmi, perché, per quanto semplici appaiano, sono molto complesse, e il meccanismo interiore è qualcosa di molto delicato (p. 226)
*Se definisci [[santi|santo]] un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore. (p. 237)
*Non lottare contro l'[[immoralità]]. Prova semplicemente a trasformare il tuo sonno. (p. 251)
*Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la [[consapevolezza]]. (p. 251)
*Osserva le persone [[castità|caste]]: la loro mente diventa totalmente sessuale. Fanno sogni sessuali, ingaggiano una battaglia contro il sesso. Hanno sempre qualche fantasia al riguardo, sono ossessionate. (p. 261)
*Lo [[fare|sforzo]] è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l'arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.<br/>Questa consapevolezza passiva è la chiave, ma non farti confondere dal linguaggio. Comincia con lo sforzo. Tieni a mente che lo devi abbandonare, e abbandonalo. Anche abbandonarlo sarà uno sforzo, ma arriverà un momento in cui ogni cosa se ne sarà andata. A quel punto sei, senza fare nulla: semplicemente presente, puro essere. Questo "essere" e il ''samadhi'', la consapevolezza cosmica, e tutto ciò che vale la pena conoscere, vale la pena avere, vale la pena essere ti accade in quello stato. (p. 266)
*La [[conoscere se stessi|conoscenza di sé]] è un processo negativo. Non puoi conoscerti direttamente; puoi solo eliminare progressivamente gli oggetti di conoscenza; continua a eliminarli. (p. 285)
*Nessuna [[rivoluzione]] è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. (p. 289)
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo. (p. 296)
*I [[cristianesimo|cristiani]] hanno interpretato Gesù in modo sbagliato: secondo loro Dio è buono, amorevole. Non è questo il significato. Gesù dice che Dio è amore. Semplicemente uguaglia Dio e l'amore. Puoi dire "amore" o "Dio": significano la stessa cosa. [[Dio]] non ama: è l'amore stesso. Se riesci ad amare, sei entrato nel divino. (p. 300)
*Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)
*Quando [[tatto (senso)|tocchi]] qualcuno, limitati a toccare; non dire che la pelle è liscia e bellissima. In quel caso stai mancando: ti sei spostato nei sogni. Qualunque cosa sia la pelle, è qui e ora. Toccala e lascia che ti sia rivelata. Quando vedi un bel viso, lascia entrare quel volto. Non interpretarlo, non dire nulla. Non mettere in mezzo la tua vecchia mente. (p. 323)
*L'[[uomo]] vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. (p. 330)
*Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; [[Paradiso e inferno|il paradiso e l'inferno]], la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. (p. 336)
*Qualsiasi [[desiderio]] è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. (p. 345)
*Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. (p. 361)
*La [[colonna vertebrale]] ha due estremità. L'inizio è il centro sessuale, la fine il ''sahasrara'', il settimo centro in cima alla testa. L'inizio della spina dorsale è collegato alla Terra, e il sesso rappresenta la cosa più terrena in te. Dal primo centro della tua spina dorsale sei in contatto con la natura, con quella che il Shankya ha definito ''prakriti'', la Terra, il materiale. Dall'ultimo centro, o secondo polo, il ''sahasrara'', situato nella testa, sei in contatto con il divino. Questi sono i due poli della tua esistenza. (p. 375)
*Qui sono descritte le tecniche affinché questo avvenga, affinché l'energia possa muoversi verticalmente ed elevarsi dentro di te, raggiungendo nuovi centri; affinché nuove energie ti siano rivelate, rendendoti una persona nuova a ogni movimento. E nell'istante in cui la tua energia si sprigiona dal ''sahasrara'', il polo opposto al sesso, non sei più un uomo. A quel punto non appartieni a questa Terra; sei diventato divino. (p. 376)
*Chiudi gli occhi e immaginati come se fossi luce. Non è semplicemente immaginazione. All'inizio lo è, ma si tratta anche di una realtà, perché ogni cosa è fatta di luce. (p. 378)
*Esistono due tipi di [[orgasmo]]: quello sessuale e quello spirituale. L'orgasmo sessuale viene dal centro inferiore, quello spirituale dal centro superiore. Dal punto più elevato incontri ciò che è più elevato, dal punto più in basso ciò che sta più in basso. Puoi fare questo esercizio anche mentre sei concretamente impegnato nell'atto sessuale: entrambi i partner possono farlo. Muovi l'energia verso l'alto, e l'atto sessuale diventa una ''sadhana'' tantrica, si trasforma in meditazione. (p. 383)
*Quando dico che la consapevolezza non può essere raggiunta dalla mente, voglio dire che non puoi raggiungerla pensandoci su. Puoi continuare a pensarci all'infinito, ma ti muoverai in un circolo. La devi praticare, la devi "fare". (p. 412)
===''I segreti della gioia'' (vol. IV)===
====[[Incipit]]====
Quando guardo nei tuoi occhi, non ti vedo presente; è come se fossi assente. Vivi distrattamente, immemore: questa è l'origine di ogni sofferenza. Puoi essere vivo senza essere affatto presente, ma in quel caso la tua esistenza diventerà noiosa; ed è ciò che è successo. Pertanto, quando guardo nei tuoi occhi, non ti trovo; devi ancora venire alla luce, devi ancora essere. C'è una possibilità, un'occasione favorevole, ma tu ancora non sei.
====Citazioni====
*La [[psicologia]] occidentale si è accorta solo di recente della dimensione onirica. In realtà, solo con Freud i sogni sono diventati importanti. Ma presso gli hindu questa è una delle idee più antiche: non puoi conoscere davvero una persona se non sai cosa sta facendo nei suoi sogni. (p. 34)
*L'[[oscurità]] è la madre, l'utero: sdraiati e immagina di trovarti dentro l'utero di tua madre. Diventerà qualcosa di reale, di caldo, e prima o poi comincerai a sentire che l'oscurità, l'utero, ti sta avvolgendo da ogni lato. Tu sei in esso. (p. 78)
*[[Meditazione]] vuol dire creare uno zero interiore in cui tutti i limiti e le divisioni scompaiono. Questo ti dona l'occhio autentico, il terzo occhio, il ''darshan''. Adesso possiedi i veri occhi per vedere. Per questi occhi autentici la realtà è limpida, aperta e rivelata. E quando la realtà è rivelata, non esistono problemi. (p. 100)
*E, per me, quando stai lavorando sul mondo esteriore, devi avere una mentalità scientifica, quando stai lavorando su te stesso, devi avere una mentalità religiosa. Non creare conflitti: non sono necessari. Non portare la scienza nel mondo interiore né la religione in quello esteriore. (p. 106)
*Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? Per averne paura, lo devi almeno conoscere. Quindi, in realtà, non hai paura della [[morte]]. La paura riguarda qualcos'altro. Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte. (p. 126)
*Pensaci per un momento: se la [[vita]] fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. (p. 134)
*La [[paura]] crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. (p. 145)
*L'[[ego]] è irreale, perché tu non sei isolato: sei tutt'uno con la realtà. Esisti come sua parte organica, non puoi esserne separato. Se ne fossi separato, non potresti vivere nemmeno per un istante. A ogni respiro sei collegato con il cosmo, a ogni istante vai avanti e indietro, incontri il reale e torni indietro. (p. 167)
*Sviluppa la tua sensibilità. Quando tocchi, ascolti, mangi o fai un bagno, permetti ai tuoi sensi di essere aperti. E non pensare: senti. (p. 174)
*Se senti la presenza dei pensieri, il loro affollamento, puoi avvertire anche questo: che i pensieri non sono tuoi. Quella calca è arrivata fino a te, ti si è radunata intorno, ma non ti appartiene. (p. 175)
*La [[spiritualità]] è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (p. 207)
*Non è il [[corpo]] a porsi come una barriera tra te e la realtà, ma il tuo attaccamento a esso. Una volta che saprai che l'attaccamento non esiste, per te il corpo non ci sarà più. Piuttosto, l'esistenza intera si trasformerà nel tuo corpo, quest'ultimo diventerà parte dell'esistenza totale, non sarà più qualcosa di separato. (p. 216)
*Se sei confinato in un luogo, sarai infelice, perché tu sei sempre più vasto dello spazio in cui ti limiti. (p. 219)
*Il primo sutra serve a mettere da parte il corpo; il secondo, la mente, il corpo interiore. Nemmeno la morte può separarvi: solo la meditazione è in grado di farlo. Ecco perché la meditazione è una grande morte, una chirurgia più profonda della morte stessa. Per questo fa tanta paura. La gente parla sempre di meditazione, ma non la pratica mai. Parla, scrive e discute su di essa, ma non la fa mai. La meditazione suscita una paura profonda, la paura della morte. (p. 226)
*E l'uomo ha completamente smarrito il silenzio. Anche quando non stai facendo nulla, non sei in silenzio, la mente continua a fare una cosa o l'altra. A causa di questo incessante chiacchiericcio interiore, non ti relazioni ad alcunché. Non sei connesso nemmeno con le persone che ami, perché questo chiacchiericcio è sempre presente. (p. 230)
*Dopo la crocifissione di [[Gesù]], l'umanità non è entrata nel regno di Dio. Se lui ha sofferto per noi, se la sua crocifissione è stata l'espiazione della nostra colpa e dei nostri peccati, allora Gesù è un fallimento, perché la colpa, i peccati e la sofferenza continuano. In tal caso, la sua sofferenza è stata inutile, perché la crocifissione non ha avuto successo. Il cristianesimo, semplicemente, presta fede a un mito. (p. 250)
*[[Dio]] non esiste, ma sarà presente quando arriverai alla fine. Non è qualcosa che esiste già, è un'evoluzione, la tua stessa evoluzione. Quando raggiungi un punto in cui sei totalmente conscio, Dio esiste. Ma non discutere, anziché sprecare energia in discussioni, usala per trasformare te stesso. (p. 253)
*Il Tantra afferma che non puoi raggiungere l'uno lottando nella dualità, non puoi giungere a un punto non-duale scegliendo uno dei due poli. Non sarà la scelta a condurti all'uno, ma l'osservazione priva di scelta: una testimonianza [[imparzialità|imparziale]]. (p. 263)
*Io vedo te, poi qualcun altro, e così all'infinito. Dalla nascita alla morte non faccio altro che vedere oggetti. Ma colui che vede, che osserva questo processo, viene dimenticato, smarrito nella folla. La folla è costituita di oggetti e il soggetto va perduto. (p. 266)
*E non porre limiti a questa percezione, sentila in modo illimitato. Non crearle un confine intorno: non ce ne sono. Essa non finisce mai. Il mondo non comincia e non finisce da nessuna parte, l'esistenza non ha [[inizio e fine|inizio né fine]]. Anche tu non hai inizio né fine. (pp. 280-281)
*Se riesci a percepire in te stesso un punto che è sia il conoscitore sia il conosciuto, hai trasceso l'oggetto e il soggetto, la materia e la mente, l'esteriore e l'interiore. Sei arrivato a un punto in cui il conoscitore e il conosciuto sono una cosa sola: non esiste divisione. (p. 318)
*Il tempo esiste per chi deve raggiungere una meta. Ricorda: il tempo può esistere solo quando devi arrivare da qualche parte. Se non devi raggiungere nulla, il tempo che senso ha? Non c'è fretta. (p. 337)
*La vita è [[contraddizione|contraddittoria]] in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere [[coerenza|coerenti]]. (p. 338)
*L'unica cosa presente nelle profondità del tuo essere è il tuo sé testimone, la tua consapevolezza: essa resta uguale, mentre tutto il resto cambia. E se ti aggrappi a un oggetto del mondo dei mutamenti, soffrirai. Non puoi farci nulla. Stai cercando l'impossibile, ecco perché soffri. So che non l'hai scelto, ma non è questo il punto. Se soffri, hai scelto indirettamente di soffrire. (p. 392)
===''I segreti del risveglio'' (vol. V)===
====[[Incipit]]====
La vita non è un problema, ma un mistero. Per la scienza la vita è un problema, ma per la religione è un mistero. Un problema può essere risolto, un mistero no: può essere vissuto, ma non risolto. La [[religione]] non offre soluzioni né risposte. La [[scienza]] offre risposte, la religione non ne ha alcuna.
====Citazioni====
*La [[materia]] – l'esistenza materiale, il mondo – e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo stesso fenomeno osservato da due diversi centri dell'essere. (p. 32)
*Un [[poeta]] è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. (p. 34)
*Concentrati sui [[seno|seni]], diventa una cosa sola con essi e dimentica il resto del corpo. Sposta tutta la tua consapevolezza sui seni, e ti accadranno molte cose. Se riesci a farlo, se riesci a concentrarti totalmente sui seni, tutto il corpo perderà peso e una sensazione di profonda dolcezza ti avvolgerà. Pulserà intorno, dentro, sopra e sotto di te. (p. 88)
*Tutte le religioni nascono in un clima festoso... E quando la festa scompare, sappi che la religione è morta. Ogni volta che nasce una nuova religione, tutte quelle antiche vi si oppongono, perché di nuovo la festa farà la sua comparsa. (p. 105)
*La [[solitudine]] diventa lo specchio. La società è l'inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine. (p. 123)
*La [[madre]] è fondamentale, il [[padre]] è un frutto della società, e può essere accantonato. Dipende dall'istituzione, dal modo di pensare della società. Viceversa la madre non può essere scartata. Per cui, le religioni che concepiscono Dio come una madre in realtà sono più profonde: quando entri in Dio Madre e diventi una cosa sola con lei, sei entrato nell'utero eterno. Non soffrirai più; non sarai più espulso. (p. 163)
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre. (p. 177)
*Purtroppo, non appena ti [[matrimonio|sposi]], sei morto; la relazione non è viva. A quel punto, è diventata una legge, non una relazione; è un fenomeno legale, non una cosa viva. (p. 184)
*Il matrimonio è definibile, l'amore indefinibile. In questo modo, sei entrato nel mondo delle definizioni. (p. 184)
*La paura della [[cambiamento|trasformazione]] è come la paura della morte. È una morte; perché il vecchio scomparirà e il nuovo verrà alla luce. Tu non ci sarai più, darai origine a qualcosa che ignori totalmente; se non sei pronto a morire, il tuo interesse per la meditazione è falso, perché solo chi è pronto a morire rinascerà. Il nuovo non può essere un proseguimento del vecchio. (p. 217)
*Per una persona illuminata, le cose si trovano all'esterno e non ci sono ponti tra lei e le cose. Il ponte si è rotto. L'illuminato procede da solo. Vive da solo. Segue se stesso. Nient'altro può possederlo; ecco perché abbiamo chiamato questa realizzazione ''moksha'', libertà totale, ''mukti''. Egli è totalmente libero. (p. 225)
*In [[Occidente]] si fanno molte ricerche sul fenomeno del sesso, perché le persone sono sempre meno capaci di orgasmi profondi; fanno sesso, ma senza estasi. È diventato qualcosa di noioso, tutti si sentono solo frustrati e indeboliti. È una routine. Non sanno cosa stanno facendo. Il senso dell'[[sesso|attività sessuale]] è un'estasi profonda attraverso l'orgasmo; se non accade, è inutile, futile e anche dannoso. Molte scuole di psicologia lavorano sulla domanda: "Cos'è successo all'uomo? Perché non raggiunge l'orgasmo tramite il sesso? Perché c'è tanta insoddisfazione? ". (p. 260)
*Il ''[[samādhi|samadhi]]'', lo scopo supremo dello Yoga e del Tantra, è un orgasmo profondo con l'universo stesso, con l'esistenza stessa. Il guru sta solo cercando di aiutarti, di portarti al punto in cui puoi almeno abbandonare l'ego. (p. 261)
*In una delle sue lettere, [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: Shiva è il dio che danza. (p. 270)
*Ricorda una cosa fondamentale: se non elimini gli schemi mentali, se non ti de-strutturi, se non annulli il tuo condizionamento e ti de-condizioni, non conoscerai la realtà, ma solo interpretazioni. Quelle interpretazioni sono frutto della tua mente. (p. 278)
*Quando sorge il [[desiderio]], proprio all'inizio, al primo bagliore, al primo accenno che un desiderio sta nascendo, osservalo con la tua consapevolezza totale, con la totalità del tuo essere. Non fare nulla. Non occorre altro: in presenza della totalità dell'essere l'osservazione è così vivida che il seme viene incenerito, senza alcuna lotta, né conflitto o antagonismo. (p. 282)
*Se chiedi agli hindu cosa pensano di Gesù, si metteranno a ridere. La follia si replica ovunque, e la realtà è che ognuno di noi è il figlio unigenito di Dio, lo siamo tutti indistintamente! Non è possibile altrimenti: voi venite dalla stessa sorgente, che tu sia Gesù, Krishna, A, B o C, un qualcuno o un nessuno. E ogni ''io'', ogni consapevolezza, si relaziona immediatamente al divino. Gesù stava dando semplicemente una tecnica. Fu frainteso. (p. 289)
*La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso. (p. 293)
*[[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] attrae, perché consiglia di abbandonare tutti i sistemi. Se riesci ad abbandonare ogni sistema, non sarai più confuso, ma dipende da te. Può succedere – come succede quasi sempre – che accanto a questo nuovo sistema basato sulla demolizione di ogni sistema, restino anche tutti i vecchi sistemi. Ragion per cui si è aggiunto un elemento di confusione in più. (p. 312)
*Le ''[[Upaniṣad|Upanishad]]'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. (p. 333)
*Tu ''[[essere|sei]]'' soltanto quando smetti di pensare. Non appena smetti di pensare, l'interiorità accade; se non pensi, va tutto bene. È come se una guida interiore fosse all'opera. (p. 335)
*Ogni volta che qualcosa arriva dall'inconscio freudiano, ti sentirai disturbato, a disagio, irrequieto; ogni volta che qualcosa arriva dalla guida, ti sentirai così felice, sereno, rilassato, a casa, da non riuscire neppure a immaginarlo: avvertirai con estrema naturalezza che questo è [[inconscio]] autentico. (p. 357)
*La dimensione del [[gioco]] va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco. (p. 382)
==''La dottrina suprema''==
===[[Incipit]]===
Non so dove iniziare o dove finire perché la vita stessa non ha principio e non ha fine. Come queste colline che vi circondano, o le nuvole che vagano sopra di voi, o come il cielo, anche voi siete senza principio e senza fine. Nulla inizia mai, né finisce. E ciò che può avere un inizio o una fine sarà inevitabilmente artificiale. La natura permane sempre, è imperitura. Esiste sempre.
===Citazioni===
*Quando voi non siete, il Divino si manifesta. Quando voi siete, il Divino è assente.
*Quando dentro di te non esistono più parole, quando ogni schema verbale scompare definitivamente, quando l'intelletto non funziona più, quando la mente non è affatto presente per ricordare, allora accade: allora esperimenti.<br />E quando la mente riappare, quando la memoria riprende a funzionare, quando l'intelletto si impadronisce di nuovo del tuo essere, l'esperienza è già tramontata.
==''La mente che mente''==
*Mangiare carne è sensibilità, se sei stato allevato in una casa in cui nessuno ha mai pensato al {{sic|[[vegetarianismo|vegetarianesimo]]}}; se anche se ne è parlato, lo si è fatto per deridere i vegetariani: "Quegli sciocchi che pensano, diventando vegetariani, di essere diventati religiosi!". Se invece sei nato in una casa di vegetariani, in una famiglia vegetariana, vedrai chi mangia carne come un mostro: "Non sono affatto persone, sono intoccabili, non sono esseri umani, sono animali!" (p. 220)
*Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro ... godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (p. 233)
==''La vita è gioco''==
*Un [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] può diventare ottimista; un [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] può diventare pessimista. Un pessimista non è altro che un pessimista a testa in giù, e viceversa.
*Il pessimista continua a cercare il lato oscuro delle cose, negando quello più luminoso; accetta solo una mezza verità. L'ottimista nega il lato oscuro delle cose, accettandone solo quello luminoso; anche lui è nel vero solo a metà.
*Se il pessimista ha torto, l'ottimista non ha ragione; né l'uno né l'altro sono pronti ad accettare la verità così com'è. Entrambi scelgono.
*L'[[amore e morte|amore]] è la vera [[amore e morte|morte]], perché l'ego si dissolve completamente.
==Citazioni su Osho Rajneesh==
*Abbiamo gli pseudoguru di tradizione indiana o simile Rajneesh (Bahgwan Shree, detto Osho), il Guru della psicologia può costituire un esempio significativamente negativo. ([[Josef Sudbrack]])
*Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. ([[Christopher Hitchens]])
*Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello – affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava – che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. ([[Christopher Hitchens]])
==Bibliografia==
*Osho Rajneesh, ''Con te e senza di te'', traduzione di D. Petrini e S. A. Videha, Oscar Mondadori, Milano, 2005. ISBN 8804551739
*Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''La dottrina suprema'' (''The Supreme Doctrine''), traduzione di Swami Anand Videha, Bompiani, 1998.
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=xQstB3lt83kC La mente che mente]'', traduzione di S. A. Videha, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-81908-2
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=GH7gosrTqwQC La vita è gioco: La risposta consapevole alla legge dell'abbondanza]'', DeAgostini. ISBN 8841877243
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi indiani]]
[[Categoria:Mistici indiani]]
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[[File:Bhagwan beweging gekwetst door reclame-affiche van het NRC met de tekst profeet, Bestanddeelnr 933-0734-cropped.jpg|thumb|Osho Rajneesh]]
'''Rajneesh Chandra Mohan Jain''' (1931 – 1990), mistico e maestro spirituale indiano.
==Citazioni di Osho Rajneesh==
*Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole. (da ''L'immortalità dell'anima'')
*L'[[ego]] è uno sforzo costante per andare [[controcorrente]]. (da ''Ridere la vita'' (1976), traduzione di S. A. Videha e di M. A. Tea, Margini – Stampa alternativa, Roma, 2000. ISBN 8872266599)
*L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione. (da ''La via delle nuvole bianche'')
*La [[meditazione]] è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio. (da ''L'immortalità dell'anima'', Mondadori, 2003)
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare. (da ''Il lungo, il corto, il nulla'')
*{{NDR|Commentando una lettera ricevuta da Madre Teresa che rispondeva alle proprie critiche espresse in occasione del suo premio Nobel}} Secondo me [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] e le persone come lei sono degli ipocriti: dietro una bella faccia dicono una cosa ma ne fanno un'altra. Tutto questo è strategia politica – la politica dei numeri.<br />E lei dice: "Per gli aggettivi che aggiungi al mio nome ti perdono con grande amore." Innanzitutto, l'amore non ha bisogno di perdonare poiché per principio non è irritazione. Per perdonare qualcuno, prima devi essere arrabbiato; è un prerequisito.<br />Io non perdono affatto Madre Teresa, dato che non sono per niente arrabbiato. Perché dovrei perdonarla? È lei che doveva essere arrabbiata. Questo è il motivo per cui voglio iniziare a meditare su queste cose. Si dice che Buddha non perdonò mai nessuno per la semplice ragione che non era mai arrabbiato. Come si può perdonare senza rabbia? È impossibile. Doveva essere arrabbiata. Questo è ciò che io chiamo incoscienza: lei non si rende conto di ciò che sta scrivendo.<ref>''To me Mother Teresa and people like her are hypocrites: saying one thing but doing something else behind a beautiful facade. It is the whole game of politics–the politics of numbers.<br />And she says, 'For the adjectives you add to my name I forgive you with great love.' First of all, love need not forgive because in the first place it is not angered. To forgive somebody first you have to be angry; that is a prerequisite.<br />I don't forgive Mother Teresa at all, because I am not angry at all. Why should I forgive her? She must have been angry. This is why I want you to start meditating on these things. It is said that Buddha never forgave anybody for the simple reason that he was never angry. How can you forgive without anger? It is impossible. She must have been angry. This is what I call unconsciousness: she is not aware of what she is writing.'' (Da ''[http://www.oshoworld.com/biography/innercontent.asp?FileName=biography7/07-67-teresa.txt Osho exposes Mother Teresa]'', ''oshoworld.com'').</ref>
{{Int|''[http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/biagi.htm Intervista di Enzo Biagi]''|''SPOT'', Rai Uno, 28 gennaio 1986}}
*Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di [[concetto|concetti]], coi quali vive poi tutta la vita.
*Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'[[amore e sesso|amore]]. L'amore può contenere in sé il sesso. Il [[amore e sesso|sesso]] non può inglobare in sé l'amore.
*Osserva un [[bambino]] che raccoglie [[conchiglia|conchiglie]] sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti.
==''Con te e senza di te''==
*Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie.
*Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.
*Se non c'è uno [[specchio]], non vuol dire che non hai un volto.
*Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso. È impossibile: qualsiasi cosa accade, accade. Non ti aspetti niente dal futuro, non stai recitando un ruolo. La gente ha imparato a essere fredda, a toccare senza toccare, a guardare senza guardare, a sfiorare senza sfiorare. Si vive di cliché: "Ciao, [[come stai]]?". Nessuno vuole dire niente dicendolo, queste parole servono solo a evitare l'incontro autentico tra due persone. La gente non si guarda negli occhi, non si tiene per mano, non cerca di sentire l'energia dell'altro. Non si permette di scorrere liberamente. Tira avanti in qualche modo, piena di paura, fredda e smorta, dentro una camicia di forza. In latino c'è un detto: "Agere sequitur esse", il fare segue l'essere. Non cercare di cambiare le tue azioni; cerca di scoprire il tuo essere e le azioni cambieranno. L'azione è qualcosa che fai, l'essere è qualcosa che sei. L'azione viene da te, ma è solo un frammento. Se si mettessero insieme tutte le tue azioni, esse rappresenterebbero solo il tuo passato. E il futuro? Il tuo essere contiene il tuo passato, il tuo futuro e il tuo presente: contiene la tua eternità. Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.
==''Il libro dei segreti''==
===''Il libro dei segreti'' (vol. I)===
====[[Incipit]]====
Alcuni punti introduttivi. Primo, il mondo del ''[[Vijñānabhairava Tantra|Vigyana Bhairava Tantra]]'' non è intellettuale, non è filosofico. Per esso la dottrina non ha senso. Si occupa del metodo, della tecnica, per niente dei principi. La parola "[[Tantra|tantra]]" significa tecnica, il metodo, il sentiero, perciò non è filosofico: ricordalo. Non si occupa di problemi e di indagini intellettuali. Non si occupa del "perché" delle cose: si occupa del "come", non di che ''cosa'' sia la verità ma di ''come'' possa essere raggiunta.
====Citazioni====
*Se affronti [[Shiva]] con una domanda e hai una mente chiusa, non ti risponderà subito: prima si dovrà spezzare la tua chiusura, per cui dovrà essere aggressivo, in questo caso devono essere distrutti i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti. Se non ti ripulisci completamente dal passato, nulla ti potrà essere dato. (p. 21)
*Non un solo metodo potrebbe essere aggiunto ai centododici metodi di Shiva, e questo libro, il ''Vigyana Bhairava Tantra'', ha cinquemila anni: nulla vi può essere aggiunto, non c'è alcuna possibilità di aggiungervi qualcosa. È esaustivo, completo. È il più antico, e malgrado ciò, il più recente, il più nuovo. (p. 30)
*Prendi un metodo e giocaci per tre giorni almeno. Se ti darà una particolare sensazione di affinità, di benessere, se ti darà la sensazione particolare che questo fa per te, dovrai diventare serio. (p. 37)
*Lo [[Yoga|yoga]] è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole. (p. 41)
*Per il Tantra Dio e il [[diavolo]] non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. (p. 49)
*L'intera tecnica [[Buddhismo Zen|Zen]] è basata sulla quarta tecnica di Shiva. (p. 88)
*Attenzione implica esclusivamente una cosa. La [[consapevolezza]] è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente. (p. 103)
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la [[morte]]. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver [[tanatofobia|paura della morte]]. (p. 114)
*Questa tecnica<ref>La quinta tecnica.</ref> fu data a [[Pitagora]], che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Pitagora è dunque il padre di tutto il misticismo occidentale. (p. 120)
*Shiva dice di diventare l'amare. Quando sei nell'amplesso, diventa l'amplesso, diventa il bacio. Dimenticati di te stesso così totalmente da poter dire: "Io non esisto più. Esiste solo l'amore". [...] Il Tantra intende proprio questo: la trasformazione dell'amore in meditazione. Ora puoi capire perché il Tantra parla tanto dell'amore e del sesso. Come mai? Perché l'amore è la soglia più naturale e più facile da cui trascendere questo mondo, questa dimensione orizzontale. (p. 188)
*Confucio andò da [[Laozi|Lao Tzu]]. La mente di Lao Tzu è quella di un individuo risvegliato tantricamente. Non conobbe mai la parola "Tantra": la parola è priva di significato per lui. Non conobbe mai nulla del Tantra, ma tutto quello che disse è Tantra. [[Confucio]] è un esempio tipico della nostra mente, è l'esempio tipico per antonomasia. Pensa continuamente in termini di bene e di male, di quel che dovrebbe essere fatto e di quello che non dovrebbe essere fatto. È un legalista, il più grande legalista mai nato. (p. 206)
*Perciò per i [[prete|preti]], per la gente religiosa, per i [[morale|moralisti]], tu sei naturalmente cattivo. La bontà sarà una disciplina imposta dall'esterno. Tu sei un caos e l'ordine deve essere instaurato da loro; saranno loro a portare l'ordine. E hanno fatto del mondo intero un pasticcio, una confusione, un manicomio, perché hanno continuato a fare ordine per secoli e secoli, a disciplinare per secoli e secoli. Hanno insegnato così tanto che coloro cui è stato insegnato sono impazziti.<br />Il Tantra crede nella tua bontà interiore: ricordati questa differenza. Il Tantra dice che ognuno è nato buono, che la bontà è la tua natura. È una condizione di fatto! Sei già buono! (pp. 208-209)
*I [[pericolo|pericoli]] attraggono perché nel pericolo la tua coscienza ordinaria e quotidiana non può funzionare. Il pericolo penetra profondamente. La tua mente non è più necessaria; diventi una nonmente. ''Tu sei!'' Sei consapevole, ma senza che vi sia alcun pensiero. (p. 236)
*Se insisti e non obbedisci alla [[mente]]... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa. (p. 238)
*E nella [[meditazione]] non si permette alla mente neppure di esistere. La meditazione è nonmente. (p. 269)
*Questa è la differenza fondamentale tra il Tantra e i cosiddetti insegnamenti moralistici. Gli insegnanti di morale non potrebbero mai usare il centro sessuale per una trasformazione: hanno paura. E chi ha paura dell'[[sesso|energia sessuale]] troverà veramente molto, molto difficile trasformare se stesso, o se stessa, perché lotta controcorrente, nuotando senza alcuna necessità in senso opposto al fiume. (p. 312)
*Se devi scegliere tra Shiva e Krishnamurti, scegli Shiva. [[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] non ti serve a nulla. Per aiutarti posso dirti perfino questo: Krishnamurti sbaglia completamente. Ed è dannoso. Ricorda: anche questo lo dico per aiutarti, perché se segui le sue parole non raggiungerai il ''samadhi''. Raggiungerai solo una conclusione: che non è necessario alcun metodo. E questo è pericoloso. Per te il metodo è necessario! (p. 370)
*Perciò la [[psicologia]] occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana, la mente può essere malata. (p. 420)
*[[Nāgārjuna|Nagarjuna]] fu uno dei più grandi Maestri che l'India abbia mai prodotto, del calibro del [[Buddha]], [[Mahavira]] e [[Krishna]]. E Nagarjuna era un genio raro. A livello intellettuale non esiste paragone possibile con nessun altro al mondo. Capita raramente un intelletto così acuto e penetrante. (p. 428)
===''I segreti della trasformazione'' (vol. II)===
====[[Incipit]]====
La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista.
====Citazioni====
*Nel ''[[samādhi|samadhi]]'' entri in te stesso totalmente presente e consapevole. E una volta che sei nel centro totalmente sveglio, non sarai mai più lo stesso, saprai chi sei, saprai che i beni e le azioni non sono la tua natura, bensì la tua periferia: null'altro che increspature sulla superficie. (p. 21)
*L'energia è sempre in movimento verso l'esterno o verso l'interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo. (p. 26)
*Le antiche tradizioni, le vecchie religioni, il cristianesimo in particolare, predicano continuamente contro il sesso. Le nuove credenze degli hippy e non solo, vanno nella direzione opposta. Sostengono che il sesso è bene, il sesso è felicità, il sesso è la sola cosa vera al mondo. Entrambe sono interpretazioni. Non considerare il tuo [[desiderio]] secondo qualche insegnamento. Limitati a considerano nella sua purezza, per ciò che è: un fatto. Non interpretarlo. (p. 32)
*[[Vita e morte]] non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. (p. 73)
*Se l'[[amore]] diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore. (p. 90)
*Se tu non sei da nessuna parte, l'amato sarà ovunque. Se tu sei da qualche parte, l'amato non sarà da nessuna parte. (p. 96)
*Da un altro punto di vista, il [[pensiero]] è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. (p. 102)
*Il tantra non condanna il [[anima e corpo|corpo]]. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo [[anima e corpo|animo]] in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)
*Il [[corpo]] è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell'istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (p. 111)
*[[Laozi|Lao Tzu]] ha affermato che ciò che può essere detto non può essere vero e ciò che è vero non può essere detto. Egli rimase in silenzio; per la maggior parte della sua vita non scrisse nulla. (p. 131)
*Osserva gli occhi di un [[bambino]], la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore. (p. 142)
*Fissa dunque il tuo sguardo nel blu del cielo. È un oggetto infinito, senza limiti. Non pensare, non dire: "Che bello!", non fare apprezzamenti. Se cominci a pensare, ti sei bloccato. I tuoi occhi non si muovono più dentro il blu infinito. Muoviti e osserva, non fare altro. Non creare parole: diventerebbero una barriera. Non dire nemmeno "cielo blu". Non verbalizzare. Deve restare solo uno sguardo puro e innocente, perso nel blu del cielo. Quello sguardo non ha fine; continuerai senza sosta a guardare in esso, e all'improvviso diventerai consapevole di te stesso, poiché non esiste alcun oggetto, ma solo un [[Śūnyatā|vuoto]]. Come mai? Perché quando esiste un vuoto, i sensi diventano inutili. (p. 186)
*Nessuno può farti sorgere dei [[dubbio|dubbi]] se questi non si nascondono già dentro di te; gli altri, possono solo aiutarli a venire fuori, non possono crearli. E lo stesso vale per la fede: gli altri possono solo aiutarla a manifestarsi, non a crearla. (p. 200)
*Devi capire che il [[linguaggio]] è una creazione umana; una creazione necessaria, utile, ma i significati delle parole sono una nostra creazione. Se riesci a capirlo, tutto sarà più facile. Se qualcuno insulta il Corano o i Veda, come ti senti? Riesci a riderne o ti arrabbi? Se qualcuno insulta la Gita, oppure Krishna, o Rama, o Cristo, riesci a riderne? Se non riesci a vedere attraverso le parole, se non riesci a vedere che si tratta di semplici parole, se la cosa ti ferisce, ti sarà difficile abbandonarle. (p. 239)
*Sii totalmente muto e sordo, anche solo per pochi istanti. Non potrai andare da nessun'altra parte, se non dentro te stesso; ti accorgerai improvvisamente di stare in te stesso, senza poterti più muovere. Ecco perché il silenzio è stato tanto usato. In esso, tutti i ponti per andare verso l'altro vengono rotti. (p. 246)
*L'animale è il tuo seme. Non lottare contro di esso. Il tantra non lo condanna, lo ama, perché tutto il futuro è nascosto in lui. Conoscilo a fondo, e a quel punto potrai usarlo e dirgli grazie. (p. 259)
*Tu hai sentito dire che Dio ha creato il mondo, ma io ti dico che tu hai il potenziale di creare Dio, e a meno che non lo crei, non sarai mai appagato. Per cui non pensare che Dio sia all'inizio. (p. 261)
*La [[mente]] vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l'amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. (p. 270)
*L'[[Oṃ|AUM]] è il limite del suono, oltre non puoi andare. Per questo l'AUM è stato tanto usato, non solo in India, ma in tutto il mondo. L'"Amen" dei cristiani-musulmani non è altro che l'AUM in altra forma, ma con gli stessi suoni. (p. 281)
*La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)
*Osserva il momento in cui il [[suono]] non è presente, poi chiudi gli occhi. Quindi osserva l'attimo in cui il suono viene creato, il colpo iniziale e accompagnati a esso. Il suono si affievolirà sempre più, diventerà sempre più sottile e alla fine non ci sarà più. A quel punto ricreane un altro; sii consapevole, all'erta. Accompagnati il suono sino alla fine: osserva entrambe le polarità del suono, l'inizio e la fine. (p. 292)
*L'iniziazione ai [[mantra]] significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)
*L'[[Uno (filosofia)|Uno]] si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (p. 325)
*Il [[suono]] deve essere usato come un passaggio verso la sensazione. (p. 330)
*La [[felicità]] non è un risultato: è una conseguenza. Se ti dico che amando sarai felice, la felicità sarà una conseguenza, non un risultato. Se pensi che devi amare, poiché vuoi essere felice, non ne verrà fuori nulla. (p. 354)
*In amore profondo, gli amanti hanno sempre avuto la sensazione che questo fosse il momento giusto per morire. Se la morte arrivasse, sarebbe benvenuta, perché sono aperti anche alla morte. Se sei aperto alla vita, sarai aperto alla morte. Se sei chiuso alla vita, sarai chiuso alla morte. (p. 363)
*Ma lo [[yoga]] attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all'inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su se stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi. (p. 407)
*Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l'animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. (p. 416)
===''I segreti del Tantra'' (vol. III)===
====[[Incipit]]====
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'[[uomo]] non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla [[nevrosi]]. L'uomo nasce naturale, autentico, normale, ma quando il neonato diventa parte della società la nevrosi comincia a manifestarsi.
====Citazioni====
*Resta nel [[presente]]. Godi dell'incontro di due corpi, di due anime; unitevi, fondetevi e dissolvetevi l'uno nell'altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Resta nel momento senza dirigerti altrove, dissolviti. Tepore e amore dovrebbero diventare la situazione in cui due persone si dissolvono l'una nell'altra. Ecco perché, se non c'è amore. (p. 23)
*Il [[sesso]] è solo l'inizio, non la fine. Ma se manchi l'inizio, mancherai anche la fine; non puoi evitare l'inizio, se vuoi raggiungere la fine. (p. 45)
*La [[morale]] è come la magia. Parla in continuazione dell'uomo perfetto, ma non sa cosa sia l'uomo reale. (p. 46)
*E terzo: nel sesso sei naturale per la prima volta. Il falso viene perso; le maschere, le facciate cadono; la società, la cultura e la civiltà non ci sono più. Sei parte della natura, come gli alberi, gli animali e le stelle. Sei all'interno di qualcosa di più grande: il cosmo, il Tao. Galleggi in esso. Non puoi nemmeno nuotare: non esisti più. Galleggi semplicemente, (p. 48)
*Uccidere una [[madre]] è il peccato più grande, e mi chiedo se ti sei mai chiesto il perché. Il motivo è che ognuno avverte un profondo odio verso la propria madre. (p. 78)
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''[[maya]]'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione e ''maya''. Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. (pp. 82-3)
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''[[maya]]''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. (pp. 102-3)
*Quando prendi molto sul serio il mondo, non puoi sapere cosa sia la felicità. La [[felicità]] accade unicamente quando hai messo radici in una visione del mondo secondo la quale tutto non è altro che un gioco. (p. 128)
*Porta tutto alla superficie. Accetta la tua umanità, la tua animalità. Qualunque cosa sia presente, accettala senza condanne. Esiste, siine consapevole. C'è l'[[avidità]]: non provare a farne una non-avidità, non puoi. (p. 136)
*Senza un grande sforzo, è difficile avere la percezione di sé in quanto spazio infinito. Ci si identifica con i limiti. È più facile sentirsi limitati. (p. 144)
*Nei monasteri Zen i monaci siedono per anni, tutto il giorno. Penserai che stiano meditando. No! Stanno semplicemente seduti, in silenzio. (p. 160)
*Il divino non è solo in te, ricorda: è in tutti gli animali. E non solo negli animali: è in ogni albero e nelle rocce. Il divino è il centro fondamentale di ogni cosa. Puoi perderlo solo diventando falso, e puoi ottenerlo solo tornando a essere autentico. (p. 163)
*Prova, innanzitutto, a comprendere che cos'è un'onda, e poi potrai capire in che modo tale consapevolezza delle onde può aiutarti a entrare in meditazione. (p. 170)
*Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo. (p. 178)
*Le [[donna|donne]] sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. (p. 184)
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti. A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. [[Vita e morte]] sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. (p. 197)
*La [[vita]] è un [[paradossi dai film|paradosso]]. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un'altra volta. (p. 219)
*Sei già ciò che va raggiunto. Per quanto riguarda l'essenza, non bisogna conseguire nulla di nuovo. Devi solo scoprire, svelare, schiudere quella che è già la realtà. (p. 219)
*Il ''[[saṃsāra|samsara]]'' e il nirvana, il mondo e lo stato liberato di consapevolezza, non sono due cose, ma solo due atteggiamenti, due scelte. Puoi scegliere entrambi. A causa di una certa attitudine mentale puoi essere nel mondo, ma lo stesso mondo si trasforma nel nirvana, nell'estasi assoluta, semplicemente cambiando attitudine. (p. 219)
*La [[morte]] è improvvisa, e così il ''samadhi''. Anche l'esplosione spirituale è subitanea! È come la morte. È più simile alla morte che alla vita: è improvvisa; può avvenire in qualsiasi momento. (p. 225)
*Azioni molto semplici come uno [[starnuto]] possono essere usate come stratagemmi, perché, per quanto semplici appaiano, sono molto complesse, e il meccanismo interiore è qualcosa di molto delicato (p. 226)
*Se definisci [[santi|santo]] un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore. (p. 237)
*Non lottare contro l'[[immoralità]]. Prova semplicemente a trasformare il tuo sonno. (p. 251)
*Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la [[consapevolezza]]. (p. 251)
*Osserva le persone [[castità|caste]]: la loro mente diventa totalmente sessuale. Fanno sogni sessuali, ingaggiano una battaglia contro il sesso. Hanno sempre qualche fantasia al riguardo, sono ossessionate. (p. 261)
*Lo [[fare|sforzo]] è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l'arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.<br/>Questa consapevolezza passiva è la chiave, ma non farti confondere dal linguaggio. Comincia con lo sforzo. Tieni a mente che lo devi abbandonare, e abbandonalo. Anche abbandonarlo sarà uno sforzo, ma arriverà un momento in cui ogni cosa se ne sarà andata. A quel punto sei, senza fare nulla: semplicemente presente, puro essere. Questo "essere" e il ''samadhi'', la consapevolezza cosmica, e tutto ciò che vale la pena conoscere, vale la pena avere, vale la pena essere ti accade in quello stato. (p. 266)
*La [[conoscere se stessi|conoscenza di sé]] è un processo negativo. Non puoi conoscerti direttamente; puoi solo eliminare progressivamente gli oggetti di conoscenza; continua a eliminarli. (p. 285)
*Nessuna [[rivoluzione]] è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. (p. 289)
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo. (p. 296)
*I [[cristianesimo|cristiani]] hanno interpretato Gesù in modo sbagliato: secondo loro Dio è buono, amorevole. Non è questo il significato. Gesù dice che Dio è amore. Semplicemente uguaglia Dio e l'amore. Puoi dire "amore" o "Dio": significano la stessa cosa. [[Dio]] non ama: è l'amore stesso. Se riesci ad amare, sei entrato nel divino. (p. 300)
*Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)
*Quando [[tatto (senso)|tocchi]] qualcuno, limitati a toccare; non dire che la pelle è liscia e bellissima. In quel caso stai mancando: ti sei spostato nei sogni. Qualunque cosa sia la pelle, è qui e ora. Toccala e lascia che ti sia rivelata. Quando vedi un bel viso, lascia entrare quel volto. Non interpretarlo, non dire nulla. Non mettere in mezzo la tua vecchia mente. (p. 323)
*L'[[uomo]] vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. (p. 330)
*Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; [[Paradiso e inferno|il paradiso e l'inferno]], la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. (p. 336)
*Qualsiasi [[desiderio]] è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. (p. 345)
*Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. (p. 361)
*La [[colonna vertebrale]] ha due estremità. L'inizio è il centro sessuale, la fine il ''sahasrara'', il settimo centro in cima alla testa. L'inizio della spina dorsale è collegato alla Terra, e il sesso rappresenta la cosa più terrena in te. Dal primo centro della tua spina dorsale sei in contatto con la natura, con quella che il Shankya ha definito ''prakriti'', la Terra, il materiale. Dall'ultimo centro, o secondo polo, il ''sahasrara'', situato nella testa, sei in contatto con il divino. Questi sono i due poli della tua esistenza. (p. 375)
*Qui sono descritte le tecniche affinché questo avvenga, affinché l'energia possa muoversi verticalmente ed elevarsi dentro di te, raggiungendo nuovi centri; affinché nuove energie ti siano rivelate, rendendoti una persona nuova a ogni movimento. E nell'istante in cui la tua energia si sprigiona dal ''sahasrara'', il polo opposto al sesso, non sei più un uomo. A quel punto non appartieni a questa Terra; sei diventato divino. (p. 376)
*Chiudi gli occhi e immaginati come se fossi luce. Non è semplicemente immaginazione. All'inizio lo è, ma si tratta anche di una realtà, perché ogni cosa è fatta di luce. (p. 378)
*Esistono due tipi di [[orgasmo]]: quello sessuale e quello spirituale. L'orgasmo sessuale viene dal centro inferiore, quello spirituale dal centro superiore. Dal punto più elevato incontri ciò che è più elevato, dal punto più in basso ciò che sta più in basso. Puoi fare questo esercizio anche mentre sei concretamente impegnato nell'atto sessuale: entrambi i partner possono farlo. Muovi l'energia verso l'alto, e l'atto sessuale diventa una ''sadhana'' tantrica, si trasforma in meditazione. (p. 383)
*Se hai preso droghe come l'[[LSD]] o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. (p. 387)
*Quando dico che la consapevolezza non può essere raggiunta dalla mente, voglio dire che non puoi raggiungerla pensandoci su. Puoi continuare a pensarci all'infinito, ma ti muoverai in un circolo. La devi praticare, la devi "fare". (p. 412)
===''I segreti della gioia'' (vol. IV)===
====[[Incipit]]====
Quando guardo nei tuoi occhi, non ti vedo presente; è come se fossi assente. Vivi distrattamente, immemore: questa è l'origine di ogni sofferenza. Puoi essere vivo senza essere affatto presente, ma in quel caso la tua esistenza diventerà noiosa; ed è ciò che è successo. Pertanto, quando guardo nei tuoi occhi, non ti trovo; devi ancora venire alla luce, devi ancora essere. C'è una possibilità, un'occasione favorevole, ma tu ancora non sei.
====Citazioni====
*La [[psicologia]] occidentale si è accorta solo di recente della dimensione onirica. In realtà, solo con Freud i sogni sono diventati importanti. Ma presso gli hindu questa è una delle idee più antiche: non puoi conoscere davvero una persona se non sai cosa sta facendo nei suoi sogni. (p. 34)
*L'[[oscurità]] è la madre, l'utero: sdraiati e immagina di trovarti dentro l'utero di tua madre. Diventerà qualcosa di reale, di caldo, e prima o poi comincerai a sentire che l'oscurità, l'utero, ti sta avvolgendo da ogni lato. Tu sei in esso. (p. 78)
*[[Meditazione]] vuol dire creare uno zero interiore in cui tutti i limiti e le divisioni scompaiono. Questo ti dona l'occhio autentico, il terzo occhio, il ''darshan''. Adesso possiedi i veri occhi per vedere. Per questi occhi autentici la realtà è limpida, aperta e rivelata. E quando la realtà è rivelata, non esistono problemi. (p. 100)
*E, per me, quando stai lavorando sul mondo esteriore, devi avere una mentalità scientifica, quando stai lavorando su te stesso, devi avere una mentalità religiosa. Non creare conflitti: non sono necessari. Non portare la scienza nel mondo interiore né la religione in quello esteriore. (p. 106)
*Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? Per averne paura, lo devi almeno conoscere. Quindi, in realtà, non hai paura della [[morte]]. La paura riguarda qualcos'altro. Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte. (p. 126)
*Pensaci per un momento: se la [[vita]] fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. (p. 134)
*La [[paura]] crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. (p. 145)
*L'[[ego]] è irreale, perché tu non sei isolato: sei tutt'uno con la realtà. Esisti come sua parte organica, non puoi esserne separato. Se ne fossi separato, non potresti vivere nemmeno per un istante. A ogni respiro sei collegato con il cosmo, a ogni istante vai avanti e indietro, incontri il reale e torni indietro. (p. 167)
*Sviluppa la tua sensibilità. Quando tocchi, ascolti, mangi o fai un bagno, permetti ai tuoi sensi di essere aperti. E non pensare: senti. (p. 174)
*Se senti la presenza dei pensieri, il loro affollamento, puoi avvertire anche questo: che i pensieri non sono tuoi. Quella calca è arrivata fino a te, ti si è radunata intorno, ma non ti appartiene. (p. 175)
*La [[spiritualità]] è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (p. 207)
*Non è il [[corpo]] a porsi come una barriera tra te e la realtà, ma il tuo attaccamento a esso. Una volta che saprai che l'attaccamento non esiste, per te il corpo non ci sarà più. Piuttosto, l'esistenza intera si trasformerà nel tuo corpo, quest'ultimo diventerà parte dell'esistenza totale, non sarà più qualcosa di separato. (p. 216)
*Se sei confinato in un luogo, sarai infelice, perché tu sei sempre più vasto dello spazio in cui ti limiti. (p. 219)
*Il primo sutra serve a mettere da parte il corpo; il secondo, la mente, il corpo interiore. Nemmeno la morte può separarvi: solo la meditazione è in grado di farlo. Ecco perché la meditazione è una grande morte, una chirurgia più profonda della morte stessa. Per questo fa tanta paura. La gente parla sempre di meditazione, ma non la pratica mai. Parla, scrive e discute su di essa, ma non la fa mai. La meditazione suscita una paura profonda, la paura della morte. (p. 226)
*E l'uomo ha completamente smarrito il silenzio. Anche quando non stai facendo nulla, non sei in silenzio, la mente continua a fare una cosa o l'altra. A causa di questo incessante chiacchiericcio interiore, non ti relazioni ad alcunché. Non sei connesso nemmeno con le persone che ami, perché questo chiacchiericcio è sempre presente. (p. 230)
*Dopo la crocifissione di [[Gesù]], l'umanità non è entrata nel regno di Dio. Se lui ha sofferto per noi, se la sua crocifissione è stata l'espiazione della nostra colpa e dei nostri peccati, allora Gesù è un fallimento, perché la colpa, i peccati e la sofferenza continuano. In tal caso, la sua sofferenza è stata inutile, perché la crocifissione non ha avuto successo. Il cristianesimo, semplicemente, presta fede a un mito. (p. 250)
*[[Dio]] non esiste, ma sarà presente quando arriverai alla fine. Non è qualcosa che esiste già, è un'evoluzione, la tua stessa evoluzione. Quando raggiungi un punto in cui sei totalmente conscio, Dio esiste. Ma non discutere, anziché sprecare energia in discussioni, usala per trasformare te stesso. (p. 253)
*Il Tantra afferma che non puoi raggiungere l'uno lottando nella dualità, non puoi giungere a un punto non-duale scegliendo uno dei due poli. Non sarà la scelta a condurti all'uno, ma l'osservazione priva di scelta: una testimonianza [[imparzialità|imparziale]]. (p. 263)
*Io vedo te, poi qualcun altro, e così all'infinito. Dalla nascita alla morte non faccio altro che vedere oggetti. Ma colui che vede, che osserva questo processo, viene dimenticato, smarrito nella folla. La folla è costituita di oggetti e il soggetto va perduto. (p. 266)
*E non porre limiti a questa percezione, sentila in modo illimitato. Non crearle un confine intorno: non ce ne sono. Essa non finisce mai. Il mondo non comincia e non finisce da nessuna parte, l'esistenza non ha [[inizio e fine|inizio né fine]]. Anche tu non hai inizio né fine. (pp. 280-281)
*Se riesci a percepire in te stesso un punto che è sia il conoscitore sia il conosciuto, hai trasceso l'oggetto e il soggetto, la materia e la mente, l'esteriore e l'interiore. Sei arrivato a un punto in cui il conoscitore e il conosciuto sono una cosa sola: non esiste divisione. (p. 318)
*Il tempo esiste per chi deve raggiungere una meta. Ricorda: il tempo può esistere solo quando devi arrivare da qualche parte. Se non devi raggiungere nulla, il tempo che senso ha? Non c'è fretta. (p. 337)
*La vita è [[contraddizione|contraddittoria]] in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere [[coerenza|coerenti]]. (p. 338)
*L'unica cosa presente nelle profondità del tuo essere è il tuo sé testimone, la tua consapevolezza: essa resta uguale, mentre tutto il resto cambia. E se ti aggrappi a un oggetto del mondo dei mutamenti, soffrirai. Non puoi farci nulla. Stai cercando l'impossibile, ecco perché soffri. So che non l'hai scelto, ma non è questo il punto. Se soffri, hai scelto indirettamente di soffrire. (p. 392)
===''I segreti del risveglio'' (vol. V)===
====[[Incipit]]====
La vita non è un problema, ma un mistero. Per la scienza la vita è un problema, ma per la religione è un mistero. Un problema può essere risolto, un mistero no: può essere vissuto, ma non risolto. La [[religione]] non offre soluzioni né risposte. La [[scienza]] offre risposte, la religione non ne ha alcuna.
====Citazioni====
*La [[materia]] – l'esistenza materiale, il mondo – e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo stesso fenomeno osservato da due diversi centri dell'essere. (p. 32)
*Un [[poeta]] è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. (p. 34)
*Concentrati sui [[seno|seni]], diventa una cosa sola con essi e dimentica il resto del corpo. Sposta tutta la tua consapevolezza sui seni, e ti accadranno molte cose. Se riesci a farlo, se riesci a concentrarti totalmente sui seni, tutto il corpo perderà peso e una sensazione di profonda dolcezza ti avvolgerà. Pulserà intorno, dentro, sopra e sotto di te. (p. 88)
*Tutte le religioni nascono in un clima festoso... E quando la festa scompare, sappi che la religione è morta. Ogni volta che nasce una nuova religione, tutte quelle antiche vi si oppongono, perché di nuovo la festa farà la sua comparsa. (p. 105)
*La [[solitudine]] diventa lo specchio. La società è l'inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine. (p. 123)
*La [[madre]] è fondamentale, il [[padre]] è un frutto della società, e può essere accantonato. Dipende dall'istituzione, dal modo di pensare della società. Viceversa la madre non può essere scartata. Per cui, le religioni che concepiscono Dio come una madre in realtà sono più profonde: quando entri in Dio Madre e diventi una cosa sola con lei, sei entrato nell'utero eterno. Non soffrirai più; non sarai più espulso. (p. 163)
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre. (p. 177)
*Purtroppo, non appena ti [[matrimonio|sposi]], sei morto; la relazione non è viva. A quel punto, è diventata una legge, non una relazione; è un fenomeno legale, non una cosa viva. (p. 184)
*Il matrimonio è definibile, l'amore indefinibile. In questo modo, sei entrato nel mondo delle definizioni. (p. 184)
*La paura della [[cambiamento|trasformazione]] è come la paura della morte. È una morte; perché il vecchio scomparirà e il nuovo verrà alla luce. Tu non ci sarai più, darai origine a qualcosa che ignori totalmente; se non sei pronto a morire, il tuo interesse per la meditazione è falso, perché solo chi è pronto a morire rinascerà. Il nuovo non può essere un proseguimento del vecchio. (p. 217)
*Per una persona illuminata, le cose si trovano all'esterno e non ci sono ponti tra lei e le cose. Il ponte si è rotto. L'illuminato procede da solo. Vive da solo. Segue se stesso. Nient'altro può possederlo; ecco perché abbiamo chiamato questa realizzazione ''moksha'', libertà totale, ''mukti''. Egli è totalmente libero. (p. 225)
*In [[Occidente]] si fanno molte ricerche sul fenomeno del sesso, perché le persone sono sempre meno capaci di orgasmi profondi; fanno sesso, ma senza estasi. È diventato qualcosa di noioso, tutti si sentono solo frustrati e indeboliti. È una routine. Non sanno cosa stanno facendo. Il senso dell'[[sesso|attività sessuale]] è un'estasi profonda attraverso l'orgasmo; se non accade, è inutile, futile e anche dannoso. Molte scuole di psicologia lavorano sulla domanda: "Cos'è successo all'uomo? Perché non raggiunge l'orgasmo tramite il sesso? Perché c'è tanta insoddisfazione? ". (p. 260)
*Il ''[[samādhi|samadhi]]'', lo scopo supremo dello Yoga e del Tantra, è un orgasmo profondo con l'universo stesso, con l'esistenza stessa. Il guru sta solo cercando di aiutarti, di portarti al punto in cui puoi almeno abbandonare l'ego. (p. 261)
*In una delle sue lettere, [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: Shiva è il dio che danza. (p. 270)
*Ricorda una cosa fondamentale: se non elimini gli schemi mentali, se non ti de-strutturi, se non annulli il tuo condizionamento e ti de-condizioni, non conoscerai la realtà, ma solo interpretazioni. Quelle interpretazioni sono frutto della tua mente. (p. 278)
*Quando sorge il [[desiderio]], proprio all'inizio, al primo bagliore, al primo accenno che un desiderio sta nascendo, osservalo con la tua consapevolezza totale, con la totalità del tuo essere. Non fare nulla. Non occorre altro: in presenza della totalità dell'essere l'osservazione è così vivida che il seme viene incenerito, senza alcuna lotta, né conflitto o antagonismo. (p. 282)
*Se chiedi agli hindu cosa pensano di Gesù, si metteranno a ridere. La follia si replica ovunque, e la realtà è che ognuno di noi è il figlio unigenito di Dio, lo siamo tutti indistintamente! Non è possibile altrimenti: voi venite dalla stessa sorgente, che tu sia Gesù, Krishna, A, B o C, un qualcuno o un nessuno. E ogni ''io'', ogni consapevolezza, si relaziona immediatamente al divino. Gesù stava dando semplicemente una tecnica. Fu frainteso. (p. 289)
*La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso. (p. 293)
*[[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] attrae, perché consiglia di abbandonare tutti i sistemi. Se riesci ad abbandonare ogni sistema, non sarai più confuso, ma dipende da te. Può succedere – come succede quasi sempre – che accanto a questo nuovo sistema basato sulla demolizione di ogni sistema, restino anche tutti i vecchi sistemi. Ragion per cui si è aggiunto un elemento di confusione in più. (p. 312)
*Le ''[[Upaniṣad|Upanishad]]'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. (p. 333)
*Tu ''[[essere|sei]]'' soltanto quando smetti di pensare. Non appena smetti di pensare, l'interiorità accade; se non pensi, va tutto bene. È come se una guida interiore fosse all'opera. (p. 335)
*Ogni volta che qualcosa arriva dall'inconscio freudiano, ti sentirai disturbato, a disagio, irrequieto; ogni volta che qualcosa arriva dalla guida, ti sentirai così felice, sereno, rilassato, a casa, da non riuscire neppure a immaginarlo: avvertirai con estrema naturalezza che questo è [[inconscio]] autentico. (p. 357)
*La dimensione del [[gioco]] va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco. (p. 382)
==''La dottrina suprema''==
===[[Incipit]]===
Non so dove iniziare o dove finire perché la vita stessa non ha principio e non ha fine. Come queste colline che vi circondano, o le nuvole che vagano sopra di voi, o come il cielo, anche voi siete senza principio e senza fine. Nulla inizia mai, né finisce. E ciò che può avere un inizio o una fine sarà inevitabilmente artificiale. La natura permane sempre, è imperitura. Esiste sempre.
===Citazioni===
*Quando voi non siete, il Divino si manifesta. Quando voi siete, il Divino è assente.
*Quando dentro di te non esistono più parole, quando ogni schema verbale scompare definitivamente, quando l'intelletto non funziona più, quando la mente non è affatto presente per ricordare, allora accade: allora esperimenti.<br />E quando la mente riappare, quando la memoria riprende a funzionare, quando l'intelletto si impadronisce di nuovo del tuo essere, l'esperienza è già tramontata.
==''La mente che mente''==
*Mangiare carne è sensibilità, se sei stato allevato in una casa in cui nessuno ha mai pensato al {{sic|[[vegetarianismo|vegetarianesimo]]}}; se anche se ne è parlato, lo si è fatto per deridere i vegetariani: "Quegli sciocchi che pensano, diventando vegetariani, di essere diventati religiosi!". Se invece sei nato in una casa di vegetariani, in una famiglia vegetariana, vedrai chi mangia carne come un mostro: "Non sono affatto persone, sono intoccabili, non sono esseri umani, sono animali!" (p. 220)
*Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro ... godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (p. 233)
==''La vita è gioco''==
*Un [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] può diventare ottimista; un [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] può diventare pessimista. Un pessimista non è altro che un pessimista a testa in giù, e viceversa.
*Il pessimista continua a cercare il lato oscuro delle cose, negando quello più luminoso; accetta solo una mezza verità. L'ottimista nega il lato oscuro delle cose, accettandone solo quello luminoso; anche lui è nel vero solo a metà.
*Se il pessimista ha torto, l'ottimista non ha ragione; né l'uno né l'altro sono pronti ad accettare la verità così com'è. Entrambi scelgono.
*L'[[amore e morte|amore]] è la vera [[amore e morte|morte]], perché l'ego si dissolve completamente.
==Citazioni su Osho Rajneesh==
*Abbiamo gli pseudoguru di tradizione indiana o simile Rajneesh (Bahgwan Shree, detto Osho), il Guru della psicologia può costituire un esempio significativamente negativo. ([[Josef Sudbrack]])
*Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. ([[Christopher Hitchens]])
*Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello – affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava – che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. ([[Christopher Hitchens]])
==Bibliografia==
*Osho Rajneesh, ''Con te e senza di te'', traduzione di D. Petrini e S. A. Videha, Oscar Mondadori, Milano, 2005. ISBN 8804551739
*Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''La dottrina suprema'' (''The Supreme Doctrine''), traduzione di Swami Anand Videha, Bompiani, 1998.
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=xQstB3lt83kC La mente che mente]'', traduzione di S. A. Videha, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-81908-2
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=GH7gosrTqwQC La vita è gioco: La risposta consapevole alla legge dell'abbondanza]'', DeAgostini. ISBN 8841877243
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Rajneesh, Osho}}
[[Categoria:Filosofi indiani]]
[[Categoria:Mistici indiani]]
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Golda Meir
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/* Citazioni su Golda Meir */
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[[File:Golda Meir2.jpg|thumb|Golda Meir nel 1973]]
'''Golda Meir''', pseudonimo di '''Golda Mabovitz Meyrson''' (1898 – 1978), politico israeliano.
==Citazioni di Golda Meir==
*Ero tornata qui a fare il ministro del Lavoro. Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref>
*Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref>
*Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref>
*Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969)
*Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969).
*A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.)
{{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}}
*Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne.
*{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora.
*Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente.
{{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}}
*Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti.
*Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima.
*I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero.
*Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri.
*Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute.
{{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}}
*Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971)
*In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo.
*La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più.
*Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta.
*Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece...
*Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat?
*[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile!
*Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata.
*Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince?
*I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle alture del Golan per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine.
*Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero?
*Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.
*Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?
*Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque.
*In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese.
*Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore.
*Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi.
*Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no.
*La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione...
*Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale.
*Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora.
*La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi.
*L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei.
*L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok?
*A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata.
*Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione.
*Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza.
===Attribuite===
*O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref>
==Citazioni su Golda Meir==
*A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]])
*Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]])
*Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]])
*La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. ([[Ilan Pappé]])
*Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]])
*Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[Munich]]''
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici israeliani]]
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Abraham Yehoshua
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[[File:Abraham Jehoshua.jpg|thumb|Abraham Yehoshua]]
'''Abraham "Boolie" Yehoshua''' (1936 – 2022), scrittore israeliano.
==Citazioni di Abraham Yehoshua==
*Ah, voi Gentili! Non romanzate troppo sull'[[ebraismo]]! Avete preso questo ebreo che andava oltre i confini con l'intelletto, ne avete fatto un simbolo! Ma noi abbiamo pagato un prezzo altissimo a questo. E allora dateci la soddisfazione di vivere dentro questi confini territoriali! (citato da Francesco Battistini, ''Corriere della sera'', 26 novembre 2008, pag. 42)
*Come infatti Bruxelles, e in una certa misura anche Strasburgo, rappresentano il cuore dell'identità europea, così la [[Sicilia]] potrebbe essere il luogo adatto a forgiare e a valorizzare un'identità mediterranea per i popoli che ne abitano le sponde. Né io né altri dobbiamo dimostrare quanto l'identità mediterranea sia radicata in Sicilia. Civiltà diverse – ellenica, romana, cristiana, araba ed ebraica – vi hanno lasciato profonde tracce storiche e culturali. Il bacino del Mar Mediterraneo costituisce un'unità geografica, climatica, archeologica e storica e la Sicilia è stata la culla di grandi e ricche civiltà quali quella occidentale e cristiana della moderna Europa, quella musulmana e quella ebraica.<ref>Dall'articolo ''[http://www.lastampa.it/2017/07/21/cultura/opinioni/editoriali/pu-nascere-in-sicilia-la-comunit-del-mediterraneo-tS5Ql9qepdbTb4TH2crvhO/pagina.html Può nascere in Sicilia la comunità del Mediterraneo]'', ''La Stampa.it'', 21 luglio 2017.</ref>
*{{NDR|Su ''La metamorfosi'', di [[Franz Kafka]]}} Con la maschera della sollecitudine per i propri cari, con la risoluta decisione che il fallimento del padre non può intaccare il processo di riabilitazione della vita familiare, Gregor finisce (consapevolmente o meno) per asservire a sé la famiglia. In effetti, malgrado sia un agente di commercio, Gregor non pare minimamente interessato al mondo esterno, e sono proprio i suoi frequenti viaggi a esprimere il profondo legame libidico che intrattiene con la famiglia. Il suo vero interesse emotivo è rivolto esclusivamente verso la casa.<ref>Dall'articolo ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/luglio/06/Kafka_suo_doppio_co_9_070706092.shtml Kafka e il suo doppio]'', ''Corriere della Sera'', 6 luglio 2007.</ref>
*Da ragazzo si era innamorato tante volte, ma tutti quei suoi amori erano sempre stati segreti e confusi, in fondo si obbligava semplicemente ad innamorarsi per non restare un figlio unico troppo esposto all'opprimente amore della madre. (da ''Cinque stagioni'', Einaudi, Torino, traduzione di Gaio Scaloni, p. 210)
*E Linka ha continuato a ridere attraverso le foreste della Germania e tra i caseggiati rossicci di Monaco di Baviera — dove, verso sera, il treno ci ha rigurgitati perché potessimo sgranchirci le gambe in attesa che finissero di fare il pieno di carbone, e purificassero l'aria viziata dai nostri vapori. Così abbiamo camminato tutti insieme per le vie e le piazze di quella città che non ha eguale, e Linka pareva che non toccasse più terra coi piedi ma volasse [...]. (da ''Il signor Mani'', traduzione di Gaio Sciloni, Einaudi, Torino, 1994. ISBN 8806174248)
*È affascinante la rapidità, la leggerezza con cui s'è abbandonato il concetto di [[frontiera]], e quindi d'identità e di responsabilità. La letteratura ha partecipato a questa rottura: smettendo l'impegno, qualsiasi tensione morale. Per paura d'essere antiquata. (citato da Francesco Battistini, ''Corriere della sera'', 26 novembre 2008, p. 42)
*Il nostro cosmopolitismo, sì, ha dato frutti sul piano della conoscenza, dell'intelletto. Ma il prezzo esistenziale è stato terribile. (citato da Francesco Battistini, ''Corriere della sera'', 26 novembre 2008, p. 42)
*La [[frontiera]] è responsabile della politica, morale, economia. La tv, la letteratura, l'arte, l'economia, i reality che confondono vita e finzione, tutto oggi è globale, senza confini. (citato da Francesco Battistini, ''Corriere della sera'', 26 novembre 2008, p. 42)
*La Sicilia contiene le memorie dei romani, dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei. La Sicilia è vicina anche geograficamente al nord Africa. La Sicilia può essere la Bruxelles del Mediterraneo.<ref name=padova>Citato in Andrea Scutellà, ''[http://mattinopadova.gelocal.it/italia-mondo/2015/04/20/news/abraham-yehoshua-la-sicilia-deve-diventare-la-capitale-del-mediterraneo-1.11272410?id=2.4123&fsp=2.4112 Abraham Yehoshua: "La Sicilia deve diventare la capitale del Mediterraneo"]'', ''MattinoPadova.it'', 20 aprile 2015.</ref>
*Nessuno caccerà più i [[Insediamenti israeliani|coloni]] israeliani, cambiamo il paradigma se non vogliamo diventare una società di apartheid.<ref>Dall'intervista di Antonello Guerrera, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2017/12/05/news/yehoshua_l_idea_di_trump_un_altro_ostacolo_alla_pace_-183173572/ Yehoshua: "L'idea di Trump, un altro ostacolo alla pace"]'', ''repubblica.it'', 5 dicembre 2017.</ref>
*Penso che l'Italia debba prendere un'iniziativa audace: creare l'identità mediterranea e il mercato comune mediterraneo. Naturalmente siete all'interno del mercato europeo. Ma ci sono anche Gran Bretagna, Francia, Germania, altri paesi forti. Dovete avere una vostra missione, dovete dire: noi siamo il centro del Mediterraneo.<ref name=padova/>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Cinque stagioni''===
La moglie di Molcho morì alle quattro del mattino, e con tutto se stesso Molcho si sforzò di individuare il momento preciso di quella morte così da inciderlo dentro di sé, perché lui voleva ricordare. Per settimane, perfino per mesi, dopo, quando ripensava a lei, gli pareva di essere davvero riuscito a fondere il momento del suo trapasso (se lo si poteva chiamar così: trapasso? Molcho era incerto) in una realtà chiara, piena di vitalità, non solo pensiero e sentimento, ma anche luci e voci, come il colore purpureo della stufetta, o quello verde e fosforescente delle cifre dell'orologio elettronico, o il fascio di luce gialla che fluiva dalla porta del bagno e creava grandi ombre nel corridoio, e forse anche la luce del cielo, una luce rosea o eburnea emanata dalla fitta tenebra.
===''Il responsabile delle risorse umane''===
Nonostante il responsabile delle risorse umane non si fosse cercato questa missione, adesso, nella luce soffusa e radiosa del mattino, ne capiva il significato sorprendente. E quando, accanto al falò ormai moribondo, gli era stata tradotta – e aveva compreso – la richiesta incredibile della vecchia in abito da monaca, aveva provato un fremito di gioia e la Gerusalemme tormentata e ferita da cui era partito una settimana prima gli era riapparsa in tutto il suo splendore: quello dei giorni dell'infanzia.
===''Il signor Mani''===
– Ma anche se è vero che sono sparita, mamma, sono sparita solo per poco, che ragione avevi di preoccuparti tanto... <br />
– Ma io sí che ho telefonato, mamma. Ho telefonato eccome, mercoledì sera, da Gerusalemme...<br />
– Certo, mercoledì ero ancora a Gerusalemme, anche ieri...<br />
– Anche ieri, mamma, sì, e anche oggi, ma avevo lasciato un messaggio...<br />
– Com'è che non l'hai avuto?<br />
– Oh, Dio santo, mamma, non dirmi che il mio messaggio è andato perso un'altra volta!<br />
– Che ne so... a chi mi ha risposto al telefono...<br />
– Uno dei ragazzi tedeschi venuti a lavorare qui...
===''L'amante''===
... e noi nell'ultima guerra abbiamo perso un amante. Avevamo un amante, e da quando è cominciata la guerra non lo si trova più, è sparito. Lui e la vecchia "Morris" di sua nonna. Da allora sono passati già più di sei mesi, e di lui non abbiamo saputo più nulla. Noi diciamo sempre: questo è un paese piccolo, una specie di grande famiglia, se uno ci si mette può scoprire legami persino tra le persone più lontane – e invece, come se si fosse spalancato un abisso, una persona è scomparsa senza lasciare traccia, e tutte le ricerche sono state inutili. Se fossi sicuro che è rimasto ucciso, rinuncerei. Che diritto abbiamo noi di ostinarci per un amante ucciso, quando c'è gente che ha perso tutto quello che aveva di più caro – figli, padri e mariti?
===''La scena perduta''===
Solamente al loro arrivo, a mezzanotte, nella gigantesca piazza lastricata, severa e spoglia di qualsiasi ornamento, statua o fontana che sia, a eccezione di pesanti catene di ferro che ne delimitano i lati, il regista sente che l'ansia della sua compagna si va dissipando. E mentre due inservienti dai capelli grigi si affrettano verso di loro lungo le scale dell'ex ospedale dei pellegrini trasformato nell'hotel Parador l'attrice, unitasi al viaggio perché lui gliel'ha chiesto, lo guarda con gratitudine.
===''La sposa liberata''===
Se avesse previsto che anche quella sera, sulla collina dei matrimoni del villaggio, avvolto dal profumo dell'antico fico che stava accanto al tavolo come uno degli ospiti, sarebbe stato preso dall'angoscia per il fallimento e l'occasione perduta, forse si sarebbe mostrato più pronto e deciso a sfuggire a Samaher. La petulante e ambiziosa studentessa del master, infatti, non contenta di un invito scritto e a voce, ha provveduto a organizzare un minibus speciale. Poi ha insistito con il nuovo capo del dipartimento perché tutti i docenti partecipassero alle sue nozze: non solo come gesto di omaggio verso di lei, ma verso tutti gli studenti arabi senza i quali, sosteneva sfacciatamente, il dipartimento di Lingua e letteratura araba non avrebbe goduto di alcuno status particolare all'interno dell'università.
===''Ritorno dall'India''===
Ora la ferita era pronta per la sutura. L'anestesista si tolse impaziente la mascherina, e come se non gli bastasse più il grande respiratore con le sue cifre lampeggianti in continua mutazione, si alzò, prese con delicatezza la mano inerte per sentire il polso e poi sorrise con simpatia verso la donna nuda e dormiente, e mi strizzò l'occhio. Io feci finta di nulla: stavo fissando il professor Hishin per cercare di capire se aveva intenzione di ricucire da solo o avrebbe lasciato finire uno di noi. Tremai pensando che mi mettessero da parte ancora una volta per affidare il lavoro al mio rivale, l'altro medico che si stava specializzando.
===''Un divorzio tardivo''===
Il nonno ho pensato è arrivato per davvero fuori piove non è un sogno me lo ricordo bene mi hanno svegliato per davvero perché me l'avevano promesso di svegliarmi subito quando arrivava dall'aeroplano anche se io dormivo per questo avevo ubbidito ad andare a dormire e non aspettarlo alzato. Dapprincipio sì ho sentito discutevano lì al buio perché papà non voleva accendere la luce ma la mamma ha detto gliel'ho promesso e papà ha detto e allora? Avrà abbastanza tempo per vederlo ma la mamma si è impuntata solo per un momento papà vieni a vederlo sono già tre giorni che ti aspetta non la smette un istante di chiedere di te. Che poi non era vero per nulla.
===''Viaggio alla fine del millennio''===
Nel secondo quarto della notte Ben-Atar, svegliato da una carezza, immagina in cuor suo che anche nel sonno la Prima Moglie non dimentichi di ringraziarlo del piacere donatole. Nell'oscurità che dolcemente lo avvolge accosta alla bocca la mano che lo accarezza per imprimervi ancora un bacio. Ma la ruvidezza della pelle e il calore irradiato verso le sue labbra lo rendono immediatamente consapevole dell'errore e con disgusto respinge la mano dello schiavo nero che, percependo la repulsione del padrone, scompare. E così com'è, nudo e pieno di sonno, Ben-Atar è di nuovo colto dall'apprensione per il viaggio.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Abraham Yehoshua, ''Cinque stagioni'', traduzione di Gaio Scaloni, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''Il responsabile delle risorse umane'', traduzione di Alessandra Shomroni, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''Il signor Mani'', traduzione di Gaio Scaloni, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''L'amante'', traduzione di Arno Baehr, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''La scena perduta'', traduzione di Alessandra Shomroni, Einaudi, 2011. ISBN 9788806203313
*Abraham Yehoshua, ''La sposa liberata'', traduzione di Alessandra Shomroni, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''Ritorno dall'India'', traduzione di Alesandro Guetta e Elena Loewenthal, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''Un divorzio tardivo'', traduzione di Gaio Sciloni, Einaudi.
*Abraham Yehoshua, ''Viaggio alla fine del millennio'', traduzione di Alessandra Shomroni, Einaudi.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori israeliani]]
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Vestito
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[[File:Clothes.jpg|thumb|L'evoluzione dell'abbigliamento e della moda nella storia]]
Citazioni sull''''abito''', il '''vestito''' e l''''abbigliamento'''.
==Citazioni==
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'abbigliamento!» esclamò Balin. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» ([[Thomas Malory]])
*Alcuni servono per coprire il nostro corpo, altri per rivelare la nostra natura. (''[[Dark Crystal: La resistenza]]'')
*Avevo una ragazza che diceva sempre che il vestito fa la [[donna]] e io le rispondevo: «No, Baby. È la donna che fa il vestito». (''[[Entrapment]]'')
*Avvolti dagli abiti, noi siamo i figli della società, [[Nudità|nudi]], ritorniamo ad essere i figli della natura. ([[Remo Cantoni]])
*Ben può un tale mutarsi di abiti, ma non per questo riuscirà a ingannare gli altri sul proprio essere, perché, a questo riguardo, è come se si mostrasse interamente nudo. ([[Mateo Alemán]])
*Bisognerebbe comprare i vestiti per come ti fanno sentire, non per come ti fanno apparire. ([[Rei Kawakubo]])
*Ci sono vestiti che stanno bene solo a donne belle, altri che stanno bene solo a donne con il carattere bello. ([[Fabio Volo]])
*Dico: guardatevi da tutte le imprese che richiedono abiti nuovi, invece che nuovi «indossatori». Se non c'è l'uomo nuovo, come si potranno fare abiti che gli si adattino? Se dovete intraprendere qualche cosa di nuovo, fatelo nei vostri abiti vecchi. ([[Henry David Thoreau]])
*Diffida di ogni impresa che richieda abiti nuovi. ([[Edward Morgan Forster]])
*E perché darvi tanta pena per il vestito? Considerate come crescono i gigli del campo; essi non lavorano e non filano. Tuttavia vi dico che neppur [[Salomone]], con tutto il suo splendore, fu mai vestito come uno di essi. Se dunque Dio riveste così l'erba del campo, che oggi è e domani vien buttata nel forno, quanto a maggior ragione vestirà voi, o uomini di poca fede? ([[Gesù]], ''[[Discorso della Montagna]]'')
*I vestiti di un uomo, quando sono appoggiati su una sedia di notte, non fanno parte di lui, ma quando li indossa sembrano esserlo, come una specie di cibo che lo riscalda e lo lo nutre, e la cui perdita può ucciderlo di freddo. ([[Samuel Butler]])
*I vestiti sono come la famiglia: bisogna viverci dentro un po' prima di sentirceli bene. (''[[Il profumo del mosto selvatico]]'')
*Il modo di vestirsi è una preoccupazione sciocca. Ma è molto sciocco per un uomo non esser ben vestito. ([[Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield]])
*Il pudore inventò il vestito per maggiormente godere la nudità. ([[Carlo Dossi]])
*L'abbigliamento influisce a tal punto sullo spirito umano che vi sono malati che si sentono assai meglio quando si vedono con l'abito nuovo e la parrucca incipriata: ce n'è di quelli che ingannano così la gente e sé stessi con una tenuta inappuntabile; – un bel mattino muoiono , ben pettinati, e la cosa sorprende tutti. ([[Xavier de Maistre]])
*La [[Donna]] non pone tanto studio nel vestirsi se non perché l'uomo viemeglio desideri di vederla spogliata. ([[Francesco Algarotti]])
*La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo da donna; perché chi fa queste cose è in abominazione presso Dio. (''[[Deuteronomio]]'')
*La struttura di un vestito o di una giacca si ottiene rispettando una certa architettura, non c'è alcun miracolo. (''[[Emanuel Ungaro]]'')
*Nella foggia dei nostri abiti la stessa cosa che ci è piaciuta dieci anni fa, e che forse ci piacerà di nuovo prima che ne passino altri dieci, ci sembra oggi stravagante e ridicola. ([[Cartesio]])
*Ogni vestito è pietoso e grottesco, quando non è indosso all'uomo. ([[Henry David Thoreau]])
*Per una donna scegliere dei vestiti è un po' come mettersi alla ricerca di se stessa. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*{{NDR|Interrogato sul perché non portasse lo stesso abbigliamento degli altri uomini}} Perché la terra che mi nutre provvede pure a vestirmi, e non voglio vessare i poveri animali. ([[Apollonio di Tiana]])
*Provate a domandare a un'esperta civetta, intenzionata a conquistare qualcuno, se preferisca rischiare di essere accusata, in presenza di quello che vuole sedurre, di falsità, crudeltà o anche dissolutezza, o di mostrarsi in un brutto abito mal cucito: tutte preferiranno la prima evenienza. Sanno bene che tutti noi mentiamo parlando degli elevati sentimenti, che tutti gli uomini hanno solo bisogno del corpo, e perciò perdoneranno ogni schifezza, ma non un abito malfatto, inadeguato e di cattivo gusto. ([[Lev Tolstoj]])
*Quando ti metti addosso dei vestiti, ti metti subito addosso un personaggio. I vestiti sono aggettivi, sono indicatori. Quando non hai vestiti addosso, sei solo tu, nuda e cruda, e non puoi nasconderti. ([[Padma Lakshmi]])
*Quelli per cui il vestito è la parte più importante della persona finiscono in generale per valere tanto quanto il loro vestito. ([[William Hazlitt]])
*Sei l'unica donna che io conosca che sotto i vestiti dà l'impressione di indossare altri vestiti! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*Un vestito deve funzionare anche 5 anni dopo che è stato presentato. ([[Alberta Ferretti]])
*Un vestito non è chic se la gente si volta a guardarlo. Deve passare inosservato e soltanto dopo tre volte che è stato visto, colpire. La prima dovranno pensare "è carino", la seconda "è veramente carino", la terza "che meraviglia! ([[Fernanda Gattinoni]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Al povero sta bene ogni veste.
*Belle vesti, grande [[invidia]].
*Ben tagliato e mal cucito non stanno bene insieme.
*Caldo di panni, non fece mai danni.
*Chi non può far pompa, faccia foggia.
*Chi porta il domenicale, o è ricco o sta male.
*Chi porta il fiore, sente d'[[amore]].
*Chi veste di mal panno, si riveste due volte l'anno.
*Chi vuol giudicare un bel visino, lo guardi nel verde e nel turchino.
*Chi vuol vedere il [[diavolo]] vero, metta insieme il rosso e il nero.
*Guasta la figura di Dio chi troppo s'adorna.
*I vestiti il primo anno si portano per amore, il secondo per forza.
*Il bel vestire son tre enne: nero, nuovo, netto.
*Il mantello copre il brutto e il bello.
*L'abito non fa il monaco.
*La veste rifà il villano.
*L'ultimo vestito ce lo fanno senza tasche. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*Mangia a modo tuo e vesti a mo' degli altri.
*Né guanto, né berretta, né calzetta, non fu mai stretta.
*Scarpe e cappello, fan l'uomo bello.
*Sopra [[Dio]] non c'è signore, sopra il nero non c'è colore.
*Sul collo grinzoso piange la perla.
*Tre cose sono belle a questo mondo: prete parato, cavaliere armato, donna ornata.
*Un fiore costa un soldo, ma non sta bene in petto a tutti.
*Veste di lana, tiene la pelle sana.
*Veste sfarzosa, donna ambiziosa.
*Vesti un ciocco, pare un fiocco.
*Vesti un zuccone e pare un barone.
*Vesti una colonna, pare una bella donna.
*Vesti una fascina, la pare una regina.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Moda]]
*[[Modello (professione)|Modello]]
*[[Sfilata di moda]]
*[[Stilista]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Abbigliamento]]
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Fabio Cannavaro
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[[File:Fabio Cannavaro - 2024 (cropped).jpg|thumb|Fabio Cannavaro nel 2024]]
'''Fabio Cannavaro''' (1973 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fabio Cannavaro==
{{cronologico}}
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], riguardo a un suo possibile trasferimento alla Juventus nel 2004}} Non penso, adesso sto all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], mi trovo bene. E poi fin quando non farò una stagione come dico io dall'Inter non vado via.<ref>Da un'intervista al GRR, Radio Rai, 28 maggio 2004; video [https://www.youtube.com/watch?v=T4W0sP3rcao disponibile] su ''youtube.com'' a 4 min 12 sec.</ref>
*{{NDR|Su [[Ciro Ferrara]]}} Gli ho fatto anche da raccattapalle! Io ricordo che, di solito, lo facevo per [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma Ciro non è d'accordo: "No guarda che Maradona i palloni fuori non li buttava – mi ricorda spesso – Tu il raccattapalle lo facevi per me".<ref>Dall'intervista di Giulio Sala, ''Lo scudetto dello stakanovista'', ''Hurrà Juventus'' nº 7 (198), luglio 2005, pp. 40-45.</ref>
*{{NDR|Dalle dichiarazioni rilasciate dopo la morte del tifoso Gabriele Sandri}} Se uno ha la fortuna come me di giocare in un'altra nazione, si rende conto che non diamo un'immagine bella del nostro Paese e del calcio. Abbiamo potenzialità enormi e non le sfruttiamo. A Madrid tutto è quasi perfetto: hanno uno stadio di proprietà, vengono famiglie, bambini, c'è una piccola parte di ultrà e sono controllati. Io sono fiero di essere italiano, ma quando all'estero vedo certe cose su tg e giornali... Leggevo oggi su un giornale che i campioni possono andarsene. Vero. Se uno deve scegliere dove giocare, non sceglie l'Italia anche per la violenza.<ref>Citato in Massimo Cecchini, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2007/novembre/14/Cannavaro_ammette_colpa_nostra_Troppa_ga_10_071114061.shtml Cannavaro ammette: «La colpa è nostra, troppa confidenza a certi personaggi»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 14 novembre 2007.</ref>
*Non credo che il mio infortunio abbia condizionato, [[Roberto Donadoni|Donadoni]] ha fatto un buon lavoro e a parte l'approccio sbagliato con l'Olanda abbiamo mostrato buone cose uscendo solo ai rigori contro quella Spagna che poi sarebbe diventata campione e oggi ci precede in classifica.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160304224208/http://www.americaoggi.info/node/7140 Cannavaro riceve la coppa del Mondo da Blatter]'', ''americaoggi.info'', 4 settembre 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[José Mourinho]]}} È un fenomeno. Attira tutta l'attenzione su di sé lasciando la squadra tranquilla. E siccome le cose gli scivolano addosso tutto funziona per il meglio. A me piace tantissimo e penso faccia un gran bene al nostro calcio.<ref name="Ricci">Dall'intervista di Filippo Maria Ricci, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/23/Cannavaro_DEL_PIERO_STELLA_DEL_ga_10_081223011.shtml Cannavaro: «Del Piero stella del 2008, il 2009 sarà l'anno di Ibra»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 dicembre 2008.</ref>
*{{NDR|«A chi assegna l'Oscar del 2008?»}} Senza dubbio ad [[Alessandro Del Piero]]. Uno che ha dimostrato che a 34 anni si può ancora fare tanto. Col lavoro, l'umiltà e il sacrificio si sta togliendo grandi soddisfazioni, e se lo merita.<ref name="Ricci"/>
*A scanso di equivoci, voglio dire che all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] sono stato benissimo, anche se i risultati sperati non sono arrivati. Ci tengo a dire che [[Giacinto Facchetti]] è stato un uomo straordinario. Nel periodo dell'Under 21 mi ha insegnato tantissimo e porterò sempre con me i suoi insegnamenti. Ammesso che abbia commesso errori, la sua persona non deve essere attaccata.<ref>Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in Alberto Casavecchia, ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=52127 Cannavaro ricorda Facchetti: "Un uomo straordinario"]'', ''fcinternews.it'', 10 luglio 2011.</ref>
*Napoli-Parma è un po' la mia partita. Sono le prime due squadre nelle quali ho giocato da professionista, mi hanno segnato in serie A. A Napoli ero giovane, una promessa, mentre a Parma c'è stata la mia consacrazione. Lì abbiamo vinto con una squadra fortissima, soprattutto coppe. Un grande gruppo che viveva senza la pressione delle grandi squadre. Parma mi ha permesso di crescere ad altissimo livello.<ref>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[http://archive.is/baqFZ Napoli-Parma è la partita di Fabio Cannavaro: "Le mie lacrime, quelle di Ferrara. Ma ora gli azzurri sono davanti alla Juve..."]'', ''tuttonapoli.net'', 11 settembre 2012.</ref>
*Quelle di [[Matías Almeyda|Almeyda]] sono considerazioni personali. Potrebbe aver detto queste cose per fare lo scoop, o per pubblicizzare il suo libro. Io, come ho detto sempre, di flebo ne ho fatte due o tre e non certo per migliorare le prestazioni.<ref>Da un'intervista a Radio Manà Manà Sport; citato in Chiara Biondini, ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=392679 F. Cannavaro: "Quelle di Almeyda sono considerazioni personali"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 18 ottobre 2012.</ref>
*In giro ci sta tanta gente k ten a cap p spartr e recchie.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Per la mia generazione è stato quello che Maradona o [[Pelè]] erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre.<ref>Dall'intervista di [[Walter Veltroni]], ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2016/02/13-8431418/veltroni_intervista_cannavaro_scudetto_al_napoli_buffon_vale_maradona/ Veltroni intervista Cannavaro: «Scudetto al Napoli. Buffon vale Maradona»]'', ''corrieredellosport.it'', 13 febbraio 2016.</ref>
*La tattica non dev'essere esasperata, guai se in campo ti accorgi che stai diventando un burattino che deve assolvere a una serie di compiti. Quel che è necessario è possedere una buona organizzazione di base, poi bisogna che ci sia la possibilità di esprimere l'[[istinto]] del giocatore. Se hai un allenatore che t'insegna dei movimenti ma tu non riesci a leggere prima degli altri la giocata o non ti posizioni bene con il corpo c'è poco da fare, rischia di essere tutto inutile quel bagaglio di nozioni teoriche che hai appreso.<ref>Da un'intervista a ''Hurrà Juventus'', anni 2000; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/news/2020/black-wihte-stories--in-difesa----della-tattica-.php Black&Wihte Stories: in difesa... della tattica!]'', ''juventus.com'', 27 aprile 2020.</ref>
*Con gli attaccanti vendi i biglietti e coi difensori vinci i campionati. Il calcio è cambiato, ma dobbiamo capire che ci sono due fasi: possesso e non possesso, quando non hai la palla devi correre con tutti i giocatori.<ref>Dall'intervista al termine di Frosinone – Udinese, 26 maggio 2024; citato in ''[https://www.udinese.it/news/squadra/frosinone-udinese-cannavaro-sapevo-che-avremmo-fatto-una-bella-partita Frosinone-Udinese, Cannavaro: "Sapevo che avremmo fatto una bella partita"]'', ''udinese.it'', 27 maggio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/09_gennaio_06/cannavaro_gomorra_immagine_italia_749a5fa2-dbed-11dd-8581-00144f02aabc.shtml Cannavaro: «Gomorra? Nuoce all'Italia»]''|Da un'intervista a ''Chi''; citato in ''corriere.it'', 6 gennaio 2009.}}
*Per il cinema italiano spero che ''[[Gomorra (film)|Gomorra]]'' vinca l'Oscar. Ma non penso che gioverà all'immagine dell'Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative.
*{{NDR|Sul [[matrimonio tra persone dello stesso sesso]]}} Mmmh, su quello, forse, sono più italiano...
*{{NDR|Su Zlatan Ibrahimović}} Per ora, se vuole vedere il Pallone d'oro, deve venire a vederlo a casa mia, che l'ho vinto nel 2006! Quando giocavamo alla Juve, mi diceva: "Hai vinto lo scudetto a 30 anni grazie a me, prima non avevi vinto nulla". Poi, dopo che ci siamo divisi, lui è andato all'Inter e io al Real, ho vinto un Mondiale, un Pallone d'oro, e due scudetti: l'ho massacrato!
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20200922210508/https://napoli.ilriformista.it/intervista-a-fabio-cannavaro-servono-spazi-per-far-giocare-i-bambini-di-napoli-743/ Intervista a Fabio Cannavaro: "Servono spazi per far giocare i bambini di Napoli"]''|Antonio Lamorte, ''napoli.ilriformista.it'', 13 gennaio 2020.}}
*Mi manca l'Italia ma soprattutto Napoli. Qui sono nati i miei figli e qui tornerò a vivere un giorno. Anche se ho notato che è sempre più raro vedere bambini che giocano per strada. {{NDR|«Perché?»}} I genitori hanno paura. Bisogna puntare sulle infrastrutture. Io ho cominciato sul campo dell'Italsider, a Bagnoli, che oggi è chiuso; al centro Paradiso, chiuso pure quello; al Campo degli Aranci, stessa storia. I posti dove ho iniziato non esistono più. È un peccato. I giovani hanno bisogno di spazi dove giocare a basket, a calcetto, a tennis.
*Tutti i {{NDR|calciatori}} napoletani hanno avuto problemi con il pubblico {{NDR|napoletano}}. Da loro ci si aspetta sempre qualcosa in più. Penso a mio fratello Paolo, a Ferrara, a me stesso. Ad Antonio Iuliano, una bandiera che in pochi ricordano.
*{{NDR|«L'Italia del calcio era celebrata per la difesa. Pensa che l'influenza dei modelli stranieri abbia frenato la nascita di grandi difensori?»}} Non saremo mai come gli spagnoli o gli olandesi. Prima di Sacchi eravamo quelli del catenaccio e dopo abbiamo mantenuto quella solida organizzazione difensiva che ci ha dato grandi soddisfazioni. Oggi, giustamente, si guarda più all'aspetto offensivo: la gente vuole spettacolo. E quindi si cercano di più i difensori bravi nella fase tecnica. Come sempre ci vuole un equilibrio.
*{{NDR|«Pensa che il calcio di oggi sia sufficientemente spettacolare o cambierebbe qualche regola?»}} Si sono ridotti sempre di più i contatti. Tante regole tutelano determinati tipi di giocatori invece che altri. È difficile però migliorare la velocità attuale. Mi piace anche che i portieri partecipino di più al gioco.
===Citazioni non datate===
*In [[Italia]] il bambino ha soltanto il [[Calcio (sport)|calcio]], non sognerà mai qualcosa di diverso da uno stadio pieno e un pallone tra i piedi. Chiamiamo le cose con il loro nome: questa è dittatura.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai Editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref>
==Citazioni su Fabio Cannavaro==
*Il fatto che proprio a Cannavaro sia toccato l'onore di alzare al cielo questa coppa del mondo {{NDR|2006}} aumenta la mia [[felicità]]. ([[Giorgio Napolitano]])
*Ora mi piace un sacco anche Cannavaro. Lo conoscete? Ditegli che sono un suo grande fan. È alto poco più di me, ma salta come un cestista. E in difesa è insuperabile. Il Real è perfetto per lui. ([[Spike Lee]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cannavaro, Fabio}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
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Slavoj Žižek
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[[File:Slavoj Žižek 2015.jpg|miniatura|Slavoj Žižek nel 2015]]
'''Slavoj Žižek''' (1949 – vivente), filosofo e psicoanalista sloveno.
==Citazioni di Slavoj Žižek==
*Adesso arriva l'industria farmaceutica americana che, con farmaci come lo Zoloft e il [[Prozac]], ci propina autostima a flaconi.<ref>Da ''L'uomo del futuro'', ''Internazionale'', n. 494, 27 giugno 2003, p. 31.</ref>
*Anziché dire "Dio è amore" dovremmo dire "l'[[amore]] è divino".<ref>Da ''Papa contro Dalai Lama'', ''Internazionale'', n. 517, 5 dicembre 2003, p. 50.</ref>
*Ciò che troviamo nei [[Veda]] è una brutale cosmologia basata sull'uccidere e sul mangiare [...]. Tuttavia, attorno al sesto e quinto secolo a.C., accade qualcosa di nuovo: una radicale «rivalutazione di tutti i valori» sotto forma di una forte reazione universalista contro questa cosmica catena alimentare; il rifiuto ascetico di tutta questa macchina infernale di vita che si riproduce attraverso il sacrificio e il mangiare. Il ciclo della catena alimentare viene ora percepito come un ciclo di eterna sofferenza, e il solo modo per raggiungere la pace è di sottrarsi a esso. (Rispetto al cibo, questo comporta ovviamente il [[vegetarianismo|vegetarianesimo]]: il non mangiare animali morti).<ref>Da ''Vivere alla fine dei tempi'', cap. I.</ref>
*Contro la concezione orientale dell'Assoluto come Vuoto-Sostanza-Fondamento, nascosto sotto i fragili e sfuggenti fenomeni della realtà quotidiana, dovremmo contrapporre la concezione che è la nostra realtà quotidiana quella fissa, inerte, stupidamente presente e che è l'Assoluto quello fragile, perituro e sempre sfuggente. Per dirla diversamente, che cos'è l'Assoluto? Qualcosa che troviamo nelle fugaci esperienze, come il sorriso di una bella donna o persino il sorriso di una persona che fino a poco tempo fa ci era sembrata bruta e repellente. È in questi miracolosi, ma estremamente fragili momenti che viene alla luce, attraverso la nostra realtà, un'altra dimensione. L'Assoluto come tale può facilmente disgregarsi, può troppo facilmente sfuggirci tra le mani, dobbiamo maneggiarlo con cautela, come una fragile farfalla.<ref>Da ''Il fragile assoluto'': "Krhki absolut: enajst tez o krščanstvu in marksizmu danes. Med psihoanalizo in religijo", Analecta, Lubiana, 2000, p. 132.</ref>
*È ora di insegnare alle superpotenze un po' di buone maniere.<ref>Da ''La legge dei forti'', ''Internazionale'', n. 758, 22 agosto 2008, p. 57.</ref>
*I [[diritti umani]] in ultima analisi sono semplicemente il diritto di violare i dieci comandamenti.<ref>Da ''Io sono stupido e cattivo'', ''Internazionale'', n. 1090, 20 febbraio 2015, p. 92.</ref>
*Il modo di liberarci dei nostri [[padrone|padroni]] non sta nel far diventare il genere umano stesso il padrone collettivo della natura, ma nel riconoscere l'impostura nella nozione stessa di padrone.<ref>Da ''Vivere alla fine dei tempi'', p. 342.</ref>
*Il nome «[[Patricia Highsmith]]» indica per me un territorio sacro, colei il cui posto tra gli scrittori è paragonabile al posto che [[Spinoza]] occupa per Deleuze (il «Cristo tra i filosofi»). Chi parla di lei deve fare attenzione, perché cammina sui miei sogni.<ref>Da ''Distanza di sicurezza'', traduzione di Marina Impallomeni e Daniele Francesconi, Manifestolibri, Roma, 2005.</ref>
*Il vero trionfo non è la vittoria sul nemico, è quando lo stesso nemico comincia a usare il tuo linguaggio e le tue idee costituiscono la base dell'agire comune.<ref>Da ''Serve una Thatcher per la sinistra'', ''Internazionale'', n. 997, 25 aprile 2013, p. 31.</ref>
*{{NDR|Occorre}} inventare nuove forme di pratica [[politica]] contenenti una dimensione di universalità al di là del capitale.<ref>Da ''Il Grande Altro'', p. 109.</ref>
*[...] il vostro [[Silvio Berlusconi]], spesso giudicato come un guitto o un personaggio da operetta, è invece un leader politico da studiare con attenzione, perché cerca di coniugare democrazia liberale e populismo.<br>Silvio Berlusconi sta tuttavia accelerando una tendenza presente in {{sic|tutto}} i sistemi politici democratici. Il suo operato punta infatti a modificare l'equilibrio dei poteri – legislativo, esecutivo, giudiziario – a vantaggio dell'esecutivo, in maniera tale che {{sic|sia}} l'esecutivo sussuma sia il potere legislativo che quello giudiziario, ma senza cancellare i diritti civili e politici. Le elezioni sono considerate solo un sondaggio sull'operato dell'esecutivo. Se Berlusconi le perde, invoca allora la sovranità popolare da lui rappresentata. La forma politica che propone è sì una miscela tra democrazia e populismo, sebbene la sua idea di democrazia sia una democrazia postcostituzionale che fa dell'invenzione del popolo il suo tratto distintivo. Tutto ciò rende l'Italia, più che un paese anomalo, un inquietante laboratorio politico dove viene sviluppata una democrazia postcostituzionale. Da questo punto di vista, in Italia si sta costruendo il futuro dei sistemi politici occidentali...<ref>Dall'intervista di Benedetto Vecchi, ''il manifesto'', 13 aprile 2010; riportata su ''[https://web.archive.org/web/20100418152748/http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-ragioni-ritrovate-del-pensiero-critico-intervista-a-slavoj-zizek/ Le ragioni ritrovate del pensiero critico. Intervista a Slavoj Zizek]'', ''MicroMega'', ''Repubblica.it''.</ref>
*L'[[ambientalismo]] oggi è uno dei principali campi di battaglia ideologici.<ref>Da ''Le lezioni dell'apocalisse'', ''Internazionale'', n. 1191, 10 febbraio 2017, p. 92.</ref>
*L'[[amore]], soprattutto quello cristiano, non è assolutamente saggio.<ref>Da ''Compagno Dio'', ''Internazionale'', n. 847, 21 maggio 2010, p. 90.</ref>
*L'impero cattivo non è là fuori; emerge dal modo stesso in cui noi buoni combattiamo contro l'impero cattivo, contro il nemico là fuori.<ref>Da ''Capitalismo stellare'', ''Internazionale'', n. 591, 20 maggio 2005, p. 74.</ref>
*{{NDR|Sulle [[proteste per la morte di Mahsa Amini]]}} L’Iran non fa parte dell’Occidente sviluppato, quindi Zan, Zendegi, Azadi (Donna, Vita, Libertà) è molto diverso dal #MeToo nei paesi occidentali: mobilizza milioni di donne comuni, ed è direttamente collegato alla lotta di tutti, uomini compresi[…]. Gli uomini che partecipano a Zan, Zendegi, Azadi sanno bene che la lotta per i diritti delle donne è anche la lotta per la propria libertà: l’oppressione delle donne non è un caso speciale, è il momento in cui l’oppressione che permea l’intera società è più visibile.<ref>Citato in [https://formiche.net/2022/10/iran-giovani-donne-ayatollah/ ''In Iran le giovani donne hanno vinto la paura della morte. Gli Ayatollah tremano''], ''Formiche.net'', 27 ottobre 2022.</ref>
*La cosa da fare è bombardare chi è al potere con richieste finite, strategicamente selezionate e precise.<ref>Da ''Il superego di sinistra'', ''Internazionale'', n. 723, 14 dicembre 2007, p. 61.</ref>
*La profonda identificazione che "tiene insieme" i membri della comunità non è tanto l'identificazione con la [[legge]] che domina il corso quotidiano, "normale" della sua vita, quanto l'identificazione alla forma comune, specifica della trasgressione della Legge (in termini psicanalitici, con la forma di godimento caratteristica della comunità).<ref>Da ''Il Grande Altro'', p. 92.</ref>
*La [[Sogno e realtà|realtà]] è per chi non riesce a sostenere il [[Sogno e realtà|sogno]].<ref>Da ''Freud è vivo'', ''Internazionale'', n. 648, 30 giugno 2006, p. 53.</ref>
*[...] nella tanto celebrata libera circolazione promossa dal capitalismo globale, le cose (i beni) circolano liberamente mentre le persone subiscono sempre più controlli. Questo nuovo [[razzismo]] dei paesi sviluppati è in un certo senso più brutale del vecchio. La sua implicita legittimazione non è naturalistica (la superiorità "naturale" dell'occidente sviluppato) né culturalista (anche noi occidentali vogliamo preservare la nostra identità culturale), ma nasce da un impassibile egoismo economico: la divisione fondamentale è quella tra chi partecipa al (relativo) benessere economico e chi ne è escluso.<ref>Da ''Salviamo l'Europa'', ''Internazionale'' (originale in ''The Drawbridge''), 23 febbraio 2007, p. 51.</ref>
*Noi non siamo sognatori, siamo il risveglio da un sogno che si sta trasformando in incubo.<ref>Da ''Non siamo sognatori'', ''Internazionale'', n. 919, 14 ottobre 2011, p. 30.</ref>
*Noi non turbiamo l'equilibrio della [[natura]], ne facciamo semplicemente parte.<ref>Da ''La lezione del vulcano islandese'', ''Internazionale'', n. 844, 30 aprile 2010, p. 90.</ref>
*Non abbiamo niente contro l'altro a patto che la sua presenza non sia intrusiva, che l'altro non sia veramente altro.<ref>Da ''Gli ultimi uomini'', ''Internazionale'', n. 686, 30 marzo 2007, p. 58.</ref>
*Ogni [[realtà]], per quanto perfetta, prima o poi ci delude.<ref>Da ''Il marxismo hollywoodiano degli avatar'', ''Internazionale'', n. 836, 5 marzo 2010, p. 90.</ref>
*Per tenere alto il morale dell’opinione pubblica bisogna [[bugia|mentire]].<ref>Da ''Assange a Gotham City'', ''Internazionale'', n. 882, 28 gennaio 2011, p. 82.</ref>
*Un [[regime]] in crisi è come il gatto dei cartoni animati: per farlo cadere basta dirgli di guardare giù.<ref>Da ''L’Iran riscopre lo spirito del 1979'', ''Internazionale'', n. 801, 26 giugno 2009, p. 18.</ref>
*Viviamo nei giorni della prosopopea [[ideologia|ideologica]]: i mercati parlano come se fossero persone.<ref>Da ''L’ultima possibilità'', ''Internazionale'', n. 953, 15 giugno 2012, p. 38.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/opinione/slavoj-zizek/2021/01/09/grande-tradimento-donald-trump Il più grande tradimento di Donald Trump]''|Sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]], traduzione di Bruno Tortorella, ''Internazionale.it'', 9 gennaio 2021.}}
*La commedia che si è svolta a Washington il 6 gennaio 2021 non è forse la prova definitiva – se mai ce n'è bisogno – del fatto che Assange non dovrebbe essere estradato negli Stati Uniti? Sarebbe come estradare in Cina i dissidenti fuggiti da Hong Kong.
*Le vere vittime di Trump sono i suoi sostenitori, che prendono sul serio le sue chiacchiere contro le élite liberali e le grandi banche. È il traditore della sua stessa causa populista.
*Trump ha incolpato i suoi oppositori delle violenze e ha elogiato i suoi sostenitori. [...] E quando la folla ha cominciato a disperdersi, Trump ha pubblicato un tweet in difesa del comportamento dei suoi sostenitori che hanno preso d'assalto e vandalizzato il campidoglio. [...] Giovedì 7 gennaio Trump ha tenuto un altro breve discorso in cui, contraddicendo quanto detto prima, ha condannato senza ambiguità l'attacco al campidoglio come una minaccia alla legalità e ha promesso di collaborare alla transizione pacifica del potere. Probabilmente l'ha detto per paura del suo destino personale, e questo ha solo confermato che era ed è un membro dell'establishment, non un eroe della destra ma un codardo. Non c'è da stupirsi se le masse dei suoi fan lo stanno già descrivendo come un "traditore", parte della "palude" di Washington che aveva promesso di bonificare.
*Speriamo quindi che quanto accaduto il 6 gennaio a Washington fermi almeno l'oscenità degli Stati Uniti che mandano osservatori in altri paesi quando ci sono delle elezioni per giudicarne la correttezza. Adesso sono le elezioni americane ad aver bisogno di osservatori stranieri. Gli Stati Uniti sono un "paese canaglia" non solo da quando Trump è diventato presidente: la (quasi) guerra civile in corso mostra una spaccatura che c'è sempre stata.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2021/05/06/news/slavoj_zizek_io_ribelle_voglio_solo_normalita_-299736948/?ref=RHBT-VS-I273288661-P5-S6-T1 Slavoj Zizek: “Io, ribelle voglio solo normalità”]''|Intervista di Raffaella De Santis, ''Repubblica.it'', 6 maggio 2021.}}
*Credo che la normalità come la conoscevamo non tornerà, che dovremo reinventarne una nuova. Sono i danni psichici che mi preoccupano, qui nelle strade c'è più violenza, le cliniche psichiatriche sono piene, aumentano i suicidi dei giovani. Le vecchie abitudini stanno saltando, per questo sto diventando un po' conservatore. Abbiamo bisogno di regole.
*Sono stanco di chat, video conferenze, telefonate. Paradossalmente la pandemia mi ha fatto prendere coscienza che a mancarmi è la solitudine.
*Penso che la felicità sia da idioti. Le persone che dormono bene sono idiote. Ma come fanno? Io mi sveglio spesso nel mezzo della notte e prendo appunti se mi viene un'idea, tanto che non riesco ad addormentarmi senza un pezzo di carta vicino al letto.
*Donald Trump ha volgarizzato la vita di tutti i giorni. Non è affatto un conservatore, è paradossalmente un postmoderno: rompe le regole, dice bugie, usa l'ironia a sproposito. È un volgare rivoluzionario. La sinistra invece dovrebbe diventare la voce di una maggioranza "morale".
*{{NDR|Su [[Bernie Sanders]]}} Lui sì che è un rappresentante autentico della sinistra.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2022/04/22/news/intervista_al_filosofo_sloveno_zizek_perche_il_pacifismo_stavolta_non_e_unopzione-346469876/ Intervista al filosofo sloveno Žižek. Perché il pacifismo stavolta non è un’opzione]''|Intervista di Enrico Franceschini, ''Repubblica.it'', 22 aprile 2022.}}
*"Noi siamo i difensori dell'Europa", dice [[Volodymyr Zelens'kyj|Zelensky]]. Io avrei detto: "Noi ucraini lottiamo per la libertà della Russia". Perché se l’Ucraina vince, forse potremo liberarci di Putin, altrimenti la sua dittatura ne uscirà rafforzata.
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Il pacifismo non è un’opzione in questo conflitto. L’unico modo per resistere a Putin è con la forza. Gli invasori dicono sempre di volere la pace, perché è il modo per sovrastare le vittime. Anche Hitler diceva di volere la pace nella Francia occupata dai nazisti.
*Beninteso, non sono contrario alla globalizzazione in quanto tale, ma i mega miliardari come [[Jeff Bezos]] sono dei monopolisti che controllano tutto, troppo. C’è qualcosa di poco democratico in questo.
*{{NDR|«Che lezioni ci ha dato la pandemia?»}} Davanti a un problema che minacciava tutto il Pianeta, la gente ha riscoperto l’importanza dello stato e delle strutture internazionali. L’iniziativa privata è bella, ma senza lo Stato non porta vantaggi per tutti. La pandemia ce lo ha rammentato. Lo stesso dovrebbe valere per la lotta al cambiamento climatico.
*Il pessimismo è il modo migliore per mantenere un pizzico di ottimismo. Se sei ottimista e le cose vanno male, perdi ogni fiducia nel futuro. Se sei pessimista e qualcosa va bene, ti resta un barlume di speranza.
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/magazine/slavoj-zizek/2022/08/25/l-ucraina-non-dev-essere-la-colonia-di-nessuno L’Ucraina non dev’essere la colonia di nessuno]''|Traduzione di Federico Ferrone, ''Internazionale.it'', 25 agosto 2022.}}
*Tutti sanno che Volodymyr Zelenskyj, prima di diventarlo davvero, ha interpretato il ruolo del presidente ucraino in una popolare serie televisiva, ''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]''. Questo fatto ha suscitato commenti ironici e ha permesso a molti commentatori di non prenderlo sul serio (come se avere per presidente un ex agente del Kgb fosse più normale).
*La sovranità "basata sulla propria identità, sulle proprie tradizioni e sui propri valori" [...] significa tollerare quello che sta succedendo in Corea del Nord o in Afghanistan. La vera solidarietà di sinistra si fonda sugli antagonismi in ogni "distinta identità", sulla costruzione di una rete di legami tra le lotte per l’emancipazione in ogni paese: in Afghanistan dovremmo quindi concentrarci sulla condizione delle donne che subiscono le conseguenze della presunta "identità distinta" del paese.
*Quando gli esponenti della sinistra attuale criticano il sostegno occidentale all’Ucraina, ripetono il luogo comune secondo cui la guerra in corso si trascina perché serve a dare impulso al complesso militare e industriale dell’occidente. Un pregiudizio stupido che potrebbe essere applicato anche alla seconda guerra mondiale: quel conflitto non diede forse un grande impulso all’industria militare statunitense, visto che solo dopo la sua fine gli Stati Uniti si lasciarono effettivamente alle spalle la grande depressione?
*Anche se l’Ucraina – come si spera – proteggerà la sua indipendenza, la sua difesa vittoriosa sarà per lei il momento della verità. Dovrà imparare che non basta mettersi al passo con l’occidente e aderire all’Unione europea. Per due motivi. Il primo è che la democrazia occidentale è in profonda crisi e cova un profondo malcontento: gli Stati Uniti si stanno avvicinando alla guerra civile ideologica e l’Europa sta cadendo a pezzi, con i paesi post-comunisti che si avvicinano a un nuovo autoritarismo illiberale. In secondo luogo, un’Ucraina vittoriosa e indebitata con gli Stati Uniti e l’Unione europea riuscirà a resistere alla pressione ancora più forte della colonizzazione economica occidentale?
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/opinione/slavoj-zizek/2022/09/01/gorbacev-morte-unione-sovietica La seconda morte di Gorbačëv]''|Traduzione di Federico Ferrone, ''Internazionale.it'', 1 settembre 2022.}}
*La morte biologica di [[Michail Gorbačëv]] è la sua seconda morte: simbolicamente, era già morto con la [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]. Il suo ruolo è stato puramente negativo, quello di un mediatore evanescente: ha "buttato giù il muro", ha avviato la scomparsa del sistema comunista ed è ricordato ed elogiato per aver fatto sì che questa scomparsa avvenisse in maniera pacifica. Gorbačëv ha svolto il suo ruolo onestamente.
*Bisognerebbe sempre ricordare che l'era [[Nikita Sergeevič Chruščëv|Chruščëv]] è stata l’ultimo periodo di autentico entusiasmo comunista, di convinzione nel progetto comunista.
*I cinesi hanno imparato la lezione del fallimento di Gorbačëv: il pieno riconoscimento dei “crimini fondanti” non può che far crollare l’intero sistema. Quei crimini devono quindi rimanere sconfessati: è vero, alcuni “eccessi” ed “errori” maoisti vengono denunciati (il grande balzo in avanti e la devastante carestia che ne seguì; la rivoluzione culturale), e la valutazione di Deng sul ruolo di Mao (al 70 per cento positiva, al 30 per cento negativa) è assurta a formula ufficiale. Ma questa valutazione funziona come una conclusione formale che rende superflua qualsiasi ulteriore elaborazione: anche se Mao è stato al 30 per cento negativo, l’impatto simbolico complessivo di questa ammissione viene neutralizzato, affinché egli possa continuare a essere celebrato come il padre fondatore della nazione, e affinché il suo corpo rimanga in un mausoleo e la sua immagine su ogni banconota.
*[[Willy Brandt|Brandt]] sapeva che il sistema capitalista è pronto a fare notevoli concessioni ai lavoratori e ai poveri solo se esiste la seria minaccia di un’alternativa, di un diverso modo di produzione che prometta ai lavoratori i loro diritti. Per mantenere la sua legittimità, il capitalismo deve dimostrare di funzionare meglio delle sue alternative anche per i lavoratori e i poveri. Ed è nel momento in cui questa alternativa svanisce che si può procedere allo smantellamento dello stato sociale.
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/opinione/slavoj-zizek/2022/10/04/sarajevo-ucraina-guerra Da Sarajevo all’Ucraina la guerra è una realtà minacciosa]''|Traduzione di Federico Ferrone, ''Internazionale.it'', 4 ottobre 2022.}}
*È noto che i cecchini appostati sulle colline che circondano Sarajevo, [[Assedio di Sarajevo|assediata dalle forze serbe]], sparavano arbitrariamente sugli abitanti nelle strade sottostanti. Era anche noto che alcuni alleati dei serbi (perlopiù russi) fossero invitati a sparare qualche colpo su Sarajevo, ma credevamo che la cosa fosse considerato un onore, un segno di speciale apprezzamento, non un business. Oggi scopriamo qual era la realtà. [[Safari a Sarajevo|Decine di ricchi stranieri]] (perlopiù statunitensi, britannici e italiani, ma anche alcuni provenienti dalla Russia) hanno pagato tariffe elevate per avere la possibilità di sparare ai residenti della Sarajevo assediata. Il viaggio lo organizzava l’esercito serbo-bosniaco: i clienti erano trasportati da Belgrado a Pale (la capitale della Republika Srpska, sulle montagne vicino a Sarajevo) e poi condotti in un luogo sicuro con vista su Sarajevo a valle.
*{{NDR|Sui [[massacri indonesiani del 1965-1966]]}} Dopo la vittoria del regime i loro terribili atti non sono stati relegati allo status di "sporco segreto", di crimine fondatore di cui cancellare le tracce. Al contrario, queste persone si sono vantate apertamente dei dettagli dei loro massacri (come strangolavano una vittima con un filo di ferro, come tagliavano una gola, come stupravano una donna provando il massimo piacere possibile).
*[[Dmitrij Medvedev|Medvedev]] è pronto a rischiare la vita di miliardi di persone per un piccolo pezzo di terra: miliardi di persone in America Latina, Africa e Asia che non sono coinvolte nel conflitto ucraino. Già nell’agosto del 2022 Medvedev aveva affermato che la proposta di punire la Russia per i crimini di guerra in Ucraina minacciava l’esistenza dell’umanità, dato l’arsenale nucleare di Mosca. Ancora una volta, da che pulpito parla Medvedev quando si esprime in questo modo, ovvero da una sua posizione soggettiva? Non include se stesso tra coloro che periranno, come se potesse in qualche modo sopravvivere alla catastrofe nucleare globale.
*Medvedev ha [...] dichiarato che la Russia "farà di tutto" per evitare che compaiano armi nucleari nelle mani dei "nostri vicini ostili" come "l’Ucraina nazista". Ma dal momento che è la Russia a minacciare l’esistenza stessa di un altro stato (l’Ucraina), quest’altro stato non ha forse il diritto di difendere la propria esistenza con armi tattiche nucleari? Dobbiamo quindi prendere sul serio l’idea che sia l’Ucraina a dover essere dotata di armi nucleari per stabilire una parità sostanziale con la Russia.
*I pacifisti che si oppongono alla Nato e all’invio di armi all’Ucraina ignorano un fatto fondamentale: è stato proprio l’aiuto occidentale a permettere all’Ucraina di resistere. Senza di esso, l’Ucraina sarebbe da tempo occupata. Questo aiuto ha portato allo stallo odierno, il quale ha creato le condizioni per un possibile compromesso di pace.
*Si sente ripetere che la Russia dovrebbe essere autorizzata a salvare la faccia. Ma dichiarazioni come quelle di Medvedev rendono impossibile all’Ucraina e all’occidente salvare la faccia, rendendo un compromesso una prova di codardia occidentale!
{{Int|Da ''[http://www.fataturchinaeconomics.com/2022/09/lucraina-e-la-palestina-non-israele-di-slavoj-zizek-da-project-syndicate-17-settembre-2022/ L’Ucraina è la Palestina, non Israele]''|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''fataturchinaeconomics.com'', 17 settembre 2022.}}
*Donald Trump ed altri populisti di destra hanno capitalizzato il fatto che le politiche democratiche si basano su certe regole ed abitudini non scritte, che essi hanno infranto quando conveniva loro, pur evitando di doverne render conto per non aver sempre esplicitamente violato la legge.
*[...] la situazione ucraina è del tutto vicina a quella dei palestinesi della Cisgiordania. È vero, Israele ed i palestinesi almeno riconoscono la diversità dei loro avversari, mentre la Russia pretende che gli ucraini siano davvero precisamente russi. Ma non solo Israele nega che i palestinesi siano una nazione (come fa la Russia con l’Ucraina); ai palestinesi viene anche negato un posto nel mondo arabo (come gli ucraini nel rapporto diretto con l’Europa prima della guerra). Inoltre, come la Russia, Israele è una superpotenza militare con armi atomiche che sta di fatto colonizzando una entità più piccola e molto più debole. E come la Russia nelle parti occupate dell’Ucraina, Israele sta praticando una politica di apartheid.
*Quando l’Ucraina ha chiesto all’Occidente "Potete approvare i cannoni?", l’Occidente non ha risposta cinicamente con una battuta, "Sì, possiamo!", per poi non far niente. I paesi occidentali hanno replicato ragionevolmente spedendo le armi per combattere gli occupanti. Tuttavia, quando i palestinesi chiedono un sostegno di qualsiasi genere, non ricevono niente se non vuote dichiarazioni, spesso accompagnate da dichiarazioni di solidarietà con il loro oppressore. Quando ''essi'' chiedono il sale, esso viene consegnato al loro avversario.
{{Int|Da ''[http://www.fataturchinaeconomics.com/2023/01/mangiare-lultimo-cannibale-di-slavoj-zizek-da-project-syndicate-30-dicembre-2022/ Mangiare l’ultimo cannibale]''|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''fataturchinaeconomics.com'', 30 dicembre 2022.}}
*Per personaggi politici come Trump e Putin, il coraggio viene ridefinito come una disponibilità a infrangere le leggi dello Stato se gli stessi interessi dello Stato – o i loro propri – lo richiedono. L’implicazione è che la civiltà resiste soltanto se ci sono patrioti coraggiosi disposti a fare il lavoro sporco. Questa è decisamente una versione di destra dell’ “eroismo”. È facile agire nobilmente nell’interesse del proprio paese – eccetto sacrificare per esso la propria vita – ma soltanto i forti di cuore possono spingersi a commettere per esso crimini.
*[...] nella Russia di oggi, l’idea che le atrocità "non verranno mai scritte" è sempre più fuori moda. Lungi dall’ignorare il mangiare i cannibali, tali atti vengono consacrati nelle leggi. Il 14 dicembre, la Duma russa (la assemblea legislativa) ha adottato una proposta di legge che stabilisce che ogni atrocità commessa nel Donetsk, nel Luhansk, a Zaporizhia ed a Kherson prima dell’annessione di quelle regioni ucraine "non sarà considerata punibile per legge" se esse saranno considerate "nell’interesse della Federazione Russa".
*[[Julian Assange|Assange]] è il nostro Antigone. Per anni egli è stato tenuto in una condizione di morto vivente, isolato, in attesa di una estradizione negli Stati Uniti per aver servito il popolo come spia, rendendo pubblica solo una piccola parte dell’osceno lato buio della politica statunitense. Sebbene Assange possa aver fatto alcune cose assai problematiche, il mio augurio per il nuovo anno è che il Presidente Joe Biden mostri vero coraggio e faccia cadere le accuse a suo carico.
{{Int|Da ''[http://www.fataturchinaeconomics.com/2023/02/morte-o-gloria-in-russia-di-slavoj-zizek-da-project-syndicate-1-febbraio-2023/ Morte o gloria in Russia]''|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''fataturchinaeconomics.com'', 1 febbraio 2023.}}
*[...] la forza militare più efficace sulla linea del fronte, il gruppo mercenario [[Gruppo Wagner|Wagner]], non fa neppure parte dell’esercito russo. Adesso la Russia è una terra di Signori della Guerra, qualcosa che generalmente si associa con Stati corrotti e falliti. I suoi leader attuali e aspiranti trafficano in sogni deliranti di gloria sui campi di battaglia. In questa cultura marziale è implicita una concezione hobbesiana della vita come qualcosa di solitario, povero, cattivo, rozzo e breve – e sempre più scadente.
*L’apparente regressione della Russia ai Signori della Guerra è stata favorita da una varietà del fondamentalismo religioso russo che celebra apertamente la morte. Alcuni sacerdoti russi vengono dicendo ai membri delle loro comunità che possono "diventare se stessi" solo attraverso l’atto dell’uccidere. La "operazione militare speciale" in Ucraina, viene detto, è una battaglia esclusivamente per "il creato del Signore".
*C’è una linea diretta che corre dal [[cosmismo]] che prevaleva nel primo decennio dell’Unione Sovietica al nichilismo e al rischio nucleare calcolato che va in scena oggi sotto Putin.
*Mentre osserviamo la follia ideologica che va di scena in Russia, dobbiamo essere consapevoli delle sue radici nell’Ortodossia russa. Molti in Occidente adesso considerano quella tradizione come un antidoto alla decadenza liberale che si suppone il protestantesimo occidentale abbia sguinzagliato. In modo perverso hanno ragione: la morte risolve tutti i problemi.
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/opinione/slavoj-zizek/2023/10/17/uscire-trappola-estremismo Come uscire dalla trappola dell’estremismo]''|Sulla [[guerra Israele-Hamas]], traduzione di Davide Lerner, ''Internazionale.it'', 17 ottobre 2023.}}
*L’attacco di Hamas contro Israele deve essere condannato in modo incondizionato, senza se e senza ma. Se si pensa all’uccisione di 260 tra i ragazzi e le ragazze che partecipavano a un rave, si capisce che non si è trattato di un atto di "guerra" ma di un massacro; e che l’obiettivo di Hamas, la distruzione dello stato di Israele, comprende l’assassinio di massa di civili israeliani.
*Quando sui giornali leggiamo titoli come "Questo è un incubo per Israele e il suo popolo" o "È l’11 settembre di Israele: il terrore inimmaginabile colpisce il cuore della nazione", viene da pensare: è vero, ma i palestinesi della [[Cisgiordania]] vivono in un incubo da decenni.
*Prima di entrare in politica, [[Itamar Ben-Gvir|Ben-Gvir]] era noto per avere nel suo salotto un ritratto del terrorista israelo-statunitense Baruch Goldstein, che nel 1994 massacrò ventinove fedeli palestinesi musulmani e ne ferì altri 125 a Hebron. Ha cominciato a fare politica unendosi al movimento giovanile dei partiti Kach e Kahane Chai, che sono stati considerati organizzazioni terroristiche e messi fuori legge dallo stesso governo israeliano.
*{{NDR|Su [[Itamar Ben-Gvir]]}} Una persona considerata razzista e terrorista dal suo paese ora dovrebbe salvaguardare lo stato di diritto. Lo stato di Israele, che ama presentarsi come l’unica democrazia del Medio Oriente, si è trasformato di fatto in uno stato teocratico (con l’equivalente della legge islamica della Shari’a).
*Se tendessi di più a credere alle teorie complottiste, esprimerei sicuramente il mio dubbio sul fatto, molto pubblicizzato, che i servizi segreti israeliani non sapessero davvero niente dell’attacco del 7 ottobre. Trovo falsa la sorpresa del "come è potuto passare inosservato". Non è vero che Gaza era totalmente sotto il controllo di Israele, con tanti informatori e sofisticati sensori terrestri e aerei al confine? Forse bisognerebbe sollevare una questione: chi ha tratto maggior profitto dall’attacco di Hamas?
*Per dirla in modo un po’ stalinista, l’attacco di Hamas fa oggettivamente l’interesse degli integralisti israeliani che ora governano lo stato (per non parlare dell’interesse della Russia: la guerra ha già distolto l’attenzione globale dalla guerra in Ucraina). Tuttavia, anche se Netanyahu sapeva che Hamas stava preparando qualcosa, non avrebbe potuto prevedere il numero di israeliani uccisi, quindi l’attacco di Hamas potrebbe anche significare la fine di Netanyahu, che non può più presentarsi come "mister Sicurezza".
*Invece di perdersi in teorie complottiste, dovrebbe essere sufficiente sottolineare che entrambe le parti (Hamas e il governo Netanyahu) sono contrarie a qualsiasi opzione di pace e invocano la lotta fino alla morte.
*Hamas e gli integralisti israeliani sono le due facce della stessa medaglia: la vera scelta non è tra loro, ma tra i fondamentalisti della linea dura e quelli aperti alla coesistenza da entrambe le parti. Anche in questo caso bisogna opporsi al doppio ricatto: se si è sostenitori della causa palestinese si è implicitamente antisemiti, e se si è contro l’antisemitismo si deve implicitamente essere sostenitori di Israele. La soluzione non è un compromesso, una "giusta misura" tra i due estremi: si dovrebbe invece andare fino in fondo in entrambe le direzioni, nella difesa dei diritti dei palestinesi e nella lotta all’antisemitismo.
*Sostengo incondizionatamente il diritto di Israele a difendersi da questi attacchi terroristici, ma allo stesso tempo simpatizzo incondizionatamente con il destino disperato e sempre più senza speranza dei palestinesi nei territori occupati. Le persone convinte che ci sia una "contraddizione" in questa mia posizione sono quelle che effettivamente rappresentano una minaccia alla nostra dignità e libertà.
{{Int|Da ''[https://www.internazionale.it/magazine/slavoj-zizek/2025/03/06/trump-ha-ucciso-la-diplomazia Trump ha ucciso la diplomazia]''|''Internazionale.it'', 6 marzo 2025.}}
*La prima cosa che salta all'occhio {{NDR|durante il colloquio fra Trump, Vance e Zelens'kyj allo Studio ovale il 28 febbraio}} è il comportamento di due politici statunitensi arroganti e sicuri di sé. Hanno trattato il leader ucraino, che era sotto una fortissima pressione e sul punto di crollare, in modo estremamente irrispettoso e brutale. L'unico paese che conosco i cui rappresentanti usano un linguaggio simile è la Russia.
*L'intero trattamento riservato al presidente ucraino è stato irrispettoso. Ma quel che è peggio è che Trump, dopo aver stabilito nuovi record di volgarità pubblica, accusi spudoratamente qualcuno di mancanza di rispetto. Perfino ChatGpt sa comportarsi meglio di Trump e Vance in una conversazione.
*L'argomentazione di [[J. D. Vance|Vance]], secondo cui dopo anni di tentativi di battere la Russia con le armi, è arrivato il momento della diplomazia, è così piena di lacune che la sua incoerenza è lampante. La guerra (l'aggressione russa) è scoppiata dopo anni di tentativi diplomatici inefficaci: quando la Russia ha occupato la Crimea nel 2014, la diplomazia non ha ottenuto niente. L'eroica resistenza ucraina, sostenuta dall'occidente, non è stata un fallimento; ha creato le condizioni per un eventuale negoziato. Senza questa resistenza, l'Ucraina non esisterebbe più. E, come abbiamo visto, chi sono Trump e Vance per parlare di diplomazia dopo averne infranto tutte le regole?
*L'affermazione del presidente degli Stati Uniti secondo cui Zelenskyj non vuole il cessate il fuoco ma vuole continuare la guerra è semplicemente una bugia: ovviamente Zelenskyj vuole la pace, ma – comprensibilmente – la pace non può essere solo un cessate il fuoco che permetta alla Russia di riorganizzarsi e fare un nuovo attacco.
*Anche la metafora delle carte usata ripetutamente da Trump è ambigua. Zelenskyj ha fatto bene a rispondere: "Io non gioco a carte". Gli ebrei non avevano certo buone carte nella Germania nazista, soprattutto dopo il 1938, ma avremmo dovuto dirgli: "Mi dispiace, non avete buone carte, se volete il nostro pieno sostegno, vi rendete conto che questo potrebbe portare a una nuova guerra mondiale". Come si può ragionare in questo modo?
*Quando Trump evoca motivi umanitari, nasconde sempre qualcosa di terribile. Non dimentichiamoci che ha anche affermato che per motivi umanitari Gaza dovrebbe essere svuotata della sua popolazione, ma né a proposito di Gaza né dell'Ucraina ha formulato la domanda più ovvia: chi è responsabile di tanta distruzione? Sia a proposito di Gaza sia dell’invasione russa dell'Ucraina, "prima l'America" significa prima gli affari. [...] Gli affari presuppongono una serie di regole non scritte che dovrebbero essere rispettate, e la fiducia reciproca è fondamentale. Queste regole sono state violate da Trump, che ha trasformato gli affari in un ricatto brutale.
*Il discorso [[Trumpismo|trumpiano]] è una minaccia per la sostanza stessa della nostra vita sociale. Contribuisce direttamente alla disgregazione che molti analisti hanno già notato. La mancanza di buone maniere esclude gli altri dalla comunicazione: fingo di ascoltare, ma in realtà non lo sto facendo. Questo atteggiamento sta diventando un fenomeno di massa.
*L'accordo sui minerali è un chiaro caso di estorsione da parte degli Stati Uniti: puoi avere il nostro aiuto se lo paghi, e il conto stimato da Trump è 350 miliardi di dollari, molto più della somma effettivamente spesa finora.
==''Lynch: il ridicolo sublime''==
*[...] un ingrediente fondamentale dell'universo [[David Lynch|lynciano]] è una frase, una catena significante, che risuona come il Reale che insiste e ritorna sempre, una specie di formula che sospende o attraversa il tempo: in ''[[Dune (film)|Dune]]'' è "colui che dorme deve svegliarsi", in ''[[I segreti di Twin Peaks|Twin Peaks]]'', "i gufi non sono quello che sembrano", in Velluto Blu, "papà vuole scopare". In ''[[Strade perdute]]'', ovviamente, "Dick Laurent è morto", frase iniziale e conclusiva del film che preannuncia la morte della figura paterna oscena (Mr. Eddy) [...]. (p. 32)
*{{NDR|"Dick Laurent è morto" frase iniziale e conclusiva di ''[[Strade perdute]]''}} All'inizio, Fred sente queste parole al citofono di casa, mentre alla fine è lui stesso a pronunciarle al citofono: otteniamo così una situazione circolare in cui dapprima il protagonista sente un messaggio che non capisce, poi è lui stesso a pronunciarlo. L'intero film si fonda sull'impossibilità dell'incontro del protagonista con ''se stesso'' [...]. D'altro canto, questo processo è simile all'analisi psicanalitica, in cui il paziente dapprima è turbato da un messaggio oscuro e indecifrabile ma insistente (il sintomo) che sembra bombardarlo dall'esterno e poi, a conclusione del periodo di cura, è capace di considerare questo messaggio come proprio, e di pronunciarlo in prima persona. La sequenza temporale sottesa a ''Strade perdute'' è quindi quella del trattamento psicanalitico in cui, dopo un'ampia deviazione, ritorniamo al punto di partenza ma assumiamo una prospettiva differente. (p. 32)
*L'universo di Lynch è in realtà l'universo del “ridicolo sublime”: le scene più pateticamente ridicole, quali le apparizioni di angeli alla fine di ''[[Fuoco cammina con me]]'' e di ''[[Cuore selvaggio]]'' o il sogno del pettirosso alla fine di ''[[Velluto blu]]'', vanno prese sul serio. Tuttavia [...] bisogna prendere seriamente anche le figure malvagie eccessivamente violente e ridicole, quali Frank in ''Velluto blu'', Eddy in ''[[Strade perdute]]'', e il Barone Harkonnen in ''[[Dune (film)|Dune]]''. Persino una figura ripugnante come Bobby Peru in ''Cuore selvaggio'' rappresenta un eccessivo "potere vitale" fallico [...]. (p. 41)
==''Pedofilia. Il segreto sessuale della Chiesa''==
===[[Incipit]]===
Sulla [[Chiesa cattolica]] in [[Croazia]] incombe uno scandalo imbarazzante: nell'orfanotrofio Alojzije Stepinac gestito dalla [[Caritas]] a Brezovica, vicino Zagabria, sono stati scoperti casi di gravi abusi sessuali. Le organizzazioni non governative avevano cominciato a richiamare l'attenzione su di essi già nel 2002, quando al loro telefono amico giunsero telefonate disperate su pesanti e sistematici abusi verbali, fisici e sessuali su bambini.
===Citazioni===
*I [[prete|preti]] (e, più spesso le [[suora|suore]]) come mediatori e fornitori di servizi sessuali sono un elemento importante della mitologia cattolica sotterranea, si pensi alla figura del prete (o della suora) come detentore ultimo della saggezza sessuale. (p. 46)
*La [[religione]] non è semplicemente invocata per fornire il brivido del proibito, per accrescere il piacere facendo del [[sessualità|sesso]] un atto trasgressivo. Al contrario, il sesso è presente in termini religiosi, come cura religiosa del peccato (la masturbazione). (pp. 49–50)
*La Chiesa cattolica può contare su (almeno) due livelli di simili regole, non scritte e oscene. Per prima cosa c'è, naturalmente, l'infame [[Opus Dei]], la 'mafia bianca' della Chiesa […]. Poi ci sono tutti i casi di molestie sessuali sui bambini da parte dei preti […]. (E c'è una chiara interconnessione tra i due livelli, dato che l'Opus Dei interviene sistematicamente per mettere a tacere gli scandali sessuali dei preti.) (pp. 50–51)
*Consentire ai preti cattolici di sposarsi non risolverebbe niente, essi non svolgerebbero il loro compito senza molestare i ragazzini, perché la [[pedofilia]] è generata dall'istituzione cattolica del sacerdozio come sua "trasgressione intrinseca", come sua appendice segreta. (p. 53)
*Le [[consuetudine|consuetudini]] sono dunque la materia di cui si compongono le nostre identità. In esse, interpretiamo e quindi definiamo ciò che realmente siamo in quanto esseri sociali, spesso in contrasto con la nostra percezione di quello che siamo. Nella loro perfetta trasparenza, sono il veicolo della violenza sociale. (p. 64)
*Eccoci dunque al "cuore di tenebra" delle consuetudini […]. La [[pedofilia]] dei preti cattolici non è qualcosa che riguarda solamente le persone cui, per motivi accidentali di storia privata, senza relazione alcuna con la Chiesa in quanto istituzione, è capitato di scegliere come professione il sacerdozio. È un fenomeno che interessa la Chiesa cattolica come tale, che è impresso nel suo stesso funzionamento come istituzione socio–simbolica. Non riguarda l'inconscio "privato" dei singoli individui, ma l'"inconscio" dell'istituzione stessa. […]. (pp. 68–69)
*In breve, come dice [[Jacques Lacan|Lacan]] a proposito di Sygne de Coûfontaine in ''L'ostaggio'' di [[Paul Claudel|Claudel]], Isabel è anche "ostaggio della parola". Pertanto, è sbagliato interpretare questo atto come un sacrificio che testimonierebbe il proverbiale "masochismo femminile": sebbene Isabel sia ovviamente manipolata nello sposare Osmond, il suo atto è suo proprio e lasciare Osmond equivarrebbe semplicemente a privare se stessa della propria autonomia. (p. 95)
==''Virus''==
===[[Incipit]]===
«Non mi toccare»! sono le parole che, secondo Giovanni (2017), disse Gesù a Maria Maddalena quando lei lo riconobbe dopo la resurrezione. E io, un cristiano ateo dichiarato, come interpreto questa frase? Anzitutto, la interpreto in relazione alla risposta data da Cristo al discepolo che gli domanda come avrebbero saputo che era tornato, risorto — Cristo dice che sarà lì ogni volta che i credenti si riuniranno nello spirito d'amore. Sarà lì, non come una persona tangibile, ma nella forma del legame d'amore e solidarietà fra le persone — quindi «non mi toccare, tocca gli altri e occupati di loro nello spirito d'amore»... Oggi, però, nel pieno dell'epidemia di coronavirus, siamo tutti martellati dai moniti a non toccare gli altri e, anzi, a isolarci, a mantenere una distanza fisica adeguata — rispetto al «''noli me tangere''», tutto questo cosa comporta? Le mani non possono raggiungere l'altra persona, soltanto dall'interno possiamo avvicinarci gli uni agli altri - e la finestra a cui si affaccia la nostra «interiorità» sono gli occhi. (''Introduzione - Noli me tangere'', pp. 5-6)
===Citazioni===
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19]]}} Non si ritorna alla normalità, la nuova «normalità» dovrà essere ricostruita sulle macerie della vita di una volta, oppure ci ritroveremo in una nuova barbarie di cui già si scorgono distintamente le prime avvisaglie. Quindi non sarà sufficiente trattare l'[[epidemia]] come uno sfortunato incidente, sbarazzarsi delle conseguenze e riprendere l'andamento scorrevole del vecchio sistema — dovremo sollevare la domanda: che cosa proprio non va nel nostro sistema, tanto da farci cogliere impreparati dalla catastrofe, malgrado gli scienziati ci avvertissero da anni? (''Introduzione - Noli me tangere'', p. 7)
*In termini più generali, la cosa da accettare, con cui riconciliarci, è che c'è un sostrato di vita, la vita non-morta, stupidamente ripetitiva, pre-sessuale dei [[virus]], che da sempre sono qui e che staranno per sempre con noi come un'ombra oscura, insidiando la nostra sopravvivenza, manifestandosi all'improvviso quando meno ce lo aspetteremmo. E su un piano ancora più generale, le [[epidemia|epidemie]] virali ci rammentano la contingenza ultima e l'insensatezza della vita: per quanto spettacolari possano essere gli edifici spirituali che noi, il genere umano, fondiamo, una stupida contingenza naturale come un virus o un asteroide può decretarne la fine... per non citare la lezione dell'ecologia, ossia che noi umani, senza nemmeno rendercene conto, possiamo contribuire a questa fine. (Capitolo 1 - ''Coronavirus'', p. 11)
*Per confutare l'idea che lo Stato debba controllare le dicerie per prevenire il panico dilagante, si può argomentare anzitutto che proprio il controllo sparge diffidenza e, anzi, moltiplica le dicerie su [[complottismo|presunti complotti]] — soltanto la fiducia reciproca fra la gente comune e lo Stato può essere efficace. (Capitolo 1 - ''Coronavirus'', p. 13)
*I provvedimenti che oggi alla maggior parte di noi sembrano «[[comunismo|comunisti]]» dovranno essere presi in considerazione su scala globale: il coordinamento della produzione e della distribuzione fuori dalle coordinate del mercato. [...] È difficile non cogliere l'ironia del fatto che bisognerà ricorrere a misure comuniste per combattere una malattia che è esplosa in un Paese governato da un partito comunista. (Capitolo 1 - ''Coronavirus'', p. 15)
*Certo, dovremmo analizzare in maniera approfondita le condizioni sociali che hanno reso possibile l'epidemia di coronavirus — si pensi solo a come, nel mondo oggi interconnesso, un inglese che abbia incontrato qualcuno a Singapore ritorni in Inghilterra e da lì vada a sciare in Francia, dove finisce per contagiare altre quattro persone... i soliti sospetti aspettano in fila di essere interrogati: il mercato capitalistico globale ecc. (Se all'origine dell'[[pandemia di COVID-19 del 2019-2020|epidemia di coronavirus]] c'è la trasmissione dai pipistrelli, allora è evidente la mediazione sociale dell'epidemia: gli esseri umani invadono l'habitat forestale dei pipistrelli, li costringono a sopravvivere vicino all'uomo, per di più li cacciano per procurarsi cibo, esponendosi così ai nuovi virus). (Capitolo 1 - ''Coronavirus'', p. 17)
*Tuttavia, dovremmo anche resistere alla tentazione di trattare l'[[epidemia]] attuale come se rivestisse un significato più profondo: la punizione crudele ma giusta dell'umanità per lo sfruttamento implacabile delle altre forme di vita sulla Terra o cose del genere... Ma se cerchiamo un messaggio nascosto, restiamo premoderni: trattiamo il nostro universo come un interlocutore nella comunicazione. Anche se la nostra stessa sopravvivenza è a repentaglio, c'è qualcosa di rassicurante nel fatto che veniamo puniti — l'universo (o persino Qualcuno lassù) ci guarda... La cosa davvero difficile da accettare è il fatto che l'epidemia in corso sia il risultato di una contingenza naturale allo stato puro, che sia semplicemente avvenuta e non celi nessun significato riposto. Nel più ampio ordine delle cose, siamo una specie che non conta. (Capitolo 1 - ''Coronavirus'', p. 17)
*C'è un paradosso più grave: più il nostro mondo è connesso, più un disastro locale può scatenare una [[catastrofe]] globale. [...] È il nostro sviluppo tecnologico (i viaggi aerei) a rendere catastrofiche le conseguenze socioeconomiche di una piccola esplosione: un secolo fa sarebbe passata inosservata. Siamo più indipendenti dalla natura e al tempo stesso più vulnerabili di fronte ai suoi capricci. (Capitolo 2 - ''Il virus dell'ideologia'', p. 20)
* [...] nuovi muri e altre quarantene non risolveranno il problema. Servono solidarietà e una risposta coordinata su scala globale, una nuova forma di quello che un tempo veniva chiamato comunismo. Altrimenti la Wuhan di oggi somiglierà a una città del nostro futuro. Molte distopie hanno già immaginato un futuro simile, nel quale restiamo a casa, lavoriamo al computer, comunichiamo tramite videoconferenze, facciamo ginnastica su una macchina in un angolo, ci masturbiamo occasionalmente su uno schermo che mostra sesso ''hardcore'', ci facciamo consegnare i pasti a domicilio e così via. (Capitolo 2 - ''Il virus dell'ideologia'', p. 20)
*Molti di noi ricordano le conclusioni del manifesto [[situazionismo|situazionista]] degli studenti di Strasburgo del 1966: «Vivere senza tempi morti, godere senza ostacoli». Se c'è una cosa che ci hanno insegnato [[Freud]] e [[Lacan]], è che questa formula è una ricetta perfetta per un disastro: il bisogno di riempire ogni momento finisce per soffocarci nella monotonia. I [[tempo|tempi]] morti — i momenti di quella che i mistici chiamavano ''Gelassenheit'' — sono fondamentali per rivitalizzare la nostra esistenza. E si può forse sperare che una delle conseguenze impreviste delle quarantene da coronavirus nelle città cinesi sarà che alcune persone useranno i tempi morti per liberarsi dall'attività frenetica e pensale al (non) senso della loro situazione. (Capitolo 2 - ''Il virus dell'ideologia'', pp. 21-22)
*Secondo lo storico [[Carlo Ginzburg]] la [[vergogna]] per il proprio paese, e non l'amore, è la vera dimostrazione di appartenenza. [...] Per gli abitanti di Wuhan però non è il momento di vergognarsi, ma di resistere. Gli unici cinesi che dovrebbero vergognarsi sono quelli che in pubblico hanno minimizzato l'epidemia, ma contemporanea-mente si sono protetti fino all'eccesso, comportandosi come i funzionari sovietici di [[Disastro di Černobyl'|Černobyl']] che, mentre dicevano in pubblico che non c'era pericolo, facevano scappare le loro famiglie. (Capitolo 2 - ''Il virus dell'ideologia'', p. 22)
*[...] una nuova ondata di rifugiati orchestrata dalla Turchia può avere conseguenze catastrofiche in questo periodo di epidemia di coronavirus. Uno degli aspetti positivi dell'epidemia (a parte il fatto essenziale che ci ha resi consapevoli del bisogno della cooperazione globale) è che non è stata attribuita agli immigrati e ai rifugiati — il razzismo ha operato soprattutto nel modellare la percezione che la minaccia provenisse dall'Altro orientale. Ma se i due elementi si mescolano, se si stabilisce un'associazione tra i rifugiati e l'epidemia (e di sicuro ci saranno casi di coronavirus tra i rifugiati — si pensi solo alle condizioni di affollamento nei campi), sarà il trionfo dei razzisti populisti: saranno in grado di giustificare l'esclusione degli stranieri ricorrendo a ragioni sanitarie «scientifiche». (Capitolo 3 - ''Verso una tempesta perfetta in Europa'', p. 27)
*Per questa ragione, possiamo aspettarci che l'epidemia virale influenzerà le interazioni più elementari con le altre persone e con gli oggetti che ci circondano, compreso il nostro corpo: evitare di toccare le cose che potrebbero essere (invisibilmente) «sporche», non toccare le maniglie, non sedersi sulle tazze dei bagni pubblici o sulle panchine negli spazi pubblici, evitare di abbracciarsi e stringersi la mano... e persino prestare attenzione a controllare il corpo, i gesti spontanei: non toccarsi il naso o strofinarsi gli occhi — insomma, non trastullarsi con il proprio corpo. Allora a controllarci non saranno solo lo Stato o altri agenti, dovremo imparare, noi, a controllare e a disciplinare noi stessi! (Capitolo 4 - ''Benvenuti nel deserto virale'', p. 33)
*Un altro fenomeno singolare che si può osservare è il trionfale ritorno dell'animismo capitalista: i fenomeni sociali come i mercati o il capitale finanziario vengono trattati come fossero esseri viventi. Dai principali mezzi d'informazione, si ricava l'impressione che non dovremmo preoccuparci tanto delle centinaia di persone già morte (e delle altre centinaia che morranno) ma del fatto che «i mercati si sono agitati» — il coronavirus intralcia in misura crescente l'andamento fluido del mercato mondiale [...] Quanto detto non mostra forse con chiarezza il bisogno urgente di una riorganizzazione dell'economia globale che non sia più in balia dei meccanismi del mercato? E non ci riferiamo qui al comunismo di una volta, è naturale, ma a una qualche sorta di organizzazione globale che possa controllare e regolare l'economia, come pure limitare la sovranità degli Stati-nazione quando fosse necessario. (Capitolo 4 - ''Benvenuti nel deserto virale'', pp. 34-35)
*I parchi dei divertimenti come [[Disneyland]] si stanno trasformando in città fantasma - perfetto, non saprei immaginare un posto più stupido e noioso. (Capitolo 4 - ''Benvenuti nel deserto virale'', p. 35)
*Dipende tutto da questo «lessico più sfumato»: le disposizioni rese necessarie dall'epidemia non andrebbero ricondotte automaticamente al consueto paradigma della sorveglianza e del controllo propugnato da pensatori come [[Michel Foucault|Foucault]]. Molto più dei provvedimenti adottati dalla Cina (e dall'Italia e da...) a preoccuparmi è la possibilità che tali misure vengano attuate in un modo inefficace a contenere l'epidemia, e che, in aggiunta, le autorità possano manipolare e tenere nascoste le vere informazioni. (Capitolo 5 - ''Monitorare e punire? Sì, grazie!'', pp. 40-41)
*La trappola è che, persino quando la normalità infine avrà ripreso il suo corso, non sarà la stessa a cui eravamo abituati fino allo scoppio dell'epidemia: non si potranno dare per scontate tutte quelle abitudini che scandivano la vita di ogni giorno, dovremo imparare a vivere una vita molto più fragile e sotto costante minaccia. Dovremo stravolgere completamente l'atteggiamento verso la vita, verso un'esistenza da condurre come esseri viventi tra altre forme di vita [...] (Capitolo 5 - ''Monitorare e punire? Sì, grazie!'', p. 42)
*[...] i [[virus]] non sono né vivi né morti nel senso comune della parola, sono una sorta di morti viventi — un virus è vivo grazie all'impulso a replicarsi, ma si tratta di una sorta di vita al livello zero, una caricatura biologica non tanto della pulsione di morte quanto della vita colta nella stupidità apicale della ripetizione e moltiplicazione. Eppure, i virus non rappresentano la forma elementare della vita da cui si sarebbero poi sviluppate forme più complesse; sono parassiti allo stato puro, si replicano infettando organismi più evoluti (quando un virus ci infetta, usa noi umani come mere fotocopiatrici). È in questa coincidenza di opposti — una natura elementare e parassitaria — che risiede il mistero dei virus: rappresentano un esempio di quello che Schelling chiamava «''der nie aufhebbare Rest''»: un resto mai superabile, il resto della forma di vita più bassa che si manifesta come prodotto del malfunzionamento di meccanismi di moltiplicazione superiori e continua a tormentarli (infettarli), un resto che non potrà mai essere reincorporato nel momento subordinato di uno stadio di vita superiore. (Capitolo 5 - ''Monitorare e punire? Sì, grazie!'', p. 43)
*Ecco qual è la lezione più scomoda che possiamo trarre dall'[[epidemia]] virale in corso: quando la natura ci attacca con i virus, in qualche modo ci rende la pariglia. E ci risponde con questo messaggio: quello che avete fatto a me, ora io lo faccio a voi. (Capitolo 5 - ''Monitorare e punire? Sì, grazie!'', p. 45)
*Si parla molto del fatto che alla vecchia modalità della catena di montaggio fordista si stia sostituendo un nuovo tipo di lavoro collaborativo che lascia molto più spazio alla creatività individuale. [...] {{NDR|Ma}} La catena di montaggio è stata semplicemente esternalizzata. Quindi abbiamo una nuova divisione del lavoro: nell'occidente sviluppato ci sono i lavoratori autonomi che si autosfruttano (come quelli descritti da [[Byung-Chul Han|Han]]), nei paesi in via di sviluppo quelli che fanno lavori debilitanti alla catena di montaggio, a cui si aggiunge il sempre maggior numero di individui che lavorano nel settore dei servizi (badanti, camerieri...) dove lo sfruttamento abbonda. Solo quelli del primo gruppo (i lavori autonomi spesso precari) corrispondono alla descrizione di Han. Ognuno di questi tre gruppi ha un modo specifico di stancarsi. (Capitolo 7, ''Perché siamo sempre stanchi?'', pp. 56-57)
*{{NDR|Sul "lavoro creativo di squadra"}} Sono ritenuti responsabili del successo della società, senza contare che il lavoro di squadra implica la competizione tra loro e con altri gruppi. Sono lavoratori pagati per svolgere compiti che tradizionalmente spetterebbero ai capitalisti in quanto organizzatori del processo di produzione, perciò in un certo senso si trovano ad avere l'aspetto peggiore di entrambe le funzioni: hanno tutte le preoccupazioni e le responsabilità dei manager pur rimanendo lavoratori retribuiti senza alcuna sicurezza per il proprio futuro, la situazione più stressante che si possa immaginare. (Capitolo 7, ''Perché siamo sempre stanchi?'', p. 58)
*[...] non siamo più capaci di accettare un destino di pestilenze. A questo punto s'inserisce il mio comunismo, che non è un sogno fosco ma solo il nome di qualcosa che si è già avviato (o che perlomeno è avvertito da molti come una necessità), il nome per i provvedimenti che sono stati già presi in considerazione e in parte addirittura attuati. Quindi non si tratta di una visione di un futuro luminoso, piuttosto di un «comunismo dei disastri», un antidoto al capitalismo dei disastri. Non solo lo Stato dovrebbe assumere un ruolo molto più attivo — riorganizzare la produzione di beni di cui c'è urgente bisogno, come mascherine, kit per tamponi, respiratori, disporre la requisizione di alberghi e altri centri, provvedere alla sussistenza di chi ha perso il lavoro ecc. — ma in sostanza tutto questo andrebbe fatto in sprezzo dei meccanismi del mercato. (Capitolo 9 - ''Comunismo o barbarie, più semplice di così!'', pp. 76-77)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Slavoj Žižek, ''Il Grande Altro: nazionalismo, godimento, cultura di massa'', traduzione di Marco Senaldi, Feltrinelli, Milano, 1999. ISBN 88-07-10264-1
*Slavoj Žižek, ''Lynch: il ridicolo sublime'', traduzione di Damiano Cantone e Lorenzo Chiesa, Mimesis, Milano, 2011, ISBN 9788857510569
*Slavoj Žižek, ''Pedofilia. Il segreto sessuale della Chiesa'', introduzione di Pierre Della Vigna, Mimesis, 2019. ISBN 978-88-5755-775-5
*Slavoj Žižek, ''Virus: Catastrofe e solidarietà'', traduzione di Federico Ferrone, Bruna Tortorella e Valentina Salvati, Ponte alle Grazie, Milano, 27 marzo 2020 (quinta edizione). EAN 9788833314808
*Slavoj Žižek, ''Vivere alla fine dei tempi'', traduzione di Carlo Salzani, Ponte alle Grazie, Milano, 2011. ISBN 978-88-6220-277-0
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zizek, Slavoj}}
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[[Categoria:Filosofi]]
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Psicoanalisti]]
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Corrado Augias
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[[File:Corrado Augias by Simona Lodato - International Journalism Festival 2014.jpg|thumb|upright=1.5|Corrado Augias nel 2014]]
'''Corrado Augias''' (1935 – vivente), giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Corrado Augias==
* {{NDR|Dopo la morte di Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore del Festivaletteratura}} Devo dire che nel successo del [[Festivaletteratura]] una parte importante l'ha avuta la città. Magari la medesima intuizione in una città meno pronta ad accogliere l'idea di Nicolini avrebbe avuto vita stentata. Invece si sono incontrati più elementi ed è successo un miracolo.<ref>Da intervista di Enrico Comaschi, ''«Ha dato vita a parole stampate. Un'intuizione e un miracolo»'', ''Gazzetta di Mantova'', 10 maggio 2020, p. 39.</ref>
*Chi ha ragione? Chi ha visto meglio il tratto saliente della città che, come ogni realtà complessa, può essere considerata da molti e differenti punti di vista? Lo scrittore napoletano [[Raffaele La Capria]] definisce [[Napoli]] una città bifronte, come Giano, il dio con due facce: «Secondo come la si guarda può essere "disperatissima" o "felicissima"».<br>Il dilemma rappresentato da Napoli è forse nel fatto che qualunque giudizio si esprima può essere considerato giusto. La magnificenza e l'abiezione, la bellezza e l'orrore, una gentilezza e una crudeltà che sembrano venire entrambe da tempi remoti. Perché se Napoli fosse solo orrore e ferocia come talvolta la cronaca induce a pensare, non varrebbe nemmeno la pena di arrovellarsi, di chiedersi come mai possa accadere tutto ciò che vi accade.<ref>Da ''I segreti d'Italia. {{small|Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione}}'', Rizzoli, Bur, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=3wFoAwAAQBAJ&lpg=PT109&dq=&pg=PT109#v=onepage&q&f=false p. 109]. ISBN 978-88-58-66836-8</ref>
*Di tutte le maschere italiane, quella di [[Pulcinella]] è la più ricca, la più intensa e articolata. Il personaggio affonda nell'humus della città e della sua plebe, tra le più vivaci del Mediterraneo. Troppo vivace, secondo molti osservatori, vivace al punto da ignorare le regole più elementari e necessarie del comportamento collettivo, quelle che garantiscono la convivenza. Una vivacità che lascia esplodere senza limiti l'energia degli individui, il ribollire del sangue, la vibratilità d'un pensiero veloce impaziente davanti agli ostacoli, si tratti di un individuo o di una legge, che vanno dunque, leggi o individui che siano, eliminati o aggirati. Molto del bene e del male di Napoli, della sua vitalità, del suo incanto, della sua dannazione, è racchiuso nella maschera di Pulcinella.<ref>Da ''I segreti d'Italia. {{small|Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione}}'', ([https://books.google.it/books?id=3wFoAwAAQBAJ&lpg=PP1&dq=&pg=PT117#v=onepage&q&f=false p. 117])</ref>
*[[Federico Fellini|Fellini]] aveva tratto ispirazione {{NDR|per il film ''[[La dolce vita]]''}} da un'inchiesta di [[Manlio Cancogni]] pubblicata pochi mesi prima dal settimanale ''[[L'Espresso]]''. Il titolo era ''Capitale corrotta= Nazione infetta''; proprio di questo si trattava; il regista italiano, come i grandi narratori francesi o russi dell'Ottocento, aveva interpretato gli indizi acutamente raccolti dal cronista per trasformarli in una narrazione che li trascendeva facendone denuncia e ammonimento.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/06/20/news/corrado_augias_racconta_la_roma_del_1960-199548483/ Roma, eri così bella nel 1960... O no?]'', ''Rep.repubblica.it'', 20 giugno 2018.</ref>
*Il comico [[Beppe Grillo]] ha dato vita al consueto paradosso di chi dice di voler fare "antipolitica". In realtà il suo è stato un riuscito rito liberatorio, versione civilizzata di quelli celebrati presso certe tribù primitive dove lo stregone che aveva sbagliato o abusato veniva linciato dai suoi ex fedeli e, in qualche caso, mangiato. Grillo ha colto l'ondata di risentimento che c'è nel paese mettendo a bollire in un unico calderone richieste sacrosante e altre di chiaro sapore qualunquistico. È vero che grida vendetta vedere in parlamento dei condannati a pene definitive. Ma prendersela in blocco con le case degli onorevoli è invece demagogia; nel mucchio ci sono autentiche situazioni di privilegio accanto ad altre legittime che risalgono a decenni fa. Attaccare in blocco i partiti è una sciocchezza. I partiti sono stati i tiranti, i tendini di un paese molto diviso, spesso hanno garantito loro, in mancanza d'altro, una riconoscibilità nazionale. Non i partiti in sé ma la loro degenerazione, la loro trasformazione in macchine elettorali o di sottogoverno, è la malattia politica da curare; così come la presa soffocante d'una politica degenerate sulla vita di singoli cittadini e delle loro imprese. Il guaio per Grillo, e per tutti noi, è che quando s'è consumato il rito liberatorio, dopo aver ucciso lo stregone o avergli gridato in piazza un vituperio, l'antipolitica non conta più niente e non porta a niente. L'antipolitica raccoglie un sintomo, lo interpreta, lo potenzia ma non ha nessuna terapia da proporre. Fino a quando non diventa essa stessa politica. È questo il paradosso.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 settembre 2007.</ref>
*Io vado spesso a parlare nelle scuole. Su una classe di 25 ragazzi e ragazze ne vedo due o tre che hanno la scintilla. Il resto sta lì, come capre.<ref name="tv2000">Dall'intervista di Monica Mondo nel programma televisivo ''Soul'', Tv2000, 2 gennaio 2016. ''[https://www.youtube.com/watch?v=CTv9VwAjrk4 Video]'' disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*La guerra ha un duplice connotato: da una parte, orrore, infamia, abiezione, violenza scatenata nella maniera più brutale; dall'altra possibilità di accendere sentimenti altissimi. Tutti voi, tutti noi abbiamo letto ''[[Guerra e pace]]'' di Tolstoj. Quante pagine ci sono! La scena di quando il generale Bragatjon che passa in rassegna l'Armata Russa, si ferma e viene avanti l'icona della Vergine Nera, e tutto l'esercito cade in ginocchio, compreso Bragatjon. tutto l'esercito cade in ginocchio davanti a quell'immagine dipinta su una tavoletta di legno. Tolstoj descrive un afflato collettivo, enorme, smisurato. Affianca decine di migliaia di uomini, per un attimo, li rende compartecipi dello stesso destino.<ref name="video_26giugno2019">Dall'intervento a ''Senza filtri'', 26 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=LkPb49Rh-jA Video] disponibile su ''Youtube.com'' (min. 11:40-13:20).</ref>
*{{NDR|Mi chiede questo signore in sala: perché un non credente come Lei è così affascinato dalla figura di Gesù?}} Beh, io sono [[ateismo|ateo]], nel senso che le teologie di tutte le religioni, compreso l'[[ebraismo]], mi sembrano delle costruzioni. [...] Intendiamoci bene, delle costruzioni geniali, ma fatte dagli uomini. Ma non è vero che sono non credente: io credo fortemente in una possibile spiritualità, umana, degli uomini, e ovviamente -come è naturale che sia- tanto più ci credo quanto più invecchio. Non per il motivo banale: sei più vicino alla morte, e dunque ti raccomandi. No, io sono convinto che con la morte tutto finisce, e non c'è nulla. Polvere, e polvere: tra l'inizio e la fine c'è questo lampo della vita, e, poi, niente prima e niente dopo. No, perché siccome inevitabilmente nel corso di un'esistenza, ognuno di noi ha fatto delle azioni riprovevoli, ecco con la maturità, una certa maggiore rassicurazione, uno credo che debba pagare i suoi debiti. E io i miei debiti li pago, cerco di pagarli, cercando di non nuocere a nessuno, di rispettare gli altri, di rispettare l'ambiente nel quale vivo, di non offendere, anche nelle polemiche che devo affrontare come giornalista di essere corretto. Questa è la mia forma di spiritualità.<ref>Dall'intervento a ''Pordenonelegge.it'', 29 ottobre 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=9smF_L0UwQk Video] disponibile su ''Youtube.com'' (min. 33:20-35:12).</ref>
*Mi piace che la [[Chiesa Cattolica]] si occupi meno della politica italiana, cosa che per anni ha fatto in maniera asfissiante.<ref name="tv2000" />
*Nella [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione del '48]], l'aggettivo "sacro" è usato solo due volte: una delle due volte è usato per dire che «la difesa della patria è sacro dovere del cittadino».<ref name="video_26giugno2019" />
*Napoli è una tappa fondamentale, la racconto nelle sue contraddizioni e nella sua estrema vitalità, anche lì [...], Napoli e i napoletani rappresentano nel bene e nel male un'Italia al quadrato.<ref>Dall'intervista a Massimo Romano, ''Corrado Augias presenta il suo libro a Napoli. Corrado Augias: "Napoli tappa fondamentale del mio viaggio nell'Italia disunita"'', ''napolitoday.it'', 29 novembre 2017, [https://www.napolitoday.it/cronaca/corrado-augias-presentazione-libro-video.html Video] disponibile su ''napolitoday.it'' (min. 1:00-1:23).</ref>
*Oggi la questione è più drammatica del previsto, dato che il liberalismo statualistico privo di riferimenti consuetudinari diventa mera immagine speculare del più efferato sistema bicamerale.<ref>Da ''la Repubblica'', 15 dicembre 2010.</ref>
*[[Paolo Borsellino]], il giorno dopo la telefonata dell’aviere a ''Telefono giallo'' mi chiamò e riaprì [[strage di Ustica|l’inchiesta su Ustica]]. {{NDR|I militari avevano}} visto perfettamente i tracciati. Solo che il giorno dopo il maresciallo responsabile del servizio ci disse di farci gli affari nostri e di non avere più seguito in quella vicenda. La verità è questa: ci fu ordinato di starci zitti.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/05/ustica-augias-a-la-confessione-rai3-di-gomez-dopo-la-telefonata-dellaviere-a-telefono-giallo-borsellino-mi-chiamo-e-riapri-linchiesta/7469072/amp/ Ustica, Augias a La Confessione (Rai3) di Gomez: “Dopo la telefonata dell’aviere a Telefono giallo, Borsellino mi chiamò e riaprì l’inchiesta”]'', ''Il Fatto Quotidiano '', 5 marzo 2024</ref>
*Privato del suo mantello teologico [[Gesù]] diventa una figura più affascinante, perché più drammatica, più fragile, una figura da amare, che si capisce molto meglio senza fede. [...] Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera [[fede]]. Si tratta comunque di reazioni che rivelano [[intolleranza]], come lo sono state quelle sul libro di Dan Brown, che pure dal punto di vista delle verità storica è facile da smontare, e questo non va affatto bene.<ref>Da [http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-gesu/libro-gesu/libro-gesu.html ''I gesuiti contro il libro di Augias: "Attacco frontale alla fede cristiana"''], ''Repubblica.it'', 30 novembre 2006.</ref>
*Scrive molto, [[Giordano Bruno|Bruno]]. Ovunque si trovi nel suo eterno peregrinare entra ed esce dalle Università iscrivendosi a volte come allievo, altre come docente, e ovunque si segnala per la vivacità del temperamento e l'ingegno brillante. Né scrive solo di filosofia o sulla mnemotecnica. Scrive anche per il teatro, componendo Il Candelaio. Vi appare un mondo corrotto e violento del quale si ride, ma si ride con l'amarezza che qualche volta noi riserviamo alle satire politiche dei nostri tempi che ci fanno sorridere, ma ci fanno sorridere amaramente.<ref>Da ''Le fiamme e la ragione'', Promo Music, 2008.</ref>
*{{NDR|Sugli scontri e l'ostruzionismo in Parlamento da parte del [[Movimento 5 Stelle]]}} Si tratta di squadrismo inconsapevole. Di Battista dice di essere nato nel '78 e di non avere quindi ricordi del [[Fascismo]]. Ma il Fascismo non era poi una cosa così diversa da quanto si sta vedendo in questi giorni in [[Parlamento]]. Era antiparlamentarista, movimentista, voleva la piazza e voleva portare la piazza in Parlamento. [[Mussolini]] stesso diceva: "Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli". Chi non sa cosa è stato il Fascismo, ripete quegli stilemi.[...] Questi giovani sanno poco di quello che è successo negli anni del Fascismo. Senza saperlo, ripetono comportamenti che ci hanno portato alla rovina. Secondo me è più pericoloso un fascista inconsapevole, rispetto a fascisti dichiarati come [[Francesco Storace|Storace]] e [[Ignazio La Russa|La Russa]].<ref>Citato in ''[http://www.giornalettismo.com/archives/1333681/le-invasioni-barbariche-alessandro-di-battista-e-lo-scontro-a-distanza-con-corrado-augias/ Alessandro Di Battista, Corrado Augias e lo "scontro" a distanzia che infiamma il web]'', ''Giornalettismo.com'', 1 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Sui detrattori del ddl Cirinnà che oppongono l'[[omogenitorialità]] alla famiglia della tradizione cristiana}} Se lei considera in quale famiglia è nato Gesù, lei si rende conto {{NDR|che}} Maria concepisce da un'entità sacra al di fuori del matrimonio, Giuseppe adotta – perché "padre putativo" vuol dire "padre adottivo" – un figlio che non è suo e lo fa per amore di sua moglie. E davanti a questa situazione [...] il disegno di legge Cirinnà diventa acqua fresca.<ref>Dal programma televisivo ''diMartedì'', 9 febbraio 2016. [https://www.youtube.com/watch?v=lROboJ-KkFI Video] disponibile su ''YouTube.com'' (min. 10:20).</ref>
*{{NDR|Intervistatore:}} Non sarebbe meglio se quelli di Charlie Hebdo si dessero una regolata? {{NDR|Augias:}} «Non sono d’accordo. Non tanto in nome dei principi di libertà che da un paio di secoli sono a fondamento della civiltà occidentale; nemmeno per ragioni pragmatiche dettate dalle circostanze. Mi preoccupa il principio: se accettiamo che la libertà di satira abbia un limite, chi stabilirà dove si colloca il confine?».<ref>[https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/europa-che-fine-ha-fatto-la-liberta-di-parola-e-di-pensiero-2/ da Lettere, La Repubblica, 1 novembre 2020]</ref>
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/07/20/news/odissea_nolan_commento_corrado_augias-425480797/ Lontana da Omero, vicina a noi, l'Odissea di Nolan è tutta politica]''|''repubblica.it'', 20 luglio 2026.}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*Nolan [...] non è solo un regista di “blockbuster” come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura Maga e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
==''I segreti di Roma''==
===[[Incipit]]===
Da dove cominciare il racconto di un ''universum'' qual è Roma? In una città contraddittoria come questa, carica di tutta la gloria, di tutte le rovine e di tutta la polvere che i secoli si sono lasciati dietro, è possibile scorgere le tracce di ogni evento o sentimento umani, l'ardimento e la codardia, la generosità e l'ignavia, l'intraprendenza e la losca mollezza degli infingardi. Non c'è avvenimento della storia conosciuta che non abbia lasciato un segno, una cicatrice, un graffio sulla sua scorza. Roma non sarà mai la città dell'ordine, delle simmetrie, del nitido svolgersi dei fatti secondo un disegno, l'esito coerente di un progetto. Se la storia degli uomini altro non è che violenza e frastuono, Roma è stata nei secoli lo specchio di questa storia, capace di riflettere con dolorosa fedeltà ogni dettaglio, compresi quelli dai quali si distoglierebbe volentieri lo sguardo.
{{NDR|Corrado Augias, ''I segreti di Roma'', 2006.}}
===Citazioni===
*[[Dante Alighieri|Dante]] fa di Catone un simbolo di libertà morale, di fermezza di carattere, di senso della giustizia, di dedizione al bene comune. Di fronte alla sua grande moralità, il fatto che fosse un pagano e un suicida diventa giustamente trascurabile. (2007, p. 77)
*I delitti che presentano aspetti mai interamente chiariti (e che mai lo saranno) sono quelli più intensi, dal punto di vista narrativo. (2007, p. 94)
*Circa sessanta persone presero parte alla congiura. Tra loro, come in ogni complotto politico, c'era di tutto: pompeiani che volevano vendicare il loro capo, ex cesariani che l'avevano abbandonato anche per risentimento personale, mestatori professionisti, difensori della Repubblica. Ne divennero i capi Cassio Longino e Marco Bruto. Quest'ultimo era nipote di Catone, forse figlio di [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]]; in ogni caso, sua madre ne era stata per anni l'amante preferita, e così sua sorella. Si può capire che nei riguardi del dittatore Bruto nutrisse sentimenti complessi. [[Dante Alighieri|Dante]] lo caccerà nell'inferno (canto XXXIV, vv. 64-65) tra i massimi traditori; [[William Shakespeare|Shakespeare]] ne farà invece un eroe della libertà. Sentimenti a parte, si può dire che i congiurati erano quasi tutti uomini retti, che si mossero per sincero amore della Repubblica, anche se [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], nella sua cinica saggezza, scrisse che agirono «con animo virile, ma con intelligenza infantile». La loro idea era che, ucciso il tiranno, la Repubblica sarebbe tornata allo splendore antico, all'austerità dei costumi, a quell'intransigente e rustica moralità che aveva fatto grande Roma. Cesare aveva visto più lontano; sapeva che quella Repubblica non sarebbe mai più tornata e che tanto valeva affidare Roma a uomini che fossero di per sé grandi: egli medesimo e il figlio adottivo Caio Ottavio ([[Augusto|Ottaviano Augusto]]). (2007, p. 95)
*L'ingresso, al nono chilometro della Tuscolana, è ancora quello d'una volta, caratterizzato (e datato) dalle tondeggianti linee architettoniche del ventennio fascista. Parlo di un luogo mitico, Cinecittà, felice invenzione fin dal nome, uno dei pochi neologismi veramente indovinati in una lingua come la nostra che non si presta molto alle novità lessicali. (2007, p. 182)
*Si racconta che, nei giorni di riprese, il grande [[Totò]] arrivasse a Cinecittà molto per tempo. Una mattina giunse così presto da trovare la porta dello studio ancora chiusa. Il guardiano, vedendolo aggirarsi inquieto, si precipitò gridando: «Arrivo, Totò!». La cosa non piacque per niente all'attore, che ribatté: «Mi chiami principe, lo esigo». Antonio de Curtis, in arte Totò, ha avuto per tutta la vita l'ingenua pretesa di godere del diritto al titolo di «Altezza imperiale» in quanto discendente del trono di Bisanzio. Fra i suoi nomi figuravano Gagliardi, Griffo, Focas, Comneno. In quel caso però l'ultima parola l'ebbe proprio il guardiano, che prontamente rispose: «Principi ce ne sono tanti, Totò uno solo». La risposta piacque e da quel momento fu consentito all'astuto guardiano di rivolgersi a lui chiamandolo Totò. (2007, p. 183)
*Al cameriere che gli aveva servito un caffè in camerino, Totò un giorno diede 1000 lire, lasciando il resto come [[mancia]]. La voce si diffuse e appena Totò ordinava un caffè, tre o quattro camerieri si precipitavano. Uno di loro, il più anziano, non riusciva però mai ad arrivare primo. Saputo il fatto, l'attore ordinò che gli si dessero 200 metri di vantaggio sugli altri, così anche lui riuscì per due volte a guadagnarsi le 1000 lire. (2007, p. 183)
*Si può dire che tra Roma e il cinematografo ci sia stata attrazione e influenza reciproca: il cinema ha modificato la città, e viceversa. La capitale ha infatti potenziato la capacità del cinema italiano di farsi specchio realistico dei tempi sia nel senso più ovvio (film di guerra in tempo di guerra, film fascisti in epoca fascista) sia in un senso più profondo: per esempio, ha saputo cogliere e trasferire sullo schermo, facendoli diventare racconto, certi aspetti, umori o bisogni che sono stati così elevati a caratteristiche nazionali. (2007, p. 184)
*Lo scrittore [[Alessandro Manzoni]], esponente insigne del cattolicesimo liberale, manifestò la sua soddisfazione quando i piemontesi, nel 1860, occuparono lo [[Stato Pontificio|Stato pontificio]]. Sua figlia Vittoria ha lasciato questa testimonianza: «Quando in settembre arrivarono le notizie della spedizione di Romagna, papà non stava più in sé dalla contentezza: piangeva, rideva, batteva le mani gridando Viva Garibaldi! ... Papà era convinto che la perdita del potere temporale dovesse essere una misura provvidenziale per la Chiesa, la quale, liberata da ogni cura terrena, avrebbe potuto meglio esercitare il suo dominio spirituale». Manzoni, e anche il filosofo cattolico [[Antonio Rosmini]], avevano ovviamente ragione. All'inizio del XXI secolo perfino un difensore della «dottrina della fede» come il cardinale Ratzinger, oggi [[papa Benedetto XVI]], era disposto ad ammettere l'enorme vantaggio che aveva rappresentato per la Chiesa la perdita del dominio su alcuni territori. Lo dimostra la vitalità del cattolicesimo che, in mondi lontani dall'ambiente della curia romana, dimentico di ogni retaggio temporale, fonda la sua autorevolezza sulla spiritualità e sul sollievo portato ai più umili. (2007, p. 225)
==[[Incipit]] de ''Il disagio della libertà''==
Una domanda che ho sentito ripetutamente porre nelle conversazioni con amici stranieri è come mai gli italiani tengano così poco alla libertà da avervi più volte rinunciato nel corso della loro storia senza eccessive preoccupazioni. A prima vista la questione potrebbe sembrare fuori luogo. Proprio agli occhi di molti visitatori stranieri, il nostro appare come uno dei Paesi dove la libertà abbonda, in certi casi straripa.
==''Leggere''==
===[[Incipit]]===
Molti anni fa lessi una frase di [[Marcel Proust]] che mi parve subito molto bella ma, per dire la verità, anche un po' eccessiva. Era il periodo in cui, come scrive il poeta [[Giorgio Caproni]], la vita s'avverte in modo più intenso: "Oh, altezza/ mai più raggiunta dal fuoco del cuore". Le parole di Proust, allora, mi sembrarono troppo lontane da quel "fuoco del cuore". Dicevano: "Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di aver perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro".
===Citazioni===
*I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori. (p. 45)
*Un giovane che voglia avere davanti a sé una ragionevole porzione di futuro dovrebbe dominare (dico "dominare", non balbettare) almeno tre livelli linguistici: il dialetto locale, quando c'è; la lingua nazionale; una lingua straniera. (p. 39)
*I romanzi di [[Victor Hugo|Hugo]] sono poderosi, zeppi di personaggi che balzano al vivo fuori della pagina, figurine di un presepio laico, di una rappresentazione profana sulla sacralità della vita terrena, l'infanzia, il male, la giustizia, l'amore, gli uomini di Dio. (p. 41)
*La lingua è una geniale convenzione, le [[parole]] significano qualcosa solo perché siamo tutti d'accordo che ciò debbano significare. (p. 11)
*La [[letteratura]] non ha messaggi né valori morali da proporre, e quando ne ha, si tratta di un genere di cattiva letteratura. Il suo solo compito è di rappresentare la contraddittoria esperienza del tutto e del nulla della vita, del suo valore e della sua assurdità. (p. 113)
*La vita contemporanea, all'apparenza così piena di luce (in tutti i sensi), contiene in realtà vaste zone d'ombra, dove solo la [[letteratura]] e le [[arte|arti]] sono in grado di penetrare; sicuramente non riusciranno a illuminarla per intero, tanto meno potranno cambiarne il connotato, ma possono aiutarci a percepirne l'estensione e la complessità, il che sarebbe già un risultato notevole. (p. 113)
*Noi siamo abituati a dare a parole come "[[silenzio]]" e "[[solitudine]]" un significato di malinconia, negativo. Nel caso della [[lettura]] non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora "ogni affanno". (p. 106)
==Citazioni su Corrado Augias==
*Augias è un esempio perfetto di autore scandalistico. ([[Michael Hesemann]])
*Si leggeva Augias con la sicurezza di ritrovare, sempre, quella misura, quella ostinata difesa della [[Repubblica]] (l'istituzione, ma anche il [[La Repubblica (giornale)|giornale]], ''nomen omen''...) come solo, vero territorio comune di tutte le persone di buona volontà. Leggendo Corrado si sentiva Parigi e si sentiva la ''Republique''. ([[Michele Serra]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Corrado Augias, ''I segreti di Roma. Storie, luoghi e personaggi di una capitale'', Mondadori, 2006. ISBN 880455908X
*Corrado Augias, ''I segreti di Roma. Storie, luoghi e personaggi di una capitale'', Oscar bestsellers, Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56641-0
*Corrado Augias, ''Leggere. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi'', Mondadori, Milano, 2007.
*Corrado Augias, ''Il disagio della libertà'', Rizzoli, 2012. ISBN 9788817055079
==Voci correlate==
*''[[Inchiesta su Gesù]]''
*''[[Inchiesta sul cristianesimo]]''
*''[[Disputa su Dio e dintorni]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|I segreti di Roma||(2005)}}
{{DEFAULTSORT:Augias Corrado}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani]]
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Maria
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Spinoziano (BEIC)
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Enselmino da Montebelluna
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wikitext
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{{Nota disambigua|descrizione=|titolo=[[Madre di Dio (disambigua)]]|redirect=Madre di Dio}}
[[File:Antonello da Messina 037.jpg|thumb|right|Antonello da Messina, particolare del viso della Vergine nell'''[[Annunciata di Palermo|Annunciazione]]'']]
'''Maria''', personaggio biblico, madre di [[Gesù]].
==Citazioni di Maria==
===''[[Nuovo Testamento]]''===
{{cronologico}}
====''[[Vangelo secondo Luca]]''====
*Come è possibile? Non conosco uomo.
*Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.
*''L'anima mia magnifica il Signore | e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, | perché ha guardato l'umiltà della sua serva. | D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. | Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente | e Santo è il suo nome: | di generazione in generazione la sua misericordia | si stende su quelli che lo temono. | Ha spiegato la potenza del suo braccio, | ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; | ha rovesciato i potenti dai troni, | ha innalzato gli umili; | ha ricolmato di beni gli affamati, | ha rimandato a mani vuote i ricchi. | Ha soccorso Israele, suo servo, | ricordandosi della sua misericordia, | come aveva promesso ai nostri padri, | ad [[Abramo]] e alla sua discendenza, | per sempre.''
*Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.
====''[[Vangelo secondo Giovanni]]''====
*Non hanno più vino.
*Fate quello che {{NDR|[[Gesù]]}} vi dirà.
===Attribuite===
*Ciò che ho da dirvi non è necessario scriverlo. Volete farmi la grazia di venire qui per quindici giorni? Io non vi prometto la felicità in questo mondo, ma nell'altro. (in occasione dell'apparizione a Lourdes, 18 febbraio 1858)<ref name=lourdes>Citato in ''[http://www.lourdes-france.org/index.php Sito ufficiale del Santuario di Lourdes]''</ref>
*Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori! Bacerete la terra in espiazione per i peccatori! (24 febbraio 1858)<ref name=lourdes/>
*Andate alla fonte, bevete e lavatevi. (in occasione dell'apparizione a Lourdes, 25 febbraio 1858)<ref name=lourdes/>
*Dite ai sacerdoti che si venga qui in processione e si costruisca una cappella. (in occasione dell'apparizione a Lourdes, 2 marzo 1858)<ref name=lourdes/>
*Io sono l'[[Immacolata Concezione]].
:''Que soy era Immaculada Councepciou''.<ref>In patois, dialetto che si parla a Lourdes.</ref> (in occasione dell'apparizione a Lourdes, 25 marzo 1858)<ref name=lourdes/>
==Citazioni su Maria==
===Testi sacri===
{{cronologico}}
====''[[Nuovo Testamento]]''====
=====''[[Vangelo secondo Matteo]]''=====
*Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò [[San Giuseppe|Giuseppe]], lo sposo di Maria, dalla quale è nato [[Gesù]] chiamato Cristo.
*Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". [...] Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
=====''[[Vangelo secondo Luca]]''=====
*Nel sesto mese, l'angelo [[Arcangelo Gabriele|Gabriele]] fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata [[Nazareth|Nazaret]], a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di [[Davide]], chiamato [[San Giuseppe|Giuseppe]]. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di [[Grazia divina|grazia]], il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
*In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di [[Zaccaria (Nuovo Testamento)|Zaccaria]], salutò [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]]. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".
*Partì {{NDR|Gesù}} dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
*Gli fu annunziato: "Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti". Ma egli rispose: "Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".
=====''[[Vangelo secondo Giovanni]]''=====
*Ci fu uno sposalizio a [[Cana|Cana di Galilea]] e c'era la madre di Gesù.
*E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora".
*Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, [[Maria di Cleofa|Maria di Clèofa]] e [[Maria Maddalena|Maria di Màgdala]]. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il [[Giovanni apostolo ed evangelista|discepolo che egli amava]], disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
=====''[[Atti degli Apostoli]]''=====
*Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
====''[[Vangeli apocrifi]]''====
*Colui che a mala pena contengono i cieli si è compiaciuto di essere contenuto in te. (''[[Vangelo di Bartolomeo]]'')
*Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna? Maria è la Vergine che nessuna forza ha violato, e questo è un grande anatema per gli Ebrei, che sono gli apostoli e gli apostolici. Questa Vergine, che nessuna forza ha violato [...], e le Potenze si contaminano. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'')
=====''[[Protovangelo di Giacomo]]''=====
*Si compirono i mesi della gravidanza, e nel nono mese [[Sant'Anna|Anna]] partorì. E domandò alla levatrice: – Che cosa ho messo al mondo? – Quella rispose: – Una femmina –. Allora Anna esclamò: – Oggi la mia anima è stata magnificata! –. E pose la bimba nella culla.<br>Trascorsi poi i giorni necessari, Anna si purificò, diede la poppa alla bimba e le pose nome Maria.
*E qui {{NDR|al [[Tempio di Gerusalemme|Tempio]]}} l'accolse il sacerdote, il quale, baciatala, la benedisse dicendo: – Il Signore ha glorificato il tuo nome per tutte le generazioni; in te alla fine dei tempi il Signore manifesterà la sua redenzione per i figli d'Israele.<br>Poi la pose sopra il terzo gradino dell'altare e il Signore Iddio fece scendere su di lei la sua grazia ed ella danzò coi suoi piedi, e tutta la casa d'Israele si compiacque di lei.
*Così Maria restò nel Tempio, allevata come una colomba e riceveva il cibo dalla mano di un angelo.
*E il sacerdote la benedisse con queste parole: – Maria, il Signore Iddio ha glorificato il tuo nome e tu sarai benedetta da tutte le generazioni della terra.
=====''[[Vangelo dello pseudo-Matteo]]''=====
*E al terzo anno, avendola svezzata, Gioacchino e sua moglie Anna andarono insieme al Tempio del Signore e offrendo vittime al Signore affidarono la loro piccola bimba, Maria, perché abitasse con le giovinette che trascorrevano giorno e notte nell'adorazione di Dio. Quando essa fu posta davanti al Tempio del Signore salì così di corsa i quindici gradini che non si volse affatto a guardare indietro, né – come di solito si fa nell'infanzia – cercò i genitori. E di questo fatto tutti restarono attoniti per lo stupore, tanto che gli stessi pontefici del Tempio se ne meravigliarono.
*Era dunque Maria oggetto di ammirazione a tutto il popolo. Pur essendo appena di tre anni, camminava con passo così sicuro, parlava così perfettamente e così bene si applicava all'adorazione di Dio, che non si sarebbe detta una bambina, ma una persona grande, e attendeva con costanza alle preghiere come se avesse già trent'anni. Il suo volto risplendeva come la neve, tanto che a stento si poteva guardarla in faccia.
*Nessuno la vide mai adirata, nessuno l'udì mai dire una parola cattiva. Anzi, il suo parlare era così pieno di grazia, che si poteva capire come sulla sua lingua ci fosse Dio.
====''[[Corano]]''====
*In verità, o Maria, Dio ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo.
*O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola proveniente da Lui: il suo nome sarà Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini a Dio.
*Ella disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "È così che Dio crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è."
*E rammenta nel libro Maria quando si appartò dalla famiglia in un luogo a oriente. Ella mise una cortina fra sé e loro. Noi le inviammo il Nostro Spirito, che per lei si fece simile a un uomo. Disse: «Mi rifugio da te presso il Misericordioso, se sei timorato». Disse: «Io sono solo un inviato del Signore per donarti un figlio puro.» Disse: «Come potrò avere un figlio, se nessun uomo mi ha toccata e non sono dissoluta?» Disse: «Così sarà! Il Signore ha detto: "Ciò mi è facile e faremo di lui un segno per le genti, e una misericordia da parte Nostra". È cosa già decisa.» Ella rimase dunque incinta e si allontanò con lui in un luogo appartato.
*Ecco Gesù figlio di Maria: parola di verità di cui essi dubitano.
===Citazioni varie===
*A Gesù si va e si "ritorna" sempre per Maria. ([[Josemaría Escrivá de Balaguer]])
*A un tratto la Vergine Santa mi parve ''bella, tanto bella'' che non avevo visto mai cosa bella a tal segno, il suo viso spirava bontà e tenerezza ineffabili, ma quello che mi penetrò tutta l'anima fu «''il sorriso stupendo della Madonna''». ([[Teresa di Lisieux]])
*Al mio paese c'è un bel santuario dedicato alla Madonna del Colle. In occasione del tricentenario della fondazione di questo santuario verrà a parlare uno con cui ci salutiamo anche gentilmente. Verrà a parlare della Madonna uno che si chiama Giulio Andreotti. Ci siamo capiti. ([[Pietro Ingrao]])
*{{NDR|Nel corso del XVI secolo}} All'immagine della Regina dei Cieli si preferisce adesso quella della Madonna dell'Umiltà, seduta non su un trono ma sulla nuda terra. Altre interpretazioni del ruolo della Vergine ne esaltano il ruolo materno. ([[Mary Hollingsworth]])
*Alla Madonna ho promesso che avrei fatto le cose per bene, perché tutto quello che faccio, lo faccio a nome suo. E così lei è stata attenta a non farmi sbagliare. ([[Gino Bartali]])
*Almeno una volta al giorno bisognerebbe dire: grazie Maria. Non si sa perché, però qualcosa ce l'ha data. ([[Roberto Benigni]])
*Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine Maria, e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito. ([[Charles Darwin]])
*Anche se le singole scene riferite a Maria sono sparse qua e là nei vangeli, esse tuttavia [...] formano una rete di rapporti i cui singoli momenti si illuminano, si moltiplicano e si approfondiscono a vicenda indefinitamente, come in una sala degli specchi. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*Annunciazione! Annunciazione!... Tu Marì, Marì, fai il figlio di Salvatore, Gabriele ti ha dato la buona notizia... Annunciazione! Annunciazione. ([[Lello Arena]])
*Armeno se fusse sentito sona' er campanello... la porta... er telefono... citofono... quarche madonna! Oddio!!! Ch'ho detto!!! ([[Aldo Fabrizi]])
*– Benedetta sia la tua purezza e eternamente lo sia.<br>– Poiché Dio stesso si diletta della tua graziosa bellezza.<br>– A te, principessa celeste, Santa Vergine Maria.<br>– Ti offro in questo giorno, anima, vita e cuore. Guardami con compassione e non lasciarmi, madre mia. (''[[Sorella Morte]]'')
*''Benigna madre del nostro signor | fontana di pietà vergine bella | gratiosa a ciascun piena d'amore | ad te mi volgo perché tu se quella | che ami: & non sdegni el peccatore | che l'alme exalti in ciel sopr'ogni stella | & tucto el tuo desio è di concedere | gratia a ciascun purché la voglia chieder''. ([[Bernardo Giambullari]])
*Bisogna arrivare a credere come ha creduto la Madonna per amare come ha amato Lei. ([[Edward Poppe]])
*«C'aggi' 'a fa'? Tu saie tutto... Saie pure pecchè me trovo int' 'o peccato. C'aggi' 'a fa'?» Ma essa zitto, nun rispunneva. (''Eccitata'') «E accussì ffaie, è ove'? Cchiù nun parle e cchiù 'a gente te crede?... Sto parlanno cu' te! (''Con arroganza vibrante'') Rispunne!». (''Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parlò da ignota provenienza'') «'E figlie so' ffiglie!». Me gelaie. Rummanette accussì, ferma. (''S'irrigidisce fissando l'effige immaginaria'') Forse si m'avutavo avarria visto o capito 'a do' veneva 'a voce: 'a dint' a na casa c' 'o balcone apierto, d' 'o vico appriesso, 'a copp' a na fenesta... Ma penzaie: «E pecchè proprio a chistu mumento? Che ne sape 'a ggente d' 'e fatte mieie? È stata Essa, allora... È stata 'a Madonna! S'è vista affrontata a tu per tu, e ha vuluto parlà... Ma, allora, 'a Madonna pe' parlà se serve 'e nuie... E quanno m'hanno ditto: "Ti togli il pensiero!", è stata pur'essa ca m' 'ha ditto, pe' me mettere 'a prova!... E nun saccio si fuie io o 'a Madonna d' 'e rrose ca facette c' 'a capa accussì! (''Fa un cenno col capo come dire: "Si, hai compreso"'') 'E figlie so' ffiglie!» E giuraie. ([[Eduardo De Filippo]])
*C'è una brano della Madonna che parla in prima persona che è di grande effetto. Lo "spavento di Maria" è un pezzo potentissimo che rende benissimo l' immagine di questa ragazza sgomenta davanti all'annunciazione. È un testo affascinante, la Merini è una grande autrice e il Magnificat il suo gioiello. ([[Paola Pitagora]])
[[Immagine:Annunciation (in Islam).jpg|thumb|Maria nella tradizione islamica]]
*Chi ama ''currit, volat, laetatur''. Amare significa correre con il cuore verso l'oggetto amato. Ho iniziato ad amare la Vergine Maria prima ancora di conoscerla... le sere al focolare sulle ginocchia materne, la voce della mamma che recitava il rosario. ([[Giovanni Paolo I]])
*''Chi vuol veder quanto penare un core | Può mai tra noi, venga a mirar l'invitta | Vergine eccelsa, che dal duol trafitta, | Per far più lungo il suo morir, non more''. ([[Giuseppe Ercolani]])
*Chi nutre nel cuore un amore festoso verso la Madonna ottiene in cambio un gaudio eccellente. ([[Edward Poppe]])
*Come Madre di Dio è elevata sopra tutti gli uomini, eppure rimane sì semplice e modesta che a questo riguardo non potrebbe tenere sotto di sé una piccola ancella. O poveri noi uomini, che quando abbiamo qualche bene, potere od onore, anzi se soltanto siamo un po' più belli degli altri, non possiamo stare a fianco di uno minore di noi e le nostre pretese divengono smisurate, che cosa faremmo se ricevessimo dei beni tanto grandi e sublimi? ([[Martin Lutero]])
*Come tutti i bolognesi, mi affido anch'io alla protezione della Madonna di San Luca, confidando nel suo aiuto per svolgere con serena imparzialità e rigore il mio mandato. ([[Pier Ferdinando Casini]])
*Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, Mediatrice. (''[[Lumen Gentium]]'')
*Costi quel che costi è necessario che parli di mia madre del Cielo. ([[Bernadetta Soubirous]])
*Crede, e spera, nella Madonna, il fabbricante di madonne? ([[Carlo Emilio Gadda]])
*Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine? Io ho contati duecentocinquanta appellativi della Vergine: e non sono tutti. Quattro o cinque tengono il primato. ([[Matilde Serao]])
*Credo che sia vero che questo personaggio (Galadriel) debba molto all'insegnamento cristiano e cattolico su Maria. ([[John Ronald Reuel Tolkien]])
*[Dio] creò la Vergine Maria, e cioè fece sorgere sulla terra una purezza così intensa da potere, in seno a tanta trasparenza, concentrarsi fino ad apparirvi bambino. Ecco, espressa nella sua forza e nella sua realtà, la capacità che la [[purezza]] ha di far nascere il Divino in mezzo a noi. ([[Pierre Teilhard de Chardin]])
*Dal punto di vista metodista, indipendentemente dal fatto che siano vere o false, esse {{NDR|dottrine dell'immacolata concezione e assunzione della Vergine}} non vengono ritenute essenziali per la fede. (Rapporto di Nairobi<ref>Da ''Enchiridion Oecumenicum'', vol III, Dehoniane, Bologna, 1996.</ref>)
*Devo esser Maria e da me far nascere Dio perché egli mi conceda beatitudine eterna. ([[Angelus Silesius]])
*Di Maria non si dirà mai abbastanza.
:''De Maria numquam satis''. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*Dio è padre; Cristo è nostro fratello; la Madonna è la nostra Madre di grazia: ed allora? Pregare per la pace, la grazia, la fraternità, non si sbaglia mai! ([[Giorgio La Pira]])
*Dopo il vostro voto mi sono fermato in silenzio a meditare... Mi sono fermato a chiedere protezione e coraggio a Colei che, umile e alta, più che creatura, è madre di Dio e dell'uomo. ([[Oscar Luigi Scalfaro]])
*Dio non lo rimpiange {{NDR|di aver creato l'uomo}} perché c'è stata Maria e Maria basta per giustificare tutto; è l'unica creatura assolutamente perfetta che rallegra suo padre in modo unico. ([[Marie-Dominique Philippe]])
*È anche grazie al culto mariano che la donna è stata rivalutata nelle società medievali. ([[Jacques Le Goff]])
*È impossibile concepire la nostra vita, la vita della Chiesa, senza il rosario, le feste mariane, i santuari mariani e le immagini della Madonna. ([[Giovanni Paolo I]])
*È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria. ([[Giovanni Bosco]])
*''E tu, [[Betlemme]] di Efrata | così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, | da te mi uscirà colui | che deve essere il dominatore in Israele; | le sue origini sono dall'antichità, | dai giorni più remoti. | Perciò Dio li metterà in potere altrui | fino a quando colei che deve partorire partorirà; | e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele.'' (''[[Libro di Michea]]'')
*{{NDR|Maria}} È una persona semplice, con un grande cuore. Ho dato corpo alla sua spiritualità, in quel periodo e ancora oggi in questi villaggi, le donne facevano lavori manuali. Il Marocco ti aiuta a entrare nel ruolo: siamo circondati da una tale bellezza e povertà. Il cielo ha un colore che non ho visto da nessun'altra parte. Non è lo stesso girare qui che in una città arrabbiata. ([[Jacqueline Bisset]])
*Ecco che Ti supplico, Santa Madre di Dio, Angelo e figlia degli uomini, Cherubino apparso in forma corporea, Sovrana celeste, sincera come l'aria, pura come la luce, senza macchia che si alza come la stella del mattino, più santa della dimora inviolabile del [[Tempio di Gerusalemme|Tempio]], luogo di beate promesse, Eden dotato del soffio divino, albero della vita eterna, custodita da una spada di fuoco! Il sublime potere del Padre Ti ha ricoperto con la sua ombra e lo [[Spirito Santo]], riposando in Te, Ti ha ornato con la sua santità; il [[Gesù|Figlio]], facendo in Te la sua dimora, Ti ha preparato come un tabernacolo; l'Unigenito del Padre è il tuo Primogenito, tuo Figlio per nascita, tuo Signore, poiché Ti ha creato. Niente macchia la tua purezza, niente macchia la tua bontà; Tu sei la santa immacolata, la cui intercessione ci protegge. ([[Gregorio di Narek]])
*Ecco: la vergine<ref>Per i cristiani si tratta della Madonna.</ref> concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. (''[[Libro di Isaia]]'')
*Esaminando la persona e l'opera della Beata Vergine noi veniamo illuminati sugli aspetti più importanti del mistero cristiano. ([[Roberto Coggi]])
*Gesù è chiamato, nella tradizione musulmana, il Soffio di Dio nella Madonna, ma l'aspetto temporale della nascita di nostro Signore è una donna che dice Fiat! ([[Francesco Cossiga]])
*Gli tornavano in mente frammenti degli scismi, brani delle [[eresia|eresie]] che avevano diviso per secoli le Chiese di Occidente e di Oriente. Qua [[Nestorio]] contestava alla Vergine il titolo di madre di Dio, poiché, nel mistero dell'[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]], aveva portato in grembo la creatura umana e non il Dio. ([[Joris-Karl Huysmans]])
*''Haue regina uirgo gloriosa: | che de dio patre te chiamasti ancilla. | Del figlio fosti matre figlia e sposa | si como te monstrasti a Sibylla | nel cerchio doro col tuo figlio in brazo | attornel sole quando piu sincilla | per fare intendere Othauian pazo: | chal mondo era nato vn maggior desso | che a ciaschuno era pace e solazo | e como langel Gabriel istesso | discesi quando fosti salutata | da lui che da dio patre a te fo messo | e como fosti o uergine beata | como la scrittura santa fauella | da Esaya in figura monstrata | el nascera disse ello una uerzella | dela radice de Iesse & vn fiore | marauiglioso ascendera fuor della.'' ([[Enselmino da Montebelluna]])
*Ho pregato, mi sono rivolto più volte all'immagine miracolosa della Madonna del Sole venerata nella chiesa del paese, ma di lui nessuna traccia. ([[Romano Battaglia]])
*I Battisti in generale si pongono due problemi principali rispetto alla devozione mariana: 1) essa sembra mettere in dubbio l'esclusiva opera mediatrice di Gesù come Signore e Salvatore; 2)le dottrine mariane [...] sembrano avere uno scarso fondamento esplicito nella Bibbia. (Rapporto<ref>Dichiarazione congiunta Battisti – Cattolici, in ''Enchiridion Oecumenicum'', vol III, Dehoniane, Bologna, 1996.</ref>)
*I Luterani, pur ammettendo che Maria prega per la Chiesa, ed è degna dei più alti onori, hanno negato con coerenza che lei o gli altri santi possano essere considerati come mediatori o propiziatori, per il motivo che l'aver fiducia nei loro meriti potrebbe sminuire il ruolo di Cristo come unico mediatore (Unico Mediatore<ref>Dichiarazione congiunta Cattolici – Luterani (Usa), in ''Enchiridion Oecumenicum'', vol IV, Dehoniane, Bologna, 1996.</ref>)
*I pentecostali non invocano l'intercessione di Maria o di altri santi in cielo, non ritenendola una pratica biblicamente fondata. [...] I pentecostali ritengono che la Scrittura affermi che Maria ha avuto altri figli e che è vissuta come moglie di Giuseppe in senso pieno. [...] Maria, come una fra i fedeli, attende il giorno della risurrezione, quando assieme a tutti i cristiani, sarà unita fisicamente con suo figlio nella gloria. (Rapporto finale<ref>Dichiarazione congiunta Cattolici – Pentecostali, in ''Enchiridion Oecumenicum'', vol III, Dehoniane, Bologna, 1996.</ref>)
*Il carisma di Maria è lo sguardo confortante all'insieme del corpo ecclesiale, che la rende attenta per tutti i punti dolenti e pronta ad esprimerli, a provvedere avvisando chi di dovere, facendo intervenire altri. ([[Carlo Maria Martini]])
*Il culto di Maria Santissima ci aiuta a superare la difficoltà mettendo davanti ai nostri occhi questo fatto singolare: la persona creata più nobile e più eccelsa di tutto l'universo è una Donna che è Vergine e Madre. ([[Roberto Coggi]])
*Il fatto che tutti i profeti menzionati nelle Sacre Scritture siano riconosciuti da noi musulmani e soprattutto che la Vergine Maria e suo figlio godano di una considerazione del tutto speciale rappresenta un fattore di incontro tra la teologia cristiana e quella musulmana. ([[Niyazi Öktem]])
*Il mito della Madonna consegna la donna o alla castità e conseguente rinnegamento della sessualità o alla puttanaggine, che è l'altra faccia della medaglia della santità e dell'innocenza che deve espiare i peccati altrui senza mai commetterne uno suo e addossandoseli però tutti quanti. ([[Aldo Busi]])
*Il protestantesimo può ritrovare Maria come sorella nella fede, ma ritrovarla veramente, perché era, per così dire, perduta e quindi assente, e ora viene ritrovata e ridiventa presente; ritrovare dunque Maria come sorella, ma come sorella presente, non assente. ([[Paolo Ricca]])
*Il richiamo al Cristianesimo {{NDR|per l'Europa}} è presente proprio sul simbolo per eccellenza, sulla bandiera, perché quelle dodici stelle provengono dal culto della Vergine Maria e sono svincolate dal numero di Stati aderenti. ([[Mario Mauro]])
*Il tema più essenziale della letteratura italiana, finché essa si è mantenuta sui vertici, è quello del Giudice divino e della Vergine. [...] La letteratura e l'arte italiana sorsero da un ceppo religioso e di esso continuarono a nutrirsi. Protagonista fu il Pantocrator, il Cristo vincente della Divina Commedia e del Giudizio universale. Eroina fu la Paneghia, la tutta santa, la tutta pura, la Vergine amata. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Il ventre di Maria Vergine è più capace di tutto il mondo. ([[Girolamo Savonarola]])
*[La Chiesa cattolica] in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa desidera e spera di essere nella sua interezza. (''[[Sacrosanctum Concilium]]'')
*In Maria non vediamo il Signore, ma vediamo lei stessa, sempre al fianco del Signore. Il suo servizio è un servizio immediato: è intercessione, che ella a Lui presenta per gli uomini, è distribuzione di grazia, grazia che ella ricevendola nelle proprie mani, riversa su di loro. Ella non rappresenta il Signore, ma lo asseconda. Perciò la sua posizione è come quella di Eva al fianco del primo uomo. Però ella sta al fianco di [[Gesù|Cristo]], non a suo profitto ma a vantaggio nostro: è la madre dei viventi non perché da lei provengano di generazione in generazione, ma perché il suo amore materno abbraccia insieme il Capo e tutto il Corpo Mistico. ([[Edith Stein]])
*In molti versetti {{NDR|di alcuni inni}} la maternità immacolata di Maria viene paragonata al passaggio del Mar Rosso da parte degli Ebrei. Per esempio, nel versetto: 'Nel Mar Morto è stata tracciata una volta l'immagine della Vergine Sposa'. ([[Borís Leonídovič Pasternàk]])
*In ogni momento della sua esistenza, Maria parla e agisce in nome della Chiesa, non in virtù di una specie di decisione a Lei sovrapposta, né beninteso di una intenzione esplicita da parte sua, ma perché, per così dire, essa la porta e la contiene già tutta intera nella sua persona. ([[Henri-Marie de Lubac]])
*In ogni momento, in ogni circostanza, facciamo appello a questa dolce Madre, invochiamo il suo amore materno e, facendo ogni sforzo per imitare le sue virtù, abbiamo per Lei un sincero cuore di figli. ([[Francesco di Sales]])
*In Polonia la Madonna nera di Czȩstochowa si è dimostrata più potente dei comunisti. ([[Manuel Vázquez Montalbán]])
*In questo libro [...] non si parla a sufficienza di Maria, forse per amore ecumenico verso i protestanti ama anche per una sorta di pudore dell'autore, che, pure [...] la invoca nel silenzio della sua anima e la considera il modello di chi «ascolta la Parola e la mette in pratica». ([[Paolo Giuntella]])
*Io desidero che la tua icona, Madre di Dio, si rifletta continuamente nello specchio dell'[[anima]] e la conservi pura fino alla fine dei secoli. Rialzi coloro che sono curvi verso terra e doni la [[speranza]] a coloro che considerano e [[imitazione|imitano]] l'eterno modello della [[bellezza]]. ([[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]])
*''Io ti ringrazio per questo silenzio | che resta tra noi, | io benedico il coraggio di vivere, | sola, con Lui''. ([[Pierangelo Sequeri]])
*L'ammirazione e l'affetto del popolo russo per la Madonna Litta dimostrano l'attualità del suo messaggio. ([[Carlo Azeglio Ciampi]])
*L'Annunciazione della Vergine Maria è uno dei temi più rappresentati nella pittura mentre non lo è stato nella danza anche se il grande Nijinsky e l' impresario russo Diaghilev ci avevano già pensato prima di me. ([[Angelin Preljocaj]])
*L'enfasi cattolica tradizionale sul ruolo di Maria nella salvezza [...] ha continuato a sembrare loro {{NDR|agli Evangelici}} incompatibile con il ruolo molto più modesto attribuito a Maria nel Nuovo Testamento. (Il ruolo di Maria<ref>Rapporto finale colloqui Cattolici – Evangelicali, appendice: il ruolo di Maria, in ''Enchiridion Oecumenicum'', vol III, Dehoniane, Bologna, 1996.</ref>)
*L'impressione di purezza singolare che promana da lei, si radica nella modalità del suo esistere; nel fatto che la fede divenne puramente e semplicemente la forma della sua vita personale femminile, e la realtà che ella credeva divenne il contenuto della sua immediata esistenza. ([[Romano Guardini]])
*L'ultimo capolavoro per San Sepolcro {{NDR|di Piero della Francesca}} è la Madonna del Parto, forse la più bella immagine della Vergine di tutta la storia dell'arte. Affrescata in una cappella dedicata alla Vergine come protettrice delle puerpere, la scena ritrae Maria sotto un baldacchino, tenuto aperto da due angeli. ([[Cecilia Martinelli]])
*L'Unione {{NDR|europea}} ci ha reso tutti più ricchi ma ora si venera l'auto più della Vergine. ([[Joseph O'Connor]])
*La domenica, a messa, quando alzava la testa, scorgeva, scorgeva, trai fumi azzurrastri dell'incenso, il viso dolce della Vergine. Allora si intenerì: si sentì molle ed abbandonata come una piuma volteggiante nella tempesta; e fu quasi senza rendersene conto che si incamminò verso la chiesa, disposta a qualsiasi devozione pur di assorbirvi l'animo intero. ([[Gustave Flaubert]])
*La gloria della Vergine, come si legge nei salmi, è tutta interiore ed è più facile pensarla che descriverla. ([[Tommaso di Villanova]])
*La Madonna ci ha fatto il miracolo, perché il Signore ci è stato troppe volte in questa casa! ([[Giovanni Verga]])
*La Madonna viva in noi per formarci in Gesù. ([[Daniele Natale]])
*La madre di Gesù è madre universale dei dispersi figli di Dio, unificati nella persona di Cristo che ella ha rivestito della nostra carne nel suo grembo materno. ([[Aristide Serra]])
*La signora Vergine, pei campi andando e per Dio piangendo, incontra san Giovanni: 'Da dove venite, signor san Giovanni?' 'Vengo dall'Ave Salus.' 'Non avete visto il buon Dio, per caso?' 'È sull'albero della croce, piedi appesi e mani inchiodate, in capo un bianco cappellino di spine.' Chi la dirà tre volte alla sera e tre volte al mattino, guadagnerà alla fine il paradiso. ([[Victor Hugo]])
*La vera devozione a Maria parte dall'alto, non dal basso; è imposta dalla fede non dal sentimento. ([[Léon-Joseph Suenens]])
*La Vergine Maria è la manifestazione della Madre di Dio, e io mi sento attratta da tutto quello che rappresenta Dio come madre. ([[Sinéad O'Connor]])
*La Vergine rappresenta la creatura umana senza potere, senza volere, senza potenza creatrice e sovrana che non può che ricevere, essere disponibile, attendere. ([[Karl Barth]])
*Le sette volte in cui la Madonna parla possono essere chiamate le Sue Sette Parole e fanno così splendido parallelo alle Sette Ultime Parole di Gesù sulla croce. ([[Fulton J. Sheen]])
*Le vie del divino Amore non si percorrono senza Maria; è un assurdo il contrario, poiché senza la sua valida mediazione non si ha quel vigore di fede che lo alimenta e lo sostiene. L'anima non si sposa a Dio senza Maria, e non ha il purissimo vino dell'amore senza di Lei. ([[Dolindo Ruotolo]])
*Lo sguardo della Vergine è il solo veramente infantile, il solo vero sguardo di bambino che mai si sia posato sulla nostra vergogna e sulla nostra miseria. ([[Georges Bernanos]])
*Luca è l'autore che ha riflettuto più a lungo e con più impegno sulla figura di Maria: i suoi primi due capitoli potrebbero venir presentati come addirittura essenziali per lo sviluppo del pensiero mariano. ([[Gianni Colzani]])
*Lui si ricordò di una Madonna di Antonello da Messina. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La Madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino. ([[Dino Buzzati]])
*Madonna di Lourdes, non so se in questa babilonia ti accorgerai di me e neppure se ti interessi di ciclismo, comunque grazie, grazie anche per la Ninfa, fa conto che sia qui con me. ([[Luigi Malabrocca]])
*Madonna, difendici tu, intervieni tu, perché i nostri uomini non servono a nulla. ([[Ignazio Silone]])
*''Madre di Dio, io con la preghiera sto dinanzi alla tua immagine come davanti a una intensa luce. Non prego per la mia anima deserta ma per quella di un viandante che vaga nel mondo, senza patria. No! Voglio consegnarne l'anima innocente a colei che amorosamente ci difende da questo gelido mondo. Santa Vergine, circonda di felicità colui che ne è degno, dagli compagni benigni per il cammino; la splendida giovinezza, la vecchiaia tranquilla e al suo cuore, privo di malizia, la pace. La pace della speranza, O Madre di Dio, ti supplico, ascoltami''. ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*Maria col viso terreo, schiantata dal dolore (non era che un alito debolissimo, la Risurrezione), Giovanni un po' troppo in posa, e poi il ragazzetto che regge la scala ma, come tutti quelli che reggono una scala non bada a quel che fa ma si gira a guardare, e quel che guarda è ciò che tutti avrebbero guardato, non la Madonna, non Giovanni, non la croce: Maddalena. ([[Alessandro Baricco]])
*Maria concepì certamente senza vergogna, partorì senza dolore e di qui migrò senza corruzione. ([[Papa Alessandro III]])
*Maria è centrale nel sentimento di fede; se dalla teologale cura si entra nella percettibilità umana della fede, si incontra Maria. È inevitabile. Maria è al meglio quello che il cristianesimo ha fatto sentire di creaturale. Maria è la prima porta. ([[Mario Luzi]])
*Maria è così un vincolo di unione tra cristiani e musulmani, perché anche nel Corano essa è il modello dell'anima credente che si è abbandonata completamente nel Signore per compiere sempre e generosamente la sua divina volontà. ([[Magdi Allam]])
*Maria è la donna che, compiendo la volontà divina, trova la pienezza del suo valore. ([[Jean Galot]])
*Maria è la prima {{NDR|Donna}} a trattare Dio come familiare. E dice sì all'Angelo solo dopo aver interloquito criticamente con lui. Non è certo una sprovveduta. Se milioni e milioni di persone visitano ogni anno i santuari mariani è perché in quella ragazza trovano una via. ([[Angelo Scola]])
*Maria è mediatrice di grazia perché è «madre di misericordia». ([[Leonardo Murialdo]])
*Maria è non solo la pietosa degli affanni altrui, ma anche la bella, la potente, la forte: però si ricorre a lei, sicuri d'essere validamente aiutati nelle avversità della vita e nella lotta contro il male e le passioni che più facilmente ci conducono a rovina. ([[Alfonso Bertoldi]])
*Maria è sempre alla ricerca di persone semplici con cui dialogare. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*Maria è stata una rosa, bianca per la sua verginità, vermiglia per la carità. ([[Bernardo di Chiaravalle]])
*Maria è una donna veramente libera. È stata capace di guardare, di relazionarsi con Dio, da una posizione di parità. Quando Dio le chiede se vuole avere un figlio da Lui, se vogliono un figlio insieme, la prima reazione di Maria è di stupore. Come possiamo immaginare questa interazione tra Dio e un essere umano, una donna? Dio le dice. "Io non sono Dio perché detto delle regole, perché ti dico cosa devi e cosa è giusto fare, perché sono l'adulto; ma semplicemente perché sono la vita stessa. Tu e io possiamo interagire solo se lo desideriamo, se lo desideri". Dio ci ha dato la dignità e la scelta. ([[Teresa Forcades]])
*Maria è una persona concreta, una donna con i suoi progetti ed i suoi sentimenti, non un'idea. ([[Gianni Colzani]])
*Maria era il silenzio, la calma, il raccoglimento stesso. Non parlava molto perché era anche, per eccellenza, colei che ascolta, ed è per questo che poteva conservare tante sue parole nel cuore. ([[Catherine Doherty]])
[[Immagine:Michelangelo Petersdom Pieta.JPG|thumb|right|Michelangelo: la Pietà]]
*Maria: la terra vergine cercata dagli alchimisti. ([[Friedrich Hebbel]])
*Maria, Madre di Gesù,<br>dammi il tuo cuore,<br>tanto bello, tanto puro, tanto immacolato,<br>tanto pieno d'amore e d'umiltà,<br>così che io possa ricevere Gesù nel Pane della Vita,<br>amarLo come tu L'hai amato<br>e servirLo sotto le spoglie del più Povero dei Poveri.<br>([[Madre Teresa di Calcutta]])
*Maria, nella fede, ebbe il coraggio di confidare nel Dio dell'impossibile e di lasciare a Lui la soluzione dei suoi problemi: la sua era fede pura. ([[Carlo Carretto]])
*Maria non abbisogna dell'ammirazione del mondo, così come Abramo non la bisogno di lagrime: perché ella non era un'eroina, né egli un eroe. Ma ambedue divennero ancor più grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza, le pene, il paradosso, bensì per via di essi. ([[Søren Kierkegaard]])
*Maria non fa le cose solo per metà. ([[Giovanni Bosco]])
*Maria prolunga tutta la grandezza, la profondità, la capacità di ascolto e di accoglienza, di offerta e di donazione che le donne, lungo tutta la storia, hanno vissuto nella forza dello Spirito Santo. ([[Leonardo Boff]])
*Maria rappresenta, accanto a Redentore, l'insieme degli uomini e della Chiesa. ([[Yves Congar]])
*Maria soffrirà moralmente e spiritualmente per causa nostra e diverrà la Madre dei dolori, ma questa sofferenza non proverrà da uno squilibrio interiore, bensì dalla malizia degli uomini e dal suo amore per loro. ([[Bruno Forte]])
*''Maria, | veliero di speranze | senza approdi | se non a Dio | diafano ostensorio | dei [[Santissima Trinità|Tre]]. Mite | lembo d'arcobaleno.'' ([[Giuseppe Centore]])
*Mentre Eva, sviata dal messaggio del diavolo, disobbedì alla parola divina e si alienò da Dio, Maria invece, guidata dall'annuncio dell'angelo, obbedì alla parola divina e meritò di portare Dio nel suo grembo. ([[Ireneo di Lione]])
*Mi ha salvato quella Signora: Maria. Lei poi ti presenta suo figlio, Gesù. ([[Paolo Brosio]])
*Mi piacerebbe vedere la Madonna nell'atto di contemplare Gesù morto e giacente tra le sue braccia. Che cosa non ha sofferto questo cuore di Madre? ([[Elisabetta della Trinità]])
*Mi sono sentita spesso sovrastata dalla materia {{NDR|Maria}} e dalla letteratura sterminata che la riguarda. Però l'interesse per l'argomento era più forte, così come mi attirava addentrarmi in territori ignoti, anche di me stessa. ([[Laura Bosio]])
*Mia madre chiedeva alla Madonna che avvolgesse Paula nel suo manto e la proteggesse dal dolore e dall'angoscia, che se pensava di portarsela via almeno non la facesse soffrire oltre. ([[Isabel Allende]])
*Mio Paradiso sempre aperto è lo sguardo di Maria Immacolata che fa compagnia a Gesù ed anche a me. ([[Cecilio Maria Cortinovis]])
*Modello perfetto di tale vita spirituale e apostolica {{NDR|dei laici}} è la beata vergine Maria, regina degli apostoli, la quale, mentre viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro, era sempre intimamente unita al Figlio suo, e cooperava in modo del tutto singolare all'opera del Salvatore. (''[[Apostolicam Actuositatem]]'')
*Molti sostengono che solo Maria ci apre le porte del cielo. ([[Pietro Citati]])
*''Natura silet''. ([[Jacopo Sannazaro]])
*Nel momento del misterioso concepimento di Maria il buon frate {{NDR|G. B. Spagnuoli o Spagnoli, detto il Mantovano}}, derivando dal suo Vangelo, esclama: ''Mirata est crevisse uterum Natura, suamque | esse negavit opus''<br>Azio Sincero {{NDR|il Sannazaro}} castamente e arcanamente accenna con lieve tocco al mistero in due parole: «Natura silet». Quindi con un ''pieno'' orchestrale espande la gioia dell'universo che deve raggiungere tutti i popoli: ''quos maximus ambit | Oceanus Tethysque et raucisona Amphitrite''. ([[Enrico Carrara]])
*Nel [[Vangelo secondo Luca]], per esempio, troviamo un'immagine bellissima della felicità, in cui la Vergine Maria va a visitare la cugina [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]], la quale, come Maria, è incinta. Accade allora che, alla vista di Maria da parte della cugina, il bimbo nel grembo di Elisabetta cominci a sussultare. Si pensi al moto della gioia come a questo "sobbalzare"! ([[Salvatore Natoli]])
*Nell'ora tarda, nell'ora, qui, della dorata sera, vieni, Madre nostra amata, vieni, cascina consacrata! [...] Noi ti chiamiamo. Di Te sete, fame, bisogno abbiamo. Vieni, porta disserrata, speranza disarmata, cima altissima innevata! Tu sai, parlare Ti dobbiamo; su di noi, povere formiche, intorno a questa sedia che T'attende, non spirito, ma carne, Ti dobbiamo interrogare. ([[Giovanni Testori]])
*Nella storia della salvezza esiste di fatto una creatura alla quale la fede riconosce un posto assolutamente unico ed originale. È Maria, la madre di Gesù. ([[Giorgio Gozzelino]])
*«Nelle lacrime di una mamma, li c'è il dolore della Vergine». Per veder piangere la Madonna non è necessario far molta strada, né interrogare questi o quelli che hanno veduto alla Salette, a Fatima, a Siracusa... Ogni qualvolta vedo una mamma piangere — ed è un fatto di tutti i giorni — vedo piangere la Madonna. [...] Se non ci fosse questa immensa spaccatura nel cuore della Madonna, come tutto sarebbe piccolo quaggiù e senza porto! E noi saremmo tutti senza mamma. ([[Primo Mazzolari]])
*Nessun buon cattolico si inginocchierebbe davanti ad un'immagine di [[Iside]]. Tuttavia, tutti i motivi mitici attribuiti ora dogmaticamente a Maria come essere umano storico appartengono anche – e sono appartenuti nel periodo e nel luogo di sviluppo del suo culto – a quella dea-madre di tutte le cose, di cui sia Maria sia Iside erano manifestazioni locali: la sposa-madre del dio morto e risorto, le cui prime rappresentazioni note vanno oggi fatte risalire almeno intorno al 5500 a.C. ([[Joseph Campbell]])
*Nessuno dunque si reputi figlio di Maria, degno di essere accolto sotto la sua potentissima tutela, se sull'esempio di lei non si dimostrerà mite, giusto e casto, contribuendo con amore alla vera fraternità, non ledendo e nuocendo, ma aiutando e confortando. ([[Papa Pio XII]])
*Non ci stacchiamo mai da Maria. La causa di tutti i nostri guai è di non credere abbastanza all'amore della Mamma Immacolata: ogni vita cristiana, ogni vita religiosa, dev'essere vita mariana: quanto più viviamo in Maria, tanto più viviamo in Cristo. ([[Mariano da Torino]])
*Non è forse da voi, Signora mia {{NDR|Maria}}, che si può perfettamente comprendere ciò che passa fra Dio e la sposa secondo la parola dei Cantici? Del resto, figlioule mie, potete notare anche voi con quanta frequenza le parole dei Cantici ricorrano nelle antifone e nelle lezioni dell'Ufficio della Madonna che recitiamo ogni settimana. ([[Teresa d'Ávila]])
*Non lontano da Ètamps, sulla via di Parigi, esiste ancora oggi una grande costruzione quadrata con finestre a sesto acuto adorne di grossolani bassorilievi. Al disopra della porta è una nicchia che conteneva un tempo una Madonna scolpita in pietra; ma durante la Rivoluzione questa madonna subì la sorte di tanti altri santi e sante e fu solennemente spezzata dal presidente del club rivoluzionario di Larcy. Più tardi, fu messa al suo posto un'altra immagine della Vergine, questa volta di gesso, veramente, ma grazie a qualche straccio di seta e a qualche gioiello è ancora capace di conferire un'aria rispettabile alla bettola di Claudio Giraut. ([[Prosper Mérimée]])
*Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, ego me ''baptizzo'' contro il malocchio. Puh! Puh! E con il peperoncino e un po' d' ''insaléta'' ti protegge la Madonna dell'' 'Incoronéta''; con l'olio, il sale, e l'aceto ti protegge la Madonna dello ''Sterpeto''; corrrrrno di bue, latte ''screméto'', proteggi questa ''chésa'' dall' ''innominéto''. (''[[Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio]]'')
*''Oimè! che immago è questa? Ahi! che s'aggira: | Caliginoso intorno al sole ammanto, | La terra e l'aria orrore e morte spira. | Egli alto in Croce, | Ella alla Croce accanto; | Trafìtti ambo, un da chiodi, una d'affanno; | Gronda il Figlio di sangue, Ella di pianto''. ([[Alfonso Varano]])
*Parlare di lei è innanzitutto un atto di obbedienza alla volontà dell'Eterno. ([[Bruno Forte]])
*Per la verità dietro il vetro quella Madonna che affascinò la mia infanzia aveva un volto dolcissimo. Luccicava stellato l'azzurro dei suoi occhi di vetro e il drappeggio di panno, celeste celeste l'ammantava suggestivo nelle pieghe e nelle ricadute e dava sacralità alla statuina. ([[Maria Orsini Natale]])
*Predicò con vigore -Iddio colpirà –, scatenò terrore e devozione – Iddio castigherà –, si agitò e si inginocchiò – solo Maria può salvarci –, producendosi in una di quelle prestazioni di eloquenza celeste che erano rinomate tra le quattordici o quindici – quella mattina sedici – vecchie. ([[Sandro Veronesi]])
*Pregare, pregare senza sosta, ecco ciò che devo fare. Gesù mi manda da sua madre ed è Lei che ha in mano la mia salvezza. ([[Jacques Fesch]])
*Pur ammettendo che la beata Maria preghi per la Chiesa, è forse lei che riceve le anime nell'ora della morte? È forse lei che trionfa sulla morte? È lei che vivifica? Che cosa fa il Cristo, se è la beata Maria ad occuparsi di tutto questo? Benché meriti, in sommo grado, i più grandi onori, ella non vuole essere uguale a Cristo; al contrario ella vuole che noi consideriamo i suoi esempi e che ci atteniamo fermamente ad essi. ([[Filippo Melantone]])
*Pur possedendo chiese ed immagini della Madonna, nel santuario dell'anima, Maria è talvolta assente. Occorre il vitale spirito mariano, il vero spirito di umiltà, di soprannaturalità, di amore, di fiducia, che forma il cristiano. Occorre la vita interiore che feconda tutta l'attività e l'apostolato del cristiano. ([[Giacomo Alberione]])
*Quando versiamo le nostre lacrime, che sono «il sangue delle nostre anime», esse cadono sul cuore della Vergine, e da lì su tutti i cuori viventi. ([[Léon Bloy]])
*Quante cose andrebbero meglio, se noi nella nostra vita quotidiana, dessimo un posto più vasto alla Vergine! ([[Giovanni Maria Vianney]])
*Quanti sono, infatti, coloro che accendono alla Vergine, madre di Dio, un candelotto, magari a mezzogiorno, quando proprio non ce n'è bisogno! D'altra parte, quanto pochi cercano d'imitarne la castità, la modestia, l'amore per il regno dei cieli! ([[Erasmo da Rotterdam]])
*– Quei cessi li voglio così lustrati e sfavillanti che di venirci a fare i suoi bisogni ne dovrebbe essere orgogliosa anche la Vergine Maria. <br/>– Signorsì signore. <br/>– Soldato semplice Joker, tu credi alla vergine Maria? <br/>– Signorno, signore. <br/>– Soldato Joker, io credo di non aver sentito quello che hai detto. <br/>– Signore, il soldato ha risposto no, no signore. <br/>– Brutto verme, mi fai venir voglia di vomitare. {{NDR|Colpisce Joker con uno schiaffo}} Brutto ateo comunista adesso mi dici immediatamente che tu vuoi bene alla vergine Maria altrimenti io ti strappo le budella. Allora vuoi bene alla vergine Maria, vero o no? <br/>– Signorno, negativo, signore. <br/>– Soldato Joker, allora tu hai deciso di offendermi? <br/>– Signore, negativo signore. Il soldato pensa che qualunque cosa dica non vada bene e pensa che l'istruttore intenda punirlo ancora di più se si rimangia quello cha ha detto signore. (''[[Full Metal Jacket]]'')
*Quella di Maria è dunque una gloria che ha le sue radici nell'umiliazione, è una gioia che nasce dal pianto. ([[Giacomo Biffi]])
*Ricerchiamo in quei soavi e cari sguardi dai quali viene solo la grazia e la salute, la virtù che meglio ci prepari il cuore a ricevere con gratitudine le eterne fiamme della beatitudine; onde gli umani affetti si rivolgano con viva fede a te, Vergine, Madre, Imperatrice e Dea. Dal sublime e stellato tuo seggio mostrati a noi propizia. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*[Maria] riunisce per cosi dire e riverbera le esigenze supreme della fede. (''[[Lumen Gentium]]'')
*Santa Rosalia! Miracolo! – Ma quale Santa Rosalia, la Madonna di Lourdes è! La Madonna di Lourdes! (''[[La leggenda del pianista sull'oceano]]'')
* – Santa Vergine venitemi in aiuto. <br /> – Non immischiare nei tuoi affari chi non c'entra! Capito?! <br /> – È sempre Vostra Madre! <br /> – Don Camillo! (''[[Don Camillo (film 1952)|Don Camillo]]'')
*Scoprendosi come termine della storia, la Madonna aveva ormai la luce per interpretare il tempo anteriore. ([[Jean Guitton]])
*Se avessi intenzione di convertirmi a qualche religione probabilmente sceglierei il cattolicesimo perché ha, in definitiva, sante e la Vergine Maria. ([[Margaret Atwood]])
*''Se dal mio stato assai misero e vile | Per le tue man resurgo | Vergine, l' sacro e purgo | Al tuo nome e pensieri e 'ngegno e stile, | La lingua, e 'l cor, le lagrime e i sospiri.'' ([[Francesco Petrarca]])
*Se Dio l'ha scelta per il Figlio suo e per noi, il nostro compito non è più quello di sceglierla, ma solo di riceverla come nostra madre. ([[Léon-Joseph Suenens]])
*Se essa è nostra regina, anche noi regneremo con Cristo; Maria non ci è superiore che per esserci più vicina. ([[René Laurentin]])
*Se la Vergine potesse arricchirci, lo farebbe; ma si vede che il Padre e il Figlio la tengono a stecchetto. ([[Giuseppe Marotta (scrittore)|Giuseppe Marotta]])
*Se noi avremo il cuore di una madre o, più precisamente, se ci proporremo di avere il cuore della Madre per eccellenza: Maria, saremo sempre pronti ad amare. ([[Chiara Lubich]])
*Se qualcuno non crede che la santa Maria è Madre di Dio, si priva della divinità. ([[Gregorio Nazianzeno]])
*Se santità ed immacolatezza di Maria sono in totale dipendenza dalla grazia di Dio e di Cristo, non ci si deve lasciar sfuggire [...] quanto il figlio abbia voluto dipendere da sua madre, quanto di se stesso abbia voluto doverlo a lei. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*Se, secondo voi, il Verbo è Dio disceso da Dio e fu prodotto dalla sostanza del Padre, perché chiamate voi la vergine madre di Dio? Come poté ella partorire un Dio essendo creatura umana come noi? E, oltre a ciò, se Dio dice espressamente: «Sono io e non è nessun altro salvatore, fuori di me», perché mai avete il coraggio di chiamare salvatore il figlio di lei? ([[Flavio Claudio Giuliano]])
*Se siete in crisi, vi sbattete in ginocchio e pregate il Signore, i santi e la Madonna che vi vengano a tirar fuori. Noi atei, al contrario, non ci possiamo attaccare a nessun Santissimo. Per le nostre colpe dobbiamo rivolgerci solo alla nostra coscienza. ([[Dario Fo]])
*Se tanto amore portano le madri terrene alla loro prole, quale amore porterà a noi Maria, che tanto amava il suo Gesù e, ciononostante, lo ha dato alla morte per noi? ([[Giuseppe Marello]])
*Se uno vuole salvarsi senza passare per la Madonna, sbaglia. ([[Giuseppe Allamano]])
*Se volete capire la Madonna non rompetevi il campo dietro le astruserie di certi teologi: prima datevi a lei, poi le pagine del Vangelo avranno una luce così abbagliante che non farete più fatica a conoscerla, amarla a farla amare. ([[Andrea Gasparino]])
*Senza la Madonna noi non potremmo essere sicuri del futuro, perché la sicurezza del futuro ci viene da Cristo: il Mistero di Dio che si fa uomo. Non sarebbe potuto accadere questo, non si sarebbe potuto neanche ridire, se non avessimo avuto la Madonna. ([[Luigi Giussani]])
*Si accusano oggi i [[Compagnia di Gesù|Gesuiti]] di aver effemminato il cristianesimo introducendovi il culto di Maria, e troppo più alto elevando, che non s'addica, il seggio di Colei che fu a Cristo e figlia e sposa e madre, secondo la sentenza Manzoniana. Tuona contro di essi [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]], e adulteratori li chiama insieme ad altri del dogma e della fisonomia del cristianesimo. E pure, sel tolleri in pace la sua grand'anima, i Gesuiti, se non hanno ragione, non hanno nemmeno tutta la colpa che gli si vuol affibbiare. Il culto di Maria è antico antichissimo più che non si crede. E non solo fu culto secondario e di dulia, ma primario e di latria, se si risale a' prischi secoli e presso i cristiani d'Oriente, specialmente fra gli Arabi. ([[Elia Benamozegh]])
*Sii benedetta nel tuo casto [[cuore]]! Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la [[volontà]] di [[Dio]], con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto. ([[Paul Claudel]])
*Sii benedetta tu, aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell'Eterna Sapienza! ([[Enrico Suso]])
*''Solo Maria d'ogni conforto prive | Vanta le pene, e tale è il suo tormento, | Che mille morti in se risente, e vive''. ([[Giuseppe Ercolani]])
*Sopra la sua insegna c'era una Madonna, ad affresco, scalcinata e stinta: tutti i sabati le accendeva il lumino, tirando giù la fune a cui era attaccato; riconoscevo perfino il lieve cigolio della carrucolina. E poi restavo, dietro i vetri, a guardare quel lumicino che faceva scorgere soltanto le mani e le ginocchia della Madonna. ([[Federigo Tozzi]])
*Sotto il Regno di Tiberio Cesare, il legnaiuolo Jeushu, figlio di Giuseppe e di Maria, abitava quella borgata, Nazaret, della quale non è menzione in alcuna storia e che le Scritture non nominano: alcune case scavate nel macigno d'una collina, di fronte alla pianura d'Esdrelon. E l'una d'esse celò quel fanciullo, quell'adolescente, quell'uomo, tra l'operaio e la Vergine. ([[François Mauriac]])
*Star vicino alla Madonna, servirla, imitare Gesù nella dipendenza che volle da Lei, lasciarsi educare da Lei: è tutta la preparazione sacerdotale. ([[Jean-Jacques Olier]])
*Storicamente parlando, Maria è agli occhi di tutti l'anello di congiunzione sicuro tra Gesù e il popolo ebreo. ([[Aristide Serra]])
*Sul piano della fede, quanti cristiani sanno che forse le più belle parole che si possano leggere sulla Vergine Maria si trovano nell'Islam, nella Surat Mariam, la Sura 22? Ma chi lo sa? ([[Moni Ovadia]])
*Tolta la divinità tutto il resto datelo pure alla Madonna. ([[Giuseppe Allamano]])
*Tu hai reso bella la natura degli uomini; tu hai superato le schiere degli angeli; tu hai oscurato l'abbagliante splendore degli arcangeli; tu hai mostrato inferiori a te i seggi dei troni; tu hai abbassato l'altezza delle dominazioni; tu hai precorso i comandi dei principati; hai indebolito il potere delle potestà; tu sei andata avanti come virtù più potente delle stesse virtù; tu, con occhi terreni, hai superato l'acutissima vista dei cherubini; tu, con penne mosse divinamente, sei volata oltre i voli dell'anima dei serafini dalle sei ali; tu, infine, hai di gran lunga sorpassato ogni creatura, perché la tua purezza ha brillato più di quella di ogni altra creatura; perché hai accolto in te il creatore di tutte le altre creature; tu, infatti, lo hai portato in grembo, lo hai generato e, sola fra tutte le creature, sei divenuta Madre di Dio. ([[Sofronio di Gerusalemme]])
*{{NDR|Nella casa della nonna a Pozzuoli c'era}} un'immagine della Madonna alla quale noi bambine attribuivamo poteri miracolosi, specialmente durante i bombardamenti aerei, e fu una tragedia per me quando una fiamma di un lumino votivo la bruciacchiò. ([[Sophia Loren]])
*Una delle caratteristiche del libro è di consegnare le parole e i fatti del passato. Così Maria è un libro perché, come un libro, conserva nel suo cuore gli esempi dei patriarchi, le parole dei profeti, i fatti e i gesti dei pastori, dei magi, di Simeone, di Anna e infine le parole e le opere di suo Figlio. ([[Jean Leclercq]])
*''Una notte d'inverno era nato un bambino: | per chi comandava era un uomo di più. | La madre: una donna, inesperta bambina, | gli dona una vita umana e infinita. |In lui la speranza di tutto il passato, |un popolo intero sognò per lui''. ([[Giosy Cento]])
*Una pagina della storia non è ancora stata voltata anche se noi la sottolineiamo inconsciamente a ogni cambiamento di calendario: al principio, ma proprio al principio, che cosa troviamo? Una donna. Una donna che risponde sì al saluto dell'angelo. ([[Régine Pernoud]])
*Una vecchia, che aveva tre figli fra quei soldati, gridava loro, tutta scarmigliata ma non piangente, che si ricordassero del Signore e della Madonna. «Sì», brontolo un vecchio sergente che li accompagnava, «ca s'ricordo del Sgnour, d'la Madonna, del Vescov e del prevost!» I soldati molto pratici del «prevost», la prigione militare, risero della barzelletta e il battello partì. ([[Antonio Fogazzaro]])
*Una volta chiesi a Satana: "Ma perché siete più spaventati quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù Cristo?" Egli rispose: "Perché mi umilia più essere sconfitto da una creatura umana che essere sconfitto da Lui". ([[Gabriele Amorth]])
*Una zia sosteneva che ero resuscitato quando lei mi unse i piedini con l'olio di una lampada dedicata a una Madonna e perciò quando mi rifiutavo di compiere gli atti religiosi mi rimproverava aspramente ricordando che alla Madonna dovevo la vita, cosa che mi impressionava poco, a dir la verità. ([[Antonio Gramsci]])
*Vergine Maria, non ti sembri male essere piccola, lo sono anche i fiori e le stelle. ([[Antoni Gaudí]])
====[[Antonio Bello]]====
*Maria è donna vera perché è acqua e sapone, senza trucchi spirituali.
*Maria ha fatto una precisa scelta di campo. Si è messa dalla parte dei vinti.
*Quando vi rivolgete a Maria nella vostra preghiera, chiedetele che vi dia anche tanta capacità di sogno, non chiedete solo cose terra terra. Chiediamo alla Vergine che ci dia le calde utopie che riscaldano il mondo.
*Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi inguaribilmente malati di magniloquenza.
====[[Papa Benedetto XVI]]====
*Maria ama ciascuno dei suoi figli, concentrando in particolare la sua attenzione su coloro che, come il Figlio suo nell'ora della Passione, sono in preda alla sofferenza; li ama semplicemente perché sono suoi figli, secondo la volontà di Cristo sulla Croce.
*Maria è la nuova tenda santa, la nuova [[Arca dell'Alleanza|arca dell'alleanza]]: con il suo «sì» alle parole dell'arcangelo, Dio riceve una dimora in questo mondo, Colui che l'universo non può contenere prende dimora nel grembo di una vergine.
*Quando recitiamo la corona, Maria ci offre il suo cuore e il suo sguardo per contemplare la vita del Figlio suo, Cristo Gesù.
====[[Jean Daniélou]]====
*La missione di Maria nel piano di Dio è, tra gli aspetti della Incarnazione, uno dei più sconcertanti per la ragione umana, ed ecco perché i nostri istinti razionalistici cercano di dimenticarlo.
*Lei è mediatrice di tutte le grazie avendo per missione, finché durerà il mondo, quella di formare il Cristo nelle anime, è proprio ed eminentemente nelle anime di orazione che svolge l'opera sua.
*Lontano dalle città, nella solitudine e nella tranquillità silenziosa delle montagne, Maria appare a occhi di bimbi, come una indicazione di quella pace divina che lo sforzo umano non saprà mai conquistare.
*Maria continua a camminare nel mondo, come dicevano i Padri, per essere sempre Colei che prepara la venuta di Gesù.
====[[Fabrizio De André]]====
*''Ave Maria, adesso che sei donna, | ave alle donne come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.''
*''«Come nel grembo, e adesso in croce, | ti chiama amore questa mia voce».''
*''E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio | avevi dodici anni e nessuna colpa addosso; | ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, | la tua verginità che si tingeva di rosso.''
*''Sai che fra un'ora forse piangerai | poi la tua mano nasconderà un sorriso: | gioia e dolore hanno il confine incerto | nella stagione che illumina il viso.''
*''«Con troppe lacrime piangi, Maria, | solo l'immagine di un'agonia; | sai che alla vita, nel terzo giorno, | il figlio tuo farà ritorno. | Lascia noi piangere, un po' più forte, | chi non risorgerà più dalla morte».''
====[[Papa Giovanni Paolo II]]====
*Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata.
*La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. Maria costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza.
*Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini.
====[[Bartolo Longo]]====
*Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.<br>Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette.<br>Tu sei l'onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci.
*È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.<br>Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.<br>Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza.
*O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario [...]. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi.
====''[[Mater Dei (film 1950)|Mater Dei]]''====
*Maria divenne la madre completa e di Gesù, a cui aveva dato la vita terrena, e degli uomini, ai quali comunicava la vita divina, e questa vita ella adduce a noi a somiglianza dei rivi che dalla fonte recano l'acqua vitale ai più lontani germogli.
*O tu che fra i flutti del secolo, più che sulla terra ferma cammini fra le tempeste o i turbini, non volgere lo sguardo da questo splendido astro, se non vuoi essere inghiottito dalle procelle. Se si scatenano i venti della tentazione, se urti contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, chiama Maria. Se ti accorgi che i flutti dell'ira, dell'avarizia, della sensualità agitano la navicella della tua mente, guarda a Maria! Se sei sbalzato dalle onde della superbia, dell'ambizione, se da quelle della calunnia o della gelosia, guarda la stella, chiama Maria. Se turbato dall'enormità dei peccati, vergognoso di te stesso, tremi all'avvicinarsi del giudice divino e sei prossimo al baratro della tristezza o all'abisso della disperazione, eleva il tuo pensiero a Maria!
*Tra gli infiniti modi con cui poteva compiere la redenzione, Dio scelse quello più umiliante per lui e più comprensibile all'uomo: l'incarnazione, passione e morte. E come mezzo per incarnarsi e come corredentrice, elesse una creatura eccelsa: Maria. E su questa donna, pura come il giglio delle valli, l'umanità appuntò tutte le sue speranze.
====[[Vittorio Messori]]====
*I [[Dogma (teologia)|dogmi]] mariani sono, come si sa, quattro in tutto: la verginità perpetua e la maternità divina; poi, dopo quasi quindici secoli di dibattito e di approfondimento del mistero, ecco il concepimento senza la macchia del peccato originale e l'assunzione al cielo. Ebbene, queste verità sono state codificate e messe al riparo solennemente come dogmi, cioè come verità basilari e indiscutibili della fede, non tanto per devozione a Maria, quanto per difesa della fede in Gesù. In effetti, se riflettiamo sul loro contenuto, ci rendiamo conto che ribadiscono la fede autentica nel Cristo come vero Dio e vero uomo: due nature in una sola Persona. Ribadiscono poi la fondamentale attesa escatologica, indicando in Maria assunta il destino immortale che tutti ci attende. E, infine, mettono al sicuro la fede, oggi minacciata, in un Dio creatore (è uno dei significati della più che mai incompresa verità sulla verginità perpetua di Maria), un Dio che può liberamente intervenire anche sulla materia.
*Maria è «figura», «immagine» della [[Chiesa]]. Entrambe hanno per vocazione primaria la maternità. Così, guardando a lei, questa Chiesa è messa al riparo da un modello «maschilista», che la veda come strumento per inseguire un programma d'azione socio-politico. In Maria, sua figura e icona, la Chiesa ritrova il suo volto di madre, non degenera in una involuzione che la trasformi in una sorta di partito, in una organizzazione, in un gruppo di pressione a servizio di interessi umani. Per ripetere, qui, le parole di [[Ratzinger]]: «Se in certe teologie ed ecclesiologie di oggi Maria non trova più posto, la ragione è semplice e drammatica: hanno ridotto la fede a un'astrazione. E un'astrazione non sa che farsene di una madre».
*Tutto intero l'Islàm, al di là di ogni scuola, non ha dimenticato un ''hadit'' di Maometto, un detto, cioè, tramandato dalla tradizione orale dei primi discepoli e considerato fonte di rivelazione accanto al Corano. Quell'''hadit'' ha conservato una parola del profeta dell'Islàm rivolta a Fatima {{NDR|figlia di Maometto}}: «Tu sarai la padrona delle donne nel Paradiso, ''dopo'' Màryam». Una superiorità, dunque, nello stesso Cielo musulmano, di quella che i cristiani chiamano ''Regina Coeli''. E, al contempo, un diretto legame con Fatima. Le due esercitano insieme (pur se Maria è al vertice) una sorta di signoria nel Paradiso [...] così che i pellegrini islamici, seppur non organizzati, non sono mai mancati a [[Fatima]] e ora vanno sempre crescendo. [...] È singolare che, in tanto parlare di ecumenismo, Maria è il «luogo» dove musulmani e cristiani (quelli, almeno, cattolici e quelli ortodossi) sono vicini più che ovunque altrove.
*[[Paul Verlaine|Verlaine]], il poeta ''maudit'', ma con un forte tormento religioso che finì per prevalere, parlando dell'amore per Maria: «tutti gli altri amori sono degli ordini». Con simili parole, voleva sottolineare quel carattere «libero» della devozione mariana che la Chiesa ha sempre salvaguardato. Su di lei, in venti secoli, non sono stati proclamati che pochi dogmi: i quali tra l'altro, lo sappiamo, sono a servizio e riparo del Figlio, ben prima che di lei. Soltanto a queste verità definite il cattolico deve ossequio. Tutto il resto, a proposito di Maria, è lasciato alla libera sensibilità e iniziativa del credente.
====[[Luigi Maria Grignion de Montfort]]====
*Ciò che [[Lucifero]] perdette con la [[superbia]], Maria lo guadagnò con l'[[umiltà]]; ciò che Eva dannò e perdette con la disobbedienza, Maria lo salvò con l'obbedienza.
*{{NDR|Gesù}} Cominciò e continuò i suoi miracoli per mezzo di Maria; e li continuerà fino alla fine dei secoli per mezzo di Maria.
*Maria è il santuario e il riposo della Santissima Trinità, dove Dio si trova in modo più sublime e divino che in qualsiasi altro luogo dell'universo, senza escludere la sua dimora sopra i cherubini e i serafini; e non è permesso a nessuna creatura, per quanto sia pura, entrarvi senza un grande privilegio.
*Quando Maria ha gettato le sue radici in un'anima, vi produce delle meraviglie di grazia che ella sola può produrre perché ella sola è la Vergine feconda che non ha mai avuto né avrà mai simile in purezza e in fecondità.
====[[Papa Paolo VI]]====
*La Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e, tanto meno, per l'ambiente socioculturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio.
*Maria, però, è soprattutto modello di quel culto che consiste nel fare della propria vita un'offerta a Dio.
*Modello di tutta la [[Chiesa]] nell'esercizio del culto divino, Maria è anche, evidentemente, maestra di vita spirituale per i singoli cristiani.
*Modello perfetto di [...] vita spirituale e apostolica è la Beata Vergine Maria Regina degli Apostoli, la quale, mentre viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro, era sempre intimamente unita al Figlio suo, e cooperava in modo del tutto singolare all'opera del Salvatore.
====[[Karl Rahner]]====
*Maria sta dalla nostra parte.
*Questa persona umana che chiamiamo Maria, in tutta la storia della salvezza è come il punto sul quale cade direttamente dall'alto, in questa storia, la salvezza di Dio.
*Se il [[cristianesimo]] nella sua forma più piena è il puro accoglimento della salvezza di Dio eterno e trino che appare in Gesù Cristo, Maria è il perfetto cristiano, l'essere umano in senso assoluto.
====[[Jean-Paul Sartre]]====
*La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L'ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio!
*Nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l'espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride.
*Ora l'angelo sta davanti a Maria e Maria è impenetrabile e cupa come una foresta di notte e la buona novella si è perduta in lei come un viaggiatore si perde nei boschi. E Maria è piena di uccelli e del lungo stormire delle fronde. E mille pensieri senza parola si destano in lei, pensieri pesanti di madri che accettano il dolore.
====[[Adrienne von Speyr]]====
*Come un covone afferrato al centro si prolunga verso le sue estremità, così la vita di Maria è concentrata intorno al suo «sì», che le conferisce senso e forma, e da qui si dispiega sia a ritroso che in avanti.
*Ella beve alla sorgente, e la sorgente è un mare inesauribile. [...] Ora all'improvviso è l'oceano con tutto il suo impeto e la sua tempesta e la sua immensità. Non è affidata più a un mare liscio e tranquillo, ma messa in balia, all'improvviso, al centro del pericoloso ondeggiamento di una grazia infinita.
*In Maria si trova l'idea dell'uomo perfetto, l'idea che Dio aveva in mente nel creare il primo uomo, e così Maria non è propriamente la seconda Eva, ma la prima Eva, quella che non è caduta, colei che vede come la seconda Eva cade.
*Maria è talmente piena di grazia che comunica anche molto di ciò che non afferra. Non conosce l'abbondanza delle sue grazie secondo la sua misura oggettiva. Ella è da sempre così vicina a Dio che coloro che la incontrano colgono qualcosa di questa vicinanza dal tipo di grazia che viene loro comunicata.
*Maria percorre insieme al Figlio il cammino che porta verso la croce. Procede immersa in una totale ed umana tristezza qual è quella di una madre terrena che deve assistere alla fine del Figlio, e non solo alla fine della sua vita, ma anche dei suoi progetti, delle sue speranze e della sua opera. Maria fa così esperienza di tutto questo, pur sapendo che la missione del Figlio non ha fine.
===Citazioni in versi===
*''Allor mille fur viste errar tra noi | alme risorte dal profondo oblio, | per far fede quassù del suo Signore, | e nel più cupo orrore | del cieco Inferno un grido alto s'udio | di chi tardi s'accorse | esser voi Madre del Figliuol di Dio, | né più ponendo sua ruina in forse, | ambo le labbia per furor si morse. | Canzon, dicesti assai; vanne a Maria, | e pregala, ch'io sempre abbia in me stessa | l'alta memoria di sue pene impressa''. ([[Petronilla Paolini Massimi]])
*''Annunziata dei Re, | ben lunata e mal vestita, | apre la porta alla stella | che per la strada le veniva incontro. | L'Arcangelo Gabriele, | tra giglio e sorriso, | pronipote della Giralda, | veniva in visita. | Sul corsetto ricamato | grilli occulti palpitavano. | Le stelle della notte | divennero campanelle''. ([[Federico García Lorca]])
*''A piè del tronco, ove morendo il figlio | ostia si svena al Genitor diletto, | stassi l'augusta Madre, immota il ciglio, | da settemplice stral trafitta il petto''. ([[Luigi Godard]])
*''Ave dico. Per quante volte il mite | lume de li occhi suoi misericordi | ne' miei torbidi spiriti discordi | ridusse in pace ogni più trista lite''. ([[Gabriele d'Annunzio]])
*''Ave, Maria, di stelle inghirlandata, | curvo e triste nell'ombra io pur t'imploro; | la valle imbruna, è il fin della giornata; | coi mandriani dell'alpe io pur t'adoro. || Tu che salvi dall'ira del torrente, tu azzurra vision nell'uragano, | tu ospizio fra le nevi ardue, tu olente || aura, in che orror mi affondo, in che agonia; | l'onta, il ribrezzo, il gran buio crescente, | tu lo sai, tu lo vedi: Ave, Maria.''<ref>Poesia dedicata, insieme a molte altre, alla Vergine del [[Santuario d'Oropa]].</ref> ([[Giovanni Camerana]])
*''Ave Maria! Vergine dolce, | ascolta l'implorazione di una vergine, | da queste rocce aspre e selvagge | giunga fino a te la mia preghiera. || Noi domandiamo sicuri fino al mattino, | anche se gli uomini sono così cattivi. | O Vergine, guarda le pene di una vergine, | o madre, ascolta una fanciulla che ti supplica.'' ([[Walter Scott]])
*''Ave, Vergene gaudente, | madre de l'Onnipotente. || Lo Signor per maraviglia | de te fece madre e figlia, | rosa bianc[a] e vermiglia | sovr'ogn'altro fiore aulente. || Eravamo 'n perdimento | per lo nostro fallimento: tu se' via de salvamento, | chiara stella d'oriente''. ([[Garzo]])
*''Chi vuol veder quanto penare un core | Può mai tra noi, venga a mirar l'invitta | Vergine eccelsa, che dal duol trafitta, | Per far più lungo il suo morir, non more.'' ([[Giuseppe Ercolani]])
*''Come le suore in atto di [[preghiera]] | premono tra palma e palma | l'immagine della Vergine Maria, | così porto nel mio cuore | un'oasi di [[luce]], un'armonia, | di sorriso e di calma''. ([[Nino Oxilia]])
[[Immagine:Kölner Maler um 1430 001.jpg|thumb|right|Maria in un manoscritto del 1400]]
*''Come Sionne a tanto orror s'indura, | come ogni muta tomba il sen disserra: | e non piangi? Ah! per te piange natura''. ([[Luigi Godard]])
*''Dalla più alta stella | disceso è in terra un divino splendore, | Gloriosa Regina, | Vergine e sposa, madre del Signore: | o luce mattutina, | felice chi s'inchina | a questa santa madre onesta e pia''. ([[Lorenzo de' Medici]])
*''Dama dei cieli, reggente della terra, | imperatrice delle infernali paludi, | ricevi la tua umile cristiana, | perché sia compresa tra i tuoi eletti, | nonostante che io mai sia valsa a nulla. | I tuoi beni, o dama e signora, | sono molto più grandi di me peccatrice | senza quei beni nessuno può acquistare meriti | né possedere il cielo; non sono bugiarda: | in questa fede voglio vivere e morire''. ([[François Villon]])
*''Deponi, dunque, madre, deponi il tuo dolore: | non si addice a te il gemere, poiché fosti chiamata "piena di grazia".'' ([[Romano il Melode]])
*''Di', Maria dolce, con quanto disio | miravi 'l tuo figliuol Cristo mio Dio. |'' [...] ''| Quando «figliuol», quando «padre e signore», | quando «Dio», e quando «Gesù» lo chiamavi; | oh quanto dolce amor sentivi al core, | quando 'n grembo il tenevi ed allattavi! | quanti dolci atti e d'amore soavi | vedevi, essendo col tuo figliuol pio! | Quando un poco talora il dì dormiva, | e tu destar volendo il paradiso, | pian piano andavi che non ti sentiva, | e la tua bocca ponevi al suo viso, | e poi dicevi con materno riso: | — Non dormir più, ché ti sarebbe rio.'' (attribuita a [[Giovanni Dominici]], a [[Jacopone da Todi]] e a un "messer Leonardo", forse [[Leonardo Giustinian|Giustinian]])
*''Donna de paradiso | il tuo figliolo è preso, | [[Gesù|Iesù Cristo]] beato. || Accurre, donna, e vide | che la gente l'allide: credo che lo s'occide, | tanto l'ho flagellato''. ([[Jacopone da Todi]])
*''Donna del cielo, e non m' avere a sdegno, | Perch'io sia di peccati grave e brutto. | Io spero in te, e 'n te sempre ho sperato: | Prega per me, ed esser mi fa' degno | Di veder teco il tuo beato frutto''. ([[Giovanni Boccaccio]])
*''E sopra il monte scese rilucente | l'astro di fiamma nella notte chiara | di un immortale tremito di stelle. | Quando tra i cerri e i frassini del monte | la solitaria porpora del sole | tinse ler occe pendule dell'antro, | s'effuse un inno di commosso amore | che lungo i freschi rivolti correnti | discese a valle, dilagò da monte | a monte, diventò battito insonne | da mare a mare: sul dolore umano | ora la dolce Vergine Maria | nella quiete del profondo speco | le bianchi mani alla preghiera giunge | soavemente: e l'odono i mortali, | curvi nell'ombra della fosca sera''. ([[Luigi Cunsolo]])
*''Giù per le vie del tuono e del baleno | Scendeva di Maria l'alma innocente; | Quando un mischio di fumo e di veneno | Sbruffolle incontra l'infernal serpente. | Essa le luci maestose e lente | Agli Angeli piegò, che la seguiéno: | Ed ecco che brandisce arma rovente | Michel di procellosa ira ripieno.'' ([[Onofrio Minzoni]])
*''Io nol dirò, luci amorose e liete, | Ond'ha Maria tanta bellezza in volto, | Che quand'è vostro guardo a me rivolto, | Conosciate in altrui quel che voi siete''. ([[Onofrio Minzoni]])
*''Immenso è 'l tuo splendor: il più facondo | arde per te in silentio, sol pensando | ch'a te non giunge il viso de la mente. | Chi ti vede, ti può lodar cantando; | non chi vive in pregion del picciol mondo, | ove chi intende, è vinto da chi sente, | porta di Iano chiusa eternamente, | porta d'Ezechïel chiusa in eterno, | sol pervia al sol superno.'' ([[Chariteo]])
*''La notte del suo primo parto | era stata fredda. | Ma coll'andar degli anni | non si ricordò più | del gelo fra le travi angosciose e le fumide stufe, | della nausea che segue al parto subito prima dell'alba. | Ma soprattutto dimenticò l'amara vergogna | di non essere sola | che è sorte dei poveri. | In particolare per questa ragione | coll'andare degli anni ne venne una festa | dove nulla mancava. | Le rozze chiacchiere dei pastori tacquero. | Più tardi la storia ne fece dei re''. ([[Bertolt Brecht]])
*''La vergine dorme. Ma lenta | la fiamma del puro alabastro | le immemori palpebre tenta; | bussa alla chiusa anima''. ([[Giovanni Pascoli]])
*''Madonna, se il cuore v'offersi, | il cuore giovine e scarlatto, | e se voii, con magnifico atto, | lo accettaste insieme a' miei versi | di fanciullo poeta, e se voi | con l'olio del vostro amore | teneste vivo il suo splendore | e lo appagaste de' suoi | capricci assiduamente, | perché ieri lo faceste | sanguinare, lo faceste |lagrimare dolorosamente?'' ([[Sergio Corazzini]])
*''Maria Immacolata, amore essenziale, | Logica della fede cordiale e vivace, | Amando voi, ogni bontà non è forse possibile, | Amando voi, Soglia del cielo, unico amore?'' ([[Paul Verlaine]])
*''Maria era tutta vestita di nero, | stava per terra, ferma, composta, | tra le braccia stringeva Gesù. | Sull'affollato corso i passanti | andavano distratti, senza guardare, | senza dare una lira di elemosina. | Maria aveva gli occhi chiusi, | ma due lacrime scendevano | dal viso. Gesù mi sorrideva, | mentre s'accendevano le luci | sul mercato di lusso, sfavillante | di regali, di stelle e di angeli. | Gesù mi stringeva forte la mano | e in quel sorriso innocente, | sentivo tutto il dolore del mondo.'' ([[Elio Fiore]])
*''Maria! Maria! Maria! Maria! Maria! Maria! | Dolce è la sera e vive le stelle brillano | nel mare, e un vento smuove i rami secolari | degli eucalipti. Tutto è pace e un pastore | sale con le capre, mi saluta e sorride. | Chora in alto, nel suo monastero antico, | con le sue bianche case, isola e sigilla | un segreto che porto per sempre nel cuore. | Il vento ora tace. Sono solo, è vero, | così doveva essere, mi dico. D'improvviso, | un lampo squarcia il cielo. Nel silenzio | della cupa grotta dell'Apocalisse, odo un dialogo, | rivivo una domanda di Giovanni alla madre di Dio''. ([[Giuseppe Ungaretti]])
*''Maria si desta che già alto è il sole; | Dorme ancora tranquillo il Bambinello; | Lo può lasciar, per ritirare i panni, | Stesi sul biancospin dell'orticello''. ([[Rosa Fumagalli]])
*''Oh Anna madre, la vostra piccina | su pié di latte sì franca cammina! | Oh come vola su l'orme leggiere! | E pur non conta che tre primavere! Qual calamita che subito nata, | al caro polo si sente portata: | qual favilletta che subito desta, | volge alla sfera la lucida testa: | tal la fanciulla non pria s'accorse | d'aver lo passo, che a [[Dio]] sen corse''. ([[Girolamo Tornielli]])
*''Oh, il sonno! esso è una cosa soave, amata da | un polo all'altro. Sia lodata la Vergine Maria! | Essa dal cielo mi mandò il dolce sonno che | penetrò nella mia anima''. ([[Samuel Taylor Coleridge]])
*''Per amor di [[Gesù]] porgete i cori | con umile e serena devozione | e di Cecilia udrete i santi ardori! | Aprite gli occhi alla dolce visione | della Vergine bianca come [[giglio]] | che versò sangue con tanta effusione! | O chiara sposa, con socchiuso ciglio''. ([[Cecilia]])
*''Per te, Madonna, mia signora, innalzerò un segreto | altare nel profondo della mia afflizione, | e scaverò nell'angolo più nero del mio cuore, | lungi d'ogni affetto umano e da sguardi schernitori, | una nicchia d'azzurro smaltata e d'oro, | dove tu starai eretta, Statua, piena di stupore''. ([[Charles Baudelaire]])
*''Qual luccioletta di notte conduce | intorno intorno la bella sua luce: | ogn'un la mostra, la siegue; sol essa | da tutti vista non vede se stessa. | Tal{{sic|'}}è Maria, che ogn'Angiol l'adora, | né ancor sel vede, che n'è la Signora. | E per mirarla fa voti, e richiede | quel ben dal cielo, ch'il ciel già le diede. | Perché nun dirle si dolce segreto? | vorrian pur dirlo, ma n'hanno divieto. | Oh cara al cielo vieppiù che non credi, | perciò più cara, che men te n'avvedi. | Deh cresci intanto tra l'altre tue suore, | qual tra le stelle la stella maggiore | verrà ben giorno, mia dolce Maria, | ch'il tuo poeta dirà chi tu sia.'' ([[Girolamo Tornielli]])
*''Quieta e affranta | consunta e più integra | rosa della memoria | rosa della dimenticanza | esausta e feconda | tormentata che doni riposo | la Rosa unica | ora è il giardino | dove ogni amore finisce | terminato il tormento | dell'amore insoddisfatto | più grande tormento | dell'amore soddisfatto | fine dell'infinito | viaggio verso il nulla | conclusione di tutto ciò | che non può essere concluso | linguaggio senza parola | e parola di nessun linguaggio | grazia alla Madre Per il Giardino | dove tutto l'amore finisce''. ([[Thomas Stearns Eliot]])
*''Si volse il prete a dire: Ite. Potente | ruppe il sole a le nubi sormontando, | e incoronò d'un'iride scendente | la bella donna che sorgea pregando. | Corse tra le figure bizantine | vermiglio un riso come di pudor; | ma la Madonna le pupille chine | tenea su 'l figlio, e mormorava – Amor''. ([[Giosuè Carducci]])
*''Solo Maria d'ogni conforto prive | Vanta le pene, e tale è il suo tormento, | Che mille morti in sé risente, e vive.'' ([[Giuseppe Ercolani]])
*''Tu, Regina del ciel, ch' a noi ti mostri | umida i lumi e l'una e l'altra gota, | fa' di lagrime dono a gli occhi nostri, | ed ambe l'urne in lor trasfondi e vota, | perché, piangendo, a gli stellanti chiostri | teco inalzi il pensier l'alma devota; | parte del Tebro in su la verde riva | il tuo santo dolor formi e descriva.'' ([[Torquato Tasso]])
*''Tu sei mia. Dal triregno''<ref>Tiara papale.</ref>''alto raggiante, | cui sormonta la croce aurea, dal fiero | triregno cuspidal fino alle piante, | Tu sei mia; Tu il profondo astro, Tu il nero || astro fascinatore, il dïamante | notturnamente abbagliator; mistero | di penombre e di lampi, sfolgorante | Sirio, fascinator del mio pensiero. || Tu sei mia Tu che sei nera ma bella, | nera come la intensa lava Etnea; | bella come gli Etnei clivi al bel sole; || sei mia, perché sei nera e arcana e bella, | mia fra i veli del sogno e dell'idea, | mia nel bivio fra il sogno e le parole.'' ([[Giovanni Camerana]])
*''Tuo Figlio, o Madre, è pane ed acqua e luce | che pienamente illumina e ristora; | Egli, accogliendo l'anima che implora, seco, se degna, al Padre la conduce''. ([[Domenico Giuliotti]])
*''Tutti benediciamo la Vergine Santa | le sue lodi cantiamo | e la sua vita narriamo, | che fu lunga ed importante, | come la storia ci racconta''. ([[Juan Ruiz]])
*''Vergine, agli occhi nostri | quanto di grazia mar più vasto, e quanto | più siete abisso d'ogni laude degno, | tanto men si dà vanto | d'una in altr'onda andar de' pregi vostri | la navicella del mio basso ingegno: | ma se dall'alto sempiterno Regno | un raggio in me de' vostri rai volgete, | che mi sia guida al glorioso fine; | oltre l'uman confine | su le penne de' venti ir mi vedrete; | e se non tutte, in parte | dirò vostre bellezze alme e divine | in queste prive d'ogni studio, ed arte, | ma a voi divote ossequiose carte.'' ([[Petronilla Paolini Massimi]])
*''Vergine bella che di sol vestita, | Coronata di stelle, al sommo Sole | Piacesti sì, che 'n te sua luce ascose, | Amor mi spinge a dir di te parole; | Ma non so incominciar senza tu' aita, | E di Colui che amando in te si pose. | Invoco lei che ben sempre rispose, | Chi la chiamò con fede''.
**''Se dal mio stato assai misero e vile | per le tue man resurgo | Vergine, l' sacro e purgo | al tuo nome e pensieri e 'ngegno e stile, | la lingua, e 'l cor, le lagrime e i sospiri''.
***''Raccomandami al tuo Figliol, verace | Uomo e verace Dio | Che accolga 'l mio spirto ultimo in pace''. ([[Francesco Petrarca]])
*''Vergine santa, madre dei dolori, | tu che al sole comandi e alla bufera, | abbi pietà di questi mille cuori | che innalzano al tuo cuore una preghiera. | Misericordia, o Vergine Maria, | d'una gente ridotta all'agonia.'' ([[Aleardo Aleardi]])
====[[Arrigo Boito]]====
*''Ave Maria piena di grazie, eletta | fra le spose e le vergini sei tu; | sia benedetto il frutto, o benedetta, | di tue materne viscere, Gesù.''
*''Prega per chi sotto l'oltraggio piega | la fronte e sotto la malvagia sorte: | per noi tu prega | sempre e nell'ora della nostra morte''.
====[[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]''====
*''Donna è gentil nel ciel che si compiange | di questo 'mpedimento ov' io ti mando, | sì che duro giudicio là sù frange.''
*''State contenti, umana gente, al ''quia''; | ché, se potuto aveste veder tutto, | mestier non era parturir Maria''.
*''Poi disse {{NDR|Stazio}} : «Più pensava Maria onde | fosser le nozze {{NDR|di Cana}} orrevoli e intere, | ch'a la sua bocca, ch'or per voi risponde.''
*''Vergine Madre, figlia del tuo figlio, | umile e alta più che creatura, | termine fisso d'etterno consiglio, | tu se' colei che l'[[uomo|umana natura]] | nobilitasti sì, che 'l suo fattore | non disdegnò di farsi sua fattura.''
====[[Carlo Innocenzo Frugoni]]====
*''Ah! mi potessi anch'io, Vergine, assidere | A piè del sacro legno, onde partirono | Confusi gli empj, che la Vita uccidere, | E svenar ciechi l'Innocenza ardirono! Meco ah! volesse, o Madre, amor dividere | I santi affanni, che il tuo cor ferirono! | Potessi i falli antichi in petto frangere! | Arder teco potessi, e teco piangere!''
*''Canto, o divina Madre, il tuo rammarico, | Che in sette guise sì profondo fiedere | Ti seppe l'alma eccelsa e il petto nobile, | Che rimanesti a piè del figlio immobile''.
*''Madre, le rime mie languenti, e povere, | Deh! fa che del tuo duol tutte s'accendano : | Deh! fa che i pianti, che ti veggo piovere | Dalle pupille, nel mio canto scendano.''
*''Muggi fremendo il mare, e i duri monti | Per la pietà del suo Signor tremaro | Dalle radici alle sassose fronti; | E l'Angeliche in ciel dolenti squadre | Chine starsi fur viste in pianto amaro. | Ma qual fu il tuo dolor, misera Madre?''
====[[Alessandro Manzoni]]====
*''O Vergine, o Signora, o Tuttasanta, | Che bei nomi ti serba ogni loquela! | Più d'un popol superbo esser si vanta | in tua gentil tutela.''
*''Tu pur, beata, un dì provasti il pianto; | Né il dì verrà che d'oblianza il copra; | Anco ogni giorno se ne parla; e tanto | Secol vi corse sopra.''
*''Deh! a Lei volgete finalmente i preghi, | Ch'Ella vi salvi, Ella che salva i suoi; | E non sia gente né tribù che neghi | Lieta cantar con noi: | Salve, o degnata del secondo nome, | O Rosa, O Stella ai periglianti scampo; | Inclita come il sol, terribil come | Oste schierata in campo''.
*''E tu, Madre, che immota vedesti | Un tal Figlio morir sulla croce, | Per noi prega, o regina de' mesti, | Che il possiamo in sua gloria veder; | Che i dolori, onde il secolo atroce | Fa de' buoni più tristo l'esiglio, | Misti al santo patir del tuo Figlio, | Ci sian pegno d'eterno goder''.
====[[Angelo Mazza]]====
*''E per forza d'amore incomprensibile | Nel Figlio è assorta, e quasi in lui trasanima | Tutte con lui le pene ama dividere, | E nelle pene sue se stessa ancidene''.
*''Non è, Madre, non è, credil, possibile | (E fortezza ti vesta il petto e l'anima) | Al disusato incrudelir terribile | De' perfidi Giudei starti magnanima. | Se languisti al pensier, come al visibile | Scempio durar potrai? Se amor t'inanima | Dal reo servaggio il seme uman redimere, | Perché veder tu stessa il Figlio opprimere?''
*''Se duri chiodi i nervi a lui [Gesù] disunano, | Lo spirto a lei [Maria] di trapassar non lasciano: | Se acute spine il capo al Figlio imprimano, | Acuti spasmi il sen materno fasciano; | E per fiera d'amor vicenda gli animi | Doppian l'affanno agonizzando unanimi''.
*''Specchiati, o Madre; e la feral tristizia | Vinca il pensier che da quel legno orrevole | Pende la speme e la cornun letizia. | Quivi affisse Pietà lo spaventevole | Decreto, che segnaro Ira e Giustizia, | Che or or vedrai con Pace in un congiungere''.
*''Te cerca ei sol, te aspetta sol, te chiamano | Quanti veggon beati 'l Divin Essere: | Te del Ciel donna, te regina acclamano, | E tue belle virtuti amari ritessere. | Plaudon le Stelle gareggiando, e bramano | Folgorante al tuo crin corona intessere; | Sarà scanno al tuo piè la vaga ed emula | Del Sol, che in manto a te si volge, e tremula''.
*''Ti veggo, o Donna, trangosciando ascendere; | Ed ecco, ahi vista! dall'infame stipite | Vìttima immaculata il Figlio pendere.''
*''Vergin, del tuo Fattor Madre adorabile, | Qual altro al tuo dolor dolor somiglia?''
====[[Piera Paltro]]====
*''Mentre ti muovi | futuri templi raccolgono | segreti | del tuo essere puro''.
*''Nessuna schiava ti serviva, | ancella di Dio''.
*''Regina semplice | che amando | hai voluto regnare''.
*''Tu Maria | riposo di chi lavorò i mondi''.
====[[Niccolò Tommaseo]]====
*''Sta la Madre dolorosa | Presso il legno lacrimosa | Da cui pende il Figlio. || Alla tacita gemente | Una spada acutamente | Trapassava l'anima. || Di che duolo il cuore stretto | Eri, o madre benedetta, | Per quell'Unigenito!''
*''Chi pietà non sentiria | Contemplandoti, Maria, | A penar col Figlio?''
*''Madre pia, fonte d'amore, | Fa ch'io provi il tuo dolore, | Fammi teco piangere; || Fa che tutto arda il cuor mio | In amando Cristo Dio, | Ch'al suo cuor io piaccia''.
==[[Proverbi]]==
*''A Madonne sape a cci porte le recchíne.'' ([[Proverbi tarantini|Tarantino]])
:La Madonna sa benissimo chi porta gli orecchini.
*''A purtà n' villan in signoria, s' fa tort a Crist i alla Vergine Maria.''
:A portare un villano all signorìa, si fa torto a Cristo ed alla Vergine Maria. ([[Proverbi alatrensi|Alatrense]])
*''Ara Madona Candelora da l'inverni a summa fora, ma da piovi a fè ber temp per quaranta dì ai summa ancù drent.'' ([[Proverbi paretesi|Paretese]])
:Alla Madonna Candelora dall'inverno siamo fuori, ma da piovere a far bel tempo per quaranta giorni ci siamo ancora dentro.
*''[[Epifania|Befania]], tutte le feste manda via; e Santa Maria, tutte le ravvia''
:{{spiegazione|Per Santa Maria, si intende l'Assunzione di Maria e quindi il [[15 agosto]]. ovvero l'Assunzione.}} ([[proverbi toscani|Toscano]])
*''Chi se rinnova lu giornu de Maria, è libiru da ogni maladia.'' ([[Proverbi umbri|Umbro]])
:Chi indossa l'abito nuovo il giorno di Maria, è libero da ogni malattia.
*''Passaiu a Madonétta, adiu a zuvinéta.'' ([[Proverbi bonifacini|Bonifacio]])
:Passata {{NDR|il faro della}} la Madonnina, addio ragazzina.
*''Pe' ffà murì' 'na fèmmene, ce vo' sètte Madònn' e mmèzze.'' ([[Proverbi abruzzesi|Abruzzese]])
:Per far morire una donna ci vogliono sette Madonne e mezza.
*''Se vuoi la buona rapa per Santa Maria sia nata.'' ([[Proverbi toscani|Toscano]])
*''Una ce ne steva bona, e 'a facettero Maronna.'' ([[Proverbi napoletani|Napoletano]])
:C'era una sola donna buona e la fecero Madonna.
==Modi di dire==
===[[Modi di dire napoletani |Napoletani]]===
*''A' maronn v'accumpagna.''
:{{NDR|Al congedo, si augura a chi parte}} Che la Madonna vi accompagni (e vi protegga).
*''Dio 'o sape e a Maronna 'o vere.''
:''Dio lo sa e la Madonna lo vede.''
::{{spiegazione|Solo Dio e la Madonna possono sapere cosa mi è successo! Si invocano così, nello sconforto, Dio e la Madonna, come ad implorarne l'intervento, quando si attraversa un momento particolarmente difficile.}}
*''Mamma d' 'a Saletta.''
:''Madonna della Salette!''
::{{spiegazione|Esclamazione che esprime meraviglia di fronte a situazioni spiacevoli, che sorprendono sgradevolmente o per esprimere un'ampia gamma di sentimenti: stupore, paura, meraviglia, insofferenza, impazienza o altri simili.}}
*''Mamma d'o Carmene<ref>Per la Vergine Bruna si consulti [[w:Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore|voce su ''Wikipedia'']]</ref>.''
:[[Maria|Madonna]] del Carmine!
::{{spiegazione|Espressione di meraviglia, stupore: Incredibile!, Straordinario!}}
*''Mamma Schiavona.''
:''La Madonna di Montevergine.''
::{{spiegazione|"[...] detta così dai Napoletani per i suoi tratti bizantini. L'appellativo "schiavone", sinonimo di slavo, designava infatti le icone nere di provenienza greca o generalmente orientale.<ref>Da [[Marino Niola]], ''Archeologia della devozione'', in ''Santità e tradizione, {{small|Itinerari antropologico-religiosi in Campania}}'', a cura di [[Luigi Lombardi Satriani|Luigi M. Lombardi Satriani]], Meltemi, Roma, 2004, [https://books.google.it/books?id=dBBKjiNBquMC&lpg=PP1&dq=Santit%C3%A0%20e%20tradizione&hl=it&pg=PT65#v=onepage&q&f=false p. 67].</ref>}}"
*''Tutto a Giesù e niente a Maria.''
:''Tutto a Gesù e niente a Maria.''
::{{spiegazione|Si dice di una divisione ingiusta.}}
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Mater Dei (film 1950)|Mater Dei]]'' (1950)
*''[[Nel silenzio della notte]]'' (1978)
*''[[Maria e Giuseppe - Una storia d'amore]]'' (1979)
*''[[Maria, madre di Gesù (film)|Maria, madre di Gesù]]'' (1999)
*''[[Maria, figlia del suo figlio]]'' (2000)
*''[[La sacra famiglia (miniserie televisiva)|La sacra famiglia]]'' (2006)
*''[[Nativity]]'' (2006)
*''[[Maria di Nazaret (miniserie televisiva)|Maria di Nazaret]]'' (2012)
*''[[Piena di grazia]]'' (2015)
*''[[Storia di Maria]]'' (2024)
{{div col end}}
==Voci correlate==
{{vedi anche|:Categoria:Mariologia}}
{{div col}}
*[[Gesù]]
*[[San Giuseppe|Giuseppe]]
*[[Assunzione di Maria]]
*[[Cuore Immacolato di Maria]]
*[[Immacolata Concezione]]
*[[Rosario]]
*[[Magnificat]]
*[[Fatima]]
*[[Lourdes]]
*[[Mariologia]]
*''[[Donum vitae]]''
*''[[Mulieris dignitatem]]''
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{portale|donne}}
{{vetrina|18|settembre|2009|religiosi}}
[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Paradiso)]]
[[Categoria:Santi del Nuovo Testamento]]
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Stanislao Nievo
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text/x-wiki
'''Stanislao Nievo''' (1928 – 2006), scrittore, poeta e giornalista italiano.
== Citazioni di Stanislao Nievo ==
* Ho visitato 90 paesi nel mondo. Sono passato per terre desolate e tumultuose, finendo anche davanti al plotone di esecuzione e scampandola per un soffio. Ha sostato in alcune prigioni tropicali e attraversato altrettante guerriglie tra Asia e Africa.<ref>Citato in Archivio [[Festivaletteratura]] - Nievo, Stanislao</ref>
==''Il prato in fondo al mare''==
===[[Incipit]]===
Il 4 marzo 1861 era lunedì.<br>Su [[Palermo]] splendeva il sole. La prima brezza di primavera striava appena il cielo. Nel porto, lungo il Molo Arsenale erano ormeggiati 11 battelli, di cui 4 a vapore. Due di questi erano pronti a salpare. Appartenevano a due compagnie diverse, entrambi "assistiti" dalla Società Raccomandatrice Florio.<br>La stazza dei vapori era di circa 450 tonnellate. La meta era la stessa, Napoli. Sarebbero partiti a distanza di 3 ore.<br>Il nome del primo vascello era "Ercole".<br>Nave a vapore e a vela, con grandi ruote laterali, era un battello inglese con una lunga storia di trasporti civili e militari nel Tirreno. Costruito prima dell'avvento della navigazione a vapore, era stato fornito di macchine in un secondo tempo. Esse erano state incorporate e fissate alle ordinate e ai bagli, che formavano l'ossatura della nave, con grosse chiavarde. Ciò sottoponeva l'intera trabeazione a un sensibile sforzo, producendo talvolta la rottura degli agganci, con violente vibrazioni nelle macchine a vapore.<br>Era un piroscapo inquieto. Anche il nome era inquieto.<br>Il primo, quello di nascita, inglese, era sconosciuto.
===Citazioni===
*Cosa sarebbe mancato con lui {{NDR|[[Ippolito Nievo]]}}? un destino brillante ad uso di una nazione giovane e confusa? E con loro, con quelli che gli venivano dietro? Le vite oscure, quelle stesse che aveva cominciato a scrivere in un nuovo romanzo appena iniziato, il ''Pescatore d'anime'', che aveva aperto come una nuova collezione, chiamandola: "la vita degli uomini oscuri". (p. 57)
*[[Napoli]] è una città viva e rovinata. Tutto è bello, orrendo e in disordine, niente funziona bene tranne il passato. Ma tutto è possibile.<br>Gli esperimenti marini più importanti del Mediterraneo, le speculazioni più colossali e fasulle, le storie più incredibili e piacevoli, le persone più nobili e declassate, le cose più inutili e intelligenti si trovano qui. Con sfondo di sole e di mare.<br>Anche le cose più ingenue e contorte che scendono negli abissi dell'anima properano qui meglio che altrove.<br>Se ci fosse una capitale dell'anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui.<br>Nel mezzo della città si apre via [[Spaccanapoli]], un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l'enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì [[Benedetto Croce]]. (p. 74)
*{{NDR|All'[[Archivio]] di Stato di Napoli}} Ero entrato in un racconto di mappe immaginarie, irreale e autentico, le cui strutture non erano quelle logiche ma quelle delle convenienze inconsce, sostenute da un linguaggio rigido. Camminavo in un racconto fuori del tempo. (2014, [https://books.google.it/books?id=CqLwDQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PP1&dq=&pg=PT87#v=onepage&q&f=false p. 87])
*{{NDR|All'Archivio di Stato di Napoli}} Sceso nell'anima di un mondo di cui non si può scorgere mai l'interno, vedevo emergere il profondo di una vicenda, di un ambiente che quasi nessuno vuole conoscere, come le viscere paurose del proprio corpo, che ci atterriscono per un attimo durante un incidente o un'operazione.<br>Erano gli immensi pascoli della fantasia già vissuta. [...] Storie di grandi e piccoli uomini, miste a vicende di eserciti e amministrazioni, erano allineate per quel senso d'ordine delle cose passate, forse per non aprirle mai, ma per assicurarsi che tutto ciò che avviene non è soltanto una momentanea, incomprensibile farsa generale. (2014, [https://books.google.it/books?id=CqLwDQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PP1&dq=&pg=PT88#v=onepage&q&f=false p. 88-89])
===Citazioni su ''Il prato in fondo al mare''===
*I libri di successo ci si limita a consumarli; ma il romanzo di Nievo (se è un romanzo), lo si è "letto". È il primo di una lunga serie di dati a favore. Nato come referto di una vicenda anche esteriormente avventurosa ''Il prato in fondo al mare'' sembra avere risuscitato un vecchio tipo di ascolto privato, magari anche discutibilissimo: il gusto di "leggere" nel senso di farsi rapire, appunto, da una leggenda, incantare da un mito, trascinare dall'epica di una storia. ([[Cesare Garboli]])
*Nievo racconta ad alto livello termico, spinge al massimo la caldaia, senza curarsi che le strutture cedano. Sotto questo punto di vista, ''Il prato in fondo al mare'' viene "prima della cultura". ([[Cesare Garboli]])
*Le cause del naufragio, le circostanze del disastro, lo scioglimento del mistero che tuttora circonda la fine di [[Ippolito Nievo|Nievo]], il ritrovamento delle casse e dei resti del battello a vapore, sono il tema di una narrazione che assume, a tratti, l'aspetto di un'inchiesta o di un giallo politico. Sotto questo aspetto, il romanzo di Nievo è "anche" la storia di una sospetta strage di Stato italiana, maturata dalla Destra e decisa dal potere piemontese per liquidare la Sinistra garibaldina: "strage" con la quale si sarebbe aperta la storia dell'Italia unita. ([[Cesare Garboli]])
==Citazioni su Stanislao Nievo==
*Come il suo grande proavo, come [[Ippolito Nievo]], anche Stanislao Nievo è un outsider, un talento imprevisto, insofferente di ogni letteratura notarile e di ogni morto accademismo vigente. ([[Cesare Garboli]])
== Note ==
<references />
==Bibliografia==
*Stanislao Nievo, ''Il prato in fondo al mare'', prefazione di [[Cesare Garboli]], Mondadori, Milano, 1974.
*Stanislao Nievo, ''[https://books.google.it/books?id=CqLwDQAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PP1&dq=&pg=PP1#v=onepage&q&f=false Il prato in fondo al mare]'', prefazione di Romolo Bugaro, Marsilio, Venezia, 2014. ISBN 978-88-317-3901-6
==Altri progetti==
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===Opere===
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==E==
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*'''[[Mignon Good Eberhart]]'''
**Affare di famiglia
**Delitto a Honotassa
**La casa dell'altra
**La giustizia è cieca
**La paura è un virus
**La scarpina di vetro
**Nella bufera
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*'''[[Georg Ebers]]'''
**L'Egitto antico e moderno
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*'''[[Umberto Eco]]'''
**A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico
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**Come si fa una tesi di laurea
**De Bibliotheca
**Diario minimo
**Il cimitero di Praga
**Il nome della rosa
**Il pendolo di Foucault
**L'isola del giorno prima
**La misteriosa fiamma della regina Loana
**Segno
**Segno e inferenza
**Sei passeggiate nei boschi narrativi
<span id="Ed"></span>
*'''[[David Eddings]]'''
**I maghi
***Belgarath il Mago
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**Il ciclo di Belgariad
***Il castello incantato
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***La fine del gioco
***La regina della magia
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***Il signore dei demoni
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***La profetessa di Kell
*'''[[Amelia Edwards]]'''
**La carrozza fantasma
*'''[[Kim Edwards]]'''
**Figlia del silenzio
*'''[[Ake Edwardson]]'''
**Luce e ombra
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<span id="Ef"></span>
*'''[[George Alec Effinger]]'''
**Maureen Birnbaum dà un'occhiata in giro
**Progetto originale
<span id="Eg"></span>
*'''[[Greg Egan]]'''
**Axiomatic
***L'assassino infinito
***Diario da cento anni-luce
***Eugene
***La carezza
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***Assiomatico
**Luminous
***Pagliuzze
***Eva Mitocondriale
***Luminous
***Mister Voglio
***Nel suo bozzolo
**Singleton
**Incandescence
*'''[[Jennifer Egan]]'''
**Guardami
**Il tempo è un bastardo
**La figlia dei fiori
**La fortezza
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*'''[[Dave Eggers]]'''
**Conoscerete la nostra velocità
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*'''[[Elsebeth Egholm]]'''
**Il danno
*'''[[Pietro Egidi]]'''
**Viterbo
*'''[[Joel Egloff]]'''
**Lo stordimento
*'''[[Gustavo Eguren]]'''
**L'aria tra le dita
<span id="Eh"></span>
*'''[[Bart Ehrman]]'''
**La verità sul Codice da Vinci
<span id="Ei"></span>
*'''[[Joseph Freiherr von Eichendorff]]'''
**Vita di un perdigiorno
*'''[[Luigi Einaudi]]'''
**Il problema delle abitazioni
**Lezioni di politica sociale
*'''[[Albert Einstein]]'''
**Annus Mirabilis Papers
***Il moto delle particelle in sospensione nei fluidi in quiete, come previsto dalla teoria cinetico-molecolare del calore
***L'elettrodinamica dei corpi in movimento
***L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?
***Un punto di vista euristico relativo alla generazione e alla trasformazione della luce
**Altri lavori di ricerca
***La teoria della generazione e dell'assorbimento della luce
***La teoria planckiana della radiazione e la teoria dei calori specifici
***Lo stato attuale del problema della radiazione
***L'effetto della gravitazione sulla propagazione della luce
***I fondamenti della teoria della relatività generale
***La teoria quantica della radiazione
***Considerazioni cosmologiche sulla relatività generale
**Autobiografia scientifica
**Il lato umano
**Il significato della relatività
**Relatività. Esposizione divulgativa
*'''[[Larry Eisenberg]]'''
**Il mio amico programmatore
**Io e la mia ombra
**Pezzo di ghiaccio
*'''[[Barry Eisler]]'''
**Alba nera su Tokyo
**La via del Samurai
<span id="Ej"></span>
<span id="Ek"></span>
*'''[[Gordon Eklund]]'''
**Psicologia del profondo
*'''[[Kerstin Ekman]]'''
**La voce del torrente
<span id="El"></span>
*'''[[Najat El Hachmi]]'''
**La città degli amori infedeli
*'''[[Augusto Elia]]'''
**Ricordi di un garibaldino dal 1847-48 al 1900
*'''[[Mircea Eliade]]'''
**Lo Yoga. Immortalità e libertà
**Storia delle credenze e delle idee religiose. Vol. II
*'''[[Elio (cantante)|Elio]]'''
**Fiabe centimetropolitane
*'''[[Elio e le Storie Tese]]'''
**Animali spiaccicati
*'''[[George Eliot]]'''
**Adam Bede
**Il mulino sulla Floss
**Middlemarch
**Silas Marner
*'''[[Thomas Stearns Eliot]]'''
**Assassinio nella Cattedrale
**Cori da «La Rocca»
**Gli uomini vuoti
**Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock
**La terra desolata
**Quattro quartetti
*'''[[Pietro Ellero]]'''
**Della pena capitale
*'''[[Bruce Elliott]]'''
**Il Diavolo ammalato
*'''[[Bret Easton Ellis]]'''
**American Psycho
**Imperial Bedrooms
**Meno di zero
*'''[[Walter Ellis]]'''
**Codice Caravaggio
*'''[[Harlan Ellison]]'''
**Il basilisco
**Prova con un coltello smussato
**Un ragazzo e il suo cane
*'''[[James Ellroy]]'''
**American Tabloid
**Caccia alle donne
**Corpi da reato
**Dalia Nera
**Il grande nulla
**Il sangue è randagio
**Jungletown Jihad
**L.A. Confidential
**La collina dei suicidi
**Le strade dell'innocenza
**Perché la notte
**Prega detective
**Sei pezzi da mille
**White jazz
*'''[[Boris Nikolaevič El'cin|Boris Eltsin]]'''
**Diario del Presidente
<span id="Em"></span>
*'''[[Enrico Emanuelli]]'''
**Settimana nera
*'''[[Buchi Emecheta]]'''
**Cittadina di seconda classe
*'''[[Paolo Emiliani Giudici]]'''
**Beppe Arpia
*'''[[François Emmanuel]]'''
**Il killer malinconico
<span id="En"></span>
*'''[[Mathias Énard]]'''
**Parlami di battaglie, di re e di elefanti
**Via dei ladri
**Zona
*'''[[Michael Ende]]'''
**La notte dei desideri
**La storia infinita
**Lo specchio nello specchio
**Momo
*'''[[Friedrich Engels]]'''
**Dell'autorità
**I princìpi del comunismo
**L'origine della Famiglia della Proprietà privata e dello Stato
**Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia
*'''[[Nathan Englander]]'''
**Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank
*'''[[Davide Enia]]'''
**Così in terra
*'''[[Per Olov Enquist]]'''
**August Strindberg: una vita
*'''[[Federigo Enriques]]'''
**Le matematiche nella storia e nella cultura
**Per la storia della logica
*'''[[Hans Magnus Enzensberger]]'''
**Il mago dei numeri
<span id="Eo"></span>
<span id="Ep"></span>
*'''[[Epicuro]]'''
**Lettera a Meneceo (sulla felicità)
**Lettera a Pitocle (sui fenomeni celesti)
**Lettera ad Erodoto (sulla fisica)
*'''[[Epitteto]]'''
**Manuale
*'''[[Daniel Mark Epstein]]'''
**''The Ballad of Bob Dylan''
<span id="Eq"></span>
<span id="Er"></span>
*'''[[Antonio Era]]'''
**Statuti pisani inediti dal XIV al XVI secolo
*'''[[Erasmo da Rotterdam]]'''
**Elogio della follia
*'''[[Erckmann-Chatrian]]'''
**L'amico Fritz
*'''[[Giuseppe Ercolani]]'''
**Maria
*'''[[Renée Erdős]]'''
**Miraggio
*'''[[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg]]'''
**Le straordinarie avventure di Julio Jurenito
*'''[[Steven Erikson]]'''
**La casa delle catene
**La dimora fantasma
**Maree di mezzanotte
*'''[[Erinna]]'''
**Ode a Roma
*'''[[Giovanni Battista Ermacora]]'''
**I fatti spiritici e le ipotesi affrettate
*'''[[Ermete Trismegisto]]'''
**Il Pimandro
**Tavola smeraldina
*'''[[Annie Ernaux]]'''
**Gli anni
**Il posto
**L'altra figlia
**L'evento
**La vergogna
**Memoria di ragazza
**Una donna
*'''[[Paul Ernst]]'''
**La fortuna di Lautenthal
*'''[[Venedikt Vasil'evič Erofeev]]'''
**Mosca sulla vodka
*'''[[Giovanni Eroli]]'''
**Erasmo Gattamelata da Narni
*'''[[Carlo Errera]]'''
**L'Ossola
*'''[[Barbara Erskine]]'''
**La notte è un luogo solitario
*'''[[Fulvio Ervas]]'''
**Se ti abbraccio non aver paura
<span id="Es"></span>
*'''[[Andreas Eschbach]]'''
**Lo specchio di Dio
*'''[[Eschilo]]'''
**Agamennone
**Coefore
**Eumenidi
**Persiani
**Prometeo incatenato
**Sette contro Tebe
**Supplici
*'''[[Francesco Eschinardi]]'''
**Architettura civile ridotta a metodo facile, e breve
**Descrizione di Roma e dell'agro romano
*'''[[Esiodo]]'''
**Le opere e i giorni
**Teogonia
*'''[[Laura Esquivel]]'''
**Dolce come il cioccolato
*'''[[Abilio Estévez]]'''
**Tuo è il regno
*'''[[Nicolas d'Estienne d'Orves]]'''
**Gli orfani del male
*'''[[Virgilio Estival]]'''
**Cenno critico e biografico
**Garibaldi e il governo italiano
*'''[[Joe Eszterhas]]'''
**F.I.S.T.
<span id="Et"></span>
*'''[[Dennis Etchison]]'''
**Adesso puoi andare
**L'uomo ombra
**Quattro chiacchiere al buio
*'''[[Lucía Etxebarría]]'''
**Beatriz e i corpi celesti
<span id="Eu"></span>
*'''[[Euclide]]'''
**Euclide megarense acutissimo philosopho, solo introduttore delle scientie mathematice
*'''[[Jeffrey Eugenides]]'''
**La trama del matrimonio
**[[Le vergini suicide]]
**Middlesex
*'''[[Eulero]]'''
**Lettere a una principessa tedesca
*'''[[Euripide]]'''
**Alcesti
**Andromaca
**Baccanti
**Ciclope
**Ecuba
**Elena
**Elettra
**Eraclidi
**Ercole
**Fenicie
**Ifigenia in Aulide
**Ifigenia in Tauride
**Ione
**Ippolito
**Medea
**Oreste
**Reso
**Supplici
**Troiane
*'''[[Eutropio]]'''
**Breviarium ab Urbe condita
<span id="Ev"></span>
*'''[[Valerio Evangelisti]]'''
**Cherudek
**Eymerich risorge
**Il castello di Eymerich
**Il corpo e il sangue di Eymerich
**Il fantasma di Eymerich
**Il mistero dell'inquisitore Eymerich
**La luce di Orione
**Le catene di Eymerich
**Mater Terribilis
**Metallo urlante
**Nicholas Eymerich, inquisitore
**Picatrix, la scala per l'inferno
**Tortuga
**Veracruz
*'''[[Janet Evanovich]]'''
**Due di troppo
*'''[[E. Everett Evans]]'''
**Amore di vampiro
**Cibo per demoni
**Il marziano e il vampiro
**La presentazione
**Sa'antha
*'''[[Nicholas Evans]]'''
**Insieme con i lupi
**L'uomo che sussurava ai cavalli
**Nel fuoco
**Quando il cielo si divide
*'''[[Richard Paul Evans]]'''
**Il linguaggio nascosto della vita
<span id="Ew"></span>
*'''[[Hanns Heinz Ewers]]'''
**La Mamaloi
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Spinoziano (BEIC)
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<noinclude>{{incipit|lettera=E}}</noinclude>
==E==
<span id="Ea"></span>
<span id="Eb"></span>
*'''[[Mignon Good Eberhart]]'''
**Affare di famiglia
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**La casa dell'altra
**La giustizia è cieca
**La paura è un virus
**La scarpina di vetro
**Nella bufera
**Nessuno ti sentirà
*'''[[Georg Ebers]]'''
**L'Egitto antico e moderno
<span id="Ec"></span>
*'''[[Umberto Eco]]'''
**A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico
**Apocalittici e integrati
**Baudolino
**Come si fa una tesi di laurea
**De Bibliotheca
**Diario minimo
**Il cimitero di Praga
**Il nome della rosa
**Il pendolo di Foucault
**L'isola del giorno prima
**La misteriosa fiamma della regina Loana
**Segno
**Segno e inferenza
**Sei passeggiate nei boschi narrativi
<span id="Ed"></span>
*'''[[David Eddings]]'''
**I maghi
***Belgarath il Mago
***Polgara la Maga
**Il ciclo di Belgariad
***Il castello incantato
***Il segno della profezia
***La fine del gioco
***La regina della magia
***La valle di Aldur
**La saga dei Mallorean
***I Guardiani della Luce
***Il re dei Murgos
***Il signore dei demoni
***La maga di Darshiva
***La profetessa di Kell
*'''[[Amelia Edwards]]'''
**La carrozza fantasma
*'''[[Kim Edwards]]'''
**Figlia del silenzio
*'''[[Ake Edwardson]]'''
**Luce e ombra
<span id="Ee"></span>
<span id="Ef"></span>
*'''[[George Alec Effinger]]'''
**Maureen Birnbaum dà un'occhiata in giro
**Progetto originale
<span id="Eg"></span>
*'''[[Greg Egan]]'''
**Axiomatic
***L'assassino infinito
***Diario da cento anni-luce
***Eugene
***La carezza
***Sorelle di sangue
***Assiomatico
**Luminous
***Pagliuzze
***Eva Mitocondriale
***Luminous
***Mister Voglio
***Nel suo bozzolo
**Singleton
**Incandescence
*'''[[Jennifer Egan]]'''
**Guardami
**Il tempo è un bastardo
**La figlia dei fiori
**La fortezza
**Manhattan Beach
*'''[[Dave Eggers]]'''
**Conoscerete la nostra velocità
**L'opera struggente di un formidabile genio
*'''[[Elsebeth Egholm]]'''
**Il danno
*'''[[Pietro Egidi]]'''
**Viterbo
*'''[[Joel Egloff]]'''
**Lo stordimento
*'''[[Gustavo Eguren]]'''
**L'aria tra le dita
<span id="Eh"></span>
*'''[[Bart Ehrman]]'''
**La verità sul Codice da Vinci
<span id="Ei"></span>
*'''[[Joseph Freiherr von Eichendorff]]'''
**Vita di un perdigiorno
*'''[[Luigi Einaudi]]'''
**Il problema delle abitazioni
**Lezioni di politica sociale
*'''[[Albert Einstein]]'''
**Annus Mirabilis Papers
***Il moto delle particelle in sospensione nei fluidi in quiete, come previsto dalla teoria cinetico-molecolare del calore
***L'elettrodinamica dei corpi in movimento
***L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?
***Un punto di vista euristico relativo alla generazione e alla trasformazione della luce
**Altri lavori di ricerca
***La teoria della generazione e dell'assorbimento della luce
***La teoria planckiana della radiazione e la teoria dei calori specifici
***Lo stato attuale del problema della radiazione
***L'effetto della gravitazione sulla propagazione della luce
***I fondamenti della teoria della relatività generale
***La teoria quantica della radiazione
***Considerazioni cosmologiche sulla relatività generale
**Autobiografia scientifica
**Il lato umano
**Il significato della relatività
**Relatività. Esposizione divulgativa
*'''[[Larry Eisenberg]]'''
**Il mio amico programmatore
**Io e la mia ombra
**Pezzo di ghiaccio
*'''[[Barry Eisler]]'''
**Alba nera su Tokyo
**La via del Samurai
<span id="Ej"></span>
<span id="Ek"></span>
*'''[[Gordon Eklund]]'''
**Psicologia del profondo
*'''[[Kerstin Ekman]]'''
**La voce del torrente
<span id="El"></span>
*'''[[Najat El Hachmi]]'''
**La città degli amori infedeli
*'''[[Augusto Elia]]'''
**Ricordi di un garibaldino dal 1847-48 al 1900
*'''[[Mircea Eliade]]'''
**Lo Yoga. Immortalità e libertà
**Storia delle credenze e delle idee religiose. Vol. II
*'''[[Elio (cantante)|Elio]]'''
**Fiabe centimetropolitane
*'''[[Elio e le Storie Tese]]'''
**Animali spiaccicati
*'''[[George Eliot]]'''
**Adam Bede
**Il mulino sulla Floss
**Middlemarch
**Silas Marner
*'''[[Thomas Stearns Eliot]]'''
**Assassinio nella Cattedrale
**Cori da «La Rocca»
**Gli uomini vuoti
**Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock
**La terra desolata
**Quattro quartetti
*'''[[Pietro Ellero]]'''
**Della pena capitale
*'''[[Bruce Elliott]]'''
**Il Diavolo ammalato
*'''[[Bret Easton Ellis]]'''
**American Psycho
**Imperial Bedrooms
**Meno di zero
*'''[[Walter Ellis]]'''
**Codice Caravaggio
*'''[[Harlan Ellison]]'''
**Il basilisco
**Prova con un coltello smussato
**Un ragazzo e il suo cane
*'''[[James Ellroy]]'''
**American Tabloid
**Caccia alle donne
**Corpi da reato
**Dalia Nera
**Il grande nulla
**Il sangue è randagio
**Jungletown Jihad
**L.A. Confidential
**La collina dei suicidi
**Le strade dell'innocenza
**Perché la notte
**Prega detective
**Sei pezzi da mille
**White jazz
*'''[[Boris Nikolaevič El'cin|Boris Eltsin]]'''
**Diario del Presidente
<span id="Em"></span>
*'''[[Enrico Emanuelli]]'''
**Settimana nera
*'''[[Buchi Emecheta]]'''
**Cittadina di seconda classe
*'''[[Paolo Emiliani Giudici]]'''
**Beppe Arpia
*'''[[François Emmanuel]]'''
**Il killer malinconico
<span id="En"></span>
*'''[[Mathias Énard]]'''
**Parlami di battaglie, di re e di elefanti
**Via dei ladri
**Zona
*'''[[Michael Ende]]'''
**La notte dei desideri
**La storia infinita
**Lo specchio nello specchio
**Momo
*'''[[Friedrich Engels]]'''
**Dell'autorità
**I princìpi del comunismo
**L'origine della Famiglia della Proprietà privata e dello Stato
**Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia
*'''[[Nathan Englander]]'''
**Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank
*'''[[Davide Enia]]'''
**Così in terra
*'''[[Per Olov Enquist]]'''
**August Strindberg: una vita
*'''[[Federigo Enriques]]'''
**Le matematiche nella storia e nella cultura
**Per la storia della logica
*'''[[Enselmino da Montebelluna]]'''
**Pianto della Vergine Maria
*'''[[Hans Magnus Enzensberger]]'''
**Il mago dei numeri
<span id="Eo"></span>
<span id="Ep"></span>
*'''[[Epicuro]]'''
**Lettera a Meneceo (sulla felicità)
**Lettera a Pitocle (sui fenomeni celesti)
**Lettera ad Erodoto (sulla fisica)
*'''[[Epitteto]]'''
**Manuale
*'''[[Daniel Mark Epstein]]'''
**''The Ballad of Bob Dylan''
<span id="Eq"></span>
<span id="Er"></span>
*'''[[Antonio Era]]'''
**Statuti pisani inediti dal XIV al XVI secolo
*'''[[Erasmo da Rotterdam]]'''
**Elogio della follia
*'''[[Erckmann-Chatrian]]'''
**L'amico Fritz
*'''[[Giuseppe Ercolani]]'''
**Maria
*'''[[Renée Erdős]]'''
**Miraggio
*'''[[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg]]'''
**Le straordinarie avventure di Julio Jurenito
*'''[[Steven Erikson]]'''
**La casa delle catene
**La dimora fantasma
**Maree di mezzanotte
*'''[[Erinna]]'''
**Ode a Roma
*'''[[Giovanni Battista Ermacora]]'''
**I fatti spiritici e le ipotesi affrettate
*'''[[Ermete Trismegisto]]'''
**Il Pimandro
**Tavola smeraldina
*'''[[Annie Ernaux]]'''
**Gli anni
**Il posto
**L'altra figlia
**L'evento
**La vergogna
**Memoria di ragazza
**Una donna
*'''[[Paul Ernst]]'''
**La fortuna di Lautenthal
*'''[[Venedikt Vasil'evič Erofeev]]'''
**Mosca sulla vodka
*'''[[Giovanni Eroli]]'''
**Erasmo Gattamelata da Narni
*'''[[Carlo Errera]]'''
**L'Ossola
*'''[[Barbara Erskine]]'''
**La notte è un luogo solitario
*'''[[Fulvio Ervas]]'''
**Se ti abbraccio non aver paura
<span id="Es"></span>
*'''[[Andreas Eschbach]]'''
**Lo specchio di Dio
*'''[[Eschilo]]'''
**Agamennone
**Coefore
**Eumenidi
**Persiani
**Prometeo incatenato
**Sette contro Tebe
**Supplici
*'''[[Francesco Eschinardi]]'''
**Architettura civile ridotta a metodo facile, e breve
**Descrizione di Roma e dell'agro romano
*'''[[Esiodo]]'''
**Le opere e i giorni
**Teogonia
*'''[[Laura Esquivel]]'''
**Dolce come il cioccolato
*'''[[Abilio Estévez]]'''
**Tuo è il regno
*'''[[Nicolas d'Estienne d'Orves]]'''
**Gli orfani del male
*'''[[Virgilio Estival]]'''
**Cenno critico e biografico
**Garibaldi e il governo italiano
*'''[[Joe Eszterhas]]'''
**F.I.S.T.
<span id="Et"></span>
*'''[[Dennis Etchison]]'''
**Adesso puoi andare
**L'uomo ombra
**Quattro chiacchiere al buio
*'''[[Lucía Etxebarría]]'''
**Beatriz e i corpi celesti
<span id="Eu"></span>
*'''[[Euclide]]'''
**Euclide megarense acutissimo philosopho, solo introduttore delle scientie mathematice
*'''[[Jeffrey Eugenides]]'''
**La trama del matrimonio
**[[Le vergini suicide]]
**Middlesex
*'''[[Eulero]]'''
**Lettere a una principessa tedesca
*'''[[Euripide]]'''
**Alcesti
**Andromaca
**Baccanti
**Ciclope
**Ecuba
**Elena
**Elettra
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**Fenicie
**Ifigenia in Aulide
**Ifigenia in Tauride
**Ione
**Ippolito
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**Oreste
**Reso
**Supplici
**Troiane
*'''[[Eutropio]]'''
**Breviarium ab Urbe condita
<span id="Ev"></span>
*'''[[Valerio Evangelisti]]'''
**Cherudek
**Eymerich risorge
**Il castello di Eymerich
**Il corpo e il sangue di Eymerich
**Il fantasma di Eymerich
**Il mistero dell'inquisitore Eymerich
**La luce di Orione
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**Mater Terribilis
**Metallo urlante
**Nicholas Eymerich, inquisitore
**Picatrix, la scala per l'inferno
**Tortuga
**Veracruz
*'''[[Janet Evanovich]]'''
**Due di troppo
*'''[[E. Everett Evans]]'''
**Amore di vampiro
**Cibo per demoni
**Il marziano e il vampiro
**La presentazione
**Sa'antha
*'''[[Nicholas Evans]]'''
**Insieme con i lupi
**L'uomo che sussurava ai cavalli
**Nel fuoco
**Quando il cielo si divide
*'''[[Richard Paul Evans]]'''
**Il linguaggio nascosto della vita
<span id="Ew"></span>
*'''[[Hanns Heinz Ewers]]'''
**La Mamaloi
<span id="Ex"></span>
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<span id="Ez"></span>
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Incipit/M
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Spinoziano (BEIC)
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wikitext
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<noinclude>{{incipit|lettera=M}}</noinclude>
==M==
<span id="Ma"></span>
*'''[[Amin Maalouf]]'''
**Il manoscritto di Samarcanda
*'''[[Roger MacBride Allen]]'''
**L'anello di Caronte
*'''[[Stuart MacBride]]'''
**Il collezionista di occhi
**La casa delle anime morte
**La porta dell'inferno
**Sangue nero
*'''[[Mauro Macchi]]'''
**Storia del Consiglio dei Dieci
*'''[[Loriano Macchiavelli]]'''
**Delitti di gente qualunque
**La Balla dalle scarpe di ferro
*'''[[Ann-Marie MacDonald]]'''
**Chiedi perdono
*'''[[John D. MacDonald]]'''
**In un piccolo motel
*'''[[Ross Macdonald]]'''
**Il ghigno d'avorio
**L'inferno è in terra
*'''[[Rob MacGregor]]'''
**Indiana Jones e l'ultima crociata
*'''[[Ernst Mach]]'''
**Analisi delle sensazioni
*'''[[Joaquim Maria Machado de Assis]]'''
**Don Casmurro
**Memorie postume di Brás Cubas
*'''[[D.J. MacHale]]'''
**La biblioteca degli incubi. La luce della notte
*'''[[Arthur Machen]]'''
**La piramide di fuoco
**Storia del sigillo nero
*'''[[Niccolò Machiavelli]]'''
**Clizia
**Decennali
**Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
**Discorso intorno alla nostra lingua
**Favola di Belfagor arcidiavolo
**I capitoli
***Di Fortuna
***Dell'Ingratitudine
***Dell'Ambizione
***Dell'Occasione
**Il principe
**Istorie fiorentine
**L'arte della guerra
**L'asino
**La mandragola
**La vita di Castruccio Castracani da Lucca
**Legazione al duca Valentino
*'''[[Denis Mack Smith]]'''
**Garibaldi
**Il Risorgimento italiano
**Mussolini
**Storia d'Italia dal 1861 al 1997
*'''[[Bernard MacLaverty]]'''
**Cai
*'''[[Norman Maclean]]'''
**In mezzo scorre il fiume
*'''[[Alistair MacLeod]]'''
**Il dono di sangue del sale perduto
*'''[[Henry Dunning Macleod]]'''
**I principii di filosofia economica
*'''[[James Macpherson]]'''
**Dartula
*'''[[Meenakshi Reddy Madhavan]]'''
**Diario segreto di una ragazza indiana
*'''[[Maurice Maeterlinck]]'''
**La vita delle tèrmiti
*'''[[Miriam Mafai]]'''
**Il giornalista
*'''[[Paolo Maffei]]'''
**Al di là della luna
*'''[[Scipione Maffei]]'''
**Dell'impiego del danaro
**Merope
*'''[[Lorenzo Magalotti]]'''
**Lettere odorose
**Relazioni di viaggio in Inghilterra, Francia e Svezia
***Relazione d'Inghilterra dell'anno 1668
***Diario di Francia dell'anno 1668
***Relazione del Regno di Svezia dell'anno 1674
**Saggi di naturali esperienze fatte nell'Accademia del Cimento
*'''[[Leopoldo Maggi]]'''
**Intorno ai depositi lacustro-glaciali ed in particolare di quelli della Valcuvia
*'''[[Vincenzo Maggi]]'''
**Un brieve trattato dell'eccellentia delle donne
*'''[[Maurizio Maggiani]]'''
**È stata una vertigine
**Il coraggio del pettirosso
**Il viaggiatore notturno
**La regina disadorna
**Vi ho già tutti sognati una volta
*'''[[Giambattista Magistrini]]'''
**Discorso in lode di Luigi La-Grange
*'''[[Ida Magli]]'''
**Gesù di Nazareth
**La sessualità maschile
**La Madonna
**Teresa di Lisieux
**Contro l'Europa
*'''[[Alberto Magnaghi (geografo)]]'''
**Amerigo Vespucci
**Precursori di Colombo?
*'''[[Valerio Magrelli]]'''
**Nel condominio di carne
*'''[[Claudio Magris]]'''
**Danubio
**La curva e il cerchio
*'''[[Naguib Mahfouz]]'''
**Autunno egiziano
**Il giorno in cui fu ucciso il Presidente
**Il viaggio di Ibn Fattouma
**La via dello zucchero
**Vicolo del Mortaio
*'''[[Norman Mailer]]'''
**Il nudo e il morto
**Un sogno americano
*'''[[Arthur Maimane]]'''
**Vittime
*'''[[Matteo Mainardi]]'''
**Opere mercantili, et economiche
*'''[[Charles Eric Maine]]'''
**B.E.S.T.I.A.
**Il grande contagio
**Luna chiama Terra...
**Rischio calcolato
*'''[[Joseph de Maistre]]'''
**Considerazioni sulla Francia
**Saggio sul principio generatore delle costituzioni e delle altre istituzioni umane
*'''[[Xavier de Maistre]]'''
**I prigionieri del Caucaso
**Il lebbroso della città di Aosta
**Prascovia o La fanciulla siberiana
**Spedizione notturna intorno alla mia camera
**Viaggio intorno alla mia camera
*'''[[Maria Majocchi]]'''
**Alle soglie d'eternità
**Il libro dei miraggi
**Prato fiorito
**Superba e bella
*'''[[Quirino Majorana]]'''
**La scarica elettrica attraverso i gas e i raggi Röntgen
*'''[[Andreï Makine]]'''
**Il testamento francese
*'''[[Vincenzo Malacarne]]'''
**De' mostri umani
*'''[[Bernard Malamud]]'''
**L'uomo di Kiev
*'''[[Curzio Malaparte]]'''
**La pelle
**La rivolta dei santi maledetti
**Maledetti Toscani
**Mamma marcia
**Muss Ritratto di un Dittatore
*'''[[Errico Malatesta]]'''
**Anarchismo e democrazia
**Fra contadini
**L'anarchia. Il nostro programma
**Rivoluzione e lotta quotidiana
*'''[[Malcolm X]]'''
**Autobiografia di Malcolm X
*'''[[Sergio Maldini]]'''
**La casa a Nord-Est
*'''[[Luigi Malerba]]'''
**Il serpente
*'''[[Stéphane Mallarmé]]'''
**Un colpo di dadi mai abolirà il caso
*'''[[Hector Malot]]'''
**In famiglia
**Senza famiglia
*'''[[David Malouf]]'''
**Conversazioni a Curlow Creek
**Nel mondo grande
*'''[[André Malraux]]'''
**I conquistatori
**La condizione umana
**La speranza
**La via dei re
*'''[[Marco Malvaldi]]'''
**A bocce ferme
**Bolle di sapone
**Dodici
**Il borghese Pellegrino
**Il gioco delle tre carte
**Il telefono senza fili
**L'architetto dell'invisibile
**L'infinito tra parentesi
**La battaglia navale
**La briscola in cinque
**La carta più alta
**Negli occhi di chi guarda
**Odore di chiuso
**Piomba libera tutti
*'''[[Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone]]'''
**Chi si ferma è perduto
*'''[[Carlo Cesare Malvasia]]'''
**Aelia Laelia Crispis
*'''[[Cornelio Malvasia]]'''
**Discorso dell'anno astrologico 1649
*'''[[Emmanuel Malynski]]'''
**Il proletarismo
*'''[[Barry N. Malzberg]]'''
**Ballando il tip-tap per le strade e le traverse della vita
**Il ragazzo e il computer
**L'elmetto
*'''[[Goffredo Mameli]]'''
**Inno
**Pagine politiche
*'''[[Terenzio Mamiani]]'''
**Antonio Oroboni alla sua fidanzata
**Dell'ottima congregazione umana
**D'un nuovo diritto europeo
*'''[[Giorgio Manacorda]]'''
**Il corridoio di legno
*'''[[Giuseppe Manacorda]]'''
**Storia della scuola in Italia
*'''[[Laura Mancinelli]]'''
**Attentato alla sindone
**Il fantasma di Mozart
**Il miracolo di santa Odilia
**Ubaldo, il galletto che amava la musica di Ravel
**Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo
*'''[[Emily St. John Mandel]]'''
**La musica delle parole
*'''[[Osip Ėmil'evič Mandel'štam]]'''
**Viaggio in Armenia
*'''[[Eustachio Manfredi]]'''
**Rime
*'''[[Valerio Massimo Manfredi]]'''
**Aléxandros-Il confine del mondo
**Aléxandros-Il figlio del sogno
**Aléxandros-Le sabbie di Amon
**Chimaira
**Idi di marzo
**Il faraone delle sabbie
**Il tiranno
**L'impero dei draghi
**L'oracolo
**L'ultima legione
**La torre della solitudine
**Le paludi di Hesperia
**Lo scudo di Talos
**Palladion
*'''[[Giorgio Manganelli]]'''
**Agli dèi ulteriori
**Centuria
**Dall'inferno
**Hilarotragoedia
**Il rumore sottile della prosa
**Pinocchio: un libro parallelo
*'''[[Henning Mankell]]'''
**Assassino senza volto
**Delitto di mezza estate
**I cani di Riga
**Il cervello di Kennedy
**Il cinese
**L'uomo che sorrideva
**L'uomo inquieto
**La falsa pista
**La leonessa bianca
**Muro di fuoco
**Prima del gelo
**Scarpe italiane
*'''[[Heinrich Mann]]'''
**Il suddito
**L'angelo azzurro
**Maturità e destino di Enrico IV
**Una vita difficile
*'''[[Thomas Mann]]'''
**Altezza reale
**Carlotta a Weimar
**Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull
**Giuseppe il nutritore
**I Buddenbrook
**L'eletto
**L'inganno
**La legge
**La montagna incantata
**La morte a Venezia
**Le storie di Giacobbe
**Le teste scambiate
**Tonio Kröger
**Tristano
*'''[[Giovanni Manna]]'''
**Le province meridionali del Regno d'Italia
*'''[[Domenico Maria Manni]]'''
**Lezioni di lingua toscana
*'''[[Lara Manni]]'''
**Sopdet. La stella della morte
**Tanit. La bambina nera
*'''[[Giuseppe Manno]]'''
**Storia di Sardegna
*'''[[Erica Joy Mannucci]]'''
**La cena di Pitagora
*'''[[Katherine Mansfield]]'''
**In una pensione tedesca
**La festa in giardino
*'''[[Paolo Mantegazza]]'''
**Commemorazione di Carlo Darwin
**Elementi d'igiene
**Elogio della vecchiaia
**India
**L'anno 3000
**L'arte di prender marito
**Un giorno a Madera
*'''[[Hilary Mantel]]'''
**Al di là del nero
**Wolf Hall
*'''[[Aldo Manuzio]]'''
**Supplica alla Signoria di Venezia
*'''[[Paolo Manuzio]]'''
**De gli elementi, e di molti loro notabili effetti
*'''[[Antonio Manzini]]'''
**La giostra dei criceti
**Orfani bianchi
*'''[[Carlo Antonio Manzini]]'''
**L'occhiale all'occhio: dioptrica pratica
*'''[[Gaia Manzini]]'''
**La scomparsa di Lauren Armstrong
*'''[[Gianna Manzini]]'''
**La sparviera
**Ritratto in piedi
*'''[[Vincenzo Manzini]]'''
**Trattato di diritto penale italiano
*'''[[Alessandro Manzoni]]'''
**Adelchi
**Del romanzo storico e, in genere, de i componimenti misti di storia e d'invenzione
**Del trionfo della libertà
**[[I promessi sposi]]
***Fermo e Lucia
***Edizione 1827
***Edizione 1840
**Il cinque maggio
**Il conte di Carmagnola
**Il nome di Maria
**Per una prima comunione
**Storia della colonna infame
*'''[[Carlo Manzoni]]'''
**Che pioggia di sberle, bambola!
**Ti svito le tonsille, piccola!
**Un colpo in testa e sei più bella, angelo!
*'''[[Domenico Manzoni]]'''
**Quaderno doppio col suo giornale
*'''[[Mao Zedong]]'''
**Citazioni del presidente Mao Tse-tung
**Combattere il liberalismo
**Sulla contraddizione
*'''[[Walter Map]]'''
**Dissuasio Valerii ad Ruffinum philosophum ne uxorem ducat
*'''[[Costante Marabelli]]'''
**Medievali & medievisti
*'''[[Sándor Márai]]'''
**Confessioni di un borghese
**I ribelli
**Il gabbiano
**Il sangue di San Gennaro
**L'eredità di Eszter
**La donna giusta
**La recita di Bolzano
**La sorella
**Le braci
**Liberazione
*'''[[Dacia Maraini]]'''
**Bagheria
**Colomba
**Il treno dell'ultima notte
**La lunga vita di Marianna Ucria
**La ragazza di via Maqueda
**Memorie di una ladra
**Voci
*'''[[Matteo Marangoni]]'''
**La Basilica di S. Lorenzo in Firenze
*'''[[Faustina Maratti]]'''
**Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte
***Dolce sollievo dell'umane cure
***Che? non credevi forse, anima schiva
***Io porto, ahimè, trafitto il manco lato
***Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto
***Qualora il tempo alla mia mente riede
***Non so per qual ria sorte, o qual mio danno
***Questo è il faggio, o Amarilli, e questo è il rio
***Da poi che il mio bel sol s'è fatto duce
***Allor, che oppressa dal gravoso incarco
***Ahi, che si turba, ahi che s'innalza e cresce
***Bacio l'arco, e lo strale, e bacio il nodo
***Dov'è, dolce mio caro, amato figlio
***Cadder preda di morte, e in pena ria
***Bosco caliginoso, orrido, e cieco
***Se è ver, c'a un cenno del crudel Caronte
***Invido sol che riconduci a noi
***Per non veder del vincitor la sorte
***Se mai degli anni in un col corso andranno
***Quando l'almo mio Sol fra gli altri appare
***Poiché il volo dell'Aquila latina
***Or qual mai darem lode al pregio vostro
***Io non so come a questa età condotte
***Io mi credea la debil navicella
***Prese per vendicar l'onta e l'esiglio
***Chi veder vuol come ferisca Amore
***Questa che in bianco ammanto, e in bianco velo
***Ahi ben me 'l disse in sua favella il core
***Muse, poiché il mio Sol gode e desìa
***Donna che tanto al mio bel Sol piacesti
***Ombrose valli, e solitari orrori
***Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
***Amato figlio, or che la dolce vista
***Poiché narrò la mal sofferta offesa
***Fra cento d'alto sangue illustri e conte
***Ah rio velen delle create cose
***Nuovo al bel Tempio suo crescendo onore
***Donna real che d'Imeneo la legge
***Scrivi, mi dice un valoroso sdegno
*'''[[Benedetto Marcello]]'''
**Il teatro alla moda
*'''[[Joseph Moncure March]]'''
**The wild party
*'''[[William March]]'''
**Compagnia K
*'''[[Marchesa Colombi]]'''
**Cara speranza
**Il tramonto d'un ideale
**In risaia
**La cartella n. 4
***Capo d'anno
***Chi lascia la via vecchia per la nova
***I morti parlano
***Riccardo Cuor di Leone
***Storia di una Viola
***Una piccola vendetta
**La gente per bene
**Prima morire
**Senz'amore
**Serate d'inverno
***Teste alate
***La prima disgrazia
***Impara l'arte e mettila da parte
***Fiore d'arancio
***In provincia
***Un velo bianco
**Tempesta e bonaccia: romanzo senza eroi
**Un matrimonio in provincia
*'''[[Giovanni Marchelli]]'''
**Trattato della sfera celeste
*'''[[Concetto Marchesi]]'''
**Il libro di Tersite
*'''[[Marcello Marchesi]]'''
**Diario futile di un signore di mezza età
**Il malloppo
**Sette zie
*'''[[Roberto Marchesini]]'''
**Contro i diritti degli animali?
*'''[[Alessandro Marchetti (matematico)|Alessandro Marchetti]]'''
**Della natura delle comete
*'''[[Angelo Marchetti]]'''
**Breve introduzione alla cosmografia
*'''[[Giovanni Marchetti]]'''
**Ave Maris Stella
**In morte del conte Giulio Perticari
**Una notte di Dante
*'''[[Cesare Marchi]]'''
**Quando siamo a tavola
*'''[[Marco Aurelio]]'''
**Pensieri
*'''[[Franco Marcoaldi]]'''
**Sconcerto
*'''[[Gabriele Marconi]]'''
**Le stelle danzanti
*'''[[Herbert Marcuse]]'''
**L'uomo a una dimensione
**Ragione e rivoluzione
*'''[[Leopoldo Marenco]]'''
**Nel tempo d'una volta
*'''[[Margherita d'Angoulême]]'''
**Heptaméron
*'''[[Alessandro Mari]]'''
**Troppo umana speranza
*'''[[Michele Mari]]'''
**Roderick Duddle
*'''[[Raffaele Mariano]]'''
**Il risorgimento italiano
**Papa, clero e chiesa in Italia
*'''[[Javier Marías]]'''
**Domani nella battaglia pensa a me
**Nera schiena del tempo
**Un cuore così bianco
*'''[[Joseph-François Marie]]'''
**Lezioni elementari di calcolo differenziale ed integrale
**Lezioni elementari di matematiche
*'''[[Filippo Tommaso Marinetti]]'''
**A caccia di quaglie e donne arabe con un mezzano arabo
**Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo
**Democrazia futurista
**Distruzione
**Guerra sola igiene del mondo
**Il tamburo di fuoco
**L'aeroplano del Papa
**L'alcòva d'acciaio
**L'isola dei baci
**Manifesto del futurismo
**Manifesto tecnico della letteratura futurista
**Teatro futurista sintetico
*'''[[Aleksandra Marinina]]'''
**Amore di sangue
**Facile come uccidere
**Giochi di morte
**Il Padrone della Città
**Il volto della morte
**Ipnosi mortale
**L'amica di famiglia
**L'attrice
**La settima vittima
**Morte in cambio
**Nome della vittima: nessuno
**Prede innocenti
**Sono morto ieri
**Un caso di ricatto
*'''[[Giovan Battista Marino]]'''
**Adone
**Amori
**La strage degli innocenti
*'''[[Ruggero Marino]]'''
**L'uomo che superò i confini del mondo
*'''[[Alberto Mario]]'''
**La camicia rossa
**La schiavitù e il pensiero: annotazioni
*'''[[Isaac Marion]]'''
**Warm Bodies
*'''[[Giovanni Mariotti]]'''
**Butroto
**Matilde
*'''[[Petros Markaris]]'''
**Prestiti scaduti,
*'''[[Liza Marklund]]'''
**Freddo Sud
**Studio Sex
*'''[[Christopher Marlowe]]'''
**L'ebreo di Malta
*'''[[Stephen Marlowe]]'''
**Il vicerè del Nuovo Mondo
*'''[[Francesco Costantino Marmocchi]]'''
**Corso di geografia commerciale
**Corso di geografia storica antica del medio-evo e moderna
*'''[[Leslie Marmon Silko]]'''
**Cerimonia
*'''[[Auguste Marmont]]'''
**Viaggio in Sicilia
*'''[[Giuseppe Marotta]]'''
**Gli alunni del tempo
**L'oro di Napoli
**Le milanesi
**Mal di Galleria
**San Gennaro non dice mai no
*'''[[Arturo Marpicati]]'''
**Dante e il Foscolo
**La proletaria
*'''[[John P. Marquand]]'''
**Il molto onorevole signor Pulham
** Jim ha poco tempo
**L'impossibile ritorno
*'''[[Melissa Marr]]'''
**Radiant Shadows
*'''[[Giovanni Marradi]]'''
**Notturno
**Voi
*'''[[Frederick Marryat]]'''
**La botte
*'''[[John Marsden]]'''
**Il domani che verrà
*'''[[Ngaio Marsh]]'''
**Delitto a teatro
*'''[[Michael Marshall Smith]]'''
**Il libro dei numeri irrazionali
**Ricambi
*'''[[Giovanni Marsili]]'''
**Notizie del pubblico giardino de' semplici di Padova compilate intorno l'anno 1771
**Notizie inedite scritte da Giovanni Marsili
*'''[[Carmen Martín Gaite]]'''
**Lo strano è vivere
**Nuvolosità variabile
*'''[[Ferdinando Martini]]'''
**Donne, salotti e costumi
*'''[[Luigi Martini (sacerdote)]]'''
**Il Confortatorio di Mantova negli anni 1851, 52, 53 e 55
*'''[[Pietro Martini]]'''
**Pergamene, codici e fogli cartacei di Arborea
*'''[[Luis Martín-Santos Ribera]]'''
**Tempo di silenzio
*'''[[Adam Mars-Jones]]'''
**Vita e opinioni di John Cromer
*'''[[Juan Marsé]]'''
**L'amante bilingue
*'''[[Yann Martel]]'''
**Vita di Pi
*'''[[Diego Martelli]]'''
**La pittura del 400 a Firenze
*'''[[Lodovico Martelli]]'''
**Stanze a Vittoria marchesa di Pescara
**Tullia
*'''[[Pier Jacopo Martello]]'''
**Lo starnuto di Ercole
*'''[[George R. R. Martin]]'''
**I re di sabbia
***La via della croce e del drago
***Il drago di ghiaccio
***Nelle terre perdute
***Re della sabbia
***I passeggeri della Nightflyer
***Il fiore di vetro
***Il cavaliere errante
**Il trono di spade
**Il regno dei lupi
**La Regina di Draghi
**Il dominio della regina
**Tempesta di spade
**I fiumi della guerra
**Il Portale delle Tenebre
**Il Dominio della Regina
**L'ombra della profezia
**I guerrieri del ghiaccio
**I fuochi di Valyria
**La Danza dei Draghi
**Il battello del delirio
**Fuoco e sangue
**Il viaggio di Tuf
**La Luce morente
**Le torri di cenere
**Nella Casa del Verme
*'''[[Lee Martin]]'''
**Che fine ha fatto Miss Baby?
*'''[[Domenico Martinelli]]'''
**Horologi elementari
*'''[[Piero Martinetti]]'''
**L'educazione della volontà
*'''[[Guillermo Martínez]]'''
**La serie di Oxford
*'''[[Carlo Maria Martini]]'''
**Il coraggio della passione
**Qualcosa di così personale
**Sto alla porta
**Sulle strade del Signore
*'''[[Steve Martini]]'''
**Chiamata in giudizio
**Doppio bersaglio
**Il giudice
**Influenza indebita
**L'avvocato
**L'imputato
**La classifica
**Prova schiacciante
**Punto di fusione
*'''[[Nino Martoglio]]'''
**'a vilanza
**Cappidazzu paga tuttu
**Centona
**San Giuvanni decullatu
**Scuru
*'''[[Mario Martone]]'''
**Noi credevamo
*'''[[Ret Marut]]'''
**Il tesoro della Sierra Madre
*'''[[Groucho Marx]]'''
**Le lettere di Groucho Marx
*'''[[Karl Marx]]'''
**Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte
**Il Capitale
**Per la critica della filosofia del diritto di Hegel
**Tesi su Feuerbach
*'''[[Gaetano Marzagaglia]]'''
**Del calcolo balistico
**Fascetto di pratiche matematiche
**Lettera di un matematico italiano
*'''[[Marco Valerio Marziale]]'''
**Epigrammi
*'''[[Lorenzo Mascheroni]]'''
**Invito a Lesbia Cidonia
**Nuove ricerche sull'equilibrio delle volte
*'''[[Gianfranco Maselli]]'''
**Il cercadischi
*'''[[Ernesto Masi]]'''
**Lorenzo il Magnifico
**Vincenzo Monti (1754-1828)
*'''[[Beatrice Masini]]'''
**Solo con un cane
*'''[[Pier Carlo Masini]]'''
**Cafiero
*'''[[Richard Mason]]'''
**Anime alla deriva
**Il respiro della notte
*'''[[Savina Dolores Massa]]'''
**Mia figlia follia
*'''[[Tullo Massarani]]'''
**L'odissea della donna
*'''[[Giuseppe Massari]]'''
**Cenni biografici di Vincenzo Gioberti
**Il Conte di Cavour. Ricordi biografici
**Il generale Alfonso La Marmora. Ricordi biografici
*'''[[David I. Masson]]'''
**Prendere o lasciare
*'''[[Jeffrey Moussaieff Masson]]'''
**Il gatto che venne dal freddo
**Il maiale che cantava alla luna
**La vita emotiva dei gatti
**Nel regno dell'armonia
**Quando gli elefanti piangono
*'''[[Edgar Lee Masters]]'''
**Antologia di Spoon River
*'''[[Ángeles Mastretta]]'''
**Donne dagli occhi grandi
**Nessuna eternità come la mia
*'''[[Francesco Mastriani]]'''
**I misteri di Napoli
**I vermi
**La contessa di Montès
**Le ombre
*'''[[Raffaele Mastriani]]'''
**Storia e descrizione della città di Napoli
*'''[[Mastro Titta]]'''
**Memorie di un carnefice
*'''[[Lucio Mastronardi]]'''
**Il maestro di Vigevano
*'''[[Antonio Matani]]'''
**Ragionamento filosofico istorico sopra la figura della terra
*'''[[Hisham Matar]]'''
**Il ritorno
*'''[[Richard Matheson]]'''
**Altri regni
**Duel e altri racconti
**Fiamma frigida
**Ghost
**Io sono leggenda
**The Box e altri racconti
*'''[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]]'''
**Metodo aritemetico di far molto con poco
*'''[[Pellegrino Matteucci]]'''
**In Abissinia
**La spedizione italiana all'Africa equatoriale
*'''[[Andrew Matthews]]'''
**Gatti, streghe e cavalieri
*'''[[Brice Matthieussent]]'''
**La vendetta del traduttore
*'''[[Predrag Matvejević]]'''
**Breviario mediterraneo
*'''[[Enrico Mauceri]]'''
**Siracusa e la Valle dell'Anapo
*'''[[Paola Maugeri]]'''
**Alla salute!
**La mia vita a impatto zero
**Las vegans
*'''[[Guy de Maupassant]]'''
**Bel-Ami
**Forte come la morte
**In famiglia
**L'eredità
**La casa Tellier
**La vita errante
**Le Horla
**Palla di sego
**Una vita
*'''[[Paolo Maurensig]]'''
**Canone inverso
**Gli amanti fiamminghi
**L'arcangelo degli scacchi
**La variante di Lüneburg
**L'ombra e la meridiana
**L'ultima traversa
**Venere lesa
*'''[[François Mauriac]]'''
**Destini
**Gli angeli neri
**Groviglio di vipere
**Il bacio al lebbroso
**La farisea
**La fine della notte
**Teresa dal medico
**Teresa Desqueyroux
**Vita di Gesù
*'''[[Marco Maurizi]]'''
**Le parole e le cozze
*'''[[André Maurois]]'''
**L'istinto della felicità
**La prima "Lady" stregata da Byron
**Storia degli Stati Uniti
**Sua figlia
*'''[[Tucker Max]]'''
**Spero che servano birra all'inferno
*'''[[Ann Maxwell]]'''
**Gli illusionisti
**Il destino di Rheba
*'''[[Katarina Mazetti]]'''
**Il tizio della tomba accanto
**La tomba di famiglia
**Taci! Sei morto!
*'''[[Angelo Mazza]]'''
**Dei dolori di Maria Vergine
*'''[[Mauro Mazza]]'''
**L'albero del mondo
*'''[[Margaret Mazzantini]]'''
**Mare al mattino
**Nessuno si salva da solo
**Non ti muovere
**Venuto al mondo
*'''[[Giulio Mazzarino]]'''
**Breviario dei politici
***Edizione 1698
***Edizione 2008
*'''[[Mazzeo di Ricco]]'''
**Amore, avendo interamente voglia
**Chi conoscesse sì la sua fallanza
**La ben aventurosa innamoranza
**Lo core innamorato
**Lo gran valore e lo pregio amoroso
**Madonna, de lo meo 'namoramento
**Sei anni ò travagliato
*'''[[Giovanni Battista Mazzini]]'''
**Congetture fisico-meccaniche intorno le figure delle particelle componenti il ferro
*'''[[Giuseppe Mazzini]]'''
**A Carlo Alberto di Savoja
**A parole chiare risposta chiara
**D'alcune cause che impedirono finora lo sviluppo della libertà in Italia
**D'una letteratura europea
**Della Giovine Italia
**Doveri dell'uomo
**I fratelli Bandiera
**Istruzione generale per gli affratellati nella Giovane Italia
**Note autobiografiche
*'''[[Luigi Mazzocchi]]'''
**Il canale della Bevera e i cavi Diotti: notizie storiche e tecniche
*'''[[Carlo Mazzoni]]'''
**Due amici
*'''[[Melania Gaia Mazzucco]]'''
**La lunga attesa dell'angelo
*'''[[Ridolfo Mazzucconi]]'''
**Guida allo scrivere corretto
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<span id="Mc"></span>
*'''[[Paul J. McAuley]]'''
**La torre aliena
*'''[[Ed McBain]]'''
**Aria chiusa
**Gladly, l'orsacchiotto strabico (come Evan Hunter)
**Gli amanti
**Grande città violenta
**Il rapporto scomparso
**La bella e la bestia
**La trappola del gatto
**Le delusioni di Benjamin Smoke
**Misfatti
**Money
**Nocturne
**Piccoli omicidi
***Incensurato
***Pornofilm
***La prima volta
***Ogni mattina
***Una di meno
***Baciami, Dudley
***Un enigma cinese
***L'intervista
***Rapporto su un incidente
***Auto che scottano
***Il testimone oculare
***E dietro il buio
***Natura morta
***Un uomo felice
***Piccolo omicidio
***Caldo
***Noi due soli
***Volo mortale
***La confessione
***La roulette russa
**Romance
**''Savage'' calibro 300
**Soldi facili (come Evan Hunter)
**Traditori
**Tre topolini ciechi
**Ultima speranza
**Un'ombra sulla spiaggia
**Una città contro
**Uno spacciatore per l'87°
**Vedove
**Vespri
*'''[[James McBride]]'''
**Il colore dell'acqua
*'''[[Anne McCaffrey]]'''
**Gli anni d'oro: rispetta i superiori
**I delfini di Pern
**Il segno nel cielo
**La messaggera di Pern
*'''[[Colum McCann]]'''
**I {{sic|figlio}} del buio
*'''[[Cormac McCarthy]]'''
**Cavalli selvaggi
**La strada
**Meridiano di sangue
**Non è un paese per vecchi
**Suttree
*'''[[Mary McCarthy]]'''
**Il gruppo
**Uccelli d'America
*'''[[Thorp McClusky]]'''
**L'evocazione
**La marcia degli zombie
*'''[[Frank McCourt]]'''
**Che paese, l'America!
**Ehi, prof!
**Le ceneri di Angela
*'''[[Carson McCullers]]'''
**Invito di nozze
**La ballata del caffè triste
**Orologio senza lancette
*'''[[Tiffany McDaniel]]'''
**Il caos da cui veniamo
**L'estate che sciolse ogni cosa
**Queste voci mi battono viva
**Sul lato selvaggio
*'''[[Val McDermid]]'''
**L'esecuzione
*'''[[Alice McDermott]]'''
**Dopo tutto questo
*'''[[Ian McEwan]]'''
**Amsterdam
**Bambini nel tempo
**Chesil Beach
**Espiazione
**Il giardino di cemento
**L'amore fatale
**Lettera a Berlino
*'''[[Cody McFadyen]]'''
**Io confesso
**L'ombra
*'''[[William P. McGivern]]'''
**La donna rubata
*'''[[Anthony McGowan]]'''
**Diario di un superciccio
*'''[[Kathleen McGowan]]'''
**Il vangelo di Maria Maddalena
*'''[[Patrick McGrath]]'''
**Follia
**L'odore
*'''[[Vonda McIntyre]]'''
**Passaggio alle stelle
*'''[[Jay McInerney]]'''
**L'ultimo dei Savage
**La luce dei giorni
*'''[[Gillian McKeith]]'''
**Sei quello che mangi
*'''[[Richard McKenna]]'''
**Cacciatore torna a casa
**La San Pablo
*'''[[Patricia A. McKillip]]'''
**Il principe del mare e del fuoco
***Il maestro degli enigmi di Hed
***L'erede del mare e del fuoco
***L'arpista nel vento
**La città di luce e d'ombra
**La maga di Eld
**Una culla in fondo al mare
**Voci dal nulla
*'''[[Robin McKinley]]'''
**La spada blu
**Sunshine
*'''[[Brian McLaren]]'''
**Le dieci domande che cambieranno la Chiesa
*'''[[Kathleen McLuskie]]'''
**Teatro e politiche sessuali: Il caso della duchessa di [[John Webster|Webster]]
*'''[[Robert McLiam Wilson]]'''
**Eureka Street
*'''[[Barbara McMahon]]'''
**Vecchie gelosie
*'''[[Lisa McMann]]'''
**Dream
*'''[[Andy McNab]]'''
**Crisi quattro
**Fuoco di copertura
**Il ragazzo soldato
**Lo sterminatore
**Nome in codice Dark Winter
**Pattuglia Bravo Two Zero
*'''[[Cliff McNish]]'''
**Il custode di Freya
*'''[[Charles McPhee]]'''
**Il gatto sul fico
*'''[[Cynthia McQuillin]]'''
**L'ombra del suonatore d'arpa
<span id="Md"></span>
<span id="Me"></span>
*'''[[Abdelwahab Meddeb]]'''
**Fantasia
*'''[[Lorenzino de' Medici]]'''
**Apologia
**Aridosio
*'''[[Lorenzo de' Medici]]'''
**La Nencia da Barberino
**Simposio o I Beoni
*'''[[Pedro de Medina]]'''
**L'arte del navegar
*'''[[Efraim Medina Reyes]]'''
**C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
**La sessualità della Pantera Rosa
*'''[[Zubin Mehta]]'''
**La partitura della mia vita
*'''[[Eva Meijer]]'''
**Il cottage degli uccelli
*'''[[Giorgio Meletti]]'''
**La paga dei padroni
**Nel paese dei Moratti
*'''[[Giovanni Meli]]'''
**Ditirammu
**L'origini di lu munnu
*'''[[Andrea Melone]]'''
**La verità sulla morte di Carla
*'''[[Herman Melville]]'''
**Bartleby lo scrivano
**Benito Cereno
**Galapagos
**Moby Dick
**Taipi
*'''[[Memini]]'''
**La marchesa d'Arcello
**Mario
**Mia
**Vita mondana
*'''[[Menandro]]'''
**Il misantropo
*'''[[Eduardo Mendoza]]'''
**Nessuna notizia di Gurb
*'''[[Luigi Meneghello]]'''
**Libera nos a malo
*'''[[Francesco Mengotti]]'''
**Idraulica fisica e sperimentale
*'''[[Giovanni Stefano Menochio]]'''
**Le Stuore [di Gio. Corona] tessute di varia eruditione sacra, morale, e profana
*'''[[Michel Menu]]'''
**Arte e tecnica del capo
*'''[[Almerico Meomartini]]'''
**Benevento
*'''[[Icchokas Meras]]'''
**Scacco perpetuo
*'''[[Pascal Mercier]]'''
**Treno di notte per Lisbona
*'''[[George Meredith]]'''
**L'egoista
*'''[[Richard C. Meredith]]'''
**Il cielo era pieno di navi
*'''[[Dmitrij Sergeevič Merežkovskij]]'''
**Pietro il Grande
*'''[[Prosper Mérimée]]'''
**Carmen
**Colomba
**Giuman
**La notte di S. Bartolomeo
*'''[[Alda Merini]]'''
**La volpe e il sipario
*'''[[Robert Merle]]'''
**Il giardino del serpente
**La morte è il mio mestiere
*'''[[Francesco Merlino]]'''
**L'utopia collettivista
*'''[[Fatema Mernissi]]'''
**La terrazza proibita. Vita nell'harem
*'''[[Abraham Merritt]]'''
**Brucia, strega, brucia
**Gli abitatori del miraggio
**Striscia, ombra!
*'''[[Thomas Merton]]'''
**Il segno di Giona
**La montagna delle sette balze
**Presentazione a "Canto all'amore"
*'''[[Giuseppe Merzario]]'''
**Storia del Collegio Cicognini di Prato
*'''[[Angelo Messedaglia]]'''
**L'economia politica
**L'imperatore Diocleziano e la legge economica del mercato
**L'insegnamento politico-amministrativo
**La statistica e i suoi metodi
**Statistica morale dell'Inghilterra comparata alla statistica morale della Francia di M.A. Guerry
*'''[[Annie Messina]]'''
**Il mirto e la rosa
**La principessa e il wâlî
*'''[[Vittorio Messori]]'''
**Il mistero di Torino
**Inchiesta sul cristianesimo
**Ipotesi su Gesù
**Scommessa sulla morte
*'''[[Grace Metalious]]'''
**I peccati di Peyton Place
*'''[[Pietro Metastasio]]'''
**Achille in Sciro
**Adriano in Siria
**Alessandro nell'Indie
**Antigono
**Arie
**Artaserse
**Attilio Regolo
**Catone in Utica
**Ciro riconosciuto
**Demetrio
**Demofoonte
**Didone abbandonata
**Ezio
**Il re pastore
**Il sogno di Scipione
**Il trionfo di Clelia
**Ipermestra
**Issipile
**L'endimione
**L'eroe cinese
**L'impresario delle Canarie
**L'isola disabitata
**L'Olimpiade
**La clemenza di Tito
**Nitteti
**Romolo ed Ersilia
**Ruggiero
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**Zenobia
*'''[[Izrail' Moiseevič Metter]]'''
**Muchtar
*'''[[Philipp Meyer]]'''
**Il figlio
**Ruggine americana
*'''[[Renaud Meyer]]'''
**Le due morti di Hannah K.
*'''[[Stephenie Meyer]]'''
**Ballo infernale
**Breaking Dawn
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**L'ospite
**La breve seconda vita di Bree Tanner
**Twilight
**New Moon
*'''[[Émile Meyerson]]'''
**Identità e realtà
*'''[[Gustav Meyrink]]'''
**J.H. Obereit visita la regione delle Succhiatempo
**Il Golem
**La notte di Valpurga
<span id="Mf"></span>
<span id="Mg"></span>
<span id="Mh"></span>
<span id="Mi"></span>
*'''[[Giuseppe Micali]]'''
**Storia degli antichi popoli italiani
*'''[[Paolo Miccoli]]'''
**La divertente commedia umana
*'''[[Judith Michael]]'''
**Un certo sorriso
**Una sola passione
*'''[[Karin Michaëlis]]'''
**Bibi. Una bambina del nord
*'''[[Anne Michaels]]'''
**In fuga
*'''[[Joseph-François Michaud]]'''
**Storia delle Crociate
**Viaggio in Grecia ed a Smirne
*'''[[Domenico Michelessi]]'''
**Memorie intorno alla vita e agli scritti del conte Francesco Algarotti
*'''[[Jules Michelet]]'''
**La strega
*'''[[Robert Michels]]'''
**Corso di sociologia politica
*'''[[Carlo Michelstaedter]]'''
**Dialogo della salute
**La persuasione e la rettorica
**Poesie
**Volo per altri cieli è la mia vita
*'''[[James A. Michener]]'''
**Space
*'''[[Adam Mickiewicz]]'''
**Pan Tadeusz
*'''[[China Miéville]]'''
**La città & la città
**Perdido street station
*'''[[Bruno Migliorini]]'''
**Storia della lingua italiana
*'''[[Pietro Mignosi]]'''
**Arte e rivelazione
*'''[[Lanfranco Mignoti]]'''
*L'vltima parte della geometria
*'''[[Massimo Mila]]'''
**Lettura del Flauto Magico
*'''[[Cesare Milanese]]'''
**La tela
*'''[[Guido Milanesi]]'''
**Mar sanguigno
***Lu Scïò
***1914
***La traversata della morte
***Una notte di Natale
***Supremo grido
***Sosta di aquilotti
***Il carnevale del siluro
***La Fede
***Come nella tetra leggenda adriatica
**Rahatea
*'''[[Giovanni Milani]]'''
**Dietro quali considerazioni generali si debba determinare
**Qual linea seguir debba da Brescia a Milano
*'''[[Lorenzo Milani]]'''
**L'obbedienza non è più una virtù
*'''[[Gianni Milano]]'''
**Il maestro e le margherite
*'''[[Domenico Milelli]]'''
**Bare
**Inno delle Colonie Italiane
*'''[[Francesco Milizia]]'''
**Dizionario delle belle arti del disegno
**Principj di architettura civile
*'''[[John Stuart Mill]]'''
**La libertà
**La servitù delle donne
*'''[[Margaret Millar]]'''
**Cercatemi domani, sarò morto
**Chi perde un amico...
**Il segreto di Virginia
**Inganno per quattro
**L'assassinio di Miranda
**L'urlo
**La porta stretta
**La scatola d'argento
**Mistero senza fine
**Occhi nel buio
**Ragnatele
**Sapore di paura
**Una torre per il profeta
**Uno sconosciuto nella mia tomba
*'''[[Martin Millar]]'''
**Ragazze lupo
*'''[[Alice Miller]]'''
**Il bambino inascoltato
**Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé
**L'infanzia rimossa
**La persecuzione del bambino
*'''[[Andrew Miller (scrittore)|Andrew Miller]]'''
**Casanova innamorato
*'''[[Henry Miller]]'''
**Domenica dopo la guerra
**Il colosso di Maroussi
**Il mondo del sesso
**Il sorriso ai piedi della scala
**Il tempo degli assassini
**Nexus
**Opus pistorum
**Paradiso perduto
**Plexus
**Primavera nera
**Tropico del Cancro
**Tropico del Capricorno
*'''[[Mark Alan Miller]]'''
**''Hellraiser: Il tributo''
*'''[[Peter Schuyler Miller]]'''
**Oltre il fiume
*'''[[Rex Miller]]'''
**Slob
*'''[[Sue Miller]]'''
**Mentre ero via
*'''[[Wade Miller]]'''
**Donna rubata
**Gli spaiati
**Il segno del pavone
*'''[[Charles-Hubert Millevoye]]'''
**La caduta delle foglie
*'''[[Dan Millman]]'''
**La via del guerriero di pace
*'''[[Alan Alexander Milne]]'''
**Il mistero di Casa Rossa
**Winnie Puh
*'''[[John Milton]]'''
*Areopagitica
**Il Como
**Il Licida, l'Allegro, ed il Penseroso
***Licida
***L'allegro
***Il penseroso
**Paradiso perduto
*'''[[Anchee Min]]'''
**Azalea Rossa
*'''[[Céline Minard]]'''
**Per poco non ci lascio le penne
*'''[[Alain Minc]]'''
**I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
*'''[[Marin Mincu]]'''
**Il diario di Dracula
*'''[[Octave Mirbeau]]'''
**Farse e moralità
***L'epidemia
***Vecchio focolare domestico
***Il portafoglio
***Gli amanti
***Scrupoli
***Intervista
**La botte di sidro
***Il merciaiuolo ambulante
***Rabalan
***La bella zoccolaia
***L'ottogenuaria
***La prima emozione
***Il vitalizio
***Aspetto della folla
***Il Polacco
***Il Signor Quarto
***Per ingrandirsi
***Le bocche inutili
***Due amici si amavano
***Il tamburo
***I due viaggi
***Aspetto della folla
***Appunti per un avvocato
*'''[[Nicola Misasi]]'''
**In Magna Sila: racconti calabresi
***Maria Monaco
***Francesco il mendico
***Capanna di carbonaio
***Leggenda montanara
***Andrea
***In carcere
***Mentre piove
***Vallone di Rovito
***Lo stendardo di S. Rocco
***Un marito che si vendica
*'''[[Eraldo Miscia]]'''
**Profilo d'uomo
*'''[[Yukio Mishima]]'''
**Ali
**Il padiglione d'oro
**Il tempio dell'alba
**Lezioni spirituali per giovani Samurai
**Morte di mezza estate
**Neve di primavera
**Stella meravigliosa
*'''[[Melchiorre Missirini]]'''
**Pericolo di seppellire gli uomini vivi creduti morti
*'''[[Marco Missiroli]]'''
**Atti osceni in luogo privato
*'''[[Jacquelyn Mitchard]]'''
**Profondo come il mare
*'''[[David Mitchell]]'''
**Cloud Atlas
*'''[[Margaret Mitchell]]'''
**Via col vento
*'''[[Saundra Mitchell]]'''
**L'estate dei fantasmi
*'''[[Shandi Mitchell]]'''
**Sotto questo cielo intatto
*'''[[Syne Mitchell]]'''
**Ambra
*'''[[Naomi Mitchison]]'''
**Dopo l'incidente
*'''[[Anna Mitgutsch]]'''
**Straniera ovunque
**Tua madre era come te?
*'''[[Miyamoto Musashi]]'''
**Il libro dei cinque anelli
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<span id="Mk"></span>
<span id="Ml"></span>
*'''[[Leonard Mlodinow]]'''
**La passeggiata dell'ubriaco
*'''[[Sarah Mlynowski]]'''
**10 cose che abbiamo fatto (e forse non avremmo dovuto)
<span id="Mm"></span>
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<span id="Mo"></span>
*'''[[Mo Yan]]'''
**I quarantuno colpi
**I tredici passi
**Il paese dell'alcol
**Le canzoni dell'aglio
**Le rane
**Le sei reincarnazioni di Ximen Nao
**Sorgo rosso
*'''[[Azadeh Moaveni]]'''
**Viaggio di nozze a Teheran
*'''[[Federico Moccia]]'''
**Ho voglia di te
**Tre metri sopra il cielo
*'''[[Patrick Modiano]]'''
**Dora Bruder
** L'orizzonte
**Via delle Botteghe Oscure
*'''[[Judith Moffett]]'''
**Non senza onore
*'''[[Thomas Mofolo]]'''
**Chaca Zulu
*'''[[Rosa Mogliasso]]'''
**L'assassino qualcosa lascia
*'''[[Malika Mokeddem]]'''
**Storia di sogni e di assassini
*'''[[Molière]]'''
**Don Giovanni
*'''[[César Antonio Molina]]'''
**La fuga dell'amore
*'''[[Antonio Muñoz Molina]]'''
**Plenilunio
*'''[[Pompeo Gherardo Molmenti]]'''
**L'arte veneziana del Rinascimento
**La pittura veneziana
**Venezia
*'''[[Ferenc Molnár]]'''
**I ragazzi della via Pál
*'''[[Susie Moloney]]'''
**Le tredici
*'''[[Felice Momigliano]]'''
**Religione, filosofia e storia della filosofia
**Rinascimento italiano e illuminismo francese
*'''[[Theodor Mommsen]]'''
**Storia di Roma
*'''[[Nicolás Monardes]]'''
**Primera y segunda y tercera partes de la Historia medicinal
*'''[[Rodolfo Mondolfo]]'''
**Il dubbio metodico e la storia della filosofia
*'''[[Gianni Monduzzi]]'''
**Il manuale della Playgirl
*'''[[Paolo Monelli]]'''
**Avventura nel primo secolo
**Le scarpe al sole
**Mussolini piccolo borghese
**Roma 1943
*'''[[Ernesto Teodoro Moneta]]'''
**L'opera delle società della pace dalla loro origine ad oggi
**Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo decimo nono
*'''[[Francesco Moneti]]'''
**La Cortona convertita
*'''[[Massimo Mongai]]'''
**Il gioco degli immortali
**Memorie di un cuoco d'astronave
*'''[[Antonio Mongitore]]'''
**L'atto pubblico di fede solennemente celebrato nella città di Palermo à 6 aprile 1724 dal Tribunale del S. Uffizio di Sicilia
*'''[[Karen Marie Moning]]'''
**Higlander. Amori nel tempo
**Highlander. Torna da me
**Il mistero del talismano perduto
**Il segreto del libro proibito
**La maledizione della luna nera
*'''[[Marc Monnier]]'''
**La camorra
*'''[[Mary Wortley Montagu]]'''
**Poesie
***Che comodi bensì, ma non delizie
***Sollecitata da l'istanze vostre
***O mille volte voi felice e mille
***Poco conosci il cor che tu consigli
***Se etade, infermità, dolori, angustie
***I patetici versi a me son sacri?
***Perché vivete voi così solinga
***Colà vedete quelle due colombe
***Della notte secreta argentea Diva
***I nostri padri, nati schiavi, a forza
*'''[[Ovidio Montalbani]]'''
**Agatochnea
*'''[[Eugenio Montale]]'''
**L'estetica e la critica
*'''[[Bennassù Montanari]]'''
**La sciarada, appendice alle antiche poetiche
*'''[[Geminiano Montanari]]'''
**Discorso sopra la tromba parlante
*'''[[Raul Montanari]]'''
**Il buio divora la strada
**L'esistenza di dio
**La verità bugiarda
*'''[[Giuseppe Montanelli]]'''
**Dello ordinamento nazionale
**Memorie sull'Italia e specialmente sulla Toscana dal 1814 al 1850
*'''[[Indro Montanelli]]'''
**I conti con me stesso
**Dante e il suo secolo
**Pantheon minore
**Storia di Roma
*'''[[Giorgio Montefoschi]]'''
**La gioia del racconto
**Le due ragazze con gli occhi verdi
*'''[[Mayra Montero]]'''
**L'ultima notte a letto con te
*'''[[Augusto Monterroso]]'''
**Il dinosauro
*'''[[Montesquieu]]'''
**Lettere persiane
*'''[[Florence Montgomery]]'''
**Incompreso
*'''[[Lucy Maud Montgomery]]'''
**Anna dai capelli rossi
**Anna di Avonlea
**Il baule dei sogni
*'''[[Henry de Montherlant]]'''
**Gli scapoli
*'''[[Costanza Monti]]'''
**L'origine della Rosa
*'''[[Mario Monti (scrittore)|Mario Monti]]'''
**Gli esploratori
*'''[[Santo Monti]]'''
**La signoria in Como
*'''[[Vincenzo Monti]]'''
**Aristodemo
**Cajo Gracco
**Elegie I
**Galeotto Manfredi
**Il bardo della Selva Nera
**In morte di Lorenzo Mascheroni
**In morte di Ugo Bass-Ville
**L'entusiasmo melanconico
**La bellezza dell'universo
**La musogonia
**La pace di Capoformio
**Pensieri d'amore
*'''[[Anne-Marie-Louise de Montpensier]]'''
**Memorie della grande mademoiselle
*'''[[Elizabeth Moon]]'''
**Gli incidenti non capitano per caso... sono provocati
*'''[[Michael Moorcock]]'''
**Elric di Melniboné
**Gli dei perduti
**Il mastino della guerra
*'''[[Alan Moore]]'''
**La voce del fuoco
*'''[[Brian Moore]]'''
**La caccia
*'''[[C. L. Moore]]'''
**Il mattino dell'apocalisse
**Northwest Smith il terrestre
***Shambleau
***Sete nera
***Sogno scarlatto
***La polvere del dio
***Julhi
***Il freddo dio grigio
***Yvala
***Paradiso perduto
***L'albero della vita
***La lupa mannara
***La ninfa delle tenebre
***Canto in chiave minore
**Sogno scarlatto
*'''[[Carlos Moore]]'''
**Fela. Questa bastarda di una vita
*'''[[Christopher Moore]]'''
**Anime di seconda mano
**Demoni. Istruzioni per l'uso
**Il Vangelo secondo Biff
**Razzmatazz
**Sacré Bleu
**Sesso e lucertole a Melancholy Cove
**Tutta colpa dell'angelo
*'''[[Lorrie Moore]]'''
**Anagrammi
*'''[[Margaret Moore]]'''
**La sposa normanna
*'''[[Michael Moore]]'''
**Ma come hai ridotto questo Paese?
**Stupid White Men
*'''[[Susanna Moore]]'''
**Dentro
*'''[[Thomas Moore]]'''
**Canti e melodie
***Gli amori degli Angeli
***Il Paradiso e la Peri
***La luce dell'Harem
***Gli Adoratori del Fuoco
***Melodia
**Il profeta velato
*'''[[Ward Moore]]'''
**Bellimbusto
*'''[[Michele Moramarco]]'''
**I mitici Gufi
**L'ultimo bagliore e la luna del mattino
**La massoneria e l'età delle rivoluzioni
*'''[[Michelle Moran]]'''
**La regina dell'eternità. Il romanzo di Nefertiti
*'''[[Paul Morand]]'''
**Buddha Vivente
**Campioni del mondo
*'''[[Luigi Morandi]]'''
**La ritrosa
**Origine della lingua italiana
*'''[[Elsa Morante]]'''
**Aracoeli
**L'isola di Arturo
**La storia
**Lo scialle andaluso
**Menzogna e sortilegio
*'''[[Mario Morasso]]'''
**La nuova arma. (La macchina)
**Uomini e idee del domani. L'egoarchia
*'''[[Alberto Moravia]]'''
**1934
**Agostino
**Gli indifferenti
**Il conformista
**Il viaggio a Roma
**Io e lui
**L'amore coniugale
**L'uomo che guarda
**La ciociara
**La disubbidienza
**La noia
**La romana
**La villa del venerdì
**Le ambizioni sbagliate
**Palocco
**Racconti romani
**Viaggio in Inghilterra
*'''[[Bruno Morchio]]'''
**Bacci Pagano al ballo a Fontanigorda
**Bacci Pagano al Roger Café
**Bacci Pagano sul lago
**Bacci Pagano. Una storia da carruggi
**Colpi di coda
**Con la morte non si tratta
**Fragili verità
**Gli uccelli di Pechino
**La crêuza degli ulivi
**Le cose che non ti ho detto
**Le ombre della sera
**Le sigarette del manager
**Lo spaventapasseri
**Maccaia
**Nel tempo sbagliato
**Rossoamaro
**Un conto aperto con la morte
**Un ibrido d'uomo
**Uno sporco lavoro
**Voci nel silenzio
*'''[[Fabrizio Mordente]]'''
**Propositioni
*'''[[Giampaolo Morelli]]'''
**Un bravo ragazzo
*'''[[Raffaele Morelli]]'''
**Puoi fidarti di te
*'''[[Salvatore Morelli]]'''
**Brindisi e Ferdinando II, o Il passato, il presente e l'avvenire di Brindisi
**La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale
*'''[[Adriana Moreno]]'''
** La sinfonia del bosco
*'''[[Marvel Moreno]]'''
**In dicembre tornavano le brezze
*'''[[Claudio Moreschini]]'''
**Letteratura cristiana delle origini. Greca e latina
*'''[[Antonio Moresco]]'''
**Gli increati
*'''[[Marino Moretti]]'''
**Anna degli elefanti
*'''[[Mario Moretti]]'''
**Brigate rosse
*'''[[Giovanni Battista Morgagni]]'''
**Delle sedi e cause delle malattie anatomicamente investigate
*'''[[Charles Morgan]]'''
**Ritratto in uno specchio
**La stanza vuota
*'''[[Marlo Morgan]]'''
**...E venne chiamata due cuori
*'''[[Irmtraud Morgner]]'''
**Nozze a Costantinopoli
*'''[[Carlo Luigi Morichini]]'''
**Degl'istituti di pubblica carità ed istruzione primaria e delle prigioni in Roma, volume I
*'''[[Eduard Mörike]]'''
**Castagnasecca l'omino di Stoccarda
**Mozart in viaggio verso Praga
*'''[[Gianluca Morini]]'''
**Una serena inconsistenza
*'''[[Karl Philipp Moritz]]'''
**Anton Reiser
*'''[[Christopher Morley]]'''
**Il cavallo di Troia
**Kitty Foyle
**La libreria stregata
**Tuono a sinistra
*'''[[Tommaso Moro]]'''
**Secondo Libro di quel parlamento che fece Rafaello Hytlodeo de l'ottimo stato de la republica Utopiense
**Utopia
*'''[[Davide Morosinotto]]'''
**La quercia addormentata
*'''[[Ferdinando Morozzi]]'''
**Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de' rimedi delle sue inondazioni
*'''[[Gianluca Morozzi]]'''
**Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen
*'''[[Emilio Morpurgo]]'''
**La finanza
**La statistica e le scienze sociali
**Marco Foscarini e Venezia nel secolo XVIII
*'''[[Isabella Morra]]'''
**Rime
*'''[[John Morressy]]'''
**Dirigenti & Ascensori
*'''[[Desmond Morris]]'''
**Il comportamento intimo
**L'uomo e i suoi gesti
**La scimmia nuda
**Lo zoo umano
*'''[[William Morris]]'''
**Notizie da nessun luogo
*'''[[Wright Morris]]'''
**Un sonno profondo
*'''[[Toni Morrison]]'''
**Amatissima
**Il dono
**Jazz
**Paradiso
*'''[[Bradford Morrow]]'''
**La rabdomante
*'''[[James Morrow]]'''
**Abaddon
**Abraham Lincoln da McDonald
*'''[[Anna Morrow Lindberg]]'''
**Ascolta, è il vento
*'''[[Enrico Morselli]]'''
**Carlo Darwin
**L'uccisione pietosa
**Psicologia e "spiritismo"
**Sessualità umana
*'''[[Ercole Luigi Morselli]]'''
**Acqua sul fuoco
**La prigione
**Storie da ridere.... e da piangere
***L'osteria degli scampoli
***L'elefante
***La befana di Baciccia
***«Italien, Liebe, Blut...!»
***L'aeroplano
***La donna-ragno
***La vita è allegra!
***Il cavalier allegoria
*'''[[Guido Morselli]]'''
**Dissipatio H.G.
**Il comunista
**Un dramma borghese
*'''[[Carole Mortimer]]'''
**Accordo d'amore
*'''[[Gaetano Mosca]]'''
**Elementi di scienza politica
**La classe politica
*'''[[Giovanni Mosca]]'''
**Ricordi di scuola
*'''[[Chiara Moscardelli]]'''
**Volevo essere una gatta morta
*'''[[Nicola Moscardelli]]'''
**Dostoievski
*'''[[Mosco]]'''
**Idilli
***Idillio I
***Idillio II
***Idillio III
***Idillio IV
***Idillio V
***Idillio VI
***Idillio VII
***Idillio VIII
*'''[[Milena Moser]]'''
**L'isola delle cameriere
*'''[[Walter Mosley]]'''
**Farfalla bianca
**Il diavolo in azzurro
**La musica del diavolo
*'''[[Tara Moss]]'''
**Brama oscura
**Delitto d'alta moda
**La foresta della morte
*'''[[George Mosse]]'''
**Il razzismo in Europa
**La nazionalizzazione delle masse
*'''[[Kate Mosse]]'''
**L'ottavo arcano
*'''[[Angelo Mosso]]'''
**La fatica
**Mesmer e il magnetismo
*'''[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]]'''
**Lezioni elementari di fisica matematica
*'''[[Jacopo Mostacci]]'''
**A pena pare ch'io saccia cantare
**Amor ben veio che mi fa tenire
**Mostrar vorria in parvenza
**Sollicitando un poco meo savere
**Umile core e fino e amoroso
*'''[[Anders de la Motte]]'''
**Il gioco
*'''[[Kenizé Mourad]]'''
**La principessa ribelle
*'''[[Jojo Moyes]]'''
**L'ultima lettera d'amore
*'''[[Anna Maria Mozzoni]]'''
**La liberazione della donna
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*'''[[Marnie Mueller]]'''
**L'aria che respiravamo
*'''[[Giampiero Mughini]]'''
**La collezione
*'''[[Zana Muhsen]]'''
**Vendute
*'''[[Álvaro Mutis]]'''
**Abdul Bashur, sognatore di navi
*'''[[Dhan Gopal Mukerji]]'''
**Citra
*'''[[Herta Müller]]'''
**In viaggio su una gamba sola
*'''[[Harold Warner Munn]]'''
**Achsah Young di Windsor
*'''[[Antonio Muñoz]]'''
**Roma barocca
*'''[[Antonio Muñoz Molina]]'''
**Beltenebros
**Plenilunio
*'''[[Alice Munro]]'''
**Chi ti credi di essere?
**Danza delle ombre felici
**Il percorso dell'amore
**Il sogno di mia madre
**In fuga
**La vista da Castle Rock
**Nemico, amico, amante...
*'''[[Friederich Münter]]'''
**Viaggio in Sicilia
*'''[[Marie-Aude Murail]]'''
**Nodi al pettine
**Picnic al cimitero e altre stranezze
*'''[[Haruki Murakami]]'''
**1Q84
**Kafka sulla spiaggia
**L'arte di correre
**La ragazza dello Sputnik
**La strana biblioteca
**Norwegian Wood
*'''[[Murasaki Shikibu]]'''
**Storia di Genji il principe splendente
*'''[[Ludovico Antonio Muratori]]'''
**Della forza della fantasia umana
**Della pubblica felicità
*'''[[Iris Murdoch]]'''
**La ragazza italiana
**Una testa tagliata
*'''[[Henri Murger]]'''
**Scene della vita di Bohème
*'''[[Michela Murgia]]'''
**Accabadora
**Ave Mary
**Noi siamo tempesta
*'''[[Ernesto Murolo]]'''
**Lettera critica a Salvatore Baratta
*'''[[Robert P. Murphy]]'''
**Tutte le balle sul capitalismo
*'''[[Romolo Murri]]'''
**Fede e fascismo
**Il cristianesimo e la religione di domani
**Il partito radicale e il radicalismo italiano
**L'idea universale di Roma
*'''[[Luca Musella]]'''
**Mitra & Mandolino
*'''[[Robert Musil]]'''
**Il compimento dell'amore
**Il giovane Törless
**L'uomo senza qualità
**La casa incantata
**La tentazione della silenziosa Veronika
**Sulla stupidità
*'''[[Guillaume Musso]]'''
**Central Park
**L'uomo che credeva di non avere più tempo
**Perché l'amore qualche volta ha paura
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Davide Van De Sfroos
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~2026-40888-34
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/* Citazioni di Davide Van De Sfroos */
1421270
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Davide Van de Sfroos.jpg|thumb|right|Davide Van de Sfroos in concerto a Omegna]]
'''Davide Van de Sfroos''', pseudonimo di '''Davide Bernasconi''' (1965 – vivente), cantautore e scrittore italiano.
==Citazioni di Davide Van De Sfroos==
*[[Giorgio Gaber|Gaber]] ci ha insegnato anche questo: a non mirare un po' il cerchio un po' la botte: perdi credibilità, accontenti tre persone su dieci, ti spersonalizzi e diventi pure creativamente sterile. Gaber riusciva ad appagare il silenzio della gente che a teatro voleva ascoltare qualcosa di sensato. Diceva quello che gli premeva in modi diversi, senza mai essere sopra le righe, senza essere bacchettone, senza sventolare bandiere, regalandoci l'autoironia - aspetto che rende l'arte più forte.<ref>''Gaber non è un maggiolino''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, p. 126. ISBN 978-88-7496-754-4</ref>
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Brèva e tivàn''===
'''Etichetta''': Tarantanius, 1999.
*''L'è rüvada la nòcc… negra cumè un cupertón | sigarèta sc'murzàda… | tràda là suta un lampión…'' (da ''La nòcc'', n. 4)
:''È arrivata la notte… nera come un copertone | sigaretta spenta… | buttata là sotto un lampione…'' <ref name="cau"/>
*''Tra furtöna e scarógna gh'è una córda che tira | quand el diàul el pica el ciàpa la mira... '' (da ''La balàda del Genesio'', n. 6)
:''Tra fortuna e sfortuna c'è una corda che tira | quando il diavolo picchia prende la mira... '' <ref name="cau"/>
===''E semm partii''===
'''Etichetta''': Tarantanius, 2001.
*''E sèmm partii e sèmm partii, | cumè tocch de védru de un bücér a tòch, | una vita növa quaand finìss el mar | mentre quèla vègia la te pìca i sc'pàl | E sèmm partii...'' (da ''... e semm partii...'', n. 5)
:''E siamo partiti, e siamo partiti, | come pezzi di vetro di un bicchiere a pezzi, | una vita nuova quando finisce il mare | mentre quella vecchia ti picchia le spalle... | E siamo partiti...'' <ref name="cau"/>
*''Televisión, quanti dé, quanti nòcc sö quei pultrón. | Televisión, quanti nòcc quanti dé cun quèl butón.'' (da ''Television'', n. 10)
:''[[Televisione]], quanti giorni quante notti su quelle poltrone. | Televisione, quante notti quanti giorni con quel bottone.'' <ref name="cau"/>
*''Ho vedüü tüt el mund e tücc i città | setaa giò in pultróna, saraa dent in cà | Ho vedüü tücc i ròp che han vurüü famm vedé, | ho savüü tücc i ròp che hnn vurüü famm savè, | g'hhoo scià el telecomando e gh'hoo piö de levà sö | ma urmai l'é tròp tardi, urmai en pùdi piö | perché i nàven sö la löna e i purtàven a cà i sàss | e in gir in sö la Tèra segütàven a cupàss.'' (da ''Television'', n. 10)
:''Ho visto tutto il mondo e tutte le città | seduto in poltrona, chiuso in casa | Ho visto tutte le cose che hanno voluto farmi vedere, | ho saputo tutte le cose che hanno voluto farmi sapere | ho il telecomando e non devo più alzarmi | ma ormai è troppo tardi, ormai non ne posso più | perché andavano sulla luna e portavano a casa i sassi | e in giro sulla terra continuano ad ammazzarsi.'' <ref name="cau"/>
===''Akuaduulza''===
'''Etichetta''': Tarantanius, 2005.
*''Gh'è una dóna setada giò sö 'sta cazzo de 'na veranda | l'è vestida ancamò de spusa, la gh'ha in man ancamò el fusiil | il suo anello è quel grilletto che ha infilato una volta sola | un tempural de un segund e mèzz e un böcc in un bel vesc'tii...'' (da ''Madame Falena'', n. 1)
:''C'è una donna seduta su sta cazzo di una veranda | è vestita ancora da sposa e ha in mano ancora il fucile | il suo anello è quel grilletto che ha infilato una volta sola | un temporale di un secondo e mezzo e un buco in un bel vestito.'' <ref name="cau">traduzione a cura di [http://www.cauboi.it/ www.cauboi.it Official Fans Club]</ref>
*''Ma se'l demòni el gh'ha 'na butèglia questa dóna l'è 'l so pedriö'' (da ''Il Paradiso dello Scorpione'', n. 2)
:''Ma se il demonio ha una bottiglia questa donna è il suo imbuto.'' <ref name="cau"/>
*''E l'han vedüü spustà la nèbia, sarà una stèla in d'una gabia, | l'hann impicaa e s'è rut el ram el g'ha la pèl culù del föm | e in quarant'ann de manicòmi l'è diventaa mila persón | l'è méa guarii, l'ha méa capii... ma l'ha imparaa a sunà el viulén | E in quarant'ann de manicòmi l'è staa un poo tücc e un poo nissön | ma adèss l'è scià cun sö el cilindro e lü la sa che l'è 'l barón.'' (da ''El Baron'', n. 13)
:''E l'hanno visto spostare la nebbia, chiudere la stella in una gabbia | l'hanno impiccato e si è rotto il ramo, e ha la pelle color del fumo | e in quarant'anni di manicomio è diventato mille persone | non è guarito, non ha capito... ma ha imparato a suonare il violino | e in quarant'anni di manicomio è stato un po' tutti e un po' nessuno | ma adesso arriva con il cilindro e lui lo sa che è il barone...'' <ref name="cau"/>
*''E disum tücc che sérum angeli e che però i gh'han dirutaa | e gh'emm i al tücc stramüsciaa e ripiegaa suta el paltò...'' (da ''Il prigioniero e la Tramontana'', n. 15)
:''E diciamo tutti che eravamo angeli che però ci hanno dirottato | e abbiamo le ali stropicciate e ripiegate sotto il cappotto.'' <ref name="cau"/>
==''Il mio nome è Herbert Fanucci''==
===[[Incipit]]===
Se vi dicessi che il mio nome è Herbert Fanucci, quasi tutte le persone che mi conoscono affermerebbero che non è vero, e che non hanno mai sentito questo nome. E non avrebbero torto.<br/> Eppure se, nel buio, una voce mi chiamasse all'improvviso utilizzando questo nome, io mi volterei di soprassalto.<br/> A un certo punto della mia vita, ho voluto impossessarmi di un nome che non esisteva, e ora questo nome vuole impossessarsi di me.
===Citazioni===
*Quando riesco a ricordare una cosa che ho fatto o che mi è capitata, sono in grado di dire anche la bevanda che ho ingollato in quella determinata circostanza. Ho sempre bevuto con una certa attenzione, con una sorta di preoccupazione spesso dettata dal momento che stavo vivendo. Non sono mai stato intrigato dalle sigarette, e neppure dalle canne; la caffeina mi disturba e, di conseguenza, non ho mai usato nemmeno coca o altri eccitanti.<br/> Le bottiglie, però, possiedono un fascino diverso, e quello che contengono può diventare un alleato o un nemico o un delinquente, una fonte di calore conviviale o un drago che sputa fiamme, che ti invita a un gioco alchemico di riti e di umori, di dosi e di scelte, un gioco avvincente come quelli che si celebrano su una scacchiera. Io non gioco a scacchi, ma talvolta bevo, come moltissimi individui in questo paese e in ogni parte del mondo. (cap. 4)
*''– Il mio nome....<br/>– Sì?<br/>– Il mio nome è... Herbert Fanucci.<br/>– Quanti sanno di questo nome?<br/>– Nessuno.<br/>– Come mai l'hai scelto?<br/>– Un insieme di coincidenze.<br/>– Okay, lo valuteremo in ogni dettaglio, e ti diremo se puoi tenerlo.'' (cap. 5)
*Gettare via un oggetto è un gesto iniziatico, che cela una necessità insopprimibile: quella di poter scaricare gli stress, i dubbi, le menate e i peccati che sono entrati nel secchio come rospi clandestini durante il nostro cammino. Bestemmiare per la pensione mentre riduci in pezzi delle cassette della frutta, sfogarsi per i problemi con il figlio metre scarichi il camioncino zeppo di lamiere, commentare un matrimonio in crisi mentre tiri una pedata a una poltrona... ecco, questa è la danza della discarica. (cap. 16)
*''L'estate sta finendo. Tra non molto pioverà. Non sappiamo chi siamo. Non sappiamo cosa succederà. Ma un simile bacio se ne frega di questi particolari.'' (cap. 17)
*''Percepisco uno strano formicolio in mezzo agli occhi, e avverto la presenza di quella che ho imparato a chiamare "la Buona Lacrima". La Buona Lacrima sente e vede e, quando lo meriti, si concede. Ti scorre sulla guancia, allorché ricordi di essere parte di un cuore più grande.'' (cap. 21)
*''Se tutte le volte che ho guardato il cielo, il cielo ha guardato me, io sono un uomo benedetto.'' (cap. 21)
==[[Incipit]] de ''Le parole sognate dai pesci''==
===''Il Meccanico che ripara i Ricordi''===
Appena scese dalla corriera, spese giusto il tempo di guardare se poteva attraversare la strada statale, poi si diresse giù per la mulattiera che portava al lago e alla Pensione Magnolia. Muoveva adagio i passi e faceva dondolare la valigia come uno che torna a camminare su quei sassi che non avevano mai smesso di essere suoi, anche se era stato via così tanto tempo.
===''La valigia''===
Avevano tagliato il platano al centro della vecchia balera con il pavimento di cemento rosso. Avevano segato anche il tiglio che faceva da ombrello alla panchina vicino alla riva, dove in tanti si erano seduti a dire qualsiasi tipo di cosa, guardando verso il Ponte del Diavolo. Quelle due piante non c'erano più, ma lui vide nettamente i loro fantasmi, con le vene sparate in cielo e le braccia scomposte a dirigere il vento di altri giorni. Per lui, oramai era normale guardare e pensare, senza considerare gli strati del tempo. Lo aveva imparato dai pesci.
===''La Magatiroide''===
Ti avrebbe fatto esplodere i suoi occhi sulla faccia, se solo avesse voluto. Aveva un giardino incantato, una collana con la croce di Santa Sarah e una bocca come quella dei jolly sulle carte. Era stata a Marsiglia a leggere mani di marinai, a promettere bugie agli uomini-topo della malavita, quelli con i coltelli senza direzione e i tatuaggi dei loro amori e dei loro sbagli.
===''Il Soldato degli Autunni''===
C'era una volta il Soldato degli Autunni, che aveva dormito in una villa col cancello grande, e dentro una guerra senza porte, e in un cappotto color novembre senza più i gradi.<br>
Una mattina, lo videro lavare i fazzoletti nella fontana davanti alla Pensione Magnolia e sorridere con una candela di ghiaccio che gli pendeva dall'orecchio.
===''Il Violinista di Nebbia''===
Sul lago, alcune volte c'è la foschia. Altre, invece, giunge una strana bruma che ruba le montagne e fa scendere il materasso del cielo fino a schiacciare l'acqua. Sono questi i giorni in cui puoi vedere schierati i guerrieri di cotone e osservare il volo delle poiane senza ombra. Sulle rive non devi far rumore, perché dormono le sirene-mummia, spruzzate da una pioggia giovane e inesperta, nata da un dio che si è messo a ridere con la bocca piena.
===''La Luna e il ferro da stiro''===
E Nora stirava, con gli occhi lontani, le gambe un po' gonfie e un fazzoletto profumato di lavanda che non abbandonava mai attorno al collo. Si trattava di un fazzoletto di seta colorata, sul quale erano disegnate delle farfalle. Nora aveva sempre stirato fin da quando era bambina, e sapeva muovere il ferro come un samurai sa far sibilare la spada, controllando gli umori, rispettando i confini, ingannando le pieghe.
===''Gek''===
Quando si ritrovava ad aprire quella piccola scatola ricoperta di velluto rosso, riusciva ogni volta a mantenere l'espressione di chi finge di ignorarne il contenuto. Poi accarezzava la sua [[armonica a bocca]], lustrandola col fazzoletto. Era davvero strano vedere un uomo così grosso suonare uno strumento così piccolo. Ma appena si metteva a soffiare dentro quell'oggetto, era in grado di risvegliare motivi venuti da altre acque, da altri asfalti, da altre vite.
===''La Ragazza del Negozio di Liquori''===
Gli agoni sono pesci sottili ed eleganti e amano raccontarsi di quando tutte le acque del mondo erano un'acqua sola. Una volta pescati, sono messi a essiccare al sole, come se fossero dei calzini stesi ad asciugare. Poi vengono disposti in un recipiente di latta e pressati, finché il tempo li trasforma in missoltini. Piatti, secchi, scuri e salati.
===''Zorro e la lavagna''===
Non era certo la prima volta che finiva dietro la lavagna. Ogni tanto capitava, e non soltanto a lui. Ma stare lì dietro con il vestito da Zorro era un disastro, una tortura che solo il malsano e variopinto artiglio del carnevale è capace di architettare. Zorro dietro la lavagna, senza neanche un gesso per fare la [[Z]]. Zorro con le orecchie rosse e le lacrime sotto la maschera. I baffi erano finti, disegnati con il turacciolo bruciato, ma la sberla ricevuta era vera: gli aveva rotto anche il cappello.
===''La storia di Ginevra''===
Ginevra era bellissima, anche perché non ne aveva la minima idea, e questo le donava un bagliore unico. Sapeva guardare l'altra sponda e far rimbalzare i sassi piatti sul lago come se fosse nata lì, davanti ai pali bianchi e neri dei pontili e ai gabbiani che non hanno mai voglia di fare niente. Aveva la carnagione scura, una pettinatura da temporale, e gli occhi mandavano gli stessi riflessi assurdi del Pesce Sole.
===''Il Legionario nel Sottotetto''===
Guardando quel lucernario da fiaba fuori moda, sapendo che lui era dietro i vetri, avresti giurato di sentirlo sospirare mentre si accendeva una Stop senza filtro. Un uomo dolce e amaro. Un palombaro coraggioso dentro il bicchiere del vino rosso. Avrebbe raggiunto il fondo anche questa volta, e poi avrebbe detto la sua.
===''Verso le 10 e 30 circa''===
Verso le 10 e 30 circa, qualcuno lo aveva visto entrare in un bar di Bolvedro dopo aver preso a calci la propria moto, insultandola pesantemente. La moto era ridotta a uno scheletro, e non si capiva nemmeno di che marca fosse: tossiva dallo scarico e stava morendo. Intorno alla testa, lui portava un fazzoletto decorato con stelle alpine; i suoi capelli erano raccolti in una treccia abbastanza lunga. Camminava con passi da astronauta dentro stivaloni tipo motocross che gli arrivavano fin quasi al ginocchio.
===''La cassetta degli attrezzi, o il ritorno''===
Il volto di una persona che sta ricordando è quello di una margherita che spende volentieri i suoi petali senza voler niente in cambio, è quello di chi maledice il tempo per aver sciacquato i suoi pennelli senza chiedere il permesso. È quello di un bambino che ti chiede come si fa a capire da che punto inizia il domani.
==Citazioni su Davide Van De Sfroos==
*Lui ha scritto delle cose meravigliose, anche se ho dovuto leggere spesso le traduzioni perché il dialetto di Lenno è per me a volte incomprensibile. Se per eredità intendi che usa il dialetto, allora va bene. Ma quello è un aspetto formale. ([[Nanni Svampa]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Davide Van De Sfroos, ''Il mio nome è Herbert Fanucci'', Bompiani, 2005, ISBN 8845234231
*Davide Van De Sfroos, ''Le parole sognate dai pesci'', Bompiani, 2003. ISBN 8845255239
==Altri progetti==
{{interprogetto|w}}
===Opere===
{{Pedia|E semm partii||}}
{{Pedia|Akuaduulza||}}
{{Pedia|Il mio nome è Herbert Fanucci|''Il mio nome è Herbert Fanucci''|(2005)}}
{{Pedia|Le parole sognate dai pesci}}
[[Categoria:Cantautori italiani|Van de Sfroos, Davide]]
[[Categoria:Scrittori italiani|Van de Sfroos, Davide]]
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Vincenzo De Luca
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[[File:Vincenzo De Luca 2015.jpg|thumb|upright=1.2|Vincenzo De Luca nel 2015]]
'''Vincenzo De Luca''' (1949 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Vincenzo De Luca==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla camorra e la crisi dei rifiuti}} Il suo spazio di agibilità coincide con le inefficienze della politica. Punto. La [[camorra]] è diventato un alibi comodo. Anche di fronte al disastro è riaffiorato il giustificazionismo e quello che [[Gramsci]] chiamava cadornismo: scaricare la responsabilità sui sottoposti. Agghiacciante.<ref group="fonte" name=unita>Dall'intervista di Massimiliano Amato, ''[http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/golpdf/uni_2008_01.pdf/08POL03A.PDF&query=de%20luca «Il termovalorizzatore a Salerno? Sì, ma voglio mano libera»]'', ''l'Unità'', 8 gennaio 2008.</ref>
*{{NDR|Sulla crisi dei rifiuti nella regione Campania}} Il rischio è che il centrodestra ci travolga, dopo aver svolto un'opposizione indecente: sono arrivati a vendersi per un viaggio di piacere al Columbus day.<ref group="fonte" name=unita/>
*{{NDR|Sulle candidature del PD alle elezioni 2008}} Nessun suggerimento sui nomi. Valutazioni di merito, sì. A cominciare dalla padronanza della grammatica e della sintassi. Oggi taluni esponenti politici sconfinano nell'analfabetismo...<ref group="fonte">Dall'intervista a ''Il Mattino'', 22 febbraio 2008.</ref>
*{{NDR|Sulla propria candidatura alle regionali 2010}} Non sarò un uomo di partito, ma un uomo delle istituzioni e di un programma di rinnovamento. Non mi bastano le etichette di partito. Per la Campania occorre uno sforzo straordinario, dobbiamo unire le forze. Non è più il tempo delle piccole tattiche. C'è bisogno di uno sforzo straordinario ed è una battaglia che non si fa con etichette di partito, ma che dobbiamo combattere chiamando all'appello uomini e donne per bene di centro, di sinistra e di destra.<ref group="fonte">Da un intervento all'assemblea nazionale di Alleanza per l'Italia, 29 gennaio 2010; riportato in ''[http://www.paternopolionline.it/politica/75-partito-democratico/5460-vincenzo-de-luca-un-leader-capace-di-parlare-oltre-il-centrosinistra Vincenzo De Luca un Leader capace di parlare oltre il centrosinistra]'', ''paternopolionline.it'', 30 gennaio 2010.</ref>
*Non sono le elezioni. Siamo una comunità unita da una comune sensibilità. Siamo quelli che si commuovono vedendo una donna al mercato che si conta l'euro, quelli che guardano al calvario degli handicappati, respiriamo la sofferenza del mondo nelle guerre, siamo quelli che almeno una volta si sono ribellati alle ingiustizie, quelli che hanno insegnato ai figli a non vergognarsi per il sudore dei padri.<ref group="fonte">Dal discorso elettorale di piazza del Plebiscito, 20 marzo 2010; citato in ''[http://www.napolitoday.it/blog/politica/Politica-di-piazza-grandi-numeri-e-insulti-bipartisan.html Politica di piazza, numeri da circo]'', ''napolitoday.it'', 22 marzo 2010.</ref>
*Come avrei dovuto aprire il comizio? {{NDR|Riferito al discorso elettorale in Piazza del Plebiscito}} Dicendo che mi stava scoppiando il cuore per la gioia. Ma era una cosa troppo tenera, io devo difendere la mia immagine di carogna.<ref group="fonte">Citato in Adolfo Pappalardo, ''De Luca: a Casal di Principe l'ultimo comizio'', ''il Mattino'', 23 marzo 2010; consultabile nella [ftp://ftp.uniparthenope.it/rassegna/ANNO2010/MARZO2010/2010-03-23.pdf rassegna stampa] di ''uniparthenope.it''.</ref>
*La nostra proposta è stata la più radicale che sia stata mai avanzata in politica. E quasi la metà dei campani l'ha votata, accettando la sfida a cambiare tutto, la sfida a una svolta di rottura, la sfida a spezzare la logica della clientela [...] Sarò il capo dell'opposizione in consiglio regionale come ha deciso il popolo e, in quanto tale, lavorerò per il lavoro, la sicurezza e lo sviluppo. Solleciteremo la programmazione dei fondi europei e decisioni immediate per l'ormai prossima stagione balneare [...] A Caldoro auguro buon lavoro. Sosterremo le scelte utili che vorrà fare, ma combatteremo contro logiche clientelari che dovessimo registrare alla guida dell'istituzione; combatteremo dovunque dovessimo rilevare ambiguità contro i poteri camorristici. Non faremo sconti, "cambierà tutto" anche nel modo di fare opposizione. La nostra parola d'ordine vale anche per i nostri avversari.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa a Napoli dopo le elezioni, 30 marzo 2010; riportato sulla [http://www.facebook.com/notes/vincenzo-de-luca/saro-il-capo-dellopposizione-in-consiglio-regionale-e-lavorero-per-quanti-hanno-/388140719360 pagina ufficiale], ''facebook.com''.</ref>
*In merito alla festa nazionale del [[Partito Democratico]] desidero esprimere il mio più vivo compiacimento per l'organizzazione della splendida "sagra" in corso di svolgimento a Torino. È la fotografia emblematica della capacità di presenza e del grado di efficacia del partito in questo particolare e difficile momento della vita politica ed istituzionale del Paese. La grande attenzione dell'opinione pubblica rispetto a questo evento conferma la marginalità del Pd rispetto alle problematiche reali che i cittadini affrontano quotidianamente sulla propria pelle.<ref group="fonte">Citato in ''[http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/08/31/news/de_luca_la_festa_del_pd_una_splendida_sagra-6664067/ De Luca: la festa del Pd è una splendida sagra]'', ''repubblica.it'', 31 agosto 2010.</ref>
*Rimangono due questioni completamente irrisolte all'interno del [[Partito Democratico|Pd]]: la chiarezza programmatica e l'assoluta mancanza di radicamento nei territori. Come altro si può spiegare che davanti ad una crisi drammatica del centrodestra, il Pd non riesca a schiodarsi dal suo 25%?<ref group="fonte">Da un [http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=163882880293483&id=53388213256 post] sulla pagina ufficiale, ''facebook.com'', 27 settembre 2010.</ref>
*Il gruppo dirigente del partito {{NDR|[[Partito Democratico]]}} è talmente logoro che, se anche dicesse qualcosa di chiaro, nessuno lo ascolterebbe. Mi batterò per una svolta radicale del gruppo dirigente e del programma. Non ci sono altre vie. L'alternativa è la morte politica, tra gli applausi.<ref group="fonte">Citato in Felice Naddeo, ''[http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/politica/2010/3-novembre-2010/inceneritore-pubblicato-bando-gara--1804084860824.shtml Inceneritore, pubblicato il bando di gara]'', ''corriere.it'', 3 novembre 2010.</ref>
*{{NDR|A Salerno}} Qui mi votano anche le pietre.<ref group="fonte">Dall'appello a ''Liratv''; citato in Umbero Adinolfi, ''[http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/politica/2011/14-maggio-2011/de-luca-qui-mi-votano-anche-pietre-190644902553.shtml De Luca: «Qui mi votano anche le pietre»]'', ''corriere.it'', 14 maggio 2011.</ref>
*Non era solo una scritta sui manifesti, era la verità: noi tutti siamo fieri di Salerno.<ref group="fonte" name=17mag2011>Citato in ''La Città'', n. 116, 17 maggio 2011, p. 4.</ref>
*Per quello che riguarda noi, bisogna avere rispetti per tutti e avere sempre capacità autocritica: perfino nei momenti importanti, nei momenti di successo o di vittoria. Non dobbiamo mai perdere la misura delle cose. Non dobbiamo mai perdere l'umiltà, non dobbiamo mai dimenticare che noi veniamo dalla terra, dalla povera gente. Mai perdere la testa.<ref group="fonte" name=17mag2011/>
*Se si adottasse in Italia, diciamo, il criterio di valutazione della vita pubblica che adottano in America {{NDR|in riferimento alle dimissioni di [[David Petraeus]] negli USA}}, qua rimangono solo i bambini sotto i dieci anni e [[Pierluigi Bersani]].<ref group="fonte">Da un intervento della trasmissione radiofonica ''La Zanzara'', 13 novembre 2012. [http://www.youtube.com/watch?v=nhAquOnsQCM/ Video] disponibile su ''youtube.com'' (min. 8'42").</ref>
*La volgarità offende chi la usa, non chi la subisce.<ref>In replica alle affermazioni del governatore uscente, [[Stefano Caldoro]], che lo aveva precedentemente definito "capo dei banditi".</ref><ref group="fonte">Citato in ''[http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/05/09/news/caldoro_io_sciacallo_de_luca_capo_dei_banditi_-113944622/ Caldoro: "Io Sciacallo? De Luca Capo dei banditi". La replica: "La volgarità offende chi la usa]'', ''repubblica.it'', 9 maggio 2015.</ref>
*Io credo che [[Roberto Saviano|Saviano]] abbia grandi meriti ma anche un grande limite: sta innamorandosi del suo personaggio e della sua immagine. In qualche momento sembra che abbia bisogno di inventarsela, la camorra, anche dove non c'è, altrimenti rimane disoccupato.<ref group="fonte">Da ''[http://www.panorama.it/news/politica/vincenzo-de-luca-a-panorama-renzi-dimostra-il-tuo-coraggio-e-fammi-governare/ Vincenzo De Luca a Panorama: "Renzi, dimostra il tuo coraggio e fammi governare"]'', ''panorama.it'', 10 giugno 2015.</ref>
*Per quello che mi riguarda, siccome ho dato un'impostazione di grande apertura nella prima riunione, che non è stata accolta, come ho detto ai miei colleghi di maggioranza sono un pacifico guerriero, se volete collaborare bene, se volete le sciabole [è] meglio per mia propensione genetica.<ref group="fonte">Da un intervento al Consiglio Regionale della Campania, 30 luglio 2015; citato in ''[https://www.irpinianews.it/regione-campania-discorso-de-luca/ Regione Campania – L’intervento fiume di De Luca: "Introdurremo il voto di fiducia"]'', ''irpinianews.it'', 30 luglio 2015.</ref>
**Se volete collaborare bene, se volete le sciabole, meglio.<ref group="fonte">Citato in Maria Pia Mazza, ''[https://www.open.online/2020/03/29/coronavirus-campania-governatore-vincenzo-de-luca-chi-e-personaggio-social/ La scalata «col lanciafiamme» del governatore De Luca: dalla Campania alla conquista dei social]'', ''open.online'', 29 marzo 2020</ref>
*{{NDR|In merito al programma ''[[Report]]''}} La più grande fabbrica di depressione al mondo! Rai 3: puttanate incredibili! Voi... voi vi sintonizzate su Rai 3 e avrete atti di camorrismo giornalistico, [...] di aggressioni personali, di imbecillità [...] ma tutto non ingenuo, tutto parte delle lobby radical chic del Paese.<ref group="fonte">Da un intervento durante la festa nazionale di Scelta civica a Salerno, 27 settembre 2015; visibile in [http://bc.ilfattoquotidiano.it/rtmp/1328010481001/2015/09/1328010481001_4512762857001_4512579109001.mp4 ''De Luca: "Rai3, camorrismo giornalistico. Fabbrica depressione, puttanate incredibili"''], ''ilfattoquotidiano.it'', 27 settembre 2015.</ref>
*Ho seguito con qualche sensazione di orticaria [[Gomorra - La serie|Gomorra]]. Se devo dire come la penso, a me non piace. [...] Non dobbiamo occultare la verità o la realtà ma non mi piacciono queste operazioni furbesche. Perché tu devi proporre l'immagine della realtà e della realtà campana, di cui fa parte anche la camorra, ma non puoi proporre lavori che, al di là delle intenzioni, oggettivamente rischiano di proporre modelli negativi. [...] rischia addirittura di mitizzare i delinquenti [...]. Viviamo un tempo delicato e ci sono persone che possono ricavare da alcune immagini modelli di comportamento. Non credo che la tv debba fare un'opera pedagogica e sostituirsi alla famiglia, alla scuola, ma ci vuole misura in tutto. Presentiamo le immagini che vogliamo, ma presentiamo tutta la realtà anche con immagini di speranza e modelli positivi. E diciamo, quando parliamo di Gomorra, che il destino di quelli che sembrano personaggi cinematografici, nella realtà è fatto di due cose: o la morte o il carcere. Se diciamo anche queste due cose a me va bene presentare tutte le gomorre di questo mondo. Ma se alla fine qualche personaggio dice, guardate che quelli che avete visto qui, nella vita reale avranno due soli sbocchi: o la morte o il carcere. Così diamo un'immagine della realtà completa e non facciamo cose che mi sembrano un po' pelose e un po' ipocrite.<ref group="fonte">Da un intervento a Lira Tv; citato in ''[http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/06/03/news/vincenzo-de-luca-contro-la-serie-gomorra-1.13595716 Vincenzo De Luca contro la serie "Gomorra"]'', ''lacittàdisalerno.it'', 3 giugno 2016.</ref>
*Ho visto la [[Virginia Raggi|Raggi]] affacciata al balcone del Campidoglio, una bambolina che mi faceva tenerezza. Ora la vedo bambolina imbambolata.<ref group="fonte">Durante una riunione della Direzione nazionale del Pd; citato in ''[http://roma.fanpage.it/raggi-e-una-bambolina-attacco-di-vincenzo-de-luca-durante-la-direzione-pd/ "Raggi è una bambolina": attacco di Vincenzo De Luca durante la direzione Pd]'', ''fanpage.it'', 4 luglio 2016.</ref>
*{{NDR|Prima del [[referendum costituzionale del 2016 in Italia]]}} Dobbiamo mobilitarci, andare tutti porta a porta, per venti giorni non dovete pensare ad altro. Prendiamo Franco Alfieri {{NDR|all'epoca sindaco di Agropoli}}, notoriamente clientelare. Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella. Ecco, l'impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso.<ref group="fonte">Da una dichiarazione registrata di nascosto durante una riunione con 300 amministratori locali campani; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/18/de-luca-al-sindaco-di-agropoli-fai-quello-che-cazzo-vuoi-ma-porta-4mila-persone-a-votare-video/3203425/ De Luca al sindaco di Agropoli: "Fai quello che cazzo vuoi, ma porta 4mila persone a votare"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 18 novembre 2016.</ref>
*Non vedevo l'ora di sentire di nuovo [[Alessandro Di Battista|Di Battista]], il villeggiante eterno. In qualche modo, Di Battista è un simbolo dell'Italia attuale: gente che si sveglia la mattina e che parla a capocchia, fra una villeggiatura e un'altra, al di fuori di ogni principio di responsabilità e di logica.<ref group="fonte">Citato in Gisella Ruccia, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/21/conte2-de-luca-un-governo-mistico-ricco-di-miracolati-poi-attacca-m5s-e-di-battista-un-villeggiante-eterno-che-parla-a-capocchia/5467969/ Conte2, De Luca: "Un governo mistico, ricco di miracolati". Poi attacca M5s e Di Battista: "Un villeggiante eterno che parla a capocchia"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 21 settembre 2019.</ref>
*C'è una stagione nella quale noi avremo centinaia di ragazzi che si laureano. Mi arrivano notizie che qualcuno vorrebbe preparare la festa di laurea. Mandiamo i carabinieri, ma li mandiamo con i lanciafiamme... ma una festa di laurea, ma fatela fra due mesi, tre mesi, quattro mesi... è incredibile.<ref>In riferimento alle misure draconiane messe in atto durante la [[pandemia di COVID-19 del 2019-2020]].</ref><ref group="fonte">Video disponibile in ''[https://www.ilmessaggero.it/video/cronaca/coronavirus_campania_de_luca_lanciafiamme-5122947.html De Luca: «Feste di laurea? Vi mandiamo i carabinieri con i lanciafiamme»]'', ''ilmessaggero.it'', 21 marzo 2020.</ref>
*Che dovremmo fare in Italia? Seguire la strada del Brasile? Avere i morti a centinaia? Che dobbiamo fare per evitare la chiusura dell'economia del nostro Paese? Salvini non fa testo, ma anche una persona gradevole come l'onorevole Meloni continua a ripetere cose che sono di una banalità insopportabile. Lisciano il pelo a chi non vuole fare nulla. Salviamo tutti così per magia? La vita e il mondo non funzionano così e meno che mai quando parliamo di una epidemia maledettamente complicata e aggressiva.<ref group="fonte">Citato in [https://www.globalist.it/politics/2021/09/03/l-accusa-di-de-luca-che-vogliono-salvini-e-meloni-seguire-la-strada-del-brasile-con-morti-a-centinaia-2086622.html ''L'accusa di De Luca: "Che vogliono Salvini e Meloni? Seguire la strada del Brasile con morti a centinaia?"''], ''globalist.it'', 3 settembre 2021.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/17/de-luca-su-salvini-e-meloni-due-squinternati-con-loro-italia-sarebbe-in-ginocchio-e-attacca-sindacati-e-accademici-contrari-a-green-pass/6324237/ De Luca su Salvini e Meloni: "Due squinternati, con loro Italia sarebbe in ginocchio"]''|''ilfattoquotidiano.it'', 17 settembre 2021}}
*Due gioielli politici si sono opposti con tutte le forze al [[certificato COVID digitale dell'UE|green pass]]: Salvini e Meloni. Da tutte le cose che ho sentito da loro, io non ho ancora capito qual è la loro proposta. Questi sono due esponenti politici che si sono opposti al lockdown quando avevamo migliaia di ricoverati e di morti. Hanno organizzato cortei con persone senza mascherina a Roma. Hanno detto no a ogni decisione di contenimento. Se avessimo seguito questi due signori, oggi l'Italia sarebbe in ginocchio. Se fosse stato per loro, noi oggi avremmo le scuole prive delle norme minime di sicurezza e gli ospedali in condizioni di totale pericolo per chi si va a ricoverare.
*Avreste mantenuto gli ospedali in condizioni di insicurezza? Avreste voluto le scuole col personale non vaccinato? E quando si sono chiusi i reparti ospedalieri per accogliere i malati di covid e quindi non si sono fatti interventi per gli altri malati, allora il problema della libertà di cura sottratta ad altri pazienti non covid non esisteva? Bene, ora forse abbiamo alle spalle tutte queste chiacchiere al vento e tutte queste prove di irresponsabilità.
*Alla "professoressa" Meloni voglio rivolgere l'invito a un dibattito pubblico in diretta sulla realtà della Campania, dove e come vuole. Potrà esserle utile per informarsi sulla Campania prima di parlare e di dire stupidaggini. Purtroppo ci sono esponenti politici che sono refrattari ai fatti: sono geneticamente orientati alla politica politicante e a raccontare frottole. Dovrei parlarvi anche di un pellegrino che viene da Milano ogni 3-4 anni per illuminarci d'immenso e con un abbigliamento più consono al circo equestre che alla dignità della politica. Sono tempi di creatività, diciamo così.
{{Int|Da ''[https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/23_novembre_03/de-luca-in-medio-oriente-in-corso-genocidio-cessate-il-fuoco-dfb9f5bc-48ff-4617-b322-582d0621axlk.shtml «In Medio Oriente in corso genocidio, cessate il fuoco»]''|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]; in ''napoli.corriere.it'', 3 novembre 2023}}
*La guerra come temevamo dopo l'attentato terroristico di Hamas ha avuto un'estensione drammatica. Biden quando è andato in Israele aveva suggerito al governo israeliano di non ripetere gli errori fatti dagli americani dopo l'attacco alle Torri Gemelle ma quel suggerimento non è stato accolto. Abbiamo davanti scene di un vero e proprio [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]
*Israele ha diritto a difendersi come ovvio così come l'attacco terroristico di Hamas non ha nessuna giustificazione, è stato un attacco terroristico bestiale. Dopo quell'attacco bisognava capire come uscire da quella situazione. E invece America, Europa, Nato arrivano sempre in ritardo, sono arrivati in ritardo in Ucraina, dove da otto anni era in corso una guerra civile, sono arrivati tardi in Medio Oriente
*La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. Dobbiamo fare attenzione a un clima di antisemitismo che si sta diffondendo in Europa. Guai a noi. Una malattia profonda che non è stata ancora debellata in Europa. Non possiamo dimenticare che la più grande tragedia del Novecento è stato l'Olocausto, guai a noi se non dovessimo provare orrore per quello che accadeva nei ghetti di Roma e di tutta Europa. Mai più antisemitismo. La seconda conseguenza di tutto ciò è che si sta creando un fiume di odio nei confronti dell'Occidente e il presupposto di nuove ondate di terrorismo. Ora bisogna arrivare al cessate il fuoco e dobbiamo aprire varchi umanitari per una-due settimane per i bambini e le donne incinte. In tutto questo l'Italia continua a fare brutta figura.
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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Leo Valiani
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/* Citazioni di Leo Valiani */
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[[File:Leo Valiani dati XII legislatura.jpg|thumb|Leo Valiani]]
'''Leo Valiani''', nato '''Leo Weiczen''' (1909 – 1999), giornalista, antifascista, politico e storico italiano.
==Citazioni di Leo Valiani==
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/08/povero-mazzini-quante-cose-si-dicono-di.html Povero Mazzini quante cose si dicono di te]''|Guido Vergani, ''la Repubblica'', 8 novembre 1985.}}
*Il paragone {{NDR|Tra Yasser Arafat e Giuseppe Mazzini}} non regge. Mazzini era contrario ai progetti terroristici di alcune fazioni della Carboneria. Anzi, in generale, disapprovava la Carboneria; e ruppe con essa. È un suo merito storico. Volle un'associazione, la "[[Giovine Italia]]", che facesse appello alla lotta politica aperta. Questa prevedeva anche l'uso delle armi contro governi assolutisti e tirannici che non permettevano alcuna libertà. Ma si trattava di una lotta armata con finalità di mobilitazione dell'opinione pubblica, non con finalità di soppressione fisica degli avversari.
*Quelli erano soltanto degli idealisti. Oltre a un'organizzazione politica, [[Yasser Arafat|Arafat]] amministra grossi interessi finanziari sotto le bandiere dei petrodollari, degli sceicchi e, in generale, di Stati arabi tutt'altro che democratici. [[Israele]] lo è assai di più.
*Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno.
*Sono il primo a criticare la politica israeliana in [[Cisgiordania]], gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio.
*Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine.
*Per risolvere il dramma mediorientale, occorre moderazione. Oggi come oggi, l'Olp è un ostacolo alla pace. Se non rinuncia alla lotta armata, al terrorismo, se non dà garanzie di sicurezza a Israele dentro frontiere concordate, deve essere scartato, dai negoziati di Hussein.
==''La filosofia della libertà''==
===[[Incipit]]===
Quando gli amici del «Mondo» mi hanno chiesto di prendere la parola a commemorazione di [[Benedetto Croce]], dapprima ho esitato. «Ogni vera storia – ha confessato Croce, in una delle sue ultime grandi opere, ''Il carattere della filosofia moderna'' – è sempre autobiografiia». Degli scritti di Croce io ho preso conoscenza in carcere e al confino. La loro lettura mi ha rivelato il pensiero dialettico, storicistico. Sembrava, allora, che esso circolasse, meglio che in altre, nella filosofia della prassi, così come l'aveva interpretata il maestro di Croce, [[Antonio Labriola]], e come la sviluppava la testa più alta dell'antifascismo rivoluzionario, [[Antonio Gramsci]]. Non a caso, a commento delle «Lettere dal carcere» di Gramsci, Croce stesso ha scritto che «come uomo di pensiero egli fu dei nostri».
===Citazioni===
*[...] il Croce si è sempre trovato a suo agio di fronte ad artisti pienamente «sliricati», totalmente aderenti a un motivo fondamentale, a uno stato d'animo unitario. Artisti come [[Ludovico Ariosto|Ariosto]] e [[Giovanni Verga|Verga]] parevano nati apposta per lui perché ogni loro pagina li contiene per intero. (p. 43)
*Il Croce, per conto suo, fu meno crociano di molti suoi seguaci per il fatto che in lui il temperamento, il gusto, non furono quasi mai sopraffatti dai suoi schemi teorici. (p. 46)
*Anni fa si svolse in Inghilterra un curioso dibattito: il poeta [[Thomas Stearns Eliot|Eliot]] si chiedeva come mai si potesse ammirare l'opera di un poeta (nella fattispecie [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]) di cui non si accettassero le idee, la concezione della vita. E il problema era dichiarato insolubile. Eppure il problema era già stato risolto da [[Karl Marx|Marx]], ammiratore della tragedia greca, sorta da una struttura sociale e da una concezione del mondo che non era certo la sua. Ed anche [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] non negava l'arte di [[Richard Wagner|Wagner]] quando dichiarava che «I maestri cantori» erano un attentato alla civiltà, e non si poneva il problema perché riconosceva che tra l'ammirazione estetica e il consenso etico non c'è necessario rapporto di causa a effetto. In ogni modo un simile problema non si può porre in Italia perché in Italia è passato Croce. (p. 51)
*Un romanziere della fama internazionale di [[Arthur Koestler|Koestler]], il cui libro più diffuso si guadagnò poi una recensione lusinghiera di Benedetto Croce, ha narrato in «Schiuma della terra» come la filosofia crociana fosse il nostro argomento di conversazione quotidiana anche in campo di concentramento. (p. 59)
*Le [[prigione|carceri]] sono luoghi favorevoli alla lettura dei testi di filosofia. [[Silvio Spaventa]], zio di Croce, spese, e spese bene, gli anni dell'ergastolo nella meditazione delle opere di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]. (p. 61)
*Sovente, gli uomini trovano di aver interesse a non pensare o non hanno l'energia e la costanza intellettuale occorrenti per pensare sul serio. Ma se pensano, vincendo gli ostacoli pratici che si frappongono al pensare, possono giungere al vero. (p. 67)
*Se il [[pensiero]] è verità, esso, ove non incontrasse ostacoli, consisterebbe nella contemplazione di se medesimo. (p. 68)
*[[Carlo Antoni]] ha notato, nei suoi saggi sul Croce, che il travaglio sulla distinzione fra attività, e fra prassi etica ed economico-politica, mutava dapprima inavvertitamente dal suo autore, la prospettiva di tutto l'edificio. Volgendosi, nella [[Benedetto Croce|''Filosofia della pratica'']], con interessi ancora solo speculativi, alla considerazione della politica, Croce era critico, soprattutto, della democrazia umanitaria, illuministica, egualitaria. (p. 72)
=='' Terrore a porte chiuse''==
*Fra i marinai e gli operai di [[Rivolta di Kronštadt|Kronstadt]], insorti al principio del 1921 contro la dittatura del partito, fattasi totalitaria, erano numerosi quelli che, all'inizio della rivoluzione sovietica, avevano combattuto nelle file dei bolscevichi. Trotzki, che guidò la feroce repressione di questa ribellione, riuscì, tuttavia, a farli passare per strumenti della controrivoluzione. (pp. 104-105)
*Come capo dell'[[Armata Rossa|armata rossa]] vittoriosa, e come travolgente oratore di folla, nonché brillante scrittore, [[Lev Trockij|Trotzki]], che prima di aderire, nel 1917, al [[bolscevismo]], era stato un socialista di sinistra indipendente, godeva infatti di molta popolarità. Gli mancavano, però, le attitudini alle manovre dietro le quinte, al raggruppamento di fazioni, all'intrigo, alla furbizia, che, soprattutto in una dittatura, in cui il dissenso aperto e la polemica politica pubblica sono proibiti, contavano più di tutto.<br>Doti, se così si possono chiamare, che il segretario generale del partito, [[Iosif Stalin|Stalin]], aveva in sommo grado. (p. 105)
*Il [[Piano quinquennale|programma economico]] Stalin l'improvvisò, con la pianificazione dall'alto di un'industrializzazione a tappe forzate e con la [[Collettivizzazione in Unione Sovietica|collettivizzazione]] coatta delle campagne, accompagnata dalla liquidazione fisica di milioni di [[Kulaki|contadini riluttanti]]. Fu una nuova guerra civile vinta dallo stato totalitario, che una propaganda tanto falsa quanto efficace, definì realizzazione immediata del socialismo, suscitando ondate di autentico entusiasmo fra i più giovani e, nello stesso tempo, con misure di coercizione di una brutalità illimitata. (p. 106)
==Bibliografia==
*[[Vittorio de Caprariis]], [[Eugenio Montale]], Leo Valiani, ''Benedetto Croce'', Edizioni di Comunità, 1963.
*Leo Valiani, ''Terrore a porte chiuse'', in ''Storia illustrata'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, n. 339, febbraio 1986, pp. 104-112.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Valiani, Leo}}
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Mariarosa Mancuso
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'''Mariarosa Mancuso''' (? – vivente), scrittrice, traduttrice e giornalista italiana.
==Citazioni di Mariarosa Mancuso==
*{{NDR|Commentando il film ''[[La voce di Hind Rajab]]''}} Festivalieri, cronisti, pubblico assortito: tutti commossi, qualcuno con le lacrime, per la voce di Hind Rajab: la bambina di cinque anni che chiedeva aiuto alla Mezzaluna rossa da una macchina, attorno i familiari morti. Ma ci sono regole e protocolli, il caposquadra ha già perso troppi uomini (e mezzi) in missioni che hanno messo a rischio la vita dei soccorritori. Vediamo sullo schermo le foto della bambina, vestita della festa con coroncina. E giù singhiozzi, senza pensare che di lì a qualche anno le avrebbero imposto di non mostrare neppure una ciocca di capelli. Proprio come l'operatrice che sta al centralino e cerca di stabilire un contatto. [...] Sui taccuini dei giornalisti, l'appunto "dare voce a chi non ce l'ha". A nessuno è passato per la testa che la bambina cresciuta avrebbe dovuto sottomettersi ai maschi senza autocontrollo, celando allegria e sensualità. Nessuno ha ricordato la carneficina del 7 ottobre 2023 al rave, per opera di Hamas.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/cinema/2025/09/05/news/far-singhiozzare-non-basta-per-vincere-il-leone-d-oro-ne-per-fare-cinema-8057217/ Far singhiozzare non basta per vincere il Leone d'oro. Né per fare cinema]'', ''Il Foglio'', 5 settembre 2025.</ref>
*Fu il sommo [[Beniamino Placido]] a domandarsi – senza ricevere risposta, più che altro commenti stizziti per leso maestro {{NDR|[[Ermanno Olmi]]}} – perché mai il buon contadino Batistì dovesse sacrificare un albero per fabbricare gli zoccoli al figlio (abituato alle "scarpe che mamma gli fece") quando nel cortile di casa c'erano tanti ciocchi di legna, meno poetici ma ugualmente adatti alla bisogna. Fu sempre Beniamino Placido a far notare che i paesani conducevano una vita grama, diversa dalla pittoresca rappresentazione che Olmi ne fa nel suo film. Solo qualche dettaglio: le vacche erano sempre magre, i polli si ammalavano, la gente moriva di stenti, di malattie, di maternità.<ref>Da ''[http://www.ilfoglio.it/nuovo-cinema-mancuso/2010/01/29/luomo-che-verra___1-v-24819-rubriche_c937.htm L'uomo che verrà]'', ''Il Foglio'', 29 gennaio 2010.</ref>
*[...] nonostante la sceneggiatura sia disseminata di buone intenzioni ''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' è un film ambiguo finisce per idealizzare proprio quello che invece vorrebbe denunciare, spettacolarizzando la violenza. Le immagini degli scontri sono brutali e selvagge, a volte eccessive. Ma il soggetto è forte alcune sequenze sono un pugno nello stomaco e le interpretazioni di alto livello.<ref>Dalla recensione su ''Vanity Fair''; visibile su ''[http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/dettaglio/hooligans/308816/309597 repubblica.it]''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il mago del Cremlino]]''}} Olivier Assayas dirige un film modesto e parlatissimo, non il film rivoluzionario e rivelatore che forse aveva in mente. In fondo, qualche curiosità sull'ascesa al potere del giovane Putin l'abbiamo tutti. Vabbè, quasi tutti. Ma il romanzo si faceva leggere di corsa, anche da parte di quei "quasi tutti". [...] L'attrattiva del romanzo stava nel sospetto che Baranov si dichiarasse "decisivo" in situazioni in cui forse non lo era stato davvero. Un narratore inaffidabile, trascurato dalla sceneggiatura di Emmanuel Carrère.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/cinema/2026/02/14/video/il-mago-del-cremlino-8658816/ Il mago del Cremlino]'', ''Ilfoglio.it'', 14 febbraio 2026.</ref>
{{Int2|1=''[https://www.ilfoglio.it/cinema/2025/01/28/video/il-vampiro-era-il-mostro-piu-sexy-ora-ci-tocca-bitorzoluto-in-nosferatu--7366369/ Il vampiro era il mostro più sexy, ora ci tocca bitorzoluto in "Nosferatu"]''|2=Su ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'', ''Ilfoglio.it'', 28 gennaio 2025.}}
*Il vampiro era il più sexy tra i mostri, elegante nel suo mantello nero foderato di raso rosso. Che bisogno aveva il regista [[Robert Eggers]] di spogliarlo nudo e mostrarlo tutto bitorzoli nel recente "Nosferatu"?
*Il Regista [...] ha suggerito la Sua chiave di lettura. Femminista. Senza accorgersi che la Sua chiave non è affatto originale, porta alla luce i sottintesi (e non è mai una buona idea).
*Gli incassi hanno fatto ben sperare fin da subito. O piuttosto temere una lunga serie di film horror "d'autore", dove il regista spiega quel che abbiamo sempre saputo. Che Frankenstein, lui sì, voleva tanto una compagna: riflesso negli stagni faceva paura anche a se stesso, nessuna donna mai lo avrebbe voluto. I bravi registi come W. F. Murnau e Werner Herzog erano stati fedelissimi, magari pitturando di grigio migliaia di topi.
{{Int2|1=''[https://www.ilfoglio.it/cinema/2026/07/17/news/nolan-degno-di-omero-chi-definisce-cazzata-il-suo-ulisse-si-merita-un-cinema-piccolo--402387 Nolan, degno di Omero. Chi definisce "cazzata" il suo Ulisse si merita un cinema piccolo]''|2=Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]'', ''Ilfoglio.it'', 17 luglio 2026.}}
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
==''Il palazzo incantato''==
===[[Incipit]]===
Con [[Edgar Allan Poe]] visitiamo il palazzo incantato. Entriamo al piano nobile, dove regna la ragione analitica di [[Auguste Dupin]]. E nelle soffitte e nelle cantine, dove credevamo ci fosse poco o nulla: ci sono invece tutti i pensieri che stanno tra il sonno e la veglia, la vita e la morte, la realtà e la fantasia. E poi ci sono la paura, l'orrore, il terrore e l'angoscia, nei loro appartamenti definiti: sapevamo che c'erano, ma la letteratura non li aveva frequentati volentieri.
===Citazioni===
*Quel che soprattutto attira l'attenzione di Poe sono le situazioni in cui la mente trova a combattere contro se stessa.
*[[Stephen King]], in ''Dance macabre'', spiega che la paura è fatta a strati. In cima, sta l'emozione più fine e tutta mentale, vale a dire il terrore. Un gradino più sotto c'è l'orrore, ancora sotto la repulsione. Nei racconti di Poe non mancano particolari macabri da gradini bassi della scala King: seppellimenti prematuri, gatti accecati e impiccati, denti strappati al cadavere dell'amatissima cugina (che non è morta, ma solo in catalessi), malattie contagiose che fanno trasudare sangue. Poe sfrutta sino in fondo l'attrezzatura del racconto gotico. Ma la usa come un chimico userebbe un catalizzatore: con lo scopo di scatenare una reazione. Nei suoi personaggi, così come nei lettori. (p. 11-12)
==Bibliografia==
*Mariarosa Mancuso, ''Il palazzo incantato'', Introduzione a [[Edgar Allan Poe]], ''Racconti'', traduzione e cura di Mariarosa Mancuso, Feltrinelli, Milano, 1998.
==Note==
<references />
{{DEFAULTSORT:Mancuso, Mariarosa}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Roberto Cotroneo
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[[File:Roberto Cotroneo.jpg|thumb|Roberto Cotroneo]]
'''Roberto Cotroneo''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Roberto Cotroneo==
*C'è una legge di natura che sappia spiegare perché il mio [[desiderio]] per Nunzia sia rimasto intatto, a dispetto del tempo? Una legge che mi dica perché non c'è più una sola notte che io non desideri quel corpo, fino a sentirmelo addosso, come se Nunzia fosse ancora con me, in quelle stanze che dànno sul giardino?<ref>Da ''L'età perfetta''.</ref>
*Come si potevano perdere le parole che correvano per il mondo, e con le parole perdere intere vite, intere storie che nessuno avrebbe potuto ricostruire uguali?<ref>Da ''Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome''.</ref>
*Ho suonato per tutta una vita. Per me suonare era come camminare. La cosa più naturale possibile. Mi sono seduto davanti a un mare che sento addosso anche quando non lo vedo, un mare che vorrei continuare a sognare per tutte le notti che mi rimangono ancora. E te lo posso dire. Tutto ha avuto un senso e tutto era necessario. E no, non ho nemmeno un rimpianto....<ref>Da ''E nemmeno un rimpianto. Il segreto di Chet Baker''.</ref>
*Io amo la tua bellezza e la tua interiorità, amo quello che sei e quello che sei stata, ma soprattutto amo quello che sarai.<ref>Da ''Tweet di un discorso amoroso''.</ref>
*Io ero diventato un uomo che non aveva più lettere da scrivere, libri da leggere, amici da incontrare. Guardavo le case e cercavo di spiare quello che c'era dentro, il buio oltre i vetri, le luci deboli; convinto che il tempo fosse solo una modalità dello spazio, e il passato qualcosa che sta un poco in più in là, in fondo a quel corridoio.<ref>Da ''L'età perfetta''.</ref>
*L'odore del mare quel pomeriggio era acre, la sabbia fredda e sottile. Seduto accanto a me Edo prese un piccolo bastoncino, e con il bastoncino si mise a disegnare stanze sulla sabbia. Le stanze dove saremmo stati sempre assieme.<ref>Da ''Questo amore''.</ref>
*Ma è nell'ora del [[mezzogiorno (parte del giorno)|mezzogiorno]] che il trionfo supremo delle forze positive si risolve in rinunzia, la loro vivacità finisce in sonno, la loro pienezza in debolezza. Sappia la straniera che il giudizio verrà dalla luce meridiana. Quando la volontà di vivere si ritira, assorbita dall'indifferenza come acqua dalla sabbia.<ref>Da ''Otranto''.</ref>
*Odio le biblioteche immense, fatte di migliaia di dorsi che non si leggeranno mai, buone per riempire scaffali, per non vedere pareti bianche.<ref>Da ''Presto con fuoco''.</ref>
*Oggi vivo di insonnia e di nostalgie. Specie nei giorni che precedono la primavera, nei giorni di vento, sono preda di rimpianti a cui non so dare un nome.<ref>Da ''Questo amore''.</ref>
*Ogni tanto guardo a lungo verso il porto. se Sabrina arriverà, ormai lo so, arriverà dal mare.<ref>Da ''Adagio infinito e altri racconti sospesi''.</ref>
*Ora lei mi chiede se io sarei capace di scriverla, questa storia. Almeno di scriverla, visto che non ho parole per dirla.<ref>Da ''Il vento dell'odio''.</ref>
*{{NDR|Sul [[Festival di Sanremo 2000]]}} Premiammo una canzone bella ma anche tradizionale, e contribuimmo a mettere in luce artisti che sarebbero diventati importanti negli anni a venire. Ci furono le solite [...] polemiche, ma per una volta ognuno aveva fatto il proprio mestiere. Le giurie popolari con il loro gusto musicale, e le giurie tecniche con le loro competenze: andando a mediare e cercando il giusto mezzo. Chi darebbe oggi a una giuria di qualità tutto questo potere? Chi avrebbe il coraggio di fare scelte impopolari forse, eppure necessarie? [...] Nessuno voleva insegnare niente e non si trattava di mettersi in cattedra, ma certamente gli Avion Travel quell'anno meritavano la vittoria. E correggere il destino, di tanto in tanto è la cosa migliore che si possa fare [...].<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20160301013101/http://robertocotroneo.me/2016/02/10/sanremo/ Come correggere il destino del Festival di Sanremo. Una storia che non ho mai raccontato]'', ''robertocotroneo.me'', 10 febbraio 2016.</ref>
*Si trattava di fare un'indagine, e io in vita mia non avevo mai fatto indagini, le avevo solo raccontate.<ref>Da ''Betty''.</ref>
*Solo di notte passeggiando per i bastioni come fossi uno spettro leggero mi rivolgo a quei rari e timorosi passanti che ancora si lasciano avvicinare, e li scongiuro: liberatemi dalle catene del giorno, della luce meridiana. Solo così sarò libera di apparirvi in sogno.<ref>Da ''Otranto''.</ref>
*Sul mare la [[memoria]] corre più veloce, silenziosa, si immerge e risale tra i flutti, ma soprattutto si mescola. Voi non sapete cosa significa questa parola: mescolarsi. Pensate che le cose vostre sono le vostre, e le mie sono le mie. E pensate che le vite sono come le frange di quelle tende che ci sono nei bar del mio paese, tutte di paglia, una accanto all'altra, che cadono giù dritte toccandosi una con l'altra, certo, ma senza intrecciarsi tra loro. E invece non è così. Invece noi sappiamo che le vite si arrangiano una con l'altra, si confondono, si immergono in storie che non sono le loro per poi uscirne di nuovo cambiate.<ref>Da ''Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome''.</ref>
*Tutti pensano sia un libro per ragazzi: lo è, ma non nel senso in cui si crede. Non perché è semplice, o solare, non perché racconta l'avventura, non perché parla di pirati, e di battaglie, e di arrembaggi, e neppure perché tiene con il fiato sospeso. No Francesco, ''[[L'isola del tesoro]]'' è un libro per ragazzi perché insegna quanto sottile e ambiguo sia il discrimine che separa il bene e il male; e quanto l'avventura sia un percorso doloroso che però non può non essere vissuto.<ref>Da ''Se una mattina d'estate un bambino : lettera a mio figlio sull'amore per i libri'', Frassinelli, Milano, 2001. ISBN 88-7684-673-5</ref>
==''Sette''==
===''Blowin' in the web – rubrica''===
*Abbiamo trasformato lentamente i social network, senza che molti media se ne accorgessero troppo, da luoghi dell'esibizionismo, luoghi del mostrarsi per quello che si fa, in luoghi dell'anima, in luoghi dove finalmente l'[[identità]] prende un suo ruolo sempre più importante, e dove il privato e il pubblico sono divisi sempre meno, sono una linea sottile, fragile, impercettibile.<ref name=libro>Da ''Il libro che si scrive ogni giorno'', 6 luglio 2012.</ref>
*Il testo, la [[musica]], l'[[arte]], la fotografia, il [[cinema]], e in generale anche le immagini sono manipolabili, citabili, ricostruibili come fossero dei Lego della modernità, dei Lego pieni di senso che nessuno prima sapeva davvero come usare. Il lato emozionale dei social network ha fuso inconsci, per dirla con [[Carl Gustav Jung|Jung]], trasformandoli in collettivi, generando altri mondi e altre scritture. Ha cercato risposte in domande che si fanno nel vento del web, e a sua volta ha generato domande che nessuno prima aveva pensato esistessero. Siamo di fronte a un lenta rivoluzione sociale e culturale, che forse sarà lunga, e troverà molte resistenze. Ma che potrebbe cambiare tutto.<ref name=libro/>
*È come se attraverso i nuovi mezzi che conosciamo molto bene, a cominciare dai social network, il mondo avesse aperto il suo catalogo: lasciandoci scegliere quello che vogliamo, ma anche permettendoci di inventare mondi che prima non c'erano nella nostra vita. Cambiando i linguaggi, inventando il nuovo libro del mondo che è di tutti, che tutti possono leggere, e che non è scritto in modo convenzionale.<ref name=scoppiata>Da ''È scoppiata la rivoluzione interiore'', 13 luglio 2012.</ref>
*Raccontare la propria identità è un outing emotivo a cui tutti stanno cominciando a cedere, e non perché manca il [[pudore]] di fare attenzione a quel che si scrive e si dice. Ma perché è cambiata una nuova forma di senso del pudore: quella del pudore interiore. E forse questa è la nuova rivoluzione, la liberazione interiore di oggi è come la liberazione sessuale degli anni Sessanta. Se questa liberazione interiore ed emotiva, fatta di poesia e letteratura, musica e altre storie, diventa il proprio dna, non si può più prescindere da questo. Ma se tutte queste cose diventano il nostro dna vuol dire che siamo più colti e più intelligenti di prima, ma soprattutto più sensibili e ricettivi. Così il web 2.0 diventa un luogo di domande e di risposte, ma soprattutto di ascolto, a cui nessuno saprà più rinunciare senza rinunciare a una parte importante di se stesso.<ref name=scoppiata/>
*Il significato della [[fotografia]] non è più eternizzare un momento importante, ma è portare tutti gli attimi dell'esistenza, anche quelli che non hanno un particolare significato, in una dimensione eterna. Fossilizzare la vita appena si compie, addirittura prima che si compia. [...] E se prima la fotografia era la vita quando assume un forte significato emotivo e simbolico, ora la foto diventa qualcosa che prende significato in quanto condivisione, e non come scatto in sé.<ref>Da ''Lo sguardo (rovesciato) dei nuovi fotografi'', 20 luglio 2012.</ref>
*La rete è un campo sterminato dove si possono cogliere fiori di citazioni, versi poetici, frammenti di [[saggezza]]. Poi si tratta di arricchirli con la propria [[esperienza]] personale, di condividerli, di confrontarsi, e di lasciarsi suggestionare da quanto scrivono gli altri.<ref>Da ''L'intellettuale di Voghera'', 10 agosto 2012.</ref>
*Viviamo un [[paradossi dai libri|paradosso]]: tutto resta e tutto è rintracciabile con facilità straordinaria. Dalla propria poltrona, dalla propria scrivania, con qualche parola chiave si ritrovano cose che un tempo richiedevano ricerca, [[caso|casualità]], viaggi, fortuna e ostinazione. Solo che il web ha un problema: per cercare le cose in quell'oceano di dati, di informazioni, di immagini, devi sapere già cosa cercare.<ref name=memoria>Da ''La memoria di Internet? È virtuale'', 24 agosto 2012.</ref>
*Ma cos'è la casualità sul web? E quanto l'oblio e il tempo possono distruggere la memoria della nostra epoca che è tutta su [[Internet]]? Sul web nulla si crea e nulla si distrugge. È un oceano dove ogni cosa resta sul fondo, a migliaia di metri di profondità. Puoi chiedere che qualcosa affiori, ma non è detto che troverai il relitto o il messaggio in bottiglia giusto. Ma non puoi immergerti per cercare, perché sarebbe impossibile.<ref name=memoria/>
*In un certo senso, in un senso che ancora non sappiamo del tutto, la capacità di scambiarsi storie ed emozioni private in situazioni pubbliche è una nuova forma di civiltà. E allora la folla non è più un'indistinta emozione, come alle partite di calcio quando la Nazionale vince la finale della Coppa del mondo. La folla non è più un'indistinta rabbia quando accade qualcosa di ingiusto. Perché oggi la folla non è più una folla. Sono nomi storie, ricordi nitidi di quello che un tempo chiamavamo un sentire comune. E che oggi è un narrare, un raccontare individuale. Perché prima le folle entravano nella storia senza distinzione, oggi ci si entra singolarmente, ognuno con una storia tutta sua.<ref>Da ''La macro-Storia fatta di micro-ricordi'', 14 settembre 2012.</ref>
*Oggi il nostro vissuto sta per essere spazzato via da nuovi linguaggi, da un diverso modo di percepire le cose, dalla globalizzazione, dal mondo che è diventato più piccolo, e da una nuova estetica. Da un futuro che sembra possa permetterci tutto e da mezzi di espressione che fino a qualche anno fa neppure si immaginavano. L'ho scritto varie volte, e ne sono sempre più convinto. Ma stiamo perdendo la nitidezza di quello che percepiamo.<ref name=autunno>Da ''L'autunno della Contemporaneità'', 30 novembre 2012.</ref>
*Se corri troppo per il mondo non hai il tempo di sentire la consistenza della terra che hai sotto i piedi. Questo porta a un cambio estetico e culturale che passa attraverso un abbassamento dell'intensità e dunque della qualità. [...] E allora non c'è via d'uscita: più sei veloce più devi essere leggero, più sei leggero più devi rinunciare ai dettagli, alla lentezza che permette di tenere fermo ragionamento e pensiero finché non sedimenta.<ref name=autunno/>
*Nessuno sa come il concetto di [[democrazia]] potrebbe mutare attraverso un'ideologia globale dei social network.<ref name=oggi>Da ''Oggi il Potere viaggia sulla rete'', ''Sette'', 14 dicembre 2012.</ref>
*In un mondo pacificato, in un mondo che pensa di aver voltato pagina, ognuno racconta di sé, racconta i suoi viaggi, mette le fotografie dei propri cari. Esprime opinioni sul potere, e contro il potere. Nel migliore dei mondi possibili tutto questo non ha un innesco esplosivo. E la rete appare come un vulcano spento, su cui tutti fanno una bella gitarella per vedere il cratere. Ma il mondo non è pacificato. E i vulcani hanno sempre un nucleo profondissimo che non bisogna mai sottovalutare. Il volto del potere oggi è tanto invisibile quanto invasivo. E i vulcani vanno sempre tenuti sotto controllo. Anche quelli che sembrano spenti.<ref name=oggi/>
*Il sogno di tutti i bambini è quello di andare nello spazio. Il sogno degli adulti è quello di trovarsi uno spazio. Uno spazio concettuale, certo: ma soprattutto uno spazio fisico dove poter respirare, dove riuscire a ritrovarsi e forse riconoscersi. Lo spazio è un luogo in cui si può trovare il proprio tempo.<ref name=spazio>Da ''Lo spazio digitale? Un paradosso mentale'', 21 dicembre 2012.</ref>
*Paradossalmente, la frase mi manca il tempo per fare le cose che mi piacciono, si sta lentamente trasformando in una frase diversa. Mi manca lo [[spazio]] fisico per pensare, intuire le cose che mi piacciono e che vorrei fare. Lo spazio fisico per trovare un libro che non cercavo. Lo spazio fisico per camminare e farmi venire delle idee. Il web e i social network chiudono le porte alla casualità che conosciamo, e aprono finestre di nuove casualità che dobbiamo ancora capire.<ref name=spazio/>
*Chi chiede "come stai?", attraverso un messaggio che si può mandare in un tempo rapidissimo e senza dispendio di energia, in realtà vuole sapere e non vuole sentire, vuole sapere e non vuole condividere. E non è più un vero scambio emotivo e sentimentale. Stiamo abituando le nuove generazioni a chiedere senza voler sapere, augurare senza voler sentire; perdendo il significato dei gesti, pensando che le parole possano avere senso quando sono private del corpo, del movimento, dello sguardo e della vita.<ref>Da ''Quegli auguri digitali senza passione'', 12 aprile 2013.</ref>
*Le [[emozione|emozioni]] non sono negative. Le emozioni sono il collante della nostra identità. Senza emozioni la ragione non funzionerebbe. Per cui [[Cartesio]] sbagliava, e "cogito ergo sum" è una frase da mettere in soffitta.<ref name=mossa>Da ''Con la mossa del cavallo si vince il futuro'', 19 aprile 2013.</ref>
*La [[nostalgia]] è una forma per preservare l'identità psichica, tenerla unita, come una fascia che impedisce al proprio Io di disgregarsi.<ref name=mossa/>
{{Int|Da ''Il lato debole di Internet''|27 luglio 2012.|h=4}}
*Possiamo dire che siamo alla terza fase del grande fratello di [[George Orwell]]. La prima era quella classica: uno che controlla tutti. La seconda è quella televisiva: tutti che controllano pochi dentro una casa. La terza è quella di oggi: tutti che controllano tutti. E dunque un controllo collettivo.
*L'esperienza del web rischia di essere il contrario dell'esperienza nella vita pratica. Sul web più che cercare stimoli inattesi, cerchi esperienze da ripetere, come fosse un continuo reiterare un desiderio che già conosci. L'inatteso è filtrato, a volte censurato. Se qualcuno dice cose che non capisco e non condivido potrei cancellarlo o toglierlo dai miei follower. E allora l'esperienza non è mai l'avvento dello sconosciuto nel conosciuto, non è mai la mescolanza di saperi, ma il ripetersi di cose che rafforzano identità fragili confermandole. Tutti quelli che la pensano come me commentano le mie opinioni, e mi aiutano a non perdermi. Quindi si tratta di un'esperienza filtrata.
*Per quanto il web non abbia voce, genera un rumore assordante, ed è incapace di [[silenzio]]. Mentre il corpo comunica in silenzio, sempre. L'[[assenza]] e il silenzio sono due elementi intollerabili nelle nuove relazioni sociali del web. Perché assenza è fuga, è rifiuto, è cancellazione di se stessi. E il silenzio è come coprirsi con un velo e non essere visti. Nell'esperienza della vita il corpo è presenza e assenza, e il silenzio è empatia, sentimento persino. La parola, la scrittura sono invece verbo, racconto, e dunque verità e falsificazione insieme.
{{Int|Da ''Dio nella rete''|3 agosto 2012.|h=4}}
*La [[modernità]] si lega sempre con l'arcaico. L'essere dentro la rete ha un rapporto stretto con il divino e con la teologia. I social network sono una comunità dove le domande e le risposte sulla vita e sui temi dell'esistenza si ripetono, sono continue. [...] Il ''logos'' è nella rete.
*La rete è il regno delle psicologie, dei sogni, dell'anima e del divino. Come sappiamo prescinde dal corpo, e lascia al ''logos'', o al verbo, e in ogni caso alla parola, la responsabilità di creare, di generare il mondo, di rendere tutto possibile.
*L'immaginario di tutta la [[fantascienza]] è sempre stato lo stesso: le macchine, i robot, prenderanno il sopravvento sull'uomo. Nessuno invece avrebbe immaginato che una gigantesca identità condivisa, un'anima del mondo sempre più ampia, partendo da questa strana trascendenza del web, avrebbe cambiato noi stessi e le cose sulla terra fino a questo punto.
{{Int|Da ''Il tempo libero ai tempi di Internet''|31 agosto 2012.|h=4}}
*L'invenzione del [[tempo libero]] è relativamente recente. Ha a che fare con la società affluente, con il consumo. Se non lavoro 18 ore al giorno in una fabbrica cinese, è probabile che io abbia il tempo di crearmi desideri. E se ho desideri lavoro per soddisfarli: mi vesto meglio, vado al cinema, faccio le vacanze. E se mi vesto meglio, lo faccio dopo essermi chiesto chi voglio essere. E se vado al cinema scelgo un film perché ho dei gusti. E se ho dei gusti: sono. E se sono voglio piacere e voglio che la mia vita mi piaccia.
*Il tempo libero, che una volta era un luogo in cui fare altre cose rispetto al lavoro, è un tempo intermittente che corre parallelo al lavoro. E il [[lavoro]], con la reperibilità continua degli [[smartphone]] e dei tablet, entra anche nel tempo libero. [...] Il tempo libero non è più il tempo del relax e del riposo senza pensieri. Ma è diventato proprio il tempo dei pensieri, della costruzione delle identità, della narrazione di se stessi, il tempo della propria storia.
*Il mondo testuale è diventato il mondo dove vengono riposte emozioni, sensazioni, l'affermazione delle proprie identità, l'amore. Il tempo libero si è atomizzato: è disperso ovunque. La scrittura lo tiene vivo, legandolo a un filo narrativo. E soltanto chi costruisce una storia utilizzando quel filo può affermare se stesso fino in fondo.
{{Int|Da ''Attenti al populismo-chic della semplicità''|7 settembre 2012.|h=4}}
*La maggior parte degli intellettuali ritiene che il pensiero del futuro sia ancora nelle mani dell'editoria, delle accademie, dei giornali, dell'arte e dello spettacolo. Chi si occupa di [[tecnologia]] invece intuisce che la partita è altrove, che la tecnologia sta cambiando la società ma non sa ancora comprendere che non è in gioco il futuro, ma la cultura del nostro presente.
*Il [[potere]] culturale non c'è più, ma il rischio è che tutto questo possa condurre al [[populismo]]. Da quello becero, che riguarda le polemiche politiche e che conosciamo bene, a quello chic, di cui ancora non parla nessuno. Il populismo-chic è il più pericoloso. Non è visto come una minaccia perché abolisce le distanze, le competenze. È culturalmente democratico e permette a tutti di esprimersi, di giudicare ed essere ascoltati.
*Più i programmi dei dispositivi e computer saranno semplici e immediati – concedendoci facilità di esprimerci – e più sarà difficile essere innovativi. Più i programmi dei dispositivi saranno invece aperti e complessi – ponendo problemi e difficoltà di utilizzo – più si potranno trovare soluzioni nuove e creative. Le guerre del futuro tra Apple, Google, Windows, Samsung nascondono tutto questo. La scommessa è imparare a difendere la nostra immaginazione da un eccesso di semplicità, per quanto attraente.
{{Int|Da ''L'amore sui social network? Più vero del vero''|26 ottobre 2012.|h=4}}
*Gli amori dei social network sono romanzeschi, immaginifici, letterari e intensi. Hanno a che fare con la scrittura, con il tempo dell'attesa e con la distanza. Soffrono di vuoti improvvisi e di verità assolute, corrono con un tempo che non è il tempo delle cose normali, ma un tempo diverso, più veloce, più vero.
*L'amore al tempo del web è qualcosa che sfugge anche agli psicologi, perché non è virtuale ma è un codice dell'anima, un attraversamento di sensibilità attraverso una scrittura che deve per forza svelare e mettere in gioco le persone, deve diventare lo specchio di quello che si è stati e di quello che si sta diventando. E non c'è nulla di virtuale nella scrittura, perché la scrittura è senso e comprensione del mondo, intuizione ed ermeneutica filosofica.
*La quantità di persone che scoprono gli altri attraverso un cesellare continuo di versi e di frasi, di sensibilità di scrittura e di svelamento di se stessi e di ascolto degli altri è sempre più ampia. E non c'è niente da fare: l'intensità non passa più dai canali tradizionali, ma passa dalla [[condivisione]] del vissuto e del privato.
*Solo una nuova narratività frammentata, intensa, lucida e appassionata poteva rinnovare quel cinismo dei sentimenti che sembra ossessionare il mondo e annichilire i sentimenti. E che si scioglie e si risolve di fronte al racconto fatto da migliaia di utenti, di sogni, di desideri e di futuro.
{{Int|Da ''La lentezza corre nella rete''|9 novembre 2012.|h=4}}
*Tutti riconoscono che il web ci sta portando lontano, ma il web non è solo uno strumento in più che abbiamo a disposizione per stare nel mondo. Come la ruota non era solo un modo per viaggiare e per far viaggiare merci più velocemente, ma cambiava la percezione del viaggio e dunque delle cose, e cambiava il tempo, e dunque il modo di vivere. Il web non è soltanto una maniera per far parlare la gente tra loro, ma cambia quel modo di parlare. E cambiando quel modo di parlare non solo cambia gli immaginari, ma cambia il nostro modo di pensare e di prendere decisioni.
*La comunicazione asincrona è il metodo più diffuso, oggi, per parlarsi. E la comunicazione asincrona è la forma più adatta agli introversi, perché mette degli spazi di [[dubbio]] e pensiero tra una comunicazione e l'altra, tra una domanda e l'altra. È nel tempo di attesa dei dialoghi che si sviluppano le migliori capacità di decisione, che si ha il tempo di prendere in esame variabili nuove e imprevedibili. Ed è nello spazio tra un messaggio e un altro che cambia il modo di pensare i problemi.
*La [[velocità]] del web porterà a nuove forme di [[lentezza]]. Il sistema di comunicazione asincrono è più congeniale proprio a coloro che cercano un tempo nuovo per pensare le cose. E stiamo assistendo al paradosso dell'estrema velocità che ci sta portando a questa nuova forma di lentezza, a questa nuova forma di pensiero, a una organizzazione mentale diversa. Cambierà il modo di decidere ma cambieranno soprattutto le ragioni delle decisioni. Dunque anche l'[[etica]] e la politica. E sarà un'altra rivoluzione.
{{Int|Da ''E il naufragar non m'è dolce''|17 gennaio 2014.|h=4}}
*Spesso il web è paragonato a un mare vero e proprio, e quando vogliamo informarci su internet usiamo il verbo: navigare. Ma nessuno si è mai chiesto se sia possibile naufragare nel web, se quel navigare è sempre e solo un viaggiare a filo d'acqua, passando da un argomento a un altro, e da un sapere a un altro, o se invece ci sia il rischio di trovare una tempesta, un vento fortissimo che porta la nostra ricerca a inabissarsi, e scomparire su un fondale inaccessibile.
*Ma il mare del web è un mare senza perle e senza coralli, dove è impossibile naufragare. I fondali non restituiscono quello che un tempo era in modo nuovo, ma sono soltanto nuovi territori, terre inesplorate su cui tutti possono camminare.
*Niente è nascosto e tutto è visibile. Il sapere si è fatto orizzontale, non riemerge dall'oblio in una forma nuova. Tutto si fa immutabile e facile, accessibile e visibile. Il verbo cercare e il verbo trovare sono diventati perfetti sinonimi.
==[[Incipit]] di ''Presto con fuoco''==
Eppure deve esistere una calligrafia delle passioni.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Roberto Cotroneo, ''Presto con fuoco'', Mondadori, 1995. ISBN 9788804403166
*Roberto Cotroneo, ''Otranto'', Mondadori, 1997. ISBN 9788804430018
*Roberto Cotroneo, ''L'età perfetta'', Rizzoli, 1999. ISBN 9788817860222
*Roberto Cotroneo, ''Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome'', Mondadori, 2002. ISBN 9788804511533
*Roberto Cotroneo, ''Questo amore'', Mondadori, 2006. ISBN 9788804550341.
*Roberto Cotroneo, ''Il vento dell'odio'', Mondadori, 2008. ISBN 9788804573715
*Roberto Cotroneo, ''Adagio infinito e altri racconti sospesi'', Aliberti, 2009. ISBN 9788874244966
*Roberto Cotroneo, ''E nemmeno un rimpianto. Il segreto di Chet Baker'', Mondadori, 2011. ISBN 9788804608035
*Roberto Cotroneo, ''Betty'', Bompiani, 2013. ISBN 9788845274114
*Roberto Cotroneo, ''Tweet di un discorso amoroso'', Barbera, 2013. ISBN 9788878995819
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cotroneo, Roberto}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Sapore di mare
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Danyele
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1421455
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Sapore di mare
|titolooriginale=Sapore di mare
|paese=Italia
|anno=1982
|genere=commedia
|regista= [[Carlo Vanzina]]
|sceneggiatore=[[Carlo Vanzina]], [[Enrico Vanzina]]
|attori=
*[[Jerry Calà]]: Luca Carraro
*[[Isabella Ferrari]]: Selvaggia
*[[Annabella Schiavone]]: La Sig.ra Pinardi
*[[Christian De Sica]]: Felicino Carraro
*[[Gianni Ansaldi]]: Gianni
*[[Virna Lisi]]: Adriana
*[[Angelo Cannavacciuolo]]: Paolo Pinardi
*[[Gianfranco Barra]]: Il Sig. Pinardi
*[[Marina Suma]]: Marina Pinardi
*[[Giorgio Vignali]]: Maurizio
*[[Paolo Baroni]] e [[Angelo Maggi]]: Marchesini Pucci
*[[Guido Nicheli]]: il Sig. Balestra, marito di Adriana
*[[Ennio Antonelli]]: il bagnino Morino
*[[Enio Drovandi]]: Cecco
*[[Ugo Bologna]]: Il Commendator Carraro, padre di Luca e Felicino
*[[Giorgia Fiorio]]: Giorgia
*[[Edoardo Vianello]]: se stesso
*[[Alba Parietti]]: comparsa
}}
'''''Sapore di mare''''', film italiano del 1982, con [[Jerry Calà]], [[Christian De Sica]], [[Virna Lisi]] e [[Marina Suma]], regia di [[Carlo Vanzina]].
==Frasi==
*''Per quest'anno, non cambiare: | vengo al mare per ciullare! | E come l'anno scorso, | c'è il pirla del bagnino!'' ('''Luca''') {{NDR|[[canzoni dai film|canticchiando]] sulle note di canzone ''«Stessa spiaggia stesso mare»'' di Piero Focaccia}}
*Marchesini Pucci, va bene che siete dei nobili, ma, la mattina, cercate di scendere dal quadro di famiglia, per piacere! (Luca)
*Ma chi c'è qua dietro? Tutta la Compagnia De Filippo? Eh, perché non ve ne andate in vacanza a Taranto... da Nino? ('''Luca''') {{NDR|alla Famiglia Pinardi}}
*[[Edoardo Vianello|Vianello]]... [[Byrds]]... [[The Beatles|Beatles]]... In fin dei conti, quello che mi dà più libidine è sempre [[Frank Sinatra|''The Voice'']], il vecchio caro [[Frank Sinatra|Frank]].'' "When somebody loves you..."'' ('''Felicino''')
*Dai, piuttosto, vammi a fare un panino ''king size'', che c'ho il buzzone che reclama altro rancio! Dai, che c'ho fame! ('''Felicino''') {{NDR|a Susan}}
*Io vi cambierei le orecchie, non i pistoni! ('''il bagnino Morino''') {{NDR|dopo la rottura del motoscafo del Commendator Carraro}}
*Sapete cosa vi dico? Che a me le vecchie mi tirano di più delle ragazzine. Guardate la biondona lì: altro che la "Tigre di Cremona"... la tigre del materasso! Guarda, guarda: c'ha un visetto angelico... ma sotto sotto... mmmm... ('''Luca''') {{NDR|vedendo entrare in un locale Adriana Balestra}}
*Ce ne avesse mi madre di amiche così... E chi se moverebbe più de casa? ('''Maurizio''')
*Be', cosa fai? Il mastino napoletano? Guarda che non te la mangio mica, sai? Te la sbrano!!! ('''Luca''') {{NDR|a Paolo Pinardi, mentre sta avvinghiato a sua sorella Marina}}
*Devi imparare a ''socialize'', a socializzare... come un'ape che vola su tanti fiori: prende qua, prende là... e poi diventa migliore. ('''Susan''')
*Eh, sta qua mi dà lo sfinimento! Come ho visto il cartello "Forte dei Marmi", già non la potevo più vedere. Mi faceva già calare la cataratta! ('''Felicino''') {{NDR|parlando di Susan}}
*Oh! Piano coi "barboni"! Che io qui dentro ho portato il fior fiore della nobiltà. Ti presento i marchesini Pucci, sangue blu, dipinto nel blu! ('''Luca''') {{NDR|rivolto al padre}}
*Sai, l'altra sera, mentre stavamo alla "Capannina", mi veniva voglia di stringerti forte. Non so... un fatto di tenerezza... oh Dio, non certo di sesso! ... No, no, no, Gianni, non ho detto che sei fesso! Ho detto: "Non certo una cosa di sesso" ('''Adriana''') {{NDR|al telefono con Gianni}}
*Morino! Brodino! ('''Luca''') {{NDR|dopo l'ennesimo scherzo fatto al bagnino Morino}}
*D'inverno, fa freddo... D'estate, fa caldo... Gli altri giorni, sei stanco... Mamma mia, quanto sei noioso! ('''Adriana''') {{NDR|al marito}}
*Domani raggiungo il Bebi in Corsica. Pare che ci sia da gustare... come bestie!!! ('''Felicino''')
*Che mi porto dietro il fagottone? Non ho piacere! ('''Felicino''') {{NDR|parlando di Susan}}
*Ueh, "Mago di Napoli", digli un po' "Buona fortuna!" anche a lui, così gli spegne il motore! ('''Luca''') {{NDR|a Paolo Pinardi, prima della gara motociclistica con Gualtiero, detto "Il Divo"}}
*Ueh, Prof. Cutolo, qui ci si droga! ('''Luca''') {{NDR|parlando verso la televisione – dove stanno trasmettendo un programma in voga negli anni '60 –, mentre Susan si prepara del "fumo"}}
*Mmmm... mmmm... M'ha acchiappato!!! Vedo tutto adesso: vedo [[Donovan]], vedo [[Domenico Modugno|Modugno]], vedo il [[Alessandro Cutolo|Prof. Cutolo]], vedo tutto, vedo... mamma che pere!!! ('''Luca''') {{NDR|palpeggiando Susan, dopo aver assunto del fumo}}
*Una noia! Ero qui col Prof. Cutolo. Se esce fuori anche Padre Mariano, mi sa che vado a letto subito! ('''Luca''') {{NDR|al telefono con Marina}}
*Non c'è più Susan. È partita! Andata! {{NDR|pausa}} Al suo paesello! L'ho scaricata mezz'ora fa alla stazione. Non sai che bel momento è stato quello lì! Una vera liberazione, guarda! Aho! Non se ne andava più! S'era impiantata qui nella splendida cornice. Non schiodava, eh! Mangiare gratis, dormire idem... Ogni tanto un regalino con gli annessi e connessi... Ma dove volevi che andasse? E allora io che ormai non la potevo più vedere neanche in fotografia, ho cominciato a stizzarla! E lei alla fine ha ricevuto il messaggio, the message... che era quello di menare! Ooh! Ma che s'era messa in testa? Che la sposavo? A me quella che mi ingabbia deve ancora nascere! Sei d'accordo o no? Dico, sei d'accordo o no? ('''Felicino''') {{NDR|parlando di Susan al telefono con Paolo che chiedeva di lei}}
*Hai visto il mio ''brother''?C'ha la pancia, ma cucca ancora! Vieni, gallinona! ('''Luca''') {{NDR|negli Anni '80}}
*Ma quale amica! È una che s'è trombato vent'anni fa! Pisellone!!! ('''Felicino''', parlando del rapporto tra suo fratello Luca e Marina Pinardi)
*Questo biglietto, vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto. A proposito, sei sempre la più bella. Luca. ('''biglietto scritto da Luca per Marina''') {{NDR|essendosi rincontrati dopo diciotto anni}}
==Dialoghi==
*'''Felicino''' {{NDR|appena arrivato a Forte dei Marmi}}: : Questa è Susan. L'ho beccata a Londra in un locale esclusivo dove si balla un nuovo ballo: lo ''shake''! {{NDR|accenna un movimento del bacino}}:] <br />'''Luca''': Ueh, fratello, calmati! Sei già in sbattimento? Ah! Ah! Ah! <br />'''Felicino''': Visto che roba? L'inglesina non era mai stata in Italia e, allora, io ho fatto scattare l'invito! {{NDR|si aggrappa a Susan}} <br />'''Susan''': Lasciami stare, str...! <br />'''Felicino''': Miseria! <br />'''Luca''': L'hai cuccata a Oxford? <br />'''Felicino''' {{NDR|a Susan}} : Modera, eh! Modera! <br />'''Luca''': Però, l'ha imparato subito l'italiano! Eh? <br />'''Felicino''': Questo è Luca, ''my brother''! <br />'''Susan''': Ciao, Io sono Susan. <br />'''Luca''': Ciao, Susan! {{NDR|a Felicino}} Ueh, ma... avete già operato? {{NDR|allusione all'atto sessuale}} <br />'''Felicino''': Ueh, testa! Ma per forza, no? L'invito è scattato dopo l'operazione! Mi sembra regolare! Adesso non scendiamo nei particolari, che non ho piacere... E poi c'è la Susan: non ho piacere... <br />'''Luca''': Sì, sì, ho capito! Susan, allora, tutto ''under control''... eh? <br />Susan: ''Yes'', tutto ''under control''! Lui Felicino, io felicina, molto felicina! <br />'''Felicino''': Molto felicina! <br />'''Luca''': Eh, mi piacerebbe essere "Felicino" anche a me! <br />'''Felicino''': Ueh, modera! Ah! Ah! {{NDR|a Susan:}} È tutto il fratello! Dì la verita! <br />'''Luca''': ''Brothers''!!!
*'''Sig.ra Carraro''': Ciao, Cicino! com'era Londra?<br />'''Felicino''': Una menata, guarda!
*'''Commendator Carraro''' {{NDR|al figlio Felicino}}: Ueh, pirlone! Cerca di non mettermela incinta quell'inglesina lì! <br />'''Susan''': Ma, stai tranquillo, ''daddy'', io prendo la [[pillola anticoncezionale|pillola]]! <br />'''Felicino''': ''Daddy'', oggi le ragazze moderne prendono la pillola! Capisci? La pillola! <br />'''Commendator Carraro''': Ho capito! Ho capito! Ma tu cerca di non metterla incinta lo stesso!
*'''Una signora''' in spiaggia {{NDR|commentando l'arresto di una ragazza in ''topless''}}: Hanno fatto bene! Sulla spiaggia ci sono anche dei bambini! <br />'''Luca''': Sì, però ci sono anche i grandi!
*'''Selvaggia''': Stasera, che facciamo? <br />'''Gianni''': Oh, Io devo rimanere a casa Viene a cena un'amica dei miei... due palle!!! {{NDR|viene immediatamente colpito da due palline da tennis}}
*'''Adriana''': Tu, Gianni, che fai? Vai all'università? <br />'''Gianni''': Sono iscritto al primo anno di Filosofia. <br />'''Adriana''': Oh, un altro! Tra qualche anno avremo tutti filosofi e nessuno capace di aggiustare un rubinetto! <br />
*'''Adriana''': Tu ce l'hai la ragazza? <br />'''Gianni''': Io? Be'... sì... abbastanza!
*'''Gianni''': Ho letto che [[quarantenne|quarant'anni]] è una gran bella età.<br />'''Adriana''': Eh, sì... L'ho letto anch'io... So' tutte fregnacce!
*'''Luca''' {{NDR|a Marina, che sta prendendo il sole su un materassino}} Ma, tu, sei sempre così socievole? <br />'''Marina''': E tu, per attaccare discorso, sei sempre così banale? <br />'''Luca''': Dipende... A volte dico: "Ciao! Come stai?". Altre volte dico: "Salve!" E in casi urgenti lo tiro fuori subito e gioco sul fattore sorpresa!
*'''Susan''': Ma tu sei italiano? <br />'''Paolo''': No, I'm napoletano!
*'''Luca''' {{NDR|dopo la rottura dei pistoni del motoscafo del padre}}: Come: "Che è successo?" S'è fuso tutto, Dio Nettuno! <br />'''Felicino''': L'hai rotto te! <br />'''Paolo''': Te l'avevo detto che sfasciavamo tutto, e tu... niente! <br />'''Luca''': Te l'avevo detto che portavi rogna, e tu... dai!
*'''Susan''': Felicino, [...] non vuoi ballare? <br />'''Felicino''': Macché ballare e ballare! T'ho detto cento volte che non ho piacere che balli in questo modo! Ecco: non ho piacere! <br />'''Susan''': Ma se a Londra mi hai detto che ti eccitava un sacco... <br />'''Felicino''': A Londra mi eccitava. Al Forte, non ho piacere! Va bene?... Fine della trasmissione! <br />'''Susan''': Ma io volevo soltanto... <br />'''Felicino''': Fine della trasmissione!!
*'''Luca''': Ueh, ''my brother'' fratellone! C'è un gran movimento stasera giù in "Capanna"! Sembra il figodromo di Monza! {{NDR|risatine}} <br />'''Felicino''': Beato te che ancora ti diverti a venirci qui! Se fosse per me, me ne starei schiantato davanti al video, poi in branda con la mia fichetta, gli do un colpetto, e via di sonno rilassante fino al giorno dopo! Come una bestia! <br />'''Maurizio''': È che a te te manca la poesia! <br />'''Felicino''': Nooo, è che a voi mancano le fi..e!
*'''Marina''': Io prima di baciare qualcuno, devo essere proprio sicura. <br />'''Luca''': Oh, guarda che è un mese che non mangio cipolla!
*'''Susan''': Felicino, dai, vieni a ballare! <br />'''Felicino''' {{NDR|concentrato a seguire un incontro di pugilato in televisione}}: Va' a ca..re! <br />'''Susan''': Ma quanto dura questo strazio? <br />'''Felicino''': Ueh, questo strazio! Senti, scassaminchie, quando c'è lo sport in televisione, mi devi dare il break! Sennò, aria! Te ne torni sulle bianche scogliere di Dover! Dai, vai fuori dalle balle, che non riesco a concentrarmi... non riesco...
*'''Susan''' {{NDR|lamentandosi con Felicino per la breve durata di un amplesso}}: Ma, come? È già finita? <br />'''Felicino''': Eh, già finito... No? Tra cinque minuti alla tele trasmettono gli Europei di [[atletica leggera]]! Dico: posso mica perderli! Testa!!!
*'''Luca''': "Ma cosa volete che sia qualche chilo di caviale? Vorrà dire che quest'inverno ci rifacciamo sulle paghe degli operai! Va bén?" {{NDR|facendo il verso al padre, il Commendator Carraro}} Ah! Ah! Chissà perché i padri quando invecchiano, diventano così str...?<br />'''Commendator Carraro''': Te lo dico io il perché. Perché hanno i figli pistola come te!
*'''Adriana''': Senti, Gianni. Io volevo dirti una cosa... ma mi vergogno un po'. Sai, ti conosco poco e ho quasi vent'anni più di te... <br />'''Gianni''': Oh, l'età... Cosa vuole che conti l'età? L'età è solo un fatto anagrafico! <br />'''Adriana''': Be', io voglio farti vedere una cosa! <br />'''Gianni''' {{NDR|fraintendendo la situazione}}: E io ho una gran voglia matta di vederla, questa cosa! <br />'''Adriana''': Ma se non sai che cos'è? <br />'''Gianni''': No, ma credo di aver intuito!
*'''Adriana''': No, non darmi del "Lei"! Dammi del "tu"! <br />'''Gianni''': Certo, come vuole Lei, Sig.ra Balestra!
*'''Adriana''': Gianni, cosa ci fai dentro il mio letto? <br />'''Gianni''': Non doveva farmi vedere una cosa? <br />'''Adriana''' {{NDR|un po' seccata}}: : Le mie poesie! <br />'''Gianni''' {{NDR|deluso}}: Ah... Le Sue poesie... Fantastico! Io mi ero messo qui comodo per ascoltare... <br />'''Adriana''': Gianni, ma cosa ti sei messo in testa? <br />'''Gianni''': Io? Niente... Guardi, lo giuro, sono ancora vestito...
*'''Gianni''' {{NDR|legge una delle [[poesie dai film|poesie]] di Adriana}}: ''Quando la luna sostituisce il sole, | quando la luce diventa di stella | nei miei occhi si spegne la speranza | e nel mio cuore si accende l'ombra.'' Bella! Molto delicata! Femminile! <br />'''Adriana''': Ah.. Be'... Cose di tanto tempo fa... Ah. <br />'''Gianni''': Si sente una... una sorta di malinconia giovanile... <br />'''Adriana''': Ah, ecco, guarda: questa è la mia preferita! Vuoi che te la legga? <br />'''Gianni''': Eh, sono qua per questo. <br />'''Adriana''': Si intitola ''Io e il mio gatto''. <br />'''Gianni''': Interessante! <br />'''Adriana''': Oh, però, se non ti piace, dimmi la verità! <br />'''Gianni''': Sarò spietato! <br />'''Adriana''': Allora, ''Io e il mio gatto'': ''Io e il mio gatto ci teniamo compagnia | e quando il tramonto ci dà nostalgia | tra una carezza e un miagolio | intanto la notte scende sul pendio''... Carina, no? <br />'''Gianni''': Fantastica! Assolutamente fantastica!
*'''Maurizio''' {{NDR|che prova a palpeggiare Selvaggia}}: : Senti, si inca..a se ti faccio un po' di corte? <br />'''Selvaggia''': No, mi inca..o io! {{NDR|rifila uno schiaffo a Maurizio}}: <br />'''Maurizio''': Aho! Io dovevo nascere in Svezia! Qui ce sta 'na capoccia piena de pregiudizi! <br />'''Giorgia''': Tu, invece, ce l'hai piena di stronzate! <br />'''Maurizio''': Fini! Fini! Avete studiato alle "Orsoline"
*{{NDR|All'ospedale, dove Paolo è ricoverato con una gamba rotta dopo essere caduto dalla moto guidata da Luca:}} <br />'''Sig. Pinardi''': Scommetto che andavate come i pazzi! <br />'''Luca''': No come i pazzi. Saremo andati... <br />'''Paolo''': A trenta all'ora... Forse trentacinque... <br />'''Sig. Pinardi''' {{NDR|a Paolo}}: E tu sei caduto a trenta all'ora? <br />'''Sig.ra Pinardi''': Anto', noi tenimmo 'nu figlio ''bruoccolo''!
*'''Sig.ra Pinardi''' {{NDR|parlando del rapporto tra suo figlio Paolo e l'inglesina Susan}}: Anto', ma, secondo te, nostro figlio e la straniera fanno il coso? <br />'''Sig. Pinardi''': Se ha preso del papà, fanno 'e cose... cosine... cosette e... cosone! <br />'''Sig.ra Pinardi''': Ha parlato Casanova! Ma vattenn'!
*'''Commendator Carraro''' {{NDR|rientrando a casa e trovando il figlio Luca e Susan, fidanzata di Felicino, poco vestiti}}: Ueh, Caino, ma questa qui non se la ciulava tuo fratello! <br />'''Luca''': Eh, be'... finché resta in famiglia... <br />'''Commendator Carraro''': Ah, va bé... Contenti voi!
*'''Maurizio''' {{NDR|a Gianni, dopo aver perso a tennis con Luca}}: Ah beccamorto! Ma dove credi de sta' ad arbitra'? A Wimbledon? Ammazza, che tipo! Aho! <br />'''Gianni''': Ma va'! Tu, Impara a giocare! Vai! <br />'''Luca''': Fatti un panino con la [[Coppa Davis]]!
*'''Gianni''' {{NDR|mentendo sul suo legame con Adriana}}: Ma quale sentimentale! Il rapporto è sessuale, caro mio! <br />'''Luca''': Ma allora è vero che tu e la signora... {{NDR|allusione all'atto sessuale}} <br />'''Gianni''': Ma, perché? Ti stupisci? <br />'''Luca''': Mah... Sembrava una donna così per bene... <br />'''Gianni''': Ah, sì! Ma infatti lo è! Oh! Mi sta facendo passare un'estate proprio per bene! <br />'''Luca''': Eh dai! Non fare il misterioso, Hitchkock! Racconta! <br />'''Gianni''': Cosa vuoi che ti racconti? Mi sta spolpando vivo! <br />'''Luca''': Ma, allora, la signora è una di quelle che fa... tutto? <br />'''Gianni''': Tutto! <br />'''Luca''': E le piace? <br />'''Gianni''': Se le piace? Quella, come la tocchi, e le vengono i brividi! È pazzesca! Io una donna così mica l'ho mai incontrata! E, poi, guarda: le fai il solletico sulla spalla e quella tacca ad urlare! Ti dice certe cose mentre siamo a letto! <br />'''Luca''' {{NDR|incuriosito}}: Cosa dice? <br />'''Gianni''': Cosa dice? {{NDR|sussurra qualcosa all'orecchio di Luca}} <br />'''Luca''': Ma, allora, è una maialona! <br />'''Gianni''': Una maialona! Sì! Sì!
*'''Adriana''': E così il nostro Gianni va dicendo in giro che sono una donna sensibile? <br />'''Luca''': No sensibile... Mooolto sensibile! Adriana: Oh! Oh! {{NDR|sorride}} Che scemo! Oh! {{NDR|sorride}} <br />'''Luca''': Sa: tra me e Gianni, non ci sono proprio segreti... So tutto sulla sua spalla! <br />'''Adriana''': Ah, sì? E che cosa sai? <br />'''Luca''' {{NDR|con fare da furbetto}}: So! So!... Ma stia tranquilla: non dirò niente. Sarò come una tomba! <br />'''Adriana''' {{NDR|sorride confusa}}: Ma cosa stai dicendo? <br />'''Luca''' {{NDR|sempre con fare da furbetto}}: Ma niente... È che conosco questo genere di situazioni, perché... ho già avuto delle relazioni con delle donne sposate... {{NDR|convinto di eccitare Adriana con un semplice massaggio della spalla, secondo un racconto, falso, di Gianni}}: Ha sentito che roba? <br />'''Adriana''': No! <br />'''Luca''': Non sente niente? <br />'''Adriana''' {{NDR|confusa}}: Nn... no! <br />'''Luca''': Neanche un po' di solletico? <br />'''Adriana''' {{NDR|che comincia ad essere un po' scocciata}}: No! <br />'''Luca''': No, scusi, ma, a questo punto, Lei dovrebbe urlare! <br />'''Adriana''': Ah, tu vuoi che urli? <br />'''Luca''': Eh! Se Lei urla, io mi gaso al massimo. E sei poi mi dice anche una di quelle paroline che dice a Gianni, facciamo... tombola! <br />'''Adriana''': Ah! Ah! {{NDR|risata ironica}}: Ma, sì! Te le dico sì le paroline! <br />'''Luca''': Me Le dica!<br />'''Adriana''': Brutto idiota, deficiente, imbecille! {{NDR|rifila un sonoro ceffone a Luca}}<br />'''Luca''': Ahi! Ma, Sig.ra Balestra, cosa fa? Mi dà degli sganassoni? Questo Gianni non me l'aveva detto! <br />'''Adriana''': E che cosa t'ha detto Gianni, oltre al fatto che sono molto sensibile? <br />'''Luca''': Eh, mi ha detto che Lei... insomma... è una maialona!!! {{NDR|si prende un altro schiaffo da Adriana}} Ma, signora... <br />'''Adriana''': Brutto maialone sarai tu e quel deficiente dell'amico tuo! Adesso lo sistemo io quando lo vedo!<br />'''Gianni''' {{NDR|entrando improvvisamente}}: Ehilà! Buongiorno, Adriana! Ti ho portato quei racconti di [[J.D. Salinger|Salinger]]!<br />'''Luca''': Ah, eccolo qui il marchese [[Donatien Alphonse François de Sade|De Sade]]!
*'''Felicino''' {{NDR|di ritorno dalla Corsica, ritrova Paolo infortunato}}: Paolino, be'? Ti lascio solo un attimo tu mi combini 'sti casini! Eh, eh, eh. Però! Sei elegante col gessato!<br />'''Luca''': Ciao, Marina! <br />'''Paolo''' {{NDR|a Felicino}}: Com'è andata la crociera? <br />'''Felicino''': Alla grande! Fighette al massimo! Roba da non credere!... Molto piacevole...
*'''Susan''' {{NDR|rivedendo Cecco una ventina d'anni dopo}} : Scommetto che non ti sei sposato. Non eri proprio il tipo! <br />'''Cecco''': No, non lo ero. Ma poi lo sono diventato... È una ragazza tedesca, ci si siamo conosciuti cinque anni fa: parliamo poco per via della lingua, ma in compenso a letto... vien da far delle porcherie!
*'''Adriana''' {{NDR|una ventina d'anni dopo, al figlio}}: E pensare che all'epoca mia i lenti andavano così forte... Ma che ne so? Vedi.. Era per stabilire un contatto umano... Non so... Forse si pomiciava di più... Ma andavano forte. <br />'''Figlio di Adriana''': Sai una cosa, mamma? Sei tu che sei forte... <br />'''Adriana''': Ah! Ah! E tu non sai ballare i lenti! Ah! Ah! <br />'''Figlio di Adriana''': Mamma, ma... ma com'era l'epoca tua? <br />'''Adriana''': Mah! Che ne so? Era diversa. <br />'''Figlio di Adriana''': Diversa come?<br />'''Adriana''': Mah! Non so... Era diversa... Ci batteva il cuore. Eh, sì! Mi sembra di ricordare che ci batteva il cuore.
*'''Padre di Luca''': Uè, deficiente, vuoi smettere di fare l'Aga Khan coi soldi di tuo padre?! <br/> '''Luca''': Oh, matusa, ma come: il brother torna dopo un anno e tu fai il barbone? Va be', dai, fammi un prestito e te li ridò quando becco l'eredità!
*'''Luca''': Chi si tuffa per ultimo fa lingue in bocca con [[Little Tony]]! <br/> '''Felicino''': Io rimango e faccio le lingue con la [[Rita Pavone|Pavone]]!
==Citazioni su ''Sapore di mare''==
*In ''Sapore di mare'', che girammo nel 1983, raccontavamo una particolare estate degli anni '60, simile a quelle che io e mio fratello trascorrevamo da ragazzi nella vicina Castiglioncello. Quel film ebbe un grande successo e con gli anni è diventato un vero e proprio cult. ([[Carlo Vanzina]])
*Quando Vanzina mi mandò la sceneggiatura non mi colpì e volevo dire di no. Lasciai il copione su un tavolino in soggiorno e dopo un po' sentii mio figlio ridere a crepapelle con un amico. Andai da loro e chiesi: "Ma che cos'è che vi fa così divertire?". "Ma mamma, è il tuo copione. È uno spasso". Capii che lo avevo valutato male e infatti ho vinto un Nastro d'Argento e un David per quel ruolo. ([[Virna Lisi]])
*''Sapore di mare'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. ([[Enrico Vanzina]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Sapore di mare}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Ebrei
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[[File:Два еврея.jpg|thumb|upright=1.2|''Due ebrei'' (V. Vereshchagin, 1883-1884)]]
Citazioni sugli '''ebrei'''.
==Citazioni==
*A dona che pianze, caval che sua, e ebreo che zura, no crederghe.<ref>«Non credere alla donna che piange, al cavallo che suda e all'ebreo che giura.»</ref> ([[proverbi veneti|proverbio veneto]])
*A me è capitato di nascere in mezzo a persone che vivono nella costante paura dell'estinzione. È parte della nostra identità, parte della nostra mentalità, e ci ha insegnato attraverso prove ed errori orribili a stare sempre in guardia. ([[Max Brooks]])
*Avviene pertanto che la storia degli Ebrei rivesta singolarissimi caratteri, che la rendono sostanzialmente diversa da quella di ogni altra nazione. Essi, scartati dall'attività politica, si potevano trovare alla mercé di un principe senza scrupoli o di una plebe fanatica, e ne dovevano subire le persecuzioni senza reagire. Passiva quanto nessun'altra storia dei popoli è dunque la storia di Israele che sempre sottostà alla volontà di altri, ma sotto un diverso aspetto nessun popolo può vantare una più vivace e più consapevole attività individuale proprio perché l'ebreo non ha avuto nella diaspora un'organizzazione statale sua che lo difendesse, ma anche che gli imponesse un modo di pensare e di agire; al contrario, rifuggendo da conversioni che gli avrebbero reso la vita più facile e aperta, i nostri antenati vissero fuori della norma e delle convenzioni per la loro precisa e cosciente volontà. Quindi la storia degli Ebrei è insieme la più passiva e la più attiva fra le storie di tutte le genti. E tutti noi ebrei discendiamo da cento generazioni di eroi: di fatto siamo alquanto più buoni degli altri, incorriamo meno nella violenza e nella disonestà; di fatto la barbarie pagana sente nell'ebraismo il suo naturale nemico. ([[Emanuele Artom]])
*C'è sempre qualcosa che ti ricopre di merda. La merda c'è! [...] E nelle diverse culture hanno trovato molte diverse risposte a questo, per esempio [...] gli ebrei ti dicono: "Perché accade sempre a noi?" (''[[Viaggio in India]]'')
*Cari fratelli e sorelle, [...] non possiamo fare a meno di ricordarci dei crimini di questi criminali Ebrei, nel corso della storia. Perché la Francia, nel 1253, ha espulso e sradicato l'entità ebraica, che era rappresentata dal ghetto? Perché li hanno espulsi? Perché succhiavano il sangue dei Francesi, perché spargevano il sangue dei Francesi, li macellavano, rubavano i loro soldi e cospiravano contro di loro. Alla fine, i Francesi non ebbero altra alternativa se non quella di espellerli. [...] Questa serie di espulsioni continua fino al giorno odierno. [...] Se Allah vorrà, la loro espulsione dalla Palestina nella sua interezza è una certezza. Noi non siamo né più deboli né meno onorabili di quei popoli che hanno espulso e annientato gli Ebrei. Il giorno in cui anche noi li espelleremo si avvicina. [...] Abbiamo teso la nostra mano per dare da mangiare a questi cani affamati, a queste bestie selvagge, e hanno divorato le nostre dita. Ma ora abbiamo imparato la lezione, e vi dico che non c'è posto per voi fra di noi, e per voi non c'è un futuro neanche fra le nazioni del mondo: siete destinati all'annientamento. ([[Mahmud al-Zahar]])
*Ci sono state circostanze nel ventesimo secolo nelle quali essere un ebreo era un vantaggio. Negli anni settanta, per fuggire dall'Unione Sovietica, la nostra famiglia aveva finto di essere ebrea. (''[[Lord of War]]'')
*Come potete rimproverare agli ebrei le persecuzioni che hanno subíto in diversi paesi? Queste sono, al contrario, dei crimini nazionali che noi dobbiamo espiare reintegrandoli negli imprescrittibili diritti dell'uomo di cui nessuna autorità umana può privarli. [...] Restituiamogli la felicità, la patria e la virtù reintegrandoli nella loro dignità di uomini e cittadini. ([[Maximilien de Robespierre]])
*''Da quanto tempo giaci, di Davide radice! | Primavera s'appressa: di dar fiori t'addice! | O sempre deve opprimere lo sgherro del re in trono | e 'l buono, il pio ancor gemere nella polvere prono? | Da più di dieci secoli servo nell'oppressione, | son schiavo in solitudine, vivo in maledizione. | Angelo di Daniele, o Angelo di morte, | vieni! della prigione infrangi a me le porte! | Ma lungi è ancor la fine pel popol senza pace: | lunga ancora è la via. L'Angel sta fermo e tace!'' ([[Avicebron]])
*Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei ''lager''? ([[Natalia Ginzburg]])
*Dissi tra me e me: «Un autentico ebreo! Ha promesso a qualche zoticone una giacca per quattro dollari e ora si è accorto che se fosse laggiù potrebbe appioppargliene una peggiore per cinque. È una razza priva di cuore e di principi.» ([[Mark Twain]])
*È assurdo e sconveniente al massimo che gli ebrei, per propria colpa condannati da Dio alla schiavitù eterna, con la scusa di esser protetti dall'amore dei Cristiani e tollerati nella collaborazione in mezzo a loro, possano mostrare tale ingratitudine verso di essi da oltraggiarli in cambio della misericordia ricevuta e pretendere di dominarli invece di essere sottomessi.[...] Osano vivere in mezzo ai Cristiani e si vestono come loro, addirittura comprano case [...]. ([[Papa Paolo IV]])
*È certo che il trattamento inflitto agli ebrei in molte località della Germania è atroce, ingiustificato e insensato. ([[Fernand de Brinon]])
*È uno dei prodigi della storia il modo in cui gli ebrei, senza patria o rifugio, vessati e perseguitati oltre misura, e spesso fino alla morte, abbiano preservato la loro identità e siano rimasti uniti per oltre duemila anni. ([[Jawaharlal Nehru]])
*Erano i tempi che il [[Mossad]] teneva una base in città {{NDR|[[La Spezia]]}} per organizzare il trasferimento clandestino degli ebrei in Palestina. Gli ebrei che erano scampati ai lager, gli ebrei che non erano stati internati ma comunque non ne volevano sapere più niente dell’Europa, di nessunissimo schifoso angolo d’Europa, gli ebrei che volevano andare a costruire il socialismo il più lontano possibile dalla patria del socialismo. ([[Maurizio Maggiani]])
*Essendo gli ebrei stessi servi della Chiesa, questa può disporre dei loro averi. ([[Tommaso d'Aquino]])
*Gli Ebrei dell'uno e dell'altro sesso non possano abitare fuori dal Ghetto... per qualunque pretesto, anche per quello della necessità o di mutar aria, e quando gli occorrerà andar fuori per un sol giorno, procurino ottenerne l'opportuna licenza in iscritto [...] colle clausole che debbano gli Ebrei portare il segno al Cappello. ([[Papa Pio VI]])
*Gli ebrei e i loro sostenitori stranieri sono contrari ai fondamenti stessi dell'Islām e desiderano stabilire il dominio ebraico in tutto il mondo. ([[Ruhollah Khomeyni]])
*Gli ebrei hanno sempre pensato che avere la schiena diritta non fosse una cosa buona, io non la penso così, credo che bisogna stare a testa alta. ([[Ed Koch]])
*Gli ebrei meritano di essere esecrati e puniti, come dei veri e propri trasgressori di ogni maestà divina e umana, con i peggiori supplizi: il braciere, il piombo fuso, l'olio bollente, la pece, la cera e lo zolfo messi insieme. ([[Pierre de Lancre]])
*Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani. (''[[Manifesto degli scienziati razzisti]]'')
*Gli Ebrei quando erano sazii della moglie, le faceano bere l'acqua della gelosia, consistente in una specie di ranno benedetto dal sacerdote, da cui l'infelice rimanea gonfia e morta in un attimo. Era poi per quei mariti motivo a ripudiarla l'aver cotta un po' soverchio la carne. ([[Salvatore Morelli]])
*Gli ebrei quando sostengono di essere il popolo eletto da Dio creano in realtà il razzismo di cui saranno poi tragicamente vittime, perché se il mio popolo è eletto da Dio è chiaro che tutti gli altri sono popoli di serie B. ([[Massimo Fini]])
*Gli ebrei, quantunque siano così spesso imbastarditi dai contatti con altri popoli, tra le loro numerose tribù conservano la traccia della sublime bellezza asiatica. Quando non sono brutti, d'una bruttezza repellente, gli israeliti presentano gli stupendi caratteri dei volti armeni. ([[Honoré de Balzac]])
*Gli ebrei si avvicineranno sempre più al mondo [[vegetarianismo|vegetariano]] [perché] secondo molti rabbini e leader spirituali dietro al vegetarianismo risiede il senso ultimo della morale ebraica. ([[Yitzhak HaLevi Herzog]])
[[Immagine:Rembrandt - Portrait of an Old Jew - WGA19181.jpg|thumb|''Ritratto di un vecchio ebreo'' ([[Rembrandt]], 1654)]]
*Gli ebrei si considerarono un popolo speciale con tale unanimità e tanta passione, e per tanto tempo, che finirono col diventarlo. E veramente ebbero un ruolo, perché, furono loro a scriverlo. E qui forse, si trova la chiave della loro storia. ([[Paul Johnson]])
*Gli Ebrei sono colpevoli di tutto. Il loro Dio ha creato tutti noi. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Gli ebrei sono esseri umani. [...] quindi ce ne sono anche di orgogliosi. Poi ci sono quelli avidi, quelli golosi, lascivi e anche ladri. Tra di loro c'è a chi piace imbrogliare il prossimo, e ce ne sono altri che mentono. Ma gli ebrei sono così perché sono esseri umani. [...] di ebrei ce ne sono tanti tipi. Chi crede che siano tutti uguali non li conosce. Gli ebrei non sono fatti tutti allo stesso modo. [...] Dire gli ebrei è una generalizzazione, proprio come se dicesse i cristiani. Ci sono ebrei e ci sono cristiani, e l'origine, la religione, lo stile di vita, la razza di sicuro comportano tanti tratti comuni... Ma gli ebrei differiscono gli uni dagli altri più di quanto non si assomiglino. ([[Sándor Márai]])
*Gli ebrei sono il popolo più tenace della storia. ([[Paul Johnson]])
*Gli [[psicopatia|psicopatici]] mi affascinano sempre, forse per il loro livello culturale e i forti valori famigliari. O quelli sono gli ebrei? (''[[Dr. House - Medical Division (sesta stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Gurker interloquiva continuamente nella discussione con la sua voce gutturale e profonda, spingendo innanzi un naso grosso, una bocca malfatta con il labbro inferiore pendulo, e degli occhi che si vedevano appena fra una quantità di grinze. Egli fece la sua confessione per quanto riguardava la sua razza. – Noi Ebrei, – disse, – procedemmo fra il sistema di questo mondo, senza creare nulla, consolidando parecchie cose e distruggendo molto. La presunzione della nostra razza è stata eccessiva, mostruosa. Sembra che noi abbiamo usato la nostra vasta intelligenza solo per sviluppare, dominare e mantenere la convenzione della proprietà, per trasformare la vita in una specie di venale gioco degli scacchi e spendere in cose grossolane i nostri guadagni... Non abbiamo mai pensato di servire l'umanità. Della bellezza, che è divinità, noi abbiamo fatto un possesso. ([[H. G. Wells]])
*Ho fatto una scoperta o, dovrei dire, ho avuto una visione. L'ho avuta tra due tazze di caffè nero in un ristorante francese di Soho; ma non saprei spiegarla, neppure se tentassi di farlo. Comunque era che tutte le cose buone formano un tutt'uno... Questo è ciò che sento... adesso, ad ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola. È questo ciò che gli Ebrei dell'antichità, soli tra gli altri popoli, hanno percepito. I Greci, i Vichinghi e i Romani non furono attraversati come qualche rude israelita, una notte, nella solitudine del deserto, dall'improvvisa, abbagliante idea che tutto il mondo era la manifestazione di un solo Dio: un'idea degna di un romanzo poliziesco. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*I miei fratelli ebrei andarono verso la morte a testa alta. Fu uno spettacolo meraviglioso vederli iniziare l'ultimo viaggio con tanta dignità. ([[Leo Baeck]])
*I pagani non conoscono Dio, e amano solo la Terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio, e amano solo la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio, e non amano la Terra. ([[Blaise Pascal]])
*– I suoi sono polacchi?<br>– Mh. Ebrei della Galizia. Spero che questo non rappresenti un problema. Dopotutto anche il vostro salvatore era ebreo.<br>– C'è un dibattito su questo.<br>– No, di certo era ebreo. Sapete da cosa si evince? Sua madre lo credeva un Dio e lui la credeva vergine! (''[[The Knick]]'')
*Il guaio degli ebrei è che non hanno alcun senso della natura. Tutti città e affari. ([[Stephen Fry]])
*Il popolo ebreo, il solo un tempo eletto da Dio… poi abbandonato per la sua incredulità, meritò di essere riprovato [...] la loro empietà è giunta a un livello tale che, per la nostra salvezza, occorre respingere la forza di tanta malizia. ([[Papa Pio V]])
*In definitiva, la conclusione è che gli ebrei non sono e non sono mai stati una ''razza'' o un gruppo etnico, ma sono e sono sempre stati una entità sociologica, che può essere definita nel modo migliore come gruppo o popolo ''quasi-nazionale''. ([[Ashley Montagu]])
*In due popoli, scarsi di numero, ma originali fra tutti, e tutti diversi fra loro, si può riassumere da antico per la nostra civiltà la virtù prima del pensiero: il [[Grecia|popolo ellenico]], il popolo ebraico. In quello, la gioia, in questo l'austerità della vita; in quello, la libertà spirituale, nel trionfo della forma terrena, Dio di sé stessa; in questo, un concetto così assoluto, imperioso, ristretto della Divinità, che, se ha giovato a determinare rigorosamente la linea della Nazionalità, della Patria, e ha {{sic|inspirato}} ne' lunghi secoli eroismi e sacrifici, che hanno reso la stirpe mortale degna della immortalità, ha pure fatto la vita più limitata e men lieta. ([[Primo Levi (1853-1917)|Primo Levi]])
*In uno dei suoi primi discorsi, {{NDR|[[Joseph Goebbels]]}} disse che quando gli si obiettava che anche l'ebreo era comunque un uomo, rispondeva che anche la pulce era un animale e un animale non piacevole dal quale bisogna difendersi.<ref>Joseph Goebbels, ''Der Nazi-Sozi. Fragen und Antworten fur den Nationalsozialisten'', München 1929, p. 8. {{NDR|N.d.A.}}</ref> ([[Ernst Nolte]])
*Intendo qui la storia profana, in quanto nei confronti di quella del popolo ebraico, nostro maestro e nemico, per il quale sentiamo fiducia e odio, essendo stata visibilmente scritta dallo Spirito Santo in persona, nutriamo i sentimenti che dobbiamo nutrire. ([[Voltaire]])
*L'ebreo è una landa desertica dove, sotto un sottile strato roccioso, si trovano però le fluide masse infuocate dell'elemento spirituale. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*L'ebreo ha sempre fortuna, anche se dorme fino a mezzogiorno. ([[proverbi prussiani|proverbio prussiano]])
*L'ebreo moderno non è il semita riproducente le qualità tipiche dei patriarchi o dei compagni di Esdra e di Neemia, ma sì il prodotto naturale della secolare segregazione nel ghetto. Negli antri fetidi e dolorosi delle ''Juiveries'', delle ''Judenstrasse'', si venne plasmando e temprando l'anima ebraica; ivi, come conseguenza di interdizioni secolari, un popolo di agricoltori si trasmutò in un popolo di trafficanti. ([[Felice Momigliano]])
*L'universale disprezzo per cui sono oggetto li spinge a non agire mai affrettatamente rischiando l'insuccesso davanti a un mondo che è loro ostile. (''[[The Knick]]'')
*La gioia di un ebreo non è mai priva di timori. (''[[Dylan Dog]]'')
*La principale fonte della malattia del corpo nazionale tedesco. ([[Henry Ford]])
*La [[Rivoluzione francese]] aveva risolto la cosa emancipando gli ebrei ai sensi della ''Dichiarazione dei diritti'' dell'89, cioè garantendo loro gli inalienabili diritti naturali che spettano a ogni individuo.[...]. Sicché la ''Proclamazione dell'emancipazione'' del settembre 1791 semplicemente trasformò ogni ebreo in cittadino francese a pieno titolo, con tutti i diritti e doveri a ciò inerenti. Quest'omologazione dei singoli ebrei agli altri cittadini avanzò in Europa insieme agli eserciti francesi. ([[Nicolao Merker]])
*Loro sforzo sempre più impaziente, pur di aver pace da ogni persecuzione, pur di trovar sosta nell'eterna fuga, era adattarsi, inserirsi entro i popoli che li circondavano, perdersi nella generalità. Per questo, fusi e confusi com'erano fra gli altri popoli, non si comprendevano più reciprocamente, si sentivano da tempo francesi, tedeschi, inglesi o russi e non ebrei. Ma ora che venivano gettati come lordura sulle strade e scopati poi via tutti insieme: i direttori di banca dai palazzi berlinesi e i servi della sinagoga delle comunità ortodosse, i professori di filosofia parigini e i vetturini di Rumema, i becchini e gli insigniti di premio Nobel, le grandi cantanti e le prefiche, gli scrittori e i fabbricanti d'acquavite, i ricchi ed i poveri, i grandi ed i piccoli, i credenti e i miscredenti, gli strozzini ed i sapienti, i sionisti e gli assimilati, i seguaci del rito tedesco e quelli del rito spagnuolo, i giusti e gli ingiusti, e dietro di loro tutta la schiera di coloro che credevano di essersi ormai sottratti alla maledizione, i battezzati ed i misti; ora per la prima volta da secoli si imponeva agli ebrei una nuova comunità da essi non più sentita, la comunità dell'espulsione sempre rinnovantesi dai tempi dell'Egitto. ([[Stefan Zweig]])
*"Ma cosa rimproverano agli ebrei?" "Di essere più intelligenti di noi" rispose pronto. "E anche di aver crocifisso Gesù Cristo." "Ma non sono stati loro, sono stati i romani!" esclamai con slancio. ([[Louis Malle]])
*Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l'acqua del Battesimo. ([[Agostino Gemelli]])
*Molti ebrei in Israele e nella diaspora, reagiscono psicologicamente a ogni riflessione severa come se, invece di vivere a Tel Aviv o a Parigi nel 2014, vivessero a Berlino nel 1935. ([[Moni Ovadia]])
[[Immagine:Jew on a Prayer by Repin.jpg|thumb|''Ebreo in preghiera'' (I.E. Repin, 1875)]]
*Nella storia ebraica non ci sono coincidenze. ([[Elie Wiesel]])
*Nessun ebreo fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un uomo intelligente. ([[Israel Zangwill]])
*{{NDR|Crede che il popolo ebraico meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. ([[Ilan Pappé]])
*Noi ebrei ci rendemmo conto che il nostro paese era caduto in mano a dei delinquenti. Alcuni di noi si proposero di dimostrare che la bontà umana può trionfare sui bruti e sulla bestialità. ([[Leo Baeck]])
*Noi ebrei siamo figli del deserto, ne respiriamo il vento e il sangue ci corre più caldo nelle vene, e violenti sono i nostri umori come quel vento, adoriamo Iddio con violenza, amiamo con violenza e soffriamo con violenza, anche se non si tratta che dell'assenza di una persona amata. (''[[Davide e Betsabea]]'')
*Non c'è nulla di paragonabile alla [[Olocausto|shoah]]. [...] Nessuno al mondo ha ricevuto lo stesso trattamento riservato agli ebrei, sempre accusati di ogni male. Essi hanno condotto un'esistenza molto più difficile di chiunque altro. ([[Fidel Castro]])
*Non è sorprendente che la visione profetica di un'umanità unita e pacifica, di giustizia per i poveri e gli indifesi, trovasse un suolo fertile tra gli ebrei e che non fosse mai dimenticata? Che quando le mura dei ghetti caddero al suolo, gli ebrei, in numero sproporzionatamente grande, fossero tra coloro che proclamavano gli ideali di internazionalismo, pace e giustizia? Quella che da un punto di vista umano è stata la loro tragedia — la perdita della loro terra e del loro stato — dal punto di vista umanistico fu la più grande benedizione: essendo fra chi soffre ed è disprezzato, furono capaci di svilupparsi e di mantenere una tradizione di umanesimo. ([[Erich Fromm]])
*Non esistono esseri meno anonimi. Senza di loro le città sarebbero irrespirabili; essi vi mantengono uno stato febbrile, senza il quale ogni centro urbano diventa provincia: una città morta è una città senza Ebrei. ([[Emil Cioran]])
*Non ha occhi un ebreo? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall'estate e dall'inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo? ([[William Shakespeare]])
*Non sono tedesco né europeo, forse neppure un essere umano, ma un ebreo. ([[Arnold Schönberg]])
*Non troverete in loro che un popolo ignorante e barbaro, che coniuga da lungo tempo l'avarizia più sordida alla superstizione più odiosa e all'odio più irrefrenabile per i popoli che li tollerano e li arricchiscono. ([[Voltaire]])
*Non tutti i «gentili» – per sfortuna degli ebrei – sono stati degli «ingenui» o «zucche vuote» come essi amano chiamarli. Anche essi, o almeno una parte di essi ha saputo guardare il viso non amabile forse, ma pur tuttavia immutabile, della realtà. Un colpo tremendo deve aver subito il cuore ebreo nel vedere sorgere un movimento, quale quello fascista che denunciava la inconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costrutti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia. Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è un'utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza di dirigenti (ebrei). L'odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l'odio di chi vede rovinati i propri piani è tremendo. Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei? È certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere, con qualunque mezzo, al dominio del mondo. Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell'Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù. ([[Giorgio Bocca]])
*Ovunque andasse, l'ebreo era pulito, coscienzioso e chiuso. Concludeva affari col pagano, ma non fraternizzava con lui. In un paese straniero, l'ebreo considerava la sua separazione da Gerusalemme come temporanea, per quanto a lungo potesse durare. ([[Jim Bishop]])
*Per garantirgli il martirio, Dio diede a suo figlio la sembianza di un ebreo. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Per la potenza economica, sia dei protestanti che degli ebrei i secoli hanno fornito prove abbondanti. Così, dal punto di vista della storia dell'economia è lecito ricollegare la decadenza economica della [[Spagna]] alla cacciata degli ebrei, ed il rigoglio dell'[[Paesi Bassi|Olanda]] settentrionale, e specialmente di [[Amsterdam]], al fatto che la maggior parte di quegli Ebrei emigrò precisamente in tali regioni (1492-1609-11). ([[Robert Michels]])
*Per noi l'ebraismo ha un valore inestimabile e una preziosità incomparabile non perché siamo ebrei, ma perché Gesù è un ebreo e noi lo possiamo capire e accogliere pienamente solo se facciamo nostro anche il suo essere ebreo. ([[Mariano Crociata]])
*– Perché i cani e gli ebrei non possono entrare babbo?<br />– Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c'è un negozio, là, c'è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh... e coso là, c'è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che cj ha un canguro, dico "Si può entrare?", dice "No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo". Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!<br />– Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.<br />– No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?<br />– I ragni. E a te?<br />– A me... i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: "Vietato l'ingresso ai ragni e ai visigoti". Oh! E mi hanno rotto le scatole 'sti visigoti, basta eh! (''[[La vita è bella]]'')
*Perché ognuno è l'ebreo di qualcuno, perché i polacchi sono gli ebrei dei tedeschi e dei russi. ([[Primo Levi]])
*Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Si creerà un giorno uno stato ebraico in qualche paese del mondo? Lo si saprà a suo tempo. Ma è interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agita in favore degli Ebrei, rifiutano costantemente di accoglierli. Dicono che sono i pionieri della civiltà, che sono i geni della filosofia e della creazione artistica ma quando si chiede loro di accettare questi geni, chiudono le frontiere e dicono che non sanno che farsene. È un caso unico nella storia questo rifiuto di accogliere in casa propria dei geni. ([[Joseph Göbbels]])
*Quando la xenofobia esplode, gli ebrei sono automaticamente coinvolti. Perché in parecchi Paesi gli ebrei continuano a essere considerati degli stranieri, nonostante siano presenti da generazioni. ([[Simon Wiesenthal]])
*Quanto agli ebrei, essi si considerano da millenni, dovunque e anche in Italia, come una razza diversa e superiore alle altre, ed è notorio che nonostante la politica tollerante del Regime gli ebrei hanno costituito, coi loro uomini lo stato maggiore dell'antifascismo in ogni nazione. ([[Achille Starace]])
*Qui sulla Terra ogni nazione odia l'altra, e tutte odiano gli ebrei. ([[Mark Twain]])
*Ritengo che essere ebreo significhi essere un combattente, uno che nuota senza tregua contro una sordida, malvagia corrente umana. ([[Zvi Kolitz]])
*[[Sandy Koufax]]! Voi ebrei parlate solo di Sandy Koufax... e dell'Olocausto, che rottura! (''[[Dr. House - Medical Division (quinta stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Se tutti gli uomini fossero ebrei, è stato giustamente osservato, non esisterebbe più alcun [[maiale]]. ([[David George Ritchie]])
[[Immagine:Maurycy Gottlieb - Jews Praying in the Synagogue on Yom Kippur.jpg|thumb|''Ebrei pregano in una sinagoga per Yom Kippur'' (M. Gottlieb, 1878)]]
*Se un cristiano compie una cattiva azione la responsabilità è soltanto sua; se un ebreo compie una cattiva azione, la colpa ricade su tutti gli ebrei. ([[Anna Frank]])
*Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*Si potrebbe definire l'ebreo come un'incarnazione deviata del complesso d'inferiorità. Non lo si può colpire più profondamente che descrivendolo con la sua effettiva essenza. Chiamalo mascalzone, farabutto, mentitore, criminale, assassino e omicida. Tutto ciò lo toccherà appena, internamente. Guardalo calmo e severo per un breve tempo e digli: «tu sei proprio un giudeo!» e ti accorgerai con stupore come nello stesso istante egli diverrà insicuro, imbarazzato e consapevole della propria colpa. ([[Joseph Göbbels]])
*Solo negli occhi di alcuni studenti ebrei brillava un'intelligente, astuta o anche folle afflizione. Ma era la tristezza del sangue, di tutt'un popolo, trasmessa in eredità all'individuo e da questi acquisito senza rischio. ([[Joseph Roth]])
*Sono gli ebrei che hanno più [[ansia|ansie]] della media delle persone o io lo noto solo perché conosco più ebrei? (''[[Transparent]]'')
*Sono diventati talmente duri e insensibili, da non voler imparare neanche da quel terribile flagello che è un esilio lungo ormai da più di mille e quattrocento anni. E sebbene rivolgano incessantemente invocazioni e lamenti a Dio a tale scopo (almeno così credono), non riescono ancora a ottenere che venga fissato un termine per questo esilio. ([[Martin Lutero]])
*Tutto ha inizio nel IV Concilio Lateranense del 1215, nel quale [[Papa Innocenzo III|Innocenzo III]] prescrive agli ebrei che vivono nei paesi cristiani di portare una rotella di stoffa gialla cucita sulla parte sinistra del petto come contrassegno; alle donne è imposto un velo giallo, che oltretutto è il contrassegno delle meretrici. ([[Claudio Rendina]])
*Un'altra accusa che già in tempi anteriori e, lungo tutto il medioevo, fino all'inizio del secolo scorso costò agli ebrei molto sangue e molto terrore era la stupida favola, ripetuta fino alla nausea in cronache e leggende, ch'essi rubassero le ostie consacrate e le forassero con un coltello fino a farne stillare il sangue e che, per la loro festa di Pessach, trucidassero dei bimbi cristiani per usarne il sangue durante il rito notturno. Gli ebrei, già odiati per via della loro fede, delle loro ricchezze e dei loro libri mastri, in quei giorni erano completamente in balía dei nemici loro che potevano, con troppa facilità invero, provocarne la rovina solo che spargesser la voce d'uno di quegli infanticidi o addirittura, di frodo, introducessero il cadavere insanguinato d'un bimbo nella casa proscritta di un ebreo per poi sorprendere di nottetempo la famiglia in preghiere; e allora si ammazzava, si saccheggiava, si battezzava e grandi miracoli accadevano per merito del morticino ritrovato che la Chiesa finiva per canonizzare addirittura. ([[Heinrich Heine]])
*Un ebreo con un braccio solo. Doppiamente inutile. (''[[Schindler's list - La lista di Schindler]]'')
*Una delle forme più odiose di [[antisemitismo]] era appunto questa: lamentare che gli ebrei non fossero abbastanza ''come'' gli altri, e poi, viceversa, constatata la loro pressoché totale assimilazione all'ambiente circostante, lamentare che fossero tali e quali come gli altri, nemmeno un poco diversi dalla media comune. ([[Giorgio Bassani]])
*Una razza che ha resistito a tutti gli sforzi compiuti per il suo sterminio. ([[Henry Ford]])
===''[[Corano]]''===
*Coloro cui fu affidata la Torâh e che non la osservarono, assomigliano all'asino che porta i libri. Quanto è detestabile la similitudine di coloro che tacciano di menzogna i segni di Allah: Allah non guida gli ingiusti. Di': "O voi che praticate il giudaismo, se pretendete di essere gli alleati di Allah, ad esclusione degli altri uomini, auguratevi la morte, se siete veritieri". Giammai se la augureranno, a causa di quel che hanno commesso le loro mani. Allah ben conosce gli empi.
*Dicono i giudei: "Esdra è figlio di Allah"; e i nazareni dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati! Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui, ben oltre ciò che Gli associano!
*O Messaggero, non ti affliggere per quelli che ricadono nella miscredenza, dopo che le loro bocche hanno detto: "Noi crediamo", mentre i loro cuori non credevano affatto, e neppure a causa dei giudei, che ascoltano solo per calunniare, che ascoltano per altri che non sono mai venuti da te; stravolgono il senso delle parole e dicono: "Se vi è dato questo, accettatelo; altrimenti siate diffidenti!". Se Allah vuole che un uomo cada nella tentazione, tu non puoi fare niente contro Allah [per proteggerlo].<br />Essi sono coloro i cui cuori non ha voluto purificare, avranno l'ignominia in questa vita e un castigo immenso nell'altra. Ascoltano solo per diffamare, avidi di illeciti guadagni. Se vengono da te, sii arbitro tra loro o allontanati. E se ti allontanerai, non potranno mai nuocerti in nulla. Se giudichi, fallo con giustizia, ché Allah ama i giusti. Come mai potranno sceglierti come giudice, quando hanno la Torâh con il giudizio di Allah e dopo di ciò volgere le spalle? Essi non sono credenti!
*O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti.
===[[Umberto Eco]]===
*Degli ebrei so solo ciò che mi ha insegnato il nonno: – Sono il popolo ateo per eccellenza, mi istruiva. Partono dal concetto che il bene deve realizzarsi qui, e non oltre la tomba. Quindi operano solo per la conquista di questo mondo.
*Gli unici che possono fornire una identità alla nazione sono i nemici. Così, alla radice della psicologica Ur-Fascista vi è l'ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo più facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall'interno: gli ebrei sono di solito l'obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori.
*L'ebreo, oltre che vanitoso come uno spagnolo, ignorante come un croato, cupido come un levantino, ingrato come un maltese, insolente come uno zingaro, sporco come un inglese, untuoso come un calmucco, imperioso come un prussiano e maldicente come un astigiano, è adultero per foia irrefrenabile.
===[[Albert Einstein]]===
*È noto, inoltre, che una lumaca può perdere il proprio guscio senza per questo cessare di essere una lumaca. L'ebreo che abbandoni la propria fede (nel senso formale della parola) è in una posizione analoga. Resta un ebreo.
*Gli ebrei come gruppo possono essere privi di potere, ma l'insieme delle conquiste dei loro singoli componenti è ovunque considerevole e proficuo, anche se a tali conquiste si è arrivati tra mille ostacoli.
*I crimini di cui gli ebrei sono stati incolpati nel corso della storia – crimini intesi a giustificare le atrocità perpetrate contro di essi – sono mutati in rapida successione [...] Le accuse contro di loro, accuse della cui falsità gli istigatori erano ogni volta perfettamente consapevoli, superavano ogni immaginazione, ma hanno influenzato ripetutamente le masse. [...] In questo caso, si può parlare di [[antisemitismo]] latente.
*Il legame che ha unito gli ebrei per migliaia di anni e che ancora oggi li unisce è, principalmente, l'ideale democratico della giustizia sociale, assieme a quello della vicendevole solidarietà e tolleranza tra tutti gli uomini. [...] Il secondo tratto caratteristico della tradizione ebraica è l'alta considerazione in cui è tenuta ogni forma di aspirazione intellettuale e di sforzo spirituale.
*L'odio che impazza contro di noi affonda le radici nel fatto che abbiamo sostenuto l'ideale della convivenza armonica e che gli abbiamo dato espressione con parole e coi fatti tra la maggior parte del nostro popolo.
*Noi ebrei dovremmo essere e rimanere portatori e difensori dei valori spirituali. Ma dovremmo anche restare perennemente consapevoli del fatto che questi valori spirituali sono e sono sempre stati il fine comune di tutta l'umanità.
===[[Jonathan Safran Foer]]===
*{{Maiuscoletto|Gli ebrei hanno sei [[sensi]]}}<br/>Tatto, gusto, vista, odorato, udito... [[memoria]]. Mentre i gentili fanno esperienza del mondo mediante i sensi tradizionali e usano la memoria solo come strumento di second'ordine per interpretare i fatti, per gli ebrei la memoria non è meno primaria della puntura di uno spillo, o del suo argenteo luccichio, o del gusto del sangue che sprigiona dal dito. L'ebreo è punto da uno spillo e ricorda altri spilli. È solo riconducendo la puntura dello spillo ad altre punture – quando sua madre tentava di aggiustargli la manica con il suo braccio dentro; quando le dita di suo nonno si addormentarono accarezzando la fronte madida di suo bisnonno; quando Abramo saggiò il coltello per essere sicuro che Isacco non sentisse dolore – che l'ebreo appura perché faccia male.<br/>Quando un ebreo incontra uno spillo domanda: ''Che cosa mi ricorda?''
*Gli ebrei sono le cose che Iddio ama. Poiché le rose sono bellissime, dobbiamo dedurre che Iddio le ami. Di conseguenza, le rose sono ebree. Allo stesso modo, le stelle e i pianeti sono ebrei, tutti i bambini sono ebrei, l'«arte» bella è ebrea (Shakespeare non era ebreo, ma Amleto sì), e il sesso, quando venga praticato fra moglie e marito in posizione buona e acconcia, è ebreo. E la Cappella Sistina è ebrea? Sarà d'uopo che lo crediate.
*Un artefatto è il prodotto di un tentativo riuscito di ricavare una bella cosa senza scopo, senza utilità, da un fatto al tempo passato. Non può mai essere arte, e non può mai essere un fatto. Gli ebrei sono gli artefatti del Paradiso Terrestre.
===[[Joseph Göbbels]]===
*È vero che gli ebrei sanno magistralmente allarmare tutto il mondo con le loro grida isteriche; ma sempre quando principiano a gridare ed a piagnucolare, sono essi stessi a provocare maggiormente l'antisemitismo.
*La Germania ha il solo interesse di esportare gli ebrei.
*La Germania non vuole in nessun modo togliere il gusto dei propri ebrei agli Stati democratici.
*Ogni Stato ha gli ebrei che si merita.
===[[Adolf Hitler]]===
*Cogli ebrei non c'è modo alcuno di patteggiare, ma solo un durissimo sì o no.
*Finché l'Ebreo non riuscirà a diventare padrone degli altri popoli dovrà, volente o nolente, parlare la loro lingua; se tuttavia fosse in grado di trasformarli in suoi servi, essi dovrebbero tutti quanti imparare, loro malgrado, una lingua universale, così da governarli con maggiore facilità.
*Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.
*Il segno più caratteristico del rapporto tra gli ebrei e la cultura umana sta nel fatto che una "cultura ebraica" non è mai esistita e che le due regine dell'[[arte]], [[architettura]] e [[musica]], non devono niente di originale all'ebraismo. Ciò che l'ebreo produce in campo artistico è o furto o paradosso. Gli mancano le qualità geniali delle razze dotate di valori.
*L'Ebreo deve levar le tende dall'Europa. Altrimenti nessun accordo sarà possibile fra Europei. È l'Ebreo che ostacola tutto.
*Può perfino capitare che una parte del popolo creda veramente che un ebreo possa essere tedesco o [[inglese]], francese o italiano... ma questa è solo un'illusione.
*Quando si tratta degli Ebrei, ignoro qualsiasi sentimento di pietà. Saranno sempre il fermento che anima i popoli gli uni contro gli altri. Seminano zizzania dappertutto, tanto fra gli individui quanto fra i popoli.
*Se gli ebrei fossero soli su questa terra, essi annegherebbero nella sporcizia e nel luridume, combattendosi ed eliminandosi in lotte gonfie d'[[odio]]; la mancanza di senso del [[sacrificio]] – resa evidente dalla vigliaccheria che li contraddistingue – fa della loro lotta una farsa.
===[[Isaac Bashevis Singer]]===
*{{NDR|«Quali sono gli aspetti specifici dell'essere ebrei?»}} Direi proprio la convinzione che l'uomo sia nato per scegliere Dio, per amarlo, per vivere secondo i suoi comandamenti, per credere a coloro i quali, come [[Mosè]], parlarono con Dio.
*L'ebraismo poteva racchiudersi in una parola sola: isolamento. Quando non li racchiudevano in un ghetto, gli ebrei se ne creavano uno di loro volontà; quando non li costringevano a portare il segno giallo, si vestivano in un modo che ai loro vicini sembrava stravagante.
*L'ebreo moderno non può vivere senza l'antisemitismo. Se non c'è, fa di tutto per farlo nascere.
*Ogni ebreo al mondo dovrebbe andare da uno psichiatra. Ogni ebreo moderno, voglio dire.
===[[George Steiner]]===
[[Immagine:Grodzicki Praying Jew.jpg|thumb|''Ebreo che prega'' (A. Grodzicki, 1893)]]
*Adesso, in un modo profondamente commovente, c'è gente in America che dice: non vogliamo più quella discussione tremenda sulla doppia lealtà, sul fatto che ogni ebreo ha la consapevolezza traditrice di essere ebreo prima che americano. Eppure quel fantasma continua a ossessionarci. È inerente alla natura stessa dell'identità di un popolo che rivendica di essere una razza ma non una razza, una nazione ma non una nazione, di avere una vocazione religiosa quando questa vocazione non ha più senso per la maggioranza secolare.
*Cosa diavolo può sperare un ricco? Perché tormentarti con la speranza quando hai la pancia piena? E questo che fa di ogni vittima un ebreo, un vero ebreo. Il progenitore degli autentici eletti non è [[Abramo (patriarca)|Abramo]], che era miliardario. Non discendiamo da Giobbe, che raddoppiò i suoi beni. Siamo figli di Agar. Ci siamo cibati di sassi e le vespe hanno cantato per noi. Non può esistere un comunista, un vero socialista che non sia, in fondo, un ebreo.
*Gli ebrei sono costretti a contemplare, se non ad accettare o a razionalizzare, l'atroce paradosso della ''loro colpevolezza innocente'', il fatto che sono stati loro a rappresentare nella storia occidentale l'occasione, la possibilità ricorrente per il gentile di diventare meno che umano.
*Il giudaismo e le sue due principali note a piè di pagina, il cristianesimo e il socialismo utopico, discendono direttamente dal Sinai, e anche gli ebrei erano solo un piccolo gruppo disprezzato e perseguitato.
*Per due millenni la dignità dell'ebreo ha consistito nell'essere ''troppo debole'' per trasformare altri uomini in profughi altrettanto infelici di sé stesso.
*Siamo un popolo insaziabilmente avido di storia, di conoscenza in movimento. [...] In cuor suo, l'ebreo non può accettare la fine della storia, l'esclusione dell'ignoto, l'eterna immobilità e noia della salvezza che accompagnerebbero l'era messianica. Nel negare lo statuto messianico di Gesù, nel sovvertire la fede dei primi cristiani nell'imminenza del momento escatologico, l'ebreo esprimeva il genio di irrequietezza così centrale nella sua psiche. Noi eravamo e rimaniamo nomadi attraverso il tempo. [...] Non saremo mai in grado di «pensare la Shoah» – ne sono convinto – sia pure in modo inadeguato, se ne separiamo la genesi e l'enormità radicale dalle origini teologiche. In particolare, non capiremo mai la psicosi persistente del cristianesimo, che è quella dell'odio per gli ebrei (persino in luoghi dove non ci sono più ebrei o quasi), a meno di riuscire a discernere in quella patologia dinamica le ferite mai chiuse lasciate dal «no» degli ebrei al Messia crocifisso. È a queste cicatrici non rimarginate o stimmate che possiamo applicare, secondo un significato tremendo, l'imposizione di Kierkegaard di lasciare aperte le «ferite della possibilità».
*Uccidendo i suoi ebrei, l'Europa si è suicidata.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Antisemitismo]]
*[[Ebraismo]]
*[[Israele]]
*[[Olocausto]]
*[[Sionismo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sugli|w_preposizione=riguardante gli}}
[[Categoria:Ebraismo]]
[[Categoria:Gruppi etnici]]
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Paolo Segneri
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'''Paolo Segneri''' (1624 – 1694), gesuita, scrittore e predicatore italiano.
==Citazioni di Paolo Segneri==
*E chi non sbalordisce, quand'ode raccontare che un [[Baldo degli Ubaldi|Baldo]], l'oracolo delle leggi, mentre accarezzava un suo piccolo cagnolino da lui tenuto sovente in seno per vezzo, nel volergli dare un bacio, ne riportò contr'ogni legge di ragione un tal morso, che, benché uscito da denti così minuti, fu sufficientissimo a farlo morir di rabbia?<ref>Dal ''«Quaresimale»'', in Daniello Bartoli e Paolo Segneri, ''Prose scelte'', a cura di Mario Scotti, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1967, pp. 528-529.</ref>
*Fu già un antico, nominato [[Cercida|Cercìda]], il quale branava impazientemente la morte (indovinate perché), per poter giungere quanto prima a conoscere di presenza tre anime assai famose: Ecateo tra gl'istorici, [[Omero]] tra' poeti, [[Pitagora]] tra' filosofi.<ref>Dal ''«Quaresimale»'', in Daniello Bartoli e Paolo Segneri, ''Prose scelte'', 1967, p. 572.</ref>
*Il più antico istorico, di cui ragioni la fama è [[Berosso|Beroso Caldeo]]. E pure egli non seppe ordire le sue narrazioni da altro, che dal [[Diluvio universale|diluvio]] sì celebre di Noè.<ref>Da ''«L'incredulo senza scusa»'', in Daniello Bartoli e Paolo Segneri, ''Prose scelte'', 1967, p, 603.</ref>
*Un [[Fileta di Coo|Fileta]] morì per mero rammarico di non sapersi sviluppare da un sofisma a lui fatto da alcuni filosofetti.<ref>Dal ''«Quaresimale»'', in Daniello Bartoli e Paolo Segneri, ''Prose scelte'', 1967, p. 570.</ref>
==''Dalle prediche''==
*Che sarebbe quand'egli desse di mano ai tuoni ed a' fulmini, a' turbini ed a' tremuoti? Non potrà fiaccare con armi sì poderose l'orgoglio ad un feccioso omiciattolo quel gran Dio che, se tocca i monti, eccogli inceneriti; se rimprovera il mare, eccolo arido; se sgrida il sole, eccolo spento; se abbandona la terra, eccola annichilita? Oh! come bene sta scritto là presso Giobbe: ''Vidi eos qui operantur iniquitatem, flante Deo, periisse''. Avete osservato? Non dice ''fulgurante'', non dice ''fulminante'', no; dice ''flante'': perché, se Dio vuole, ci può tutti ad un'ora distruggere con un soffio: ''Spirito labiorum suorum interfecit impium''. (dalla predica VI)
*Chi di loro dee dire: ''Incurvatus sum multo vinculo ferreo, ut non possim attollere caput meum'', che furono già le voci del mesto [[Manasse]]. Chi dee dire con [[Giobbe]]: ''Ad Deum stillat oculus meus''. Chi dee dire con [[Geremia]]: ''Defecerunt prae lacrymis oculi mei''. Chi dee dire con [[Davide (Bibbia)|Davide]]: ''Oculi mei languerunt prae inopia''. (dalla predica IX sul purgatorio)
*{{NDR|Dottrina di [[Cristo]]}} E questa dottrina sì santa saria potuta uscir di mente d'un uomo, il qual fosse sì scellerato? Da quali volumi avrebbe mai così bene potuto apprenderla, s'egli non se la fosse con esso sé recata dal cielo? (predica non citata)
*{{NDR|Sul giudizio universale}} Che dite dunque, uditori? non vi par vero che i peccatori dovranno tutti in quel dì altamente confondersi? che ''confusione portabunt'' come disse Giobbe? che ''confusionem portabunt'' come disse Ezechiele? e che, per usare la formola del Salmista, da capo a piedi ''operientur sicut diploide confusione sua?'' (dalla predica V)
*Or, posto ciò, mi sapreste voi dire qual cosa sia quella che dallo [[Spirito Santo]] venga assegnata come propria dote de' savi, o come propria qualità degli stolti? Eccola: che quando loro alcun parli per loro bene, facilissimi sono ad udire i savi, difficilissimi sono ad udire gli stolti. (dalla predica IV)
*Se fu città che più rabbiosamente prendesse a perseguitare il nome cristiano, questa fu [[Roma]]. (dalla predica IX)
*Se voi vi abbiate a fabbricare, uditori, qualche edificio, non cred'io già che vi porrete a fabbricarlo nel cuore di un crudo verno, ma aspetterete la primavera, ma aspetterete la state; e qualunque altra stagione voi sceglierete più volentieri di quella ch'è la più aspra. E per qual cagione? Perché gli edifici fabbricati di verno non sono durevoli: i ghiacci istupidiscono la calcina, le {{Sic|pioggie}} ammollan la sabbia, e così i sassi non possono tra loro fare alla presa. Ora sapete voi ciò che sia fabbricarsi la casa con l'oro altrui? È fabbricarla di verno: ''Qui edificat domum suam impediis alienis'' (s'oda lo Spirito Santo nell'Ecclesiastico), ''quasi qui colligit lapides suos in hyeme'': ch'è quanto dire ''ad fabricandum in hyeme'', come tutti dichiarono gli espositori. Voi fabbricate di verno, Cristiani miei, voi fabbricate di verno: però fermatevi; altrimenti la casa farà poi pelo, ctollerà, caderà, precipiterà, e tutte quante saranno state fatiche gittate al vento. (dalla predica XIII)
*Un uomo dunque che fosse stato sì colmo d'iniquità, sarebbe mai pervenuto ad aver ministri sì zelanti dell'onor suo, che, per accrescergli sol più fama e culto, sì assoggettassero a tante incomodità ed a tanti disagi? Benché, dissi poco: doveva io dire: che gittasse per lui sì lieti la vita? Perocché qual altro uomo ha giammai potuto ottenere che tanti per amor suo si lasciassero crudelmente divorar dalle fiamme, squarciar dai ferri, lacerar dalle fiere, smembrare dalle cataste, quanti n'ha ottenuti [[Gesù]]. (predica non citata)
==Citazioni su Paolo Segneri==
*Mi stancherei a numerare le virtù del Cicerone moderno, dico del Segneri, le cui vestigia paiono oggi abbandonate da tutti per seguire i Francesi che non potranno insegnare Eloquenza agl'Italiani giammai. Egli è il solo Oratore degno di parlare agli uomini Italiani, agli eredi, cioè, di quel popolo, a cui parlò [[Marco Tullio Cicerone|Marco Tullio]]. ([[Giulio Perticari]])
*Naturalmente, per un cristiano moderno l'oratoria del Segneri è un po' antiquata. La ricerca dell'effetto è troppo manifesta; né mai si trovano in lui quelle vive pagine liriche, che ci fanno vedere la vita umana dall'alto, che non ci lasciano forza di criticare, di dubitare, di sorridere, che ci costringono, credenti o no, ad ascoltare la voce profonda dell'anima. Ma, paragonato con gli oratori, anzi con gli istrioni dell'età sua, il Segneri è mirabile per lucidità e serietà d'argomentazioni, per calore di convincimento, per dignità di linguaggio. Ed è sincero (e perciò eloquente), quanto gli concedevano di esserlo la insincerità e la retorica, che erano diffuse nell'aria. ([[Eugenio Donadoni]])
*Niuno ebbe qualità di lui più oratorie: niuno più gagliardamente poté sull'animo di chi dal suo labbro udì le sue prediche, od oggi le va leggendo: niuno con maggior efficacia mosse e la pietà e il terrore: niuno, dopo aver vinti e confusi i colpevoli, con più tremende immagini li trasse quasi a veder Dio sorgere e levar le mani al castigo, più potentemente tonò e folgorò. V'ha forse oratore che con ugual pratica sappia scendere a' particolari delle cose, lasciando le generalità? Che più animosamente tratti le umane piaghe, e dentro vi ponga il dito? Portento in vero dell'eloquenza: dell'eloquenza dico del pergamo, diversa da ogni altra, e tutta popolare, anzi la sovranamente popolare che s'abbia. ([[Salvatore Betti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*[[Guglielmo Audisio]], ''Lezioni di eloquenza sacra'', Giacinto Marietti, Torino, 1870.
==Altri progetti==
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Giuseppe Antonio Borgese
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Gaux
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/* Citazioni di Giuseppe Antonio Borgese */ Gualtiero Castellini
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[[File:G. A. Borgese a San Vigilio di Marebbe (cropped).png|miniatura|Giuseppe Antonio Borgese]]
'''Giuseppe Antonio Borgese''' (1882 – 1952), scrittore, giornalista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giuseppe Antonio Borgese==
*Alla Germania vittoriosa converrebbe una Russia {{sic|nihilista}}, un'Inghilterra {{sic|labourista}}, una Francia in mano di [[Joseph Caillaux|Caillaux]] e dei suoi simili (pensate bene: se i tedeschi fossero entrati a Parigi avrebbe sentito Caillaux il bisogno di fare una gita in America?), senza fortificazioni e senza leva triennale, un'Italia inerme, allegramente rivoltosa come era in giugno, magari sbocconcellata in corrusche repubblichette socialiste.<ref>Da ''Italia e Germania'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1919, [https://archive.org/details/italiaegermania00borg/page/72 Parte prima, pp. 72-73].</ref>
*"Anche l'arte" - e perciò anche l'estetica che è l'intendimento dell'arte - "vuole una [[patria]]"; così disse un poeta di tempi migliori; e non è patria se non fisica quella dove la libertà, che è responsabilità, del pensiero e dell'arte è soggiogata al potere di un solo. Mi staccai fisicamente dall'Italia d'allora per restare fedele all'Italia di sempre.<ref>Da ''G. A. Borgese a il Governo Mondiale'', ''Epoca'', 14 ottobre 1950, p. 5.</ref>
*Il tema più essenziale della letteratura italiana, finché essa si è mantenuta sui vertici, è quello del Giudice divino e della [[Maria|Vergine]]. [..] La letteratura e l'arte italiana sorsero da un ceppo religioso e di esso continuarono a nutrirsi. Protagonista fu il Pantocrator, il Cristo vincente della Divina Commedia e del Giudizio universale. Eroina fu la Paneghia, la tutta santa, la tutta pura, la Vergine amata.<ref>Da ''Il senso della letteratura italiana'', F.lli Treves, 1931.</ref>
*L'arte del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è un'avventura del nostro spirito, la più frusciante di sete, la più densa di profumi; di tutte la più sterile ed amara.<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|[[Gualtiero Castellini]]}} Morì, di polmonite, al fronte francese, il 15 giugno 1918, proprio alla vigilia della battaglia del Piave. Il suo sacrificio fu senza compensi, e la sua fede, come avviene spesso ai più alti credenti, non poté trionfare nella prova del fatto. Due anni prima aveva partecipato all'assedio di Gorizia, e s'era ammalato giusto in tempo per non dividere coi commilitoni la gioia della conquista. Così ora moriva, quando sopravvivere una settimana bastava per convertire la fede religiosa in una pratica certezza.<ref>Da ''Tempo di edificare'', p. 199.</ref>
*Ogni [[disperazione]] è [[Fascismo|fascista]].<ref>Citato in Francesco Merlo, [https://www.repubblica.it/cultura/2022/10/22/news/giuseppe_antonio_borgese_golia_nuova_edizione_saggio_fascismo-371237724/?ref=drla-2 I''l "Golia" di Giuseppe Antonio Borgese: il fascismo e la disperazione''], ''Repubblica.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*Partii tardi nella mattina; m'avviai senza mèta alla destra del lago, per un bellissimo sentiero che non avevo mai fatto: largo, scoperto, visibile da ogni parte, tagliato a sghembo sulla prima pendice della Margna, affacciato sulle acque del lago che quanto più si saliva tanto più divenivano azzurre. Alla voltata vidi nella serenità il ghiacciaio di [[Val Fedoz|Fedoz]].<br>Ho sempre avuto davanti alle grandi scene della natura straordinarie impressioni di suono. Come [[Pitagora]] sentiva l'armonia delle sfere, così a me pare di udire le voci del silenzio; e mi pare incredibile che gli altri non le odano con me. I tramonti hanno squilli attutiti di ottoni, note basse, vellutate, di trombe; la vista d'un [[ghiacciaio]] empie l'aria d'un fragore di timpani, di un canto terribilmente acuto e tuttavia terribilmente dolce come dev'essere quello dei cigni moribondi udito dai poeti sul limite dell'ineffabile.<ref>Da ''Tempesta nel nulla: romanzo'', A. Mondadori, Milano, 1931, p. 41.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica [[strofa]] di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.<ref>Da ''Gabriele D'annunzio'', Napoli, 1909; citato in De Marchi e Palanza, ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, Antologia della critica Letteraria dalle Origini ai nostri giorni'', Casa Editrice Federico & Ardia, Napoli, 1974, pp. 702-703.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} [...] una Divina Commedia capovolta [...]<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|A proposito de ''[[I fratelli Karamàzov]]''}} Vanno oltre il bello. Essi raggiungono la dignità del libro sacro.<ref>Citato in [[Igor Sibaldi]], ''Introduzione'', in Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'', Mondadori, Milano, 1994, p. XIV. ISBN 88-04-52723-4</ref>
==''La vita e il libro''==
*[...] il [[Giuseppe Lipparini|Lipparini]] vive nell'atmosfera autentica e nativa della sua fantasia: atmosfera debole, ma non viziata, che nutre fiori diafani e di odore un po' sciapo, ma non fiori di carta che un profumiere abbia immersi in essenze. S'intende che il Lipparini è un parnassiano, ma forse il migliore di quanti in Italia abbiano aspirato a questo titolo, l'unico che si possa ricordare con onore quando si discorra di quel tipo d'arte cui Anatole France deve la sua rinomanza europea. (cap. III Narratori, pp. 168-169)
*Questo buon sangue letterario, ma rinvigorito dal secolo, circola nell'arte di Giuseppe Lipparini. Escogitare il nuovo; almanaccare, poniamo caso, novelle stravaganti come un {{sic|Hofmann}}<ref>[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann]].</ref> o un Poe gli parrebbe insolente. Ricama tranquillamente un angolo di quell'eterno arazzo dell'arte classica e classicheggiante, alzando di tanto in tanto gli occhi per sorprendere una movenza o per carpire un piccolo segreto di stile. Non ha cure politiche, né religiose né morali; non osa rifare la patria né redimere la plebe. Vuole raggiungere una bella forma armoniosa e schietta. (cap. III Narratori, p. 171)
*[...] [[Luigi Capuana|Capuana]], che s'era tuffato nell'acqua del verismo senza subire la metamorfosi di Glauco, ha continuato a respirare ed a vivere anche quando quell'acqua fu tutta quanta svaporata. Egli non appartenne mai ad un sistema o ad una scuola; non fece mai sacrificio della sua personalità ad una fede o ad un metodo, ma si servì, con gioconda agilità, dei metodi e delle mode per compiacere al suo prepotente istinto narrativo. E, perìta la fede artistica dei suoi anni migliori, egli, l'artista, sopravvive, e ricanta, più che settuagenario, ancora un inno alla voluttà di creare, e immagina, racconta, scrive con una fecondità che quasi c'inebria e ci fa più cara la vita come ogni segno di energia senile. (cap. III Narratori, pp. 223-224)
*Il verismo era divenuto la sostanza dell'anima di [[Giovanni Verga|Verga]]; e, quando quella formula si sciolse, quando quell'edificio teorico intaccato da ogni genere di critica crollò, il Verga era già troppo innanzi negli anni per farsi una nuova fede ed era, d'altro canto, un temperamento troppo appassionato e profondo per procedere innanzi senza la certezza di un terreno compatto. Parlò sempre più raro e più fioco, trepidò sentendosi mancare il consenso dei tempi, tacque. (cap. III Narratori, p. 223)
*Tutte le volte che la [[Carola Prosperi|Prosperi]] ha tentato un urto di passioni, un conflitto drammatico, le è mancato un punto d'appoggio nella realtà su cui far leva. Ma c'è un umile, continuo, represso grido lirico, ed è la particolare bellezza della ''Paura di amare'': il grido della vergine violata, dell'amante inebriata, della sposa che partorisce, della puerpera che muore; il gemito sordo di questo spirito su cui la materia prevale, e che nello strazio cui lo sottomette l'istinto trova appena tanto di forza e di libertà che le basti per ergersi verso il cielo deserto, domandando pietà. (cap. III Narratori, p. 248)
==''Le belle''==
*A Megara ci sono ancora i garofani sui balconi, e le donne portano gonne lunghe; sicché, se si scopre una caviglia, voi vedete letteralmente i giovani tremare. Ma questo accade di rado, perché vanno caute e sorvegliate; e si sorvegliano da sé; e, se piove, preferiscono rincasare con l'orlo della gonna schizzato di pillacchere che con le calze morse da sguardi caldi come baci. Poi, se ne vede poche per le strade; tranne le servette, e quelle, proprio di basso popolo, che vanno – ancora – con l'anfora sulla testa alla fontana. (''La Siracusana'', p. 9)
*Non credo d'avere visto mai più una donna così bella. Non si vedeva nulla di lei tranne il viso. Le donne d'allora non erano come quelle d'ora, che somigliano a frutta ignude, fra il fogliame. Andavano celate in un dedalo di pizzi e di ricami, con sottane bianche inamidate, simili alla carta rigida e ornata che a quei tempi usava intorno ai ''bouquets'' di fiori, e sulle sottane una gran gonna a fiorami, a volanti, a falbalà, maestosa come una pagoda, e al petto il busto, armato, inespugnabile. (''La Siracusana'', pp. 13-14)
*A modo loro le ragazze erano belle; Ignazia forse più di tutte; col corpetto attillato bianco e nero come piuma di rondine. con gli orecchini lunghi di filigrana d'argento, e quei due baci o morsi in cima alle gote in forma di due ciliege stampate lì. (''Ignazia'', p. 19)
*Una donna quasi sempre sa credere di essere amata per se stessa; ma un uomo, con le donne che lo scelgono, non sa che cosa valga lui e che cosa valga il suo denaro, o il suo nome, o la sua nomea mondana. (''L'amore'', p. 37)
*Calùmi, solo solo, pensava che [[bene e male|il bene e il male]] sono cuciti a filo doppio e che niente è tanto difficile come fare il bene senza ferire chi lo riceve, o gli altri, e alla fin fine se stessi. Bisognerebbe non eccedere mai; sorvegliarsi sempre; essere economi col cuore; gelosi. E lui, così corretto, passeggiando e meditando, si sorprendeva a grattarsi la barbetta bionda, acuta. (''L'olio'', p. 96)
*Poi gli anni furono veloci, i primi anni in discesa, quelli che della gioventù hanno ancora la foga, ma è una corsa di abbandono. Il primo tratto si fa di corsa, quasi volentieri, quasi con le forze accumulate salendo; ci si lascia dietro la cima, senza voltarsi a guardarla; più giù, si riprende il freno; comincia un'altra rampa, più lunga, più piana; ed è la vecchiaia. (''Il vedovo'', p. 104)
*Ci sono cose della mia vita di cui non posso lodarmi; ma di questa non so pentirmi; non degli anni che vissi in un segreto delirio; e nemmeno del giorno in cui concordi, quasi all'improvviso, decidemmo di separarci. Con le mani nelle mani, ma diritti, e le persone l'una dall'altra tanto distanti quanto potevano essere, ci dicemmo addio; e sapevamo di volere così che il nostro amore non deperisse e rimanesse nel ricordo, perfetto: qualche cosa di eterno. (''Hussàn-abà'', p. 106)
*Le parole di Annalìa erano rimaste nell'aria, e il cosiddetto «ruggito» del motore le faceva ricordare.<br/>– Una voce di [[donna]] sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. (''Il miraggio'', p. 157)
==''Ottocento europeo''==
*Essere popolare e insieme illustre, congiungere la celebrità alla gloria, creare favole per l'immaginazione delle folle ed ardui esemplari di stile per gli artisti; questa è la fortuna a cui tutti gli scrittori aspirano e che pochissimi nel secolo scorso poterono conseguire. Tra i pochissimi, [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. (cap. XIII, p. 99)
*Non è esagerato dire che in Flaubert si riassunse la letteratura francese, almeno da [[François-René de Chateaubriand|Chateaubriand]] in poi, e si formarono le tendenze nuove. La sua opera è un vertice e un crocicchio. Una vita indicibilmente amara ed afflitta fu compensata da un omaggio unanime di cui dopo le epoche classiche s'era quasi perduto l'esempio. (cap. XIII, p. 100)
*{{NDR|[[Israel Zangwill]]}} La sua forza consiste nel rappresentare gli [[ebrei]] con un realismo così poco sentimentale da rasentare il cinismo e nel raggiungere ciò non pertanto effetti di commozione cui nessun antisemita, se gli rimane traccia di umanità, resiste. (cap. XXV, p. 201)
*{{NDR|Israel Zangwill}} Leggendo lo [[William Shakespeare|shakespeariano]] ''Mercante di Venezia'', egli non ha certo alcunché da obbiettare alla veridicità del carattere di Shylock, e accetta quella mistura di sacro e profano, di ortodossia dottrinaria e di brama crudele, collauda con la sua personale esperienza del [[ghetto]] la fermezza dello strozzino nel pretendere la libbra di carne e il duplice, dissono sospiro del padre: «Mia figlia! I miei ducati!» In genere, egli accetta senza mormorazioni l'aneddotica proverbiale che i cristiani hanno accumulata sul conto del popolo senza re né regno, della quale d'altronde conosce le fonti ebraiche e bibliche, nulla essendo, da certi punti di vista, meno lusinghiero per gli ebrei che la storia di Esaù o quella di Giuseppe. Ma l'arte e il sentimento di Zangwill cominciano proprio qui: dove finisce il racconto dell'ironista cristiano, o dell'autoironista giudeo che gode umiliandosi innanzi a se stesso e innanzi ai suoi nemici. Zangwill non discute le accuse ai suoi correligionari, non fa apologetica nazionalista; ammette senz'altro la verità materiale delle accuse e ne interpreta, esaltandolo, il senso. (cap. XXV, pp. 201-202)
== ''Rubè'' ==
===[[Incipit]]===
La vita di Filippo Rubè prima dei trent'anni non era stata apparentemente diversa da quella di tanti giovani provinciali che calano a Roma con una laurea in legge, un baule di legno e alcune lettere di presentazione a deputati e uomini d'affari. Veramente egli aveva portato qualcos'altro del suo, segnatamente una logica da spaccare il capello in quattro, un fuoco oratorio che consumava l'argomentazione avversaria fino all'osso e una certa fiducia d'essere capace di grandi cose, postagli in cuore dal padre; il quale era segretario comunale a Calinni, e, conoscendo bene l'Eneide in latino e la vita di Napoleone in francese, giudicava che tutti, a cominciare da se medesimo, fossero intrusi in questo mondo fuorché i geni e gli eroi.
===Citazioni===
*Voialtri sapete benissimo quale vento soffi. Fino al maggio, fino al giugno si poteva supporre che l'entrata in guerra dell'Italia decidesse. Allora, in un anno o due, si sarebbe riparata la vecchia fabbrica del mondo. Ora non più. Ora è chiaro che il mondo brucerà finché ci sia da bruciare. Questa è l'età del fuoco. Poi verrà l'età della cenere. Soffia un vento di perdizione. Ma voialtri vi imbottite il nido nel fitto della foresta, sperando che il vento vi sdruccioli accanto e si faccia sentire quanto basta per dare un gradevole smarrimento d'altalena a chi dormicchia tra le piume. Fa tanto bene quando tuona e lampeggia star dietro una vetrata coperta di ricami cinquecento coi trafori che fanno ti vedo e non ti vedo. Dico sul serio. Vi ammiro. Il destino del genere umano è affidato a quei pochi che fra otto o dieci anni, quando questa consumazione sarà finita, avranno l'orgoglio di dire: io non c'ero. Ma non vada, signorina Mary, a fare l'infermiera. Lasci stare. Le cose si fanno o non si fanno. È meglio, infinitamente meglio non farle. Ma pensi che cosa sarebbe il mondo fra dieci anni se non ci fosse proprio nessuno con un po' di salute, di gioventù, di ragione. Oh! fate almeno che una bella donna non abbia toccato una piaga, che un uomo, un uomo solo, non abbia ucciso. (parte prima, cap. IV)
==''Studi di letterature moderne''==
*[...] egli {{NDR|[[Pietro Metastasio]]}}, fra tutti gli scrittori italiani, non solo ebbe in vita tanta gloria quanta forse neppure il Marino<ref>[[Giovan Battista Marino]].</ref>, e favori di donne e di sovrani e giovinezza avventurosa seguita da vecchiaia placida e lauti agi, nei quali precorse alle grandezze di certi scrittori del secolo XIX così da spolpare tutto un buon patrimonio e poi farsene un altro e lasciare un'eredità di centotrentamila fiorini; ma anche dai posteri ebbe affettuosa simpatia e condono di quella troppa gloria ch'ebbe ai suoi tempi e che la critica per solito considera come un anticipo da sottrarre al credito dei poeti. La terza Roma<ref>Roma capitale dopo l'annessione al Regno d'Italia.</ref> gli alzò, prima che a Dante, una statua: la quale, collocata nel cuore della città, fu poi trasferita altrove per far posto alle tranvie: destino lievemente canzonatorio, ma non tragico, su per giù come quello che incombe agli eroi dei suoi melodrammi. (cap. I, III, p. 29)
*E se, dicendo che anche oggi Metastasio si legge con avidità da un capo all'altro, intendiamo dire che la sua abilità nel fabbricar letteratura commerciale fu anche più grande di quella di un Sue<ref>[[Eugène Sue]].</ref> o di un Alessandro Dumas padre, così grande e sicura nel distinguere ciò che piace alle intelligenze tarde e alle anime disoccupate che anche dopo un secolo e mezzo i suoi «prodotti» rilucono nuovi lampanti nel bazar della letteratura amena, allora certo la lode è meritata. E si può asserire senza errore che chi ha bisogno di una lettura volgare, di un ignavo passatempo – e non v'è alcuno che a momenti non ne abbia bisogno, quasi per distensione e rilassamento delle sue forze – troverà in Metastasio il fatto suo. (cap. I, III, p. 31)
*E di tanti {{NDR|dei poeti della scuola romana}} solo uno sopravvive in ispirito e in corpo, [[Domenico Gnoli (poeta e storico)|Domenico Gnoli]], che, dopo molteplici reincarnazioni in avventurosi pseudonimi, trovò la sua anima sotto le spoglie di Giulio Orsini, e la manifestò in alcune liriche, ''Orpheus'', ch'ebbero clamorosa fortuna finché il pubblico poté udirvi il primo grido di una nuova energia poetica ricca d'avvenire, e poi furono messe un poco da parte quando non senza delusione si seppe che l'autore era a mezza via fra i sessanta e i settant'anni. Ma si tornerà a cercare in quel gramo {{sic|libriccino}} quanto di più vivo abbia dato la poesia della nuova Italia dopo Pascoli e D'Annunzio. (cap. I, V, p. 47)
==''Una Sicilia senza aranci''==
*Sia fatta confessione plenaria, o quasi. Io non sono mai stato a [[Girgenti]], io non ho mai salito l'[[Etna]], io non sono mai stato a [[Selinunte]], io non ho mai visto Erice, Monte San Giuliano, di cui mi raccontava abbaglianti meraviglie il mio professore d'Italiano al liceo, Ugo Antonio Amico, e di cui, anche recentemente, un giovane scrittore italiano, non siciliano, mi diceva che [[Capri]] non è nulla al confronto. Ultimo, e peggio di tutti per misurare l'abisso della mia ignoranza, io non sono mai stato a [[Segesta]] che è, si direbbe, alle porte di [[Palermo]].<br/> Eppure a che servono questi elenchi? E che cosa sono quando le cose che esistono dentro la mente, dentro al cuore vi si sono stampate con un'orma la cui profondità, la cui stabilità non è paragonabile a nessun'altra? (''Discorso sulla Sicilia (ai siciliani?)'', p. 93)
*Essi, i miei connazionali, e soprattutto i miei corregionali, mi hanno aiutato un poco a farmi capire che cosa sono venuto a fare in [[America]]. Il primo impulso, la prima tentazione di uno di noi è di fuggire, imbarcandosi di nuovo sullo stesso piroscafo per tornare a casa. Il secondo stato d'animo consiste nel farsi una nicchia dentro questo mondo, nello starci a modo nostro ignorandolo: veri emigrati, anzi veri esuli, dalle facce lunghe, con una patina di tristezza che non si può dire, e che si riconosce anche su gente ch'è qui da trent'anni, e che magari ha fatto bene i suoi affari. Non credo che alcuna altra razza abbia conservato come la nostra questo carattere inibitivo, questa obiezione silenziosa.<br/> Io cerco, come alcuni hanno cercato, di giungere a un terzo stadio: non dico di divenire americano, ma di comprendere, cioè di prendere in me, questo mondo. Una conquista dell'America?, naturalmente, ritorno a ricordarmi di quelle indimenticabili parole di [[Goethe]], che ho sempre nell'animo a questo e a molti altri propositi. "Qui, o in nessun luogo, è l'America". Qui, cioè dentro di noi. (''I siciliani in America'', pp. 125-126)
*Un'isola non abbastanza isola: in questa contraddizione è contenuto il tema storico della [[Sicilia]], la sua sostanza vitale.<br/> Lo stretto di [[Messina]] che la separa dal continente nel suo punto più angusto non raggiunge i quattro chilometri [...] Le montagne del suo nord-est sono esattamente analoghe a quelle che formano la catena parallela di Aspromonte in [[Calabria]] [...] Anche la separazione dall'[[Africa|Affrica]], ben più vasta, ma non enorme (ottanta miglia), non ebbe carattere di stabilità [...]<br/> Questa vicenda e caratteristica geologica è l'abbozzo del destino umano della Sicilia, il suo ''nec tecum nec sine te vivere possum''. (''Sicilia'', p. 129)
*Goethe che visitò la Sicilia quando era più lontana che non sia l'[[India]] oggi, ed era ignota ''de visu'' anche ad archeologi d'avanguardia, anche allo stesso Winckelmann, Goethe ammirò incantato il monte Pellegrino su Palermo, «il più bel promontorio del mondo», e cercò arte e natura su strade ancora inospiti, su clivi inaccessi, disse una delle sue parole profetiche scrivendo che l'[[Italia]] senza la Sicilia non è un tutto. (''Sicilia'', pp. 140-141)
*Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento. (''Sicilia'', p. 141)
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di [[Luigi Pirandello]]: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. (recensione di ''La vita nuda'' di Luigi Pirandello, p. 206)
*Questo principalmente distingue lo scrittore dalla maggioranza dei suoi amici; ch'egli preferisce abitualmente l'ultimo libro, e la maggioranza degli amici trova sempre migliore il libro precedente. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 252)
*Aspiro, per quando sia morto, a una lode: che in nessuna mia pagina è fatta propaganda per un sentimento abietto o malvagio. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 253)
*Polizzano o petralese, il ragazzetto di montagna era comunque «regnicolo», uno del regno, che è poi la provincia, tutta l'isola, come la misura dai suoi fastigi il fanciullo nativo di quella che fu, e sempre è nel suo cuore, la metropoli coronata, ''caput mundi''. Egli la chiama, con l'enfasi che le spetta, ''Palieimmu'', il regnicolo non sa sollevarsi dal suo piatto ''Palermu''. Più radicato delle varianti di pronunzia e lessico, dei diversi giri grammaticali e fraseologici, è il contrasto dei toni. Petralese o polizzano, l'accento regnicolo, udito nella città regnante, suona rallentato, arcaico; non sale a quella veemenza del parlar palermitano, unica, che anche se i più fidi amici si fermano sul marciapiede a dialogare, ti pare siano lì lì per venire alle mani. (''Accenti'', p. 266)
*L'accento: quest'aura del discorso, odore, si direbbe, della frase, ritmo che il metronomo non scandisce, diagramma sul cui andirivieni fluttua l'inafferrabile. Altrimenti detto intonazione; musica d'intervalli così brevi che nessuna notazione li trascrive; eppure è quella che è e non altra, e può essere erronea anche quando ogni altra cosa, pronunzia, vocabolario, sintassi, è a posto. Copiarla quando non s'è più fanciulli è da commedianti, al più da attori. (''Accenti'', p. 267)
*Questa delle pronunzie e accenti può essere una faccenda fatale come fu ai francesi del Vespro che non sapevano dir ''cece'' e per inadempienza fonetica caddero trafitti, o com'era già stata agli Eframiti che per dire ''sibboleth'' invece di ''scibboleth'' furono strangolati ai guadi del Giordano. (''Accenti'', p. 269)
*Lei dice "chiunque intenda quella stessa lingua", "le parole sono segni di cose", e invece non vivono due persone che parlino la stessa lingua, né ci sono due momenti in cui una parola individui la stessa cosa, [[w:Panta rei|παντα ρει]]. […] la lingua della poesia e della vita non è né una lingua morta, né una lingua concettuale – sostituibile vale a dire, con un complesso di segni grafici senza suono […]. Il significato emozionale della parola varia da uomo a uomo, ed ogni sillaba è colorata dal tono del suo spirito (Lettera a [[Giovanni Alfredo Cesareo]], p. 318)
*Come ancor oggi Palermo è per i viaggiatori italiani città più lontana di [[Parigi]] e [[Londra]], così la sua vita di un secolo fa è meno ''simpatica'' al nostro spirito – dico ''simpatica'' nel senso profondo della parola – di quella che oggi si vive in America o in [[Giappone]]. E fors'anco è più affinità fra noi e i siciliani dell'epoca sveva, anzi che fra gli italiani d'oggi e i palermitani del regno di Ferdinando I. […] Eppure, sullo scorcio del secolo XVIII, la Sicilia era più remota da ogni sentimento d'italianità che non fosse, starei per dire, ai tempi di [[Federico II del Sacro Romano Impero|Federico II]]. Patria, razza, mondo era l'isola delle tre punte, l'isola che fu creata dalla testa di [[Giove (divinità)|Giove]], mentre l'Italia non era che una gamba della divinità secondo l'apologo del [[Giovanni Meli|Meli]]. ''Matrigna'' chiama il Meli la [[lingua italiana]], in antitesi alla siciliana madre. […] Certo in altre province d'Italia non si dormiva così grosso; e la prova ne è che la [[Rivoluzione francese|Rivoluzione]] le toccò tutte, fuorché la Sicilia, e che la Sicilia rimase fino a Waterloo l'unico sicuro asilo dell'''ancien régime'' in Italia. (recensione a ''Palermo avanti la rivoluzione'' del 12 febbraio 1905, p. 371)
==[[Incipit]] di ''Golia. Marcia del fascismo''==
Non esiste una razza italiana. Sangui diversi si mescolano nel popolo addensato fra le catene delle Alpi e le coste del mare africano. Anche il concetto geografico d'Italia è relativamente recente. Tuttavia esiste una nazione italiana; cioè una comunità con una lingua letteraria comune e un insieme comune di atteggiamenti psicologici e di convinzioni spirituali. Del resto l'unica valida definizione di [[nazione]] è questa: un agglomerato umano vincolato da una stessa educazione e abbastanza numeroso da dare origine a una volontà comune.<br>
La [[Italia|nazione italiana]] ebbe origine, come tutte le altre nazioni europee, verso la fine del Medio Evo; ma nacque in modo diverso. L'Italia non fu fatta da re o capitani; essa fu la creatura di un poeta: [[Dante Alighieri|Dante]]. Gli stranieri che identificano l'Italia con Dante hanno in sostanza ragione. Il suo temperamento e la sua opera ebbero una influenza decisiva, aumentata col passare dei secoli, finché divenne essenziale nelle classi dirigenti del popolo italiano. Non è un'esagerazione dire che egli fu per il popolo italiano quello che [[Mosè]] fu per Israele.<br>
La sua biografia, com'è spesso accaduto ai fondatori di religioni e di nazioni, è nettamente spartita in due dal fallimento della carriera naturale e dall'inizio delle peregrinazioni. Dante fu cacciato in esilio nel 1302, quando aveva trentasette anni; e fu la sua Egira.
==Citazioni su Giuseppe Antonio Borgese==
*La discussione sul [[fascismo]] mai morto non è cominciata avantieri, ma dura da quando [[Benito Mussolini|Mussolini]] è stato appeso a Piazzale Loreto. Nel suo ''Golia'', tradotto in Italia nel 1946, Giuseppe Antonio Borgese volle dare un messaggio chiaro: il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa. ([[Luciano Canfora]])
*[...] ricordando una frase che è nella voce «letterati» del dizionario di [[Voltaire]] – «la più grande sventura dell'uomo di lettere forse non è quella di essere oggetto della gelosia dei colleghi, vittima dell'intrigo, disprezzato dai potenti; ma quella di essere giudicato dagli imbecilli» – possiamo aggiungere, ricordando questa frase, che Borgese ebbe, davvero in questo senso, «tutto»: tanti altri scrittori lo invidiarono, qualche intrigo fu ordito a suo danno, qualche potente lo disprezzò al punto di volerlo perdonare. Ma soprattutto ebbe quella che, secondo Voltaire, è la sventura maggiore: che molti imbecilli lo giudicarono e forse ancora, senza conoscerlo, continuano a giudicarlo. (Nota ''di [[Leonardo Sciascia]]'' a ''Le belle'', p. 176)
*Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in Giuseppe Antonio Borgese, che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. ([[Giovanni Rabizzani]])
*''Se Borgese mi nega ogni valore | ho un amor di vicina che mi apprezza || È orfana di madre, è un po' sfacciata, | va in visibilio per un mio sonetto''. ([[Ugo Ricci]])
===[[Guido Piovene]]===
*L'adolescenza del Borgese è imbevuta di tendenze che, riunitesi intorno al [[Giovanni Verga|Verga]], conservano un'intonazione manzoniana: d'un [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] in cui sia tolta la febbre morale, ma esercitato ed esteso l'amore del documento e dell'indagine storica come principio dell'arte. Ho veduto con attenzione gli esordi dell'attività del Borgese, sia negli inediti, sia nelle prime collaborazioni dimenticate o disperse. Vi ho trovato un grande attaccamento a [[Lev Tolstoj|{{sic|Tolstoi}}]], inteso come verista e apparentato perfino al [[Giuseppe Giacosa|Giacosa]]: il desiderio di un'estetica che studi il gusto, le eredità, i complessi, molto più che le opere, e consideri l'artista come la risultanza di un clima intellettuale; il biasimo per l'arte «soggettiva», che non dimostri uno scopo sociale. L'ideale di critico, per il Borgese, è un [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], inteso prima del [[Benedetto Croce|Croce]], trasformato dal [[positivismo]]. L'interessano i miti, come studio di razza; condanna un dramma, per inesattezza storica nei fatti e nella psicologia, ricordando i criteri dell'Adelchi.
*La fantasia del Borgese è tutt'altro che manzoniana: non è intellettuale, non illumina con l'immagine il ragionamento, ma va per immagini improvvise, ingiustificate: benché poi condotte sapientemente a disegno, tanto da perdere ogni apparenza fortuita. Se in una novella del Borgese ci si sforza d'astrarre le immagini più salienti, si ha l'impressione d'un seguito di pulsazioni di lampada elettrica. Difficilmente poi l'immagine, che genera una novella, coincide col centro dell'intreccio: ricevuto lo spunto, spesso il Borgese vi sovrappone altre immagini e memorie, e il centro dell'attenzione si sposta.
*Per qualche anno, l'accusa dei critici contro il Borgese fu ch'egli è più critico che artista: è un'accusa che dimostra l'impreparazione di chi l'ha formulata. La critica d'un uomo vivo è la condizione dell'arte: artistico per eccellenza il sentimento che la muove. Essere critici significa non confondere la spontaneità con l'incoscienza. Per questo sono giunto al Borgese artista parlando del critico: e certo egli sa che l'accusa, che gli facevano un tempo, diventerà un titolo d'onore.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Golia. Marcia del fascismo'', La nave di Teseo, Milano, 2022. ISBN 9788834612545
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/lavitaeillibro03borg/page/n10/mode/1up/ La vita e il libro]'', Terza serie e conclusione, Fratelli Bocca editori, Milano-Roma, 1913.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Le belle'' (1927), Sellerio editore, Palermo, 1983, ISBN 88-389-0228-3
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/borgese-ottocento-europeo/page/n2/mode/1up Ottocento europeo]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1927.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/b/borgese_giuseppe/rube/pdf/borgese_rube.pdf Rubè]'', Mondadori, Milano, 1988.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/studidiletteratu00borguoft/page/n6/mode/1up/ Studi di letterature moderne]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1920.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Una Sicilia senza aranci'', a cura di Ivan Pupo, Avagliano Editore, Roma, 2005, ISBN 88-8309-179-5
==Altri progetti==
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'''Giuseppe Antonio Borgese''' (1882 – 1952), scrittore, giornalista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giuseppe Antonio Borgese==
*Alla Germania vittoriosa converrebbe una Russia {{sic|nihilista}}, un'Inghilterra {{sic|labourista}}, una Francia in mano di [[Joseph Caillaux|Caillaux]] e dei suoi simili (pensate bene: se i tedeschi fossero entrati a Parigi avrebbe sentito Caillaux il bisogno di fare una gita in America?), senza fortificazioni e senza leva triennale, un'Italia inerme, allegramente rivoltosa come era in giugno, magari sbocconcellata in corrusche repubblichette socialiste.<ref>Da ''Italia e Germania'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1919, [https://archive.org/details/italiaegermania00borg/page/72 Parte prima, pp. 72-73].</ref>
*"Anche l'arte" - e perciò anche l'estetica che è l'intendimento dell'arte - "vuole una [[patria]]"; così disse un poeta di tempi migliori; e non è patria se non fisica quella dove la libertà, che è responsabilità, del pensiero e dell'arte è soggiogata al potere di un solo. Mi staccai fisicamente dall'Italia d'allora per restare fedele all'Italia di sempre.<ref>Da ''G. A. Borgese a il Governo Mondiale'', ''Epoca'', 14 ottobre 1950, p. 5.</ref>
*Il tema più essenziale della letteratura italiana, finché essa si è mantenuta sui vertici, è quello del Giudice divino e della [[Maria|Vergine]]. [..] La letteratura e l'arte italiana sorsero da un ceppo religioso e di esso continuarono a nutrirsi. Protagonista fu il Pantocrator, il Cristo vincente della Divina Commedia e del Giudizio universale. Eroina fu la Paneghia, la tutta santa, la tutta pura, la Vergine amata.<ref>Da ''Il senso della letteratura italiana'', F.lli Treves, 1931.</ref>
*L'arte del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è un'avventura del nostro spirito, la più frusciante di sete, la più densa di profumi; di tutte la più sterile ed amara.<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|[[Gualtiero Castellini]]}} Morì, di polmonite, al fronte francese, il 15 giugno 1918, proprio alla vigilia della battaglia del Piave. Il suo sacrificio fu senza compensi, e la sua fede, come avviene spesso ai più alti credenti, non poté trionfare nella prova del fatto. Due anni prima aveva partecipato all'assedio di Gorizia, e s'era ammalato giusto in tempo per non dividere coi commilitoni la gioia della conquista. Così ora moriva, quando sopravvivere una settimana bastava per convertire la fede religiosa in una pratica certezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tempodiedificare00borguoft/page/n6/mode/1up Tempo di edificare]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1924, cap. VIII, p. 199.</ref>
*Ogni [[disperazione]] è [[Fascismo|fascista]].<ref>Citato in Francesco Merlo, [https://www.repubblica.it/cultura/2022/10/22/news/giuseppe_antonio_borgese_golia_nuova_edizione_saggio_fascismo-371237724/?ref=drla-2 I''l "Golia" di Giuseppe Antonio Borgese: il fascismo e la disperazione''], ''Repubblica.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*Partii tardi nella mattina; m'avviai senza mèta alla destra del lago, per un bellissimo sentiero che non avevo mai fatto: largo, scoperto, visibile da ogni parte, tagliato a sghembo sulla prima pendice della Margna, affacciato sulle acque del lago che quanto più si saliva tanto più divenivano azzurre. Alla voltata vidi nella serenità il ghiacciaio di [[Val Fedoz|Fedoz]].<br>Ho sempre avuto davanti alle grandi scene della natura straordinarie impressioni di suono. Come [[Pitagora]] sentiva l'armonia delle sfere, così a me pare di udire le voci del silenzio; e mi pare incredibile che gli altri non le odano con me. I tramonti hanno squilli attutiti di ottoni, note basse, vellutate, di trombe; la vista d'un [[ghiacciaio]] empie l'aria d'un fragore di timpani, di un canto terribilmente acuto e tuttavia terribilmente dolce come dev'essere quello dei cigni moribondi udito dai poeti sul limite dell'ineffabile.<ref>Da ''Tempesta nel nulla: romanzo'', A. Mondadori, Milano, 1931, p. 41.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica [[strofa]] di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.<ref>Da ''Gabriele D'annunzio'', Napoli, 1909; citato in De Marchi e Palanza, ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, Antologia della critica Letteraria dalle Origini ai nostri giorni'', Casa Editrice Federico & Ardia, Napoli, 1974, pp. 702-703.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} [...] una Divina Commedia capovolta [...]<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|A proposito de ''[[I fratelli Karamàzov]]''}} Vanno oltre il bello. Essi raggiungono la dignità del libro sacro.<ref>Citato in [[Igor Sibaldi]], ''Introduzione'', in Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'', Mondadori, Milano, 1994, p. XIV. ISBN 88-04-52723-4</ref>
==''La vita e il libro''==
*[...] il [[Giuseppe Lipparini|Lipparini]] vive nell'atmosfera autentica e nativa della sua fantasia: atmosfera debole, ma non viziata, che nutre fiori diafani e di odore un po' sciapo, ma non fiori di carta che un profumiere abbia immersi in essenze. S'intende che il Lipparini è un parnassiano, ma forse il migliore di quanti in Italia abbiano aspirato a questo titolo, l'unico che si possa ricordare con onore quando si discorra di quel tipo d'arte cui Anatole France deve la sua rinomanza europea. (cap. III Narratori, pp. 168-169)
*Questo buon sangue letterario, ma rinvigorito dal secolo, circola nell'arte di Giuseppe Lipparini. Escogitare il nuovo; almanaccare, poniamo caso, novelle stravaganti come un {{sic|Hofmann}}<ref>[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann]].</ref> o un Poe gli parrebbe insolente. Ricama tranquillamente un angolo di quell'eterno arazzo dell'arte classica e classicheggiante, alzando di tanto in tanto gli occhi per sorprendere una movenza o per carpire un piccolo segreto di stile. Non ha cure politiche, né religiose né morali; non osa rifare la patria né redimere la plebe. Vuole raggiungere una bella forma armoniosa e schietta. (cap. III Narratori, p. 171)
*[...] [[Luigi Capuana|Capuana]], che s'era tuffato nell'acqua del verismo senza subire la metamorfosi di Glauco, ha continuato a respirare ed a vivere anche quando quell'acqua fu tutta quanta svaporata. Egli non appartenne mai ad un sistema o ad una scuola; non fece mai sacrificio della sua personalità ad una fede o ad un metodo, ma si servì, con gioconda agilità, dei metodi e delle mode per compiacere al suo prepotente istinto narrativo. E, perìta la fede artistica dei suoi anni migliori, egli, l'artista, sopravvive, e ricanta, più che settuagenario, ancora un inno alla voluttà di creare, e immagina, racconta, scrive con una fecondità che quasi c'inebria e ci fa più cara la vita come ogni segno di energia senile. (cap. III Narratori, pp. 223-224)
*Il verismo era divenuto la sostanza dell'anima di [[Giovanni Verga|Verga]]; e, quando quella formula si sciolse, quando quell'edificio teorico intaccato da ogni genere di critica crollò, il Verga era già troppo innanzi negli anni per farsi una nuova fede ed era, d'altro canto, un temperamento troppo appassionato e profondo per procedere innanzi senza la certezza di un terreno compatto. Parlò sempre più raro e più fioco, trepidò sentendosi mancare il consenso dei tempi, tacque. (cap. III Narratori, p. 223)
*Tutte le volte che la [[Carola Prosperi|Prosperi]] ha tentato un urto di passioni, un conflitto drammatico, le è mancato un punto d'appoggio nella realtà su cui far leva. Ma c'è un umile, continuo, represso grido lirico, ed è la particolare bellezza della ''Paura di amare'': il grido della vergine violata, dell'amante inebriata, della sposa che partorisce, della puerpera che muore; il gemito sordo di questo spirito su cui la materia prevale, e che nello strazio cui lo sottomette l'istinto trova appena tanto di forza e di libertà che le basti per ergersi verso il cielo deserto, domandando pietà. (cap. III Narratori, p. 248)
==''Le belle''==
*A Megara ci sono ancora i garofani sui balconi, e le donne portano gonne lunghe; sicché, se si scopre una caviglia, voi vedete letteralmente i giovani tremare. Ma questo accade di rado, perché vanno caute e sorvegliate; e si sorvegliano da sé; e, se piove, preferiscono rincasare con l'orlo della gonna schizzato di pillacchere che con le calze morse da sguardi caldi come baci. Poi, se ne vede poche per le strade; tranne le servette, e quelle, proprio di basso popolo, che vanno – ancora – con l'anfora sulla testa alla fontana. (''La Siracusana'', p. 9)
*Non credo d'avere visto mai più una donna così bella. Non si vedeva nulla di lei tranne il viso. Le donne d'allora non erano come quelle d'ora, che somigliano a frutta ignude, fra il fogliame. Andavano celate in un dedalo di pizzi e di ricami, con sottane bianche inamidate, simili alla carta rigida e ornata che a quei tempi usava intorno ai ''bouquets'' di fiori, e sulle sottane una gran gonna a fiorami, a volanti, a falbalà, maestosa come una pagoda, e al petto il busto, armato, inespugnabile. (''La Siracusana'', pp. 13-14)
*A modo loro le ragazze erano belle; Ignazia forse più di tutte; col corpetto attillato bianco e nero come piuma di rondine. con gli orecchini lunghi di filigrana d'argento, e quei due baci o morsi in cima alle gote in forma di due ciliege stampate lì. (''Ignazia'', p. 19)
*Una donna quasi sempre sa credere di essere amata per se stessa; ma un uomo, con le donne che lo scelgono, non sa che cosa valga lui e che cosa valga il suo denaro, o il suo nome, o la sua nomea mondana. (''L'amore'', p. 37)
*Calùmi, solo solo, pensava che [[bene e male|il bene e il male]] sono cuciti a filo doppio e che niente è tanto difficile come fare il bene senza ferire chi lo riceve, o gli altri, e alla fin fine se stessi. Bisognerebbe non eccedere mai; sorvegliarsi sempre; essere economi col cuore; gelosi. E lui, così corretto, passeggiando e meditando, si sorprendeva a grattarsi la barbetta bionda, acuta. (''L'olio'', p. 96)
*Poi gli anni furono veloci, i primi anni in discesa, quelli che della gioventù hanno ancora la foga, ma è una corsa di abbandono. Il primo tratto si fa di corsa, quasi volentieri, quasi con le forze accumulate salendo; ci si lascia dietro la cima, senza voltarsi a guardarla; più giù, si riprende il freno; comincia un'altra rampa, più lunga, più piana; ed è la vecchiaia. (''Il vedovo'', p. 104)
*Ci sono cose della mia vita di cui non posso lodarmi; ma di questa non so pentirmi; non degli anni che vissi in un segreto delirio; e nemmeno del giorno in cui concordi, quasi all'improvviso, decidemmo di separarci. Con le mani nelle mani, ma diritti, e le persone l'una dall'altra tanto distanti quanto potevano essere, ci dicemmo addio; e sapevamo di volere così che il nostro amore non deperisse e rimanesse nel ricordo, perfetto: qualche cosa di eterno. (''Hussàn-abà'', p. 106)
*Le parole di Annalìa erano rimaste nell'aria, e il cosiddetto «ruggito» del motore le faceva ricordare.<br/>– Una voce di [[donna]] sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. (''Il miraggio'', p. 157)
==''Ottocento europeo''==
*Essere popolare e insieme illustre, congiungere la celebrità alla gloria, creare favole per l'immaginazione delle folle ed ardui esemplari di stile per gli artisti; questa è la fortuna a cui tutti gli scrittori aspirano e che pochissimi nel secolo scorso poterono conseguire. Tra i pochissimi, [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. (cap. XIII, p. 99)
*Non è esagerato dire che in Flaubert si riassunse la letteratura francese, almeno da [[François-René de Chateaubriand|Chateaubriand]] in poi, e si formarono le tendenze nuove. La sua opera è un vertice e un crocicchio. Una vita indicibilmente amara ed afflitta fu compensata da un omaggio unanime di cui dopo le epoche classiche s'era quasi perduto l'esempio. (cap. XIII, p. 100)
*{{NDR|[[Israel Zangwill]]}} La sua forza consiste nel rappresentare gli [[ebrei]] con un realismo così poco sentimentale da rasentare il cinismo e nel raggiungere ciò non pertanto effetti di commozione cui nessun antisemita, se gli rimane traccia di umanità, resiste. (cap. XXV, p. 201)
*{{NDR|Israel Zangwill}} Leggendo lo [[William Shakespeare|shakespeariano]] ''Mercante di Venezia'', egli non ha certo alcunché da obbiettare alla veridicità del carattere di Shylock, e accetta quella mistura di sacro e profano, di ortodossia dottrinaria e di brama crudele, collauda con la sua personale esperienza del [[ghetto]] la fermezza dello strozzino nel pretendere la libbra di carne e il duplice, dissono sospiro del padre: «Mia figlia! I miei ducati!» In genere, egli accetta senza mormorazioni l'aneddotica proverbiale che i cristiani hanno accumulata sul conto del popolo senza re né regno, della quale d'altronde conosce le fonti ebraiche e bibliche, nulla essendo, da certi punti di vista, meno lusinghiero per gli ebrei che la storia di Esaù o quella di Giuseppe. Ma l'arte e il sentimento di Zangwill cominciano proprio qui: dove finisce il racconto dell'ironista cristiano, o dell'autoironista giudeo che gode umiliandosi innanzi a se stesso e innanzi ai suoi nemici. Zangwill non discute le accuse ai suoi correligionari, non fa apologetica nazionalista; ammette senz'altro la verità materiale delle accuse e ne interpreta, esaltandolo, il senso. (cap. XXV, pp. 201-202)
== ''Rubè'' ==
===[[Incipit]]===
La vita di Filippo Rubè prima dei trent'anni non era stata apparentemente diversa da quella di tanti giovani provinciali che calano a Roma con una laurea in legge, un baule di legno e alcune lettere di presentazione a deputati e uomini d'affari. Veramente egli aveva portato qualcos'altro del suo, segnatamente una logica da spaccare il capello in quattro, un fuoco oratorio che consumava l'argomentazione avversaria fino all'osso e una certa fiducia d'essere capace di grandi cose, postagli in cuore dal padre; il quale era segretario comunale a Calinni, e, conoscendo bene l'Eneide in latino e la vita di Napoleone in francese, giudicava che tutti, a cominciare da se medesimo, fossero intrusi in questo mondo fuorché i geni e gli eroi.
===Citazioni===
*Voialtri sapete benissimo quale vento soffi. Fino al maggio, fino al giugno si poteva supporre che l'entrata in guerra dell'Italia decidesse. Allora, in un anno o due, si sarebbe riparata la vecchia fabbrica del mondo. Ora non più. Ora è chiaro che il mondo brucerà finché ci sia da bruciare. Questa è l'età del fuoco. Poi verrà l'età della cenere. Soffia un vento di perdizione. Ma voialtri vi imbottite il nido nel fitto della foresta, sperando che il vento vi sdruccioli accanto e si faccia sentire quanto basta per dare un gradevole smarrimento d'altalena a chi dormicchia tra le piume. Fa tanto bene quando tuona e lampeggia star dietro una vetrata coperta di ricami cinquecento coi trafori che fanno ti vedo e non ti vedo. Dico sul serio. Vi ammiro. Il destino del genere umano è affidato a quei pochi che fra otto o dieci anni, quando questa consumazione sarà finita, avranno l'orgoglio di dire: io non c'ero. Ma non vada, signorina Mary, a fare l'infermiera. Lasci stare. Le cose si fanno o non si fanno. È meglio, infinitamente meglio non farle. Ma pensi che cosa sarebbe il mondo fra dieci anni se non ci fosse proprio nessuno con un po' di salute, di gioventù, di ragione. Oh! fate almeno che una bella donna non abbia toccato una piaga, che un uomo, un uomo solo, non abbia ucciso. (parte prima, cap. IV)
==''Studi di letterature moderne''==
*[...] egli {{NDR|[[Pietro Metastasio]]}}, fra tutti gli scrittori italiani, non solo ebbe in vita tanta gloria quanta forse neppure il Marino<ref>[[Giovan Battista Marino]].</ref>, e favori di donne e di sovrani e giovinezza avventurosa seguita da vecchiaia placida e lauti agi, nei quali precorse alle grandezze di certi scrittori del secolo XIX così da spolpare tutto un buon patrimonio e poi farsene un altro e lasciare un'eredità di centotrentamila fiorini; ma anche dai posteri ebbe affettuosa simpatia e condono di quella troppa gloria ch'ebbe ai suoi tempi e che la critica per solito considera come un anticipo da sottrarre al credito dei poeti. La terza Roma<ref>Roma capitale dopo l'annessione al Regno d'Italia.</ref> gli alzò, prima che a Dante, una statua: la quale, collocata nel cuore della città, fu poi trasferita altrove per far posto alle tranvie: destino lievemente canzonatorio, ma non tragico, su per giù come quello che incombe agli eroi dei suoi melodrammi. (cap. I, III, p. 29)
*E se, dicendo che anche oggi Metastasio si legge con avidità da un capo all'altro, intendiamo dire che la sua abilità nel fabbricar letteratura commerciale fu anche più grande di quella di un Sue<ref>[[Eugène Sue]].</ref> o di un Alessandro Dumas padre, così grande e sicura nel distinguere ciò che piace alle intelligenze tarde e alle anime disoccupate che anche dopo un secolo e mezzo i suoi «prodotti» rilucono nuovi lampanti nel bazar della letteratura amena, allora certo la lode è meritata. E si può asserire senza errore che chi ha bisogno di una lettura volgare, di un ignavo passatempo – e non v'è alcuno che a momenti non ne abbia bisogno, quasi per distensione e rilassamento delle sue forze – troverà in Metastasio il fatto suo. (cap. I, III, p. 31)
*E di tanti {{NDR|dei poeti della scuola romana}} solo uno sopravvive in ispirito e in corpo, [[Domenico Gnoli (poeta e storico)|Domenico Gnoli]], che, dopo molteplici reincarnazioni in avventurosi pseudonimi, trovò la sua anima sotto le spoglie di Giulio Orsini, e la manifestò in alcune liriche, ''Orpheus'', ch'ebbero clamorosa fortuna finché il pubblico poté udirvi il primo grido di una nuova energia poetica ricca d'avvenire, e poi furono messe un poco da parte quando non senza delusione si seppe che l'autore era a mezza via fra i sessanta e i settant'anni. Ma si tornerà a cercare in quel gramo {{sic|libriccino}} quanto di più vivo abbia dato la poesia della nuova Italia dopo Pascoli e D'Annunzio. (cap. I, V, p. 47)
==''Una Sicilia senza aranci''==
*Sia fatta confessione plenaria, o quasi. Io non sono mai stato a [[Girgenti]], io non ho mai salito l'[[Etna]], io non sono mai stato a [[Selinunte]], io non ho mai visto Erice, Monte San Giuliano, di cui mi raccontava abbaglianti meraviglie il mio professore d'Italiano al liceo, Ugo Antonio Amico, e di cui, anche recentemente, un giovane scrittore italiano, non siciliano, mi diceva che [[Capri]] non è nulla al confronto. Ultimo, e peggio di tutti per misurare l'abisso della mia ignoranza, io non sono mai stato a [[Segesta]] che è, si direbbe, alle porte di [[Palermo]].<br/> Eppure a che servono questi elenchi? E che cosa sono quando le cose che esistono dentro la mente, dentro al cuore vi si sono stampate con un'orma la cui profondità, la cui stabilità non è paragonabile a nessun'altra? (''Discorso sulla Sicilia (ai siciliani?)'', p. 93)
*Essi, i miei connazionali, e soprattutto i miei corregionali, mi hanno aiutato un poco a farmi capire che cosa sono venuto a fare in [[America]]. Il primo impulso, la prima tentazione di uno di noi è di fuggire, imbarcandosi di nuovo sullo stesso piroscafo per tornare a casa. Il secondo stato d'animo consiste nel farsi una nicchia dentro questo mondo, nello starci a modo nostro ignorandolo: veri emigrati, anzi veri esuli, dalle facce lunghe, con una patina di tristezza che non si può dire, e che si riconosce anche su gente ch'è qui da trent'anni, e che magari ha fatto bene i suoi affari. Non credo che alcuna altra razza abbia conservato come la nostra questo carattere inibitivo, questa obiezione silenziosa.<br/> Io cerco, come alcuni hanno cercato, di giungere a un terzo stadio: non dico di divenire americano, ma di comprendere, cioè di prendere in me, questo mondo. Una conquista dell'America?, naturalmente, ritorno a ricordarmi di quelle indimenticabili parole di [[Goethe]], che ho sempre nell'animo a questo e a molti altri propositi. "Qui, o in nessun luogo, è l'America". Qui, cioè dentro di noi. (''I siciliani in America'', pp. 125-126)
*Un'isola non abbastanza isola: in questa contraddizione è contenuto il tema storico della [[Sicilia]], la sua sostanza vitale.<br/> Lo stretto di [[Messina]] che la separa dal continente nel suo punto più angusto non raggiunge i quattro chilometri [...] Le montagne del suo nord-est sono esattamente analoghe a quelle che formano la catena parallela di Aspromonte in [[Calabria]] [...] Anche la separazione dall'[[Africa|Affrica]], ben più vasta, ma non enorme (ottanta miglia), non ebbe carattere di stabilità [...]<br/> Questa vicenda e caratteristica geologica è l'abbozzo del destino umano della Sicilia, il suo ''nec tecum nec sine te vivere possum''. (''Sicilia'', p. 129)
*Goethe che visitò la Sicilia quando era più lontana che non sia l'[[India]] oggi, ed era ignota ''de visu'' anche ad archeologi d'avanguardia, anche allo stesso Winckelmann, Goethe ammirò incantato il monte Pellegrino su Palermo, «il più bel promontorio del mondo», e cercò arte e natura su strade ancora inospiti, su clivi inaccessi, disse una delle sue parole profetiche scrivendo che l'[[Italia]] senza la Sicilia non è un tutto. (''Sicilia'', pp. 140-141)
*Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento. (''Sicilia'', p. 141)
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di [[Luigi Pirandello]]: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. (recensione di ''La vita nuda'' di Luigi Pirandello, p. 206)
*Questo principalmente distingue lo scrittore dalla maggioranza dei suoi amici; ch'egli preferisce abitualmente l'ultimo libro, e la maggioranza degli amici trova sempre migliore il libro precedente. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 252)
*Aspiro, per quando sia morto, a una lode: che in nessuna mia pagina è fatta propaganda per un sentimento abietto o malvagio. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 253)
*Polizzano o petralese, il ragazzetto di montagna era comunque «regnicolo», uno del regno, che è poi la provincia, tutta l'isola, come la misura dai suoi fastigi il fanciullo nativo di quella che fu, e sempre è nel suo cuore, la metropoli coronata, ''caput mundi''. Egli la chiama, con l'enfasi che le spetta, ''Palieimmu'', il regnicolo non sa sollevarsi dal suo piatto ''Palermu''. Più radicato delle varianti di pronunzia e lessico, dei diversi giri grammaticali e fraseologici, è il contrasto dei toni. Petralese o polizzano, l'accento regnicolo, udito nella città regnante, suona rallentato, arcaico; non sale a quella veemenza del parlar palermitano, unica, che anche se i più fidi amici si fermano sul marciapiede a dialogare, ti pare siano lì lì per venire alle mani. (''Accenti'', p. 266)
*L'accento: quest'aura del discorso, odore, si direbbe, della frase, ritmo che il metronomo non scandisce, diagramma sul cui andirivieni fluttua l'inafferrabile. Altrimenti detto intonazione; musica d'intervalli così brevi che nessuna notazione li trascrive; eppure è quella che è e non altra, e può essere erronea anche quando ogni altra cosa, pronunzia, vocabolario, sintassi, è a posto. Copiarla quando non s'è più fanciulli è da commedianti, al più da attori. (''Accenti'', p. 267)
*Questa delle pronunzie e accenti può essere una faccenda fatale come fu ai francesi del Vespro che non sapevano dir ''cece'' e per inadempienza fonetica caddero trafitti, o com'era già stata agli Eframiti che per dire ''sibboleth'' invece di ''scibboleth'' furono strangolati ai guadi del Giordano. (''Accenti'', p. 269)
*Lei dice "chiunque intenda quella stessa lingua", "le parole sono segni di cose", e invece non vivono due persone che parlino la stessa lingua, né ci sono due momenti in cui una parola individui la stessa cosa, [[w:Panta rei|παντα ρει]]. […] la lingua della poesia e della vita non è né una lingua morta, né una lingua concettuale – sostituibile vale a dire, con un complesso di segni grafici senza suono […]. Il significato emozionale della parola varia da uomo a uomo, ed ogni sillaba è colorata dal tono del suo spirito (Lettera a [[Giovanni Alfredo Cesareo]], p. 318)
*Come ancor oggi Palermo è per i viaggiatori italiani città più lontana di [[Parigi]] e [[Londra]], così la sua vita di un secolo fa è meno ''simpatica'' al nostro spirito – dico ''simpatica'' nel senso profondo della parola – di quella che oggi si vive in America o in [[Giappone]]. E fors'anco è più affinità fra noi e i siciliani dell'epoca sveva, anzi che fra gli italiani d'oggi e i palermitani del regno di Ferdinando I. […] Eppure, sullo scorcio del secolo XVIII, la Sicilia era più remota da ogni sentimento d'italianità che non fosse, starei per dire, ai tempi di [[Federico II del Sacro Romano Impero|Federico II]]. Patria, razza, mondo era l'isola delle tre punte, l'isola che fu creata dalla testa di [[Giove (divinità)|Giove]], mentre l'Italia non era che una gamba della divinità secondo l'apologo del [[Giovanni Meli|Meli]]. ''Matrigna'' chiama il Meli la [[lingua italiana]], in antitesi alla siciliana madre. […] Certo in altre province d'Italia non si dormiva così grosso; e la prova ne è che la [[Rivoluzione francese|Rivoluzione]] le toccò tutte, fuorché la Sicilia, e che la Sicilia rimase fino a Waterloo l'unico sicuro asilo dell'''ancien régime'' in Italia. (recensione a ''Palermo avanti la rivoluzione'' del 12 febbraio 1905, p. 371)
==[[Incipit]] di ''Golia. Marcia del fascismo''==
Non esiste una razza italiana. Sangui diversi si mescolano nel popolo addensato fra le catene delle Alpi e le coste del mare africano. Anche il concetto geografico d'Italia è relativamente recente. Tuttavia esiste una nazione italiana; cioè una comunità con una lingua letteraria comune e un insieme comune di atteggiamenti psicologici e di convinzioni spirituali. Del resto l'unica valida definizione di [[nazione]] è questa: un agglomerato umano vincolato da una stessa educazione e abbastanza numeroso da dare origine a una volontà comune.<br>
La [[Italia|nazione italiana]] ebbe origine, come tutte le altre nazioni europee, verso la fine del Medio Evo; ma nacque in modo diverso. L'Italia non fu fatta da re o capitani; essa fu la creatura di un poeta: [[Dante Alighieri|Dante]]. Gli stranieri che identificano l'Italia con Dante hanno in sostanza ragione. Il suo temperamento e la sua opera ebbero una influenza decisiva, aumentata col passare dei secoli, finché divenne essenziale nelle classi dirigenti del popolo italiano. Non è un'esagerazione dire che egli fu per il popolo italiano quello che [[Mosè]] fu per Israele.<br>
La sua biografia, com'è spesso accaduto ai fondatori di religioni e di nazioni, è nettamente spartita in due dal fallimento della carriera naturale e dall'inizio delle peregrinazioni. Dante fu cacciato in esilio nel 1302, quando aveva trentasette anni; e fu la sua Egira.
==Citazioni su Giuseppe Antonio Borgese==
*La discussione sul [[fascismo]] mai morto non è cominciata avantieri, ma dura da quando [[Benito Mussolini|Mussolini]] è stato appeso a Piazzale Loreto. Nel suo ''Golia'', tradotto in Italia nel 1946, Giuseppe Antonio Borgese volle dare un messaggio chiaro: il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa. ([[Luciano Canfora]])
*[...] ricordando una frase che è nella voce «letterati» del dizionario di [[Voltaire]] – «la più grande sventura dell'uomo di lettere forse non è quella di essere oggetto della gelosia dei colleghi, vittima dell'intrigo, disprezzato dai potenti; ma quella di essere giudicato dagli imbecilli» – possiamo aggiungere, ricordando questa frase, che Borgese ebbe, davvero in questo senso, «tutto»: tanti altri scrittori lo invidiarono, qualche intrigo fu ordito a suo danno, qualche potente lo disprezzò al punto di volerlo perdonare. Ma soprattutto ebbe quella che, secondo Voltaire, è la sventura maggiore: che molti imbecilli lo giudicarono e forse ancora, senza conoscerlo, continuano a giudicarlo. (Nota ''di [[Leonardo Sciascia]]'' a ''Le belle'', p. 176)
*Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in Giuseppe Antonio Borgese, che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. ([[Giovanni Rabizzani]])
*''Se Borgese mi nega ogni valore | ho un amor di vicina che mi apprezza || È orfana di madre, è un po' sfacciata, | va in visibilio per un mio sonetto''. ([[Ugo Ricci]])
===[[Guido Piovene]]===
*L'adolescenza del Borgese è imbevuta di tendenze che, riunitesi intorno al [[Giovanni Verga|Verga]], conservano un'intonazione manzoniana: d'un [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] in cui sia tolta la febbre morale, ma esercitato ed esteso l'amore del documento e dell'indagine storica come principio dell'arte. Ho veduto con attenzione gli esordi dell'attività del Borgese, sia negli inediti, sia nelle prime collaborazioni dimenticate o disperse. Vi ho trovato un grande attaccamento a [[Lev Tolstoj|{{sic|Tolstoi}}]], inteso come verista e apparentato perfino al [[Giuseppe Giacosa|Giacosa]]: il desiderio di un'estetica che studi il gusto, le eredità, i complessi, molto più che le opere, e consideri l'artista come la risultanza di un clima intellettuale; il biasimo per l'arte «soggettiva», che non dimostri uno scopo sociale. L'ideale di critico, per il Borgese, è un [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], inteso prima del [[Benedetto Croce|Croce]], trasformato dal [[positivismo]]. L'interessano i miti, come studio di razza; condanna un dramma, per inesattezza storica nei fatti e nella psicologia, ricordando i criteri dell'Adelchi.
*La fantasia del Borgese è tutt'altro che manzoniana: non è intellettuale, non illumina con l'immagine il ragionamento, ma va per immagini improvvise, ingiustificate: benché poi condotte sapientemente a disegno, tanto da perdere ogni apparenza fortuita. Se in una novella del Borgese ci si sforza d'astrarre le immagini più salienti, si ha l'impressione d'un seguito di pulsazioni di lampada elettrica. Difficilmente poi l'immagine, che genera una novella, coincide col centro dell'intreccio: ricevuto lo spunto, spesso il Borgese vi sovrappone altre immagini e memorie, e il centro dell'attenzione si sposta.
*Per qualche anno, l'accusa dei critici contro il Borgese fu ch'egli è più critico che artista: è un'accusa che dimostra l'impreparazione di chi l'ha formulata. La critica d'un uomo vivo è la condizione dell'arte: artistico per eccellenza il sentimento che la muove. Essere critici significa non confondere la spontaneità con l'incoscienza. Per questo sono giunto al Borgese artista parlando del critico: e certo egli sa che l'accusa, che gli facevano un tempo, diventerà un titolo d'onore.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Golia. Marcia del fascismo'', La nave di Teseo, Milano, 2022. ISBN 9788834612545
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/lavitaeillibro03borg/page/n10/mode/1up/ La vita e il libro]'', Terza serie e conclusione, Fratelli Bocca editori, Milano-Roma, 1913.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Le belle'' (1927), Sellerio editore, Palermo, 1983, ISBN 88-389-0228-3
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/borgese-ottocento-europeo/page/n2/mode/1up Ottocento europeo]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1927.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/b/borgese_giuseppe/rube/pdf/borgese_rube.pdf Rubè]'', Mondadori, Milano, 1988.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/studidiletteratu00borguoft/page/n6/mode/1up/ Studi di letterature moderne]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1920.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Una Sicilia senza aranci'', a cura di Ivan Pupo, Avagliano Editore, Roma, 2005, ISBN 88-8309-179-5
==Altri progetti==
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'''Giuseppe Antonio Borgese''' (1882 – 1952), scrittore, giornalista e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giuseppe Antonio Borgese==
*Alla Germania vittoriosa converrebbe una Russia {{sic|nihilista}}, un'Inghilterra {{sic|labourista}}, una Francia in mano di [[Joseph Caillaux|Caillaux]] e dei suoi simili (pensate bene: se i tedeschi fossero entrati a Parigi avrebbe sentito Caillaux il bisogno di fare una gita in America?), senza fortificazioni e senza leva triennale, un'Italia inerme, allegramente rivoltosa come era in giugno, magari sbocconcellata in corrusche repubblichette socialiste.<ref>Da ''Italia e Germania'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1919, [https://archive.org/details/italiaegermania00borg/page/72 Parte prima, pp. 72-73].</ref>
*"Anche l'arte" - e perciò anche l'estetica che è l'intendimento dell'arte - "vuole una [[patria]]"; così disse un poeta di tempi migliori; e non è patria se non fisica quella dove la libertà, che è responsabilità, del pensiero e dell'arte è soggiogata al potere di un solo. Mi staccai fisicamente dall'Italia d'allora per restare fedele all'Italia di sempre.<ref>Da ''G. A. Borgese a il Governo Mondiale'', ''Epoca'', 14 ottobre 1950, p. 5.</ref>
*Il tema più essenziale della letteratura italiana, finché essa si è mantenuta sui vertici, è quello del Giudice divino e della [[Maria|Vergine]]. [..] La letteratura e l'arte italiana sorsero da un ceppo religioso e di esso continuarono a nutrirsi. Protagonista fu il Pantocrator, il Cristo vincente della Divina Commedia e del Giudizio universale. Eroina fu la Paneghia, la tutta santa, la tutta pura, la Vergine amata.<ref>Da ''Il senso della letteratura italiana'', F.lli Treves, 1931.</ref>
*L'arte del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è un'avventura del nostro spirito, la più frusciante di sete, la più densa di profumi; di tutte la più sterile ed amara.<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|[[Gualtiero Castellini]]}} Morì, di polmonite, al fronte francese, il 15 giugno 1918, proprio alla vigilia della [[battaglia del Piave]]. Il suo sacrificio fu senza compensi, e la sua fede, come avviene spesso ai più alti credenti, non poté trionfare nella prova del fatto. Due anni prima aveva partecipato all'[[Sesta battaglia dell'Isonzo|assedio di Gorizia]], e s'era ammalato giusto in tempo per non dividere coi commilitoni la gioia della conquista. Così ora moriva, quando sopravvivere una settimana bastava per convertire la fede religiosa in una pratica certezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tempodiedificare00borguoft/page/n6/mode/1up Tempo di edificare]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1924, cap. VIII, p. 199.</ref>
*Ogni [[disperazione]] è [[Fascismo|fascista]].<ref>Citato in Francesco Merlo, [https://www.repubblica.it/cultura/2022/10/22/news/giuseppe_antonio_borgese_golia_nuova_edizione_saggio_fascismo-371237724/?ref=drla-2 I''l "Golia" di Giuseppe Antonio Borgese: il fascismo e la disperazione''], ''Repubblica.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*Partii tardi nella mattina; m'avviai senza mèta alla destra del lago, per un bellissimo sentiero che non avevo mai fatto: largo, scoperto, visibile da ogni parte, tagliato a sghembo sulla prima pendice della Margna, affacciato sulle acque del lago che quanto più si saliva tanto più divenivano azzurre. Alla voltata vidi nella serenità il ghiacciaio di [[Val Fedoz|Fedoz]].<br>Ho sempre avuto davanti alle grandi scene della natura straordinarie impressioni di suono. Come [[Pitagora]] sentiva l'armonia delle sfere, così a me pare di udire le voci del silenzio; e mi pare incredibile che gli altri non le odano con me. I tramonti hanno squilli attutiti di ottoni, note basse, vellutate, di trombe; la vista d'un [[ghiacciaio]] empie l'aria d'un fragore di timpani, di un canto terribilmente acuto e tuttavia terribilmente dolce come dev'essere quello dei cigni moribondi udito dai poeti sul limite dell'ineffabile.<ref>Da ''Tempesta nel nulla: romanzo'', A. Mondadori, Milano, 1931, p. 41.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica [[strofa]] di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.<ref>Da ''Gabriele D'annunzio'', Napoli, 1909; citato in De Marchi e Palanza, ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, Antologia della critica Letteraria dalle Origini ai nostri giorni'', Casa Editrice Federico & Ardia, Napoli, 1974, pp. 702-703.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} [...] una Divina Commedia capovolta [...]<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|A proposito de ''[[I fratelli Karamàzov]]''}} Vanno oltre il bello. Essi raggiungono la dignità del libro sacro.<ref>Citato in [[Igor Sibaldi]], ''Introduzione'', in Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'', Mondadori, Milano, 1994, p. XIV. ISBN 88-04-52723-4</ref>
==''La vita e il libro''==
*[...] il [[Giuseppe Lipparini|Lipparini]] vive nell'atmosfera autentica e nativa della sua fantasia: atmosfera debole, ma non viziata, che nutre fiori diafani e di odore un po' sciapo, ma non fiori di carta che un profumiere abbia immersi in essenze. S'intende che il Lipparini è un parnassiano, ma forse il migliore di quanti in Italia abbiano aspirato a questo titolo, l'unico che si possa ricordare con onore quando si discorra di quel tipo d'arte cui Anatole France deve la sua rinomanza europea. (cap. III Narratori, pp. 168-169)
*Questo buon sangue letterario, ma rinvigorito dal secolo, circola nell'arte di Giuseppe Lipparini. Escogitare il nuovo; almanaccare, poniamo caso, novelle stravaganti come un {{sic|Hofmann}}<ref>[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann]].</ref> o un Poe gli parrebbe insolente. Ricama tranquillamente un angolo di quell'eterno arazzo dell'arte classica e classicheggiante, alzando di tanto in tanto gli occhi per sorprendere una movenza o per carpire un piccolo segreto di stile. Non ha cure politiche, né religiose né morali; non osa rifare la patria né redimere la plebe. Vuole raggiungere una bella forma armoniosa e schietta. (cap. III Narratori, p. 171)
*[...] [[Luigi Capuana|Capuana]], che s'era tuffato nell'acqua del verismo senza subire la metamorfosi di Glauco, ha continuato a respirare ed a vivere anche quando quell'acqua fu tutta quanta svaporata. Egli non appartenne mai ad un sistema o ad una scuola; non fece mai sacrificio della sua personalità ad una fede o ad un metodo, ma si servì, con gioconda agilità, dei metodi e delle mode per compiacere al suo prepotente istinto narrativo. E, perìta la fede artistica dei suoi anni migliori, egli, l'artista, sopravvive, e ricanta, più che settuagenario, ancora un inno alla voluttà di creare, e immagina, racconta, scrive con una fecondità che quasi c'inebria e ci fa più cara la vita come ogni segno di energia senile. (cap. III Narratori, pp. 223-224)
*Il verismo era divenuto la sostanza dell'anima di [[Giovanni Verga|Verga]]; e, quando quella formula si sciolse, quando quell'edificio teorico intaccato da ogni genere di critica crollò, il Verga era già troppo innanzi negli anni per farsi una nuova fede ed era, d'altro canto, un temperamento troppo appassionato e profondo per procedere innanzi senza la certezza di un terreno compatto. Parlò sempre più raro e più fioco, trepidò sentendosi mancare il consenso dei tempi, tacque. (cap. III Narratori, p. 223)
*Tutte le volte che la [[Carola Prosperi|Prosperi]] ha tentato un urto di passioni, un conflitto drammatico, le è mancato un punto d'appoggio nella realtà su cui far leva. Ma c'è un umile, continuo, represso grido lirico, ed è la particolare bellezza della ''Paura di amare'': il grido della vergine violata, dell'amante inebriata, della sposa che partorisce, della puerpera che muore; il gemito sordo di questo spirito su cui la materia prevale, e che nello strazio cui lo sottomette l'istinto trova appena tanto di forza e di libertà che le basti per ergersi verso il cielo deserto, domandando pietà. (cap. III Narratori, p. 248)
==''Le belle''==
*A Megara ci sono ancora i garofani sui balconi, e le donne portano gonne lunghe; sicché, se si scopre una caviglia, voi vedete letteralmente i giovani tremare. Ma questo accade di rado, perché vanno caute e sorvegliate; e si sorvegliano da sé; e, se piove, preferiscono rincasare con l'orlo della gonna schizzato di pillacchere che con le calze morse da sguardi caldi come baci. Poi, se ne vede poche per le strade; tranne le servette, e quelle, proprio di basso popolo, che vanno – ancora – con l'anfora sulla testa alla fontana. (''La Siracusana'', p. 9)
*Non credo d'avere visto mai più una donna così bella. Non si vedeva nulla di lei tranne il viso. Le donne d'allora non erano come quelle d'ora, che somigliano a frutta ignude, fra il fogliame. Andavano celate in un dedalo di pizzi e di ricami, con sottane bianche inamidate, simili alla carta rigida e ornata che a quei tempi usava intorno ai ''bouquets'' di fiori, e sulle sottane una gran gonna a fiorami, a volanti, a falbalà, maestosa come una pagoda, e al petto il busto, armato, inespugnabile. (''La Siracusana'', pp. 13-14)
*A modo loro le ragazze erano belle; Ignazia forse più di tutte; col corpetto attillato bianco e nero come piuma di rondine. con gli orecchini lunghi di filigrana d'argento, e quei due baci o morsi in cima alle gote in forma di due ciliege stampate lì. (''Ignazia'', p. 19)
*Una donna quasi sempre sa credere di essere amata per se stessa; ma un uomo, con le donne che lo scelgono, non sa che cosa valga lui e che cosa valga il suo denaro, o il suo nome, o la sua nomea mondana. (''L'amore'', p. 37)
*Calùmi, solo solo, pensava che [[bene e male|il bene e il male]] sono cuciti a filo doppio e che niente è tanto difficile come fare il bene senza ferire chi lo riceve, o gli altri, e alla fin fine se stessi. Bisognerebbe non eccedere mai; sorvegliarsi sempre; essere economi col cuore; gelosi. E lui, così corretto, passeggiando e meditando, si sorprendeva a grattarsi la barbetta bionda, acuta. (''L'olio'', p. 96)
*Poi gli anni furono veloci, i primi anni in discesa, quelli che della gioventù hanno ancora la foga, ma è una corsa di abbandono. Il primo tratto si fa di corsa, quasi volentieri, quasi con le forze accumulate salendo; ci si lascia dietro la cima, senza voltarsi a guardarla; più giù, si riprende il freno; comincia un'altra rampa, più lunga, più piana; ed è la vecchiaia. (''Il vedovo'', p. 104)
*Ci sono cose della mia vita di cui non posso lodarmi; ma di questa non so pentirmi; non degli anni che vissi in un segreto delirio; e nemmeno del giorno in cui concordi, quasi all'improvviso, decidemmo di separarci. Con le mani nelle mani, ma diritti, e le persone l'una dall'altra tanto distanti quanto potevano essere, ci dicemmo addio; e sapevamo di volere così che il nostro amore non deperisse e rimanesse nel ricordo, perfetto: qualche cosa di eterno. (''Hussàn-abà'', p. 106)
*Le parole di Annalìa erano rimaste nell'aria, e il cosiddetto «ruggito» del motore le faceva ricordare.<br/>– Una voce di [[donna]] sulla soglia del deserto ha un suono straordinariamente fresco. Come una fontana. Mette sete. (''Il miraggio'', p. 157)
==''Ottocento europeo''==
*Essere popolare e insieme illustre, congiungere la celebrità alla gloria, creare favole per l'immaginazione delle folle ed ardui esemplari di stile per gli artisti; questa è la fortuna a cui tutti gli scrittori aspirano e che pochissimi nel secolo scorso poterono conseguire. Tra i pochissimi, [[Gustave Flaubert|Flaubert]]. (cap. XIII, p. 99)
*Non è esagerato dire che in Flaubert si riassunse la letteratura francese, almeno da [[François-René de Chateaubriand|Chateaubriand]] in poi, e si formarono le tendenze nuove. La sua opera è un vertice e un crocicchio. Una vita indicibilmente amara ed afflitta fu compensata da un omaggio unanime di cui dopo le epoche classiche s'era quasi perduto l'esempio. (cap. XIII, p. 100)
*{{NDR|[[Israel Zangwill]]}} La sua forza consiste nel rappresentare gli [[ebrei]] con un realismo così poco sentimentale da rasentare il cinismo e nel raggiungere ciò non pertanto effetti di commozione cui nessun antisemita, se gli rimane traccia di umanità, resiste. (cap. XXV, p. 201)
*{{NDR|Israel Zangwill}} Leggendo lo [[William Shakespeare|shakespeariano]] ''Mercante di Venezia'', egli non ha certo alcunché da obbiettare alla veridicità del carattere di Shylock, e accetta quella mistura di sacro e profano, di ortodossia dottrinaria e di brama crudele, collauda con la sua personale esperienza del [[ghetto]] la fermezza dello strozzino nel pretendere la libbra di carne e il duplice, dissono sospiro del padre: «Mia figlia! I miei ducati!» In genere, egli accetta senza mormorazioni l'aneddotica proverbiale che i cristiani hanno accumulata sul conto del popolo senza re né regno, della quale d'altronde conosce le fonti ebraiche e bibliche, nulla essendo, da certi punti di vista, meno lusinghiero per gli ebrei che la storia di Esaù o quella di Giuseppe. Ma l'arte e il sentimento di Zangwill cominciano proprio qui: dove finisce il racconto dell'ironista cristiano, o dell'autoironista giudeo che gode umiliandosi innanzi a se stesso e innanzi ai suoi nemici. Zangwill non discute le accuse ai suoi correligionari, non fa apologetica nazionalista; ammette senz'altro la verità materiale delle accuse e ne interpreta, esaltandolo, il senso. (cap. XXV, pp. 201-202)
== ''Rubè'' ==
===[[Incipit]]===
La vita di Filippo Rubè prima dei trent'anni non era stata apparentemente diversa da quella di tanti giovani provinciali che calano a Roma con una laurea in legge, un baule di legno e alcune lettere di presentazione a deputati e uomini d'affari. Veramente egli aveva portato qualcos'altro del suo, segnatamente una logica da spaccare il capello in quattro, un fuoco oratorio che consumava l'argomentazione avversaria fino all'osso e una certa fiducia d'essere capace di grandi cose, postagli in cuore dal padre; il quale era segretario comunale a Calinni, e, conoscendo bene l'Eneide in latino e la vita di Napoleone in francese, giudicava che tutti, a cominciare da se medesimo, fossero intrusi in questo mondo fuorché i geni e gli eroi.
===Citazioni===
*Voialtri sapete benissimo quale vento soffi. Fino al maggio, fino al giugno si poteva supporre che l'entrata in guerra dell'Italia decidesse. Allora, in un anno o due, si sarebbe riparata la vecchia fabbrica del mondo. Ora non più. Ora è chiaro che il mondo brucerà finché ci sia da bruciare. Questa è l'età del fuoco. Poi verrà l'età della cenere. Soffia un vento di perdizione. Ma voialtri vi imbottite il nido nel fitto della foresta, sperando che il vento vi sdruccioli accanto e si faccia sentire quanto basta per dare un gradevole smarrimento d'altalena a chi dormicchia tra le piume. Fa tanto bene quando tuona e lampeggia star dietro una vetrata coperta di ricami cinquecento coi trafori che fanno ti vedo e non ti vedo. Dico sul serio. Vi ammiro. Il destino del genere umano è affidato a quei pochi che fra otto o dieci anni, quando questa consumazione sarà finita, avranno l'orgoglio di dire: io non c'ero. Ma non vada, signorina Mary, a fare l'infermiera. Lasci stare. Le cose si fanno o non si fanno. È meglio, infinitamente meglio non farle. Ma pensi che cosa sarebbe il mondo fra dieci anni se non ci fosse proprio nessuno con un po' di salute, di gioventù, di ragione. Oh! fate almeno che una bella donna non abbia toccato una piaga, che un uomo, un uomo solo, non abbia ucciso. (parte prima, cap. IV)
==''Studi di letterature moderne''==
*[...] egli {{NDR|[[Pietro Metastasio]]}}, fra tutti gli scrittori italiani, non solo ebbe in vita tanta gloria quanta forse neppure il Marino<ref>[[Giovan Battista Marino]].</ref>, e favori di donne e di sovrani e giovinezza avventurosa seguita da vecchiaia placida e lauti agi, nei quali precorse alle grandezze di certi scrittori del secolo XIX così da spolpare tutto un buon patrimonio e poi farsene un altro e lasciare un'eredità di centotrentamila fiorini; ma anche dai posteri ebbe affettuosa simpatia e condono di quella troppa gloria ch'ebbe ai suoi tempi e che la critica per solito considera come un anticipo da sottrarre al credito dei poeti. La terza Roma<ref>Roma capitale dopo l'annessione al Regno d'Italia.</ref> gli alzò, prima che a Dante, una statua: la quale, collocata nel cuore della città, fu poi trasferita altrove per far posto alle tranvie: destino lievemente canzonatorio, ma non tragico, su per giù come quello che incombe agli eroi dei suoi melodrammi. (cap. I, III, p. 29)
*E se, dicendo che anche oggi Metastasio si legge con avidità da un capo all'altro, intendiamo dire che la sua abilità nel fabbricar letteratura commerciale fu anche più grande di quella di un Sue<ref>[[Eugène Sue]].</ref> o di un Alessandro Dumas padre, così grande e sicura nel distinguere ciò che piace alle intelligenze tarde e alle anime disoccupate che anche dopo un secolo e mezzo i suoi «prodotti» rilucono nuovi lampanti nel bazar della letteratura amena, allora certo la lode è meritata. E si può asserire senza errore che chi ha bisogno di una lettura volgare, di un ignavo passatempo – e non v'è alcuno che a momenti non ne abbia bisogno, quasi per distensione e rilassamento delle sue forze – troverà in Metastasio il fatto suo. (cap. I, III, p. 31)
*E di tanti {{NDR|dei poeti della scuola romana}} solo uno sopravvive in ispirito e in corpo, [[Domenico Gnoli (poeta e storico)|Domenico Gnoli]], che, dopo molteplici reincarnazioni in avventurosi pseudonimi, trovò la sua anima sotto le spoglie di Giulio Orsini, e la manifestò in alcune liriche, ''Orpheus'', ch'ebbero clamorosa fortuna finché il pubblico poté udirvi il primo grido di una nuova energia poetica ricca d'avvenire, e poi furono messe un poco da parte quando non senza delusione si seppe che l'autore era a mezza via fra i sessanta e i settant'anni. Ma si tornerà a cercare in quel gramo {{sic|libriccino}} quanto di più vivo abbia dato la poesia della nuova Italia dopo Pascoli e D'Annunzio. (cap. I, V, p. 47)
==''Una Sicilia senza aranci''==
*Sia fatta confessione plenaria, o quasi. Io non sono mai stato a [[Girgenti]], io non ho mai salito l'[[Etna]], io non sono mai stato a [[Selinunte]], io non ho mai visto Erice, Monte San Giuliano, di cui mi raccontava abbaglianti meraviglie il mio professore d'Italiano al liceo, Ugo Antonio Amico, e di cui, anche recentemente, un giovane scrittore italiano, non siciliano, mi diceva che [[Capri]] non è nulla al confronto. Ultimo, e peggio di tutti per misurare l'abisso della mia ignoranza, io non sono mai stato a [[Segesta]] che è, si direbbe, alle porte di [[Palermo]].<br/> Eppure a che servono questi elenchi? E che cosa sono quando le cose che esistono dentro la mente, dentro al cuore vi si sono stampate con un'orma la cui profondità, la cui stabilità non è paragonabile a nessun'altra? (''Discorso sulla Sicilia (ai siciliani?)'', p. 93)
*Essi, i miei connazionali, e soprattutto i miei corregionali, mi hanno aiutato un poco a farmi capire che cosa sono venuto a fare in [[America]]. Il primo impulso, la prima tentazione di uno di noi è di fuggire, imbarcandosi di nuovo sullo stesso piroscafo per tornare a casa. Il secondo stato d'animo consiste nel farsi una nicchia dentro questo mondo, nello starci a modo nostro ignorandolo: veri emigrati, anzi veri esuli, dalle facce lunghe, con una patina di tristezza che non si può dire, e che si riconosce anche su gente ch'è qui da trent'anni, e che magari ha fatto bene i suoi affari. Non credo che alcuna altra razza abbia conservato come la nostra questo carattere inibitivo, questa obiezione silenziosa.<br/> Io cerco, come alcuni hanno cercato, di giungere a un terzo stadio: non dico di divenire americano, ma di comprendere, cioè di prendere in me, questo mondo. Una conquista dell'America?, naturalmente, ritorno a ricordarmi di quelle indimenticabili parole di [[Goethe]], che ho sempre nell'animo a questo e a molti altri propositi. "Qui, o in nessun luogo, è l'America". Qui, cioè dentro di noi. (''I siciliani in America'', pp. 125-126)
*Un'isola non abbastanza isola: in questa contraddizione è contenuto il tema storico della [[Sicilia]], la sua sostanza vitale.<br/> Lo stretto di [[Messina]] che la separa dal continente nel suo punto più angusto non raggiunge i quattro chilometri [...] Le montagne del suo nord-est sono esattamente analoghe a quelle che formano la catena parallela di Aspromonte in [[Calabria]] [...] Anche la separazione dall'[[Africa|Affrica]], ben più vasta, ma non enorme (ottanta miglia), non ebbe carattere di stabilità [...]<br/> Questa vicenda e caratteristica geologica è l'abbozzo del destino umano della Sicilia, il suo ''nec tecum nec sine te vivere possum''. (''Sicilia'', p. 129)
*Goethe che visitò la Sicilia quando era più lontana che non sia l'[[India]] oggi, ed era ignota ''de visu'' anche ad archeologi d'avanguardia, anche allo stesso Winckelmann, Goethe ammirò incantato il monte Pellegrino su Palermo, «il più bel promontorio del mondo», e cercò arte e natura su strade ancora inospiti, su clivi inaccessi, disse una delle sue parole profetiche scrivendo che l'[[Italia]] senza la Sicilia non è un tutto. (''Sicilia'', pp. 140-141)
*Meno che nazione, la Sicilia è più che regione; non un frammento d'Italia, ma sua integrazione e aumento. (''Sicilia'', p. 141)
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di [[Luigi Pirandello]]: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. (recensione di ''La vita nuda'' di Luigi Pirandello, p. 206)
*Questo principalmente distingue lo scrittore dalla maggioranza dei suoi amici; ch'egli preferisce abitualmente l'ultimo libro, e la maggioranza degli amici trova sempre migliore il libro precedente. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 252)
*Aspiro, per quando sia morto, a una lode: che in nessuna mia pagina è fatta propaganda per un sentimento abietto o malvagio. (''Piccole confidenze di G.A. Borgese'', p. 253)
*Polizzano o petralese, il ragazzetto di montagna era comunque «regnicolo», uno del regno, che è poi la provincia, tutta l'isola, come la misura dai suoi fastigi il fanciullo nativo di quella che fu, e sempre è nel suo cuore, la metropoli coronata, ''caput mundi''. Egli la chiama, con l'enfasi che le spetta, ''Palieimmu'', il regnicolo non sa sollevarsi dal suo piatto ''Palermu''. Più radicato delle varianti di pronunzia e lessico, dei diversi giri grammaticali e fraseologici, è il contrasto dei toni. Petralese o polizzano, l'accento regnicolo, udito nella città regnante, suona rallentato, arcaico; non sale a quella veemenza del parlar palermitano, unica, che anche se i più fidi amici si fermano sul marciapiede a dialogare, ti pare siano lì lì per venire alle mani. (''Accenti'', p. 266)
*L'accento: quest'aura del discorso, odore, si direbbe, della frase, ritmo che il metronomo non scandisce, diagramma sul cui andirivieni fluttua l'inafferrabile. Altrimenti detto intonazione; musica d'intervalli così brevi che nessuna notazione li trascrive; eppure è quella che è e non altra, e può essere erronea anche quando ogni altra cosa, pronunzia, vocabolario, sintassi, è a posto. Copiarla quando non s'è più fanciulli è da commedianti, al più da attori. (''Accenti'', p. 267)
*Questa delle pronunzie e accenti può essere una faccenda fatale come fu ai francesi del Vespro che non sapevano dir ''cece'' e per inadempienza fonetica caddero trafitti, o com'era già stata agli Eframiti che per dire ''sibboleth'' invece di ''scibboleth'' furono strangolati ai guadi del Giordano. (''Accenti'', p. 269)
*Lei dice "chiunque intenda quella stessa lingua", "le parole sono segni di cose", e invece non vivono due persone che parlino la stessa lingua, né ci sono due momenti in cui una parola individui la stessa cosa, [[w:Panta rei|παντα ρει]]. […] la lingua della poesia e della vita non è né una lingua morta, né una lingua concettuale – sostituibile vale a dire, con un complesso di segni grafici senza suono […]. Il significato emozionale della parola varia da uomo a uomo, ed ogni sillaba è colorata dal tono del suo spirito (Lettera a [[Giovanni Alfredo Cesareo]], p. 318)
*Come ancor oggi Palermo è per i viaggiatori italiani città più lontana di [[Parigi]] e [[Londra]], così la sua vita di un secolo fa è meno ''simpatica'' al nostro spirito – dico ''simpatica'' nel senso profondo della parola – di quella che oggi si vive in America o in [[Giappone]]. E fors'anco è più affinità fra noi e i siciliani dell'epoca sveva, anzi che fra gli italiani d'oggi e i palermitani del regno di Ferdinando I. […] Eppure, sullo scorcio del secolo XVIII, la Sicilia era più remota da ogni sentimento d'italianità che non fosse, starei per dire, ai tempi di [[Federico II del Sacro Romano Impero|Federico II]]. Patria, razza, mondo era l'isola delle tre punte, l'isola che fu creata dalla testa di [[Giove (divinità)|Giove]], mentre l'Italia non era che una gamba della divinità secondo l'apologo del [[Giovanni Meli|Meli]]. ''Matrigna'' chiama il Meli la [[lingua italiana]], in antitesi alla siciliana madre. […] Certo in altre province d'Italia non si dormiva così grosso; e la prova ne è che la [[Rivoluzione francese|Rivoluzione]] le toccò tutte, fuorché la Sicilia, e che la Sicilia rimase fino a Waterloo l'unico sicuro asilo dell'''ancien régime'' in Italia. (recensione a ''Palermo avanti la rivoluzione'' del 12 febbraio 1905, p. 371)
==[[Incipit]] di ''Golia. Marcia del fascismo''==
Non esiste una razza italiana. Sangui diversi si mescolano nel popolo addensato fra le catene delle Alpi e le coste del mare africano. Anche il concetto geografico d'Italia è relativamente recente. Tuttavia esiste una nazione italiana; cioè una comunità con una lingua letteraria comune e un insieme comune di atteggiamenti psicologici e di convinzioni spirituali. Del resto l'unica valida definizione di [[nazione]] è questa: un agglomerato umano vincolato da una stessa educazione e abbastanza numeroso da dare origine a una volontà comune.<br>
La [[Italia|nazione italiana]] ebbe origine, come tutte le altre nazioni europee, verso la fine del Medio Evo; ma nacque in modo diverso. L'Italia non fu fatta da re o capitani; essa fu la creatura di un poeta: [[Dante Alighieri|Dante]]. Gli stranieri che identificano l'Italia con Dante hanno in sostanza ragione. Il suo temperamento e la sua opera ebbero una influenza decisiva, aumentata col passare dei secoli, finché divenne essenziale nelle classi dirigenti del popolo italiano. Non è un'esagerazione dire che egli fu per il popolo italiano quello che [[Mosè]] fu per Israele.<br>
La sua biografia, com'è spesso accaduto ai fondatori di religioni e di nazioni, è nettamente spartita in due dal fallimento della carriera naturale e dall'inizio delle peregrinazioni. Dante fu cacciato in esilio nel 1302, quando aveva trentasette anni; e fu la sua Egira.
==Citazioni su Giuseppe Antonio Borgese==
*La discussione sul [[fascismo]] mai morto non è cominciata avantieri, ma dura da quando [[Benito Mussolini|Mussolini]] è stato appeso a Piazzale Loreto. Nel suo ''Golia'', tradotto in Italia nel 1946, Giuseppe Antonio Borgese volle dare un messaggio chiaro: il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa. ([[Luciano Canfora]])
*[...] ricordando una frase che è nella voce «letterati» del dizionario di [[Voltaire]] – «la più grande sventura dell'uomo di lettere forse non è quella di essere oggetto della gelosia dei colleghi, vittima dell'intrigo, disprezzato dai potenti; ma quella di essere giudicato dagli imbecilli» – possiamo aggiungere, ricordando questa frase, che Borgese ebbe, davvero in questo senso, «tutto»: tanti altri scrittori lo invidiarono, qualche intrigo fu ordito a suo danno, qualche potente lo disprezzò al punto di volerlo perdonare. Ma soprattutto ebbe quella che, secondo Voltaire, è la sventura maggiore: che molti imbecilli lo giudicarono e forse ancora, senza conoscerlo, continuano a giudicarlo. (Nota ''di [[Leonardo Sciascia]]'' a ''Le belle'', p. 176)
*Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in Giuseppe Antonio Borgese, che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. ([[Giovanni Rabizzani]])
*''Se Borgese mi nega ogni valore | ho un amor di vicina che mi apprezza || È orfana di madre, è un po' sfacciata, | va in visibilio per un mio sonetto''. ([[Ugo Ricci]])
===[[Guido Piovene]]===
*L'adolescenza del Borgese è imbevuta di tendenze che, riunitesi intorno al [[Giovanni Verga|Verga]], conservano un'intonazione manzoniana: d'un [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] in cui sia tolta la febbre morale, ma esercitato ed esteso l'amore del documento e dell'indagine storica come principio dell'arte. Ho veduto con attenzione gli esordi dell'attività del Borgese, sia negli inediti, sia nelle prime collaborazioni dimenticate o disperse. Vi ho trovato un grande attaccamento a [[Lev Tolstoj|{{sic|Tolstoi}}]], inteso come verista e apparentato perfino al [[Giuseppe Giacosa|Giacosa]]: il desiderio di un'estetica che studi il gusto, le eredità, i complessi, molto più che le opere, e consideri l'artista come la risultanza di un clima intellettuale; il biasimo per l'arte «soggettiva», che non dimostri uno scopo sociale. L'ideale di critico, per il Borgese, è un [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], inteso prima del [[Benedetto Croce|Croce]], trasformato dal [[positivismo]]. L'interessano i miti, come studio di razza; condanna un dramma, per inesattezza storica nei fatti e nella psicologia, ricordando i criteri dell'Adelchi.
*La fantasia del Borgese è tutt'altro che manzoniana: non è intellettuale, non illumina con l'immagine il ragionamento, ma va per immagini improvvise, ingiustificate: benché poi condotte sapientemente a disegno, tanto da perdere ogni apparenza fortuita. Se in una novella del Borgese ci si sforza d'astrarre le immagini più salienti, si ha l'impressione d'un seguito di pulsazioni di lampada elettrica. Difficilmente poi l'immagine, che genera una novella, coincide col centro dell'intreccio: ricevuto lo spunto, spesso il Borgese vi sovrappone altre immagini e memorie, e il centro dell'attenzione si sposta.
*Per qualche anno, l'accusa dei critici contro il Borgese fu ch'egli è più critico che artista: è un'accusa che dimostra l'impreparazione di chi l'ha formulata. La critica d'un uomo vivo è la condizione dell'arte: artistico per eccellenza il sentimento che la muove. Essere critici significa non confondere la spontaneità con l'incoscienza. Per questo sono giunto al Borgese artista parlando del critico: e certo egli sa che l'accusa, che gli facevano un tempo, diventerà un titolo d'onore.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Golia. Marcia del fascismo'', La nave di Teseo, Milano, 2022. ISBN 9788834612545
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/lavitaeillibro03borg/page/n10/mode/1up/ La vita e il libro]'', Terza serie e conclusione, Fratelli Bocca editori, Milano-Roma, 1913.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Le belle'' (1927), Sellerio editore, Palermo, 1983, ISBN 88-389-0228-3
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/borgese-ottocento-europeo/page/n2/mode/1up Ottocento europeo]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1927.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/b/borgese_giuseppe/rube/pdf/borgese_rube.pdf Rubè]'', Mondadori, Milano, 1988.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''[https://archive.org/details/studidiletteratu00borguoft/page/n6/mode/1up/ Studi di letterature moderne]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1920.
*Giuseppe Antonio Borgese, ''Una Sicilia senza aranci'', a cura di Ivan Pupo, Avagliano Editore, Roma, 2005, ISBN 88-8309-179-5
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Germanisti italiani]]
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Mar Mediterraneo
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[[File:תמונת לווין-הים התיכון.JPG|thumb|Il Mediterraneo]]
Citazioni sul '''mar Mediterraneo'''.
*A un certo punto della sera e del mattino l'azzurro del Mediterraneo supera ogni immaginazione o descrizione. È il colore più intenso e meraviglioso, credo, di tutta la natura. ([[Charles Dickens]])
*C'è un mare Mediterraneo, un bacino che unisce una decina di paesi. Gli uomini che strepitano nei caffè concerto in Spagna, quelli che gironzolano nel porto di Genova, sui moli di Marsiglia, la razza curiosa e forte che vive sulle nostre coste, provengono tutti dalla stessa famiglia. Quando si viaggia in Europa, scendendo verso l'Italia o la Provenza si ritrovano con un sospiro di sollievo uomini sbracati e quella vita intensa e colorata che ben conosciamo. Ho passato due mesi in Europa centrale, dall'Austria alla Germania, a chiedermi da dove venisse la strana angustia che mi pesava addosso, l'inquietudine sorda che mi abitava. Di recente l'ho capito. Tutti erano sempre abbottonati fino al collo. Non sapevano lasciarsi andare. Non conoscevano la gioia, così diversa dal riso. ([[Albert Camus]])
*''Che il Mediterraneo sia | la fortezza ca nun tene porte | addo' ognuno po' campare | d'a ricchezza ca ognuno porta, | ogni uomo con la sua stella | nella notte del dio che balla | e ogni popolo col suo dio | che accompagna tutti i marinai | e quell'onda che non smette mai.'' ([[Eugenio Bennato]])
*[Il] grande lago che chiamano il Mediterraneo. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]])
*Il mare, ch'io solco adesso, col vento in poppa e la prora rivolta alle Sirti, è il più fantastico teatro, che mente umana abbia potuto creare. Tutti i popoli del mondo vi si sono incontrati e cozzati, come le nuvole nel cielo; città sono sorte e scomparse come spume; e il numero delle battaglie che vi risonarono, può eguagliarsi soltanto a quello delle tempeste. Le onde indifferenti e solenni cantarono i funerali della civiltà e del dominio fenicio, egiziano, greco, romano, arabo, spagnuolo; canteranno un giorno il tramonto degli imperi di Francia e d'Inghilterra, e canteranno, un giorno più lontano, anche il nostro. ([[Domenico Tumiati]])
*Il Mediterraneo è soprattutto la civiltà dell'antideserto. ([[Paul Morand]])
*Il Mediterraneo è una grande patria, una dimora antica. A ogni mia nuova visita me ne accorgo con evidenza sempre maggiore. Che esista anche nel cosmo, un Mediterraneo? ([[Ernst Jünger]])
*Il Mediterraneo si stende a perdita d'occhio oltre la città, ed è così azzurro, in questo momento, che nemmeno il più puro e vivido blu di Prussia che Mac abbia mai preparato sulla sua tavolozza potrebbe sostenerne il confronto. ([[Charles Dickens]])
*Le chiavi del Mediterraneo sono nel Mar Rosso. ([[Pasquale Stanislao Mancini]])
*''Mediterraneo, | tra me e te il Mediterraneo, | il volto familiare di un estraneo.'' ([[Ghali (rapper)|Ghali]])
*Molto più che al clima, alla geologia e al rilievo il Mediterraneo deve la propria unità a una rete di città e di borghi precocemente costituita e notevolmente tenace: è intorno a essa che si è formato lo spazio mediterraneo, che ne è animato e ne riceve vita. Non sono le città a nascere dalla campagna: è la campagna a nascere dalle città, che è appena sufficiente ad alimentare. Attraverso di esse si proietta sul territorio un modello di organizzazione sociale, di cui tutti gli emigranti, coatti o volontari, cercano di riprodurre lo schema ovunque si trovino. Nomadi, stabiliranno il loro accampamento secondo regole immutabili. Sedentari, fonderanno una città, sempre la stessa. ([[Maurice Aymard]])
*Quando mi chiedono che cosa resta, in questo nostro mondo cibernetico, di quel Mediterraneo quasi arcadico del ricordo, "[[Napoli]]? Il raffinato cadavere di Napoli?", rispondo: "Per restare resta molto. Resta l'immenso paradiso infranto della memoria. Resta la magnifica nostalgia dei perduti splendori. Restano la coscienza profonda di una storia condivisa, le spoglie delle civiltà da cui proveniamo, un presente postatomico con scorie industriali e una vegetazione radioattiva. Il Mediterraneo è anche questo. Una bellissima cloaca, come il [[Golfo di Napoli|golfo di napoli]]. Un rifugio di turisti nordici in pensione, come a [[Ischia]]. Un frammento di sogno di pietra, come [[Capri]]. Una [[Costiera amalfitana|costa]] geniale dove si trova [[Ravello]], sognata da [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], sognata da [[Richard Wagner|Wagner]]. Isole trasformate in prigioni; vulcani in fiamme; vigne d'oro; vino verde, di uve prodotte e raccolte in proprio; un mondo rurale minacciato, fra il drammatico e il gaudente. Rovine di mille anni fa e persino di ieri. Eterni corpi di marmo e altri ancora effimeri, parimenti magnifici. Tutto il cumulo di passato e presente che ora è vita. Resta il bellissimo cadavere barocco che è Napoli". ([[Josep Piera]])
*Sono convinto che mai come oggi, pur vivendo in contesti sempre più dilatati, nei quali i contatti sono velocissimi, per resistere non dobbiamo mai abbandonare le nostre radici. Per diventare internazionali, dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, è il Mediterraneo, che è sterminato patrimonio di culture e di visioni. ([[Domenico Paladino|Mimmo Paladino]])
==Voci correlate==
*[[Mar Tirreno]]
*[[Mare]]
*[[Mare Adriatico]]
*[[Mare nostrum]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Mari|Mediterraneo]]
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Moni Ovadia
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[[File:Moni_Ovadia_2010.jpg|thumb|Moni Ovadia nel 2010]]
'''Salomone "Moni" Ovadia''' (1946 – vivente), attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante italiano.
==Citazioni di Moni Ovadia==
*{{NDR|Sull'opera: ''Non sarà un pranzo di gala. Crisi, catastrofe, rivoluzione'' di [[Emiliano Brancaccio]]}} Brancaccio è immune da ogni pregiudiziale ideologica, il suo argomentare è di un nitore stringente che smaschera ogni retorica, sia nei suoi saggi, sia nei confronti di cui è composta una parte importante di questo libro. Ritengo che dovrebbero leggerlo tutti coloro il cui cuore batte realmente a sinistra e anche coloro che non siano formati a quei valori ma che pratichino l'imperativo etico universale dell'onestà intellettuale. Aggiungerei anche quei lettori che non hanno praticato frequentazioni con il pensiero economico perché possono trarre ammaestramenti inaspettati intorno a questioni come l'uguaglianza, l'equità e la libertà. [...] Se fossi sufficientemente competente e capace e non solo entusiasta, mi piacerebbe scrivere un saggio sull'economista Emiliano Brancaccio, perché finalmente una sinistra degna di questo nome che volesse non solo rifondarsi, bensì risorgere, può contare su un grande teorico che mette a disposizione gli strumenti politico-economici per una simile rinascita progettando un'uscita dal capitalismo.<ref>Da ''[https://volerelaluna.it/economie/2020/11/30/non-sara-un-pranzo-di-gala-come-uscire-dal-capitalismo/ Non sarà un pranzo di gala»: come uscire dal capitalismo]'', ''volerelaluna.it'', 30 novembre 2020.</ref>
*Con [[Noè]], uomo giusto sopravvissuto alla distruzione, [fu] stipulato un nuovo patto, con il quale la specie umana [perse] il privilegio del [[vegetarianismo|vegetarianesimo]] e [fu] degradata all'alimentazione carnivora, marchio d'infamia per la sua incorreggibile aggressività. [...] Non esiste alcuna benedizione da recitare per la carne o il pesce, mentre è prevista per il pane, i dolci, il vino, la frutta e la verdura. Questo elenco di delizie e di alimenti vitali ci fa capire come non vi sia alcuna necessità di ammazzare esseri viventi per nutrirci.<ref>Citato in [[Lorenzo Guadagnucci]], ''Restiamo animali'', Terre di mezzo, Milano, 2012, p. 227. ISBN 978-88-6189-224-8</ref>
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} [...] è una imbecillità anche quella di chi sostiene che non è possibile che il [[Reggimento Azov|battaglione Azov]] sia [[Nazionalsocialismo|nazista]], visto che il presidente [[Volodymyr Zelens'kyj|Zelensky]] è ebreo. Un ebreo è prima di tutto un essere umano e come ogni essere umano, per convenienza o per miopia, può non accorgersi di avere in casa dei nazisti veri, come sono quelli di Azov che hanno scelto il simbolo della [[svastica]], che indossano: sotto quel simbolo sono stati sterminati milioni di ebrei, milioni di persone; e non riconoscere questo fatto è disonesto, anche dal punto di vista storico. Per non parlare dei tanti massacri compiuti sotto le bandiere degli [[Stati Uniti d'America|Usa]] e della [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Nato]]. Ciò non toglie che [[Vladimir Putin|Putin]] è un dittatore che ha reagito e scatenato una guerra criminale e io in [[Russia]] oggi starei in galera. Ma vale per tutti, per i russi come per gli [[Ucraina|ucraini]] e gli americani: le ragioni della guerra non sono quelle raccontate dal mainstream. Io sono contro tutte le guerre!<ref>Dall'intervista di Enzo Bonaiuto, ''[https://web.archive.org/web/20221203011615/https://www.adnkronos.com/moni-ovadia-da-lavrov-su-hitler-ed-ebrei-mucchio-di-scempiaggini-ma-i-nazi-in-ucraina-ci-sono_4uP7AqDCPLMgKT001lUN7S Moni Ovadia: "Da Lavrov su Hitler ed ebrei mucchio di scempiaggini, ma i nazi in Ucraina ci sono"]'', ''adnkronos.com'', 3 maggio 2022.</ref>
*Gli [[ebrei]] sono gli inventori della comicità demenziale, l'assurdo è profondamente radicato nell'ebraismo perché l'avventura ebraica si sostanzia sempre per paradosso, per presa di distanza dall'evidenza, dalla norma. Gli ebrei sono gli unici che partono dall'edificazione di un cammino uscendo da un luogo, e non entrando. E spesso non è un'uscita sensata. [[Abramo]] per esempio sta benone, è un fabbricante di idoli che, per cercare Dio, invece di stare dove c'è la forza, i quattrini, va nel deserto, in mezzo agli scorpioni. Ma il suo uscire dalla logica dell'evidenza e del potere è l'inizio della grande epopea ebraica. Lo humour ebraico non fa ridere ma fa pensare, allarga le sinapsi, smonta la realtà rivelando le sue debolezze: la risata è un effetto collaterale. Fa saltare i codici dell'evidenza e illumina possibilità impreviste, come faceva Einstein. Nel mondo ebraico l'umorismo è la risposta all'inesorabilità della violenza. E' la capacità di spiazzare l'ottusità di un'evidenza che si pretende certa, mentre certa è solo la morte: ma anche quella può essere in qualche modo sconfitta con il bagliore umoristico. E' dalla fragilità che dobbiamo partire per redimere il mondo. Se parti dalla forza, non hai capito niente. L'umorismo ebraico è l'irruzione di un pensiero femminile che mira a introdurre dolcezza nella forza, a sconfiggere il totem maschilista della violenza. E' una richiesta di resa senza condizioni, disarmata: ti dico arrenditi perché sei troppo cretino mentre tutto il mondo dice "noi siamo i più forti perché siamo eletti".<ref>Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/04/26/risate-cultura-e-criminali-vi-racconto-la-mia-odessaFirenze13.html Risate, cultura e criminali Vi racconto la mia Odessa]'', ''la Repubblica'', 26 aprile 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Matteo Salvatore]]}} Ha raccontato la condizione dello sfruttamento più bestiale, è stato il più grande cantore della fame che io abbia mai affrontato. [[Karl Marx]] sarebbe impazzito di gioia a ascoltarlo. Lo metto assieme ai più grandi per la sconvolgente qualità musicale delle sue melodie e per la drammaticità dei suoi testi. È stato un bardo straordinario, ha visto con i suoi occhi l'oppressione ottusa e malvagia e ha saputo raccontarla. Questo senza mai rinunciare a indagare l'amore e attraverso il costante ricorso all'ironia, che usava per dissacrare e colpire il potere.<ref>Citato in Dario Falcini, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/27/matteo-salvatore-1925-2005-il-ricordo-del-cantautore-pugliese-di-lui-calvino-disse-le-sue-parole-le-dobbiamo-ancora-inventare/1987076/ Ricordando Matteo Salvatore. Calvino disse: "Le sue parole dobbiamo ancora inventarle"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 27 agosto 2015.</ref>
*Il ''[[immigrato clandestino|clandestino]]'' è l'ebreo di oggi. Egli è ridotto a «sotto uomo» prima dalla sinistra cultura retorica «securitaria», poi da una legge fascista che lo dichiara criminale per il solo fatto di essere ciò che è, un essere umano che ha fame e cerca futuro per sé e i suoi cari e che per questo viene privato di qualsivoglia status, sottoposto alla violenza della reclusione, sottratto alle tutele minime che spettano a un essere umano per diritto di nascita. Una volta sepolto in uno spazio di eccezione, il ''clandestino'' è alla mercé di arbitrii, percosse, torture, privazioni, abusi sessuali. Il suo «rimpatrio» lo sottopone a ulteriori brutali abusi e talora al rischio reale di perdere la vita nel modo più atroce.<ref>Da ''Il nazismo che è in noi'', in Marco Rovelli, ''Lager italiani'', BUR, Milano, 2006, pp. 282-283. ISBN 88-17-01141-X</ref>
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Il pensiero unico con un martellamento incessante giorno dopo giorno, ora dopo ora, ha voluto farci credere che questa guerra è nata da l’uomo nero cattivo che si è svegliato e ha deciso di invadere l’Ucraina. Non è vero, è una menzogna schifosa. Questa guerra è stata preparata artatamente da molti anni e il suo inizio è stato determinato dalla decisione di espandere la Nato dopo avere promesso a Gorbačëv, che la Nato non si sarebbe espansa neanche di un pollice oltre i suoi confini, è più che raddoppiata. Quindi questo è il sistema adottato dalla Nato, ciò la menzogna sistematica. Ci vogliono trascinare tutti in una guerra ma per cosa? Perché i governi degli Stati Uniti affermino la loro supremazia mondiale. Questa catastrofe sta distruggendo l’Europa che non è alleata degli Stati Uniti, è serva.<ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/politica/il-discorso-di-moni-ovadia-umilia-le-ragioni-della-pace-e-dei-pacifisti/ Il discorso di Moni Ovadia umilia le ragioni della pace e dei pacifisti]'', ''fanpage.it'', 19 giugno 2023.</ref>
*Il popolo [[Palestina|palestinese]] sta resistendo da 50 anni; sta resistendo alla colonizzazione di [[Israele]], che l'ha ridotto in un Bantustan sul modello sudafricano e da anni il popolo palestinese mette in campo questa sua lotta, sotto lo sguardo di una comunità internazionale insensibile. Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace.<ref>Dall'intervista di Daniele Valisena, ''[http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2014/07/25/news/moni-ovadia-israele-non-cerca-la-pace-vuole-solo-colonizzare-1.9654417 Moni Ovadia: «Israele non cerca la pace vuole solo colonizzare»]'', ''gazzettadireggio.gelocal.it'', 25 luglio 2014.</ref>
*Il vero problema del [[conflitto israelo-palestinese]] risiede, secondo me, principalmente nell'immane opera di manipolazione mediatica informativa messa in campo dai governi israeliani con un apparato formidabile di [[propaganda]], per cui loro si comportano sempre come la [[vittima]]. Occupano le terre palestinesi da cinquant'anni, chi è la vittima? Gli israeliani. Colonizzano le terre palestinesi illegalmente, chi è la vittima? Gli israeliani. Demoliscono le case palestinesi, eradicano gli ulivi, espropriano i palestinesi dei loro diritti, fanno punizioni collettive contro la popolazione palestinese, chi è la vittima? Israele.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=IlKKp0JNVp4 Perché Israele non vuole la pace]'', ''Libera.tv'', 19 luglio 2014.</ref>
*In [[Andrea Gallo|don Gallo]] si è compiuto il miracolo dell'ubiquità: lui è stato radicalmente cristiano e anche irriducibilmente cattolico, ma potrebbe anche essere ricordato come uno tzaddik chassidico, così come è stato un militante antifascista ed un laicissimo libero pensatore. Per me il Gallo resta un fratello, un amico, una guida certa, un imprescindibile e costante riferimento. Per me personalmente, la speranza tiene fra le labbra un immancabile sigaro e ha il volto scanzonato di questo prete ribelle.<ref>Da ''il manifesto'', 23 maggio 2013; citato in ''[https://web.archive.org/web/20130611105940/http://temi.repubblica.it/micromega-online/moni-ovadia-don-gallo-il-profeta-di-strada/ Don Gallo, il profeta di strada]'', ''temi.repubblica.it''.</ref>
*L'arrivo a [[Kiev]] fu indimenticabile. È una città di grande respiro, segnata da una formidabile densità di verde urbano, le cupole dorate delle sue chiese e cattedrali sono una visione e affacciarsi da un belvedere sulla maestà del fiume [[Dnepr|Dniepr]] è un'impressione che non si dimentica.<ref name=Odessa>Da ''[https://ilmanifesto.it/perche-mi-considero-un-ebreo-odessita Perché mi considero un ebreo odessita]'', ''ilmanifesto.it'', 8 aprile 2022.</ref>
*[[Odessa]] è stata una città con uno specialissimo carattere ebraico, a cavallo fra la metà dell'Ottocento e i primi quattro decenni del Novecento metà della sua popolazione era composta da ebrei.<br>Unici fra gli ebrei ashkenaziti<ref>Aslenaziti, refuso, nella fonte.</ref>a vivere sul mare, sorta di napoletani dell'ebraismo, hanno<ref>Segue: avuto, refuso, nella fonte.</ref>dato vita ad un umorismo esplosivo che ne caratterizza lo spirito e la genialità. [[Isaak Ėmmanuilovič Babel'|Babel']] li ha cantati nel suo altro capolavoro I racconti di Odessa. L'opera costituisce un'elegia commossa, ironica e appassionata su un "popolo" senza paragoni disperso dalle violenze della Storia che non ama le storie. Io nell'animo mi sento un ebreo odessita.<ref name=Odessa />
*{{NDR|Su [[Antonio Infantino]]}} Un grandissimo artista, originalissimo, di una forza, di un'energia. Nel suo ambito uno dei più grandi.<ref>Da ''Controsenso Basilicata'', 6 febbraio 2016; citato in ''[https://iviaggidigulliver.wordpress.com/2016/02/24/moni-ovadia-innamorato-dellarpa-portativa-di-viggiano/ Moni Ovadia innamorato dell’arpa portativa di Viggiano]'', ''iviaggidigulliver.wordpress.com''.</ref>
*{{NDR|Sull'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023}} La verità sul 7 ottobre verrà fuori. Oggi sappiamo già che 400 delle vittime del 7 ottobre sono state vittime del fuoco israeliano, perché quei militari avevano l'ordine di sparare su qualsiasi cosa si muovesse. Ora, permettetemi di dire questa cosa, non è mia, è dell'economista, ex ministro dell'Economia greco [[Yanis Varoufakis]], che io condivido: È diritto, è dovere, di un popolo occupato, ribellarsi agli occupanti. Quindi, l'azione di Hamas è stata pienamente legittima. All'interno di quell'azione legittima, se sono stati perpetrati crimini contro l'umanità, andranno giudicati. Ma l'azione in quanto tale era perfettamente legittima.<ref>Da ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2025/01/22/moni-ovadia-legittima-lazione-di-hamas-del-7-ottobre_9a41dd0e-7ea7-4128-8f0c-2289c7fb74f4.html Moni Ovadia: "Legittima l'azione di Hamas del 7 ottobre"]'', ''ansa.it'', 22 gennaio 2025.</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/ovadia-legittima-azione-hamas-c6hkykwq|titolo=Giorno della Memoria, frasi choc di Moni Ovadia: “Legittima l’azione di Hamas del 7 ottobre”|autore=Moni Ovadia|sito=lanazione.it|data=2025-01-22|accesso=2025-01-23|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20250123050616/https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/ovadia-legittima-azione-hamas-c6hkykwq}}</ref>
{{int|Da ''Moni Ovadia''|Intervista in ''Euronews'', 14 marzo 2007.}}
*Avremo l'[[Europa]] quando avremo un comune sentimento europeo.
*Se noi non abbiamo una cultura europea, non possiamo nemmeno parlare d'Europa. Eppure l'intellettuale europeo esiste già.
*Posso dire che mi sento molto italiano, molto milanese, molto ebreo, molto slavo, molto europeo, e anche cittadino del mondo, non posso non esserlo.
*L'[[Islam]] è uno dei fondamenti della cultura europea. Non potremmo nemmeno pensare a una vera Europa senza il contributo islamico.
*Sul piano della fede, quanti cristiani sanno che forse le più belle parole che si possano leggere sulla Vergine [[Maria]] si trovano nell'Islam, nella Surat Mariam, la Sura 22? Ma chi lo sa?
{{int|Da ''[http://www.oipaitalia.com/testimonials/ovadia.htm L'OIPA incontra Moni Ovadia]''|Intervista di Massimo Comparotto per l'Organizzazione internazionale protezione animali (OIPA)}}
*{{NDR|Sulla sua scelta [[vegetarianismo|vegetariana]]}} È una scelta etica e dietetica insieme. Io credo che le due cose non possano andare disgiunte. Ho un'impressione vivissima delle sofferenze degli animali. Mi causano un disagio immenso tutte le volte che le penso o ne vengo a conoscenza. E allora cerco in questo modo di coinvolgere me stesso in una scelta etica.
*Io credo che il canone biblico, e anche quello islamico, siano di orientamento vegetarianista. È dopo il diluvio universale che all'uomo viene consentito di cibarsi della carne. Perché, a un essere vivente così violento con i propri simili, sembrava troppo chiedere che si astenesse dal cibarsi di carne. È una sorta di cedimento alla brutalità dell'uomo da parte dell'istanza etica universale.
*Ci sono storie chassidiche molto frequenti sul fatto che una delle grandi occasioni perse, da parte dei giusti, per far venire il messia, è stata quella di essere indifferenti alle sofferenze degli [[animale|animali]].
{{Int|Da ''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2590000/2587329.xml?key=rifkin&first=1&orderby=1&dbt=arc Dalla parte degli animali Voci d'autore]''|''l'Unità'', 26 ottobre 2013.}}
*Conviene, di tanto intanto, alzare lo sguardo verso la maestà degli altri esseri viventi che, per loro sventura, condividono con noi l'esistenza su questo povero martoriato pianeta: gli [[animale|animali]].
*L'elenco di debiti che abbiamo nei confronti degli animali è senza fine e, per tutto ringraziamento, li sottoponiamo ad ogni sorta di abusi. Alcuni li abbiamo ridotti all'estinzione e con sconcertante cinismo ed indifferenza, altri li facciamo oggetto di [[sperimentazione animale|sperimentazione]] per mezzo delle torture più crudeli che vanno sotto il nome di [[vivisezione]].
*Ricordiamoci che sperimentare su un animale può essere come sperimentare su un bimbo che ancora non abbia l'uso della parola.
{{int|Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/29/gaza-moni-ovadia-io-ebreo-sostengo-i-diritti-palestinesi-ecco-perche/1102601/ Gaza, Moni Ovadia: "Io, ebreo, sostengo i diritti palestinesi. Ecco perché"]''|''ilfattoquotidiano.it'', 29 agosto 2014.}}
*Il conflitto israelo-palestinese è uno dei problemi centrali del nostro tempo [...]. A mio parere perché, oltre alle ragioni fattuali che lo definiscono, evoca ripetutamente nella dimensione fantasmatica, lo spettro dell'antisemitismo, quello del suo esito catastrofico, la Shoah, ma anche quello del suo doppio negativo, la vittima che diventa carnefice.
*Molti [[ebrei]] in Israele e nella diaspora, reagiscono psicologicamente a ogni riflessione severa come se, invece di vivere a Tel Aviv o a Parigi nel 2014, vivessero a Berlino nel 1935. [...] Sostengo con piena adesione i diritti del popolo Palestinese, non contro Israele, ma perché il loro riconoscimento è, a mio parere, precondizione per ogni trattativa che porti alla pace.
*Su Gaza, l'"occupazione" è esercitata sempre da parte dell'autorità civile e militare di Israele con un ininterrotto assedio e comporta il totale controllo dell'entrata e uscita delle merci e delle persone, dello spazio aereo, marittimo, delle risorse idriche, energetiche e persino dell'anagrafe.
*Gli zeloti pro israeliani quando ascoltano o leggono queste mie opinioni critiche, reagiscono immancabilmente con insulti, maledizioni e invettive. Il genere è: "Sei un rinnegato, nemico del popolo ebraico, ebreo antisemita o ebreo che odia se stesso". La critica da parte di un ebreo della diaspora alla politica di governi israeliani può essere considerata tradimento, antisemitismo od odio verso se stessi solo se collocata nel quadro di un'identificazione nazionalista di ebreo, israeliano, popolo ebraico, popolo d'Israele, Stato d'Israele, suo governo e "terra promessa". Ma se qualcuno osa fare notare, da posizioni critiche, tale pericolosa identificazione, ecco arrivare addosso all'incauto le accuse infamanti di antisemita o antisionista, che, per molti "amici di Israele" – anche persone di indiscutibile livello culturale –, sono la stessa cosa.
*L'ossessione della nuova Shoah dietro la porta scatena processi di permanente vittimizzazione che si sinergizzano con i complessi di colpa occidentali, legittimando un'"industria dell'Olocausto" che fa un uso strumentale e ricattatorio della memoria dell'immane catastrofe per fini di propaganda [...]. Questa, a mio parere, è una delle derive più allarmanti e ciniche della memoria stessa a cui si prestano non pochi politici europei reazionari o ex-post fascisti, magari facendosi intervistare all'uscita da una visita al memoriale di un lager nazista per dichiarare: "Mi sento israeliano!". Questo è un modo per trarre "profitto" dall'orrore a vantaggio degli eredi delle classi politiche europee che non si opposero allora al nazismo [...] e oggi lasciano sguazzare indisturbati, nell'Europa comunitaria, neonazisti di ogni risma.
{{Int|Da ''[https://books.google.it/books?id=IwV9BAAAQBAJ&pg=PT24 Intervista]''|Lara Rangoni, ''Né carne né pesce: vegetariani e vegani ai fornelli'', Newton Compton, Roma, 2014. ISBN 978-88-541-6955-5}}
*{{NDR|«Perché sei [[Vegetarianismo|vegetariano]]?»}} Non sopporto più l'idea di contribuire, pur se in minima parte, alla violenza. Non mi piace l'idea di mangiare esseri che sono stati uccisi. [...] La violenza è una: che sia contro un essere umano o un animale, non cambia nulla.
*{{NDR|«Ti è mai stato chiesto, da buongustaio quale tu sei, come fai a stare senza carne?»}} Certo. In questo caso ho sempre una risposta pronta, questa: «Grazie alle [[Melanzana|melanzane]]!». Con loro si tocca davvero il paradiso. In turco c'è un piatto a base di melanzane che si chiama "Ïmam bayıldı", ovvero: l'Imam svenuto... per il piacere!
*Sia nel mondo [[Cucina levantina|levantino]] che in quello sefardita le [[Spezia|spezie]] sono un'apoteosi. L'odore delle spezie è evocatore di luoghi e mi piacciono molto le storie che si raccontano a riguardo.
*Nel mondo levantino da cui provengo la dolcezza abbonda in certi piatti. Per esempio, il mio dolce assoluto è a base di sesamo, la [[Halva|halvà]], una specie di torrone friabile [...]. Bisogna riuscire a tagliarlo a fette, quindi non deve spaccarsi. La friabilità è la sua caratteristica principale, oltre al fatto che può provocare carie memorabili se si esagera!
*I popoli levantini sono in assoluto quelli che si sono influenzati di più tra di loro e la tradizione culinaria ne è testimone. Pensiamo alle bevande per esempio: il tipico liquore secco di anice, conosciuto come [[Ouzo]], è la Mastika in bulgaro, Raky in turco, Rakya nello sloveno.
*Tra una [[Meze|mezes]] e un'altra, può succedere di tutto perché il tempo scorre e la sua scorrevolezza si sente all'interno di un momento culinario dove pare non esserci mai fine. C'è una sorta di fatalismo dietro la filosofia del mangiare levantino. Assomiglia al modo in cui stanno seduti i vecchi turchi o greci, magari sulla riva del mare, e fanno andare in mano il komboloi, il rosario a grani grossi che si chiama in greco anche pasatembos (passatempo). I mezes sono dei pasatembos: un'alimentazione che si affida alla deriva del tempo, non al ritmo prestabilito dall'orario.
{{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/mamma-gli-zingari-il-cacicco-leghista-e-il-mestiere-dellodio/ Mamma gli zingari! Il cacicco leghista e il mestiere dell'odio]''|Editoriale, ''ilmanifesto.it'', 19 giugno 2018.}}
*La ziganofobia è una delle forme più ripugnanti e vili di razzismo, prova di un'imbecillità senza limiti. Quasi nessuno di coloro che agitano lo spettro dei [[zingari|Rom e dei Sinti]] conosce la loro Storia, né le loro storie.
*Gli imprenditori del panico, delle paure irrazionali sanno che elettoralmente rende molto prendersela con gli ultimi, con gli indifesi che risultano "estranei" per l'uomo della strada, figura retorica, inesistente parametro della più sudicia propaganda. dell'odio.
*{{NDR|Sul popolo [[zingari|gitano]]}} Bisogna essere davvero infami per prendersela con chi non ha una nazione che lo difenda, che non può mettere in campo forze economico finanziarie per arginare le politiche persecutorie pensate e concepite come perfetta arma di distrazione di massa.
*Le falsità che scatenano panico nei confronti delle marginalità sono le più efficaci, nella fattispecie i [[zingari|Rom]] e i migranti.
*Il cazzaro verde, per mutuare una felice espressione di Marco Travaglio adesso sta esagerando. Dal fare il mestiere del populista – si! mestiere, perché quello che fa [[Matteo Salvini|Salvini]] non è politica ma redditizio mestiere -, si è montato la testa, si comincia a prendere troppo sul serio, agitando come Torquemada il Vangelo.
{{Int|Da ''[https://www.ilriformista.it/europa-appecoronata-agli-stati-uniti-in-ucraina-guerra-criminale-come-quella-di-bush-in-iraq-intervista-a-moni-ovadia-290477/ "Europa appecoronata agli Stati Uniti, in Ucraina guerra criminale come quella di Bush in Iraq"]''|Intervista di Umberto De Giovannangeli, ''ilriformista.it'', 31 marzo 2022.}}
*{{NDR|Sull'aumento delle spese di guerra}} In divisa e con l'elmetto, seduti nel salotto, però. Sì, sempre c'è d'avere paura di queste cose, di un "pensiero" [[Militarismo|militarista]] e militarizzato [...] Ma c’è una logica in questa follia... {{NDR|«E quale sarebbe?»}} Il pensiero militarista, e le sue miliardarie ricadute affaristiche, sono il frutto avvelenato di un'ideologia atlantista. Ora, uno è libero di pensare che l'atlantismo è utile, però c'è tanta altra gente che pensa che sia un ferrovecchio. Si devono confrontare le opinioni, però lealmente, senza assumere quell'aria di chi pensa, davanti all’interlocutore che dissente: "come si fanno a dire queste cose che non stanno né in cielo né in Terra?". Non è così che si fa. Un interlocutore lo si ascolta, si analizzano le sue argomentazioni e si risponde nel merito. E il merito è molto più complesso di quello che i "pensatori" in divisa vorrebbero far credere...
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Se gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], con la loro vocazione a diffondere le loro armi in ogni angolo del pianeta, fossero stati fuori da questa vicenda, che è una vicenda [[Europa|europea]], anche se molti dimenticano, in buona e cattiva fede, che fino ai monti Urali, la [[Russia]] è Europa, ecco, se fossero stati fuori, forse le cose sarebbero andate diversamente. Tra gli atlantisti ultrà ci sono quelli che non hanno detto "a" quando la [[Guerra in Iraq|guerra criminale contro l'Iraq]] ha fatto quasi un milione di morti. Questi qui dovrebbero stare zitti, o perlomeno mantenere un bassissimo profilo. Lo stesso vale per quelli che hanno al massimo alzato un sopracciglio di fronte alla catastrofe [[Prima guerra civile in Libia|della Libia]], [[Guerra civile siriana|la Siria]], [[Guerra in Afghanistan (2001-2021)|l'Afghanistan]] e via dicendo. Non parliamo poi del fatto che nella [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Nato]], la seconda potenza per forza di fuoco è la [[Turchia]]. Paese retto da un regime dittatoriale, che mette i propri dissidenti in galera, e che da anni massacra i [[curdi]]. Chi ha mandato i missili stinger ai curdi? Nessuno. Di guerre criminali, lungo la seconda metà del '900 ne sono state fatte un gran numero. Quando ha usato la mazza di ferro contro [[Seconda guerra cecena|la Cecenia]], [[Vladimir Putin|Putin]] godeva di grandissimo prestigio. Tutto questo attiene al fatto che invece di confrontarsi con il merito della questione, ci si attacca alla retorica, alle calunnie, a mettere sulla bocca delle persone cose che non hanno mai detto, relazioni che non hanno mai avuto. Questo è, secondo me, il grande problema. L'orrore della guerra è lì da vedere.
*Tra gli effetti collaterali è uscito fuori anche la [[russofobia]]. E questo è degno di [[Nazionalsocialismo|nazisti]]. Perché la grande cultura russa non ha nulla a che vedere con Putin e la sua politica aggressiva. Il [[Patto di Varsavia]] fu sciolto. Perché la Nato contestualmente non si sciolse? Punto di domanda. Sento già certi soloni in mimetica rispondere piccati: che vuoi, i Paesi dell'ex zona di influenza sovietica, hanno chiesto di entrare nella Nato... Intanto cominciamo col dire che l'hanno chiesto le loro classi dirigenti. Questi narratori con l'elmetto vogliono farci bere che tutto questo è avvenuto in una trasparenza totale? Quali sono le politiche che fanno gli Stati Uniti per mantenere questa egemonia militare: presto detto, hanno 900 basi in tutto il mondo. I russi non ce l'hanno. Il problema è complesso. Ma se ti azzardi a farlo presente ti dicono che sono morti 137 bambini. È una immane tragedia, e lo sarebbe anche se a morire fosse stato un solo bambino. Ma non si può utilizzare questa tragedia per provare a tapparti la bocca. È semplicemente vergognoso. Come è vergognoso dimenticare i bambini morti in Iraq, in Siria, in Afghanistan, nello Yemen... Questa rimozione è ripugnante. Non esistono guerre giuste. Tutte le guerre sono criminali. Si vuole portare Putin al Tribunale dell'Aia per giudicarlo come responsabile di crimini di guerra o contro l'umanità? Va bene, prima [[George W. Bush]] e [[Tony Blair]].
*[...] la complessità della [[geopolitica]], in generale, non può essere trattata nei talk show. {{NDR|«Perché?»}} Perché non si discute, si tifa. E quasi sempre, in una direzione sola. E si evita di discutere di questioni che potrebbero infastidire l'informazione, si fa per dire, mainstream.
*[[Volodymyr Zelens'kyj|Zelensky]] è stato eletto democraticamente, su questo non c'è dubbio, ma dietro c'era un mega oligarca che ha costruito l'operazione.
*A me piacerebbe una Europa unita, politica, con un esercito di pura difesa, che diventa un polo altro per provare ad essere un mediatore credibile, un facilitatore, vero, di accordi. Invece l'Europa è appecoronata agli Stati Uniti d'America.
*[...] gli [[Israele|israeliani]] pretendono di essere i depositari assoluti della [[Olocausto|Shoah]], cosa che a me fa molto arrabbiare, per usare un eufemismo, perché più della metà degli ebrei vivono in diaspora. Israele ha la titolarità di essere parte della memoria e non a sussumerla come propria. Gli israeliani sanno una cosa che non può essere cancellata... {{NDR|«Quale?»}} Che gli ebrei hanno un grande debito con l'[[Armata rossa]]. E questa è un'altra cosa che non si dice mai: se l'Armata rossa non avesse tenuto e contrattaccato... Forse gli alleati avrebbero vinto lo stesso, ma l'Europa sarebbe diventata un deserto senza neanche un filo d'erba. Io parlo russo, ho un legame molto forte con la cultura russa: noi ricordiamo [[Sbarco in Normandia|in Normandia]] il sacrificio dei soldati statunitensi, inglesi etc., e i 27 milioni di cittadini sovietici morti in guerra cosa sono? Spazzatura? Nessuno che dica celebriamo l'8 maggio '45, [il giorno in cui la [[Germania nazista]] firmò la resa incondizionata che sancì la sconfitta definitiva del Terzo Reich e la fine della [[seconda guerra mondiale]] in Europa, ''ndr''] ricordando anche il sacrificio di milioni di sovietici, soldati, partigiani, civili. Niente. Zero.
{{Int|Da ''[https://www.today.it/mondo/israele-hamas-guerra-ovadia.html Moni Ovadia, "l’attacco di Hamas è il prodotto dell’arroganza di Israele"]''|Intervista di Fabio Salamida sulla [[guerra Israele-Hamas]], ''today.it'', 8 ottobre 2023.}}
*La responsabilità è totalmente dell'arroganza perpetrata da decenni dai governi israeliani che si sono succeduti. Sottopongono i palestinesi a ogni forma di prepotenza, vessazione, colonizzazione, occupazione, arresti illegali, arresti amministrativi: ammazzano a sangue freddo i loro figli. Che cosa ci si può aspettare?
*È successo perché gli israeliani - io parlo sempre dei governanti e dell'autorità militare - hanno interiorizzato un'arroganza così spaventosa e ripugnante da non rendersi più neanche conto di quello che accade intorno a loro, capisce? I palestinesi vivono in una scatola di sardine da 75 anni, per un sorso di libertà hanno deciso di rischiare qualsiasi cosa.
*È possibile che l'Iran abbia fornito dei missili, non escludo che quel Paese fondato su un fondamentalismo fanatico abbia svolto una funzione, ma questo avviene in un contesto che favorisce il peggio del peggio. Che cos’hanno da perdere i palestinesi di [[Gaza]] e quelli della [[Cisgiordania]]? Cosa!? Sono sottoposti ad arresti continui, a invasioni delle loro case, alla distruzione dei loro ulivi, all’espropriazione delle loro terre, delle loro risorse idriche. Io non ho mai visto niente di così brutale sotto il cielo del pianeta, da decenni e decenni.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il glicomane''===
Un istante dopo aver percepito il proprio risveglio, George Samla aprì gli occhi ed esclamò mentalmente: Gregor Samsa!<br>
Si stupì del fatto che il nome del protagonista di ''La metamorfosi'' di [[Franz Kafka]] gli fosse balzato in testa ''motu proprio''. Se ne domandò la ragione, ma non trovò altra risposta se non che le iniziali di quel celebre nome corrispondevano a quelle del suo. Non gli parve un gran segno.
===''Òylem Gòylem''===
Sono Simcha Rabinowicz, venditore d'ombre.<br>A chi vendo le mie ombre?<br>A gente che l'ha persa.<br>Un'[[ombra]] si perde per troppa luce, per troppa oscurità... per troppo vizio o troppa virtù.<br>Va da sé che la maggior parte dei miei clienti appartiene alla categoria dei viziosi:<br>per questo sono più interessanti.
== Citazioni su Moni Ovadia ==
*Moni è la versione corpulenta e intellettuale di Gabriele Paolini, quello che appare all’improvviso in onda dietro gli inviati del tg e lancia i preservativi. Ovadia, di cui nessuno credo sarà in grado di ricordare un solo titolo, piace molto ai contestatori perché aggiunge quel tocco [[yiddish]] che nobilita. L'unico suo problema è che spesso lo vediamo abbracciato a giovani contestori con la kefiah. Ma cosa non si farebbe per un passaggio televisivo? ([[Tommaso Labranca]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Moni Ovadia, ''Il glicomane. L'uomo che diventò un dolce'', Slow Food Editore, 2016. ISBN 9788884993915
*Moni Ovadia, ''Òylem Gòylem (Il mondo è scemo)'', Mondadori, 1998. ISBN 880445248X
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ovadia, Moni}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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[[Categoria:Compositori italiani]]
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Ferruccio de Bortoli
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/* Citazioni di Ferruccio de Bortoli */
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text/x-wiki
[[File:Ferruccio De Bortoli - Festival Economia 2013.JPG|thumb|Ferruccio de Bortoli]]
'''Ferruccio de Bortoli''' (1953 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Ferruccio de Bortoli==
{{Cronologico}}
*Lei, combattente irriducibile dal suo eremo americano, amava andare controcorrente. Ma da sola.<ref>Dalla prefazione a [[Oriana Fallaci]], ''La rabbia e l'orgoglio'', Bur-Rizzoli, 2009; citato in ''[http://www.corriere.it/cultura/09_settembre_08/rabbia_orgoglio_fallaci_de_bortoli_cc4658c8-9c36-11de-a226-00144f02aabc.shtml Così nacque la rabbia. E l'orgoglio]'', ''Corriere.it'', 8 settembre 2009.</ref>
*[[Carlo Maria Martini|Martini]] sempre attento a non sommergere con la propria cultura l'interlocutore, discreto nell'entrare nelle vite degli altri ma generoso nel comprenderne le debolezze, nel porsi umilmente nella condizione di chi soffre, di chi non crede più o non ha mai creduto.<ref>Dalla prefazione a [[Carlo Maria Martini]], ''Il comune sentire'', Bur, 2011.</ref>
*La prima cosa da dire è che non ci meritiamo la sfiducia dei mercati. Non se la meritano le famiglie, che lavorano e risparmiano più della media europea. Non se la meritano le imprese, il cui export cresce allo stesso ritmo di quelle tedesche. Se la meriterebbe la politica che inganna i cittadini facendo finta di tagliare le proprie spese per poi andare in ferie, scandalosamente, fino al 12 settembre.<ref name="corriere11ago2011">Citato in ''[https://www.corriere.it/editoriali/11_agosto_03/debortoli-domare-incendio_2f64e9b6-bd90-11e0-99fd-c37f66002d24.shtml Primo: domare subito l'incendio]'', ''corriere.it'', 3 agosto 2011.</ref>
*{{NDR|Riferendosi a [[Silvio Berlusconi]]}} Una volta tanto si chiede al premier di pensare solo al Paese.<ref name="corriere11ago2011"/>
*Le agenzie di rating valutano l'affidabilità di un debitore. Formano un oligopolio a volte collusivo. E sono tra le maggiori responsabili della crisi finanziaria. Diedero, tanto per fare un esempio, la tripla A, il massimo dei voti, a Lehman Brothers poco prima del suo fallimento.<ref name="corriere5ott2011">Da ''[https://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_05/il-sipario-strappato-ferruccio-de-bortoli_f5fd53c2-ef10-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml Il sipario strappato]'', ''corriere.it'', 5 ottobre 2011.</ref>
*Non siamo né credibili, né seri. Nessuno più investe in [[Italia]] e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese.<ref name="corriere5ott2011"/>
*[[Umberto Bossi|Bossi]] non appare, anche agli stranieri, nel pieno delle sue facoltà.<ref name="corriere5ott2011"/>
*La [[corruzione]] è una tassa occulta, frena gli investimenti esteri, distorce i mercati, umilia il merito e calpesta la cittadinanza. <ref>Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_12/de-bortoli-anni-perduti-scelte-urgenti_846661ba-5548-11e1-9c86-f77f3fe7445c.shtmlAnni perduti scelte urgenti]'', ''Corriere della sera'' 12 febbraio 2012, p. 1.</ref>
* Uno [[Stato di diritto]] si regge sulla [[separazione dei poteri]] e sul principio costituzionale di [[uguaglianza]], anche e soprattutto di fronte alla legge.<ref name="Prima">Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_03/prima-di-tutto-paese-de-bortoli_8556ccf8-fbfb-11e2-a7f2-259c2a3938e8.shtml Prima di tutto viene il Paese]'', ''Corriere della Sera'', 13 agosto 2013.</ref>
*{{NDR|In seguito all'appello proveniente da alcuni parlamentari del [[Popolo della Libertà]] di concessione di grazia a [[Silvio Berlusconi]]}} La pretesa di ottenere una grazia, la cui concessione spetta esclusivamente al capo dello Stato ed è rigidamente regolata per legge, assomiglia a un moto irrituale e scomposto, a una pressione indebita, inutile nella sostanza, pericolosa nella forma, che darebbe al mondo la spiacevole impressione che atti meditati – e per loro natura decisi a mente fredda e lontano dagli eventi (altrimenti suonerebbero come una delegittimazione della magistratura) – siano possibili con uno sfondamento quirinalizio di porte.<ref name="Prima" />
*Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un'utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il ''Corriere''. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l'informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le [[inchiesta|inchieste]] sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c'è trasparenza c'è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell'opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale – come diceva [[Luigi Einaudi]], collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica – devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L'opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.<ref name="saluto">Da ''[http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_30/saluto-lettori-direttore-de-bortoli-risultati-prospettive-sistema-corriere-f5e2b332-eefd-11e4-a9d3-3d4587947417.shtml Il saluto di Ferruccio de Bortoli ai lettori del Corriere della Sera «I giornali devono essere scomodi»]'', ''Corriere.it'', 30 aprile 2015.</ref>
*Del giovane caudillo [[Matteo Renzi|Renzi]], che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche.<ref name="saluto" />
*[[Tommaso Besozzi|Besozzi]] smontò la goffa verità ufficiale sulla fine del bandito di Montelepre {{NDR|[[Salvatore Giuliano]]}} e consentì di capire meglio i legami tra la mafia non solo siciliana — che si sbarazzò dell’ormai scomodo Turiddu — la politica e diversi apparati dello Stato.<ref name=":0">Citato in Ferruccio de Bortoli, ''[http://www.corriere.it/cultura/17_aprile_11/tommaso-besozzi-la-vera-storia-del-bandito-giuliano-milieu-48dcf05c-1edb-11e7-a4c9-e9dd4941c19e.shtml E Besozzi smontò le bugie. Luce sul bandito Giuliano]'', ''Corriere.it'', 12 aprile 2017</ref>
*{{NDR|Tommaso Besozzi}} È insieme cronista e storico. Scopre i fili invisibili del potere mafioso, le convenienze che spingono i poteri forti dell'isola a servirsi del bandito giustiziere, a commissionargli la strage di Portella della Ginestra del primo maggio del 1947.<ref name=":0" />
*Andare [[Forum Ambrosetti|a Cernobbio]] costa tanto, ma costa molto di più non andare.<ref>Citato in Chiara Milani, ''[https://varesemese.it/cover-story/ambrosetti-ieri-e-oggi/ Ambrosetti, ieri e oggi]'', ''varesemese.it'', 4 febbraio 2019</ref>
*{{NDR|Su [[Dario Mellone]]}} Voleva dedicarsi, anima e corpo, alla sua grande passione: la pittura. Un amore solitario e totale. Quando lo andavo a trovare non era raro che mi intrattenesse sulle sue ultime opere. Me le spiegava con dovizia di particolari uscendo per un attimo dal carattere timido e riservato.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Il mondo spiegato a china <small>Sport, delitti, Milano: cioè la vita. Le tavole di Dario Mellone non avevano confini</small>'', ''Corriere della Sera'', 15 dicembre 2020.</ref>
{{Int|''IL GIORNO DOPO''|''Corriere della Sera'', 20 luglio 2001, p. 1.}}
{{NDR|Sui [[fatti del G8 di Genova]]}}
*Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare.
*La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assalato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali.
*[...] sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele.
==Citazioni su Ferruccio de Bortoli==
*Di fronte a questo dovremmo tacere o denunciare l’ipocrisia di quell’evidentemente falso difensore della libertà di stampa, ex comunista mascherato da sincero democratico di Ferruccio De Bortoli, direttore del [[Corriere della Sera|Corriere]], già peraltro punito dai suoi lettori che lo stanno abbandonando in percentuali a due cifre? ([[Alessandro Sallusti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:de Bortoli, Ferruccio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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/* Citazioni di Ferruccio de Bortoli */
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[[File:Ferruccio De Bortoli - Festival Economia 2013.JPG|thumb|Ferruccio de Bortoli]]
'''Ferruccio de Bortoli''' (1953 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Ferruccio de Bortoli==
{{Cronologico}}
*Lei, combattente irriducibile dal suo eremo americano, amava andare controcorrente. Ma da sola.<ref>Dalla prefazione a [[Oriana Fallaci]], ''La rabbia e l'orgoglio'', Bur-Rizzoli, 2009; citato in ''[http://www.corriere.it/cultura/09_settembre_08/rabbia_orgoglio_fallaci_de_bortoli_cc4658c8-9c36-11de-a226-00144f02aabc.shtml Così nacque la rabbia. E l'orgoglio]'', ''Corriere.it'', 8 settembre 2009.</ref>
*[[Carlo Maria Martini|Martini]] sempre attento a non sommergere con la propria cultura l'interlocutore, discreto nell'entrare nelle vite degli altri ma generoso nel comprenderne le debolezze, nel porsi umilmente nella condizione di chi soffre, di chi non crede più o non ha mai creduto.<ref>Dalla prefazione a [[Carlo Maria Martini]], ''Il comune sentire'', Bur, 2011.</ref>
*La prima cosa da dire è che non ci meritiamo la sfiducia dei mercati. Non se la meritano le famiglie, che lavorano e risparmiano più della media europea. Non se la meritano le imprese, il cui export cresce allo stesso ritmo di quelle tedesche. Se la meriterebbe la politica che inganna i cittadini facendo finta di tagliare le proprie spese per poi andare in ferie, scandalosamente, fino al 12 settembre.<ref name="corriere11ago2011">Citato in ''[https://www.corriere.it/editoriali/11_agosto_03/debortoli-domare-incendio_2f64e9b6-bd90-11e0-99fd-c37f66002d24.shtml Primo: domare subito l'incendio]'', ''corriere.it'', 3 agosto 2011.</ref>
*{{NDR|Riferendosi a [[Silvio Berlusconi]]}} Una volta tanto si chiede al premier di pensare solo al Paese.<ref name="corriere11ago2011"/>
*Le agenzie di rating valutano l'affidabilità di un debitore. Formano un oligopolio a volte collusivo. E sono tra le maggiori responsabili della crisi finanziaria. Diedero, tanto per fare un esempio, la tripla A, il massimo dei voti, a Lehman Brothers poco prima del suo fallimento.<ref name="corriere5ott2011">Da ''[https://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_05/il-sipario-strappato-ferruccio-de-bortoli_f5fd53c2-ef10-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml Il sipario strappato]'', ''corriere.it'', 5 ottobre 2011.</ref>
*Non siamo né credibili, né seri. Nessuno più investe in [[Italia]] e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese.<ref name="corriere5ott2011"/>
*[[Umberto Bossi|Bossi]] non appare, anche agli stranieri, nel pieno delle sue facoltà.<ref name="corriere5ott2011"/>
*La [[corruzione]] è una tassa occulta, frena gli investimenti esteri, distorce i mercati, umilia il merito e calpesta la cittadinanza. <ref>Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_12/de-bortoli-anni-perduti-scelte-urgenti_846661ba-5548-11e1-9c86-f77f3fe7445c.shtmlAnni perduti scelte urgenti]'', ''Corriere della sera'' 12 febbraio 2012, p. 1.</ref>
* Uno [[Stato di diritto]] si regge sulla [[separazione dei poteri]] e sul principio costituzionale di [[uguaglianza]], anche e soprattutto di fronte alla legge.<ref name="Prima">Da ''[http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_03/prima-di-tutto-paese-de-bortoli_8556ccf8-fbfb-11e2-a7f2-259c2a3938e8.shtml Prima di tutto viene il Paese]'', ''Corriere della Sera'', 13 agosto 2013.</ref>
*{{NDR|In seguito all'appello proveniente da alcuni parlamentari del [[Popolo della Libertà]] di concessione di grazia a [[Silvio Berlusconi]]}} La pretesa di ottenere una grazia, la cui concessione spetta esclusivamente al capo dello Stato ed è rigidamente regolata per legge, assomiglia a un moto irrituale e scomposto, a una pressione indebita, inutile nella sostanza, pericolosa nella forma, che darebbe al mondo la spiacevole impressione che atti meditati – e per loro natura decisi a mente fredda e lontano dagli eventi (altrimenti suonerebbero come una delegittimazione della magistratura) – siano possibili con uno sfondamento quirinalizio di porte.<ref name="Prima" />
*Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un'utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il ''Corriere''. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l'informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le [[inchiesta|inchieste]] sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c'è trasparenza c'è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell'opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale – come diceva [[Luigi Einaudi]], collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica – devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L'opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.<ref name="saluto">Da ''[http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_30/saluto-lettori-direttore-de-bortoli-risultati-prospettive-sistema-corriere-f5e2b332-eefd-11e4-a9d3-3d4587947417.shtml Il saluto di Ferruccio de Bortoli ai lettori del Corriere della Sera «I giornali devono essere scomodi»]'', ''Corriere.it'', 30 aprile 2015.</ref>
*Del giovane caudillo [[Matteo Renzi|Renzi]], che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche.<ref name="saluto" />
*[[Tommaso Besozzi|Besozzi]] smontò la goffa verità ufficiale sulla fine del bandito di Montelepre {{NDR|[[Salvatore Giuliano]]}} e consentì di capire meglio i legami tra la mafia non solo siciliana — che si sbarazzò dell’ormai scomodo Turiddu — la politica e diversi apparati dello Stato.<ref name=":0">Citato in Ferruccio de Bortoli, ''[http://www.corriere.it/cultura/17_aprile_11/tommaso-besozzi-la-vera-storia-del-bandito-giuliano-milieu-48dcf05c-1edb-11e7-a4c9-e9dd4941c19e.shtml E Besozzi smontò le bugie. Luce sul bandito Giuliano]'', ''Corriere.it'', 12 aprile 2017</ref>
*{{NDR|Tommaso Besozzi}} È insieme cronista e storico. Scopre i fili invisibili del potere mafioso, le convenienze che spingono i poteri forti dell'isola a servirsi del bandito giustiziere, a commissionargli la strage di Portella della Ginestra del primo maggio del 1947.<ref name=":0" />
*Andare [[Forum Ambrosetti|a Cernobbio]] costa tanto, ma costa molto di più non andare.<ref>Citato in Chiara Milani, ''[https://varesemese.it/cover-story/ambrosetti-ieri-e-oggi/ Ambrosetti, ieri e oggi]'', ''varesemese.it'', 4 febbraio 2019</ref>
*{{NDR|Su [[Dario Mellone]]}} Voleva dedicarsi, anima e corpo, alla sua grande passione: la pittura. Un amore solitario e totale. Quando lo andavo a trovare non era raro che mi intrattenesse sulle sue ultime opere. Me le spiegava con dovizia di particolari uscendo per un attimo dal carattere timido e riservato.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Il mondo spiegato a china <small>Sport, delitti, Milano: cioè la vita. Le tavole di Dario Mellone non avevano confini</small>'', ''Corriere della Sera'', 15 dicembre 2020.</ref>
{{Int|''IL GIORNO DOPO''|''Corriere della Sera'', 20 luglio 2001, p. 1.}}
{{NDR|Sui [[fatti del G8 di Genova]]}}
*Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare.
*La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assaltato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali.
*[...] sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele.
==Citazioni su Ferruccio de Bortoli==
*Di fronte a questo dovremmo tacere o denunciare l’ipocrisia di quell’evidentemente falso difensore della libertà di stampa, ex comunista mascherato da sincero democratico di Ferruccio De Bortoli, direttore del [[Corriere della Sera|Corriere]], già peraltro punito dai suoi lettori che lo stanno abbandonando in percentuali a due cifre? ([[Alessandro Sallusti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:de Bortoli, Ferruccio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Hamas
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[[File:Flag of al-Qassam Brigades.svg|thumb|Bandiera di Hamas]]
'''Hamas''', organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare.
{{Int|''[https://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm Statuto del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas)]''|18 agosto 1988. Da ''Cesnur.org''}}
*Il movimento ha stretto la mano a tutti i combattenti che lottano per liberare la Palestina. L’anima dei suoi guerrieri si è unita alle anime di tutti i combattenti che hanno sacrificato le loro vite nella terra di Palestina fin da quando fu conquistata dai compagni del Messaggero di Allah – possano le preghiere e la pace di Allah rimanere con lui – fino ai giorni nostri.
*La nostra battaglia con gli ebrei è molto lunga e pericolosa, e chiede la dedizione di tutti noi. È una fase cui altre successive ne seguiranno, un battaglione che dovrà essere sostenuto da molti altri battaglioni del mondo arabo e islamico, oggi diviso, finché il nemico sia vinto e la vittoria di Allah sia sicura.
*La base del Movimento di Resistenza Islamico è l’islam. Dall’islam deriva le sue idee e i suoi precetti fondamentali, nonché la visione della vita, dell’universo e dell’umanità; e giudica tutte le sue azioni secondo l’islam, ed è ispirato dall’islam a correggere i suoi errori. (Articolo 1)
*Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento palestinese unico. Offre la sua lealtà ad Allah, deriva dall’islam il suo stile di vita, e si sforza di innalzare la bandiera di Allah su ogni metro quadrato della terra di Palestina. (Articolo 6)
*Il Movimento di Resistenza Islamico si è sviluppato in un tempo in cui l’islam si è allontanato dalla vita quotidiana. Così i giudizi sono stati rovesciati, i concetti sono diventati confusi e i valori sono stati trasformati; il male prevale, l’oppressione e l’oscurità infuriano, e i codardi si sono trasformati in tigri. Patrie sono state usurpate, popoli sono stati espulsi dalle loro terre o sono caduti riversi nell’umiliazione ovunque sulla Terra. Lo stato di verità è sparito, sostituito da uno stato di malvagità. Nulla è rimasto al suo posto, perché quando l’islam è assente dalla scena, tutto cambia. E queste sono le nostre motivazioni.<br>Quanto agli obiettivi: combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere; le patrie ritornino ai loro legittimi proprietari; la chiamata alla preghiera si oda dalle moschee, proclamando l’istituzione di uno Stato islamico. Così il popolo e le cose torneranno ciascuno al suo posto legittimo. E l’aiuto si chiederà ad Allah. (Articolo 9)
*Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito (''waqf''), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio. (Articolo 11)
*Mentre altre forme di nazionalismo si basano su considerazioni materiali, umane o territoriali, il nazionalismo del Movimento di Resistenza Islamico accoglie in sé tutto questo, ma comporta in più fattori divini molto più importanti, che gli infondono spirito e vita, giacché e collegato alle origini stesse dello spirito di chi dà la vita, e leva nel cielo della patria una bandiera divina che collega la Terra al Cielo con un legame strettissimo. Quando Mosè si presenta e leva il suo bastone, in verità la magia e i maghi sono ridotti al silenzio. (Articolo 12)
*Le iniziative di pace, le cosiddette soluzioni pacifiche, le conferenze internazionali per risolvere il problema palestinese contraddicono tutte le credenze del Movimento di Resistenza Islamico. In verità, cedere qualunque parte della Palestina equivale a cedere una parte della religione. [...] Non c’è soluzione per il problema palestinese se non il ''jihad''. Quanto alle iniziative e conferenze internazionali, sono perdite di tempo e giochi da bambini. Il popolo palestinese è troppo nobile per mettere il suo futuro, i suoi diritti, e il suo destino nelle mani della vanità. (Articolo 13)
*Dobbiamo instillare nelle menti di generazioni di musulmani l’idea che la causa palestinese è una causa religiosa, e deve essere affrontata su queste basi. (Articolo 15)
*La donna musulmana ha un ruolo non minore di quello dell’uomo musulmano nella guerra di liberazione; è forgiatrice di uomini e ha un ruolo tra i più importanti nella guida e nell’educazione delle nuove generazioni. I nemici hanno compreso il suo ruolo; e credono che, se riusciranno a guidarla ed educarla come vogliono, allontanandola dall’islam, avranno vinto la guerra. Pertanto li vedete perseguire questo scopo attraverso i mezzi di comunicazione e il cinema, l’educazione e la cultura, utilizzando come intermediari i loro manutengoli che sono parte dell’organizzazione sionista e assumono vari nomi e forme, come la massoneria, i Rotary Club, e le cricche spionistiche, tutti covi di sabotatori e di sabotaggi. Queste organizzazioni sioniste hanno grandi risorse materiali, che permettono loro di svolgere la loro funzione nelle diverse società al servizio dei loro scopi sionisti, e di introdurre concetti che fanno il gioco del nemico. Queste organizzazioni operano laddove l’islam è assente ed è lontano dal popolo. Pertanto, i militanti islamici adempiono al loro obbligo quando si oppongono agli schemi di questi sabotatori. Dove l’islam riesce a controllare la vita dei musulmani, elimina queste organizzazioni, che sono ostili all’umanità e all’islam. (Articolo 17)
*Il nostro nemico usa il metodo della punizione collettiva, rubando al popolo la sua terra e le sue proprietà, cacciandolo in esilio e confinandolo nei campi. È arrivato a spezzare ossa, a sparare su donne, bambini e vecchi, con o senza ragione, e a gettare migliaia e migliaia di persone nei campi di prigionia dove devono vivere in condizioni inumane. Questo in aggiunta a distruggere case, rendere orfani bambini, e pronunciare sentenze ingiuste contro migliaia di giovani, che passeranno i migliori anni della loro vita nel buio delle prigioni. Il nazismo degli ebrei se la prende anche con le donne e i bambini; terrorizza tutti. Questi ebrei rovinano la vita delle persone, rubano il loro denaro, e minacciano il loro onore. Nelle loro orribili azioni trattano la gente come i peggiori criminali di guerra. La deportazione lontano dalla propria patria è una forma di omicidio. (Articolo 20)
*I membri del Movimento di Resistenza Islamico devono condividere le gioie e i dolori del popolo, rispondere alle sue domande e fare quanto è in loro potere per soddisfare il suo interesse, che è anche quello del movimento. Con questo spirito, il movimento e il popolo diventeranno migliori compagni di strada, la cooperazione e la compassione prevarranno, l’unità sarà stabilita, e si diventerà più forti di fronte al nemico. (Articolo 21)
*Il nemico ha programmato per lungo tempo quanto è poi effettivamente riuscito a compiere, tenendo conto di tutti gli elementi che hanno storicamente determinato il corso degli eventi. Ha accumulato una enorme ricchezza materiale, fonte di influenza che ha consacrato a realizzare il suo sogno. Con questo denaro ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione del mondo, per esempio le agenzie di stampa, i grandi giornali, le case editrici e le catene radio-televisive. Con questo denaro, ha fatto scoppiare rivoluzioni in diverse parti del mondo con lo scopo di soddisfare i suoi interessi e trarre altre forme di profitto. Questi nostri nemici erano dietro la Rivoluzione francese e la Rivoluzione russa, e molte delle rivoluzioni di cui abbiamo sentito parlare, qua e là nel mondo. È con il denaro che hanno formato organizzazioni segrete nel mondo, per distruggere la società e promuovere gli interessi sionisti. Queste organizzazioni sono la massoneria, il Rotary Club, i Lions Club, il B’nai B’rith, e altre. Sono tutte organizzazioni distruttive dedite allo spionaggio. Con il denaro, il nemico ha preso il controllo degli Stati imperialisti e li ha persuasi a colonizzare molti paesi per sfruttare le loro risorse e diffondervi la corruzione. A proposito delle guerre locali e mondiali, ormai tutti sanno che i nostri nemici hanno organizzato la Prima guerra mondiale per distruggere il Califfato islamico. Il nemico ne ha approfittato finanziariamente e ha preso il controllo di molte fonti di ricchezza. ; ha ottenuto la Dichiarazione Balfour, e ha fondato la Società delle Nazioni come strumento per dominare il mondo. Gli stessi nemici hanno organizzato la Seconda guerra mondiale, nella quale sono diventati favolosamente ricchi grazie al commercio delle armi e del materiale bellico, e si sono preparati a fondare il loro Stato. Hanno ordinato che fosse formata l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con il Consiglio di Sicurezza all’interno di tale Organizzazione, per mezzo della quale dominano il mondo. Nessuna guerra è mai scoppiata senza che si trovassero le loro impronte digitali. (Articolo 22)
*A causa delle circostanze in cui è avvenuta la formazione dell’[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]], e la confusione ideologica che prevale nel mondo arabo a causa dell’invasione ideologica che lo ha colpito dopo le Crociate e che è proseguita con l’orientalismo, il lavoro dei missionari e l’imperialismo, l’OLP ha adottato l’idea di uno Stato laico, ed ecco quello che ne pensiamo. L’ideologia laica è diametralmente opposta al pensiero religioso. (Articolo 27)
*Ai paesi arabi che confinano con Israele chiediamo di aprire i loro confini ai combattenti, ai figli dei popoli arabi e islamici, per permettere loro di svolgere il loro ruolo, e di unire i loro sforzi a quelli dei loro fratelli, i fratelli musulmani della Palestina. (Articolo 28)
*Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento umanistico. Si occupa dei diritti umani, e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. È ostile solo a coloro che mostrano ostilità nei riguardi dell’islam, si mettono di traverso al suo cammino per arrestarlo o ostacolano i suoi sforzi. (Articolo 31)
*Oggi si tratta della Palestina, domani di uno o più altri paesi. Perché lo schema sionista non ha limiti, e dopo la Palestina cercherà di espandersi dal Nilo all’Eufrate. Quando avrà digerito la regione di cui si è cibato, guarderà avanti verso un’ulteriore espansione, e così via. Questo è il piano delineato nei ''[[Protocolli dei Savi di Sion|Protocolli degli Anziani di Sion]]'', e il comportamento presente del sionismo costituisce la migliore testimonianza di quanto era stato affermato in quel documento. (Articolo 32)
*La testimonianza della storia non lascia dubbi. È una delle regole dell’universo, è una delle leggi dell’esistenza. Solo il ferro può spezzare il ferro, solo la vera fede dell’islam può sconfiggere la loro credenza falsa e corrotta. La fede può essere combattuta solo dalla fede. In ultimo, la vittoria appartiene alla verità, perché la verità non può essere che vittoriosa. (Articolo 34)
*L’invasione sionista dei nostri giorni è stata preceduta dall’invasione crociata dall’Ovest, e – tra l’altro – dalle invasioni tartare dall’Est. Così come i musulmani hanno fatto fronte a queste invasioni e hanno concepito piani per combatterle e sconfiggerle, così ora possono affrontare l’invasione sionista e batterla. Questo non è certo difficile per Allah se le nostre intenzioni sono pure, se la nostra determinazione è sincera, se i musulmani traggono lezioni utili dall’esperienza passata, se si liberano delle vestigia dell’invasione ideologica occidentale, e se mettono a frutto l’esperienza dei loro predecessori. (Articolo 35)
==Citazioni su Hamas==
*Hamas non rappresenta il popolo palestinese. Hamas usa i civili palestinesi come scudi umani e le famiglie palestinesi innocenti soffrono molto a causa loro. ([[Joe Biden]])
*{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto. Il [[Stato di Palestina|popolo palestinese]] è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. ([[António Guterres]])
*Hamas è un’idea, Hamas è un partito. È radicato nel cuore della gente: chiunque pensi che possiamo eliminare Hamas si sbaglia. ([[Daniel Hagari]])
*Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finché si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anziché lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. ([[Marco Travaglio]])
*L'Autorità Nazionale Palestinese è una passività, Hamas è un asset. ([[Bezalel Smotrich]])
*Oggi, piaccia o no, Hamas è una forza che ha come obiettivo l'abbattimento dello [[Israele|Stato d'Israele]]. Con il terrorismo. Non si dialoga con chi non ha abbandonato il terrorismo e ancora non riconosce Israele. Direi di più... Che per dialogarci dovrebbero sciogliersi. Il terrorista è terrorista. ([[Antonio Di Pietro]])
*Questa storia di distruggere Hamas, di far scomparire Hamas, è semplicemente gettare sabbia negli occhi dell’opinione pubblica. ([[Daniel Hagari]])
===[[Benjamin Netanyahu]]===
*Chiunque voglia contrastare la creazione di uno [[Stato palestinese]] deve sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia.
*Hamas è come l'[[Stato Islamico|Isis]]. Sono due rami dello stesso albero velenoso.
*{{NDR|Durante l'[[Operazione Margine di protezione]]}} Il responsabile dei danni a civili non coinvolti è Hamas, e soltanto Hamas, che usa i civili come scudi umani. La minaccia rappresentata dai tunnel di Hamas non può essere confrontata utilizzando la sola forza aerea.
===[[Ilan Pappé]]===
*I combattenti di Hamas che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio.
*La storia del sostegno segreto di Israele a Hamas è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis.
*Se da un lato Hamas ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione.
===[[Ahmed Yassin]]===
*Abbiamo fatto da tempo la nostra scelta. La strategia è chiara e noi ci atteniamo ad essa. L'autorità palestinese ha spesso negoziato con gli israeliani, noi invece abbiamo scelto di combattere contro l'occupazione del nemico.
*Per ragioni religiose noi vorremmo astenerci dal colpire civili. Ma gli israeliani attaccano i nostri civili, distruggono le nostre case, ci prendono le terre, espellono la nostra gente, uccidono donne, bambini, detenuti. [...] Se essi risparmieranno i nostri civili, noi risparmieremo i loro.
*Se qualcuno ti ha rubato un milione di dollari, saresti soddisfatto che i ladri ti restituissero cento dollari? Questa è la soluzione di Arafat, e quello che noi invece chiediamo è che tutto quanto, assolutamente tutto, ci venga restituito.
*Siamo nel giusto e chi è nel giusto è il più forte.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Isma'il Haniyeh]]
*[[Yahya Sinwar]]
*[[Ahmed Yassin]], fondatore
==Altri progetti==
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[[Categoria:Partiti politici]]
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Ihara Saikaku
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'''Ihara Saikaku''', 井原西鶴 (1642 – 1693), scrittore giapponese.
==[[Incipit]] di ''Cinque donne amorose''==
===''Storia di Seijuro e di una bella di Himeji''===
La città di Murotsu è un porto grande e attivo dove le navi si riposano sui cuscini delle onde primaverili coi loro pesanti carichi di tesori. In questa città viveva un distillatore di sake di nome Izumi Seizaemon. La sua casa era prospera e non mancava di nulla. Egli aveva un figlio, di nome Seijuro, le cui fattezze erano ancor più leggiadre di quelle dipinte nei ritratti dell'uomo dei tempi antichi.
===''Storia della passione amorosa di un bottaio''===
C'era un uomo che aveva appreso l'instabilità delle cose dalle casse da morto che fabbricava. Era questo il lavoro che gli dava di che vivere, e nella sua capanna di canne modesta come Tenma, il quartiere in cui abitava — succhiello e sega lavoravano incessantemente. Anche il fumo dei trucioli si alzava esile.
===''Storia dell'editore d'almanacchi letta nella parte di mezzo''===
La pubblicazione dell'almanacco era monopolio di una ghilda di editori. Tutti gli anni costoro ne stampavano uno, molto richiesto basato sui pronostici degli astrologi della corte imperiale. Le pagine dell'almanacco erano divise in tre parti. In quella mediana erano notati i giorni fausti e infausti e qualche aneddoto.
===''Storia del negozio di verdure e dei fasci d'erbe amorose''===
Impetuoso soffiava il vento di nord-est, veloci correvano le nuvole nel cielo di fine d'anno e anche la gente affrettava i preparativi per la primavera: in una casa si facevano i dolci di riso, in un'altra si scopava con uno scopino di bambù in ciascuna mano. Il metallo delle bilance riluceva mentre tutti, come è consuetudine, erano indaffaratissimi con gli scambi di denaro. Davanti ai negozi i mendicanti gridavano insistenti: "Su, su, date un soldo a un povero cieco!", e insieme con loro si radunavano anche raccoglitori di vecchie tavolette votive, venditori di legna, di frutti di kaya, di castagne secche, di astici di Kamakura; a Torimachi si teneva la fiera degli Archi della Spiaggia, delle vesti nuove, delle calze, dei sandali.
===''Storia di Gengobei: una montagna d'amore''===
Quel Gengobei di cui parlano le canzoni in voga era nato a Kagoshima nella provincia di Satsuma, e per quelle campagne era un uomo straordinariamente licenzioso. Portava i capelli secondo l'usanza locale, tirati indietro e raccolti in una bassa crocchia; aveva poi una lunga spada diversa dalle solite, più vistosa, ma, date le consuetudini del paese, nessuno gliene faceva rimprovero.
==Bibliografia==
*Ihara Saikaku, ''Cinque donne amorose'', traduzione di Gian Carlo Calza, Adelphi, 1979.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|commons=Category:Ihara Saikaku}}
[[Categoria:Scrittori giapponesi|Saikaku, Ihara]]
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Stato di Palestina
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[[Immagine:Flag of Palestine.svg|thumb|Bandiera palestinese]]
Citazioni sullo '''Stato di Palestina''' e i '''palestinesi'''.
==Citazioni==
*Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di [[Hamas]] e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. ([[Benjamin Netanyahu]])
*{{NDR|Uno stato indipendente}} è un diritto innegabile del popolo palestinese. ([[Keir Starmer]])
*Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. ([[Yasser Arafat]])
*I palestinesi hanno il senso dell'umorismo. È normale. Finché un popolo è senza Stato, senza esercito e senza polizia, resta capace di umorismo. ([[Tahar Ben Jelloun]])
*I palestinesi meritano solo una pallottola in testa. ([[Itamar Ben-Gvir]])
*I palestinesi sono il nostro peccato originale. ([[Shimon Peres]])
*Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l'unità araba contro lo [[Israele|Stato d'Israele]]. In realtà oggi non c'è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poiché gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l'esistenza di un distinto "popolo palestinese" da opporre al sionismo. <br /> Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz'altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e [[Gerusalemme]]. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania. ([[Zuhayr Muhsin]])
*La Palestina non sarà la vostra terra, né la vostra casa, ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano. ([[Abu Bakr al-Baghdadi]])
*La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo palestinese e la condanna dello stato di [[Israele]], anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. ([[Yasser Arafat]])
*{{ndr|In caso di scomparsa di Israele}} Non ci sarebbe nessun ritorno a una Palestina indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: intendersi o morire. Gaza di [[Hamas]] esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma [[Gerusalemme]] non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]])
*Non abbiamo bisogno di uno Stato ebraico. C'è bisogno che vi sia uno Stato palestinese. ([[Mordechai Vanunu]])
*Non ho alcun problema con lo Stato di Palestina. Ma deve proprio stare lungo il confine del territorio israeliano? È proprio necessario oppure si può spostare più giù in Egitto? ([[Benjamin Carson]])
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale nel West Bank per uno stato palestinese che sia anche attraversabile. ([[Ariel Sharon]])
*Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo palestinese, e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di [[Israele]], non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]])
===[[Mahmūd Abbās]]===
*Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina.
*Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie.
*Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas.
*Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto.
===[[Ayaan Hirsi Ali]]===
*Ho visitato anche i quartieri palestinesi di Gerusalemme. La loro zona è malandata e per questo se la prendono con Israele. In privato, però, ho incontrato una persona che parlava un eccellente inglese. Non c'erano telecamere o computer. Ha ammesso che quella situazione era anche per colpa loro, con molto del denaro giunto dall'estero rubato dai leader corrotti.
*Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. Molti tacciono su tutti i problemi nei loro territori. Questo incoraggia i palestinesi ad essere più corrotti di quanto non lo siano già. A chi vive nei territori non è consentito dire nulla su tutto questo perché rischierebbe di essere assassinato dal suo stesso popolo.
*Quando provo a parlare in Olanda della corruzione dell'Autorità palestinese e sulla responsabilità di [[Yasser Arafat|Arafat]] nella tragedia della Palestina, non trovo mai tanti ascoltatori. Spesso si parla ai muri. Molti rispondono che Israele deve innanzitutto ritirarsi dai Territori occupati e poi tutto andrà bene con la Palestina.
===[[Ilan Pappé]]===
*Ai bambini palestinesi, uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo.
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla Palestina e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica.
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine.
*La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata.
*La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese.
*La Palestina riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente.
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai palestinesi da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi.
*Per i palestinesi, la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948.
*Riconoscere la Palestina ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista.
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Esodo palestinese del 1948]]
*[[Israele]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Terra Santa]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:Flag of Palestine.svg|thumb|Bandiera palestinese]]
Citazioni sullo '''Stato di Palestina''' e i '''palestinesi'''.
==Citazioni==
*Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di [[Hamas]] e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. ([[Benjamin Netanyahu]])
*{{NDR|Uno stato indipendente}} è un diritto innegabile del popolo palestinese. ([[Keir Starmer]])
*Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. ([[Yasser Arafat]])
*I palestinesi hanno il senso dell'umorismo. È normale. Finché un popolo è senza Stato, senza esercito e senza polizia, resta capace di umorismo. ([[Tahar Ben Jelloun]])
*I palestinesi meritano solo una pallottola in testa. ([[Itamar Ben-Gvir]])
*I palestinesi sono il nostro peccato originale. ([[Shimon Peres]])
*Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l'unità araba contro lo [[Israele|Stato d'Israele]]. In realtà oggi non c'è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poiché gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l'esistenza di un distinto "popolo palestinese" da opporre al sionismo. <br /> Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz'altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e [[Gerusalemme]]. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania. ([[Zuhayr Muhsin]])
*La Palestina non sarà la vostra terra, né la vostra casa, ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano. ([[Abu Bakr al-Baghdadi]])
*La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo palestinese e la condanna dello stato di [[Israele]], anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. ([[Yasser Arafat]])
*{{ndr|In caso di scomparsa di Israele}} Non ci sarebbe nessun ritorno a una Palestina indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: intendersi o morire. Gaza di [[Hamas]] esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma [[Gerusalemme]] non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]])
*Non abbiamo bisogno di uno Stato ebraico. C'è bisogno che vi sia uno Stato palestinese. ([[Mordechai Vanunu]])
*Non ho alcun problema con lo Stato di Palestina. Ma deve proprio stare lungo il confine del territorio israeliano? È proprio necessario oppure si può spostare più giù in Egitto? ([[Benjamin Carson]])
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale in Cisgiordania per uno stato palestinese che sia anche attraversabile. ([[Ariel Sharon]])
*Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo palestinese, e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di [[Israele]], non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]])
===[[Mahmūd Abbās]]===
*Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina.
*Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie.
*Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas.
*Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto.
===[[Ayaan Hirsi Ali]]===
*Ho visitato anche i quartieri palestinesi di Gerusalemme. La loro zona è malandata e per questo se la prendono con Israele. In privato, però, ho incontrato una persona che parlava un eccellente inglese. Non c'erano telecamere o computer. Ha ammesso che quella situazione era anche per colpa loro, con molto del denaro giunto dall'estero rubato dai leader corrotti.
*Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. Molti tacciono su tutti i problemi nei loro territori. Questo incoraggia i palestinesi ad essere più corrotti di quanto non lo siano già. A chi vive nei territori non è consentito dire nulla su tutto questo perché rischierebbe di essere assassinato dal suo stesso popolo.
*Quando provo a parlare in Olanda della corruzione dell'Autorità palestinese e sulla responsabilità di [[Yasser Arafat|Arafat]] nella tragedia della Palestina, non trovo mai tanti ascoltatori. Spesso si parla ai muri. Molti rispondono che Israele deve innanzitutto ritirarsi dai Territori occupati e poi tutto andrà bene con la Palestina.
===[[Ilan Pappé]]===
*Ai bambini palestinesi, uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo.
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla Palestina e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica.
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine.
*La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata.
*La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese.
*La Palestina riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente.
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai palestinesi da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi.
*Per i palestinesi, la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948.
*Riconoscere la Palestina ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista.
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Esodo palestinese del 1948]]
*[[Israele]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Terra Santa]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:Flag of Palestine.svg|thumb|Bandiera palestinese]]
Citazioni sullo '''Stato di Palestina''' e i '''palestinesi'''.
==Citazioni==
*Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di [[Hamas]] e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. ([[Benjamin Netanyahu]])
*{{NDR|Uno stato indipendente}} è un diritto innegabile del popolo palestinese. ([[Keir Starmer]])
*Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. ([[Yasser Arafat]])
*I palestinesi hanno il senso dell'umorismo. È normale. Finché un popolo è senza Stato, senza esercito e senza polizia, resta capace di umorismo. ([[Tahar Ben Jelloun]])
*I palestinesi meritano solo una pallottola in testa. ([[Itamar Ben-Gvir]])
*I palestinesi sono il nostro peccato originale. ([[Shimon Peres]])
*Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l'unità araba contro lo [[Israele|Stato d'Israele]]. In realtà oggi non c'è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poiché gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l'esistenza di un distinto "popolo palestinese" da opporre al sionismo. <br /> Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz'altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e [[Gerusalemme]]. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania. ([[Zuhayr Muhsin]])
*La Palestina non sarà la vostra terra, né la vostra casa, ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano. ([[Abu Bakr al-Baghdadi]])
*La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo palestinese e la condanna dello stato di [[Israele]], anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. ([[Yasser Arafat]])
*{{ndr|In caso di scomparsa di Israele}} Non ci sarebbe nessun ritorno a una Palestina indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: intendersi o morire. Gaza di [[Hamas]] esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma [[Gerusalemme]] non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]])
*Non abbiamo bisogno di uno Stato ebraico. C'è bisogno che vi sia uno Stato palestinese. ([[Mordechai Vanunu]])
*Non ho alcun problema con lo Stato di Palestina. Ma deve proprio stare lungo il confine del territorio israeliano? È proprio necessario oppure si può spostare più giù in Egitto? ([[Benjamin Carson]])
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale in Cisgiordania per uno stato palestinese che sia anche attraversabile. ([[Ariel Sharon]])
*Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo palestinese, e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di [[Israele]], non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]])
===[[Mahmūd Abbās]]===
*Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina.
*Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie.
*Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas.
*Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto.
===[[Ayaan Hirsi Ali]]===
*Ho visitato anche i quartieri palestinesi di Gerusalemme. La loro zona è malandata e per questo se la prendono con Israele. In privato, però, ho incontrato una persona che parlava un eccellente inglese. Non c'erano telecamere o computer. Ha ammesso che quella situazione era anche per colpa loro, con molto del denaro giunto dall'estero rubato dai leader corrotti.
*Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. Molti tacciono su tutti i problemi nei loro territori. Questo incoraggia i palestinesi ad essere più corrotti di quanto non lo siano già. A chi vive nei territori non è consentito dire nulla su tutto questo perché rischierebbe di essere assassinato dal suo stesso popolo.
*Quando provo a parlare in Olanda della corruzione dell'Autorità palestinese e sulla responsabilità di [[Yasser Arafat|Arafat]] nella tragedia della Palestina, non trovo mai tanti ascoltatori. Spesso si parla ai muri. Molti rispondono che Israele deve innanzitutto ritirarsi dai Territori occupati e poi tutto andrà bene con la Palestina.
===[[Ilan Pappé]]===
*Ai bambini palestinesi, uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo.
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla Palestina e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica.
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine.
*La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata.
*La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese.
*La Palestina riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente.
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai palestinesi da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi.
*Per i palestinesi, la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948.
*Riconoscere la Palestina ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista.
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi.
==Voci correlate==
*[[Cisgiordania]]
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Esodo palestinese del 1948]]
*[[Israele]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Striscia di Gaza]]
*[[Terra Santa]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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Spinoziano
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*Se una persona ha bisogno di speranza per vivere, quella speranza è solo un'illusione oppure è proprio il segno di qualcosa di reale che la supera?
{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome [...]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome [...]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad [[Esdra]] lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (8, 1 – 3)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Neemia: 8, 10)
*Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante [[Sukkot|la festa]] del settimo mese. Allora fecero sapere la cosa e pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in Gerusalemme: "Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto". Allora il popolo andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di Efraim. Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] figlio di Nun fino a quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di simile. Vi fu gioia molto grande. (8, 14 – 17)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome [...]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad [[Esdra]] lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (8, 1 – 3)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Neemia: 8, 10)
*Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante [[Sukkot|la festa]] del settimo mese. Allora fecero sapere la cosa e pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in Gerusalemme: "Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto". Allora il popolo andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di Efraim. Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] figlio di Nun fino a quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di simile. Vi fu gioia molto grande. (8, 14 – 17)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi [[Passaggio del mar Rosso|sono passati]] in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. (9, 11)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
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'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome [...]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad [[Esdra]] lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (8, 1 – 3)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Neemia: 8, 10)
*Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante [[Sukkot|la festa]] del settimo mese. Allora fecero sapere la cosa e pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in Gerusalemme: "Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto". Allora il popolo andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di Efraim. Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] figlio di Nun fino a quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di simile. Vi fu gioia molto grande. (8, 14 – 17)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi [[Passaggio del mar Rosso|sono passati]] in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. (9, 11)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*Tu li ammonivi per farli tornare alla tua legge; ma essi si mostravano superbi e non obbedivano ai tuoi comandi; peccavano contro i tuoi decreti, che fanno vivere chi li mette in pratica; la loro spalla rifiutava il [[giogo]], indurivano la loro cervice e non obbedivano. (9, 29)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
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Vampiro
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[[File:Philip Burne-Jones - The Vampire.jpg|thumb|''The Vampire'', Philip Burne-Jones (1897)]]
Citazioni sui '''vampiri'''.
==Citazioni==
*Decisamente più maligno, però, è il vampiro, o ''nosferatu'', in cui ogni contadino rumeno crede fermamente quanto nel paradiso o nell'inferno. Ci sono due tipi di vampiri – viventi e morti. Il vampiro vivente è in genere la prole illegittima di due persone illegittime, ma anche un pedigree immacolato non è per nessuno una garanzia contro l'intrusione d'un vampiro nella propria cripta di famiglia, poiché ogni persona uccisa da un ''nosferatu'' diventa a sua volta un vampiro dopo la morte, e continuerà a succhiare il sangue di altre persone innocenti finché lo spirito non venga esorcizzato, o aprendo la tomba della persona sospettata e conficcando un palo nel cadavere, o sparando nella bara con una pistola. In casi molto ostinati viene inoltre consigliato di tagliare la testa e rimetterla nella bara con la bocca riempita di aglio, o di estrarre il cuore e bruciarlo, spargendo le ceneri sopra la tomba. ([[Emily Gerard]])
*I vampiri evitano come la peste i loro simili che odorano di spinaci. ([[Gudrun Pausewang]])
*Il vampiro è un morto che non vuol morire, è uno dei tanti riflessi immaginifici che dicono la difficoltà per l'individuo e per il gruppo di accettare la morte che, come Freud ci ricorda, torna nei sogni e percorre la comunità primitiva atterrendola con il timore del contagio, per cui i morti vanno sepolti, anche se poi la terra non li nasconde abbastanza e soprattutto non li sradica dall'anima. Il vampiro è allora un morto che ritorna, perché per l'anima non è definitivamente morto. Con il sangue, che è poi la vita, ghermisce vergini, immagini dell'anima, che si divincolano nelle braccia dei vampiri per resistere alla morte. ([[Umberto Galimberti]])
*Il vampiro ha smesso i panni del mostro per indossare quelli dell'eroe romantico, occupando nelle fantasie delle ragazze d'oggi il posto che nei pudichi e timorosi languori delle fanciulle di un tempo spettava al bel tenebroso. Un'aura sinistra tuttavia persiste, e non soltanto per semplice convenzione. L'inquietudine che il vampiro seguita a suscitare, e nella quale consiste una parte non irrilevante del suo ascendente, è affatto autentica. È però un'inquietudine che non riguarda tanto lui, né il male che può farci, se mai di male si tratta, quanto noi stessi. Che il vampiro non possa varcare una soglia senza essere invitato dice molto al riguardo. È la preda, prima ancora del predatore, a reclamare il piacere della caccia, non viceversa. Non meno significativa è la misteriosa faccenda del riflesso mancato: che ci garantisce, infatti, che il vampiro non rifletta la propria immagine per la semplice ragione che non c'è alcun vampiro se non lo specchio? Se così fosse, la ragione per cui non scorgiamo che noi stessi appare ovvia: il vampiro non è che il riflesso inverso di una parte di noi che non siamo disposti a riconoscere apertamente. ([[Tommaso Pincio]])
*In realtà non ho mai provato un interesse particolare nei confronti di queste creature della notte. Ci sono però delle storie sui vampiri che contengono elementi interessanti. A tutti è capitato di incontrare persone con cui passi due ore e che ti lasciano prosciugato, come se si fossero impossessate di qualcosa di tuo. ([[Francis Ford Coppola]])
*L'[[Aids]], riproponendoci questo inestricabile intreccio tra la vita e la morte, e tra l'amore e la morte, riattiva l'immagine del vampiro che, con il suo labbro leporino, i canini perforanti, il viso scarlatto, la lingua affilata, la narice unica, rappresenta in modo truculento quella morte che non si trova mai al suo posto e perciò ossessiona l'inconscio di quanti vivono sforzandosi di tenerla il più possibile lontana. ([[Umberto Galimberti]])
*Mi piace interpretare i vampiri perché non ci sono limiti e poi perché hanno bisogno del sangue delle vergini, e le vergini sono bellissime e molto fotogeniche! ([[Udo Kier]])
*Personalmente, i vampiri non mi affascinano, mi fanno paura. Ma c'è gente che si sente affascinata dai vampiri. Credo che uno dei motivi sia che un vampiro è umano in molti modi, ha una forma umana, non è un lupo mannaro o altri personaggi ridicoli piene di peli, non è un mostro con la coda, non è un essere umano, è come te, può essere. ([[Dan Curtis]])
*Qualsiasi interprete di horror viene ormai schiacciato tra le magie dell'elettronica e del make-up. Sono queste, più dell'acqua santa e del paletto, le vere minacce cui vanno incontro i vampiri d'oggi. ([[Christopher Lee]])
*Sai, secondo me, non esistono i vampiri, non sono mai esistiti e non esisteranno mai. Ma è concepibile che potrebbe succedere. E se lo fai nel modo giusto, se approfitti di questa identificazione, un vampiro è come me, a parte il fatto che lui non muore. E le donne, in qualche modo, molte donne... trovano questa cosa molto erotica... questa cosa che punta al collo e tutto il resto. ([[Dan Curtis]])
*Si abbracciarono in lacrime: il loro figliolo era un vampiro che non beveva sangue e adorava gli spinaci. Gli spinaci, per il demonio! Gli spinaci che i vampiri possono al massimo mangiare in quantità minime, perché contengono troppe vitamine. E le vitamine per i vampiri sono un veleno! ([[Gudrun Pausewang]])
*Tutti questi personaggi sono dei seduttori, e chi più chi meno danno ragione a Stephen King quando, in ''Danse macabre'', afferma che il loro successo è direttamente proporzionale alla valenza sessuale dei loro morsi, che mettono lo spettatore e la spettatrice in condizione di godere di scene di dominazione e di stupro senza sentirsi in colpa e senza angoscia (ma il morso non è solo metafora eufemizzante dell'atto sessuale: è anche indizio di una sessualità prevalentemente orale, cosa che spiega perché i primi fan di Dracula siano gli adolescenti). [...] La questione della sessualità, comunque, non ci soddisfa completamente, nel senso che, da sola, non basta a rendere ragione della resistenza del vampiro nel nostro immaginario letterario e cinematografico. Il mio sospetto è che molto conti la fungibilità o transitività del vampiro, in altre parole la sua contiguità ad altri "tipi", dai licantropi (affratellamento esplicitato dalla saga ''Twilight'') agli zombie [...]. Ma non dobbiamo dimenticarci, infine, della disponibilità del tema a trascorrere dall'horror alla commedia. ([[Michele Mari]])
===[[Dario Argento]]===
*I vampiri sono una metafora. M'interesso molto all'esoterismo, ma lo considero un fatto culturale, non una realtà soprannaturale.
*Nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi.
*Non sono i soliti serial killer, ma figure piene di sentimenti e di conflitti interiori.
===[[Augustin Calmet]]===
*Abbiam detto, che i Vampiri mai non parlano delle cose dell'altra vita, non domandano né Messe, né orazioni, non danno alcun avvertimento ai vivi, onde correggano i suoi costumi, e menino una vita migliore. Questo è certamente un gran pregiudizio contro la realtà del loro ritorno dall'altro mondo; ma il loro silenzio su questo articolo può molto favorir l'opinione, che non sieno morti veramente.
*Amessi questi fatti, ch'io credo incontrastabili, non è irragionevole il credere, che i Vampiri d'Ungheria, di Slesia, e di Moravia sian uomini morti di malattie infiammative, ed abbiano anche sepolti conservato un resto di vita, presso poco come quegli animali, di cui abbiamo parlato, e come quegli uccelli, che d'Inverno si cacciano in fondo ai laghi, e alle paludi di Polonia, e de' Paesi Settentrionali: questi son senza vita, e ripigliano il moto, e l'attività, quando al ritorno di Primavera il Sole riscalda le acque, o quando si metton vicini a un fuoco moderato, o s'involgono in un panno caldo, allora si vedono rivivere, e fare le lor funzioni ordinarie, sospese in passato dal freddo. Così nel loro sepolcro i Vampiri dopo un certo tempo ripiglian la vita, e la loro anima assolutamente non li abbandona se non dopo la totale dissoluzione, e scomponimento delle parti del corpo, e quando guasti e scompaginati gli organi ella più non può fare le sue funzioni vitali, per mezzo di essi, donde nasce, che i popoli dei paesi accennati l'impalano, li decapitano, li abbruciano per togliere alle loro anime ogni speranza di animarli di nuovo, e di servirsene per dar molestia ai viventi.
*Che i corpi, i quali son morti di malattia violenta, ovvero giustiziati essendo in piena sanità, ovvero semplicemente svenuti, vegetin sottoterra, e nelle sepolture, che loro cresca la barba, i capegli, le unghie, che mandin fuori sangue, che sien flessibili, e maneggevoli, che non puzzino, che mandino escrementi, ed altre simili cose non è questo che c'imbarazzi: la vegetazione del corpo umano può benissimo produrre tutti questi effetti, che mangino, e divorino quel che si trovan d'intorno, la rabbia, ond'è trasportato un uomo, che si trova sepolto vivo, allorché si risveglia dal suo assopimento, o dal suo svenimento, lo deve naturalmente trasportare a questi eccessi violenti. Ma la massima difficoltà consiste in ispiegare in qual maniera i Vampiri escano dalle lor sepolture per venire a molestare i viventi, e come poi vi rientrino, poiché tutte le relazioni, che abbiamo, suppongono la cosa per certa, senza raccontare né la maniera, né le circostanze, che pur sarebbero la cosa più osservabile nella esposizione di questi fatti.
*Esaminando la relazione della morte de' pretesi martiri del Vampirismo, vi ritrovo tutti i sintomi d'un fanatismo epidemico, e veggo ad evidenza, che la vera cagione della lor morte è l'impressione gagliarda dello spavento. [...] Chiunque abbia gli occhi un poco Filosofici vede al solo racconto, che questo preteso Vampirismo non è altro che una immaginazione alterata.
*Non niego, che persone non sieno morte, immaginandosi di vedere i suoi parenti, che le chiamassero al sepolcro, che altre non abbiano creduto di sentire picchiar alle porte, d'essere molestate, in una parola attaccate da malattie mortali, e che queste persone giuridicamente interrogate non abbian risposto di aver veduto, e sentito tutto quello, che loro rappresentava la fantasia alterata. Ma io voglio testimoni non preoccupati, liberi dal timore, dall'interesse, dalla passione, i quali dopo maturi riflessi assicurino d'aver veduto, sentito, interrogato questi Vampiri, e d'essere stati testimoni delle loro azioni, e sono persuaso, che non se ne troverà alcuno di tal fatta.
*Questi Vampiri non si sentono se non in certi paesi, come in Ungheria, la Moravia, in Silesia, dove tali malattie son più comuni, e i popoli nutriti di cibi cattivi sono sottoposti a certi incomodi cagionati e dai cibi, e dal clima, e accresciuti dai pregiudizi, dalla fantasia, e dalla paura, capace di produrre, o di aumentare le malattie più grave e pericolose, siccome pur troppo la quotidiana sperienza lo prova. Che poi a detto di alcuni i morti mangino, e mastichino a guisa di porci ne' loro sepolcri, ella è una cosa apertamente favolosa, e unicamente fondata sopra ridicole prevenzioni.
*Si dice che'l Vampiro ha una spezie di fame, che gli fa mangiare il panno lino, in cui è involto. Questo redivivo o Oupiro uscito dalla sua sepoltura, o sia il Demonio sotto la di lui figura, va la notte, abbraccia e stringe con violenza i suoi parenti, i suoi amici, succhia loro il sangue a segno che perdon le forze, e a poco a poco estenuandosi muoiono. Questa persecuzione non si ferma in una sola persona, si estende a tutte quelle della famiglia, quando però non si decapiti il Risurgente, o non se gli apra il cuore, disotterrando il di lui cadavere, che si trova nel sepolcro molle, flessibile, carnoso, e rubicondo, ancorché morto da lungo tempo. Esce dal di lui corpo gran copia di sangue, e alcuni lo raccolgono, lo mescolan con farina, e ne fan pane, e questo pane mangiato cotidianamente li preserva dalla vessazione dello Spirito, che non ritorna più.
===[[Matei Cazacu]]===
*Il vampiro fa quindi parte della grande famiglia degli spettri o fantasmi, comune a tutte le civiltà. Nel mondo slavo e balcanico qui preso in esame, il suo nome, quello con il quale è universalmente noto, deriva da un antico termine slavo, ''opyr'' o ''opir'', che ha dato la forma «vampiro» in bulgaro, serbocroato, macedone, polacco e ucraino, e alcune varianti molto simili nelle altre lingue slave. La radice di ''opyr'' deriva da una parola che significa «pipistrello», e quella di ''opir'' contiene il significato di «volare, planare, fluttuare in aria come il vapore». Da qui la metamorfosi dell'anima errante sotto forma di pipistrello, mosca, falena o uccello in generale. Quando questa metamorfosi avviene nel corpo di un animale come il lupo, ecco i lupi mannari, ''vurkolak'', nelle lingue slave, ''pricolici'', in greco e in romeno. Nel romeno s'incontra anche il termine ''strigoi'' per designare il vampiro (''strigoaica'' al femminile), da ''strix'', ''striga'', che ha dato l'italiano «strega». Un altro termine per questi esseri della notte, dal quale è derivato il vocabolo francese ''cauchemar'' (incubo) e il tedesco ''Mahr'', è ''mora'' in serbocroato, russo e bulgaro, ''moroi'' in romeno: si applica soprattutto agli spiriti dei bambini nati morti o morti senza battesimo.
*L'apparizione e la diffusione del cristianesimo hanno rafforzato considerevolmente il ruolo dell'anima che deve separarsi del corpo per andare in Purgatorio o verso uno spazio non definito, nel caso della Chiesa ortodossa. Quest'incertezza, alimentata fino a oggi dalla cristianità orientale alla quale appartengono i popoli balcanici e slavi dell'Est (a eccezione dei polacchi), ha favorito la credenza nei vampiri.
*Nel mondo ortodosso i cadaveri venivano riesumati dopo uno, tre, cinque o sette anni, per verificare lo stato di decomposizione. Un cadavere intatto o ritrovato con la faccia contro la terra significava che si trattava di un non-morto, di un vampiro, al quale bisognava concedere una sepoltura decente dopo avergli conficcato un paletto di biancospino nel... cuore...
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*La donna dormiva del suo sonno di Vampiro, così piena di vita e di voluttuosa bellezza che io ho tremato tutto, come se fossi venuto lì per compiere un assassinio. Ah, e neppure io dubito che in antichi tempi, quando queste cose esistevano, più di un uomo che si fosse accinto a impresa come la mia avrebbe sentito suo cuore mancare, e poi anche i suoi nervi. Così lui esita, e esita, e esita, fino a che la bellezza e il fascino della spietata Non-Morta lo ipnotizzano; e lui resta lì, e va avanti a restare lì finché arriva il tramonto, e il sonno del Vampiro ha termine. Allora i meravigliosi occhi della bella donna si aprono e sembrano parlare d'amore, e la bocca voluttuosa si offre per un bacio – e l'uomo è debole. E così una nuova vittima resta preda del Vampiro; un altro che si aggiunge a macabre e torve squadre dei Non-Morti!... ([[Abraham Van Helsing]])
*Le fauci del lupo erano miglior destino che non la tomba del Vampiro! ([[Abraham Van Helsing]])
*Prima di fare qualsiasi cosa, lasciate voi che io dica questo: che viene dalle tradizioni e dalle esperienze degli antichi e di tutti quelli che hanno studiato i poteri dei Non-Morti. Quando essi diventano tali, con questo mutamento cade su loro la maledizione della immortalità; essi non possono morire, ma devono andare avanti per secoli e secoli, sempre aggiungendo nuove vittime e moltiplicando i mali del mondo; perché tutti coloro che muoiono in quanto caduti preda del Non-Morto, diventano Non-Morti essi stessi, e predano anche loro nuove vittime. E così il cerchio va avanti sempre allargandosi, così come le onde da una pietra gettata in acqua. Amico Arthur, se voi foste stato raggiunto da quel bacio che voi sapete prima di morte di povera Lucy; o ancora, l'altra notte, quando voi avete aperto vostre braccia a lei, anche voi a suo tempo, a tempo di vostra morte, sareste voi diventato ''nosferatu'', come lo chiamano in Europa d'Oriente, e per sempre avreste fatto anche voi di più di questi Non-Morti che tanto hanno noi riempito di orrore. ([[Abraham Van Helsing]])
===[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]===
*Il concetto di vampirismo è da rintracciare in tempi remotissimi, quando un cacciatore primitivo scoprì che mentre il sangue usciva dalla ferita di un animale o di un uomo, anche la vita se ne andava. Ecco perché gli uomini primitivi si cospargevano di sangue e a volte lo bevevano: il sangue era fonte di forza e vitalità. Così il concetto di bere sangue per riacquistare le forze entrò a far parte della storia.
*La figura del vampiro, una creatura che da uomo si trasforma in mostro, è senza dubbio tragica, spaventosa, senza speranza, pietà, o risposte. Per sopravvivere deve bere il sangue delle sue vittime e la possibilità di una morte definitiva gli è preclusa. E così continua a vivere: vuole vivere e vuole morire al tempo stesso, non è veramente vivo ma nemmeno morto. Il folclore vampiresco non poggia su basi scientifiche e tuttavia è sostanzialmente vero. Come attestano tutte le tradizioni e le leggende sui vampiri, l'uomo non teme solo la morte, ma anche cose che vanno ben al di là di essa.
*Una delle teorie concepite per spiegare la diffusione delle leggende vampiresche in Transilvania, sostiene che, dal momento che i mongoli tibetani credevano sia nei vampiri sia nel dio pipistrello, potrebbero essere venuti in contatto con i numerosi popoli asiatici che migrarono in Transilvania. Sia gli ungheresi (magiari) che gli [[Siculi (Transilvania)|szekely]] della Transilvania si spostarono inizialmente dall'Asia all'Europa. In questo contesto è interessante notare che nel romanzo di Stoker, Dracula sostiene di discendere dagli szekely. Un'altra teoria sui motivi dell'evidente abbondanza di leggende vampiresche in Transilvania prende in considerazione il fatto che la regione è abitata da un gran numero di gruppi etnici diversi, che hanno dato vita a un elaborato miscuglio di folklore tedesco, ungherese, zingaro e romeno.
===[[Fabio Giovannini]]===
*Come la cultura di fine secolo, il vampiro è inafferrabile. Non è un fantasma, e quindi è tangibile, ma riesce a sfuggire a una identificazione precisa grazie alle sue metamorfosi e ai suoi poteri misteriosi. Come la cultura di fine secolo, il vampiro è ibrido, non è catalogabile in un solo schema.
*Il mito del vampiro nasce in epoche indefinibili, anche se il termine «vampiro» si afferma in Europa solo nel Settecento illuminista. Gli etimologi non stanno tranquilli di fronte ai vampiri. Le tre parole che nel linguaggio contemporaneo definiscono più correntemente il vampirismo (Vampiro, Nosferatu, Dracula) hanno origini in parte insondabili, che quasi si perdono nel nulla.
*Il Settecento fornisce ai tempi a venire una superstizione vampirica precisa, con regole e norme che si protrarranno nei secoli: i vampiri illuministi sono cadaveri che risorgono, nutrendosi di sangue umano e annientati solo da un paletto nel cuore e dal rogo delle spoglie. Il Settecento fornisce anche l'elenco dei rimedi per allontanare questi mostri notturni: l'aglio, gli arnesi religiosi, ecc. L'ondata di paura porta a un vero e proprio irrazionalismo di massa, probabilmente sottovalutato dagli storici e da quanti hanno studiato il periodo settecentesco europeo. La credenza nei vampiri provocò un incredibile numero di violazioni di sepolture, le tombe venivano aperte per rinvenire cadaveri rosei e sanguinolenti (vampiri) cui imputare epidemie o sventure. In effetti non era infrequente scoperchiare tombe e trovare cadaveri gonfi e lisci, con unghie e capelli allungati (il tutto in virtù di normali fenomeni di ritardata decomposizione) o sepolti vivi a causa di qualche forma di morte apparente.
*Il vampiro agisce meglio nel mondo chiuso, ad esempio nel ''villaggio''. Un contadino romeno avrà più di uno stimolo al terrore vampirico, al timore verso le orde vampiresche dotate di oscuri poteri connessi alla notte. La mentalità del piccolo gruppo favorisce la superstizione del vampiro. Ecco perché le leggende sul vampiro sono molto diffuse nelle isole, dove si teme tutto ciò che è straniero e diverso.
*Il vampiro è il «mostro» più metaforico, il più «intellettuale», pur essendo popolarissimo e riprodotto dall'industria culturale in quasi tutto il mondo. Il vampiro affascina il lettore quanto il bambino. Il mito del vampiro è «raffinato» e «sofisticato», è elaborato e complesso.
*Il vampiro ripropone quelle sensazioni di vicina morte che la sessualità porta sempre con sé. La paura è alla base dei miti vampireschi: paura della morte, paura dell'erotismo non socialmente controllabile, paura dell'ignoto. La paura, tra l'altro, è legata fisiologicamente al sangue, questo essenziale alimento della dieta vampirica. L'adrenalina che la paura fa aumentare nel sangue sembra tingere di rosso anche l'aspetto più nascosto del terrore.
*Il vampiro sopravvive alla morte, supera una delle massime aspirazioni e una delle massime angosce dell'uomo. E sopravvive nel corpo, non nell'anima. Il vampirismo è il contrario del cristianesimo, che assegna solo all'anima l'immortalità e di conseguenza svilisce tutto il corporeo.
*La croce da oggetto di culto si muta in stratagemma per mettere in difficoltà il male. Funziona con il diavolo e funziona con il vampiro. Dracula e i suoi simili urlano di dolore al solo apparire di un crocifisso: hanno ragione, perché la croce è, originariamente, solo uno strumento di tortura. Il vampiro, materialista ed esaltatore dei piaceri della carne (e del sangue), non può sopportare la vista di quell'attrezzo da boia.
*La [[depressione]] stessa è un vampiro. Alzarsi la mattina dopo una notte insonne: l'incontro estenuante della vittima con il suo predatore è simile al sommergersi in una marea di pensieri di cui però non si può fare a meno. Senza forza, senza energia, come «esangui».
*La [[seduzione]] caratterizza definitivamente il vampiro come metafora del trasgressivo: la sua irruzione seducente nella vita «normale» e perbenista scuote e infrange alcuni dei valori fondamentali della società.
*La tristezza del vampiro, la sua disperazione, sono l'altra faccia dell'intrinseca ideologia di «liberazione» nascosta nel mito vampirico. Il non-morto, che vive solo nel nero della notte, nel silenzio senza memoria delle tenebre, nella morte del giorno, difficilmente avrebbe potuto sottrarsi alla malinconia e al dolore.
*Nel vampiro, che infrange le regole della vita e della morte ma anche quelle della sessualità convenzionale, c'è un diavolo umanizzato, come Cristo è un dio umanizzato. Cristo promette per l'aldilà una vita futura ed eterna, gioiosa e senza dolore. Anche il vampiro promette alle proprie vittime una vita futura eterna e libera, ma sulla terra.
===''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]''===
*– Non temiamo la croce. Bè, alcuni di noi la temono, d'altro canto la superstizione non è solo umana. Voi non passereste sotto una scala, ma lo fareste se ci fosse un cheeseburger dall'altra parte. Non siamo disgustati dall'aglio e ci riflettiamo negli specchi. Non so chi l'abbia inventato... il paletto nel cuore... la decapitazione -- ouch, ovviamente e... cosa sto dimenticando?<br />– L'acqua santa. <br />– Già, l'acqua santa, roba temibile, ma non quanto l'orribile bastardo puzzolente che sono quando mi faccio la doccia. No, l'unica cosa che davvero ci crea problemi è la luce del sole... e qui non ne vedo molta. Voi?
*Dinnanzi a me sono trascorsi dieci secoli di storia come su di uno schermo. Per noi il mondo dei mortali è una lanterna magica, uno spettacolo divertente da seguire. A volte interveniamo. Ho tirato io la freccia nella testa di re Harold ad Hastings, e ho succhiato il suo occhio. Ho visto martiri friggere per mano di tiranni, bisbigliandoli nelle orecchie che razza di idioti fossero. Ho leccato il sangue dalle lance Sioux. Mi sono aggirato tra i fuochi di Dresda come un lupo, mangiando la carne dei neonati arrostiti -- per poi alzarmi in volo con nuove ali, azzannando i paracadutisti che lasciavano i bombardieri in fiamme. E tutto questo è solo una parte. [...] Ero presente all'alba del nucleare! Me ne sono beato!! Sicuro all'ombra del fungo, nascosto dalla pira atomica che oscurava il sole, ho percorso le strade di Nagasaki ingozzandomi di fetido sangue contaminato. Perché? Perché potevo. Perché posso. Un'infinita, illimitata indulgenza. Questa è la vita del vampiro.
*Quindi non siete solo una manica di froci con addosso più pizzo e pelle di un casino di troie da due dollari. Ho capito.
===[[Giorgio Manganelli]]===
*Dalle nostre viscere è nato il vampiro ed è immortale – cioè, coesiste con tutto ciò che in noi è vivo – perché noi desideriamo disperatamente consegnare il collo a quell'essere orribile e fraterno che succhia il nostro sangue, che ci esenta dal compito di avere sangue e volto e destino. Il vampiro ci sottrae il simbolico sangue, cioè quell'esistenza che è il segno della nostra appartenenza al mondo dei destini. Il destino di Dracula è incompatibile con il nostro.
*Il vampiro è uno, e noi, ciascuno di noi, è infinito, è una folla. Ci tormenterà tutta la vita, e molte e molte volte troveremo i segni dei suoi denti sulla nostra gola. Egli abita dentro di noi, ma il suo castello è un rudere, geme nei nostri sogni, è assassino e accattone. Ma il rosso sangue è nostro, il vampiro è esangue. Noi sappiamo di non poterlo uccidere, ma se egli ci uccidesse dimenticherebbe irreparabilmente quel sapore di vita che egli riesce a rubarci.
*Il vampiro non è solo un nemico, qualcosa che vuole distruggerci, che vuole accostarci per nutrirsi di noi: è anche una terribile tentazione.
*Se mi guardo la dentatura allo specchio, la trovo abbastanza regolare. In ogni caso, non ho quei denti appuntiti che contraddistinguono il vampiro. Me ne rallegro, perché i vampiri non mi piacciono. Che io rammenti, nella mia famiglia non ci sono mai stati vampiri; spero che non ce ne siano mai. Messo alle strette, preferirei uno zio un po' matto, e un cugino con un debole per lo spiritismo.
===[[Flavio Santi]]===
*Il vampiro è anche una figura allegorica: le sue declinazioni sono molteplici. E questo è un Paese estremamente e variamente vampirizzato. I vampiri sono coloro che barattano la vita con l'immobilismo e il parassitismo: il politico corrotto, il funzionario compiacente, il mafioso. Sono coloro che vivono e si impongono sulle disgrazie altrui: i banchieri come Fiorani, i faccendieri come Ricucci o Cragnotti. Sono coloro che distruggono, anche fisicamente, la vita altrui.
*L'orrore rappresentato dal vampiro è un ponte gettato verso qualcosa che non siamo noi. Perché le tenebre portano conoscenza, la paura è cognitiva, parla di noi, delle nostre attese, dei nostri desideri, con una precisione sconcertante.
*La letteratura del Novecento ha travisato il potenziale enorme del vampiro, confinandolo spesso e volentieri ai margini (si dice che è letteratura di genere, al massimo), mentre il cinema, vero specchio della nostra realtà, non ha commesso questo grossolano errore di valutazione e ha continuato a utilizzare la sua figura come efficace arma di rappresentazione. Il vampiro è pervasivo, è un grimaldello conoscitivo potentissimo.
===[[Dacre Stoker]]===
*I vampiri nella letteratura risalgono a tempi persino precedenti alla scrittura di Dracula da parte di Bram, e sono stati oggetto di diverse ondate di interesse in letteratura, nei fumetti, negli spettacoli televisivi, nei film e nelle serie tv. Il fatto che il mito del vampiro abbia le sue radici in un senso comune della realtà è il perché – nella mia opinione – ci sia un perdurante interesse e ci sarà sempre una fascinazione per i non morti.
*Il mito del vampiro era molto diffuso alla fine del 1700 in tutta Europa, quando diverse malattie contagiose colpirono gran parte della popolazione. La maggior parte di queste persone non comprendeva la scienza dietro virus e batteri, quindi molti si rivolgevano alla superstizione e alle credenze folcloriche per trovare risposte e rimedi. Di conseguenza, si iniziò a riflettere sugli influssi vitali e di creature che succhiavano il sangue… ovvero il vampiro.
*In tutta franchezza, la gente è innamorata del potere e del fascino di un vampiro maschio o femmina dalla forte carica sessuale e del fatto che rappresenta una possibilità di immortalità, indipendentemente dall'età o dal luogo in cui si vive.
===Film===
*– Allora, lezione numero uno su come si uccidono i vampiri. Le croci e l'acqua santa non servono a niente, dimentica quello che hai visto nei film. Usa un paletto, l'argento o la luce del sole. Sai usare una di queste?<br />– No, ma imparerò alla svelta.<br/>– La sicura è tolta, il colpo è in canna. Proiettile d'argento a espansione riempito con aglio. Punta alla testa o al cuore, e se sbagli... sono cazzi tuoi! (''[[Blade (film)|Blade]]'')
*Contrariamente a quanto si pensa, i vampiri si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*I vampiri sono presenti ovunque. Forse ora ce n'è uno seduto accanto a voi. Eh, già, perché vanno anche al cinema, ve lo assicuro. I vampiri hanno un aspetto del tutto normale, e lo sono in realtà. Solamente... hanno la strana abitudine di bere il sangue. Specialmente il sangue di quelli che amano. (''[[I tre volti della paura]]'')
*In città non c'era posto per due dottori... e due vampiri. (''[[Le cinque chiavi del terrore]]'')
*Vive al di fuori della grazia di Dio, vaga nelle tenebre più profonde. È un vampiro, "Nosferatu". Queste creature non muoiono come l'ape dopo la prima puntura ma si rafforzano e diventano immortali una volta infettate da un altro Nosferatu. Quindi, amici miei, noi non stiamo combattendo una sola bestia ma intere legioni che passano di era in era nutrendosi del sangue degli esseri viventi. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'')
====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''====
*I vampiri sono morti che vivono. Non hanno una vita nel vero senso del termine. Come la fenice, si muoiono solo per vivere ancora. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Le pallottole d'argento sono poco pratiche e l'aglio non da molto affidamento. Posso però garantirle che il mostro aborre l'argento, l'argento di ogni specie, come ad esempio la lama di un pugnale. C'è poi l'altra teoria che il vampiro possa essere distrutto per immersione in acqua chiara corrente. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Un vampiro attacca principalmente per due ragioni. Intanto, ha bisogno di sangue umano per nutrirsi. Secondo, attacca anche per trasformare la sua vittima in un essere come lui, un morto che vive. Questo mostro si è rinforzato. Ha bevuto molto sangue, ora vorrà trasformare gli altri. Potrà averne già contagiato qualcuno. Se non viene fermato, continuerà la sua opera nefasta. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[Dracula il vampiro]]''====
[[File:Dracula 1958 b.jpg|thumb|Scena di ''Dracula il vampiro'']]
*È stabilito che le vittime hanno orrore di sentirsi dominate dal vampirismo. Ma sono incapaci di liberarsi dal morbo come chi è dedito alle droghe. Finiscono per morire per la perdita di sangue, ma questa morte anormale non porta con se la pace, poiché essi diventano i cosiddetti "non-morti". ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*Ho dedicato tutta la vita allo studio di questi esseri. Ho fatto ricerche con le maggiori autorità mediche d'Europa e siamo ancora ai primissimi passi. Sul pipistrello vampiro sappiamo già molto. Ma sulla natura di questi corpi rianimati dei morti, i non-morti noi li chiamiamo, si sa così poco che molti biologi si rifiutano di crederci. È logico che vi sentiate scosso. Non potete pretendere di capire da un giorno all'altro. Ma quanto è accaduto vi sarà bastato per capire che è una piaga orrenda che dev'essere sanata ad ogni costo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*Nelle ricerche sui vampiri, si sono stabiliti alcuni fatti basilari.<br>Primo: la luce. Il vampiro è allergico alla luce e non esce mai di giorno. Il sole ha su di lui un azione mortale. Alla luce del sole, il vampiro si disintegra.<br>Secondo: l'aglio. Il vampiro non sopporta l'odore dell'aglio. Devo ricordarmi di prendermi accordi definitivi con Harker prima che egli parta per Klausenburg.<br>Terzo: il crocifisso, che è il simbolo della vittoria del bene sul male. [...] La potenza della croce in questi casi è duplice. Protegge la persona normale, ma rivela il vampiro o la vittima di questo contagio, qualora questo si trovi in stadio avanzato. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''====
*Aglio per allontanare i vampiri! Ormai qua non ci sono più i vampiri. E se ci fossero, altro che aglio! Volete cacciarvi in testa che è finita? Finita ormai da dieci anni!
*– Ho letto qualcosa sui vampiri. Ma avevo sempre pensato che fossero il prodotto di fantasie troppo fertili.<br>– Ah, magari fosse così. Qua sui Carpazi il vampirismo era purtroppo un'orribile realtà.
*Quello che non vuol capire la gente di qua è che un vampiro non può entrare in una casa se non invitato da qualcuno che l'abita. Ma se questo accade, nessun esorcismo è valido a tenerlo fuori.
====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''====
*Le leggende dell'antica Cina affondano le loro radici nella notte dei tempi. Alcuni sono lugubri e terrificanti nei loro contenuti, altri sono più reali, e si fondano soprattutto sulla verità. C'è uno sperduto villaggio nell'immenso centro della Cina su cui periodicamente si abbatte una maledizione allo spuntare della settima luna. Corrono brividi di paura mentre si odono i lamenti sommessi delle anime in pena. Ed il terrore si annida nel cuore degli abitanti. Si mormora la parola "vampiri", e tutti provano un autentico senso di orrore. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*– Quelli non sono comuni mortali. Voi dovete rendervi conto che sono esseri già morti, creature maledette che debbano procurarsi sangue umano per riuscire ad esistere. Sono enormemente forti e possiedono poteri soprannaturali non immaginabili. Chi cade per mano loro sarà anche egli eternamente dannato.<br>– Eppure possono essere annientati.<br>– Certo che è possibile. Essi aborrono tutto ciò che ha un significato sacro. Temono il verbo del Signore. In Europa, i vampiri sono terrorizzati dal crocifisso. Qui, sarà l'immagine delle vostre divinità la nostra unica protezione.
*Se il vampirismo esiste nell'Europa orientale, e io posso assicurarvi che è così, non c'è ragione di mettere in dubbio la sua esistenza in altre parti del mondo. Anzi, le sue autentiche origini possono essere localizzate proprio nell'antica Cina. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
====''[[Nosferatu a Venezia]]''====
*– Che ne pensa la Chiesa del vampirismo?<br>– [[Papa Benedetto XIV]] decretò che il vampirismo è uno dei mille modi di manifestarsi del male.<br>– E i suoi vampiri è venuto a cercarli a Venezia?<br>– I vampiri possono essere ovunque.
*Può diventare vampiro il figlio illegittimo di genitori illegittimi, oppure il figlio di una strega o di un mago, suicida, il morto di peste, chi è morto impiccato, e chi è morto senza sacramenti, chi è morto con la bestemmia sulle labbra, oppure l'assassino che muore impunito, e infine chi discende da vampiri.
*Vampirismo? Sembra un argomento per veterinari.
====''[[I satanici riti di Dracula]]''====
*Avete già visto le manifestazioni di vampirismo. Il culto è vivo, prolifero, e diffonde le sue radici come un contagio, come la peste. La mia famiglia ha combattuto questa maledizione da generazioni. Ogni volta che è stata annientata è rispuntata più forte di prima come la fenice, in cerca di vendetta. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*– Come si combatte un vampiro? Con l'aglio forse?!<br>– Ci sono vari modi. I simboli di Dio usati per combattere le forze del male, il crocifisso, la parola di Dio com'è scritta nella Bibbia, acqua che scorre simboleggiante la purezza. Inoltre hanno l'eterno terrore dell'argento.<br>– E niente altro?<br>– Il cespuglio di rovi da cui fecero per Cristo la corona di spine, la luce del giorno.<br>– E un paletto di legno infilato nel cuore.
*I vampiri sono creature spettrali, la cui immagine non può essere riflessa dagli specchi, né fissata sulla pellicola di una macchina fotografica. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Il mio servizio è stato eliminato su ordine di John Porter. Metà del personale è stato arrestato, due uomini morti. Ci hanno tacciato di sovversivismo, e il peggio non è ancora avvenuto per noi. E tutto questo per colpa di un vampiro!
*Quelli che aderiscono al culto del vampirismo sono di solito individui maturi e colti. Sono infatti essi che ne realizzano in pieno il suo tremendo potenziale. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[Vampires]]''====
*– Lei ha mai visto un vampiro?<br />– No...<br />– Per prima cosa non sono romantici, chiaro? Non assomigliano affatto a un branco di transessuali che se ne vanno in giro in abito da sera a tentare di rimorchiare tutti quelli che incontrano con un falso accento europeo. Dimentichi quello che ha visto al cinema: non diventano pipistrelli, le croci non servono a niente. L'aglio? Vuole provare con l'aglio? Si metta una treccia d'aglio intorno al collo e quei vigliacchi le arrivano alle spalle e glielo mettono allegramente in quel posto mentre intanto le succhiano il sangue senza cannuccia. Non dormono in bare di lusso foderate di seta. Vuole ammazzarne uno? Gli pianti un paletto di legno direttamente in mezzo al cuore, il sole li riduce in cenere nel giro di un minuto.
*– Non sto scherzando, uccidiamo i vampiri. Ehi, Catlin, di' alla signora che facciamo per vivere.<br />– Uccidiamo i vampiri, gli diamo la caccia e li bruciamo vivi.
*– Voglio farle una domanda. Quando stamattina ha impalato quella vampira...<br />– Sì?<br />– ... ha avuto un erezione?<br />– Ah, non glielo dico. È un segreto.
====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''====
*– È la prima volta che dai la caccia ai vampiri, vero?<br>– Vampiri, gargoyle, warlock, sono tutti uguali: più buoni se ben cotti.<br>– No, non sono tutti uguali. Un vampiro non è affatto come un warlock. Perfino mio nonna ucciderebbe un warlock.
*I vampiri uccidono soltanto quello che gli serve per sopravvivere, una o due persone al mese. Adesso uccideranno per vendetta.
*I vampiri sono morti viventi, quindi ha un senso che i loro figli nascano morti.
*Persino un uomo puro di cuore, che dice le sue preghiere ogni sera, può [...] bramare il sangue di un altro quando il sole scende e il suo corpo il volo prende.
==Voci correlate==
*[[Conte Dracula]]
*[[Ghoul]]
*[[Conte Orlok]]
*[[Pipistrello]]
*[[Sangue]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Creature leggendarie]]
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Ariel Sharon
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/* Citazioni su Ariel Sharon */
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[[Immagine: Ariel Sharon Headshot.jpg|thumb|Ariel Sharon nel 2002]]
'''Ariel Sharon''' (1928 – 2014), politico e generale israeliano.
==Citazioni di Ariel Sharon==
*Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno.<ref name="fallaci"/>
*[[Yasser Arafat|Arafat]] dica quel che gli pare: non conta. Sono i fatti che contano, e gli sviluppi, le conseguenze che tali fatti avranno in futuro. Forse lui crede sul serio d'aver vinto politicamente, ma il tempo gli dimostrerà che la sua sconfitta è soprattutto politica.<ref name="fallaci">Dall'intervista con [[Oriana Fallaci]] del settembre 1982, ''Intervista con il potere'', Bur, 2014.</ref>
*Arafat ha detto che continuerà come prima? Al posto suo non ci proverei nemmeno. Gli ho regalato la vita, a quegli assassini. Sono vivi perché io ho scelto di lasciarli vivi. Ma tanta fortuna non costituisce affatto una garanzia per il futuro. Guai a loro se riprenderanno le loro attività sanguinose, anche in paesi lontani da Israele. Guai a loro.<ref name="fallaci"/>
*Combattenti, soldati? Nossignora, quelli non erano combattenti e soldati. Neanche a Beirut. Chi entra nella sala chirurgica di un ospedale dove i medici stanno operando un ferito e disconnettendo i tubi dell'ossigeno ordina di buttar via il ferito, sostituirlo con quello che portano loro, non è un soldato. È un terrorista, un assassino. Chi confisca un convoglio della Croce Rossa e ruba il latte in polvere destinato ai bambini, sghignazzando, non è un soldato. È un terrorista, un ladro. Ecco come si comportava la marmaglia di Arafat a Beirut. I siriani non si comportano a quel modo, gli egiziani non si comportano a quel modo. Gli uomini di Arafat sì. Sempre, da sempre. Ai confini tra Libano e Israele avevamo decine di installazioni militari. Eppure non le attaccavano mai. Mai! Attaccavano sempre i kibbutz, uccidevano sempre la gente inerme, i bambini, i vecchi, le donne. Non sono un esercito. Sono una banda di vigliacchi, di terroristi. Mi chieda tutto ma non mi chieda di chiamarli soldati.<ref name="fallaci"/>
*Da qualsiasi parte della barricata avvenga, ogni morte è una tragedia, e la morte di un bambino è sempre una tragedia intollerabile.<ref name="fallaci"/>
*I miei rapporti con Golda erano buoni quando stavo nel suo partito, il Partito laburista. Ma quando lo lasciai per fondare il Likud, un'impresa che lei considerava politicamente infantile, non me la perdonò. Prese a odiarmi in modo incredibile, con tutta la forza di cui era capace. E Dio sa se Golda era forte, come tutti quelli della sua generazione.<ref name="fallaci"/>
*I terroristi di Arafat [...] hanno combattuto quel poco che bastava per dare l'impressione di combattere. Non hanno mai combattuto fino in fondo. Mai! Spesso non hanno combattuto per niente. [...] Per questo io non li rispetto, non rispetto Arafat. Rispetto gli egiziani per come si sono battuti in tutte le guerre contro di noi, rispetto i giordani per come si sono battuti nel 1967 a Gerusalemme, rispetto i siriani per come si sono battuti in molte occasioni e anche in questa. Ma non rispetto i terroristi di Arafat perché non si sono battuti in Libano e a Beirut.<ref name="fallaci"/>
*Io odio la guerra. Soltanto chi ha fatto tante guerre quante ne ho fatte io, soltanto chi ha visto tanti orrori quanti ne ho visti io, soltanto chi vi ha perduto amici e vi è rimasto ferito come vi sono rimasto ferito io può odiare la guerra nella misura in cui la odio io.<ref name="fallaci"/>
*Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale.
:''Israel may have the right to put others on trial, but certainly no one has the right to put the Jewish people and the State of Israel on trial.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1241371.stm Clashes mar Mid-East inquiry]'', ''BBCnews.com'', 25 marzo 2001.</ref>
*L'organizzazione diretta dal signor Begin non attaccava i civili. E il signor Begin faceva un punto d'onore nel raccomandare ai suoi uomini di non colpire i civili. La bomba al King David Hotel era diretta contro i militari inglesi e la colpa di quell'episodio ricade tutta sullo High Commissioner inglese che era stato avvertito mezz'ora prima ma invece di evacuare l'albergo scappò. Noi non eravamo terroristi, eravamo dei «Freedom Fighters», combattenti per la libertà. Noi ci battevamo contro l'occupazione inglese.<ref name="fallaci"/>
*La forza dell'OLP consisteva nell'essere un centro internazionale del terrorismo, e tale centro poteva esistere soltanto disponendo d'un paese dentro cui installare uno Stato nello Stato.<ref name="fallaci"/>
*La ritirata degli americani da Saigon fu un oltraggio, e quell'oltraggio io non l'ho sofferto. L'ho fatto soffrire agli altri.<ref name="fallaci"/>
*Miss Fallaci, si metta in testa che senza l'aiuto dell'[[Unione Sovietica]] i paesi arabi non avrebbero fatto la guerra a Israele nel 1948. Si scatenarono contro di noi perché alle spalle avevano l'Unione Sovietica, militarmente e politicamente. Quanto all'OLP, esso è sostenuto dall'Unione Sovietica perché l'Unione Sovietica ha capito benissimo che nell'era atomica il terrorismo è l'unico modo per fare la guerra senza rischiare il conflitto nucleare. Per sviluppare il suo espansionismo l'Unione Sovietica ha ''bisogno'' dell'OLP, di Arafat. E se lei replica che Arafat non è comunista, io le rispondo: ai sovietici che importa? A loro importa soltanto che egli sia uno strumento del gioco, che rimanga nelle loro mani. È forse comunista la Siria? No, eppure l'Unione Sovietica ha dato alla Siria milleduecento carri armati, centinaia di pezzi di artiglieria, numerosi e modernissimi jet. È forse comunista la Libia? No, eppure l'Unione Sovietica ha dato alla Libia millenovecento carri armati, artiglieria, jet. Tutti parlano degli americani, delle armi americane. Le assicuro che le armi distribuite dall'Unione Sovietica in questa parte del mondo superano mostruosamente quelle che Israele compra dagli americani.<ref name="fallaci"/>
*Noi non abbiamo fatto la guerra ai palestinesi, l'abbiamo fatta ai terroristi dell'OLP, e l'aver risolto il problema del terrorismo dell'OLP significa aver fatto soltanto una parte del lavoro.<ref name="fallaci"/>
*Non abbiamo mai bombardato per colpire la popolazione civile. Mai! La maggior parte dei bombardamenti, e dico la maggior parte perché la guerra è guerra, sono avvenuti nelle zone dove i terroristi avevano e loro basi e i loro quartieri generali, cioè a sud del Boulevard di Mazrea, nell'area di Fakhani.<ref name="fallaci"/>
*Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno.<ref name="fallaci"/>
*{{NDR|Su [[Yasser Arafat]] e altri membri dell'OLP}} Non ci si può mai fidare di lui, di loro. Vivono sulla furbizia, tradiscono sempre i giuramenti, gli impegni. Anche ora.<ref name="fallaci"/>
*Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza.<ref name="fallaci"/>
*Non è nel nostro interesse governarvi. Noi vogliamo che siate voi [i palestinesi] a governarvi nella vostra nazione, uno stato democratico palestinese con contiguità territoriale in Giudea e Samaria, con un'economia stabile e che possa condurre normali relazioni di tranquillità, sicurezza e pace con Israele. Abbandonate il sentiero del [[Terrorismo|terrore]] e fermate insieme a noi lo spargimento di sangue. Dirigiamoci insieme verso la pace.
:''[...] it is not in our interest to govern you. We would like you to govern yourselves in your own country. A democratic Palestinian state with territorial contiguity in Judea and Samaria and economic viability, which would conduct normal relations of tranquility, security and peace with Israel. Abandon the path of terror and let us together stop the bloodshed. Let us move forward together towards peace.'''<ref>{{en}} Dal discorso alla conferenza di Herzliya; citato in ''[http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=373673 Prime Minister's speech at the Herzliya Conference]'', ''Haaretz.com'', 20 dicembre 2003.</ref>
*Non vogliamo interferire con le faccende interne del Libano ma sarebbe un'ipocrisia affermare che accetteremo un governo disposto a ospitare nuovamente i terroristi e i siriani.<ref name="fallaci"/>
*Non vogliamo neanche un centimetro quadrato del Libano!<ref name="fallaci"/>
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale nel West Bank per uno stato palestinese che sia anche attraversabile.
:''We can also reassure our Palestinian partners that we understand the importance of territorial contiguity in the West Bank for a viable Palestinian state.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/06/04/summit.sharon/index.html Transcript of speech by Sharon]'', ''CNN.com'', 4 giugno 2003.</ref>
*Può non piacere la parola, ma quello che sta avvenendo è un'occupazione, teniamo 3.5 milioni di palestinesi sotto occupazione. Credo che sia una cosa terribile per Israele e per i palestinesi.
:''You cannot like the word, but what is happening is an occupation – to hold 3.5 million Palestinians under occupation. I believe that is a terrible thing for Israel and for the Palestinians.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/05/26/mideast/ Sharon: "Occupation" terrible for Israel, Palestinians]'', ''CNN.com'', 26 maggio 2003.</ref>
*Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei.<ref name="fallaci"/>
*Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno.<ref name="fallaci"/>
*{{NDR|Su [[Moshe Dayan]]}} Si sveglia con cento idee, di cui novantacinque pericolose, tre pessime, ma due estremamente brillanti.<ref>Citato in [http://www.ilgiornale.it/news/rabin-sharon-stirpe-divisa-guida-israele.html ''Da Rabin a Sharon una stirpe in divisa alla guida di Israele''], ''Ilgiornale.it'', 7 gennaio 2006.</ref>
==Citazioni su Ariel Sharon==
*Il principale contributo di Sharon al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. ([[Ilan Pappé]])
===[[Bernardo Valli]]===
*Acclamato nei comizi al grido di "Arik, re d'Israele", Sharon pensa probabilmente a se stesso come a un Churchill o a un De Gaulle destinato a salvare il paese dal disastro e dal disonore. Ma alla sua indubbia popolarità non corrisponde un eguale peso politico.
*Era considerato un «criminale di guerra» dai palestinesi e un politico avventuroso da molti intellettuali israeliani. Un uomo imprevedibile, spericolato e intraprendente. Amante della guerra ma anche della quiete nella sua fattoria modello doveva faceva l'agricoltore. Interdetto come ministro della Difesa, dopo un lungo periodo di disgrazia, è diventato primo ministro. Un capo del governo capace di sorprendere, di stupire, così come aveva sorpreso e stupito come capo militare. Ha deciso la costruzione del muro fra i territori palestinesi e Israele, e al tempo stesso ha abbandonato Gaza ai palestinesi. Una concessione territoriale al momento eccezionale, rivelatasi poi insidiosa per l'autorità palestinese, dominata dall'Olp moderata, che ha perduto il controllo di quella provincia, dominata dalla più intransigente Hamas. L'iniziativa di Sharon tendeva forse a dividere gli avversari, ma era accompagnata da una politica tesa a stabilire rapporti distensivi con molti paesi arabi e con gli stessi palestinesi. Da uomo di una destra spesso estrema, che aveva favorito l'insediamento di numerose colonie israeliane in Cisgiordania, è diventato un politico aperto a soluzioni pacifiche. Ha abbandonato il Likud e ha fondato un partito di centro, Kadima per questo è stato accusato di tradimento da alcuni suoi amici. E per non pochi vecchi nemici è apparso invece come un leader capace di favorire una vera intesa. La sua energia sembrava rivolta verso una giusta direzione. Ma il suo cervello ha ceduto. È intervenuta la morte cerebrale. Otto anni dopo diventata morte totale.
*Il piglio del capo era evidente, ma colpiva anche lo sguardo tra il cameratesco e il paterno che rivolgeva ai subalterni. Nessuna agitazione nei gesti, malgrado gli schianti dell' artiglieria e dei bombardamenti aerei. Come coloro che conoscono la vera arte del comando, poteva alzare la voce, anzi l'alzava, ma senza toni minacciosi. Intimoriva, esortava e rassicurava coloro che obbedivano. Sapeva trascinarli. La sua prepotenza si manifestava altrove, nell'offensiva contro i palestinesi, ai quali non dava tregua scaricando su di loro tutti i mezzi dell' efficace esercito israeliano.
*Ritenuto colpevole, sia pure indiretto, da una commissione di inchiesta israeliana, della strage dei palestinesi del campo di Sabra e Shatila, fu dichiarato non adatto a comandare le forze armate, nella veste di ministro della Difesa. Fu una brutta pagina della vita di Sharon. Il massacro fu compiuto da libanesi, ma lui lasciò fare.
*Sharon è un uomo politico che suscita applausi, approvazioni, ma che ottiene per fortuna, almeno per ora, pochi voti. E questo atteggiamento è forse rivelatore di quel che si agita negli animi di molti israeliani: da un lato l'intransigenza che spinge a rifiutare la minima concessione ai palestinesi, a non abbandonare un solo brandello della Cisgiordania occupata, dall'altro una certa esitazione ad affidare la gestione di quella intransigenza a uomini come Sharon, che la sbandierano con tracotanza e domani l'amministrerebbero pericolosamente.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Sharon, Ariel}}
[[Categoria:Politici israeliani]]
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[[Immagine: Ariel Sharon Headshot.jpg|thumb|Ariel Sharon nel 2002]]
'''Ariel Sharon''' (1928 – 2014), politico e generale israeliano.
==Citazioni di Ariel Sharon==
*Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno.<ref name="fallaci"/>
*[[Yasser Arafat|Arafat]] dica quel che gli pare: non conta. Sono i fatti che contano, e gli sviluppi, le conseguenze che tali fatti avranno in futuro. Forse lui crede sul serio d'aver vinto politicamente, ma il tempo gli dimostrerà che la sua sconfitta è soprattutto politica.<ref name="fallaci">Dall'intervista con [[Oriana Fallaci]] del settembre 1982, ''Intervista con il potere'', Bur, 2014.</ref>
*Arafat ha detto che continuerà come prima? Al posto suo non ci proverei nemmeno. Gli ho regalato la vita, a quegli assassini. Sono vivi perché io ho scelto di lasciarli vivi. Ma tanta fortuna non costituisce affatto una garanzia per il futuro. Guai a loro se riprenderanno le loro attività sanguinose, anche in paesi lontani da Israele. Guai a loro.<ref name="fallaci"/>
*Combattenti, soldati? Nossignora, quelli non erano combattenti e soldati. Neanche a Beirut. Chi entra nella sala chirurgica di un ospedale dove i medici stanno operando un ferito e disconnettendo i tubi dell'ossigeno ordina di buttar via il ferito, sostituirlo con quello che portano loro, non è un soldato. È un terrorista, un assassino. Chi confisca un convoglio della Croce Rossa e ruba il latte in polvere destinato ai bambini, sghignazzando, non è un soldato. È un terrorista, un ladro. Ecco come si comportava la marmaglia di Arafat a Beirut. I siriani non si comportano a quel modo, gli egiziani non si comportano a quel modo. Gli uomini di Arafat sì. Sempre, da sempre. Ai confini tra Libano e Israele avevamo decine di installazioni militari. Eppure non le attaccavano mai. Mai! Attaccavano sempre i kibbutz, uccidevano sempre la gente inerme, i bambini, i vecchi, le donne. Non sono un esercito. Sono una banda di vigliacchi, di terroristi. Mi chieda tutto ma non mi chieda di chiamarli soldati.<ref name="fallaci"/>
*Da qualsiasi parte della barricata avvenga, ogni morte è una tragedia, e la morte di un bambino è sempre una tragedia intollerabile.<ref name="fallaci"/>
*I miei rapporti con Golda erano buoni quando stavo nel suo partito, il Partito laburista. Ma quando lo lasciai per fondare il Likud, un'impresa che lei considerava politicamente infantile, non me la perdonò. Prese a odiarmi in modo incredibile, con tutta la forza di cui era capace. E Dio sa se Golda era forte, come tutti quelli della sua generazione.<ref name="fallaci"/>
*I terroristi di Arafat [...] hanno combattuto quel poco che bastava per dare l'impressione di combattere. Non hanno mai combattuto fino in fondo. Mai! Spesso non hanno combattuto per niente. [...] Per questo io non li rispetto, non rispetto Arafat. Rispetto gli egiziani per come si sono battuti in tutte le guerre contro di noi, rispetto i giordani per come si sono battuti nel 1967 a Gerusalemme, rispetto i siriani per come si sono battuti in molte occasioni e anche in questa. Ma non rispetto i terroristi di Arafat perché non si sono battuti in Libano e a Beirut.<ref name="fallaci"/>
*Io odio la guerra. Soltanto chi ha fatto tante guerre quante ne ho fatte io, soltanto chi ha visto tanti orrori quanti ne ho visti io, soltanto chi vi ha perduto amici e vi è rimasto ferito come vi sono rimasto ferito io può odiare la guerra nella misura in cui la odio io.<ref name="fallaci"/>
*Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale.
:''Israel may have the right to put others on trial, but certainly no one has the right to put the Jewish people and the State of Israel on trial.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1241371.stm Clashes mar Mid-East inquiry]'', ''BBCnews.com'', 25 marzo 2001.</ref>
*L'organizzazione diretta dal signor Begin non attaccava i civili. E il signor Begin faceva un punto d'onore nel raccomandare ai suoi uomini di non colpire i civili. La bomba al King David Hotel era diretta contro i militari inglesi e la colpa di quell'episodio ricade tutta sullo High Commissioner inglese che era stato avvertito mezz'ora prima ma invece di evacuare l'albergo scappò. Noi non eravamo terroristi, eravamo dei «Freedom Fighters», combattenti per la libertà. Noi ci battevamo contro l'occupazione inglese.<ref name="fallaci"/>
*La forza dell'OLP consisteva nell'essere un centro internazionale del terrorismo, e tale centro poteva esistere soltanto disponendo d'un paese dentro cui installare uno Stato nello Stato.<ref name="fallaci"/>
*La ritirata degli americani da Saigon fu un oltraggio, e quell'oltraggio io non l'ho sofferto. L'ho fatto soffrire agli altri.<ref name="fallaci"/>
*Miss Fallaci, si metta in testa che senza l'aiuto dell'[[Unione Sovietica]] i paesi arabi non avrebbero fatto la guerra a Israele nel 1948. Si scatenarono contro di noi perché alle spalle avevano l'Unione Sovietica, militarmente e politicamente. Quanto all'OLP, esso è sostenuto dall'Unione Sovietica perché l'Unione Sovietica ha capito benissimo che nell'era atomica il terrorismo è l'unico modo per fare la guerra senza rischiare il conflitto nucleare. Per sviluppare il suo espansionismo l'Unione Sovietica ha ''bisogno'' dell'OLP, di Arafat. E se lei replica che Arafat non è comunista, io le rispondo: ai sovietici che importa? A loro importa soltanto che egli sia uno strumento del gioco, che rimanga nelle loro mani. È forse comunista la Siria? No, eppure l'Unione Sovietica ha dato alla Siria milleduecento carri armati, centinaia di pezzi di artiglieria, numerosi e modernissimi jet. È forse comunista la Libia? No, eppure l'Unione Sovietica ha dato alla Libia millenovecento carri armati, artiglieria, jet. Tutti parlano degli americani, delle armi americane. Le assicuro che le armi distribuite dall'Unione Sovietica in questa parte del mondo superano mostruosamente quelle che Israele compra dagli americani.<ref name="fallaci"/>
*Noi non abbiamo fatto la guerra ai palestinesi, l'abbiamo fatta ai terroristi dell'OLP, e l'aver risolto il problema del terrorismo dell'OLP significa aver fatto soltanto una parte del lavoro.<ref name="fallaci"/>
*Non abbiamo mai bombardato per colpire la popolazione civile. Mai! La maggior parte dei bombardamenti, e dico la maggior parte perché la guerra è guerra, sono avvenuti nelle zone dove i terroristi avevano e loro basi e i loro quartieri generali, cioè a sud del Boulevard di Mazrea, nell'area di Fakhani.<ref name="fallaci"/>
*Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno.<ref name="fallaci"/>
*{{NDR|Su [[Yasser Arafat]] e altri membri dell'OLP}} Non ci si può mai fidare di lui, di loro. Vivono sulla furbizia, tradiscono sempre i giuramenti, gli impegni. Anche ora.<ref name="fallaci"/>
*Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza.<ref name="fallaci"/>
*Non è nel nostro interesse governarvi. Noi vogliamo che siate voi [i palestinesi] a governarvi nella vostra nazione, uno stato democratico palestinese con contiguità territoriale in Giudea e Samaria, con un'economia stabile e che possa condurre normali relazioni di tranquillità, sicurezza e pace con Israele. Abbandonate il sentiero del [[Terrorismo|terrore]] e fermate insieme a noi lo spargimento di sangue. Dirigiamoci insieme verso la pace.
:''[...] it is not in our interest to govern you. We would like you to govern yourselves in your own country. A democratic Palestinian state with territorial contiguity in Judea and Samaria and economic viability, which would conduct normal relations of tranquility, security and peace with Israel. Abandon the path of terror and let us together stop the bloodshed. Let us move forward together towards peace.'''<ref>{{en}} Dal discorso alla conferenza di Herzliya; citato in ''[http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=373673 Prime Minister's speech at the Herzliya Conference]'', ''Haaretz.com'', 20 dicembre 2003.</ref>
*Non vogliamo interferire con le faccende interne del Libano ma sarebbe un'ipocrisia affermare che accetteremo un governo disposto a ospitare nuovamente i terroristi e i siriani.<ref name="fallaci"/>
*Non vogliamo neanche un centimetro quadrato del Libano!<ref name="fallaci"/>
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale in [[Cisgiordania]] per uno stato palestinese che sia anche attraversabile.
:''We can also reassure our Palestinian partners that we understand the importance of territorial contiguity in the West Bank for a viable Palestinian state.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/06/04/summit.sharon/index.html Transcript of speech by Sharon]'', ''CNN.com'', 4 giugno 2003.</ref>
*Può non piacere la parola, ma quello che sta avvenendo è un'occupazione, teniamo 3.5 milioni di palestinesi sotto occupazione. Credo che sia una cosa terribile per Israele e per i palestinesi.
:''You cannot like the word, but what is happening is an occupation – to hold 3.5 million Palestinians under occupation. I believe that is a terrible thing for Israel and for the Palestinians.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.cnn.com/2003/WORLD/meast/05/26/mideast/ Sharon: "Occupation" terrible for Israel, Palestinians]'', ''CNN.com'', 26 maggio 2003.</ref>
*Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei.<ref name="fallaci"/>
*Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno.<ref name="fallaci"/>
*{{NDR|Su [[Moshe Dayan]]}} Si sveglia con cento idee, di cui novantacinque pericolose, tre pessime, ma due estremamente brillanti.<ref>Citato in [http://www.ilgiornale.it/news/rabin-sharon-stirpe-divisa-guida-israele.html ''Da Rabin a Sharon una stirpe in divisa alla guida di Israele''], ''Ilgiornale.it'', 7 gennaio 2006.</ref>
==Citazioni su Ariel Sharon==
*Il principale contributo di Sharon al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. ([[Ilan Pappé]])
===[[Bernardo Valli]]===
*Acclamato nei comizi al grido di "Arik, re d'Israele", Sharon pensa probabilmente a se stesso come a un Churchill o a un De Gaulle destinato a salvare il paese dal disastro e dal disonore. Ma alla sua indubbia popolarità non corrisponde un eguale peso politico.
*Era considerato un «criminale di guerra» dai palestinesi e un politico avventuroso da molti intellettuali israeliani. Un uomo imprevedibile, spericolato e intraprendente. Amante della guerra ma anche della quiete nella sua fattoria modello doveva faceva l'agricoltore. Interdetto come ministro della Difesa, dopo un lungo periodo di disgrazia, è diventato primo ministro. Un capo del governo capace di sorprendere, di stupire, così come aveva sorpreso e stupito come capo militare. Ha deciso la costruzione del muro fra i territori palestinesi e Israele, e al tempo stesso ha abbandonato Gaza ai palestinesi. Una concessione territoriale al momento eccezionale, rivelatasi poi insidiosa per l'autorità palestinese, dominata dall'Olp moderata, che ha perduto il controllo di quella provincia, dominata dalla più intransigente Hamas. L'iniziativa di Sharon tendeva forse a dividere gli avversari, ma era accompagnata da una politica tesa a stabilire rapporti distensivi con molti paesi arabi e con gli stessi palestinesi. Da uomo di una destra spesso estrema, che aveva favorito l'insediamento di numerose colonie israeliane in Cisgiordania, è diventato un politico aperto a soluzioni pacifiche. Ha abbandonato il Likud e ha fondato un partito di centro, Kadima per questo è stato accusato di tradimento da alcuni suoi amici. E per non pochi vecchi nemici è apparso invece come un leader capace di favorire una vera intesa. La sua energia sembrava rivolta verso una giusta direzione. Ma il suo cervello ha ceduto. È intervenuta la morte cerebrale. Otto anni dopo diventata morte totale.
*Il piglio del capo era evidente, ma colpiva anche lo sguardo tra il cameratesco e il paterno che rivolgeva ai subalterni. Nessuna agitazione nei gesti, malgrado gli schianti dell' artiglieria e dei bombardamenti aerei. Come coloro che conoscono la vera arte del comando, poteva alzare la voce, anzi l'alzava, ma senza toni minacciosi. Intimoriva, esortava e rassicurava coloro che obbedivano. Sapeva trascinarli. La sua prepotenza si manifestava altrove, nell'offensiva contro i palestinesi, ai quali non dava tregua scaricando su di loro tutti i mezzi dell' efficace esercito israeliano.
*Ritenuto colpevole, sia pure indiretto, da una commissione di inchiesta israeliana, della strage dei palestinesi del campo di Sabra e Shatila, fu dichiarato non adatto a comandare le forze armate, nella veste di ministro della Difesa. Fu una brutta pagina della vita di Sharon. Il massacro fu compiuto da libanesi, ma lui lasciò fare.
*Sharon è un uomo politico che suscita applausi, approvazioni, ma che ottiene per fortuna, almeno per ora, pochi voti. E questo atteggiamento è forse rivelatore di quel che si agita negli animi di molti israeliani: da un lato l'intransigenza che spinge a rifiutare la minima concessione ai palestinesi, a non abbandonare un solo brandello della Cisgiordania occupata, dall'altro una certa esitazione ad affidare la gestione di quella intransigenza a uomini come Sharon, che la sbandierano con tracotanza e domani l'amministrerebbero pericolosamente.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici israeliani]]
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[[File:Eye Black and White with Color.jpg|miniatura|Un occhio che vede]]
Citazioni sulla '''vista''' e il '''vedere'''.
*Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. ([[José Saramago]])
*C'è da notare che, fra le facoltà sensibili, la vista è in rapporto diretto con lo spazio, e l'[[udito]] col tempo: gli elementi del simbolo visivo si esprimono in simultaneità, quelli del [[simbolo]] sonoro in successione. ([[René Guenon]])
*Chi impara realmente a vedere, si avvicina all'invisibile. ([[Paul Celan]])
*Finché il vedere è qualcosa da vedere, non è quello reale; solo quando vedere è non-vedere, cioè, quando vedere non è un atto specifico di vedere in uno stato di coscienza determinatamente circoscritto, è ''vedere nella propria autonatura''. ([[Daisetsu Teitarō Suzuki]])
*Guarda due volte per veder giusto, guarda una volta per veder bello. ([[Henri-Frédéric Amiel]])
*– Io conoscevo un uomo che era cieco. Quando arrivò all'età di 40 anni si fece fare un'operazione e riacquistò la vista. <br>– E cos'ha provato? <br>– All'inizio era... felice... incantato... facce, colori, paesaggi. Ma poi tutto cominciò a cambiare. Il mondo era molto più brutto di come se l'era immaginato. Nessuno gli aveva mai detto quanto sporco fosse. Quanta miseria. Vedeva squallore dappertutto. Quando era cieco attraversava la strada da solo con un bastone. Dopo aver riacquistato la vista, lo prese la paura. Cominciò a vivere nell'oscurità. Non usciva più di casa. Dopo tre anni si tolse la vita. (''[[Professione: reporter]]'')
*La cosa più nobile che lo spirito umano possa fare a questo mondo è vedere qualcosa, e dire in modo diretto quello che ha visto. Ci sono centinaia di persone che sanno parlare per una sola che sa pensare; ma migliaia sanno pensare per una che sa vedere. Vedere chiaramente è al contempo poesia, profezia e religione. ([[John Ruskin]])
*Lassù, nel cielo, ci sono cose che possiamo vedere... ma ci sono anche cose che non possiamo vedere. Parla sempre delle cose che gli altri non possono vedere. Alla gente piace ascoltare le storie di cose che non possono vedere. Lo stesso vale per il cibo: a qualcuno importa se non si vede il sale quando il cibo è saporito? Certo che no! Ma la sostanza sta nel sale. (''[[Un tocco di zenzero]]'')
*«[[Lucia da Siracusa|Santa Lucia]] vi conservi la vista», ripete da secoli, il mendicante napoletano che tende la mano sugli angoli delle strade, e dà con quella frase la misura esatta del significato in cui è tenuta a [[Napoli]] la «facoltà di vedere», un bene primario che costituisce la ricchezza estrema dei poveri e la sanità ultima degli ammalati. ([[Vittorio Paliotti]])
*Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. ([[Alessandro Baricco]])
*Se hai preso droghe come l'LSD o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. ([[Osho Rajneesh]])
*Tutto ciò che ho veduto mi induce a confidare nel Creatore per tutto ciò che non ho veduto. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*Vedere diventa monotono se non serve a vedere come vedono altri. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Vedere non è altro che una combinazione di ricordi, un sogno segreto diretto da un regista–despota, che sbraita da fuori i suoi ordini mutevoli. ([[Giulio Tononi]])
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Monocolo]]
*[[Occhiali]]
*[[Occhio]]
*[[Osservazione]]
*[[Pupilla]]
*[[Sguardo]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Oftalmologia]]
[[Categoria:Sensi]]
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Slogan fascisti
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[[File:Coazze - Motto fascista.jpg|thumb|Slogan fascista presente a Coazze, Torino]]
Raccolta di '''slogan fascisti'''.
{{Indice}}
==A==
*Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Drizzona, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Cagliari l'8 giugno 1935 in occasione del saluto alla divisione "Sabauda".</ref>
*A chi l'[[Guerra d'Etiopia|Abissinia]]? A noi!<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Porto_Viro/index.html sul portico di un edificio di Porto Viro, Rovigo].</ref>
*Agli atti di guerra risponderemo con atti di guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Stroppiana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Adoriamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Alle sanzioni militari risponderemo con misure militari.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Mazzano, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*All'ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona]. Tratto dal discorso del 28 marzo 1926.</ref>
*Anche con l'opera quotidiana, minuta ed oscura si fa grande la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Brogomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Vercelli il 28 settembre 1925.</ref>
*Andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Quero, Belluno]. Presente anche come "andremo contro chiunque tentasse di traversarci la strada" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acciano/index.html su un'abitazione di Acciano] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato a Eboli il 6 luglio 1935 al passaggio in rivista di quattro battaglioni di CC.</ref>
*A noi!<ref>Lo slogan nacque nel febbraio 1918 come parte finale del grido di guerra ''A chi la vittoria? A noi!'', inventato dal maggiore Luigi Freguglia per gli Arditi del 27º Reggimento fanteria "Pavia". La frase veniva scritta anche su abitazioni e caserme (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt sulla sede della 89esima batteria contraerea della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale a Ceranesi in provincia di Genova, nei pressi del Santuario della Guardia]). Spesso era scritta come "Duce a noi", come [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Penne, Pescara] e e [http://www.ventenniooggi.it/#!taranto-scritte--motti-del-ventennio/c16pg in via Duca d'Aosta, Taranto].</ref><ref>Citato in Dino Biesuz, ''Luserna, la battaglia che poteva cambiare il corso della Storia'', ''Il Giornale di Vicenza'', 11 luglio 2012</ref>
*Attraverso il fascismo apriamo il varco.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Lucia/index.html su un'abitazione di Villa Santa Lucia, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Milano, a Piazza Duomo, l'1 novembre 1936.</ref>
*A tutto il popolo italiano una casa.<ref>Citato [http://www.artefascista.it/orbetello__arte__italiana__del1.htm su un'abitazione di Orbetello, Grosseto] (vedi anche [http://1.bp.blogspot.com/-K7oLPte5yZs/VdGtuIRtAAI/AAAAAAAAM2w/QMnh7rOCik4/s1600/20397_1024349740908516_4460945962419845788_n.jpg qui]). Tratto dal discorso fatto a Palazzo Venezia, Roma, il 30 ottobre 1937 al Consiglio del Consorzio nazionale tra gli Istituti fascisti autonomi per le case popolari.</ref>
*Audace e cauto è di pattuglia. Saldo nella difesa, rapido all'attacco. Tornerai vittorioso alla tua dolce casa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Autorità, ordine e giustizia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Padova, Milano]. Citato anche come "Ordine, autorità e giustizia" [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA94 su un'abitazione di Terme di Miradolo e di Confienza, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 14 settembre 1929 a Roma in occasione dell'assemblea del PNF.</ref>
==B==
*Badate che l'Italia non fa più una politica di rinunce o di viltà, costi quello che costi.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Roma in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]. Presente anche come "L'Italia non farà più una politica di rinunce o di viltà" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Boccioleto, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Udine il 20 settembre 1922.</ref>
*[[Baionetta|Baionette]] italiane: al vostro acciaio è affidato col destino d'Italia quello dei popoli d'Europa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di via Palermo, Messina]. Tratto da un articolo di Benito Mussolini intitolato "Vittoria", apparso sul "Popolo d'Italia" il 17 maggio 1915.</ref>
*Batti tutti se non guasta<ref name=opere30 />
*Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mogliano/index.html sul fronte dell'ex Consorzio Agrario a Mogliano Veneto, Treviso] (vedi anche [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA92 qui]) e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA91 su un'abitazione nella strada Calleri, Torino]. Presente anche [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia] la versione più estesa: "un imperativo assoluto si pone: bisogna dare [...]" (vedi anche [http://2.bp.blogspot.com/-MLxpjZJRtIg/VKF8NA3ISSI/AAAAAAAAK88/YtscNlXUv5M/s1600/Aiab3_zps8bdc9999.jpg qui]). Tratto dal discorso all'Assemblea Quinquennale del Regime del 10 marzo 1929.</ref>
*Bisogna diventare migliori, bisogna che tutti gli Italiani si considerino soldati fedeli al loro posto, alla loro consegna.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Capolanzi in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*Bisogna essere forti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Coggiola, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Coggiola/index.html qui]). Anche presente in forma più estesa come "Bisogna essere forti nel coraggio, mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti", vedi [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grosio/foto_Grosio-614.html le pareti di una abitazione di Grosio, Sondrio]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
**Bisogna essere forti, bisogna essere sempre più forti.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA114 su un'abitazione di Craveggia, Verbania e Rondò, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Avellino il 30 agosto 1936 per il gran rapporto alle Forze Armate ed al popolo dell'Irpinia.</ref>
*Bisogna lavorare e procedere.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Bisogna soprattutto osare.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html qui]) e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dalla prefazione di Benito Mussolini al libro del Maresciallo Pietro Badoglio intitolato "La Guerra d'Etiopia" (Milano, Mondadori, 1936).</ref>
*[[Boia]] chi molla.<ref>Citato in Gennaro Sangiuliano, ''[http://www.ilgiornale.it/cultura/i_boia_chi_molla_reggio_calabria_stranieri_patria/21-02-2011/articolo-id=507356-page=0-comments=1 I «boia chi molla» di Reggio Calabria? Stranieri in patria]'', ''il Giornale'', 21 febbraio 2011.</ref>
==C==
*Camminare e costruire e se necessario combattere e vincere.<ref>Citato in [[:File:Scritta-fascista-a-Donnaz-DSC_1595.JPG|Slogan fascista a Donnas]]. Presente [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Villalago, L'Aquila], sul [https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/09/17/news/restaurata_la_scritta_fascista_polemiche_a_scarnafigi-267663374/ muro di cinta del castello di Scarnafigi] (come «Camminare costruire […]») e come [[:File:Iscrizione fascista - Carcoforo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Carcoforo]] nella forma «camminare, costruire […]». Dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Chi lavora la terra è considerato tra i primi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Alessandria, in frazione di San Michele].</ref>
*Chi non è con noi è contro di noi.<ref>Opposto significato di "Chi non è contro di noi è con noi"(Luca, 9, v. 50). Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cambiasca/index.html su un'abitazione di Cambiasca, Verbania].</ref>
*Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Ambivere, Bergamo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fosseno/foto_Fosseno001.html su un'abitazione di Fosseno, frazione di Nebbiuno, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930 diretto ai direttori federali del Partito.</ref>
*Chi osa vince.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!treviso-scritte--motti-del-ventennio/c1xfy su unìabitazione di Valdobbiadene, Treviso].</ref>
*Chi si ferma è perduto.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un palazzo in Piazza Valdesi, Cosenza] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villarboit/index.html a Villarboit, Vercelli]. Tratto da un discorso pronunciato a Genova il 14 maggio 1938.</ref>
*Col Duce fino alla morte.<ref>Citata [http://oi60.tinypic.com/f4k7cl.jpg su un'abitazione di Moncalvo, corso Umberto I, Asti].</ref>
*Coloro che lavorano avranno il primo posto, perché la Nazione di domani sarà la Nazione dei produttori, e non quella dei parassiti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bugnara/index.html su un'abitazione di Bugnara, L'Aquila]. Tratta dal discorso di Mussolini del 18 gennaio 1923, visitando la sede della "Società trasporti automobilistici" di Milano.</ref>
*Colui che abbandona la terra senza un supremo motivo, io lo considero un [[diserzione|disertore]] dinanzi al popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Villanova Biellese, Biella]. Tratto dal discorso di Mussolini del 18 dicembre 1936 nell'agro Pontino.</ref>
*Combattere e vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!siracusa-scritte--motti-del-ventennio/c155t su un ex edificio amministrativo ad Augusta, Siracusa]. Tratto dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Come amate vostra madre dovete, con la stessa purezza di sentimento, amare la madre comune: la Patria nostra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/index.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila]. Tratto dal discorso agli operai del porto di Bari del 10 aprile 1923.</ref>
*Come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai portuali di Bari a Palazzo Chigi il 10 aprile 1923.</ref>
*Con il Duce fino alla morte.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Langosco, Pavia].</ref>
*Continuiamo a marciare nella pace, per i compiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo con il nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Casalsigone, Cremona]. Tratto dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Credere, obbedire, combattere.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]], [[:File:Iscrizione fascista 1 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] e [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html Slogan fascista alla Casa del fascio di Lissone]. Tratto dal discorso alla Vecchia Guardia, a Roma, del 26 marzo 1939.</ref>
==D==
*Date tutto alla terra, che è una banca che non fallisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona].</ref>
[[File:Asso, scritta fascista.JPG|thumb|Slogan ancora presente, seppur sbiadito, su una casa: ''È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende'']]
*Dei sacri confini guardia sicura.<ref>Motto della Guardia Alla Frontiera, spesso trovato nei bunker, come in quelli [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml di Casteldelfino] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h di Chianale, frazione di Pontechianale, provincia di Cuneo].</ref>
*Dieci per dieci: un secolo.<ref>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 111-112.</ref>
*Diffida di tutto. Non fidarti di nessuno.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colico/index.html su un muro interno del forto Montecchio a Colico, Lucca]. Stando a Daniela Montani, ''[http://www.rivistacomo.it/index.php/articoli/storia/item/20-forte-montecchio-una-vedetta-in-alto-lario.html Archeologia militare in Alto Lario]'', 2 ottobre 2012 in www.rivistacomo.it, all'interno ci sarebbero numerosi altri motti.</ref>
*Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo. (Giovanni Giuriati, ''Gioventù fascista'', 1931)
*Dio. Patria. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Maria/index.html all'interno di un'abitazione di Villa Santa Maria, Chieti]. Presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Andria/index.html sul palazzo degli invalidi e mutilati di guerra di Andria, Bari] come "per tre amori da forti pugnammo e soffriamo: Dio patria e famiglia".</ref>
*Disciplina, concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 5 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto ed a Rovetta, provincia di Bergamo]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Boccioletto/index.html qui]).</ref>
*Disciplina ed ordine formano la grandezza di un popolo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA185 su un'abitazione di Villarboit, Vercelli].</ref>
*Due popoli: una guerra.<ref>Citsto [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Monteferrante/index.html su un'abitazione di Monteferrante, Chieti]. Tratto dal discorso del 10 giugno 1941 per il primo annuale dell'intervento militare.</ref>
*Durare sino alla vittoria, durare oltre la vittoria, per l'avvenire e la potenza della nazione.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*''Dux nobis.''
:Duce a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria], [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Citta_Sant_Angelo/index.html su vari muri di Città Sant'Angelo, Perugia] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Penne/index.html su un'abitazione di Penne, Perugia].</ref>
==E==
*È lo spirito che doma e piega la materia, è lo spirito che crea la santità e l'eroismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html su un'abitazione di Balmuccia, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*È meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>La frase venne scritta su un muro di una casa di Fagarè della battaglia, frazione di San Biagio di Callalta, Treviso, il 14 giugno 1918 da Bernardo Vicario, per ordine del maggiore Carlo Rivoli: confronta [http://www.sezioneanatreviso.it/index.php?option=com_content&view=article&id=301%3Ail-sacrario-di-fagare&Itemid=79 qui] e [http://www.lacittadella-web.com/forum/viewtopic.php?f=48&t=735 qui]. La porzione di muro contenente la scritta è ancora conservata [http://www.panoramio.com/photo/119064623 a Fagarè della Battaglia, San Biagio di Callalta, Treviso]. La frase venne ricitata da Mussolini nel discorso del 23 maggio 1932 pronunciato a Palazzo Venezia di fronte al Direttorio dell'Associazione Nazionale Combattenti. Citato [http://www.wolfsonian.org/explore/collections/%C3%A8-meglio-vivere-un-giorno-da-leone-che-cento-anni-da-pecora-con-fede-pura-come-q su una "foglia" di rame] del 1935, conservata nel Wolfsonian-FIU col numero "84.1.51" e su una moneta del 1928, definita "20 lire elmetto", codice "[http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VE3/41 W-VE3/41-0]" (vedi anche [http://www.forumancientcoins.com/MONetaromana/corrisp/a831/a831.html qui]).</ref>
*È solo l'azione che dà la tempra alle anime.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Ripamonti nel quartiere Vigentino, Milano] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Milano/index.html qui]). Riferito anche come "è solo l'azione che tempra le anime", [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*È un grande ramo d'ulivo che io innalzo. Questo ulivo spunta da un'immensa foresta di otto milioni di baionette.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vaprio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*Eja, Eja, Alalà!<ref>È un grido di guerra coniato da [[Gabriele D'Annunzio]] e concepito come alternativo all'esterofilo "hip, hip, hurra!". Scritto su una bandierina tricolore donata agli aviatori, si diffuse soprattutto tra gli Arditi in seguito all'Impresa di Fiume; successivamente fu adottato dai fascisti.</ref><ref>Lo slogan è composto di parole d'origine classiche: "eja" è una parola adoperata da Eschilo e Platone, utilizzata come grido di guerra dagli eserciti greci; particolarmente è riportato come l'urlo con il quale Alessandro Magno era solito incitare Bucefalo. "Alalà", diffusa nel Medioevo tra i Crociati, è un altro grido di guerra greco che compare in Pindaro e in Euripide.</ref> (Gabriele D'Annunzio, Impresa di Fiume)
*È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Tratto da un discorso di Mussolini prounciato per l'inaugurazione della Provincia di Latina il 18 dicembre 1934.</ref>
==F==
*Fede illumina. Amore abita. Pace amministra. Onore adorna.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo tra via Sassari e viale La Plaia, Cagliari].</ref>
*Fermarsi significa retrocedere.<ref>Tratto da un discorso di Mussolini in Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926.</ref>
*Forte come la morte.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Igleasias/index.html su un'abitazione di Iglesias].</ref>
*Forze armate e popolo sono tutt'uno.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trivero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dalla balconata della Casa del Fascio di Reggio Calabria il 31 marzo 1939.</ref>
*Fra tutti i lavoratori i più nobili e i più disciplinati sono i lavoratori della terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grado/index.html su un'abitazione di Grado, Gorizia]. Tratto da un discorso nel Polesine del 15 dicembre 1926.</ref>
*Fummo e saremo sempre cavalieri della sovranità.<ref>Citato sui muri di un'abitazione di via Andrea Cirrincione, angolo con via Sampolo, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 647. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
==G==
*Gli italiani debbono farsi una mentalità autarchica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini del 18 novembre 1937.</ref>
==H==
*Hanno diritto all'impero i popoli fecondi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Pezzana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Potenza il 27 agosto 1936.</ref>
==I==
*I lavoratori che abbandonano la terra sono destinati a decedere.<ref>Citato [https://web.archive.org/web/20150301085414/http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Valganna/index.html su un'abitazione di Valganna, Varese].</ref>
*I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono col portare quelle degli altri.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un edificio di Rogliano, Cosenza]. Citata anche come "La storia ci dimostra che quando un popolo non ama portare sue armi finirà per portare le armi degli altri" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mascali/index.html su una abitazione di Mascali, Catania]. Tratto da un discorso fatto a Messina il 10 agosto 1937.</ref>
*I popoli forti hanno amici vicini e lontani in tempo di pace, in caso di guerra sono temuti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Centallo, Cuneo]. Presente anche la forma ridotta "I popoli forti sono temuti" [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Ivrea, Torino]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
*I popoli forti sanno guardare in faccia il proprio destino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Gioia dei Marsi] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Demetrio_ne_Vestini/index.html a San Demetrio ne Vestini, L'Aquila]. Tratto dall'articolo "Restituire Caporetto!" pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 295, V, del 24 ottobre 1918.</ref>
*I soldati italiani sono oggi i migliori del mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Casalrosso, Lignana, Vercelli]. Tratto dal rapporto agli alti ufficiali del 18 agosto 1937.</ref>
*I vecchi conti d'Africa sono regolati fino al centesimo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Massimo Visconti, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Massino_Visconti/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
*Il coraggio è abitudine.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colombella/index.html su un'abitazione di Colombella, Perugia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Carapelle Calvisio, L'Aquila] ed [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote a Camburzano, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato alla seconda Assemblea Quinquennale del Regime a Roma il 18 marzo 1934.</ref>
*Il destino dei popoli che si sono inurbati ed hanno abbandonato la terra è storicamente segnato, è la decadenza che li attende.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina di Cascina Strà, frazione di Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato ai lavoratori dell'Agro Pontino a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
**I popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Medicina/foto_Medicina-Panorama1.html su un'abitazione di Portonovo, comune di Medicina, Bologna]. Tratta dal discorso del 3 novembre 1928, alla vigilia delle celebrazioni della vittoria nella prima guerra mondiale, rivolgendosi ai rurali.</ref>
*Il Duce ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA86 su un'abitazione di Bosconero, Torino]. La frase fu coniata (nella forma "Benito Mussolini ha sempre ragione") da [[Leo Longanesi]] nel 1926 ed inclusa nel ''Vademecum del perfetto fascista, seguito da dieci assiomi per il milite''. Nel 1928 fu ripresa dal ''Decalogo del milite fascista'' in questa forma.</ref>
**Mussolini ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA87 su un'abitazione di Carignano e di Brozolo, Torino].</ref>
*Il fascismo considera i contadini in guerra e in pace quali forze fondamentali delle fortune della Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su di un'abitazione di Rosignano Monferrato, Alessandria] e [http://marcourss.altervista.org/su-una-scritta-fascista-a-solarino-sr/ su di un'abitazione di Solarino, Siracusa].</ref>
*Il fascismo da fenomeno italiano è diventato fenomeno universale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Ofena/index.html su un'abitazione di Ofena, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini il 18 Marzo 1934 per il quindicesimo anno dalla fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Il fascismo è un esercito in cammino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 27 ottobre 1930, per la celebrazione della marcia su Roma.</ref>
*Il fascismo non vi promette né onori né cariche, ma il dovere e il combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA99 su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Tratto dal discorso rivolto ai giovani fascisti a Roma il 2 ottobre 1931.</ref>
*Il fascismo rivendica il suo preminente spirito contadino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Corigliano_d_Otranto/index.html su un'abitazione di Corigliano d'Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso pronunciato davanti all'Assemblea quinquennale del regime per la convocazione di nuovi comizi elettoriali, a Roma, il 10 marzo 1923.</ref>
*Il fascismo stabilisce l'eguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 6 ottobre 1934.</ref>
*Il fascismo vuol preparare le giovani generazioni al lavoro e al combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Crevacuore, Biella].</ref>
*Il lavoro è la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgomanero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini agli operai della Fiat a Torino il 25 ottobre 1923.</ref>
*Il lavoro italiano non andrà più a fecondare le terre altrui.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Enna il 14 agosto 1937.</ref>
*Il lavoro, sotto tutte le sue forme, intellettuali, tecniche e manuali è un dovere sociale.<ref>Citato [http://www.sanmarcoargentano.it/novecento/arc_1900_30/c_negroni.htm su un'abitazione di San Marco Argentano, Cosenza]. Tratto dalla Carta del Lavoro.</ref>
*Il lavoro tranquillo, ordinato, intelligente, deve diventare la norma fondamentale di vita di tutti i buoni cittadini italiani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cascina Marangana, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato nel Piazzale della Vittoria di Vicenza il 23 settembre 1924.</ref>
*Il nemico del fascismo è il tuo nemico: non dargli quartiere.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA180 su un'abitazione di Odalengo Piccolo, Alessandria]. Presente come 4° ordine del decalogo del milite: vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up p. 87].</ref>
*Il nemico vi ascolta. Tacete!<ref>Slogan presente su [http://freeyourmindfym.files.wordpress.com/2012/07/tacete.jpg volantini e avvisi] durante il tempo di guerra. Spesso era sostituita dalla frase più laconica "Taci!", rinvenuta su [http://img687.imageshack.us/img687/2884/taciav.jpg spille], abitazioni (ad esempio ad [http://www.ventenniooggi.it/#!salerno-scritte--motti-del-ventennio/c19iu Ottati, provincia di Salerno]) e video propagandistici (ad esempio il ''Giornale Luce'' [https://www.youtube.com/watch?v=Tl__2XPCX4o C0159 del 07/07/1941]).</ref>
*Il numero è potenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Capriata d'Orbia, Alessandria].</ref>
*Il nuovo Impero è stato fatto dal popolo, è impresa di popolo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Giarole] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tortona/index.html di Tortona, Alessandria]. Tratto dal discorso del Gran Rapporto pronunciato da Benito Mussolini a Roma presso il Tempio di Venere il 30 maggio 1936.</ref>
*Il partito è la riserva politica e spirituale del Regime.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sozzago/index.html su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, insediando a Palazzo Littorio il nuovo Direttorio del PNF.</ref>
*Il Partito Nazionale Fascista è un esercito sempre pronto al combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA153 su un'abitazione di Fagarè della battaglia, Treviso].</ref>
*Il passato è già dietro le nostre spalle. L'avvenire è nostro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arbia_Asciano/foto_arbia-asciano2.html su un'abitazione di Arbia, frazione di Asciano, Siena]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 21 aprile 1934 per celebrare i natali di Roma.</ref>
*Il passato mi esalta con la ricchezza della sua gloria. L'avvenire mi seduce con il fiore delle sue promesse. La mia legge è di andare sempre più oltre, perché la vittoria più bella è sempre quella per cui si deve ancora combattere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelmauro/index.html su un'abitazione di Castelmauro, Campobasso, piazza del Municipio, n. 10].</ref>
*Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è lo spirito del popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html su un'abitazione di Premeno, Verbania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento e ripreso da Mussolini nel suo discorso al Direttorio del 10 marzo 1943.</ref>
*Il popolo italiano ascolta le parole, ma giudica dai fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 7 dicembre 1935.</ref>
[[File:Trento, galleria dei legionari trentini, con mosaico della donna del fascio di Gino Pancheri, 1937, 02 il nome mussolini e il fascio sono cancellati.jpg|thumb|Trento, galleria dei legionari trentini]]
*Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abirazione di Volongo, Cremona], [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html sulla Casa del fascio di Lissone] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trento/index.html sulla galleria dei legionari trentini, a Trento]. La versione più lunga "[...] con le sue armi: in questa certezza suprema levate in alto, legionari, le insegne, il ferro e i cuori a salutare dopo quindici secoli la riparazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. Ne sarete voi degni? Questo grido è come un giuramento dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini per la vita e per la morte" è presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Imola/index.html sulle mura dell'ex palazzo del fascio di Imola]. Presente anche come "L'Italia ha fondato col suo sangue l'Impero" [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Villadeati, Alessandria]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini da Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
**Salutiamo l'Impero che risorge sui colli fatali di Roma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!asti-scritte--motti-del-ventennio/cpsl su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Versione modificata della precedente.</ref>
*Il popolo italiano marcerà sulla strada della sua grandezza e rovescerà tutti gli ostacoli che gli sbarrassero il cammino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 aprile 1924 al Politeama Fiorentino (Firenze) durante un'adunata di grandi invalidi e mutilati di guerra.</ref>
*Il regime fascista trae dal passato e dal presente le energie per balzare incontro al futuro.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/ad-avola-emergono-scritte-propagandistiche-regime-fascista/ su un'abitazione di Avola, Siracusa].</ref>
*Il ricordo delle antiche prove freme nei nostri cuori così come l'impeto verso il futuro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vespolate, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vespolate/index.html qui]). Tratto dal "Messaggio del Decennale" pronunciato a Bologna il 27 ottobre 1932.</ref>
*Il secolo XX sarà il secolo del fascismo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA101 su un'abitazione di Mombaruzzo, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*In questo mondo scuro, tormentato e già vacillante, la salvezza non può venire che dalla verità di Roma, e da Roma verrà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Oricola, L'Aquila]. Presente anche [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati a Roma per il decennale della Marcia su Roma, 16 novembre 1932.</ref>
*Inesorabili con i nemici, irreprensibili con le popolazioni.<ref>Dal programma televisivo ''Il tempo e la storia'', stagione 2, episodio 130, 23 aprile 2015. Video disponibile su ''Rai.it'': ''[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-04de0ff2-885c-459f-a28d-098feb4ceb07.html L'Italia fra due fuochi]'', min. 34:40.</ref>
*Io amo gli alberi. Difendeteli, vi aiuterò a difenderli.<ref>Citato [http://fondoluce.archivioluce.com/LuceUnesco/avanzata/scheda/foto/IL0000003161/17/Un-gruppo-di-uomini-albanesi-sfila-davanti-a-Ciano-con-un-tronco-dalbero.html?temi=Milizia%20Fascista%20albanese su una fotografia di albanesi che sfilano davanti a Ciano] e su una medaglia del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste del 1935, [http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61X/31 cod. W-ME61X/31-1]. Citato in ''L'Alpe. Rivista forestale italiana'', tip. di M. Ricci, 1928, [https://books.google.it/books?id=K2IWAQAAIAAJ&q=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&dq=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&hl=it&sa=X&ved=0CCQQ6AEwADgUahUKEwihlYaU4cLIAhXIOhQKHexwBGk pag. 513].</ref>
*Io conosco bene i rurali d'Italia e so che essi sono sempre pronti a far zaino in spalla, cambiare la vanga col fucile.<ref>Citato in [[:File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|Slogan fascista a Staro, Valli Del Pasubio, Vicenza]]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 29 ottobre 1937 in occasione dell'inaugurazione della città.</ref>
[[File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|thumb|Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione]]
*Io mi vanto sopratutto di essere un rurale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una cascina di Felizzano, Alessandria]. Tratto dal discorso del 25 aprile 1938 al popolo dell'Agro di Pomezia dopo la fondazione della cittadina.</ref>
*Io preferisco coloro che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Morghengo, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Magnaboschi/index.html su un'abitazione di Magnaboschi, Vicenza]. Tratto dal discorso dell'inaugurazione di Carbonia il 18 dicembre 1938.</ref>
*Italia dura, Italia volitiva, Italia guerriera.<ref>Dipinto su una casa in località ''Stretta di Fogliaro'' a [[:it:Varese|Varese]] (foto visibile su ''[https://www.google.it/maps/@45.846387,8.802927,3a,75y,21.78h,97.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sQMjKvWJAZRrXOjWIMBkj1A!2e0!6m1!1e1 Google Maps]'').</ref>
*Italia e fascismo costituiscono un'identità perfetta, indissoluta, inalterabile.<ref>Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cocullo/index.html su un'abitazione di Cocullo, L'Aquila]. Tratto dal discorso di mobilitazione generale del 2 ottobre 1935.</ref>
*Italia proletaria e fascista, Italia di Vittorio Veneto e della Rivoluzione, in piedi!<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione a Strà, Piacenza], [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione a Drizzona, Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pogno/index.html Pogno, Novara]. Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
==L==
*L'esercito è garanzia sicura dei destini della patria.<ref>Citato in [[:File:Slogan fascista - Gromo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Gromo]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]]. Visibile [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Gromo, Bergamo] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*L'Europa sarà domani fascista per lo sviluppo logico degli eventi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Meana/index.html su un'abitazione di Meana di Susa, Torino]. Tratto dal discorso di Mussolini fatto allo Stadio di Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*L'Italia a mio avviso deve rimanere una Nazione a economia mista, con una forte agricoltura, che è alla base di tutto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Villafalletto, Cuneo]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma al Consiglio Nazionale delle Corporazioni il 14 novembre 1933.</ref>
*L'Italia avrà il suo grande posto nel mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione id Busonengo, Vercelli]. Tratto dal discorso per la fondazione dei fasci pronunciato a Milano il 23 marzo 1919.</ref>
*L'Italia desidera la pace, ma non teme la guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Landiona, Novara]. Noto anche come "noi non vogliamo la guerra, ma non la temiamo" (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Bastia, Balocco, Vercelli] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mollia/index.html su un'abitazione di Mollia, Vercelli]).</ref>
*L'Italia è un esercito che ha conquistato molte vittorie e molte ne conquisterà nel futuro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso tenuto il 5 dicembre 1925 a Roma, per l'inaugurazione del Congresso della Corporazione della Scuola.</ref>
*L'Italia è un'isola che si immerge nel Mediterraneo. Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 in piazza Guglielmo II a Monreale, Palermo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Quarona/index.html sull'ex casa del Popolo ed Opera nazionale del dopolavoro di Quarona, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
**Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias]. Citato anche come "se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita" [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Zane/index.html su un'abitazione di Zanè, Vicenza].</ref>
*L'Italia fascista è un'immensa legione che marcia sotto i simboli del Littorio verso un più grande domani – nessuno può fermarla, nessuno la fermerà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su una placca della torre dei venti, Bergamo] (vedi anche [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso alla Camera dei Deputati del 6 febbraio 1926, in relazione all'Alto Adige.</ref>
*L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Oreto, Palermo]. Tratto dal discorso pronunciato il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Preturo ed a Santo Stefano di Sessanio, L'Aquila], ma anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alle camicie nere a Lucca il 12 maggio 1930.</ref>
*L'Italia oggi serve la causa della civiltà umana.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Borgovercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgo_Vercelli/index.html qui]) e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Caselle_di_Santa_Maria_di_Sala/index.html di Caselle di Santa Maria di Sala, Vercelli]. Tratto dal discorso al consiglio dei ministri del 3 marzo 1936.</ref>
*L'obbedienza dev'essere pronta, rispettosa e leale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bologna-scritte--motti-del-ventennio/c1vck all'interno del complesso di Santa Cristina "della Fondazza", piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna].</ref>
*L'unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*La [[bandiera]] si onora degnamente in un modo solo. Compiendo sempre e comunque il proprio dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratta dal discorso pronunciato ai metropolitani a Roma il 17 ottobre 1930.</ref>
*La classe lavoratrice è la potenza, la speranza, la certezza dell'avvenire d'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Valle Mosso, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/foto_Mosso01.html qui]). Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato allo Stabilimento Tosi a Legnano il 5 ottobre 1924.</ref>
*La garanzia della pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Moscufo, Pescara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Glorenza/index.html su un'abitazione di Glorenza, Bolzano]. Tratto dal discorso pronunciato a [[Roma]] il 3 dicembre 1934.</ref>
*La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Ameno/foto_Ameno001.html su un'abitazione di Ameno, Novara]. Tratto dal diascorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.<ref>Tratto dal discorso pronunciato nell'atrio del Municipio di Torino il 24 ottobre 1923.</ref>
*La marcia continua perché altre mete attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Abramo Lincoln, Palermo].</ref>
*La mia ambizione è questa: rendere forte, prosperoso, grande, libero il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Castelnuovo del Zappa, frazione di Castelverde, Cremona]. Tratto dal discorso al Senato dell'8 giugno 1923 sull'opera del Governo nei primi sei mesi.</ref>
*La mia formula è semplice: niente per niente. Chi vuole da noi prove concrete di amicizia, tali prove concrete di amicizia ci dia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1922 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina fuori Vercelli] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*La parola d'ordine non può essere che questa: disciplina.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su un'abitazione di Bergamo]. Tratto dal discorso del 22 giugno 1925, pronunciato durante la seduta conclusiva del 4° congresso del PNF.</ref>
*La Patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!massa-e-carrara-scritte--motti-del-vent/clu6 su un'abitazione di Carrara, Massa-Carrara]. Citato anche come "La patria non è un'illusione. La patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Atessa/index.html su un'abitazione di Atessa, Chieti]. Dal discorso pronunciato a Roma il 4 novembre 1925 nel VII anniversario della Vittoria.</ref>
*La Patria non si nega, ma si conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x sulla facciata dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte a Cremona]. Motto creato da Edmondo Rossoni (''La Destra'', mensile internazionale di cultura e politica, n. 8/9, agosto-settembre 1972, pag 79) e poi divulgato da Benito Mussolini tramite ''Il Popolo d'Italia'' (vedi il [http://ilcovo.mastertopforum.net/1-vt993.html?start=0 discorso pronunciato a Pavia il 23 novembre 1918]).</ref>
*La più profonda eloquenza è nei fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una vecchia stazione degli autobus a Cabella Ligure, Alessandria], sulla strada provinciale 170 (presente anche [http://www.progettokilroy.it/25003s-cabella-ligure/ qui]).</ref>
*La popolazione lavoratrice italiana può dirsi all'avanguardia per probità, per onestà, per laboriosità, per diligenza, per intelligenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Navelli, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai lavoratori del Monte Amiata del 31 agosto 1924.</ref>
*La potenza d'Italia va oltre gli oceani e la sua fama va oltre le stelle.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/index.html su un'abitazione di Rancio Valcuvia, Varese]. Tratta, ma modificata (l'originale era "ponga i termini dell'Impero all'Oceano ma la sua fama si elevi alle stelle"), dal discorso pronunciato nel Politeama Rossetti di Trieste il 6 febbraio 1921. La citazione è virgiliana: «''Imperioum oceano, famam qui terminet astris.''» (Eneide, I, 287)</ref>
*La potenza di un popolo dipende dalla sua massa numerica e dalla sua fedeltà alla terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Casalromano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato il 18 dicembre 1938 in occasione dell'inaugurazione di Carbonia.</ref>
*La razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l sulla cascina Ranza a Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato da Benito Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, il 3 maggio 1936.</ref>
*La rivoluzione delle camicie nere non è stata fatta contro il popolo, ma è stata fatta per il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Pettorano sul Gizio, L'Aquila].</ref>
*La rivoluzione fascista continua.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Felizzano, Alessandria].</ref>
*La rivoluzione fascista ha trovato le sue migliori legioni fra i rurali.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*La rivoluzione fascista rimane unitaria nella disciplina, totalitaria nell'azione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Cologna, frazione di Tenno, Trento].</ref>
*La salvezza non può che venire dalla verità di Roma e da Roma verrà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casanova_Carmagnola/index.html su un'abitazione di Casanova Carmagnola, comune di Carmagnola, Torino]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1932 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La scienza, la volontà, la fede possono attenuare gli effetti delle forze non benefiche della natura.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso di Mussolini a Roma, al teatro Argentina, il 7 dicembre 1930, per la premiazione degli agricoltori vincitori della battaglia del grano.</ref>
*La stasi debilita, l'azione rinfranca.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Candia Lomellina, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*La terra e la razza sono inscindibili. Attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Santa Fosca, Selva di Cadore, Belluno]. Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato a Roma il 3 maggio 1936.</ref>
*La terra non tradisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arborio/index.html su un'abitazione di Arborio, Vercelli]. Presente anche la versione più lunga: ''La terra non tradisce mai e nobilita'' [http://www.architettogentili.it/images/commenti_clip_image002_0000.jpg su un'abitazione delle Marche].</ref>
*La tessera non dà l'ingegno a chi non lo possiede.<ref>[http://www.piunotizie.it/binary/qui_magazine_new/news/Vignetta_Guareschi_.1399651320.gif Citato su una vignetta di Guareschi]. Tratto dal discorso ai giornalisti a Palazzo Chigi del 10 ottobre 1928.</ref>
*La vera fonte, la vera origine di tutta l'attività umana è la terra.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cremona]. Tratto dal discorso del 15 dicembre del 1926, parlando agli agricoltori polesani.</ref>
*La vittoria africana resta nella storia della Patria integra e pura come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*Lavorare e tacere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casbeno/index.html su un'abitazione di Casbeno, Varese] e su una di [[Bassignana]], Alessandria (Corso Italia, 3).</ref>
*Lavoriamo per un'Italia più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese]. Tratto dall'articolo "Blocco latino. Italia e Francia" su ''Il Popolo d'Italia'' del 3 dicembre 1918.</ref>
*Le frontiere non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato in Parlamento il 16 Marzo 1938.</ref>
*Libro e moschetto, fascista perfetto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'ex-scuola di Campione del Garda, Tremosine, Brescia]. Slogan noto anche come "Il fascista perfetto è l'uomo del lavoro, del libro e del moschetto", citato in [[:File:Moltaldeo-scritta_ventennio_fascista.jpg|Slogan fascista a Moltadeo]] e [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Montaldeo, Alessandria]. Il concetto è stato anche rappresentato figurativamente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Codogno/index.html sull'ex-casa del GIL a Codogno, Lodi].</ref>
*Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Silvi/index.html su un'abitazione di Silvi Marina, Teramo]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1936 all'Assemblea Nazionale delle Corporazioni al Campidoglio sulle sanzioni e sull'autarchia.</ref>
*Lo Stato fascista è una volontà di potenza e d'imperio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione di Piazzale Roma, Piacenza]. Tratto da ''[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia_Italiana%29/ Dottrina del fascismo]''.</ref>
==M==
*Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>Citato [https://www.venividivici.us/grandi-personaggi/mussolini-meglio-vivere-un-giorno-da-leoni-che-cento-da-pecora/] Pronunciata da Mussolini</ref>
*Marciare per non marcire.<ref>Slogan fascista, indicante la necessità dell'azione, coniato forse da [[Filippo Tommaso Marinetti]] immediatamente prima o durante la prima guerra mondiale; in seguito ripreso dagli Arditi e poi dai Fasci di combattimento.</ref>
*Me ne frego.<ref>Benché attribuito a Gabriele D'Annunzio, lo slogan si è probabilmente diffuso tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Trae origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria.</ref>
*Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non prepararsi è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato l'11 agosto 1938 dall'osservatorio nella Piana del Cavaliere a Roma alla conclusione delle manovre del Corpo d'Armata di Roma.</ref>
*Molti nemici, molto onore.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 23 novembre 1931.</ref>
*Mussolini ha sempre ragione. (da [[Leo Longanesi]], ''L'italiano'', 11 febbraio 1926; citato in ''Vademecum del perfetto fascista'', Vallecchi)<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria].</ref>
==N==
[[Immagine:Necessario_vincere.jpg|thumb|Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio: «''Necessario vincere più necessario combattere.''»]]
*Necessario vincere più necessario combattere.<ref>Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) di via Induno a Trastevere (Roma).</ref>
*Nel segno del littorio noi abbiamo vinto, nel segno del littorio noi vinceremo domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk sul Municipio (ex Casa del Fascio) di Nembro, Bergamo]. Più comunemente ridotto nella forma "Nel segno del littorio abbiamo vinto, nel segno del littorio vinceremo", come [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Albiano d'Ivrea, Torino] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Giarre/index.html su un'abitazione di Giarre, Catania]. Tratto dal discorso che pronunciò Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934 in occasione dell'inaugurazione della quinta Fiera del Levante.</ref>
*Nell'Italia fascista il capitale è agli ordini dello Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Lentiai, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 28 ottobre 1937.</ref>
*Nelle colonie si continua la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt su un'abitazione nei pressi del bivio per l'ex colonia dei Balilla a Rovegno, Genova].</ref>
*Nessun popolo ha, come l'italiano, il coraggio di rischiar la vita.<ref>Citato [http://1.bp.blogspot.com/-lVpLi496F7E/VdhTgp-bRxI/AAAAAAAANFw/rWCrmD38Gfc/s1600/11057348_306933092763683_7111220709045016345_n.jpg su un muro di Santa Margherita Ligure, Genova]. Tratto dal discorso fatto dal Duce ai Direttori federali del PNF a Palazzo Venezia, Roma, il 27 ottobre 1930.</ref>
*Nessuno si illuda di poterci piegare senza avere duramente combattuto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. A volte citata anche come "Nessuno pensi di piegarci senza prima avere duramente combattuta" (citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Aspice, frazione del comune di Corte de' Frati in provincia di Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Garlasco/foto_Garlasco-pv01.html su un'abitazione di Garlasco, Padova]). Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
*Nobile è veramente colui che produce, colui che porta il suo sasso, sia pure modesto, all'edificio della Patria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sant_Eusanio_Forconese/index.html su un'abitazione di Sant'Eusanio Forconese, L'Aquila]. Tratto dal discorso fatto a Ferrara il 22 settembre 1924.</ref>
*Noi celebriamo i nostri eroi marciando sulle strade.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di La Vecchia, Biella]. Tratto da un discorso pronunciato a Casola Valserio il 27 aprile 1924 in occasione della visita all'abitazione del poeta Alfredo Oriani.</ref>
*Noi ci sentiamo fratelli in ispirito con coloro che lavorano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Calascio/index.html su un'abitazione di Calascio, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Bologna il 3 aprile 1921.</ref>
*Noi creiamo una nuova civiltà del lavoro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Croce Mosso, frazione di Valle Mosso, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in piazza Duomo a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
*Noi diciamo prima i doveri e dopo i diritti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Camerino/index.html a Camerino, Macerata]. Tratto dal discorso tenuto il 23 ottobre 1925.</ref>
*Noi dobbiamo avere un'aviazione che domina i cieli.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese].</ref>
*Noi dormiamo con la testa sullo zaino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Nuraminis/index.html su un'abitazione di Nuraminis, Cagliari].</ref>
*Noi eravamo già grandi quando in molte parti del mondo i popoli non erano ancora nati.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!grosseto-scritte--motti-del-ventennio/cgqt su un'abitazione di Sorano, Grosseto]. Tratto dal discorso pronunciato il 2 aprile 1923 a Milano sull'espansione italiana nel mondo.</ref>
*Noi esaltiamo il lavoro come segno della nobiltà dell'uomo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Pozzolo Formigaro, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*Noi non siamo gli imbalsamatori di un passato, siamo gli anticipatori di un avvenire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini l'1 novembre 1936 a Milano.</ref>
*Noi potremo allora, domani, quando tra il 1935 e il 1940 saremo a un punto direi cruciale della storia europea, potremo far intendere la nostra voce e vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su una parete degli alloggi della batteria accanto alla colonia "Principi di Piemonte", Messina]. Tratto dal discorso, che sarà ricordato come il "Discorso dell'Ascensione", pronunciato il 26 maggio 1927 alla Camera dei Deputati.</ref>
*Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.</ref>
*Noi siamo contro la vita comoda.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premia/foto_Premia001.html su un'abitazione di San Rocco, comune di Premia, Verbania] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tione_degli_Abruzzi/foto_Tione-degli-Abruzzi-01.html su un'abitazione di Tione degli Abruzzi, Aquila]. Tratto dall'invervista fatta da [[Emil Ludwig]] a Mussolini nel 1932: vedi ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, Milano, 1932, pag. 188.</ref>
**Il fascista disdegna la vita comoda.<ref>Altra impostazione dello stesso concetto: la si ritrova nell'[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia-Italiana%29/ articolo "Fascismo"] dell'[[Enciclopedia Treccani|Enciclopedia Italiana]] (1932). Dipinto sull'edificio noto come ''[http://live.varesenews.it/Event/Varese_Sacro_Monte_-_SantAmbrogio_-_Rasa_-_Fogliaro_-_Bregazzana?Page=3 Fornace della Riana]'' in località Rasa di Varese, [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/foto_Introdacqua011.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila].</ref>
*Noi siamo pronti a difendere la nostra folgorante vittoria con la stessa intrepida e inesorabile decisione con la quale l'abbiamo conquistata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sizzano, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia e forte, disciplinata ed imperiale.<ref>Citato in [[:File:Cedegolo casa.jpg|Slogan fascista a Cedegolo]], [[:File:Iscrizione fascista - Lavenone (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Lavenone]]. Presente anche in [http://www.ventenniooggi.it/#!catanzaro-scritte--motti-del-ventennio/c1qd9 varie facciate di abitazioni di Catanzaro]. Presente come "noi sognamo" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lavenone/index.html su un'abitazione di Lavenone, Brescia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Solferino, Mantova]. Tratto da un discorso fatto da Mussolini a Bologna il 21 aprile 1921.</ref> (Mussolini)
*Noi tireremo diritto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 4 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]] e presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fontecchio/foto_Fontecchio-01.html su un'abitazione di Fontecchio, L'Aquila]. Tratto da un discorso di Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935. La frase è stata riadattata nella canzone del 1936 di E. A. Mario "[http://www.lorien.it/x_inni/pg_canzoni-d/Alfa_N/Ca_Noi-Tireremo-Diritto.html Noi tireremo diritto]".</ref>
*Noi vogliamo che i giovani raccolgano la fiaccola, s'infiammino della nostra fede e siamo pronti e decisi a continuare la nostra fatica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un casolare in via Diana nel quartiere Partanna-Mondello, Palermo].</ref>
*Non basta che il popolo sia ordinato e tranquillo all'interno, è necessario che le forze armate gli conferiscano la sua pace e la sua sicurezza.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Non ci sono cose grandi o piccole: c'è il dovere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca]. Tratto dal "decalogo del milite fascista": vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up pag. 87] e P. N. F., Comando Generale della Gioventù Italiana del Littorio, ''Il premilitare'', s. l., s. d., [http://www.giuliocesaro.it/pdf/storici/041%20Il%20premilitare%20della%20gioventu%20fascista.pdf pag. 23].</ref>
*Non dobbiamo aver paura di aver coraggio.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA123 su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 18 settembre 1933, la cui frase però era "Non si dovrà aver paura di aver coraggio".</ref>
*Non si getta il fardello prima di avere raggiunto la [[meta]].<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina].</ref>
*Non v'è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Campertogno, Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Campertogno/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla Camera dei Deputati il 7 dicembre 1935 contro la politica sanzionista.</ref>
*Non v'è diritto senza che prima sia compiuto un dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Torrazza Piemonte, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Reggio Emilia il 30 ottobre 1926.</ref>
[[File:San Fili - Sostare è retrocedere.jpg|thumb|Slogan su una casa di San Fili: «''Sostare è retrocedere''»]][[File:Moltaldeo-scritta ventennio fascista.jpg|thumb|Slogan su una casa di Moltaldeo]]
==O==
*Obbedire in silenzio.<ref>Citato sui muri dell'Aeronautica Sicula, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Ogni casa nuova che sorge nelle campagne ad ospitare, in ampie e solide stanze, una delle nostre prolifiche famiglie di contadini, rappresenta un elemento di garanzia per il futuro del popolo italiano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villafalletto/index.html sul cascinale del Conte Paolo Falletti a Villafalletto, Cuneo]. Tratto dalla lettera al ministro di Stato Giuseppe De Capitani D'Arrago, Presidente dell'Associazione nazionale tra le Casse di Risparmio italiane, del 12 febbraio 1937.</ref>
*Oltre alla potenza delle armi, noi possediamo la potenza dello spirito, cioè la compattissima unità morale del popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Tortona, Alessandria] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Desiderio/index.html su un'abitazione di San Desiderio, Padova]. Tratto dal discorso pronunciato a Udine il 20 settembre 1938.</ref>
*Onorate il pane, gloria dei campi, fragranza della terra, festa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!perugia-scritte--motti-del-ventennio/cyc8 su un'abitazione di Petrelle, Città di Castello, Perugia]. Tratto dal discorso pronunciato il 14 aprile 1928 in occasione della Giornata del pane.</ref>
*Osare, durare, vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot in viale Italia, Messina].</ref>
==P==
*Passano gli anni, ma la nostra fede è intatta come nelle vigilie di combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 18 marzo 1934 in occasione della Seconda Assemblea Quinquennale del Regime.</ref>
*Patria. Religione. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Torba/index.html su un'abitazione di Torba, frazione di Gornate Olona, Varese].</ref>
*Per le glorie di oggi e per quelle avvenire siamo pronti a tutto.<ref>Citaot [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 25 maggio 1926 a Pisa, compiuto dal balcone dell'Ospedale, in piazza del Duomo.</ref>
*Per l'Italia ora e sempre.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania].</ref>
*Per noi fascisti morire non è morire quando si muore per l'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Crevacuore/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Più profondo il solco, più alto è il destino.<ref>Citato [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini/ su un'abitazione di Civita Castellana, Viterbo, sulla via Flaminia] e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA194 qui].</ref>
*''Pondere et igne iuvat.''<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-monumenti-lapidi--targhe-comme/celr all'interno della Caserma Papa, Brescia]. Motto adottato dai carristi tramite la legge n. 293 del 24 marzo 1932.</ref>
**Aiuta con la massa e col fuoco.
*Prepariamo per difendere l'impero le giovani armate di domani e poiché esse sono animate dallo spirito fascista saranno invincibili.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sull'ex-caserma Magnolini a Villa di Gargnano, Gargnano, Brescia].</ref>
*Prima morte che stanchezza. Non mi stanco di servire. Non mi stanco di giovare.<ref name=opere30>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 30</ref>
==Q==
*Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso del 26 marzo 1939 al Foro Mussolini.</ref>
*Quello che abbiamo fatto è importante, ma per noi è più importante quello che faremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Grumello Cremonese, Cremona].</ref>
*Quello che dobbiamo conquistare ci interessa di più del già conquistato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai Direttorii federali dei Partito Nazionale Fascista convocati in Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*Questa è l'epoca nella quale bisogna sentire l'orgoglio di vivere e di combattere. Questa è l'epoca in cui un popolo misura al metro delle forze ostili la sua capacità di resistenza e di vittoria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila] e [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Rosasco, Pavia]. Tratto dal messaggio per il tredicesimo anniversario della marcia su Roma, del 27 ottobre 1935.</ref>
*Questo regime politico parte da un presupposto indiscutibile ed intangibile: la monarchia e la dinastia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione a Rivarolo Mantovano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Milano il 28 ottobre 1925.</ref>
==R==
*Raccogliendo tutte le energie, perfezionando incessantemente il metodo di combattimento e portando nella lotta molto entusiasmo, fervore, spirito di decisione, noi siamo sicuri di vincere la tubercolosi, perché il popolo italiano vuole essere sano, perché vuole andare alla potenza e alla gloria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila]. Tratto dal discorso di Mussolini del 12 marzo 1932 a Palazzo Venezia, in un incontro con i direttori dei Consorzi Provinciali Antitubercolari e con il Consiglio direttivo della Federazione Italiana Fascista contro la tubercolosi: vedi ''Opera omnia'', vol. 44, La Fenice, 1980, pag. 29 e ''Il Francobollo antitubercolare. Giornale di trincea'', 15 aprile 1932, n. 1, [http://complianceturin.xoom.it/tbc/_ftp/materiale/1932_Giornale_di_trincea.pdf pag. 2].</ref>
*Raccogliete lo spirito dei nostri indimenticabili morti e fatene lo spirito ardente della Patria immortale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Treviso/index.html sulla parrocchia di San Lazzaro, all'ingresso di Treviso] e [http://www.littorio.com/arc/arc_messina-i.htm sul monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, sito in Piazza del Municipio, Messina]. Tratto dal discorso fatto all'adunata di Udine del 20 settembre 1922.</ref>
*Repubblica e socializzazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Ossona, Milano]. Risalente alla [[Repubblica Sociale Italiana]].</ref>
*Resistere ad ogni costo.<ref>Motto di guerra trovato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Resistere per vincere, vincere per la libertà e per la giustizia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dall'articolo "Divagazione", pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 362, IV, del 31 dicembre 1917.</ref>
*Ricordare e prepararsi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bistagno/index.html su un'abitazione di Bistagno, Alessandria]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1937, alla celebrazione del diciottesimo anniversario della fondazione dei fasci.</ref>
*Ricordate che oggi non vi sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se venti anni prima non ci fosse stata la marcia su Roma.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Morciano/index.html su un'abitazione di Morciano di Romagna, Rimini] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 3 lugno 1941.</ref>
*Rimanendo rurali sarete più vicini al mio cuore.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA110 su un'abitazione di Bruino, Torino] (vedi anche [http://static.wixstatic.com/media/f47c19_2f529a18c12e4d0cb6985095eece8ca1.jpg_srb_p_788_504_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srb qui]). Presente anche la versione più lunga: "Rimanete rurale contadino tenacemente legato alla terra e sarete più vicino al mio cuore" [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia].</ref>
*Roma doma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Briga Novarese, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Briga_Novarese/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai giovani fascisti a Roma il 5 settembre 1937.</ref>
*Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano (Roma, 7 aprile 1926)
*Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.<ref>Citato sui muri dell'ospedale pediatrico 'Casa del Sole' di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 646. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
*Roma ha dato la civiltà al mondo.<ref> Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/foto_Rancio_Valcuvia-001.html su un'abitazione situata all'incrocio tra via Montello e la Strada Provinciale 62 a Rancio Valcuvia, Varese] (foto visibile anche su ''[https://www.google.it/maps/@45.914228,8.773538,3a,15y,276.37h,95.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sMC9zeFMsnU9R0mQoUHHFNA!2e0 Google Maps]''). Probabilmente tratta dal discorso di Mussolini il 3 aprile 1921 per il secondo anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
==S==
*Salutate nel Duce il fondatore dell'Impero.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Scanzorosciate, Bergamo] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scanzorosciate/index.html qui]). Citato anche come "Duce fondatore dell'Impero" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/index.html su un'abitazione di Mosso, Biella].</ref>
*Saluto al Duce.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*Saviezza governa. Lavoro opera. Gioia ricompensa. Fedeltà conserva.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo fra via Sassari e viale La Plaia a Cagliari].</ref>
*Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.<ref>{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a [[Henri de la Rochejaquelein]] ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers, il 25 aprile 1793. Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, [http://books.google.it/books?id=yvQeJfDmY8MC&pg=PT258 p. 258]. ISBN 885203126X. La frase fu comunque usata come slogan, tanto da essere raffigurata [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html una di Premeno, Verbania]. Venne anche usata solamente la prima frase "se avanzo seguitemi", come [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vacil/index.html su un'abitazione sulla strada da Vacil a Breda di Piave].</ref>
*Se combatteremo vinceremo per la grandezza presente, passata e futura.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pieve di Pontenove, Bedizzole, Brescia]. Scritto anche come "[...] futura e passata", [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pontenove, frazione di Bedizzole, Brescia]; ridotto anche a "se combatteremo vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Asigliano Vercellese, Vercelli]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1938 per la celebrazione del diciannovese annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Se la disciplina sarà ferma, se la passione sarà pura, l'Italia sarà sempre più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Loreto_Aprutino/index.html su un'abitazione di Loreto Aprutino, Perugia]. Tratto dal discorso a Roma per l'inaugurazione del Congresso del Sindacato Nazionale della Stampa, il 27 gennaio 1924.</ref>
*Se la vittoria fu mutilata una volta non è detto che possa essere mutilata un'altra volta.<ref>Citato in [[:File:Balestrino-scritta del regime fascista.jpg|Slogan fascista a Balestrino]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Anche [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Rimasco, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 24 giugno 1923.</ref>
*Siamo sicuri di noi stessi, perché, come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Raiano/index.html su un'abitazione di Raiano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato in Senato da Mussolini il 13 novembre 1934 sul problema corporativo.</ref>
*Siate fieri delle vostre montagne.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Piverone, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini presso il Colosseo il 7 aprile 1929 in occasione di un'adunata indetta dall'Associazione Nazionale degli Alpini.</ref>
*Soldato d'Italia, ricordati che dietro di te con occhi fidenti ti guardano la Patria e la famiglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Solo Iddio può piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su una Chiesa di Serramonacesca, Pescara]. Citato anche come "Soltando Dio potrà piegarci, gli uomini e le cose mai" [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su delle abitazioni di Cacciana e Caltignana] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html di Momo], Novara. [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lonate_Pozzolo/index.html A Lonate Pozzolo, Varese] è citato come "Noi diciamo che solo Iddio [...]". Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 3 dicembre 1934 alla premiazione degli agricoltori della nona Battaglia del Grano.</ref>
*Sopratutto amiamo risentire, stando in mezzo a voi, l'anima eroica del vostro fascismo rurale, che qui nella vostra terra ha impiegato e vinto la più gloriosa battaglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli sulla Cascina Rosolo a Candia Lomellina, Pavia].</ref>
*Sostare è retrocedere. La marcia continua, altre mète attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>{{Cita web|http://coriandoliegadi.altervista.org/Letteratura/Perla/La%20Chiesa.htm|La Chiesa di Marettimo|25-10-2011}}. Citato anche [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un'abitazione di San Fili, Cosenza].</ref>
*State sicuri che condurrò la rivoluzione fascista sino alla sua meta finale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cavaglio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Mantova il 25 ottobre 1925.</ref>
*State tranquilli che io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelnuovo_Berardenga/index.html su un'abitazione di Castelnuovo Berardenga, Siena]. Tratto dal discorso tenuto il 30 ottobre 1926 a Reggio Emilia nella Piazza del Politeama Ariosto.</ref>
*Sui rurali d'Italia la rivoluzione delle camicie nere ha contato ieri e conterà domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Su la terra, sui mari, nei cieli sono ovunque i segni della nostra potenza, della nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Scurcola Marsicana, L'Aquila] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scurcola_Marsicana/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini nel decimo anniversario della marcia su Roma il 27 ottobre 1932 da Palazzo Venezia.</ref>
==T==
*Tanto maggiori sono gli ostacoli e tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Corso Cavour, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Napoli il 28 ottobre 1931.</ref>
*Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltralpe.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Bari il 6 settembre 1934.</ref>
*''Tu regere imperio populos, Romane, memento: hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.''<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bolzano/index.html su un'abitazione di Bolzano]. Trattasi di una citazione di Virgilio, ''Eneide'', VI, 852-53.</ref>
**Tu di reggere col tuo impero i popoli, o Romano, ricorda: queste saranno le tue arti, e alla pace d'imporre una regola, risparmiare gli arresi e sgominare i superbi.<ref>Traduzione di Carlo Carena, Torino, UTET, 1971.</ref>
*Tutta l'atmosfera nella quale si svolge la vita del popolo italiano ha carattere militare, deve avere e avrà un carattere sempre più militare.<ref>Riportato sul muro dell'officina Congegnatori 2 dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto</ref>{{c|Manca il link ad un'immagine o il riferimento ad un testo-fonte}}
*Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/su-altri-slogan-fascisti/ su un'abitazione a Licodia Eubea, Catania]. Estratto di un discorso di Mussolini a Cagliari pronunciato l'8 giugno 1935.</ref>
*Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!la-spezia-scritte--motti-del-ventennio/cjbp su un'abitazione di Padivarma, frazione di Beverino, La Spezia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in Parlamento il 16 marzo 1938.</ref>
*Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!lecce-scritte--motti-del-ventennio/c4xl sulla Questura in viale Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso tenuto da Benito Mussolini al Teatro della Scala, Milano, 28 ottobre 1925.</ref>
==U==
*''Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.''<ref>È una locuzione in lingua latina; il suo significato è ''"dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia."''</ref>
*Un popolo ascende in quanto sia numeroso, laborioso e ordinato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 10 marzo 1929 all'assemblea quinquennale del Regime per la convocazione dei nuovi comizi elettorali.</ref>
*Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.<ref>Citato in [https://c1.staticflickr.com/7/6127/5927475939_4dbbd355e2_z.jpg Palazzo della Civiltà Italiana]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini tenuto a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Una grande agricoltura italiana promuove lo sviluppo di molte industrie italiane.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA88 su un'abitazione di Casalrosso, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*Una tappa del nostro cammino è raggiunta.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su una abitazione di Agrate Conturbia, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Conturbia/index.html qui]). Tratto da un discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Unica è la fede: l'amore di Patria. Unica la volontà: fare grande il popolo italiano.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cortetano, frazione di Sesti ed Uniti, Cremona]. Tratto da un discorso di Mussolini pronunciato a Villa Glori, Roma, 30 ottobre 1927.</ref>
==V==
*Verso la terra debbono volgersi le speranze e le energie dei popoli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su una cascina di Motta Baluffi, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla presenza del Re il 19 aprile 1926 per l'inaugurazione dell'ottava assemblea dell'Istituto Internazionale di Agricoltura.</ref>
*Vincerà chi vorrà vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Cerea, Verona].</ref>
*Vincere e vinceremo.<ref>Citato come "Vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Cerchiera, Ambivere, Bergamo] e come "Vincere" [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Corticelle Pieve, Dello, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini per l'annuncio della dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940.</ref>
*Vincere o morte.<ref> Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!chieti-scritte--motti-del-ventennio/csqi su un'abitazione in Pennapiedimonte, Chieti]. Noto anche come "vincere o morire", ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su una caserma ottocentesca di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Vi sarà lavoro per altri operai e case per altri contadini che daranno nuova ricchezza alla Sardegna e alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!oristano-scritte--motti-del-ventennio/c1uaj all'interno dell'ex caserma della Milizia ad Arborea, Oristano]. Tratto da un discorso del 9 giugno 1935 ad Arborea.</ref>
*Vivere pericolosamente.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fiano_Romano/foto_fiano-romano-01.html su un'abitazione di Fiano Romano, Roma]. Tratto da un discorso di Mussolini al Gran Consiglio del Fascismo il 2 agosto 1924 e citato anche in degli appunti coevi del Duce come "vivi pericolosamente": vedi Renzo De Felice, ''Mussolini il fascista. La conquista del potere, 1921-1925'', Einaudi, Torino, 1995, pag. 787. Fu dal Duce più volte ripresa, come nel discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista. La frase è di ispirazione nietzschiana: vedi ''La gaia scienza'', af. 283 (''Gefährlich leben'').</ref>
*Voglio soprattutto che voi abbiate l'orgoglio di essere rurali.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Voi marcerete travolgendo ogni ostacolo sino alla meta che vi è stata indicata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Momo, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato durante il passaggio in rivista della Seconda Divisione Camicie Nere "28 ottobre" il 18 agosto 1935.</ref>
*Voi non siete disarmati, se il vostro spirito è armato, se la vostra fede è potente e la vostra disciplina fermissima.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Villaggio Tremestieri, Messina].</ref>
*Voi siete l'aurora della vita, voi siete la speranza della Patria, voi siete soprattutto l'esercito di domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!acireale-scritte--motti-del-ventennio/c1xfi in piazza Lionardo Vigo, Acireale].</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ariberto Segala, ''I muri del Duce'', Arca edizioni, Lavis, 2007. ISBN 88-88203-00-1 ([http://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA1 Anteprima su Google Libri])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Slogan]]
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[[File:Coazze - Motto fascista.jpg|thumb|Slogan fascista presente a Coazze, Torino]]
Raccolta di '''slogan fascisti'''.
{{Indice}}
==A==
*Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Drizzona, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Cagliari l'8 giugno 1935 in occasione del saluto alla divisione "Sabauda".</ref>
*A chi l'[[Guerra d'Etiopia|Abissinia]]? A noi!<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Porto_Viro/index.html sul portico di un edificio di Porto Viro, Rovigo].</ref>
*Agli atti di guerra risponderemo con atti di guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Stroppiana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Adoriamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Alle sanzioni militari risponderemo con misure militari.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Mazzano, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*All'ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona]. Tratto dal discorso del 28 marzo 1926.</ref>
*Anche con l'opera quotidiana, minuta ed oscura si fa grande la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Brogomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Vercelli il 28 settembre 1925.</ref>
*Andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Quero, Belluno]. Presente anche come "andremo contro chiunque tentasse di traversarci la strada" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acciano/index.html su un'abitazione di Acciano] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato a Eboli il 6 luglio 1935 al passaggio in rivista di quattro battaglioni di CC.</ref>
*A noi!<ref>Lo slogan nacque nel febbraio 1918 come parte finale del grido di guerra ''A chi la vittoria? A noi!'', inventato dal maggiore Luigi Freguglia per gli Arditi del 27º Reggimento fanteria "Pavia". La frase veniva scritta anche su abitazioni e caserme (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt sulla sede della 89esima batteria contraerea della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale a Ceranesi in provincia di Genova, nei pressi del Santuario della Guardia]). Spesso era scritta come "Duce a noi", come [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Penne, Pescara] e e [http://www.ventenniooggi.it/#!taranto-scritte--motti-del-ventennio/c16pg in via Duca d'Aosta, Taranto].</ref><ref>Citato in Dino Biesuz, ''Luserna, la battaglia che poteva cambiare il corso della Storia'', ''Il Giornale di Vicenza'', 11 luglio 2012</ref>
*Attraverso il fascismo apriamo il varco.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Lucia/index.html su un'abitazione di Villa Santa Lucia, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Milano, a Piazza Duomo, l'1 novembre 1936.</ref>
*A tutto il popolo italiano una casa.<ref>Citato [http://www.artefascista.it/orbetello__arte__italiana__del1.htm su un'abitazione di Orbetello, Grosseto] (vedi anche [http://1.bp.blogspot.com/-K7oLPte5yZs/VdGtuIRtAAI/AAAAAAAAM2w/QMnh7rOCik4/s1600/20397_1024349740908516_4460945962419845788_n.jpg qui]). Tratto dal discorso fatto a Palazzo Venezia, Roma, il 30 ottobre 1937 al Consiglio del Consorzio nazionale tra gli Istituti fascisti autonomi per le case popolari.</ref>
*Audace e cauto è di pattuglia. Saldo nella difesa, rapido all'attacco. Tornerai vittorioso alla tua dolce casa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Autorità, ordine e giustizia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Padova, Milano]. Citato anche come "Ordine, autorità e giustizia" [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA94 su un'abitazione di Terme di Miradolo e di Confienza, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 14 settembre 1929 a Roma in occasione dell'assemblea del PNF.</ref>
==B==
*Badate che l'Italia non fa più una politica di rinunce o di viltà, costi quello che costi.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Roma in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]. Presente anche come "L'Italia non farà più una politica di rinunce o di viltà" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Boccioleto, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Udine il 20 settembre 1922.</ref>
*[[Baionetta|Baionette]] italiane: al vostro acciaio è affidato col destino d'Italia quello dei popoli d'Europa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di via Palermo, Messina]. Tratto da un articolo di Benito Mussolini intitolato "Vittoria", apparso sul "Popolo d'Italia" il 17 maggio 1915.</ref>
*Batti tutti se non guasta<ref name=opere30 />
*Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mogliano/index.html sul fronte dell'ex Consorzio Agrario a Mogliano Veneto, Treviso] (vedi anche [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA92 qui]) e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA91 su un'abitazione nella strada Calleri, Torino]. Presente anche [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia] la versione più estesa: "un imperativo assoluto si pone: bisogna dare [...]" (vedi anche [http://2.bp.blogspot.com/-MLxpjZJRtIg/VKF8NA3ISSI/AAAAAAAAK88/YtscNlXUv5M/s1600/Aiab3_zps8bdc9999.jpg qui]). Tratto dal discorso all'Assemblea Quinquennale del Regime del 10 marzo 1929.</ref>
*Bisogna diventare migliori, bisogna che tutti gli Italiani si considerino soldati fedeli al loro posto, alla loro consegna.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Capolanzi in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*Bisogna essere forti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Coggiola, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Coggiola/index.html qui]). Anche presente in forma più estesa come "Bisogna essere forti nel coraggio, mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti", vedi [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grosio/foto_Grosio-614.html le pareti di una abitazione di Grosio, Sondrio]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
**Bisogna essere forti, bisogna essere sempre più forti.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA114 su un'abitazione di Craveggia, Verbania e Rondò, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Avellino il 30 agosto 1936 per il gran rapporto alle Forze Armate ed al popolo dell'Irpinia.</ref>
*Bisogna lavorare e procedere.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Bisogna soprattutto osare.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html qui]) e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dalla prefazione di Benito Mussolini al libro del Maresciallo Pietro Badoglio intitolato "La Guerra d'Etiopia" (Milano, Mondadori, 1936).</ref>
*[[Boia]] chi molla.<ref>Citato in Gennaro Sangiuliano, ''[http://www.ilgiornale.it/cultura/i_boia_chi_molla_reggio_calabria_stranieri_patria/21-02-2011/articolo-id=507356-page=0-comments=1 I «boia chi molla» di Reggio Calabria? Stranieri in patria]'', ''il Giornale'', 21 febbraio 2011.</ref>
==C==
*Camminare e costruire e se necessario combattere e vincere.<ref>Citato in [[:File:Scritta-fascista-a-Donnaz-DSC_1595.JPG|Slogan fascista a Donnas]]. Presente [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Villalago, L'Aquila], sul [https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/09/17/news/restaurata_la_scritta_fascista_polemiche_a_scarnafigi-267663374/ muro di cinta del castello di Scarnafigi] (come «Camminare costruire […]») e come [[:File:Iscrizione fascista - Carcoforo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Carcoforo]] nella forma «camminare, costruire […]». Dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Chi lavora la terra è considerato tra i primi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Alessandria, in frazione di San Michele].</ref>
*Chi non è con noi è contro di noi.<ref>Opposto significato di "Chi non è contro di noi è con noi"(Luca, 9, v. 50). Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cambiasca/index.html su un'abitazione di Cambiasca, Verbania].</ref>
*Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Ambivere, Bergamo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fosseno/foto_Fosseno001.html su un'abitazione di Fosseno, frazione di Nebbiuno, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930 diretto ai direttori federali del Partito.</ref>
*Chi osa vince.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!treviso-scritte--motti-del-ventennio/c1xfy su unìabitazione di Valdobbiadene, Treviso].</ref>
*Chi si ferma è perduto.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un palazzo in Piazza Valdesi, Cosenza] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villarboit/index.html a Villarboit, Vercelli]. Tratto da un discorso pronunciato a Genova il 14 maggio 1938.</ref>
*Col Duce fino alla morte.<ref>Citata [http://oi60.tinypic.com/f4k7cl.jpg su un'abitazione di Moncalvo, corso Umberto I, Asti].</ref>
*Coloro che lavorano avranno il primo posto, perché la Nazione di domani sarà la Nazione dei produttori, e non quella dei parassiti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bugnara/index.html su un'abitazione di Bugnara, L'Aquila]. Tratta dal discorso di Mussolini del 18 gennaio 1923, visitando la sede della "Società trasporti automobilistici" di Milano.</ref>
*Colui che abbandona la terra senza un supremo motivo, io lo considero un [[diserzione|disertore]] dinanzi al popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Villanova Biellese, Biella]. Tratto dal discorso di Mussolini del 18 dicembre 1936 nell'agro Pontino.</ref>
*Combattere e vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!siracusa-scritte--motti-del-ventennio/c155t su un ex edificio amministrativo ad Augusta, Siracusa]. Tratto dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Come amate vostra madre dovete, con la stessa purezza di sentimento, amare la madre comune: la Patria nostra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/index.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila]. Tratto dal discorso agli operai del porto di Bari del 10 aprile 1923.</ref>
*Come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai portuali di Bari a Palazzo Chigi il 10 aprile 1923.</ref>
*Con il Duce fino alla morte.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Langosco, Pavia].</ref>
*Continuiamo a marciare nella pace, per i compiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo con il nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Casalsigone, Cremona]. Tratto dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Credere, obbedire, combattere.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]], [[:File:Iscrizione fascista 1 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] e [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html Slogan fascista alla Casa del fascio di Lissone]. Tratto dal discorso alla Vecchia Guardia, a Roma, del 26 marzo 1939.</ref>
==D==
*Date tutto alla terra, che è una banca che non fallisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona].</ref>
[[File:Asso, scritta fascista.JPG|thumb|Slogan ancora presente, seppur sbiadito, su una casa: ''È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende'']]
*Dei sacri confini guardia sicura.<ref>Motto della Guardia Alla Frontiera, spesso trovato nei bunker, come in quelli [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml di Casteldelfino] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h di Chianale, frazione di Pontechianale, provincia di Cuneo].</ref>
*Dieci per dieci: un secolo.<ref>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 111-112.</ref>
*Diffida di tutto. Non fidarti di nessuno.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colico/index.html su un muro interno del forto Montecchio a Colico, Lucca]. Stando a Daniela Montani, ''[http://www.rivistacomo.it/index.php/articoli/storia/item/20-forte-montecchio-una-vedetta-in-alto-lario.html Archeologia militare in Alto Lario]'', 2 ottobre 2012 in www.rivistacomo.it, all'interno ci sarebbero numerosi altri motti.</ref>
*Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo. (Giovanni Giuriati, ''Gioventù fascista'', 1931)
*Dio. Patria. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Maria/index.html all'interno di un'abitazione di Villa Santa Maria, Chieti]. Presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Andria/index.html sul palazzo degli invalidi e mutilati di guerra di Andria, Bari] come "per tre amori da forti pugnammo e soffriamo: Dio patria e famiglia".</ref>
*Disciplina, concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 5 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto ed a Rovetta, provincia di Bergamo]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Boccioletto/index.html qui]).</ref>
*Disciplina ed ordine formano la grandezza di un popolo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA185 su un'abitazione di Villarboit, Vercelli].</ref>
*Due popoli: una guerra.<ref>Citsto [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Monteferrante/index.html su un'abitazione di Monteferrante, Chieti]. Tratto dal discorso del 10 giugno 1941 per il primo annuale dell'intervento militare.</ref>
*Durare sino alla vittoria, durare oltre la vittoria, per l'avvenire e la potenza della nazione.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*''Dux nobis.''
:Duce a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria], [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Citta_Sant_Angelo/index.html su vari muri di Città Sant'Angelo, Perugia] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Penne/index.html su un'abitazione di Penne, Perugia].</ref>
==E==
*È lo spirito che doma e piega la materia, è lo spirito che crea la santità e l'eroismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html su un'abitazione di Balmuccia, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*È meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>La frase venne scritta su un muro di una casa di Fagarè della battaglia, frazione di San Biagio di Callalta, Treviso, il 14 giugno 1918 da Bernardo Vicario, per ordine del maggiore Carlo Rivoli: confronta [http://www.sezioneanatreviso.it/index.php?option=com_content&view=article&id=301%3Ail-sacrario-di-fagare&Itemid=79 qui] e [http://www.lacittadella-web.com/forum/viewtopic.php?f=48&t=735 qui]. La porzione di muro contenente la scritta è ancora conservata [http://www.panoramio.com/photo/119064623 a Fagarè della Battaglia, San Biagio di Callalta, Treviso]. La frase venne ricitata da Mussolini nel discorso del 23 maggio 1932 pronunciato a Palazzo Venezia di fronte al Direttorio dell'Associazione Nazionale Combattenti. Citato [http://www.wolfsonian.org/explore/collections/%C3%A8-meglio-vivere-un-giorno-da-leone-che-cento-anni-da-pecora-con-fede-pura-come-q su una "foglia" di rame] del 1935, conservata nel Wolfsonian-FIU col numero "84.1.51" e su una moneta del 1928, definita "20 lire elmetto", codice "[http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VE3/41 W-VE3/41-0]" (vedi anche [http://www.forumancientcoins.com/MONetaromana/corrisp/a831/a831.html qui]).</ref>
*È solo l'azione che dà la tempra alle anime.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Ripamonti nel quartiere Vigentino, Milano] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Milano/index.html qui]). Riferito anche come "è solo l'azione che tempra le anime", [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*È un grande ramo d'ulivo che io innalzo. Questo ulivo spunta da un'immensa foresta di otto milioni di baionette.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vaprio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*Eja, Eja, Alalà!<ref>È un grido di guerra coniato da [[Gabriele D'Annunzio]] e concepito come alternativo all'esterofilo "hip, hip, hurra!". Scritto su una bandierina tricolore donata agli aviatori, si diffuse soprattutto tra gli Arditi in seguito all'Impresa di Fiume; successivamente fu adottato dai fascisti.</ref><ref>Lo slogan è composto di parole d'origine classiche: "eja" è una parola adoperata da Eschilo e Platone, utilizzata come grido di guerra dagli eserciti greci; particolarmente è riportato come l'urlo con il quale Alessandro Magno era solito incitare Bucefalo. "Alalà", diffusa nel Medioevo tra i Crociati, è un altro grido di guerra greco che compare in Pindaro e in Euripide.</ref> (Gabriele D'Annunzio, Impresa di Fiume)
*È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Tratto da un discorso di Mussolini prounciato per l'inaugurazione della Provincia di Latina il 18 dicembre 1934.</ref>
==F==
*Fede illumina. Amore abita. Pace amministra. Onore adorna.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo tra via Sassari e viale La Plaia, Cagliari].</ref>
*Fermarsi significa retrocedere.<ref>Tratto da un discorso di Mussolini in Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926.</ref>
*Forte come la morte.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Igleasias/index.html su un'abitazione di Iglesias].</ref>
*Forze armate e popolo sono tutt'uno.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trivero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dalla balconata della Casa del Fascio di Reggio Calabria il 31 marzo 1939.</ref>
*Fra tutti i lavoratori i più nobili e i più disciplinati sono i lavoratori della terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grado/index.html su un'abitazione di Grado, Gorizia]. Tratto da un discorso nel Polesine del 15 dicembre 1926.</ref>
*Fummo e saremo sempre cavalieri della sovranità.<ref>Citato sui muri di un'abitazione di via Andrea Cirrincione, angolo con via Sampolo, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 647. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
==G==
*Gli italiani debbono farsi una mentalità autarchica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini del 18 novembre 1937.</ref>
==H==
*Hanno diritto all'impero i popoli fecondi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Pezzana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Potenza il 27 agosto 1936.</ref>
==I==
*I lavoratori che abbandonano la terra sono destinati a decedere.<ref>Citato [https://web.archive.org/web/20150301085414/http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Valganna/index.html su un'abitazione di Valganna, Varese].</ref>
*I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono col portare quelle degli altri.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un edificio di Rogliano, Cosenza]. Citata anche come "La storia ci dimostra che quando un popolo non ama portare sue armi finirà per portare le armi degli altri" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mascali/index.html su una abitazione di Mascali, Catania]. Tratto da un discorso fatto a Messina il 10 agosto 1937.</ref>
*I popoli forti hanno amici vicini e lontani in tempo di pace, in caso di guerra sono temuti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Centallo, Cuneo]. Presente anche la forma ridotta "I popoli forti sono temuti" [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Ivrea, Torino]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
*I popoli forti sanno guardare in faccia il proprio destino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Gioia dei Marsi] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Demetrio_ne_Vestini/index.html a San Demetrio ne Vestini, L'Aquila]. Tratto dall'articolo "Restituire Caporetto!" pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 295, V, del 24 ottobre 1918.</ref>
*I soldati italiani sono oggi i migliori del mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Casalrosso, Lignana, Vercelli]. Tratto dal rapporto agli alti ufficiali del 18 agosto 1937.</ref>
*I vecchi conti d'Africa sono regolati fino al centesimo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Massimo Visconti, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Massino_Visconti/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
*Il coraggio è abitudine.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colombella/index.html su un'abitazione di Colombella, Perugia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Carapelle Calvisio, L'Aquila] ed [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote a Camburzano, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato alla seconda Assemblea Quinquennale del Regime a Roma il 18 marzo 1934.</ref>
*Il destino dei popoli che si sono inurbati ed hanno abbandonato la terra è storicamente segnato, è la decadenza che li attende.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina di Cascina Strà, frazione di Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato ai lavoratori dell'Agro Pontino a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
**I popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Medicina/foto_Medicina-Panorama1.html su un'abitazione di Portonovo, comune di Medicina, Bologna]. Tratta dal discorso del 3 novembre 1928, alla vigilia delle celebrazioni della vittoria nella prima guerra mondiale, rivolgendosi ai rurali.</ref>
*Il Duce ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA86 su un'abitazione di Bosconero, Torino]. La frase fu coniata (nella forma "Benito Mussolini ha sempre ragione") da [[Leo Longanesi]] nel 1926 ed inclusa nel ''Vademecum del perfetto fascista, seguito da dieci assiomi per il milite''. Nel 1928 fu ripresa dal ''Decalogo del milite fascista'' in questa forma.</ref>
**Mussolini ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA87 su un'abitazione di Carignano e di Brozolo, Torino].</ref>
*Il fascismo considera i contadini in guerra e in pace quali forze fondamentali delle fortune della Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su di un'abitazione di Rosignano Monferrato, Alessandria] e [http://marcourss.altervista.org/su-una-scritta-fascista-a-solarino-sr/ su di un'abitazione di Solarino, Siracusa].</ref>
*Il fascismo da fenomeno italiano è diventato fenomeno universale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Ofena/index.html su un'abitazione di Ofena, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini il 18 Marzo 1934 per il quindicesimo anno dalla fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Il fascismo è un esercito in cammino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 27 ottobre 1930, per la celebrazione della marcia su Roma.</ref>
*Il fascismo non vi promette né onori né cariche, ma il dovere e il combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA99 su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Tratto dal discorso rivolto ai giovani fascisti a Roma il 2 ottobre 1931.</ref>
*Il fascismo rivendica il suo preminente spirito contadino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Corigliano_d_Otranto/index.html su un'abitazione di Corigliano d'Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso pronunciato davanti all'Assemblea quinquennale del regime per la convocazione di nuovi comizi elettoriali, a Roma, il 10 marzo 1923.</ref>
*Il fascismo stabilisce l'eguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 6 ottobre 1934.</ref>
*Il fascismo vuol preparare le giovani generazioni al lavoro e al combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Crevacuore, Biella].</ref>
*Il lavoro è la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgomanero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini agli operai della Fiat a Torino il 25 ottobre 1923.</ref>
*Il lavoro italiano non andrà più a fecondare le terre altrui.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Enna il 14 agosto 1937.</ref>
*Il lavoro, sotto tutte le sue forme, intellettuali, tecniche e manuali è un dovere sociale.<ref>Citato [http://www.sanmarcoargentano.it/novecento/arc_1900_30/c_negroni.htm su un'abitazione di San Marco Argentano, Cosenza]. Tratto dalla Carta del Lavoro.</ref>
*Il lavoro tranquillo, ordinato, intelligente, deve diventare la norma fondamentale di vita di tutti i buoni cittadini italiani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cascina Marangana, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato nel Piazzale della Vittoria di Vicenza il 23 settembre 1924.</ref>
*Il nemico del fascismo è il tuo nemico: non dargli quartiere.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA180 su un'abitazione di Odalengo Piccolo, Alessandria]. Presente come 4° ordine del decalogo del milite: vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up p. 87].</ref>
*Il nemico vi ascolta. Tacete!<ref>Slogan presente su [http://freeyourmindfym.files.wordpress.com/2012/07/tacete.jpg volantini e avvisi] durante il tempo di guerra. Spesso era sostituita dalla frase più laconica "Taci!", rinvenuta su [http://img687.imageshack.us/img687/2884/taciav.jpg spille], abitazioni (ad esempio ad [http://www.ventenniooggi.it/#!salerno-scritte--motti-del-ventennio/c19iu Ottati, provincia di Salerno]) e video propagandistici (ad esempio il ''Giornale Luce'' [https://www.youtube.com/watch?v=Tl__2XPCX4o C0159 del 07/07/1941]).</ref>
*Il numero è potenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Capriata d'Orbia, Alessandria].</ref>
*Il nuovo Impero è stato fatto dal popolo, è impresa di popolo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Giarole] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tortona/index.html di Tortona, Alessandria]. Tratto dal discorso del Gran Rapporto pronunciato da Benito Mussolini a Roma presso il Tempio di Venere il 30 maggio 1936.</ref>
*Il partito è la riserva politica e spirituale del Regime.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sozzago/index.html su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, insediando a Palazzo Littorio il nuovo Direttorio del PNF.</ref>
*Il Partito Nazionale Fascista è un esercito sempre pronto al combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA153 su un'abitazione di Fagarè della battaglia, Treviso].</ref>
*Il passato è già dietro le nostre spalle. L'avvenire è nostro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arbia_Asciano/foto_arbia-asciano2.html su un'abitazione di Arbia, frazione di Asciano, Siena]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 21 aprile 1934 per celebrare i natali di Roma.</ref>
*Il passato mi esalta con la ricchezza della sua gloria. L'avvenire mi seduce con il fiore delle sue promesse. La mia legge è di andare sempre più oltre, perché la vittoria più bella è sempre quella per cui si deve ancora combattere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelmauro/index.html su un'abitazione di Castelmauro, Campobasso, piazza del Municipio, n. 10].</ref>
*Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è lo spirito del popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html su un'abitazione di Premeno, Verbania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento e ripreso da Mussolini nel suo discorso al Direttorio del 10 marzo 1943.</ref>
*Il popolo italiano ascolta le parole, ma giudica dai fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 7 dicembre 1935.</ref>
[[File:Trento, galleria dei legionari trentini, con mosaico della donna del fascio di Gino Pancheri, 1937, 02 il nome mussolini e il fascio sono cancellati.jpg|thumb|Trento, galleria dei legionari trentini]]
*Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abirazione di Volongo, Cremona], [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html sulla Casa del fascio di Lissone] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trento/index.html sulla galleria dei legionari trentini, a Trento]. La versione più lunga "[...] con le sue armi: in questa certezza suprema levate in alto, legionari, le insegne, il ferro e i cuori a salutare dopo quindici secoli la riparazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. Ne sarete voi degni? Questo grido è come un giuramento dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini per la vita e per la morte" è presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Imola/index.html sulle mura dell'ex palazzo del fascio di Imola]. Presente anche come "L'Italia ha fondato col suo sangue l'Impero" [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Villadeati, Alessandria]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini da Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
**Salutiamo l'Impero che risorge sui colli fatali di Roma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!asti-scritte--motti-del-ventennio/cpsl su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Versione modificata della precedente.</ref>
*Il popolo italiano marcerà sulla strada della sua grandezza e rovescerà tutti gli ostacoli che gli sbarrassero il cammino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 aprile 1924 al Politeama Fiorentino (Firenze) durante un'adunata di grandi invalidi e mutilati di guerra.</ref>
*Il regime fascista trae dal passato e dal presente le energie per balzare incontro al futuro.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/ad-avola-emergono-scritte-propagandistiche-regime-fascista/ su un'abitazione di Avola, Siracusa].</ref>
*Il ricordo delle antiche prove freme nei nostri cuori così come l'impeto verso il futuro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vespolate, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vespolate/index.html qui]). Tratto dal "Messaggio del Decennale" pronunciato a Bologna il 27 ottobre 1932.</ref>
*Il secolo XX sarà il secolo del fascismo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA101 su un'abitazione di Mombaruzzo, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*In questo mondo scuro, tormentato e già vacillante, la salvezza non può venire che dalla verità di Roma, e da Roma verrà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Oricola, L'Aquila]. Presente anche [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati a Roma per il decennale della Marcia su Roma, 16 novembre 1932.</ref>
*Inesorabili con i nemici, irreprensibili con le popolazioni.<ref>Dal programma televisivo ''Il tempo e la storia'', stagione 2, episodio 130, 23 aprile 2015. Video disponibile su ''Rai.it'': ''[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-04de0ff2-885c-459f-a28d-098feb4ceb07.html L'Italia fra due fuochi]'', min. 34:40.</ref>
*Io amo gli alberi. Difendeteli, vi aiuterò a difenderli.<ref>Citato [http://fondoluce.archivioluce.com/LuceUnesco/avanzata/scheda/foto/IL0000003161/17/Un-gruppo-di-uomini-albanesi-sfila-davanti-a-Ciano-con-un-tronco-dalbero.html?temi=Milizia%20Fascista%20albanese su una fotografia di albanesi che sfilano davanti a Ciano] e su una medaglia del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste del 1935, [http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61X/31 cod. W-ME61X/31-1]. Citato in ''L'Alpe. Rivista forestale italiana'', tip. di M. Ricci, 1928, [https://books.google.it/books?id=K2IWAQAAIAAJ&q=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&dq=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&hl=it&sa=X&ved=0CCQQ6AEwADgUahUKEwihlYaU4cLIAhXIOhQKHexwBGk pag. 513].</ref>
*Io conosco bene i rurali d'Italia e so che essi sono sempre pronti a far zaino in spalla, cambiare la vanga col fucile.<ref>Citato in [[:File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|Slogan fascista a Staro, Valli Del Pasubio, Vicenza]]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 29 ottobre 1937 in occasione dell'inaugurazione della città.</ref>
[[File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|thumb|Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione]]
*Io mi vanto sopratutto di essere un rurale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una cascina di Felizzano, Alessandria]. Tratto dal discorso del 25 aprile 1938 al popolo dell'Agro di Pomezia dopo la fondazione della cittadina.</ref>
*Io preferisco coloro che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Morghengo, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Magnaboschi/index.html su un'abitazione di Magnaboschi, Vicenza]. Tratto dal discorso dell'inaugurazione di Carbonia il 18 dicembre 1938.</ref>
*Italia dura, Italia volitiva, Italia guerriera.<ref>Dipinto su una casa in località ''Stretta di Fogliaro'' a [[:it:Varese|Varese]] (foto visibile su ''[https://www.google.it/maps/@45.846387,8.802927,3a,75y,21.78h,97.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sQMjKvWJAZRrXOjWIMBkj1A!2e0!6m1!1e1 Google Maps]'').</ref>
*Italia e fascismo costituiscono un'identità perfetta, indissoluta, inalterabile.<ref>Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cocullo/index.html su un'abitazione di Cocullo, L'Aquila]. Tratto dal discorso di mobilitazione generale del 2 ottobre 1935.</ref>
*Italia proletaria e fascista, Italia di Vittorio Veneto e della Rivoluzione, in piedi!<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione a Strà, Piacenza], [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione a Drizzona, Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pogno/index.html Pogno, Novara]. Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
==L==
*L'esercito è garanzia sicura dei destini della patria.<ref>Citato in [[:File:Slogan fascista - Gromo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Gromo]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]]. Visibile [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Gromo, Bergamo] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*L'Europa sarà domani fascista per lo sviluppo logico degli eventi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Meana/index.html su un'abitazione di Meana di Susa, Torino]. Tratto dal discorso di Mussolini fatto allo Stadio di Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*L'Italia a mio avviso deve rimanere una Nazione a economia mista, con una forte agricoltura, che è alla base di tutto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Villafalletto, Cuneo]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma al Consiglio Nazionale delle Corporazioni il 14 novembre 1933.</ref>
*L'Italia avrà il suo grande posto nel mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione id Busonengo, Vercelli]. Tratto dal discorso per la fondazione dei fasci pronunciato a Milano il 23 marzo 1919.</ref>
*L'Italia desidera la pace, ma non teme la guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Landiona, Novara]. Noto anche come "noi non vogliamo la guerra, ma non la temiamo" (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Bastia, Balocco, Vercelli] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mollia/index.html su un'abitazione di Mollia, Vercelli]).</ref>
*L'Italia è un esercito che ha conquistato molte vittorie e molte ne conquisterà nel futuro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso tenuto il 5 dicembre 1925 a Roma, per l'inaugurazione del Congresso della Corporazione della Scuola.</ref>
*L'Italia è un'isola che si immerge nel Mediterraneo. Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 in piazza Guglielmo II a Monreale, Palermo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Quarona/index.html sull'ex casa del Popolo ed Opera nazionale del dopolavoro di Quarona, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
**Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias]. Citato anche come "se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita" [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Zane/index.html su un'abitazione di Zanè, Vicenza].</ref>
*L'Italia fascista è un'immensa legione che marcia sotto i simboli del Littorio verso un più grande domani – nessuno può fermarla, nessuno la fermerà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su una placca della torre dei venti, Bergamo] (vedi anche [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso alla Camera dei Deputati del 6 febbraio 1926, in relazione all'Alto Adige.</ref>
*L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Oreto, Palermo]. Tratto dal discorso pronunciato il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Preturo ed a Santo Stefano di Sessanio, L'Aquila], ma anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alle camicie nere a Lucca il 12 maggio 1930.</ref>
*L'Italia oggi serve la causa della civiltà umana.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Borgovercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgo_Vercelli/index.html qui]) e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Caselle_di_Santa_Maria_di_Sala/index.html di Caselle di Santa Maria di Sala, Vercelli]. Tratto dal discorso al consiglio dei ministri del 3 marzo 1936.</ref>
*L'obbedienza dev'essere pronta, rispettosa e leale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bologna-scritte--motti-del-ventennio/c1vck all'interno del complesso di Santa Cristina "della Fondazza", piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna].</ref>
*L'unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*La [[bandiera]] si onora degnamente in un modo solo. Compiendo sempre e comunque il proprio dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratta dal discorso pronunciato ai metropolitani a Roma il 17 ottobre 1930.</ref>
*La classe lavoratrice è la potenza, la speranza, la certezza dell'avvenire d'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Valle Mosso, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/foto_Mosso01.html qui]). Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato allo Stabilimento Tosi a Legnano il 5 ottobre 1924.</ref>
*La garanzia della pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Moscufo, Pescara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Glorenza/index.html su un'abitazione di Glorenza, Bolzano]. Tratto dal discorso pronunciato a [[Roma]] il 3 dicembre 1934.</ref>
*La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Ameno/foto_Ameno001.html su un'abitazione di Ameno, Novara]. Tratto dal diascorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.<ref>Tratto dal discorso pronunciato nell'atrio del Municipio di Torino il 24 ottobre 1923.</ref>
*La marcia continua perché altre mete attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Abramo Lincoln, Palermo].</ref>
*La mia ambizione è questa: rendere forte, prosperoso, grande, libero il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Castelnuovo del Zappa, frazione di Castelverde, Cremona]. Tratto dal discorso al Senato dell'8 giugno 1923 sull'opera del Governo nei primi sei mesi.</ref>
*La mia formula è semplice: niente per niente. Chi vuole da noi prove concrete di amicizia, tali prove concrete di amicizia ci dia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1922 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina fuori Vercelli] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*La parola d'ordine non può essere che questa: disciplina.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su un'abitazione di Bergamo]. Tratto dal discorso del 22 giugno 1925, pronunciato durante la seduta conclusiva del 4° congresso del PNF.</ref>
*La Patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!massa-e-carrara-scritte--motti-del-vent/clu6 su un'abitazione di Carrara, Massa-Carrara]. Citato anche come "La patria non è un'illusione. La patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Atessa/index.html su un'abitazione di Atessa, Chieti]. Dal discorso pronunciato a Roma il 4 novembre 1925 nel VII anniversario della Vittoria.</ref>
*La Patria non si nega, ma si conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x sulla facciata dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte a Cremona]. Motto creato da Edmondo Rossoni (''La Destra'', mensile internazionale di cultura e politica, n. 8/9, agosto-settembre 1972, pag 79) e poi divulgato da Benito Mussolini tramite ''Il Popolo d'Italia'' (vedi il [http://ilcovo.mastertopforum.net/1-vt993.html?start=0 discorso pronunciato a Pavia il 23 novembre 1918]).</ref>
*La più profonda eloquenza è nei fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una vecchia stazione degli autobus a Cabella Ligure, Alessandria], sulla strada provinciale 170 (presente anche [http://www.progettokilroy.it/25003s-cabella-ligure/ qui]).</ref>
*La popolazione lavoratrice italiana può dirsi all'avanguardia per probità, per onestà, per laboriosità, per diligenza, per intelligenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Navelli, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai lavoratori del Monte Amiata del 31 agosto 1924.</ref>
*La potenza d'Italia va oltre gli oceani e la sua fama va oltre le stelle.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/index.html su un'abitazione di Rancio Valcuvia, Varese]. Tratta, ma modificata (l'originale era "ponga i termini dell'Impero all'Oceano ma la sua fama si elevi alle stelle"), dal discorso pronunciato nel Politeama Rossetti di Trieste il 6 febbraio 1921. La citazione è virgiliana: «''Imperioum oceano, famam qui terminet astris.''» (Eneide, I, 287)</ref>
*La potenza di un popolo dipende dalla sua massa numerica e dalla sua fedeltà alla terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Casalromano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato il 18 dicembre 1938 in occasione dell'inaugurazione di Carbonia.</ref>
*La razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l sulla cascina Ranza a Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato da Benito Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, il 3 maggio 1936.</ref>
*La rivoluzione delle camicie nere non è stata fatta contro il popolo, ma è stata fatta per il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Pettorano sul Gizio, L'Aquila].</ref>
*La rivoluzione fascista continua.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Felizzano, Alessandria].</ref>
*La rivoluzione fascista ha trovato le sue migliori legioni fra i rurali.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*La rivoluzione fascista rimane unitaria nella disciplina, totalitaria nell'azione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Cologna, frazione di Tenno, Trento].</ref>
*La salvezza non può che venire dalla verità di Roma e da Roma verrà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casanova_Carmagnola/index.html su un'abitazione di Casanova Carmagnola, comune di Carmagnola, Torino]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1932 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La scienza, la volontà, la fede possono attenuare gli effetti delle forze non benefiche della natura.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso di Mussolini a Roma, al teatro Argentina, il 7 dicembre 1930, per la premiazione degli agricoltori vincitori della battaglia del grano.</ref>
*La stasi debilita, l'azione rinfranca.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Candia Lomellina, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*La terra e la razza sono inscindibili. Attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Santa Fosca, Selva di Cadore, Belluno]. Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato a Roma il 3 maggio 1936.</ref>
*La terra non tradisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arborio/index.html su un'abitazione di Arborio, Vercelli]. Presente anche la versione più lunga: ''La terra non tradisce mai e nobilita'' [http://www.architettogentili.it/images/commenti_clip_image002_0000.jpg su un'abitazione delle Marche].</ref>
*La tessera non dà l'ingegno a chi non lo possiede.<ref>[http://www.piunotizie.it/binary/qui_magazine_new/news/Vignetta_Guareschi_.1399651320.gif Citato su una vignetta di Guareschi]. Tratto dal discorso ai giornalisti a Palazzo Chigi del 10 ottobre 1928.</ref>
*La vera fonte, la vera origine di tutta l'attività umana è la terra.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cremona]. Tratto dal discorso del 15 dicembre del 1926, parlando agli agricoltori polesani.</ref>
*La vittoria africana resta nella storia della Patria integra e pura come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*Lavorare e tacere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casbeno/index.html su un'abitazione di Casbeno, Varese] e su una di Bassignana, Alessandria (Corso Italia, 3).</ref>
*Lavoriamo per un'Italia più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese]. Tratto dall'articolo "Blocco latino. Italia e Francia" su ''Il Popolo d'Italia'' del 3 dicembre 1918.</ref>
*Le frontiere non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato in Parlamento il 16 Marzo 1938.</ref>
*Libro e moschetto, fascista perfetto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'ex-scuola di Campione del Garda, Tremosine, Brescia]. Slogan noto anche come "Il fascista perfetto è l'uomo del lavoro, del libro e del moschetto", citato in [[:File:Moltaldeo-scritta_ventennio_fascista.jpg|Slogan fascista a Moltadeo]] e [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Montaldeo, Alessandria]. Il concetto è stato anche rappresentato figurativamente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Codogno/index.html sull'ex-casa del GIL a Codogno, Lodi].</ref>
*Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Silvi/index.html su un'abitazione di Silvi Marina, Teramo]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1936 all'Assemblea Nazionale delle Corporazioni al Campidoglio sulle sanzioni e sull'autarchia.</ref>
*Lo Stato fascista è una volontà di potenza e d'imperio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione di Piazzale Roma, Piacenza]. Tratto da ''[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia_Italiana%29/ Dottrina del fascismo]''.</ref>
==M==
*Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>Citato [https://www.venividivici.us/grandi-personaggi/mussolini-meglio-vivere-un-giorno-da-leoni-che-cento-da-pecora/] Pronunciata da Mussolini</ref>
*Marciare per non marcire.<ref>Slogan fascista, indicante la necessità dell'azione, coniato forse da [[Filippo Tommaso Marinetti]] immediatamente prima o durante la prima guerra mondiale; in seguito ripreso dagli Arditi e poi dai Fasci di combattimento.</ref>
*Me ne frego.<ref>Benché attribuito a Gabriele D'Annunzio, lo slogan si è probabilmente diffuso tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Trae origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria.</ref>
*Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non prepararsi è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato l'11 agosto 1938 dall'osservatorio nella Piana del Cavaliere a Roma alla conclusione delle manovre del Corpo d'Armata di Roma.</ref>
*Molti nemici, molto onore.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 23 novembre 1931.</ref>
*Mussolini ha sempre ragione. (da [[Leo Longanesi]], ''L'italiano'', 11 febbraio 1926; citato in ''Vademecum del perfetto fascista'', Vallecchi)<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria].</ref>
==N==
[[Immagine:Necessario_vincere.jpg|thumb|Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio: «''Necessario vincere più necessario combattere.''»]]
*Necessario vincere più necessario combattere.<ref>Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) di via Induno a Trastevere (Roma).</ref>
*Nel segno del littorio noi abbiamo vinto, nel segno del littorio noi vinceremo domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk sul Municipio (ex Casa del Fascio) di Nembro, Bergamo]. Più comunemente ridotto nella forma "Nel segno del littorio abbiamo vinto, nel segno del littorio vinceremo", come [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Albiano d'Ivrea, Torino] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Giarre/index.html su un'abitazione di Giarre, Catania]. Tratto dal discorso che pronunciò Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934 in occasione dell'inaugurazione della quinta Fiera del Levante.</ref>
*Nell'Italia fascista il capitale è agli ordini dello Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Lentiai, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 28 ottobre 1937.</ref>
*Nelle colonie si continua la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt su un'abitazione nei pressi del bivio per l'ex colonia dei Balilla a Rovegno, Genova].</ref>
*Nessun popolo ha, come l'italiano, il coraggio di rischiar la vita.<ref>Citato [http://1.bp.blogspot.com/-lVpLi496F7E/VdhTgp-bRxI/AAAAAAAANFw/rWCrmD38Gfc/s1600/11057348_306933092763683_7111220709045016345_n.jpg su un muro di Santa Margherita Ligure, Genova]. Tratto dal discorso fatto dal Duce ai Direttori federali del PNF a Palazzo Venezia, Roma, il 27 ottobre 1930.</ref>
*Nessuno si illuda di poterci piegare senza avere duramente combattuto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. A volte citata anche come "Nessuno pensi di piegarci senza prima avere duramente combattuta" (citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Aspice, frazione del comune di Corte de' Frati in provincia di Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Garlasco/foto_Garlasco-pv01.html su un'abitazione di Garlasco, Padova]). Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
*Nobile è veramente colui che produce, colui che porta il suo sasso, sia pure modesto, all'edificio della Patria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sant_Eusanio_Forconese/index.html su un'abitazione di Sant'Eusanio Forconese, L'Aquila]. Tratto dal discorso fatto a Ferrara il 22 settembre 1924.</ref>
*Noi celebriamo i nostri eroi marciando sulle strade.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di La Vecchia, Biella]. Tratto da un discorso pronunciato a Casola Valserio il 27 aprile 1924 in occasione della visita all'abitazione del poeta Alfredo Oriani.</ref>
*Noi ci sentiamo fratelli in ispirito con coloro che lavorano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Calascio/index.html su un'abitazione di Calascio, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Bologna il 3 aprile 1921.</ref>
*Noi creiamo una nuova civiltà del lavoro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Croce Mosso, frazione di Valle Mosso, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in piazza Duomo a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
*Noi diciamo prima i doveri e dopo i diritti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Camerino/index.html a Camerino, Macerata]. Tratto dal discorso tenuto il 23 ottobre 1925.</ref>
*Noi dobbiamo avere un'aviazione che domina i cieli.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese].</ref>
*Noi dormiamo con la testa sullo zaino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Nuraminis/index.html su un'abitazione di Nuraminis, Cagliari].</ref>
*Noi eravamo già grandi quando in molte parti del mondo i popoli non erano ancora nati.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!grosseto-scritte--motti-del-ventennio/cgqt su un'abitazione di Sorano, Grosseto]. Tratto dal discorso pronunciato il 2 aprile 1923 a Milano sull'espansione italiana nel mondo.</ref>
*Noi esaltiamo il lavoro come segno della nobiltà dell'uomo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Pozzolo Formigaro, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*Noi non siamo gli imbalsamatori di un passato, siamo gli anticipatori di un avvenire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini l'1 novembre 1936 a Milano.</ref>
*Noi potremo allora, domani, quando tra il 1935 e il 1940 saremo a un punto direi cruciale della storia europea, potremo far intendere la nostra voce e vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su una parete degli alloggi della batteria accanto alla colonia "Principi di Piemonte", Messina]. Tratto dal discorso, che sarà ricordato come il "Discorso dell'Ascensione", pronunciato il 26 maggio 1927 alla Camera dei Deputati.</ref>
*Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.</ref>
*Noi siamo contro la vita comoda.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premia/foto_Premia001.html su un'abitazione di San Rocco, comune di Premia, Verbania] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tione_degli_Abruzzi/foto_Tione-degli-Abruzzi-01.html su un'abitazione di Tione degli Abruzzi, Aquila]. Tratto dall'invervista fatta da [[Emil Ludwig]] a Mussolini nel 1932: vedi ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, Milano, 1932, pag. 188.</ref>
**Il fascista disdegna la vita comoda.<ref>Altra impostazione dello stesso concetto: la si ritrova nell'[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia-Italiana%29/ articolo "Fascismo"] dell'[[Enciclopedia Treccani|Enciclopedia Italiana]] (1932). Dipinto sull'edificio noto come ''[http://live.varesenews.it/Event/Varese_Sacro_Monte_-_SantAmbrogio_-_Rasa_-_Fogliaro_-_Bregazzana?Page=3 Fornace della Riana]'' in località Rasa di Varese, [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/foto_Introdacqua011.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila].</ref>
*Noi siamo pronti a difendere la nostra folgorante vittoria con la stessa intrepida e inesorabile decisione con la quale l'abbiamo conquistata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sizzano, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia e forte, disciplinata ed imperiale.<ref>Citato in [[:File:Cedegolo casa.jpg|Slogan fascista a Cedegolo]], [[:File:Iscrizione fascista - Lavenone (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Lavenone]]. Presente anche in [http://www.ventenniooggi.it/#!catanzaro-scritte--motti-del-ventennio/c1qd9 varie facciate di abitazioni di Catanzaro]. Presente come "noi sognamo" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lavenone/index.html su un'abitazione di Lavenone, Brescia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Solferino, Mantova]. Tratto da un discorso fatto da Mussolini a Bologna il 21 aprile 1921.</ref> (Mussolini)
*Noi tireremo diritto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 4 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]] e presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fontecchio/foto_Fontecchio-01.html su un'abitazione di Fontecchio, L'Aquila]. Tratto da un discorso di Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935. La frase è stata riadattata nella canzone del 1936 di E. A. Mario "[http://www.lorien.it/x_inni/pg_canzoni-d/Alfa_N/Ca_Noi-Tireremo-Diritto.html Noi tireremo diritto]".</ref>
*Noi vogliamo che i giovani raccolgano la fiaccola, s'infiammino della nostra fede e siamo pronti e decisi a continuare la nostra fatica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un casolare in via Diana nel quartiere Partanna-Mondello, Palermo].</ref>
*Non basta che il popolo sia ordinato e tranquillo all'interno, è necessario che le forze armate gli conferiscano la sua pace e la sua sicurezza.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Non ci sono cose grandi o piccole: c'è il dovere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca]. Tratto dal "decalogo del milite fascista": vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up pag. 87] e P. N. F., Comando Generale della Gioventù Italiana del Littorio, ''Il premilitare'', s. l., s. d., [http://www.giuliocesaro.it/pdf/storici/041%20Il%20premilitare%20della%20gioventu%20fascista.pdf pag. 23].</ref>
*Non dobbiamo aver paura di aver coraggio.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA123 su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 18 settembre 1933, la cui frase però era "Non si dovrà aver paura di aver coraggio".</ref>
*Non si getta il fardello prima di avere raggiunto la [[meta]].<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina].</ref>
*Non v'è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Campertogno, Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Campertogno/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla Camera dei Deputati il 7 dicembre 1935 contro la politica sanzionista.</ref>
*Non v'è diritto senza che prima sia compiuto un dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Torrazza Piemonte, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Reggio Emilia il 30 ottobre 1926.</ref>
[[File:San Fili - Sostare è retrocedere.jpg|thumb|Slogan su una casa di San Fili: «''Sostare è retrocedere''»]][[File:Moltaldeo-scritta ventennio fascista.jpg|thumb|Slogan su una casa di Moltaldeo]]
==O==
*Obbedire in silenzio.<ref>Citato sui muri dell'Aeronautica Sicula, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Ogni casa nuova che sorge nelle campagne ad ospitare, in ampie e solide stanze, una delle nostre prolifiche famiglie di contadini, rappresenta un elemento di garanzia per il futuro del popolo italiano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villafalletto/index.html sul cascinale del Conte Paolo Falletti a Villafalletto, Cuneo]. Tratto dalla lettera al ministro di Stato Giuseppe De Capitani D'Arrago, Presidente dell'Associazione nazionale tra le Casse di Risparmio italiane, del 12 febbraio 1937.</ref>
*Oltre alla potenza delle armi, noi possediamo la potenza dello spirito, cioè la compattissima unità morale del popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Tortona, Alessandria] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Desiderio/index.html su un'abitazione di San Desiderio, Padova]. Tratto dal discorso pronunciato a Udine il 20 settembre 1938.</ref>
*Onorate il pane, gloria dei campi, fragranza della terra, festa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!perugia-scritte--motti-del-ventennio/cyc8 su un'abitazione di Petrelle, Città di Castello, Perugia]. Tratto dal discorso pronunciato il 14 aprile 1928 in occasione della Giornata del pane.</ref>
*Osare, durare, vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot in viale Italia, Messina].</ref>
==P==
*Passano gli anni, ma la nostra fede è intatta come nelle vigilie di combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 18 marzo 1934 in occasione della Seconda Assemblea Quinquennale del Regime.</ref>
*Patria. Religione. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Torba/index.html su un'abitazione di Torba, frazione di Gornate Olona, Varese].</ref>
*Per le glorie di oggi e per quelle avvenire siamo pronti a tutto.<ref>Citaot [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 25 maggio 1926 a Pisa, compiuto dal balcone dell'Ospedale, in piazza del Duomo.</ref>
*Per l'Italia ora e sempre.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania].</ref>
*Per noi fascisti morire non è morire quando si muore per l'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Crevacuore/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Più profondo il solco, più alto è il destino.<ref>Citato [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini/ su un'abitazione di Civita Castellana, Viterbo, sulla via Flaminia] e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA194 qui].</ref>
*''Pondere et igne iuvat.''<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-monumenti-lapidi--targhe-comme/celr all'interno della Caserma Papa, Brescia]. Motto adottato dai carristi tramite la legge n. 293 del 24 marzo 1932.</ref>
**Aiuta con la massa e col fuoco.
*Prepariamo per difendere l'impero le giovani armate di domani e poiché esse sono animate dallo spirito fascista saranno invincibili.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sull'ex-caserma Magnolini a Villa di Gargnano, Gargnano, Brescia].</ref>
*Prima morte che stanchezza. Non mi stanco di servire. Non mi stanco di giovare.<ref name=opere30>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 30</ref>
==Q==
*Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso del 26 marzo 1939 al Foro Mussolini.</ref>
*Quello che abbiamo fatto è importante, ma per noi è più importante quello che faremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Grumello Cremonese, Cremona].</ref>
*Quello che dobbiamo conquistare ci interessa di più del già conquistato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai Direttorii federali dei Partito Nazionale Fascista convocati in Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*Questa è l'epoca nella quale bisogna sentire l'orgoglio di vivere e di combattere. Questa è l'epoca in cui un popolo misura al metro delle forze ostili la sua capacità di resistenza e di vittoria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila] e [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Rosasco, Pavia]. Tratto dal messaggio per il tredicesimo anniversario della marcia su Roma, del 27 ottobre 1935.</ref>
*Questo regime politico parte da un presupposto indiscutibile ed intangibile: la monarchia e la dinastia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione a Rivarolo Mantovano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Milano il 28 ottobre 1925.</ref>
==R==
*Raccogliendo tutte le energie, perfezionando incessantemente il metodo di combattimento e portando nella lotta molto entusiasmo, fervore, spirito di decisione, noi siamo sicuri di vincere la tubercolosi, perché il popolo italiano vuole essere sano, perché vuole andare alla potenza e alla gloria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila]. Tratto dal discorso di Mussolini del 12 marzo 1932 a Palazzo Venezia, in un incontro con i direttori dei Consorzi Provinciali Antitubercolari e con il Consiglio direttivo della Federazione Italiana Fascista contro la tubercolosi: vedi ''Opera omnia'', vol. 44, La Fenice, 1980, pag. 29 e ''Il Francobollo antitubercolare. Giornale di trincea'', 15 aprile 1932, n. 1, [http://complianceturin.xoom.it/tbc/_ftp/materiale/1932_Giornale_di_trincea.pdf pag. 2].</ref>
*Raccogliete lo spirito dei nostri indimenticabili morti e fatene lo spirito ardente della Patria immortale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Treviso/index.html sulla parrocchia di San Lazzaro, all'ingresso di Treviso] e [http://www.littorio.com/arc/arc_messina-i.htm sul monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, sito in Piazza del Municipio, Messina]. Tratto dal discorso fatto all'adunata di Udine del 20 settembre 1922.</ref>
*Repubblica e socializzazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Ossona, Milano]. Risalente alla [[Repubblica Sociale Italiana]].</ref>
*Resistere ad ogni costo.<ref>Motto di guerra trovato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Resistere per vincere, vincere per la libertà e per la giustizia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dall'articolo "Divagazione", pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 362, IV, del 31 dicembre 1917.</ref>
*Ricordare e prepararsi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bistagno/index.html su un'abitazione di Bistagno, Alessandria]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1937, alla celebrazione del diciottesimo anniversario della fondazione dei fasci.</ref>
*Ricordate che oggi non vi sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se venti anni prima non ci fosse stata la marcia su Roma.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Morciano/index.html su un'abitazione di Morciano di Romagna, Rimini] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 3 lugno 1941.</ref>
*Rimanendo rurali sarete più vicini al mio cuore.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA110 su un'abitazione di Bruino, Torino] (vedi anche [http://static.wixstatic.com/media/f47c19_2f529a18c12e4d0cb6985095eece8ca1.jpg_srb_p_788_504_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srb qui]). Presente anche la versione più lunga: "Rimanete rurale contadino tenacemente legato alla terra e sarete più vicino al mio cuore" [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia].</ref>
*Roma doma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Briga Novarese, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Briga_Novarese/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai giovani fascisti a Roma il 5 settembre 1937.</ref>
*Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano (Roma, 7 aprile 1926)
*Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.<ref>Citato sui muri dell'ospedale pediatrico 'Casa del Sole' di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 646. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
*Roma ha dato la civiltà al mondo.<ref> Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/foto_Rancio_Valcuvia-001.html su un'abitazione situata all'incrocio tra via Montello e la Strada Provinciale 62 a Rancio Valcuvia, Varese] (foto visibile anche su ''[https://www.google.it/maps/@45.914228,8.773538,3a,15y,276.37h,95.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sMC9zeFMsnU9R0mQoUHHFNA!2e0 Google Maps]''). Probabilmente tratta dal discorso di Mussolini il 3 aprile 1921 per il secondo anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
==S==
*Salutate nel Duce il fondatore dell'Impero.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Scanzorosciate, Bergamo] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scanzorosciate/index.html qui]). Citato anche come "Duce fondatore dell'Impero" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/index.html su un'abitazione di Mosso, Biella].</ref>
*Saluto al Duce.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*Saviezza governa. Lavoro opera. Gioia ricompensa. Fedeltà conserva.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo fra via Sassari e viale La Plaia a Cagliari].</ref>
*Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.<ref>{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a [[Henri de la Rochejaquelein]] ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers, il 25 aprile 1793. Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, [http://books.google.it/books?id=yvQeJfDmY8MC&pg=PT258 p. 258]. ISBN 885203126X. La frase fu comunque usata come slogan, tanto da essere raffigurata [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html una di Premeno, Verbania]. Venne anche usata solamente la prima frase "se avanzo seguitemi", come [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vacil/index.html su un'abitazione sulla strada da Vacil a Breda di Piave].</ref>
*Se combatteremo vinceremo per la grandezza presente, passata e futura.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pieve di Pontenove, Bedizzole, Brescia]. Scritto anche come "[...] futura e passata", [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pontenove, frazione di Bedizzole, Brescia]; ridotto anche a "se combatteremo vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Asigliano Vercellese, Vercelli]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1938 per la celebrazione del diciannovese annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Se la disciplina sarà ferma, se la passione sarà pura, l'Italia sarà sempre più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Loreto_Aprutino/index.html su un'abitazione di Loreto Aprutino, Perugia]. Tratto dal discorso a Roma per l'inaugurazione del Congresso del Sindacato Nazionale della Stampa, il 27 gennaio 1924.</ref>
*Se la vittoria fu mutilata una volta non è detto che possa essere mutilata un'altra volta.<ref>Citato in [[:File:Balestrino-scritta del regime fascista.jpg|Slogan fascista a Balestrino]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Anche [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Rimasco, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 24 giugno 1923.</ref>
*Siamo sicuri di noi stessi, perché, come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Raiano/index.html su un'abitazione di Raiano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato in Senato da Mussolini il 13 novembre 1934 sul problema corporativo.</ref>
*Siate fieri delle vostre montagne.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Piverone, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini presso il Colosseo il 7 aprile 1929 in occasione di un'adunata indetta dall'Associazione Nazionale degli Alpini.</ref>
*Soldato d'Italia, ricordati che dietro di te con occhi fidenti ti guardano la Patria e la famiglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Solo Iddio può piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su una Chiesa di Serramonacesca, Pescara]. Citato anche come "Soltando Dio potrà piegarci, gli uomini e le cose mai" [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su delle abitazioni di Cacciana e Caltignana] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html di Momo], Novara. [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lonate_Pozzolo/index.html A Lonate Pozzolo, Varese] è citato come "Noi diciamo che solo Iddio [...]". Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 3 dicembre 1934 alla premiazione degli agricoltori della nona Battaglia del Grano.</ref>
*Sopratutto amiamo risentire, stando in mezzo a voi, l'anima eroica del vostro fascismo rurale, che qui nella vostra terra ha impiegato e vinto la più gloriosa battaglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli sulla Cascina Rosolo a Candia Lomellina, Pavia].</ref>
*Sostare è retrocedere. La marcia continua, altre mète attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>{{Cita web|http://coriandoliegadi.altervista.org/Letteratura/Perla/La%20Chiesa.htm|La Chiesa di Marettimo|25-10-2011}}. Citato anche [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un'abitazione di San Fili, Cosenza].</ref>
*State sicuri che condurrò la rivoluzione fascista sino alla sua meta finale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cavaglio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Mantova il 25 ottobre 1925.</ref>
*State tranquilli che io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelnuovo_Berardenga/index.html su un'abitazione di Castelnuovo Berardenga, Siena]. Tratto dal discorso tenuto il 30 ottobre 1926 a Reggio Emilia nella Piazza del Politeama Ariosto.</ref>
*Sui rurali d'Italia la rivoluzione delle camicie nere ha contato ieri e conterà domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Su la terra, sui mari, nei cieli sono ovunque i segni della nostra potenza, della nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Scurcola Marsicana, L'Aquila] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scurcola_Marsicana/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini nel decimo anniversario della marcia su Roma il 27 ottobre 1932 da Palazzo Venezia.</ref>
==T==
*Tanto maggiori sono gli ostacoli e tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Corso Cavour, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Napoli il 28 ottobre 1931.</ref>
*Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltralpe.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Bari il 6 settembre 1934.</ref>
*''Tu regere imperio populos, Romane, memento: hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.''<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bolzano/index.html su un'abitazione di Bolzano]. Trattasi di una citazione di Virgilio, ''Eneide'', VI, 852-53.</ref>
**Tu di reggere col tuo impero i popoli, o Romano, ricorda: queste saranno le tue arti, e alla pace d'imporre una regola, risparmiare gli arresi e sgominare i superbi.<ref>Traduzione di Carlo Carena, Torino, UTET, 1971.</ref>
*Tutta l'atmosfera nella quale si svolge la vita del popolo italiano ha carattere militare, deve avere e avrà un carattere sempre più militare.<ref>Riportato sul muro dell'officina Congegnatori 2 dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto</ref>{{c|Manca il link ad un'immagine o il riferimento ad un testo-fonte}}
*Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/su-altri-slogan-fascisti/ su un'abitazione a Licodia Eubea, Catania]. Estratto di un discorso di Mussolini a Cagliari pronunciato l'8 giugno 1935.</ref>
*Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!la-spezia-scritte--motti-del-ventennio/cjbp su un'abitazione di Padivarma, frazione di Beverino, La Spezia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in Parlamento il 16 marzo 1938.</ref>
*Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!lecce-scritte--motti-del-ventennio/c4xl sulla Questura in viale Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso tenuto da Benito Mussolini al Teatro della Scala, Milano, 28 ottobre 1925.</ref>
==U==
*''Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.''<ref>È una locuzione in lingua latina; il suo significato è ''"dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia."''</ref>
*Un popolo ascende in quanto sia numeroso, laborioso e ordinato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 10 marzo 1929 all'assemblea quinquennale del Regime per la convocazione dei nuovi comizi elettorali.</ref>
*Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.<ref>Citato in [https://c1.staticflickr.com/7/6127/5927475939_4dbbd355e2_z.jpg Palazzo della Civiltà Italiana]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini tenuto a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Una grande agricoltura italiana promuove lo sviluppo di molte industrie italiane.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA88 su un'abitazione di Casalrosso, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*Una tappa del nostro cammino è raggiunta.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su una abitazione di Agrate Conturbia, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Conturbia/index.html qui]). Tratto da un discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Unica è la fede: l'amore di Patria. Unica la volontà: fare grande il popolo italiano.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cortetano, frazione di Sesti ed Uniti, Cremona]. Tratto da un discorso di Mussolini pronunciato a Villa Glori, Roma, 30 ottobre 1927.</ref>
==V==
*Verso la terra debbono volgersi le speranze e le energie dei popoli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su una cascina di Motta Baluffi, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla presenza del Re il 19 aprile 1926 per l'inaugurazione dell'ottava assemblea dell'Istituto Internazionale di Agricoltura.</ref>
*Vincerà chi vorrà vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Cerea, Verona].</ref>
*Vincere e vinceremo.<ref>Citato come "Vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Cerchiera, Ambivere, Bergamo] e come "Vincere" [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Corticelle Pieve, Dello, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini per l'annuncio della dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940.</ref>
*Vincere o morte.<ref> Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!chieti-scritte--motti-del-ventennio/csqi su un'abitazione in Pennapiedimonte, Chieti]. Noto anche come "vincere o morire", ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su una caserma ottocentesca di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Vi sarà lavoro per altri operai e case per altri contadini che daranno nuova ricchezza alla Sardegna e alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!oristano-scritte--motti-del-ventennio/c1uaj all'interno dell'ex caserma della Milizia ad Arborea, Oristano]. Tratto da un discorso del 9 giugno 1935 ad Arborea.</ref>
*Vivere pericolosamente.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fiano_Romano/foto_fiano-romano-01.html su un'abitazione di Fiano Romano, Roma]. Tratto da un discorso di Mussolini al Gran Consiglio del Fascismo il 2 agosto 1924 e citato anche in degli appunti coevi del Duce come "vivi pericolosamente": vedi Renzo De Felice, ''Mussolini il fascista. La conquista del potere, 1921-1925'', Einaudi, Torino, 1995, pag. 787. Fu dal Duce più volte ripresa, come nel discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista. La frase è di ispirazione nietzschiana: vedi ''La gaia scienza'', af. 283 (''Gefährlich leben'').</ref>
*Voglio soprattutto che voi abbiate l'orgoglio di essere rurali.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Voi marcerete travolgendo ogni ostacolo sino alla meta che vi è stata indicata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Momo, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato durante il passaggio in rivista della Seconda Divisione Camicie Nere "28 ottobre" il 18 agosto 1935.</ref>
*Voi non siete disarmati, se il vostro spirito è armato, se la vostra fede è potente e la vostra disciplina fermissima.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Villaggio Tremestieri, Messina].</ref>
*Voi siete l'aurora della vita, voi siete la speranza della Patria, voi siete soprattutto l'esercito di domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!acireale-scritte--motti-del-ventennio/c1xfi in piazza Lionardo Vigo, Acireale].</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ariberto Segala, ''I muri del Duce'', Arca edizioni, Lavis, 2007. ISBN 88-88203-00-1 ([http://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA1 Anteprima su Google Libri])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Slogan]]
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Maratona
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[[File:Gerard Cote 1940.jpg|thumb|Il vincitore della maratona di Boston del 1940]]
Citazioni sulla '''maratona''' come disciplina dell'atletica leggera.
*''Amo l'atletica perché è poesia | Se la notte sogno, | sogno di essere un maratoneta.'' ([[Eugenio Montale]])
*– Chissà come ti dispiacerà di non poter correre domani.<br />– Già, sono a terra! Tutte quelle ore passate ad allenarmi per la maratona buttate al vento!<br />– Allenarsi per una maratona? Ma che cosa dite?<br />– Perché?<br />– Non ci si allena per una maratona, la si corre e stop!<br />– Spero che tu stia scherzando!<br />– No, non scherzo! Io posso farlo quando voglio!<br />– Sì, anche domani? Cioè, ti svegli, ti butti giù dal letto e corri la maratona di New York?<br />– Assolutamente sì!<br />– Barney, guarda che stiamo parlando di quarantadue chilometri!<br />– Grazie Canada, ora prendo la linea io! Barney, guarda che sono ventisei miglia!<br />– Ecco come si corre una maratona: fase uno inizia a correre... non esiste fase due! (''[[How I Met Your Mother (seconda stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*La maratona è un romanzo che scrivi ogni volta daccapo e per il quale devi conoscere tutte le parole necessarie, non una di meno, devi essere pronto a usarle e anche a metterle da parte. Sono parole che impari durante l'allenamento, a volte massacrante. ([[Yassine Rachik]])
*La maratona è una corsa che affascina tanti podisti perché rappresenta una sorta di sfida con i propri limiti. Ci sono corse anche più lunghe che mettono a dura prova il proprio corpo e la mente, però la maratona è anche storia. ([[Orlando Pizzolato]])
*La maratona rappresenta l'esistenza: ha punti bassissimi, che devi superare, e momenti d'estasi, che ti sforzi di prolungare. È un'esperienza spirituale attraverso la quale entri più profondamente in contatto con te stessa, trovando le risposte che cercavi. ([[Paula Radcliffe]])
*La vita è una maratona e non si vince una maratona senza mettersi i cerotti per le vesciche [...] (''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'')
*Oggi la Maratona è una corsa estremamente "di moda" e tantissimi sono spinti a farla con entusiasmo. Questo è un fatto certamente positivo, perché correre fa davvero bene al corpo e alla mente. Ma non deve far dimenticare che l'approccio di chi, per la prima volta, si avvicina a questa esperienza deve essere del tutto privo di agonismo. ([[Stefano Baldini]])
*Scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno. ([[Haruki Murakami]])
*Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera [[esperienza]] corri una maratona. ([[Emil Zátopek]])
*Uomo magrissimo, di età indefinibile, sempre bagnato anche in estate, che corre con un'espressione di grande sofferenza sul volto, si tocca la gamba, si massaggia il fegato, tossisce e sputa ma continua a correre, nello smog cittadino e tra i clacson delle auto, alle due del pomeriggio in agosto e sotto la neve in gennaio, sempre con quel look da Calvario e un paio di occhiali gialli che forse nascondono lacrime. La domanda è: quale peccato deve scontare il maratoneta solitario? ([[Stefano Benni]])
*Vorrei dire: la maratona è un'arte marziale. Chi la [[corsa|corre]] compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c'entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La [[mente]] non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall'esterno modifica o può modificare me stesso. ([[Mauro Covacich]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
*[[Fidippide]]
*[[Ultramaratona]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Discipline sportive]]
[[Categoria:Atletica leggera]]
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Regole dai film
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{{Raccolta}}
[[File:Regole dai film 3.svg|right|128px]]
Raccolta di '''regole''' tratte '''dai film'''.
==Regole dai film==
*– Abbiamo anche imparato una lezione.<br />– Sarebbe?<br />– Non fare qualcosa se non sai come diavolo farla. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Abbiamo solo tre regole. La prima: fai la tua parte. Non c'è spazio per i fannulloni. La seconda: non fare del male agli altri. Per andare avanti deve esserci fiducia tra noi. La terza e più importante: non provare a superare quei muri. (''[[Maze Runner - Il labirinto]]'')
*Ad ogni festa si mostra un film: è legge a Hollywood. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*Allora, l'ABC delle conferenze stampa. Vuoi sembrare intelligente? Rispondi alle domande ponendo altre domande e poi rispondi a quelle domande. (''[[Zootropolis]]'')
*– Allora, qual è la lezione numero tre?<br />– Arrivare alla lezione numero quattro. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Allora, ricordatevi le regole della gita: non spingete, non mordete e non sputate fiamme. (''[[Monsters University]]'')
*Allora, Tess, poche regole chiare: lei dovrà essere il mio collegamento con il resto del mondo, le persone mi giudicheranno attraverso di lei... sarà dura se ne avrà il motivo, sarà accomodante quando potrà esserlo, sarà precisa, puntuale e non farà promesse che non potrà mantenere. Io non sono mai al telefono, sono in riunione. Tess, dobbiamo essere una squadra, e come tale dobbiamo avere una divisa: semplice, elegante, impeccabile. (''[[Una donna in carriera]]'')
*Ascolta bene questo trittico: non mangiare mai roba estera ma mangia solo il rancio di tutti, dal pentolone; secondo, se ti senti male non marcare visita, meglio crepare in cella che all'infermeria; e terzo, anche all'aria, in cortile, non ci andare, che fuori fa caldo. (''[[Il giocattolo]]'')
*Ascolta, c'è una regola nel mondo dello spettacolo: mai lavorare con bambini o animali. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Ancora una regola: per vivere qui, devi lavorare. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Avrete tutti i cani francesi che vorrete. È costume che una sposa non conservi nulla che appartenga a una corte straniera. Una regola sempre osservata in tali occasioni. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Bene, allora hai rispettato la prima regola per essere un buon [[poliziotto]]: assicurati, quando hai finito il turno, di tornare a casa vivo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*Bisogna perdonare chi ci offende. Questa è la regola. (''[[Don Camillo (film 1952)|Don Camillo]]'')
*Cazzo fratelli, come va la vita? Ehi, se state guardando questo nastro, vuol dire che non ce l'ho fatta. O sono prigioniero, o peggio ancora... morto. Ma comunque stiano le cose, vi dirò le regole per sopravvivere a questa situazione. Regola numero uno: dovete essere veloci. Regola numero due: non dovete cadere. E regola numero tre: qualunque cosa facciate non voltatevi mai indietro. Ditemi buona fortuna. Frega e scappa!!! (''[[Scary Movie]]'')
*C'è solo una regola, reggetevi forte... ecco: non esiste alcuna regola. (''[[Rat Race]]'')
*C'è solo una regola: salvarsi il culo! (''[[Carlito's Way]]'')
*C'è una vecchia regola: se si è costretti a sparare, tanto vale uccidere. (''[[L'ora della furia]]'')
*C'eravamo dati una regola: mai liberare un individuo che ha raggiunto una certa età. È pericoloso. Il cervello stenta a rifiutare il passato. (''[[Matrix]]'')
*Che ci fai nel mio parco? Le conosci le regole: non si cammina sull'erba, non si piscia sugli alberi e non si spaccia. (''[[Streets of Blood]]'')
*Ci sono delle regole fondamentali da rispettare: fai sempre quello che puoi per la tua famiglia, vai a lavorare ogni giorno e di' come la pensi, non far male a nessuno se puoi evitarlo, e non trattare mai con i disonesti. (''[[Fuori controllo]]'')
*– Ci sono due ordini precisi in questo plotone. Uno: state attenti ai vostri piedi. Due: cercate di non fare niente di stupido, tipo farvi ammazzare!<br>– Spero proprio di non deluderlo. (''[[Forrest Gump]]'')
*Ci sono solo due regole: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me... e non puoi importi sul libero arbitrio. (''[[Una settimana da Dio]]'')
*Ci sono tre regole per vivere bene: mai fare a meno di dodici ore di sonno, mai giocare a carte ubriaco con in tasca il libretto degli assegni e mai andare a letto con una donna che ha un coltello tatuato sul braccio. Osserva queste tre regole e sarai sempre in una botte di ferro. (''[[Voglia di vincere]]'')
*Come essere un detective.<br>Regola 1. Perquisire tutti.<br>Regola 2. Cercare un indizio.<br>Regola 3. Esaminare tutte le finestre.<br>Regola 4. Cercare impronte digitali.<br>[...]<br>Regola 5. Pedinare da vicino il sospettato.<br>Regola 6. Chiamare la polizia.<br>Regola 7. Mantenere la calma. (''[[La palla nº 13]]'')
*Come nuovo assistente ti atterrai alla regola delle 3 esse: servizio, solerzia, silenzio. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Conoscete la legge: due uomini combattono, uno vive. (''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'')
*Conosci le regole: niente armi di sopra. (''[[Bad Girls]]'')
*Conosci le regole: niente gassosa in camera. (''[[Operazione Spy Sitter]]'')
*Conosco le regole, la prima dice: niente negoziati, se ti catturano sarai abbandonato. (''[[La morte può attendere]]'')
*Conosco una legge, io. Quella che dice che il mondo è diviso in due parti: metà scappa e metà insegue. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'')
*Da me voi sentirete solo tre ordini: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. (''[[Sierra Charriba]]'')
*Da trent'anni seguo una ferrea regola, come voi giovani dite spesso: chi piagnucola perde. (''[[4.3.2.1]]'')
*Direttiva settantacinque: mai fare domande a un agente sul campo. (''[[Johnny English - La rinascita]]'')
*Dobbiamo osservare le regole di un serial. Prima di tutti il numero dei morti aumenta. Seconda cosa: le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina... ci vanno a nozze gli spettatori. Terza cosa: se vuoi che il serial abbia il marchio di fabbrica non devi mai, dico mai... ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 2]]'')
*Dove vado io andate voi, regola numero uno. (''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'')
*– Dovremmo fare tutti un test psichiatrico.<br/>– È la regola numero quattro! (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale. (''[[La grande bellezza]]'')
*– E adesso voglio sentirti recitare le tre regole d'oro.<br />– Non tutte le tasche sono piene d'oro, ma tu controlla comunque!<br />– Controlla comunque!<br />– Esattamente, perfetto.<br />– Il crimine non paga a meno che sia il tuo lavoro!<br />– A meno che sia il tuo lavoro!<br />– Ah, e la terza?<br />– E se ti prendono mai, mai fare la spia!<br />– Mai, mai fare la spia!<br />– Scolpisci, scolpisci questa regola nel tuo cuore. Bene, non ho altro da insegnarti. (''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'')
*È la prima regola sul parlare di religione ad una [[convegno|convention]]: non contraddire il cliente. No, mi correggo, è la seconda regola, la prima regola sul parlare di religione alle convention è no. [...] Non farlo. (''[[The Big Kahuna]]'')
*E la prima regola tra [[Amicizia|amici]] è potersi fidare l'uno dell'altro, giusto? (''[[L'incredibile volo]]'')
*È la mia ultima lezione: non commettere... non commettere crimini per cui stai scontando la pena. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'')
*– È la prima regola del [[giornalismo]]: dare al pubblico quello che vuole!<br />– Non è la prima regola del giornalismo! Credo che quella sia la prima regola dei circhi o dei demolition derby. (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
*È la regola: sono ammessi solo cani e gatti in casa. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*È la seconda regola del buon poliziotto: se vuoi mantenere un segreto, non dirlo al tuo capo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*E ricorda la regola numero uno: occhi e orecchie bene aperti e bocca chiusa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'')
*È una mia nuova regola: presumere sempre che voi due mi nascondiate qualcosa. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*– Essere un [[gentiluomo|gentleman]] è qualcosa che si apprende.<br />– Sì, ma come?<br />– D'accordo... Prima lezione: dovevi chiedermelo prima di sederti. Seconda lezione: come si prepara un Martini. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*– Earl, non si fuma.<br />– Perché non posso fumare, lei non scende mai quaggiù.<br />– Non importa, è una regola. (''[[Cara, insopportabile Tess]]'')
*Fidarsi uguale fregarsi. Regola per sopravvivere. (''[[Sorvegliato speciale]]'')
*Forse è meglio se mettiamo la regola che non dovete uscire dalla vostra camera dopo le nove e mezzo. (''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'')
*Ho delle regole: se tu le rispetti io ti ricompenso. Se no ti punisco. (''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'')
*Ho una regola d'oro: non devi affezionarti a una famiglia perché ti cacci nei guai. (''[[The Women]]'')
*Ho una regola riguardo l'uccidere le persone. Be', in realtà nella vita ho due regole. Primo: non mi metto con i musicisti. Secondo: non uccido le persone, ok? (''[[Trappola in alto mare]]'')
*Ho una sola regola io: prendi quello che ti piace quando ti piace, non rimandare a domani il peccato che puoi commettere oggi. (''[[Immagini di un convento]]'')
*I piloti sono detenuti e le regole semplici: non ci sono regole. (''[[Death Race]]'')
*Il giudice conosceva bene la regola dei [[politica|politicanti]]: se non puoi battere il nemico, diventane il capo. (''[[La leggenda di Bagger Vance]]'')
*In fondo la nostra prima regola è: riprenditi sempre ciò che ti hanno tolto. (''[[Lupin III - L'amore da capo: Fujiko's Unlucky Days]]'')
*In questo momento c'è una sola regola: o la nostra via o vai fuori dai piedi. (''[[Matrix]]'')
*In tempi duri fa bene un po' di conforto: vecchia legge di guerra. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Io ho soltanto una regola, solamente una regola: se devi fare una cosa, falla bene, se non sai come farla chiedimela. (''[[Unstoppable - Fuori controllo]]'')
*Io ho soltanto una regola: tutti combattono, nessuno molla. Se non fate il vostro dovere, vi ammazzo. Mi avete capito? (''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'')
*Io ho una mia regola: quando uno mi paga gli porto sempre a termine il lavoro. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Io ho una regola: non discuto mai di lavoro mentre mi sto divertendo, e soprattutto mai quando bevo. (''[[Il sipario strappato]]'')
*– Io ho una sola regola: se mi rubi qualcosa...<br />– Sei un uomo morto. (''[[The Thieves]]'')
*L'amore è potere, Maria. Devi imparare a usarlo. Lascia che siano gli uomini ad amarti. Ma non devi mai, mai innamorarti di loro. Questa è la prima regola. (''[[Maria Maddalena (film 2000)|Maria Maddalena]]'')
*L'articolo sette del mio codice di sicurezza parla molto chiaro: ogni volta che termino una missione, mi prendo una lunga vacanza... possibilmente in buona compagnia. (''[[Un agente segreto al liceo]]'')
*L'unica regola è non farsi catturare. (''[[Monsters University]]'')
*L'unico modo sensato di vivere è senza regole. (''[[Il cavaliere oscuro]]'')
*La crema della crema riconosce sempre la pasta frolla come te. È una regola che devi scriverti sulle chiappe. (''[[E io mi gioco la bambina]]'')
*La mia prima regola è: spera per il meglio e aspettati il peggio. (''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'')
*La prima lezione l'hai imparata: l'amore si fa in due. (''[[Carne trémula]]'')
*La prima norma è lasciare in pace quelli del quartiere. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]'')
*La prima regola dei negozianti è avere qualcosa da scambiare. (''[[Giustizia privata]]'')
*La prima regola del teatro: lo spettacolo deve continuare. (''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'')
*La prima regola di quando si scappa è non correre, ma camminare. (''[[Captain America: The Winter Soldier]]'')
*La prima regola di una sana vita [[Sessualità|sessuale]] è non prendersi troppo sul serio. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*La primissima regola della vita politica è: non permettere mai a un presidente di mettersi al posto di guida di una macchina. Mai. Noi non siamo abituati a fare nulla per conto nostro, figuriamoci guidare. (''[[Frost/Nixon - Il duello]]'')
*La regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti. (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*– La regola numero uno quando arrivi in albergo è presentarsi con il personale. Tu ti spari via un 300.000 e sei nel burro tutta la vacanza. [...] Vedi... il mio non è un punto di vista, è un teorema, claro!?<br>– Sì sì... li conosco i tuoi teoremi. Al mare si scende in spiaggia dopo le due...<br>– Esatto! Quando gli animali sono già in pensione alle prese con lo spago.<br>– E chi disfa le valigie è sempre la moglie...<br>[...]<br>– E poi è scattata la regola numero due: giro di ricognizione del pueblo alla ricerca de los amigos! (''[[Vacanze di Natale]]'')
*La regola principale per chi decide di vivere senza nessuna regola è di non farsi mai pescare. (''[[Il sole scotta a Cipro]]'')
*Lascia che l'offerta venga a te, regola prima. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*Le dita servono a tenera la forchetta, e la forchetta serve a mangiare, regola di Giorgia. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Le regole dicono che per una sola vita non si fa saltare una copertura operativa. (''[[Salt]]'')
*Le regole di Dink sono: la responsabilità di arrivare sempre in tempo, per prima cosa. La seconda: tenere la testa sui numeri. Devi imparare a capire i numeri, è la cosa più importante. Regola numero tre: non rubare. Questa è la più dura da rispettare. (''[[Una ragazza a Las Vegas]]'')
*Le regole di procedura dicono: non si rischia un'irruzione se il sequestratore è pronto a uccidere per rappresaglia. (''[[Il negoziatore]]'')
*Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più. (''[[1997: Fuga da New York]]'')
*Le regole sono semplici, questo almeno dice mio fratello. Uno: evitare a tutti i costi gli infetti, il loro respiro è contagioso. Due: disinfettare ogni cosa che hanno toccato nelle ultime ventiquattr'ore. Tre: I malati sono già morti, nessuno li può salvare. Se infrangi le regole muori, se le segui vivi. Forse. (''[[Carriers - Contagio letale]]'')
*– Le spie non bevevano [[Martini (cocktail)|Martini]]? <br />– [[Scotch whisky|Scotch]], invecchiato almeno dodici anni. <br />– Dici sul serio? Regola dell'agenzia? <br />– No, mia. (''[[Spy Game]]'')
*– Lei non si può rivolgere a un generale dicendo "salve".<br />– Cos'è, una nuova regola?<br />– No... vecchia. (''[[Good Morning, Vietnam]]'')
*Lezione di marketing numero uno: non uccidere il consumatore, danneggia il tuo business. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Lezione dodici: uomo armato, scendi a razzo dall'auto! (''[[National Security - Sei in buone mani]]'')
*Lezione numero uno. Con grattino, il Tanga, il Tagadà, come lo chiamate voi, ''Rischia e Vinci'', non si vince un cazzo. Invece di ''Rischia e Vinci'' si doveva chiamare ''Rischia e Perdi'', perché il banco, cioè lo Stato, vince sempre. (''[[Io sono Tempesta]]'')
*Lezione numero uno: mai attaccare per rabbia. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Lezione numero uno: puoi viaggiare nel tempo quanto vuoi, ma non puoi costringere una persona ad amarti. (''[[Questione di tempo]]'')
*Lezione numero uno, Poppy: per me le discussioni sono come i night club, evito di entrarci se mi è possibile. (''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'')
*Lo sai Harry, muoiono sempre tre alla volta. Non l'hai notato? [...] Quando un personaggio muore, altri due lo seguono entro pochi giorni. È quasi una regola. Le celebrità muoiono a gruppi di tre. (''[[Scommessa con la morte]]'')
*– Nella [[vita]] ci sono tre regole. Uno: c'è sempre una vittima. Due: l'importante è che non sia tu.<br />– E la terza?<br />– Me la sono dimenticata. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Mettiamo una regola nuova: quando io sto qua e mi senti battere a macchina... o non mi senti battere a macchina, qualsiasi cazzo tu mi senti fare qui, quando mi trovo qui vuol dire sempre che sto lavorando! (''[[Shining]]'')
*Mi hanno insegnato quattro regole. Uno: non fare domande, non ci sono cose giuste o sbagliate. Due: al di fuori del tuo lavoro evita le relazioni, non ti fidare di nessuno. Tre: cancella ogni traccia, non ti fare notare, passa inosservato. Quattro: sappi quando è ora di smettere, non stare lì a pensarci, prima che sia troppo tardi, prima di perdere il vantaggio, prima... di diventare tu il bersaglio. (''[[Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino]]'')
*Mi ricordo la regola numero uno: sei responsabile per i tuoi ospiti. (''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'')
*Mi zio mi ha insegnato una regola: quando metti sotto qualcosa, continua per la tua strada. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*Nel nostro lavoro sono vitali poche regole auree: operare sempre in piccoli gruppi, mantenere un profilo basso, trattare solo con gente di sicure referenze. Insomma, è un commercio come un altro. Lavatrici, scarpe su misura, pompini. Se non gli dai fregature, il cliente si affeziona e torna. (''[[The Pusher]]'')
*Nessuna regola in particolare, tuttavia colui che mostrasse una condotta scorretta sarà coperto d'infamia eterna! (''[[Porco Rosso]]'')
*Non avere paura di dire quello che pensi, non pensare "Questa è una cosa troppo grande per me". È grande, sicuro, ma dipende da quello che ognuno di noi saprà fare. Lezione di storia numero uno. (''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'')
*Non corteggiarmi, non ti azzardare... questa è la regola numero uno. Ok? E niente regali. Regola numero due: non cercare di provarci con me, o di tastarmi o di approfittare di situazioni che potresti trovare eccitanti, è chiaro? Queste sono solo lezioni io sono la maestra e tu l'allievo. [...] Quindi niente toccamenti o carezze, se mi tocchi o mi accarezzi io ti faccio male, ti faccio a pezzi, pratico l'arte del karate. [...] Ok, regola numero tre: se faremo questa cosa devi promettermi che tutto quello che ti dirò resterà in questa stanza, non puoi parlarne con nessuno, chiaro, nessuno. (''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'')
*Non possiamo parlare con la gente del passato dei salti nel tempo; io ho infranto la regola, e quindi non potrò rivederti mai più. (''[[La ragazza che saltava nel tempo]]'')
*Non si avvicini a quel vetro, non lo tocchi. Non gli passi nulla se non carta soffice, niente matite o penne, niente punte metalliche o attaché sulla carta. Usi il porta-vivande scorrevole in ogni caso. Se tenta di passarle qualcosa, non accetti. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*– Okay, facciamo festa, eh, ma prima ripetiamo attentamente le regole. Perché... come ci si diverte senza regole? Agnes piano coi churros, Edith non uccidere nessuno, Margo...<br />– Hola, Señor Gru!<br />– Okey! Devono esserci due metri regolamentari di distanza tra te e i ragazzi. Soprattutto questo ragazzo!<br />– Ahah! Che spiritoso! Non ci sono regole, Señor! È il [[Cinco de Mayo]]. (''[[Cattivissimo me 2]]'')
*Prima di tutto stabiliamo le regole: il limite di tempo è di trenta minuti, potete nascondervi ovunque, dal primo al settimo piano; però dovete stare alla larga dalle cabine, dalle zone riservate al personale di bordo, da docce e spogliatoi, siamo intesi? (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Prima regola: Angela non conosce tutte le regole. (''[[Omicidio in diretta]]'')
*Prima regola, Clarice: semplicità. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*Prima regola del comando: ogni cosa è colpa tua. (''[[A Bug's Life - Megaminimondo]]'')
*Prima regola dell'aviazione: mai sparare al pilota. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*– Prima regola della vita: si forte, mantenere la forza significa risolvere ogni problema. [...] Seconda regola: non fare né tollerare mai nulla di male. E terza regola...<br>– Non dimenticare mai le prime due regole. (''[[Neerja]]'')
*Prima regola dell'[[improvvisazione]]: fare tesoro di tutte le informazioni, se qualcuno dice una cosa tu segui l'idea, non negarla. (''[[Mia moglie per finta]]'')
*Prima regola di un assassinio: eliminare gli assassini. (''[[Rotta verso l'ignoto]]'')
*Prima regola di un crimine: la semplicità. (''[[Coma profondo]]'')
*Prima regola di un mago: essere sempre quello più sveglio nella stanza. (''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'')
*Prima regola: fallo ridere. Seconda regola: usa sempre abiti sexy. Terza: mostrati sempre interessata. Quarta: sorprendilo costantemente. Quinta: bacialo con passione, quando l'amore finisce è ora di guardarsi intorno. (''[[5 appuntamenti per farla innamorare]]'')
*Prima regola: la scena del delitto va lasciata pulita. Non toccare niente, tesoro. Seconda regola: niente colluttazioni o scontri fisici per non lasciare segni. Terza regola: movente. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*– Prima regola?<br>– Mai entrare nello studio di papà.<br>– E la tua prima regola?<br>– Tener chiuso lo studio di papà. (''[[Sinister]]'')
*Prima regola: zitto e mosca. Secondo: il biglietto non lo porterei né in banca, né dall'avvocato, né tantomeno dal notaio, non lo direi manco a mi moglie. E il biglietto te lo devi nascondere a casa e te lo devi scordare per sei mesi come minimo. (''[[Ho vinto la lotteria di capodanno]]'')
*Prima regola: mai seguire le indicazioni di un [[alligatore]]! (''[[La principessa e il ranocchio]]'')
*Prima regola: mai togliere lo sguardo dall'avversario. (''[[Iron Man 2]]'')
*Prima regola: niente visite di uomini, o cose simili. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*Prima regola: non farsi prendere dal panico. (''[[Scuola di polizia]]'')
*Prima regola: puntiamo solo i ricchi e nessuno con bastone o carrozzina, porta iella. (''[[Focus - Niente è come sembra]]'')
*Prima regola: sempre avere un [[piano B]]. (''[[A Week Away]]'')
*– Qual è la prima regola che ti ho insegnato in questo lavoro?<br />– «La pulizia innanzi tutto»?<br />– Molto spiritoso. «Non farti coinvolgere». (''[[Cube Zero]]'')
*– Qual è la prima regola di una rapina in banca?<br />– Nessuno deve morire.<br />– La seconda?<br />– Mai prendere più di quanto tu possa portare con una mano.<br />– La terza?<br />– Evitare ogni danno. (''[[Bandidas]]'')
*– Qual è la prima regola?<br>– Respirare. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'')
*– Qual è la regola?<br />– Se ti sento attraverso la parete non significa che devo partecipare. (''[[Amore a mille... miglia]]'')
*– Qual è la regola numero uno a poker?<br />– Mai puntare su...<br />– No, no... lasciare le emozioni fuori dalla porta. (''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'')
*Quarta signora, è consono alla regola rendere omaggio agli avi e alle altre signore. (''[[Lanterne rosse]]'')
*Quello che dovete fare è seguire tre semplici regole. Uno: mai sottovalutare il proprio avversario, aspettarsi sempre il peggio. Due: cercare di portarlo fuori, mai scatenare una rissa all'interno del locale, quando se ne può fare a meno. E tre: gentilezza. (''[[Il duro del Road House]]'')
*Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'')
*Qui a bordo abbiamo delle regole e saranno rispettate. È un po' come all'asilo infantile, tenete le mani in tasca e la voce a un volume ragionevole; chi dovesse sentire il bisogno di gridare, sputare, o mordere, avrà il trattamento. (''[[Con Air]]'')
*Qui c'è una regola che tutti rispettiamo, dottore. Non parlare di lavoro fuori servizio. (''[[Cittadino dello spazio]]'')
*Qui ci sono due regole: non farti i clienti. [...] Seconda regola: non portare mai i tuoi ragazzi nel mio bar. (''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'')
*Qui la regola è il silenzio assoluto. (''[[Papillon]]'')
*Qui la regola in cucina, signore, è sempre stata che la cuoca cuoce la colazione da cuocere, il suo aiuto tosta il toast. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*– Regola numero due...<br />– Non giudichiamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*Regola numero quattro: il taxi non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! (''[[Tu la conosci Claudia?]]'')
*Regola numero sette: niente deve ostacolare la ricerca. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*Regola numero uno: ascoltare... ascoltare. (''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'')
*Regola numero uno da queste parti: sempre, no... mai uscire se c'è una tempesta. (''[[Monsters & Co.]]'')
*Regola numero uno: date sempre retta a Buck. Regola numero due: restate al centro della pista. Regola numero tre: chi fa le puzze viaggia in fondo al branco. (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Regola numero uno: dovete scegliere quello fra di voi che dovrà morire. Regola numero due: il prescelto o la prescelta dovrà essere d'accordo sulla sua morte. Regola numero tre: nessuno può offrirsi volontario. Se non vorrete giocare, sarete uccisi tutti. (''[[Uno dovrà morire]]'')
*Regola numero uno: i poliziotti sono tutti un po' svitati. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*Regola numero uno: Karate è solo per difesa. Regola numero due: prima impara regola numero uno. (''[[Karate Kid II - La storia continua]]'')
*Regola numero uno: mai andare in giro con un testimone. (''[[Gli occhi del delitto]]'')
*Regola numero uno: mai caricare il primo colpo. (''[[Nome in codice: Nina]]'')
*Regola numero uno: mai dare il tuo portafogli a un ladro. (''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'')
*Regola numero uno: mai la prima pallottola. (''[[Nikita (film)|Nikita]]'')
*– Regola numero uno: nessuno entra più in questa stanza.<br />– Nessuno, assolutamente. Metto un cartello più grande.<br />– Sì, un cartello più grande è meglio. Regola numero due: fate quello che dico io senza fare domande.<br />– Sì, certo.<br />– E regola numero tre: non provare a ridipingermi la stanza. (''[[3 Days to Kill]]'')
*Regola numero uno: niente bestemmie, non voglio che il nome di Dio sia nominato invano nella mia prigione. Le altre regole col tempo le scoprirete. (''[[Le ali della libertà]]'')
*Regola numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. (''[[28 giorni dopo]]'')
*– Regola numero uno: non fare mai niente da te stesso, quando c'è un altro che può farlo per te.<br />– E la numero due?<br />– Numero due: in Giappone, gli uomini vengono primi, e le donne seconde. (''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'')
*Regola numero uno: non farti mai beccare. (''[[La regola del sospetto]]'')
*Regola numero uno: non lasciarsi mai coinvolgere. (''[[La rapina perfetta]]'')
*Regola numero uno: non le guardare mai. Le donne sono come i cavalli, si spaventano subito. (''[[La rivolta delle ex]]'')
*Regola numero uno: non parlare delle cose che diciamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*– Regola numero uno: non si toglie mai la maschera, capito? Qualsiasi cosa succeda non toglierti mai la maschera.<br />– Mi dispiace, Kansas.<br />– Oh Gesù, no! Regola numero due: niente nomi, niente nomi porca puttana. (''[[Le insolite sospette]]'')
*– Regola numero uno: non sottovalutare mai l'avidità degli altri!<br />– Regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. <br />– Esatto, regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. Ma qualcuno le regole non le segue mai. (''[[Scarface]]'')
*Regola numero uno: o mi paghi o non lavoro. (''[[The Lincoln Lawyer]]'')
*Regola numero uno: parli solo quando glielo dico io. Regola numero due: risparmi a suo onore commenti non richiesti. Regola numero tre: a suo onore non piace ascoltare le voci degli avvocati che invece adorano ascoltare se stessi parlare. (''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'')
*Regola numero uno: prendere i soldi dalle tasche del tuo cliente e metterli nelle tue. (''[[The Wolf of Wall Street]]'')
*Regola numero uno: questo mestiere, nella vita reale, è noioso. (''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'')
*Regola numero uno, ricordi? Non colpire per primo, ma colpisci per ultimo. (''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'')
*Regola numero uno: rosso è il colore del sesso, bordeaux è il colore delle borse dell'acqua calda. (''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'')
*Regola numero uno: voi non dovete toccare assolutamente niente! [...] Ok, regola numero due: non dovete disturbarmi mentre lavoro. Regola numero tre: non dovete piangere, o lamentarvi, o ridere, o sghignazzare, o starnutire, o fare ruttini e puzzettine. Quindi, niente, niente, niente rumori molesti. Chiaro? (''[[Cattivissimo me]]'')
*Regola principale: mettersi al sicuro. (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'')
*– Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />– Regola quattro: non barare. (''[[La spada nella roccia]]'')
*Regole della casa: telefono solo quello in cucina. La televisione dite a tutti che è rotta. Nessuno sale se vostro figlio fa rumore. (''[[C'eravamo tanto odiati]]'')
*Regole della prigione. Regola uno: i prigionieri tra di loro si chiameranno sempre e soltanto per numero. Regola due: i prigionieri dovranno rivolgersi rispettosamente alle guardie dicendo "Signor agente di custodia". Regola tre: allo "Spegnete le luci", i prigionieri dovranno smettere di parlare. [...] Regola quattro: i pasti vanno consumati interamente, ripeto, consumati interamente. [...] Regola cinque: qualsiasi ordine dato dagli agenti di custodia, va eseguito immediatamente dai prigionieri. Regola sei: non osservare le regole comporterà una punizione. (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'')
*Ricordati le cinque regole del [[dodgeball]]: schiva, piegati, evita, tuffati e... schiva. (''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'')
*Rispettate le quattro regole fondamentali. Uno: guardate il vostro cliente negli occhi. Due: sorridete. Tre: date la sensazione del successo, la gente preferisce avere a che fare con chi ha successo piuttosto che con chi è fuori gioco. E quattro: siate entusiasti, l'entusiasmo è contagioso. (''[[L'ottavo giorno]]'')
*Sai, c'è una regola nello sport: mai fare qualcosa di grande se non sai reggere le congratulazioni. (''[[Le riserve]]'')
*– Sai qual è la prima regola dell'etichetta scolastica? In una cantina senza finestre non si deve scoreggiare.<br />– No, la prima regola e far finta di dormire quando il compagno di stanza... si fa certe cose.<br />– La prima regola è aspettare che il compagno di stanza si addormenti, prima di fare certe cose. (''[[Toy Soldiers - Scuola di eroi]]'')
*Se avete a che fare con una trilogia eccovi delle super regole per le trilogie. Primo: avete un killer super sovrumano, non servirà pugnalarlo e neanche sparargli, praticamente nel terzo capitolo dovrete congelarli la testa, decapitarlo o farlo saltare in aria. Secondo: chiunque, anche il personaggio principale può morire. [...] Terzo: il passato tornerà a mordervi le chiappe, ragazzi. Pensate di sapere tutto del passato? Non è vero, il passato non è sepolto, anche i peccati commessi nel passato stanno per tornare, vi piomberanno addosso e vi distruggeranno. Quindi, concludendo, lasciate che vi dica... buona fortuna, Dio vi guardi. E per alcuni di voi, a presto. Perché le regole dicono che alcuni di voi non ce la faranno. ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 3]]'')
*Se castigo ha da essere, castigo sia. Se grazia ha da essere, grazia sia. Questa è la mia legge. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'')
*Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione... ti mandano da noi. Mh, Alcatraz è una prigione diversa dalle altre negli Stati Uniti. Qui ogni detenuto deve restare in isolamento, in una cella individuale. A differenza dei miei predecessori, i direttori Johnson e Blackwell, io non do nessun tipo di premio per buona condotta e non riconosco comitati di detenuti. I detenuti qui non mettono il becco in quello che si fa, lo fanno e basta. Non avete il permesso di ricevere giornali o riviste con notizie di cronaca. La conoscenza del mondo esterno si limita a quello che vi dico io. Da oggi in poi il tuo universo sarà costituito solo da quello che succede in quest'edificio. Ti raderai una volta al giorno, due volte alla settimana farai la doccia e i capelli una volta al mese. E adesso quello che ti è permesso: puoi parlare, puoi lavorare. Gli altri istituti fanno lavorare tutti, ma qui da noi è un privilegio che ti devi guadagnare. E ti garantisco che è un privilegio a cui terrai moltissimo. Le visite: ne hai diritto a due al mese. Non possono essere ex detenuti di questa o di qualcun'altra prigione federale. Tutti i nomi che sottoporrai verranno controllati dall'FBI. (''[[Fuga da Alcatraz]]'')
*– Seguo la regola di mio padre, sul bere.<br />– Che sarebbe?<br />– Non bere mai per stare meglio, bevi solo per stare ancora meglio. (''[[Come lo sai]]'')
*Se mio figlio sta male, io corro, è la regola. (''[[Partnerperfetto.com]]'')
*Se vuoi venire con me ecco le regole: hai due soste per il bagno e una pausa di diciannove minuti per mangiare, il turismo è rigorosamente vietato tranne alcuni siti di grande valore storico. Inoltre ho quindici semplici domande che ti riguardano, a cui vorrei che rispondessi. Andiamo! Regola numero quattro: passo svelto, non posso aspettarti ogni due minuti. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*– Senta mister, ci sono tre regole da seguire, però.<br>– Ah, sì? E quali sarebbero?<br>– Lo tenga lontano dalla luce, lui odia la luce forte, specialmente quella del sole. Morirebbe. E lo tenga lontano dall'acqua, non lo faccia bagnare. Ma la cosa più importante, la regola che non dovrà mai dimenticare è che anche se lui piange, anche se fa scena e la supplica lei non dovrà mai, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ha capito? (''[[Gremlins]]'')
*Sentite amico, la regola fondamentale del poker, con qualunque sistema e dovunque lo giochiate, sia all'equatore che al circolo polare, è paga o sta' zitto! (''[[Posta grossa a Dodge City]]'')
*– Soltanto poche regole. Numero uno: entrambi scriverete le promesse di matrimonio, li c'è un taccuino e potrete scambiarvi le promesse soltanto il giorno della cerimonia.<br />– Ok, qual è la numero due?<br />– Niente sesso fino alla luna di miele. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*– Sonny mi ha insegnato una regola. [...] Non farsi mai prendere vivi. [...]<br>– È una pessima regola. [...]<br>– È una bella notte per morire. (''[[Infiltrato speciale]]'')
*Sono solo due le regole che contano davvero: quello che un uomo può e quello che un uomo non può. (''[[La maledizione della prima luna]]'')
*Stare in guardia è una norma elementare. Se ti scordi di osservarla, non campi molto a lungo. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Tre condizioni. Voglio indirizzo e numero di telefono della casa. Se ti sposti voglio sapere dove vai e insieme a chi stai. Chiamami appena atterri e ogni sera prima di andare a dormire. (''[[Io vi troverò]]'')
*Unica regola. Restare in luce. (''[[Pitch Black]]'')
*Uno: non intendo lasciare più nulla al caso. Due: sposerò la ragazza che è sulla mia moto. Tre: diventerò ricco. Quattro: avremo una casa. Una grande casa. Tutta arancione. Con un giardino. E due figli, Paul e Michael. Cinque: avremo una decappottabile. Una decappottabile rossa e una piscina. Imparerò a nuotare. Sei: non voglio fermarmi finché non ci sarò riuscito. (''[[Mr. Nobody]]'')
*Va bene, solo qualche piccola regola: niente pianti, niente lamenti, non ti permettere di alzare la gambetta in casa, questa non è camera tua. Non sbavare, non masticare, avrai un collare anti pulci, questa non è camera tua. Non implorare il cibo, non ti leccare le palline e non ti permettere di bere nella tazza del cesso, questa non è camera tua. (''[[Turner e il casinaro]]'')
*Vacci piano! Ne ho fatto una regola di non possedere mai le possedute. Veramente è più un indirizzo che una regola! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Vedi Dora, nella mia vita c'è stata solo un parola d'ordine: dignità, sempre dignità. Questa massima mi fu instillata dai miei genitori sin dall'infanzia. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*Voi vi atterrete a tre semplici regole. Prima: non vi fidate di nessuno, qualunque divisa porti e qualunque sia il suo grado, a meno che non lo conosciate personalmente. Secondo: su qualunque cosa mobile che si avvicini a meno di duecento metri si dovrà aprire il fuoco. Terzo: se avrete dei dubbi, prima sparare e poi chiedere spiegazioni. Io preferisco le perdite insignificanti che ne potrebbero derivare al rischio che la base venga occupata o distrutta dal nemico. Qualsiasi modifica a queste disposizioni potrà essere fatta solo da me. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'')
===''[[A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar]]''===
*– Congratulazioni, Miss Rodriguez, era la fase numero uno verso la vera regalità.<br>– Ay, Dios mio! Già la prima fase!<br>– Oh, sì. I buoni pensieri siano la tua spada e il tuo scudo.
*Fase due per diventare una drag queen: ignorare le avversità.
*Fase quattro: più grande della vita stessa... è questa la giusta misura!
*La fase tre: conformarsi alle regole dell'amore.
===''[[Babylon A.D.]]''===
*Dovunque vada lei, vado io. Questa è la regola numero uno. Regola numero due: meno contatti ha con il mondo esterno e meglio è.
*Io invece di regola ne ho solo una. Non mi rompa le palle.
*La vita è semplice: uccidere o essere uccisi, non immischiarsi mai e finire sempre il lavoro. È il codice dei sopravvissuti, il mio codice.
===''[[Benvenuti a Zombieland]]''===
*Ma perché io sono ancora vivo mentre tutti sono diventati cibo? Perché io seguo le regole... Regola numero uno per sopravvivere a Zombieland: allenamento. [...] Dovevi procurarti un'arma e imparare a usarla, il che porta alla seconda regola: il doppio colpo; in quei momenti, se non sei sicuro che i non morti siano morti, non lesinare sui proiettili. [...] Regola numero tre: attento al bagno. [...] E siamo alla regola numero quattro, che è abbastanza ovvia: allaccia la cintura, può salvarti la vita.
*Altra regola per sopravvivere a Zombieland è viaggiare leggeri, evitare ogni zavorra.
*Regola numero ventidue: nel dubbio lasciati una via d'uscita.
*Regola numero trentadue: goditi le piccole cose.
*Lo giuro, vorrei davvero far colpo su Wichita, ma violerei la regola diciassette... forse la madre di tutte le regole: non fare l'eroe.
===''[[Don't Say a Word]]''===
*Regola numero uno: non sei tu che fai le richieste, tu ascolti quello che dico io.
*Regola numero due: non provare a chiamare o a mandare segnali a nessuno, se lo fai... uccido tua figlia. Non perché io lo voglia fare, perché queste sono le regole.
*Regola numero tre: hai tempo fino alle diciassette di oggi.
*Regola numero uno: basta orologio. [...] Regola numero due: voglio parlare con mia figlia adesso. [...] Regola numero tre: basta telefono.
===''[[Entrapment]]''===
*Quando cambi partner devi cambiare anche le regole. E la nuova regola è questa: Mac porta a termine il lavoro e in cambio io gli guardo le spalle.
*Regola numero uno: mai portare con sé un'arma, prima o poi si è tentati di usarla.
*Regola numero due: mai fidarsi di una donna nuda.
===''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]''===
*Ho solo tre regole: lecca la fica, fuma erba e sorridi sempre.
*– Nei vostri armadietti troverete una copia con le cinque regole che i prigionieri devono seguire. Per favore, leggetele ad alta voce con me. Regola numero uno...<br>– ...i prigionieri devono fare tre pasti al giorno e tutto il cibo deve essere consumato. Due: ci saranno trenta minuti di ricreazione giornaliera. Tre: i prigionieri possono accedere solo alle aree a loro designate. Quattro: i prigionieri possono parlare solo quando ci si rivolge a loro. E cinque: I prigionieri non possono toccare le guardie in nessuna circostanza.<br>– Quelli che infrangono le regole dovranno essere puniti commisuratamente. [...] Questo esperimento non riguarda i singoli individui. Se una qualsiasi persona si ritira è finito. Se un prigioniero infrange le regole avrete trenta minuti per scegliere un provvedimento disciplinare. Se fallirete nel farlo quella luce rossa si accenderà, l'esperimento sarà terminato e voi non verrete pagati. [...] O manterrete una severa disciplina o non sarete pagati. Ci vediamo tra due settimane.
*– Regola numero uno: ripulite il piatto.<br>– {{NDR|Scherzando}} Regola numero sei: mangiate merda di cane!
*È la regola numero uno adesso: nessuno può parlare con loro.
===''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''===
[[File:Fight Club Graffiti (3370196627).jpg|thumb|«Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club».]]
*La prima regola del progetto Mayhem è: non si fanno domande.
*La seconda regola è: non si fanno domande.
*Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida "basta", si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere!
===''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]''===
*Regole fondamentali: nessuna donna si sveglia al mattino dicendo: «Dio, spero tanto di non essere rapita dal principe azzurro oggi».
*Regole fondamentali: non importa cosa, non importa quando, non importa chi; ogni uomo ha l'occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna, gli serve solo il cavallo giusto.
*Regole fondamentali: non esistono.
===''[[Il giocatore - Rounders]]''===
*Regola fondamentale: calcola sempre tutte le possibilità.
*Regola numero uno: getta le carte quando sai che non sono vincenti, lascia la mano.
*Generalmente la regola è: più l'avversario è simpatico, meno sa giocare.
*La regola è questa: una volta che hai scoperto il gioco dell'avversario non devi farlo trasparire.
===''[[L'uomo del giorno dopo]]''===
*È la mia regola: evita la civilizzazione, ad ogni costo.
*Io sono il capo del clan, adesso. Ci saranno nuove leggi. Legge uno: non più uccisioni. Dovrà regnare la pace!
*Legge otto: vivi e lascia vivere.
===''[[La dura verità]]''===
*Regola numero uno: nessuna critica.
*Regola numero due: ridi a tutto quello che dice.
*Numero tre: gli uomini hanno l'occhio lungo.
*Regola numero quattro: non parlare dei tuoi problemi, gli uomini non ascoltano e non gliene frega niente.
===''[[Lord of War]]''===
*Ho le mie regole: tu non paghi, tu non giochi.
*La prima e più importante regola del contrabbando d'armi è mai farsi sparare con la tua stessa merce.
* La seconda regola del trafficante di armi è assicurarsi di poter essere sempre pagati, preferibilmente in anticipo, l'ideale su un conto offshore.
*Una cosa è più che certa, Vitaly stava rompendo la regola principale del trafficante: mai prendere un'arma davanti ai clienti.
===''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]''===
*Regola numero uno: niente risse.
*Regola numero due: mastica a bocca chiusa.
*Regola numero tre: niente grugniti.
===''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]''===
*La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica. La prima regola di ogni partita o truffa è che l'unico modo per diventare più furbi, è giocare contro un avversario ancora più furbo. La seconda regola, più sofisticato è il gioco, più sofisticato è l'avversario. Se l'avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l'ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere.
*Ricorda chi sono Jake: due truffatori. Volevi delle risposte e ti hanno dato degli indovinelli. Conosci le regole: più ascolti, e più è dolce il tono.
*Un uomo saggio una volta mi ha detto che esiste solo una regola, una piccola domanda che porta a ogni successo: più un uomo investe in questa domanda, più quel uomo diventa potente. Ha idea di quale sia, signor Green? "Qual è il mio guadagno?" (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'')
===''[[Scream]]''===
*Ci sono delle regole precise che devono essere rispettate se si vuole sopravvivere in un horror, va bene? E vado a incominciare. Numero uno: non si deve mai fare sesso. Mai! No! È proibito! È proibito! Sesso uguale morte! Va bene?! Numero due: mai ubriacarsi o drogarsi. No, perché è il peccato, peccato per estensione della regola numero uno. E numero tre, mai, mai e poi mai in nessun caso dire: torno subito. Perché non si torna più! ([[Randy Meeks]])
*Se non rispetti le regole, sei un uomo morto. Ti troverò in cucina con un pugnale nel cuore. ([[Randy Meeks]])
*Ora devi morire: sono le regole!
===''[[Scream 4]]''===
*– Ci sono ancora delle regole, ma sono diverse. L'inaspettato è il nuovo cliché.<br />– Sì, devi avere una sequenza iniziale che spacca, utilizzare una regia da video musicale e gli omicidi devono essere molto più estremi.<br />– Il pubblico ormai conosce le regole degli originali e l'opposto diventa il nuovo standard. In pratica come fai a sopravvivere in un film horror moderno? Il solo modo è essere gay.
*La festa è il falso finale. Nuove regole.
*Hai dimenticato la prima regola dei remake: non cambiare l'originale.
===''[[The Transporter]]''===
*Regola uno: mai cambiare i patti.
*Regola due: mai fare nomi.
*Regola tre: non aprire mai i pacchi.
==Voci correlate==
*[[Regola]]
{{Raccolte dai media|Regole|dai film}}
{{vetrina|5|ottobre|2015|raccolte dai media}}
[[Categoria:Regole dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Xavier de Maistre
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{{w|Le citazioni sulle opere non sono a norma}}
{{nota disambigua|il quasi omonimo politico e giurista italiano (1753 – 1821)|[[Joseph de Maistre]]}}
[[File:Xavier_de_Maistre.jpg|thumb|Xavier de Maistre]]
'''Xavier de Maistre''' (1763 – 1852), scrittore, militare, pittore e scienziato sabaudo.
==Citazioni di Xavier de Maistre==
*Questa massa di avvenimenti che formano la [[vita]] assomiglia a un pallone aerostatico che non è possibile dirigere e che ti porta sempre dove non vuoi andare.<ref>Dalla lettera a Valentina de Marcellus, 6 aprile 1830; in ''Oeuvres inédites de Xavier de Maistre'', a cura di Eugène Réaume, vol. I, Alphonse Lemerre, Paris, 1877, p. 173; citato in ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'', cap. I, nota 4, in ''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', traduzione di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999, p. 242. ISBN 8871861434</ref>
==''Viaggio intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
[[File:Guillaume pour Maistre.jpg|thumb|300px|Miniatura tratta dall'edizione Tardieu 1862]]
====Originale====
''Qu'il est glorieux d'ouvrir une nouvelle carrière, et de paraître tout à coup dans le monde savant, un livre de découvertes à la main, comme une comète inattendue étincelle dans l'espace!''
====AA. VV.====
Che cosa gloriosa, dar principio a una nuova carriera, e manifestarsi all'improvviso nel mondo dei dotti, con un libro di scoperte in mano, come una cometa che sfavilli inattesa nello spazio!<br>{{NDR|Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937}}
====Giovanni Bogliolo====
Quanto è glorioso iniziare una nuova carriera e apparire all'improvviso nel mondo della cultura, un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa brilla nello spazio!<br>{{ndr|Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti (a cura di), ''Dizionario delle citazioni'', Rizzoli, 2013}}
====[[Fruttero & Lucentini]]====
Aprire nuove strade al sapere! Comparire tra i dotti con un libro di scoperte in mano, come una fulgida e impreveduta cometa dallo spazio! Quale gloria!<br>{{NDR|Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
====Rosa Maria Losito====
Quanto è degno di gloria aprire una strada nuova, e apparire dall'oggi al domani nel mondo dei dotti, un libro di scoperte in mano, quale cometa inattesa che brilla nello spazio!
====Giuseppe Montani====
Quanto è glorioso l'aprir nuova carriera agli ingegni; il comparire improvviso nel dotto mondo, con un libro di scoperte alla mano, qual cometa inattesa nella vastità dello spazio!
====Nicola Muschitiello====
La gloria di aprire una strada, e comparire d'un tratto nel mondo dei dotti con un libro di scoperte in mano, come inattesa cometa che scintilli nello spazio!<br>{{NDR|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-16789-4}}
====Flavio Santi====
Bello aprire una nuova strada e di punto in bianco presentarsi nel mondo che conta con un libro in mano pieno di scoperte, sfolgorante come un'insperata cometa nel firmamento.<br>{{NDR|Xavier de Maistre, ''Il giro della stanza'', La Grande Illusion, 2019. ISBN 978-88-85549-03-6}}
====Gianluigi Saraceni====
Com'è bello iniziare una nuova carriera e comparire di colpo tra la gente sapiente, con un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa che brilla nello spazio!
====[[Silvio Spaventa Filippi]]====
Oh, la gloriosa soddisfazione di aprire una nuova carriera e di presentarsi al mondo dotto con un libro di scoperte in mano, improvvisamente, come una cometa che risplenda inattesa nello spazio!
===Citazioni===
*Il diletto di [[viaggiare]] nella propria [[Stanza (architettura)|camera]] è immune dall'inquieta gelosìa degli uomini e indipendente dalla fortuna. (cap. I; 1824, p. 14)
*Migliaia di persone, che prima di me non avevano osato o non avevano potuto oppure non avevano mai sognato di viaggiare, si decideranno a seguire il mio esempio. Il più indolente esiterebbe forse a mettersi in viaggio con me per procurarsi un piacere che non gli costa né fatica né denaro?<br>Coraggio, dunque, si parte. Seguitemi voi tutti, che per una delusione amorosa o per un malinteso tra amici, ve ne state chiusi nel vostro appartamento, lungi dalla piccineria e dalla perfidia degli uomini. Mi seguano tutti gli sventurati, tutti gli ammalati, tutti gli annoiati del mondo! Si levino in massa tutti gli indolenti! E voi che andate macchinando sinistri progetti di riforma o di solitudine per qualche infedeltà subita; voi che in un salottino rinunziate per sempre al mondo, amabili anacoreti d'una serata, venite anche voi; datemi ascolto, lasciate quei vostri tetri pensieri; voi sottraete un attimo al piacere senza guadagnarne uno alla saggezza; degnatevi di accompagnarmi nel mio viaggio; marceremo pian pianino, ridendo, lungo il cammino, dei viaggiatori che hanno visitato Roma e Parigi; nessun ostacolo ci potrà arrestare e, abbandonandoci gaiamente alla nostra fantasia, la seguiremo dovunque le piacerà guidarci. (cap. II; 1997, pp. 23-24)
*C'è nulla di più giusto e di più naturale che tagliarsi la gola con qualcuno che vi cammina sui calli, o che si lascia a sfuggir qualche parola pungente in un momento d'ira, o che, infine, ha la disgrazia di piacere alla vostra dama?<br>Si va in un prato, e lì, come Nicola faceva col Borghese Gentiluomo di Molière, si tenta di tirar di quarta quando egli para di terza; e perché la vendetta sia completa e sicura gli si presenta il petto nudo, correndo il rischio di farsi ammazzare dal nemico per vendicarsi di lui — Come si vede, nulla di più logico; ma c'è della gente che biasima [[Duello|questa lodevole abitudine]]. Pure il più logico di tutto il resto si è che quelli stessi che la biasimano e che vogliono sia considerata come una colpa grave, tratterebbero senza riguardo alcuno colui che si rifiutasse di commetterla. Più d'un disgraziato ha perduto, per conformarsi al loro avviso, riputazione e impiego, di modo che quando si ha la disgrazia d'aver per le mani una faccenda simile, sarebbe bene ricorrere a un'estrazione a sorte per sapere se si debba rispettar la legge o seguir l'uso; e siccome la legge e l'uso sono in {{Sic|contradizione}}, anche i giudici potrebbero giocare la loro sentenza ai dadi! (III; 1913, pp. 6-7)
*Nulla è più attraente, secondo me, che seguire la pista delle proprie [[idea|idee]], come il cacciatore segue la selvaggina, senza curarsi di mantenere la propria strada. (cap. IV; 2020, p. 9)
*Una [[poltrona]] è davvero un arredo magnifico; in particolare è della massima utilità per ogni uomo meditativo. Nelle lunghe serate invernali è qualche volta dolce, e sempre prudente distendervisi mollemente, lontano dal chiasso delle riunioni rumorose. – Un buon fuoco, qualche libro, delle penne; quante risorse contro la noia! E ancora che piacere dimenticare libri e penne per attizzare il fuoco e abbandonarsi a qualche dolce meditazione, o buttando giù qualche verso per rallegrare gli amici! Le ore scivolano su di voi e cadono in silenzio nell'eternità, senza farvi sentire il loro triste passaggio. (cap. IV; 1990, p. 28)
*Dopo la poltrona, procedendo verso il nord, si scopre il letto, che è disposto in fondo alla stanza, e crea la più gradevole delle prospettive. È disposto nel modo più felice: i primi raggi del sole vengono a trastullarsi sulle cortine. – Nelle belle giornate d'estate, li vedo avanzare lungo la parete bianca, man mano che s'alza il sole: gli olmi che stanno davanti alla mia finestra li rifrangono in mille modi, e li fanno ondeggiare sul mio letto color di rosa e bianco, che diffonde dappertutto una luce incantevole nata dal loro riverbero. – Sento il garrire confuso delle rondini che si sono impossessate del tetto di casa, il cinguettio degli altri uccelli che abitano negli olmi: allora mille idee ridenti colmano il mio spirito; e, nell'universo intero, nessuno ha un risveglio altrettanto piacevole e tranquillo del mio. (cap. V; 1990, p. 29)
*Un [[letto]] ci vede nascere e ci vede morire; è la scena mutevole sulla quale il genere umano di volta in volta recita drammi interessanti, ridicole farse e tragedie spaventose. — È una culla adorna di fiori; — è il trono dell'Amore; — è un sepolcro. (cap. V; 1990, p. 29)
*Dietro varie osservazioni ho potuto avvedermi che l'[[uomo]] è composto di un'[[anima]] e d'una bestia. — Questi due esseri sono assolutamente distinti, ma talmente incassati l'uno nell'altro, o innestati uno sopra l'altro, ch'è necessario all'anima non so quale elevatezza, perché realmente si distingua dalla bestia.<br>Udii da un vecchio professore (è una delle più vecchie cose di cui mi ricordo) che Platone chiamava la materia ''l'altra''. Benissimo: io però darei più volentieri questa denominazione alla bestia, ch'è aggiunta alla nostra anima. Essa veramente è ''l'altra'', che ci inquieta e ci tormenta in istrana maniera. Ciascuno si accorge, così all'ingrosso, che l'uomo è doppio; ma altro non si sa dire, se non ch'egli è composto d'[[Anima e corpo|anima e di corpo]], e si accusa questo corpo di non so quante cose, ben mal a proposito sicuramente, poich'egli è così incapace di sentire come di pensare. Conviene invece prendersela colla bestia, con quest'essere sensitivo affatto distinto dall'anima, vero ''individuo'', che ha la sua esistenza separata, i suoi gusti, le sue inclinazioni, la sua volontà, né si solleva al disopra degli altri animali, se non perché è meglio allevato e provveduto d'organi più perfetti.<br>Signori e signore inorgoglitevi pure della vostra intelligenza, quanto vi piace; ma diffidate molto dell'''altra'', massime quando siete in compagnia.<br>Ho fatto non so quante esperienze sull'unione di queste due creature eterogenee. Per esempio, ho riconosciuto chiaramente che l'anima può farsi obbedire dalla bestia; e che questa fatalmente obbliga anch'essa spessissimo l'anima ad operare contro il proprio volere. Secondo le regole, l'una ha il potere legislativo, e l'altra l'esecutivo, ma questi due poteri si fanno sovente vicendevole contrasto. — La grand'arte d'un uomo di ''genio'' è di sapere allevare bene la sua bestia, affine ch'ella possa andar sola, mentre l'anima, liberata dal suo spiacevole contatto, può {{sic|inalzarsi}} fino al cielo. (cap. VI; 1824, pp. 30-32)
*Che arte sublime la [[pittura]]! pensava l'anima mia; fortunato colui che lo spettacolo della natura ha commosso, colui che non è obbligato a imbrattar tele per vivere, che non dipinge solo per passatempo, ma che colpito dalla nobiltà d'una bella fisionomia, e dagli ammirevoli giochi della luce che si fonde in mille sfumature sul viso umano, tenta d'avvicinarsi nelle sue opere agli effetti sublimi della natura! Del pari fortunato il [[pittore]] che l'amore del paesaggio trascina in passeggiate solitarie, che sa esprimere sulla tela il sentimento della tristezza che gli ispira un bosco oscuro o una campagna deserta! Le sue opere imitano e riproducono la natura; egli crea nuovi muri e nere caverne ignote al sole: al suo comando, verdi boschetti sorgono dal nulla, l'azzurro dei cieli si riflette tra i suoi quadri; egli sa l'arte d'agitare i venti e di far rumoreggiare le tempeste. Altre volte offre allo sguardo dell'incantato spettatore le deliziose campagne dell'antica Sicilia: si vedono ninfe smarrite sfuggire, attraverso le canne, all'inseguimento di un satiro; templi di maestosa architettura innalzano la fronte superba al di sopra della foresta sacra che li circonda: l'immaginazione si perde nelle strade silenziose di quel paese ideale; lontananze azzurrine si confondono col cielo; e l'intero paesaggio, replicandosi nelle acque d'un fiume tranquillo, forma uno spettacolo che nessuna lingua può descrivere. (cap. VII; 1990, pp. 31-32)
*Egli {{NDR|il lettore}} non potrà essere che soddisfatto di sè medesimo, ove pervenga un giorno a saper far viaggiare la sua anima tutta sola. [...] Avvi infatti nulla di più lusinghiero, che l'estendere in certo modo la propria esistenza, l'occupare ad un tempo la terra e i cieli, il raddoppiar, per così dire, sé stesso? — L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la tranquillità, porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poiché sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. Ma no non dica, per questo, che la felicità è impossibile a trovarsi. — Un quarto d'ora di viaggio con me gliene mostrerà il cammino. (cap. IX; 1824, pp. 39-40)
*No, [[dio|quegli]] che inonda così l'oriente di luce, non la fa brillare a' miei sguardi, per inabissarmi bentosto nelle tenebre del nulla. Quegli che stende quest'orizzonte incommensurabile, quegli che elevò queste masse enormi, le cui ghiacciate sommità or tutte sfolgoreggiano de' primi raggi del sole, è pur quegli che ordinò al mio cuore di battere e al mio spirito di pensare. (cap. XXI; 1824, p. 78)
*[...] la [[discussione]] risveglia l'obiezione: e tutto finisce nel dubbio. (cap. XXV; 2020, p. 55)
*Sempre verace e imparziale uno [[specchio]] rinvia agli occhj della persona, che in esso guarda, le rose della giovinezza e le rughe dell'inoltrata età, senza detrazione e senza lusinghe. — Solo, tra tutti i consiglieri de' grandi, ei loro dice costantemente la verità.<br>Ciò mi fece desiderar l'invenzione di uno specchio morale, in cui tutti gli uomini potessero vedersi co' loro vizi e colle loro virtù. Pensai anzi una volta a proporre per esse un premio a qualche accademia; se non che riflessioni più mature me ne provarono l'inutilità.<br>Oh quanto è raro che la bruttezza riconosca sé stessa! Indarno gli specchj si moltiplicano intorno a noi, e riflettono con tanta esattezza la luce e la verità. All'istante che i raggi, che da essi partono, sono per penetrare nel nostro occhio, e dipingerci a noi stessi quali siamo, l'amor proprio introduce il suo prisma ingannevole fra noi e la nostra immagine, e ci rappresenta una divinità.<br>E di tutti i prismi, dal primo che uscì dalle mani dell'immortal Newton, fino a quelli dell'ultimo lavoro, nessuno ha posseduto una forza di refrazione così possente, e prodotto sensazioni così vive e così aggradevoli, come il prisma dell'amor proprio.<br>Ora, poiché gli specchj comuni annunziano invano la verità a uomini sempre contenti della loro figura; poiché non possono fare ad essi conoscere le loro fisiche imperfezioni; a che servirebbe il mio specchio morale? Pochissimi fisserebbero in esso gli occhi; e nessuno vi ravviserebbe sé medesimo. (cap. XXVII; 1824, pp. 99-100)
*Ho detto che mi piace in modo speciale meditare nel dolce calore del letto, e che il suo piacevole colore contribuisce molto al piacere che vi provo.<br>Per procurarmi questo piacere, il mio domestico ha ricevuto l'ordine d'entrare in camera mia mezz'ora prima di quella in cui ho stabilito di alzarmi. Lo sento camminare con passo leggero e ''brancicare'' con discrezione nella stanza; e quel rumore mi dà il piacere di sentirmi [[Stato ipnagogico|sonnecchiare]]: piacere delicato e sconosciuto a molte persone.<br>Si è svegli abbastanza per accorgersi di non esserlo del tutto, e per calcolare confusamente che l'ora delle faccende e delle difficoltà è ancora nel ventre del tempo. (cap. XIV; 1990, p. 36)
*Che ricco tesoro di [[piacere|piaceri]] la buona natura ha elargito agli uomini il cui cuore sa godere! e quale varietà in quei piaceri! Chi potrà contarne le innumerevoli sfumature nei diversi individui e nelle diverse età della vita? – Il ricordo confuso di quelli della mia infanzia mi fa ancora trasalire. (cap. XL; 1990, p. 65)
*L'[[Vestito|abbigliamento]] influisce a tal punto sullo spirito umano che vi sono malati che si sentono assai meglio quando si vedono con l'abito nuovo e la parrucca incipriata: ce n'è di quelli che ingannano così la gente e sé stessi con una tenuta inappuntabile; – un bel mattino muoiono , ben pettinati, e la cosa sorprende tutti. (cap. XLI; 1999, p. 114)
===[[Explicit]]===
Oggi dunque sarò libero, o piuttosto tornerò in catene! Il giogo degli affari peserà di nuovo su di me; non farò più un passo che non sia misurato dal decoro e dal dovere. – Già fortunato se qualche dea capricciosa non mi farà dimenticare l'uno e l'altro, e se sfuggirò a questa nuova e pericolosa prigionia!<br>Ah! perché non lasciarmi finire il viaggio! Era davvero per punirmi che m'avevano relegato nella mia stanza? – in questa contrada deliziosa, che racchiude tutti i beni e tutte le ricchezze del mondo? Tanto varrebbe esiliare un topo in un granaio.<br>Eppure, mai mi sono accorto più chiaramente ch'io sono ''doppio''. – Mentre ripiango le mie gioie immaginarie, mi sento consolato a forza: una potenza segreta mi trascina; – mi dice che ho bisogno dell'aria e del cielo, e che la solitudine somiglia alla morte. Eccomi agghindato; – la porta s'apre; – vago sotto i portici spaziosi di via Po; – mille fantasmi gradevoli volteggiano davanti ai miei occhi. – Sì, ecco proprio quel palazzo, – quella porta – quella scala; – sussulto in anticipo.<br>È così che si pregusta un sapore acre mentre si taglia un limone per mangiarlo. <br>Oh bestia mia, povera bestia mia, bada a te!<br>{{ndr|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia stanza'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990}}
=== Citazioni su ''Viaggio intorno alla mia camera'' ===
*«È [[Laurence Sterne|Sterne]]!» si disse. Sì, ma uno Sterne un po' troppo innocente. Non si è api se non si ha il pungiglione. Bisogna riconoscerlo: Xavier de Maistre è troppo saggio [...]. Si vorrebbe che andasse più avanti nelle cose. Ne sfiora molte ma non ne penetra nessuna. Il tono del ''Viaggio intorno alla mia camera'' passa da una vivacità moderata a una temperata malinconia senza arrivare mai agli estremi. È per questo che il piccolo libro piace a tanti. ([[Anatole France]])
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. ([[Alain de Botton]])
*Le finissime e argute pagine ispirate da quarantadue giorni di arresti trasportano il lettore in un'atmosfera tutta settecentesca di viaggi e di avventure: il tono delicato di uno Sterne (v. il ''Viaggio sentimentale'', e ''Vita e opinioni di Tristano Shandy'') avvolge la narrazione e le dà un carattere sbarazzino e libero, pieno di sentimento e di malinconia. ([[Carlo Cordié]])
*Leggiera, ma vaghissima produzione è questa, che uscì anonima in Francia l'anno V della rivoluzione. Dà occasione a questo libro l'arresto ch'ebbe {{ndr|Xavier de Maistre}} in sua camera per quarantadue giorni a cagion di un duello. Seduto sulla sua seggiola a bracciuoli ed a carrucole, e guardando tutto ciò che lo circonda, il letto, i quadri, i libri, il suo stesso valletto, gli sorgono mille graziosi pensieri, che talvolta non altro fa che accennare, e dà luogo a varie riflessioni che se fossero vestite con la giornea del filosofo ed espresse con socratica gravità potrebbero stare a petto a mille altre della stessa natura, che formano l'argomento di assai più grossi volumi. Tra queste primeggia una specie di sistema tra l'anima e la bestia, come le chiama l'autore, cioè tra la ragione ed il senso, tra l'intelligenza e la concupiscenza, direbbero gli scolastici, che è una assai graziosa cosa. (Anonimo)<ref>''Biblioteca italiana'', vol. 34, 1824, p. [https://books.google.it/books?id=_SVCAQAAMAAJ&pg=PA106#v=onepage&q&f=false 106].</ref>
*Possiamo anche paragonare la vita ad un rosario; solo dopo un gran numero di pallottole piccine, c'è la pallottola grossa; e nel comune della vita le pallottole grosse, sono anche più lontane che nei rosari.<br>Curiamo dunque i numerosi pochi che devono formare il nostro tutto; e lungi dallo sdegnare le soddisfazioni piccine, moltiplichiamole intorno a noi.<br>Saverio de Maistre, rinchiuso forzatamente nella sua camera, trovava un vero piacere ascoltando il rumore della caffettiera appoggiata sugli alari del caminetto, mentre egli dalla poltrona, seguiva i voli fervidi della fantasia che gli facevano percorrere il più piacevole dei viaggi. ([[Neera]])
*Se si considera che l'opera è stata scritta mentre infuriava la Rivoluzione francese e la stessa terra natale dell'autore veniva travolta dagli eventi, si può caricare di drammaticità la situazione narrata: la stanza come esilio e al contempo riparo dalla violenza della Storia; alla vena malinconica che scorre tra i capitoli si possono, anche in virtù di tale chiave storica, attribuire già i colori accesi del Romanticismo. Il ''Voyage'' resta però, in profondità, un'operina settecentesca. [...] Maistre opera con una levità sentimentale, una sprezzatura parodica, una delicatezza divertita che solo incidentalmente lasciano rinvenire accenti intensamente personali e ascrivibili a un sentire già preromantico. Anche quando ciò succede, del resto, si ha come l'impressione di una neutralizzazione entro un orizzonte ancora distante da tale sentire. (Andrea Bedeschi)<ref>''Xavier de Maistre'', in ''Moralisti francesi'', Rizzoli, 2008.</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell{{'}}''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. ([[Tomás Maldonado]])
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. ([[Pietro Paolo Trompeo]])
==''Spedizione notturna intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Pour jeter quelque intérêt sur la nouvelle chambre dans laquelle j'ai fait une expédition nocturne, je dois apprendre aux curieux comment elle m'était tombée en partage.''
====Paolina Leopardi====
Affine di rendere un poco interessante la nuova camera nella quale ho fatta una spedizione notturna, fa d'uopo che io mostri a quelli che ne sono curiosi il modo con cui mi era toccata in sorte.
====Rosa Maria Losito====
Per suscitare un po' d'interesse sulla nuova stanza nella quale ho effettuato la spedizione notturna, devo far sapere ai curiosi come mi fosse capitata in sorte.
====Silvio Spaventa Filippi====
È necessario, perché il lettore s'interessi alla nuova camera della mia spedizione notturna, spiegargli il come e il perché mi toccò d'abitarla.
===Citazioni===
[[File:Expédition nocturne.jpg|thumb|Illustrazione del 1828]]
*Infelice colui che non può rimaner [[solitudine|solo]] un giorno della sua vita senza provare il tormento della [[noia]], e che preferirebbe anche, se fosse d'uopo, il conversare con gli sciocchi al conversar con se stesso. (cap. I; 2014, p. 102)
*{{ndr|La mia nuova stanza}} riceve la luce da una sola finestra larga due piedi e mezzo e alta sei o sette piedi circa dal suolo, cui s'arriva utilizzando una scaletta.<br>La distanza della finestra dal pavimento era uno di quei casi fortunati da attribuire sia alle circostanze, sia all'ingegno dell'architetto. Un'aria di mistero veniva poi creata dalla luce pressoché verticale che si diffondeva nel mio rifugio, illuminato nello stesso modo dell'antico tempio del Pantheon.<br>Né si vedeva nessun oggetto esterno che potesse distrarmi.<br>Come i naviganti che, persi nella vastità dell'oceano, non vedono nient'altro che cielo e mare, io vedevo solo il cielo e la mia stanza.<br>Gli oggetti esterni più vicini sui quali potevo posare gli occhi, erano la luna e la stella del mattino: quanto mi metteva in immediato contatto col cielo, facendo volare i miei pensieri a un'altezza che non sarebbe stata possibile se avessi scelto un alloggio al pianterreno. La citata finestra s'alzava sopra il tetto e formava un abbaino assai grazioso. Era talmente alta sull'orizzonte che, quando i primi raggi del sole giungevano a illuminarla, nella strada era ancora buio.<br>Godevo, insomma, d'una delle vedute più belle che si possano immaginare.<br>Ma anche il panorama migliore finisce per annoiare quando lo si goda troppo spesso: l'occhio s'abitua e non ci fa più caso.<br>Invece, la posizione della finestra mi preservava anche da simile svantaggio, dato che non vedevo mai lo spettacolo magnifico della campagna di Torino se non quando risalivo quattro o cinque scalini: questo mi dava un piacere sempre vivo perché gustato con lentezza. (cap. VI; 2009, pp. 30-31)
*La contemplazione del [[cielo stellato]] mi dà un incanto sempre nuovo: e io posso affermare di non aver fatto un solo viaggio, anche una semplice passeggiata notturna, senza pagare il tributo d'ammirazione che si deve alle meraviglie del firmamento. Benché senta tutta l'impotenza del mio pensiero in queste alte meditazioni, provo un piacere inesprimibile nell'occuparmene. Mi piace pensare che non è il caso che conduce fino ai miei occhi quella emanazione di mondi remoti, e ciascuna stella con la sua luce mi versa in cuore un raggio di speranza. E che, dunque? Quelle meraviglie non avrebbero altro rapporto con me che quello di risplendere agli occhi miei? E il mio pensiero che s'innalza fino a quella lontananza, e il cuor mio che si {{sic|commove}} al loro aspetto, sarebbero ad esse perfettamente estranei? Spettatore effimero d'uno spettacolo eterno, l'[[uomo]] leva un istante gli occhi al cielo e li chiude in eterno; ma durante quel rapido istante che gli è concesso, da tutti i punti del cielo e fin dai limiti dell'universo, un raggio consolatore parte da ogni globo e gli si posa negli sguardi, per affermargli che esiste un rapporto tra lui e l'immensità, e ch'egli è parte integrante dell'eternità. (cap. XIII; 1913, p. 113)
*Aveva osservato, nel corso della mia vita, che allorquando io era innamorato secondo il metodo solito, le mie sensazioni non corrispondevano punto alle mie speranze, e la mia immaginazione si vedeva sempre delusa in tutti i suoi piani. Riflettendovi sopra con attenzione pensai che, se mi fosse stato possibile di stendere il sentimento che mi portava all'amore particolare sopra tutto quel sesso che n'è l'oggetto, verrei a procacciarmi dei godimenti inusitati, e senza compromettermi in veruna guisa. Perché, qual rimprovero potrebbe mai farsi ad un uomo che si trovasse dotato di un cuore energico in modo tale da amare tutte le amabili donne del mondo? Sì, madama, io le amo tutte, e non solo amo quelle che conosco, o che spero di conoscere, ma tutte quelle ancora che esistono. Anche più; io amo tutte le donne che hanno vissuto, e quelle che viveranno, senza contarne poi un numero maggiore che la mia immaginazione trae dal niente; e finalmente tutte le donne possibili sono comprese nell'ampio circolo dei miei affetti. (cap. XXIII; 2014, p. 130)
*{{ndr|Sistema del mondo}} Credo insomma che se lo spazio è infinito, sia infinita anche la creazione; e che, nella sua vita eterna e nell'immensità dello spazio, Dio abbia creato un [[Pluralità dei mondi|numero infinito di mondi]]. (cap. XVI; 2009, p. 55)
*Essendo la maggior parte dei nostri piaceri null'altro che un gioco dell'[[immaginazione]], è essenziale offrirle una pastura innocente per distoglierla dagli oggetti ai quali è giocoforza rinunciare, press'a poco come si offrono i balocchi ai bambini, quando si rifiutano loro le caramelle. (cap. XXVII; 1990, p. 104)
*O [[tempo]]!... divinità terribile! non è già la tua falce crudele che mi spaventi, sono i tuoi orridi figli che io temo, l'indifferenza e l'oblio, i quali fanno una lunga morte di tre quarti della nostra vita. (cap. XXVI; 2014, p. 135)
*"Che strane macchine," esclamai allora "[[Cuore e cervello|la testa e il cuore]] dell'uomo! Ogni volta che viene trascinato da questi due motori delle sue azioni in due direzioni diverse, l'ultima che segue gli pare sempre la migliore!... 'Follia dell'entusiasmo e del sentimento!' dice la fredda ragione. 'Debolezza e incertezza della ragione!' dice il sentimento. Chi potrà mai, chi oserà scegliere fra i due?" (cap. XXIX; 2009, p. 85)
*Lasciando penzoloni le gambe una a dritta ed una a sinistra della finestra, detti principio al mio viaggio a cavallo. [...] Per la sua posizione il viaggiatore a cavallo della sua [[finestra]] comunica da una parte col cielo, mentre gode il superbo spettacolo della natura, e gli astri, e le meteore sono a sua disposizione; e dall'altra, l'aspetto della sua dimora e gli oggetti che contiene lo richiamano all'idea della di lui esistenza, e lo fanno rientrare in se stesso. [...] Abitatore a vicenda dei cieli e della terra, il suo spirito ed il suo cuore godono di tutto ciò che è dato all'uomo di godere. (cap. XXIX; 2014, pp. 138-39)
*{{NDR|Sulla [[Polaris|stella polare]]}} – Astro luminoso! esclamai nella deliziosa estasi che mi trasportava, – incomprensibile produzione del pensiero eterno, tu che solo, immobile nei cieli, vegli dal giorno della creazione su metà della terra! tu, che dirigi i naviganti sui deserti dell'Oceano, e che con un solo raggio hai reso la speranza della vita al marinaio incalzato dalla tempesta! (cap. XXXI; 1913, p. 144)
*Il [[governo]] è buono? la [[patria]] è allora in tutta la sua forza: diviene vizioso? la patria è inferma: si cangia? essa muore. Allora non è più la stessa patria, ed ognuno è libero di adottarla, ovvero di sceglierne un'altra. (cap. XXXI; 2014, p. 147)
*[...] il tempo mi pare qualche cosa di così inconcepibile, che sarei tentato di credere che non esista affatto, e che ciò che si chiama così non sia altro che una pena del pensiero. (cap. XXXVII; 1913, pp. 155-156)
*Fu, senza alcun dubbio, per un consiglio insidioso dello spirito maligno, che gli uomini diedero a quell'ora l'incarico di dividere i loro giorni. Chiusi nelle loro case, essi o dormono o si divertono, mentre essa taglia uno dei fili della loro vita; il giorno dopo s'alzano allegramente, non sospettando minimamente d'avere un giorno di più. Invano la voce profetica del bronzo {{NDR|della campana dell'orologio}} annuncia l'approssimarsi dell'eternità, invano tristemente lo ripete ad ogni ora che passa: essi non sentono nulla, o, se sentono, non comprendono. O [[mezzanotte]]!... ora tremenda... (cap. XXXVII; 1913, p. 157)
*Le rimembranze della [[felicità]] già passata sono le rughe dell'anima! Quando si sente infelice, bisogna cacciarle dal suo pensiero come se fossero fantasmi che venissero ad insultare la nostra presente situazione: è meglio le cento volte di abbandonarsi allora alle insidiose lusinghe della speranza, e sopra tutto bisogna dissimulare accortamente, e non confidare ad alcuno le proprie sventure. Ho notato nei varii viaggi che ho fatto tra gli uomini, che essendo uno costantemente [[infelice]], termina con divenire ridicolo. (cap. XXXVI; 2014, pp. 153-54)
===[[Explicit]]===
Non c'è che dire, è bello essere in rapporti tanto familiari con la notte, col cielo e le meteore, e sapersi servire dei loro influssi. Eh, i rapporti con che siamo costretti ad avere con gli esseri umani sono assai più pericolosi!<br>Quante volte non sono stato ingannato dopo aver riposto in loro la mia fiducia! Volevo dirne qualcosa anche qui, in una nota che ho soppresso visto che era più lunga dell'intero testo. Il che avrebbe alterato le giuste proporzioni del mio viaggio, il cui maggior merito è la brevità.<br>{{ndr|Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009}}
=== Citazioni su ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'' ===
*Questo secondo libriccino, ancor più breve del primo, non è né meno garbato né meno piacevole. Procede forse con passo più fermo e ha idee più mature. Esempio raro, quello di un libro che si aggiunge come seguito d'un altro senza guastarlo. ([[Anatole France]])
*Pur essendo sempre a Torino la ''chambre'' non è più la stessa, così come non ci sono più alcuni comprimari presenti nel ''Voyage'', come il cameriere Joannetti e la cagnetta Rosina. Né ci sono più quelle schizofreniche personificazioni della propria identità che erano nel ''Voyage'' l'anima e il corpo, designato come «la bestia» oppure (in opposizione all'anima) «l'altro»: l'abbandono di queste entità è a mio avviso la perdita più grande, che sempre renderà il ''Voyage'' di gran lunga superiore alla ''Expédition'' [...].<br>Xavier è nella ''Expédition'' molto più fanciullesco: ad esempio sta a lungo a cavalcioni del davanzale della finestra, descrivendosi come un vero cavaliere che ora vada al passo ora al trotto ora al galoppo. Eppure, nonostante questi e altri bamboleggiamenti, il testo è molto meno adolescenziale e incantato del ''Voyage''. ([[Michele Mari]])
*Se nel ''Voyage'' è colto un mondo nel momento in cui sta per sparire, nell'''Expédition'' predominano la riflessione e la nostalgia intorno allo stesso mondo ormai sparito; e dietro l'apparenza della divagante invenzione si leggono l'angoscia dirompente della guerra e un serrato confronto con la cultura letteraria, filosofica e scientifica del secondo Settecento. Spunti e idee per le due operette derivano da J.-B.-L. Gresset, L. Sterne, L.-A. Caraccioli, ma tutta del M. è la brillante forma in cui è versato e decantato questo materiale incandescente. (Giuseppe Izzi)<ref>''[http://www.treccani.it/enciclopedia/xavier-de-maistre_(Dizionario-Biografico)/ MAISTRE, Xavier de]'', in ''Dizionario biografico degli italiani'', vol. 67, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.</ref>
== ''Il lebbroso della città di Aosta'' ==
===[[Incipit]]===
La parte meridionale della città di Aosta è al dì d'oggi quasi deserta, e non pare essere stata mai di molto abitata. Tra le mura antiche romane e i muriccioli nuovi di alcuni giardini giacciono ivi campi e prati solinghi, degni pur di chiamar l'attenzione dello straniero. Vedresti appresso alla porta della città le rovine di un castello dove nel secolo XV, secondo la tradizione popolare, il conte Renato di Chalant, furente di gelosia, spense di fame la sua sposa Mencia principessa di Braganza Quinci il nome di Bramafame, ossia grido della fame, dato al castello da' paesani, e l'amore messo dalle persone che intenerite credono a quella storia, della quale tuttavia potrebbesi contrastare l'autenticità.<br>{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di [[Cesare Balbo]], in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
===Citazioni===
*Né è sempre tra le selve e le rupi la [[solitudine]]; il misero è solo per ogni dove. (1854, p. 314)
*Ei v'ha nell'estrema [[miseria]] un piacere non sentito d'altrui, e che forse vi parrà strano, il piacere di esistere e respirare. (1854, p. 315)
===[[Explicit]]===
"A che", diss'egli finalmente, "tenterei io di farmi illusione? Io non debbo aver altra [[società]] che me stesso, nè altro amico che Dio; in lui ci rivedremo; addio, generoso forestiero, siate felice.... addio per sempre." Il Viaggiatore uscì, il lebbroso serrò la porta, e tirò da dentro il chiavistello.<br>{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di Cesare Balbo, in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I prigionieri del Caucaso''===
Le montagne del Caucaso sono da tempo inserite nell'Impero russo, senza appartenergli. I loro abitanti sono feroci; li separano le loro lingue e gli interessi. Sono formati da un gran numero di piccole popolazioni, con poche relazioni politiche, ma tutte animate da un medesimo amore per l'indipendenza e il saccheggio.
===''Prascovia o La fanciulla siberiana''===
Il coraggio d'una giovinetta, che presso la fine del regno di Paolo I, dalla Siberia si condusse a piedi sino a Pietroburgo per implorare la grazia del padre suo, levò di que' giorni tanto rumore, che una celebre autrice<ref>La signora Cottin, autrice dell'''Elisabetta'', o gli ''Esiliati in Siberia''.</ref> ne fu indotta a fare un'eroina da romanzo di codesta ammirabile pellegrina. Ma rincresce a quelli che la conobbero, che siansi attribuite idee romanzesche ed amorose avventure ad una pura e nobile fanciulla, la quale mai non sentì altra passione che il più puro amor figliale, e priva d'ogni maniera di consigli e di soccorsi, trovò nel proprio cuore il pensiero dell'azione più generosa e la forza per adempirla.<br>Se il racconto delle sue vicende non eccita quella pietà, che un romanziere può svegliare in favore di personaggi immaginarj, crediamo non pertanto, che sarà forse letta con qualche piacere la semplice storia della sua vita, la quale, per nostro avviso, alletta abbastanza coi semplici ornamenti del vero.
==Note==
<references />
== Bibliografia==
*Xavier de Maistre, ''[https://www.archive.org/details/oeuvrescomplte00maisuoft Œuvres complètes de Xavier de Maistre]'', Firmin-Didot et Cie, Parigi, 1880.
*Xavier de Maistre, ''[[s:Viaggio intorno alla mia camera|Viaggio intorno alla mia camera]]'', traduzione di Giuseppe Montani, Manini, 1824<sup>2</sup>.
*Xavier de Maistre, ''[https://archive.org/details/de-maistre-viaggi-casa Viaggi in casa]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Formìggini, Genova, 1913.
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=cFNfSgQHEIkC Viaggio intorno alla mia stanza]'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990. (Include ''Spedizione notturna intorno alla mia stanza'').
*Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', traduzione di Gennaro Auletta, Mondadori, 1997.
*Xavier de Maistre, ''[https://www.tarka.it/wp-content/uploads/2020/04/nv-estratto-viaggio-intorno-mia-camera.pdf Viaggio intorno alla mia camera]'', prefazione di [[Anatole France]], traduzione di Gianluigi Saraceni, Tarka, Mulazzo (MS), 2020. ISBN 978-88-99898-47-2.
*Elisabetta Benucci (a cura di), ''[https://books.google.it/books?id=7fuhAwAAQBAJ Paolina Leopardi: Viaggio notturno intorno alla mia camera]'', Osanna Edizioni, 2014.
*Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009.
*Xavier de Maistre, [https://books.google.it/books?id=vaYMNI81lXoC&pg=PA311 ''Il lebbroso di Aosta''], in ''Novelle di [[Cesare Balbo]]'', Le Monnier, 1854.
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=zYEUT7GyKjQC Il lebbroso della città d'Aosta e Prascovia o La fanciulla siberiana del conte Saverio de Maistre]'', traduzione di [[Achille Mauri]], Balducci, 1833.
*Lev Tolstoj, Xavier de Maistre, ''Prigionieri del Caucaso'', traduzione di Paolo Brera, Algama, 2016.
==Voci correlate==
*[[Joseph de Maistre]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Viaggio intorno alla mia camera}}
{{DEFAULTSORT:Maistre, Xavier de}}
[[Categoria:Militari]]
[[Categoria:Pittori]]
[[Categoria:Scrittori]]
[[Categoria:Umoristi]]
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{w|Le citazioni sulle opere non sono a norma}}
{{nota disambigua|il quasi omonimo politico e giurista italiano (1753 – 1821)|[[Joseph de Maistre]]}}
[[File:Xavier_de_Maistre.jpg|thumb|Xavier de Maistre]]
'''Xavier de Maistre''' (1763 – 1852), scrittore, militare, pittore e scienziato sabaudo.
==Citazioni di Xavier de Maistre==
*Questa massa di avvenimenti che formano la [[vita]] assomiglia a un pallone aerostatico che non è possibile dirigere e che ti porta sempre dove non vuoi andare.<ref>Dalla lettera a Valentina de Marcellus, 6 aprile 1830; in ''Oeuvres inédites de Xavier de Maistre'', a cura di Eugène Réaume, vol. I, Alphonse Lemerre, Paris, 1877, p. 173; citato in ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'', cap. I, nota 4, in ''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', a cura di di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999, p. 242. ISBN 8871861434</ref>
==''Viaggio intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
[[File:Guillaume pour Maistre.jpg|thumb|300px|Miniatura tratta dall'edizione Tardieu 1862]]
====Originale====
''Qu'il est glorieux d'ouvrir une nouvelle carrière, et de paraître tout à coup dans le monde savant, un livre de découvertes à la main, comme une comète inattendue étincelle dans l'espace!''
====AA. VV.====
Che cosa gloriosa, dar principio a una nuova carriera, e manifestarsi all'improvviso nel mondo dei dotti, con un libro di scoperte in mano, come una cometa che sfavilli inattesa nello spazio!<br />{{NDR|Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937}}
====Giovanni Bogliolo====
Quanto è glorioso iniziare una nuova carriera e apparire all'improvviso nel mondo della cultura, un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa brilla nello spazio!<br />{{ndr|Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti (a cura di), ''Dizionario delle citazioni'', Rizzoli, 2013}}
====[[Fruttero & Lucentini]]====
Aprire nuove strade al sapere! Comparire tra i dotti con un libro di scoperte in mano, come una fulgida e impreveduta cometa dallo spazio! Quale gloria!<br />{{NDR|Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
====Rosa Maria Losito====
Quanto è degno di gloria aprire una strada nuova, e apparire dall'oggi al domani nel mondo dei dotti, un libro di scoperte in mano, quale cometa inattesa che brilla nello spazio!
====Giuseppe Montani====
Quanto è glorioso l'aprir nuova carriera agli ingegni; il comparire improvviso nel dotto mondo, con un libro di scoperte alla mano, qual cometa inattesa nella vastità dello spazio!
====Nicola Muschitiello====
La gloria di aprire una strada, e comparire d'un tratto nel mondo dei dotti con un libro di scoperte in mano, come inattesa cometa che scintilli nello spazio!<br />{{NDR|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-16789-4}}
====Flavio Santi====
Bello aprire una nuova strada e di punto in bianco presentarsi nel mondo che conta con un libro in mano pieno di scoperte, sfolgorante come un'insperata cometa nel firmamento.<br />{{NDR|Xavier de Maistre, ''Il giro della stanza'', La Grande Illusion, 2019. ISBN 978-88-85549-03-6}}
====Gianluigi Saraceni====
Com'è bello iniziare una nuova carriera e comparire di colpo tra la gente sapiente, con un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa che brilla nello spazio!
====[[Silvio Spaventa Filippi]]====
Oh, la gloriosa soddisfazione di aprire una nuova carriera e di presentarsi al mondo dotto con un libro di scoperte in mano, improvvisamente, come una cometa che risplenda inattesa nello spazio!
===Citazioni===
*Il diletto di [[viaggiare]] nella propria [[Stanza (architettura)|camera]] è immune dall'inquieta gelosìa degli uomini e indipendente dalla fortuna. (cap. I; 1824, p. 14)
*Migliaia di persone, che prima di me non avevano osato o non avevano potuto oppure non avevano mai sognato di viaggiare, si decideranno a seguire il mio esempio. Il più indolente esiterebbe forse a mettersi in viaggio con me per procurarsi un piacere che non gli costa né fatica né denaro?<br />Coraggio, dunque, si parte. Seguitemi voi tutti, che per una delusione amorosa o per un malinteso tra amici, ve ne state chiusi nel vostro appartamento, lungi dalla piccineria e dalla perfidia degli uomini. Mi seguano tutti gli sventurati, tutti gli ammalati, tutti gli annoiati del mondo! Si levino in massa tutti gli indolenti! E voi che andate macchinando sinistri progetti di riforma o di solitudine per qualche infedeltà subita; voi che in un salottino rinunziate per sempre al mondo, amabili anacoreti d'una serata, venite anche voi; datemi ascolto, lasciate quei vostri tetri pensieri; voi sottraete un attimo al piacere senza guadagnarne uno alla saggezza; degnatevi di accompagnarmi nel mio viaggio; marceremo pian pianino, ridendo, lungo il cammino, dei viaggiatori che hanno visitato Roma e Parigi; nessun ostacolo ci potrà arrestare e, abbandonandoci gaiamente alla nostra fantasia, la seguiremo dovunque le piacerà guidarci. (cap. II; 1997, pp. 23-24)
*C'è nulla di più giusto e di più naturale che tagliarsi la gola con qualcuno che vi cammina sui calli, o che si lascia a sfuggir qualche parola pungente in un momento d'ira, o che, infine, ha la disgrazia di piacere alla vostra dama?<br />Si va in un prato, e lì, come Nicola faceva col Borghese Gentiluomo di Molière, si tenta di tirar di quarta quando egli para di terza; e perché la vendetta sia completa e sicura gli si presenta il petto nudo, correndo il rischio di farsi ammazzare dal nemico per vendicarsi di lui — Come si vede, nulla di più logico; ma c'è della gente che biasima [[Duello|questa lodevole abitudine]]. Pure il più logico di tutto il resto si è che quelli stessi che la biasimano e che vogliono sia considerata come una colpa grave, tratterebbero senza riguardo alcuno colui che si rifiutasse di commetterla. Più d'un disgraziato ha perduto, per conformarsi al loro avviso, riputazione e impiego, di modo che quando si ha la disgrazia d'aver per le mani una faccenda simile, sarebbe bene ricorrere a un'estrazione a sorte per sapere se si debba rispettar la legge o seguir l'uso; e siccome la legge e l'uso sono in {{Sic|contradizione}}, anche i giudici potrebbero giocare la loro sentenza ai dadi! (III; 1913, pp. 6-7)
*Nulla è più attraente, secondo me, che seguire la pista delle proprie [[idea|idee]], come il cacciatore segue la selvaggina, senza curarsi di mantenere la propria strada. (cap. IV; 2020, p. 9)
*Una [[poltrona]] è davvero un arredo magnifico; in particolare è della massima utilità per ogni uomo meditativo. Nelle lunghe serate invernali è qualche volta dolce, e sempre prudente distendervisi mollemente, lontano dal chiasso delle riunioni rumorose. – Un buon fuoco, qualche libro, delle penne; quante risorse contro la noia! E ancora che piacere dimenticare libri e penne per attizzare il fuoco e abbandonarsi a qualche dolce meditazione, o buttando giù qualche verso per rallegrare gli amici! Le ore scivolano su di voi e cadono in silenzio nell'eternità, senza farvi sentire il loro triste passaggio. (cap. IV; 1990, p. 28)
*Dopo la poltrona, procedendo verso il nord, si scopre il letto, che è disposto in fondo alla stanza, e crea la più gradevole delle prospettive. È disposto nel modo più felice: i primi raggi del sole vengono a trastullarsi sulle cortine. – Nelle belle giornate d'estate, li vedo avanzare lungo la parete bianca, man mano che s'alza il sole: gli olmi che stanno davanti alla mia finestra li rifrangono in mille modi, e li fanno ondeggiare sul mio letto color di rosa e bianco, che diffonde dappertutto una luce incantevole nata dal loro riverbero. – Sento il garrire confuso delle rondini che si sono impossessate del tetto di casa, il cinguettio degli altri uccelli che abitano negli olmi: allora mille idee ridenti colmano il mio spirito; e, nell'universo intero, nessuno ha un risveglio altrettanto piacevole e tranquillo del mio. (cap. V; 1990, p. 29)
*Un [[letto]] ci vede nascere e ci vede morire; è la scena mutevole sulla quale il genere umano di volta in volta recita drammi interessanti, ridicole farse e tragedie spaventose. — È una culla adorna di fiori; — è il trono dell'Amore; — è un sepolcro. (cap. V; 1990, p. 29)
*Dietro varie osservazioni ho potuto avvedermi che l'[[uomo]] è composto di un'[[anima]] e d'una bestia. — Questi due esseri sono assolutamente distinti, ma talmente incassati l'uno nell'altro, o innestati uno sopra l'altro, ch'è necessario all'anima non so quale elevatezza, perché realmente si distingua dalla bestia.<br />Udii da un vecchio professore (è una delle più vecchie cose di cui mi ricordo) che Platone chiamava la materia ''l'altra''. Benissimo: io però darei più volentieri questa denominazione alla bestia, ch'è aggiunta alla nostra anima. Essa veramente è ''l'altra'', che ci inquieta e ci tormenta in istrana maniera. Ciascuno si accorge, così all'ingrosso, che l'uomo è doppio; ma altro non si sa dire, se non ch'egli è composto d'[[Anima e corpo|anima e di corpo]], e si accusa questo corpo di non so quante cose, ben mal a proposito sicuramente, poich'egli è così incapace di sentire come di pensare. Conviene invece prendersela colla bestia, con quest'essere sensitivo affatto distinto dall'anima, vero ''individuo'', che ha la sua esistenza separata, i suoi gusti, le sue inclinazioni, la sua volontà, né si solleva al disopra degli altri animali, se non perché è meglio allevato e provveduto d'organi più perfetti.<br />Signori e signore inorgoglitevi pure della vostra intelligenza, quanto vi piace; ma diffidate molto dell'''altra'', massime quando siete in compagnia.<br />Ho fatto non so quante esperienze sull'unione di queste due creature eterogenee. Per esempio, ho riconosciuto chiaramente che l'anima può farsi obbedire dalla bestia; e che questa fatalmente obbliga anch'essa spessissimo l'anima ad operare contro il proprio volere. Secondo le regole, l'una ha il potere legislativo, e l'altra l'esecutivo, ma questi due poteri si fanno sovente vicendevole contrasto. — La grand'arte d'un uomo di ''genio'' è di sapere allevare bene la sua bestia, affine ch'ella possa andar sola, mentre l'anima, liberata dal suo spiacevole contatto, può {{sic|inalzarsi}} fino al cielo. (cap. VI; 1824, pp. 30-32)
*Che arte sublime la [[pittura]]! pensava l'anima mia; fortunato colui che lo spettacolo della natura ha commosso, colui che non è obbligato a imbrattar tele per vivere, che non dipinge solo per passatempo, ma che colpito dalla nobiltà d'una bella fisionomia, e dagli ammirevoli giochi della luce che si fonde in mille sfumature sul viso umano, tenta d'avvicinarsi nelle sue opere agli effetti sublimi della natura! Del pari fortunato il [[pittore]] che l'amore del paesaggio trascina in passeggiate solitarie, che sa esprimere sulla tela il sentimento della tristezza che gli ispira un bosco oscuro o una campagna deserta! Le sue opere imitano e riproducono la natura; egli crea nuovi muri e nere caverne ignote al sole: al suo comando, verdi boschetti sorgono dal nulla, l'azzurro dei cieli si riflette tra i suoi quadri; egli sa l'arte d'agitare i venti e di far rumoreggiare le tempeste. Altre volte offre allo sguardo dell'incantato spettatore le deliziose campagne dell'antica Sicilia: si vedono ninfe smarrite sfuggire, attraverso le canne, all'inseguimento di un satiro; templi di maestosa architettura innalzano la fronte superba al di sopra della foresta sacra che li circonda: l'immaginazione si perde nelle strade silenziose di quel paese ideale; lontananze azzurrine si confondono col cielo; e l'intero paesaggio, replicandosi nelle acque d'un fiume tranquillo, forma uno spettacolo che nessuna lingua può descrivere. (cap. VII; 1990, pp. 31-32)
*Egli {{NDR|il lettore}} non potrà essere che soddisfatto di sé medesimo, ove pervenga un giorno a saper far viaggiare la sua anima tutta sola. [...] Avvi infatti nulla di più lusinghiero, che l'estendere in certo modo la propria esistenza, l'occupare ad un tempo la terra e i cieli, il raddoppiar, per così dire, sé stesso? — L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la tranquillità, porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poiché sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. Ma no non dica, per questo, che la felicità è impossibile a trovarsi. — Un quarto d'ora di viaggio con me gliene mostrerà il cammino. (cap. IX; 1824, pp. 39-40)
*No, [[dio|quegli]] che inonda così l'oriente di luce, non la fa brillare a' miei sguardi, per inabissarmi bentosto nelle tenebre del nulla. Quegli che stende quest'orizzonte incommensurabile, quegli che elevò queste masse enormi, le cui ghiacciate sommità or tutte sfolgoreggiano de' primi raggi del sole, è pur quegli che ordinò al mio cuore di battere e al mio spirito di pensare. (cap. XXI; 1824, p. 78)
*[...] la [[discussione]] risveglia l'obiezione: e tutto finisce nel dubbio. (cap. XXV; 2020, p. 55)
*Sempre verace e imparziale uno [[specchio]] rinvia agli occhj della persona, che in esso guarda, le rose della giovinezza e le rughe dell'inoltrata età, senza detrazione e senza lusinghe. — Solo, tra tutti i consiglieri de' grandi, ei loro dice costantemente la verità.<br />Ciò mi fece desiderar l'invenzione di uno specchio morale, in cui tutti gli uomini potessero vedersi co' loro vizi e colle loro virtù. Pensai anzi una volta a proporre per esse un premio a qualche accademia; se non che riflessioni più mature me ne provarono l'inutilità.<br />Oh quanto è raro che la bruttezza riconosca sé stessa! Indarno gli specchj si moltiplicano intorno a noi, e riflettono con tanta esattezza la luce e la verità. All'istante che i raggi, che da essi partono, sono per penetrare nel nostro occhio, e dipingerci a noi stessi quali siamo, l'amor proprio introduce il suo prisma ingannevole fra noi e la nostra immagine, e ci rappresenta una divinità.<br />E di tutti i prismi, dal primo che uscì dalle mani dell'immortal Newton, fino a quelli dell'ultimo lavoro, nessuno ha posseduto una forza di refrazione così possente, e prodotto sensazioni così vive e così aggradevoli, come il prisma dell'amor proprio.<br />Ora, poiché gli specchj comuni annunziano invano la verità a uomini sempre contenti della loro figura; poiché non possono fare ad essi conoscere le loro fisiche imperfezioni; a che servirebbe il mio specchio morale? Pochissimi fisserebbero in esso gli occhi; e nessuno vi ravviserebbe sé medesimo. (cap. XXVII; 1824, pp. 99-100)
*Ho detto che mi piace in modo speciale meditare nel dolce calore del letto, e che il suo piacevole colore contribuisce molto al piacere che vi provo.<br />Per procurarmi questo piacere, il mio domestico ha ricevuto l'ordine d'entrare in camera mia mezz'ora prima di quella in cui ho stabilito di alzarmi. Lo sento camminare con passo leggero e ''brancicare'' con discrezione nella stanza; e quel rumore mi dà il piacere di sentirmi [[Stato ipnagogico|sonnecchiare]]: piacere delicato e sconosciuto a molte persone.<br />Si è svegli abbastanza per accorgersi di non esserlo del tutto, e per calcolare confusamente che l'ora delle faccende e delle difficoltà è ancora nel ventre del tempo. (cap. XIV; 1990, p. 36)
*Che ricco tesoro di [[piacere|piaceri]] la buona natura ha elargito agli uomini il cui cuore sa godere! e quale varietà in quei piaceri! Chi potrà contarne le innumerevoli sfumature nei diversi individui e nelle diverse età della vita? – Il ricordo confuso di quelli della mia infanzia mi fa ancora trasalire. (cap. XL; 1990, p. 65)
*L'[[Vestito|abbigliamento]] influisce a tal punto sullo spirito umano che vi sono malati che si sentono assai meglio quando si vedono con l'abito nuovo e la parrucca incipriata: ce n'è di quelli che ingannano così la gente e sé stessi con una tenuta inappuntabile; – un bel mattino muoiono , ben pettinati, e la cosa sorprende tutti. (cap. XLI; 1999, p. 114)
===[[Explicit]]===
Oggi dunque sarò libero, o piuttosto tornerò in catene! Il giogo degli affari peserà di nuovo su di me; non farò più un passo che non sia misurato dal decoro e dal dovere. – Già fortunato se qualche dea capricciosa non mi farà dimenticare l'uno e l'altro, e se sfuggirò a questa nuova e pericolosa prigionia!<br />Ah! perché non lasciarmi finire il viaggio! Era davvero per punirmi che m'avevano relegato nella mia stanza? – in questa contrada deliziosa, che racchiude tutti i beni e tutte le ricchezze del mondo? Tanto varrebbe esiliare un topo in un granaio.<br />Eppure, mai mi sono accorto più chiaramente ch'io sono ''doppio''. – Mentre ripiango le mie gioie immaginarie, mi sento consolato a forza: una potenza segreta mi trascina; – mi dice che ho bisogno dell'aria e del cielo, e che la solitudine somiglia alla morte. Eccomi agghindato; – la porta s'apre; – vago sotto i portici spaziosi di via Po; – mille fantasmi gradevoli volteggiano davanti ai miei occhi. – Sì, ecco proprio quel palazzo, – quella porta – quella scala; – sussulto in anticipo.<br />È così che si pregusta un sapore acre mentre si taglia un limone per mangiarlo. <br />Oh bestia mia, povera bestia mia, bada a te!<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia stanza'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990}}
===Citazioni su ''Viaggio intorno alla mia camera''===
*«È [[Laurence Sterne|Sterne]]!» si disse. Sì, ma uno Sterne un po' troppo innocente. Non si è api se non si ha il pungiglione. Bisogna riconoscerlo: Xavier de Maistre è troppo saggio [...]. Si vorrebbe che andasse più avanti nelle cose. Ne sfiora molte ma non ne penetra nessuna. Il tono del ''Viaggio intorno alla mia camera'' passa da una vivacità moderata a una temperata malinconia senza arrivare mai agli estremi. È per questo che il piccolo libro piace a tanti. ([[Anatole France]])
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. ([[Alain de Botton]])
*Le finissime e argute pagine ispirate da quarantadue giorni di arresti trasportano il lettore in un'atmosfera tutta settecentesca di viaggi e di avventure: il tono delicato di uno Sterne (v. il ''Viaggio sentimentale'', e ''Vita e opinioni di Tristano Shandy'') avvolge la narrazione e le dà un carattere sbarazzino e libero, pieno di sentimento e di malinconia. ([[Carlo Cordié]])
*Leggiera, ma vaghissima produzione è questa, che uscì anonima in Francia l'anno V della rivoluzione. Dà occasione a questo libro l'arresto ch'ebbe {{ndr|Xavier de Maistre}} in sua camera per quarantadue giorni a cagion di un duello. Seduto sulla sua seggiola a bracciuoli ed a carrucole, e guardando tutto ciò che lo circonda, il letto, i quadri, i libri, il suo stesso valletto, gli sorgono mille graziosi pensieri, che talvolta non altro fa che accennare, e dà luogo a varie riflessioni che se fossero vestite con la giornea del filosofo ed espresse con socratica gravità potrebbero stare a petto a mille altre della stessa natura, che formano l'argomento di assai più grossi volumi. Tra queste primeggia una specie di sistema tra l'anima e la bestia, come le chiama l'autore, cioè tra la ragione ed il senso, tra l'intelligenza e la concupiscenza, direbbero gli scolastici, che è una assai graziosa cosa. (Anonimo)<ref>''Biblioteca italiana'', vol. 34, 1824, p. [https://books.google.it/books?id=_SVCAQAAMAAJ&pg=PA106#v=onepage&q&f=false 106].</ref>
*Possiamo anche paragonare la vita ad un rosario; solo dopo un gran numero di pallottole piccine, c'è la pallottola grossa; e nel comune della vita le pallottole grosse, sono anche più lontane che nei rosari.<br />Curiamo dunque i numerosi pochi che devono formare il nostro tutto; e lungi dallo sdegnare le soddisfazioni piccine, moltiplichiamole intorno a noi.<br />Saverio de Maistre, rinchiuso forzatamente nella sua camera, trovava un vero piacere ascoltando il rumore della caffettiera appoggiata sugli alari del caminetto, mentre egli dalla poltrona, seguiva i voli fervidi della fantasia che gli facevano percorrere il più piacevole dei viaggi. ([[Neera]])
*Se si considera che l'opera è stata scritta mentre infuriava la Rivoluzione francese e la stessa terra natale dell'autore veniva travolta dagli eventi, si può caricare di drammaticità la situazione narrata: la stanza come esilio e al contempo riparo dalla violenza della Storia; alla vena malinconica che scorre tra i capitoli si possono, anche in virtù di tale chiave storica, attribuire già i colori accesi del Romanticismo. Il ''Voyage'' resta però, in profondità, un'operina settecentesca. [...] Maistre opera con una levità sentimentale, una sprezzatura parodica, una delicatezza divertita che solo incidentalmente lasciano rinvenire accenti intensamente personali e ascrivibili a un sentire già preromantico. Anche quando ciò succede, del resto, si ha come l'impressione di una neutralizzazione entro un orizzonte ancora distante da tale sentire. (Andrea Bedeschi)<ref>''Xavier de Maistre'', in ''Moralisti francesi'', Rizzoli, 2008.</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell{{'}}''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. ([[Tomás Maldonado]])
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. ([[Pietro Paolo Trompeo]])
==''Spedizione notturna intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Pour jeter quelque intérêt sur la nouvelle chambre dans laquelle j'ai fait une expédition nocturne, je dois apprendre aux curieux comment elle m'était tombée en partage.''
====Paolina Leopardi====
Affine di rendere un poco interessante la nuova camera nella quale ho fatta una spedizione notturna, fa d'uopo che io mostri a quelli che ne sono curiosi il modo con cui mi era toccata in sorte.
====Rosa Maria Losito====
Per suscitare un po' d'interesse sulla nuova stanza nella quale ho effettuato la spedizione notturna, devo far sapere ai curiosi come mi fosse capitata in sorte.
====Silvio Spaventa Filippi====
È necessario, perché il lettore s'interessi alla nuova camera della mia spedizione notturna, spiegargli il come e il perché mi toccò d'abitarla.
===Citazioni===
[[File:Expédition nocturne.jpg|thumb|Illustrazione del 1828]]
*Infelice colui che non può rimaner [[solitudine|solo]] un giorno della sua vita senza provare il tormento della [[noia]], e che preferirebbe anche, se fosse d'uopo, il conversare con gli sciocchi al conversar con se stesso. (cap. I; 2014, p. 102)
*{{ndr|La mia nuova stanza}} riceve la luce da una sola finestra larga due piedi e mezzo e alta sei o sette piedi circa dal suolo, cui s'arriva utilizzando una scaletta.<br />La distanza della finestra dal pavimento era uno di quei casi fortunati da attribuire sia alle circostanze, sia all'ingegno dell'architetto. Un'aria di mistero veniva poi creata dalla luce pressoché verticale che si diffondeva nel mio rifugio, illuminato nello stesso modo dell'antico tempio del Pantheon.<br />Né si vedeva nessun oggetto esterno che potesse distrarmi.<br />Come i naviganti che, persi nella vastità dell'oceano, non vedono nient'altro che cielo e mare, io vedevo solo il cielo e la mia stanza.<br />Gli oggetti esterni più vicini sui quali potevo posare gli occhi, erano la luna e la stella del mattino: quanto mi metteva in immediato contatto col cielo, facendo volare i miei pensieri a un'altezza che non sarebbe stata possibile se avessi scelto un alloggio al pianterreno. La citata finestra s'alzava sopra il tetto e formava un abbaino assai grazioso. Era talmente alta sull'orizzonte che, quando i primi raggi del sole giungevano a illuminarla, nella strada era ancora buio.<br />Godevo, insomma, d'una delle vedute più belle che si possano immaginare.<br />Ma anche il panorama migliore finisce per annoiare quando lo si goda troppo spesso: l'occhio s'abitua e non ci fa più caso.<br />Invece, la posizione della finestra mi preservava anche da simile svantaggio, dato che non vedevo mai lo spettacolo magnifico della campagna di Torino se non quando risalivo quattro o cinque scalini: questo mi dava un piacere sempre vivo perché gustato con lentezza. (cap. VI; 2009, pp. 30-31)
*La contemplazione del [[cielo stellato]] mi dà un incanto sempre nuovo: e io posso affermare di non aver fatto un solo viaggio, anche una semplice passeggiata notturna, senza pagare il tributo d'ammirazione che si deve alle meraviglie del firmamento. Benché senta tutta l'impotenza del mio pensiero in queste alte meditazioni, provo un piacere inesprimibile nell'occuparmene. Mi piace pensare che non è il caso che conduce fino ai miei occhi quella emanazione di mondi remoti, e ciascuna stella con la sua luce mi versa in cuore un raggio di speranza. E che, dunque? Quelle meraviglie non avrebbero altro rapporto con me che quello di risplendere agli occhi miei? E il mio pensiero che s'innalza fino a quella lontananza, e il cuor mio che si {{sic|commove}} al loro aspetto, sarebbero ad esse perfettamente estranei? Spettatore effimero d'uno spettacolo eterno, l'[[uomo]] leva un istante gli occhi al cielo e li chiude in eterno; ma durante quel rapido istante che gli è concesso, da tutti i punti del cielo e fin dai limiti dell'universo, un raggio consolatore parte da ogni globo e gli si posa negli sguardi, per affermargli che esiste un rapporto tra lui e l'immensità, e ch'egli è parte integrante dell'eternità. (cap. XIII; 1913, p. 113)
*Aveva osservato, nel corso della mia vita, che allorquando io era innamorato secondo il metodo solito, le mie sensazioni non corrispondevano punto alle mie speranze, e la mia immaginazione si vedeva sempre delusa in tutti i suoi piani. Riflettendovi sopra con attenzione pensai che, se mi fosse stato possibile di stendere il sentimento che mi portava all'amore particolare sopra tutto quel sesso che n'è l'oggetto, verrei a procacciarmi dei godimenti inusitati, e senza compromettermi in veruna guisa. Perché, qual rimprovero potrebbe mai farsi ad un uomo che si trovasse dotato di un cuore energico in modo tale da amare tutte le amabili donne del mondo? Sì, madama, io le amo tutte, e non solo amo quelle che conosco, o che spero di conoscere, ma tutte quelle ancora che esistono. Anche più; io amo tutte le donne che hanno vissuto, e quelle che viveranno, senza contarne poi un numero maggiore che la mia immaginazione trae dal niente; e finalmente tutte le donne possibili sono comprese nell'ampio circolo dei miei affetti. (cap. XXIII; 2014, p. 130)
*{{ndr|Sistema del mondo}} Credo insomma che se lo spazio è infinito, sia infinita anche la creazione; e che, nella sua vita eterna e nell'immensità dello spazio, Dio abbia creato un [[Pluralità dei mondi|numero infinito di mondi]]. (cap. XVI; 2009, p. 55)
*Essendo la maggior parte dei nostri piaceri null'altro che un gioco dell'[[immaginazione]], è essenziale offrirle una pastura innocente per distoglierla dagli oggetti ai quali è giocoforza rinunciare, press'a poco come si offrono i balocchi ai bambini, quando si rifiutano loro le caramelle. (cap. XXVII; 1990, p. 104)
*O [[tempo]]!... divinità terribile! non è già la tua falce crudele che mi spaventi, sono i tuoi orridi figli che io temo, l'indifferenza e l'oblio, i quali fanno una lunga morte di tre quarti della nostra vita. (cap. XXVI; 2014, p. 135)
*"Che strane macchine," esclamai allora "[[Cuore e cervello|la testa e il cuore]] dell'uomo! Ogni volta che viene trascinato da questi due motori delle sue azioni in due direzioni diverse, l'ultima che segue gli pare sempre la migliore!... 'Follia dell'entusiasmo e del sentimento!' dice la fredda ragione. 'Debolezza e incertezza della ragione!' dice il sentimento. Chi potrà mai, chi oserà scegliere fra i due?" (cap. XXIX; 2009, p. 85)
*Lasciando penzoloni le gambe una a dritta ed una a sinistra della finestra, detti principio al mio viaggio a cavallo. [...] Per la sua posizione il viaggiatore a cavallo della sua [[finestra]] comunica da una parte col cielo, mentre gode il superbo spettacolo della natura, e gli astri, e le meteore sono a sua disposizione; e dall'altra, l'aspetto della sua dimora e gli oggetti che contiene lo richiamano all'idea della di lui esistenza, e lo fanno rientrare in se stesso. [...] Abitatore a vicenda dei cieli e della terra, il suo spirito ed il suo cuore godono di tutto ciò che è dato all'uomo di godere. (cap. XXIX; 2014, pp. 138-39)
*{{NDR|Sulla [[Polaris|stella polare]]}} – Astro luminoso! esclamai nella deliziosa estasi che mi trasportava, – incomprensibile produzione del pensiero eterno, tu che solo, immobile nei cieli, vegli dal giorno della creazione su metà della terra! tu, che dirigi i naviganti sui deserti dell'Oceano, e che con un solo raggio hai reso la speranza della vita al marinaio incalzato dalla tempesta! (cap. XXXI; 1913, p. 144)
*Il [[governo]] è buono? la [[patria]] è allora in tutta la sua forza: diviene vizioso? la patria è inferma: si cangia? essa muore. Allora non è più la stessa patria, ed ognuno è libero di adottarla, ovvero di sceglierne un'altra. (cap. XXXI; 2014, p. 147)
*[...] il tempo mi pare qualche cosa di così inconcepibile, che sarei tentato di credere che non esista affatto, e che ciò che si chiama così non sia altro che una pena del pensiero. (cap. XXXVII; 1913, pp. 155-156)
*Fu, senza alcun dubbio, per un consiglio insidioso dello spirito maligno, che gli uomini diedero a quell'ora l'incarico di dividere i loro giorni. Chiusi nelle loro case, essi o dormono o si divertono, mentre essa taglia uno dei fili della loro vita; il giorno dopo s'alzano allegramente, non sospettando minimamente d'avere un giorno di più. Invano la voce profetica del bronzo {{NDR|della campana dell'orologio}} annuncia l'approssimarsi dell'eternità, invano tristemente lo ripete ad ogni ora che passa: essi non sentono nulla, o, se sentono, non comprendono. O [[mezzanotte]]!... ora tremenda... (cap. XXXVII; 1913, p. 157)
*Le rimembranze della [[felicità]] già passata sono le rughe dell'anima! Quando si sente infelice, bisogna cacciarle dal suo pensiero come se fossero fantasmi che venissero ad insultare la nostra presente situazione: è meglio le cento volte di abbandonarsi allora alle insidiose lusinghe della speranza, e sopra tutto bisogna dissimulare accortamente, e non confidare ad alcuno le proprie sventure. Ho notato nei varii viaggi che ho fatto tra gli uomini, che essendo uno costantemente [[infelice]], termina con divenire ridicolo. (cap. XXXVI; 2014, pp. 153-54)
===[[Explicit]]===
Non c'è che dire, è bello essere in rapporti tanto familiari con la notte, col cielo e le meteore, e sapersi servire dei loro influssi. Eh, i rapporti con che siamo costretti ad avere con gli esseri umani sono assai più pericolosi!<br />Quante volte non sono stato ingannato dopo aver riposto in loro la mia fiducia! Volevo dirne qualcosa anche qui, in una nota che ho soppresso visto che era più lunga dell'intero testo. Il che avrebbe alterato le giuste proporzioni del mio viaggio, il cui maggior merito è la brevità.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009}}
===Citazioni su ''Spedizione notturna intorno alla mia camera''===
*Questo secondo libriccino, ancor più breve del primo, non è né meno garbato né meno piacevole. Procede forse con passo più fermo e ha idee più mature. Esempio raro, quello di un libro che si aggiunge come seguito d'un altro senza guastarlo. ([[Anatole France]])
*Pur essendo sempre a Torino la ''chambre'' non è più la stessa, così come non ci sono più alcuni comprimari presenti nel ''Voyage'', come il cameriere Joannetti e la cagnetta Rosina. Né ci sono più quelle schizofreniche personificazioni della propria identità che erano nel ''Voyage'' l'anima e il corpo, designato come «la bestia» oppure (in opposizione all'anima) «l'altro»: l'abbandono di queste entità è a mio avviso la perdita più grande, che sempre renderà il ''Voyage'' di gran lunga superiore alla ''Expédition'' [...].<br />Xavier è nella ''Expédition'' molto più fanciullesco: ad esempio sta a lungo a cavalcioni del davanzale della finestra, descrivendosi come un vero cavaliere che ora vada al passo ora al trotto ora al galoppo. Eppure, nonostante questi e altri bamboleggiamenti, il testo è molto meno adolescenziale e incantato del ''Voyage''. ([[Michele Mari]])
*Se nel ''Voyage'' è colto un mondo nel momento in cui sta per sparire, nell'''Expédition'' predominano la riflessione e la nostalgia intorno allo stesso mondo ormai sparito; e dietro l'apparenza della divagante invenzione si leggono l'angoscia dirompente della guerra e un serrato confronto con la cultura letteraria, filosofica e scientifica del secondo Settecento. Spunti e idee per le due operette derivano da J.-B.-L. Gresset, L. Sterne, L.-A. Caraccioli, ma tutta del M. è la brillante forma in cui è versato e decantato questo materiale incandescente. (Giuseppe Izzi)<ref>''[http://www.treccani.it/enciclopedia/xavier-de-maistre_(Dizionario-Biografico)/ MAISTRE, Xavier de]'', in ''Dizionario biografico degli italiani'', vol. 67, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.</ref>
==''Il lebbroso della città di Aosta''==
===[[Incipit]]===
La parte meridionale della città di Aosta è al dì d'oggi quasi deserta, e non pare essere stata mai di molto abitata. Tra le mura antiche romane e i muriccioli nuovi di alcuni giardini giacciono ivi campi e prati solinghi, degni pur di chiamar l'attenzione dello straniero. Vedresti appresso alla porta della città le rovine di un castello dove nel secolo XV, secondo la tradizione popolare, il conte Renato di Chalant, furente di gelosia, spense di fame la sua sposa Mencia principessa di Braganza Quinci il nome di Bramafame, ossia grido della fame, dato al castello da' paesani, e l'amore messo dalle persone che intenerite credono a quella storia, della quale tuttavia potrebbesi contrastare l'autenticità.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di [[Cesare Balbo]], in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
===Citazioni===
*Né è sempre tra le selve e le rupi la [[solitudine]]; il misero è solo per ogni dove. (1854, p. 314)
*Ei v'ha nell'estrema [[miseria]] un piacere non sentito d'altrui, e che forse vi parrà strano, il piacere di esistere e respirare. (1854, p. 315)
===[[Explicit]]===
"A che", diss'egli finalmente, "tenterei io di farmi illusione? Io non debbo aver altra [[società]] che me stesso, nè altro amico che Dio; in lui ci rivedremo; addio, generoso forestiero, siate felice.... addio per sempre." Il Viaggiatore uscì, il lebbroso serrò la porta, e tirò da dentro il chiavistello.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di Cesare Balbo, in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I prigionieri del Caucaso''===
Le montagne del Caucaso sono da tempo inserite nell'Impero russo, senza appartenergli. I loro abitanti sono feroci; li separano le loro lingue e gli interessi. Sono formati da un gran numero di piccole popolazioni, con poche relazioni politiche, ma tutte animate da un medesimo amore per l'indipendenza e il saccheggio.
===''Prascovia o La fanciulla siberiana''===
Il coraggio d'una giovinetta, che presso la fine del regno di Paolo I, dalla Siberia si condusse a piedi sino a Pietroburgo per implorare la grazia del padre suo, levò di que' giorni tanto rumore, che una celebre autrice<ref>La signora Cottin, autrice dell'''Elisabetta'', o gli ''Esiliati in Siberia''.</ref> ne fu indotta a fare un'eroina da romanzo di codesta ammirabile pellegrina. Ma rincresce a quelli che la conobbero, che siansi attribuite idee romanzesche ed amorose avventure ad una pura e nobile fanciulla, la quale mai non sentì altra passione che il più puro amor figliale, e priva d'ogni maniera di consigli e di soccorsi, trovò nel proprio cuore il pensiero dell'azione più generosa e la forza per adempirla.<br />Se il racconto delle sue vicende non eccita quella pietà, che un romanziere può svegliare in favore di personaggi immaginarj, crediamo non pertanto, che sarà forse letta con qualche piacere la semplice storia della sua vita, la quale, per nostro avviso, alletta abbastanza coi semplici ornamenti del vero.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Xavier de Maistre, ''[https://www.archive.org/details/oeuvrescomplte00maisuoft Œuvres complètes de Xavier de Maistre]'', Firmin-Didot et Cie, Parigi, 1880.
*Lev Tolstoj, Xavier de Maistre, ''Prigionieri del Caucaso'', traduzione di Paolo Brera, Algama, 2016.
*Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009.
*Xavier de Maistre, [https://books.google.it/books?id=vaYMNI81lXoC&pg=PA311 ''Il lebbroso di Aosta''], in ''Novelle di [[Cesare Balbo]]'', Le Monnier, 1854.
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=zYEUT7GyKjQC Il lebbroso della città d'Aosta e Prascovia o La fanciulla siberiana del conte Saverio de Maistre]'', traduzione di [[Achille Mauri]], Balducci, 1833.
*Xavier de Maistre, ''[[s:Viaggio intorno alla mia camera|Viaggio intorno alla mia camera]]'', traduzione di Giuseppe Montani, Manini, 1824<sup>2</sup>.
*Xavier de Maistre, ''[https://archive.org/details/de-maistre-viaggi-casa Viaggi in casa]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Formìggini, Genova, 1913.
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=cFNfSgQHEIkC Viaggio intorno alla mia stanza]'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990. (Include ''Spedizione notturna intorno alla mia stanza'').
*Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', traduzione di Gennaro Auletta, Mondadori, 1997.
*Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', a cura di di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999. ISBN 8871861434
*Xavier de Maistre, ''[https://www.tarka.it/wp-content/uploads/2020/04/nv-estratto-viaggio-intorno-mia-camera.pdf Viaggio intorno alla mia camera]'', prefazione di [[Anatole France]], traduzione di Gianluigi Saraceni, Tarka, Mulazzo (MS), 2020. ISBN 978-88-99898-47-2.
*Elisabetta Benucci (a cura di), ''[https://books.google.it/books?id=7fuhAwAAQBAJ Paolina Leopardi: Viaggio notturno intorno alla mia camera]'', Osanna Edizioni, 2014.
==Voci correlate==
*[[Joseph de Maistre]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Viaggio intorno alla mia camera}}
{{DEFAULTSORT:Maistre, Xavier de}}
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{{w|Le citazioni sulle opere non sono a norma}}
{{nota disambigua|il quasi omonimo politico e giurista italiano (1753 – 1821)|[[Joseph de Maistre]]}}
[[File:Xavier_de_Maistre.jpg|thumb|Xavier de Maistre]]
'''Xavier de Maistre''' (1763 – 1852), scrittore, militare, pittore e scienziato sabaudo.
==Citazioni di Xavier de Maistre==
*Questa massa di avvenimenti che formano la [[vita]] assomiglia a un pallone aerostatico che non è possibile dirigere e che ti porta sempre dove non vuoi andare.<ref>Dalla lettera a Valentina de Marcellus, 6 aprile 1830; in ''Oeuvres inédites de Xavier de Maistre'', a cura di Eugène Réaume, vol. I, Alphonse Lemerre, Paris, 1877, p. 173; citato in ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'', cap. I, nota 4, in ''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', a cura di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999, p. 242. ISBN 8871861434</ref>
==''Viaggio intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
[[File:Guillaume pour Maistre.jpg|thumb|300px|Miniatura tratta dall'edizione Tardieu 1862]]
====Originale====
''Qu'il est glorieux d'ouvrir une nouvelle carrière, et de paraître tout à coup dans le monde savant, un livre de découvertes à la main, comme une comète inattendue étincelle dans l'espace!''
====AA. VV.====
Che cosa gloriosa, dar principio a una nuova carriera, e manifestarsi all'improvviso nel mondo dei dotti, con un libro di scoperte in mano, come una cometa che sfavilli inattesa nello spazio!<br />{{NDR|Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937}}
====Giovanni Bogliolo====
Quanto è glorioso iniziare una nuova carriera e apparire all'improvviso nel mondo della cultura, un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa brilla nello spazio!<br />{{ndr|Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti (a cura di), ''Dizionario delle citazioni'', Rizzoli, 2013}}
====[[Fruttero & Lucentini]]====
Aprire nuove strade al sapere! Comparire tra i dotti con un libro di scoperte in mano, come una fulgida e impreveduta cometa dallo spazio! Quale gloria!<br />{{NDR|Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
====Rosa Maria Losito====
Quanto è degno di gloria aprire una strada nuova, e apparire dall'oggi al domani nel mondo dei dotti, un libro di scoperte in mano, quale cometa inattesa che brilla nello spazio!
====Giuseppe Montani====
Quanto è glorioso l'aprir nuova carriera agli ingegni; il comparire improvviso nel dotto mondo, con un libro di scoperte alla mano, qual cometa inattesa nella vastità dello spazio!
====Nicola Muschitiello====
La gloria di aprire una strada, e comparire d'un tratto nel mondo dei dotti con un libro di scoperte in mano, come inattesa cometa che scintilli nello spazio!<br />{{NDR|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-16789-4}}
====Flavio Santi====
Bello aprire una nuova strada e di punto in bianco presentarsi nel mondo che conta con un libro in mano pieno di scoperte, sfolgorante come un'insperata cometa nel firmamento.<br />{{NDR|Xavier de Maistre, ''Il giro della stanza'', La Grande Illusion, 2019. ISBN 978-88-85549-03-6}}
====Gianluigi Saraceni====
Com'è bello iniziare una nuova carriera e comparire di colpo tra la gente sapiente, con un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa che brilla nello spazio!
====[[Silvio Spaventa Filippi]]====
Oh, la gloriosa soddisfazione di aprire una nuova carriera e di presentarsi al mondo dotto con un libro di scoperte in mano, improvvisamente, come una cometa che risplenda inattesa nello spazio!
===Citazioni===
*Il diletto di [[viaggiare]] nella propria [[Stanza (architettura)|camera]] è immune dall'inquieta gelosìa degli uomini e indipendente dalla fortuna. (cap. I; 1824, p. 14)
*Migliaia di persone, che prima di me non avevano osato o non avevano potuto oppure non avevano mai sognato di viaggiare, si decideranno a seguire il mio esempio. Il più indolente esiterebbe forse a mettersi in viaggio con me per procurarsi un piacere che non gli costa né fatica né denaro?<br />Coraggio, dunque, si parte. Seguitemi voi tutti, che per una delusione amorosa o per un malinteso tra amici, ve ne state chiusi nel vostro appartamento, lungi dalla piccineria e dalla perfidia degli uomini. Mi seguano tutti gli sventurati, tutti gli ammalati, tutti gli annoiati del mondo! Si levino in massa tutti gli indolenti! E voi che andate macchinando sinistri progetti di riforma o di solitudine per qualche infedeltà subita; voi che in un salottino rinunziate per sempre al mondo, amabili anacoreti d'una serata, venite anche voi; datemi ascolto, lasciate quei vostri tetri pensieri; voi sottraete un attimo al piacere senza guadagnarne uno alla saggezza; degnatevi di accompagnarmi nel mio viaggio; marceremo pian pianino, ridendo, lungo il cammino, dei viaggiatori che hanno visitato Roma e Parigi; nessun ostacolo ci potrà arrestare e, abbandonandoci gaiamente alla nostra fantasia, la seguiremo dovunque le piacerà guidarci. (cap. II; 1997, pp. 23-24)
*C'è nulla di più giusto e di più naturale che tagliarsi la gola con qualcuno che vi cammina sui calli, o che si lascia a sfuggir qualche parola pungente in un momento d'ira, o che, infine, ha la disgrazia di piacere alla vostra dama?<br />Si va in un prato, e lì, come Nicola faceva col Borghese Gentiluomo di Molière, si tenta di tirar di quarta quando egli para di terza; e perché la vendetta sia completa e sicura gli si presenta il petto nudo, correndo il rischio di farsi ammazzare dal nemico per vendicarsi di lui — Come si vede, nulla di più logico; ma c'è della gente che biasima [[Duello|questa lodevole abitudine]]. Pure il più logico di tutto il resto si è che quelli stessi che la biasimano e che vogliono sia considerata come una colpa grave, tratterebbero senza riguardo alcuno colui che si rifiutasse di commetterla. Più d'un disgraziato ha perduto, per conformarsi al loro avviso, riputazione e impiego, di modo che quando si ha la disgrazia d'aver per le mani una faccenda simile, sarebbe bene ricorrere a un'estrazione a sorte per sapere se si debba rispettar la legge o seguir l'uso; e siccome la legge e l'uso sono in {{Sic|contradizione}}, anche i giudici potrebbero giocare la loro sentenza ai dadi! (III; 1913, pp. 6-7)
*Nulla è più attraente, secondo me, che seguire la pista delle proprie [[idea|idee]], come il cacciatore segue la selvaggina, senza curarsi di mantenere la propria strada. (cap. IV; 2020, p. 9)
*Una [[poltrona]] è davvero un arredo magnifico; in particolare è della massima utilità per ogni uomo meditativo. Nelle lunghe serate invernali è qualche volta dolce, e sempre prudente distendervisi mollemente, lontano dal chiasso delle riunioni rumorose. – Un buon fuoco, qualche libro, delle penne; quante risorse contro la noia! E ancora che piacere dimenticare libri e penne per attizzare il fuoco e abbandonarsi a qualche dolce meditazione, o buttando giù qualche verso per rallegrare gli amici! Le ore scivolano su di voi e cadono in silenzio nell'eternità, senza farvi sentire il loro triste passaggio. (cap. IV; 1990, p. 28)
*Dopo la poltrona, procedendo verso il nord, si scopre il letto, che è disposto in fondo alla stanza, e crea la più gradevole delle prospettive. È disposto nel modo più felice: i primi raggi del sole vengono a trastullarsi sulle cortine. – Nelle belle giornate d'estate, li vedo avanzare lungo la parete bianca, man mano che s'alza il sole: gli olmi che stanno davanti alla mia finestra li rifrangono in mille modi, e li fanno ondeggiare sul mio letto color di rosa e bianco, che diffonde dappertutto una luce incantevole nata dal loro riverbero. – Sento il garrire confuso delle rondini che si sono impossessate del tetto di casa, il cinguettio degli altri uccelli che abitano negli olmi: allora mille idee ridenti colmano il mio spirito; e, nell'universo intero, nessuno ha un risveglio altrettanto piacevole e tranquillo del mio. (cap. V; 1990, p. 29)
*Un [[letto]] ci vede nascere e ci vede morire; è la scena mutevole sulla quale il genere umano di volta in volta recita drammi interessanti, ridicole farse e tragedie spaventose. — È una culla adorna di fiori; — è il trono dell'Amore; — è un sepolcro. (cap. V; 1990, p. 29)
*Dietro varie osservazioni ho potuto avvedermi che l'[[uomo]] è composto di un'[[anima]] e d'una bestia. — Questi due esseri sono assolutamente distinti, ma talmente incassati l'uno nell'altro, o innestati uno sopra l'altro, ch'è necessario all'anima non so quale elevatezza, perché realmente si distingua dalla bestia.<br />Udii da un vecchio professore (è una delle più vecchie cose di cui mi ricordo) che Platone chiamava la materia ''l'altra''. Benissimo: io però darei più volentieri questa denominazione alla bestia, ch'è aggiunta alla nostra anima. Essa veramente è ''l'altra'', che ci inquieta e ci tormenta in istrana maniera. Ciascuno si accorge, così all'ingrosso, che l'uomo è doppio; ma altro non si sa dire, se non ch'egli è composto d'[[Anima e corpo|anima e di corpo]], e si accusa questo corpo di non so quante cose, ben mal a proposito sicuramente, poich'egli è così incapace di sentire come di pensare. Conviene invece prendersela colla bestia, con quest'essere sensitivo affatto distinto dall'anima, vero ''individuo'', che ha la sua esistenza separata, i suoi gusti, le sue inclinazioni, la sua volontà, né si solleva al disopra degli altri animali, se non perché è meglio allevato e provveduto d'organi più perfetti.<br />Signori e signore inorgoglitevi pure della vostra intelligenza, quanto vi piace; ma diffidate molto dell'''altra'', massime quando siete in compagnia.<br />Ho fatto non so quante esperienze sull'unione di queste due creature eterogenee. Per esempio, ho riconosciuto chiaramente che l'anima può farsi obbedire dalla bestia; e che questa fatalmente obbliga anch'essa spessissimo l'anima ad operare contro il proprio volere. Secondo le regole, l'una ha il potere legislativo, e l'altra l'esecutivo, ma questi due poteri si fanno sovente vicendevole contrasto. — La grand'arte d'un uomo di ''genio'' è di sapere allevare bene la sua bestia, affine ch'ella possa andar sola, mentre l'anima, liberata dal suo spiacevole contatto, può {{sic|inalzarsi}} fino al cielo. (cap. VI; 1824, pp. 30-32)
*Che arte sublime la [[pittura]]! pensava l'anima mia; fortunato colui che lo spettacolo della natura ha commosso, colui che non è obbligato a imbrattar tele per vivere, che non dipinge solo per passatempo, ma che colpito dalla nobiltà d'una bella fisionomia, e dagli ammirevoli giochi della luce che si fonde in mille sfumature sul viso umano, tenta d'avvicinarsi nelle sue opere agli effetti sublimi della natura! Del pari fortunato il [[pittore]] che l'amore del paesaggio trascina in passeggiate solitarie, che sa esprimere sulla tela il sentimento della tristezza che gli ispira un bosco oscuro o una campagna deserta! Le sue opere imitano e riproducono la natura; egli crea nuovi muri e nere caverne ignote al sole: al suo comando, verdi boschetti sorgono dal nulla, l'azzurro dei cieli si riflette tra i suoi quadri; egli sa l'arte d'agitare i venti e di far rumoreggiare le tempeste. Altre volte offre allo sguardo dell'incantato spettatore le deliziose campagne dell'antica Sicilia: si vedono ninfe smarrite sfuggire, attraverso le canne, all'inseguimento di un satiro; templi di maestosa architettura innalzano la fronte superba al di sopra della foresta sacra che li circonda: l'immaginazione si perde nelle strade silenziose di quel paese ideale; lontananze azzurrine si confondono col cielo; e l'intero paesaggio, replicandosi nelle acque d'un fiume tranquillo, forma uno spettacolo che nessuna lingua può descrivere. (cap. VII; 1990, pp. 31-32)
*Egli {{NDR|il lettore}} non potrà essere che soddisfatto di sé medesimo, ove pervenga un giorno a saper far viaggiare la sua anima tutta sola. [...] Avvi infatti nulla di più lusinghiero, che l'estendere in certo modo la propria esistenza, l'occupare ad un tempo la terra e i cieli, il raddoppiar, per così dire, sé stesso? — L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la tranquillità, porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poiché sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. Ma no non dica, per questo, che la felicità è impossibile a trovarsi. — Un quarto d'ora di viaggio con me gliene mostrerà il cammino. (cap. IX; 1824, pp. 39-40)
*No, [[dio|quegli]] che inonda così l'oriente di luce, non la fa brillare a' miei sguardi, per inabissarmi bentosto nelle tenebre del nulla. Quegli che stende quest'orizzonte incommensurabile, quegli che elevò queste masse enormi, le cui ghiacciate sommità or tutte sfolgoreggiano de' primi raggi del sole, è pur quegli che ordinò al mio cuore di battere e al mio spirito di pensare. (cap. XXI; 1824, p. 78)
*[...] la [[discussione]] risveglia l'obiezione: e tutto finisce nel dubbio. (cap. XXV; 2020, p. 55)
*Sempre verace e imparziale uno [[specchio]] rinvia agli occhj della persona, che in esso guarda, le rose della giovinezza e le rughe dell'inoltrata età, senza detrazione e senza lusinghe. — Solo, tra tutti i consiglieri de' grandi, ei loro dice costantemente la verità.<br />Ciò mi fece desiderar l'invenzione di uno specchio morale, in cui tutti gli uomini potessero vedersi co' loro vizi e colle loro virtù. Pensai anzi una volta a proporre per esse un premio a qualche accademia; se non che riflessioni più mature me ne provarono l'inutilità.<br />Oh quanto è raro che la bruttezza riconosca sé stessa! Indarno gli specchj si moltiplicano intorno a noi, e riflettono con tanta esattezza la luce e la verità. All'istante che i raggi, che da essi partono, sono per penetrare nel nostro occhio, e dipingerci a noi stessi quali siamo, l'amor proprio introduce il suo prisma ingannevole fra noi e la nostra immagine, e ci rappresenta una divinità.<br />E di tutti i prismi, dal primo che uscì dalle mani dell'immortal Newton, fino a quelli dell'ultimo lavoro, nessuno ha posseduto una forza di refrazione così possente, e prodotto sensazioni così vive e così aggradevoli, come il prisma dell'amor proprio.<br />Ora, poiché gli specchj comuni annunziano invano la verità a uomini sempre contenti della loro figura; poiché non possono fare ad essi conoscere le loro fisiche imperfezioni; a che servirebbe il mio specchio morale? Pochissimi fisserebbero in esso gli occhi; e nessuno vi ravviserebbe sé medesimo. (cap. XXVII; 1824, pp. 99-100)
*Ho detto che mi piace in modo speciale meditare nel dolce calore del letto, e che il suo piacevole colore contribuisce molto al piacere che vi provo.<br />Per procurarmi questo piacere, il mio domestico ha ricevuto l'ordine d'entrare in camera mia mezz'ora prima di quella in cui ho stabilito di alzarmi. Lo sento camminare con passo leggero e ''brancicare'' con discrezione nella stanza; e quel rumore mi dà il piacere di sentirmi [[Stato ipnagogico|sonnecchiare]]: piacere delicato e sconosciuto a molte persone.<br />Si è svegli abbastanza per accorgersi di non esserlo del tutto, e per calcolare confusamente che l'ora delle faccende e delle difficoltà è ancora nel ventre del tempo. (cap. XIV; 1990, p. 36)
*Che ricco tesoro di [[piacere|piaceri]] la buona natura ha elargito agli uomini il cui cuore sa godere! e quale varietà in quei piaceri! Chi potrà contarne le innumerevoli sfumature nei diversi individui e nelle diverse età della vita? – Il ricordo confuso di quelli della mia infanzia mi fa ancora trasalire. (cap. XL; 1990, p. 65)
*L'[[Vestito|abbigliamento]] influisce a tal punto sullo spirito umano che vi sono malati che si sentono assai meglio quando si vedono con l'abito nuovo e la parrucca incipriata: ce n'è di quelli che ingannano così la gente e sé stessi con una tenuta inappuntabile; – un bel mattino muoiono , ben pettinati, e la cosa sorprende tutti. (cap. XLI; 1999, p. 114)
===[[Explicit]]===
Oggi dunque sarò libero, o piuttosto tornerò in catene! Il giogo degli affari peserà di nuovo su di me; non farò più un passo che non sia misurato dal decoro e dal dovere. – Già fortunato se qualche dea capricciosa non mi farà dimenticare l'uno e l'altro, e se sfuggirò a questa nuova e pericolosa prigionia!<br />Ah! perché non lasciarmi finire il viaggio! Era davvero per punirmi che m'avevano relegato nella mia stanza? – in questa contrada deliziosa, che racchiude tutti i beni e tutte le ricchezze del mondo? Tanto varrebbe esiliare un topo in un granaio.<br />Eppure, mai mi sono accorto più chiaramente ch'io sono ''doppio''. – Mentre ripiango le mie gioie immaginarie, mi sento consolato a forza: una potenza segreta mi trascina; – mi dice che ho bisogno dell'aria e del cielo, e che la solitudine somiglia alla morte. Eccomi agghindato; – la porta s'apre; – vago sotto i portici spaziosi di via Po; – mille fantasmi gradevoli volteggiano davanti ai miei occhi. – Sì, ecco proprio quel palazzo, – quella porta – quella scala; – sussulto in anticipo.<br />È così che si pregusta un sapore acre mentre si taglia un limone per mangiarlo. <br />Oh bestia mia, povera bestia mia, bada a te!<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia stanza'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990}}
===Citazioni su ''Viaggio intorno alla mia camera''===
*«È [[Laurence Sterne|Sterne]]!» si disse. Sì, ma uno Sterne un po' troppo innocente. Non si è api se non si ha il pungiglione. Bisogna riconoscerlo: Xavier de Maistre è troppo saggio [...]. Si vorrebbe che andasse più avanti nelle cose. Ne sfiora molte ma non ne penetra nessuna. Il tono del ''Viaggio intorno alla mia camera'' passa da una vivacità moderata a una temperata malinconia senza arrivare mai agli estremi. È per questo che il piccolo libro piace a tanti. ([[Anatole France]])
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. ([[Alain de Botton]])
*Le finissime e argute pagine ispirate da quarantadue giorni di arresti trasportano il lettore in un'atmosfera tutta settecentesca di viaggi e di avventure: il tono delicato di uno Sterne (v. il ''Viaggio sentimentale'', e ''Vita e opinioni di Tristano Shandy'') avvolge la narrazione e le dà un carattere sbarazzino e libero, pieno di sentimento e di malinconia. ([[Carlo Cordié]])
*Leggiera, ma vaghissima produzione è questa, che uscì anonima in Francia l'anno V della rivoluzione. Dà occasione a questo libro l'arresto ch'ebbe {{ndr|Xavier de Maistre}} in sua camera per quarantadue giorni a cagion di un duello. Seduto sulla sua seggiola a bracciuoli ed a carrucole, e guardando tutto ciò che lo circonda, il letto, i quadri, i libri, il suo stesso valletto, gli sorgono mille graziosi pensieri, che talvolta non altro fa che accennare, e dà luogo a varie riflessioni che se fossero vestite con la giornea del filosofo ed espresse con socratica gravità potrebbero stare a petto a mille altre della stessa natura, che formano l'argomento di assai più grossi volumi. Tra queste primeggia una specie di sistema tra l'anima e la bestia, come le chiama l'autore, cioè tra la ragione ed il senso, tra l'intelligenza e la concupiscenza, direbbero gli scolastici, che è una assai graziosa cosa. (Anonimo)<ref>''Biblioteca italiana'', vol. 34, 1824, p. [https://books.google.it/books?id=_SVCAQAAMAAJ&pg=PA106#v=onepage&q&f=false 106].</ref>
*Possiamo anche paragonare la vita ad un rosario; solo dopo un gran numero di pallottole piccine, c'è la pallottola grossa; e nel comune della vita le pallottole grosse, sono anche più lontane che nei rosari.<br />Curiamo dunque i numerosi pochi che devono formare il nostro tutto; e lungi dallo sdegnare le soddisfazioni piccine, moltiplichiamole intorno a noi.<br />Saverio de Maistre, rinchiuso forzatamente nella sua camera, trovava un vero piacere ascoltando il rumore della caffettiera appoggiata sugli alari del caminetto, mentre egli dalla poltrona, seguiva i voli fervidi della fantasia che gli facevano percorrere il più piacevole dei viaggi. ([[Neera]])
*Se si considera che l'opera è stata scritta mentre infuriava la Rivoluzione francese e la stessa terra natale dell'autore veniva travolta dagli eventi, si può caricare di drammaticità la situazione narrata: la stanza come esilio e al contempo riparo dalla violenza della Storia; alla vena malinconica che scorre tra i capitoli si possono, anche in virtù di tale chiave storica, attribuire già i colori accesi del Romanticismo. Il ''Voyage'' resta però, in profondità, un'operina settecentesca. [...] Maistre opera con una levità sentimentale, una sprezzatura parodica, una delicatezza divertita che solo incidentalmente lasciano rinvenire accenti intensamente personali e ascrivibili a un sentire già preromantico. Anche quando ciò succede, del resto, si ha come l'impressione di una neutralizzazione entro un orizzonte ancora distante da tale sentire. (Andrea Bedeschi)<ref>''Xavier de Maistre'', in ''Moralisti francesi'', Rizzoli, 2008.</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell{{'}}''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. ([[Tomás Maldonado]])
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. ([[Pietro Paolo Trompeo]])
==''Spedizione notturna intorno alla mia camera''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Pour jeter quelque intérêt sur la nouvelle chambre dans laquelle j'ai fait une expédition nocturne, je dois apprendre aux curieux comment elle m'était tombée en partage.''
====Paolina Leopardi====
Affine di rendere un poco interessante la nuova camera nella quale ho fatta una spedizione notturna, fa d'uopo che io mostri a quelli che ne sono curiosi il modo con cui mi era toccata in sorte.
====Rosa Maria Losito====
Per suscitare un po' d'interesse sulla nuova stanza nella quale ho effettuato la spedizione notturna, devo far sapere ai curiosi come mi fosse capitata in sorte.
====Silvio Spaventa Filippi====
È necessario, perché il lettore s'interessi alla nuova camera della mia spedizione notturna, spiegargli il come e il perché mi toccò d'abitarla.
===Citazioni===
[[File:Expédition nocturne.jpg|thumb|Illustrazione del 1828]]
*Infelice colui che non può rimaner [[solitudine|solo]] un giorno della sua vita senza provare il tormento della [[noia]], e che preferirebbe anche, se fosse d'uopo, il conversare con gli sciocchi al conversar con se stesso. (cap. I; 2014, p. 102)
*{{ndr|La mia nuova stanza}} riceve la luce da una sola finestra larga due piedi e mezzo e alta sei o sette piedi circa dal suolo, cui s'arriva utilizzando una scaletta.<br />La distanza della finestra dal pavimento era uno di quei casi fortunati da attribuire sia alle circostanze, sia all'ingegno dell'architetto. Un'aria di mistero veniva poi creata dalla luce pressoché verticale che si diffondeva nel mio rifugio, illuminato nello stesso modo dell'antico tempio del Pantheon.<br />Né si vedeva nessun oggetto esterno che potesse distrarmi.<br />Come i naviganti che, persi nella vastità dell'oceano, non vedono nient'altro che cielo e mare, io vedevo solo il cielo e la mia stanza.<br />Gli oggetti esterni più vicini sui quali potevo posare gli occhi, erano la luna e la stella del mattino: quanto mi metteva in immediato contatto col cielo, facendo volare i miei pensieri a un'altezza che non sarebbe stata possibile se avessi scelto un alloggio al pianterreno. La citata finestra s'alzava sopra il tetto e formava un abbaino assai grazioso. Era talmente alta sull'orizzonte che, quando i primi raggi del sole giungevano a illuminarla, nella strada era ancora buio.<br />Godevo, insomma, d'una delle vedute più belle che si possano immaginare.<br />Ma anche il panorama migliore finisce per annoiare quando lo si goda troppo spesso: l'occhio s'abitua e non ci fa più caso.<br />Invece, la posizione della finestra mi preservava anche da simile svantaggio, dato che non vedevo mai lo spettacolo magnifico della campagna di Torino se non quando risalivo quattro o cinque scalini: questo mi dava un piacere sempre vivo perché gustato con lentezza. (cap. VI; 2009, pp. 30-31)
*La contemplazione del [[cielo stellato]] mi dà un incanto sempre nuovo: e io posso affermare di non aver fatto un solo viaggio, anche una semplice passeggiata notturna, senza pagare il tributo d'ammirazione che si deve alle meraviglie del firmamento. Benché senta tutta l'impotenza del mio pensiero in queste alte meditazioni, provo un piacere inesprimibile nell'occuparmene. Mi piace pensare che non è il caso che conduce fino ai miei occhi quella emanazione di mondi remoti, e ciascuna stella con la sua luce mi versa in cuore un raggio di speranza. E che, dunque? Quelle meraviglie non avrebbero altro rapporto con me che quello di risplendere agli occhi miei? E il mio pensiero che s'innalza fino a quella lontananza, e il cuor mio che si {{sic|commove}} al loro aspetto, sarebbero ad esse perfettamente estranei? Spettatore effimero d'uno spettacolo eterno, l'[[uomo]] leva un istante gli occhi al cielo e li chiude in eterno; ma durante quel rapido istante che gli è concesso, da tutti i punti del cielo e fin dai limiti dell'universo, un raggio consolatore parte da ogni globo e gli si posa negli sguardi, per affermargli che esiste un rapporto tra lui e l'immensità, e ch'egli è parte integrante dell'eternità. (cap. XIII; 1913, p. 113)
*Aveva osservato, nel corso della mia vita, che allorquando io era innamorato secondo il metodo solito, le mie sensazioni non corrispondevano punto alle mie speranze, e la mia immaginazione si vedeva sempre delusa in tutti i suoi piani. Riflettendovi sopra con attenzione pensai che, se mi fosse stato possibile di stendere il sentimento che mi portava all'amore particolare sopra tutto quel sesso che n'è l'oggetto, verrei a procacciarmi dei godimenti inusitati, e senza compromettermi in veruna guisa. Perché, qual rimprovero potrebbe mai farsi ad un uomo che si trovasse dotato di un cuore energico in modo tale da amare tutte le amabili donne del mondo? Sì, madama, io le amo tutte, e non solo amo quelle che conosco, o che spero di conoscere, ma tutte quelle ancora che esistono. Anche più; io amo tutte le donne che hanno vissuto, e quelle che viveranno, senza contarne poi un numero maggiore che la mia immaginazione trae dal niente; e finalmente tutte le donne possibili sono comprese nell'ampio circolo dei miei affetti. (cap. XXIII; 2014, p. 130)
*{{ndr|Sistema del mondo}} Credo insomma che se lo spazio è infinito, sia infinita anche la creazione; e che, nella sua vita eterna e nell'immensità dello spazio, Dio abbia creato un [[Pluralità dei mondi|numero infinito di mondi]]. (cap. XVI; 2009, p. 55)
*Essendo la maggior parte dei nostri piaceri null'altro che un gioco dell'[[immaginazione]], è essenziale offrirle una pastura innocente per distoglierla dagli oggetti ai quali è giocoforza rinunciare, press'a poco come si offrono i balocchi ai bambini, quando si rifiutano loro le caramelle. (cap. XXVII; 1990, p. 104)
*O [[tempo]]!... divinità terribile! non è già la tua falce crudele che mi spaventi, sono i tuoi orridi figli che io temo, l'indifferenza e l'oblio, i quali fanno una lunga morte di tre quarti della nostra vita. (cap. XXVI; 2014, p. 135)
*"Che strane macchine," esclamai allora "[[Cuore e cervello|la testa e il cuore]] dell'uomo! Ogni volta che viene trascinato da questi due motori delle sue azioni in due direzioni diverse, l'ultima che segue gli pare sempre la migliore!... 'Follia dell'entusiasmo e del sentimento!' dice la fredda ragione. 'Debolezza e incertezza della ragione!' dice il sentimento. Chi potrà mai, chi oserà scegliere fra i due?" (cap. XXIX; 2009, p. 85)
*Lasciando penzoloni le gambe una a dritta ed una a sinistra della finestra, detti principio al mio viaggio a cavallo. [...] Per la sua posizione il viaggiatore a cavallo della sua [[finestra]] comunica da una parte col cielo, mentre gode il superbo spettacolo della natura, e gli astri, e le meteore sono a sua disposizione; e dall'altra, l'aspetto della sua dimora e gli oggetti che contiene lo richiamano all'idea della di lui esistenza, e lo fanno rientrare in se stesso. [...] Abitatore a vicenda dei cieli e della terra, il suo spirito ed il suo cuore godono di tutto ciò che è dato all'uomo di godere. (cap. XXIX; 2014, pp. 138-39)
*{{NDR|Sulla [[Polaris|stella polare]]}} – Astro luminoso! esclamai nella deliziosa estasi che mi trasportava, – incomprensibile produzione del pensiero eterno, tu che solo, immobile nei cieli, vegli dal giorno della creazione su metà della terra! tu, che dirigi i naviganti sui deserti dell'Oceano, e che con un solo raggio hai reso la speranza della vita al marinaio incalzato dalla tempesta! (cap. XXXI; 1913, p. 144)
*Il [[governo]] è buono? la [[patria]] è allora in tutta la sua forza: diviene vizioso? la patria è inferma: si cangia? essa muore. Allora non è più la stessa patria, ed ognuno è libero di adottarla, ovvero di sceglierne un'altra. (cap. XXXI; 2014, p. 147)
*[...] il tempo mi pare qualche cosa di così inconcepibile, che sarei tentato di credere che non esista affatto, e che ciò che si chiama così non sia altro che una pena del pensiero. (cap. XXXVII; 1913, pp. 155-156)
*Fu, senza alcun dubbio, per un consiglio insidioso dello spirito maligno, che gli uomini diedero a quell'ora l'incarico di dividere i loro giorni. Chiusi nelle loro case, essi o dormono o si divertono, mentre essa taglia uno dei fili della loro vita; il giorno dopo s'alzano allegramente, non sospettando minimamente d'avere un giorno di più. Invano la voce profetica del bronzo {{NDR|della campana dell'orologio}} annuncia l'approssimarsi dell'eternità, invano tristemente lo ripete ad ogni ora che passa: essi non sentono nulla, o, se sentono, non comprendono. O [[mezzanotte]]!... ora tremenda... (cap. XXXVII; 1913, p. 157)
*Le rimembranze della [[felicità]] già passata sono le rughe dell'anima! Quando si sente infelice, bisogna cacciarle dal suo pensiero come se fossero fantasmi che venissero ad insultare la nostra presente situazione: è meglio le cento volte di abbandonarsi allora alle insidiose lusinghe della speranza, e sopra tutto bisogna dissimulare accortamente, e non confidare ad alcuno le proprie sventure. Ho notato nei varii viaggi che ho fatto tra gli uomini, che essendo uno costantemente [[infelice]], termina con divenire ridicolo. (cap. XXXVI; 2014, pp. 153-54)
===[[Explicit]]===
Non c'è che dire, è bello essere in rapporti tanto familiari con la notte, col cielo e le meteore, e sapersi servire dei loro influssi. Eh, i rapporti con che siamo costretti ad avere con gli esseri umani sono assai più pericolosi!<br />Quante volte non sono stato ingannato dopo aver riposto in loro la mia fiducia! Volevo dirne qualcosa anche qui, in una nota che ho soppresso visto che era più lunga dell'intero testo. Il che avrebbe alterato le giuste proporzioni del mio viaggio, il cui maggior merito è la brevità.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009}}
===Citazioni su ''Spedizione notturna intorno alla mia camera''===
*Questo secondo libriccino, ancor più breve del primo, non è né meno garbato né meno piacevole. Procede forse con passo più fermo e ha idee più mature. Esempio raro, quello di un libro che si aggiunge come seguito d'un altro senza guastarlo. ([[Anatole France]])
*Pur essendo sempre a Torino la ''chambre'' non è più la stessa, così come non ci sono più alcuni comprimari presenti nel ''Voyage'', come il cameriere Joannetti e la cagnetta Rosina. Né ci sono più quelle schizofreniche personificazioni della propria identità che erano nel ''Voyage'' l'anima e il corpo, designato come «la bestia» oppure (in opposizione all'anima) «l'altro»: l'abbandono di queste entità è a mio avviso la perdita più grande, che sempre renderà il ''Voyage'' di gran lunga superiore alla ''Expédition'' [...].<br />Xavier è nella ''Expédition'' molto più fanciullesco: ad esempio sta a lungo a cavalcioni del davanzale della finestra, descrivendosi come un vero cavaliere che ora vada al passo ora al trotto ora al galoppo. Eppure, nonostante questi e altri bamboleggiamenti, il testo è molto meno adolescenziale e incantato del ''Voyage''. ([[Michele Mari]])
*Se nel ''Voyage'' è colto un mondo nel momento in cui sta per sparire, nell'''Expédition'' predominano la riflessione e la nostalgia intorno allo stesso mondo ormai sparito; e dietro l'apparenza della divagante invenzione si leggono l'angoscia dirompente della guerra e un serrato confronto con la cultura letteraria, filosofica e scientifica del secondo Settecento. Spunti e idee per le due operette derivano da J.-B.-L. Gresset, L. Sterne, L.-A. Caraccioli, ma tutta del M. è la brillante forma in cui è versato e decantato questo materiale incandescente. (Giuseppe Izzi)<ref>''[http://www.treccani.it/enciclopedia/xavier-de-maistre_(Dizionario-Biografico)/ MAISTRE, Xavier de]'', in ''Dizionario biografico degli italiani'', vol. 67, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.</ref>
==''Il lebbroso della città di Aosta''==
===[[Incipit]]===
La parte meridionale della città di Aosta è al dì d'oggi quasi deserta, e non pare essere stata mai di molto abitata. Tra le mura antiche romane e i muriccioli nuovi di alcuni giardini giacciono ivi campi e prati solinghi, degni pur di chiamar l'attenzione dello straniero. Vedresti appresso alla porta della città le rovine di un castello dove nel secolo XV, secondo la tradizione popolare, il conte Renato di Chalant, furente di gelosia, spense di fame la sua sposa Mencia principessa di Braganza Quinci il nome di Bramafame, ossia grido della fame, dato al castello da' paesani, e l'amore messo dalle persone che intenerite credono a quella storia, della quale tuttavia potrebbesi contrastare l'autenticità.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di [[Cesare Balbo]], in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
===Citazioni===
*Né è sempre tra le selve e le rupi la [[solitudine]]; il misero è solo per ogni dove. (1854, p. 314)
*Ei v'ha nell'estrema [[miseria]] un piacere non sentito d'altrui, e che forse vi parrà strano, il piacere di esistere e respirare. (1854, p. 315)
===[[Explicit]]===
"A che", diss'egli finalmente, "tenterei io di farmi illusione? Io non debbo aver altra [[società]] che me stesso, nè altro amico che Dio; in lui ci rivedremo; addio, generoso forestiero, siate felice.... addio per sempre." Il Viaggiatore uscì, il lebbroso serrò la porta, e tirò da dentro il chiavistello.<br />{{ndr|Xavier de Maistre, ''Il lebbroso di Aosta'', traduzione di Cesare Balbo, in ''Novelle di Cesare Balbo'', Le Monnier, 1854}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I prigionieri del Caucaso''===
Le montagne del Caucaso sono da tempo inserite nell'Impero russo, senza appartenergli. I loro abitanti sono feroci; li separano le loro lingue e gli interessi. Sono formati da un gran numero di piccole popolazioni, con poche relazioni politiche, ma tutte animate da un medesimo amore per l'indipendenza e il saccheggio.
===''Prascovia o La fanciulla siberiana''===
Il coraggio d'una giovinetta, che presso la fine del regno di Paolo I, dalla Siberia si condusse a piedi sino a Pietroburgo per implorare la grazia del padre suo, levò di que' giorni tanto rumore, che una celebre autrice<ref>La signora Cottin, autrice dell'''Elisabetta'', o gli ''Esiliati in Siberia''.</ref> ne fu indotta a fare un'eroina da romanzo di codesta ammirabile pellegrina. Ma rincresce a quelli che la conobbero, che siansi attribuite idee romanzesche ed amorose avventure ad una pura e nobile fanciulla, la quale mai non sentì altra passione che il più puro amor figliale, e priva d'ogni maniera di consigli e di soccorsi, trovò nel proprio cuore il pensiero dell'azione più generosa e la forza per adempirla.<br />Se il racconto delle sue vicende non eccita quella pietà, che un romanziere può svegliare in favore di personaggi immaginarj, crediamo non pertanto, che sarà forse letta con qualche piacere la semplice storia della sua vita, la quale, per nostro avviso, alletta abbastanza coi semplici ornamenti del vero.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=zYEUT7GyKjQC Il lebbroso della città d'Aosta e Prascovia o La fanciulla siberiana del conte Saverio de Maistre]'', traduzione di [[Achille Mauri]], Balducci, 1833.
*Xavier de Maistre, [https://books.google.it/books?id=vaYMNI81lXoC&pg=PA311 ''Il lebbroso di Aosta''], in ''Novelle di [[Cesare Balbo]]'', Le Monnier, 1854.
*Xavier de Maistre, ''[https://www.archive.org/details/oeuvrescomplte00maisuoft Œuvres complètes de Xavier de Maistre]'', Firmin-Didot et Cie, Parigi, 1880.
*Elisabetta Benucci (a cura di), ''[https://books.google.it/books?id=7fuhAwAAQBAJ Paolina Leopardi: Viaggio notturno intorno alla mia camera]'', Osanna Edizioni, 2014.
*Lev Tolstoj, Xavier de Maistre, ''Prigionieri del Caucaso'', traduzione di Paolo Brera, Algama, 2016.
*Xavier de Maistre, ''Spedizione notturna nella mia stanza'', traduzione di Stefano Lanuzza, Barbès, 2009.
*Xavier de Maistre, ''[https://archive.org/details/de-maistre-viaggi-casa Viaggi in casa]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Formìggini, Genova, 1913.
*Xavier de Maistre, ''[[s:Viaggio intorno alla mia camera|Viaggio intorno alla mia camera]]'', traduzione di Giuseppe Montani, Manini, 1824<sup>2</sup>.
*Xavier de Maistre, ''[https://books.google.it/books?id=cFNfSgQHEIkC Viaggio intorno alla mia stanza]'', traduzione di Rosa Maria Losito, Guida, 1990. (Include ''Spedizione notturna intorno alla mia stanza'').
*Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', traduzione di Gennaro Auletta, Mondadori, 1997.
*Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', a cura di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999. ISBN 8871861434
*Xavier de Maistre, ''[https://www.tarka.it/wp-content/uploads/2020/04/nv-estratto-viaggio-intorno-mia-camera.pdf Viaggio intorno alla mia camera]'', prefazione di [[Anatole France]], traduzione di Gianluigi Saraceni, Tarka, Mulazzo (MS), 2020. ISBN 978-88-99898-47-2
==Voci correlate==
*[[Joseph de Maistre]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Viaggio intorno alla mia camera}}
{{DEFAULTSORT:Maistre, Xavier de}}
[[Categoria:Militari]]
[[Categoria:Pittori]]
[[Categoria:Scrittori]]
[[Categoria:Umoristi]]
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Spinoziano
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wikitext
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{{Titolo minuscolo}}
'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
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*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Luc Besson
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[[File:Luc Besson Cannes-2.jpg|thumb|Luc Besson nel 2007]]
'''Luc Besson''' (1959 – vivente), produttore cinematografico, sceneggiatore, regista e scrittore francese.
==Citazioni di Luc Besson ==
*{{NDR|Su [[Louise Bourgoin]], protagonista del suo film ''[[Adèle e l'enigma del faraone]]''}} Ho scoperto Louise Bourgoin quando conduceva uno strampalato programma di previsioni meteo, dove ogni giorno riusciva a inventarsi un modo nuovo e folle per annunciare il tempo. Quando l'ho incontrata ho potuto confermare le mie impressioni e ho deciso di proporle la parte di Adèle. Louise è una persona incredibilmente dedita al lavoro e al di fuori di ogni logica delle attrici dello star system. Ogni giorno, durante le pause di lavorazione, si sedeva a fianco dell'uscita del set e si metteva a ripetere la sua parte. Tutta la gente che passava la scambiava per qualcuno della sicurezza...<ref>''[https://www.mymovies.it/media/persone/intervista/?r=1597 Interviste a Luc Besson]'', ''mymovies.it''.</ref>
*Ognuno di noi è diverso, io sono diverso dagli altri, e Valerian è il frutto della mia fantasia e visione. Credo sia un bene che ci sia così tanta scelta: siamo fortunati a vivere in un’epoca dove al lunedì puoi vedere un film, e il giorno dopo uno completamente diverso. Da spettatore, molti dei film che ci sono oggi in giro mi annoiano, perché troppo prevedibili, e per quanto siano fatti bene, dopo mezzora sai già chi è il cattivo e come finirà.<ref>Dall'intervista di Simona Siri, [https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/luc-besson-vi-presento-valerian-il-mio-nuovo-figlio/382489/#Part1 ''Luc Besson: «Vi presento ‘Valerian’, il mio nuovo figlio»''], ''RollingStone'', 15 settembre 2017.</ref>
*Preferisco scrivere, perché quando scrivi sei da solo e non dai fastidio a nessuno. In più puoi inventare quello che ti pare, un'invasione di 100 zanzare diventa facilmente una flotta di 500 zanzare. Puoi metterci 15 pagine per descrivere un giardino, insomma sei libero. Fatelo anche voi, bambini, prendete un quaderno e scrivere le vostre storie.<ref>Dall'intervista di Cristiana Paternò, ''[https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/54/61977/luc-besson-l-intervista.aspx Luc Besson: l'intervista]'', ''Cinecittà News'', 16 ottobre 2006.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.<ref>Citato in ''[https://www.ilnordest.it/vivere-il-nord-est/cultura/dracula-besson-cinema-film-cosa-sapere-tutti-gli-altri-fywram4c Riecco Dracula, ma questa volta è innamorato]'', ''ilnordest.it'', 29 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.<ref name="style.corriere">Citato in ''[https://style.corriere.it/video/luc-besson-il-mio-dracula-dandy-coraggioso-romantico-elegante/ Luc Besson: «Il mio Dracula, dandy, coraggioso, romantico, elegante»]'', ''style.corriere.it'', 31 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.<ref name="style.corriere"/>
{{Int|''[https://www.ilcineocchio.it/cinema/luc-besson-intervista-dracula-intervista-sequel-film/ Intervista esclusiva a Luc Besson: "Il mio Dracula non è per i fan del personaggio classico"]''|Intervista di Alessandro Gamma, ''ilcineocchio.it'', 21 ottobre 2025.}}
{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}}
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*{{NDR|Su ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era [[Zoë Bleu|Zoe]], la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/venerdi/2025/10/21/news/luc_besson_film_dracula_amore_perduto_intervista-424926727/ Luc Besson: "Il mio Dracula morde per amore"]''|Intervista di Alice Di Marco, ''repubblica.it'', 21 ottobre 2025.}}
{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}}
*Quando ho girato ''[[Dogman (film 2023)|Dogman]]'' e ho conosciuto [[Caleb Landry Jones]] mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su [[Conte Dracula|Dracula]]. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*[[Dracula (romanzo)|Dracula]] è uno di quei classici che possono essere reinterpretati decine di volte: se mettessi la stessa modella di fronte a Raffaello, Dalì e Dürer, i dipinti risultanti non sarebbero mai simili.
*[...] volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
*Lo humour di [[Christoph Waltz|Christoph]] mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*{{NDR|«Dove avete girato il film?»}} Oltre che a Parigi avremmo dovuto girare nel dipartimento del Giura, in Francia, ma ormai a causa del cambiamento climatico a marzo non nevica più. E così per trovare la neve siamo dovuti andare in Lapponia.
*Il problema è che il cinema è sempre più in mano agli studios e agli executive, mentre bisognerebbe restituire il potere ai creativi che lavorano con la propria arte.
{{Int|''[https://cinecittanews.it/dracula-parla-francese-alla-festa-di-roma-il-film-di-luc-besson/ Dracula parla francese: alla Festa di Roma il film di Luc Besson]''|Dichiarazioni durante la Festa del Cinema di Roma, ''cinecittanews.it'', 24 ottobre 2025.}}
{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}}
*Il cinema funziona quando lascia intuire più che mostrare. Non servono spiegazioni o immagini esplicite: l'immaginario fa il resto.
*[...] la religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. ''Ma lei muore''. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
{{Int|''[https://thespot.news/2025/10/25/luc-besson-reinventa-il-mito-dracula-e-la-piu-grande-storia-damore-mai-scritta/ Luc Besson reinventa il mito: "Dracula è la più grande storia d’amore mai scritta"]''|Dichiarazioni durante la Festa del Cinema di Roma, ''thespot.news'', 25 ottobre 2025.}}
{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}}
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*[[Matilda De Angelis|Matilda]] è precisa, disciplinata, ma capace di esplodere in emozione. Ha girato due film contemporaneamente, il mio e quello di Martone. È stata eroica.
*Sul set Caleb e [[Christoph Waltz|Christoph]] si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
==Citazioni su Luc Besson==
*La gente si sbaglia; è [[Steven Spielberg|Spielberg]] che dovrebbe essere considerato come un Luc Besson americano, e non il contrario. ([[Bruce Willis]])
*Luc è uno dei miei eroi, adoro tutti i suoi film. ([[Dianna Agron]])
*Mi piace l'approccio che ha verso le [[donne]]. Nel [[cinema]] spesso la trama ruota attorno al protagonista maschile e noi ragazze finiamo sempre a fare la parte delle damigelle da salvare. Luc è ossessionato dal dare forza a entrambi i sessi perché crede, come me in fondo, che non importa se al centro di una vicenda ci sono un uomo e una donna, due donne o due uomini: l'importante è riconoscere che insieme gli esseri umani sono migliori che da soli. ([[Cara Delevingne]])
== Filmografia ==
{{div col}}
*''[[Nikita (film)|Nikita]]'' (1990)
*''[[Léon]]'' (1994)
*''[[Il quinto elemento]]'' (1997)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Wasabi]]'' (2001)
*''[[The Transporter]]'' (2002)
*''[[Banlieue 13]]'' (2004)
*''[[Transporter: Extreme]]'' (2005)
*''[[Bandidas]]'' (2006)
*''[[Taxxi 4]]'' (2007)
*''[[Io vi troverò]]'' (2008)
*''[[Transporter 3]]'' (2008)
*''[[Adèle e l'enigma del faraone]]'' (2010)
*''[[Colombiana]]'' (2011)
*''[[Cose nostre - Malavita]]'' (2013)
*''[[3 Days to Kill]]'' (2014)
*''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'' (2014)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
{{div col end}}
==Note ==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Besson, Luc}}
[[Categoria:Produttori cinematografici francesi]]
[[Categoria:Sceneggiatori francesi]]
[[Categoria:Registi francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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Occulto
0
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1421232
1366262
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Salnitrum
97664
1421232
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:The wheel of wisdom, a magical treatise, 19th C Wellcome L0037437.jpg|thumb|''La ruota della saggezza'', trattato del XIX secolo]]
Citazioni sull''''occulto''' e l''''occultismo'''.
*Bisogna saper distinguere occultismo da [[esoterismo]]. L'esoterismo è la ricerca di un sapere che non si trasmette se non per simboli, sigillati per i profani. L'occultismo, invece, che si diffonde nell'Ottocento, è la punta dell'iceberg, quel poco che affiora del segreto esoterico. I [[Cavalieri templari|Templari]] erano degli iniziati, e la prova è che, sottoposti a tortura, muoiono per salvare il loro segreto. È la forza con cui lo hanno occultato che ci fa sicuri della loro iniziazione, e nostalgici di ciò che essi avevano saputo. L'occultista è esibizionista. ([[Umberto Eco]])
*Come definiremo l'occultismo? Questo vocabolo, che viene dal latino ''occultus'' (nascosto), significa lo studio del lato nascosto della natura. Grandi leggi agiscono molto più attivamente nel mondo invisibile che in quello visibile e l'occultismo esige una comprensione della natura molto più vasta di quella che si ha. Occultista è dunque l'uomo che studia tutte le leggi naturali di cui può avere conoscenza, che si identifica con queste leggi e che consacra la sua vita al servizio dell'evoluzione. ([[Charles Webster Leadbeater]])
*È verissimo che l'occultismo mi interessa: mi pare una manifestazione caratteristica del nostro tempo. Come l'[[alchimia]] del [[Medio Evo]], la quale per sé era un assurdo ma dette a luogo a molte scoperte reali, così l'occultismo condurrà forse a trovare la conoscenza di fatti che a noi sembrano straordinari e poco credibili. ([[Margherita di Savoia]])
*Le persone che credono nell'occulto finiscono per avere paura dell'occulto. ([[Dietro le quinte della Storia|Piero Angela, ''Dietro le quinte della Storia'']])
* Mentre il tour procedeva, mi addentrai profondamente nell'occulto, che divenne un modo per evadere dalla mentalità della vita da tour. L'occulto tende a ingrandire qualunque cosa tu sia, ed io ero un disastro squilibrato. ([[John Frusciante]])
*Non esistono cose definibili come "occulte". Tutte possono essere confutate dalla scienza. Solo quelli che hanno accettato qualunque cosa possono ottenere il diritto di conoscere la verità. (''[[Occultic;Nine]]'')
*Tutte le forme di occultismo, come questo grande ricorso verso le religioni d'Oriente, con le loro suggestioni esoteriche, sono porte aperte per il demonio. E il diavolo entra. Subito. ([[Gabriele Amorth]])
==Voci correlate==
*[[Esoterismo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}}
[[Categoria:Antropologia culturale]]
[[Categoria:Antropologia religiosa]]
[[Categoria:Esoterismo]]
[[Categoria:Pseudoscienza]]
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Libro di Isaia
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1409176
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Spinoziano
2297
+1; typo
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wikitext
text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Isaia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, attribuito al profeta [[Isaia]].
==[[Incipit]]==
[[File:Isaiah-Michelangelo.jpg|thumb|left|''Isaia'' ([[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], 1509)]]
<poem>
Visione che [[Isaia]], figlio di Amoz, ebbe su [[Regno di Giuda|Giuda]] e su [[Gerusalemme]] nei giorni di [[Ozia]], di [[Iotam (re)|Iotam]], di [[Acaz]] e di [[Ezechia]], re di Giuda.
Udite, cieli; ascolta, terra,
perché il Signore dice:
"Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
Il [[bue]] conosce il proprietario
e l'[[asino]] la greppia del padrone,
ma [[Israele]] non conosce
e il mio popolo non comprende".
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*''Se il Signore degli eserciti | non ci avesse lasciato un resto, | gia saremmo come [[Sodoma e Gomorra|Sòdoma]], | simili a Gomorra.'' (1, 9; 1974)
*''"Che m'importa dei vostri [[sacrificio animale|sacrifici]] senza numero?" | dice il Signore. | "Sono sazio degli olocausti di montoni | e del grasso di giovenchi; | il sangue di tori e di agnelli e di capri | io non lo gradisco.'' (1, 11; 1974)
*''Smettete di presentare offerte inutili, | l'incenso è un abominio per me; | noviluni, sabati, assemblee sacre, | non posso sopportare delitto e solennità.'' (1, 13; 1974)
*''Anche se i vostri [[peccato|peccati]] fossero come scarlatto, | diventeranno bianchi come neve. | Se fossero rossi come porpora, | diventeranno come lana.'' (1, 18; 1974)
*''Egli sarà giudice fra le genti | e sarà arbitro fra molti popoli. | Forgeranno le loro [[spada|spade]] in vomeri, | le loro lance in falci; | un popolo non alzerà più la spada | contro un altro popolo, | non si eserciteranno più nell'arte della guerra.''<ref>Passo presente anche nel ''[[Libro di Michea]]'' (4, 3).</ref> (2, 4; 1974)
*''Canterò per il mio diletto | il mio cantico d'amore per la sua [[Vigneto|vigna]]. | Il mio diletto possedeva una vigna | sopra un fertile colle. | Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi | e vi aveva piantato scelte viti; | vi aveva costruito in mezzo una torre | e scavato anche un tino. | Egli aspettò che producesse uva, | ma essa fece uva selvatica. | Or dunque, abitanti di Gerusalemme | e uomini di Giuda, | siate voi giudici fra me e la mia vigna. | Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna | che io non abbia fatto? | Perché, mentre attendevo che producesse uva, | essa ha fatto uva selvatica?'' (5, 1 – 4; 1974)
*''L'uomo sarà umiliato, il mortale sarà abbassato, | gli occhi dei superbi si abbasseranno.'' (5, 15; 1974)
*''Guai a coloro che chiamano | [[Bene e male|bene]] il male e male il bene, | che cambiano le [[Luce e oscurità|tenebre]] in luce e la luce in tenebre, | che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.'' (5, 20; 1974)
*Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei [[Serafino|serafini]], ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro: "''Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. | Tutta la terra è piena della sua gloria''". (6, 1 – 3; 1974)
*E dissi: "''Ohimè! Io sono perduto, | perché un uomo dalle labbra impure io sono | e in mezzo a un popolo | dalle labbra impure io abito; | eppure i miei occhi hanno visto | il re, il Signore degli eserciti''". Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse: "''Ecco, questo ha toccato le tue labbra, | perciò è scomparsa la tua iniquità | e il tuo peccato è espiato''". Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!". Egli disse: "Va' e riferisci a questo popolo: ''Ascoltate pure, ma senza comprendere, | osservate pure, ma senza conoscere. | Rendi insensibile il cuore di questo popolo, | fallo duro d'orecchio e acceca i suoi occhi | e non veda con gli occhi | né oda con gli orecchi | né comprenda con il cuore | né si converta in modo da esser guarito''". Io dissi: "Fino a quando, Signore?". Egli rispose: "''Finché non siano devastate | le città, senza abitanti, | le case senza uomini | e la campagna resti deserta e desolata''". (6, 5 – 11; 1974)
*Nei giorni di [[Acaz]] [...], [[Rezin|Rezìn]] re di Aram e [[Pekach]] [...] marciarono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla. Fu dunque annunziato alla casa di Davide: "Gli Aramei si sono accampati in Efraim". Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano i rami del bosco per il vento. Il Signore disse a Isaia: "Va' incontro ad Acaz [...]. Tu gli dirai: Fa' attenzione e sta' tranquillo, non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumosi, per la collera di Rezìn degli Aramei e del figlio di Romelia. Poiché gli Aramei, Efraim e il figlio di Romelia hanno tramato il male contro di te, dicendo: Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabeèl". (7, 1 – 6; 1974)
*''Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. | Egli mangerà [[panna]] e [[miele]] finché non imparerà a rigettare il [[bene e male|male]] e a scegliere il [[bene e male|bene]].''<ref>Citazione considerata, nella tradizione cristiana, come pertinente a [[Maria]] e [[Gesù]] (alla venuta del Messia sono dedicati numerosi passi del ''Libro di Isaia'').</ref> (7, 14 – 15; 1974)
*'' Per l'abbondanza del latte che faranno, | si mangerà la panna; | di panna e miele si ciberà | ogni superstite in mezzo a questo paese.'' (7, 22; 1974)
*''Avverrà in quel giorno: | ogni luogo, dove erano mille [[Vigneto|viti]] | valutate mille sicli d'argento, | sarà preda dei [[Rovo|rovi]] e dei pruni. | Vi si entrerà armati di frecce e di arco, | perché tutta la terra sarà rovi e pruni. | In tutti i monti, | che erano vangati con la vanga, | non si passerà più | per paura delle spine e dei rovi.'' (7, 23 – 25; 1974)
*In passato {{NDR|Dio}} umiliò la terra di [[Zabulon (tribù)|Zàbulon]] e la terra di [[Neftali (tribù)|Nèftali]], ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il [[Giordano (fiume)|Giordano]] e la curva di Goim.<ref name="Matteo">{{Cfr}} ''[[Vangelo secondo Matteo]]'': «Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: ''Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, | sulla via del mare, al di là del Giordano, | Galilea delle genti; | il popolo immerso nelle tenebre | ha visto una grande luce; | su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte | una luce si è levata''».</ref> (8, 23; 1974)
*''Il popolo che camminava nelle tenebre | vide una grande luce; | su coloro che abitavano in terra tenebrosa | una luce rifulse.''<ref name="Matteo" /> (9, 1; 1974)
*''Poiché un bambino è nato per noi, | ci è stato dato un figlio. | Sulle sue spalle è il segno della sovranità | ed è chiamato: | Consigliere ammirabile, Dio potente, | Padre per sempre, Principe della pace; | grande sarà il suo dominio | e la pace non avrà fine | sul trono di Davide e sul regno, | che egli viene a consolidare e rafforzare | con il diritto e la giustizia, ora e sempre; | questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.'' (9, 5 – 6; 1974)
*''[[Manasse (tribù)|Manàsse]] contro [[Efraim (tribù)|Efraim]] | ed Efraim contro Manàsse, | tutti e due insieme contro Giuda.'' (9, 20; 1974)
*''Oh! [[Assiria]], verga del mio furore, | bastone del mio sdegno. | Contro una nazione empia io la mando | e la comando contro un popolo con cui sono in collera | perché lo saccheggi, lo depredi | e lo calpesti come fango di strada. | Essa però non pensa così | e così non giudica il suo cuore, | ma vuole distruggere | e annientare non poche nazioni.'' (10, 5 – 7; 1974)
*Contro l'Assiria il Signore degli eserciti agiterà il flagello, come quando colpì [[Madianiti|Madian]] alla roccia di [[Oreb e Zeeb|Oreb]]; alzerà la sua verga sul mare come fece con l'Egitto. (10, 26; 2008)
*''Un [[germoglio]] spunterà dal tronco di [[Iesse]], | un virgulto germoglierà dalle sue radici.'' (11, 1; 1974)
*''Il [[lupo]] dimorerà insieme con l'[[agnello]], | la [[leopardo|pantera]] si sdraierà accanto al [[capretto]]; | il [[vitello]] e il [[leone|leoncello]] pascoleranno insieme | e un fanciullo li guiderà. | La [[mucca|vacca]] e l'[[orso|orsa]] pascoleranno insieme; | si sdraieranno insieme i loro piccoli. | Il leone si ciberà di paglia, come il bue. | Il lattante si trastullerà sulla buca dell'[[aspide]]; | il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.'' (11, 6 – 8; 1974)
*''In quel giorno | la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, | le genti la cercheranno con ansia, | la sua dimora sarà gloriosa.'' (11, 10; 1974)
*''Cesserà la gelosia di [[Efraim (tribù)|Efraim]] | e gli avversari di Giuda saranno sterminati; | Efraim non invidierà più Giuda | e Giuda non osteggerà più Efraim.'' (11, 13; 1974)
*''Ecco, io eccito contro di loro i [[Medi]] | che non pensano all'argento, | né si curano dell'oro. | Con i loro archi abbatteranno i giovani, | non avranno pietà dei piccoli appena nati, | i loro occhi non avranno pietà dei bambini.'' (13, 17 – 18; 1974)
*''[[Babilonia]], perla dei regni, | splendore orgoglioso dei [[Caldei]], | sarà come [[Sodoma e Gomorra|Sòdoma e Gomorra]] sconvolte da Dio. | Non sarà abitata mai più né popolata | di generazione in generazione. | L'Arabo non vi pianterà la sua tenda | né i pastori vi faranno sostare i greggi. | Ma vi si stabiliranno gli animali del deserto, | i gufi riempiranno le loro case, | vi faranno dimora gli struzzi, | vi danzeranno i sàtiri. | Ululeranno le iene nei loro palazzi, | gli sciacalli nei loro edifici lussuosi.'' (13, 19 – 22; 1974)
*''Negli inferi è precipitato il tuo fasto, | la musica delle tue arpe; | sotto di te v'è uno strato di marciume, | tua coltre sono i vermi. | Come mai sei caduto dal cielo, | [[Lucifero]], figlio dell'aurora? | Come mai sei stato steso a terra, | signore di popoli? | Eppure tu pensavi: | Salirò in cielo, | sulle stelle di Dio | innalzerò il trono, | dimorerò sul monte dell'assemblea, | nelle parti più remote del settentrione. | Salirò sulle regioni superiori delle nubi, | mi farò uguale all'Altissimo. | E invece sei stato precipitato negli inferi, | nelle profondità dell'abisso!'' (14, 11 – 15; 1974)
*Io insorgerò contro di loro — parola del Signore degli eserciti —, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe – oracolo del Signore —. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione — oracolo del Signore degli eserciti —. (14, 22 – 23; 1974)
*''Il Signore degli eserciti ha giurato: | "In verità | come ho pensato, accadrà | e succederà come ho deciso. | Io spezzerò l'[[Assiria|Assiro]] nella mia terra | e sui miei monti lo calpesterò. | Allora sparirà da loro il suo giogo, | il suo peso dalle loro spalle".'' (14, 24 – 25; 1974)
*''Non gioire, [[Filistea]] tutta, | perché si è spezzata la verga di chi ti percuoteva. | Poiché dalla radice del serpe uscirà una vipera | e il suo frutto sarà un drago alato. | I poveri pascoleranno sui miei prati | e i miseri vi riposeranno tranquilli; | ma farò morire di fame la tua stirpe | e ucciderò il tuo resto. | Urla, porta; grida, città; | trema, Filistea tutta, | perché dal settentrione si alza il fumo | e nessuno si sbanda dalle sue schiere.'' (14, 29 – 31; 1974)
*''È stata devastata di notte, | [[Ar (città)|Ar-Moab]] è stata distrutta; | è stata devastata di notte, | Kir-Moab è stata distrutta. | È salita la gente di [[Dhiban|Dibon]] | sulle alture, per piangere; | su [[Monte Nebo|Nebo]] e su Màdaba | [[Moabiti|Moab]] innalza un lamento; | ogni testa è stata rasata, | ogni barba è stata tagliata.'' (15, 1 – 2; 1974)
*''Emettono urla [[Chesbon|Chesbòn]] ed Elealè, | le loro grida giungono fino a Iàas. | Per questo tremano le viscere di Moab, | freme la sua anima.'' (15, 4; 1974)
*Il mio cuore verso Moab grida, il suo sbarramento si è ritirato fino a [[Zoar (Bibbia)|Segor]] indomita come vitella trienne. (15, 5; 1959)
*''Le acque di [[Nimrim|Nimrìm]] sono un deserto, | l'erba si è seccata, finita è la pastura; | non c'è più nulla di verde.'' (15, 6; 1974)
*''Le acque di [[Dhiban|Dimòn]] sono piene di sangue, | eppure colpirò Dimòn con altri mali; | un leone per i fuggiaschi di Moab | e per il resto del paese.'' (15, 9; 1974)
*''Abbiamo udito l'orgoglio di Moab, | l'orgogliosissimo, | la sua alterigia, la sua superbia, la sua tracotanza, | la vanità delle sue chiacchiere.'' (16, 6; 1974)
*''Sono squallidi i campi di Chesbòn, | languiscono le viti di Sibmà. | Signori di popoli | ne hanno spezzato i tralci | che raggiungevano [[Iazer|Iazèr]], | penetravano fin nel deserto; | i loro rami si estendevano liberamente, | giungevano al mare. | Per questo io piangerò con il pianto di Iazèr | sui vigneti di Sibmà. | Ti inonderò con le mie lacrime, | Chesbòn, Elealè, | perché sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia | è piombato il grido dei vignaioli.'' (16, 8 – 9; 1974)
*''Ecco, [[Damasco]] cesserà di essere una città, | diverrà un cumulo di rovine. | Le città di [[Aroer|Aroèr]] saranno abbandonate; | saranno pascolo delle greggi, | che vi riposeranno senza esserne scacciate. | A Èfraim sarà tolta la cittadella, | a Damasco la sovranità.'' (17, 1 – 3; 2008)
*''Mi gridano da Seir: | "Sentinella, quanto resta della notte? | Sentinella, quanto resta della notte?". | La sentinella risponde: | "Viene il mattino, poi anche la notte; | se volete domandare, domandate, | convertitevi, venite!".'' (21, 11 – 12; 1974)
*''Vi invitava il Signore, Dio degli eserciti, in quel giorno | al pianto e al lamento, | a rasarvi il capo e a vestire il sacco. | Ecco invece si gode e si sta allegri, | si sgozzano buoi e si scannano greggi, | si mangia carne e si beve vino: | "Si mangi e si beva, perché domani moriremo!".''<ref>Cfr. ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Se i morti non risorgono, ''mangiamo e beviamo, perché domani moriremo''».</ref> (22, 12 – 13; 1974)
*''Rècati da questo ministro, | da [[Sebna]], il maggiordomo, e digli: | «Che cosa possiedi tu qui e chi hai tu qui, | tanto da scavarti qui un sepolcro?». | Scavarsi in alto il proprio sepolcro, | nella rupe la propria tomba! | Ecco, il Signore ti scaglierà giù a precipizio, o uomo, | ti afferrerà saldamente, | certamente ti rotolerà ben bene | come una palla, verso una regione estesa. | Là morirai e là finiranno i tuoi sontuosi cocchi, | o ignominia del palazzo del tuo signore! | Ti toglierò la carica, | ti rovescerò dal tuo posto. | In quel giorno avverrà | che io chiamerò il mio servo [[Eliakim (figlio di Chelkia)|Eliakìm]], figlio di [[Chelkia]]; | lo rivestirò con la tua tunica, | lo cingerò della tua cintura | e metterò il tuo potere nelle sue mani. | Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme | e per il casato di Giuda. | Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: | se egli apre, nessuno chiuderà; | se egli chiude, nessuno potrà aprire. | Lo conficcherò come un piolo in luogo solido | e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre.'' (22, 15 – 23; 2008)
*Su di lui {{NDR|[[Eliakim (figlio di Chelkia)|Eliakìm]]}} faranno convergere ogni gloria della casa di suo padre: germogli e rampolli, ogni piccolo vasellame, dalle coppe alle anfore. In quel giorno – oracolo del Signore degli eserciti – cederà il piolo conficcato in luogo solido. Si spezzerà, cadrà e andrà in frantumi tutto ciò che vi era appeso, perché il Signore ha parlato. (22, 24 – 25; 2008)
*''È questa la vostra città gaudente, | le cui origini risalgono a un'antichità remota, | i cui piedi la portavano lontano | per fissarvi dimore? | Chi ha deciso questo | contro [[Tiro (città antica)|Tiro]] l'incoronata, | i cui mercanti erano principi, | i cui trafficanti erano i più nobili della terra? | Il Signore degli eserciti lo ha deciso | per svergognare l'orgoglio | di tutto il suo fasto, | per umiliare i più nobili sulla terra.'' (23, 7 – 9; 1974)
*''Perché tu sei sostegno al misero, | sostegno al povero nella sua angoscia, | riparo dalla tempesta, ombra contro il caldo; | poiché lo sbuffare dei [[Tiranno|tiranni]] è come pioggia d'inverno, | come arsura in terra arida il clamore dei superbi. | Tu mitighi l'arsura con l'ombra d'una nube, | l'inno dei tiranni si spegne.'' (25, 4 – 5; 1974)
*''Preparerà il Signore degli eserciti | per tutti i popoli, su questo monte, | un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, | di cibi succulenti, di vini raffinati. | Egli strapperà su questo monte | il velo che copriva la faccia di tutti i popoli | e la coltre che copriva tutte le genti. | Eliminerà la morte per sempre; | il Signore Dio asciugherà le lacrime | su ogni volto; | la condizione disonorevole del suo popolo | farà scomparire da tutto il paese, | poiché il Signore ha parlato.'' (25, 6 – 8; 1974)
*''E si dirà in quel giorno: "Ecco il nostro Dio; | in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. | Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; | rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, | poiché la mano del Signore si poserà su questo monte".'' (25, 9 – 10; 2008)
*''[[Moabiti|Moab]] invece sarà calpestato al suolo, | come si pesta la paglia nella concimaia. | Là esso stenderà le mani, | come le distende il nuotatore per nuotare; | ma il Signore abbasserà la sua superbia, | nonostante l'annaspare delle sue mani. | L'eccelsa fortezza delle tue mura | egli abbatterà e demolirà, | la raderà al suolo.'' (25, 10 – 12; 1974)
*''Si usi pure clemenza all'[[Empietà|empio]], | non imparerà la giustizia; | sulla terra egli distorce le cose diritte | e non guarda alla maestà del Signore.'' (26, 10; 1974)
*''Ma di nuovo vivranno i tuoi morti, | [[Risurrezione|risorgeranno]] i loro cadaveri. | Si sveglieranno ed esulteranno | quelli che giacciono nella polvere, | perché la tua rugiada è rugiada luminosa, | la terra darà alla luce le ombre.'' (26, 19; 1974)
*''In quel giorno il Signore punirà | con la spada dura, grande e forte, | il [[Leviatano|Leviatàn]] serpente guizzante, | il Leviatàn serpente tortuoso | e ucciderà il drago che sta nel mare.'' (27, 1; 1974)
*''In quel giorno la [[Vigneto|vigna]] sarà deliziosa: | cantàtela! | Io, il Signore, ne sono il guardiano, | a ogni istante la irrigo; | per timore che la si danneggi, | ne ho cura notte e giorno.'' (27, 2 – 3; 2008)
*''Ara forse tutti i giorni l'aratore, | rompe e sarchia la terra? | Forse non ne spiana la superficie, | non vi semina l'[[Aneto|anèto]] e non vi sparge il [[cumino]]? | E non vi pone grano e orzo | e spelta lungo i confini? | E la sua perizia rispetto alla regola | gliela insegna il suo Dio. | Certo, l'anèto non si batte con il tribbio, | né si fa girare sul cumìno il rullo, | ma con una bacchetta si batte l'anèto | e con la verga il cumìno. | Il [[frumento]] vien forse schiacciato? | Certo, non lo si pesta senza fine, | ma vi si spinge sopra il rullo | e gli zoccoli delle bestie senza schiacciarlo.'' (28, 24 – 28; 1974)
*''Poiché questo popolo | si avvicina a me solo a parole | e mi onora con le labbra, | mentre il suo cuore è lontano da me | e il culto che mi rendono | è un imparaticcio di usi umani, | perciò, eccomi, continuerò | a operare meraviglie e prodigi con questo popolo; | perirà la sapienza dei suoi sapienti | e si eclisserà l'intelligenza dei suoi intelligenti.''<ref>Cfr. ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Sta scritto infatti: ''Distruggerò la sapienza dei sapienti | e annullerò l'intelligenza degli intelligenti''».</ref> (29, 13 – 14; 1974)
*''Oracolo sulle bestie del [[Deserto del Negev|Negheb]]. | In una terra di angoscia e di miseria, | della leonessa e del leone che ruggisce, | di aspidi e draghi volanti, | essi portano le loro ricchezze sul dorso di asini, | i loro tesori sulla gobba di cammelli | a un popolo che non giova a nulla. | Vano e inutile è l'aiuto dell'[[Antico Egitto|Egitto]]; | per questo lo chiamo «[[Raab (mitologia)|Raab]] l'ozioso».'' (30, 6 – 7; 2008)
*Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d'argento; i tuoi [[idolatria|idoli]] rivestiti d'oro getterai via come un oggetto immondo. "Fuori!" tu dirai loro. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. (30, 22 – 24; 1974)
*La luce della [[sole e luna|luna]] sarà come la luce del [[sole e luna|sole]] e la luce del sole sarà sette volte di più, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse. (30, 26; 1974)
*''Poiché alla voce del Signore tremerà l'[[Assiria]], | quando il Signore percuoterà con la verga. | Ogni colpo del bastone punitivo, | che il Signore le farà piombare addosso, | sarà accompagnato con tamburelli e cetre. | Egli combatterà contro di essa con battaglie tumultuose. | Il [[Tofet]], infatti, è preparato da tempo: | esso è pronto anche per il re. | Profondo e largo è il rogo, | fuoco e legna abbondano. | Lo accenderà, come torrente di zolfo, | il soffio del Signore.'' (30, 31 – 33; 2008)
*''Come per la sua preda | ruggisce il [[leone]] o il leoncello, | quando gli si raduna contro | tutta la schiera dei pastori, | e non teme le loro grida | né si preoccupa del loro chiasso, | così scenderà il Signore degli eserciti | per combattere sul monte Sion e sulla sua collina.'' (31, 4; 1974)
*''La terra è in lutto e piena di squallore, | si scolora il [[Cedro del Libano|Libano]] e intristisce; | la [[Pianura di Sharon|pianura di Saron]] è simile a una steppa, | brulli sono il [[Bašan|Basan]] e il [[Monte Carmelo|Carmelo]].'' (33, 9; 1974)
*''Poiché nel cielo si è inebriata la spada del Signore, | ecco essa si abbatte su [[Edomiti|Edom]], | su un popolo che egli ha votato allo sterminio per fare giustizia. | La spada del Signore è piena di sangue, | è imbrattata di grasso, | del sangue di agnelli e di capri, | delle viscere grasse dei montoni, | perché si compie un sacrificio al Signore in [[Bozra]], | una grande ecatombe nel paese di Edom.'' (34, 5 – 6; 1974)
*''Si rallegrino il deserto e la terra arida, | esulti e fiorisca la steppa. | Come fiore di narciso fiorisca; | sì, canti con gioia e con giubilo. | Le è data la gloria del Libano, | lo splendore del Carmelo e di Saròn.'' (35, 1 – 2; 1974)
*''Allora lo zoppo salterà come un cervo, | griderà di gioia la lingua del muto, | perché scaturiranno acque nel deserto, | scorreranno torrenti nella steppa. | La terra bruciata diventerà una palude, | il suolo riarso si muterà in sorgenti d'acqua. | I luoghi dove si sdraiavano gli [[sciacallo|sciacalli]] | diventeranno canneti e giuncaie.'' (35, 6 – 7; 1974)
*''Tu hai preservato la mia vita | dalla fossa della distruzione, | perché ti sei gettato dietro le spalle | tutti i miei peccati. | Poiché non gli inferi ti lodano, | né la morte ti canta inni; | quanti scendono nella fossa | non sperano nella tua fedeltà. | Il vivente, il vivente ti rende grazie | come io oggi faccio.'' ([[Ezechia]]: 38, 17 – 19; 1974)
*''Parlate al cuore di [[Gerusalemme]] | e gridatele | che è finita la sua schiavitù, | è stata scontata la sua iniquità, | perché ha ricevuto dalla mano del Signore | doppio castigo per tutti i suoi peccati.'' (40, 2; 1974)
*''Una voce grida: | "Nel deserto preparate | la via al Signore, | appianate nella steppa | la strada per il nostro Dio.<ref>Cfr. la voce ''[[w:Vox clamantis in deserto|Vox clamantis in deserto]]'' su Wikipedia.</ref> | Ogni valle sia colmata, | ogni monte e colle siano abbassati; | il terreno accidentato si trasformi in piano | e quello scosceso in pianura. | Allora si rivelerà la gloria del Signore | e ogni uomo la vedrà, | poiché la bocca del Signore ha parlato".'' (40, 3 – 5; 1974)
*''Ogni [[uomo]] è come l'[[erba]] | e tutta la sua gloria è come un [[fiore]] del campo. | Secca l'erba, il fiore appassisce | quando il soffio del Signore spira su di essi. | Secca l'erba, appassisce il fiore, | ma la [[parola di Dio|parola del nostro Dio]] dura sempre. | Veramente il popolo è come l'erba.'' (40, 6 – 8; 1974)
*''Come un [[pastore]] egli fa [[pascolo|pascolare]] il gregge | e con il suo braccio lo raduna; | porta gli agnellini sul seno | e conduce pian piano le pecore madri.'' (40, 11; 1974)
*''Io, il Signore, sono il primo | e io stesso sono con gli ultimi.'' (41, 4; 1974)
*''E avvierò i [[Cecità|ciechi]] per la strada che mai avevano conosciuta, | e gl'incamminerò per i sentieri che avevano ignorato; | cangerò le loro tenebre in luce | e le vie torte in istrade diritte: | queste cose farò con essi e non li abbandonerò.'' (42, 16; 1959)
*''Chi abbandonò Giacobbe al saccheggio, | Israele ai predoni? | Non è stato forse il Signore contro cui peccarono, | per le cui vie non vollero camminare, | la cui legge non osservarono? | Egli, perciò, ha riversato su di esso | la [[Ira di Dio|sua ira]] ardente e la violenza della guerra. | L'ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme | senza che egli se ne accorgesse, | lo ha bruciato, senza che vi facesse attenzione.'' (42, 24 – 25; 1974)
*Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: "''Non temere, perché io ti ho riscattato, | ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni''". (43, 1; 1974)
*I fabbricatori di [[Idolatria|idoli]] sono tutti vanità e le loro opere preziose non giovano a nulla; ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto e perciò saranno coperti di vergogna. Chi fabbrica un dio e fonde un idolo senza cercarne un vantaggio? Ecco, tutti i suoi seguaci saranno svergognati; gli stessi artefici non sono che uomini. (44, 9 – 11; 1974)
*Il [[fabbro]] lavora il ferro di una scure, lo elabora sulle braci e gli dà forma con martelli, lo rifinisce con braccio vigoroso; soffre persino la fame, la forza gli viene meno; non beve acqua ed è spossato. Il [[falegname]] stende il regolo, disegna l'immagine con il gesso; la lavora con scalpelli, misura con il compasso, riproducendo una forma umana, una bella figura d'uomo da mettere in un tempio. Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere robusta nella selva; pianta un frassino che la pioggia farà crescere. (44, 12 – 14; 1974)
*''Io dico a [[Ciro II di Persia|Ciro]]: Mio pastore; | ed egli soddisferà tutti i miei desideri, | dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata; | e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta.'' (44, 28; 1974)
*''Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: | "Io l'ho preso per la destra, | per abbattere davanti a lui le nazioni, | per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, | per aprire davanti a lui i battenti delle porte | e nessun portone rimarrà chiuso".'' (45, 1; 1974)
*''Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato | un [[vaso]] fra altri vasi di argilla? | Dirà forse la creta al vasaio: "Che fai?" | oppure: "La tua opera non ha manichi"?'' (45, 9; 1974)
*''"Io l'ho stimolato per la giustizia; | spianerò tutte le sue vie. | [[Ciro II di Persia|Egli]] ricostruirà la mia città | e rimanderà i miei deportati, | senza denaro e senza regali", | dice il Signore degli eserciti.'' (45, 13; 1974)
*''Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, | o braccio del Signore. | Svegliati come nei giorni antichi, | come tra le generazioni passate. | Non hai tu forse fatto a pezzi [[Raab (mitologia)|Raab]], | non hai trafitto il drago?'' (51, 9; 1974)
*''Non ha apparenza né bellezza | per attirare i nostri sguardi, | non splendore per provare in lui diletto. | Disprezzato e reietto dagli uomini, | uomo dei dolori che ben conosce il patire, | come uno davanti al quale ci si copre la faccia, | era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. | Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, | si è addossato i nostri dolori | e noi lo giudicavamo castigato, | percosso da Dio e umiliato. | Egli è stato trafitto per i nostri delitti, | schiacciato per le nostre iniquità. | Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; | per le sue piaghe noi siamo stati guariti.'' (53, 3 – 5; 1974)
[[File:Maria Taferl - Hochaltar 4 Jesaia.jpg|thumb|Statua raffigurante Isaia che porta una tavola con l'ultima parte del passo 53, 8 in latino]]
*''Maltrattato, si lasciò umiliare | e non aprì la sua bocca; | era come agnello condotto al macello, | come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, | e non aprì la sua bocca. | Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; | chi si affligge per la sua sorte? | Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, | per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte.'' (53, 7 – 8; 1974)
*''Il giusto mio servo giustificherà molti, | egli si addosserà la loro iniquità. | Perciò io gli darò in premio le moltitudini, | dei potenti egli farà bottino, | perché ha consegnato se stesso alla morte | ed è stato annoverato fra gli empi, | mentre egli portava il peccato di molti | e intercedeva per i peccatori.'' (53, 11 – 12; 1974)
*''Ecco, io ho creato il [[fabbro]] | che soffia sul fuoco delle braci | e ne trae gli strumenti per il suo lavoro, | e io ho creato anche il distruttore per devastare.'' (54, 16; 1974)
*''L'[[empietà|empio]] abbandoni la sua via | e l'uomo iniquo i suoi pensieri; | ritorni al Signore che avrà misericordia di lui | e al nostro Dio che largamente perdona. | Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, | le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore. | Quanto il cielo sovrasta la terra, | tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, | i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.'' (55, 7 – 9; 1974)
*''Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo | e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, | senza averla fecondata e fatta germogliare, | perché dia il seme a chi semina | e il pane a chi mangia, | così sarà della [[Parola di Dio|mia parola]] uscita dalla mia bocca: | non ritornerà a me senza effetto, | senza aver operato ciò che desidero | e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.'' (55, 10 – 11; 2008)
*''Non dica l'[[eunuco]]: | "Ecco, io sono un albero secco!". | Poiché così dice il Signore: | "Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, | preferiscono le cose di mio gradimento | e restan fermi nella mia alleanza, | io concederò nella mia casa | e dentro le mie mura un posto e un nome | migliore che ai figli e alle figlie; | darò loro un nome eterno | che non sarà mai cancellato".'' (56, 3 – 5; 1974)
*''I loro olocausti e i loro sacrifici | saranno graditi sul mio altare, | perché la mia casa si chiamerà | casa di preghiera per tutti i popoli.''<ref>Cfr. ''[[Vangelo secondo Matteo]]'': «''La mia casa sarà chiamata casa di preghiera''».</ref> (56, 7; 2008)
*''Gli empi sono come un mare agitato | che non può calmarsi | e le cui acque portan su melma e fango. | Non v'è pace per gli empi, dice il mio Dio.'' (57, 20 – 21; 1974)
*''È forse come questo il [[digiuno]] che bramo, | il giorno in cui l'uomo si mortifica? | Piegare come un giunco il proprio capo, | usare sacco e cenere per letto, | forse questo vorresti chiamare digiuno | e giorno gradito al Signore? | Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: | sciogliere le catene inique, | togliere i legami del giogo, | rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? | Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, | nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, | nel vestire uno che vedi nudo, | senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?'' (58, 5 – 7; 1974)
*''Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, | il puntare il dito e il parlare empio, | se aprirai il tuo cuore all'affamato, | se sazierai l'afflitto di cuore, | allora brillerà fra le tenebre la tua luce, | la tua tenebra sarà come il meriggio.'' (58, 9 – 10; 2008)
*''Se tratterrai il piede dal violare il [[Shabbat|sabato]], | dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, | se chiamerai il sabato delizia | e venerando il giorno sacro al Signore, | se lo onorerai evitando di metterti in cammino, | di sbrigare affari e di contrattare, | allora troverai la delizia nel Signore.'' (58, 13 – 14; 1974)
*''Lo spirito del Signore Dio è su di me | perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; | mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, | a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, | a proclamare la libertà degli schiavi, | la scarcerazione dei prigionieri, | a promulgare l'anno di misericordia del Signore, | un giorno di vendetta per il nostro Dio, | per consolare tutti gli afflitti, | per allietare gli afflitti di Sion, | per dare loro una corona invece della cenere, | olio di letizia invece dell'abito da lutto, | canto di lode invece di un cuore mesto.'' (61, 1 – 3; 1974)
*''Allora si ricordarono dei giorni antichi, | di [[Mosè]] suo servo. | Dov'è colui che fece uscire dall'acqua del Nilo | il pastore del suo gregge? | Dov'è colui che gli pose nell'intimo | il suo santo spirito; | colui che fece camminare alla destra di Mosè | il suo braccio glorioso, | che [[Passaggio del mar Rosso|divise le acque]] davanti a loro | facendosi un nome eterno; | colui che li fece avanzare tra i flutti | come un cavallo sulla steppa? | Non inciamparono, | come armento che scende per la valle: | lo spirito del Signore li guidava al riposo.'' (63, 11 – 14; 1974)
*''Mi feci ricercare da chi non mi interrogava, | mi feci trovare da chi non mi cercava. | Dissi: "Eccomi, eccomi" | a gente che non invocava il mio nome.'' (65, 1; 1974)
*''[[Pianura di Sharon|Saròn]] diventerà un pascolo di greggi, | la valle di [[Acor|Acòr]] un recinto per armenti, | per il mio popolo che mi ricercherà.'' (65, 10; 1974)
*''Ecco infatti io creo | nuovi cieli e nuova terra; | non si ricorderà più il passato, | non verrà più in mente, | poiché si godrà e si gioirà sempre | di quello che sto per creare, | e farò di Gerusalemme una gioia, | del suo popolo un gaudio.'' (65, 17 – 18; 1974)
*''Non ci sarà più | un bimbo che viva solo pochi giorni, | né un vecchio che dei suoi giorni | non giunga alla pienezza; | poiché il più giovane morirà a [[Centenario|cento anni]] | e chi non raggiunge i cento anni | sarà considerato maledetto.'' (65, 20; 1974)
*''Prima che mi invochino, io risponderò; | mentre ancora stanno parlando, | io già li avrò ascoltati.'' (65, 24; 1974)
*''Il lupo e l'agnello pascoleranno insieme, | il leone mangerà la paglia come un bue, | ma il [[serpente]] mangerà la polvere, | non faranno né male né danno | in tutto il mio santo monte.'' (65, 25; 1974)
[[File:Jerusalem Western Wall Isaiah verse closeup.jpg|thumb|Iscrizione in ebraico, presso il Muro del Pianto a Gerusalemme, della prima parte del passo 66, 14: «Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca»]]
*''Il cielo è il mio trono, | la terra lo sgabello dei miei piedi. | Quale casa mi potreste costruire? | In quale luogo potrei fissare la dimora? | Tutte queste cose ha fatto la mia mano | ed esse sono mie – oracolo del Signore –. | Su chi volgerò lo sguardo? | Sull'umile e su chi ha lo spirito contrito | e su chi teme la mia parola.'' (66, 1 – 2; 1974)
*''Giunge un rumore, un frastuono dalla città, | un rumore dal tempio: | è la voce del Signore che paga | il contraccambio ai suoi nemici.<ref>Si è fatta spesso erroneamente risalire a questo versetto la locuzione latina ''[[Vox populi, vox Dei]]'' (nella ''Vulgata'' è: «Vox clamoris de civitate, vox de templo, vox Domini reddentis retributionem inimicis suis»); cfr. [[w:Vox populi, vox Dei|la voce]] su Wikipedia.</ref> | Prima di provare i dolori, ha partorito; | prima che le venissero i dolori, | ha dato alla luce un maschio.'' (66, 6 – 7; 1974)
*''Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, | le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca. | La mano del Signore si farà manifesta ai suoi servi, | ma si sdegnerà contro i suoi nemici. | Poiché, ecco, il Signore viene con il [[fuoco]], | i suoi carri sono come un turbine, | per riversare con ardore l'ira, | la sua minaccia con fiamme di fuoco. | Con il fuoco infatti il Signore farà giustizia | su tutta la terra'' [...]. (66, 14 – 16; 1974)
==[[Explicit]]==
<poem>
Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini
che si sono ribellati contro di me;
poiché il loro verme non morirà,
il loro fuoco non si spegnerà
e saranno un abominio per tutti.
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni sul ''Libro di Isaia''==
*Ebbene, non credo che Nostro Signore voglia sentirci contestare troppo. Isaia, capitolo 55, versetto 8: "Le mie vie non sono le vostre vie" e credo che in fondo con questo volesse dire "Sono misterioso ragazzi. Rassegnatevi!" (''[[La famiglia omicidi]]'')
*L'atteggiamento del «Deutero-Isaia» di fronte al dolore è antitetico a quello del [[Buddha]]: egli non cercava di sfuggirlo, ma lo accettava come un'esperienza che poteva recare positivi frutti spirituali. Non sappiamo se parlando del «servo che soffre» egli si riferiva, come sembra, ad un individuo innominato ma storicamente concreto, oppure si tratti di una personificazione della comunità ebraica. La seconda delle due possibili interpretazioni di questa figura enigmatica è la più convincente, la più in linea con la tradizione profetica alla quale il «Deutero-Isaia» si ricollega. In ogni caso, è evidente che il «Deutero-Isaia» credeva che la sofferenza, sopportata pazientemente, può essere una esperienza creativa per tutti quelli che ne sono implicati, compresa la vittima stessa nel corso della propria tragedia. Gli scritti del «Deutero-Isaia» sono forse i più antichi nei quali si possa trovare questo atteggiamento verso il dolore. ([[Arnold J. Toynbee]])
*L'importanza del libro di ''Isaia'' è straordinaria. Esso, non solo impiega un ebraico classico e uno stile generalmente elevato, ma si riferisce ad un periodo delicatissimo della storia civile e religiosa del regno di Giuda. Ma, più ancora che su ciò, la sua importanza si fonda sui numerosi e chiarissimi preannunzi che esso contiene riguardo al futuro Messia, e che gli hanno meritato l'epiteto di Vangelo anticipato. ([[Giuseppe Ricciotti]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Is/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008.
==Voci correlate==
*[[Isaia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Antico Testamento|Isaia]]
2dj2h97l1zjd2n5mavj26bs02hz4rqm
Heath Ledger
0
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Skekzilla
17056
/* Citazioni su Heath Ledger */
1421352
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Heath Ledger (2).jpg|thumb|Heath Ledger nel 2006]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Il cavaliere oscuro]]'''
*Miglior attore non protagonista (2009, postumo)
}}
'''Heath Andrew Ledger''' (1979 – 2008), attore e regista australiano.
==Citazioni di Heath Ledger==
{{cronologico}}
*Ho chiaramente un'immagine nella mia mente. Ho sicuramente un asso nella manica. Voglio essere molto minaccioso. [[The Killing Joke]] è stato la prima cosa che mi ha aiutato. Penso che possa essere l'inizio del Joker. Scommetto che quel libro spiega un po' da dove lui venga fuori, ma non troppo. Da quello che ho raccolto, non ci solo molte informazioni riguardo al Joker ed è lasciato così.
:''I definitely have an image in my head. I definitely have something up my sleeve. I want to be very sinister... The Killing Joke was the one that was handed to me. I think it's going to be the beginning of The Joker. I guess that book explains a little bit of where he's from, but not too much. From what I've gathered, there isn't a lot of information about The Joker and it's left that way.''<ref name=Central>{{en}} Citato in ''[http://www.ign.com/articles/2007/02/05/dark-knight-central?page=2 Dark Knight Central!]'', ''IGN.com'', 5 febbraio 2007.</ref>
*{{NDR|Parlando del [[Joker]]}} Non ho ancora pensato a me. Ma è ovvio che non sarò lo stesso che ha interpretato [[Jack Nicholson]]. Ci saranno più sfumature e oscurità e altro seguendo il tipo di sensazioni tracciate da [[Arancia meccanica]]. Penso che sia ciò che veniva dopo al fumetto: meno attenzione alla sua risata e più ai suoi occhi.
:''I wouldn't have thought of me, either. But it's obviously not going to be what Jack Nicholson did. It's going to be more nuanced and dark and more along the lines of A Clockwork Orange kind of feel. Which is, I think, what the comic book was after: less about his laugh and more about his eyes.''<ref name=Central/>
*[[Joker]] è a tanto così dal non avere alcuna coscienza dei suoi atti. È un completo sociopatico, un clown inumano e omicida di massa. [[Christopher Nolan|Chris]] mi ha lasciato assolutamente libero e questo è divertente perché Joker non ha alcun tipo di limitazione: può fare o dire qualunque cosa. Non c'è nulla che lo intimidisca e sostanzialmente tutto quanto è un grande scherzo.<ref>Citato in Silvia Marchetti, ''[http://www.alcinema.org/rubriche/fotografia/heath_ledger_il_mio_joker_sara_un_pazzo_omicida_1531 Heath Ledger: "Il mio Joker sarà un pazzo omicida"]'', ''Al Cinema.org'', 29 novembre 2007.</ref>
==Citazioni su Heath Ledger==
*L'ho amato. Eravamo molto simili, due solitari. Ci scambiavamo i libri di poesie. Lui era una persona meravigliosa con un'anima cicciona. ([[Rosalinda Celentano]])
*L'ho conosciuto, anche se solo di sfuggita. È un attore fenomenale. Basta accendere la TV e in qualsiasi momento c'è un suo film in onda, un po' come [[Phillip Seymour Hoffman]], che era un mio carissimo amico. Quando perdiamo fisicamente delle persone, il loro spirito continua a vivere, e io ci credo davvero. ([[Samantha Morton]])
==Note==
<references />
==Film==
*''[[10 cose che odio di te]]'' (1999)
*''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001)
*''[[Monster's Ball - L'ombra della vita]]'' (2001)
*''[[Lords of Dogtown]]'' (2005)
*''[[I fratelli Grimm e l'incantevole strega]]'' (2005)
*''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|commons}}
{{Interprogetto/notizia|L'attore Heath Ledger è morto a New York|data=23 gennaio 2008}}
{{DEFAULTSORT:Ledger, Heath}}
[[Categoria:Attori australiani]]
[[Categoria:Registi australiani]]
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Roberto Recchioni
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[[File:Roberto Recchioni - Lucca Comics & Games 2014.JPG|thumb|Roberto Recchioni a Lucca Comics & Games 2014]]
'''Roberto Recchioni''' (1974 – vivente), fumettista e scrittore italiano.
==Citazioni di Roberto Recchioni==
*Ho seguito [[Rat-Man]] da quel suo primo numero autoprodotto a oggi, e quel "di più" non ha fatto altro che continuare a crescere. Nel tempo, è diventato più "complicato". Fa sempre ridere, e tanto, ma i suoi livelli di lettura si sono moltiplicati, offrendo riflessioni estremamente profonde e articolate sulla vita, il senso del narrare, la religione, l'amore e quanto altro. <ref name=fumettologica>Citato in ''[http://www.fumettologica.it/2014/01/rat-man-n-100-l-omaggio-degli-autori/8/ Rat-Man n.100: l'omaggio degli autori]'', ''Fumettologica.it'', 16 gennaio 2014.</ref>
* In sostanza, il fantastico è il reale senza le parti noiose e con effetti speciali migliori. <ref>Citato in ''[http://heroicfantasyitalia.altervista.org/la-locanda-di-mastro-angelo-intervista-a-roberto-recchioni/ La locanda di Mastro Angelo: intervista a Roberto Recchioni]'', ''Heroic Fantasy Italia'', gennaio 2018.</ref>
*{{NDR|Parlando di ''[[Ronin (fumetto)|Ronin]]''}} La via del samurai è la morte. La via del ronin è il disonore. La via di Frank Miller è il segno e la parola. Unite insieme in un solo colpo di spada.<ref>Dalla postfazione di [[Frank Miller]] e Lynn Varley, ''Ronin'' nn. 1-6, DC Comics, (1983,1984); edizione italiana su ''Absolute DC – Ronin. Edizione Assoluta'', traduzione di Leonardo Rizzi, Lion Comics, settembre 2014.</ref>
*Quanto a quello che {{NDR|[[Rat-Man]]}} rappresenta, è facile: il perfetto connubio tra una visione popolare del fumetto e una autoriale. È uno dei migliori fumetti al mondo. <ref name=fumettologica/>
{{Int|''[https://www.bestmovie.it/news/excalibur/798706/ Excalibur]''|''bestmovie.it'', 27 dicembre 2021.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che Excalibur lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
{{Int|''[https://blog.screenweek.it/2025/01/un-lunghissimo-discorso-su-nosferatu-907416.php/ Nosferatu, la recensione di Roberto Recchioni]''|''screenweek.it'', 4 gennaio 2025.}}
*{{NDR|Su ''[[Nosferatu il vampiro]]''}} Perché il capolavoro del regista tedesco è così speciale? Le ragioni sono molteplici, a cominciare dal fatto che è la prima pellicola a portare sullo schermo il Dracula di Bram Stoker, anche se in una versione con i nomi alterati per evitare rogne legali (spoiler: il trucco non funzionò, visto che la vedova di Stoker fece comunque causa a Murnau e alla società produttrice del film, vincendola, e un tribunale sentenziò che tutte le copie della pellicola sarebbero dovute essere distrutte. Fortunatamente ormai il film era diventato troppo popolare e c'erano troppe copie sparse nel mondo perché si potesse fare davvero). Assieme a Sherlock Holmes, Dracula è uno dei personaggi più popolari e più rappresentati del cinema e della televisione, e tutto nasce dal ''Nosferatu'' di Murnau, che riuscì a trovare un modo per adattare il romanzo inadattabile (perché scritto in una forma epistolare ben poco compatibile con il linguaggio visivo) di Stoker e pure a inventarsi alcune caratteristiche (poi diventate praticamente canoniche) che ne migliorarono la formula e che furono riprese da chiunque. Per esempio, nel romanzo originale il vampiro non muore se esposto alla luce solare ma viene solamente indebolito da essa; nella versione di Murnau, invece, il sole lo tramuta in cenere e questa idea sarà poi ripresa pedissequamente (assieme a molte altre) da Tod Browning nel primo adattamento ufficiale di ''Dracula'', prodotto dalla Universal Pictures nel 1931 e, successivamente, dalla quasi totalità di opere dedicate ai succhiasangue. Ma non è solo questo. A livello di scrittura, Murnau mette in atto un processo di essenzializzazione del plot (semplificandolo, certo, ma anche mettendolo più a fuoco) e dei personaggi (eliminando quelli inutili e ridondanti) e, soprattutto, trasforma il ruolo di Mina (Ellen, nella sua versione) da quello di semplice donna da salvare a vera eroina di tutta la vicenda, centrale nello sviluppo della storia e salvifica nel finale. E poi, c'è il lato visivo. Oggi è difficile capirlo, ma prima del ''Nosferatu'' di Murnau, certe cose non si erano mai viste, sia in termini di effetti visivi (gli effetti speciali dell'epoca), sia in termini di invenzioni all'interno della grammatica cinematografica (da un certo tipo di montaggio alla scelta delle inquadrature fino, ovviamente, alla fotografia fortemente contrastata e tipica dell'espressionismo tedesco). Ultimo, ma non ultimo, l'aspetto che Murnau decide di dare al suo Conte Orlok (questo il nome scelto al posto di Dracula, sempre per la storia dei diritti), che da una parte è fedele allo spirito del romanzo di Stoker (Dracula è, prima di tutto, una creatura mostruosa) ma dall'altra parte la reinventa da zero, creando una figura iconica autonoma.
*{{NDR|Su ''[[Dracula il vampiro]]''}} La [[Hammer Film Productions|Hammer]] aveva le idee molto chiare sull'approccio da seguire: colori saturi (specie il rosso del sangue) da contrapporre al bianco e nero dei film Universal, più violenza mostrata e, soprattutto, più sesso, rappresentato a schermo sia dalle bellezze discinte (per l'epoca) delle attrici prescelte, sia dalla volontà di rendere maggiormente esplicito quel sottotesto sessuale che nell'opera di Stoker era implicito (ma ben presente). Per il resto, il Dracula della Hammer seguiva solo blandamente la storia originale, guardava poco (o per niente) al ''Nosferatu'' di Murnau e rubava da Browning solamente l'aspetto estetico del Conte, rendendolo però molto più fisico, più sessualmente carnale e predatorio. Anche in questo caso, il successo commerciale fu enorme e la Hammer, al pari della Universal, creò un suo universo narrativo di mostri e, sempre al pari della Universal, lo sfruttò troppo, facendolo sfociare nel film di exploitation di serie B (a essere generosi).
*{{NDR|Su ''[[Nosferatu, il principe della notte]]''}} Prima di affrontare l'impresa, Herzog studia con attenzione il materiale originale, capendone la portata eversiva per il cinema del suo tempo, e decide di restargli fedele non tanto nella forma quanto nello spirito. Se Murnau era stato un innovatore assoluto sul piano visivo, altrettanto lo sarà Herzog, che deciderà di rifuggire da qualsiasi tentazione citazionista formale per rimanere fedele al suo cinema naturalistico (spesso documentaristico), alla sua “verità estatica”, alla sua contemplazione di una natura selvaggia, ai suoi personaggi perduti e fuori dal mondo. Ma sul piano visivo Herzog segna una discontinuità evidente con il film di Murnau, mentre sul piano narrativo opera un processo di rottura meno evidente, rimanendo estremamente fedele alla struttura dello script originale, cambiandone però in maniera sottile gli equilibri. La storia del Nosferatu di Herzog è quella di un amore sbagliato, mostruoso, tossico, ambiguo, un rapporto di dominio e sottomissione mai chiaro e costantemente messo in discussione, drammaticamente condannato a una fine tragica, dove Lucy (questa volta tocca a lei in questo infinito rimescolamento di nomi e personaggi) e Orlok (qui interpretato da uno straordinario Klaus Kinski, amico-nemico di Herzog e suo attore feticcio) sono protagonisti centrali e alla pari. In questo Nosferatu convivono lo spirito di Murnau e i demoni di Herzog, tanto il vampiro mostruoso quanto quello dolente, tanto la donna-preda quanto la donna padrona del suo destino, tanto l'amore quanto la morte. Il film viene salutato dalla critica per quello che è (un gioiello) e entra nella storia del cinema, accanto al suo progenitore.
*{{NDR|Su ''[[Dracula di Bram Stoker]]''}} [...] Coppola è un grande amante e conoscitore del cinema e, nella sua versione di Dracula, proprio non può esimersi dal citare e reinterpretare i capolavori del passato. Così, in questo adattamento, trovano posto le invenzioni visive di Murnau, le atmosfere gotiche di Browning, i colori saturi, il sangue, il sesso e la carnalità di Fisher, l'umanità dolente e l'amore di Herzog, in un adattamento che è sia opera nuova che compendio di tutte le opere precedenti.
*{{NDR|Su ''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]''}} Sul piano visivo e formale, poco da dire, il film è sontuoso, ricercatissimo e perfetto. Cita l’aspetto visionario di Murnau nei tanti momenti in cui l’orrore entra in scena e blandisce Herzog negli attimi più naturalistici. Ma, appunto, “cita”. Di suo, di personale, apporta poco. Se Herzog aveva capito che uno degli elementi chiave della pellicola originale di Murnau era il suo portato di innovazione e freschezza rispetto al cinema del suo tempo, Eggers questo non sembra coglierlo e si limita a creare una sua versione, patinata, digitale e hollywoodiana, dell’espressionismo tedesco. Riuscitissima e realizzata con grandissima attenzione e gusto, sia chiaro, ma priva di una scintilla vitale propria.
*{{NDR|Su ''Nosferatu''}} [...] la grande idea che sta alla base di questo nuovo ''Nosferatu'' è che è la donna a essere la ragione del male, che è Ellen a essere l’afflizione di Orlok e non il contrario. Figo, eh? Un bel ribaltamento! Se non fosse che in ''The Witch'' le donne erano creature lunari, in contatto con il diavolo e suo veicolo per manifestarsi, streghe perditrici di uomini; in ''The Lighthouse'' l’unico personaggio femminile era una sirena, tentatrice di uomini che li porta alla pazzia con lo scopo di divorarli; e in ''The Northman'', i personaggi femminili erano o streghe o madri degeneri che, indovinate? Tentano e divorano i loro uomini [...]. E in questo Nosferatu, Ellen è la ragione per cui Orlok si risveglia, la sua concubina bambina, il motivo per cui il vampiro arriva in Germania ossessionato da lei, la causa della strage di tante persone innocenti. E, indovinate qual è l’arma a cui Ellen si affida per liberarsi del vampiro? Il sesso, ovviamente. Che è la stessa arma che le fanno usare anche Murnau e Herzog, ma nel 1922 e nel 1979, diamine, non oggi, nel nostro presente, con la nostra sensibilità del tempo.
*{{NDR|Su ''Nosferatu''}} Tiepido ero e tiepido sono rimasto. È un film con tante cose buone (mi sono scordato di citare, tra gli altri elementi positivi, gli splendidi costumi e ambienti e il bellissimo montaggio) ma che sul piano visivo non aggiunge davvero nulla e che su quello tematico porta sì alcuni elementi di novità, ma sono altamente discutibili.
{{Int|''[https://www.screenweek.it/cover/odissea-di-christopher-nolan/ Odissea di Christopher Nolan]''|''screenweek.it'', 15 luglio 2026.}}
{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*[...] ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
*[...] delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*[...] è un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
==Fumetti==
*''[[Orfani (fumetto)|Orfani]]'' (2013)
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[Monolith (film 2017)|Monolith]]'' (2017)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Recchioni, Roberto}}
[[Categoria:Fumettisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Vita e morte
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{{voce tematica}}
[[Immagine:Gustav Klimt - Death and Life - Google Art Project.jpg|miniatura|upright=1.6|''Morte e vita'' ([[Gustav Klimt]], 1915)]]
Citazioni su '''vita e morte'''.
==Citazioni==
*A mio avviso, non solo una riflessione sulla morte non è svantaggiata quanto resa possibile da una concezione della vita chiaramente orientata su di un'idea di valore, ma inoltre ogni forma di nichilismo sul valore della vita finisce per giustificare un atteggiamento semplicistico di fronte all'esistenza nella sua interezza (comprendendo la morte). Chi può morire serenamente e dignitosamente se non colui che prende sul serio la vita, credendo che abbia senso, dignità e valore? ([[Sebastiano Maffettone]])
*Adesso so quello che dobbiamo vivere prima di morire: posso dirvelo. Prima di morire quello che dobbiamo vivere è una pioggia battente che si trasforma in luce. ([[Muriel Barbery]])
*Alla fine della via ampia e spaziosa del vizio, c'è la morte, in fondo invece al sentiero della virtù, angusto e difficile, c'è la vita. ([[Miguel de Cervantes]])
*Alla fine la scelta è molto semplice, davvero: o fai di tutto per vivere... o fai di tutto per morire. (''[[Le ali della libertà]]'')
*''Assai più che la Vita | è la Morte a tenerci sovente con lacci sottili''. ([[Charles Baudelaire]])
*Cercate di vivere in modo che la vostra morte rincresca anche all'impresario delle pompe funebri. ([[Mark Twain]])
*Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c'è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. (''[[Qoelet]]'')
*Che cos'è che uccide? Che cos'è che conduce alla morte? La vita, con la sua lima assidua: dolori e piaceri, preoccupazioni e gioie, desideri e soddisfazione di essi, pensiero e giuoco: sensazioni, fatti di coscienza. Vuoi essere [[immortalità|immortale]]? Rinuncia alla vita. ([[Giuseppe Rensi]])
*Che cosa mi manca? Mi mancherebbe tanto di morire, perché io l'inferno della vita me lo sono goduto tutto. ([[Alda Merini]])
*Chi non conosce la morte, non conosce la vita. (''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'')
*''Chi può sapere se il vivere non sia morire | e se il morire non sia vivere?'' ([[Euripide]])
*Chi sa morire, ha saputo vivere. ([[Xavier Forneret]])
*Chiama una ragazza e mi domanda, "Fa molto male morire?".<br>Be', tesoro, le dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere. ([[Chuck Palahniuk]])
*Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa. ([[Wilhelm Stekel]])
*Cos'è la vita, infine? Uno spinterogeno che non funziona. Un sedile invece di un altro. Uno sportello. Una fila di comode, confortevoli, soffici poltrone.<br>La morte è alla fila più avanti. ([[Mino Milani]])
*''Costruisci | la tua vita | la tua morte | queste sono solo | banali conseguenze'' ([[Muriel Barbery]])
*Dèdicati totalmente al compito del momento: che è morire adesso a ciò che è adesso. Infatti, vivere è morire. Senza la morte, non c'è vita. Convinciti della cosa essenziale, che il mondo e il sé sono tutt'uno. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Dei mali della vita ci si consola pensando alla morte e della morte pensando ai mali della vita. Una piacevole condizione. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Di fronte alla morte non bisogna abbattersi e rinunciare alla vita, ma anzi, bisogna farne tesoro. (''[[Pollyanna (serie animata)|Pollyanna]]'')
*Dopo una giornata a contatto con la vita e con la morte non c'è niente di più rassicurante della vista della donna più bella del mondo. (''[[Royal Pains]]'')
*È eterna la vita, attimo è morte! ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*E la vita? Mi fa paura l'idea di sprecarla. Se la morte è un viaggio, immagino che la vita sia il prezzo del biglietto. ([[Massimo Gramellini]])
*''E poi, e poi, che quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè vivere''. ([[Francesco Guccini]])
*È strano che la gente usi l'espressione "vita o morte", come se fosse implicito che la vita sia l'opposto della morte, ma la nascita è l'opposto della morte, la vita... non ha nessun opposto. (''[[Dawson's Creek]]'')
*È tempo di credere alla vita, in tempo di morte. ([[Commodiano]])
*''Ed è il pensiero | della morte che, in fine, aiuta a vivere.'' ([[Umberto Saba]])
*Era solito dire {{NDR|[[Talete]]}} che in nulla la morte differisce dalla vita. «E tu allora perché non muori?» gli si diceva; la sua risposta era: «Perché non vi è differenza». ([[Diogene Laerzio]])
*Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra? ([[Edgar Allan Poe]])
*''I due antichi, semplici problemi ognora intrecciati, | assillanti, elusivi, presenti, delusi, impugnati, | da ogni successiva generazione insoluti, trasmessi, | oggi alla nostra – e noi faremo lo stesso.'' ([[Walt Whitman]])
*I nostri giorni di vita non sono come i nostri giorni di morte, e le nostre leggi di vita, non sono le nostre leggi di morte. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*I vivi non sanno nulla. Insegnatemi, o morti, a morire senza paura, o almeno senza orrore. Perché la morte è un nonsenso, come la vita. ([[Meša Selimović]])
*Il dono della vita equivale al dono della morte. ([[Simone Weil]])
*In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? (''[[Ken il guerriero 2]]'')
*Infatti vivere male, ossia senza saggezza né temperanza e santità, come affermava Democrate, non è solo vivere male bensì continuare a morire per un tempo indefinito. ([[Porfirio]])
*Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro. ([[Etty Hillesum]])
*Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*– La maggior parte delle persone, sai, non se ne va in giro cercando di creare l'opportunità di avviare una conversazione con un perfetto estraneo sulla vita e la morte e la religione e altre cose insane.<br />– Certe persone sì.<br />– Certe persone probabilmente sì, ce n'è qualcuna e apparentemente tu sei una di quelle ma il più delle persone no, Bob! Il più delle persone se gli chiedi della vita e della morte dice «La vita è bene. La morte è male. Fine.» Non se ne va in giro a cercare opportunità. (''[[The Big Kahuna]]'')
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti. A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. Vita e morte sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. ([[Osho Rajneesh]])
*La morte dopo lunga malattia possiamo accettarla con rassegnazione. Anche che la morte accidentale si può attribuire al destino. Ma che un uomo muoia senza causa apparente, che muoia solamente perché è uomo, ci spinge così vicino all'invisibile confine tra la vita e la morte da farci domandare su che lato di esso ci troviamo. La vita si fa morte, ed è come se quella morte avesse posseduto questa vita da sempre. Morire senza preavviso. Come dire: la vita si interrompe. E può interrompersi in qualunque momento. ([[Paul Auster]])
[[File:Gauguin 1889 La Vie et la Mort.jpg|thumb|upright=1.2|{{centrato|''La vita e la morte''<br />([[Paul Gauguin|P. Gauguin]], 1889)}}]]
*La morte è certa, la vita no. (''[[Training Day]]'')
*La morte è dovunque la stessa. Ma varia la vita, fino al momento della morte. Sulla maschera di un volto spento, cerchiamo le tracce della vita vissuta; non è la morte, che ci fa paura nel volto di un trapassato, ma la vita che lo aveva animato. È quella vita che noi cerchiamo, che tentiamo di visualizzare, quella vita la cui assenza ci riempie di paura. ([[Yehiel De-Nur]])
*''La morte è insopportabile | per chi non riesce a vivere, | la morte è insopportabile | per chi non deve vivere.'' ([[CCCP Fedeli alla linea]])
*La morte è la notte fresca; la vita, il giorno tormentoso. ([[Heinrich Heine]])
*La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere. ([[Curzio Malaparte]])
*La morte è serena, facile. La vita è più difficile. (''[[Twilight]]'')
*La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante. ([[Haruki Murakami]])
*''La morte | si sconta | vivendo.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*La parola di Dio, infatti, promette la vita proprio come effetto della morte. ([[Gregorio di Nissa]])
*''La vita che vedi è solo una commedia, | ove l'uno fa [[Cesare]] e l'altro [[Arlecchino]]. | Ma la [[Morte]] la conclude sempre in tragedia, | e non distingue affatto l'imperatore dal facchino.'' ([[Pierre Matthieu]])
*La vita di ognuno [...] finisce nello stesso modo, e soltanto i particolari su come ha vissuto e su come è morto valgono a distinguere un uomo dall'altro. ([[Ernest Hemingway]])
*La vita è il carro di Dio e la morte è solo l'ombra della Sua frusta. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*La vita è l'insieme delle funzioni che resistono alla morte. ([[Marie François Xavier Bichat]])
*La vita è formazione nel tempo, la morte fusione nell'Eternità. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]])
*La vita e la morte fanno di noi quello che vogliono, l'unica carta che possiamo giocare è stabilire cosa vogliamo noi dalla vita e dalla morte. ([[Diego Cugia]])
*La vita e la morte sono concetti troppo relativi, vanno contestualizzati, capisci? Dipendono dalle specifiche culturali. (''[[Fringe]]'')
*La vita è un sonno, la morte è il risveglio. ([[Lev Tolstoj]])
*La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti. ([[Albert Caraco]])
*''La vita è una [[ciliegia]], | la morte il suo nòcciolo, | l'amore il ciliegio.'' ([[Jacques Prévert]])
*La vita sta nella morte come una piccola isola verde nel mare oscuro. Indagare questo, sia pur soltanto sugli orli e sulle cinture delle maree, si chiama vera scienza, rispetto alla quale tutta la fisica e la tecnica non sono che bagatelle. ([[Ernst Jünger]])
*La vita stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della Morte. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*La morte strappa l'uomo dalle mani di lui stesso, e lo gitta fra gli artigli della natura, che si precipita sulla sua vittima e la disforma in un baleno. O voi che siete condannati a rimanervi sulla terra senza la persona che vi fu cara, non v'inducete a mirarla in quegli istanti ch'ella si trattiene ancora quivi, e non è più. La nuova immagine sformata e brutta di morte vi turberà per sempre nella mente quella che già v'era tutta bella e scintillante del lume della vita; ch'è pure la sola cosa che può sopravvivere di lei. ([[Antonio Ranieri]])
*Molti di noi percorrono la vita in punta di piedi, così da raggiungere la morte in tutta sicurezza. ([[Tony Campolo]])
*Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene. ([[Emil Cioran]])
*Morire insieme è ancora più intimo che vivere insieme... (''[[Prigionieri dell'oceano]]'')
*Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire. ([[Roberto Gervaso]])
*Non è difficile morire bene. Difficile è vivere bene. (''[[Roma città aperta]]'')
*''Non è l'interezza della vita vivere, | né tutto della morte morire.'' ([[James Montgomery]])
*''Non so che tempo fosse, sempre confondo l'infanzia e l'Eden | come mescolo la Morte e la Vita – le unisce un ponte di dolcezza.'' ([[Léopold Sédar Senghor]])
*Occorre partire dalla premessa realistica di ciò che significa per noi 'essere morti'. Impartecipazione al mondo esterno, insensibilità, indifferenza. Stabilito che la morte è questo, si conclude che la vita le assomiglia, il divario essendo puramente quantitativo. Idealmente, la vita dovrebbe essere apprendimento, esperienza, interessi, ma lei capisce che in confronto alla vita in questa sua ideale e non mai raggiunta pienezza, in confronto alla molteplicità delle esperienze (o relazioni) teoricamente possibili, ognuno di noi non è molto diverso da un morto. Il connotato del morto è l'impassibilità: ora l'ignoranza e (aggiunga) la dimenticanza o facilità a dimenticare, riducono noi vivi, per la quasi totalità delle esperienze (o relazioni) possibili, a una impassibilità analoga. Siamo morti a tutto ciò che non ci tocca o non c'interessa. Non dico a ciò che succede sulla Luna, ma a ciò che succede a coloro che stanno di casa dirimpetto a noi. Della miriade di eventi che si verificano ogni giorno nella nostra stessa sfera umana più prossima, ne conosciamo solo alcuni, qualche decina diciamo, e di solito indirettamente, attraverso un notiziario. Usiamo, e male, ''una'' lingua, delle 3.000 che si parlano nel mondo. Morire biologicamente, è il perfezionarsi di uno stato in cui ci troviamo già ora. ([[Guido Morselli]])
*Ogni interessamento alla morte e alla malattia non è che un modo di esprimere l'interessamento alla vita. ([[Thomas Mann]])
*Ogni uomo, quando nasce, è generoso e nobile come un principe, poi il contatto del mondo gli fa subito dimenticare la sua origine. Forse per questo è stata creata la morte: per darci un'altra occasione di ricordare quello che siamo, prima di rinascere. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'')
*Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza. ([[Antonio Infantino]])
*Ora quella legge vuole due cose: l'una, che effettivamente moriamo; l'altra, che cerchiamo di conservare la nostra vita quanto più a lungo ci è possibile. Nasciamo tanto per l'una che per l'altra, e si può dire che l'uomo abbia a un tempo due movimenti opposti: corre incessantemente verso la morte, e incessantemente la fugge. ([[Jean de La Fontaine]])
*Pensavo che tu fossi diversa. Dite tutti che avete paura della morte, ma la verità è che avete più paura della vita. (''[[After.Life]]'')
*Per me infatti il vivere è [[Gesù|Cristo]] e il morire un guadagno. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera ai Filippesi]]'')
*Per molti di noi, la libertà e la dignità sono più importanti che vivere a lungo o evitare il dolore fisico. Inoltre dobbiamo tutti morire alla fine, e sarebbe meglio morire combattendo per la sopravvivenza, o per una causa, che vivere una vita lunga ma vuota e senza scopo. ([[Theodore Kaczynski]])
*Poiché l'uomo poggia su questa contraddizione: ama la vita a cagion della morte, ma odierebbe la vita se scomparisse la paura della morte. ([[Ernst August Klingemann]])
*Prega piuttosto, mio giovane cavaliere, che la vita sia dura perché la morte sia dolce; val meglio questo che l'essere ossequiato e lusingato per tutta la vita e all'ultimo precipitare nella più nera disgrazia. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Puoi scegliere. Vivere o morire.<br>Ogni respiro è una scelta.<br>Ogni minuto è una scelta.<br>Essere o non essere.<br>Ogni volta che non ti butti dalla tromba delle scale, è una scelta. Ogni volta che non vai a schiantarti con la macchina, ti rimetti in gioco. ([[Chuck Palahniuk]])
*Quando si vive troppo a lungo, si perde il diritto di essere compatiti al momento della morte. ([[Franz Fischer]])
*''Questa c'ha nome vita falso in terra, | ch'altro è che fatica, affanno e stento, | sospir, pianto e lamento, | dolore, infermità, terrore e guerra? | Questa acerba matrigna, | natura, in tanti mal questo sol bene | per pace dètte, libertade e porto, | a' più savi diporto: | il fine attender de le mortal pene. | E dicon: – Non fia lunge chi ne spoglia | con generosa voglia! – | Tu sei quella, tu sei quella benigna | madre, che i vil pensier dai petti sgombri | e' nostri mali adombri | di lunga oblivion, d'immortal scorte: | soccormi adunque, o graziosa Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]])
*– Sai, ho pensato anche a tante altre cose negli ultimi tempi.<br />– Se c'è qualcosa che ti disturba, sputala fuori, non serve a niente farsela marcire dentro. Mi vuoi dire su cosa hai riflettuto tanto?<br />– La vita...<br />– La vita?<br />– ... e la morte...<br />– Gesù, anche tu adesso? Ma com'è che ad un tratto vi mettete tutti a pensare alla vita e alla morte? Sta succedendo qualcosa di brutto di cui nessuno mi ha informato, tipo le macchie solari per esempio? C'è una pestilenza che ci spazzerà via da questo mondo? (''[[The Big Kahuna]]'')
*''Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, | tra la vita e la morte avrei scelto l'America.'' ([[Francesco De Gregori]])
*Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare. ([[Khalil Gibran]])
*Se la morte non si comprende se non attraverso la vita, e se il senso della vita dipende dal valore così concepito, allora il concetto di morte dipende dal valore della vita. ([[Sebastiano Maffettone]])
*Se vuoi vivere, vuoi anche morire; oppure non capisci che cos'è la vita. ([[Paul Valéry]])
*– Sei un assassino eppure sai apprezzare la bellezza di un paesaggio o il gusto del buon champagne. Doni la morte, apprezzi la vita.<br/>– ...Ho scoperto che una cosa non esclude l'altra.<br/>– Ben detto. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire. ([[Leonardo da Vinci]])
*Si può scegliere tra la vita e la morte? Almeno il colore? (''[[Rat-Man]]'')
*''Signore, da' a ciascuno la sua morte, | dalla tutta inverata dalla vita; | ma dacci vita prima della morte | in questa morte che chiamiamo vita.'' ([[Patrizia Valduga]])
*Sono felice di non aver alcun diritto di scegliere come vivere e come morire; la tua Provvidenza sa come provvedere. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*''Spesso è da forte, | più che il morire, il vivere.'' ([[Vittorio Alfieri]])
*Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte. ([[Oscar Wilde]])
*Succede una cosa molto strana quando moriamo: i nostri sensi svaniscono, gusto tatto olfatto e udito sono un ricordo lontano. Ma la vista... Ah! La vista si esalta. All'improvviso vediamo in mondo che ci siamo lasciati dietro. Certo, molte delle realtà visibili a noi defunti lo sarebbero anche per i vivi, se solo si fermassero ad osservarle... (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Tra vita e morte – un orizzonte. ([[Grażyna Miller]])
*Vita e morte non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. ([[Osho Rajneesh]])
[[File:Life and death. Oil painting. Wellcome L0076241.jpg|thumb|upright=1.2|{{centrato|''Vita e morte''}}]]
*Vivere è appartenere a un altro. Morire è appartenere a un altro. Vivere e morire sono la medesima cosa. Ma vivere è appartenere a un altro ''dal di fuori'', e morire è appartenere a un altro ''dal di dentro''. Le due cose si assomigliano, ma la vita è il lato di fuori della morte. Perciò la vita è la vita, e la morte la morte, perché il lato di fuori è sempre più vero del lato di dentro, tanto che è il lato di fuori che si vede. ([[Fernando Pessoa]])
*Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno. ([[Fernando Pessoa]])
*Vuoi la pace? L'hai, ma con la morte. Vuoi la «vita» (cioè l'agitazione e la passionalità vitale)? L'hai, ma con l'irrequietezza, la fluttuazione continua tra mancanza e sazietà, tra contento e malcontento, tra gioia e dolore: l'hai, cioè, col tormento. La pace è la morte. La vita è il tormento. ([[Giuseppe Rensi]])
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*''Dubbio''. Se l'uomo sia una macchina fatta per vivere ovvero per morire.
*La vita: uno squarcio di luce che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude.
*Qualunque cosa si dica, la vita è più antica e più forte della morte: nulla è morto che non fosse prima nato.
*Questo atroce privilegio di vedere in ogni vivente un morto in incubazione...
*Se la vita è un refuso, la morte è l<nowiki>'</nowiki>''errata corrige''.
*Se tanto ti turba dover abbandonare una vita minuziosamente infelice, vorrà dire che il bilancio ne è stato, contro ogni apparenza, in attivo; e che il semplice respirare e guardare la luce ti compensò d'ogni strazio. Convinciti dunque, finché respiri e guardi, che sei beato e perfetto: un irripetibile dio.
*Vivere al di sopra dei propri mezzi, lo fanno in tanti. Morire, nessuno.
===[[Samuel Butler]]===
*Anche il mondo, per quanto mondano sia, conserva tuttavia istintivamente – e come per atto di fede – la convinzione incrollabile che siano più degni coloro che sono morti sull'altare che non quelli che vi hanno vissuto, quando morire costituiva un dovere.
*Perché se gli uomini non temono la morte più del necessario, finiscono per corteggiarla più del necessario. Si può esaltare la morte solo se si disdegna la vita; tuttavia, secondo lui, una moderata certezza di onore e rinomanza dopo la morte è un conforto più vero per chi muore, e un più reale incentivo ad agire rettamente nella vita.
*Se la vita non deve essere presa troppo seriamente, la morte neppure.
*Sembra dunque che non esista una vita assoluta se non combinata con una certa dose di morte, né una morte assoluta se non combinata con una qualche dose di vita, almeno finché non sia sparito ogni postumo potere di influenza. Questo, forse, intendeva Figliodelsole quando diceva che nel mezzo della vita siamo morti, e nel mezzo della morte siamo vivi.
*Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La [[morte]] sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo.
===[[Emily Dickinson]]===
*''Come piano per il Meriggio e piano per la Notte | cosi differiscono Vita e Morte | in esplicita Prospettiva – | il Piede sulla Terra || a Distanze, e Compimenti, tende, | il Piede sulla Tomba | porta lo sforzo a Conclusione | assistito fievolmente, dall'Amore.''
*È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte.
*''Fossi stata Io a guadagnare l'Altezza – | Fossero stati Loro, a fallire! | Quante cose chi Muore interpreterebbe – | Potessero vivere, lo farebbero!''
*''La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita.''
*''Uno più Uno – fa Uno – | Due – si finisca di usarlo – | va bene per la scuola – | ma per la Scelta interiore – || Vita – soltanto – O Morte – | o l'Eternità – | di più – sarebbe troppo vasto | per la Capacità dell'Anima.''
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*È molto malsano vivere. Chi vive, muore.
*Il fatto che sia morto, non significa affatto che sia vissuto.
*La vita di un uomo finisce a volte con la morte di un altro.
*Paghiamo con la vita o con la morte valuta equivalente.
===[[Marcello Marchesi]]===
*''Bella | la vita di adesso: | si vive più a lungo | si muore più spesso.''
*Chi muore giace e chi vive fa un telegramma.
*L'importante è che la morte ci trovi vivi.
===[[Jules Renard]]===
*Immaginate la vita senza la morte. Per la disperazione si tenterebbe tutti i giorni di uccidersi.
*La morte degli altri ci aiuta a vivere.
*La paura della morte fa amare il lavoro che è tutta la vita.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi male vive, male muore.
*Chi più vive, più muore.
*Con poco si vive, con niente si muore.
===[[Proverbi toscani|Toscani]]===
*Chi ben vive, ben muore.
*Chi muore giace e chi vive si dà pace.
*È meglio morir con onore, che vivere con [[vergogna]].
*È meglio viver piccolo che morir grande.
*Il primo passo che ci conduce alla vita, ci conduce alla morte.
*La vita cerca la morte.
*Non s'impara mai a vivere sino alla morte.
==Voci correlate==
*[[Mortalità]]
*[[Morte]]
*[[Nascita e morte]]
*[[Vita]]
*[[Vivere]]
[[Categoria:Dicotomie]]
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Riccardo Cucchi
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[[File:Riccardo Cucchi.jpg|thumb|Riccardo Cucchi (2020)]]
'''Riccardo Maria Cucchi''' (1952 – vivente), giornalista ed ex radiocronista sportivo italiano.
==Citazioni di Riccardo Cucchi==
{{cronologico}}
*È stato il maestro – insieme ad [[Enrico Ameri|Ameri]] e Provenzali – di un'intera generazione di radiocronisti [...]. Le 40 Chesterfield senza filtro, e i colletti delle camicie di [[Sandro Ciotti]] fanno parte della nostra storia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1137389319651346 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 18 luglio 2016.</ref>
*Conosco le imprese del [[Grande Torino]] grazie ai racconti di mio padre, torinese e torinista. È come se fossi stato al Filadelfia: è come se avessi visto Valentino Mazzola rimboccarsi le maniche della sua maglia granata e suonare la carica; è come se fossi ancora stordito dopo la tragedia di Superga. E invece non ero ancora nato. Ma ogni anno il 4 maggio il mio pensiero va a quella squadra che giocava un calcio bellissimo e vinceva con il cuore.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1418210304902578 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 maggio 2017.</ref>
*Oggi [[Video Assistant Referee|Var]] protagonista. E come sempre dividerà. Ho pensato dal primo momento che non avrebbe rimosso le polemiche. Il suo scopo è ridurre gli errori. Ma anche davanti alle immagini c'è chi contesterà le scelte di oggi. Perché? Perché il calcio non è una scienza esatta. E non si può pretendere che lo diventi grazie alle telecamere e ai replay.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/1683810935009179 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 dicembre 2017.</ref>
*Abbiamo ricordato [[Davide Astori|Astori]], su tutti i campi. E ci siamo emozionati ancora una volta. Perché la sua morte ci ha colpito così tanto? Non era un protagonista, non era un "divo" del calcio. E nemmeno della tv. Era solo un calciatore. Nei suoi occhi leggevamo passione, lealtà, amore per questo gioco. Nessuna esibizione di forza, arroganza e presunzione. Solo dedizione alla squadra e ai compagni. E gentilezza. Ecco: gentilezza. Lo piangiamo perché Davide è riuscito dove noi fatichiamo. È riuscito a rimanere un uomo, un padre, un marito, un figlio, un calciatore gentile. In un mondo, quello del calcio, dove l'odio, la furbizia, il denaro, la faziosità regnano indisturbati. <ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/2281977611859172 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sull'ultima giornata del campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Purtroppo, se prima di quella partita del 2002, il 5 maggio richiamava in tutti noi, che siamo stati studenti, [[5 maggio|la poesia dedicata a Napoleone]], con il celebre verso "Ei fu siccome immobile", io credo che da quella gara per tutti gli appassionati di calcio quel verso è passato in secondo piano e il 5 maggio è diventato ormai quello che è successo all'Olimpico. Quindi c'è stato un cambiamento di simbologie legate al 5 maggio francamente imprevedibile. Quella data è diventata una data simbolo del dramma interista e della gioia juventina. Oggi se io scrivessi su Twitter o su Facebook una frase in cui ci fosse scritto "il 5 maggio", in pochi penserebbero a Napoleone.<ref name="Camedda">Dall'intervista di Paolo Camedda, ''[https://www.goal.com/it/notizie/riccardo-cucchi-racconta-il-5-maggio-2002-il-crollo/14qhmthcxe0vg1szysaiokconv Riccardo Cucchi racconta il 5 maggio 2002: "Il crollo dell'Inter e un'atmosfera surreale"]'', ''goal.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*Dopo aver vissuto il [[Calcio (sport)|calcio]] per 40 anni al microfono, e ancor prima, per 60 anni, da appassionato che entrava negli stadi e si godeva le partite tifando, ho la convinzione nettissima, profondissima che il calcio non è solo un gioco. Se noi pensassimo che il calcio sia solo un gioco, non lo capiremmo. Più di una volta mi sono trovato a dire che dietro a quella palla che rotola si snodano le nostre vite. Il calcio è una grande rappresentazione umana. In molti, prima di me, hanno scritto che quei 90 minuti sono simili alla vita di ognuno di noi. Ci si alza, si piange, si gioisce, si prova a reagire. Il calcio è tutto questo. Una grande rappresentazione umana, al di là del fatto che sia gioco, che sia sport.<ref name="Camedda"/>
*[...] smettendo di lavorare al microfono, ho dichiarato di essere laziale. Perché non l'ho fatto prima? Perché sentivo una responsabilità. Raccontavo calcio per tutti. Chi ha un ruolo pubblico ha anche degli obblighi etici. Semplicemente.<ref>Da un [https://twitter.com/CucchiRiccardo/status/1624698884470579201 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 12 febbraio 2023.</ref>
*{{NDR|Commentando il rendimento della [[Juventus Football Club 2023-2024|Juventus nella stagione 2023-2024]]}} La Juventus chiude con la qualificazione Champions e un trofeo. Torna a vincere dopo due anni. Due anni complicati. Non credo potesse fare di più. A meno che non si pensi che fosse da scudetto. Per me, non lo era. Ad [[Massimiliano Allegri|Allegri]] si può rimproverare di non aver trovato un gioco che fosse divertente. Non che non abbia centrato gli obiettivi. E soprattutto gli va dato atto di aver gestito una squadra tra le meno forti e competitive degli ultimi anni. Con spirito di servizio e di attaccamento alla società. E forse avrebbe meritato un addio diverso, visto che spesso è stato lasciato solo nelle tempeste. I nervi hanno ceduto, alla fine. È indubbio. E forse anche umano. Allegri non si può giustificare ma nemmeno impalare sulla pubblica piazza. In molte occasioni la Juventus è stata solo lui. E nessun altro.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid031eGevzrCcai3g8RbfKwE44ZDg29m8bKEvGihfZpcwwe98N95f4aHeJGhE3rvzNbEl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 17 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2024-2025]]}} Un vero tracollo, una partita che l'Inter non è riuscita a giocare. I neroazzurri sono entrati in campo timorosi, poco sicuri di sé. Dall'altra parte un PSG che con il pressing, il palleggio, il movimento ha nascosto la palla agli avversari. Una finale senza storia, purtroppo. Complimenti a Luis Enrique. Ha creato una squadra di giocatori, non di figurine. A conferma che nel calcio non bastano spettacolari individualità per vincere. Occorre una squadra. Luis Enrique deve condividere il merito di questo successo con Campos, tra i migliori manager d'Europa. E naturalmente con con il suo Presidente che ha investito milioni e milioni per vincere una Champions. Ma ha impiegato 13 anni per riuscirci e ha centrato il traguardo quando ha trovato l'allenatore giusto, uno che pretende qualità, e il PSG ne ha tanta, ma soprattutto un collettivo. Parigini troppo forti per l'Inter di fine stagione.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid02RGxpCy78BUf7wEZiHE5p9EjvwXLRguQ5PAgLN6bcPih76A93H9TVqwgDDQtSJqgfl?locale=it_IT post] su ''facebook.com'', 1° giugno 2025.</ref>
*L'[[United States Immigration and Customs Enforcement|ICE]] è una banda armata al servizio di Trump.<ref>Da un [https://www.facebook.com/riccardo.cucchi.31/posts/pfbid0soecP59QdVskjZfUFJPgvUAK9BdAqieHJS3Mfxs3dzCpXDRqsF5p5bpoXVaF7YC7l post] su ''facebook.com'', 25 gennaio 2026.</ref>
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" [[Campionato mondiale di calcio 2026|Coppa del Mondo]], la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato.<ref name=articolo>Da ''[https://www.articolo21.org/2026/06/i-mondiali-dellesclusione/ I Mondiali dell'esclusione]'', ''articolo21.org'', 13 giugno 2026.</ref>
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L.arroganza della forza.<ref name=articolo/>
{{Int|''Decidere e raccontare in tempo reale accomunati da 90 anni''|Da ''L'arbitro'', dicembre 2014, p. 19.}}
*C'è qualcosa che accomuna [[arbitro|arbitri]] e radiocronisti. Entrambi usano i loro occhi e la loro esperienza per fare il loro lavoro: decidere e raccontare una partita. Dentro lo stadio; in campo gli uni, in tribuna gli altri. Non sul divano di casa o in uno studio TV con 24 telecamere e decine di replay. Decidono e raccontano in tempo reale, cercando di capire e rischiando di sbagliare.
*La [[radio]] e il calcio. Binomio inscindibile fin dagli albori, quando le voci giungevano gracchianti da stadi gremiti "al limite della capienza". Si narra che quando [[Nicolò Carosio|Carosio]] propose di raccontare il calcio alla radio, i dirigenti dell'EIAR tentennassero, ritenendo impossibile l'impresa. Carosio fu la voce dei mondiali del 1934 e del 1938, unico radiocronista della storia a raccontare due volte l'Italia campione del mondo. Ebbe ragione lui. Il calcio si poteva raccontare, eccome.
*La radio è stata innovativa e non si è smarrita con la nascita della televisione. Con orgoglio, e magari poca lungimiranza, ingegneri, tecnici e giornalisti guardarono con diffidenza nel '54 all'avvio dei programmi TV, la radio che si vede. "Non avrà futuro" dicevano scuotendo la testa, fedeli alla forza evocativa, espressiva e puntuale del mezzo radiofonico.
{{Int|''[http://www.rivistaundici.com/2018/09/20/tutto-il-calcio-minuto-per-minuto/ Calcio da ascoltare]''|Intervista di Alessandro Cappelli, ''rivistaundici.com'', 20 settembre 2018.}}
*Fin quando ho fatto [[radio]] mi capitava di essere riconosciuto per la mia voce, magari entravo in un bar per un caffè o salivo sul taxi e mi dicevano "Ehi, lei è quello che fa la partita". Oppure, "Ti ho ascoltato ieri". [...] Poi l'anno scorso ho fatto [[tv]] alla ''Domenica Sportiva'' e la gente ha iniziato a dirmi "Ti ho visto ieri", io rispondevo, "ma mi hai anche ascoltato?", e spesso non ricevevo nessuna risposta. La differenza è questa: alla radio ti ascoltano, alla tv ti guardano, ma a volte nessuno ascolta.
*{{NDR|Su [[Carlo Ancelotti]]}} Lui trasmette quella sana umanità di stampo emiliano che lo caratterizza. È ironico, saggio, tranquillo. [...] {{NDR|Ha la}} capacità di allenare la squadra, ma in un certo senso anche di allenare il pubblico ad un certo modo di concepire il [[Calcio (sport)|calcio]]. La saggezza, la calma, la quiete che trasmette Carlo a volte è così forte che può condizionare la squadra e l'ambiente.
*Il [[giornalista]] è un testimone, cioè uno che le cose le racconta quando le vede. Bisogna muoversi, viaggiare. Il [[giornalismo]] da computer vede una realtà già filtrata, e la legge in questo modo.
*Ho l'impressione che ci si stia disabituando all'uso della [[parola]], in tutti i campi. Si parla troppo, o non si parla affatto. Lavorando in radio ho imparato che le parole da usare devono essere quelle giuste, nel numero ma anche nello spazio e nel tempo. Bisogna avere un'unità di misura corretta. Diciamoci la verità, proprio come nella vita, a volte servono molte parole, altre volte ne bastano pochissime. Le parole sono importanti. Non sciupiamole.
*Ritengo che il calcio più bello sia quello che si vede allo stadio perché scegli tu cosa vuoi vedere, perché l'inquadratura della tv ti limita, per forza. Non vedi tante cose. Poi credo che l'emozione possa arrivare soltanto da una voce, una voce che emerge in un boato dello stadio. E grida "[[Gol|Rete]]!". In quel momento qualunque cuore comincia a battere forte. Credo che quell'emozione unica sia l'essenza stessa del calcio.
==Citazioni su Riccardo Cucchi==
*A te il nostro applauso per averci emozionato per davvero in un mondo finto. Riccardo Cucchi simbolo del nostro calcio.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria nerazzura poco prima dell'incontro di Serie A tra Inter ed Empoli del 12 febbraio 2017, volto ad omaggiare Riccardo Cucchi, alla sua ultima radiocronaca per la trasmissione ''[[Tutto il calcio minuto per minuto]]''.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cucchi, Riccardo}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Radiocronisti sportivi italiani]]
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[[File:Riccardo Cucchi.jpg|thumb|Riccardo Cucchi (2020)]]
'''Riccardo Maria Cucchi''' (1952 – vivente), giornalista ed ex radiocronista sportivo italiano.
==Citazioni di Riccardo Cucchi==
{{cronologico}}
*È stato il maestro – insieme ad [[Enrico Ameri|Ameri]] e Provenzali – di un'intera generazione di radiocronisti [...]. Le 40 Chesterfield senza filtro, e i colletti delle camicie di [[Sandro Ciotti]] fanno parte della nostra storia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1137389319651346 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 18 luglio 2016.</ref>
*Conosco le imprese del [[Grande Torino]] grazie ai racconti di mio padre, torinese e torinista. È come se fossi stato al Filadelfia: è come se avessi visto Valentino Mazzola rimboccarsi le maniche della sua maglia granata e suonare la carica; è come se fossi ancora stordito dopo la tragedia di Superga. E invece non ero ancora nato. Ma ogni anno il 4 maggio il mio pensiero va a quella squadra che giocava un calcio bellissimo e vinceva con il cuore.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1418210304902578 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 maggio 2017.</ref>
*Oggi [[Video Assistant Referee|Var]] protagonista. E come sempre dividerà. Ho pensato dal primo momento che non avrebbe rimosso le polemiche. Il suo scopo è ridurre gli errori. Ma anche davanti alle immagini c'è chi contesterà le scelte di oggi. Perché? Perché il calcio non è una scienza esatta. E non si può pretendere che lo diventi grazie alle telecamere e ai replay.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/1683810935009179 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 dicembre 2017.</ref>
*Abbiamo ricordato [[Davide Astori|Astori]], su tutti i campi. E ci siamo emozionati ancora una volta. Perché la sua morte ci ha colpito così tanto? Non era un protagonista, non era un "divo" del calcio. E nemmeno della tv. Era solo un calciatore. Nei suoi occhi leggevamo passione, lealtà, amore per questo gioco. Nessuna esibizione di forza, arroganza e presunzione. Solo dedizione alla squadra e ai compagni. E gentilezza. Ecco: gentilezza. Lo piangiamo perché Davide è riuscito dove noi fatichiamo. È riuscito a rimanere un uomo, un padre, un marito, un figlio, un calciatore gentile. In un mondo, quello del calcio, dove l'odio, la furbizia, il denaro, la faziosità regnano indisturbati. <ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/2281977611859172 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sull'ultima giornata del campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Purtroppo, se prima di quella partita del 2002, il 5 maggio richiamava in tutti noi, che siamo stati studenti, [[5 maggio|la poesia dedicata a Napoleone]], con il celebre verso "Ei fu siccome immobile", io credo che da quella gara per tutti gli appassionati di calcio quel verso è passato in secondo piano e il 5 maggio è diventato ormai quello che è successo all'Olimpico. Quindi c'è stato un cambiamento di simbologie legate al 5 maggio francamente imprevedibile. Quella data è diventata una data simbolo del dramma interista e della gioia juventina. Oggi se io scrivessi su Twitter o su Facebook una frase in cui ci fosse scritto "il 5 maggio", in pochi penserebbero a Napoleone.<ref name="Camedda">Dall'intervista di Paolo Camedda, ''[https://www.goal.com/it/notizie/riccardo-cucchi-racconta-il-5-maggio-2002-il-crollo/14qhmthcxe0vg1szysaiokconv Riccardo Cucchi racconta il 5 maggio 2002: "Il crollo dell'Inter e un'atmosfera surreale"]'', ''goal.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*Dopo aver vissuto il [[Calcio (sport)|calcio]] per 40 anni al microfono, e ancor prima, per 60 anni, da appassionato che entrava negli stadi e si godeva le partite tifando, ho la convinzione nettissima, profondissima che il calcio non è solo un gioco. Se noi pensassimo che il calcio sia solo un gioco, non lo capiremmo. Più di una volta mi sono trovato a dire che dietro a quella palla che rotola si snodano le nostre vite. Il calcio è una grande rappresentazione umana. In molti, prima di me, hanno scritto che quei 90 minuti sono simili alla vita di ognuno di noi. Ci si alza, si piange, si gioisce, si prova a reagire. Il calcio è tutto questo. Una grande rappresentazione umana, al di là del fatto che sia gioco, che sia sport.<ref name="Camedda"/>
*[...] smettendo di lavorare al microfono, ho dichiarato di essere laziale. Perché non l'ho fatto prima? Perché sentivo una responsabilità. Raccontavo calcio per tutti. Chi ha un ruolo pubblico ha anche degli obblighi etici. Semplicemente.<ref>Da un [https://twitter.com/CucchiRiccardo/status/1624698884470579201 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 12 febbraio 2023.</ref>
*{{NDR|Commentando il rendimento della [[Juventus Football Club 2023-2024|Juventus nella stagione 2023-2024]]}} La Juventus chiude con la qualificazione Champions e un trofeo. Torna a vincere dopo due anni. Due anni complicati. Non credo potesse fare di più. A meno che non si pensi che fosse da scudetto. Per me, non lo era. Ad [[Massimiliano Allegri|Allegri]] si può rimproverare di non aver trovato un gioco che fosse divertente. Non che non abbia centrato gli obiettivi. E soprattutto gli va dato atto di aver gestito una squadra tra le meno forti e competitive degli ultimi anni. Con spirito di servizio e di attaccamento alla società. E forse avrebbe meritato un addio diverso, visto che spesso è stato lasciato solo nelle tempeste. I nervi hanno ceduto, alla fine. È indubbio. E forse anche umano. Allegri non si può giustificare ma nemmeno impalare sulla pubblica piazza. In molte occasioni la Juventus è stata solo lui. E nessun altro.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid031eGevzrCcai3g8RbfKwE44ZDg29m8bKEvGihfZpcwwe98N95f4aHeJGhE3rvzNbEl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 17 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2024-2025]]}} Un vero tracollo, una partita che l'Inter non è riuscita a giocare. I neroazzurri sono entrati in campo timorosi, poco sicuri di sé. Dall'altra parte un PSG che con il pressing, il palleggio, il movimento ha nascosto la palla agli avversari. Una finale senza storia, purtroppo. Complimenti a Luis Enrique. Ha creato una squadra di giocatori, non di figurine. A conferma che nel calcio non bastano spettacolari individualità per vincere. Occorre una squadra. Luis Enrique deve condividere il merito di questo successo con Campos, tra i migliori manager d'Europa. E naturalmente con con il suo Presidente che ha investito milioni e milioni per vincere una Champions. Ma ha impiegato 13 anni per riuscirci e ha centrato il traguardo quando ha trovato l'allenatore giusto, uno che pretende qualità, e il PSG ne ha tanta, ma soprattutto un collettivo. Parigini troppo forti per l'Inter di fine stagione.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid02RGxpCy78BUf7wEZiHE5p9EjvwXLRguQ5PAgLN6bcPih76A93H9TVqwgDDQtSJqgfl?locale=it_IT post] su ''facebook.com'', 1° giugno 2025.</ref>
*L'[[United States Immigration and Customs Enforcement|ICE]] è una banda armata al servizio di Trump.<ref>Da un [https://www.facebook.com/riccardo.cucchi.31/posts/pfbid0soecP59QdVskjZfUFJPgvUAK9BdAqieHJS3Mfxs3dzCpXDRqsF5p5bpoXVaF7YC7l post] su ''facebook.com'', 25 gennaio 2026.</ref>
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" [[Campionato mondiale di calcio 2026|Coppa del Mondo]], la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato.<ref name=articolo>Da ''[https://www.articolo21.org/2026/06/i-mondiali-dellesclusione/ I Mondiali dell'esclusione]'', ''articolo21.org'', 13 giugno 2026.</ref>
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.<ref name=articolo/>
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l' identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid0GS8MPsbV6qpqTTv7Y53Aip7mwcRxYKatgd1gDXV2p1FRyWkjRguYuQ1zU37RNDYRl post] su ''facebook.com'', 29 giugno 2026.</ref>
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid02kZcgD53Nk7YWxnJ3JFuGh4EBa7nNzYNbMSs7qWNUGWUp8KieCFCBjTsiK5JAPvRQl post] su ''facebook.com'', 21 luglio 2026.</ref>
{{Int|''Decidere e raccontare in tempo reale accomunati da 90 anni''|Da ''L'arbitro'', dicembre 2014, p. 19.}}
*C'è qualcosa che accomuna [[arbitro|arbitri]] e radiocronisti. Entrambi usano i loro occhi e la loro esperienza per fare il loro lavoro: decidere e raccontare una partita. Dentro lo stadio; in campo gli uni, in tribuna gli altri. Non sul divano di casa o in uno studio TV con 24 telecamere e decine di replay. Decidono e raccontano in tempo reale, cercando di capire e rischiando di sbagliare.
*La [[radio]] e il calcio. Binomio inscindibile fin dagli albori, quando le voci giungevano gracchianti da stadi gremiti "al limite della capienza". Si narra che quando [[Nicolò Carosio|Carosio]] propose di raccontare il calcio alla radio, i dirigenti dell'EIAR tentennassero, ritenendo impossibile l'impresa. Carosio fu la voce dei mondiali del 1934 e del 1938, unico radiocronista della storia a raccontare due volte l'Italia campione del mondo. Ebbe ragione lui. Il calcio si poteva raccontare, eccome.
*La radio è stata innovativa e non si è smarrita con la nascita della televisione. Con orgoglio, e magari poca lungimiranza, ingegneri, tecnici e giornalisti guardarono con diffidenza nel '54 all'avvio dei programmi TV, la radio che si vede. "Non avrà futuro" dicevano scuotendo la testa, fedeli alla forza evocativa, espressiva e puntuale del mezzo radiofonico.
{{Int|''[http://www.rivistaundici.com/2018/09/20/tutto-il-calcio-minuto-per-minuto/ Calcio da ascoltare]''|Intervista di Alessandro Cappelli, ''rivistaundici.com'', 20 settembre 2018.}}
*Fin quando ho fatto [[radio]] mi capitava di essere riconosciuto per la mia voce, magari entravo in un bar per un caffè o salivo sul taxi e mi dicevano "Ehi, lei è quello che fa la partita". Oppure, "Ti ho ascoltato ieri". [...] Poi l'anno scorso ho fatto [[tv]] alla ''Domenica Sportiva'' e la gente ha iniziato a dirmi "Ti ho visto ieri", io rispondevo, "ma mi hai anche ascoltato?", e spesso non ricevevo nessuna risposta. La differenza è questa: alla radio ti ascoltano, alla tv ti guardano, ma a volte nessuno ascolta.
*{{NDR|Su [[Carlo Ancelotti]]}} Lui trasmette quella sana umanità di stampo emiliano che lo caratterizza. È ironico, saggio, tranquillo. [...] {{NDR|Ha la}} capacità di allenare la squadra, ma in un certo senso anche di allenare il pubblico ad un certo modo di concepire il [[Calcio (sport)|calcio]]. La saggezza, la calma, la quiete che trasmette Carlo a volte è così forte che può condizionare la squadra e l'ambiente.
*Il [[giornalista]] è un testimone, cioè uno che le cose le racconta quando le vede. Bisogna muoversi, viaggiare. Il [[giornalismo]] da computer vede una realtà già filtrata, e la legge in questo modo.
*Ho l'impressione che ci si stia disabituando all'uso della [[parola]], in tutti i campi. Si parla troppo, o non si parla affatto. Lavorando in radio ho imparato che le parole da usare devono essere quelle giuste, nel numero ma anche nello spazio e nel tempo. Bisogna avere un'unità di misura corretta. Diciamoci la verità, proprio come nella vita, a volte servono molte parole, altre volte ne bastano pochissime. Le parole sono importanti. Non sciupiamole.
*Ritengo che il calcio più bello sia quello che si vede allo stadio perché scegli tu cosa vuoi vedere, perché l'inquadratura della tv ti limita, per forza. Non vedi tante cose. Poi credo che l'emozione possa arrivare soltanto da una voce, una voce che emerge in un boato dello stadio. E grida "[[Gol|Rete]]!". In quel momento qualunque cuore comincia a battere forte. Credo che quell'emozione unica sia l'essenza stessa del calcio.
==Citazioni su Riccardo Cucchi==
*A te il nostro applauso per averci emozionato per davvero in un mondo finto. Riccardo Cucchi simbolo del nostro calcio.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria nerazzura poco prima dell'incontro di Serie A tra Inter ed Empoli del 12 febbraio 2017, volto ad omaggiare Riccardo Cucchi, alla sua ultima radiocronaca per la trasmissione ''[[Tutto il calcio minuto per minuto]]''.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cucchi, Riccardo}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Radiocronisti sportivi italiani]]
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/* Citazioni di Riccardo Cucchi */
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text/x-wiki
[[File:Riccardo Cucchi.jpg|thumb|Riccardo Cucchi (2020)]]
'''Riccardo Maria Cucchi''' (1952 – vivente), giornalista ed ex radiocronista sportivo italiano.
==Citazioni di Riccardo Cucchi==
{{cronologico}}
*È stato il maestro – insieme ad [[Enrico Ameri|Ameri]] e Provenzali – di un'intera generazione di radiocronisti [...]. Le 40 Chesterfield senza filtro, e i colletti delle camicie di [[Sandro Ciotti]] fanno parte della nostra storia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1137389319651346 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 18 luglio 2016.</ref>
*Conosco le imprese del [[Grande Torino]] grazie ai racconti di mio padre, torinese e torinista. È come se fossi stato al Filadelfia: è come se avessi visto Valentino Mazzola rimboccarsi le maniche della sua maglia granata e suonare la carica; è come se fossi ancora stordito dopo la tragedia di Superga. E invece non ero ancora nato. Ma ogni anno il 4 maggio il mio pensiero va a quella squadra che giocava un calcio bellissimo e vinceva con il cuore.<ref>Da un [https://www.facebook.com/RiccardoCucchi/posts/1418210304902578 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 maggio 2017.</ref>
*Oggi [[Video Assistant Referee|Var]] protagonista. E come sempre dividerà. Ho pensato dal primo momento che non avrebbe rimosso le polemiche. Il suo scopo è ridurre gli errori. Ma anche davanti alle immagini c'è chi contesterà le scelte di oggi. Perché? Perché il calcio non è una scienza esatta. E non si può pretendere che lo diventi grazie alle telecamere e ai replay.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/1683810935009179 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 dicembre 2017.</ref>
*Abbiamo ricordato [[Davide Astori|Astori]], su tutti i campi. E ci siamo emozionati ancora una volta. Perché la sua morte ci ha colpito così tanto? Non era un protagonista, non era un "divo" del calcio. E nemmeno della tv. Era solo un calciatore. Nei suoi occhi leggevamo passione, lealtà, amore per questo gioco. Nessuna esibizione di forza, arroganza e presunzione. Solo dedizione alla squadra e ai compagni. E gentilezza. Ecco: gentilezza. Lo piangiamo perché Davide è riuscito dove noi fatichiamo. È riuscito a rimanere un uomo, un padre, un marito, un figlio, un calciatore gentile. In un mondo, quello del calcio, dove l'odio, la furbizia, il denaro, la faziosità regnano indisturbati. <ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/2281977611859172 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sull'ultima giornata del campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Purtroppo, se prima di quella partita del 2002, il 5 maggio richiamava in tutti noi, che siamo stati studenti, [[5 maggio|la poesia dedicata a Napoleone]], con il celebre verso "Ei fu siccome immobile", io credo che da quella gara per tutti gli appassionati di calcio quel verso è passato in secondo piano e il 5 maggio è diventato ormai quello che è successo all'Olimpico. Quindi c'è stato un cambiamento di simbologie legate al 5 maggio francamente imprevedibile. Quella data è diventata una data simbolo del dramma interista e della gioia juventina. Oggi se io scrivessi su Twitter o su Facebook una frase in cui ci fosse scritto "il 5 maggio", in pochi penserebbero a Napoleone.<ref name="Camedda">Dall'intervista di Paolo Camedda, ''[https://www.goal.com/it/notizie/riccardo-cucchi-racconta-il-5-maggio-2002-il-crollo/14qhmthcxe0vg1szysaiokconv Riccardo Cucchi racconta il 5 maggio 2002: "Il crollo dell'Inter e un'atmosfera surreale"]'', ''goal.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*Dopo aver vissuto il [[Calcio (sport)|calcio]] per 40 anni al microfono, e ancor prima, per 60 anni, da appassionato che entrava negli stadi e si godeva le partite tifando, ho la convinzione nettissima, profondissima che il calcio non è solo un gioco. Se noi pensassimo che il calcio sia solo un gioco, non lo capiremmo. Più di una volta mi sono trovato a dire che dietro a quella palla che rotola si snodano le nostre vite. Il calcio è una grande rappresentazione umana. In molti, prima di me, hanno scritto che quei 90 minuti sono simili alla vita di ognuno di noi. Ci si alza, si piange, si gioisce, si prova a reagire. Il calcio è tutto questo. Una grande rappresentazione umana, al di là del fatto che sia gioco, che sia sport.<ref name="Camedda"/>
*[...] smettendo di lavorare al microfono, ho dichiarato di essere laziale. Perché non l'ho fatto prima? Perché sentivo una responsabilità. Raccontavo calcio per tutti. Chi ha un ruolo pubblico ha anche degli obblighi etici. Semplicemente.<ref>Da un [https://twitter.com/CucchiRiccardo/status/1624698884470579201 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 12 febbraio 2023.</ref>
*{{NDR|Commentando il rendimento della [[Juventus Football Club 2023-2024|Juventus nella stagione 2023-2024]]}} La Juventus chiude con la qualificazione Champions e un trofeo. Torna a vincere dopo due anni. Due anni complicati. Non credo potesse fare di più. A meno che non si pensi che fosse da scudetto. Per me, non lo era. Ad [[Massimiliano Allegri|Allegri]] si può rimproverare di non aver trovato un gioco che fosse divertente. Non che non abbia centrato gli obiettivi. E soprattutto gli va dato atto di aver gestito una squadra tra le meno forti e competitive degli ultimi anni. Con spirito di servizio e di attaccamento alla società. E forse avrebbe meritato un addio diverso, visto che spesso è stato lasciato solo nelle tempeste. I nervi hanno ceduto, alla fine. È indubbio. E forse anche umano. Allegri non si può giustificare ma nemmeno impalare sulla pubblica piazza. In molte occasioni la Juventus è stata solo lui. E nessun altro.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid031eGevzrCcai3g8RbfKwE44ZDg29m8bKEvGihfZpcwwe98N95f4aHeJGhE3rvzNbEl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 17 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2024-2025]]}} Un vero tracollo, una partita che l'Inter non è riuscita a giocare. I neroazzurri sono entrati in campo timorosi, poco sicuri di sé. Dall'altra parte un PSG che con il pressing, il palleggio, il movimento ha nascosto la palla agli avversari. Una finale senza storia, purtroppo. Complimenti a Luis Enrique. Ha creato una squadra di giocatori, non di figurine. A conferma che nel calcio non bastano spettacolari individualità per vincere. Occorre una squadra. Luis Enrique deve condividere il merito di questo successo con Campos, tra i migliori manager d'Europa. E naturalmente con con il suo Presidente che ha investito milioni e milioni per vincere una Champions. Ma ha impiegato 13 anni per riuscirci e ha centrato il traguardo quando ha trovato l'allenatore giusto, uno che pretende qualità, e il PSG ne ha tanta, ma soprattutto un collettivo. Parigini troppo forti per l'Inter di fine stagione.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid02RGxpCy78BUf7wEZiHE5p9EjvwXLRguQ5PAgLN6bcPih76A93H9TVqwgDDQtSJqgfl?locale=it_IT post] su ''facebook.com'', 1° giugno 2025.</ref>
*L'[[United States Immigration and Customs Enforcement|ICE]] è una banda armata al servizio di Trump.<ref>Da un [https://www.facebook.com/riccardo.cucchi.31/posts/pfbid0soecP59QdVskjZfUFJPgvUAK9BdAqieHJS3Mfxs3dzCpXDRqsF5p5bpoXVaF7YC7l post] su ''facebook.com'', 25 gennaio 2026.</ref>
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" [[Campionato mondiale di calcio 2026|Coppa del Mondo]], la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato.<ref name=articolo>Da ''[https://www.articolo21.org/2026/06/i-mondiali-dellesclusione/ I Mondiali dell'esclusione]'', ''articolo21.org'', 13 giugno 2026.</ref>
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.<ref name=articolo/>
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l'identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid0GS8MPsbV6qpqTTv7Y53Aip7mwcRxYKatgd1gDXV2p1FRyWkjRguYuQ1zU37RNDYRl post] su ''facebook.com'', 29 giugno 2026.</ref>
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino.<ref>Da un [https://www.facebook.com/CucchiRiccardo/posts/pfbid02kZcgD53Nk7YWxnJ3JFuGh4EBa7nNzYNbMSs7qWNUGWUp8KieCFCBjTsiK5JAPvRQl post] su ''facebook.com'', 21 luglio 2026.</ref>
{{Int|''Decidere e raccontare in tempo reale accomunati da 90 anni''|Da ''L'arbitro'', dicembre 2014, p. 19.}}
*C'è qualcosa che accomuna [[arbitro|arbitri]] e radiocronisti. Entrambi usano i loro occhi e la loro esperienza per fare il loro lavoro: decidere e raccontare una partita. Dentro lo stadio; in campo gli uni, in tribuna gli altri. Non sul divano di casa o in uno studio TV con 24 telecamere e decine di replay. Decidono e raccontano in tempo reale, cercando di capire e rischiando di sbagliare.
*La [[radio]] e il calcio. Binomio inscindibile fin dagli albori, quando le voci giungevano gracchianti da stadi gremiti "al limite della capienza". Si narra che quando [[Nicolò Carosio|Carosio]] propose di raccontare il calcio alla radio, i dirigenti dell'EIAR tentennassero, ritenendo impossibile l'impresa. Carosio fu la voce dei mondiali del 1934 e del 1938, unico radiocronista della storia a raccontare due volte l'Italia campione del mondo. Ebbe ragione lui. Il calcio si poteva raccontare, eccome.
*La radio è stata innovativa e non si è smarrita con la nascita della televisione. Con orgoglio, e magari poca lungimiranza, ingegneri, tecnici e giornalisti guardarono con diffidenza nel '54 all'avvio dei programmi TV, la radio che si vede. "Non avrà futuro" dicevano scuotendo la testa, fedeli alla forza evocativa, espressiva e puntuale del mezzo radiofonico.
{{Int|''[http://www.rivistaundici.com/2018/09/20/tutto-il-calcio-minuto-per-minuto/ Calcio da ascoltare]''|Intervista di Alessandro Cappelli, ''rivistaundici.com'', 20 settembre 2018.}}
*Fin quando ho fatto [[radio]] mi capitava di essere riconosciuto per la mia voce, magari entravo in un bar per un caffè o salivo sul taxi e mi dicevano "Ehi, lei è quello che fa la partita". Oppure, "Ti ho ascoltato ieri". [...] Poi l'anno scorso ho fatto [[tv]] alla ''Domenica Sportiva'' e la gente ha iniziato a dirmi "Ti ho visto ieri", io rispondevo, "ma mi hai anche ascoltato?", e spesso non ricevevo nessuna risposta. La differenza è questa: alla radio ti ascoltano, alla tv ti guardano, ma a volte nessuno ascolta.
*{{NDR|Su [[Carlo Ancelotti]]}} Lui trasmette quella sana umanità di stampo emiliano che lo caratterizza. È ironico, saggio, tranquillo. [...] {{NDR|Ha la}} capacità di allenare la squadra, ma in un certo senso anche di allenare il pubblico ad un certo modo di concepire il [[Calcio (sport)|calcio]]. La saggezza, la calma, la quiete che trasmette Carlo a volte è così forte che può condizionare la squadra e l'ambiente.
*Il [[giornalista]] è un testimone, cioè uno che le cose le racconta quando le vede. Bisogna muoversi, viaggiare. Il [[giornalismo]] da computer vede una realtà già filtrata, e la legge in questo modo.
*Ho l'impressione che ci si stia disabituando all'uso della [[parola]], in tutti i campi. Si parla troppo, o non si parla affatto. Lavorando in radio ho imparato che le parole da usare devono essere quelle giuste, nel numero ma anche nello spazio e nel tempo. Bisogna avere un'unità di misura corretta. Diciamoci la verità, proprio come nella vita, a volte servono molte parole, altre volte ne bastano pochissime. Le parole sono importanti. Non sciupiamole.
*Ritengo che il calcio più bello sia quello che si vede allo stadio perché scegli tu cosa vuoi vedere, perché l'inquadratura della tv ti limita, per forza. Non vedi tante cose. Poi credo che l'emozione possa arrivare soltanto da una voce, una voce che emerge in un boato dello stadio. E grida "[[Gol|Rete]]!". In quel momento qualunque cuore comincia a battere forte. Credo che quell'emozione unica sia l'essenza stessa del calcio.
==Citazioni su Riccardo Cucchi==
*A te il nostro applauso per averci emozionato per davvero in un mondo finto. Riccardo Cucchi simbolo del nostro calcio.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria nerazzura poco prima dell'incontro di Serie A tra Inter ed Empoli del 12 febbraio 2017, volto ad omaggiare Riccardo Cucchi, alla sua ultima radiocronaca per la trasmissione ''[[Tutto il calcio minuto per minuto]]''.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cucchi, Riccardo}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Radiocronisti sportivi italiani]]
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Abraham Isaac Kook
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[[File:Avraham Issac Kook portrait cropped.JPG|thumb|Abraham Isaac Kook]]
'''Abraham Isaac Kook''' (1865 – 1935), rabbino e filosofo russo.
*Dio volle che la gente fosse [[vegetarianismo|vegetariana]] e la carne fu promessa come concessione alla debolezza del popolo. Molte proibizioni relative alla macellazione e all'ingerimento di carne furono intese come rimprovero e ricordo, affinché la gente avesse rispetto per la vita; questo alla fine, ai tempi del Messia, avrebbe riportato la gente al vegetarismo.<ref>Da ''Una visione di vegetarianismo e di pace''; citato in Aa. Vv., ''La dieta vegetariana nel Cristianesimo'', Edizioni Il Sentiero, Milano, 2011, p. 39. ISBN 978-88-86604-12-3</ref>
*Il [[latte]] era destinato a nutrire la prole degli animali e non a esser preso con la forza dall'uomo per sé stesso. Il piccolo ha il diritto di godere del latte e dell'amore della madre, ma l'uomo dal cuore duro, influenzato dalla propria mentalità materialistica e superficiale, modifica e corrompe queste funzioni naturali. Così per il cucciolo delicato non è possibile ricevere l'amore della madre e gioire dello splendore della vita.<ref>Citato in [[Will Tuttle]], ''Cibo per la pace'', traduzione di Marta Mariotto, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2014, p. 119. ISBN 978-88-7106-742-1</ref>
*Il libero movimento dell'impulso morale volto a stabilire giustizia per gli animali, e la pretesa di rispetto dei [[diritti degli animali|loro diritti]] da parte dell'umanità, sono celati in una naturale sensibilità medianica degli strati più profondi della [[Torah]].<ref>Citato in [[Andrew Linzey]], ''Teologia animale'', traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998, p. 141. ISBN 978-88-87947-01-4</ref>
==Citazioni su Abraham Isaac Kook==
*Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. ([[Ilan Pappé]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Rabbini della Terra d'Israele]]
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[[File:Avraham Issac Kook portrait cropped.JPG|thumb|Abraham Isaac Kook]]
'''Abraham Isaac Kook''' (1865 – 1935), rabbino e filosofo russo.
==Citazioni di Abraham Isaac Kook==
*Dio volle che la gente fosse [[vegetarianismo|vegetariana]] e la carne fu promessa come concessione alla debolezza del popolo. Molte proibizioni relative alla macellazione e all'ingerimento di carne furono intese come rimprovero e ricordo, affinché la gente avesse rispetto per la vita; questo alla fine, ai tempi del Messia, avrebbe riportato la gente al vegetarismo.<ref>Da ''Una visione di vegetarianismo e di pace''; citato in Aa. Vv., ''La dieta vegetariana nel Cristianesimo'', Edizioni Il Sentiero, Milano, 2011, p. 39. ISBN 978-88-86604-12-3</ref>
*Il [[latte]] era destinato a nutrire la prole degli animali e non a esser preso con la forza dall'uomo per sé stesso. Il piccolo ha il diritto di godere del latte e dell'amore della madre, ma l'uomo dal cuore duro, influenzato dalla propria mentalità materialistica e superficiale, modifica e corrompe queste funzioni naturali. Così per il cucciolo delicato non è possibile ricevere l'amore della madre e gioire dello splendore della vita.<ref>Citato in [[Will Tuttle]], ''Cibo per la pace'', traduzione di Marta Mariotto, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2014, p. 119. ISBN 978-88-7106-742-1</ref>
*Il libero movimento dell'impulso morale volto a stabilire giustizia per gli animali, e la pretesa di rispetto dei [[diritti degli animali|loro diritti]] da parte dell'umanità, sono celati in una naturale sensibilità medianica degli strati più profondi della [[Torah]].<ref>Citato in [[Andrew Linzey]], ''Teologia animale'', traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998, p. 141. ISBN 978-88-87947-01-4</ref>
==Citazioni su Abraham Isaac Kook==
*Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. ([[Ilan Pappé]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Sionismo
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{{voce tematica}}
[[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]]
Citazioni sul '''sionismo'''.
==Citazioni==
*Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]])
*Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]])
*Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]])
*Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]])
*La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]])
*La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]])
*Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]])
*Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]])
*Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]])
*Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]])
*Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])
*Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]])
===[[Albert Einstein]]===
*[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità.
*Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo.
*Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio.
*{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere.
*Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico.
===[[Ilan Pappé]]===
*Essere ebreo sionista nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina.
*I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra.
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del sionismo. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi.
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo.
*La politica sionista iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità.
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista.
*Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni.
*{{ndr|Sul sionismo}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Antisemitismo]]
*[[Ebrei]]
*[[Israele]]
*[[Primo congresso sionista]]
*[[Università Ebraica di Gerusalemme]]
==Altri progetti==
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Carbol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Carbol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
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|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Skekzilla
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
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|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
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|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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2026-07-21T16:23:42Z
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>'''Dracula''': <br>'''Mina''': <br>
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
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|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
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* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
==[[Explicit]]==
'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br>'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br>'''Mina''': Anch'io ti amo.
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. ([[Samantha Morton]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. ([[Samantha Morton]])
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. ([[Samantha Morton]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. ([[Samantha Morton]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. ([[Samantha Morton]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. ([[Samantha Morton]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. ([[Samantha Morton]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. ([[Samantha Morton]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
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|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
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|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Capo Verde
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Flag of Cape Verde (10-17).svg|thumb|Bandiera di Capo Verde]]
Citazioni su '''Capo Verde'''.
*La Chiesa di Capo Verde è la più antica diocesi dell'Africa sub-sahariana per i suoi 500 anni di vita e ha avuto la responsabilità per l'evangelizzazione della maggior parte dei paesi dell'Africa occidentale. ([[Arlindo Gomes Furtado]])
*''Laggiù il Capo Verde costellato di isole, frangiato di schiume e di anse | di spiagge bionde. Una ghirlanda di felicità mischiata alla dolcezza della domenica. | Signore fa' della nostra terra una domenica senza fine. | Ma domani il Capo Verde risorgerà, innalzando i suoi grattacieli bianchi ronzanti potenza, ambizione.'' ([[Léopold Sédar Senghor]])
*''Son dieci caravelle | in cerca di Infinito... | Son dieci caravelle, | senza vela, | in cerca di Infinito... || Alla tempesta e al vento camminano... | e navigano dolcemente | le isole, le figlie | del nero continente.'' ([[Amílcar Cabral]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi di Capo Verde]]
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Danny DeVito
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text/x-wiki
'''Danny DeVito''' (1944 – vivente), attore, regista e produttore cinematografico statunitense di origini italiane.
==Citazioni di Danny DeVito==
*Anche nelle carriere che sembrano andate benissimo come la mia si affrontano momenti difficili. Ci sono sempre ostacoli da superare, anzi, aumentano nel momento esatto in cui le cose cominciano a girare per il verso giusto. Allora fai di tutto per trovare la tua fortuna: ti butti nello Street Theatre, nelle produzioni Off-off-broadway e devi essere pronto quando arriva il tuo momento. A me è successo nel 1978 con la serie tv Taxi; è stato allora che le cose per me sono cambiate. Ma se hai deciso di fare l’artista invece di studiare per diventare, che ne so, banchiere, incontrerai sempre difficoltà. Se vuoi scrivere, dipingere, recitare, ci saranno sempre degli alti e bassi, nessuno è escluso.<ref name=Meattelli>Dall'intervista di Chiara Meattelli ''[https://hotcorn.com/it/film/news/danny-devito-dumbo-intervista-film-live-action-disney-tim-burton/ Danny DeVito: «Il mio debole per Dumbo e per quel grande artista di nome Tim Burton»]'', ''HotCorn.com'', 1 aprile 2019.</ref>
*[[Billy Crystal]] resta il più grande con [[Robin Williams]], dopo di loro vedo solo nebbia. Troppi nuovi comici attingono alla peggior Tv. Io, come tanti altri attori della Hollywood di ieri, mi ispiro sempre alla vita.<ref name=grassi>Dall'intervista di Giovanna Grassi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/gennaio/30/Danny_Vito_avvocato_pensando_Pirandello_co_0_9801307599.shtml Danny De Vito: avvocato, pensando a Pirandello]'', ''archiviostorico.corriere.it'', 30 gennaio 1998, p. 37.</ref>
*[...] Diciamo che mi piacerebbe recitare di nuovo con [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]] perché è un gentleman, al di là dei suoi muscoli.<ref name=grassi />
*[[Tim Burton]] è un artista: dipinge con ciò che ha disposizione e tu diventi parte della sua paletta di colori…<ref name=Meattelli />
==Note==
<references/>
==Filmografia==
===Attore===
{{div col|strette}}
*''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' (1975)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[La guerra dei Roses]]'' (1989)
*''[[Batman - Il ritorno]]'' (1992)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Mars Attacks!]]'' (1996)
*''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'' (1997)
*''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[The Big Kahuna]]'' (2000)
*''[[Il colpo]]'' (2001)
*''[[Anything Else]]'' (2003)
*''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003)
{{div col end}}
===Doppiatore===
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Hercules (film 1997)|Hercules]]'' (1997)
*''[[Duplex - Un appartamento per tre]]'' (2003)
===Produttore===
{{div col|strette}}
*''[[Giovani, carini e disoccupati]]'' (1994)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Out of Sight]]'' (1998)
*''[[Man on the Moon]]'' (1999)
*''[[Erin Brockovich - Forte come la verità]]'' (2000)
*''[[...e alla fine arriva Polly]]'' (2004)
{{div col end}}
===Regia===
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[La guerra dei Roses]]'' (1989)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Duplex - Un appartamento per tre]]'' (2003)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:DeVito, Danny}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
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Ultramaratona
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Danyele
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/* Voci correlate */ +1
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[Immagine:Sahara Race 2011.jpg|thumb|Concorrenti alla partenza dell'edizione 2011 della Sahara Race]]
Citazioni sull''''ultramaratona'''.
*Dopo 70-80 km il corpo è completamente esausto, svuotato e l'energia per andare avanti viene dalla forza mentale e da quella spirituale. È una lotta non contro gli altri ma tra la mente che spinge a continuare e il corpo che vorrebbe arrendersi. Non sarai mai un forte ultramaratoneta se hai avuto una vita facile. In quei momenti l'uomo compie qualcosa di eroico e si innalza al di là dei propri limiti. In questo senso io credo che l'ultramaratona sia al vertice dell'[[atletica leggera|atletica]] e che non riceva la giusta considerazione dal Comitato Olimpico. ([[Yiannis Kouros]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
*[[Maratona]]
==Altri progetti==
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{{s}}
[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Valentina Favazza
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Skekzilla
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text/x-wiki
[[Immagine:Valentina Favazza - Lucca Comics & Games 2015.JPG|thumb|Valentina Favazza a Lucca Comics & Games 2015]]
'''Valentina Favazza''' (1987 – vivente), doppiatrice italiana.
==Citazioni di Valentina Favazza==
*{{NDR|All'osservazione che mentre doppia gesticola e si muove molto}} È qualcosa che aiuta. Un attore usa il fisico e le espressioni del volto per esprimere un particolare stato d'animo o un'emozione, noi dobbiamo basarci solo sulla voce. Spesso gesticolare aiuta a calarci meglio nel personaggio.<ref>Da ''[http://theflashitaliacw.altervista.org/dubbing-day-un-giorno-in-sala-doppiaggio/ Dubbing Day – Un Giorno in Sala Doppiaggio]'', ''theflashitaliacw.altervista.org''.</ref>
*Le difficoltà si incontrano in qualsiasi progetto, perché ogni lavoro merita la stessa attenzione e nessuno va preso sottogamba, che si tratti di cartoni animati prescolari o dell'ultimo film candidato all'[[Premio Oscar|Oscar]], e forse è proprio questo il bello di un lavoro artistico e artigianale: tutto merita lo stesso livello di meticolosità. Una delle lavorazioni che ricordo con piacere è ''[[La teoria del tutto]]'', in cui ho doppiato [[Felicity Jones]] con la direzione di [[Rodolfo Bianchi]].<ref name=telegiornaliste>Da ''[http://www.telegiornaliste.com/interviste/2015/intervista-valentina_favazza.htm Valentina Favazza, ascoltare i maestri del doppiaggio una grande scuola per me]'', ''telegiornaliste.com'', 22 giugno 2015.</ref>
*Non mi capita mai di essere riconosciuta; quando parlo con le persone e si entra in argomento mi ricollegano a qualche film solo facendo molta attenzione al suono della mia voce, a qualche sfumatura. Ho una voce abbastanza camaleontica e penso non sia un pregio né un difetto.<ref name=telegiornaliste />
*Non mi piace essere al centro dell'attenzione ma ho sempre amato recitare. Il doppiaggio quindi era perfetto anche per questo aspetto, potevo essere un’attrice a tutto tondo senza dover rendere conto a nessuno di null'altro se non di quello che sapevo fare.<ref name=marveluniverse>Da ''[http://marveluniverseitalia.altervista.org/intervista-esclusiva-valentina-favazza/ Intervista esclusiva a Valentina Favazza]'', ''marveluniverseitalia.altervista.org'', 19 maggio 2014.</ref>
*{{NDR|Parla del personaggio che doppia in ''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]''}} Skye è un concentrato di fragilità e coraggio e questo mi piace moltissimo: è sempre stimolante affacciarsi a sfumature interpretative così variegate e contrastanti.<ref name=marveluniverse />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il domani che verrà - The Tomorrow Series]]'' (2010)
*''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010)
*''[[Quasi amici - Intouchables]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[40 carati]]'' (2012)
*''[[Biancaneve (film 2012)|Biancaneve]]'' (2012)
*''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012)
*''[[Kick-Ass 2 (film)|Kick-Ass 2]]'' (2013)
*''[[La religiosa]]'' (2013)
*''[[Solo gli amanti sopravvivono]]'' (2013)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[Kingsman - Secret Service]]'' (2014)
*''[[La teoria del tutto]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Million Dollar Arm]]'' (2014)
*''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014)
*''[[Unfriended]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'' (2015)
*''[[Il racconto dei racconti - Tale of Tales]]'' (2015)
*''[[Il sapore del successo]]'' (2015)
*''[[Knock Knock (film 2015)|Knock Knock]]'' (2015)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[Suffragette (film)|Suffragette]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[The Vatican Tapes]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'' (2016)
*''[[Rogue One: A Star Wars Story]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[Il guardiano invisibile]]'' (2017)
*''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017)
*''[[La La Land]]'' (2017)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017)
*''[[Annientamento (film)|Annientamento]]'' (2018)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018)
*''[[Operation Finale]]'' (2018)
*''[[The Nun - La vocazione del male]]'' (2018)
*''[[Inciso nelle ossa]]'' (2019)
*''[[La vita nascosta - Hidden Life]]'' (2019)
*''[[Nell'erba alta (film)|Nell'erba alta]]'' (2019)
*''[[X-Men - Dark Phoenix]]'' (2019)
*''[[Cosa mi lasci di te]]'' (2020)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Mank]]'' (2020)
*''[[Offering to the Storm|Offerta alla tormenta]]'' (2020)
*''[[The Hater]]'' (2020)
*''[[The Midnight Sky]]'' (2020)
*''[[Don't Look Up]]'' (2021)
*''[[Escape Room 2 - Gioco mortale]]'' (2021)
*''[[Il bar delle grandi speranze]]'' (2021)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
*''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024)
*''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'' (2024)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
*''[[28 anni dopo]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Steins;Gate: The Movie - Load Region of Déjà Vu]]'' (2013)
*''[[Flavors of Youth]]'' (2018)
*''[[Spider-Man - Un nuovo universo]]'' (2018)
*''[[La vetta degli dei (film)|La vetta degli dei]]'' (2021)
===Serie animate===
{{div col|strette}}
*''[[Pretty Cure]]'' (2004-in corso)
*''[[Noein]]'' (2005-2006)
*''[[La malinconia di Haruhi Suzumiya]]'' (2006)
*''[[Nana]]'' (2006)
*''[[Sfondamento dei cieli Gurren Lagann]]'' (2007)
*''[[Polli Kung Fu]]'' (2008)
*''[[Pretty Cure#Fresh Pretty Cure!|Fresh Pretty Cure!]]'' (2009)
*''[[Steins;Gate]]'' (2011)
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013, 2017, 2019)
*''[[Steven Universe]]'' (2013)
*''[[Steins;Gate 0]]'' (2018)
*''[[Titans]]'' (2018-2023)
*''[[Hazbin Hotel]]'' (2024 - in corso)
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===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003-in corso)
*''[[Nip/Tuck]]'' (2003-2010)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Zack e Cody sul ponte di comando]]'' (2008-2011)
*''[[Glee]]'' (2009-2015)
*''[[Pretty Little Liars]]'' (2010-in corso)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]'' (2013-in corso)
*''[[Orange Is the New Black]]'' (2013-in corso)
*''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013-2016)
*''[[Under the Dome]]'' (2013-2015)
*''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso)
*''[[Saints & Strangers]]'' (2015)
*''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019)
*''[[Peacemaker (serie televisiva)|Peacemaker]]'' (2022)
*''[[Il problema dei 3 corpi]]'' (2024)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Favazza, Valentina}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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LSD
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{{voce tematica}}
[[File:LSD-2D, 3D.png|thumb|Struttura dell'LSD in 2D e 3D]]
Citazioni sull''''LSD''' (dietilammide-25 dell''''acido lisergico''').
*Cominciai a pensare all'LSD come a un catalizzatore. L'LSD non crea le esperienze, ma le rende possibili. Intendendolo in questo modo, l'LSD diventa paragonabile alla funzione del microscopio in biologia e medicina o del telescopio in astronomia. Non crediamo che il microscopio crei mondi che non ci sono. Osserviamo qualcosa che c'è già, ma che non possiamo studiare senza uno strumento. Anche il telescopio non può creare miliardi di galassie. Ovviamente le galassie ci sono già, ma ci serve il telescopio per osservarle. ([[Stanislav Grof]])
*È la droga. Devo ricordarmi che è la droga che mi fa questo, però... però dicono che l'LSD non fa che amplificare quanto c'è già. Cristo, perché l'ho presa proprio adesso, sono già così confuso... (''[[V for Vendetta]]'')
*– È un caso particolarmente tragico.<br />– Perché tragico, professore?<br />– Non tornava più da un viaggio con l'LSD.<br />– Drogata.<br />– Sì. Sa quali giochi di società si fanno oggigiorno... Vi ricorrono soprattutto i giovani, i quali vogliono ampliare la sfera del sensibile, ma con questi sistemi non si amplia nulla, piuttosto ci si abbrevia la vita. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Feci uso di LSD quando ero al lavoro sul ''[[Il ritorno dello Jedi|Ritorno dello Jedi]]'' e potevo parlare con il mio gatto, Brian. Brian mi accompagnò in un viaggio, strisciai dentro questo armadio e finimmo nel centro della terra per circa 3 miliardi di anni, eravamo in questo mondo di molecole. E andava tutto bene. Era tutto molto calmo. Così poi decisi di tornare al lavoro. Quando camminai lungo il blue screen è stato come -oooh, mi sa che ne ho presa un po' troppo. ([[Phil Tippett]])
*I concetti di volume, colore, prospettiva, sono un modo d'intendersi con la realtà, una serie di simboli per definirla, una mappa, ed era proprio questo rapporto intellettuale che veniva a mancare. Come quella volta che per far contenti dei medici amici che stavano studiando gli effetti dell'LSD, accettai di fare da cavia e bevvi un mezzo bicchiere d'acqua dove dentro era stata lasciata cadere un'infinitesima parte di un milligrammo di acido lisergico. Anche quella volta la realtà degli oggetti, dei colori, della luce, non aveva più alcun senso conosciuto. Le cose erano se stesse, sprofondate in una grande pace luminosa e terrificante. In momenti come quello le cose non ti pesano; non vai a bagnare tutto con la tua persona, come un'ameba. Le cose diventano innocenti perché togli di mezzo te stesso; una verginale esperienza, come il primo uomo può avere visto vallate, praterie, il mare. Un mondo immacolato che palpita di luce e di colori viventi col ritmo del tuo respiro; tu diventi tutte le cose, non sei più separato da loro, sei tu quella nube vertiginosamente alta nel mezzo del cielo, e anche l'azzurro del cielo sei tu, e il rosso dei gerani sul davanzale della finestra, e le foglie, e la trama fibrillante del tessuto di una tenda. ([[Federico Fellini]])
*L'acido gli aveva alterato i meccanismi. La prossima fase sarebbe stata probabilmente uno di quegli incubi introspettivi, diabolici e intensi. Quattro ore o giù di lì di disperazione catatonica. (''[[Paura e delirio a Las Vegas]]'')
*L'LSD è stato un'esperienza incredibile. Non lo raccomanderei a tutti, ma per me. È come se mi avesse fatto introiettare l'idea che la realtà non è qualcosa di fisso. Che ciò che vediamo ogni giorno è una delle possibili realtà, una valida realtà, ma che ce ne sono altre: prospettive diverse in cui altre cose hanno comunque un senso. Tale realizzazione ebbe un effetto profondo su di me. ([[Alan Moore]])
*L'LSD è una scorciatoia attraverso, e oltre, le categorie dell'illusione e della realtà, il falso e il vero; i suoi effetti sono capaci di indurre una facoltà di pensiero accelerata che tanto prima elimina la supremazia delle categorie quanto rapidamente spazza via il campo dalla loro indifferenza e disintegra il tetro, idiota spettacolo della stupidità, al punto di permettere l'incontro con una massa univoca e acategorica che non è solo variegata, mobile, asimmetrica, decentrata, spiraloide e riverberante, ma si alza anche, a ogni istante, come uno sciame di eventi fantasmatici. I processi si accelerano: le strutture (di pensiero e categorizzazione) vengono mostrate, frantumate e superate in rapida successione, e nel momento in cui è liberato dalla sua crisalide catatonica, il pensiero contempla invariabilmente questa equivalenza indefinita trasformata in un evento acuto in sontuosa, decorata ripetizione. ([[Michel Foucault]])
*L'LSD mi faceva bene, mi apriva a un'altra dimensione, mi mostrava il senso della vita e lo scopo dei desideri [...]. Dissolvendo il mio ego, l'LSD ingrandiva le cose veramente importanti e smascherava quelle che prosciugavano la mia energia vitale e mi allontanavano dalla via della bellezza divina [...]. l'LSD mi ha mostrato la profondità del mio io più puro e mi ha aiutato ad accedere alla ricchezza incredibile dell'inconscio. Le droghe psichedeliche, l'LSD e i funghetti allucinogeni sono un grande dono per l'umanità. Tuttavia non sono adatti a tutti, non devono essere presi alla leggera, ma studiati a fondo e da sobri prima dell'uso. ([[Flea]])
*Prendere l'LSD è stata un'esperienza profonda, tra le cose più importanti della mia vita. Mi ha mostrato che c'è un'altra faccia della medaglia: quando l'effetto finisce magari non ricordi più com'è esattamente, ma sai che c'è. Ha rinforzato il mio senso di cosa fosse importante – creare cose significative invece di far soldi, cercare di mettere più cose importanti possibili nel flusso della storia e della conoscenza umana. ([[Steve Jobs]])
*Se hai preso droghe come l'LSD o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. ([[Osho Rajneesh]])
*Se prendi LSD quello che provi dipende interamente da chi sei. ([[Roger Waters]])
*Sentire per qualche ora la realtà in modo profondamente diverso dalla nostra percezione quotidiana, mi ha lasciato una consapevolezza serena della parzialità delle nostre rigide categorie mentali, e della flessibilità e profondità del mondo interiore di cui è capace il nostro cervello. ([[Carlo Rovelli]])
*Si vede facilmente come l’LSD rovescia i rapporti del cattivo umore, della bestialità e del pensiero: ha appena messo fuori circuito la sovranità delle categorie che strappa il fondo alla sua indifferenza e riduce a niente la triste mimica della bestialità; e tutta questa massa univoca e a-categorica, la dà non soltanto a vedere come variegata, mobile, asimmetrica, discentrata, spiraloide, risuonante, ma la fa brulicare ad ogni istante di avvenimenti-fantasmi; scivolando su questa superficie a un tempo puntuale e immensamente vibratoria, il pensiero, libero della sua crisalide catatonica, contempla dall'eterno l'equivalenza indefinita divenuta avvenimento bruciante e ripetizione sontuosamente agghindata. ([[Michel Foucault]])
==Voci correlate==
*[[Droga]]
*[[Psichedelia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Droghe]]
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Gianni Infantino
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[[File:Gianni_Infantino_2011.jpg|thumb|Gianni Infantino nel 2011]]
'''Gianni Infantino''' (1970 – vivente), dirigente sportivo e avvocato svizzero.
== Citazioni di Gianni Infantino ==
{{cronologico}}
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è un valore dominante per moltissime persone nel mondo e impatta le vite di più gente di quanta immaginiamo.<ref name="manda">Dall'intervista di Guido De Carolis e Gaia Piccardi, ''[http://www.corriere.it/sport/16_gennaio_29/infantino-mi-manda-platini-6794f8c8-c603-11e5-b3b7-699cc16119c2.shtml Infantino: «Mi manda Platini per riformare il calcio mondiale»]'', ''Corriere.it'', 29 gennaio 2016.</ref>
*Il calcio va restituito alla [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] e la Fifa al calcio.<ref name="manda"/>
*La Fifa sta attraversando un periodo difficilissimo, ammettiamolo. Benché la sua reputazione sembra compromessa, io penso che se riusciamo a riportarla al centro del villaggio, riformandola con lungimiranza e trasparenza, la Fifa tornerà a essere un'istituzione seria e rispettata.<ref name="manda"/>
*Tutto il mondo sa che tifo [[Football Club Internazionale Milano|Inter]], una squadra che ti fa soffrire ma che quando vince ti dà una gioia enorme. I miei idoli erano [[Alessandro Altobelli|Altobelli]] e [[Evaristo Beccalossi|Beccalossi]].<ref>Citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/infantino-tutto-il-mondo-sa-che-tifo-inter-una-squadra-che-fa-soffrire-ma/ Infantino: "Tutto il mondo sa che tifo Inter, una squadra che fa soffrire, ma..."]'', ''Fcinter1908.it'', 23 dicembre 2016.</ref>
*Già da qualche anno dicevo che questo [[Campionato mondiale di calcio 2018|Mondiale]] sarebbe stato il migliore della storia, oggi posso affermarlo con convinzione: si tratta della migliore Coppa del Mondo di tutti i tempi [...]. La percezione della Russia è cambiata. Migliaia di persone hanno visitato il Paese durante il Mondiale e hanno scoperto un bel paese, un paese ospitale, ricco di storia e cultura.<ref>Dalla conferenza stampa tenutasi allo stadio Luzhniki di Mosca; citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/13-07-2018/infantino-mondiale-russia-calcio-entrato-dna-280580569256.shtml Infantino: "Il Mondiale più bello. In Russia il calcio è entrato nel dna"]'', ''Gazzetta.it'', 13 luglio 2018.</ref>
*In Italia la situazione del [[razzismo]] non è migliorata e questo è grave. ... La situazione non mai è migliorata: ogni volta che succede qualche cosa ne parlano tutti, poi si tende a dimenticare. Bisogna invece esser pesanti e combattere il razzismo, senza abbassare mai la guardia, con pene esemplari.<ref name="grave">Citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2019/09/22/news/razzismo_l_allarme_di_infantino_situazione_in_italia_non_migliora_e_grave_-236671080/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1 Razzismo, l'allarme di Infantino: Situazione in Italia non migliora, è grave]'', ''Repubblica.it'', 22 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} È una realtà, qualcosa incredibile, i [[Campionato mondiale di calcio femminile 2019 |Mondiali di Francia]] di questa estate hanno avuto più di un miliardo di telespettatori. ... Le ragazze giocano al calcio in maniera spettacolare, come Fifa ci crediamo moltissimo e continuiamo a investire.<ref name="grave"/>
*Se ci sono [[razzismo|razzisti]] che abusano dei calciatori, dobbiamo fermare le partite. ... Non possiamo lasciare che i razzisti vincano. Il calcio deve continuare e dobbiamo punire quella gente. ... Devono essere presi ed espulsi dallo stadio, non devono più essere autorizzati a entrare e devono essere avviati procedimenti penali contro di loro... Commettere un abuso razzista è un crimine e dovrebbe essere tale in tutti i paesi del mondo.<ref>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioestero/fifa-infantino-e-il-daspo-mondiale-cacciare-i-razzisti-dagli-stadi_9930641-201902a.shtml FIFA, Infantino e il daspo mondiale: "Cacciare i razzisti dagli stadi"]'', ''SportMediaset'', 17 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al [[campionato mondiale di calcio 2026]]}} Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole.<ref>Dalla conferenza stampa di presentazione della finale Spagna-Argentina; citato in ''[https://www.golssip.it/gossip/calcio/mondiale-infantino-questo-e-il-piu-grande-evento-della-storia-dellumanita/ Mondiale, Infantino: "Questo è il più grande evento della storia dell'umanità"]'', ''gollsip.it'', 19 luglio 2026.</ref>
{{Intestazione|Dalle dichiarazioni alla conferenza stampa di apertura del campionato mondiale di calcio 2022|Citato in Enrico Currò, ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/19/news/infantino_fifa_mondiale_qatar_gay_arabo_lavoratore-375191992/?ref=RHCV-BG-I374880153-P1-S3-T1 Mondiale, Infantino: "Oggi mi sento gay, arabo, lavoratore migrante, disabile". E il capo comunicazione della Fifa fa coming out], ''la Repubblica.it'', 19 novembre 2022.}}
*Oggi ho belle sensazioni. Mi sento Qatari, [[africano]], [[arabo]], [[migrante]], [[gay]]. Sono un figlio di lavoratori migranti. I miei genitori hanno lavorato molto duramente e in difficili condizioni. Ricordo come gli immigrati venivano trattati alle frontiere, quando volevano le cure mediche. Quando sono diventato presidente della Fifa, ho voluto vedere qui le sistemazioni dei lavoratori stranieri e sono tornato alla mia [[infanzia]]. Ma come la [[Svizzera]] a poco a poco è diventata un esempio di [[integrazione]], così sarà per il [[Qatar]].
*Naturalmente io non sono Qatari, arabo, migrante, gay, disabile. Ma so che cosa voglia dire essere [[discriminazione|discriminato]], so che cosa vuole dire essere straniero in un Paese straniero. Da bambino mi [[bullismo|bullizzavano]] perché avevo i [[capelli rossi]], perché ero [[italiano]] e non parlavo bene il [[lingua tedesca|tedesco]]. Ma tu accetti la sfida, provi a farti degli amici, nuovi contatti, non rispondi all'[[insulto]] con l'insulto.
*Se facciamo due passi indietro, il [[Qatar]] offre possibilità a centinaia di migliaia di immigrati e lo fa in maniera legale. Noi in [[Europa]] chiudiamo le frontiere, creiamo stranieri illegali: Per cercare di venire in Europa sono morte 26 mila persone. L'Europa dovrebbe fare come il Qatar, creare condizioni legali per i lavoratori stranieri. Certo, le riforme hanno bisogno di tempo, di anni e anni. Ma chi è qui in Qatar, da lavoratore straniero, lo è in maniera legale e ha tutta l'assistenza, anche sanitaria. In Qatar ognuno è benvenuto di qualunque [[religione]], di qualunque [[orientamento sessuale]] sia. Il [[Campionato mondiale di calcio 2022|Mondiale]] è una straordinaria occasioni di avvicinare il mondo occidentale al mondo arabo. Abbiamo una storia diversa, veniamo da culture diverse, ma facciamo parte dello stesso mondo
*{{NDR|le persone straniere omosessuali in Qatar}} saranno accolte senza discriminazioni, nonostante le leggi che criminalizzano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3.000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri. Queste lezioni morali sono solo ipocrisia
*Anche in Europa non si possono comprare alcolici negli stadi. Penso che stare tre ore senza bere [[birra]] non sia poi un grande sacrificio, no?
*Noi {{NDR|della [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]]}} difendiamo i [[diritti umani]], abbiamo ottenuto grandi risultati, ad esempio anche per [[donna|donne]] in [[Sudan]]. Ci sono tante sfide in corso. Dobbiamo dare il benvenuto a tutti: i [[gay]] sono benvenuti, dobbiamo discutere di questo.
*La situazione è terribile in [[Iran]], non la ignoriamo. Sono stato varie volte in Iran e dopo anni di discussioni siamo riusciti a ottenere che le donne entrassero negli stadi. Sono piccoli segnali. La [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] non è l'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|Onu]], ma non dimentichiamo nulla
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Infantino, Gianni}}
[[Categoria:Avvocati svizzeri]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi svizzeri]]
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/* Citazioni di Gianni Infantino */
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[[File:Gianni_Infantino_2011.jpg|thumb|Gianni Infantino nel 2011]]
'''Gianni Infantino''' (1970 – vivente), dirigente sportivo e avvocato svizzero.
== Citazioni di Gianni Infantino ==
{{cronologico}}
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è un valore dominante per moltissime persone nel mondo e impatta le vite di più gente di quanta immaginiamo.<ref name="manda">Dall'intervista di Guido De Carolis e Gaia Piccardi, ''[http://www.corriere.it/sport/16_gennaio_29/infantino-mi-manda-platini-6794f8c8-c603-11e5-b3b7-699cc16119c2.shtml Infantino: «Mi manda Platini per riformare il calcio mondiale»]'', ''Corriere.it'', 29 gennaio 2016.</ref>
*Il calcio va restituito alla [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] e la Fifa al calcio.<ref name="manda"/>
*La Fifa sta attraversando un periodo difficilissimo, ammettiamolo. Benché la sua reputazione sembra compromessa, io penso che se riusciamo a riportarla al centro del villaggio, riformandola con lungimiranza e trasparenza, la Fifa tornerà a essere un'istituzione seria e rispettata.<ref name="manda"/>
*Tutto il mondo sa che tifo [[Football Club Internazionale Milano|Inter]], una squadra che ti fa soffrire ma che quando vince ti dà una gioia enorme. I miei idoli erano [[Alessandro Altobelli|Altobelli]] e [[Evaristo Beccalossi|Beccalossi]].<ref>Citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/infantino-tutto-il-mondo-sa-che-tifo-inter-una-squadra-che-fa-soffrire-ma/ Infantino: "Tutto il mondo sa che tifo Inter, una squadra che fa soffrire, ma..."]'', ''Fcinter1908.it'', 23 dicembre 2016.</ref>
*Già da qualche anno dicevo che questo [[Campionato mondiale di calcio 2018|Mondiale]] sarebbe stato il migliore della storia, oggi posso affermarlo con convinzione: si tratta della migliore Coppa del Mondo di tutti i tempi [...]. La percezione della Russia è cambiata. Migliaia di persone hanno visitato il Paese durante il Mondiale e hanno scoperto un bel paese, un paese ospitale, ricco di storia e cultura.<ref>Dalla conferenza stampa tenutasi allo stadio Luzhniki di Mosca; citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/13-07-2018/infantino-mondiale-russia-calcio-entrato-dna-280580569256.shtml Infantino: "Il Mondiale più bello. In Russia il calcio è entrato nel dna"]'', ''Gazzetta.it'', 13 luglio 2018.</ref>
*In Italia la situazione del [[razzismo]] non è migliorata e questo è grave. ... La situazione non mai è migliorata: ogni volta che succede qualche cosa ne parlano tutti, poi si tende a dimenticare. Bisogna invece esser pesanti e combattere il razzismo, senza abbassare mai la guardia, con pene esemplari.<ref name="grave">Citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2019/09/22/news/razzismo_l_allarme_di_infantino_situazione_in_italia_non_migliora_e_grave_-236671080/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1 Razzismo, l'allarme di Infantino: Situazione in Italia non migliora, è grave]'', ''Repubblica.it'', 22 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} È una realtà, qualcosa incredibile, i [[Campionato mondiale di calcio femminile 2019 |Mondiali di Francia]] di questa estate hanno avuto più di un miliardo di telespettatori. ... Le ragazze giocano al calcio in maniera spettacolare, come Fifa ci crediamo moltissimo e continuiamo a investire.<ref name="grave"/>
*Se ci sono [[razzismo|razzisti]] che abusano dei calciatori, dobbiamo fermare le partite. ... Non possiamo lasciare che i razzisti vincano. Il calcio deve continuare e dobbiamo punire quella gente. ... Devono essere presi ed espulsi dallo stadio, non devono più essere autorizzati a entrare e devono essere avviati procedimenti penali contro di loro... Commettere un abuso razzista è un crimine e dovrebbe essere tale in tutti i paesi del mondo.<ref>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioestero/fifa-infantino-e-il-daspo-mondiale-cacciare-i-razzisti-dagli-stadi_9930641-201902a.shtml FIFA, Infantino e il daspo mondiale: "Cacciare i razzisti dagli stadi"]'', ''SportMediaset'', 17 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Riferendosi al [[campionato mondiale di calcio 2026]]}} Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda. [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole.<ref>Dalla conferenza stampa di presentazione della finale Spagna-Argentina; citato in ''[https://www.golssip.it/gossip/calcio/mondiale-infantino-questo-e-il-piu-grande-evento-della-storia-dellumanita/ Mondiale, Infantino: "Questo è il più grande evento della storia dell'umanità"]'', ''gollsip.it'', 19 luglio 2026.</ref>
{{Intestazione|Dalle dichiarazioni alla conferenza stampa di apertura del campionato mondiale di calcio 2022|Citato in Enrico Currò, ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/19/news/infantino_fifa_mondiale_qatar_gay_arabo_lavoratore-375191992/?ref=RHCV-BG-I374880153-P1-S3-T1 Mondiale, Infantino: "Oggi mi sento gay, arabo, lavoratore migrante, disabile". E il capo comunicazione della Fifa fa coming out], ''la Repubblica.it'', 19 novembre 2022.}}
*Oggi ho belle sensazioni. Mi sento Qatari, [[africano]], [[arabo]], [[migrante]], [[gay]]. Sono un figlio di lavoratori migranti. I miei genitori hanno lavorato molto duramente e in difficili condizioni. Ricordo come gli immigrati venivano trattati alle frontiere, quando volevano le cure mediche. Quando sono diventato presidente della Fifa, ho voluto vedere qui le sistemazioni dei lavoratori stranieri e sono tornato alla mia [[infanzia]]. Ma come la [[Svizzera]] a poco a poco è diventata un esempio di [[integrazione]], così sarà per il [[Qatar]].
*Naturalmente io non sono Qatari, arabo, migrante, gay, disabile. Ma so che cosa voglia dire essere [[discriminazione|discriminato]], so che cosa vuole dire essere straniero in un Paese straniero. Da bambino mi [[bullismo|bullizzavano]] perché avevo i [[capelli rossi]], perché ero [[italiano]] e non parlavo bene il [[lingua tedesca|tedesco]]. Ma tu accetti la sfida, provi a farti degli amici, nuovi contatti, non rispondi all'[[insulto]] con l'insulto.
*Se facciamo due passi indietro, il [[Qatar]] offre possibilità a centinaia di migliaia di immigrati e lo fa in maniera legale. Noi in [[Europa]] chiudiamo le frontiere, creiamo stranieri illegali: Per cercare di venire in Europa sono morte 26 mila persone. L'Europa dovrebbe fare come il Qatar, creare condizioni legali per i lavoratori stranieri. Certo, le riforme hanno bisogno di tempo, di anni e anni. Ma chi è qui in Qatar, da lavoratore straniero, lo è in maniera legale e ha tutta l'assistenza, anche sanitaria. In Qatar ognuno è benvenuto di qualunque [[religione]], di qualunque [[orientamento sessuale]] sia. Il [[Campionato mondiale di calcio 2022|Mondiale]] è una straordinaria occasioni di avvicinare il mondo occidentale al mondo arabo. Abbiamo una storia diversa, veniamo da culture diverse, ma facciamo parte dello stesso mondo
*{{NDR|le persone straniere omosessuali in Qatar}} saranno accolte senza discriminazioni, nonostante le leggi che criminalizzano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3.000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri. Queste lezioni morali sono solo ipocrisia
*Anche in Europa non si possono comprare alcolici negli stadi. Penso che stare tre ore senza bere [[birra]] non sia poi un grande sacrificio, no?
*Noi {{NDR|della [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]]}} difendiamo i [[diritti umani]], abbiamo ottenuto grandi risultati, ad esempio anche per [[donna|donne]] in [[Sudan]]. Ci sono tante sfide in corso. Dobbiamo dare il benvenuto a tutti: i [[gay]] sono benvenuti, dobbiamo discutere di questo.
*La situazione è terribile in [[Iran]], non la ignoriamo. Sono stato varie volte in Iran e dopo anni di discussioni siamo riusciti a ottenere che le donne entrassero negli stadi. Sono piccoli segnali. La [[Fédération Internationale de Football Association|Fifa]] non è l'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|Onu]], ma non dimentichiamo nulla
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Infantino, Gianni}}
[[Categoria:Avvocati svizzeri]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi svizzeri]]
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Fatti del G8 di Genova
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{{voce tematica}}
[[File:Genova-G8 2001-Scudi disobbedienti.jpg|thumb|Corteo della disobbedienza civile con scudi di plastica al G8 di Genova]]
Citazioni sui '''fatti del G8 di Genova'''.
*''Al Diaz questi bambini | Imparano lo sfratto | L'igiene dei celerini | Il fascio al suo contatto'' ([[Nichi Vendola]])
*Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova: "Chi torturò al G8 oggi è ai vertici della Polizia. Come possiamo chiedere giustizia all'Egitto"? Apriti cielo. Non l'avesse mai detto. Contro di lui si stanno scatenando polemiche feroci. Ma cosa ha detto di male? Non ha forse detto la verità? ([[Saverio Lodato]])
*''Genova 2001, | indelebile una scritta sopra il muro, | accecante come un grido silenzioso, | avevate ragione voi, | dietro le maschere antigas, | voi, | dietro le vostre barricate, | voi, | che già allora sapevate che oggi | avreste avuto ragione voi, | mentre correvate indietro, | voi, | mentre poi caricavate, | voi, | sventolava un grido silenzioso, | avevate ragione voi.'' ([[Linea 77]])
*Genova 2001 è spesso ricordata con dolore. È stata tante cose, e certamente anche un grande trauma collettivo. Ma oltre alla sofferenza, dobbiamo imparare a custodire anche la memoria della straordinaria forza di quel movimento. Quella strana creatura plurale del nuovo millennio, che si faceva chiamare "movimento dei movimenti". Un movimento che aveva saputo anticipare i tempi. Che indicava la necessità di un'alternativa internazionalista alla globalizzazione capitalista. Che costruiva alleanze tra mondi diversi, che affratellava i popoli oltre i nazionalismi, che componeva le differenze. Con tutti i suoi limiti, certo. Ma con un enorme potenziale di cambiamento. Siamo ancora ovunque. [[Carlo Giuliani|Carlo]] vive! ([[Ilaria Salis]])
*''Genova brucia | con il tuo sasso! | Qualcuno muore | proprio adesso! | L'Italia cade | con il tuo sasso! | Un colpo esplode | non è reato! | Il dollaro sale | è un attentato! | La borsa crolla | con il tuo sasso! | Milano trema | le tute bianche! | E il parlamento | con il tuo sasso! | Vota la legge giusta.'' ([[Modena City Ramblers]])
*''Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' ([[Francesco Guccini]])
*Ho sempre sostenuto e sostengo ancora oggi che bene abbiamo fatto lasciar fare alla magistratura, ché solo la giustizia poteva accertare la verità. Oggi, a carte scoperte e a provvedimenti definitivi, abbiamo la prova provata di come si sono svolti i fatti. Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall'altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti. Oggi carta canta, e tutti devono abbassare il capo e chiedere scusa. ([[Antonio Di Pietro]])
*''Indomita Genova, | le lacrime di luglio. | Infondere paura | come forma di controllo.'' ([[Linea 77]])
*Io non riesco a immaginare come si possa ritenere che quel che è accaduto oggi debba in qualche modo essere addebitato alle forze dell'ordine. [...] Non c'è stata alcuna proditoria aggressione ai manifestanti, c'è stata la violenza studiata a tavolino da gruppi criminali che hanno fatto di tutto per cercare di ottenere il morto. ([[Gianfranco Fini]])
*''Lasciami tacere | Lascia ch'io non ti veda | Ascia ascia e colpire | La nuca il mento il cuore | È lunga lunga strada | Io non cammino più | Mi fermo a Bolzaneto | Non grido e scendo giù'' ([[Nichi Vendola]])
*Le scuse le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dalla polizia. Come le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dai manifestanti. A Genova sono successe tante cose, le une non giustificano le altre. Troppo facile dire che ora solo la polizia deve chiedere scusa. Ogni fatto va giudicato per sé, ma non permetterò mai di dire che siccome i poliziotti hanno fatto quello che hanno fatto, si giustifica quello che è successo il giorno prima. ([[Antonio Di Pietro]])
*Ma quella non era una qualunque sera d'agosto. Era trascorso poco più di un mese dalla tragedia del G8. L'evento che doveva mettere Genova in vetrina, e vendere i fasti della sua immagine al mondo. E ancora bruciava il ricordo delle strade messe a ferro e fuoco da una violenza gratuita e senza scopo. Dei cortei avvolti dal denso fumo dei lacrimogeni. Dei feroci pestaggi della polizia. Dei lividi impressi sulla carne viva del buon senso come indelebili testimonianze di una sconfinata, brutale stupidità. E la città si portava dentro la morte di quel ragazzo come una ferita inutile. Evitabile. E proprio per questo, difficile da sanare. Ma quel dolore era il suo, e non voleva che se ne parlasse troppo. Quasi contenta all'idea che il mondo si sarebbe presto dimenticato di lei. ([[Bruno Morchio]])
*''Piccolo bastardo infame, | guarda cosa hai combinato | con tutte le tue bandiere | e con i tuoi cortei, || con il tuo Che Guevara | e le canzoni di ribellione. | Credi davvero che ancora qualcuno | voglia ascoltare la tua voce?'' ([[Modena City Ramblers]])
*{{NDR|I manifestanti}} sono drogati, pezzenti, bande di delinquenti che dovrebbero essere arrestati e tenuti in galera a vita. ([[Emilio Fede]])
*Qualche giorno dopo, mentre ero in fila con gli altri cittadini europei che sarebbero stati deportati da un paese dell’Unione Europea senza imputazioni, processo né difesa, un ufficiale di polizia ci ha salutati spiegando che faceva tutto parte della normale amministrazione che circonda una riunione del G8. Anche il cadavere di [[Carlo Giuliani]] era parte di quella normale amministrazione. La mia innocenza ha iniziato a tremare quando mi sono chiesto se è normale che ottantamila poliziotti, due reggimenti, aerei da combattimento, fregate, batterie lanciamissili proteggano otto tizi eletti democraticamente. Di cos’hanno paura? Dei loro elettori? Di me? ([[Luis Sepúlveda]])
===[[Ferruccio De Bortoli]]===
*Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare.
*La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assalato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali.
*Sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele.
==Voci correlate==
*[[G8]]
*''[[Diaz - Don't Clean Up This Blood]]'', film del 2012
*''[[Un anno senza Carlo]]'', saggio del 2002
*[[Carlo Giuliani]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}}
{{Genova}}
[[Categoria:Eventi degli anni 2000]]
[[Categoria:Proteste in Italia]]
[[Categoria:Storia di Genova]]
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/* Ferruccio De Bortoli */
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{{voce tematica}}
[[File:Genova-G8 2001-Scudi disobbedienti.jpg|thumb|Corteo della disobbedienza civile con scudi di plastica al G8 di Genova]]
Citazioni sui '''fatti del G8 di Genova'''.
*''Al Diaz questi bambini | Imparano lo sfratto | L'igiene dei celerini | Il fascio al suo contatto'' ([[Nichi Vendola]])
*Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova: "Chi torturò al G8 oggi è ai vertici della Polizia. Come possiamo chiedere giustizia all'Egitto"? Apriti cielo. Non l'avesse mai detto. Contro di lui si stanno scatenando polemiche feroci. Ma cosa ha detto di male? Non ha forse detto la verità? ([[Saverio Lodato]])
*''Genova 2001, | indelebile una scritta sopra il muro, | accecante come un grido silenzioso, | avevate ragione voi, | dietro le maschere antigas, | voi, | dietro le vostre barricate, | voi, | che già allora sapevate che oggi | avreste avuto ragione voi, | mentre correvate indietro, | voi, | mentre poi caricavate, | voi, | sventolava un grido silenzioso, | avevate ragione voi.'' ([[Linea 77]])
*Genova 2001 è spesso ricordata con dolore. È stata tante cose, e certamente anche un grande trauma collettivo. Ma oltre alla sofferenza, dobbiamo imparare a custodire anche la memoria della straordinaria forza di quel movimento. Quella strana creatura plurale del nuovo millennio, che si faceva chiamare "movimento dei movimenti". Un movimento che aveva saputo anticipare i tempi. Che indicava la necessità di un'alternativa internazionalista alla globalizzazione capitalista. Che costruiva alleanze tra mondi diversi, che affratellava i popoli oltre i nazionalismi, che componeva le differenze. Con tutti i suoi limiti, certo. Ma con un enorme potenziale di cambiamento. Siamo ancora ovunque. [[Carlo Giuliani|Carlo]] vive! ([[Ilaria Salis]])
*''Genova brucia | con il tuo sasso! | Qualcuno muore | proprio adesso! | L'Italia cade | con il tuo sasso! | Un colpo esplode | non è reato! | Il dollaro sale | è un attentato! | La borsa crolla | con il tuo sasso! | Milano trema | le tute bianche! | E il parlamento | con il tuo sasso! | Vota la legge giusta.'' ([[Modena City Ramblers]])
*''Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' ([[Francesco Guccini]])
*Ho sempre sostenuto e sostengo ancora oggi che bene abbiamo fatto lasciar fare alla magistratura, ché solo la giustizia poteva accertare la verità. Oggi, a carte scoperte e a provvedimenti definitivi, abbiamo la prova provata di come si sono svolti i fatti. Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall'altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti. Oggi carta canta, e tutti devono abbassare il capo e chiedere scusa. ([[Antonio Di Pietro]])
*''Indomita Genova, | le lacrime di luglio. | Infondere paura | come forma di controllo.'' ([[Linea 77]])
*Io non riesco a immaginare come si possa ritenere che quel che è accaduto oggi debba in qualche modo essere addebitato alle forze dell'ordine. [...] Non c'è stata alcuna proditoria aggressione ai manifestanti, c'è stata la violenza studiata a tavolino da gruppi criminali che hanno fatto di tutto per cercare di ottenere il morto. ([[Gianfranco Fini]])
*''Lasciami tacere | Lascia ch'io non ti veda | Ascia ascia e colpire | La nuca il mento il cuore | È lunga lunga strada | Io non cammino più | Mi fermo a Bolzaneto | Non grido e scendo giù'' ([[Nichi Vendola]])
*Le scuse le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dalla polizia. Come le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dai manifestanti. A Genova sono successe tante cose, le une non giustificano le altre. Troppo facile dire che ora solo la polizia deve chiedere scusa. Ogni fatto va giudicato per sé, ma non permetterò mai di dire che siccome i poliziotti hanno fatto quello che hanno fatto, si giustifica quello che è successo il giorno prima. ([[Antonio Di Pietro]])
*Ma quella non era una qualunque sera d'agosto. Era trascorso poco più di un mese dalla tragedia del G8. L'evento che doveva mettere Genova in vetrina, e vendere i fasti della sua immagine al mondo. E ancora bruciava il ricordo delle strade messe a ferro e fuoco da una violenza gratuita e senza scopo. Dei cortei avvolti dal denso fumo dei lacrimogeni. Dei feroci pestaggi della polizia. Dei lividi impressi sulla carne viva del buon senso come indelebili testimonianze di una sconfinata, brutale stupidità. E la città si portava dentro la morte di quel ragazzo come una ferita inutile. Evitabile. E proprio per questo, difficile da sanare. Ma quel dolore era il suo, e non voleva che se ne parlasse troppo. Quasi contenta all'idea che il mondo si sarebbe presto dimenticato di lei. ([[Bruno Morchio]])
*''Piccolo bastardo infame, | guarda cosa hai combinato | con tutte le tue bandiere | e con i tuoi cortei, || con il tuo Che Guevara | e le canzoni di ribellione. | Credi davvero che ancora qualcuno | voglia ascoltare la tua voce?'' ([[Modena City Ramblers]])
*{{NDR|I manifestanti}} sono drogati, pezzenti, bande di delinquenti che dovrebbero essere arrestati e tenuti in galera a vita. ([[Emilio Fede]])
*Qualche giorno dopo, mentre ero in fila con gli altri cittadini europei che sarebbero stati deportati da un paese dell’Unione Europea senza imputazioni, processo né difesa, un ufficiale di polizia ci ha salutati spiegando che faceva tutto parte della normale amministrazione che circonda una riunione del G8. Anche il cadavere di [[Carlo Giuliani]] era parte di quella normale amministrazione. La mia innocenza ha iniziato a tremare quando mi sono chiesto se è normale che ottantamila poliziotti, due reggimenti, aerei da combattimento, fregate, batterie lanciamissili proteggano otto tizi eletti democraticamente. Di cos’hanno paura? Dei loro elettori? Di me? ([[Luis Sepúlveda]])
===[[Ferruccio De Bortoli]]===
*Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare.
*La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assaltato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali.
*Sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele.
==Voci correlate==
*[[G8]]
*''[[Diaz - Don't Clean Up This Blood]]'', film del 2012
*''[[Un anno senza Carlo]]'', saggio del 2002
*[[Carlo Giuliani]]
==Altri progetti==
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{{Genova}}
[[Categoria:Eventi degli anni 2000]]
[[Categoria:Proteste in Italia]]
[[Categoria:Storia di Genova]]
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[[File:Genova-G8 2001-Scudi disobbedienti.jpg|thumb|Corteo della disobbedienza civile con scudi di plastica al G8 di Genova]]
Citazioni sui '''fatti del G8 di Genova'''.
==Citazioni==
*''Al Diaz questi bambini | Imparano lo sfratto | L'igiene dei celerini | Il fascio al suo contatto'' ([[Nichi Vendola]])
*Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova: "Chi torturò al G8 oggi è ai vertici della Polizia. Come possiamo chiedere giustizia all'Egitto"? Apriti cielo. Non l'avesse mai detto. Contro di lui si stanno scatenando polemiche feroci. Ma cosa ha detto di male? Non ha forse detto la verità? ([[Saverio Lodato]])
*''Genova 2001, | indelebile una scritta sopra il muro, | accecante come un grido silenzioso, | avevate ragione voi, | dietro le maschere antigas, | voi, | dietro le vostre barricate, | voi, | che già allora sapevate che oggi | avreste avuto ragione voi, | mentre correvate indietro, | voi, | mentre poi caricavate, | voi, | sventolava un grido silenzioso, | avevate ragione voi.'' ([[Linea 77]])
*Genova 2001 è spesso ricordata con dolore. È stata tante cose, e certamente anche un grande trauma collettivo. Ma oltre alla sofferenza, dobbiamo imparare a custodire anche la memoria della straordinaria forza di quel movimento. Quella strana creatura plurale del nuovo millennio, che si faceva chiamare "movimento dei movimenti". Un movimento che aveva saputo anticipare i tempi. Che indicava la necessità di un'alternativa internazionalista alla globalizzazione capitalista. Che costruiva alleanze tra mondi diversi, che affratellava i popoli oltre i nazionalismi, che componeva le differenze. Con tutti i suoi limiti, certo. Ma con un enorme potenziale di cambiamento. Siamo ancora ovunque. [[Carlo Giuliani|Carlo]] vive! ([[Ilaria Salis]])
*''Genova brucia | con il tuo sasso! | Qualcuno muore | proprio adesso! | L'Italia cade | con il tuo sasso! | Un colpo esplode | non è reato! | Il dollaro sale | è un attentato! | La borsa crolla | con il tuo sasso! | Milano trema | le tute bianche! | E il parlamento | con il tuo sasso! | Vota la legge giusta.'' ([[Modena City Ramblers]])
*''Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' ([[Francesco Guccini]])
*Ho sempre sostenuto e sostengo ancora oggi che bene abbiamo fatto lasciar fare alla magistratura, ché solo la giustizia poteva accertare la verità. Oggi, a carte scoperte e a provvedimenti definitivi, abbiamo la prova provata di come si sono svolti i fatti. Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall'altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti. Oggi carta canta, e tutti devono abbassare il capo e chiedere scusa. ([[Antonio Di Pietro]])
*''Indomita Genova, | le lacrime di luglio. | Infondere paura | come forma di controllo.'' ([[Linea 77]])
*Io non riesco a immaginare come si possa ritenere che quel che è accaduto oggi debba in qualche modo essere addebitato alle forze dell'ordine. [...] Non c'è stata alcuna proditoria aggressione ai manifestanti, c'è stata la violenza studiata a tavolino da gruppi criminali che hanno fatto di tutto per cercare di ottenere il morto. ([[Gianfranco Fini]])
*''Lasciami tacere | Lascia ch'io non ti veda | Ascia ascia e colpire | La nuca il mento il cuore | È lunga lunga strada | Io non cammino più | Mi fermo a Bolzaneto | Non grido e scendo giù'' ([[Nichi Vendola]])
*Le scuse le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dalla polizia. Come le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dai manifestanti. A Genova sono successe tante cose, le une non giustificano le altre. Troppo facile dire che ora solo la polizia deve chiedere scusa. Ogni fatto va giudicato per sé, ma non permetterò mai di dire che siccome i poliziotti hanno fatto quello che hanno fatto, si giustifica quello che è successo il giorno prima. ([[Antonio Di Pietro]])
*Ma quella non era una qualunque sera d'agosto. Era trascorso poco più di un mese dalla tragedia del G8. L'evento che doveva mettere Genova in vetrina, e vendere i fasti della sua immagine al mondo. E ancora bruciava il ricordo delle strade messe a ferro e fuoco da una violenza gratuita e senza scopo. Dei cortei avvolti dal denso fumo dei lacrimogeni. Dei feroci pestaggi della polizia. Dei lividi impressi sulla carne viva del buon senso come indelebili testimonianze di una sconfinata, brutale stupidità. E la città si portava dentro la morte di quel ragazzo come una ferita inutile. Evitabile. E proprio per questo, difficile da sanare. Ma quel dolore era il suo, e non voleva che se ne parlasse troppo. Quasi contenta all'idea che il mondo si sarebbe presto dimenticato di lei. ([[Bruno Morchio]])
*''Piccolo bastardo infame, | guarda cosa hai combinato | con tutte le tue bandiere | e con i tuoi cortei, || con il tuo Che Guevara | e le canzoni di ribellione. | Credi davvero che ancora qualcuno | voglia ascoltare la tua voce?'' ([[Modena City Ramblers]])
*{{NDR|I manifestanti}} sono drogati, pezzenti, bande di delinquenti che dovrebbero essere arrestati e tenuti in galera a vita. ([[Emilio Fede]])
*Qualche giorno dopo, mentre ero in fila con gli altri cittadini europei che sarebbero stati deportati da un paese dell’Unione Europea senza imputazioni, processo né difesa, un ufficiale di polizia ci ha salutati spiegando che faceva tutto parte della normale amministrazione che circonda una riunione del G8. Anche il cadavere di [[Carlo Giuliani]] era parte di quella normale amministrazione. La mia innocenza ha iniziato a tremare quando mi sono chiesto se è normale che ottantamila poliziotti, due reggimenti, aerei da combattimento, fregate, batterie lanciamissili proteggano otto tizi eletti democraticamente. Di cos’hanno paura? Dei loro elettori? Di me? ([[Luis Sepúlveda]])
===[[Ferruccio De Bortoli]]===
*Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare.
*La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assaltato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali.
*Sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele.
==Voci correlate==
*[[G8]]
*''[[Diaz - Don't Clean Up This Blood]]'', film del 2012
*''[[Un anno senza Carlo]]'', saggio del 2002
*[[Carlo Giuliani]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}}
{{Genova}}
[[Categoria:Eventi degli anni 2000]]
[[Categoria:Proteste in Italia]]
[[Categoria:Storia di Genova]]
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Salto con l'asta
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Danyele
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+voci correlate
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{{voce tematica}}
[[File:Pole Vault Sequence 3.jpg|thumb|Un saltatore con l'asta]]
Citazioni sul '''salto con l'asta'''.
*Amo il salto con l'asta perché è uno sport oggettivo: è l'asticella a parlare e non i giudizi, talvolta soggettivi dei giudici. ([[Elisa Molinarolo]])
*L'asta è un'alchimia delicata: servono timing, costanza, rapidità combinate insieme. Un talento, da solo, non basta. ([[Armand Duplantis]])
*Odio l'asta perché mi ricorda il circo smaccato dell'ultima commedia dell'arte e mio padre povero nella parte di ladro acrobata. Rubava frutta, avendo sempre fame, e saltava la cinta di un'ortaglia preziosa servendosi di un palo da filare. Allora, i filari di viti avevano sostituito i pali di salice all'olmo della tradizione latina: non avendo più filari, mio padre si serviva dei pali per arrivare perigliosamente al fruttosio. Asta, martello e triplo sono discipline aclassiche. Quando qualcuno le esalta, io penso alle Clochemerle di tutto il mondo e agli sbronzi che, allineati lungo una proda, fanno la gara a chi orina più lontano. Non è anche quello agonismo, classico per giunta? Padre Aristofane mi è buon testimone. ([[Gianni Brera]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Godzilla contro Biollante
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{{Film
|titoloitaliano=Godzilla contro Biollante
|titolooriginale=ゴジラVSビオランテ<br />Gojira tai Biorante
|titoloalfabetico=Godzilla contro Biollante
|immagine=Gojira vs. Biorante logo.jpg
|paese=Giappone
|anno=1989
|genere=fantascienza, azione
|regista=[[Kazuki Ōmori]]
|sceneggiatore=Kazuki Ōmori
|attori=
*[[Kenpachiro Satsuma]]: Godzilla
*[[Kunihiko Mitamura]]: Kazuhito Kirishima
*[[Yoshiko Tanaka]]: Asuka Okouchi
*[[Koji Takahashi]]: Dr. Shiragami
*[[Megumi Odaka]]: Miki Saegusa
*[[Yoshitaka Kimura]] : Biollante
*[[Shigeru Shibazaki]] : Biollante
*[[Masashi Takegumi]] : Biollante
|doppiatoriitaliani=
*[[Marco Balzarotti]]: Kazuhito Kirishima
*[[Roberta Gallina]]: Asuka Okouchi
*[[Sergio Masieri]]: Dr. Shiragami
*[[Grazia Migneco]]: Miki Saegusa
*[[Luca Semeraro]]: Sho Kuroki
*[[Pietro Ubaldi]]: Generale Hyodo
*[[Maurizio Scattorin]]: Padre di Asuka
*[[Massimiliano Lotti]]: Tenente Goro Gondo
*[[Livia Castellini]]: Moglie del primo ministro
*[[Luca Catanzaro]]: Seiichi Yamamoto
*[[Monica Mantemazza]]: Erika
}}
'''Godzilla contro Biollante''', film giapponese del 1989, diciassettesimo sequel di ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' del 1954.
==[[Incipit]]==
[[Godzilla]] è caduto nel cratere del monte Mihara. La lava fuoriuscita dall'eruzione ha trascinato il mostro all'interno della bocca del vulcano. Lo stato di allarme precedentemente decretato nella metropoli dal Ministro degli Interni è cessato, ma l'intera area di Shinjuku resta inaccessibile a tutti. Mentre le truppe sono al lavoro per recuperare i resti del Super-X, sono iniziate le operazioni di ricovero di materiali radioattivi, e procedono le analisi delle radiazioni residue. La città demolita da Godzilla appare ora una vera e propria città fantasma. Questa città, costruita con tutte le più avanzate tecnologie, è stata distrutta in un solo giorno. ('''Telecronista''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Così ce l'ha fatta. Ha incrociato una delle cellule di Godzilla con una cellula della pianta. Lei è un pazzo. Si rende conto di cosa ha fatto? ('''Kazuhito Kirishima''')
*Godzilla e Biollante non sono mostri. Lo sono gli scienziati senza scrupoli che li hanno creati. ('''Dr. Shiragami''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dr. Shiragami''': Sono sicuro che quelle cellule di Godzilla saranno una fonte preziosissima per le nostre ricerche sull'ingegneria genetica.<br />'''Direttore della Saradia Oil Company''': Dottore, quelle cellule non sarebbero nient'altro che immondizia se non fosse per lei, che è riuscito a illustrarci il quadro generale del progetto.<br />'''Dr. Shiragami''': No, sono io che vi ringrazio per avermi messo a disposizione un laboratorio così moderno.<br />'''Direttore della Saradia Oil Company''': Come sa, in questo paese noi siamo diventati ricchi grazie ai pozzi di petrolio, ma i pozzi prima o poi si esauriscono. Dobbiamo trovare un'altra soluzione per trasformare questo deserto che avanza in un vasto granaio.<br />'''Dr. Shiragami''': Recentemente, mia figlia Erika è riuscita a creare una nuova varietà di grano innestando la pianta con le cellule del cactus. Questo grano si può coltivare anche nel deserto. Se noi potessimo aggiungere delle nuove informazioni sulla riproduzione genetica, che le cellule di Godzilla ci forniranno, allora saremo in grado di costruire una super pianta indistruttibile.<br />'''Direttore della Saradia Oil Company''': Bene! Se ciò accadesse, gli americani subirebbero una grave perdita, e di conseguenza il loro primato come principali esportatori di grano nel mondo comincerebbe a vacillare.
*'''Kazuhito Kirishima''': Hai mai sentito parlare di [[Chimera]]?<br />'''Asuka Okouchi''': Chimera?<br />'''Kazuhito Kirishima''': Un mostro leggendario che sputa fuoco. Si diceva che appariva dalle profondità dell'oceano, e che provocava violente tempeste e uccideva tutti gli uomini. Aveva la testa di leone, il corpo di capra e la coda di dragone.<br />'''Asuka Okouchi''': Ma è solo una leggenda.<br />'''Kazuhito Kirishima''': Se riescono a manipolare quelle cellule, anche gli ingegneri genetici potranno creare la loro Chimera, una nuova forma di vita aliena, totalmente diversa da ciò che Dio intendeva creare.
*'''Tenente Goro Gondo''': Batterio a anti-energia nucleare?<br />'''Kazuhito Kirishima''': Negli Stati Uniti, sono già riusciti a produrre un batterio che distrugge scorie di petrolio. È stato testato con successo nei pozzi petroliferi, e nello stesso modo i nostri scienziati sono riusciti a sviluppare un batterio che distrugge il materiale nucleare. In caso di incidente nucleare, il batterio eliminerebbe le radiazioni.<br />'''Tenente Goro Gondo''': Le distrugge? Completamente?<br />'''Colonello Sho Kuroki''': Sì, completamente. Ecco perché potrebbe funzionare contro Godzilla che si nutre di energia nucleare.<br />'''Kazuhito Kirishima''': La situazione non è ancora critica, anche se è già stato lanciato l'allarme. Il batterio deve essere pronto subito. Comunque, il batterio non era stato creato come arma. Questo è certo. Il problema è che il batterio non può essere ricostruito qui. Abbiamo bisogno di una cellula per crearlo.<br />'''Tenente Goro Gondo''': Una cellula di Godzilla?<br />'''Kazuhito Kirishima''': Lui si nutre di energia nucleare. Nelle sue cellule, ci sono geni che assorbono energia. Dobbiamo creare un batterio che distrugge l'energia assorbita.
*'''Seiko Okouchi''': Mia figlia mi ha anche raccontato che lei ha criticato parecchio il mio progetto.<br />'''Kazuhito Kirishima''': È vero.<br />'''Seiko Okouchi''': Perlomeno lei è sincero. Comunque lei, come la maggior parte dei cosiddetti scienziati, non capisce fino in fondo quello che sto facendo. Naturalmente mi rendo conto dei pericoli a cui si andrà incontro.<br />'''Kazuhito Kirishima''': Beh, in questo caso deve rendersi conto di quale tipo di arma il batterio anti-nucleare può diventare. O forse lo sa?<br />'''Seiko Okouchi''': So che neutralizza i missili nucleari.<br />'''Kazuhito Kirishima''': I missili nucleari ormai sono migliaia. Se produciamo il batterio, l'equilibrio mondiale potrebbe—<br />'''Seiko Okouchi''': Senta, la mia fondazione ha la tecnologia per riprodurre questo batterio. Le superpotenze del mondo faranno di tutto per avere le cellule di Godzilla. Se un paese ci riuscisse, dovrei usare la forza per recuperarle, usando gli stessi mezzi della BioMajor americana quando cinque anni fa distrusse il laboratorio di Shiragami. Per maggior sicurezza, il governo aveva deciso di conservare le cellule di Godzilla qui. Dovevano restare qui e venire usate solo in caso d'incidente nucleare, che avrebbe seriamente minacciato il paese, e solo sotto strettissimo controllo. Poi è arrivato Godzilla. Il resto lo conosce. Sa una cosa? Quello che sto per mostrarle è una cosa pericolosa.<br />'''Kazuhito Kirishima''': È una cellula di Godzilla?<br />'''Seiko Okouchi''': Il nostro paese è stato devastato dalle bombe nucleari, e ora Godzilla. Noi dovremmo avere un'arma che ci protegga dai nostri nemici.
*'''Dr. Shiragami''': Nell'esperimento, pensavo d'aver creato una specie di pianta immortale. Era dotata di capacità autoriproduttive.<br />'''Seiko Okouchi''': Incredibile!<br />'''Dr. Shiragami''': Forse ho commesso un grande errore.
*'''Kazuhito Kirishima''': Non posso crederci!<br />'''Dr. Shiragami''': Quella non è una pianta qualsiasi. È Biollante.<br />'''Kazuhito Kirishima''': Biollante?!<br />'''Dr. Shiragami''': È lo spirito di una pianta della mitologia nordica, una pianta che ha uno spirito umano.<br />'''Kazuhito Kirishima''': Cosa intende per spirito umano?<br />'''Asuka Okouchi''': Se non sbaglio, in quella pianta c'è lo spirito di sua figlia.<br />'''Kazuhito Kirishima''': Ma cosa dici?<br />'''Asuka Okouchi''': Sento che lei mi chiama.
*'''Asuka Okouchi''': Cosa c'è?<br />'''Miki Saegusa''': È Godzilla.<br />'''Asuka Okouchi''': Cosa?<br />'''Miki Saegusa''': È qui. Biollante sta chiamando Godzilla.
*'''Dr. Shiragami''': Godzilla è arrivato fin qui per vedere Biollante perché sapeva che è formato dalle stesse cellule.<br />'''Asuka Okouchi''': Sì, forse ha ragione. Dopotutto, appartengono alla stessa famiglia.<br />'''Dr. Shiragami''': Molto più che alla stessa famiglia. Sono nati dalle stesse cellule, due esseri uguali. Non fratello e sorella, sono la stessa creatura.
==[[Explicit]]==
Da quanto tempo stiamo vivendo in quest'epoca? Forse tutto è iniziato quando l'uomo è uscito dal giardino dell'Eden e abbandonò la sua innocenza. L'uomo farebbe bene ricordarsi di questo giorno per sempre. ('''Erika Shiragami''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di Godzilla]]
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Godzilla contro Mothra
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CommonsDelinker
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Godzilla contro Mothra
|titolooriginale=ゴジラVSモスラ<br />Gojira tai Mosura
|titoloalfabetico=Godzilla contro Mothra
|immagine=Gojira vs. Mosura logo.jpg
|didascalia=
|paese=Giappone
|anno=1992
|genere=fantascienza, azione
|regista=[[Takao Okawara]]
|sceneggiatore=Kazuki Ōmori
|attori=
*[[Kenpachiro Satsuma]]: Godzilla
*[[Tetsuya Bessho]]: Takuya Fujita
*[[Satomi Kobayashi]]: Masako Tezuka
*[[Takehiro Murata]]: Kenji Ando
*[[Saburo Shinoda]]: Professor Shigeki Fukazawa
*[[Akiji Kobayashi]]: Ryuzo Dobashi
*[[Megumi Odaka]]: Miki Saegusa
*[[Akira Takarada]]: Joji Minamino
*[[Hurricane Ryu]]: Battra
}}
'''Godzilla contro Mothra''', film giapponese del 1992, diciannovesimo sequel di ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' del 1954.
==Frasi==
{{cronologico}}
*Gli uomini distruggono ciò che la natura ha creato in milioni di anni, e un giorno questo accadrà anche in Giappone. ('''Masako Tezuka''')
*[[Mothra]] è diversa da Battra. Viene a salvarci dalla catastrofe. ('''Masako Tezuka''')
*[[Godzilla]] va oltre le nostre attuali conoscenze. ('''Professor Shigeki Fukazawa''')
*Se il mondo dovesse sopravvivere un altro secolo, vi preghiamo di ricordare ciò che Mothra ha fatto per voi e per il pianeta su cui vivete. ('''Cosmos''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Joji Minamino''': Piogge acide, effetto serra, buco nell'ozono, stiamo distruggendo il pianeta su cui viviamo. Non possiamo andare avanti così per molto.</br>'''Professor Shigeki Fukazawa''': Questo meteorite non ci voleva. Anomalie atmosferiche, inalzamento dei mari, influenza sulle placche sottomarine. Se continua così, arriveremo dritti alla catastrofe.
*'''Cosmos''': Il nostro nome è Cosmos.<br />'''Kenji Ando''': Cosmos?<br />'''Takuya Fujita''': Sì, ma venite dallo spazio?<br />'''Cosmos''': Noi Cosmos viviamo sulla Terra molto prima che l'uomo comparisse. Circa dodicimila anni fa, noi Cosmos avevamo una civiltà avanzata senza guerra ne discriminazioni, e adoravamo Mothra come divinità protettrice della Terra. Ma poi, purtroppo, un gruppo di scienziati costruì un dispositivo per controllare il clima del pianeta, scatenando l'ira della Terra.<br />'''Masako Fujita''': L'ira della Terra?<br />'''Cosmos''': Certo, perché la Terra è un essere vivente come noi.<br />'''Masako Fujita''': E si è sentita minacciata con l'arrivo di quella macchina?<br />'''Cosmos''': Esatto, proprio così. Per questo inviò la Mothra nera. <br />'''Takuya Fujita''': La Mothra nera?<br />'''Cosmos''': Sì, amico mio. Si chiama Battra, e aveva l'istinto della distruzione. Distrusse tutto quello che stava minacciando l'esistenza della Terra e il suo equilibrio. Ci fu una tremenda battaglia fra Mothra e Battra. Quando alla fine Mothra vinse, Battra venne seppellito nel mare del nord. Quando il regolatore del clima fu distrutto, ci furono delle violente inondazioni, e il nostro continente s'inabissò in un attimo. Mothra è sopravvissuta rifugiandosi nelle montagne assieme a noi Cosmos.
*'''Ryuzo Dobashi''': Quel dannato meteorite sarà il detonatore di una catastrofe proletaria.</br>'''Joji Minamino''': Certo, il meteorite è il detonatore, ma la bomba l'ha costruita il uomo, e questo purtroppo è il risultato.
*'''Ryuzo Dobashi''': Che cosa?<br />'''Masako Fujita''': Nel 1999 cadrà un enorme meteorite?<br />'''Ryuzo Dobashi''': Non ci posso credere.<br />'''Cosmos''': Battra avrebbe dovuto risvegliarsi in quel momento.<br />'''Takuya Fujita''': E questo meteorite distruggerà completamente la Terra?<br />'''Cosmos''': È così. Battra ha aspettato tutto questo tempo per cercare di distruggere il meteorite e salvare la Terra, ma ora purtroppo Battra è morta.<br />'''Shigeki Fukazawa''': E credete che Mothra possa farlo?<br />'''Cosmos''': Mothra lo farà. L'enorme meteorite attualmente è in rotta verso la Terra. Mothra gli andrà incontro, e cambierà la sua rotta prima che raggiunga la Terra.<br />'''Joji Minamino''': Perché si sacrifica tanto per noi? Io non l'ho ancora capito.<br />'''Cosmos''': È semplice, perché questo è il ruolo di Mothra e Battra. È la loro promessa.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di Godzilla]]
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Christoph Waltz
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Skekzilla
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Christoph_Waltz_Viennale_2017_f_(cropped).jpg|thumb|Christoph Waltz nel 2017]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Bastardi senza gloria]]'''
*Miglior attore non protagonista (2010)
'''[[Django Unchained]]'''
*Miglior attore non protagonista (2013)
}}
'''Christoph Waltz''' (1956 – vivente), attore austriaco con cittadinanza tedesca.
==Citazioni di Christoph Waltz==
{{cronologico}}
*Sono disponibile a lavorare ovunque, ma non su qualsiasi cosa.
:''I'm open to working anywhere, but not on anything.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.mymovies.it/critica/persone/critica.asp?id=62358&a=25682 Christoph Waltz]'', ''mymovies.it'', 16 agosto 2009.</ref>
*Hai bisogno del cattivo. Se non hai un cattivo, il bravo ragazzo può restare a casa.
:''If you don't have a villain, the good guy can stay home.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Andre Dellamorte, ''[https://collider.com/christoph-waltz-on-set-interview-the-green-hornet/ Christoph Waltz On Set Interview The Green Hornet]'', ''collider.com'', 13 luglio 2010.</ref>
*{{NDR|Sulla decisione di [[Nigel Farage]] di abbandonare il partito Ukip dopo la vittoria del "leave" in [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]]}} Beh, non mi stupisce. Di solito il capo dei topi abbandona la nave che sta affondando. È inevitabile. Hanno tentato di mascherarla da uscita eroica, ma è una sconfitta. Farage ha messo la coda tra le gambe e fugge come i topi, lasciando il caos dietro di sé, per dedicarsi a qualche altro business redditizio. Questo mostra quanto queste persone siano disprezzabili, non riescono neppure a combattere per le cause che hanno sostenuto.<ref>Da un'intervista a ''Sky News''; citato in ''[http://movieplayer.it/news/christoph-waltz-sulla-brexit-non-riesco-a-capire-la-stupidita-totale_43952/ Christoph Waltz sulla Brexit: "Non riesco a capire la stupidità totale"]'', ''MoviePlayer.it'', 5 luglio 2016.</ref>
*{{NDR|''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato.<ref>Citato in''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/spettacolo/2025/10/25/dracula-lamore-perduto-christoph-waltz-nei-panni-di-un-sacerdote-acchiappa-vampiri_6d5dfeb3-203f-424a-817c-c7ae1d9ef0fb.html "Dracula - L'amore perduto", Christoph Waltz nei panni di un sacerdote acchiappa vampiri]'', ''ansa.it'', 25 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|«Che cosa le piace del [[Cinema dell'orrore|cinema horror]]?»}} La suspense che crea nel pubblico in cerca di emozioni forti. E poi la fantasia: [[Conte Dracula|Dracula]] diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson {{NDR|''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di ''Dracula'' c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish.<ref>Citato in Giovanna Grassi, ''[https://style.corriere.it/spettacoli/cinema/christoph-waltz-dracula-luc-besson-intervista/ Christoph Waltz: «Ecco perché Dracula di Luc Besson non è solo un horror…»]'', ''style.corriere.it'', 29 ottobre 2025.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[Django Unchained]]'' (2012)
*''[[The Zero Theorem - Tutto è vanità]]'' (2013)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
*''[[Pinocchio di Guillermo del Toro]]'' (2022)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Waltz, Christoph}}
[[Categoria:Attori austriaci]]
[[Categoria:Attori tedeschi]]
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Christian Norberg-Schulz
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Simonsegni
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Due citazioni e note.
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text/x-wiki
'''Christian Norberg-Schulz''' (1926 – 2000), architetto norvegese.
==Citazioni di Christian Norberg-Schulz==
*{{NDR|Su [[Guido Campodonico]]}} La Liguria per lui è ancora un ambiente qualitativo e significativo, un luogo nel vero senso della parola. [...] Possiamo solo augurarci di saper proseguire per quel cammino che il Campodonico indica tanto chiaramente.<ref name="CNS 1983">Da Guido Campodonico, ''Progetto per un luogo'', SAGEP, Genova, 1983, pp. 7-8, ISBN 978-88-7058-090-7.</ref> (''Genova, marzo 1983'')
==''Genius Loci''==
*Il carattere è determinato da come le cose sono, ed offre alla nostra indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. Solo in questo modo possiamo afferrare completamente il ''[[Geniu loci|Genius Loci]]'', lo "spirito del luogo" che gli antichi riconobbero come quell' "opposto" con cui l'uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare. (p. 11)
*A [[Praga]], l'architettura classica si fa romantica e l'architettura romantica assorbe i caratteri classici, per elargire al territorio un carattere umanità surreale. Ambedue i generi architettonici diventano cosmici, non nel senso di ordine astratto, ma come aspirazione trascendente. Evidentemente Praga è uno di quei grandi fulcri a cui convengono una moltitudine di significati. (p. 85)
*Motivi provenienti dall'oriente slavo, dal nord germanico, dall'occidente gallico, dal sud latino, convergono a Praga e si fondono in una sintesi singolare. (p. 85)
*Il paesaggio di [[Khartoum]] ha una qualità "cosmica" pronunciata. L'infinita distesa del deserto senza strade, la traiettoria est-ovest del sole e l'asse sud-nord e del [[Nilo]], creano un ordine naturale di singolare vigore. In questo luogo, i punti cardinali non sono soltanto immaginabili ma visibili, e l'esistenza umana entra a far parte di un sistema più vasto e apparentemente assoluto. Mancano transizioni e sfumature: ogni cosa ha un suo preciso significato. I colori, che nel mondo nordico sono pregni di suggestioni poetiche, qui si riducono poche funzioni basilari: il bianco per la luce solare, il giallo-bruno-grigio per la sabbia, l'azzurro per il fiume e il verde per la vegetazione. (pp. 135-136)
*Il termine "idillio" usato per caratterizzare il Genius Loci di [[Roma]] può apparire sorprendente ad una prima lettura. In che senso la caput mundi sembra "idilliaca"? È ovvio che non ci si riferisce a quella intimità di dimensioni ridotte così frequente nei paesini e nelle cittadine nordiche. La monumentalità e la grandezza di Roma rimangono indiscusse, ma i singoli spazi presentano una "interiorità" che emana protezione e appartenenza. Malgrado la sua imponenza, la città conservato una semplicità rustica che la apparenta alla natura. Non vi è, probabilmente, altra capitale europea in grado di esprimere tale attaccamento alla natura, né altro luogo ove la natura sia tanto umanizzata. Proprio in questa speciale caratteristica potrebbe consistere l'essenza del Genius Loci romano: il sentimento di appartenenza ad un ambiente naturale conosciuto. (p. 142)
*In genere, si può dire che i significati radunati dal luogo costituiscono il suo ''Genius Loci''. (p. 170)
*Solo quando comprenderemo i nostri luoghi, saremo in grado di partecipare creativamente e di contribuire alla loro storia. (p. 202)
==''Intenzioni in architettura''==
*[...] siamo carenti di un'adeguata ''teoria dell'architettura''. [...] Se ne deduce che sarebbe opportuno offrire informazione metodologica, psicologica, sociologica e semiotica, che, secondo la mia personale opinione, dovrebbe essere parte integrante dei fondamenti educativi generali di qualsiasi architetto o storico dell'architettura. (''Roma, dicembre 1961'')
:''[...] carecemos de una'' teoría de la arquitectura ''adecuada. [...] De aquí que se ofrezca información metodológica, psicológica, sociológica y semiótica, que, en mi opinión, debería formar parte de los fundamentos educativos generales de cualquier arquitecto o historiador de la arquitectura.''<ref name="CNS 1998">Da ''Intenciones en arquitectura'', Editorial Gustavo Gili, Barcelona, 1998, pp. 7-8, ISBN 978-84-252-1750-0.</ref>
==Bibliografia==
*Christian Norberg-Schulz, ''Genius Loci. {{small|Paesaggio Ambiente Architettura}}'', Electa, Milano, 1979. ISBN 88-435-4263-X
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Norberg-Schulz, Christian}}
[[Categoria:Architetti norvegesi]]
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James Coburn
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:James Coburn 1972 (cropped).JPG|thumb|James Coburn nel 1972]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Affliction]]'''''
* Miglior attore non protagonista (1999)
}}
'''James Coburn''' (1928 – 2002), attore statunitense.
==Citazioni di James Coburn==
*{{NDR|Su [[Bruce Lee]]}} Aveva creato se stesso. Aveva scolpito se stesso; ciascuno dei suoi muscoli era tonico e regolato su quello che stava facendo in quel momento. L'ultima volta che lo vidi era in una condizione praticamente perfetta: la sua pelle era come il velluto, era liscia e lui aveva un aspetto fantastico.<ref>Citato in Bruce Lee, ''La perfezione del corpo'' (''The Art of Expressing the Human Body''), a cura di John Little, traduzione di Marco Braghieri, Oscar Mondadori, Milano, 2007.</ref>
* Come attori, non dobbiamo essere chi interpretiamo. Questa è una delle cose positive dell'essere un attore. Ma, se ti lasci rinchiudere in quello, dove quel personaggio diventa la tua essenza, è spaventoso.
:''But as actors, we don't have to be who we're playing. That's one of the good things about being an actor. But, if you let yourself get locked into that, where that character becomes your essence, that's scary.''<ref name=Simon>{{en}} Dall'intervista di Alex Simon, ''[http://thehollywoodinterview.blogspot.com/2008/02/james-coburn-hollywood-interview.html James Coburn: The Hollywood Flashback Interview]'', ''The Hollywood Interview.com'', 15 luglio 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Stella Adler]]}} Era molto esigente, specialmente con le donne. Ti spogliava e ti toglieva l'ego dalla pelle.
:''She was very demanding, very hard on women especially. She would just strip you down, peel your ego right off your skin.''<ref name=Simon/>
*[[Sam Peckinpah]] era un genio per quattro ore al giorno. Il resto di quel tempo era ubriaco. Si definiva "un alcolista che lavora", ma era molto più di questo. Penso che l'alcool abbia soppresso tutte le influenze che stavano accadendo intorno a lui in modo che potesse davvero concentrarsi su ciò che stava facendo con il film.
:''Sam Peckinpah was a genius for four hours a day. The rest of that time he was drunk. He called himself "a working alcoholic," but he was much more than that. I think the alcohol sort of quelled all the influences that were going on around him so he could really focus on what he was doing with the film.''<ref name=Simon/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[La seconda guerra civile americana]]'' (1997)
*''[[Monsters & Co.]]'' (2001) – voce
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Copburn, James}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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[[File:Adam_Bakri_TIFF2013_(cropped).jpg|thumb|Adam Bakri]]
'''Adam Bakri''' (1988 – vivente), attore palestinese con cittadinanza israeliana, figlio di [[Mohammad Bakri]] e fratello di [[Saleh Bakri]].
==Citazioni di Adam Bakri==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla barriera di separazione israeliana}} La gente pensa davvero che il muro divida Israele dalla [[Cisgiordania]], ma in realtà scorre anche attraverso le città [[Stato di Palestina|palestinesi]] in Cisgiordania, separando i vicini gli uni dagli altri.
:''People would actually think it divides Israel from the West Bank, but actually it also crosses through Palestinian towns in the West Bank, and it divides neighbors from each other.''<ref>{{en}} Dall'intervista di National Public Radio, ''[https://www.npr.org/2014/02/23/280712026/director-says-omar-is-a-love-story-not-a-war-story Director says "Omar" is a love story, not a war story]'', ''npr.org'', 23 febbraio 2014.</ref>
*Ho frequentato la Lee Strasberg per due anni. Lì usano il Metodo Acting – a loro piace chiamarlo così – ma io non ci credo. Confido molto nella tecnica ma non penso che questo metodo un-due-tre possa trasformarti in un grande attore. Il talento arriva prima.
:''I trained at Lee Strasberg for another two years. It's Method acting there—that's what they like to call it—but I don't believe in that. I do believe in technique, but I don't believe that it's this one-two-three method and then you become a great actor. Talent comes first.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Julie Bramowitz, ''[https://www.interviewmagazine.com/film/discovery-adam-bakri Discovery: Adam Bakri]'', ''Interview Magazine'', 24 febbraio 2014.</ref>
==Citazioni su Adam Bakri==
*Lo richiamai tante volte per metterlo alla prova sotto ogni aspetto possibile, volevo proprio vedere se era emotivamente capace di sopportarlo. E penso che fu davvero la scelta migliore, non ho alcun ripensamento. Aggiunge un'ampia dimensione al film {{NDR|''[[Omar (film)|Omar]]''}}. È difficile saper comunicare forza e vulnerabilità allo stesso tempo e lui è stato capace di farlo in modo molto convincente. ([[Hany Abu-Assad]])
==Note==
<references />
==Film==
*''[[Omar (film)|Omar]]'' (2013)
*''[[Ali and Nino]]'' (2016)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bakri, Adam}}
[[Categoria:Attori israeliani]]
[[Categoria:Attori palestinesi]]
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Husayn di Giordania
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[[File:King Hussein in uniform in 1953.jpg|thumb|Husayn nel 1953]]
'''Ḥusayn ibn Ṭalāl''' (1935 – 1999), re della Giordania.
==Citazioni di Husayn di Giordania==
*Giuro su Dio che ci sarà un funerale in ogni casa irachena. (da una dichiarazione fatta dopo la [[rivoluzione del 14 luglio]], 1958<ref name="generaleprincipe">Citato in [[Magdi Allam]], [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/07/29/un-generale-un-principe-opposizione-cerca.html?ref=search ''Un generale o un principe? L'opposizione cerca un leader''], ''la Repubblica'', 29 luglio 2002.</ref>)
{{Int|Dall'intervista di [[Igor Man]], aprile 1970|in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,0130_01_1970_0081_0013_5006322/ Intervista con Hussein]'', ''La Stampa'', 19 aprile 1970}}
*In realtà io sono in linea di principio favorevole a un "compromesso" {{NDR|con [[Israele]]}}, ma da considerarsi alla stregua del primo gradino della difficile scala che porta in cima alla pace.
*Israele deve scegliere: o tenere i territori o avere la pace. Non può pretendere tutt'e due le cose. E non può negare a un popolo martoriato il diritto all'esistenza nel suo spazio vitale. Le guerre di conquista hanno fatto il loro tempo. È inconcepibile che proprio le vittime del nazismo debbano ricalcare i metodi, la politica di Hitler.
*Ho sempre lavorato per la pace, ma per una pace che riconosca i diritti di tutti gli arabi. Non penso solo al mio povero paese, anche se è quello che ha sofferto di più le conseguenze della guerra. Ho lavorato per la pace è son sempre disposto a farlo ancora, benché francamente pensi che oramai s'è perduto troppo tempo. Io m'aspetto il peggio, da un momento all'altro.
{{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]], aprile 1972|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}}
*Non è vero che io sia prigioniero dei fedayn, questo lo dice la propaganda israeliana. Non è vero che io non posso controllarli. È vero che io non voglio controllarli. Perché essi hanno tutto il diritto di battersi, di resistere. Soffrono da vent'anni, e gli israeliani stanno occupando la loro terra. (da un'intervista con [[Oriana Fallaci]], aprile 1972
*Quando gli uomini subiscono un abuso e hanno la rabbia in cuore, i loro atti hanno conseguenze incontrollate.
*Il mio atteggiamento è chiaro: dico che tutto ciò che gli israeliani devono fare è ritirarsi dai territori occupati nel 1967. Non v'è altro modo per raggiunger la pace. Ma gli israeliani non vogliono ritirarsi, non voglion la pace.
*Quando il momento verrà, io chiederò ai palestinesi della [[Cisgiordania|West Bank]] di decidere se vogliono restare con la Giordania o diventare indipendenti. Dirò loro: decidete da soli il vostro futuro. Poi accetterò ciò che hanno deciso.
*[[Gerusalemme]] è sacra per i mussulmani quanto per i cristiani quanto per gli ebrei: su questo noi arabi siamo tutti d'accordo. Il problema immediato, quindi, è che anche gli israeliani se ne rendano conto e riconoscano i nostri diritti sulla parte araba di Gerusalemme. E non pretendano di annetterla a Israele. Lei sottolinea i futuri contrasti nel mondo arabo e dimentica che sono gli israeliani a volerci schiacciare col loro espansionismo.
*Ho visto la morte in faccia tante di quelle volte che ormai sono abituato al rischio come al giorno e alla notte.
*Sono un arabo, credo nel fato: sia fatta la volontà di Dio e, se deve succedere, succederà.
*Certo che ammiro il coraggio, un uomo senza coraggio non è un uomo. Ma il coraggio fisico non basta se non è accompagnato dall'intelligenza e ciò che ammiro di più in un uomo è l'intelligenza. Solo con quella si risolvon le cose, e con la determinazione.
==Citazioni su Husayn di Giordania==
*Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], le sue bugie su Tel Aviv bombardata. ([[Golda Meir]])
*L'uomo che allora e oggi regge le sorti della Giordania è re Hussein, il quale, non diversamente dal nonno Abdullah, sembra dotato di notevole fascino personale e di cospicuo coraggio, tanto che si aggira tra la folla o si reca a ispezionare unità dell'esercito non scortato da guardie del corpo e senza temere la propria incolumità, Ma, a differenza di Abdullah, sembra un uomo illuminato, al corrente delle realtà del mondo moderno. Bisogna d'altro canto convenire che, nonostante l'istruzione ricevuta e la sua dimestichezza con le questioni internazionali, manca di effettiva profondità e di senso pratico. È senza dubbio cosciente del fatto che l'influenza che può esercitare sul mondo arabo è limitata, come non può ignorare che certe iniziative, che pure aspirerebbe a far sue, gli sono vietate perché inaccettabili agli occhi dell'opinione pubblica giordana e degli arabi in generale. ([[Moshe Dayan]])
*L'uscita di scena di re Hussein avvia di fatto la fine dell'era post-coloniale in tutto il Medio Oriente e prelude a un'era di radicali mutamenti non solo nei gruppi dirigenti ma anche nella realtà geopolitica dell' intera regione. Il "modello" incarnato da re Hussein è quello del leader ultrasessantenne al potere da vari decenni, con seri problemi fisici e non meno gravi difficoltà politiche. ([[Magdi Allam]])
*Quanto al re Hussein di Giordania non risparmierò elogi al suo riguardo: non è solo un amico, è un fratello. Alle doti umane – nel senso più alto del termine – al cuore, egli unisce un grande coraggio, reso più grande da un amore autentico per il proprio Paese. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*Re Hussein a 63 anni è stato in assoluto il leader politico più longevo, 46 anni di potere in uno Stato sorto solo 78 anni fa come ricompensa dell'impero britannico a suo nonno, il re Abdallah, per aver partecipato alla rivolta promossa da Lawrence d' Arabia nel 1916-1918 contro i turco-ottomani. ([[Magdi Allam]])
*Ricordo ancora una conferenza stampa ad Amman con re Hussein durante la prima guerra del Golfo. Volevo chiedere al re perché si fosse fatto crescere la barba, ma avevo paura che fosse una richiesta stupida e non ho alzato la mano. Quella domanda l'ha fatta poco dopo un collega e il re sorridendo ha risposto che era per mascherare un'irritazione dovuta allo stress della guerra. Mi sono vergognata del mio autosabotaggio. ([[Lilli Gruber]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Abd Allah II di Giordania]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Re di Giordania]]
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Mario Adorf
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Spinoziano
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[[File:Mario Adorf (Berlin Film Festival 2011).jpg|miniatura|Mario Adorf]]
'''Mario Adorf''' (1930 – 2026), attore tedesco.
{{Int|''[https://pardo.ch/it/pardo/pardo-live/today-at-festival/2016/day-5/5q-mario-adorf.html Intervista a Mario Adorf Pardo alla carriera]''|Lorenzo Buccella, ''pardo.ch'', 7 agosto 2016. {{collegamento interrotto}}|h=2}}
*La fortuna per un attore che si è formato a teatro è proprio quella di essere spronato a cimentarsi in ruoli sempre diversi, a differenza di quanto succede al cinema e ancor più nella televisione di oggi, dove invece molto spesso si è chiamati a ricoprire delle tipologie fisse.
*Non penso che uno cambi il proprio modo di recitare a seconda delle categorie in cui viene impiegato.
*Non mi sento di appartenere a quella categoria di attori che si identificano in modo totale con il loro personaggio. Con i miei personaggi ho sempre mantenuto una distanza controllata in senso brechtiano.
*Aver lavorato con [[Sam Peckinpah]] in ''[[Sierra Charriba|Major Dundee]]'' è stata un'esperienza drammatica che mi ha fatto capire come l'America non potesse essere una delle mie terre più amate.
*Mi sembrava assolutamente improbabile, se non addirittura impossibile, che dopo l'esperienza terribile del nazionalsocialismo in Germania potesse tornare a esistere ancora qualcosa di simile ai neonazisti.
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[La visita (film 1963)|La visita]]'' (1963)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Operazione San Gennaro]]'' (1966)
*''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]'' (1970)
*''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972)
*''[[State buoni se potete]]'' (1983)
*''[[Momo (film)|Momo]]'' (1986)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Fantaghirò]]'' (1991)
*''[[Fantaghirò 2]]'' (1992)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Adorf, Mario}}
[[Categoria:Attori tedeschi]]
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Signorina Silvani
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/* Anna Mazzamauro */
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[[File:Anna Mazzamauro Fantozzi.png|thumb|Anna Mazzamauro interpreta la Signorina Silvani]]
'''Signorina Silvani''', personaggio letterario e cinematografico creato da [[Paolo Villaggio]] e interpretato da [[Anna Mazzamauro]].
==Citazioni di Signorina Silvani==
===Frasi===
{{cronologico}}
*{{NDR|Rivolta a tre individui grossi e poco amichevoli a cui Fantozzi ha tagliato la strada in macchina}} Siete tre stronzi! (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]])''
*Fantocci, non faccia il pagliazzo! (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'')
*{{NDR|Rivolta a [[Ugo Fantozzi]]}} Mi conquisti, mi {{sic|seduchi}}. Ecco... mi {{sic|colghi}} una stella alpina. (''[[Fantozzi in paradiso]]'')
*{{NDR|Dopo una notte di sesso con Fantozzi}} Mortacci sua! Che me so' persa per trent'anni! E chi lo sapeva che era così? Che me so' persa! (''[[Fantozzi in paradiso]]'')
*{{NDR|Spiegando a Fantozzi come mai ci siano voluti tre anni per rimanere incinta}} È colpa sua: lei è vecchio e c'ha il seme lento, ci mette di più. (''[[Fantozzi - Il ritorno]]'')
===Dialoghi===
{{cronologico}}
*'''Fantozzi''': Io sono stato azzurro di sci! <br />'''Calboni''' e '''Sig.na Silvani''': Eh? <br />'''Fantozzi''': Io sono stato nella nazionale di sci!<br />'''Sig.na Silvani''': E lo dice così?!? Mah! Ha sentito Calboni? Eh... che bravo! <br />'''Calboni''': Sì, vedremo... ce lo dimostrerà! <br />'''Fantozzi''': Veramente... sono dieci anni che non scio... <br />'''Calboni''': Eh? <br />'''Sig.na Silvani''': Come? <br />'''Fantozzi''': Dicevo che saranno vent'anni che non scio... <br />'''Sig.na Silvani''': Cosa? <br />'''Sig.na Silvani''': Parli forte, non si capisce! <br />'''Fantozzi''': Sto dicendo che saranno trenta, trentacinque anni che non vedo un paio di sci!<br> (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'')
*'''Sig.na Silvani''': Cos'è quel picco lassù? <br />'''Calboni''': Quale? <br />'''Sig.na Silvani''': Quello lassù! <br />'''Calboni''': Ah, quello lì? Quella... è... quella è... il dente del giudizio, sì! <br />'''Sig.na Silvani''': Ah! Non lo riconoscevo!<br> (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'')
*'''Fantozzi''': Signora, io vorrei sdebitarmi: {{sic|bevi}}? {{NDR|le offre una bevanda}}<br>'''Sig. Silvani''': No, grazie. Piuttosto, in cambio mi {{sic|facci}} un piacere: {{sic|venghi, venghi}}.<br>'''Fantozzi''': Sì. {{sic|Dovi}}? <br>(''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'')
*{{NDR|La signorina Silvani e Fantozzi scappano a Capri}}<br>'''Fantozzi''': Ho dormito sul... sul letto matrimoniale?<br>'''Signorina Silvani''': Sì, sì.<br>'''Fantozzi''': Come?<br>'''Signorina Silvani''': Sì. Sì, Fantozzi.<br>'''Fantozzi''': E cos'ho fatto?<br>'''Signorina Silvani''': Tutto.<br>'''Fantozzi''': Come?<br>'''Signorina Silvani''': Tutto, Fantozzi.<br>'''Fantozzi''': Signorina, io sento come un volo di angeli.<br>'''Signorina Silvani''': Lei è il solito poeta, Fantozzi.<br>'''Fantozzi''': Però, signorina, io di questa notte non mi ricordo quasi più niente.<br>'''Signorina Silvani''': Meglio, Fantozzi. <br>(''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'')
*'''Fantozzi''': Prendimi! <br/> '''Sig.na Silvani''': Ma io la prendo a spazzolate sulla testa! Fuori dal mio camper! Fuori dal mio camper!! <br>(''[[Fantozzi subisce ancora]]'')
*'''Sig.na Silvani''': Oh! Me lo dii la prego! <br/> '''Fantozzi''': Così non piace! No! Mi molli! <br/> '''Sig.na Silvani''': La prego, non se ne vada. <br/>'''Fantozzi''': Ma cosa vuole che le dii! <br/> '''Sig.na Silvani''': Me lo dii! Me la prenda, Fantozzi!<br> (''[[Fantozzi va in pensione]]'')
*'''Sig.na Silvani''': E noi dove andremo ad abitare, Fantozzi? <br/> '''Fantozzi''': Be', adesso io.. proprio per... Si andrebbe ad abitare... tu.. tutti dal geometra Filini. Sa, Filini quello simpatico con gli occhiali... <br/> '''Sig.na Silvani''': Che cosa? Ma allora perché veni a rompere i cojoni co' 'ste serenate de merda? E io dovrei venire a vivere co' te e con quer mezzo cecato de Filini? Ma vadi a fare in culo! <br/> (''[[Fantozzi alla riscossa]]'')
*'''Sig.na Silvani''': Filini, mi scusi... io... dov'è il posticino? <br/> '''Filini''': Quale posticino? <br/> '''Sig.na Silvani''': Eh... io ho bisogno di un bisognino... <br/> '''Filini''': Bisognino? Che bisognino? <br/> '''Sig.na Silvani''': Ndo' sta er cesso? <br>(''[[Fantozzi alla riscossa]]'')
*'''Sig.na Silvani''' {{NDR|dopo averlo colpito in faccia col bicchiere}}: Ma che ha fatto Fantozzi? <br/> '''Fantozzi''': No, è tutto... perfetto. <br/> '''Sig.na Silvani''': E allora.. {{sic|bevi}}! <br/> '''Fantozzi''': Signorina... mi dà del tu? <br/> '''Sig.na Silvani''': No, è [[congiuntivo]]! <br>(''[[Fantozzi in paradiso]]'')
*'''Sig.na Silvani''': Mi corteggi, mi conquisti, mi seduchi! Ecco, mi colghi una stella alpina.<br/>'''Fantozzi''': Io le faccio un mazzo così! Cioè... <br>(''[[Fantozzi in paradiso]]'')
*'''Sig.na Silvani''': La vede questa? {{NDR|Indicando la pancia}} Ebbene qua dentro c'è suo figlio. <br> '''Fantozzi''': Mio figlio? Signorina, lei con questa rivelazione mi ha spiazzato completamente. Però non mi parli così, come se io le fossi saltato addosso, come se l'avessi strupratra... stupara... sturbat... sturata. <br>'''Sig.na Silvani''': Ma che cazzo stai a di'? <br> '''Fantozzi''': E va be', ma l'[[Lingua italiana|italiano]] è una lingua maledetta! <br>(''[[Fantozzi - Il ritorno]]'')
==Citazioni su Signorina Silvani==
*A notte fonda la Silvani, non avendo più argomenti per fronteggiare l'ardore di Fantozzi, fece ricorso al famigerato Ronfa Bien, micidiale sonnifero spagnolo, usato dai toreri andalusi più sleali per addormentare con sol tre gocce i ferocissimi tori Miura da battaglia. (''[[Fantozzi in paradiso]]'')
*La Silvani per San Valentino aveva preteso un tailleur firmato e autenticato da due notai turchi. È un'inestimabile pelliccia di panda, ucciso a martellate! (''[[Fantozzi 2000 - La clonazione]]'')
*La signorina Silvani era da tempo preda di tentazioni suicide. Dopo la decima ingiunzione di sfratto esecutivo forzoso, l'unica tragica alternativa al nodo scorsoio era il ricovero nel Pio Istituto Relitti Umani di Santa Moribonda. Vide in Fantozzi una insperata ancora di salvezza e decise di attaccarsi a lui come una cozza allo scoglio! (''[[Fantozzi alla riscossa]]'')
*La signorina Silvani, era stata eletta per due volte consecutive "Miss IV Piano"; Fantozzi la corteggiava disperatamente da 7 anni. (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'')
===[[Anna Mazzamauro]]===
*{{NDR|La Signorina Silvani mi}} È stata sempre stretta. Io non rinnego niente, ben vengano tutti quei Fantozzi, ma io da bambina volevo fare [[Rossella O’Hara]] in ''[[Via col vento]]''. Senza la Silvani non avrei avuto tutta questa popolarità, però mi ha incorniciata troppo. Io amo l’Italia in tutte le sue orrendezze, ma non sopporto questo voler far fare, a tutti i costi, sempre lo stesso personaggio. Ho lavorato tanto affinché la gente mi venisse a vedere a teatro perché sono Anna Mazzamauro e non la Silvani. (2016)
*...la Silvani è come un cartone animato. Non è questione di fare o non fare. È un personaggio intramontabile e che resterà per sempre. L’ho messa come un [[quadrifoglio]] fortunato all’interno del mio diario, poi ho girato due, tre pagine e l’ho spiaccicato per bene. Questo a voler dire che ora guardo avanti sfogliando altre pagine. (2016)
*La signorina Silvani è stata la mia laurea. Le devo tanto perché mi ha dato popolarità e riconoscibilità. Negli anni è diventato uno specchietto per le allodole. Ancora oggi mi fermano per strada e mi chiedono di ripetere le sue battute più famose. Il pubblico la ricorda con affetto. (2017)
==Filmografia==
*''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'' (1975)
*''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'' (1976)
*''[[Fantozzi subisce ancora]]'' (1983)
*''[[Fantozzi va in pensione]]'' (1988)
*''[[Fantozzi alla riscossa]]'' (1990)
*''[[Fantozzi in paradiso]]'' (1993)
*''[[Fantozzi - Il ritorno]]'' (1996)
*''[[Fantozzi 2000 - La clonazione]]'' (1999)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi di Fantozzi]]
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Jacopo Barozzi da Vignola
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[[File:Palazzo Farnese (Caprarola).jpg|thumb|upright=1.2|Caprarola: Palazzo Farnese del Vignola]]
'''Jacopo Barozzi da Vignola''', detto comunemente '''Il Vignola''' (1507 – 1573), architetto, teorico dell'architettura e trattatista italiano.
==''L'architettura di Jacopo Barozzi da Vignola ridotta a facile metodo per mezzo di osservazioni a profitto de' studenti''==
*Volendo fare ornamento di loggie ovver portici d'ordine Dorico, si deve (come è detto) partir l'altezza in parti 20. e formarne il modulo; poi distribuire le larghezze che vengano da un pilastro all'altro moduli 7. e i pilastri sieno moduli 3. che così verranno partite le larghezze con le altezze alla sua proporzione con la luce dei vani di due larghezze in altezza, e verrà la giusta distribuzione delle metope e triglifi, come si vede. (p. 27)
*La cornice Corintia è cavata da diversi luoghi di Roma, ma principalmente dalla rotonda, e dalle tre colonne che sono nel foro Romani, e raffrontati i suoi principali membri, vi ho posto la sua regola, non mi scostando punto dalle antiche, e ridotta in tal proporzione che venga un modiglione nel mezzo delle colonne, e che siano i suoi vovoli, denticoli, archetti, e fufaroli indiritti l'uno all'altro con diligente ordine, come si può vedere. (p. 37)
*Quantunque da molti Ingegneri sieno state inventate molte sorta di Macchine, o applicazioni di potenze al peso, nulla di meno tutte si riducono a questi cinque fondamenti, o dir gli vogliamo Istromenti della Meccanica, cioè Vette o sia Leva, Asse nel Peritrochio, Troclea, Cuneo o Cugno, e Coclea, le quali cose sono veramente i fondamenti della Meccanica, perché tutte le Macchine, che possono inventarsi o sieno Istromenti sarano sempre uno solo di questi, ovvero due, o più insieme. (p. 43)
==Citazioni sul Vignola==
*Il Vignola, pur onorando, come tutti i suoi contemporanei, l'antico [[Marco Vitruvio Pollione|Vitruvio]], fu ben lungi dall'essere un arido e metodico vitruviano. Nelle sue infinite opere egli si mostra artista versatile, di vigorosa fantasia, che riesce a tenersi fuori dalla prepotente influenza michelangiolesca e a creare opere originali, come il palazzo Farnese di Caprarola e la chiesa del Gesù a Roma. ([[Corrado Ricci]])
==Bibliografia==
*Jacopo Barozzi da Vignola, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6449409 L'architettura di Jacopo Barozzi da Vignola ridotta a facile metodo per mezzo di osservazioni a profitto de' studenti]'', Remondini, Bassano, 1787.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Vignola, Jacopo Barozzi da}}
[[Categoria:Architetti italiani]]
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Frontispice met portret van Vignola Regola delli Cinque Ordini d'Architettvra Di M. Giacomo Barozzio da Vignola. Con la nuova aggionta di Michel-Angelo Buonarot (serietitel), RP-P-1964-3320.jpg|thumb|Jacopo Barozzi da Vignola]]
'''Jacopo Barozzi da Vignola''', detto comunemente '''Il Vignola''' (1507 – 1573), architetto, teorico dell'architettura e trattatista italiano.
==''L'architettura di Jacopo Barozzi da Vignola ridotta a facile metodo per mezzo di osservazioni a profitto de' studenti''==
*Volendo fare ornamento di loggie ovver portici d'ordine Dorico, si deve (come è detto) partir l'altezza in parti 20. e formarne il modulo; poi distribuire le larghezze che vengano da un pilastro all'altro moduli 7. e i pilastri sieno moduli 3. che così verranno partite le larghezze con le altezze alla sua proporzione con la luce dei vani di due larghezze in altezza, e verrà la giusta distribuzione delle metope e triglifi, come si vede. (p. 27)
*La cornice Corintia è cavata da diversi luoghi di Roma, ma principalmente dalla rotonda, e dalle tre colonne che sono nel foro Romano, e raffrontati i suoi principali membri, vi ho posto la sua regola, non mi scostando punto dalle antiche, e ridotta in tal proporzione che venga un modiglione nel mezzo delle colonne, e che siano i suoi vovoli, denticoli, archetti, e fufaroli indiritti l'uno all'altro con diligente ordine, come si può vedere. (p. 37)
*Quantunque da molti Ingegneri sieno state inventate molte sorta di Macchine, o applicazioni di potenze al peso, nulla di meno tutte si riducono a questi cinque fondamenti, o dir gli vogliamo Istromenti della Meccanica, cioè Vette o sia Leva, Asse nel Peritrochio, Troclea, Cuneo o Cugno, e Coclea, le quali cose sono veramente i fondamenti della Meccanica, perché tutte le Macchine, che possono inventarsi o sieno Istromenti, sarano sempre uno solo di questi, ovvero due, o più insieme. (p. 43)
==Citazioni su Jacopo Barozzi da Vignola==
*Il Vignola, pur onorando, come tutti i suoi contemporanei, l'antico [[Marco Vitruvio Pollione|Vitruvio]], fu ben lungi dall'essere un arido e metodico vitruviano. Nelle sue infinite opere egli si mostra artista versatile, di vigorosa fantasia, che riesce a tenersi fuori dalla prepotente influenza michelangiolesca e a creare opere originali, come il palazzo Farnese di Caprarola e la chiesa del Gesù a Roma. ([[Corrado Ricci]])
==Bibliografia==
*Jacopo Barozzi da Vignola, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6449409 L'architettura di Jacopo Barozzi da Vignola ridotta a facile metodo per mezzo di osservazioni a profitto de' studenti]'', Remondini, Bassano, 1787.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Vignola, Jacopo Barozzi da}}
[[Categoria:Architetti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Davide Tardozzi
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[[File:Davide Tardozzi at the 2026 German motorcycle Grand Prix (headshot).jpg|thumb|Davide Tardozzi nel 2026]]
'''Davide Tardozzi''' (1959 – vivente), dirigente sportivo ed ex pilota motociclistico italiano.
==Citazioni di Davide Tardozzi==
{{cronologico}}
*Su {{NDR|[[Troy Bayliss]]}} A un pilota di quel valore devi perdonare tutto, perché se vince molto è perché ha dato tanto. Alla fine devi fare un bilancio non su quello che avrebbe potuto fare, ma su quello che ha fatto, perché quello che ha fatto è già molto più di quello che avrebbero potuto fare tanti altri.<ref>Dall'intervista di Andrea Tessieri, ''[https://www.cuoredesmo.com/il-mondiale-sbk-con-e-senza-bayliss-parla-davide-tardozzi/ Il mondiale SBK con e senza Bayliss: parla Davide Tardozzi]'', ''cuoredesmo.com'', 29 gennaio 2009.</ref>
*La [[Campionato mondiale Superbike|Superbike]] è cambiata moltissimo dai primi anni. Da quando nell'88 ci mettemmo tutti a pulire le stalle di Manfeild, in [[Nuova Zelanda]] che era destinate a diventare i box per la gara mondiale. Le cose hanno cominciato a funzionare dal 1990 quando [...] sono finite le buffonate del regolamento dei primi due anni che mi hanno fatto perdere un mondiale.<ref name="Porrozzi">Dall'intervista di Claudio Porrozzi, ''[https://www.gpone.com/it/201205016763/Tardozzi-Ho-pianto-per-Bayliss.html Tardozzi: "Ho pianto per Bayliss!"]'', ''gpone.com'', 1º maggio 2012.</ref>
*Troy {{NDR|Bayliss}} è l'uomo che parla con la gente, che va oltre il dolore, che vince quando non si può, che fa la star ma anche l'amico di famiglia. È il simbolo della Superbike che non è fatta di star ma di uomini.<ref name="Porrozzi"/>
*Ho corso nei campionati mondiali della classe 250 nell'84 e nell'85. È stato molto difficile. Ero un privato, il mio capo meccanico era mia moglie e non avevamo soldi. Non eravamo solo a corto di soldi, ma assolutamente senza soldi. Ogni tanto arrivavano degli amici ad aiutarci. Tutto ciò che imparai fu che le corse ai massimi livelli sono molto costose.
:''I raced in the 250cc GP world championships in '84 and '85. It was very bad. I was a privateer, my chief mechanic was my wife and we had no money. Not just tight for cash, but absolutely no money. Some friends came along to help every now and then. All I learned was that racing at top level is very expensive.''<ref name="Hogan">{{en}} Da John Hogan, ''[https://www.superbike.co.uk/article/davide-tardozzi-an-interview Davide Tardozzi, an interview]'', ''superbike.co.uk'', 28 novembre 2013.</ref>
*La [[Ducati Corse|Ducati]] dovrebbe ringraziare ogni giorno il dio della Superbike, perché senza questo campionato la Ducati non potrebbe essere quella che è ora. D'altro canto, anche la Superbike deve ringraziare la Ducati, che per molto tempo è stata l'unica casa a competere in forma ufficiale nel campionato, correndo di fatto da sola. È stato un bene per entrambe le parti ed entrambe dovrebbero esserne grate.
:''Ducati should pray everyday to the WSB god as without this championship Ducati could not be the Ducati that it is now. On the flip side, WSB have to thank Ducati as well as for a long time Ducati were the only factory supported team in the championship, they effectively raced themselves. It was good for both parties and both should be grateful.''<ref name="Hogan"/>
*Essere ducatista vuol dire saper soffrire. Perché la Ducati dà gioie, ma anche tanti dolori. È qualcosa che ti nasce dentro e non se ne va più, ti entra sotto la pelle. È una tuta colorata di rosso, mutande comprese, è una passione viscerale.<ref>Citato in Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16-08-2017/motogp-ducati-passione-rossa-quando-tifo-marchio-2101036576646.shtml Ducati, passione rossa: quando il tifo è per il marchio]'', ''gazzetta.it'', 16 agosto 2017.</ref>
*Casey {{NDR|[[Casey Stoner|Stoner]]}} è stato un assoluto fenomeno. [...] È uno straordinario talento naturale. Lo è anche [[Marc Márquez|Márquez]] ma la differenza fra i due è che Marc cura il suo talento allenandosi tantissimo, Stoner non lo faceva.<ref name="CDS">Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2018/10/18/motogp/tardozzi-per-ducati-il-futuro-e-dovizioso-non-marquez.html MotoGP, Tardozzi: "Per Ducati il futuro è Dovizioso, non Marquez"]'', ''gpone.com'', 18 ottobre 2018.</ref>
*Quello che fa Márquez con la moto è unico al mondo. Nessuno oltre a lui ha questo incredibile controllo che gli permette di rimanere in sella anche quando inizia a cadere. E riesce a farlo non per caso. [...] Lui usa come terza ruota il gomito interno alla curva quando gli chiude la ruota anteriore. Lo punta per non far chiudere l'anteriore del tutto e rialzare la moto. Queste cose non è che le pensi e le fai: ti devono venire in maniera istintiva. Ma per automatizzarle ha studiato su se stesso.<ref name="CDS"/>
*{{NDR|«Tu sei uno di quelli che ha scoperto [[Marco Melandri|Melandri]], che gli ha dato una mano all'inizio della carriera [...]»}} Sostanzialmente fu mia moglie, che era amica della madre di Marco al tempo, abbiamo fatto i ragazzi insieme col padre di Marco. Per cui nel momento in cui c'era da aiutare Marco, mia moglie, che aveva un negozio di abbigliamento da moto, lo aiutò comprandogli una motina da cross, piuttosto che dandogli tutto l'abbigliamento. Fin da quando aveva 6, 7 anni, fino ai 10, 12 anni. L'abbiamo aiutato con questo, è stato un vero piacere. [...] più che Davide Tardozzi, Sandra, mia moglie fu quella che lo aiutò veramente di cuore.<ref name="Pierotti-A">Da René Pierotti, ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-2025-gp-del-qatar-esclusivo-intervista-con-davide-tardozzi-stronzifichiamoci-non-sapevo-di-essere-ripreso-parte-1-di-2.html MotoGP 2025. GP del Qatar - ESCLUSIVO - Intervista con Davide Tardozzi: "Stronzifichiamoci? Non sapevo di essere ripreso..." (Parte 1 di 2)]'', ''moto.it'', 15 aprile 2025.</ref>
*{{NDR|«[...] che tipo di pilota eri?»}} Ero scarso [...] Diciamo che ho avuto un periodo dove ho fatto qualche buona prestazione, ma non ho perso il mondiale nel [[Campionato mondiale Superbike 1988|1988]] a favore di Merkel. Con tutta sincerità lo meritava lui. [...] io avevo in quel momento una Bimota Yamaha che era decisamente più performante, per questo me lo sono giocato fino all'ultima gara, era più performante, ma ebbi un problema l'ultima gara, per cui alla fine l'ho perso, ma non ho nessuna problema a riconoscere che se lo meritò Fred, era più forte, come pilota.<ref name="Pierotti-A"/>
*L'ho sempre detto, per me i piloti sono come due miei figli e li tratto come tali e spesso purtroppo la necessità è di stare con quello che è più in difficoltà. Detto questo non posso non gioire per quello che vince, poi sento critiche nei miei confronti dai tifosi di uno o dell'altro e viceversa, però la mia filosofia è [...] aiutare quello più in difficoltà dei due e comunque essere presente e felice per la vittoria dell'altro. [...] questa cosa qui non non si discute e deve essere limpida. E loro lo sanno che è così. Cioè anche se io sono lì che gioisco per quello che ha vinto e all'altro è successo qualcosa, sa benissimo che io prima penso a lui, perché il mio problema principale è quello che non ha performato per qualche ragione.<ref name="Pierotti-B">Da René Pierotti, ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-2025-gp-del-qatar-esclusivo-intervista-con-davide-tardozzi-nel-2020-il-mondiale-doveva-vincerlo-andrea-dovizioso-pecco-e-marc-marquez-e-difficile-trovarsi-male-con-francesco-bagnaia-parte-2-di-2.html MotoGP 2025. GP del Qatar - ESCLUSIVO - Intervista con Davide Tardozzi: "Nel 2020 il mondiale doveva vincerlo Andrea Dovizioso. Pecco e Marc Marquez? È difficile trovarsi male con Francesco Bagnaia" (Parte 2 di 2)]'', ''moto.it'' , 17 aprile 2025.</ref>
*[...] il mio rapporto con [[Andrea Dovizioso|Dovizioso]] è rimasto buono. Chiaramente io ad Andrea imputo il fatto che in certi momenti, soprattutto nel [[Motomondiale 2020|2020]], non abbiamo portato a casa il massimo. Credo che Andrea abbia fatto delle grandissime stagioni, arrivando secondo dietro un – trova tu l'aggettivo – fenomeno, come Marc Marquez in super forma. Dopodiché nel 2020 non mi è piaciuto l'atteggiamento che ha avuto in certe situazioni per la gomma, non ha saputo cambiare pelle, perché nel 2020 il mondiale lo doveva vincere Andrea, perché Dovi si meritava quel mondiale, noi ci meritavamo quel mondiale e forse la storia sarebbe andata diversamente. [...] È vero che la Michelin cambiò le gomme, è vero che le gomme erano un po' diverse. Però [...] quando lui non performava c'erano comunque delle Ducati là davanti. Per cui [...] secondo me si era un po' tarato la testa che le gomme non erano per il suo stile di guida, non ha saputo andare oltre i problemi, perché è evidente che c'era qualche problema. Non ha saputo forse gestire quei problemi nel modo giusto. Poi non lo so, lo sa lui. Io credo che Andrea sia una persona vera, per cui avrà fatto anche i mea culpa piuttosto che trovare delle scuse.<ref name="Pierotti-B"/>
*[[Noriyuki Haga|Haga]] piaceva al pubblico, ma dietro le quinte non teneva una condotta esemplare, anzi. Per esempio fumava e, soprattutto, non si comportava come un professionista. Sono anche passati [...] anni da allora e lui apparteneva a una generazione di piloti diversa da quella attuale.<ref>Dal podcast ''The Ducati Diaries''; citato in Francesco Paone Casati, ''[https://www.oasport.it/2025/09/davide-tardozzi-nel-2009-lasciai-ducati-in-seguito-a-menzogne-chi-mi-mise-alla-porta-torno-da-me-e-chiese-scusa/ Davide Tardozzi: "Nel 2009 lasciai Ducati in seguito a menzogne. Chi mi mise alla porta tornò da me e chiese scusa"]'', ''oasport.it'', 1º settembre 2025.</ref>
{{Int|''[https://www.moto.it/Superbike/tardozzi-ducati-sulla-strada-giusta.html Tardozzi: "Ducati è sulla strada giusta"]''|Intervista di Carlo Baldi, ''moto.it'', 31 ottobre 2013.}}
*{{NDR|Sulla [[Ducati Panigale]]}} Il problema è nel motore, perché con l'attuale regolamento Superbike i motori a quattro cilindri hanno avuto uno sviluppo tale che ben difficilmente un bicilindrico di 1200 cc potrà competere con loro in termini di potenza. Io ho sempre sostenuto che l'attuale rapporto di cilindrata tra il due ed il quattro cilindri sia sfavorevole alle bicilindriche. Sino a qualche anno fa i quattro cilindri non esprimevano ancora le potenze e le prestazioni attuali, ma mi è sempre stato chiaro che ci sarebbero arrivati. Era solo questione di tempo. I successi della Ducati non erano certo dovuti alla cilindrata maggiore [...]. {{NDR|«E quale sarebbe il giusto rapporto di cilindrata tra due e quattro cilindri?»}} Ve lo posso dire con precisione perché me lo ricordo ancora. Vennero fatti degli studi eseguiti da ingegneri di Formula 1 ed ingegneri universitari e per un bicilindrico la cilindrata necessaria per contrastare un motore di 1000 cc a quattro cilindri, sarebbe di 1414 centimetri cubici. [...] Ne consegue che la Panigale faccia senza dubbio fatica a competere con motori a quattro cilindri [...].
*Ritengo che la [[Ducati]] vada ridata ai "Ducatisti" [...]. Chi ama la Ducati, chi ha una Ducati in garage e l'avrà anche tra dieci anni, ha bisogno di gente che creda nello spirito Ducati e che abbia sposato la sua causa.
*Valentino Rossi va osannato, esaltato e rispettato per quello che è stato ed è tuttora e per il risalto e la visibilità che ha dato a tutto il motociclistico. Purtroppo lo spirito suo e del suo gruppo non si è mai sposato con quello della Ducati. Di certo ci sono state delle incomprensioni, peggiorate dal fatto che lui non ha avuto tra le mani la Ducati migliore. [...] Valentino non ha mai avuto la moto che voleva, ma in Ducati hanno fatto i salti mortali e si sono dannati per dargli una moto competitiva. La grande voglia di tornare competitivi con Valentino e di metterlo nelle condizioni di vincere ha portato i tecnici Ducati a lavorare con troppa foga. [...] Filippo Preziosi ha lavorato moltissimo per Rossi, senza mai risparmiarsi nemmeno dal punto di vista fisico. Ha dato sempre il 200%. Purtroppo non c'è riuscito, ma non è mai dipeso dalla mancanza di impegno sua o della Ducati. [...] so di alcuni miei ex colleghi che restarono a lavorare in azienda il 14 agosto sino alle dieci di sera. È un dettaglio, ma può farvi capire l'impegno che c'era da parte di tutti per mettere Valentino nelle condizioni di far bene.
{{Int|''[https://www.corsedimoto.com/motomondiale/motogp/motogp-davide-tardozzi-il-ducatissimo/ MotoGP: Davide Tardozzi, il ducatissimo]''|Intervista di Massimiliano Garavini, ''corsedimoto.com'', 6 gennaio 2018.}}
*{{NDR|«Ritieni utile il lavoro dei coach, nei box?»}} È innegabile che avere a fianco un coach che possa capirti, ascoltarti, consigliarti, per un pilota rappresenta un grande supporto psicologico. Tieni conto che l'ambiente del motomondiale sembra enorme, ma in realtà è come un piccolo villaggio, in cui ogni voce viene amplificata.
*{{NDR|«Spesso ci dimentichiamo che i campioni sono, prima di tutto, degli uomini, o dei ragazzi»}} I fan li vedono come dei privilegiati, ma non conoscono la loro storia, le loro fragilità, la dedizione con cui affrontano la carriera.
*A volte il popolo di appassionati giudica con troppa facilità; [[Jorge Lorenzo]] per esempio è stato preso di mira, ma in realtà è un uomo diverso da come appare. Generoso, disponibile a condividere, molto legato alla squadra.
*{{NDR|«Cosa significa correre e vincere con la [[Ducati Corse|Ducati]]?»}} Ogni team ha il proprio metodo di lavoro, ed è giusto che sia così, ma il metodo Ducati vive della passione dell'intera azienda. Ti racconto un aneddoto: quando Stoner fece un giro per lo stabilimento, nel dicembre 2015, dopo 5 anni con HRC, passò vicino ad un'addetta al magazzino che volle farsi autografare una vecchia fotografia dell'australiano in sella alla Desmosedici che teneva nel cassetto. Casey si stupì e chiese alla donna perché l'avesse conservata così a lungo. Lei rispose: "sapevo che prima o poi saresti tornato in famiglia". Questo è lavorare per Ducati.
{{Int|''[https://www.cuoredesmo.com/ducati-team-motogp-intervista-a-davide-tardozzi/ Ducati Team Motogp: intervista a Davide Tardozzi]''|Matteo Gucci, ''cuoredesmo.com'', 24 gennaio 2019.}}
*{{NDR|Su [[Danilo Petrucci]]}} [...] la sua principale caratteristica è la determinazione, la voglia di arrivare.
*Michele {{NDR|[[Michele Pirro|Pirro]]}} è uno dei pochi piloti al mondo che non correndo costantemente riesce a stare tra i primi dieci della MotoGp. Non è roba da poco. Stare tra i primi dieci della MotoGp vuol dire che sei uno dei piloti più veloci del mondo. Essere uno dei piloti più veloci del mondo che fa collaudi è qualcosa che sicuramente è per pochi. [...] Se i nostri piloti ufficiali vanno così è perché lui si fa, passami il termine, un mazzo tanto: questo lui l'ha capito bene, ha capito bene che nel tempo ha rinunciato a parte delle soddisfazioni del pilota per avere tante altre soddisfazioni.
*Parto dal presupposto che mi ritengo fortunato per aver fatto nella vita quello che mi piaceva, ovvero di aver trasformato la mia passione in un lavoro. Questo è qualcosa che reputo una fortuna incredibile: come dico spesso, scherzando, coltivo il mio hobby e mi pagano anche! Sono veramente felice di questo e il rapporto con Ducati è ovviamente per me qualcosa che ha segnato la mia vita, in positivo. Però non sono di quelli che dice, perché ormai è un luogo comune "Io rifarei tutto quello che ho fatto". Io di errori ne ho fatti, ne ho fatti sia come pilota che come manager, quindi ci sono errori che oggi non rifarei grazie all'esperienza: calmerei un po' il mio carattere un po' focoso. Però alla fine, in un modo o nell'altro, me la sono sempre cavata bene, grazie alla Ducati, grazie a chi ha lavorato con me. Io devo dare molto, molto merito di quello che mi è successo negli ultimi venti, venticinque anni ai piloti che hanno lavorato con me.
*Io godo in maniera particolare quando vinciamo, sento fisicamente il risultato positivo e quello negativo. Se quando andiamo male soffro, quando andiamo bene godo; per questo dico che per me i risultati sono parte della vita.
{{Int|''[https://motosprint.corrieredellosport.it/news/sbk/superbike/2021/07/06-4466977/sbk_bayliss_e_fogarty_visti_da_davide_tardozzi SBK: Bayliss e Fogarty visti da Davide Tardozzi]''|Intervista di Serena Zunino, ''motosprint.corrieredellosport.it'', 6 luglio 2021.}}
*Carl {{NDR|[[Carl Fogarty|Fogarty]]}} aveva un talento innato, qualsiasi cosa gli mettessi sotto il sedere, lui riusciva ad andare forte.
*Ci sono piloti che vanno forte, ma hai bisogno di convincerli che vanno forte. E poi ci sono piloti che lo sanno. [...] Molti lo dicono, di essere forti, ma quelli che spesso devono ripeterlo lo fanno perché non ne sono sicuri. E allora devono "convincersi".
*Di Carl [mi piaceva] la determinazione, la consapevolezza che comunque in gara sarebbe andato forte anche a dispetto di varie problematiche. Capitò a Hockenheim, nel 1999: prendeva un secondo al giro da Aaron Slight e Colin Edwards, il sabato sera è venuto da noi e ci ha detto: "Avete fatto tutto? Domani ci penso io". E ha vinto, gara e titolo, con l'ultima sua manche conquistata. La cattiveria agonistica di Carl era una cosa che ci tranquillizzava spesso, anche quando le cose non andavano bene.
*Troy {{NDR|Bayliss}} gettava il cuore oltre l'ostacolo, questo mi piaceva: dare il 100% per lui non era assolutamente sufficiente.
*Con Fogarty credo che il culmine lo raggiungemmo nel 1998 quando, finita una corsa in cui andò malissimo sul bagnato, andò via con sua moglie senza salutare nessuno un quarto d'ora dopo la gara. Non riuscii più a rintracciarlo per una settimana. Era sparito totalmente. Mi aveva poi fatto sapere che con quella gara aveva finito di correre. E invece poi nel '98 vinse il Mondiale. Ricordo che dopo quella gara ci fu il primo World Ducati Week, e io lo costrinsi a girare il giovedì a Misano sulla pista bagnata perché pioveva. Ci fu un litigio di quelli brutti. In pista lui cadde, tornò ai box inferocito dicendomi che l'avevo fatto cadere. Fortunatamente Michaela, sua moglie, prese le mie difese e continuammo a litigare due contro uno. Lui ha vinto quattro titoli, nel 1994 e 1995, nel 1998 e 1999, e io gli dico sempre che due li ha vinti lui e due li ha vinti sua moglie. Michaela è una grandissima donna, spesso le donne dei piloti possono fare la differenza, sia nel bene che nel male.
*Con Troy, al di là dei Mondiali in Superbike, non c'è dubbio che la gara della MotoGP a Valencia, nel 2006, fu una rivincita per tutti. [...] Lui aveva appena vinto il mondiale Superbike, Sete Gibernau non poteva correre e chiesero a Troy di sostituirlo, sebbene non conoscesse le gomme Bridgestone e non guidasse una MotoGP da un anno. Troy pretese che al suo seguito ci fossimo io, Paolo Ciabatti e quello che allora era il suo ingegnere di pista in Superbike, Ernesto Marinelli. Si cominciò con calma il venerdì, poi in qualifica firmò il miglior tempo e a tre minuti dalla fine lo sorpassò soltanto Valentino Rossi. Chiaramente a quel punto cominciarono a crescere le aspettative. C'è chi, grande tifoso di Troy, in una botta di follia scommise sulla sua vittoria per fare una goliardata. Guadagnò poi una valanga di soldi...
*[...] se non ci fosse stato, Troy lo avremmo dovuto inventare. {{NDR|«Perché?»}} Troy è un personaggio molto molto genuino, da campionato italiano di vent'anni fa. Mi ricordo ancora una cosa che mi disse nel primo anno in cui frequentava il paddock della MotoGP. Quando entrò, andò a salutare delle persone "comuni" che lavoravano nel paddock, e vide che queste persone si sorprendevano. Così mi domandò: "Perché si sorprendono se li vado a salutare?". Questa è la sua umiltà, come una persona che pensa: "Io sono una persona come te, soltanto che io faccio il pilota e tu un altro mestiere, ma dov'è il problema?". Lui è così, una persona modesta e umile. Lo è sempre stato e sempre lo sarà.
*Troy è un pazzo scatenato. Alle 5 del mattino, a Montecarlo, quando il mare era piatto, guidava la sua Cigarette nel porto nuovo perché voleva fare il record di velocità. E Loris Capirossi, che abitava proprio lì sul mare, si arrabbiava perché ogni volta veniva svegliato da quei rumori, e soltanto con il tempo ha capito di chi si trattava...
{{Int|''[https://www.gpone.com/it/2023/01/30/motogp/tardozzi-ho-litigato-con-tutti-i-piloti-ma-quando-correvo-avrei-voluto-uno-come-me MotoGP, Tardozzi: "Ho litigato con tutti i piloti, ma quando correvo avrei voluto uno come me"]''|Intervista di Matteo Aglio, ''gpone.com'', 30 gennaio 2023.}}
*La SBK aveva già un predecessore, un campionato a cui ispirarsi che si chiamava F1, in cui si correva con i 750. Poi, un americano, Steve McLaughlin, ebbe un'ottima idea, cioè portare le gare americane nel Mondiale.
*{{NDR|«Che pilota era Davide Tardozzi?»}} Purtroppo non ero certamente un campione perché ho perso un Mondiale che avevo praticamente vinto e non ho avuto una lunga carriera a causa di un incidente. La mia carriera da pilota mi ha insegnato tanto per quello che ho fatto dopo e ritengo che tanti dei miei errori mi siano servito bene come bisogna aiutare un pilota. Io devo fare tanti mea culpa quando correvo.
*{{NDR|«Come è nata la tua seconda carriera da manager?»}} Dopo l'incidente al Mugello, ho continuato a correre per un altro anno ma non ero in grado di farlo fisicamente, ho una menomazione al braccio sinistro. In quel momento avevo anche il ruolo di collaudatore in Ducati, che allora era della Cagiva, e portai avanti lo sviluppo della 916 con Tamburini. Dopodiché i fratelli Castiglioni mi offrirono la possibilità di fare un secondo team in SBK con moto ufficiali.
*[...] Fogarty sia stato uno dei primi piloti della SBK che avrebbe potuto correre nel motomondiale ed essere molto competitivo. Carl aveva un talento stratosferico.
*{{NDR|Su [[Troy Corser]]}} Era un pilota vecchio stampo, di quelli che non disdegnavano una birra. [...] Gli piaceva correre, ma anche fare festa. [...] più di una volta mi è capitato di recuperare Corser in condizioni particolari. Ho saputo dopo anni, che nel 1995 a Misano salì due volte sul podio dopo essere stato riportato nel motorhome alle 4 del mattino e non in buone condizioni, diciamo così [ride, ''ndr''].
*James {{NDR|[[James Toseland|Toseland]]}} non aveva il talento di altri piloti, ma grazie alla sua caparbietà, alla sua voglia di arrivare, aveva una forza mentale incredibile.
*[...] ritengo che sia importante trovare una buona relazione con un pilota, il che non significa andare sempre d’accordo. Con tutti almeno una volta ho litigato e con qualcuno anche pesantemente, ma quando si rendono conto che dici certe cose per loro te lo riconoscono.
*{{NDR|Su [[Francesco Bagnaia]]}} [...] è un ragazzo di un'onesta intellettuale unica, ma devi conoscere alcune cose per riuscire ad andargli bene, non tutti gli vanno a genio. È talmente puntiglioso su certe cose per cui devi sapere cosa gli dà fastidio, sono fondamentali per non scontrarsi in certe situazioni.
{{Int|''[https://www.gpone.com/it/2023/07/12/sbk/tardozzi-la-bimota-la-ducati-888-fogarty-e-la-superbike-di-una-volta.html SBK, Tardozzi: "La Bimota, la Ducati 888, Fogarty e la Superbike di una volta"]''|Intervista di Riccardo Guglielmetti, ''gpone.com'', 12 luglio 2023.}}
*Il mondo è cambiato in questi anni, adesso siamo tutti connessi e una volta che prendi l'aereo arrivi a destinazione poi con Maps vai in circuito. Negli anni '80-'90 non era per nulla così. Dovevi avere estro, immaginazione, contava essere svegli e sapersela cavare in qualunque situazione quando partivi da casa con il furgone. [...] era un mondo lontano da quello odierno, dove non avevi l'applicazione che ti portava in circuito, ma ci andavi con la cartina stradale sbagliando strade e imparando.
*[...] ricorderò per sempre quando in occasione della trasferta di Donington ci fermarono alla dogana del porto di Dover. La Polizia ci fece scendere per fare il controllo del mezzo coi cani cinofili. Questi iniziarono ad annusare e ad un certo punto rimasero all'interno del furgone abbaiando. La Polizia pensava stessimo trasportando droga, invece erano le padelle sporche di cibo dalla sera prima. Purtroppo siamo dovuti partire alla svelta dal circuito e il nostro cuoco Paolino non era riuscito a pulirle. Alla fine i cani avevano fiutato il cibo, si vede che avevano fame [sorride, ''ndr'']. Se non ricordo male era il 1990. A raccontarla adesso fa ridere, ma quella volta c'era poco da scherzare.
*Ricordo che la [[Bimota YB4|YB4]] motorizzata Yamaha fu una moto avanti anni luce. Il progetto dell'ingegnere Martini era un qualcosa di veramente incredibile e non nego che quel Mondiale {{NDR|Superbike 1988}} lo persi io e Merkel lo vinse meritatamente.
*{{NDR|Sulla [[Ducati 888]]}} Molti non lo pensano, ma quella moto era davvero molto facile. Aveva due aspetti che la caratterizzavano a mio avviso, ovvero una progressione e una coppia impressionante che facilitava la guida.
*{{NDR|«Davide Tardozzi possiamo definirlo un manager vero, diretto, schietto, senza troppi giri di parole?»}} Io sono fatto così, poi magari a volte sbaglio. Nel paddock c'è chi mi considera stronzo, ma non penso di esserlo.
{{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=8iOQbKfFpUA LIVE Bar Sport alle 18:00 - Bautista Vs Toprak: Misano di fuoco!]''|2=Intervista di Marco Caregnato e Riccardo Guglielmetti, GPOne, 12 giugno 2024.}}
*Eh, devo essere sincero, la [[Ducati 999|999]] non è mai stata per me una vera Ducati, non lo so... ma è un fatto personale... cioè, non mi ha mai appassionato. Poi ti devo dire che, prestazionalmente, era un'ottima moto. [...] quella da corsa, mi piaceva anche. (da 28 min 05 sec a 28 min 26 sec)
*{{NDR|Sul [[Gran Premio di superbike di Donington 1990]]}} [...] cado in gara 2, carichiamo abbastanza in fretta – avevamo appena mangiato [...] – e [...] veniva con me allora un mio carissimo amico, cuoco [...]. Arriviamo a Dover in tutta fretta, e al tempo c'era l'ispezione: [...] c'era il meccanico col furgone, noi col camper [...], tutti belli in fila... ispezione, cane dentro, guarda moto, ricambi, carnet e via dicendo; poi entra nel camper e il cane comincia ad abbaiare, a ruspare... Io, onestamente, comincio a preoccuparmi: guardo il mio amico Paolino, il cuoco... [...]. Questi qua subito che mettono mano alle armi [...] poi apre e c'era lo sportello dove non aveva lavato le padelle per andar via di fretta! [...] Il cane aveva semplicemente fame, c'era la padella ancora sporca... (da 30 min 56 sec a 32 min 15 sec)
*Toseland è forse il pilota meno talentuoso, con la più grande volontà. Ed è riuscito a vincere il mondiale. Lui ha cominciato [...] che prendeva un secondo al giro a inizio campionato e ha vinto il campionato: per la voglia di vincere, per la voglia di migliorare. [...] al di là del talento, come sempre la testa fa la differenza. (da 46 min 09 sec a 46 min 30 sec)
===Citazioni non datate===
{{Int|1=''[http://www.motoemozione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=172:intervista-a-davide-tardozzi-ok&catid=16&Itemid=127 Intervista a Davide Tardozzi]''|2=''motoemozione.it''|h=4}}
*{{NDR|Sul passaggio da pilota a team manager}} La difficoltà è quella che dico a tutti gli ex piloti che scelgono di fare questa professione: "scendere dalla moto". Purtroppo chi è stato pilota finisce per pensarla come un pilota invece bisogna pensare al bene della squadra e del pilota. Al pilota devi dargli quello che serve e non quello che chiede.
*Di Fogarty si è detto di tutto, che era un matto, uno scapestrato, gliene hanno dette di ogni. In realtà Fogarty era semplicemente una persona timida, bisognava capire e comprendere la sua timidezza.
*{{NDR|«A volte bisogna anche alzare la voce con pluricampioni del mondo»}} Io ho sempre cercato di guadagnare la fiducia dei piloti in tanti modi, episodi, atteggiamenti e parole. Per questo in determinati episodi andare giù a muso duro significa non portarti dietro strascichi, perché qualunque cosa tu dici sanno che è per il loro bene. Poi magari le opinioni possono essere diverse ma comunque non ti considerano come un imbecille.
*Io reputo {{NDR|il pilota}} un animale che è in grado di annusare quello che gli gira intorno: le sensazioni positive e la voglia del team di vincere. Devi impostare un sistema per cui chiunque, dal cuoco all'ingegnere, dall'autista al meccanico si alzano la mattina pensando di vincere.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tardozzi, Davide}}
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Marc Márquez
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[[File:Marc Márquez at the 2026 German motorcycle Grand Prix (cropped).jpg|thumb|Marc Márquez nel 2026]]
'''Marc Márquez Alentà''' (1993 – vivente), pilota motociclistico spagnolo.
==Citazioni di Marc Márquez==
{{cronologico}}
*Sulla moto sei solo. Hai una squadra alle spalle che lavora duro ed è parte dei tuoi successi, ma quando sei sulla moto l'ultima decisione spetta a te ed è lì che devi seguire il tuo [[istinto]].<ref>Da ''The Making Of'', DAZN Originals; citato in ''[https://www.calcioefinanza.it/2020/04/29/marquez-intervista-dazn/ Marquez a DAZN: «Da Valentino puoi imparare tantissime cose»]'', ''calcioefinanza.it'', 29 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|«Come vorresti essere ricordato quando ti ritirerai?»}} Come uno che non mollava mai. Ho realizzato il sogno quando sono entrato nel Motomondiale, poi le [[Vittoria|vittorie]] sono state un regalo della vita.<ref>Dall'intervista di [[Guido Meda]] e Sandro Donato Grosso a ''#CasaSkySport'', Sky Sport; citato in ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/05/05/marquez-sky-sport-intervista Marc Marquez: "La Ducati mi ha contattato, ma la Honda mi aveva già fatto la proposta"]'', ''sport.sky.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Ogni tanto mi chiedo se valga la pena continuare a correre. Finora la mia risposta è sempre stata affermativa. So di correre molti rischi, ma è così che ho vinto otto titoli mondiali.<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.eurosport.it/motogp/moto-gp-marc-marquez-vale-la-pena-continuare-a-correre-con-tutti-questi-rischi-l-idea-di-vincere-mi-_sto8918119/story.shtml MOTO GP - Marc Marquez: "Vale la pena continuare a correre con tutti questi rischi? L'idea di vincere mi motiva"]'', ''eurosport.it'', 9 maggio 2022.</ref>
*Le persone mi descrivono in molti modi, io lo faccio con una parola: "putilla" [ha sorriso, ''ndr'']. In spagnolo significa piccolo bastardo, una persona che cerca sempre di trovare il limite e giocarci. Sono così: mi piace giocare con il limite.<ref>Da un'intervista a ''motogp.com''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2022/12/13/motogp/marquez-sono-un-piccolo-bastardo-a-cui-piace-giocare-con-il-limite.html MotoGP, Marquez: "Sono un piccolo bastardo a cui piace giocare con il limite"]'', ''gpone.com'', 13 dicembre 2022.</ref>
*Per la mia mentalità, se continuo a gareggiare è perché vedo la possibilità di ottenere buoni risultati e che il lavoro che svolgo sarà ripagato. [...] gareggiare per il gusto di gareggiare, gareggiare per riempire la griglia di partenza, non ha senso per me. Io non sono così.<ref>Da un'intervista a ''GQ España''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2023/01/25/motogp/marquez-vincevo-e-mi-mettevo-a-piangere-e-mio-nonno-mi-ha-detto-ritirati.html MotoGP, Marquez: "vincevo e mi mettevo a piangere e mio nonno mi ha detto: ritirati"]'', ''gpone.com'', 25 gennaio 2023.</ref>
*Una frase che mi definisce bene è che "ho carattere, ma ho più palle". Nel senso che ho carattere, ma non bisogna toccarmi quello che non mi si deve toccare, perché poi sarà peggio.<ref>Dalla docuserie ''Marc Márquez: ALL IN'', Amazon Prime Video; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2023/01/26/motogp/marc-marquez-come-pilota-sono-un-testa-di-czo-ma-ho-le-palle.html MotoGP, Marc Marquez: "come pilota sono un testa di cazzo, ma ho le palle!"]'', ''gpone.com'', 26 gennaio 2023.</ref>
*Il mio stile di guida aggressivo è uno dei miei punti di forza e talvolta il mio punto debole. È la mia mentalità assassina. Attacco sempre, non difendo mai. Il più delle volte mi dà benefici, ma a volte può essere negativa. Per esempio, quando provo a rientrare troppo presto da un infortunio, ho bisogno che i bravi professionisti intorno a me mi fermino. Ma io dico loro: "Quando sono ferito sono come un animale in gabbia". Dico anche al dottore: "Quando apri questa prigione io sono un animale che vuole uscire e scapperò. Quindi non aprire questa prigione prima di pensare che io sia pronto per partire". Forse a volte corro troppi rischi, ma non posso andare in moto preoccupandomi delle cadute. È l'unico modo che conosco per andare veloce in moto.<ref>Da un'intervista a ''The Guardian''; citato in Valerio Barretta, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/motogp/marquez-mentalita-assassina-attacco-sempre Marquez: "Ho una mentalità assassina, attacco sempre"]'', ''formulapassion.it'', 12 giugno 2023.</ref>
*Ho visto che la nuova aerodinamica {{NDR|della MotoGP}} ricorda le F1. Io non apprezzo, ma le regole lo permettono. Bisogna adattarsi. [...] Quando si ha tanta aerodinamica si fatica a stare in scia e a superare. Noi avevamo la fortuna di lottare in gruppi grandi, ma così cambia. Personalmente preferirei un maggior sviluppo di telaio, gomme e motore. La gente vuole vedere sorpassi, non velocità altissime ed il pubblico non vede la differenza di chi gira tre o quattro decimi più veloce.<ref>Citato in Chiara Rainis, ''[https://www.gpone.com/it/2024/02/05/motogp/marquez-critica-laerodinamica-troppa-meglio-sviluppare-telai-e-motori.html MotoGP, Marquez critica l'aerodinamica: "Troppa, meglio sviluppare telai e motori"]'', ''gpone.com'', 5 febbraio 2024.</ref>
*Ho preso una decisione molto importante, ovvero lasciare la Repsol Honda, la squadra di tutta la mia vita, ma l'ho fatto dando la priorità alla mia carriera sportiva e ho deciso di cercare i risultati. Quando ci sono risultati, c'è motivazione. Bisogna avere coraggio e desiderio quando si affronta una sfida così importante [...]<ref name="Erba">Da un'intervista a Cadena Ser; citato in Iacopo Erba, ''[https://www.eurosport.it/motogp/marquez-con-bagnaia-nel-2025-battaglia-sara-in-pista-non-nel-box.-se-sono-in-ducati-ufficiale-e-grazie-a-dalligna_sto20009362/story.shtml Marquez: "Con Bagnaia nel 2025 battaglia sarà in pista, non nel box. Se sono in Ducati ufficiale è grazie a Dall'Igna"]'', ''eurosport.it'', 6 giugno 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Dall'Igna]]}} È l'ingegnere che ha trasformato in successo tutto quello che ha toccato.<ref name="Erba"/>
==Citazioni su Marc Márquez==
*Ciò che rende Marc il campione che è, non è solo la sua incredibile abilità ed etica del lavoro, ma anche la sua capacità di assorbire gli errori e di chiamarsi fuori. Pochi piloti lo fanno! È sempre colpa di qualcuno o di qualcosa, ma mai di se stessi. ([[Mat Mladin]])
*Credo che Marquez sia uno tra i 3/4 piloti migliori della storia del motociclismo. Le statistiche parlano già abbondantemente per lui [...]. È già tra i tre più vincenti della Top Class e parliamo di piloti del calibro di Giacomo Agostini, Valentino Rossi e Mick Doohan. È in questo club con la prospettiva di migliorare ulteriormente questi numeri. Siamo di fronte ad un fenomeno, di quelli che segneranno la storia del motociclismo. ([[Davide Brivio (dirigente sportivo)|Davide Brivio]])
*Ha molta autostima, si sente invincibile ed è portato a esagerare. La sua arma è a volte il suo limite. ([[Danilo Petrucci]])
*Ha un modo di guidare incredibile, è sempre al limite, riesce a stupirti ogni volta. A volte lo vedi tentare un sorpasso davanti a te e pensi che non ce la farà mai, ma puntualmente ti smentisce con una lezione di guida. Un pilota davvero unico. ([[Jack Miller]])
*Ho visto tante volte Marc [Márquez] essere vittima di cadute terribili e poi correre di nuovo nei box. Ricordo che al Mugello, quando cadde in fondo al rettilineo sfiorando il muretto ad oltre 200 km/h, mentre lo portavano via in barella faceva il segno delle due dita verso le telecamere e dopo ci confidò che non fosse per dire a tutto che stava bene, ma per avvisare il box di preparargli la seconda moto, perché lui sarebbe subito tornato ai box per tornare in moto! ([[Neil Hodgson]])
*Lui i suoi avversari non li vuole battere, li vuole umiliare. ([[Giacomo Agostini]])
*Marc ha il suo stile ed è incredibile. Il modo in cui riesce a sentire quando sta per perdere l'anteriore e a riprenderlo è qualcosa che non ho mai visto in questo campionato. Senza dubbio, questa è la sua forza. ([[Casey Stoner]])
*Marc ha un DNA che gli permette di stupire tutti [...] con una moto inferiore alle altre. È un DNA che ha anche un risvolto negativo, che lo porta ad avere sempre il coltello tra i denti. Lui vuole sempre vincere, anche quando non si trova bene con la moto, non è sul suo circuito preferito o le condizioni non sono favorevoli. Questo comporta delle cadute. [...] Non si può avere tutto dalla vita: avere un pilota aggressivo e che rischia come Marquez, ma senza che succeda niente. ([[Jorge Lorenzo]])
*Marc Márquez è un fenomeno. Ha, però, il difetto di cadere tanto e quando scivoli non sai mai quello che può succedere. ([[Carlo Pernat]])
*Marquez cerca di combattere anche le leggi della fisica, dico sempre che lui è un pilota che non cade anche quando è caduto. ([[Carlo Pernat]])
*Márquez è speciale, unisce Valentino e Stoner. A volte va molto forte come Casey e a volte è carismatico come Rossi. ([[Daniel Pedrosa]])
*Márquez e vulnerabile sono due parole che non ci possiamo permettere di unire. ([[Andrea Dovizioso]])
*Marquez non ha alcun rispetto degli avversari. Ti punta la gamba in pieno, sa che lui non cade e spera che cadi te. Io ho paura di stare in pista con Marquez. Non mi sento tutelato dalla race direction, lui lo fa apposta. [...] Marc alza il livello della competizione a dismisura, con me poi ci mette anche il carico, in fondo nel 2015 mi ha fatto perdere il mondiale. Ti viene a chiedere scusa [...] ma non è sincero. Le scuse possono capitare una volta, se però ti scusi sempre e non cambi mai allora significa che mi prendi per il c**o. ([[Valentino Rossi]])
*Quello che fa Márquez con la moto è unico al mondo. Nessuno oltre a lui ha questo incredibile controllo che gli permette di rimanere in sella anche quando inizia a cadere. E riesce a farlo non per caso. [...] Lui usa come terza ruota il gomito interno alla curva quando gli chiude la ruota anteriore. Lo punta per non far chiudere l'anteriore del tutto e rialzare la moto. Queste cose non è che le pensi e le fai: ti devono venire in maniera istintiva. Ma per automatizzarle ha studiato su se stesso. ([[Davide Tardozzi]])
*Riesce a fare cose che gli altri non osano nemmeno sognare. E questo succede puntualmente in ogni fine settimana di gare. È un pilota che ha davvero il suo stile personale e inimitabile. E questa è una caratteristica che avevo anche io ai miei tempi. Quando lo guardo, rivedo me stesso trenta o trentacinque anni fa, non fosse per il fatto che lui fa tutto anche meglio! Lui è sempre al limite estremo ([[Kenny Roberts]])
*So poco di moto. Di sicuro ho capito che chi criticava Marquez pilota ne sa meno di me, di due ruote. ([[Leo Turrini]])
*Travolgente e, soprattutto, intelligente; sempre in grado di gestire le diverse situazioni e condizioni di gara, sia che si tratti di prendere la testa della corsa dal primo all'ultimo giro in assoluta padronanza [...], sia che si parta in modo più cauto, per poi accelerare al massimo a metà GP, tenendo tutti a distanza di sicurezza senza correre rischi [...]. Ottimizza ogni circostanza, sull'asciutto o sul bagnato, nei momenti cruciali tirando fuori il meglio dalla moto e da se stesso, unendo sagacia ed istinto, modulando l'esperienza di un Campione e l'inesauribile voglia di vittoria: sì, un Campione che, proprio per il fatto di esserlo, dimostra umiltà nella consapevolezza di dover ancora crescere e migliorare. ([[Luigi Dall'Igna]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Álex Márquez]] – fratello
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Marquez, Marc}}
[[Categoria:Piloti motociclistici spagnoli]]
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Andrew Howe
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Danyele
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[[File:Osaka07 D6A Andrew Howe celebrating.jpg|thumb|Andrew Howe (2007)]]
'''Andrew Curtis Howe''' (1985 – vivente), lunghista e velocista italiano di origine statunitense.
==Citazioni di Andrew Howe==
*Lo [[sport]] è educazione, dedizione, abnegazione, sacrificio e perseveranza, in particolare nell'[[atletica leggera]]. Chi fa atletica leggera è uno sportivo speciale. Io ho praticato tutti gli sport, dal [[Calcio (sport)|calcio]], al [[basket]] al [[tennis]], però nulla è al confronto di quello che dobbiamo fare con il nostro corpo nell'atletica leggera. È uno sport povero il nostro e pochi lo capiscono. Il calcio è bellissimo, ma la sensazione che ti dà fare atletica leggera senza dover mettere una palla da qualche parte è qualcosa di diverso.<ref>Dall'intervista di Wanda Cherubini, ''[https://www.tusciatimes.eu/intervista-al-campione-iridato-andrew-howe/ Intervista al campione iridato Andrew Howe]'', ''tusciatimes.eu'', 15 dicembre 2018.</ref>
*Mi sono sentito spesso sotto pressione. Ogni volta sembrava che dovessi fare chissà cosa e se non soddisfacevo le aspettative mi davano subito per finito. Non si tiene mai conto del fatto che l'atletica non è come il calcio o la [[pallavolo]], dove puoi giocare male un pezzo di partita o di campionato e poi riprenderti. Nell'atletica devi dare il 100% in quella gara, in quel giorno, a quell'ora, in quei pochi secondi. È dura.<ref>Dall'intervista di Raffaella Oliva, ''La batteria del velocista'', ''SportWeek'' n. 15 (932), 13 aprile 2019, pp. 68-72.</ref>
*Per una vita sono andato a gareggiare non per fare la mia prova, ma per dimostrare qualcosa, ed è quanto di peggio possa succedere. Sentivo di dover legittimare costantemente il mio valore, ma alla fine facevo solo un torto a me stesso, mi appesantivo di problemi e responsabilità che di certo non mi aiutavano ad andare veloce. Ero pieno di rabbia, con una grande voglia di distruggere e di vincere, ma giravo con i paraocchi e non vedevo quello che avevo intorno.<ref>Dall'intervista di Elisabetta Esposito a ''Fuorigioco'', La Gazzetta dello Sport; citato in Andrea Benatti, ''[https://www.atleticalive.it/lintervista-cruda-di-howe-ho-gareggiato-per-anni-per-dimostrare-qualcosa-non-per-far-la-mia-prova/ L'intervista "cruda" di Howe: "ho gareggiato per anni per dimostrare qualcosa, non per far la mia prova"]'', ''atleticalive.it'', 16 dicembre 2018.</ref>
*{{NDR|Nel 2021}} Sono qua a casa a guardare le [[Giochi olimpici|Olimpiadi]], e mi sono reso conto che forse nella mia vita e nella carriera da atleta sono stato troppo sopravvalutato. Gli atleti forti stanno alle olimpiadi, gli atleti forti partecipano e o prendono le medaglie alle olimpiadi, io al massimo ho fatto solo due partecipazioni, una a 19 anni {{NDR|ad Atene 2004, sui 200 metri}} e un'altra che è meglio non parlarne {{NDR|a Pechino 2008, fuori nel lungo}}. Dopo tanti sacrifici mi ritrovo a fine carriera con un pugno di mosche in mano (colpa mia). Però se questo mio esser stato sopravvalutato abbia portato anche a una persona ad avvicinarsi allo sport io sono contento.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/CR_Q38FgU5H/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 31 luglio 2021.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Howe, Andrew}}
[[Categoria:Lunghisti italiani]]
[[Categoria:Velocisti italiani]]
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Velocità (atletica leggera)
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+voci correlate
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{{voce tematica}}
[[File:100-Yard Dash.png|thumb|Atleti si preparano alla corsa delle 100 yard. R. A. Mullen, ''The Century Magazine'', giugno 1890]]
Citazioni sulla '''velocità''' nell'atletica leggera e sui '''velocisti'''.
*La velocità è una scienza, e la scienza in questi anni ha fatto dei grandi passi avanti. Come lo sport. ([[Valerij Borzov]])
*Uno sprinter è come un violino, bisogna saper usare bene tutte le corde. E usarle senza stressarle: a volte non ci si riesce, bisogna saper anche economizzare le risorse nei turni eliminatori. ([[Valerij Borzov]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt=velocità}}
{{s}}
[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Giuseppe Rinaldi
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]]
'''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni su Giuseppe Rinaldi==
*{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]])
*Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]])
*Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]])
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'arpa birmana]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La notte]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Novecento]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980) |Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Diritto di cronaca]]'' (1981)
*''[[Cane e gatto (film) |Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Il colore dei soldi]]'' (1986)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Americani (film) |Americani]]'' (1992)
*''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994)
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====Film d'animazione====
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*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985)
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====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990–1991)
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==Voci correlate==
*[[Mauro Gravina]], genero
*[[Antonella Rinaldi]], figlia
*[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pino Locchi
0
165888
1421317
1420614
2026-07-22T08:18:39Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1421317
wikitext
text/x-wiki
[[File:Pino Locchi.jpg|thumb|Pino Locchi]]
'''Pino Locchi''', all'anagrafe '''Giuseppe Locchi''' (1925 – 1994), attore e doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni di Pino Locchi==
*Il doppiatore è un attore che si è dedicato al doppiaggio.<ref name= Fazio/>
*Ci sono i miei fratelli: [[Tony Curtis]], [[Jean-Paul Belmondo|Belmondo]], [[Sean Connery]] e l'altro non mi ricordo mai, che è un mio amico carissimo, [[Sidney Poitier]]. [...] Abbiamo fatto la carriera insieme.<ref name= Fazio>Ripresa l'intervista di Fabio Fazio durante il programma radiofonico per RaiStereoUno “Musica ieri e oggi” , ''Enciclopedia del doppiaggio'', 23 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=-_oHpt4KFMc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Pino Locchi==
*Lui {{NDR|Pino Locchi}} è stato per me un mito e devo confessare che all'inizio della mia carriera cercavo di imitarlo. Poi sono cresciuto e ho capito che dovevo crearmi una mia identità. Ne avevo tanti di miti, come ad esempio {{NDR|[[Giuseppe Rinaldi|Peppino Rinaldi]]}} che forse è stato il più grande di tutti, ma sentivo che ero più simile a Locchi e che poteva essere, per me, un punto di riferimento. ([[Mario Cordova]])
*Pino Locchi è un gigante di questo mestiere. {{NDR|[[Doppiaggio|doppiatore]]}} ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[La scala musicale]]'' (1932)
*''[[Scarface - Lo sfregiato]]'' (1932)
*''[[Partita a quattro]]'' (1933)
*''[[Giovane e innocente]]'' (1937)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[Paradiso proibito]]'' (1940)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' (1945)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953)
*''[[Titanic (film 1953)|Titanic]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Assalto alla Terra]]'' (1959)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Cronaca familiare (film)|Cronaca familiare]]'' (1962)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[I gigli del campo]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sei donne per l'assassino]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[Il bandito delle 11]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Che fai, rubi?]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Suzanne Simonin, la religiosa]]'' (1966)
*''[[Viaggio allucinante]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Corri uomo corri]]'' (1968)
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970)
*''[[Socrate (film)|Socrate]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[...Più forte ragazzi!]]'' (1972)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Moonraker - Operazione spazio]]'' (1973)
*''[[Robin Hood (film 1973) |Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[...altrimenti ci arrabbiamo!]]'' (1974)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974) |Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974)
*''[[Histoire d'O (film) |Histoire d'O]]'' (1975)
*''[[Il bianco, il giallo, il nero]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976) |King Kong]]'' (1976)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Roma a mano armata]]'' (1976)
*''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977)
*''[[La spia che mi amava (film) |La spia che mi amava]]'' (1977)
*''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Pari e dispari (film)|Pari e dispari]]'' (1978)
*''[[Piedone l'africano]]'' (1978)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[...e giustizia per tutti]]'' (1979)
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[L'uomo puma]]'' (1980)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[Ciao nemico]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Amici miei - Atto IIº]]'' (1982)
*''[[Gandhi (film)|Gandhi]]'' (1982)
*''[[Rambo]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Victor Victoria]]'' (1982)
*''[[Mai dire mai (film) |L'uomo che sapeva troppo]]'' (1983)
*''[[Nati con la camicia]]'' (1983)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Rocky IV]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[Hero (film 1987) |Hero]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Italia '90 - Notti magiche]]'' (1991)
*''[[Mato Grosso (film) |Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Tombstone (film) |Tombstone]]'' (1993)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[L'ultimo boy scout]]'' (1991)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col}}
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[Il libro della giungla (film 1967) |Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[La sirenetta (film) |La sirenetta]]'' (1990)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col}}
*''[[Attenti a quei due]]'' (1971-1972)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Locchi, Pino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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400 metri piani
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Danyele
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[[File:400m CIF San Diego Championship 2007.jpg|thumb|400 metri piani all'arrivo]]
Citazioni sui '''400 metri piani'''.
*È vero, i 400 sono duri. I primi 200 sono puro scatto, e negli ultimi 200 si vede chi ha più resistenza nelle gambe. E negli ultimi 50 devi solo pregare, perché l'acido lattico inizia a mordere. Devi essere in grado di resistere. ([[Morgan Mitchell]], ''[[The Game Changers]]'')
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Alessio Cigliano
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[[File:Alessio Cigliano.jpeg|miniatura|Alessio Cigliano]]
'''Alessio Cigliano''' (1966 – vivente), doppiatore, dialoghista, direttore del doppiaggio e conduttore radiofonico italiano.
==Citazioni di Alessio Cigliano==
*Antonio Genna, wikipedia...perché poi... ma scusate, a che serve ricordarsi tutto {{NDR|tutti i lavori che ha realizzato}} quando andiamo a prendere, siamo informatissimi grazie a quelli che fanno le nostre biografie.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano a [[Alessandra Korompay]], ''Radio Cigliano'', 28 giugno 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=jTbKZFTmHB8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*{{NDR|Alla domanda che cosa significa per te il mestiere di doppiatore}} Significa fare un lavoro anche un po' "di servizio", perché noi riusciamo a rendere comprensibili, come l’autore le ha scritte, le opere filmiche che doppiamo. Quindi, questo è il servizio che facciamo noi, poi gradito o non gradito sta a voi dirlo, ma il nostro servizio è questo.<ref name=Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''[https://www.voci.fm/voci-di-successo/1165-alessio-cigliano-doppiaggio-intervista.html Incontriamo il doppiatore Alessio Cigliano]'', ''Voci.fm'', 29 maggio 2019.</ref>
*Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di “cult” {{NDR|[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]}}. Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.<ref name= Simonetti />
{{Int|Da ''[https://www.hokutonoken.it/cigliano.htm Intervista esclusiva a Cigliano Alessio]''|Intervista di ''hokutonoken.it'', 16 marzo 2002.}}
{{NDR|Su ''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]''}}
*Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente.
*Nei cartoni non si parte mai dalla versione giapponese, ma da un testo in inglese che arriva direttamente dal Giappone. Quindi è già stato applicato un "filtro". Comunque in generale si tende a rispettare la cultura d'origine finchè è possibile. In Ken l'edulcorazione dei concetti (morte, distruzione ecc.) è stata lieve. In tempi più recenti, ho visto operare tagli ben più drastici, su cui si può disquisire a lungo. Tendenzialmente, essendo il prodotto destinato a un pubblico giovane (a volte anche troppo!), capisco la preoccupazione di chi commissiona l'edizione italiana. Non voglio affermare che un cartone animato debba essere per forza educativo, ma neanche deliberatamente diseducativo! C'è poi da tener presente che l'adattamento dei dialoghi si distacca parecchio dalla traduzione, perchè si opera una trasposizione linguistica fra culture diverse, che deve tener conto sia di quella di partenza che di quella d'arrivo. Qualche "italianizzazione" è necessaria e doverosa.
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito.
*Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza.
{{Int|Da ''[https://www.cahiersdesarts.it/cinema-e-serie-tv/alessio-cigliano-vi-racconto-lanima-e-il-cuore-del-doppiaggio/ Alessio Cigliano, vi racconto l’anima e il cuore del doppiaggio]''|Intervento a Romics, ''cahiersdesarts.it'', 17 ottobre 2024.}}
{{NDR|Su ''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]''}}
*La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile.
*{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} Sono passati veramente tanti anni, quindi quando Giorgio Bassanelli Bisbal {{NDR|direttore di doppiaggio e dialoghista specializzato in anime}}, mi ha chiesto se volessi riprendere quel ruolo, gli ho risposto di sottopormi a provino, per valutare se la mia voce attuale fosse compatibile con il film. Giorgio era convinto che sarebbe stata giusta, quindi mi ha affidato il ruolo senza passare per il provino. Durante il doppiaggio, eravamo entrambi consapevoli che, pur essendo la stessa persona, il risultato non sarebbe stato identico a quello che tutti i fan della serie hanno nelle orecchie. Ma immediatamente, ci siamo resi conto che comunque la recitazione era rivestita da una sorta di patina "vintage" che rendeva più riconoscibile il personaggio alle orecchie degli appassionati. Lascio il giudizio finale a chi avrà visto il film.
*{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} È stato un po' come entrare in una macchina del tempo e tornare indietro di quasi quarant'anni. Nel frattempo la mia carriera è andata avanti e la mia crescita professionale è stata notevole, quindi possiamo dire che mi sono ritrovato a lavorare su un "amico d'infanzia" con la maturità della mia età. L'emozione c'è stata e spero di averla trasferita sulla pellicola insieme alla mia voce.
*All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo.
*Il lavoro del doppiatore è una specializzazione del lavoro dell'attore. Non importa avere una bella voce, non importa avere la dizione perfetta. Sono requisiti importanti ovviamente, ma quello che conta è avere delle emozioni e saperle trasmettere negli occhi di chi si doppia. L'intelligenza artificiale si sta affacciando in tutti i campi e potrebbe affascinare chi vuole ridurre i costi e velocizzare i tempi, ma tutte le volte che ognuno di voi è andato al cinema o ha guardato in televisione un film o un telefilm e si è emozionato, si è alzato soddisfatto anche per il nostro lavoro. Un lavoro che non è solo tecnica: è cuore e anima. A me piace pensare che in futuro si farà attenzione non solo ai costi e ai tempi, ma anche alle emozioni che solo un attore doppiatore bravo e capace può restituire a una pellicola.
==Citazioni su Alessio Cigliano==
Trovo che Alessio sia anzitutto una bellissima persona, un artista che mette tutta la passione che ha nella radio {{NDR|''Radio Cigliano''}}, forma meravigliosa di comunicazione; ho partecipato al ''Dopocena del giovedì'' con entusiasmo, il nostro è un lavoro al buio e più gli si dà visibilità più gli si rende giustizia, e lui lo fa per convinzione, amore, non per un ritorno personale. ([[Gianluca Crisafi]])
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Il prigioniero del Caucaso]]'' (1996)
*''[[A morte Hollywood]]'' (2000)
*''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005)
*''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008)
*''[[The Chaser]]'' (2008)
*''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009)
*''[[Laureata... e adesso?]]'' (2009)
*''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009)
*''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009)
*''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009)
*''[[Un tuffo nel passato]]'' (2010)
*''[[A Dangerous Method]]'' (2011)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Immortals]]'' (2011)
*''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011)
*''[[Passioni e desideri]]'' (2011)
*''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012)
*''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012)
*''[[Ted]]'' (2012)
*''[[12 anni schiavo]]'' (2013)
*''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013)
*''[[Gravity]]'' (2013)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
*''[[Jobs]]'' (2013)
*''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013)
*''[[Snowpiercer]]'' (2013)
*''[[American Sniper]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015)
*''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015)
*''[[Le ricette della signora Toku]]'' (2015)
*''[[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]]'' (2015)
*''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'' (2016)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[Elle]]'' (2016)
*''[[Star Trek Beyond]]'' (2016)
*''[[The Founder]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[Disobedience]]'' (2017)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[It Comes at Night]]'' (2017)
*''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[Bohemian Rhapsody (film)|Bohemian Rhapsody]]'' (2018)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018)
*''[[L'apparizione (film)|L'apparizione]]'' (2018)
*''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018)
*''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019)
*''[[Moonfall]]'' (2022)
*''[[Giurato numero 2]]'' (2024)
*''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
{{div col end}}
=== Film d'animazione ===
*''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012)
*''[[Batman: Hush (film)]]'' (2019)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986; ridoppiaggio del 2024)
===Serie animate===
*''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (1984 - 1987)
*''[[Ken il guerriero 2]]'' (1987 - 1988)
*''[[Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko]]'' (1986 - 1988)
*''[[Pretty Cure]]'' (2004 - in corso)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[The Kingdom - Il regno]]'' (1994)
*''[[Star Trek: Voyager]]'' (1995 - 2001)
*''[[Oz (serie televisiva)|Oz]]'' (1997 - 2003)
*''[[I Soprano]]'' (1999 - 2007)
*''[[Heroes]]'' (2006 - 2010)
*''[[True Blood]]'' (2008-2014)
*''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017)
*''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - in corso)
*''[[Agent Carter]]'' (2015 - 2016)
*''[[Flesh and Bone]]'' (2015)
*''[[Marseille (serie televisiva)|Marseille]]'' (2016 – 2018)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso)
*''[[Good Omens (miniserie televisiva)|Good Omens]]'' (2019 - in corso)
*''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020)
*''[[Ms. Marvel (serie televisiva)|Ms. Marvel]]'' (2022)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Patrizio Cigliano]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cigliano, Alessio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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{{voce tematica}}
[[File:Landseer Edwin-Old Shepherds Chief Mourner 1837.jpg|thumb|upright=1.4|''The Old Shepherd's Chief Mourner'' (E. Landseer, 1837)]]
Citazioni sulle '''bare'''.
*Ci sono persone che pianificano il loro funerale all'età di tredici anni e lo aggiornano e migliorano nel corso del tempo, dalla bara di cristallo al pezzo di Janis Joplin che vogliono durante l'orazione. Poi crescono e la bara diventa di acciaio inossidabile, poi di buon legno, poi di cartone perché è più ecologico, poi di nuovo di legno, ma di betulla, poi comprano una cripta, appena in tempo per vivere altri 39 anni e morire dispersi in mare. In compenso a nessuno viene più in mente un pezzo qualsiasi di Janis Joplin. ([[Susanna Raule]])
*''Col [[mare]] | mi sono fatto | una bara | di freschezza'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*Da oggi, con la promozione Immortal, compra ora la tua bara e la pagheranno i tuoi eredi! (''[[Dylan Dog]]'')
*Davanti a un [[morte|feretro]] ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba. ([[Carlos Ruiz Zafón]])
*Il coperchio della bara è disadorno dal lato dell'utente. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*In mezzo a quel bailamme s'udì Quincas dichiarare: "Mi seppellisco come voglio e al momento che mi pare. Mettete via la bara per un'altra occasione, non mi lascerò chiudere sotto terra in un cassone." E fu impossibile udire il resto dell'orazione. ([[Jorge Amado]])
*''La domenica delle salme | nessuno si fece male, | tutti a seguire il feretro | del defunto ideale''. ([[Fabrizio De André]])
*La morte è proprio questo alla fin fine: sì, è l'ultimo grande trasloco della tua vita. Il carro funebre è il furgone, i becchini sono i tuoi cari amici, gli unici a cui puoi chiedere aiuto per un trasloco così impegnativo e la cassa da morto è la grande comoda scatola che hai sognato per tutta la vita, solo che quando l'hai trovata ci sei dentro. (''[[Seinfeld (terza stagione)|Seinfeld]]'')
*La bara è il salotto dei morti: vi ricevono vermi. ([[Xavier Forneret]])
*– Laggiù! È lì che dorme, nella sua bara.<br>– Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!– Lo faremo tutti un giorno. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Le scatole non sono sigillate perché sono state svuotate, solo le pompe funebri vendono scatole vuote. (''[[Lock & Stock - Pazzi scatenati]]'')
*''Ma più onoro l'[[abete]]: ei fra quattr'assi, | nitida bara, chiuda al fin li oscuri | del mio pensier tumulti e il van desio.'' ([[Giosuè Carducci]])
*''Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la bara Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA.'' ([[Caparezza]])
*Non sapevo che la [[Apple]] facesse le bare... (''[[Dylan Dog - Il film]]'')
*Non si può profanare una bara vuota. (''[[Uncharted: Drake's Fortune]]'')
*Prendi una bara e giaci insieme a tutti noi! (''[[La danza delle luci]]'')
*Quando si giace nella bara, il fatto che rende la cosa tanto brutta è che la tua mente è viva, ma il corpo no, e tu percepisci questo dualismo. ([[Philip K. Dick]])
*– Questo è il ''mio'' spogliatoio!<br>– Taci, o sarà la tua bara! (''[[Il cameraman]]'')
*Sei furbo a portarti dietro una bara, avrai un trattamento di favore. Sarai seppellito. Di solito noi le carogne nordiste le buttiamo in pasto agli avvoltoi per avvelenarli. (''[[Django]]'')
*Un uomo muore e un altro uomo fa i soldi con la bara. (''[[Contagion]]'')
==[[Proverbi italiani]]==
*Fino alla bara sempre s'impara.
*L'avaro in punto di morte rimpiange i soldi spesi per la bara.
*Ogni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara. ([[proverbi toscani|toscano]])
==Voci correlate==
*[[Funerale]]
*[[Pompa funebre]]
*[[Sarcofago]]
*[[Sepoltura]]
*[[Tomba]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Contenitori]]
[[Categoria:Riti funebri]]
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[[File:Landseer Edwin-Old Shepherds Chief Mourner 1837.jpg|thumb|upright=1.4|''The Old Shepherd's Chief Mourner'' (E. Landseer, 1837)]]
Citazioni sulle '''bare'''.
*Ci sono persone che pianificano il loro funerale all'età di tredici anni e lo aggiornano e migliorano nel corso del tempo, dalla bara di cristallo al pezzo di Janis Joplin che vogliono durante l'orazione. Poi crescono e la bara diventa di acciaio inossidabile, poi di buon legno, poi di cartone perché è più ecologico, poi di nuovo di legno, ma di betulla, poi comprano una cripta, appena in tempo per vivere altri 39 anni e morire dispersi in mare. In compenso a nessuno viene più in mente un pezzo qualsiasi di Janis Joplin. ([[Susanna Raule]])
*''Col [[mare]] | mi sono fatto | una bara | di freschezza'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*Da oggi, con la promozione Immortal, compra ora la tua bara e la pagheranno i tuoi eredi! (''[[Dylan Dog]]'')
*Davanti a un [[morte|feretro]] ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba. ([[Carlos Ruiz Zafón]])
*Il coperchio della bara è disadorno dal lato dell'utente. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*In mezzo a quel bailamme s'udì Quincas dichiarare: "Mi seppellisco come voglio e al momento che mi pare. Mettete via la bara per un'altra occasione, non mi lascerò chiudere sotto terra in un cassone." E fu impossibile udire il resto dell'orazione. ([[Jorge Amado]])
*''La domenica delle salme | nessuno si fece male, | tutti a seguire il feretro | del defunto ideale''. ([[Fabrizio De André]])
*La morte è proprio questo alla fin fine: sì, è l'ultimo grande trasloco della tua vita. Il carro funebre è il furgone, i becchini sono i tuoi cari amici, gli unici a cui puoi chiedere aiuto per un trasloco così impegnativo e la cassa da morto è la grande comoda scatola che hai sognato per tutta la vita, solo che quando l'hai trovata ci sei dentro. (''[[Seinfeld (terza stagione)|Seinfeld]]'')
*La bara è il salotto dei morti: vi ricevono vermi. ([[Xavier Forneret]])
*– Laggiù! È lì che dorme, nella sua bara.<br>– Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>– Lo faremo tutti un giorno. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
*Le scatole non sono sigillate perché sono state svuotate, solo le pompe funebri vendono scatole vuote. (''[[Lock & Stock - Pazzi scatenati]]'')
*''Ma più onoro l'[[abete]]: ei fra quattr'assi, | nitida bara, chiuda al fin li oscuri | del mio pensier tumulti e il van desio.'' ([[Giosuè Carducci]])
*''Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la bara Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA.'' ([[Caparezza]])
*Non sapevo che la [[Apple]] facesse le bare... (''[[Dylan Dog - Il film]]'')
*Non si può profanare una bara vuota. (''[[Uncharted: Drake's Fortune]]'')
*Prendi una bara e giaci insieme a tutti noi! (''[[La danza delle luci]]'')
*Quando si giace nella bara, il fatto che rende la cosa tanto brutta è che la tua mente è viva, ma il corpo no, e tu percepisci questo dualismo. ([[Philip K. Dick]])
*– Questo è il ''mio'' spogliatoio!<br>– Taci, o sarà la tua bara! (''[[Il cameraman]]'')
*Sei furbo a portarti dietro una bara, avrai un trattamento di favore. Sarai seppellito. Di solito noi le carogne nordiste le buttiamo in pasto agli avvoltoi per avvelenarli. (''[[Django]]'')
*Un uomo muore e un altro uomo fa i soldi con la bara. (''[[Contagion]]'')
==[[Proverbi italiani]]==
*Fino alla bara sempre s'impara.
*L'avaro in punto di morte rimpiange i soldi spesi per la bara.
*Ogni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara. ([[proverbi toscani|toscano]])
==Voci correlate==
*[[Funerale]]
*[[Pompa funebre]]
*[[Sarcofago]]
*[[Sepoltura]]
*[[Tomba]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt}}
[[Categoria:Contenitori]]
[[Categoria:Riti funebri]]
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Ema Stokholma
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[[File:Ema Stokholma al Festival di Sanremo 2026 (headshot).jpg|thumb|Ema Stokholma nel 2026]]
'''Ema Stokholma''', pseudonimo di '''Morwenn Moguerou''' (1983 – vivente), conduttrice radiofonica, conduttrice televisiva e scrittrice franco-italiana.
==Citazioni di Ema Stokholma==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Si parla spesso di problemi legati all'alimentazione delle [[Modello (professione)|modelle]]. Come hai vissuto questa parte della tua vita?»}} Sono stata sempre molto tranquilla perché avevo la fortuna di essere magra di mio anche se mangiavo quello che volevo quando volevo. Ero davvero fortunata, ma mi dispiaceva vedere delle amiche che soffrivano per questo. Anche le agenzie non sono sempre gentili: quando arrivi alle 8.30 di mattina per ritirare il tuo piano casting ti guardano e ti dicono: sei grassa. Anche gli stilisti stessi, compresi quelli importanti, ai casting si divertivano a far piangere ragazzine di 15 anni. Molti lavori li ho persi proprio perché non mi capacitavo di questa cosa e li mandavo tutti a quel paese. Era brutto assistere a questo abuso di potere, perché sapevano di fare del male. Ci vuole carattere nella moda, come in fabbrica, o se fai l'attrice.<ref>Da ''[https://magazinedelledonne.it/faq/50167-intervista-ad-ema-stokholma-la-musica-mi-ha-salvato Intervista ad Ema Stokholma: "La musica mi ha salvato!"]'', ''magazinedelledonne.it'', 26 ottobre 2017.</ref>
*Suonare dal vivo è molto importante, non cambia se ci sono 100 o 10.000 persone. Mi sono resa conto ben presto che è uno scambio di emozioni, un legame diretto con chi viene a sentirti.<ref>Dall'intervista di Federico Tomasselli, ''[https://www.vogue.it/news/notizie-del-giorno/2018/10/30/ema-stokholma-intervista-federico-tomasselli-royal-bliss-osare-toniche-coca-cola "Osare fa parte del mio istinto": Ema Stokholma si racconta]'', ''vogue.it'', 30 ottobre 2018.</ref>
*Sono diventata un'adolescente ribelle, scontrosa con i prof ma circondata da amici, che per lo più venivano da situazioni familiari difficili. Provavo a compensare la violenza che subivo con il loro affetto. Stavo spesso fuori casa e questo mi ha aiutato a capire che potevo essere indipendente.<ref>Da ''[https://www.vanityfair.it/show/libri/2020/02/23/ema-stokholma-per-il-mio-bene-libro Ema Stokholma: mia madre, vivere con «il mostro in casa»]'', ''vanityfair.it'', 23 febbraio 2020.</ref>
*Ho un bellissimo rapporto con il mondo [[LGBT|LGBTQ+]], il primo che mi ha accolto quando sono arrivata in Italia. {{NDR|«Racconta un po'...»}} Ero giovane, avevo 16 anni e facevo la modella. Non avevo mai visto un [[Gay Pride]] e il ragazzo che lavorava con me, in agenzia, mi ci ha portato per la prima volta. È lì che ho imparato la parola "orgoglio" e l'ho fatta mia. Mi sono sentita subito accolta.<ref name="Baglio">Dall'intervista di Gaspare Baglio, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ema-stokholma-voglio-sentire-menage-a-trois-sui-carri-del-gay-pride/567689/ Ema Stokholma: «Voglio sentire 'Ménage à trois' sui carri del Gay Pride»]'', ''rollingstone.it'', 29 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|«L'impressione è che tu non ricerchi il successo, ma che semplicemente le cose ti accadono»}} Un po' è vero. Non cerco la fama, ma voglio fare il mio lavoro e se questo significa incidere una canzone o scrivere un libro, perché no?<ref name="Baglio"/>
*La mia vita è fatta di tanti piccoli sogni, non riesco mai a esagerare perché ho paura di non raggiungere ciò che mi prefisso e sarebbe tremendo.<ref>Dall'intervista di Francesca Scrimizzi, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a38893932/ema-stockholma-intervista-lavazza/ Ema Stokholma: «Di quando mi sento piccola piccola»]'', ''cosmopolitan.com'', 1º febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|«In passato, ti sei lamentata un po' per le critiche alla tua voce. Oggi queste critiche, come le vivi?»}} Ho fatto pace con questa cosa. All'inizio, abbiamo tutti un po' di complessi però poi li superi. Sta a te superarlo e non aspettare che gli altri lo accettino. Ho capito che con la mia voce ci posso lavorare, piace ad alcuni, non piace ad altri, credo che anche [[Amanda Lear]] avesse questo problema, io faccio sempre riferimento ad Amanda Lear, penso a cosa farebbe al posto mio, è il mio idolo! Lei ha avuto critiche di cattivo gusto, pesanti. Non si muore di critiche e non si campa di critiche quindi 'sti cavoli!<ref>Dall'intervista di Fabio Morasca, ''[https://www.tvblog.it/post/ema-stokholma-eurovision-song-contest-2022-intervista Ema Stokholma: "Mi piace l'Eurovision, è divertente e nessuno si prende troppo sul serio. Francesi a parte!"]'', ''tvblog.it'', 10 maggio 2022.</ref>
*Onestamente non so cosa sia l'invidia. La cosa più bella per me è essere amata dalle persone, senza distinzione di sesso [...]<ref>Dall'intervista di Sonia Serafini, ''[https://www.vanityfair.it/gallery/ema-stokholma-fatemi-essere-la-nuova-amanda-lear-ma-con-i-capelli-rosa-intervista Ema Stokholma: «Fatemi essere la nuova Amanda Lear, ma con i capelli rosa»]'', ''vanityfair.it'', 30 giugno 2022.</ref>
*Io non ero una bulla professionista, ma ho tentato quella strada. Prendo le botte a casa e a scuola provo a picchiare. [...] Io di certo non ero nata cattiva, ma ho provato a diventarlo per capire se potesse essere la mia difesa. Non è servito, per fortuna, ma la scuola in questo è stata fondamentale: mi ha salvato la vita.<ref>Dall'intervista di Vincenzo Schettini a ''La fisica dell'amore'', Rai 2; citato in Andrea Parrella (a cura di), ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/programmi-tv/ema-stokholma-prendevo-botte-a-casa-e-volevo-darle-a-scuola-ho-provato-a-essere-una-bulla/ Ema Stokholma: "Prendevo botte a casa e volevo darle a scuola, ho provato a essere una bulla"]'', ''fanpage.it'', 10 settembre 2024.</ref>
*{{NDR|Sui [[social network]]}} Non c'è dibattito, solo botta e risposta senza costrutto. È come sbattere la porta di casa quando discuti.<ref>Dall'intervista di Adriana Marmiroli, ''[https://www.lastampa.it/spettacoli/2024/12/29/news/ema_stokholma_intervista_vita_da_carlo_verdone-14910612/ Ema Stokholma: "Non sono così pazza come in Vita da Carlo. Grazie all'analisi ho ricostruito l'autostima"]'', ''lastampa.it'', 29 dicembre 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.panorama.it/ema-stokholma-essere-figa-e-unaltra-cosa Ema Stokholma: essere "figa" è un'altra cosa]''|Intervista di [[Andrea Delogu]], ''panorama.it'', 8 giugno 2012.}}
*{{NDR|«Il tuo obiettivo come dj?»}} È brutto se dico che li ho già raggiunti gli obiettivi a cui pensavo di arrivare? Addirittura li ho superati, io non c'avrei mai creduto anni fa di suonare a certe feste, di confrontarmi con dj immensi per me, d'avere qualcuno che chiede "la mia musica".
*Io volevo confrontarmi con tutti i dj, non nella categoria donne dj. Non ho mai sentito dire "per questa serata vorrei un uomo dj", però mi rendo conto che le prime volte c'ho marciato su questo fatto. È normale, all'inizio quando non puoi dare l'esperienza ma solo la voglia di provare allora butti avanti la fisicità.
*A me piace quando sono in consolle vederti ballare, cantare, a me piace quando chi mi ascolta si diverte. Mischio tutto in un set ci posso anche mettere un pezzo di Missy Elliot o i Gorillaz.
*Un computer può aiutarti a mettere a tempo due tracce, a fare qualche effetto in più fatto bene, ma non può aiutarti ad avere gusto e non può far ballare la gente al posto tuo! Perciò cd, vinile, chiavette usb o traktor... l'importante è che sai fare il tuo lavoro!
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Sportlife/Tempo-Libero/15-08-2014/ema-stokholma-dj-girl-che-ha-chiuso-la-moda-essere-se-stessa-console-90146312438.shtml Ema Stokholma, la dj girl che ha chiuso con la moda per essere se stessa... in console]''|Intervista di Lorenzo Tiezzi, ''gazzetta.it'', 15 agosto 2014.}}
*Non so se sia un bene o un male, ma credo di essere fatta per la notte e per la musica. Qualsiasi posto con la musica è per me, che ci siano cinque o diecimila persone non cambia. Sono fatta così, da sempre. Quello del dj è l'unico lavoro che sono riuscita a fare seriamente. Andavo a ballare anche prima, tutte le notti o quasi. A scuola era un disastro, la mattina ero sempre stanca.
*Sono molto orgogliosa del fatto che con la mia musica si scatenano anche le donne, non solo i ragazzi. Si vede che capiscono che la mia è un'energia sana, pulita. [...] Una ragazza che non conoscevo, qualche notte fa, mi si è avvicinata per farmi vedere che si era fatta tre tatuaggi come i miei. Proprio tramite i tattoo ho affermato la mia personalità. Quando facevo la modella non potevo scegliere niente, neppure il taglio dei capelli o il colore degli occhi. Quando ho capito che facendo la dj potevo essere me stessa, mi sono fatta un tatuaggio al mese per un bel po'.
*{{NDR|«Come definiresti la tua musica?»}} Tamarra! È il primo ed unico aggettivo che mi viene in mente.
{{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/star-italiane/2017/11/10/ema-stokholma-clubber-pechino-express-lo-rifarei-subito-sono-tornata-ingrassata-e-felice/ Ema Stokholma: «Pechino Express lo rifarei subito, sono tornata ingrassata e felice»]''|Intervista di Massimiliano Jattoni Dall'Asen, ''iodonna.it'', 10 novembre 2017.}}
*L'esperienza di ''[[Pechino Express|Pechino]]'' è stata meravigliosa, la rifarei subito: sono tornata ingrassata di diversi chili, rilassata, felice, e pronta a godermi di nuovo la radio.
*Il mio nome è difficilissimo e con un sacco di "r", un guaio per la mia erre moscia. Quando ho voluto iniziare a lavorare in discoteca avevo bisogno di un nome d'arte che suonasse bene e che la gente potesse ricordare facilmente. Poi, la bellissima canzone di [[Rino Gaetano]] ''Stoccolma'' ha fatto il resto.
*Io non sono competitiva, ho avuto modo di chiacchierare con [[Antonella Elia|Antonella]] e posso dire che è una persona fantastica. Le cose serie sono ben altre, non certo le piccole baruffe viste a ''Pechino''.
{{Int|''[http://www.intervisteromane.net/Interviste%20pronte%201/ema_stokholma.htm "Il mio sogno è invecchiare in una casetta al mare, dipingere e poter vivere di questo"]''|Intervista di Gianfranco Gramola, ''intervisteromane.net'', 9 luglio 2020.}}
*Sono arrivata a fare la modella perché lavoravo come cameriera in alcuni bar di Roma. Sono alta e in Italia c'è questa cosa che dicono "Sei alta, dovresti fare la modella", mentre in Francia nessuno me l'aveva detto. In Italia me lo dicevano tutti e allora ho provato anche perché avevo bisogno di soldi per vivere. È andata bene e per sette anni ho fatto questo lavoro che non amavo tanto. Cioè non amavo la mia parte nel lavoro, perché erano sempre gli altri a decidere come dovevo mettermi, come dovevo camminare. Però questo lavoro mi ha insegnato tanto, perché mi ha insegnato a lavorare per qualcuno, a rispettare le direttive, poi io amo la moda tuttora e mi piace molto l'arte, e la moda non è solo marketing, ma è anche un'arte. Mi piace aver fatto la modella, ma quando la facevo non era sempre così bello.
*Sono una persona zero ambiziosa. Il mio sogno è invecchiare in una casetta al mare, dipingere e poter vivere di questo. Non sono una persona ambiziosa, prendo le cose come arrivano, giorno per giorno.
*{{NDR|«Com'è il tuo rapporto con [[Roma]]?»}} È come in una relazione, cioè è un rapporto di amore e odio. Non c'è una via di mezzo e Roma non può esserti indifferente. Tendenzialmente la ami, quando ci vivi a volte la odi, perché a volte è un incubo girare per la città. Non funziona mai quasi niente, i mezzi sono inesistenti, ha un sacco di problemi e quindi è una metropoli difficile da viverci. Però è anche unica al mondo e si fa perdonare con le sue bellezze. Come fai ad essere arrabbiato con Roma? A volte ti incavoli, poi passi davanti al Colosseo e dici: "Ok, vabbè, ti perdono tutti gli appuntamenti che mi hai fatto perdere" [risata, ''ndr''].
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2021/06/24/ema-stokholma-intervista-menage-a-trois-canzone-francese-radio-radio2-libro-madre Ema Stokholma: «Italia, je t'aime»]''|Intervista di Valentina Colosimo, ''vanityfair.it'', 24 giugno 2021.}}
*Io l'italiano l'ho imparato guardando i [[Lùnapop]] su Mtv, quando a 15 anni, dopo essere scappata di casa, sono arrivata a Roma e sono andata a vivere da mio padre.
*{{NDR|«La francesità che vantaggi le procura in Italia?»}} Un certo charme forse, ma è la stessa cosa che succede in Francia agli italiani: vi amiamo, rappresentate il sogno, l'esotismo. Il mio più grande vantaggio comunque è che quando mi conviene posso far finta di non capire: ah no, io sono francese, non capisco, non conosco. È una carta che mi giocherò a vita, di sicuro.
*[...] senza la musica non avrei fatto niente nella vita: mi ha dato il coraggio di uscire dalla mia condizione, perché mi mostrava altre vite possibili e alternative alla mia. Così, quando ho iniziato a fare la dj, ho pensato che era ovvio che sarei arrivata dietro alla consolle, come avevo fatto a non pensarci prima?. {{NDR|«E come ha fatto a finire dietro alla consolle?»}} Nei primi anni Duemila vivevo a Milano e frequentavo molto le discoteche, che alle modelle come me spalancavano le porte. Era tutto bellissimo: la preparazione, i vestiti, arrivare, ballare. La discoteca era la mia dimensione, il mondo in cui mi sentivo totalmente libera. Ascoltavo già tanta musica e mi rendevo conto di avere gusto, mentre ballavo ragionavo sulle scelte del dj, in pratica stavo già facendo le mie prime scalette. Così ho comprato una consolle e a casa mi allenavo a mixare i dischi di [[Gigi D'Agostino]].
*[...] tutto quello che arriva nella vita è sempre una sorpresa, vivo alla giornata e questo mi permette di non avere grandi aspettative e di conservare un po' di stupore quando mi succedono le cose belle.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/ema-stokholma-intervista-amore-madre-violenza-radio Ema Stokholma: «Mi diceva: "non vestirti così", "non dire parolacce". Ma io sono una donna libera e oggi mi amo»]''|Intervista di Valentina Colosimo, ''vanityfair.it'', 23 febbraio 2024.}}
*[quando facevo la modella] ero sempre in ritardo, a volte sparivo per giorni, non avevo regole, ho bruciato un sacco di contatti per questo mio modo di fare. [...] invece di chiedere scusa, ho cambiato lavoro.
*Il complimento più bello che mi sono sentita fare [...] è: ma tu sei scoppiata! Perché a me non interessa sentirmi dire che sono bella o brava, ma che faccio ridere. È la cosa che mi piace di più: far ridere gli altri.
*[...] mi sono perdonata e per la prima volta, a 40 anni, mi ritrovo ad amarmi. [...] {{NDR|«Che cosa si è perdonata?»}} La mia impulsività, il mio carattere, le volte che ho fatto soffrire qualcuno volontariamente o involontariamente, i miei errori. Se sbaglio riesco a perdonarmi oggi. Quando ero più piccola forse mi punivo. Non mi volevo bene perché non ero stata educata a volermi bene. E oggi mi ritrovo diversa. Le racconto questa cosa anche se sembro pazza. [...] L'altro giorno ero sotto la doccia a cantare e parlare e a un certo punto ad alta voce ho detto: ma io mi amo! E subito ho pensato: vabbe', sono pazza. Ma poi mi sono imposta di ripeterlo: io mi amo! È stato bellissimo. Ho capito che è una scelta essere felici.
*L'amore bisogna saperlo dare ma anche ricevere. Io ho capito che non devi mai cambiare perché qualcuno ti vuole diversa e non gli sta bene se ti metti un pantaloncino corto, se dici una parolaccia o se metti un rossetto troppo acceso. [...] non voglio più cambiare il mio comportamento per compiacere un uomo. Io sono una donna libera e non faccio niente di male.
*{{NDR|«Forse si dà troppa importanza all'amore?»}} Alla coppia sì, di sicuro. Anche se io non sono stata educata così: mia madre non mi ha mai insegnato che dovevo trovarmi un uomo per stare bene. La nostra era la casa degli orrori, ma mia madre era una donna sola, senza lavoro, che ha tirato su due bambini. Era una gran donna, con una grande forza. Grazie a lei non ho mai pensato che la mia felicità fosse legata a un uomo, e in effetti non ho mai voluto una famiglia.
*{{NDR|«Come fa a definire sua madre "una gran donna", dopo le violenze subite per tutta l'infanzia?»}} Lei mi ha fatto cose terribili, ma io oggi sono arrivata a capirla. Ha avuto un'infanzia simile alla mia, è scappata di casa e poi a 25 anni si è ritrovata da sola con due bambini. Ha fatto quello che ha potuto. {{NDR|«L'ha perdonata?»}} Non mi sento superiore da poter usare questa parola. Al perdono preferisco l'empatia: la capisco. E comunque non cambierei mai la mia vita.
{{Int|''[https://www.thewom.it/lifestyle/entertainment/ema-stokholma-diversita-e-anche-sentirsi-soli-intervista-esclusiva Ema Stokholma: "Diversità è anche sentirsi soli" – Intervista esclusiva]''|Pietro Cerniglia, ''thewom.it'', 15 maggio 2024.}}
*{{NDR|«Secondo te, quali sono le ragioni che ha portato la community queer a eleggerti icona?»}} No, io non sono un'icona, assolutamente [...]. Semmai io faccio parte di questa community che chiamo famiglia perché per me è stata tale quando mi è venuta a mancare quella biologica. Quindi, mi sento parte di una famiglia che ha dei pensieri simili ai miei, che non giudica mai per questi e che ti capisce. E io mi sento accettata da sempre, da quando sono arrivata in Italia, ed esserlo è stata una grande liberazione. [...] Preferirei dire che sono un portavoce per la battaglia dei diritti civili che non è solo una battaglia ma anche un pensiero, un modo di esprimersi che porto avanti tutti i giorni nei miei programmi in radio, nella mia vita, nelle mie amicizie.
*Ho capito il concetto di diversità già a quattro o cinque anni perché [...] è anche il sentirsi soli e il non vedersi guardati o considerati, anche quando hai un corpo conforme a quello degli altri: gli altri non ti vedono e inevitabilmente ti senti solo e, quindi, diverso.
*La mia famiglia era composta da me, mia madre e mio fratello, ed io già molto presto pregavo che mia madre trovasse una persona che le stesse vicino: forse in coppia si sarebbe sentita amata e avrebbe imparato ad amare. [...] {{NDR|«Dove cercavi quell'amore che in casa non avevi?»}} Nelle amicizie, l'amore per me erano le mie amicizie. Con la solitudine e la tristezza in casa, provavo amore già verso le mie amichette e i miei amichetti delle scuole elementari ed è qualcosa che mi sono portata dietro durante tutto il percorso scolastico ma anche oltre. Quando sono arrivata in Italia per la prima volta, nel 2000, sono entrata poi a far parte di un'agenzia di moda, ho stretto amicizia con il mio ''booker'' ed è stato lui che mi ha portata al cospetto di qualcosa che ancora non conoscevo, il Gay Pride, come si chiamava all'epoca. Ed è lì che ho ritrovato quello stesso concetto di amore, un sentimento che per me è molto simile all'amicizia: seppur non conoscessi nessuno, mi sembrava di essere amica di tutti, inclusa. Non c'è nulla di più inclusivo dell'amore.
*[...] odio i miei tatuaggi. Sono stati una copertina di Linus ma quella copertina non mi serve più: me ne servono altre e questa vorrei piegarla e metterla nell'armadio. Mi ritrovo, invece, a portarla sempre addosso e a ricordarmi che ero insicura, impulsiva e anche un po' testa di cazzo.
*[...] se non stai bene, possono tutti dirti ogni giorno anche per venti volte quanto sei simpatica e non crederci. Se hai una voce dentro che ti dice che non è vero, per te non risponderà alla realtà: devi lavorare su di te per accettare i complimenti, purtroppo.
*{{NDR|«Se dovessi pensare a due figure per te genitoriali chi sarebbero?»}} MacGyver per quanto riguarda mio padre e Amanda Lear per quanto riguarda mia madre. Oddio, forse Amanda Lear sarebbe più una zia: le racconterei cose che a mia madre non direi [ride, ''ndr''].
{{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/star-italiane/2025/02/09/ema-stokholma-ma-ora-chiamatemi-morwenn/ Ema Stokholma: «Ma ora chiamatemi Morwenn»]''|Intervista di Maria Laura Giovagnini, ''iodonna.it'', 9 febbraio 2025.}}
*Quando, a 15 anni, sono fuggita dalla Francia e sono venuta a vivere in Italia [...], non c'erano i social: bastava indossare una T-shirt con il nome di una band (i Portishead, o i Radiohead, o i Massive Attack) per individuare quelli che parlavano il tuo linguaggio. Ricordo che, abitando al primo piano, mettevo i cd a palla e, pur di fare amicizia, lasciavo salire la gente a casa. Una pazza!
*Non immagino sul lungo periodo un lavoro che coinvolga la mia immagine. È difficile confrontarsi in continuazione con lo specchio, e la sovraesposizione ti porta a guardarti, impossibile evitarlo: un po' ti conosci e non ti trovi interessante, un po' passa il tempo e aumentano le paranoie sull'invecchiamento... [...] Il mio istinto naturale sarebbe di non truccarmi, andare in giro con tuta e felpa col cappuccio, tenermi la chioma da punkabbestia.
*{{NDR|«Ha avuto delle ''role model''?»}} Di sicuro le ragazze degli anni '90, quelle che in gruppi di amiche urlavano: "Girl Power!". Non alludo a Madonna, che le aveva precedute ed era ancora costretta a estremizzare per affermare se stessa, lontana come una dea. Mi riferisco piuttosto alle Spice, con cui ti identificavi. E poi vedere un altro tipo di narrazione che non fosse famiglia-famiglia-famiglia ha rappresentato una luce: se cresci in un ambiente disfunzionale non ti senti rappresentata da ''8 sotto un tetto'' [la serie tv trasmessa dal 1989 al 1997, ''ndr'']. Finalmente nel 1994 è arrivato ''[[Friends]]'', con l'inedito prototipo di famiglia e di donna che non deve più lottare, ma si impone con naturalezza.
*{{NDR|«Prossima tappa del suo percorso?»}} Riappropriarmi del mio nome di battesimo, Morwenn Moguerou: è talmente bello! Mia madre ci aveva meditato parecchio: significa "mare bianco" in bretone, la schiuma dell'onda quando si infrange sulla roccia. Da lì nasce Venere: una cosetta da niente, capite? [ride, ''ndr''] {{NDR|«Perché l'aveva cambiato?»}} Arrivata in Italia, suonava poco comprensibile, ogni volta dovevo ripeterlo. Così ne ho trovato uno semplice ed efficace... [...] Adoro anche il cognome, di origine celtica però diffuso in Bretagna: vuol dire "vecchio muro".
*{{NDR|«Si sente più francese o più italiana?»}} Il vantaggio di essere metà e metà è che puoi scegliere in base alla convenienza. [ride, ''ndr''] La si può vedere in due maniere: o "sono straniera qua e straniera là" o – ed è l'attuale stato d'animo positivo – "sono a casa in entrambi i posti".
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*La giornata perfetta! Senza sveglia, ancora nel letto con il cane, fuori piove e sono single.<ref>Da un [https://twitter.com/emastokholma/status/1565996648249151489 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 settembre 2022.</ref>
*Ci metto più o meno 7 anni a fidarmi di una persona. Durante questi 7 anni testo la persona che ho di fronte e ogni volta che sbaglia riparto da zero. Ci metto più o meno 70 anni a fidarmi di una persona.<ref>Da un [https://twitter.com/emastokholma/status/1658118782643060736 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 maggio 2023.</ref>
*Se mia madre fosse ancora in vita oggi la denuncerei per maltrattamenti. Denunciare è importante, molto più che perdonare.<ref>Da un [https://twitter.com/emastokholma/status/1667653868036014082 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 giugno 2023.</ref>
*Avete mai avuto a che fare con quello che si definisce "una persona tossica"? In che senso lo era? Come avete reagito? Mi chiedo solo quanto sia giusto demonizzare le persone problematiche. Dire che sono "tossiche". Che bisogna solo scappare, lasciando così sole persone che forse hanno bisogno di imparare. Oppure forse meglio cercare di capire. Oppure siamo tutti problematici?<ref>Da un [https://x.com/emastokholma/status/1699789531241975827 thread] sul profilo ufficiale ''x.com'', 7 settembre 2023.</ref>
*Puoi passare anche una bella serata ma sappi che tanto per tornare a casa incontrerai un [[Taxi|tassista]] che te la rovinerà.<ref>Da un [https://x.com/emastokholma/status/1839433655170814082 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 27 settembre 2024.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Stokholma, Ema}}
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi francesi]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Questione romana
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[[File:BrecciaPortaPia.jpg|thumb|upright=1.3|La breccia di Porta Pia (sulla destra); sullo sfondo la cupola di San Pietro]]
Citazioni sulla '''questione romana'''.
*A nessuno italiano, senza doversi vergognare di questo nome, potrebbe soffrir l'animo che Roma, non che appartenere civilmente all'Italia, fosse nido e ricovero de' cospiratori e nemici d'Italia: e oltre a ciò racchiudesse una potenza disposta, quandochessia, a tirarle eserciti forestieri nel seno. ([[Ferdinando Ranalli]])
*In Italia l'aspro contrasto del nuovo Stato unitario col Papato e con la Chiesa, imperniato sulla questione romana e sui problemi della legislazione laica e dell'eversione della proprietà ecclesiastica, stimolò da una parte l'anticlericalismo dei liberali e dei democratici e dall'altra l'irrigidimento della maggior parte dei cattolici militanti su posizioni di intransigenza verso il nuovo Stato e verso il liberalismo. ([[Giorgio Candeloro]])
*Io non chiamerò ignorante, ma stolto colui il quale credesse che il [[papa]] non può essere tale che a Roma, e che romana cesserebbe di essere la sua chiesa, banditone il capo dalla eterna città. Davvero che la sarebbe una chiesa superlativamente divina quella che traesse il suo essere e la sua durata dalla cloaca massima e dal foro boario! Ma il papa stesso ha manipolato una panacea curialesca per medicare le spalle alla sua chiesa, anche nel caso ch'ei le dovesse volgere a Roma. Ha quindi fatte proclamare ''urbi et orbi'' dai suoi solenni canonisti il noto assioma: ''ubi Petrus, ibi ecclesia''. Ora, per [[Pietro apostolo|Pietro]] dovendosi intendere il papa ''in propria persona'', (scusate la modestia!) è chiaro dall'assioma che dove è il papa, quivi è con esso la sua chiesa: appunto come la chiocciola che si trova ovunque va la lumaca, che seco la trasporta. Ergo se l'Italia cristiana {{sic|caccierà}} il papa da Roma, la chiesa romana, che non è altro che chiocciola, andrà ramingando ovunque si {{sic|striscierà}} la beatissima sua lumaca, che è il papa; senza che con ciò abbia a perdere un filo di palpebra del suo cattolicismo. Dunque Roma non è necessaria al papa, perché possa esser papa, o perché ortodosso si chiami il suo cattolicismo. ([[Alessandro Gavazzi]])
*Io non credo che il Papa s'indurrà mai a lasciare Roma. La sua dimora in paese forestiero sarebbe la più chiara smentita a tutte le querele che col [[Potere temporale|poter temporale]] egli abbia perduta anche la libertà dell'autorità spirituale. In quel paese non sarebbe sovrano; non avrebbe territorio suo; non avrebbe sudditi suoi; non avrebbe neanche una [[legge delle guarentigie]]. Adunque, non sarebbe più Papa? Il Papato, d'altronde, non si può divellere dall'Italia dove s'è fatto per opera d'ingegni italiani. E s'aggiunga, il Papa che vivesse in Germania, quante ostilità alla Chiesa non genererebbe in Francia? O potrebbe ricoverarsi in Inghilterra, dove ce n'è già un altro dei Papi? La Spagna non ha governo assai più incerto dell'Italia? E alla politica ecclesiastica dell'Austria, cosi misurata, prudente, pacifica, non ripugnerebbe la presenza del Papa? Questi in Italia non adombra nessuno; in qualunque altro Stato adombrerebbe tutti gli altri Stati. Il che i governi sentono e intendono: e sarebbe uno dei fatti più strani, se qualcun d'essi l'invitasse a soggiornare nel suo territorio, o non ricevesse, con molto rincrescimento, la {{sic|dimanda}} di dargli licenza di soggiornarvi. ([[Ruggiero Bonghi]])
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia. ([[Pacifico Valussi]])
*La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione. ([[Luigi Tosti]])
*La questione romana è simile a quei fiumi vasti e profondi, che contemplati dalle sponde, sembrano immoti e stagnanti, ma che sospinti da una forza arcana, irresistibile, sotto una calma apparente, volgono le acque senza posa alla meta che le attende inesorabile, e dove dovranno andare per sempre perdute. E invano l'industria umana tenta deviarne le correnti, arrestarne il corso, opporre argini artificiali al suo cammino, simili alle soluzioni fantasticate oltremonte della questione. L'ampiezza delle onde travalica senza rumore questi ripari e procede regolare, inflessibile, senza pure arrestarsi un momento, a quella meta che al fiume è imposta dalla mano della natura. ([[David Levi]])
*Ove chi scrive venisse richiesto, se ripone qualche speranza in una futura conciliazione, quantunque senta ben poco autorevole la sua parola, francamente dissentirebbe dall'affermativa. E tutt'al più si schiererebbe con coloro che vedono nell'azione del tempo ancora si possa sperare che si desista da proteste, sebbene trattisi di beni terreni, sebbene sappiasi che ferventi cattolici desiderino questa conciliazione, sebbene sappiasi che il Governo italiano vi era largamente disposto anche prima di entrare in Roma, non lo crede possibile. Dal dì in cui dal Vaticano si protestava pubblicamente di non avere libertà di corrispondenza colla cattolicità, quando non appena entrati in Roma, si offriva all'Antonelli<ref>Giacomo Antonelli (1806 – 1876), cardinale, ultimo segretario di Stato dello Stato Pontificio.</ref> lo stabilimento in Vaticano di un ufficio di posta e di telegrafo, con impiegati di suo gradimento, (che vennero rifiutati), lo spirito conturbato per un tale procedere, non consenziente anche ad un semplice privato che si rispetti, ha disperato che si trovasse la via di conciliazione. Fu allora all'evidenza dimostrato che vi ha nel Vaticano un congegno tale, facilitato anche dall'attuale isolamento del Papa, per cui non solo è possibile dissimulare i fatti, ma alterarli presso il Pontefice, non potendo avvicinarlo che le persone interessate ad un dato ordine di cose, e che rifuggono da ogni transazione. Del resto quanto disse un prelato che il Vaticano non ha peranco rinunziato ad ''Avignone''<ref>Allusione al trasferimento del papato da Roma ad Avignone dal 1309 al 1377.</ref>, dà la misura se mai {{sic|sarebbesi}} disposto ad una conciliazione che implicasse anche indirettamente, lontanamente la rinunzia al Potere temporale. ([[Raffaele Cadorna (1815-1897)|Raffaele Cadorna]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Legge delle guarentigie]]
*[[Potere temporale]]
*[[Presa di Roma]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storia d'Italia]]
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Simone D'Andrea
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Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
'''Simone D'Andrea''' (1973 – vivente), doppiatore italiano.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20210426002055/http://guide.supereva.it/console/interventi/2005/06/214901.shtml Intervista al doppiatore Simone D'Andrea]''|Fabry T (a cura di), ''supereva.it'', giugno 2015.|h=2}}
*[[NiBiRu: Messaggero degli dei|Nibiru]], Martin Holan, è il tipico personaggio che è un piacere poter doppiare, in quanto pieno di sfumature… un tipo che si adatta alle diverse circostanze… “cazzuto” quando serve, ironico, sfacciato, intraprendente e tanto altro ancora…
*Secondo me cartone e videogioco sono sullo stesso piano, nel senso che la ricerca del personaggio ha molte meno restrizioni, lascia più spazio al doppiatore, alla sua sensibilità e fantasia; per quanto riguarda i film o comunque il doppiaggio di un attore, la difficoltà non dico che sia maggiore ma di sicuro ha il suo fascino, riuscire a recitare esattamente una scena cogliendo tutte le sfumature e gli stati d’animo dell’attore a cui si presta la voce resta una delle soddisfazioni più grandi…
*{{NDR|Perché a volte il doppiaggio di un videogioco non è all'altezza di quella di un film?}} Probabilmente è solo una questione di tempi di lavorazione, quindi di budget… e certamente è dovuto alla mancanza di un buon direttore di doppiaggio…
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Requiem for a Dream]]'' (2000)
*''[[28 giorni dopo]]'' (2002)
*''[[La regola del sospetto]]'' (2003)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[School of Rock]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[King Arthur]]'' (2004)
*''[[Batman Begins]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[Il diavolo veste Prada]]'' (2006)
*''[[Superman Returns]]'' (2006)
*''[[300 (film)|300]]'' (2007)
*''[[Gone Baby Gone]]'' (2007)
*''[[Leoni per agnelli]]'' (2007)
*''[[Licenza di matrimonio]]'' (2007)
*''[[Sguardo nel vuoto]]'' (2007)
*''[[Franklyn]]'' (2008)
*''[[Il bambino con il pigiama a righe]]'' (2008)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Fanboys]]'' (2009)
*''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009)
*''[[Orphan]]'' (2009)
*''[[Dylan Dog - Il film]]'' (2010)
*''[[Il cammino per Santiago]]'' (2010)
*''[[Inception]]'' (2010)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Il dilemma]]'' (2011)
*''[[Warrior (film 2011)|Warrior]]'' (2011)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Noi siamo infinito]]'' (2012)
*''[[Sinister]]'' (2012)
*''[[Escape Plan - Fuga dall'inferno]]'' (2013)
*''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
*''[[Jobs]]'' (2013)
*''[[Lone Survivor]]'' (2013)
*''[[Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013)
*''[[Birdman (film)|Birdman]]'' (2014)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
*''[[Edge of Tomorrow - Senza domani]]'' (2014)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Storia d'inverno]]'' (2014)
*''[[Chiamatemi Francesco - Il Papa della gente]]'' (2015)
*''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015)
*''[[Il ponte delle spie]]'' (2015)
*''[[Sinister 2]]'' (2015)
*''[[Sopravvissuto - The Martian]]'' (2015)
*''[[Star Wars: Il risveglio della Forza]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
*''[[Codice 999]]'' (2016)
*''[[Elle]]'' (2016)
*''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016)
*''[[Jackie (film 2016)|Jackie]]'' (2016)
*''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)|Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017)
*''[[Il sacrificio del cervo sacro]]'' (2017)
*''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017)
*''[[Monolith (film 2017)|Monolith]]'' (2017)
*''[[Star Wars: Gli ultimi Jedi]]'' (2017)
*''[[Bird Box]]'' (2018)
*''[[L'esorcismo di Hannah Grace]]'' (2018)
*''[[Doctor Sleep (film 2019)|Doctor Sleep]]'' (2019)
*''[[Judy (film)|Judy]]'' (2019)
*''[[Ma (film 2019)|Ma]]'' (2019)
*''[[Star Wars: L'ascesa di Skywalker]]'' (2019)
*''[[Zombieland - Doppio colpo]]'' (2019)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
*''[[The Midnight Sky]]'' (2020)
*''[[Clean (film 2021)|Clean]]'' (2021)
*''[[Infinite (film)|Infinite]]'' (2021)
*''[[Men (film 2022)|Men]]'' (2022)
*''[[Moonfall]]'' (2022)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
*''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023)
*''[[Foglie al vento]]'' (2023)
*''[[Storia di Maria]]'' (2024)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986; ridoppiaggio del 2024)
===Serie animate===
*''[[Nel covo dei pirati con Peter Pan]]'' (1990 - 1991)
*''[[Le situazioni di Lui & Lei]]'' (1998 - 1999)
*''[[Justice League (serie animata)|Justice League]]'' (2001)
*''[[Justice League Unlimited]]'' (2004)
*''[[Claymore]]'' (2007)
*''[[Blue Dragon (serie animata)|Blue Dragon]]'' (2007 – 2009)
===Serie televisive===
*''[[Sant'Agostino (miniserie televisiva)|Sant'Agostino]]'' (2010)
*''[[Maria di Nazaret (miniserie televisiva)|Maria di Nazaret]]'' (2012)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - in corso)
*''[[Under the Dome]]'' (2013 - 2015)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[Daredevil (serie televisiva)|Daredevil]]'' (2015 - in corso)
*''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso)
*''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016 - in corso)
*''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018 - 2020)
*''[[Snowpiercer (serie televisiva)|Snowpiercer]]'' (2020 - in corso)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Andrea, Simone}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Hans-Peter Briegel
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Danyele
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[[File:6633 Hans Peter Briegel (cropped).JPG|thumb|Hans-Peter Briegel (2012)]]
'''Hans-Peter Briegel''' (1955 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio tedesco.
==Citazioni di Hans-Peter Briegel==
*ll salto in lungo era la mia specialità, realizzavo discrete misure, il mio record è stato sette metri e quarantotto. Non me la cavavo male neppure nel triplo: 15 metri e 30. Ma mi piaceva anche correre: sui cento metri facevo 10"80. Per cui mi cimentavo un po' in tutte le specialità. Tanto che riuscii a conquistare ben otto titoli tedeschi juniores: tre nel salto in lungo, altrettanti nel triplo e due nel pentathlon. [...] Ho fatto due sole gare di decathlon, la seconda mi valse il posto d'onore ai campionati tedeschi juniores. Ma ero troppo debole nel giavellotto e nel salto con l'asta. Per questo decisi di smettere con l'[[Atletica leggera|atletica]] e di dedicarmi al calcio. L'atletica era troppo faticosa e poco divertente, e con il calcio guadagnavo di più.<ref>Da un'intervista a ''Il Giornalino''; citato in Paolo Camedda, ''[https://www.goal.com/it/notizie/hans-peter-briegel--il-panzer-che-vinse-lo-scudetto-col-verona-e-oggi-aiuta-i-bambini-messicani/blt57e5874e25735fb7 Hans-Peter Briegel, 'Il Panzer' che vinse lo Scudetto col Verona e oggi aiuta i bambini messicani]'', ''goal.com'', 19 novembre 2021.</ref>
*{{NDR|Sul [[patto di non belligeranza di Gijón]] del 1982 tra Germania Ovest e Austria}} Non è che ci fossimo proprio messi d'accordo. Ma sull'uno a zero quando le due squadre si sono rese conto che erano tutte e due qualificate è stato fatto una sorta di tacito accordo. Uno di quelli che si fanno a metà competizione in molti sport.<ref>Citato in Marco Mensurati, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/01/12/germania-austria-fu-combine-un-giallo-spiegato-25.html Germania-Austria fu combine. Un giallo spiegato 25 anni dopo]'', ''la Repubblica'', 12 gennaio 2007.</ref>
*[...] se dovessi scegliere il momento più alto della mia carriera direi senza dubbio lo [[Serie A 1984-1985|Scudetto]] con l'Hellas nel [[Associazione Calcio Hellas Verona 1984-1985|1985]]: quel titolo fu clamoroso. [...] Eravamo dei totali outsider. Una rosa di soli 17 giocatori, di cui solo 14 impiegati: fu un'impresa perché a quei tempi i migliori giocatori al mondo giocavano tutti in Italia. {{NDR|«Il battesimo del fuoco contro il Pibe, il giorno del suo esordio in Serie A»}} [...]. Perdevamo 1-0, la ribaltammo 3-1. Era solo la prima giornata ma sapevamo già che la scintilla era scattata: siamo stati in testa tutto il campionato, dalla prima all'ultima partita.<ref>Da Alessandro Schiavone (a cura di), ''[https://grandhotelcalciomercato.com/it/briegel-hellas-verona-germania-italia-intervista Briegel: "Scudetto con l'Hellas clamoroso. Mondiali? Italia quasi umiliata"]'', ''grandhotelcalciomercato.com''.</ref>
{{Int|''Il poeta e il contadino''|Intevista di [[Gianni Minà]], ''Guerin Sportivo'' n. 15 (586), 9-15 aprile 1986, pp. 26-31.}}
*Prima delle gare di atletica leggera non avevo particolari emozioni. La nausea è cominciata con il calcio, alla vigilia delle partite, importanti e non. Credo sia un male dal quale non si può sfuggire. Con gli anni ho imparato a neutralizzarlo. Ma solo in parte, perché io prima e dopo una partita di calcio sto male. È più forte di me.
*Rummenigge afferma che io prima di una partita mangio sempre almeno due bambini. È male informato. Per problemi di linea, ora sono costretto a mangiarne soltanto uno.
*Io sono di quelli che hanno voglia di vincere, sempre, in qualunque situazione. Persino quando la squadra ce la fa, se ho giocato male io sono di umore pessimo. Perché il calcio, anche se lo giochi in undici, è sempre un cimento particolare, una lotta con te stesso. Hanno un bel dire che è un gioco collettivo; ognuno di noi, se è sincero, deve confessare che la felicità è un sentimento legato al proprio rendimento, prima ancora di considerare il risultato ottenuto dalla squadra.
*Non ho vinto molto nella mia vita, e questa è stata sempre un po' la mia frustrazione, considerato il carattere che ho. [...] Forse è stata questa sete di vittoria non completamente appagata, a spingermi a venire in Italia. Le mie esperienze in Germania erano state molte, ma non sempre premiate. Era ora di cambiare. Ho detto alla mia ragazza: ti va di andare in Italia? Mi ha risposto: perché no?, e mi sono ritrovato a Verona, nella terra di Romeo e Giulietta. Ho dovuto persino rifare la scena del balcone: io sotto e la mia ragazza con la treccia, tutto per la televisione tedesca, una vergogna, non lo rifarei più. Ma sai, i tedeschi non hanno grande fantasia...
*Quando sono arrivato a Verona, per la prima volta ho scoperto che convivere con una ragazza senza sposarla, è per certe regioni d'Italia ancora un fatto singolare, chiacchierato. Non so se si tratti di moralismo o puritanesimo. Certo è stato subito un modo per capire che avevo cambiato Paese, che dovevo comprendere il nuovo ambiente dove ero arrivato. Un giorno o l'altro la mia ragazza la sposerò, su questo siamo d’accordo, ma che gliene importa alla gente se lo farò? Forse sono i preconcetti del calcio italiano, le paure degli allenatori, dei dirigenti. La cosa più divertente è che tutti mi consigliano continuamente di sposarmi. Qualche volta mi viene persino da ridere. Ma perché non si fanno gli affari loro?
*Ogni tanto mi chiedo perché non tutti i calciatori abbiano la forza di andare dall'allenatore per chiedergli le ragioni delle cose che non approvano. Io invece lo faccio da tempo. [...] Io, se non sono d'accordo, vado e dico: questo non mi piace. E lui mi deve convincere, se no io non me ne vado. [...] io soffro la partita e quindi non è giusto che debba sopportare anche l'incomprensione.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Briegel, Hans-Peter}}
[[Categoria:Allenatori di calcio tedeschi]]
[[Categoria:Calciatori tedeschi]]
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Glauco Onorato
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Glauco Onorato.jpg|thumb|Glauco Onorato in ''[[W Django!]]'' (1971)]]
'''Glauco Onorato''' (1936 – 2009), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Glauco Onorato==
*Ci aiuta molto l'attore che doppiamo [...] Io per esempio doppio [[Anthony Quinn]], doppiavo [[Lino Ventura]], doppio [[James Coburn]], [[Lee Marvin]]. Erano tutti attori talmente bravi loro in originale. Noi avendoli per in cuffia, perché sentivamo in cuffia l'originale, quando si doppia si usa la cuffia, no? E loro ci aiutavano molto. E poi istintivamente si è portati ad alzare o ad abbassare poi il tono della voce a seconda di com'è la voce originale dell'attore.<ref name= Fazio>Ripresa l'intervista di Fabio Fazio durante il programma radiofonico per RaiStereoUno “Musica ieri e oggi” , ''Enciclopedia del doppiaggio'', 23 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=-_oHpt4KFMc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Io avendo una voce abbastanza profonda, mi fanno sempre doppiare ruoli se non di duri anche di cattivi.<ref name=Fazio/>
*Noi doppiatori, anche se c'è un luogo comune di credere che siamo delle persone facoltose che guadagnano molto... noi guadagniamo pochissimo abbiamo delle paghe che risalgono dal '74 [...] Vabbè e quindi abbiamo bisogno di lavorare continuamente.<ref name=Fazio/>
*{{NDR|Alla domanda se la sua voce è stata sempre così}} No, no è proprio così romana da sempre, noi romani abbiamo la voce così.<ref name=Fazio/>
==Citazioni su Glauco Onorato==
*Uno dei suoi più grandi insegnamenti è stato quello di recitare come si parla nella vita. Lui era molto romano, era la voce di Bud Spencer, no? Per chi magari non lo sapesse e di tanti altri, anche di [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]], eccetera. Lui mi diceva sempre, in romanaccio, me lo diceva: ''Ahó, a Riccà, se vuoi imparà a recità, devi parlà come magni''. Capito? Mi diceva così. Ed è vero. È un po' quello che dice [[William Shakespeare|Shakespeare]] nell'''Amleto'', quello che dice [[Carlo Goldoni|Goldoni]] nel ''Teatro comico'', è la stessa cosa. Bisogna imitare la natura, quindi bisogna essere naturali nella recitazione. Non bisogna mai recitare troppo.
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[I quattro dell'Ave Maria]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' (1970)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[...Più forte ragazzi!]]'' (1972)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[...altrimenti ci arrabbiamo!]]'' (1974)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Guerre stellari (film 1977)|Guerre stellari]]'' (1977)
*''[[La banda del trucido]]'' (1977)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Pari e dispari (film)|Pari e dispari]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[L'uomo puma]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Rocky III]]'' (1982)
*''[[Cane e gatto (film)|Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Nati con la camicia]]'' (1983)
*''[[Ipotesi sopravvivenza]]'' (1984)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[Terminator]]'' (1984)
*''[[Urla del silenzio]]'' (1984)
*''[[Commando]]'' (1985)
*''[[Tex e il signore degli abissi]]'' (1985)
*''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Platoon]]'' (1986)
*''[[Arma letale]]'' (1987)
*''[[Predator]]'' (1987)
*''[[Arma letale 2]]'' (1989)
*''[[Ghost - Fantasma]]'' (1990)
*''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990)
*''[[Tartarughe Ninja alla riscossa (film)|Tartarughe Ninja alla riscossa]]'' (1990)
*''[[Il proiezionista]]'' (1991)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' (1992)
*''[[Alien3]]'' (1992)
*''[[Nel centro del mirino]]'' (1993)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[True Lies]]'' (1994)
*''[[GoldenEye (film 1995)|GoldenEye]]'' (1995)
*''[[Nome in codice: Broken Arrow]]'' (1996)
*''[[Space Jam]]'' (1996)
*''[[Il domani non muore mai]]'' (1997)
*''[[Linea di sangue (film 1997)|Linea di sangue]]'' (1997)
*''[[Arma letale 4]]'' (1998)
*''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998)
*''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999)
*''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999)
*''[[Il gladiatore]]'' (2000)
*''[[A Beautiful Mind]]'' (2001)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[L'ultimo regalo]]'' (2006)
*''[[Una notte al museo]]'' (2006)
*''[[La bussola d'oro (film)|La bussola d'oro]]'' (2007)
*''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953; riddoppiaggio 1986)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Basil l'investigatopo]]'' (1986)
*''[[Oliver & Company]]'' (1988)
*''[[Princess Mononoke]]'' (1997)
*''[[Dinosauri (film)|Dinosauri]]'' (2000)
*''[[Lilo & Stitch]]'' (2002)
*''[[Provaci ancora, Stitch!]]'' (2003)
{{div col end}}
====Serie televisive====
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998)
==Voci correlate==
*[[Riccardo Niseem Onorato]] – figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Onorato, Glauco}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Massimo De Ambrosis
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/* Film */
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text/x-wiki
'''Massimo De Ambrosis''' (1964 – vivente), attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni di Massimo De Ambrosis ==
*È la cosa fondamentale {{NDR|per imparare a doppiare}}: si ascolta e si riprova di rifare. Nessuno inventa nulla, hanno già inventato tutto. Bisogna solo rifare quelle cose.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 27 novembre 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=sZyRLfxnHGQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Ho fatto teatro fino intorno ai trent'anni e poi per fare teatro bisogna essere un po' "zingari" e li si fanno anche scelte personali.<ref name= Razza/>
*No. Odio andare in [[automobile]], per i viaggi oltre i 100 km vorrei prendere l'aereo. Il tele-trasporto è l'auto dei miei sogni.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref>
*[[Doppiatore|Questo]] è un mestiere fatto di ladri, un mestiere di furti. Si ruba tutto. Si rubano le intonazioni. Si rubano i suoni dagli altri, da quelli che li sanno fare. E poi vanno fatti propri e rielaborati. Questa è una cosa importantissima, secondo me.<ref name= Razza/>
*Questo lavoro se sei bravo, lo continui a farlo, se non sei bravo non vai da nessuna parte.<ref name= Razza/>
*{{NDR|il [[doppiaggio]]}} Un lavoro da sorci chiusi in sale buie sottoterra a fare qualcosa che non deve essere visto, che non deve essere sentito. Il massimo per un doppiatore è non farsi notare. Se uno spettatore vede un film e non nota il doppiaggio, ha raggiunto il massimo del suo scopo. Quindi un lavoro da sorci.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Brian di Nazareth]]'' (1979)
*''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983)
*''[[Mystic Pizza]]'' (1988)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[Philadelphia (film)|Philadelphia]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Il primo cavaliere]]'' (1995)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997)
*''[[Geremia il profeta]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[Out of Sight]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Fight Club]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Moulin Rouge!]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Duetto a tre]]'' (2002)
*''[[Equilibrium]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Una settimana da Dio]]'' (2003)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004)
*''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005)
*''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)
*''[[Il vento del perdono]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Stealth - Arma suprema]]'' (2005)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Little Miss Sunshine]]'' (2006)
*''[[Disturbia]]'' (2007)
*''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007)
*''[[Juno]]'' (2007)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Redacted]]'' (2007)
*''[[Saw IV]]'' (2007)
*''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007)
*''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007)
*''[[Un'impresa da Dio]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Hancock]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[RocknRolla]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[La dura verità]]'' (2009)
*''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011)
*''[[Lanterna Verde (film)|Lanterna Verde]]'' (2011)
*''[[Candidato a sorpresa]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Come ti spaccio la famiglia]]'' (2013)
*''[[Gli stagisti]]'' (2013)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Calvario (film)|Calvario]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[Arrival (film)|Arrival]]'' (2016)
*''[[Midnight Special - Fuga nella notte]]'' (2016)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[Shark - Il primo squalo]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019)
*''[[The Irishman]]'' (2019)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
*''[[Army of the Dead]]'' (2021)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001)
*''[[Porco Rosso]]'' (2002)
*''[[Le follie di Kronk]]'' (2005)
*''[[Ratatouille]]'' (2007)
*''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009)
*''[[Piovono polpette]]'' (2009)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
*''[[Si alza il vento]]'' (2013)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993)
*''[[Cowboy Bebop]]'' (1998-1999)
*''[[Great Teacher Onizuka]]'' (1999-2000)
*''[[Kill la Kill]]'' (2013-2014)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Friends]]'' (1994-2004)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003-2008)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso)
*''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015-2019)
*''[[La casa di carta]]'' (2017-2021)
*''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Luciano De Ambrosis]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Ambrosis, Massimo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Rita Savagnone
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Spinoziano
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/* Doppiatrice */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Rita Savagnone 1973.jpg|miniatura|Rita Savagnone nel 1973 ]]
'''Rita Savagnone''' (1939 – vivente), attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.
==Citazioni di Rita Savagnone==
*Allora era un gruppo molto ristretto che faceva il [[doppiaggio]], che diciamo per quarant'anni almeno, ha dominato, ha avuto questo privilegio di dominare, non passava nessuno dalle maglie della famosa C.D.C..<ref name= Raffo>Intervista di Riccardo Raffo ''SDAC - Scuola D'Arte Cinematografica di Genova'', 16 novembre 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=_NSaYtG6OQ4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Della Simoneschi è stato detto tutto, sempre troppo poco rispetto a quanto merita, però è stato detto tutto della sua infinita capacità di sviluppare personaggi e attrici anche diversissime tra di loro. Ecco forse in questo senso possono un pochino paragonarmi a lei. Questo, questo mi fa piacere. Un aspetto che mi fa piacere. E quindi in grado di affrontare attrici come [[Vivien Leigh]] di Rossella di ''[[Via col vento]]'' a centomila diverse anche in caratteri che lei copriva perfettamente.<ref name= Cola>Intervista di Gerardo Di Cola ''enciclopediadeldoppiaggio'', 27 febbraio 2020. [https://www.youtube.com/watch?v=KgiF5T6GRXY Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*I doppiaggi dei cartoni animati fatti dalla Simoneschi, che sono un'infinità e sono uno più bello dell'altro. Sono lezioni di pura recitazione. Ne citerò in ordine sparso, perché non me li ricordo neanche tutti. I doppiaggi dei primi [[Walt Disney Animation Studios|film]] di [[Walt Disney]] erano dei capolavori dal punto di vista tecnico, dal punto di vista artistico. I dialoghi venivano composti, creati da [[Roberto De Leonardis|De Leonardis]] che era un grande dialoghista. Le canzoni venivano rese in italiano da bravissimi cantanti, ma molte volte quando l'attore era in grado di cantare, come la Simoneschi, erano loro stessi. E allora noi abbiamo quel gioiello per esempio, dico il primo che mi viene in mente, in [[Cenerentola]]: lei è la Fatina Smemorina. Quella era [[Lydia Simoneschi]]. Il famoso ''Bidibi Bodibi Bu'', compresa la canzone era lei che cantava ed era meravigliosa. ''Bidibi Bodibi Bu'' lei era eccezionale. Altra cosa eccezionale, parecchi anni dopo, era Maga Magò. Maga Magò nella ''[[La spada nella roccia|Spada nella roccia]]'' sarebbe da mettere su carta da musica e da studiare per l'infinità di toni e tonalità, che c'erano peraltro nell'originale, che lei è stata capace di riprodurre. Andando dalle note acutissime a quelle scurissime, quasi da basso, con una versatilità con un'inventiva. Un pezzo eccezionale.<ref name= Cola/>
*Il doppiaggio è una brutta bestia e quindi io tanti ragazzi che lo fanno, cerco di convincerli a cambiare… a cambiare idea.<ref name= Raffo />
*Oggi forse c'è una piattezza in un certo senso, perché sono tutti molto più bravi. Un tempo erano bravi pochi, poi c'erano quelli un po' meno bravi, ma comunque bravi. E poi c'erano quelli... i [[Attore caratterista|caratteristi]] piccoli, la massa, le piccole cose, per le piccole battute. Adesso questo non c'è più. Adesso c'è una sorta di uniformità di ottimo livello, di buono livello a volte di ottimo, in cui spicca qualcuno molto, molto bravo.<ref name= Raffo/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[I figli di Medea]]'' (1959)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
===Doppiatrice===
{{div col|strette}}
*''[[Anna Christie]]'' (1930)
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[L'uomo di paglia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Il bell'Antonio]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Viaggio allucinante]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Il giorno della civetta]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Medea (film 1969)|Medea]]'' (1969)
*''[[Un uomo da marciapiede]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'' (1970)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[Le monache di Sant'Arcangelo]]'' (1973)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[Scene da un matrimonio]]'' (1973)
*''[[Storia di una monaca di clausura]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassino sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Il giocattolo]]'' (1979)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[La casa]]'' (1981)
*''[[Scontro di titani]]'' (1981)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[I bostoniani]]'' (1984)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Il re leone]]'' (1994)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996)
*''[[Romeo + Giulietta di William Shakespeare]]'' (1996)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Il mandolino del capitano Corelli]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[A proposito di Schmidt]]'' (2002)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[Dogville]]'' (2003)
*''[[Birth - Io sono Sean]]'' (2004)
*''[[Il re leone 3 - Hakuna Matata]]'' (2004)
*''[[Manderlay]]'' (2005)
*''[[Melissa P. (film)|Melissa P.]]'' (2005)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Fringe]]'' (2008-2013)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Letters to Juliet]]'' (2010)
*''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013)
*''[[La storia della principessa splendente]]'' (2013)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Claudio Abbado]], cugino
*[[Alessia Amendola]], nipote
*[[Claudio Amendola]], figlio
*[[Ferruccio Amendola]], ex marito
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Savagnone, Rita}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Davide Perino
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Skekzilla
17056
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Davide perino castello osasco sentieri tolkieniani 2014 giuria cosplay.jpg|miniatura|Davide Perino nel 2014]]
'''Davide Perino''' (1981 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Davide Perino==
*Consiglio di guardarsi dai corsi in cui gli insegnanti non sono conosciuti, perché sicuramente saranno persone che conoscono la dizione alla perfezione, sono molto precisi nella parlata, magari sono degli speaker, però non sono degli attori. Quindi quando ti devono trasmettere qualche cosa, farti tirare fuori i sentimenti… eh, li serve un attore per farlo, qualcuno che vive nel settore tutti i giorni. Quindi raccomando di fare caso a chi è l’insegnante di ruolo o quelli che si alternano.<ref name=Sarascrive>Dall'intervista, ''[http://www.sarascrive.com/intervista-al-doppiatore-davide-perino/ Intervista al doppiatore Davide Perino]'', ''Sarascrive.com'', 4 Novembre 2019.</ref>
*[[La bella e la bestia (film 1991)|La Bella e La Bestia]] mi è molto caro, non solo perché fu il mio primo progetto importante, ma anche perché fu l’ultimo cartone animato disegnato a mano, ed il primo cartone animato in cui avevano inserito una scena al computer {{NDR|si riferisce alla scena del ballo}}. Rappresenta la chiusura di un’era e l’inizio di un’altra. Lo ricorderò sempre come una cosa incredibile.<ref name=Sarascrive/>
*La gavetta l’ho fatta nell’infanzia. I miei insegnanti sono stati i doppiatori dell’epoca, le colonne portanti di questo mestiere, che mi stavo intorno come [[Cesare Barbetti|Barbetti]], [[Manlio De Angelis|De Angelis]]… i grandi da cui ho imparato. È come lo sport agonistico: se tu inizi a cinque anni sei avvantaggiato, sei lo inizi a 20-25 è la stessa cosa di andare sul tartan e dire “Mr, sono pronto, mi faccia giocare” e quello risponde “hai iniziato sei mesi fa, dove vuoi andare?”. Non puoi competere con chi lo fa da tempo. Questa è la differenza fra chi lo fa da sempre e chi inizia da poco.<ref name=Sarascrive/>
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Elena Perino]], sorella
*[[Gianfranco Bellini]], nonno
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[The Wiz]]'' (1978)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993)
*''[[Un mondo perfetto]]'' (1993)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]'' (1996)
*''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998)
*''[[Scoprendo Forrester]]'' (2000)
*''[[Donnie Darko]]'' (2001)
*''[[Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello]]'' (2001)
*''[[Never Back Down - Mai arrendersi]]'' (2001)
*''[[Clockstoppers]]'' (2002)
*''[[Il club degli imperatori]]'' (2002)
*''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002)
*''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003)
*''[[Thirteen - 13 anni]]'' (2003)
*''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[A History of Violence]]'' (2005)
*''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005)
*''[[Ogni cosa è illuminata]]'' (2005)
*''[[Bobby]]'' (2006)
*''[[High School Musical]]'' (2006)
*''[[Superman Returns]]'' (2006)
*''[[The Fast and the Furious: Tokyo Drift]]'' (2006)
*''[[Disturbia]]'' (2007)
*''[[Hostel: Part II]]'' (2007)
*''[[Juno]]'' (2007)
*''[[Leoni per agnelli]]'' (2007)
*''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007)
*''[[Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'' (2007)
*''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007)
*''[[21 (film)|21]]'' (2008)
*''[[Gran Torino]]'' (2008)
*''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'' (2008)
*''[[Milk]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008)
*''[[Benvenuti a Zombieland]]'' (2009)
*''[[Blindato]]'' (2009)
*''[[Carriers - Contagio letale]]'' (2009)
*''[[Fanboys]]'' (2009)
*''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009)
*''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009)
*''[[Il domani che verrà - The Tomorrow Series]]'' (2010)
*''[[Kick-Ass (film)|Kick-Ass]]'' (2010)
*''[[The Social Network]]'' (2010)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Knockout - Resa dei conti]]'' (2011)
*''[[Melancholia]]'' (2011)
*''[[Super 8]]'' (2011)
*''[[Transformers 3]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Battleship]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[Looper]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Blue Jasmine]]'' (2013)
*''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013)
*''[[Gli stagisti]]'' (2013)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
*''[[Kick-Ass 2 (film)|Kick-Ass 2]]'' (2013)
*''[[La vita di Adele]]'' (2013)
*''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' (2013)
*''[[Nymphomaniac]]'' (2013)
*''[[Snowpiercer]]'' (2013)
*''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'' (2014)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[Fury (film 2014)|Fury]]'' (2014)
*''[[It Follows]]'' (2014)
*''[[La teoria del tutto]]'' (2014)
*''[[Still Alice]]'' (2014)
*''[[The Imitation Game]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015)
*''[[Il sapore del successo]]'' (2015)
*''[[Joker - Wild Card]]'' (2015)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
*''[[Arrival (film)|Arrival]]'' (2016)
*''[[Autopsy (film 2016)|Autopsy]]'' (2016)
*''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016)
*''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016)
*''[[Star Trek Beyond]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016)
*''[[Borg McEnroe]]'' (2017)
*''[[Chiamami col tuo nome]]'' (2017)
*''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018)
*''[[Samson - La vera storia di Sansone]]'' (2018)
*''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019)
*''[[It - Capitolo due]]'' (2019)
*''[[Midsommar - Il villaggio dei dannati]]'' (2019)
*''[[Unplanned - La storia vera di Abby Johnson]]'' (2019)
*''[[Vivarium (film)|Vivarium]]'' (2019)
*''[[Zombieland - Doppio colpo]]'' (2019)
*''[[Being the Ricardos]]'' (2021)
*''[[Infinite (film)|Infinite]]'' (2021)
*''[[Megan]]'' (2022)
*''[[Smile (film 2022)|Smile]]'' (2022)
*''[[Tin & Tina]]'' (2023)
*''[[The Substance]]'' (2024)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
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===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989)
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
*''[[La sirenetta II: ritorno agli abissi]]'' (2000)
*''[[Oltre le nuvole, il luogo promessoci]]'' (2004)
*''[[9 (film 2009)|9]]'' (2009)
*''[[Hotel Transylvania]]'' (2012)
*''[[Big Hero 6 (film)|Big Hero 6]]'' (2014)
*''[[Gli eroi del Natale]]'' (2017)
*''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019)
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===Serie animate===
{{div col|strette}}
*''[[Mobile Suit Gundam]]'' (1979 - 1980)
*''[[Boogiepop Phantom]]'' (2000)
*''[[Nana]]'' (2000 - in corso)
*''[[Noein]]'' (2005 - 2006)
*''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'' (2006)
*''[[La malinconia di Haruhi Suzumiya]]'' (2006)
*''[[The Spectacular Spider-Man (serie animata)|The Spectacular Spider-Man]]'' (2008 - 2010)
*''[[The Cleveland Show]]'' (2009 - 2013)
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===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Le avventure del giovane Indiana Jones]]'' (1992 - 1996)
*''[[Malcolm]]'' (2000 - 2006)
*''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007)
*''[[Kyle XY]]'' (2006 - 2009)
*''[[Gossip Girl]]'' (2007 - 2012)
*''[[Skins]]'' (2007 - 2013)
*''[[Teen Angels]]'' (2007 - 2010)
*''[[Shameless]]'' (2011 - 2021)
*''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'' (2014)
*''[[A.D. - La Bibbia continua]]'' (2015)
*''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]'' (2015 - 2021)
*''[[The Chosen (serie televisiva)|The Chosen]]'' (2017 - in corso)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Perino, Davide}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Renato Turi
0
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2026-07-22T08:19:33Z
Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Renato Turi.jpg|miniatura|Renato Turi nel 1957]]
''' Renato Turi''' (1920 – 1991), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni su Renato Turi ==
*Renato Turi era il direttore della cooperativa della CVD, nella quale ero entrato agli inizi. Era il nostro padrone, diciamo... padre e padrone. [[Walter Matthau]] l'aveva sempre doppiato lui. Renato era una persona... Renato? Il signor Turi, era una persona come quelli di cui oggi si è perso lo stampo. Molto severo, molto... però persona profondamente onesta. C'è un episodio che io mi ricordo, che una volta quando vinciamo... un periodo di ferie del doppiaggio, io uscivo da casa, lui passava, mi fermò e disse: "Biondi, venga qua". Mi fece un assegno. "Le devo dare un premio per un film che ha doppiato, molto bravo". Mi staccò un assegno, neanche piccolo poi, cosa di cui poteva fare benissimo a meno perché io avevo lavorato a tariffa, insomma. E quindi era un personaggio... E quando morì, e quindi non poteva più doppiare Matthau, si fecero dei provini dove vinsi. Io ero molto intimorito più che da Walter Matthau proprio dal fatto che era appiccicato proprio alla voce di Turi. ([[Pietro Biondi]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Donne e veleni]]'' (1948)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La paura fa 90]]'' (1951)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La meteora infernale]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il vampiro del pianeta rosso]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Prendi i soldi e scappa]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971)
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'' (1973)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
====Serie televisive====
*''[[Mork & Mindy]]'' (1978 - 1982)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{stub}}
{{DEFAULTSORT:Turi, Renato}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Alessandro Campaiola
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Skekzilla
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Alessandro Campaiola.jpeg|miniatura|Alessandro Campaiola]]
'''Alessandro Campaiola''', noto anche con lo pseudonimo di '''Alessandro Ward''' (1992– vivente), doppiatore italiano.
==Citazioni di Alessandro Campaiola==
*[…] il doppiaggio è un lavoro che ti prende a tempo pieno e per tanti inizia proprio da bambini, e i miei non volevano che io diventassi un bambino lavoratore, quindi ne ho sempre fatto veramente molto poco, per qualche anno poi ho abbandonato fino ai quindici/sedici anni, quando ho deciso di intraprendere questa via perché volevo recitare. Quale miglior via del doppiaggio che ci da la possibilità di recitare su tantissime cose diverse tutti i giorni?<ref name=4gamehz>Dall'intervista di 4gamehz, ''[https://www.4gamehz.com/2019/07/04/intervista-allattore-e-doppiatore-alessandro-campaiola/ Intervista all'attore e doppiatore Alessandro Campaiola]'', ''4gamehz.com'', 4 Luglio 2019.</ref>
*[…] il videogioco ha la peculiarità che non vedi quasi mai quello che stai doppiando perché si doppia su delle onde vocali dei doppiatori originali, quindi devi seguire gli stessi tempi, le stesse intenzioni solo sentendo il suono. La differenza tra le serie TV e i film sta nella rapidità, nel senso che con i tempi che abbiamo oggi, una serie TV viene curata in un certo modo ed il film in un altro, per fare un film si impiega più tempo rispetto ad una serie TV.<ref name=4gamehz/>
*La differenza tra un cartone animato e un prodotto cinematografico e/o televisivo è che il cartone da una parte è più difficile perché dobbiamo dare molta più energia per renderli vivi, ma anche più facile perché in un cartone (a differenza di un prodotto con persone in carne ed ossa in cui dobbiamo andare a sync) non ci sono le labiali.<ref name=4gamehz/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Super 8]]'' (2008)
*''[[Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe]]'' (2013)
*''[[Kick-Ass 2 (film)|Kick-Ass 2]]'' (2013)
*''[[God's Not Dead]]'' (2014)
*''[[Kingsman - Secret Service]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016)
*''[[Lady Bird (film)|Lady Bird]]'' (2017)
*''[[Billionaire Boys Club (film 2018)|Billionaire Boys Club]]'' (2018)
*''[[Unfriended: Dark Web]]'' (2018)
*''[[Velvet Buzzsaw]]'' (2019)
*''[[X-Men - Dark Phoenix]]'' (2019)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020)
*''[[The Hater]]'' (2020)
*''[[La guerra di domani (film 2021)|La guerra di domani]]'' (2021)
*''[[Storia di Maria]]'' (2024)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Akira (film)|Akira]]'' (1988; ridoppiaggio 2018)
===Serie animate===
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - 2023)
*''[[Kiseiju - L'ospite indesiderato]]'' (2014 - 2015)
*''[[Death Parade]]'' (2015)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[The Flash (serie televisiva)|The Flash]]'' (2014 - in corso)
*''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015)
*''[[Shadowhunters (serie televisiva)|Shadowhunters]]'' (2016 - 2019)
*''[[L'alienista (serie televisiva)|L'alienista]]'' (2018)
*''[[Sex Education]]'' (2019 - in corso)
*''[[WandaVision]]'' (2021)
*''[[One Piece (serie televisiva)|One Piece]]'' (2023)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Andrea Ward]], zio
*[[Luca Ward]], zio
*[[Monica Ward]], madre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Campaiola, Alessandro}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Sergio Graziani
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Sergio Graziani 1974.jpg|miniatura|Sergio Graziani nel 1974]]
'''Sergio Graziani''' (1930 – 2018), doppiatore, direttore del doppiaggio e attore italiano.
==Citazioni di Sergio Graziani==
*Con la [[Lydia Simoneschi|Simoneschi]] ho fatto tanti film ed era bravissima, bravissima e io cercavo di imparare da lei.<ref name= Cinema>Dal Festival Nazionale del doppiaggio “Le Voci Del Cinema” edizione 2018, ''Doppiatori Italiani'', 16 marzo 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=PpuSgJiK_A8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*[[Via col vento]] aveva le voci originali di Lydia Simoneschi ed [[Emilio Cigoli]], nel ridoppiaggio del 1977 la voce di [[Ada Maria Serra Zanetti]] ha sostituito Lydia Simoneschi molto egregiamente, purtroppo Cigoli non ha avuto lo stesso trattamento dalla voce di Luigi Vannucchi.<ref name= Cinema/>
==Citazioni su Sergio Graziani==
*Graziani era ed è tuttora un attore. Io ho avuto la possibilità di lavorare con lui per la prima volta credo pochi anni fa , quindi insomma avevo già una trentina d'anni di carriera sulle spalle ... a me mi tremavano le gambe stare a leggere con lui, perché mi sentivo proprio sotto schiaffo, un mostro sacro. Sapevo che dovevo dare il 100% per tentare di arrivare alla sua altezza. Lui era un grandissimo. ([[Francesco Prando]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Il sogno della farfalla]]'' (1994)
*''[[Francesco (miniserie televisiva 2002)|Francesco]]'' (2002)
*''[[Bakhita - La santa africana]]'' (2009)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1931)
*''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932)
*''[[La mummia (film 1932)|La mummia]]'' (1932)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[La stirpe dei dannati]]'' (1964)
*''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Saul e David]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Quién sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo, una donna]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[Il giorno della civetta]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[L'albero di Natale]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[Socrate (film)|Socrate]]'' (1970)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Sacco e Vanzetti (film 1971)|Sacco e Vanzetti]]'' (1971)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Le cinque giornate]]'' (1973)
*''[[Le monache di Sant'Arcangelo]]'' (1973)
*''[[Storia di una monaca di clausura]]'' (1973)
*''[[Il bianco, il giallo, il nero]]'' (1974)
*''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974)
*''[[Emanuelle nera]]'' (1975)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Signore e signori, buonanotte]]'' (1976)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[Quell'oscuro oggetto del desiderio]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Terrore dallo spazio profondo]]'' (1978)
*''[[Caligola (film)|Caligola]]'' (1979)
*''[[Giallo napoletano]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987)
*''[[Secondo Ponzio Pilato]]'' (1987)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[La notte e la città]]'' (1992)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994)
*''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995)
*''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995)
*''[[Virus letale]]'' (1995)
*''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Spy (film 1996)|Spy]]'' (1996)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997)
*''[[La maschera di Zorro]]'' (1998)
*''[[Vampires]]'' (1998)
*''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Return to Me]]'' (2000)
*''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001)
*''[[Blade II]]'' (2002)
*''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003)
*''[[Blade: Trinity]]'' (2004)
*''[[Evilenko]]'' (2004)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[L'ultimo regalo]]'' (2006)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[A Serious Man]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957 - 1959)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995)
*''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Graziani, Sergio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Conte Dracula
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Stoker - Dracula, Sonzogno, Milano, 1922 (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula illustrato sulla copertina della prima edizione italiana di ''Dracula'']]
'''Conte Dracula''', personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da [[Bram Stoker]].
==Citazioni del Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
[[File:Dracula 1902 Doubleday (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in un'edicola illustrata del 1902]]
*Benvenuto nella mia casa. Entrate liberamente. Andate tranquillo, e date a questo luogo qualcosa della felicità che recate con voi!
*State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica! [...] Ah, signore, voi che vivete in città non potete far vostri i sentimenti di un cacciatore.
*Sono arrivato a conoscere la vostra grande Inghilterra, e conoscerla vuol dire amarla. Non vedo l'ora di trovarmi anch'io nelle strade affollate della vostra sterminata città, di essere preso nel vortice e nella frenesia di quella umanità, condividerne la vita, i mutamenti, la morte, e tutto ciò che ne fa quello che è.
*Io so che a Londra, andando in giro e parlando, nessuno mancherebbe di accorgersi che sono uno [[straniero]]. Questo non mi basta. Qui sono un nobiluomo. Sono un [[Boiardo (storia)|boiaro]]. Tutti mi conoscono, sanno che io sono il signore e padrone. Ma uno straniero in terra straniera non è nessuno. La gente non lo conosce, e non essere conosciuto vuol dire non avere importanza. Mi basterebbe essere come chiunque altro, in modo che nessuno si fermi quando mi vede, o smetta di parlare se sente le mie parole. 'Ah, ah! Uno straniero!' Sono stato un signore e padrone così a lungo che pretenderei di continuare a esserlo, o – se non altro – che nessuno possa dirsi signore o padrone sopra di me.
*Qui siamo in [[Transilvania]], e la Transilvania non è l'Inghilterra. I nostri usi e costumi non sono i vostri, e a voi molte cose appariranno strane.
*Questa regione è stata contesa per secoli tra i valacchi, i sassoni e i turchi. E dunque non vi è zolla di terra che non si sia impreziosita del sangue di uomini, patrioti o invasori.
*Vengo da una vecchia famiglia, e il vivere in una casa moderna mi ucciderebbe. Una casa non può essere resa abitabile in un giorno, e dopo tutto, quanti pochi giorni concorrono a fare un secolo!
*Un nobile transilvano non ama pensare che le sue ossa possono giacere accanto a quelle di comuni mortali.
*Io non inseguo l'[[allegria]] e le risa, né amo la luminosa voluttà del troppo sole e delle acque cristalline. Non sono più giovane, e il mio cuore, logorato da anni di lutto per i tanti morti, mal si intona all'allegria.
*Io amo le ombre, e quando posso preferisco star solo con i miei pensieri.
*Noi [[Siculi (Transilvania)|szekely]] abbiamo il diritto di essere orgogliosi, perché nelle nostre vene scorre il sangue di molte audaci razze che hanno combattuto come combatte il leone, per il predominio sugli altri. Qui, crogiuolo delle razze europee, le tribù ugre hanno portato dall'Islanda lo spirito combattivo che era stato dato loro da [[Thor]] e da [[Odino|Wodin]], i cui [[Berserkr|berseker]]s hanno dato prova tanto crudele su tutte le spiagge d'Europa; sì, e d'Asia e d'Africa, che le genti pensavano che fossero nientemeno che lupi mannari. Anche qui, quando sono arrivati, vi hanno trovato gli [[unni]], la cui furia battagliera aveva spazzato la Terra come una fiamma vivente, fino a che quei popoli morenti non si sono ricordati che nelle loro vene scorreva il sangue delle antiche streghe che, cacciate dalla [[Scizia]], si erano unite con i demoni nel deserto. Pazzi, pazzi! Quale demone o quale strega poteva competere con [[Attila]], il cui sangue anima queste vene?
*C'è forse da stupirsi che fossimo una razza di conquistatori, che fossimo orgogliosi, e che quando i magiari, i lombardi, gli avari, i bulgari, o i turchi si spinsero a migliaia a minacciare le nostre frontiere li abbiamo respinti? È forse strano che quando [[Árpád d'Ungheria|Arpad]] e le sue legioni hanno invaso la patria ungherese abbiano trovato noi qui, sulle nostre frontiere, e qui si sia compiuto l'Honfoglalás? E quando gli ungheresi dilagarono verso oriente, gli szekely, acclamati consanguinei dei magiari vittoriosi, per secoli ebbero il compito di difendere le frontiere con la terra dei turchi.
*Chi ha riscattata la grande vergogna della mia nazione, l'[[Seconda battaglia del Kosovo|onta di Cossova]], quando le bandiere dei valacchi e dei magiari furono umiliate nella polvere davanti alla Mezzaluna? Chi, se non un Voivoda della mia razza,<ref>[[Vlad III di Valacchia]]</ref> osò traversare il Danubio per sconfiggere il turco sul suo stesso terreno? Fu un Dracula, certo! Maledetto invece il suo indegno fratello,<ref>[[Radu III il Bello]]</ref> che – lui caduto – vendette al turco il proprio popolo piegandolo alla vergogna della schiavitù! E non fu proprio lui, Dracula il Voivoda, a ispirare quell'altro germoglio della sua stirpe<ref>[[Michele il Coraggioso]]</ref> che in altro e successivo momento di nuovo portò e riportò le sue lance al di là del grande fiume, nella terra dei turchi, che, una volta respinto con la forza, tornò e ritornò, lui solo sfuggito al campo insanguinato dove le sue truppe erano state macellate, ben sapendo che egli solo avrebbe alla fine trionfato? Si è detto che egli abbia pensato solo a se stesso. Bah! A che cosa serve un esercito di contadini senza una guida? A che cosa conduce una guerra senza un cervello e un cuore a dirigerla? E ancora: quando dopo la [[Battaglia di Mohács (1526)|battaglia di Mohacs]] ci siamo sbarazzati dal giogo ungherese, noi del sangue dei Dracula eravamo a fianco dei loro condottieri, perché il nostro spirito non poteva tollerare che non fossimo liberi.
*Ah, mio giovane amico, è grazie al coraggio, al cervello e alla spada dei Dracula, che gli szekely possono vantare una storia che gli [[Casa d'Asburgo|Asburgo]] e i [[Romanov]], nati e cresciuti in fretta come i funghi, non potranno mai costruire.
*I giorni di guerra sono finiti. Il sangue è visto come cosa troppo preziosa in quest'epoca di disonorevole pace, e le glorie delle antiche razze sono canzone che nessuno canta più.
*Permettetemi di darvi un consiglio, mio caro e giovane amico. Anzi: concedetemi di avvertirvi, in tutta serietà, che nel caso vogliate lasciare queste stanze non avrete modo di dormire in nessuna altra parte del castello. È un vecchio castello, racchiude molte memorie, e vi sono cattivi sogni per chi vi dorme in modo imprudente. Fate attenzione! Dobbiate addormentarvi, ora o in altro momento, o siate sul punto di farlo, affrettatevi in camera vostra, o in queste stanze, perché solo così riposerete al sicuro.
*Voi inglesi avete un modo di dire che è molto vicino al mio cuore, perché è nello stesso spirito che governa noi boiari: 'Braccia aperte all'ospite che arriva, ponti d'oro all'ospite che parte'.
*E così anche voi, al pari degli altri, volete sfidare la mia intelligenza con la vostra. Volete aiutare quegli uomini a darmi la caccia e a mandare a vuoto i miei disegni! Voi ora sapete, e in parte lo sanno anche loro, e in tutto per tutto lo sapranno tra poco, che cosa vuol dire tagliarmi la strada. Avrebbero dovuto conservare le loro energie per altri scopi più alla loro portata. Hanno voluto invece mettersi in gara d'astuzia contro di me – contro di me, che ho governato popoli interi, e che per loro ho brigato, e combattuto, centinaia d'anni prima che voi tutti nasceste – e io li ho affrontati e attirati nella mia trappola. E voi, la loro beniamina, ora siete carne della mia carne, sangue del mio sangue, germoglio della mia stirpe; per qualche tempo mia generosa fonte, poi mia compagna e complice. Anche voi, a vostra volta, potrete a suo tempo vendicarvi; perché nessuno di loro potrà opporsi ai vostri desideri. Ma per il momento io devo punirvi per quanto avete fatto. Li avete aiutati contro di me, e ora dovrete rispondere a ogni mia chiamata. Quando la mia volontà vi dirà Venite!, voi varcherete terre e mari per obbedirmi. E a questo scopo, questo sia!
*Voi pensate di averla vinta su di me, voi – con quelle pallide facce, lì tutti in fila, come pecore di fronte al macellaio. Ma ve ne pentirete, dal primo all'ultimo! Voi credete di avermi sottratto un luogo dove riposare; ma io ne ho degli altri! E la mia vendetta è appena cominciata! Io vivo nei secoli, e il tempo è dalla mia parte. Le donne che voi tutti amate sono già mie; e grazie a loro anche voi e altri come voi sarete presto miei – creature mie, per obbedire ai miei comandi e farsi sciacalli obbedienti quando avrò fame e sete.
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
[[File:Draculitz p142 (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in una illustrazione della edizione svedese de ''I poteri delle tenebre'']]
*Ora vivo qui [...] come un vecchio eremita, nella casa dei miei antenati. Vivo tra ricordi ingrigiti, ma osservo anche ciò che accade nel mondo esterno – ne sento solo una tenue eco, in questa remota desolazione. Forse vi sorprenderà scoprire che, benché i miei capelli siano canuti, il mio cuore è giovane e desidera prendere parte alla vita, al di fuori delle mura del castello, dove i destini delle nazioni vengono forgiati e si combattono le guerre di questo mondo. Un tempo, ho preso parte a questo gioco e ho tirato non pochi fili.
*''Dominare'', mio giovane amico, dominare: è questa la sola cosa per cui valga la pena vivere, che si tratti di dominare la volontà degli altri... o i loro cuori.
*L'[[Inghilterra]] è una terra di cultura e pragmatismo. Occhi che hanno potuto ammirare la luce della civiltà moderna non vedono mai [[Fantasma|fantasmi]].
*Noi vecchi ostinati possiamo anche aggrapparci ai nostri dogmi, ma il futuro appartiene alle nuove generazioni. È questa la ragione per cui desidero tanto farmi prendere dal vortice della giovane vita londinese. Chi abita in quella grande città ha ben altre cose a cui pensare e di certo non perde tempo a credere agli spettri.
*Quel vostro autore, [[Arthur Conan Doyle|Conan Doyle]], ha scritto molti ottimi libri su Londra e leggo i vostri giornali. A quanto dicono, viene risolto a malapena il due o il tre percento di tutti i casi di omicidio. Sì, Londra è davvero una città straordinaria.
*È la legge della natura: le creature più forti e più scaltre si nutrono di quelle più deboli e stupide.
*L'abilità artistica, il coraggio, la saggezza e la bellezza... tutto questo è ''[[potere]]''! Viene trasmesso da una generazione all'altra, mio buon amico; la [[natura]] è sempre all'opera e cerca costantemente di produrre qualcosa di più raffinato, sbarazzandosi di molto materiale, selezionando e rifiutando. Ciò che è inferiore dà il suo contributo e viene poi eliminato, come immondizia.
*Noi della genia Dracula – diretti discendenti dei [[Siculi (Transilvania)|siculi]] – siamo convinti che la nostra stirpe derivi dagli antichi [[unni]], che un tempo si sono propagati per l'Europa come un incendio, distruggendo nazioni e genti. Si narra che fossero i discendenti delle streghe scite, che erano state esiliate nei boschi, dove si erano congiunte ai demoni. Questi naturalmente sono solo racconti, ma è risaputo che non c'è mai stato demone o stregone con un potere più grande di [[Attila]], il nostro antenato. Dunque non deve soprendere che noi, i suoi discendenti, odiamo e amiamo con maggior passione degli altri mortali.
*O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'[[amore]]. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro!
*Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che ''voi'' gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua.
*Possiamo anche ignorare il [[serpente]] che striscia sul terreno, ma ciò non significa che non ci morderà. L'ho imparato a mie spese. Ecco perché ora vivo come un recluso, con i gufi e i corvi che nidificano in cima alle torri del castello dei miei antenati. Forse, anche in questo momento, mentre parlo con voi, mio caro amico, c'è gente che tenta d'infangare il mio nome.
*Coloro che sono deboli, sono stati creati solo per soddisfare le necessità dei più potenti. La persona che sa esercitare la forza, otterrà la supremazia, e avrà il dominio su ogni cosa – bellezza, lungimiranza e conoscenza – proprio come un piccolo seme piantato in un cimitero col tempo diverrà un alto albero grazie alla forza vitale di mille generazioni, e ciascuna di queste contribuirà donando il suo vigore, la sua avvenenza e altre magnifiche qualità.
*Perché un vecchio eremita quale io sono dovrebbe avere a che fare col mondo esterno? Chi potrebbe mai volermi scrivere e a chi mai dovrei scrivere io?
*{{NDR|Sui [[tartari]]}} Sono brava gente. Se solo fossero più numerosi, tante cose sarebbero diverse. Per secoli, hanno fedelmente preservato molti tesori delle scienze occulte che altrimenti sarebbero finiti nell'oblio. Quando giungerà il tempo, la loro lealtà verrà ricompensata.
*Le masse sono composte da gente comune di scarsa intelligenza e non otterrai mai alcun potere. [...] Non saranno mai niente più di uno strumento nelle mani dei forti, che governano ''con'' esse e ''su'' di esse. Ma solo pochi comprendono appieno la saggezza di questa verità. Oh, voi inglesi siete così fieri della vostra libertà politica e del vostro progresso – come lo chiamate voi – ma tra voi tutti ci sono solo due o tre uomini che capiscono fino in fondo che cosa sia il progresso e quanto la libertà delle masse sia il suo peggior nemico!
*Voi occidentali avete ancora così tanto da imparare; non vi siete spinti molto oltre l'anticamera delle scienze, dove la vita e la morte sono ancora misteri irrisolti.
===''[[Dracula di Bram Stoker (romanzo)|Dracula di Bram Stoker]]''===
*È tanto che non sono più avvezzo a... agli ospiti. E avverto la fatica dei tanti anni passati a piangere i morti.
*[[Mina Murray|Mina]], [...] ho traversato oceani di tempo per trovarti. Riesci a capire che cosa sento per te? È stata una ricerca continua, disperata, interminabile. Finché il miracolo è avvenuto.
*Ho sopportato oceani di tempo, commesso atti irriferibili, per rimanere aggrappato alla vita, finché non fossi riuscito a trovarti.
*Ti dico che senza di te, senza la vita, l'amore che tu mi dai, sono morto a ogni umanità. Senza di te non sono altro che una belva che si nutre di sangue umano!
*Ho mentito, a te, a me stesso. Il dono della vita eterna è assai al di là dei miei poteri. La verità è che sarai condannata, come lo sono io, a camminare nelle tenebre della morte eterna. Ti amo troppo per farti questo!
*L'amore dei mortali non può avere presa... su di noi. Il nostro amore durerà per tutta l'eternità.
===Film===
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
[[File:Dracula (1931) trailer - 'I am Dracula' (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Bela Lugosi]]]]
*{{NDR|Udendo dei lupi ululare}} Le ascolti bene. Sono creature della notte. Che musica per i miei orecchi!
*Il ragno sta tessendo la tela per qualche incauta mosca.
*Non bevo mai... vino.
*Morire un'autentica morte. Dev'essere stupendo.
*Ci sono cose ben peggiori della morte che attendono l'uomo.
*Per uno che non ha vissuto neanche una sola esistenza, lei è un uomo molto sapiente, Van Helsing.
*Van Helsing! Ora che lei ha imparato tutto ciò che ha imparato, farebbe un'ottima cosa a ritornare nel suo paese d'origine.
*Ormai è troppo tardi. Il mio sangue già scorre nelle sue vene. Mina vivrà. Vivrà nei secoli a venire, come io ho vissuto.
====[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]====
=====''[[Le amanti di Dracula]]''=====
*Voglio una ragazza. [...] La nipote di monsignor Mueller. [...] Portala da me.
*Tu mi hai disobbedito. [...] Devi essere punita.
*E così la mia vendetta è completa.
*Togli subito quella croce dalla mia vista! Gettala via!
=====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''=====
*Non è quella che voglio. Non hai imparato ad obbedire. Quella non è lei!
*Tu domandi?! Io sono tornato per distruggere la famiglia Van Helsing per sempre, sia il vecchio che la giovane. Tu e i tuoi amici siete stati scelti.
*Sei tanto pazzo da misurarti contro di me? Contro di me che ho dominato nazioni intere?
=====''[[I satanici riti di Dracula]]''=====
[[File:Count Dracula and His Vampire Bride (1973) - Christopher Lee and Joanna Lumley 1.png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Christopher Lee]] ne ''[[I satanici riti di Dracula]]'']]
*Alcuni di noi hanno fermamente deciso che la decadenza dell'epoca attuale deve essere, e sarà, arrestata. Si sta organizzando un nuovo regime politico che dia di nuovo importanza ai valori morali. In mezzo all'indifferenza e allo smarrimento dell'Umanità, possono essere necessari i metodi persuasivi.
*Non voglio una fine tanto semplice e rapida, né per Van Helsing né per la sua nipotina.
*In questa vigilia del Sabba degli incorrotti, io ti convoco qui per assistere al mio supremo trionfo! Van Helsing, io scelgo questa tua giovane nipote per farne la mia consorte.
*Lo strumento della mia vittoria finale, più rapida, più spaventosa della morte nera. La peste! Fin dai primi momenti ogni muscolo, ogni fibra sarà in preda al tormento e all'agonia. Nei giorni che verranno, invocherai urlando la morte a tuo sollievo.
*La mia vendetta si è crogiolata nei secoli e sta cominciando ad esplodere.
=====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''=====
*Chi è che osa disturbare il riposo di Dracula?
*Io non concedo favori a nessuno. Non accedo alle richieste dei miserabili. Non sai che Dracula esercita il comando anche dall'interno del più remoto angolo del mondo?
*Mi servono le tue spoglie mortali. Mi serve la forma della tua miserabile carcassa. Assumerò la tua immagine vivente.
*Ridarò un soffio di nuova vita ai sette vampiri d'oro e li farò i miei guerrieri, artefici della mia vendetta sugli uomini.
*[[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]! Che tu sia dannato! Anche in questo sperduto paese continui a perseguitarmi.
*Io sono Dracula, signore dell'oscurità, padrone dei vampiri, principe dell'oltretomba, re dei dannati!
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*Non sono più giovane, ma sono irrequieto.
*La mia famiglia discende dal ramo slovacco. Per noi è ragione di orgoglio che nelle nostre vene scorra il sangue di tante razze. In queste mani c'è il sangue del grande Attila. A noi è stata affidata per secoli la salvaguardia del territorio magiaro. I bulgari, i longobardi, i turchi, si riversarono in massa contro le nostre frontiere e noi li respingemmo sempre. I Dracula sono stati in ogni tempo il cuore, il cervello, la mente direttiva, la spada, la gloria del loro popolo! Uno dei miei antenati attraversò il Danubio e distrusse la schiera turca. Respinto più volte, continuò a battersi, a battersi contro il nemico. E lui solo uscì vivo da quel campo di battaglia. Lui solo ne uscì vittorioso. Lui era veramente un Dracula. Ma ora, il vento soffia gelido attraverso le antiche mura merlate. E benché mi sia doloroso, devo andarmene.
*Le premono gli scambi, Mister Harker? [...] È il migliore tra tutti gli sport. Si prepara con calma il piano d'azione per uccidere l'avversario.
====''[[Il demone nero]]''====
*Quando i [[magiari]], gli [[avari]], i [[Longobardi|lombardi]] e i turchi si sono affacciati con le loro orde alle nostre frontiere, le abbiamo sempre respinte. Ogni qualvolta siamo stati costretti dalle circostanze a ritirarci, abbiamo poi riunito le nostre forze e contrattaccato. E quando [[Árpád d'Ungheria|Árpád]] e le sue legioni hanno invaso la nostra terra avita d'Ungheria... Diamine, è di nuovo mattina. Ho abusato di lei, tenendola alzata, anche se è stata una notte piacevole e, tutto sommato, istruttiva.
*Io vado in Inghilterra. E lei? All'Inferno!
*Così volete giocare d'astuzia con me, io che guidai eserciti centinaia di anni prima che voi nasceste. Pazzi! Niente e nessuno in questa vita può fermarmi. E a questo fine... {{NDR|si scuarcia il petto}} Ecco! {{NDR|costringe [[Mina Murray|Mina]] a bergli il sangue}} Ora sarà sangue del mio sangue, stirpe della mia stirpe, quindi mia adepta nella notte, ora mia schiava e compagna.
*Siete ora in mio dominio, signori. E non ve ne andrete.
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Un uomo nella mia posizione è consapevole dei pericoli della vita moderna, specie per delle fanciulle.
*Come mai non avete mai avuto un innamorato? È insolito trovare una fanciulla sviluppata come voi che non sia stata con un ragazzo.
*A me non interessa che mia moglie sia vergine o no. Vedete, io sono un uomo moderno. Di fronte ad Anton io fingo di volere solo una vergine perché lui riferisce tutto alla mia famiglia. Non mi interessa affatto se la mia fidanzata è vergine o no. L'essenziale è che sia bella. E voi siete molto bella. Perciò, potete confidarvi con me. Voi non siete vergine, vero?
*Sapete che in [[Romania]] si usa prendere solo delle vergini per moglie? Da noi, i mariti le trattano come delle sante. [...] Non tutte le donne. Solo le spose vergini.
*Il sangue impuro di queste puttane mi sta uccidendo!
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*{{NDR|«Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita.»}} Lei mi ha capito benissimo.
*No, niente medicine. Non dovete inquinare il suo sangue.
*Questo genere di dolore si può vincere con la suggestione.
*Io non sopporto le donne che non hanno vitalità... né sangue.
*Ho l'abitudine di star chiuso in casa. Ci sono i lupi in Transilvania.
*Devi avere pazienza con me. Devi cercare di capirmi. Posso premiarti con una vita lunga e fruttuosa, ma devo avere la tua fedeltà. Sei pronto a darmela?
*Le brutte notizie volano come il vento.
*Se la mia compagnia le diventasse spiacevole, dovrebbe solo biasimare se stessa per aver accettato un'amicizia che concedo molto raramente, ma da cui è difficile liberarsi.
*Li sente? Sono i figli della notte. Che lugubre melodia è la loro. [...] È così triste. È come un lamento.
*L'alba, in fondo, è una cosa così ovvia, il calore dei raggi del sole. Ma la notte... [...] È fatta per amare la vita e l'amore.
*{{NDR|«Al diavolo!»}} Andiamo! È un'imprecazione o un'invocazione?
*Nel passato, 500 anni fa, professore, chi avesse attraversato il mio cammino sarebbe morto, e non certo di una morte piacevole.
*{{NDR|«Lei va in giro anche durante il giorno.»}} È sempre giorno da qualche parte sulla Terra, professore. Oltre al riposo, l'unico mio bisogno è di restare al buio.
*Non sapete quanti hanno avuto la sventura di affrontarmi. Io sono il re della mia razza. Lei non ha ottenuto nulla, Van Helsing. Il tempo è dalla mia parte. Fra un secolo, quando voi sarete polvere, io mi sveglierò e chiamerò Lucy, la mia regina, dalla sua tomba.
*Nella mia lunga esistenza, ho avuto molte spose. Ma per me, Lucy è al di sopra di tutte.
*Ancora per qualche tempo sarai una creatura del sole, finché non avremo lasciato dietro di noi coloro che vorrebbero distruggerci. [...] Dopo anche tu farai parte della mia razza. Ci nutriremo di loro e creeremo altri esseri della nostra specie.
====''[[Nosferatu, il principe della notte]]''====
*Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore.
*Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri.
*Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire.
*La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene.
====''[[Scuola di mostri]]''====
*{{NDR|Al [[mostro di Frankenstein]]}} Svegliati, mio vecchio amico. È arrivato il momento.
*Oh, [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], i tuoi discepoli erano molto sciocchi a tentare di nascondere a me ciò che è mio. Nulla è nascosto ai miei occhi.
*Ci siamo, Van Helsing! Presto le creature della notte domineranno il mondo. Non c'è nessuno che possa fermarci!
*{{NDR|All'uomo-lupo in forma umana sotto tranquillante}} Sono spiacente per la dose, amico mio. È piuttosto letale per gli esseri umani. E poi, una dose umana sarebbe fuori luogo, ti pare? Bene, andrò a mettere qualcosa sotto i denti mentre procederai ad indossare un abito più "comodo".
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
[[File:Dracula helmet - Coppola - Sarah Stierch 01.jpg|thumb|Elmo di Dracula in ''Dracula di Bram Stoker'']]
*Rinuncio a [[Dio]]! Risusciterò dalla mia morte per vendicare la sua con tutti i poteri delle tenebre. Il sangue è la vita... e sarà mio!<ref name=sott>Dai sottotitoli del DVD "Dracula di Bram Stoker – Deluxe Edition", Columbia Pictures, ed. Sony Pictures, 2008.</ref>
*Credete nel destino? Che persino i poteri del tempo possono essere alterati per un unico scopo?
*L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è colui che trova il vero amore.
*Fui sposato. Sembrano secoli ormai. Ella morì. [...] Lei è fortunata; la mia vita al più è commiserevole.
*Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti.
*C'è molto da imparare da animali.
*[[Assenzio]] è l'afrodisiaco dell'io. La fatina verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima. Ma con me sarete al sicuro.
*C'era una principessa, Elisabetta; era la donna più radiosa di tutti gli imperi del mondo. L'inganno dell'uomo la tolse al suo antico principe. Ella si lanciò per morire nel fiume di cui avete parlato. Nella mia lingua madre è chiamato [[Argeș (fiume)|Argeș]], il fiume della principessa.
*Vostri uomini impotenti con loro sciocchi incantesimi non vi proteggeranno dal mio potere. Io vi condanno alla eterna fame di vitale sangue e alla vivente morte.
*Io sono niente. Senza vita. Senz'anima. [...] Odiato e temuto. Sono morto per tutta l'umanità.
*Io sono il mostro che gli uomini che respirano bramerebbero uccidere. Io sono Dracula.
*Io vi do la vita eterna, l'amore eterno, il potere delle tempeste e degli animali della Terra. Venite con me per essere la mia amata sposa, per sempre.
*Pensate di potermi distruggere con i vostri idoli? Io che ho servito la Croce? Io, che ho comandato eserciti secoli prima che voi nasceste! [...] Io fui tradito. Guardate il vostro Dio che cosa mi ha fatto.
*Dammi la pace.
====''[[Dracula: morto e contento]]''====
*Frugoli della notte. Quanto sporco fanno!
*Renfield, non mi tange.
*Non sempre c'è iattura in una sepoltura.
*Io non bevo mai... vino. Oh, al diavolo! Fatemelo assaggiare!
*Ho avuto... un incubo solare.
*Van Helsing! Nome noto perfino nelle plaghe selvagge della Transilvania.
*Io mi accorgo, Van Helsing, che a lei piace dire l'ultima parola. Non mi trascinerà in tale pratica infantile. ''Paloștoi''!
*Renfield, sei uno stronzo! {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*Io non bevo... caffè.
*{{NDR|«Non mi hai ancora detto il tuo nome».}} Ne ho molti. Ma siamo tutti molto più complicati dei nostri nomi.
*{{NDR|«Se fai del male a mia figlia, io ti giuro su nostro Signore Gesù Cristo che...».}} A Lui non interessa. In questo puoi confidare.
*Tu non conosci gli abissi della mia vendetta.
*Ho percorso la Terra per secoli in cerca di un'anima non morsa, ma nata.
*Tutto ciò che sono è tuo. [...] E tutto ciò che sei è mio.
*Tu non puoi immaginare quello che ho dovuto patire. Ho affrontato la collera di Dio, scelto per soffrire come mai uomo ha sofferto.
*Tu sapevi che sarebbe accaduto tutto questo. Era il mio destino tradirTi, perché Tu avevi bisogno di me. Ora io berrò il sangue dei Tuoi figli. Ma io do loro più della vita eterna. Io a loro posso offrire quello che più bramano: tutto il piacere che Tu hai negato loro per l'eternità. Tu hai creato il mondo a Tua immagine, ma ora io lo modellerò sulla mia.
*Il sangue è sempre stata la moneta del regno di cui sono sovrano.
*{{NDR|«[Cristo] ti ama ancora».}} A sì? Proprio come ama ancora anche te? Quindi perché non torni da Lui e vediamo se ti vuole!
====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''====
*{{NDR|Rivolto a [[Victor Frankenstein]]}} Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba.
*Ma perché non ci lasciano in pace? Non uccidiamo mai più di quanto ci serve, e meno di quanto ci spetta. Loro possono dire lo stesso?
*Io non ho un cuore! Io non provo amore! Né paura! Né gioa! Né dolore. Sono un uomo vuoto, e avrò vita per l'eternità.
*Sono in guerra contro il mondo e contro ogni anima vivente. Ma presto la battaglia finale avrà inizio.
*Gli [[Licantropo|uomini lupo]] sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli.
*Sono in grado di capire il carattere di un uomo dal battito del suo cuore. Di solito quando mi avvicino posso quasi danzare a quel ritmo.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Dovete perdonare mia nipote, signor Harker. Certe volte le fanciulle della sua età tendono a essere un po' troppo sfrontate.
*Non mangio mai... la sera.
*Il posto di una donna è a fianco di suo marito.
*Sebbene fossero guerrieri, i miei antenati hanno sempre dato grandissimo valore ai libri.
*È stato un errore rivoltarsi contro di me. Io sono il tuo padrone e tu solamente un servo che mi ha tradito.
*Stanotte è l'anniversario della morte di mia moglie, Dolingen di Gratz. [...] Un male oscuro la strappò da me quando aveva solamente vent'anni. [...] Ma ci sono cose ben peggiori di questa. [...] Dovete sapere cosa sono. "Nosferatu", il non morto, il mostro che tutti temono.
*Io sono stato strappato alle tenebre e inviato sulla Terra a depredare del sangue la mia gente. È l'unico modo in cui posso ancora nutrire questo fetido cadavere.
*Io non sono nient'altro che uno strumento scordato nella sinfonia divina.
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.
*Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione. [...] I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.
*{{NDR|«O mio Dio!»}} Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.
*Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.
*La morte è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.
*Talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava.
*Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza. {{NDR|«Eppure la speranza è l'essenza della vita.»}} Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno.
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno!
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione.
*{{NDR|«Posso chiedervi dove vivete?»}} Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.
*Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*Un dono non può mai essere rifiutato.
*È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità. {{NDR|«Questa parola vi è sconosciuta ormai».}} Mia moglie se l'ha portata via.
*Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio. {{NDR|«Perché Dio farebbe questo?».}} Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.
*A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi.
*Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Le regole della bestia|Le regole della bestia]]''====
*Sono anzioso di vedere Inghilterra Signor Harker. Persone qui sono così limitate, e io appassisco tra queste mura. Sono tutti come privi. Sono tutti privi di sapore.
*Troverete mia dimora non di facile esplorazione. È un crescente molto intricato labirinto di scale e di porte e di ombre. [...] Non esiste mappa del mio castello. Nessun progetto finito è mai stato riportato su documenti. Si dice che molte anime sono intrappolate in groviglio di questi corridoi. ''Reserata carcerem'', la prigione senza serrature.
*Dove si trova carne, si trovano mosche.
*Quale è scopo di uno specchio? Nessuno troverà mai alcuna ispirazione nel proprio sguardo.
*Ah, un paletto conficcato nel cuore. Vedi, qualche volta le leggende hanno ragione. Questa però non si può testare troppo spesso. Posso avere solamente tre spose per volta. [...] Spose, sì. Penso sia la parola giusta per definirle. Vedi, sto cercando di riprodurmi, il che, francamente, può essere un po' una sfida quando c'è solo una di voi.
*Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali?
*{{NDR|Sul perché vuole trasferirsi in Inghilterra}} Per le persone. Tutte quelle persone sofisticate e brillanti. Come ho cercato di spiegare a tutti per secoli: "Si è quello che si mangia".
*{{NDR|Sul sole}} Non lo vedo da centinaia di anni. [...] Ho avuto artisti che lo hanno dipinto, poeti che lo hanno descritto in versi, e Mozart ha composto una melodia così bella. Io... avrei dovuto risparmiarlo, ma che cosa vede l'avvocato? Johnny, nella mia memoria, tramonta dietro la seconda vetta più alta in questo periodo dell'anno, ed è piuttosto rosso.
*La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa.
*I suicidi non funzionano. Non credi che i non-morti ci abbiano provato? Un paletto nel cuore va bene, ma dev'essere qualcun altro a conficcarlo.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Veliero di sangue|Veliero di sangue]]''====
*In mare si incontra una interessante varietà di individui, e vi consiglio di non affezionarvi troppo a nessuno di loro.
*{{NDR|Sul perché uccide le persone}} Perché voi cogliete i fiori?
*Io ho sempre sostenuto che il troppo sia soltanto sufficiente.
*Gli specchi possiedono una magia più profonda e pericolosa di quanto pensino le persone. Gli specchi possono dare spazio all'immaginazione o, peggio, mostrarci la verità.
*La raffinatezza di un gentiluomo, Agatha, è sempre solo una facciata.
*Sono stato un bravo detective, non credete? Ho un dono particolare nell'"eliminare" i sospetti.
*{{NDR|Sul perché teme il crocifisso}} Tutti la temono, ed è questo il problema. Non è affatto un simbolo di virtù e di bontà, è un simbolo di orrore e di oppressione. La vostra stupida Chiesa ha terrorizzato la popolazione contadina per secoli e io ho bevuto il sangue di quelle persone talmente a lungo che ho assorbito la loro profonda paura della croce. Mio Dio! Non vedo l'ora di poter mangiare degli atei.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#La bussola oscura|La bussola oscura]]''====
*Sono a questo mondo dal quindicesimo secolo. Le cose cambiano, ma ci si abitua. Anche se ammetto che c'è stata una grande accellerata.
*Uccidere è sana competizione. La pietà è mancanza di rispetto.
*Guarda tutte queste cose, tutto questo cibo, la scatola con le immagini mobili, e quella cosa là fuori... Bob la chiama... un'auto. Quella è tua? [...] E questa isola del tesoro è la tua casa?! [...] È meravigliosa! Kathleen, sono un nobile in vita da 400 anni. Ho vissuto in castelli e palazzi tra le persone più ricche di ogni epoca, e mai, mai mi sono trovato in un lusso più sfarzoso di quello che mi circonda. Questa è una camera delle meraviglie. Non esiste re o regina o imperatore che io abbia conosciuto o mangiato che sarebbe entrato in questa stanza e avrebbe accettato di lasciarla. Sapevo che il futuro avrebbe riservato meraviglie. Non sapevo che le avrebbe rese accessibili a tutti.
*Mi sono perso un intero secolo. Che cosa sono i diritti? Nessuno ha dei diritti, Zoe. Uomini, donne o mostri, nessuno in nessun posto. È solo un'insensata fantasia.
*Ho sempre sostenuto l'eredetarietà del potere. La democrazia è la tirannia degli ignoranti. È solamente nel sangue siamo in grado di trovare la verità.
*Non è mio costume mangiare bestiame. Se parliamo di sangue, sono un intenditore. Il sangue è vite. Il sangue è una testimonianza. La testimonianza di tutti coloro che ho ucciso scorre nelle mie vene. Ora sceglierò con cura chi si unirà a loro. La maturità è il primo passo verso il decadimento, la dolcezza è una promessa di corruzione.
*La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata.
==Citazioni sul Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Sulla soglia è comparso un vecchio signore piuttosto alto, dal volto sbarbato se non per un paio di lunghi baffi bianchi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza la minima nota di colore. Recava in mano una vecchia lampada di argento, nella quale la fiamma ardeva senza alcuno schermo o riparo di vetro, e che creava lunghe e tremolanti ombre, oscillando alla corrente della porta aperta. Il vecchio mi ha invitato a entrare con un gesto cortese della mano, dicendomi in un ottimo inglese ma con uno strano accento:<br>"Benvenuto nella mia casa! Entrate liberamente e per vostra libera volontà!". Non ha fatto un passo per venirmi incontro, ed è stato fermo come una statua, quasi il suo gesto di benvenuto lo avesse reso di pietra. Peraltro, come ho messo in piede oltre la soglia, si è improvvisamente animato e allungando in avanti la mano mi ha preso la mia con una forza che mi ha fatto tremare: un effetto non certo alleviato dal fatto che mi è sembrata fredda come il ghiaccio, più la mano di un morto che di un uomo vivo. ([[Jonathan Harker]])
*Il suo volto aveva un forte, fortissimo rilievo aquilino, con un naso sottile, molto pronunciato e delle narici molto dilatate, la fronte alta e prominente, e i capelli un po' radi sulle tempie ma alquanto abbondanti altrove. Le sopracciglia erano molto folte, e quasi si incontravano sopra il naso, i peli erano come cespugli, sembravano arricciarsi per la loro stessa abbondanza. La bocca, per quel che riuscivo a vederne sotto i grandi mustacchi, era ferma in un'espressione quasi crudele, con dei denti particolarmente bianchi e aguzzi. I denti si protendevano sopra le labbra, che erano di un rosso intenso, a indicare una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie erano pallide, ed estremamente appuntite. Il mento era quadrato e forte, e le guance magre ma sode. L'impressione generale era quella di uno straordinario pallore.<br>In un primo tempo avevo notato il dorso delle mani che egli teneva sulle ginocchia alla luce delle fiamme, e mi erano sembrate piuttosto bianche ed eleganti. Ma vedendole ora più da vicino, non potevo non notare che erano mani volgari e grossolane, con dita piuttosto tozze. Strano a dirsi, le palme erano pelose. Le unghie erano lunghe e sottili, e tagliate a punta. Quando il Conte si è chinato su di me e le sue mani mi hanno toccato, non ho potuto reprimere un brivido. ([[Jonathan Harker]])
*Mi ha parlato di cose e di genti, e in ispecie di battaglie, e ne parlava come se in tutte fosse stato presente. Questo me l'ha spiegato in seguito, dicendo che per un [[Boiardo (storia)|boiaro]] l'orgoglio della casata e del nome è parte di sé, che la loro gloria è la sua gloria, il loro destino il suo destino. Sempre, quando parlava della sua casata diceva "noi", e quasi sempre parlava al plurale, come se a parlare fosse un re. ([[Jonathan Harker]])
*Quello che ho visto è stata la testa del Conte sporgersi dalla finestra della sua stanza. Non l'ho visto in volto, ma l'ho riconosciuto dal collo e dal movimento della schiena e delle braccia. Mai, comunque, avrei potuto sbagliarmi sulle mani, che avevo avuto tante occasioni di studiare. Sul momento ho guardato la cosa con interesse e anche un po' con divertimento, perché è incredibile quanto un dettaglio così piccolo possa interessare e divertire un uomo che si trovi a essere prigioniero. Ma questi pensieri si sono trasformati in repulsione e in terrore, quando ho visto l'intera figura del Conte emergere lentamente dalla finestra e cominciare a strisciare giù lungo il muro del castello sopra lo spaventoso abisso, a capofitto e con il mantello che si apriva attorno a lui come un grande paio d'ali. Sulle prime non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho pensato a un qualche trucco del chiaro di luna, a un qualche stregato effetto dell'ombra, ma ho continuato a guardare e non potevo ingannarmi. Ho visto le dita delle mani e dei piedi aggrapparsi agli angoli delle pietre, dove la calcina si era consumata con gli anni, e sfruttare così ogni appiglio e ogni irregolarità per scendere sveltamente, così come una lucertola si sposta lungo un muro. ([[Jonathan Harker]])
*Nella cassa giaceva il Conte, ma il suo aspetto era quello di una giovinezza riacquistata quasi per intero. Perché i capelli bianchi e i baffi erano ora scuri come di grafite; le guance erano più piene, e un debole rosato trapelava di sotto il biancore della pelle; la bocca era più rossa che mai, perché sulle labbra vi erano gocce di sangue fresco, che spuntavano dagli angoli della bocca e scorrevano lungo il mento e il collo. Perfino i suoi profondi occhi ardenti parevano incassati in un volto di carne turgida, perché le palpebre e le borse sotto di essi erano gonfi, come se quella orribile creatura si fosse abbuffata di sangue, e ora era lì, come una sozza sanguisuga, esausta e sazia. ([[Jonathan Harker]])
*Penso che si dovrebbe provare compassione per un qualcosa braccato come il Conte. È giusto dire "qualcosa": Questa Cosa non è umana – e non è neanche una bestia. Ma venire a conoscere dalle parole del dottor Seward il racconto della morte della povera Lucy, e di tutto quel che ne è seguito, basta per inaridire le fonti della compassione nel cuore di chiunque. ([[Mina Murray]])
*Il ''nosferatu'' non muore come l'ape una volta che ha punto. Lui è più forte; e essendo più forte ha ancora più potere di fare il male. Questo Vampiro che è tra di noi è anche lui così forte di persona come venti uomini; è astuto e malfido più che altro mortale, perché la sua malvagia astuzia cresce con l'età; lui si giova anche di aiuto della negromanzia, che è, come da sua etimologia, previsione di futuro per mezzo dei morti, e tutti i morti che lui può avvicinare sono ai suoi ordini; è una bestia, ma più che una bestia; è un demonio insensibile, e in lui non esiste cuore; lui può, senza limiti, manifestarsi quando e come vuole, e in qualsiasi forma sia in lui; lui può, nell'ambito di sua presenza, comandare gli elementi: la tempesta, la nebbia, il tuono; può comandare ogni essere inferiore: il topo e il gufo, e il pipistrello – e la falena, e la volpe, e il lupo; può crescere di statura, e farsi piccolo; e può a volte svanire in niente e ritornare irriconoscibile. Come dunque possiamo noi cominciare nostra lotta per distruggerlo? Come faremo noi per trovarlo; e una volta trovato come noi distruggere lui? Amici miei, questo è molto terribile compito che noi ci assumiamo, con conseguenze possibili da far tremare anche il più coraggioso. Perché se noi manchiamo in questa battaglia, vincerà certamente lui; e allora quale sarà nostra fine? La vita non è niente! Io non do a vita grande peso. Ma perdere qui non è solo questione di vita o di morte. Il fatto è che noi diventeremmo come lui, che noi d'ora in avanti diventiamo orrende creature della notte come lui – senza cuore e senza coscienza, a depredare i corpi e le anime di quelli che più amiamo. Per noi saranno chiuse in eterno le porte del cielo; perché chi mai potrà riaprirle per noi? Andremo avanti per sempre aborriti da tutti; una macchia nel volto dello splendore solare di Dio; una freccia nel fianco di Colui che è morto per l'umanità. Ma qui ci troviamo faccia a faccia con il dovere; e possiamo indietreggiare noi in un caso come questo? Per me, io dico di no; ma io sono vecchio, e la vita, con la sua luce del sole, i suoi bei momenti, il suo canto degli uccelli, la sua musica, e il suo amore, è cosa di lontano passato. Voi altri siete giovani. Qualcuno ha visto il dolore; ma per lui ci sono di riserva giorni belli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Deve infatti trattarsi di quel Voivoda Dracula, diventato famoso per le sue guerre contro i turchi, sul grande fiume che segna la frontiera con la Turkeyland. Se questo è vero, non deve essere stato un uomo comune; perché a quel tempo, e per secoli dopo di allora, di lui si parlava come dell'uomo più intelligente, e più astuto, così come del più coraggioso dei figli della 'terra al di là della foresta'. Quella testa straordinaria e quella sua volontà di ferro sono scesi con lui nella tomba, e anche ai giorni nostri si schierano contro di noi. I Dracula, dice [[Ármin Vámbéry|Arminius]], erano una grande e nobile stirpe, anche se di tanto in tanto qualche rampollo era creduto da loro contemporanei avere rapporti con il diavolo. Loro avevano imparato suoi segreti a Scholomance, in mezzo a montagne sopra il lago [[Sibiu|Hermannstadt]], dove il diavolo sostiene ogni dieci sapienti uno essere suo. Negli annali si trovano parole come 'stregoica' ovvero strega; 'Ordog' e 'Pokol', ovvero Satana e Inferno, e in un manoscritto proprio di questo Dracula si parla come di un 'wampyr', parola che noi comprendiamo fin troppo bene. Da lombi proprio di questo uomo sono venuti poi grandi uomini e eccellenti donne, e le loro tombe rendono sacra questa terra, dove soltanto è nata cosa così scellerata. Perché non è certo l'ultimo di tali orrori che questo essere malvagio affonda le sue radici in cosa buona; in terra sterile di sante memorie non può trovare riposo. ([[Abraham Van Helsing]])
*La nebbia si faceva sempre più fitta, e ora riuscivo a vedere di dove era entrata, simile al fumo – o come la bianca energia dell'acqua bollente: non dalla finestra, ma attraverso gli interstizi della porta. Diventava sempre più fitta, fino a che mi è sembrato che si concentrasse in una sorta di nuvola a forma di colonna nel bel mezzo della stanza, attraverso la quale, in alto, riuscivo a vedere la luce del gas brillare con un occhio di color rosso. Ogni cosa ha cominciato a girare nel mio cervello, così come la colonna di nebbia stava ora girando per la stanza, e in tutto questo si manifestavano le parole della Scrittura: "...una colonna di nebbia di giorno e di fuoco di notte". Era questa una sorta di guida spirituale che mi stava assistendo nel sonno? Ma quella colonna era composta di elementi sia diurni che notturni, perché in quell'occhio vi era il fuoco, che ora esercitava un nuovo fascino su di me, finché, continuando a fissarlo, quel fuoco si è diviso, ed è sembrato guardarmi attraverso la nebbia con due occhi rossi, come Lucy me li aveva descritti nel suo momentaneo vaneggiamento mentale quando, sulla scogliera, i raggi del sole cadente colpivano le vetrate della chiesa di Santa Maria. Improvvisamente mi ha folgorato l'orrenda idea che così fosse stato anche quando Jonathan aveva visto le tre terribili donne farsi reali e concrete nel vortice della nebbia illuminata dalla luna, e nel sogno devo essere svenuta, perché tutto si è fatto nera tenebra attorno a me. L'ultimo sforzo cosciente della mia immaginazione è stato quello di vedere una livida faccia gessosa emergere dalla nebbia e piegarsi sopra di me. ([[Mina Murray]])
*Il chiarore della luna era tale che malgrado le spesse tende gialle alle finestra, nella stanza c'era abbastanza luce per vedere tutto. Sul letto accanto alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto paonazzo e il respiro affannoso, come ipnotizzato. Inginocchiata accanto al letto, il viso voltato dall'altra parte, vi era la bianca figura di sua moglie. Al fianco di lei, un uomo alto e magro, vestito di nero. Ci voltava le spalle, ma come l'abbiamo visto abbiamo tutti riconosciuto il Conte – in ogni dettaglio, compresa la cicatrice sulla fronte. Con la sinistra teneva strette tutte e due le mani della signora Harker, lontane da sé per tutta la lunghezza delle braccia di lei; con la mano destra la afferrava per la nuca, forzandole il volto contro il proprio petto. La bianca camicia di notte di lei era chiazzata di sangue, e un rivolo sottile scendeva lungo il busto dell'uomo, messo a nudo da uno strappo del vestito. L'atteggiamento dei due richiamava terribilmente quello di un bambino che stesse forzando il muso di un micino verso un piatto di latte per obbligarlo a bere. ([[John Seward]])
*Ho studiato e continuamente ristudiato, da quando capitate in mia mano, tutte carte relative a questo mostro; e più io studiato, più grande mi sembra la necessità di distruggere lui radicalmente. Tuto dà prova di suo progredire: non solo per quanto riguarda sua potenza, ma anche di sua coscienza di questo. A quanto ho saputo da mio amico [[Ármin Vámbéry|Arminius]] di Buda-Pesht, lui in vita è stato grande uomo. Soldato, statista, e alchimista – la quale alchimia era il punto più avanzato del sapere scientifico della sua epoca. Aveva una grande intelligenza, e una cultura senza confronti, e un cuore che non conosceva né paura né rimorso. Ha osato perfino frequentare Scholomance, e non c'era ramo del sapere del suo tempo che lui non ha provato. Ebbene, in lui i poteri della mente sono sopravvissuti alla morte fisica; anche se pare che la sua memoria non rimanesse completa. In qualcuna delle facoltà del suo cervello era rimasto, ed è anche adesso, un bambino; però sta crescendo, e alcune cose che in principio erano infantili ormai hanno preso una dimensione adulta. Sta sperimentando, e lo fa piuttosto benne; e se non era che noi abbiamo attraversato la sua strada, lui poteva essere – e se noi falliremo, lo sarà – il padre e il capostipite di un nuovo genere di esseri, la cui strada si snoda non attraverso la Vita, ma attraverso la Morte. ([[Abraham Van Helsing]])
*Quella povera anima che ha causato tutta questa miseria è il caso più triste. Pensate solo a quale sarà la gioia di quell'essere quando anche lui sarà distrutto nella sua parte peggiore onde la sua parte migliore possa raggiungere l'immortalità spirituale. Dovete guardare anche lui con compassione, anche se non per questo dovete rinunciare a distruggerlo. ([[Mina Murray]])
*La decisione di lasciare la sua deserta terra – deserta di uomini – e di venire in un paese dove la vita di tanto si è moltiplicata che la gente qui è ora come un grande campo di grano, è stato il frutto di un lavoro di secoli. Se un altro Non-Morto, come lui, cercasse di fare quello che lui ha fatto, forse neppure tutti i secoli del mondo del passato, o quelli del futuro, potrebbero aiutarlo. Nel caso di questo mostro, tutte le forze della natura, le più occulte e profonde e potenti devono avere lavorato insieme in un qualche prodigioso modo. Già il luogo dove lui è stato vivo, e poi Non-Morto per tutti questi secoli, è tutto pieno di stranezze del mondo chimico e geologico. Ci sono caverne profonde e anditi che nessuno ha mai raggiunto a tutt'oggi. Ci sono vulcani, che da loro bocche ancora mandano fuori acque dalle strane proprietà, e gas che uccidono o fanno rinascere. Indubbiamente, c'è qualcosa di magnetico o di elettrico in queste combinazioni di forze occulte che contribuiscono alla vita fisica in modo davvero strano; e anche in lui c'erano in principio grandi qualità. In un'epoca antica, dura e bellicosa è stato lui celebrato come colui che aveva più nervi d'acciaio, più acuto cervello, più coraggioso cuore di chiunque altro al mondo. In lui alcuni principi vitali, per qualche strana via si sono realizzati al massimo: e come il suo corpo si mantiene forte e cresce e si rafforza, così cresce anche il suo cervello. Tutto questo senza quel diabolico aiuto che è certamente in lui; e che deve piegarsi alla potenza che proviene ed è simbolica del Bene. ([[Abraham Van Helsing]])
*Pensate voi un po' che insistenza e che determinazione. Con il cervello infantile che possedeva, da molto tempo ha concepito l'idea di andare in una grande città. Che cosa fa lui allora? Trova subito quello che è il posto al mondo più promettente per lui. Poi deliberatamente si prepara all'impresa. Con grande pazienza trova quale è la sua forza e quali sono i suoi poteri. Studia nuove lingue. Impara una nuova vita sociale; nuovo ambiente per antiche usanze; la politica, la legge, l'economia, le scienze, le abitudini di un paese e di un popolo che si sono sviluppate durante la sua esistenza. Lo sguardo che ha dato a tutto questo non ha fatto altro che stimolare suo appetito ed eccitare suo desiderio. Non solo: lo aiuta a crescere anche in quanto cervello; perché tutto gli dimostra quanto lui ha avuto ragione con sue prime intuizioni. Tutto questo lui ha fatto da solo: tutto da solo!, da una tomba in rovina in una terra dimenticata. E quanto di più non potrà lui fare, una volta che gli si aprirà il più grande universo del pensiero? Lui che come sappiamo può irridere alla morte; che può prosperare nel mezzo di malattie che uccidono popoli interi. Oh, se un essere così provenisse da Dio, invece che dal demonio, quale forza benigna potrebbe lui essere in questo nostro vecchio mondo! ([[Abraham Van Helsing]])
*Il Conte è un criminale e appartiene al tipo criminale. Tale lo classificherebbero [[Max Nordau|Nordau]] e [[Cesare Lombroso|Lombroso]] e, ''quia'' criminale, la sua mente è formata solo in maniera imperfetta. Ragion per cui, in una situazione difficile, non può che cercare soluzioni nell'abitudine. ([[Mina Murray]])
*Ho visto il Conte giacere nella cassa sul terriccio, che con la brusca caduta dal carro lo aveva in parte coperto. Era mortalmente pallido, proprio come una statua di cera, e gli occhi rossi ardevano di quell'orribile volontà di vendetta che io conoscevo fin troppo bene.<br>Mentre lo guardavo, i suoi occhi hanno colto la visione del sole che tramontava, e l'espressione di odio del suo volto si è tramutata in un'espressione di trionfo.<br>Ma proprio in quell'istante, ecco il colpo lampeggiante del grande pugnale di Jonathan. Io ho urlato, vedendo la lama squarciargli la gola; mentre il signor Morris gli affondava nel cuore il suo coltello ricurvo.<br>È stato come un miracolo; sotto i nostri propri occhi, e quasi nel breve tempo di un respiro, l'intero corpo del Conte si è dissolto in polvere ed è sparito alla nostra vista.<br>Mi sarà di sollievo per tutta la vita poter ricordare che proprio in quel momento di ultima dissoluzione, nel suo volto è comparsa un'espressione di pace che mai avrei creduto potervi albergare. ([[Mina Murray]])
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
*Sono sempre più curioso: non capita tutti i giorni d'incontrare un nobile ungherese – o meglio, transilvano – che abita in un antico castello tra montagne desolate, al margine estremo del mondo civilizzato, eppure capace di scrivere lettere in un impeccabile inglese con tutta la disinvoltura di una persona colta e istruita, mentre negozia con legali e agenti immobiliari per l'acquisto di una casa nel cuore di Londra. Un uomo simile dev'essere a dir poco formidabile. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Più tardi, ho conosciuto un professore sassone che ha passato buona parte della giornata a mostrarmi la città. Quando gli ho chiesto del Conte Dracula, spiegandogli che lo avrei incontrato e sarei rimasto da lui per due settimane, si è mostrato sorpreso perché, mi ha spiegato, il Conte era noto per condurre una vita ritirata, evitando il contatto con la gente e, per quanto ne sapeva, nessuno era mai stato invitato al castello. "Circoleranno senz'altro molte storie sul suo conto" ho detto allora "poiché, si sa, gli uomini hanno la tendenza a schernire quelli che non legano i loro fagotti come gli altri viaggiatori". Il professore mi ha confermato che, sì, circolavano molte voci a proposito del Conte, ma che nessuna persona ragionevole avrebbe mai dato ascolto a simili chiacchiere. A parte questo, non aveva altro da raccontare su di lui, tranne il fatto che apparteneva a una delle più grandi e antiche famiglie del Paese, di cui gli uomini – in virtù delle innate qualità della stirpe – erano i più coraggiosi e le donne le più belle, a tal punto che per secoli erano stati oggetto di leggende e poesie. Non sapeva se il Conte avesse figli o meno, ma mi ha detto che è stato sposato tre volte, e per tre volte è rimasto vedovo. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Ero turbato perché chiaramente il Conte non era del tutto sano di mente, e anche se era anziano e canuto, avevo il sospetto che non sarei stato in grado di contrastare la sua forza e la sua agilità, dal momento che si vantava di essere un discendente di [[Attila]], re degli [[unni]]. Sembra che in questo Castello ci si debba aspettare di tutto. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Il Conte ha grande dimestichezza con la situazione politica attuale, tuttavia fatico a capire in quale ideologia si riconosca. Sotto certi aspetti sembra molto liberale, come un vero rivoluzionario, mentre su altri argomenti, le sue vedute sono talmente superate che sembra più conservatore di tanti reazionari. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
===Film===
*Dracula non era un pazzo, almeno non nel senso corrente. Dracula era la più assurda delle creature, il capo dei vampiri, sovrano delle anime maledette. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], ''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'')
*Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. (''[[L'ombra del vampiro]]'')
*È miniera di arroganza. Molto facile comprendere perché questa aristocrazia decadente è lì per morire in quella parte del mondo. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula: morto e contento]]'')
*Nel quindicesimo secolo, in quella zona d'Ungheria detta Transilvania, viveva un nobiluomo così audace in battaglia che i suoi soldati gli diedero il nome di "Dracul", che significa "diavolo". Soldato, statista, alchimista e guerriero, egli era così autorevole che si ritenne che fosse riuscito a soggiogare perfino la morte fisica. Fino ad oggi, nulla ha dimostrato il contrario. (''[[Il demone nero]]'')
*– Un paletto d'argento? Un crocifisso? Ma come potevi pensare che non avessimo già provato di tutto prima?! Gli abbiamo sparato, l'abbiamo pugnalato, bastonato, schizzato con l'acqua benedetta, gli abbiamo trafitto il cuore con un paletto, ma vive ancora. Lo vuoi capire? Nessuno sa come uccidere Dracula.<br>– Ah. E che cosa aspettavi a dirmelo? (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'')
*– Vuoi spiegarci che cos'è questa roba?<br>– Un concentrato di male e di peccati.<br>– Cosa?<br>– Questi oggetti appartenevano all'uomo più diabolico di tutti i tempi: il Conte Dracula.<br>– Dracula?<br>– Ho detto la verità nel descriverli in quel modo. Il mantello, il suo sigillo, il medaglione e il suo sangue.<br>– Il suo sangue?!<br>– Il suo... sangue.<br>– Ma-ma è soltanto polvere, polvere rossa.<br>– È giusto signori, sì. Soltanto polvere... (''[[Una messa per Dracula]]'')
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
*– Ridi quanto vuoi. Io trovo che sia affascinante.<br>– Oh, di questo non discuto. Ma io preferisco qualcuno di più normale.
*Proprio quando cominciavo a chiudere gli occhi ho sentito i lupi ululare. Poi è cominciato il sogno. Sembrava che tutta la stanza fosse invasa dalla nebbia. Era così fitta che a stento vedevo il lume vicino al letto, un fioco bagliore nella nebbia. E poi ho visto due occhi rossi che mi fissavano e una faccia bianca e livida è scaturita dalla nebbia. Mi è venuta vicino, così vicino! Sentivo il suo alito sul viso e poi le sue labbra! [...] E poi, la mattina, ero così debole. Era come se mi avessero tolta la forza vitale. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
*– Ma Dracula che cosa ha a che fare con lupi e pipistrelli?<br>– Dracula è il nostro vampiro.<br>– Ma professore, lei è certo...?<br>– L'immagine di un vampiro non viene riflessa dallo specchio. Per questa ragione Dracula ha voluto infrangerlo.<br>– Non per essere scortese, ma è un discorso che mi aspetterei da uno dei pazienti di questa clinica.<br>– Sì, ed è quello che penserebbero i medici inglesi e la vostra polizia. La forza di un vampiro sta proprio nel diffuso scetticismo della gente.
*Una nebbia rossa si diffonde sull'erba, avanzando come una lingua di fuoco che lui apre come un velario, e allora io vedo centinaia di migliaia di topi, con piccoli occhi rosso fiamma, come i suoi, ma solo più piccoli. E allora lui solleva la mano e li ferma tutti! Mi sembra che le sue labbra dicano: "Topi, topi, topi! Torme, milioni di topi, e tutti rosso sangue! E li darò tutti a te, se tu mi obbedirai!" ([[Renfield]])
*È venuto da me, poi si è aperto una vena nel braccio e mi ha costretto a bere. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
====''[[Dracula il vampiro]]''====
*Finalmente ho conosciuto il conte Dracula. Come speravo, egli è convinto che io sia qui per occuparmi dei suoi libri. Non mi rimane ora che attendere la luce del giorno. Poi, con l'aiuto di Dio, porrò fine per sempre al regno di terrore di quest'uomo. ([[Jonathan Harker]])
*Sono divenuto vittima di Dracula e della donna che è in suo potere. Forse sono condannato a divenire uno di loro. Se così fosse, che la persona che troverà il mio corpo sappia ciò che è necessario fare per poter liberare la mia anima. ([[Jonathan Harker]])
*Dopo la morte di Jonathan Harker, il conte Dracula, propagatore di questo male indicibile, è sparito. Dobbiamo trovarlo e distruggerlo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*Sappiamo di vampiri che hanno esistito per secoli. Dalle cronache, si desume che Dracula possa avere cinque o seicento anni. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''====
*Dopo un regno di innarrabile terrore durato più di un secolo, il re dei vampiri era stato finalmente scovato nella sua tana su un picco dei Carpazi. Per più di un secolo, molti avevano sperato di distruggerlo, e tutti avevano fallito. Qui, finalmente, un avversario armato di una profonda conoscenza delle orride forze del male lo distrusse in modo assoluto, definitivo... così almeno sembrò. Migliaia di persone erano state schiave dell'osceno culto del vampirismo. Ora esso periva alla sua stessa sorgente. Solo il ricordo rimaneva, il ricordo della più diabolica e orrida creatura che l'umanità abbia conosciuto.
*– Chi era il suo padrone?<br>– Era il Conte Dracula, signore. Di antica e aristocratica famiglia. [...]<br>– E non c'è nessun discendente?<br>– Il mio signore morì senza eredi, signore. Nel senso corrente dell'espressione.
*Se vuol assistere alla distruzione di un mostro generato dal Conte Dracula, venga con me. Ma, l'avverto, non è uno spettacolo edificante.
====''[[Le amanti di Dracula]]''====
*– So che la vostra chiesa venne una volta brutalmente profanata. Ma il responsabile di quell'orrendo misfatto fu annientato circa dodici mesi fa. Non è così? Non venne forse scaraventato nelle acque tumultuose del torrente, ponendo così misera fine alla sua esistenza? Non è questa la verità? E allora perché non siete tutti in chiesa questa mattina?<br>– C'è l'ombra, monsignore.<br>– Quale ombra?<br>– L'ombra del suo castello.<br>– Arriva fino alla chiesa.<br>– Al tramonto l'ombra tocca la chiesa.<br>– Quale castello? Quello di Dracula? È a quello che riferite? Perché non pronunciate il suo nome? Non può più farvi del male ormai. È stato gettato nel torrente o no? Ed è morto? È morto oppure no?<br>– Sì, è morto.<br>– E allora?<br>– Ma la maledizione esiste ancora. La sentiamo in quell'ombra anche quando siamo in chiesa.
*Il vampiro Dracula è vivo. Durante le ore della notte, Maria non deve essere lasciata mai sola. Hai capito bene? Neanche per un momento devi lasciare il suo capezzale.
*– C'è un castello in mezzo alle montagne che appartiene a un certo Conte Dracula. Lo conoscete?<br>– Ho capito di chi parlate.<br>– Devo andarci subito.<br>– Perché? È vuoto. Non ci abita più nessuno.<br>– Non per molto. Sta venendo qui.<br>– Dracula? È impossibile.<br>– È la verità! È la verità, ve lo giuro!<br>– Dracula è morto da più di un anno.<br>– No, vi assicuro che è vivo, e sta venendo qui!<br>– È colpa vostra! Ce l'avete portato voi!
*– Siamo stuffi della gente ce s'impiccia nei fatti nostri! Se noi ce ne stiamo tranquilli, Dracula ci lascerà in pace.<br>– È un diavolo! E finché sarà in vita nessuno di voi sarà al sicuro.
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*– Vengo da Londra.<br>– Da Londra?<br>– Vado a trovare uno dei nostri clienti. Forse lei lo conosce: il conte Dracula. Allora, lo conosce?<br>– Mio caro signore... Che Dio l'aiuti, perché se va dal conte Dracula, avrà bisogno di protezione.
*Che è successo al conte Dracula? Sono scappato dal castello. Lui mi ha inseguito insieme agli altri. Erano vampiri giganti con enormi denti. Volevano succhiarmi il sangue. Non l'ho sognato. Erano dei vampiri! Li ho visti nelle bare. Perché non vuole credermi? ([[Jonathan Harker]])
*Attraverso antiche leggende greche, indiane, magiare e perfino cinesi, ci è giunta notizia di un uomo che vivrebbe nutrendosi del sangue di altri esseri umani. In questo modo, non solo rimane in vita, ma non invecchia mai. Non è un fantasma, ma non lascia ombra. Può trasformarsi molto facilmente in cane, in vampiro, in gufo, o in qualsiasi altro tipo di animale. Vive solo di notte e durante il giorno si rifugia nella sua tomba. Le persone a cui ha succhiato il sangue vengono contagiate. Se muoiono si trasformano a loro volta in altrettanti vampiri. Il suo nome è Dracula. ([[Abraham Van Helsing]])
*– Allora perché non l'arrestano?<br>– Lei sottovaluta il conte Dracula. E poi che può fare la legge contro un uomo che vive al di fuori del nostro mondo?
*Finché Dracula è in vita, il tempo e lo spazio contano molto poco. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''====
*La raccappricciante leggenda del Conte Dracula estende il suo terrore molto al di là delle montagne della Carpazia fino alla metropoli vittoriana di Londra. Qui, in Hyde Park, avviene il definitivo confronto tra Lawrence Van Helsing e il suo irriducibile nemico, il vampiro Dracula.
*Mio nonno morì lottando con un vampiro, il più terribile, il più pericoloso vampiro di tutti i tempi. Però prima aveva raccolto delle prove. Prove positive. Non c'è niente da ridere, glielo assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Circa un secolo fa, ci sono avute prove, prove positive, che uno viveva in questa città: Dracula. Secondo le leggende, esso fu sepolto in Chelsea, probabilmente da uno dei suoi discepoli, e probabilmente a San Bartolph. Sì, in un angolo sconsacrato. Se il paletto è stato estratto dal suo cuore, egli potrebbe resuscitare. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Questa è la sua vendetta, una vendetta che si trascina da anni, una diabolica ritorsione contro i discendenti di Lawrence Van Helsing, mio nonno. Vuole sfogare il suo odio in questo modo, trasformando mia nipote in un essere come lui, facendola diventare un morto che vive, un vampiro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[I satanici riti di Dracula]]''====
*Il bacillo della peste, la Valham House, la distruzione psichica di intellettuali come il professor Keely e gli altri, sono tutti elementi di un piano, volto ad uno scopo preciso. Una vera forza. L'ombra di cui io vi parlo è più sinistra, più oscena di qualunque mostruosità possiate immaginare. Vincitore della putrefazione, maestro degli incorrotti, il Conte Dracula! ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Ho già distrutto il Conte Dracula una volta. Accadde più di due anni fa, nel Chiostro di San Bartolph's. Ma quell'essere può rinascere per rincarnazione. Si richiede un discepolo, una persona molto esperta nel rito. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Probabilmente nel suo subcosciente è ciò che desidera. La fine di tutto. Egli è un immortale maledetto che vive sulla violenza, la paura, il terrore. Ma supponendo, solo supponendo, che egli aspiri alla pace eterna, vorrebbe prima abbattere l'intero universo, vendicarsi di tutto. Uomini muoiono di peste a milioni, e come ombra della morte una sinistra figura si apre il cammino a colpi di falce. Il Conte Dracula è la profezia biblica di Armageddon. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Dopo aver distrutto ogni essere vivente sulla Terra, ti resterà un mondo vuoto da comandare. È questo che vuoi, Conte Dracula? Una grande fiammata fatta di orrore e di violenza? La spettrale distruzione di un intero pianeta? È questo il tuo ultimo desiderio? ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Dracula? Ha detto così? Dracula... Ha un suono così singolare. Tre sillabe, eh? Dra-cu-la. Ha un che di accattivante questo nome.
*Io non ho incontrato nome più perfetto negli annali della nobiltà. Vostro padre, figlie mie, riconosce la sostanza dalla forma: la polpa del frutto dalla buccia che lo riveste. Ci sono gli assaggiatori di vino e gli assaggiatori di nomi. Sì, "Dracula", una felice combinazione di oriente e di occidente, di realtà e di fantasia. Se non temessi di fare della letteratura o della retorica, che aborrisco, aggiungerei che in un certo senso gli mutua un qualche ingrediente del Conte di Montecristo, nonché di Sinbad il marinaio.
*Dracula ci dà una garanzia anche dal punto di vista glottologico. A tutt'oggi, non si sono segnalati nomi che finiscono in ''-ula'' che contengono un segno negativo.
*Vive del sangue degli altri. Non serve a nessuno, né adesso né mai.
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita. ([[Mina Murray|Mina Van Helsing]])
*È il conte che è pazzo. Mi ha promesso tanta carne. Dice che non dovrò più mangiare ragni e mosche, ma roba grossa. Creature umane. ([[Renfield]])
*Come osa [...] disprezzare l'essere più infelice e più gentile della Terra? ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]])
*Se avessi il potere di mandare la sua anima a bruciare nel fuoco eterno non esiterei a farlo. ([[Abraham Van Helsing]])
*Io sto morendo, e lui ride con la sua bocca rossa e quei dentoni bianchi affilati come quelli dei topi. Sono centinaia, migliaia, milioni! ([[Renfield]])
*Se ci sconfiggerà, allora Dio non esiste. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
*Il mio animo abbandona il mio corpo. [...] Non ho mai provato sensazioni tanto angoscianti. Non riuscivo a tornare da te, sono completamente sconvolta. [...] Dovevo! Era come se mi trascinasse, mi attirasse, e io ho perso il controllo. [...] Aveva gli occhi rossi. [...] Avverto ancora il sapore del suo sangue in bocca. ([[Lucy Westenra]])
*Non so, ma ho quasi la sensazione che il mio strano amico sia qui con me. Parla nei miei pensieri. Con lui mi sono sentita più viva di quanto lo sia mai stata. E ora, senza di lui e presto sposa, io mi sento confusa, smarrita. Forse, per quanto cerchi di essere buona, sono cattiva. Forse sono una donna cattiva e volubile. ([[Mina Murray]])
*Da vivo fu un uomo dalle qualità esemplari, e la sua mente era potente e grande. Ma più grande è la necessità di schiacciarlo e distruggerlo definitivamente. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*È tutta la vita che faccio questi sogni, intrappolata nelle tenebre con quell'uomo. Pensavo che fossero solo incubi, ma questo era così reale. Sentivo il suo respiro sulla pelle. Io sto cominciando a impazzire.
*Dracula non è un mito, non è il vaneggiamento di un romanziere irlandese, oh no. È reale, te l'assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Lui è stato il primo. Dracula è l'Adamo, il paziente zero. Ma a differenza di quelli che infetta, non può essere ucciso, non con mezzi che io conosca. [...] Tutto quello che distrugge gli altri vampiri, lui sopravvive. Ci dev'essere un modo! Ho passato tutta la vita cercando la maniera di ucciderlo. Egli è semplicemente fuori dalla portata della morte. Ma perché? Questa è la domanda che mi ha tormentato per oltre un secolo. Chi è questa creatura che cammina come un uomo, ma la cui immagine non si riflette? ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Molto tempo fa, [[Giuda Iscariota]] cercò la morte per i suoi peccati, ma gli fu negata. Oggi la corda non si è rotta ed è bruciato alle prime luci dell'alba. Ora sono io la custode delle sue spoglie. Se l'anima di Dracula dovesse ancora aleggiare sulle sue ceneri, io la terrò confinata per sempre.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Vedrai, ti piacerà lavorare per il Conte. È un vero gentiluomo, e ha fatto così tanto per questa gente. Mio padre dice che senza il suo aiuto, Passburg sarebbe ancora in pieno medioevo. ([[Lucy Westenra|Lucy Kisslinger]])
*Il Conte è sempre molto attento ai suoi ospiti.
*Stasera ho finalmente conosciuto il Conte Dracula. È più giovane di quanto pensassi, eppure il suo comportamento e il suo contegno in qualche modo sembrano contraddire il suo aspetto. ([[Jonathan Harker]])
*– Non si può andare avanti così!<br>– Finora vi è sempre stata bene. Quando il Conte pagava la scuola o pagava i vostri debiti, non avevate niente da obbiettare!<br>– Si è spinto troppo oltre. Santo cielo, Passburg sta diventando un cimitero, e voi non fate niente.<br>– Abbiamo stretto un patto con lui. Infrangerlo sarebbe peggio che rispettarlo.
*Egli ipnotizza gli umani, penetra le loro menti, dopodiché se ne impossessa. ([[Abraham Van Helsing]])
*La sua passione era come un fuoco violento. Consumava quello che voleva di più. ([[Abraham Van Helsing]])
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
*– Dracula, principe tra tutti i vampiri, teme la croce. Riuscite a capire che cosa significa?<br>– No. Spiegatemelo.<br>– Dio esiste. Dio esiste e finalmente anch'io l'ho trovato.<br>– Avete trovato il Diavolo.<br>– Se serve il Diavolo per condurmi dal mio Signore, allora io dico ben venga il Diavolo!
*– Che cos'è il Conte Dracula?<br>– In vita, era un principe di eccezionale cultura e di successo. Nella morte, suppongo si potrebbe dire che sia il migliore dei vampiri.<br>– Il migliore?<br>– Quello di maggior successo. La maggior parte sono selvaggi, mezzi pazzi. Raramente durano a lungo, mentre Dracula è riuscito a conservare la sua forma umana e il suo intelletto più o meno intatti per centinaia di anni.<br>– Bevendo sangue umano.<br>– Tutti bevono sangue. Dracula ha imparato a farlo bene, secegliendo le sue vittime con la massima cura, credo. Persino nella morte ha mantenuto la selettività di un aristocratico.
*Consideriamo che il Conte Dracula non sopporta la sua immagine, Dracula, che non vuole esporsi alla luce del sole e non può entrare in una casa senza essere invitato. Queste non sono maledizioni. Sono mere abitudini che sono diventate feticci e poi leggende a cui credete persino voi. Le regole della bestia: ne abbiamo discusso molto tempo fa. Ma perché? Di che cosa avete paura? Siete un guerriero nato da una stirpe di guerrieri. Vostro nonno è morto combattendo, vostro padre, i vostri fratelli, i vostri figli, i loro figli. E tutti sono caduti da eroi sul campo di battaglia, ma non voi. Non il Conte Dracula, il condottiero che si apposta nell'ombra e sopra le vite degli altri, indesiderato in ogni luogo, che dorme in una cassa di terra, eppure sogna la tomba di un guerriero, che si ritrova ammaliato da una ragazza innamorata della cosa che lui teme di più: la morte. E ora sappiamo perché questo {{NDR|il crocifisso}} funziona: perché rappresenta il coraggio che bramate di possedere, il coraggio che ci vuole per morire. Direi che vi vergognate. Il Conte Dracula si vergogna!
===Persone===
*A me di Dracula piace la sua fragilità così umana e sofferta, questa consapevolezza di vivere una dannazione eterna. ([[Marta Gastini]])
*Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Con ''Dracula'' e nella letteratura e nella cinematografia che ne sono derivate si è stabilizzato il tipo del vampiro nobile (Dracula è più spesso chiamato "il Conte") che si appropria delle vergini e dei bambini del suo feudo, nel quale si parla (sottovoce) di lui con odio e terrore. C'è un po' di [[Gilles de Rais]] in Dracula (e il [[Barbablù]] della fiaba è una sorta di vampiro). ([[Renato Giovannoli]])
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. ([[Christoph Waltz]])
*Dracula è una grande metafora, in realtà, Dracula è una brutta malattia che entra nella vita di una coppia e la sconvolge. Un cancro, che ti assale e che ti succhia via la vita, e che bisogna in qualche modo sconfiggere. ([[Sergio Rubini]])
*È molto attraente nella sua pericolosità. È la personificazione del male. È Lucifero. È Mefistofele. È come il diavolo, in realtà. ([[Gary Oldman]])
*Ha queste tre cose: una potente forza fisica, il potere di muoversi nel tempo e nello spazio e un fortissimo appeal sessuale per le sue vittime femminili. ([[Terence Fisher]])
*Il Conte, che si aggira di notte e dorme di giorno, parla alle ansie più intime, alle sessualità represse, a un mondo sotterraneo di sé segreti. Questo nobile luciferino è più stimolante degli innocenti che brama e, in un certo senso, il Conte stesso è una specie di teatro, nel quale sono messe in scena le nevrosi della sua era. ([[Joseph O'Connor]])
*Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare [...]. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. ([[Zoë Bleu]])
*Il suo morso è un bacio sensuale e allo stesso tempo efferato. ([[Asia Argento]])
*In quella sua prima apparizione Dracula somiglia molto al "gran personaggio" di cui parla [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] (ed entrambi ricordano il Diavolo), soprattutto nei particolari degli "occhi accesi" e del "labbro atteggiato di minaccia". [...] Anche il palazzo del "gran personaggio" può ricordare il castello di Dracula, oltre che certe architetture delle ''Mille e una notte'', soprattutto per la presenza delle "fantasime" [...]: le evanescenti e lunari mogli di Dracula. [...] E se si considera il vampirismo come una figura del male nel suo aspetto contagioso, la fuga di Harker equivale al rifiuto del protagonista del racconto manzoniano di diventare un untore. ([[Renato Giovannoli]])
*In realtà il conte Dracula – come [[Giacomo Casanova|Casanova]] e [[Dongiovanni]], come [[Marchese de Sade|Sade]] e [[Restif de la Bretonne]] – dovrebbe essere collocato nell'immaginario dell'amore prima che in quello dell'orrore. Con l'aggiunta di una sottolineatura crudele che, lungi dal rappresentare un limite, rientra per acquisizione non soltanto letteraria – ma di comune prassi erotica – tra le componenti essenziali della ritualità libertina.<br>Il [[bacio]] del [[vampiro]] è il [[morso]] dell'amante. ([[Franco Cuomo]])
*Molte ragazze sono attratte da Dracula perché desiderano lo stesso tipo di amore e devozione totali. ([[Zoë Bleu]])
*Ogni epoca ha il suo specifico terrore, figlio delle proprie esperienze. Per essere precisi, sembra che il vero successo di un'icona horror stia nel suo intercettare a mezza strada due diversi terrori, il primo chiuso nell'armadio dell'autore, e il secondo in quello dei lettori. Prendete l'esempio del conte Dracula: è noto che Bram Stoker scrisse il romanzo dopo aver trascorso un'infanzia da allettato, fra medici che scuotevano la testa e genitori rassegnati al peggio, per cui l'immagine di quel vampiro rialzatosi dalla bara altro non era che un rivivere il terrore di quel calvario. Fin qui il trauma dell'autore. Ma poi? Poteva bastare questo a fare di Vlad III di Valacchia un caposaldo del terrore moderno? Nossignore. Ciò che rese Dracula uno spauracchio collettivo fu il fatto che Stoker gli conferì ad arte tutte le caratteristiche dell'ignoto straniero trapiantato sul suolo britannico: il conte assetato di sangue venne trasformato in uno slavo antioccidentale, anticristiano, antitecnologico, antirazionale, ovvero in un formidabile ricettacolo di tutto ciò che i lettori inglesi potevano concepire come una minaccia alla loro identità. ([[Stefano Massini]])
*Per me, in termini di personaggi iconici dell'horror, il numero uno è Dracula/Nosferatu. ([[Bill Skarsgård]])
*Secondo le mie letture giovanili Dracula era il diavolo, l'angelo caduto, il che significa che potenzialmente aveva in sé il bene e il male. ([[Francis Ford Coppola]])
*Si vede che anche al cinema non muore mai, la sua eterna dannazione si riproduce nei film, nell’immaginario delle persone è condannato all’eternità. ([[Matilda De Angelis]])
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore" [...]. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. ([[Matilda De Angelis]])
====[[Vittorino Andreoli]]====
*Occorre avere ora il coraggio di dire che il conte giunge persino a intenerire, a fare pena. In fondo non è il mostro dalla forza sovrumana e incontrastabile, uno di quelli che si presentano sugli schermi della stupidità di oggi. Dracula è pur sempre un uomo, lo è stato mentre era in vita, nel senso storico del termine; era un eroe, uno che ha salvato il proprio popolo dai Turchi e a quel tempo dire turco richiamava alla mente il male e la violenza estrema. Un personaggio morto eppur pieno di bisogni: di giorno deve ritornare dentro una bara nascosto nella terra del cimitero in cui è stato sepolto, tanto da doversela portare sempre con sé. È terrorizzato dal bene o dai segnali del bene; i crocifissi d'argento, le particole consacrate che il professor Van Helsing usa come proprie armi di difesa. È un mostro che ha paura e che può essere vinto, tant'è che questa è la conclusione della storia.
*Il sangue è vita, senza sangue si è sfiniti, prossimi alla fine: dopo aver succhiato sangue Dracula ha forza e diventa persino giovane. Senza non può vivere tra i morti. Anche nel tempo presente sono infiniti i riferimenti a questa simbologia e assumono espressioni religiose: Cristo trasforma il pane in corpo e sangue del Signore e così dà la vita agli uomini. Lo trasforma in sangue perché il corpo senza sangue non vive. Del resto, quando muore sulla Croce, dà tutto il suo sangue, tanto che l'evangelista nota: dal costato usciva acqua. Aveva dato tutto.
*Il succhiare è il gesto della vita, la modalità con cui il neonato vive. Si attacca al seno e lo divora. Dalla madre passa la vita al bambino che così la succhia. Rimane un gesto pieno di fascino e nei giochi erotici dell'adulto il succhiare ha un ruolo importante: ancora una volta un simbolo di forza vitale. Dracula non ha nulla della aggressività orale di chi mangia, anzi egli non mangia mai, succhia soltanto. E in questo si è fermato al gesto della vita neonatale, il movimento primario per eccellenza: se il bambino non sapesse succhiare morirebbe.
*Tra le metamorfosi possibili a Dracula, la più significativa, tanto da diventare quella nota a tutti, è in un uccello, un pipistrello. La simbologia dell'uccello è sconfinata ed è anch'essa parte della vita. Il pene è popolarmente chiamato uccello: proprio perché si eleva e in quel volo dà la vita, il seme. Il pipistrello è un essere strano, potremmo dire perverso: sia perché appartiene ai mammiferi e non alla specie degli uccelli, sia perché è notturno e nella notte diventa un uccello del peccato, del proibito. Ha inoltre le caratteristiche di attirare e di divenire repellente. Di giorno poi non ha vita e rimane appeso, molle, in una caverna, mentre con il buio rinasce e cerca continuamente in quel volo inarrestabile la propria preda. Il sangue richiama dunque l'uccello-pene ed è suggestiva l'immagine del «battesimo di sangue» con la signora Mina attaccata al petto di Dracula, in una posizione che richiama la fellatio.
====[[Dario Argento]]====
*{{NDR|Sul suo Dracula preferito}} Dai, [[Bela Lugosi]] decisamente no. Lui era troppo grasso! Mi piacevano i film della [[Hammer Film Productions|Hammer]] con [[Christopher Lee]]. Lui sì che era selvaggio e spaventoso. Ricordo che ero molto giovane e che il suo Dracula mi spaventò parecchio. Io volevo cambiare la visione di Dracula e non mi interessava fare come Coppola. Forse volevo un Dracula più espressionista.
*Dracula ha una ferocia inaudita, tuttavia nasconde un lato molto romantico. Il suo amore per Mina è folle e puro. Animalesco, direi. E lo porterà alla rovina. Oltre che all'aglio, lui è vulnerabile al fascino delle famiglie.
*È un essere camaleontico. Secondo il mito, si trasforma solo in lupo o pipistrello. Io ho pensato che poteva assumere le sembianze di altri animali e insetti giganteschi: un topo, una cavalletta, uno scarafaggio... Inoltre, ha rapporti carnali con uomini e donne, ma questa non è una novità: nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi.
*Mi ha affascinato molto la storia di amore e morte che aleggia sul personaggio. Poi mi interessavano molto le sue trasformazioni, quando prende le sembianze di animali e altre creature. Un aspetto che in pochi hanno esplorato.
====[[Alessandro Baricco]]====
*Da Don Giovanni non divorzi. E Dracula non lo curi. Il piccolo armamentario dei medicamenti borghesi non può nulla contro quel tipo di desiderio. Vuoi salvarti? Allora inizia ad abituarti a un mondo in cui nemmeno i confini tra vita e morte sono certi, e la tua fidanzata, morta, la notte va in cerca di bambini da prosciugare, e tuo padre, morto, torna ogni tanto a punire i tuoi amanti. Non piace, quel mondo? Peccato, è l'unico che c'è.
*Difficile immaginare un personaggio che meglio di Dracula prenda su di sé, e traduca in carne e parole, il terrore. Non c'è nulla che, in lui, non sia terrore cristallizzato in gesto, immagine, parola, odore, tempo, colore. L'artigiano che era in Stoker lavorò da dio. Senza trascurare il minimo dettaglio. Se c'era un modo per dire che un mondo senza centro è un campo da gioco terrorizzante, Dracula lo disse. E quel vampiro è, simultaneamente, l'enunciazione di un teorema e la sua dimostrazione. Il che può aiutare a capire come si sia impigliato, una volta per sempre, nella fantasia collettiva.
*Una cosa curiosa di ''Dracula'' è che Dracula vi compare pochissimo. Di persona, intendo dire (se si può usare l'espressione di persona parlando di un vampiro). Riassumendo, lui compare in carne e ossa (idem) nella prima parte del romanzo, quando Jonathan Harker gli rende visita in Transilvania. Poi, si può dire che scompaia. Le sue apparizioni sono poco più che bagliori: un cane che scende da una nave, un pipistrello che sbatte contro un vetro, una nebbia che scivola sotto le porte. Di rado compare in fattezze umane, e quando lo fa è sempre per pochi istanti, subito ingoiato dal buio, dalla folla, dalla nebbia: sulla collina di Whitby, con Lucy; una volta per strada, in mezzo alla gente; stretto a Mina in un lampo che acceca i testimoni; e poi il tempo di una breve invettiva, prima di scappare, quando gli inseguitori lo attirano in una stanza dove non riusciranno a prenderlo. Anche la sua voce, così pedante e rigogliosa durante la visita di Jonathan, sparisce nel polverone delle parole altrui: il virgolettato di Dracula, per quattro quinti del romanzo, si riassume in una paginetta di frasi neanche tanto memorabili. Considerato quanto parlano gli altri, lui praticamente tace. La cosa è curiosa perché, al contrario, tutto il romanzo è ossessivamente posseduto, senza eccezioni, dalla sua figura. Non c'è nulla, in Dracula, che sia lì per una qualche sua energia autonoma: tutto esiste perché esiste Dracula. Lui è la luce che ritaglia via gli altri dall'indistinta oscurità del semplicemente esistente. Tutto diventa racconto se incontra lui, e nulla che non incontri lui diventa racconto.
====[[Carlo Della Corte]]====
*Dracula conta molto più del suo autore. Nel migliore dei casi, per costui, è la sua proiezione pantografata. Altrimenti un personaggio d'estro, di quelli che nascono dopo una micidiale sbronza in un pub.
*Magari lo Stoker detestava la monarchia e i nobili in genere e cercò di caricare un conte dei più perfidi e goffi misfatti. Fu così? Non lo sapremo mai.
*Stoker, come tutti gli scrittori di un qualche talento, aggiunse al suo cocktail uno spruzzo di particolare veleno. Tanto che, ancor oggi, questo bastardissimo Dracula funziona. Sul piano fumettistico e cinematografico, d'accordo. Ma anche psicologicamente. È diventato un modello, un maestro di ciò che non si deve essere (il ''«ciò che non siamo ciò che non vogliamo»'' di Montale?).
====[[Claudia Durastanti]]====
*Di tutti i protagonisti delle storie dell'orrore, le fiabe macabre e i romanzi gotici che mi tenevano sveglia la notte, Dracula era quello più simile a un supereroe. Come tutti i supereroi dei fumetti più interessanti, invece di essere orgoglioso del suo potere – la capacità di vivere per sempre (quantomeno tenendosi lontano da paletti di frassino e spicchi di aglio) –, Dracula arrivava quasi a odiare il suo talento speciale e attraversava la sua condizione con malinconia, da aristocratico solitario e triste.
*Dracula ama fare conversazione: sono la cultura e la lettura a renderlo quasi umano. Non ha la furia rozza del lupo mannaro, né la monotonia del diavolo. Grazie a Stoker, il Conte ci insegna che siamo destinati a diventare vampiri ogni volta che ci affezioniamo a qualcuno, e ci ricorda che quando leggiamo un libro, di fatto succhiamo il sangue dalle parole per diventare immortali. A metterla così, è difficile stabilire cosa ci rende davvero diversi da questo supereroe inconsolabile.
*Dracula ci parla, ci irretisce, ci imprigiona, ma sempre con l'idea che quel che vuole non sia tanto il nostro sangue quanto la nostra compagnia.
*Leggendo la sua storia, si capisce bene che il suo vero potere (la sua vera condanna) è desiderare gli altri, non vivere per sempre.
====[[Ernesto Ferrero]]====
*Come la [[Mostro di Frankenstein|Creatura]] del [[Victor Frankenstein|dottor Frankenstein]], è un ibrido nato in laboratorio, dopo una notte d'incubo (pare che Stoker avesse fatto indigestione di una zuppa di gamberi all'ungherese). I Carpazi non c'entrano, con buona pace di [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e dei romeni, che hanno cercato di trasformare il conte in attrazione turistica: resta un personaggio rigorosamente e inconfondibilmente ''made in England'', come il whisky, il tweed, le pipe Dunhill e tutte le buone cose che si comperano da Harrod's.
*Come un eroe di Bataille, Dracula non fa che anticipare un'equazione quella tra [[Eros]] e [[Tanato|Thanatos]], che nel Novecento sarebbe diventata ovvia; porta alle estreme conseguenze la violenza che è implicita nell'erotismo, e ci obbliga a riconoscere – come i libertini filosofi di [[Marchese de Sade|Sade]] – che i vertici del piacere coincidono con i rituali della violazione.
*Dracula attende ancora il suo [[Michel Foucault|Foucault]] o il suo [[Roland Barthes|Barthes]], e continua a funzionare come un trovarobato di effettacci per sceneggiatori a corto di idee.
*Le misure che i «buoni» prendono contro Dracula e i suoi adepti portano sul piano simbolico i violenti sistemi della psichiatria ufficiale, lanciata a «razionalizzare» il sistema manicomiale: paletti nel cuore, taglio della testa e aglio in bocca. Avesse potuto, il dottor [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]] avrebbe sottoposto volentieri quel paranoico patetico e disperato che è il vampiro all'elettroshock. Tutto gli sarebbe passato per la mente, meno che andarsi a leggere un'operetta uscita quasi insieme alla storia di Dracula: ''L'interpretazione dei sogni'', opera di un giovane e ambizioso collega ebreo che lavorava a Vienna.
*Lungi dall'incutere orrore, il conte vampiro incarna il personaggio patetico e disperato di un ''«deviante»'' abbastanza innocuo, la cui unica cattiveria consiste nell'approfittare della distratta disponibilità di vittime che vogliono essere tali. Il vero orrore sta dall'altra parte, nell'ipocrisia degli inibiti, negli psichiatri che maneggiano l'aglio, il paletto e il crocifisso.
*Personaggio umbratile e complesso, Dracula è figlio della repressione vittoriana e della presunzione positivista, il simbolo in cui si intrecciano [[Eros]] e [[Thanatos]], Trasgressione e Controllo Sociale, Libido e Sublimazione, Immortalità e Necrofilia, Desiderio e Paura, Scientismo e Irrazionalità.
*[[Vlad III di Valacchia|Vlad l'Impalatore]] è un macellaio sadico, Dracula è un artista. A fine millenio, è lui a dirci che la Letteratura è ancora una cosa seria anche quando sembra voglia soltanto divertire.
====[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]====
*Dracula ci insegna a confrontarci con una teoria che conosciamo per esperienza, ma spesso non vogliamo ammettere, cioè raramente le cose sono ciò che sembrano. Sappiamo che Dracula rappresenta ciò che Freud chiamava arcano, ciò che avrebbe dovuto rimanere nascosto ma alla fine viene in superficie. C'è qualcosa in Dracula il vampiro che risulta al contempo alieno e familiare e che tentiamo di non riconoscere, perché vediamo sempre la nostra immagine riflessa in uno specchio, ma non possiamo vedere quella dei vampiri. Ecco perché, dopo tutte le nostre ricerche, ci siamo persuasi del fatto che fino a quando gli umani non avranno scoperto sia il segreto dell'immortalità fisica sia quello dell'eterna giovinezza, il mistero di Dracula continuerà a sopravvivere.
*Dracula è un solitario, mentre i suoi nemici riescono a vincerlo solo se si alleano. Il messaggio è chiaro: se si uniscono le forze della comunità e la buona volontà, si può sconfiggere il male.
*Stoker sapeva ciò che un suo contemporaneo, [[Sigmund Freud]], stava iniziando a scoprire, cioè che raramente le cose sono ciò che sembrano. Il conte Dracula sembra un gentiluomo ma in realtà è un predatore.
====[[Jesús Franco]]====
*Amo Dracula, è un personaggio straordinario, uno dei più potenti della letteratura e considero il romanzo un capolavoro.
*È molto più profondo {{NDR|di [[Victor Frankenstein]]}}, possiede una qualità letteraria altissima.
*Non si può spiegare Dracula a ogni film, è là una volta per tutte, pieno di violenza. Spiegare è una perdita di tempo e una stronzata.
====[[Fabio Giovannini]]====
*Dracula è un falso aristocratico: nessun servitore, infatti, gli facilita la vita (o la non-vita) al castello. Non ha attorno a sé nemmeno il chiasso conviviale ed orgiastico di un signore feudale: il suo maniero è tetro, e lui stesso non tocca mai cibo.
*Dracula è un libertino. Si sceglie molte donne e se ne nutre. Ma non riesce mai ad essere maschilista quanto il suo nemico Van Helsing.
*Dracula è un ottimo turista. Sceglie con cura il nome delle navi con cui salpare. Per arrivare a Londra usa la «Demeter», che ricorda la suocera del dio degli Inferi, Demetra (che è anche simbolo di fertilità, e Dracula è una sfida alla procreazione ma è anche propagatore di vampiri). Per tornare in patria, invece, sceglie la «Czarina Caterina», il cui nome coincide con la zarina forse più immorale e dissoluta di tutta la storia russa.
*[[Bela Lugosi|Lugosi]] è il caso limite, ma Dracula è sempre una maschera maligna, una volta appiccicata sul viso non è più possibile staccarla. Lo stesso destino è accaduto a [[Christopher Lee]], in parte a [[Klaus Kinski]] e a [[Frank Langella]]. Gli interpreti del vampiro diventano tutt'uno con lui e difficilmente si liberano della sua presenza.
*Qualcuno ha visto nel Dracula di Stoker un'influenza diretta delle teorie di [[Cesare Lombroso|Lombroso]] (del resto citate dallo stesso Stoker), ma l'ipotesi è di difficile dimostrazione. Se è vero che Lombroso e la sua scuola ci informano che «riguardo ai denti, si incontrano negli assassini i canini molto sviluppati», è anche vero che Dracula fa bella mostra di una fronte spaziosa e alta, negata ai criminali dai lombrosiani e attribuita viceversa ai geni. Dove il vampiro spezza di più le categorie dei delinquenti di Lombroso, [[Enrico Ferri (criminologo)|Ferri]], [[Raffaele Garofalo|Garofalo]] e altri fisionomi, è negli occhi, mai sfavillanti in un criminale secondo le «regole» di quella fisiognoica.
====[[Christopher Lee]]====
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|Christopher Lee interpretando Dracula in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Alla fine credo che Dracula sia un vero anti eroe, dotato di una grande forza che spesso non sa controllare e questo dà delle difficili responsabilità per l'interprete. Non è infatti semplice rendere credibile un personaggio come Dracula che la gente guarda per un'ora e mezza sapendo di dover accettare qualcosa che non accadrà mai nella vita reale.
*Dracula continua a perseguitarmi. Pazienza. Una cosa però la devo volentieri a quel tenebroso conte: mi ha insegnato nella realtà e nella finzione a camminare in equilibrio tra dramma e ironia.
*Dracula rappresenta solo un momento della mia carriera nella quale ho girato oltre 300 film. Sono fiero di quel ruolo ma non voglio morire come Bela Lugosi, legato esclusivamente a un personaggio, a un film. Personalmente credo di aver dato molto al personaggio, accentuando l'aspetto erotico che, precedentemente, era stato quasi del tutto ignorato.
*Ieri un giornale ha scritto che io avrei interpretato Dracula 11 volte, un altro ha scritto che avrei interpretato una parodia di quel ruolo: non è assolutamente vero! Spesso i giornalisti non si informano e questo mi da fastidio. Comunque non capisco perché la gente ancora continui ad identificarmi con quel personaggio...
*Io credo che, sullo schermo, Dracula non sia mai stato realizzato bene. Del resto, ci sono attori e registi che non hanno nemmeno letto il libro di Stoker. Però io sono stato più fortunato di altri miei colleghi, perché ho potuto conoscere la nipote e il bisnipote di Stoker.
*Non ho mai interpretato il personaggio correttamente, nessuno lo ha mai fatto... [...] Nemmeno la versione di Coppola rispetta il libro, presentando Dracula esattamente come viene descritto nel romanzo. Nel film che ho interpretato diretto da [[Jesús Franco|Jess Franco]] ci siamo andati vicino, perlomeno da un punto di vista iconografico, però il film non è un granché.
*Quando accettai la parte ero determinato a non vedere quanto fatto precedentemente da altri attori, Lugosi in particolare. Non volevo fare le cose che aveva fatto e pensavo che nel profondo della Transilvania un vampiro in smoking fosse ridicolo. Così non ho mai copiato Lugosi. Cercai di entrare nella parte leggendo il libro di Stoker, studiando la sceneggiatura ed elaborando una mia visione del personaggio. Per prima cosa stabilii che, essendo un nobile, doveva avere una presenza regale, impressionante nel fisico. Allo stesso tempo, doveva conservare negli occhi uno sguardo triste come un uomo prigioniero della propria vita che prova una sorta di disperazione che diventa una luce di pace nel momento in cui muore. Insomma, un carattere con molti aspetti diversi da far coincidere: molto pericoloso, fiero, forte oltre le capacità umane, irresistibile per le donne, rispettato dagli uomini che, in fondo, vorrebbero essere come lui.
*Uno della tv inglese mi ha chiesto chi vincerebbe tra Dracula e [[Saruman]]. L'ho guardato a lungo in silenzio: spero di averlo spaventato a morte.
====[[Luigi Lunari]]====
*Le cronache parlano di un [[Vlad II Dracul]]a, principe di Valacchia, che intorno al 1430 si distinse nella lotta contro i turchi, e di suo figlio [[Vlad III di Valacchia|Vlad III Dracula l'Impalatore]], che in sei anni di regno, tra il 1456 e il 1462, avrebbe ucciso tra i quaranta e i centomila cristiani, più un congruo numero di nemici turchi, con il prediletto metodo dell'impalamento. Nessuno dei due è compatibile quanto Stoker fa narrare dal Conte nel terzo capitolo del romanzo: in particolare sorprende che – eventualmente – egli non abbia pensato alle ghiotte occasioni di orrore che i gusti di Vlad Tepes (l'Impalatore) gli mettevano a disposizione. D'altronde, la componente orrorifica del suo Conte si esercita su tutt'altro piano da quello dell'impalamento e non è poi da escludere l'idea che un eccesso di orrore potesse risultare controproducente nei riguardi del lettore vittoriano. La conclusione sotto questo profilo è che il ''Dracula'' di Stoker non abbia assolutamente nulla a che fare con la storia dei vari Vlad – al di là della suggestione esercitata dal nome – e che l'autore abbia fatto un po' di confusione in proposito. Più concretamente, tra i motivi ispiratori del suo personaggio, è certo – per sua esplicita dichiarazione – che vi fosse anche lo stesso [[Henry Irving]], d'aspetto fisico non incompatibile con il Vampiro transilvano.
*Non è chiaro [...] perché il Conte tenga tanto a recarsi a Londra, e perché trattenga Harker nel proprio castello per quasi due mesi, dandogli così tempo e modo di scoprire ogni verità sul suo conto; e perché poi faccia oggetto delle sue libidini Mina Murray, la sola donna in Inghilterra (e nel mondo) che attraverso il diario di suo marito Jonathan sa tutto di lui. Ma se credibilità e verosomiglianza devono essere elementi di giudizio, come potremmo non bocciare Corneille e Alfieri, con gli inverecondi assurdi generati dal rispetto delle tre unità aristoteliche?
*Per ricco che sia il passato, e fin troppo ricco il futuro (in tutto lo sbizzarrirsi sulle pagine, sulle scene, sul grande e piccolo schermo...) l'immagine di Dracula è – per sempre – quella che Stoker ci ha consegnato; e la storia è quella che lui ci ha raccontato. In questo lavoro di riassunto e di messa a fuoco, Stoker pesca – se così si può dire – da quanto il passato gli ha messo a disposizione: del folclore conserva il potere scongiurante dell'aglio e il valore salvifico della decapitazione; tra le tecniche dissanguanti trascura il morso sul seno per adottare quello sul collo; fra le trasformazioni del mostro privilegia il lupo e il pipistrello; giustamente ignora come non congrua l'idea che il vizioso maligno rechi con sé la peste; dalla letteratura prende l'idea della raffinatezza e della cultura del protagonista, dalla storia raccoglie la misteriosa e inquietante origine dello stesso, e la sua ambientazione nell'inimitabile scenario della Transilvania.
====[[Jack Palance]]====
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|Jack Palance interpretando Dracula ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Credo che il fascino di personaggi come Dracula e altri di quel genere sia lo stupore che provocano: cosa potrebbe essere stato, come è stato? Questo è diverso, questo è un altro mondo. È davvero esistito? Potrei arrivare a farne parte per un periodo senza farmi del male o avere fatto del male?
*Credo che sia l'unico personaggio che abbia mai interpretato a farmi paura.
*È un personaggio piuttosto suggestivo. Lo è sempre stato e lo è ancora adesso. Quindi che piaccia al pubblico non sorprende affatto.
*Non l'ho mai considerato un personaggio cattivo. Qualcuno mi ha detto che è il personaggio più cattivo che abbia mai interpretato, ma per me accetto quell'opinione ma di certo non direi la stessa cosa. Dracula, secondo me, non era più cattivo di un uomo qualsiasi. Era una persona intrappolata in una situazione. "Cattivo" è un termine che gli è stato dato dagli altri. So che se [...] viene fatta quella domanda a Dracula, ovviamente ti direbbe che non c'era niente di cattivo in lui. Faceva quello che secondo lui era giusto.
====[[Tommaso Pincio]]====
*Dracula non è vivo ma neppure morto. La definizione di «non-morto», confezionata dalla letteratura gotica, gli calza a pennello. Ciò non significa però che quella di «non-vivo» risulterebbe inappropriata. Tutto considerato, sarebbe più giusto chiamarlo «non-qualsiasi cosa», giacché il suo potere insidioso è per l'appunto quello di riuscire a diventare qualsiasi cosa senza mai esserlo davvero, che è poi quel che fanno gli specchi: riflettere tutto fuorché se stessi. Lo dimostrano proprio le manipolazioni e i fraintendimenti che hanno fatto la fortuna del romanzo di Stoker. Perché contemplando uno specchio è facile confondere questo con il riflesso, e ancor più lo è dimenticare che il riflesso non è mai la copia esatta delle cose ma la loro immagine inversa. È facile cioè dimenticare che il riflesso non è la pedissequa restituzione delle nostre sembianze, bensì un bagliore oscuro del nostro profondo, del nostro lato segreto, delle cose che non osiamo confidare a nessuno. Per quanto, sono proprio le cose di noi che gli altri ignorano a renderci ciò che davvero siamo: discendenti poi non così lontani del conte Dracula.
*Il conte si trasferisce a Londra per trovare «sangue nuovo». Evita tuttavia lo scontro aperto, poiché dispone di un formidabile cavallo di Troia. Può infettare le donne. Il suo morso è come un perverso bacio a una bella addormentata. Risveglia pulsioni che l'ordinata società inglese aveva tenuto sopite e sotto controllo e, risvegliandole, sonvolge gli equilibri: fortifica il sesso debole e indebolisce quello forte. Riassunto in questi termini sembra quasi un racconto di fantascienza, un<nowiki>'</nowiki>''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'' di fine Ottocento.
*Oltre a essere noto a chiunque, Dracula è divenuto sinonimo di vampiro, se non il vampiro massimo, il capostipite dell'intera genia dei succhiatori di sangue. Quanto a Bram Stoker, invece, in pochi sanno chi sia e gran parte dei pochi lo conosce quale autore di quell'unico libro. Tale è stata l'affermazione di Dracula che in molti hanno finito per considerarlo alla stregua di una figura storica, negando di fatto a Stoker il merito dell'invenzione letteraria.
====[[Francesco Saba Sardi]]====
*Dracula è, in fin dei conti, il ponte tra l'orripilante romantico e il ''thrilling'' moderno. Alla soglia d'un secolo di "meraviglie possibili", che già si prospettava la conquista degli astri e l'apocalisse, nel secolo dei colonialismi e che preparava le "grandi guerre", il secolo dell'industrializzazione forzata e della mobilitazione generale, e in cui la Spiegazione dominava sovrana, Dracula era un'invenzione addirittura ovvia. Il Male c'è? E dunque, diamogli una fisionomia, cartografiamolo, narriamone le avventure, rendiamole logiche pur lasciando loro, com'è ovvio, quello che si suppone essere il proprio del romanzesco, il residuo indecomponibile del Mistero. Dracula diviene così una "storia ddel caso", i cui referenti sono la criminalità e la pazzia. Il ''fin de siècle'' vede all'opera scienziati decisi a tutto sondare, a non lasciare nessuna terra ingognita inesplorata, strati profondi della psiche o deserti polari che siano. È un'epoca che gli enigmi li smonta e fa a pezzi come giocattoli, dimostrandone l'inconsistenza e indicando come venirne a capo grazie alle ricette, accessibili a tutti, contenute nei grandi repertori del Sapere. È un'epoca scientifica.
*Le caratteristiche fisiche del Vampiro non sono desunte direttamente dalla letteratura; o, per meglio dire, letteratura orale e scritta avevano, da secoli, fissato e imposto la fisionomia del vampiro, passandola in retaggio al teatro, ai testi "scientifici", compresi quelli di psichiatria ottocentesca (nei quali i casi di "vampirismo" sono frequentissimi), ai manuali religioso-penitenziali. Stoker ha tracciato un "ritratto dal vero", come del resto imponevano le norme, allora vigenti, del realismo, le quali trascuravano il fatto che la maniera di vedere il mondo è in larga misura culturale; in altre parole, Stoker ha copiato un modello in carne e ossa, sì, ma prefabbricato dalla letteratura e da una tradizione a sua volta condizionata da quella. Il modello si chiamava [[Henry Irving]], era suo grande amico, faceva l'attore, era dotato di voce "sibilante e terribile" e si era specializzato nella versione per le scene di ''Frankenstein''.
*Lui è un relitto feudale che studia l'inglese, preparandosi programmaticamente all'invasione dell'Occidente; ha addirittura interessi politici o per lo meno il desiderio di comprovare che i ''voivoda'', incarnazione dell'autocrazia medioevale, non sono affatto defunti (non del tutto). È un diavolaccio transilvano concretissimo – e del resto, tutto ciò che non è "civile", cioè moderno e occidentale, è per definizione diabolico –, insomma un demonio di impronta cattolica, corposo, tardobarocco più che neogotico, e non mosso da oscuri istinti, da forze che lo trascendono. È anzi una "mente criminale" in pieno sviluppo, un delinquente "nato" alla Lombroso, e Stoker-van Helsing espressamente lo definisce tale, anche se conserva, di tempi "men leggiardi e più feroci", il soffio della leggenda, lo stregonesco, l'oscuro, il misterico. Non per niente è di cultura germanica, un feudatario dell'impero asburgico, deciso, al pari dei signori della corte di Vienna o di Berlino, a inserire il feudalesimo nel sistema moderno, a sposare castello e fabbrica.
*Siamo purtroppo abitatori d'un astro divenuto terribile e figli d'un secolo che ha inventato e imposto psichiatria, psicoanalisi, sociologia e altre presunte "scienze dell'uomo". E la simpatia per il malvagio presuppone pur sempre la scissione tra Bene e Male, la scelta per l'uno o per l'altro campo equivalendo a quella tra potere a contropotere: il Conte Vampiro e i suoi predecessori ed epigoni sono gli sconvolgitori del codice, i devianti dalle formule; e si suppone che come tali abbiano, in fin dei conti, una funzione benefica: servono a contestare, svecchiare, rinnovare, richiamare alle "altre dimensioni". Dracula, voglio dire, non è un dio Briccone, non è un Reineke Fuchse, ma è uno che insegna e ammonisce ''a contrario'': è la faccia del peccato, additata a esempio con un procedimento che il Romanticismo ha introdotto e che è consistito, puramente e semplicemente, nel ribaltare il Libertino settecentesco e la sua filosofia. In fin dei conti, ''absit iniuria verbo'', Dracula è figlio delle ''Liaisons dangereuses''.
====[[Flavio Santi]]====
*Devo confessare che a me lo stesso Dracula fa molta simpatia: in fondo è un reietto, condannato a una vita d'inferno che forse non ha scelto del tutto, lui era un antico difensore della cristianità.
*Diciamocelo. Senza il cinema che l'ha subito adottato (Murnau non poté utilizzare il titolo ''Dracula'' per questioni di diritto d'autore), Dracula – e con lui Frankenstein – avrebbero fatto la fine di Melmoth, grandissimo romanzo gotico, che ho avuto la fortuna di tradurre (è stato appena ristampato da Neri Pozza), figura amatissima per tutto l'Ottocento e il Novecento (lo adoravano Puskin, Balzac, Nabokov, da noi Manganelli), ma senza versioni filmiche è rimasto relegato agli appassionati del genere, e basta.
*Dracula appartiene alla Natura proprio come i ciliegi in fiore. Agli occhi della Natura anch'egli ha diritto di esistere – per quanto violentemente e forse (per noi) incomprensibilmente. Forse dovremmo imparare a convivere con Dracula, chissà...
*Dracula è lo straniero che vuole integrarsi? Anche. Oggi con il [[Pandemia di COVID-19|Covid]] diventa anche metafora del contagio. Perché no? Insomma, quello che voglio dire è che il livello di stratificazione dei significati è impressionante.
*Dracula stesso è una sorta di avveduto investitore immobiliare – sospetto che giochi anche in Borsa, come il diavolo nel racconto di Balzac, ''Melmoth riconciliato''.
====[[Dacre Stoker]]====
*L'immaginario vampiro chiamato Conte Dracula è universale perché è stato basato in origine sulla mitologia del tempo e sulle superstizioni che poi erano parte di quasi ogni cultura nel mondo. Questo immaginario basato sulla realtà è il motivo per cui le persone possono in qualche modo identificarsi con l'idea della possibilità che i vampiri esistano.
*Nel romanzo Dracula di Bram, il Conte è presente solo per circa il 30% della storia, ma i lettori sono molto consapevoli della sua presenza al 100% del tempo.
*Penso che ci siano stati molti attori che hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretazione di Dracula, tutti sono un pò diversi, il Signor [[Christopher Lee]], [[Bela Lugosi]], [[Frank Langella]] e [[Gary Oldman]] sono al top della mia lista.
==Film==
*''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)
*[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]
:*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
:*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
:*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
:*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
:*''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'' (1974)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il demone nero]]'' (1974)
*''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]'' (1974)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Fracchia contro Dracula]]'' (1985)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Dracula: morto e contento]]'' (1995)
*''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000)
*''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Hotel Transylvania]]'' (2012)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Conte Orlok]]
*[[Vampiro]]
*[[Vlad III di Valacchia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dracula, Conte}}
[[Categoria:Cattivi]]
[[Categoria:Personaggi legati a un'antonomasia]]
[[Categoria:Personaggi di Dracula]]
[[Categoria:Personaggi teatrali]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Stoker - Dracula, Sonzogno, Milano, 1922 (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula illustrato sulla copertina della prima edizione italiana di ''Dracula'']]
'''Conte Dracula''', personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da [[Bram Stoker]].
==Citazioni del Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
[[File:Dracula 1902 Doubleday (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in un'edicola illustrata del 1902]]
*Benvenuto nella mia casa. Entrate liberamente. Andate tranquillo, e date a questo luogo qualcosa della felicità che recate con voi!
*State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica! [...] Ah, signore, voi che vivete in città non potete far vostri i sentimenti di un cacciatore.
*Sono arrivato a conoscere la vostra grande Inghilterra, e conoscerla vuol dire amarla. Non vedo l'ora di trovarmi anch'io nelle strade affollate della vostra sterminata città, di essere preso nel vortice e nella frenesia di quella umanità, condividerne la vita, i mutamenti, la morte, e tutto ciò che ne fa quello che è.
*Io so che a Londra, andando in giro e parlando, nessuno mancherebbe di accorgersi che sono uno [[straniero]]. Questo non mi basta. Qui sono un nobiluomo. Sono un [[Boiardo (storia)|boiaro]]. Tutti mi conoscono, sanno che io sono il signore e padrone. Ma uno straniero in terra straniera non è nessuno. La gente non lo conosce, e non essere conosciuto vuol dire non avere importanza. Mi basterebbe essere come chiunque altro, in modo che nessuno si fermi quando mi vede, o smetta di parlare se sente le mie parole. 'Ah, ah! Uno straniero!' Sono stato un signore e padrone così a lungo che pretenderei di continuare a esserlo, o – se non altro – che nessuno possa dirsi signore o padrone sopra di me.
*Qui siamo in [[Transilvania]], e la Transilvania non è l'Inghilterra. I nostri usi e costumi non sono i vostri, e a voi molte cose appariranno strane.
*Questa regione è stata contesa per secoli tra i valacchi, i sassoni e i turchi. E dunque non vi è zolla di terra che non si sia impreziosita del sangue di uomini, patrioti o invasori.
*Vengo da una vecchia famiglia, e il vivere in una casa moderna mi ucciderebbe. Una casa non può essere resa abitabile in un giorno, e dopo tutto, quanti pochi giorni concorrono a fare un secolo!
*Un nobile transilvano non ama pensare che le sue ossa possono giacere accanto a quelle di comuni mortali.
*Io non inseguo l'[[allegria]] e le risa, né amo la luminosa voluttà del troppo sole e delle acque cristalline. Non sono più giovane, e il mio cuore, logorato da anni di lutto per i tanti morti, mal si intona all'allegria.
*Io amo le ombre, e quando posso preferisco star solo con i miei pensieri.
*Noi [[Siculi (Transilvania)|szekely]] abbiamo il diritto di essere orgogliosi, perché nelle nostre vene scorre il sangue di molte audaci razze che hanno combattuto come combatte il leone, per il predominio sugli altri. Qui, crogiuolo delle razze europee, le tribù ugre hanno portato dall'Islanda lo spirito combattivo che era stato dato loro da [[Thor]] e da [[Odino|Wodin]], i cui [[Berserkr|berseker]]s hanno dato prova tanto crudele su tutte le spiagge d'Europa; sì, e d'Asia e d'Africa, che le genti pensavano che fossero nientemeno che lupi mannari. Anche qui, quando sono arrivati, vi hanno trovato gli [[unni]], la cui furia battagliera aveva spazzato la Terra come una fiamma vivente, fino a che quei popoli morenti non si sono ricordati che nelle loro vene scorreva il sangue delle antiche streghe che, cacciate dalla [[Scizia]], si erano unite con i demoni nel deserto. Pazzi, pazzi! Quale demone o quale strega poteva competere con [[Attila]], il cui sangue anima queste vene?
*C'è forse da stupirsi che fossimo una razza di conquistatori, che fossimo orgogliosi, e che quando i magiari, i lombardi, gli avari, i bulgari, o i turchi si spinsero a migliaia a minacciare le nostre frontiere li abbiamo respinti? È forse strano che quando [[Árpád d'Ungheria|Arpad]] e le sue legioni hanno invaso la patria ungherese abbiano trovato noi qui, sulle nostre frontiere, e qui si sia compiuto l'Honfoglalás? E quando gli ungheresi dilagarono verso oriente, gli szekely, acclamati consanguinei dei magiari vittoriosi, per secoli ebbero il compito di difendere le frontiere con la terra dei turchi.
*Chi ha riscattata la grande vergogna della mia nazione, l'[[Seconda battaglia del Kosovo|onta di Cossova]], quando le bandiere dei valacchi e dei magiari furono umiliate nella polvere davanti alla Mezzaluna? Chi, se non un Voivoda della mia razza,<ref>[[Vlad III di Valacchia]]</ref> osò traversare il Danubio per sconfiggere il turco sul suo stesso terreno? Fu un Dracula, certo! Maledetto invece il suo indegno fratello,<ref>[[Radu III il Bello]]</ref> che – lui caduto – vendette al turco il proprio popolo piegandolo alla vergogna della schiavitù! E non fu proprio lui, Dracula il Voivoda, a ispirare quell'altro germoglio della sua stirpe<ref>[[Michele il Coraggioso]]</ref> che in altro e successivo momento di nuovo portò e riportò le sue lance al di là del grande fiume, nella terra dei turchi, che, una volta respinto con la forza, tornò e ritornò, lui solo sfuggito al campo insanguinato dove le sue truppe erano state macellate, ben sapendo che egli solo avrebbe alla fine trionfato? Si è detto che egli abbia pensato solo a se stesso. Bah! A che cosa serve un esercito di contadini senza una guida? A che cosa conduce una guerra senza un cervello e un cuore a dirigerla? E ancora: quando dopo la [[Battaglia di Mohács (1526)|battaglia di Mohacs]] ci siamo sbarazzati dal giogo ungherese, noi del sangue dei Dracula eravamo a fianco dei loro condottieri, perché il nostro spirito non poteva tollerare che non fossimo liberi.
*Ah, mio giovane amico, è grazie al coraggio, al cervello e alla spada dei Dracula, che gli szekely possono vantare una storia che gli [[Casa d'Asburgo|Asburgo]] e i [[Romanov]], nati e cresciuti in fretta come i funghi, non potranno mai costruire.
*I giorni di guerra sono finiti. Il sangue è visto come cosa troppo preziosa in quest'epoca di disonorevole pace, e le glorie delle antiche razze sono canzone che nessuno canta più.
*Permettetemi di darvi un consiglio, mio caro e giovane amico. Anzi: concedetemi di avvertirvi, in tutta serietà, che nel caso vogliate lasciare queste stanze non avrete modo di dormire in nessuna altra parte del castello. È un vecchio castello, racchiude molte memorie, e vi sono cattivi sogni per chi vi dorme in modo imprudente. Fate attenzione! Dobbiate addormentarvi, ora o in altro momento, o siate sul punto di farlo, affrettatevi in camera vostra, o in queste stanze, perché solo così riposerete al sicuro.
*Voi inglesi avete un modo di dire che è molto vicino al mio cuore, perché è nello stesso spirito che governa noi boiari: 'Braccia aperte all'ospite che arriva, ponti d'oro all'ospite che parte'.
*E così anche voi, al pari degli altri, volete sfidare la mia intelligenza con la vostra. Volete aiutare quegli uomini a darmi la caccia e a mandare a vuoto i miei disegni! Voi ora sapete, e in parte lo sanno anche loro, e in tutto per tutto lo sapranno tra poco, che cosa vuol dire tagliarmi la strada. Avrebbero dovuto conservare le loro energie per altri scopi più alla loro portata. Hanno voluto invece mettersi in gara d'astuzia contro di me – contro di me, che ho governato popoli interi, e che per loro ho brigato, e combattuto, centinaia d'anni prima che voi tutti nasceste – e io li ho affrontati e attirati nella mia trappola. E voi, la loro beniamina, ora siete carne della mia carne, sangue del mio sangue, germoglio della mia stirpe; per qualche tempo mia generosa fonte, poi mia compagna e complice. Anche voi, a vostra volta, potrete a suo tempo vendicarvi; perché nessuno di loro potrà opporsi ai vostri desideri. Ma per il momento io devo punirvi per quanto avete fatto. Li avete aiutati contro di me, e ora dovrete rispondere a ogni mia chiamata. Quando la mia volontà vi dirà Venite!, voi varcherete terre e mari per obbedirmi. E a questo scopo, questo sia!
*Voi pensate di averla vinta su di me, voi – con quelle pallide facce, lì tutti in fila, come pecore di fronte al macellaio. Ma ve ne pentirete, dal primo all'ultimo! Voi credete di avermi sottratto un luogo dove riposare; ma io ne ho degli altri! E la mia vendetta è appena cominciata! Io vivo nei secoli, e il tempo è dalla mia parte. Le donne che voi tutti amate sono già mie; e grazie a loro anche voi e altri come voi sarete presto miei – creature mie, per obbedire ai miei comandi e farsi sciacalli obbedienti quando avrò fame e sete.
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
[[File:Draculitz p142 (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in una illustrazione della edizione svedese de ''I poteri delle tenebre'']]
*Ora vivo qui [...] come un vecchio eremita, nella casa dei miei antenati. Vivo tra ricordi ingrigiti, ma osservo anche ciò che accade nel mondo esterno – ne sento solo una tenue eco, in questa remota desolazione. Forse vi sorprenderà scoprire che, benché i miei capelli siano canuti, il mio cuore è giovane e desidera prendere parte alla vita, al di fuori delle mura del castello, dove i destini delle nazioni vengono forgiati e si combattono le guerre di questo mondo. Un tempo, ho preso parte a questo gioco e ho tirato non pochi fili.
*''Dominare'', mio giovane amico, dominare: è questa la sola cosa per cui valga la pena vivere, che si tratti di dominare la volontà degli altri... o i loro cuori.
*L'[[Inghilterra]] è una terra di cultura e pragmatismo. Occhi che hanno potuto ammirare la luce della civiltà moderna non vedono mai [[Fantasma|fantasmi]].
*Noi vecchi ostinati possiamo anche aggrapparci ai nostri dogmi, ma il futuro appartiene alle nuove generazioni. È questa la ragione per cui desidero tanto farmi prendere dal vortice della giovane vita londinese. Chi abita in quella grande città ha ben altre cose a cui pensare e di certo non perde tempo a credere agli spettri.
*Quel vostro autore, [[Arthur Conan Doyle|Conan Doyle]], ha scritto molti ottimi libri su Londra e leggo i vostri giornali. A quanto dicono, viene risolto a malapena il due o il tre percento di tutti i casi di omicidio. Sì, Londra è davvero una città straordinaria.
*È la legge della natura: le creature più forti e più scaltre si nutrono di quelle più deboli e stupide.
*L'abilità artistica, il coraggio, la saggezza e la bellezza... tutto questo è ''[[potere]]''! Viene trasmesso da una generazione all'altra, mio buon amico; la [[natura]] è sempre all'opera e cerca costantemente di produrre qualcosa di più raffinato, sbarazzandosi di molto materiale, selezionando e rifiutando. Ciò che è inferiore dà il suo contributo e viene poi eliminato, come immondizia.
*Noi della genia Dracula – diretti discendenti dei [[Siculi (Transilvania)|siculi]] – siamo convinti che la nostra stirpe derivi dagli antichi [[unni]], che un tempo si sono propagati per l'Europa come un incendio, distruggendo nazioni e genti. Si narra che fossero i discendenti delle streghe scite, che erano state esiliate nei boschi, dove si erano congiunte ai demoni. Questi naturalmente sono solo racconti, ma è risaputo che non c'è mai stato demone o stregone con un potere più grande di [[Attila]], il nostro antenato. Dunque non deve soprendere che noi, i suoi discendenti, odiamo e amiamo con maggior passione degli altri mortali.
*O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'[[amore]]. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro!
*Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che ''voi'' gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua.
*Possiamo anche ignorare il [[serpente]] che striscia sul terreno, ma ciò non significa che non ci morderà. L'ho imparato a mie spese. Ecco perché ora vivo come un recluso, con i gufi e i corvi che nidificano in cima alle torri del castello dei miei antenati. Forse, anche in questo momento, mentre parlo con voi, mio caro amico, c'è gente che tenta d'infangare il mio nome.
*Coloro che sono deboli, sono stati creati solo per soddisfare le necessità dei più potenti. La persona che sa esercitare la forza, otterrà la supremazia, e avrà il dominio su ogni cosa – bellezza, lungimiranza e conoscenza – proprio come un piccolo seme piantato in un cimitero col tempo diverrà un alto albero grazie alla forza vitale di mille generazioni, e ciascuna di queste contribuirà donando il suo vigore, la sua avvenenza e altre magnifiche qualità.
*Perché un vecchio eremita quale io sono dovrebbe avere a che fare col mondo esterno? Chi potrebbe mai volermi scrivere e a chi mai dovrei scrivere io?
*{{NDR|Sui [[tartari]]}} Sono brava gente. Se solo fossero più numerosi, tante cose sarebbero diverse. Per secoli, hanno fedelmente preservato molti tesori delle scienze occulte che altrimenti sarebbero finiti nell'oblio. Quando giungerà il tempo, la loro lealtà verrà ricompensata.
*Le masse sono composte da gente comune di scarsa intelligenza e non otterrai mai alcun potere. [...] Non saranno mai niente più di uno strumento nelle mani dei forti, che governano ''con'' esse e ''su'' di esse. Ma solo pochi comprendono appieno la saggezza di questa verità. Oh, voi inglesi siete così fieri della vostra libertà politica e del vostro progresso – come lo chiamate voi – ma tra voi tutti ci sono solo due o tre uomini che capiscono fino in fondo che cosa sia il progresso e quanto la libertà delle masse sia il suo peggior nemico!
*Voi occidentali avete ancora così tanto da imparare; non vi siete spinti molto oltre l'anticamera delle scienze, dove la vita e la morte sono ancora misteri irrisolti.
===''[[Dracula di Bram Stoker (romanzo)|Dracula di Bram Stoker]]''===
*È tanto che non sono più avvezzo a... agli ospiti. E avverto la fatica dei tanti anni passati a piangere i morti.
*[[Mina Murray|Mina]], [...] ho traversato oceani di tempo per trovarti. Riesci a capire che cosa sento per te? È stata una ricerca continua, disperata, interminabile. Finché il miracolo è avvenuto.
*Ho sopportato oceani di tempo, commesso atti irriferibili, per rimanere aggrappato alla vita, finché non fossi riuscito a trovarti.
*Ti dico che senza di te, senza la vita, l'amore che tu mi dai, sono morto a ogni umanità. Senza di te non sono altro che una belva che si nutre di sangue umano!
*Ho mentito, a te, a me stesso. Il dono della vita eterna è assai al di là dei miei poteri. La verità è che sarai condannata, come lo sono io, a camminare nelle tenebre della morte eterna. Ti amo troppo per farti questo!
*L'amore dei mortali non può avere presa... su di noi. Il nostro amore durerà per tutta l'eternità.
===Film===
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
[[File:Dracula (1931) trailer - 'I am Dracula' (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Bela Lugosi]]]]
*{{NDR|Udendo dei lupi ululare}} Le ascolti bene. Sono creature della notte. Che musica per i miei orecchi!
*Il ragno sta tessendo la tela per qualche incauta mosca.
*Non bevo mai... vino.
*Morire un'autentica morte. Dev'essere stupendo.
*Ci sono cose ben peggiori della morte che attendono l'uomo.
*Per uno che non ha vissuto neanche una sola esistenza, lei è un uomo molto sapiente, Van Helsing.
*Van Helsing! Ora che lei ha imparato tutto ciò che ha imparato, farebbe un'ottima cosa a ritornare nel suo paese d'origine.
*Ormai è troppo tardi. Il mio sangue già scorre nelle sue vene. Mina vivrà. Vivrà nei secoli a venire, come io ho vissuto.
====[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]====
=====''[[Le amanti di Dracula]]''=====
*Voglio una ragazza. [...] La nipote di monsignor Mueller. [...] Portala da me.
*Tu mi hai disobbedito. [...] Devi essere punita.
*E così la mia vendetta è completa.
*Togli subito quella croce dalla mia vista! Gettala via!
=====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''=====
*Non è quella che voglio. Non hai imparato ad obbedire. Quella non è lei!
*Tu domandi?! Io sono tornato per distruggere la famiglia Van Helsing per sempre, sia il vecchio che la giovane. Tu e i tuoi amici siete stati scelti.
*Sei tanto pazzo da misurarti contro di me? Contro di me che ho dominato nazioni intere?
=====''[[I satanici riti di Dracula]]''=====
[[File:Count Dracula and His Vampire Bride (1973) - Christopher Lee and Joanna Lumley 1.png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Christopher Lee]] ne ''[[I satanici riti di Dracula]]'']]
*Alcuni di noi hanno fermamente deciso che la decadenza dell'epoca attuale deve essere, e sarà, arrestata. Si sta organizzando un nuovo regime politico che dia di nuovo importanza ai valori morali. In mezzo all'indifferenza e allo smarrimento dell'Umanità, possono essere necessari i metodi persuasivi.
*Non voglio una fine tanto semplice e rapida, né per Van Helsing né per la sua nipotina.
*In questa vigilia del Sabba degli incorrotti, io ti convoco qui per assistere al mio supremo trionfo! Van Helsing, io scelgo questa tua giovane nipote per farne la mia consorte.
*Lo strumento della mia vittoria finale, più rapida, più spaventosa della morte nera. La peste! Fin dai primi momenti ogni muscolo, ogni fibra sarà in preda al tormento e all'agonia. Nei giorni che verranno, invocherai urlando la morte a tuo sollievo.
*La mia vendetta si è crogiolata nei secoli e sta cominciando ad esplodere.
=====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''=====
*Chi è che osa disturbare il riposo di Dracula?
*Io non concedo favori a nessuno. Non accedo alle richieste dei miserabili. Non sai che Dracula esercita il comando anche dall'interno del più remoto angolo del mondo?
*Mi servono le tue spoglie mortali. Mi serve la forma della tua miserabile carcassa. Assumerò la tua immagine vivente.
*Ridarò un soffio di nuova vita ai sette vampiri d'oro e li farò i miei guerrieri, artefici della mia vendetta sugli uomini.
*[[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]! Che tu sia dannato! Anche in questo sperduto paese continui a perseguitarmi.
*Io sono Dracula, signore dell'oscurità, padrone dei vampiri, principe dell'oltretomba, re dei dannati!
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*Non sono più giovane, ma sono irrequieto.
*La mia famiglia discende dal ramo slovacco. Per noi è ragione di orgoglio che nelle nostre vene scorra il sangue di tante razze. In queste mani c'è il sangue del grande Attila. A noi è stata affidata per secoli la salvaguardia del territorio magiaro. I bulgari, i longobardi, i turchi, si riversarono in massa contro le nostre frontiere e noi li respingemmo sempre. I Dracula sono stati in ogni tempo il cuore, il cervello, la mente direttiva, la spada, la gloria del loro popolo! Uno dei miei antenati attraversò il Danubio e distrusse la schiera turca. Respinto più volte, continuò a battersi, a battersi contro il nemico. E lui solo uscì vivo da quel campo di battaglia. Lui solo ne uscì vittorioso. Lui era veramente un Dracula. Ma ora, il vento soffia gelido attraverso le antiche mura merlate. E benché mi sia doloroso, devo andarmene.
*Le premono gli scambi, Mister Harker? [...] È il migliore tra tutti gli sport. Si prepara con calma il piano d'azione per uccidere l'avversario.
====''[[Il demone nero]]''====
*Quando i [[magiari]], gli [[avari]], i [[Longobardi|lombardi]] e i turchi si sono affacciati con le loro orde alle nostre frontiere, le abbiamo sempre respinte. Ogni qualvolta siamo stati costretti dalle circostanze a ritirarci, abbiamo poi riunito le nostre forze e contrattaccato. E quando [[Árpád d'Ungheria|Árpád]] e le sue legioni hanno invaso la nostra terra avita d'Ungheria... Diamine, è di nuovo mattina. Ho abusato di lei, tenendola alzata, anche se è stata una notte piacevole e, tutto sommato, istruttiva.
*Io vado in Inghilterra. E lei? All'Inferno!
*Così volete giocare d'astuzia con me, io che guidai eserciti centinaia di anni prima che voi nasceste. Pazzi! Niente e nessuno in questa vita può fermarmi. E a questo fine... {{NDR|si scuarcia il petto}} Ecco! {{NDR|costringe [[Mina Murray|Mina]] a bergli il sangue}} Ora sarà sangue del mio sangue, stirpe della mia stirpe, quindi mia adepta nella notte, ora mia schiava e compagna.
*Siete ora in mio dominio, signori. E non ve ne andrete.
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Un uomo nella mia posizione è consapevole dei pericoli della vita moderna, specie per delle fanciulle.
*Come mai non avete mai avuto un innamorato? È insolito trovare una fanciulla sviluppata come voi che non sia stata con un ragazzo.
*A me non interessa che mia moglie sia vergine o no. Vedete, io sono un uomo moderno. Di fronte ad Anton io fingo di volere solo una vergine perché lui riferisce tutto alla mia famiglia. Non mi interessa affatto se la mia fidanzata è vergine o no. L'essenziale è che sia bella. E voi siete molto bella. Perciò, potete confidarvi con me. Voi non siete vergine, vero?
*Sapete che in [[Romania]] si usa prendere solo delle vergini per moglie? Da noi, i mariti le trattano come delle sante. [...] Non tutte le donne. Solo le spose vergini.
*Il sangue impuro di queste puttane mi sta uccidendo!
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*{{NDR|«Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita.»}} Lei mi ha capito benissimo.
*No, niente medicine. Non dovete inquinare il suo sangue.
*Questo genere di dolore si può vincere con la suggestione.
*Io non sopporto le donne che non hanno vitalità... né sangue.
*Ho l'abitudine di star chiuso in casa. Ci sono i lupi in Transilvania.
*Devi avere pazienza con me. Devi cercare di capirmi. Posso premiarti con una vita lunga e fruttuosa, ma devo avere la tua fedeltà. Sei pronto a darmela?
*Le brutte notizie volano come il vento.
*Se la mia compagnia le diventasse spiacevole, dovrebbe solo biasimare se stessa per aver accettato un'amicizia che concedo molto raramente, ma da cui è difficile liberarsi.
*Li sente? Sono i figli della notte. Che lugubre melodia è la loro. [...] È così triste. È come un lamento.
*L'alba, in fondo, è una cosa così ovvia, il calore dei raggi del sole. Ma la notte... [...] È fatta per amare la vita e l'amore.
*{{NDR|«Al diavolo!»}} Andiamo! È un'imprecazione o un'invocazione?
*Nel passato, 500 anni fa, professore, chi avesse attraversato il mio cammino sarebbe morto, e non certo di una morte piacevole.
*{{NDR|«Lei va in giro anche durante il giorno.»}} È sempre giorno da qualche parte sulla Terra, professore. Oltre al riposo, l'unico mio bisogno è di restare al buio.
*Non sapete quanti hanno avuto la sventura di affrontarmi. Io sono il re della mia razza. Lei non ha ottenuto nulla, Van Helsing. Il tempo è dalla mia parte. Fra un secolo, quando voi sarete polvere, io mi sveglierò e chiamerò Lucy, la mia regina, dalla sua tomba.
*Nella mia lunga esistenza, ho avuto molte spose. Ma per me, Lucy è al di sopra di tutte.
*Ancora per qualche tempo sarai una creatura del sole, finché non avremo lasciato dietro di noi coloro che vorrebbero distruggerci. [...] Dopo anche tu farai parte della mia razza. Ci nutriremo di loro e creeremo altri esseri della nostra specie.
====''[[Nosferatu, il principe della notte]]''====
*Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore.
*Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri.
*Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire.
*La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene.
====''[[Scuola di mostri]]''====
*{{NDR|Al [[mostro di Frankenstein]]}} Svegliati, mio vecchio amico. È arrivato il momento.
*Oh, [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], i tuoi discepoli erano molto sciocchi a tentare di nascondere a me ciò che è mio. Nulla è nascosto ai miei occhi.
*Ci siamo, Van Helsing! Presto le creature della notte domineranno il mondo. Non c'è nessuno che possa fermarci!
*{{NDR|All'uomo-lupo in forma umana sotto tranquillante}} Sono spiacente per la dose, amico mio. È piuttosto letale per gli esseri umani. E poi, una dose umana sarebbe fuori luogo, ti pare? Bene, andrò a mettere qualcosa sotto i denti mentre procederai ad indossare un abito più "comodo".
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
[[File:Dracula helmet - Coppola - Sarah Stierch 01.jpg|thumb|Elmo di Dracula in ''Dracula di Bram Stoker'']]
*Rinuncio a [[Dio]]! Risusciterò dalla mia morte per vendicare la sua con tutti i poteri delle tenebre. Il sangue è la vita... e sarà mio!<ref name=sott>Dai sottotitoli del DVD "Dracula di Bram Stoker – Deluxe Edition", Columbia Pictures, ed. Sony Pictures, 2008.</ref>
*Credete nel destino? Che persino i poteri del tempo possono essere alterati per un unico scopo?
*L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è colui che trova il vero amore.
*Fui sposato. Sembrano secoli ormai. Ella morì. [...] Lei è fortunata; la mia vita al più è commiserevole.
*Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti.
*C'è molto da imparare da animali.
*[[Assenzio]] è l'afrodisiaco dell'io. La fatina verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima. Ma con me sarete al sicuro.
*C'era una principessa, Elisabetta; era la donna più radiosa di tutti gli imperi del mondo. L'inganno dell'uomo la tolse al suo antico principe. Ella si lanciò per morire nel fiume di cui avete parlato. Nella mia lingua madre è chiamato [[Argeș (fiume)|Argeș]], il fiume della principessa.
*Vostri uomini impotenti con loro sciocchi incantesimi non vi proteggeranno dal mio potere. Io vi condanno alla eterna fame di vitale sangue e alla vivente morte.
*Io sono niente. Senza vita. Senz'anima. [...] Odiato e temuto. Sono morto per tutta l'umanità.
*Io sono il mostro che gli uomini che respirano bramerebbero uccidere. Io sono Dracula.
*Io vi do la vita eterna, l'amore eterno, il potere delle tempeste e degli animali della Terra. Venite con me per essere la mia amata sposa, per sempre.
*Pensate di potermi distruggere con i vostri idoli? Io che ho servito la Croce? Io, che ho comandato eserciti secoli prima che voi nasceste! [...] Io fui tradito. Guardate il vostro Dio che cosa mi ha fatto.
*Dammi la pace.
====''[[Dracula: morto e contento]]''====
*Frugoli della notte. Quanto sporco fanno!
*Renfield, non mi tange.
*Non sempre c'è iattura in una sepoltura.
*Io non bevo mai... vino. Oh, al diavolo! Fatemelo assaggiare!
*Ho avuto... un incubo solare.
*Van Helsing! Nome noto perfino nelle plaghe selvagge della Transilvania.
*Io mi accorgo, Van Helsing, che a lei piace dire l'ultima parola. Non mi trascinerà in tale pratica infantile. ''Paloștoi''!
*Renfield, sei uno stronzo! {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*Io non bevo... caffè.
*{{NDR|«Non mi hai ancora detto il tuo nome».}} Ne ho molti. Ma siamo tutti molto più complicati dei nostri nomi.
*{{NDR|«Se fai del male a mia figlia, io ti giuro su nostro Signore Gesù Cristo che...».}} A Lui non interessa. In questo puoi confidare.
*Tu non conosci gli abissi della mia vendetta.
*Ho percorso la Terra per secoli in cerca di un'anima non morsa, ma nata.
*Tutto ciò che sono è tuo. [...] E tutto ciò che sei è mio.
*Tu non puoi immaginare quello che ho dovuto patire. Ho affrontato la collera di Dio, scelto per soffrire come mai uomo ha sofferto.
*Tu sapevi che sarebbe accaduto tutto questo. Era il mio destino tradirTi, perché Tu avevi bisogno di me. Ora io berrò il sangue dei Tuoi figli. Ma io do loro più della vita eterna. Io a loro posso offrire quello che più bramano: tutto il piacere che Tu hai negato loro per l'eternità. Tu hai creato il mondo a Tua immagine, ma ora io lo modellerò sulla mia.
*Il sangue è sempre stata la moneta del regno di cui sono sovrano.
*{{NDR|«[Cristo] ti ama ancora».}} A sì? Proprio come ama ancora anche te? Quindi perché non torni da Lui e vediamo se ti vuole!
====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''====
*{{NDR|Rivolto a [[Victor Frankenstein]]}} Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba.
*Ma perché non ci lasciano in pace? Non uccidiamo mai più di quanto ci serve, e meno di quanto ci spetta. Loro possono dire lo stesso?
*Io non ho un cuore! Io non provo amore! Né paura! Né gioa! Né dolore. Sono un uomo vuoto, e avrò vita per l'eternità.
*Sono in guerra contro il mondo e contro ogni anima vivente. Ma presto la battaglia finale avrà inizio.
*Gli [[Licantropo|uomini lupo]] sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli.
*Sono in grado di capire il carattere di un uomo dal battito del suo cuore. Di solito quando mi avvicino posso quasi danzare a quel ritmo.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Dovete perdonare mia nipote, signor Harker. Certe volte le fanciulle della sua età tendono a essere un po' troppo sfrontate.
*Non mangio mai... la sera.
*Il posto di una donna è a fianco di suo marito.
*Sebbene fossero guerrieri, i miei antenati hanno sempre dato grandissimo valore ai libri.
*È stato un errore rivoltarsi contro di me. Io sono il tuo padrone e tu solamente un servo che mi ha tradito.
*Stanotte è l'anniversario della morte di mia moglie, Dolingen di Gratz. [...] Un male oscuro la strappò da me quando aveva solamente vent'anni. [...] Ma ci sono cose ben peggiori di questa. [...] Dovete sapere cosa sono. "Nosferatu", il non morto, il mostro che tutti temono.
*Io sono stato strappato alle tenebre e inviato sulla Terra a depredare del sangue la mia gente. È l'unico modo in cui posso ancora nutrire questo fetido cadavere.
*Io non sono nient'altro che uno strumento scordato nella sinfonia divina.
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.
*Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione. [...] I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.
*{{NDR|«O mio Dio!»}} Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.
*Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.
*La morte è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.
*Talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava.
*Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza. {{NDR|«Eppure la speranza è l'essenza della vita.»}} Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno.
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno!
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione.
*{{NDR|«Posso chiedervi dove vivete?»}} Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.
*Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*Un dono non può mai essere rifiutato.
*È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità. {{NDR|«Questa parola vi è sconosciuta ormai».}} Mia moglie se l'ha portata via.
*Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio. {{NDR|«Perché Dio farebbe questo?».}} Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.
*A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi.
*Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Le regole della bestia|Le regole della bestia]]''====
*Sono anzioso di vedere Inghilterra Signor Harker. Persone qui sono così limitate, e io appassisco tra queste mura. Sono tutti come privi. Sono tutti privi di sapore.
*Troverete mia dimora non di facile esplorazione. È un crescente molto intricato labirinto di scale e di porte e di ombre. [...] Non esiste mappa del mio castello. Nessun progetto finito è mai stato riportato su documenti. Si dice che molte anime sono intrappolate in groviglio di questi corridoi. ''Reserata carcerem'', la prigione senza serrature.
*Dove si trova carne, si trovano mosche.
*Quale è scopo di uno specchio? Nessuno troverà mai alcuna ispirazione nel proprio sguardo.
*Ah, un paletto conficcato nel cuore. Vedi, qualche volta le leggende hanno ragione. Questa però non si può testare troppo spesso. Posso avere solamente tre spose per volta. [...] Spose, sì. Penso sia la parola giusta per definirle. Vedi, sto cercando di riprodurmi, il che, francamente, può essere un po' una sfida quando c'è solo una di voi.
*Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali?
*{{NDR|Sul perché vuole trasferirsi in Inghilterra}} Per le persone. Tutte quelle persone sofisticate e brillanti. Come ho cercato di spiegare a tutti per secoli: "Si è quello che si mangia".
*{{NDR|Sul sole}} Non lo vedo da centinaia di anni. [...] Ho avuto artisti che lo hanno dipinto, poeti che lo hanno descritto in versi, e Mozart ha composto una melodia così bella. Io... avrei dovuto risparmiarlo, ma che cosa vede l'avvocato? Johnny, nella mia memoria, tramonta dietro la seconda vetta più alta in questo periodo dell'anno, ed è piuttosto rosso.
*La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa.
*I suicidi non funzionano. Non credi che i non-morti ci abbiano provato? Un paletto nel cuore va bene, ma dev'essere qualcun altro a conficcarlo.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Veliero di sangue|Veliero di sangue]]''====
*In mare si incontra una interessante varietà di individui, e vi consiglio di non affezionarvi troppo a nessuno di loro.
*{{NDR|Sul perché uccide le persone}} Perché voi cogliete i fiori?
*Io ho sempre sostenuto che il troppo sia soltanto sufficiente.
*Gli specchi possiedono una magia più profonda e pericolosa di quanto pensino le persone. Gli specchi possono dare spazio all'immaginazione o, peggio, mostrarci la verità.
*La raffinatezza di un gentiluomo, Agatha, è sempre solo una facciata.
*Sono stato un bravo detective, non credete? Ho un dono particolare nell'"eliminare" i sospetti.
*{{NDR|Sul perché teme il crocifisso}} Tutti la temono, ed è questo il problema. Non è affatto un simbolo di virtù e di bontà, è un simbolo di orrore e di oppressione. La vostra stupida Chiesa ha terrorizzato la popolazione contadina per secoli e io ho bevuto il sangue di quelle persone talmente a lungo che ho assorbito la loro profonda paura della croce. Mio Dio! Non vedo l'ora di poter mangiare degli atei.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#La bussola oscura|La bussola oscura]]''====
*Sono a questo mondo dal quindicesimo secolo. Le cose cambiano, ma ci si abitua. Anche se ammetto che c'è stata una grande accellerata.
*Uccidere è sana competizione. La pietà è mancanza di rispetto.
*Guarda tutte queste cose, tutto questo cibo, la scatola con le immagini mobili, e quella cosa là fuori... Bob la chiama... un'auto. Quella è tua? [...] E questa isola del tesoro è la tua casa?! [...] È meravigliosa! Kathleen, sono un nobile in vita da 400 anni. Ho vissuto in castelli e palazzi tra le persone più ricche di ogni epoca, e mai, mai mi sono trovato in un lusso più sfarzoso di quello che mi circonda. Questa è una camera delle meraviglie. Non esiste re o regina o imperatore che io abbia conosciuto o mangiato che sarebbe entrato in questa stanza e avrebbe accettato di lasciarla. Sapevo che il futuro avrebbe riservato meraviglie. Non sapevo che le avrebbe rese accessibili a tutti.
*Mi sono perso un intero secolo. Che cosa sono i diritti? Nessuno ha dei diritti, Zoe. Uomini, donne o mostri, nessuno in nessun posto. È solo un'insensata fantasia.
*Ho sempre sostenuto l'eredetarietà del potere. La democrazia è la tirannia degli ignoranti. È solamente nel sangue siamo in grado di trovare la verità.
*Non è mio costume mangiare bestiame. Se parliamo di sangue, sono un intenditore. Il sangue è vite. Il sangue è una testimonianza. La testimonianza di tutti coloro che ho ucciso scorre nelle mie vene. Ora sceglierò con cura chi si unirà a loro. La maturità è il primo passo verso il decadimento, la dolcezza è una promessa di corruzione.
*La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata.
==Citazioni sul Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Sulla soglia è comparso un vecchio signore piuttosto alto, dal volto sbarbato se non per un paio di lunghi baffi bianchi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza la minima nota di colore. Recava in mano una vecchia lampada di argento, nella quale la fiamma ardeva senza alcuno schermo o riparo di vetro, e che creava lunghe e tremolanti ombre, oscillando alla corrente della porta aperta. Il vecchio mi ha invitato a entrare con un gesto cortese della mano, dicendomi in un ottimo inglese ma con uno strano accento:<br>"Benvenuto nella mia casa! Entrate liberamente e per vostra libera volontà!". Non ha fatto un passo per venirmi incontro, ed è stato fermo come una statua, quasi il suo gesto di benvenuto lo avesse reso di pietra. Peraltro, come ho messo in piede oltre la soglia, si è improvvisamente animato e allungando in avanti la mano mi ha preso la mia con una forza che mi ha fatto tremare: un effetto non certo alleviato dal fatto che mi è sembrata fredda come il ghiaccio, più la mano di un morto che di un uomo vivo. ([[Jonathan Harker]])
*Il suo volto aveva un forte, fortissimo rilievo aquilino, con un naso sottile, molto pronunciato e delle narici molto dilatate, la fronte alta e prominente, e i capelli un po' radi sulle tempie ma alquanto abbondanti altrove. Le sopracciglia erano molto folte, e quasi si incontravano sopra il naso, i peli erano come cespugli, sembravano arricciarsi per la loro stessa abbondanza. La bocca, per quel che riuscivo a vederne sotto i grandi mustacchi, era ferma in un'espressione quasi crudele, con dei denti particolarmente bianchi e aguzzi. I denti si protendevano sopra le labbra, che erano di un rosso intenso, a indicare una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie erano pallide, ed estremamente appuntite. Il mento era quadrato e forte, e le guance magre ma sode. L'impressione generale era quella di uno straordinario pallore.<br>In un primo tempo avevo notato il dorso delle mani che egli teneva sulle ginocchia alla luce delle fiamme, e mi erano sembrate piuttosto bianche ed eleganti. Ma vedendole ora più da vicino, non potevo non notare che erano mani volgari e grossolane, con dita piuttosto tozze. Strano a dirsi, le palme erano pelose. Le unghie erano lunghe e sottili, e tagliate a punta. Quando il Conte si è chinato su di me e le sue mani mi hanno toccato, non ho potuto reprimere un brivido. ([[Jonathan Harker]])
*Mi ha parlato di cose e di genti, e in ispecie di battaglie, e ne parlava come se in tutte fosse stato presente. Questo me l'ha spiegato in seguito, dicendo che per un [[Boiardo (storia)|boiaro]] l'orgoglio della casata e del nome è parte di sé, che la loro gloria è la sua gloria, il loro destino il suo destino. Sempre, quando parlava della sua casata diceva "noi", e quasi sempre parlava al plurale, come se a parlare fosse un re. ([[Jonathan Harker]])
*Quello che ho visto è stata la testa del Conte sporgersi dalla finestra della sua stanza. Non l'ho visto in volto, ma l'ho riconosciuto dal collo e dal movimento della schiena e delle braccia. Mai, comunque, avrei potuto sbagliarmi sulle mani, che avevo avuto tante occasioni di studiare. Sul momento ho guardato la cosa con interesse e anche un po' con divertimento, perché è incredibile quanto un dettaglio così piccolo possa interessare e divertire un uomo che si trovi a essere prigioniero. Ma questi pensieri si sono trasformati in repulsione e in terrore, quando ho visto l'intera figura del Conte emergere lentamente dalla finestra e cominciare a strisciare giù lungo il muro del castello sopra lo spaventoso abisso, a capofitto e con il mantello che si apriva attorno a lui come un grande paio d'ali. Sulle prime non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho pensato a un qualche trucco del chiaro di luna, a un qualche stregato effetto dell'ombra, ma ho continuato a guardare e non potevo ingannarmi. Ho visto le dita delle mani e dei piedi aggrapparsi agli angoli delle pietre, dove la calcina si era consumata con gli anni, e sfruttare così ogni appiglio e ogni irregolarità per scendere sveltamente, così come una lucertola si sposta lungo un muro. ([[Jonathan Harker]])
*Nella cassa giaceva il Conte, ma il suo aspetto era quello di una giovinezza riacquistata quasi per intero. Perché i capelli bianchi e i baffi erano ora scuri come di grafite; le guance erano più piene, e un debole rosato trapelava di sotto il biancore della pelle; la bocca era più rossa che mai, perché sulle labbra vi erano gocce di sangue fresco, che spuntavano dagli angoli della bocca e scorrevano lungo il mento e il collo. Perfino i suoi profondi occhi ardenti parevano incassati in un volto di carne turgida, perché le palpebre e le borse sotto di essi erano gonfi, come se quella orribile creatura si fosse abbuffata di sangue, e ora era lì, come una sozza sanguisuga, esausta e sazia. ([[Jonathan Harker]])
*Penso che si dovrebbe provare compassione per un qualcosa braccato come il Conte. È giusto dire "qualcosa": Questa Cosa non è umana – e non è neanche una bestia. Ma venire a conoscere dalle parole del dottor Seward il racconto della morte della povera Lucy, e di tutto quel che ne è seguito, basta per inaridire le fonti della compassione nel cuore di chiunque. ([[Mina Murray]])
*Il ''nosferatu'' non muore come l'ape una volta che ha punto. Lui è più forte; e essendo più forte ha ancora più potere di fare il male. Questo Vampiro che è tra di noi è anche lui così forte di persona come venti uomini; è astuto e malfido più che altro mortale, perché la sua malvagia astuzia cresce con l'età; lui si giova anche di aiuto della negromanzia, che è, come da sua etimologia, previsione di futuro per mezzo dei morti, e tutti i morti che lui può avvicinare sono ai suoi ordini; è una bestia, ma più che una bestia; è un demonio insensibile, e in lui non esiste cuore; lui può, senza limiti, manifestarsi quando e come vuole, e in qualsiasi forma sia in lui; lui può, nell'ambito di sua presenza, comandare gli elementi: la tempesta, la nebbia, il tuono; può comandare ogni essere inferiore: il topo e il gufo, e il pipistrello – e la falena, e la volpe, e il lupo; può crescere di statura, e farsi piccolo; e può a volte svanire in niente e ritornare irriconoscibile. Come dunque possiamo noi cominciare nostra lotta per distruggerlo? Come faremo noi per trovarlo; e una volta trovato come noi distruggere lui? Amici miei, questo è molto terribile compito che noi ci assumiamo, con conseguenze possibili da far tremare anche il più coraggioso. Perché se noi manchiamo in questa battaglia, vincerà certamente lui; e allora quale sarà nostra fine? La vita non è niente! Io non do a vita grande peso. Ma perdere qui non è solo questione di vita o di morte. Il fatto è che noi diventeremmo come lui, che noi d'ora in avanti diventiamo orrende creature della notte come lui – senza cuore e senza coscienza, a depredare i corpi e le anime di quelli che più amiamo. Per noi saranno chiuse in eterno le porte del cielo; perché chi mai potrà riaprirle per noi? Andremo avanti per sempre aborriti da tutti; una macchia nel volto dello splendore solare di Dio; una freccia nel fianco di Colui che è morto per l'umanità. Ma qui ci troviamo faccia a faccia con il dovere; e possiamo indietreggiare noi in un caso come questo? Per me, io dico di no; ma io sono vecchio, e la vita, con la sua luce del sole, i suoi bei momenti, il suo canto degli uccelli, la sua musica, e il suo amore, è cosa di lontano passato. Voi altri siete giovani. Qualcuno ha visto il dolore; ma per lui ci sono di riserva giorni belli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Deve infatti trattarsi di quel Voivoda Dracula, diventato famoso per le sue guerre contro i turchi, sul grande fiume che segna la frontiera con la Turkeyland. Se questo è vero, non deve essere stato un uomo comune; perché a quel tempo, e per secoli dopo di allora, di lui si parlava come dell'uomo più intelligente, e più astuto, così come del più coraggioso dei figli della 'terra al di là della foresta'. Quella testa straordinaria e quella sua volontà di ferro sono scesi con lui nella tomba, e anche ai giorni nostri si schierano contro di noi. I Dracula, dice [[Ármin Vámbéry|Arminius]], erano una grande e nobile stirpe, anche se di tanto in tanto qualche rampollo era creduto da loro contemporanei avere rapporti con il diavolo. Loro avevano imparato suoi segreti a Scholomance, in mezzo a montagne sopra il lago [[Sibiu|Hermannstadt]], dove il diavolo sostiene ogni dieci sapienti uno essere suo. Negli annali si trovano parole come 'stregoica' ovvero strega; 'Ordog' e 'Pokol', ovvero Satana e Inferno, e in un manoscritto proprio di questo Dracula si parla come di un 'wampyr', parola che noi comprendiamo fin troppo bene. Da lombi proprio di questo uomo sono venuti poi grandi uomini e eccellenti donne, e le loro tombe rendono sacra questa terra, dove soltanto è nata cosa così scellerata. Perché non è certo l'ultimo di tali orrori che questo essere malvagio affonda le sue radici in cosa buona; in terra sterile di sante memorie non può trovare riposo. ([[Abraham Van Helsing]])
*La nebbia si faceva sempre più fitta, e ora riuscivo a vedere di dove era entrata, simile al fumo – o come la bianca energia dell'acqua bollente: non dalla finestra, ma attraverso gli interstizi della porta. Diventava sempre più fitta, fino a che mi è sembrato che si concentrasse in una sorta di nuvola a forma di colonna nel bel mezzo della stanza, attraverso la quale, in alto, riuscivo a vedere la luce del gas brillare con un occhio di color rosso. Ogni cosa ha cominciato a girare nel mio cervello, così come la colonna di nebbia stava ora girando per la stanza, e in tutto questo si manifestavano le parole della Scrittura: "...una colonna di nebbia di giorno e di fuoco di notte". Era questa una sorta di guida spirituale che mi stava assistendo nel sonno? Ma quella colonna era composta di elementi sia diurni che notturni, perché in quell'occhio vi era il fuoco, che ora esercitava un nuovo fascino su di me, finché, continuando a fissarlo, quel fuoco si è diviso, ed è sembrato guardarmi attraverso la nebbia con due occhi rossi, come Lucy me li aveva descritti nel suo momentaneo vaneggiamento mentale quando, sulla scogliera, i raggi del sole cadente colpivano le vetrate della chiesa di Santa Maria. Improvvisamente mi ha folgorato l'orrenda idea che così fosse stato anche quando Jonathan aveva visto le tre terribili donne farsi reali e concrete nel vortice della nebbia illuminata dalla luna, e nel sogno devo essere svenuta, perché tutto si è fatto nera tenebra attorno a me. L'ultimo sforzo cosciente della mia immaginazione è stato quello di vedere una livida faccia gessosa emergere dalla nebbia e piegarsi sopra di me. ([[Mina Murray]])
*Il chiarore della luna era tale che malgrado le spesse tende gialle alle finestra, nella stanza c'era abbastanza luce per vedere tutto. Sul letto accanto alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto paonazzo e il respiro affannoso, come ipnotizzato. Inginocchiata accanto al letto, il viso voltato dall'altra parte, vi era la bianca figura di sua moglie. Al fianco di lei, un uomo alto e magro, vestito di nero. Ci voltava le spalle, ma come l'abbiamo visto abbiamo tutti riconosciuto il Conte – in ogni dettaglio, compresa la cicatrice sulla fronte. Con la sinistra teneva strette tutte e due le mani della signora Harker, lontane da sé per tutta la lunghezza delle braccia di lei; con la mano destra la afferrava per la nuca, forzandole il volto contro il proprio petto. La bianca camicia di notte di lei era chiazzata di sangue, e un rivolo sottile scendeva lungo il busto dell'uomo, messo a nudo da uno strappo del vestito. L'atteggiamento dei due richiamava terribilmente quello di un bambino che stesse forzando il muso di un micino verso un piatto di latte per obbligarlo a bere. ([[John Seward]])
*Ho studiato e continuamente ristudiato, da quando capitate in mia mano, tutte carte relative a questo mostro; e più io studiato, più grande mi sembra la necessità di distruggere lui radicalmente. Tuto dà prova di suo progredire: non solo per quanto riguarda sua potenza, ma anche di sua coscienza di questo. A quanto ho saputo da mio amico [[Ármin Vámbéry|Arminius]] di Buda-Pesht, lui in vita è stato grande uomo. Soldato, statista, e alchimista – la quale alchimia era il punto più avanzato del sapere scientifico della sua epoca. Aveva una grande intelligenza, e una cultura senza confronti, e un cuore che non conosceva né paura né rimorso. Ha osato perfino frequentare Scholomance, e non c'era ramo del sapere del suo tempo che lui non ha provato. Ebbene, in lui i poteri della mente sono sopravvissuti alla morte fisica; anche se pare che la sua memoria non rimanesse completa. In qualcuna delle facoltà del suo cervello era rimasto, ed è anche adesso, un bambino; però sta crescendo, e alcune cose che in principio erano infantili ormai hanno preso una dimensione adulta. Sta sperimentando, e lo fa piuttosto benne; e se non era che noi abbiamo attraversato la sua strada, lui poteva essere – e se noi falliremo, lo sarà – il padre e il capostipite di un nuovo genere di esseri, la cui strada si snoda non attraverso la Vita, ma attraverso la Morte. ([[Abraham Van Helsing]])
*Quella povera anima che ha causato tutta questa miseria è il caso più triste. Pensate solo a quale sarà la gioia di quell'essere quando anche lui sarà distrutto nella sua parte peggiore onde la sua parte migliore possa raggiungere l'immortalità spirituale. Dovete guardare anche lui con compassione, anche se non per questo dovete rinunciare a distruggerlo. ([[Mina Murray]])
*La decisione di lasciare la sua deserta terra – deserta di uomini – e di venire in un paese dove la vita di tanto si è moltiplicata che la gente qui è ora come un grande campo di grano, è stato il frutto di un lavoro di secoli. Se un altro Non-Morto, come lui, cercasse di fare quello che lui ha fatto, forse neppure tutti i secoli del mondo del passato, o quelli del futuro, potrebbero aiutarlo. Nel caso di questo mostro, tutte le forze della natura, le più occulte e profonde e potenti devono avere lavorato insieme in un qualche prodigioso modo. Già il luogo dove lui è stato vivo, e poi Non-Morto per tutti questi secoli, è tutto pieno di stranezze del mondo chimico e geologico. Ci sono caverne profonde e anditi che nessuno ha mai raggiunto a tutt'oggi. Ci sono vulcani, che da loro bocche ancora mandano fuori acque dalle strane proprietà, e gas che uccidono o fanno rinascere. Indubbiamente, c'è qualcosa di magnetico o di elettrico in queste combinazioni di forze occulte che contribuiscono alla vita fisica in modo davvero strano; e anche in lui c'erano in principio grandi qualità. In un'epoca antica, dura e bellicosa è stato lui celebrato come colui che aveva più nervi d'acciaio, più acuto cervello, più coraggioso cuore di chiunque altro al mondo. In lui alcuni principi vitali, per qualche strana via si sono realizzati al massimo: e come il suo corpo si mantiene forte e cresce e si rafforza, così cresce anche il suo cervello. Tutto questo senza quel diabolico aiuto che è certamente in lui; e che deve piegarsi alla potenza che proviene ed è simbolica del Bene. ([[Abraham Van Helsing]])
*Pensate voi un po' che insistenza e che determinazione. Con il cervello infantile che possedeva, da molto tempo ha concepito l'idea di andare in una grande città. Che cosa fa lui allora? Trova subito quello che è il posto al mondo più promettente per lui. Poi deliberatamente si prepara all'impresa. Con grande pazienza trova quale è la sua forza e quali sono i suoi poteri. Studia nuove lingue. Impara una nuova vita sociale; nuovo ambiente per antiche usanze; la politica, la legge, l'economia, le scienze, le abitudini di un paese e di un popolo che si sono sviluppate durante la sua esistenza. Lo sguardo che ha dato a tutto questo non ha fatto altro che stimolare suo appetito ed eccitare suo desiderio. Non solo: lo aiuta a crescere anche in quanto cervello; perché tutto gli dimostra quanto lui ha avuto ragione con sue prime intuizioni. Tutto questo lui ha fatto da solo: tutto da solo!, da una tomba in rovina in una terra dimenticata. E quanto di più non potrà lui fare, una volta che gli si aprirà il più grande universo del pensiero? Lui che come sappiamo può irridere alla morte; che può prosperare nel mezzo di malattie che uccidono popoli interi. Oh, se un essere così provenisse da Dio, invece che dal demonio, quale forza benigna potrebbe lui essere in questo nostro vecchio mondo! ([[Abraham Van Helsing]])
*Il Conte è un criminale e appartiene al tipo criminale. Tale lo classificherebbero [[Max Nordau|Nordau]] e [[Cesare Lombroso|Lombroso]] e, ''quia'' criminale, la sua mente è formata solo in maniera imperfetta. Ragion per cui, in una situazione difficile, non può che cercare soluzioni nell'abitudine. ([[Mina Murray]])
*Ho visto il Conte giacere nella cassa sul terriccio, che con la brusca caduta dal carro lo aveva in parte coperto. Era mortalmente pallido, proprio come una statua di cera, e gli occhi rossi ardevano di quell'orribile volontà di vendetta che io conoscevo fin troppo bene.<br>Mentre lo guardavo, i suoi occhi hanno colto la visione del sole che tramontava, e l'espressione di odio del suo volto si è tramutata in un'espressione di trionfo.<br>Ma proprio in quell'istante, ecco il colpo lampeggiante del grande pugnale di Jonathan. Io ho urlato, vedendo la lama squarciargli la gola; mentre il signor Morris gli affondava nel cuore il suo coltello ricurvo.<br>È stato come un miracolo; sotto i nostri propri occhi, e quasi nel breve tempo di un respiro, l'intero corpo del Conte si è dissolto in polvere ed è sparito alla nostra vista.<br>Mi sarà di sollievo per tutta la vita poter ricordare che proprio in quel momento di ultima dissoluzione, nel suo volto è comparsa un'espressione di pace che mai avrei creduto potervi albergare. ([[Mina Murray]])
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
*Sono sempre più curioso: non capita tutti i giorni d'incontrare un nobile ungherese – o meglio, transilvano – che abita in un antico castello tra montagne desolate, al margine estremo del mondo civilizzato, eppure capace di scrivere lettere in un impeccabile inglese con tutta la disinvoltura di una persona colta e istruita, mentre negozia con legali e agenti immobiliari per l'acquisto di una casa nel cuore di Londra. Un uomo simile dev'essere a dir poco formidabile. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Più tardi, ho conosciuto un professore sassone che ha passato buona parte della giornata a mostrarmi la città. Quando gli ho chiesto del Conte Dracula, spiegandogli che lo avrei incontrato e sarei rimasto da lui per due settimane, si è mostrato sorpreso perché, mi ha spiegato, il Conte era noto per condurre una vita ritirata, evitando il contatto con la gente e, per quanto ne sapeva, nessuno era mai stato invitato al castello. "Circoleranno senz'altro molte storie sul suo conto" ho detto allora "poiché, si sa, gli uomini hanno la tendenza a schernire quelli che non legano i loro fagotti come gli altri viaggiatori". Il professore mi ha confermato che, sì, circolavano molte voci a proposito del Conte, ma che nessuna persona ragionevole avrebbe mai dato ascolto a simili chiacchiere. A parte questo, non aveva altro da raccontare su di lui, tranne il fatto che apparteneva a una delle più grandi e antiche famiglie del Paese, di cui gli uomini – in virtù delle innate qualità della stirpe – erano i più coraggiosi e le donne le più belle, a tal punto che per secoli erano stati oggetto di leggende e poesie. Non sapeva se il Conte avesse figli o meno, ma mi ha detto che è stato sposato tre volte, e per tre volte è rimasto vedovo. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Ero turbato perché chiaramente il Conte non era del tutto sano di mente, e anche se era anziano e canuto, avevo il sospetto che non sarei stato in grado di contrastare la sua forza e la sua agilità, dal momento che si vantava di essere un discendente di [[Attila]], re degli [[unni]]. Sembra che in questo Castello ci si debba aspettare di tutto. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Il Conte ha grande dimestichezza con la situazione politica attuale, tuttavia fatico a capire in quale ideologia si riconosca. Sotto certi aspetti sembra molto liberale, come un vero rivoluzionario, mentre su altri argomenti, le sue vedute sono talmente superate che sembra più conservatore di tanti reazionari. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
===Film===
*Dracula non era un pazzo, almeno non nel senso corrente. Dracula era la più assurda delle creature, il capo dei vampiri, sovrano delle anime maledette. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], ''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'')
*Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. (''[[L'ombra del vampiro]]'')
*È miniera di arroganza. Molto facile comprendere perché questa aristocrazia decadente è lì per morire in quella parte del mondo. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula: morto e contento]]'')
*Nel quindicesimo secolo, in quella zona d'Ungheria detta Transilvania, viveva un nobiluomo così audace in battaglia che i suoi soldati gli diedero il nome di "Dracul", che significa "diavolo". Soldato, statista, alchimista e guerriero, egli era così autorevole che si ritenne che fosse riuscito a soggiogare perfino la morte fisica. Fino ad oggi, nulla ha dimostrato il contrario. (''[[Il demone nero]]'')
*– Un paletto d'argento? Un crocifisso? Ma come potevi pensare che non avessimo già provato di tutto prima?! Gli abbiamo sparato, l'abbiamo pugnalato, bastonato, schizzato con l'acqua benedetta, gli abbiamo trafitto il cuore con un paletto, ma vive ancora. Lo vuoi capire? Nessuno sa come uccidere Dracula.<br>– Ah. E che cosa aspettavi a dirmelo? (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'')
*– Vuoi spiegarci che cos'è questa roba?<br>– Un concentrato di male e di peccati.<br>– Cosa?<br>– Questi oggetti appartenevano all'uomo più diabolico di tutti i tempi: il Conte Dracula.<br>– Dracula?<br>– Ho detto la verità nel descriverli in quel modo. Il mantello, il suo sigillo, il medaglione e il suo sangue.<br>– Il suo sangue?!<br>– Il suo... sangue.<br>– Ma-ma è soltanto polvere, polvere rossa.<br>– È giusto signori, sì. Soltanto polvere... (''[[Una messa per Dracula]]'')
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
*– Ridi quanto vuoi. Io trovo che sia affascinante.<br>– Oh, di questo non discuto. Ma io preferisco qualcuno di più normale.
*Proprio quando cominciavo a chiudere gli occhi ho sentito i lupi ululare. Poi è cominciato il sogno. Sembrava che tutta la stanza fosse invasa dalla nebbia. Era così fitta che a stento vedevo il lume vicino al letto, un fioco bagliore nella nebbia. E poi ho visto due occhi rossi che mi fissavano e una faccia bianca e livida è scaturita dalla nebbia. Mi è venuta vicino, così vicino! Sentivo il suo alito sul viso e poi le sue labbra! [...] E poi, la mattina, ero così debole. Era come se mi avessero tolta la forza vitale. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
*– Ma Dracula che cosa ha a che fare con lupi e pipistrelli?<br>– Dracula è il nostro vampiro.<br>– Ma professore, lei è certo...?<br>– L'immagine di un vampiro non viene riflessa dallo specchio. Per questa ragione Dracula ha voluto infrangerlo.<br>– Non per essere scortese, ma è un discorso che mi aspetterei da uno dei pazienti di questa clinica.<br>– Sì, ed è quello che penserebbero i medici inglesi e la vostra polizia. La forza di un vampiro sta proprio nel diffuso scetticismo della gente.
*Una nebbia rossa si diffonde sull'erba, avanzando come una lingua di fuoco che lui apre come un velario, e allora io vedo centinaia di migliaia di topi, con piccoli occhi rosso fiamma, come i suoi, ma solo più piccoli. E allora lui solleva la mano e li ferma tutti! Mi sembra che le sue labbra dicano: "Topi, topi, topi! Torme, milioni di topi, e tutti rosso sangue! E li darò tutti a te, se tu mi obbedirai!" ([[Renfield]])
*È venuto da me, poi si è aperto una vena nel braccio e mi ha costretto a bere. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
====''[[Dracula il vampiro]]''====
*Finalmente ho conosciuto il conte Dracula. Come speravo, egli è convinto che io sia qui per occuparmi dei suoi libri. Non mi rimane ora che attendere la luce del giorno. Poi, con l'aiuto di Dio, porrò fine per sempre al regno di terrore di quest'uomo. ([[Jonathan Harker]])
*Sono divenuto vittima di Dracula e della donna che è in suo potere. Forse sono condannato a divenire uno di loro. Se così fosse, che la persona che troverà il mio corpo sappia ciò che è necessario fare per poter liberare la mia anima. ([[Jonathan Harker]])
*Dopo la morte di Jonathan Harker, il conte Dracula, propagatore di questo male indicibile, è sparito. Dobbiamo trovarlo e distruggerlo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*Sappiamo di vampiri che hanno esistito per secoli. Dalle cronache, si desume che Dracula possa avere cinque o seicento anni. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''====
*Dopo un regno di innarrabile terrore durato più di un secolo, il re dei vampiri era stato finalmente scovato nella sua tana su un picco dei Carpazi. Per più di un secolo, molti avevano sperato di distruggerlo, e tutti avevano fallito. Qui, finalmente, un avversario armato di una profonda conoscenza delle orride forze del male lo distrusse in modo assoluto, definitivo... così almeno sembrò. Migliaia di persone erano state schiave dell'osceno culto del vampirismo. Ora esso periva alla sua stessa sorgente. Solo il ricordo rimaneva, il ricordo della più diabolica e orrida creatura che l'umanità abbia conosciuto.
*– Chi era il suo padrone?<br>– Era il Conte Dracula, signore. Di antica e aristocratica famiglia. [...]<br>– E non c'è nessun discendente?<br>– Il mio signore morì senza eredi, signore. Nel senso corrente dell'espressione.
*Se vuol assistere alla distruzione di un mostro generato dal Conte Dracula, venga con me. Ma, l'avverto, non è uno spettacolo edificante.
====''[[Le amanti di Dracula]]''====
*– So che la vostra chiesa venne una volta brutalmente profanata. Ma il responsabile di quell'orrendo misfatto fu annientato circa dodici mesi fa. Non è così? Non venne forse scaraventato nelle acque tumultuose del torrente, ponendo così misera fine alla sua esistenza? Non è questa la verità? E allora perché non siete tutti in chiesa questa mattina?<br>– C'è l'ombra, monsignore.<br>– Quale ombra?<br>– L'ombra del suo castello.<br>– Arriva fino alla chiesa.<br>– Al tramonto l'ombra tocca la chiesa.<br>– Quale castello? Quello di Dracula? È a quello che riferite? Perché non pronunciate il suo nome? Non può più farvi del male ormai. È stato gettato nel torrente o no? Ed è morto? È morto oppure no?<br>– Sì, è morto.<br>– E allora?<br>– Ma la maledizione esiste ancora. La sentiamo in quell'ombra anche quando siamo in chiesa.
*Il vampiro Dracula è vivo. Durante le ore della notte, Maria non deve essere lasciata mai sola. Hai capito bene? Neanche per un momento devi lasciare il suo capezzale.
*– C'è un castello in mezzo alle montagne che appartiene a un certo Conte Dracula. Lo conoscete?<br>– Ho capito di chi parlate.<br>– Devo andarci subito.<br>– Perché? È vuoto. Non ci abita più nessuno.<br>– Non per molto. Sta venendo qui.<br>– Dracula? È impossibile.<br>– È la verità! È la verità, ve lo giuro!<br>– Dracula è morto da più di un anno.<br>– No, vi assicuro che è vivo, e sta venendo qui!<br>– È colpa vostra! Ce l'avete portato voi!
*– Siamo stuffi della gente ce s'impiccia nei fatti nostri! Se noi ce ne stiamo tranquilli, Dracula ci lascerà in pace.<br>– È un diavolo! E finché sarà in vita nessuno di voi sarà al sicuro.
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*– Vengo da Londra.<br>– Da Londra?<br>– Vado a trovare uno dei nostri clienti. Forse lei lo conosce: il conte Dracula. Allora, lo conosce?<br>– Mio caro signore... Che Dio l'aiuti, perché se va dal conte Dracula, avrà bisogno di protezione.
*Che è successo al conte Dracula? Sono scappato dal castello. Lui mi ha inseguito insieme agli altri. Erano vampiri giganti con enormi denti. Volevano succhiarmi il sangue. Non l'ho sognato. Erano dei vampiri! Li ho visti nelle bare. Perché non vuole credermi? ([[Jonathan Harker]])
*Attraverso antiche leggende greche, indiane, magiare e perfino cinesi, ci è giunta notizia di un uomo che vivrebbe nutrendosi del sangue di altri esseri umani. In questo modo, non solo rimane in vita, ma non invecchia mai. Non è un fantasma, ma non lascia ombra. Può trasformarsi molto facilmente in cane, in vampiro, in gufo, o in qualsiasi altro tipo di animale. Vive solo di notte e durante il giorno si rifugia nella sua tomba. Le persone a cui ha succhiato il sangue vengono contagiate. Se muoiono si trasformano a loro volta in altrettanti vampiri. Il suo nome è Dracula. ([[Abraham Van Helsing]])
*– Allora perché non l'arrestano?<br>– Lei sottovaluta il conte Dracula. E poi che può fare la legge contro un uomo che vive al di fuori del nostro mondo?
*Finché Dracula è in vita, il tempo e lo spazio contano molto poco. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''====
*La raccappricciante leggenda del Conte Dracula estende il suo terrore molto al di là delle montagne della Carpazia fino alla metropoli vittoriana di Londra. Qui, in Hyde Park, avviene il definitivo confronto tra Lawrence Van Helsing e il suo irriducibile nemico, il vampiro Dracula.
*Mio nonno morì lottando con un vampiro, il più terribile, il più pericoloso vampiro di tutti i tempi. Però prima aveva raccolto delle prove. Prove positive. Non c'è niente da ridere, glielo assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Circa un secolo fa, ci sono avute prove, prove positive, che uno viveva in questa città: Dracula. Secondo le leggende, esso fu sepolto in Chelsea, probabilmente da uno dei suoi discepoli, e probabilmente a San Bartolph. Sì, in un angolo sconsacrato. Se il paletto è stato estratto dal suo cuore, egli potrebbe resuscitare. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Questa è la sua vendetta, una vendetta che si trascina da anni, una diabolica ritorsione contro i discendenti di Lawrence Van Helsing, mio nonno. Vuole sfogare il suo odio in questo modo, trasformando mia nipote in un essere come lui, facendola diventare un morto che vive, un vampiro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[I satanici riti di Dracula]]''====
*Il bacillo della peste, la Valham House, la distruzione psichica di intellettuali come il professor Keely e gli altri, sono tutti elementi di un piano, volto ad uno scopo preciso. Una vera forza. L'ombra di cui io vi parlo è più sinistra, più oscena di qualunque mostruosità possiate immaginare. Vincitore della putrefazione, maestro degli incorrotti, il Conte Dracula! ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Ho già distrutto il Conte Dracula una volta. Accadde più di due anni fa, nel Chiostro di San Bartolph's. Ma quell'essere può rinascere per rincarnazione. Si richiede un discepolo, una persona molto esperta nel rito. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Probabilmente nel suo subcosciente è ciò che desidera. La fine di tutto. Egli è un immortale maledetto che vive sulla violenza, la paura, il terrore. Ma supponendo, solo supponendo, che egli aspiri alla pace eterna, vorrebbe prima abbattere l'intero universo, vendicarsi di tutto. Uomini muoiono di peste a milioni, e come ombra della morte una sinistra figura si apre il cammino a colpi di falce. Il Conte Dracula è la profezia biblica di Armageddon. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Dopo aver distrutto ogni essere vivente sulla Terra, ti resterà un mondo vuoto da comandare. È questo che vuoi, Conte Dracula? Una grande fiammata fatta di orrore e di violenza? La spettrale distruzione di un intero pianeta? È questo il tuo ultimo desiderio? ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Dracula? Ha detto così? Dracula... Ha un suono così singolare. Tre sillabe, eh? Dra-cu-la. Ha un che di accattivante questo nome.
*Io non ho incontrato nome più perfetto negli annali della nobiltà. Vostro padre, figlie mie, riconosce la sostanza dalla forma: la polpa del frutto dalla buccia che lo riveste. Ci sono gli assaggiatori di vino e gli assaggiatori di nomi. Sì, "Dracula", una felice combinazione di oriente e di occidente, di realtà e di fantasia. Se non temessi di fare della letteratura o della retorica, che aborrisco, aggiungerei che in un certo senso gli mutua un qualche ingrediente del Conte di Montecristo, nonché di Sinbad il marinaio.
*Dracula ci dà una garanzia anche dal punto di vista glottologico. A tutt'oggi, non si sono segnalati nomi che finiscono in ''-ula'' che contengono un segno negativo.
*Vive del sangue degli altri. Non serve a nessuno, né adesso né mai.
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita. ([[Mina Murray|Mina Van Helsing]])
*È il conte che è pazzo. Mi ha promesso tanta carne. Dice che non dovrò più mangiare ragni e mosche, ma roba grossa. Creature umane. ([[Renfield]])
*Come osa [...] disprezzare l'essere più infelice e più gentile della Terra? ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]])
*Se avessi il potere di mandare la sua anima a bruciare nel fuoco eterno non esiterei a farlo. ([[Abraham Van Helsing]])
*Io sto morendo, e lui ride con la sua bocca rossa e quei dentoni bianchi affilati come quelli dei topi. Sono centinaia, migliaia, milioni! ([[Renfield]])
*Se ci sconfiggerà, allora Dio non esiste. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
*Il mio animo abbandona il mio corpo. [...] Non ho mai provato sensazioni tanto angoscianti. Non riuscivo a tornare da te, sono completamente sconvolta. [...] Dovevo! Era come se mi trascinasse, mi attirasse, e io ho perso il controllo. [...] Aveva gli occhi rossi. [...] Avverto ancora il sapore del suo sangue in bocca. ([[Lucy Westenra]])
*Non so, ma ho quasi la sensazione che il mio strano amico sia qui con me. Parla nei miei pensieri. Con lui mi sono sentita più viva di quanto lo sia mai stata. E ora, senza di lui e presto sposa, io mi sento confusa, smarrita. Forse, per quanto cerchi di essere buona, sono cattiva. Forse sono una donna cattiva e volubile. ([[Mina Murray]])
*Da vivo fu un uomo dalle qualità esemplari, e la sua mente era potente e grande. Ma più grande è la necessità di schiacciarlo e distruggerlo definitivamente. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*È tutta la vita che faccio questi sogni, intrappolata nelle tenebre con quell'uomo. Pensavo che fossero solo incubi, ma questo era così reale. Sentivo il suo respiro sulla pelle. Io sto cominciando a impazzire.
*Dracula non è un mito, non è il vaneggiamento di un romanziere irlandese, oh no. È reale, te l'assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Lui è stato il primo. Dracula è l'Adamo, il paziente zero. Ma a differenza di quelli che infetta, non può essere ucciso, non con mezzi che io conosca. [...] Tutto quello che distrugge gli altri vampiri, lui sopravvive. Ci dev'essere un modo! Ho passato tutta la vita cercando la maniera di ucciderlo. Egli è semplicemente fuori dalla portata della morte. Ma perché? Questa è la domanda che mi ha tormentato per oltre un secolo. Chi è questa creatura che cammina come un uomo, ma la cui immagine non si riflette? ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Molto tempo fa, [[Giuda Iscariota]] cercò la morte per i suoi peccati, ma gli fu negata. Oggi la corda non si è rotta ed è bruciato alle prime luci dell'alba. Ora sono io la custode delle sue spoglie. Se l'anima di Dracula dovesse ancora aleggiare sulle sue ceneri, io la terrò confinata per sempre.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Vedrai, ti piacerà lavorare per il Conte. È un vero gentiluomo, e ha fatto così tanto per questa gente. Mio padre dice che senza il suo aiuto, Passburg sarebbe ancora in pieno medioevo. ([[Lucy Westenra|Lucy Kisslinger]])
*Il Conte è sempre molto attento ai suoi ospiti.
*Stasera ho finalmente conosciuto il Conte Dracula. È più giovane di quanto pensassi, eppure il suo comportamento e il suo contegno in qualche modo sembrano contraddire il suo aspetto. ([[Jonathan Harker]])
*– Non si può andare avanti così!<br>– Finora vi è sempre stata bene. Quando il Conte pagava la scuola o pagava i vostri debiti, non avevate niente da obbiettare!<br>– Si è spinto troppo oltre. Santo cielo, Passburg sta diventando un cimitero, e voi non fate niente.<br>– Abbiamo stretto un patto con lui. Infrangerlo sarebbe peggio che rispettarlo.
*Egli ipnotizza gli umani, penetra le loro menti, dopodiché se ne impossessa. ([[Abraham Van Helsing]])
*La sua passione era come un fuoco violento. Consumava quello che voleva di più. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*– Il mio padrone.<br>– Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>– No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>– Lui è qui a Parigi?<br>– No, ma arriverà presto. [...]<br>– Maria, chi è lui?<br>– Lui è un principe.<br>– Un principe?<br>– Sì.<br>– Viene per le celebrazioni?<br>– Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.
*– Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>– Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>– Meraviglioso...<br>– In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>– È più alla mia portata.
*– Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>– Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.
*– Laggiù! È lì che dorme, nella sua bara.<br>– Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>– Lo faremo tutti un giorno.
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
*– Dracula, principe tra tutti i vampiri, teme la croce. Riuscite a capire che cosa significa?<br>– No. Spiegatemelo.<br>– Dio esiste. Dio esiste e finalmente anch'io l'ho trovato.<br>– Avete trovato il Diavolo.<br>– Se serve il Diavolo per condurmi dal mio Signore, allora io dico ben venga il Diavolo!
*– Che cos'è il Conte Dracula?<br>– In vita, era un principe di eccezionale cultura e di successo. Nella morte, suppongo si potrebbe dire che sia il migliore dei vampiri.<br>– Il migliore?<br>– Quello di maggior successo. La maggior parte sono selvaggi, mezzi pazzi. Raramente durano a lungo, mentre Dracula è riuscito a conservare la sua forma umana e il suo intelletto più o meno intatti per centinaia di anni.<br>– Bevendo sangue umano.<br>– Tutti bevono sangue. Dracula ha imparato a farlo bene, secegliendo le sue vittime con la massima cura, credo. Persino nella morte ha mantenuto la selettività di un aristocratico.
*Consideriamo che il Conte Dracula non sopporta la sua immagine, Dracula, che non vuole esporsi alla luce del sole e non può entrare in una casa senza essere invitato. Queste non sono maledizioni. Sono mere abitudini che sono diventate feticci e poi leggende a cui credete persino voi. Le regole della bestia: ne abbiamo discusso molto tempo fa. Ma perché? Di che cosa avete paura? Siete un guerriero nato da una stirpe di guerrieri. Vostro nonno è morto combattendo, vostro padre, i vostri fratelli, i vostri figli, i loro figli. E tutti sono caduti da eroi sul campo di battaglia, ma non voi. Non il Conte Dracula, il condottiero che si apposta nell'ombra e sopra le vite degli altri, indesiderato in ogni luogo, che dorme in una cassa di terra, eppure sogna la tomba di un guerriero, che si ritrova ammaliato da una ragazza innamorata della cosa che lui teme di più: la morte. E ora sappiamo perché questo {{NDR|il crocifisso}} funziona: perché rappresenta il coraggio che bramate di possedere, il coraggio che ci vuole per morire. Direi che vi vergognate. Il Conte Dracula si vergogna!
===Persone===
*A me di Dracula piace la sua fragilità così umana e sofferta, questa consapevolezza di vivere una dannazione eterna. ([[Marta Gastini]])
*Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Con ''Dracula'' e nella letteratura e nella cinematografia che ne sono derivate si è stabilizzato il tipo del vampiro nobile (Dracula è più spesso chiamato "il Conte") che si appropria delle vergini e dei bambini del suo feudo, nel quale si parla (sottovoce) di lui con odio e terrore. C'è un po' di [[Gilles de Rais]] in Dracula (e il [[Barbablù]] della fiaba è una sorta di vampiro). ([[Renato Giovannoli]])
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. ([[Christoph Waltz]])
*Dracula è una grande metafora, in realtà, Dracula è una brutta malattia che entra nella vita di una coppia e la sconvolge. Un cancro, che ti assale e che ti succhia via la vita, e che bisogna in qualche modo sconfiggere. ([[Sergio Rubini]])
*È molto attraente nella sua pericolosità. È la personificazione del male. È Lucifero. È Mefistofele. È come il diavolo, in realtà. ([[Gary Oldman]])
*Ha queste tre cose: una potente forza fisica, il potere di muoversi nel tempo e nello spazio e un fortissimo appeal sessuale per le sue vittime femminili. ([[Terence Fisher]])
*Il Conte, che si aggira di notte e dorme di giorno, parla alle ansie più intime, alle sessualità represse, a un mondo sotterraneo di sé segreti. Questo nobile luciferino è più stimolante degli innocenti che brama e, in un certo senso, il Conte stesso è una specie di teatro, nel quale sono messe in scena le nevrosi della sua era. ([[Joseph O'Connor]])
*Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare [...]. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. ([[Zoë Bleu]])
*Il suo morso è un bacio sensuale e allo stesso tempo efferato. ([[Asia Argento]])
*In quella sua prima apparizione Dracula somiglia molto al "gran personaggio" di cui parla [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] (ed entrambi ricordano il Diavolo), soprattutto nei particolari degli "occhi accesi" e del "labbro atteggiato di minaccia". [...] Anche il palazzo del "gran personaggio" può ricordare il castello di Dracula, oltre che certe architetture delle ''Mille e una notte'', soprattutto per la presenza delle "fantasime" [...]: le evanescenti e lunari mogli di Dracula. [...] E se si considera il vampirismo come una figura del male nel suo aspetto contagioso, la fuga di Harker equivale al rifiuto del protagonista del racconto manzoniano di diventare un untore. ([[Renato Giovannoli]])
*In realtà il conte Dracula – come [[Giacomo Casanova|Casanova]] e [[Dongiovanni]], come [[Marchese de Sade|Sade]] e [[Restif de la Bretonne]] – dovrebbe essere collocato nell'immaginario dell'amore prima che in quello dell'orrore. Con l'aggiunta di una sottolineatura crudele che, lungi dal rappresentare un limite, rientra per acquisizione non soltanto letteraria – ma di comune prassi erotica – tra le componenti essenziali della ritualità libertina.<br>Il [[bacio]] del [[vampiro]] è il [[morso]] dell'amante. ([[Franco Cuomo]])
*Molte ragazze sono attratte da Dracula perché desiderano lo stesso tipo di amore e devozione totali. ([[Zoë Bleu]])
*Ogni epoca ha il suo specifico terrore, figlio delle proprie esperienze. Per essere precisi, sembra che il vero successo di un'icona horror stia nel suo intercettare a mezza strada due diversi terrori, il primo chiuso nell'armadio dell'autore, e il secondo in quello dei lettori. Prendete l'esempio del conte Dracula: è noto che Bram Stoker scrisse il romanzo dopo aver trascorso un'infanzia da allettato, fra medici che scuotevano la testa e genitori rassegnati al peggio, per cui l'immagine di quel vampiro rialzatosi dalla bara altro non era che un rivivere il terrore di quel calvario. Fin qui il trauma dell'autore. Ma poi? Poteva bastare questo a fare di Vlad III di Valacchia un caposaldo del terrore moderno? Nossignore. Ciò che rese Dracula uno spauracchio collettivo fu il fatto che Stoker gli conferì ad arte tutte le caratteristiche dell'ignoto straniero trapiantato sul suolo britannico: il conte assetato di sangue venne trasformato in uno slavo antioccidentale, anticristiano, antitecnologico, antirazionale, ovvero in un formidabile ricettacolo di tutto ciò che i lettori inglesi potevano concepire come una minaccia alla loro identità. ([[Stefano Massini]])
*Per me, in termini di personaggi iconici dell'horror, il numero uno è Dracula/Nosferatu. ([[Bill Skarsgård]])
*Secondo le mie letture giovanili Dracula era il diavolo, l'angelo caduto, il che significa che potenzialmente aveva in sé il bene e il male. ([[Francis Ford Coppola]])
*Si vede che anche al cinema non muore mai, la sua eterna dannazione si riproduce nei film, nell’immaginario delle persone è condannato all’eternità. ([[Matilda De Angelis]])
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore" [...]. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. ([[Matilda De Angelis]])
====[[Vittorino Andreoli]]====
*Occorre avere ora il coraggio di dire che il conte giunge persino a intenerire, a fare pena. In fondo non è il mostro dalla forza sovrumana e incontrastabile, uno di quelli che si presentano sugli schermi della stupidità di oggi. Dracula è pur sempre un uomo, lo è stato mentre era in vita, nel senso storico del termine; era un eroe, uno che ha salvato il proprio popolo dai Turchi e a quel tempo dire turco richiamava alla mente il male e la violenza estrema. Un personaggio morto eppur pieno di bisogni: di giorno deve ritornare dentro una bara nascosto nella terra del cimitero in cui è stato sepolto, tanto da doversela portare sempre con sé. È terrorizzato dal bene o dai segnali del bene; i crocifissi d'argento, le particole consacrate che il professor Van Helsing usa come proprie armi di difesa. È un mostro che ha paura e che può essere vinto, tant'è che questa è la conclusione della storia.
*Il sangue è vita, senza sangue si è sfiniti, prossimi alla fine: dopo aver succhiato sangue Dracula ha forza e diventa persino giovane. Senza non può vivere tra i morti. Anche nel tempo presente sono infiniti i riferimenti a questa simbologia e assumono espressioni religiose: Cristo trasforma il pane in corpo e sangue del Signore e così dà la vita agli uomini. Lo trasforma in sangue perché il corpo senza sangue non vive. Del resto, quando muore sulla Croce, dà tutto il suo sangue, tanto che l'evangelista nota: dal costato usciva acqua. Aveva dato tutto.
*Il succhiare è il gesto della vita, la modalità con cui il neonato vive. Si attacca al seno e lo divora. Dalla madre passa la vita al bambino che così la succhia. Rimane un gesto pieno di fascino e nei giochi erotici dell'adulto il succhiare ha un ruolo importante: ancora una volta un simbolo di forza vitale. Dracula non ha nulla della aggressività orale di chi mangia, anzi egli non mangia mai, succhia soltanto. E in questo si è fermato al gesto della vita neonatale, il movimento primario per eccellenza: se il bambino non sapesse succhiare morirebbe.
*Tra le metamorfosi possibili a Dracula, la più significativa, tanto da diventare quella nota a tutti, è in un uccello, un pipistrello. La simbologia dell'uccello è sconfinata ed è anch'essa parte della vita. Il pene è popolarmente chiamato uccello: proprio perché si eleva e in quel volo dà la vita, il seme. Il pipistrello è un essere strano, potremmo dire perverso: sia perché appartiene ai mammiferi e non alla specie degli uccelli, sia perché è notturno e nella notte diventa un uccello del peccato, del proibito. Ha inoltre le caratteristiche di attirare e di divenire repellente. Di giorno poi non ha vita e rimane appeso, molle, in una caverna, mentre con il buio rinasce e cerca continuamente in quel volo inarrestabile la propria preda. Il sangue richiama dunque l'uccello-pene ed è suggestiva l'immagine del «battesimo di sangue» con la signora Mina attaccata al petto di Dracula, in una posizione che richiama la fellatio.
====[[Dario Argento]]====
*{{NDR|Sul suo Dracula preferito}} Dai, [[Bela Lugosi]] decisamente no. Lui era troppo grasso! Mi piacevano i film della [[Hammer Film Productions|Hammer]] con [[Christopher Lee]]. Lui sì che era selvaggio e spaventoso. Ricordo che ero molto giovane e che il suo Dracula mi spaventò parecchio. Io volevo cambiare la visione di Dracula e non mi interessava fare come Coppola. Forse volevo un Dracula più espressionista.
*Dracula ha una ferocia inaudita, tuttavia nasconde un lato molto romantico. Il suo amore per Mina è folle e puro. Animalesco, direi. E lo porterà alla rovina. Oltre che all'aglio, lui è vulnerabile al fascino delle famiglie.
*È un essere camaleontico. Secondo il mito, si trasforma solo in lupo o pipistrello. Io ho pensato che poteva assumere le sembianze di altri animali e insetti giganteschi: un topo, una cavalletta, uno scarafaggio... Inoltre, ha rapporti carnali con uomini e donne, ma questa non è una novità: nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi.
*Mi ha affascinato molto la storia di amore e morte che aleggia sul personaggio. Poi mi interessavano molto le sue trasformazioni, quando prende le sembianze di animali e altre creature. Un aspetto che in pochi hanno esplorato.
====[[Alessandro Baricco]]====
*Da Don Giovanni non divorzi. E Dracula non lo curi. Il piccolo armamentario dei medicamenti borghesi non può nulla contro quel tipo di desiderio. Vuoi salvarti? Allora inizia ad abituarti a un mondo in cui nemmeno i confini tra vita e morte sono certi, e la tua fidanzata, morta, la notte va in cerca di bambini da prosciugare, e tuo padre, morto, torna ogni tanto a punire i tuoi amanti. Non piace, quel mondo? Peccato, è l'unico che c'è.
*Difficile immaginare un personaggio che meglio di Dracula prenda su di sé, e traduca in carne e parole, il terrore. Non c'è nulla che, in lui, non sia terrore cristallizzato in gesto, immagine, parola, odore, tempo, colore. L'artigiano che era in Stoker lavorò da dio. Senza trascurare il minimo dettaglio. Se c'era un modo per dire che un mondo senza centro è un campo da gioco terrorizzante, Dracula lo disse. E quel vampiro è, simultaneamente, l'enunciazione di un teorema e la sua dimostrazione. Il che può aiutare a capire come si sia impigliato, una volta per sempre, nella fantasia collettiva.
*Una cosa curiosa di ''Dracula'' è che Dracula vi compare pochissimo. Di persona, intendo dire (se si può usare l'espressione di persona parlando di un vampiro). Riassumendo, lui compare in carne e ossa (idem) nella prima parte del romanzo, quando Jonathan Harker gli rende visita in Transilvania. Poi, si può dire che scompaia. Le sue apparizioni sono poco più che bagliori: un cane che scende da una nave, un pipistrello che sbatte contro un vetro, una nebbia che scivola sotto le porte. Di rado compare in fattezze umane, e quando lo fa è sempre per pochi istanti, subito ingoiato dal buio, dalla folla, dalla nebbia: sulla collina di Whitby, con Lucy; una volta per strada, in mezzo alla gente; stretto a Mina in un lampo che acceca i testimoni; e poi il tempo di una breve invettiva, prima di scappare, quando gli inseguitori lo attirano in una stanza dove non riusciranno a prenderlo. Anche la sua voce, così pedante e rigogliosa durante la visita di Jonathan, sparisce nel polverone delle parole altrui: il virgolettato di Dracula, per quattro quinti del romanzo, si riassume in una paginetta di frasi neanche tanto memorabili. Considerato quanto parlano gli altri, lui praticamente tace. La cosa è curiosa perché, al contrario, tutto il romanzo è ossessivamente posseduto, senza eccezioni, dalla sua figura. Non c'è nulla, in Dracula, che sia lì per una qualche sua energia autonoma: tutto esiste perché esiste Dracula. Lui è la luce che ritaglia via gli altri dall'indistinta oscurità del semplicemente esistente. Tutto diventa racconto se incontra lui, e nulla che non incontri lui diventa racconto.
====[[Carlo Della Corte]]====
*Dracula conta molto più del suo autore. Nel migliore dei casi, per costui, è la sua proiezione pantografata. Altrimenti un personaggio d'estro, di quelli che nascono dopo una micidiale sbronza in un pub.
*Magari lo Stoker detestava la monarchia e i nobili in genere e cercò di caricare un conte dei più perfidi e goffi misfatti. Fu così? Non lo sapremo mai.
*Stoker, come tutti gli scrittori di un qualche talento, aggiunse al suo cocktail uno spruzzo di particolare veleno. Tanto che, ancor oggi, questo bastardissimo Dracula funziona. Sul piano fumettistico e cinematografico, d'accordo. Ma anche psicologicamente. È diventato un modello, un maestro di ciò che non si deve essere (il ''«ciò che non siamo ciò che non vogliamo»'' di Montale?).
====[[Claudia Durastanti]]====
*Di tutti i protagonisti delle storie dell'orrore, le fiabe macabre e i romanzi gotici che mi tenevano sveglia la notte, Dracula era quello più simile a un supereroe. Come tutti i supereroi dei fumetti più interessanti, invece di essere orgoglioso del suo potere – la capacità di vivere per sempre (quantomeno tenendosi lontano da paletti di frassino e spicchi di aglio) –, Dracula arrivava quasi a odiare il suo talento speciale e attraversava la sua condizione con malinconia, da aristocratico solitario e triste.
*Dracula ama fare conversazione: sono la cultura e la lettura a renderlo quasi umano. Non ha la furia rozza del lupo mannaro, né la monotonia del diavolo. Grazie a Stoker, il Conte ci insegna che siamo destinati a diventare vampiri ogni volta che ci affezioniamo a qualcuno, e ci ricorda che quando leggiamo un libro, di fatto succhiamo il sangue dalle parole per diventare immortali. A metterla così, è difficile stabilire cosa ci rende davvero diversi da questo supereroe inconsolabile.
*Dracula ci parla, ci irretisce, ci imprigiona, ma sempre con l'idea che quel che vuole non sia tanto il nostro sangue quanto la nostra compagnia.
*Leggendo la sua storia, si capisce bene che il suo vero potere (la sua vera condanna) è desiderare gli altri, non vivere per sempre.
====[[Ernesto Ferrero]]====
*Come la [[Mostro di Frankenstein|Creatura]] del [[Victor Frankenstein|dottor Frankenstein]], è un ibrido nato in laboratorio, dopo una notte d'incubo (pare che Stoker avesse fatto indigestione di una zuppa di gamberi all'ungherese). I Carpazi non c'entrano, con buona pace di [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e dei romeni, che hanno cercato di trasformare il conte in attrazione turistica: resta un personaggio rigorosamente e inconfondibilmente ''made in England'', come il whisky, il tweed, le pipe Dunhill e tutte le buone cose che si comperano da Harrod's.
*Come un eroe di Bataille, Dracula non fa che anticipare un'equazione quella tra [[Eros]] e [[Tanato|Thanatos]], che nel Novecento sarebbe diventata ovvia; porta alle estreme conseguenze la violenza che è implicita nell'erotismo, e ci obbliga a riconoscere – come i libertini filosofi di [[Marchese de Sade|Sade]] – che i vertici del piacere coincidono con i rituali della violazione.
*Dracula attende ancora il suo [[Michel Foucault|Foucault]] o il suo [[Roland Barthes|Barthes]], e continua a funzionare come un trovarobato di effettacci per sceneggiatori a corto di idee.
*Le misure che i «buoni» prendono contro Dracula e i suoi adepti portano sul piano simbolico i violenti sistemi della psichiatria ufficiale, lanciata a «razionalizzare» il sistema manicomiale: paletti nel cuore, taglio della testa e aglio in bocca. Avesse potuto, il dottor [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]] avrebbe sottoposto volentieri quel paranoico patetico e disperato che è il vampiro all'elettroshock. Tutto gli sarebbe passato per la mente, meno che andarsi a leggere un'operetta uscita quasi insieme alla storia di Dracula: ''L'interpretazione dei sogni'', opera di un giovane e ambizioso collega ebreo che lavorava a Vienna.
*Lungi dall'incutere orrore, il conte vampiro incarna il personaggio patetico e disperato di un ''«deviante»'' abbastanza innocuo, la cui unica cattiveria consiste nell'approfittare della distratta disponibilità di vittime che vogliono essere tali. Il vero orrore sta dall'altra parte, nell'ipocrisia degli inibiti, negli psichiatri che maneggiano l'aglio, il paletto e il crocifisso.
*Personaggio umbratile e complesso, Dracula è figlio della repressione vittoriana e della presunzione positivista, il simbolo in cui si intrecciano [[Eros]] e [[Thanatos]], Trasgressione e Controllo Sociale, Libido e Sublimazione, Immortalità e Necrofilia, Desiderio e Paura, Scientismo e Irrazionalità.
*[[Vlad III di Valacchia|Vlad l'Impalatore]] è un macellaio sadico, Dracula è un artista. A fine millenio, è lui a dirci che la Letteratura è ancora una cosa seria anche quando sembra voglia soltanto divertire.
====[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]====
*Dracula ci insegna a confrontarci con una teoria che conosciamo per esperienza, ma spesso non vogliamo ammettere, cioè raramente le cose sono ciò che sembrano. Sappiamo che Dracula rappresenta ciò che Freud chiamava arcano, ciò che avrebbe dovuto rimanere nascosto ma alla fine viene in superficie. C'è qualcosa in Dracula il vampiro che risulta al contempo alieno e familiare e che tentiamo di non riconoscere, perché vediamo sempre la nostra immagine riflessa in uno specchio, ma non possiamo vedere quella dei vampiri. Ecco perché, dopo tutte le nostre ricerche, ci siamo persuasi del fatto che fino a quando gli umani non avranno scoperto sia il segreto dell'immortalità fisica sia quello dell'eterna giovinezza, il mistero di Dracula continuerà a sopravvivere.
*Dracula è un solitario, mentre i suoi nemici riescono a vincerlo solo se si alleano. Il messaggio è chiaro: se si uniscono le forze della comunità e la buona volontà, si può sconfiggere il male.
*Stoker sapeva ciò che un suo contemporaneo, [[Sigmund Freud]], stava iniziando a scoprire, cioè che raramente le cose sono ciò che sembrano. Il conte Dracula sembra un gentiluomo ma in realtà è un predatore.
====[[Jesús Franco]]====
*Amo Dracula, è un personaggio straordinario, uno dei più potenti della letteratura e considero il romanzo un capolavoro.
*È molto più profondo {{NDR|di [[Victor Frankenstein]]}}, possiede una qualità letteraria altissima.
*Non si può spiegare Dracula a ogni film, è là una volta per tutte, pieno di violenza. Spiegare è una perdita di tempo e una stronzata.
====[[Fabio Giovannini]]====
*Dracula è un falso aristocratico: nessun servitore, infatti, gli facilita la vita (o la non-vita) al castello. Non ha attorno a sé nemmeno il chiasso conviviale ed orgiastico di un signore feudale: il suo maniero è tetro, e lui stesso non tocca mai cibo.
*Dracula è un libertino. Si sceglie molte donne e se ne nutre. Ma non riesce mai ad essere maschilista quanto il suo nemico Van Helsing.
*Dracula è un ottimo turista. Sceglie con cura il nome delle navi con cui salpare. Per arrivare a Londra usa la «Demeter», che ricorda la suocera del dio degli Inferi, Demetra (che è anche simbolo di fertilità, e Dracula è una sfida alla procreazione ma è anche propagatore di vampiri). Per tornare in patria, invece, sceglie la «Czarina Caterina», il cui nome coincide con la zarina forse più immorale e dissoluta di tutta la storia russa.
*[[Bela Lugosi|Lugosi]] è il caso limite, ma Dracula è sempre una maschera maligna, una volta appiccicata sul viso non è più possibile staccarla. Lo stesso destino è accaduto a [[Christopher Lee]], in parte a [[Klaus Kinski]] e a [[Frank Langella]]. Gli interpreti del vampiro diventano tutt'uno con lui e difficilmente si liberano della sua presenza.
*Qualcuno ha visto nel Dracula di Stoker un'influenza diretta delle teorie di [[Cesare Lombroso|Lombroso]] (del resto citate dallo stesso Stoker), ma l'ipotesi è di difficile dimostrazione. Se è vero che Lombroso e la sua scuola ci informano che «riguardo ai denti, si incontrano negli assassini i canini molto sviluppati», è anche vero che Dracula fa bella mostra di una fronte spaziosa e alta, negata ai criminali dai lombrosiani e attribuita viceversa ai geni. Dove il vampiro spezza di più le categorie dei delinquenti di Lombroso, [[Enrico Ferri (criminologo)|Ferri]], [[Raffaele Garofalo|Garofalo]] e altri fisionomi, è negli occhi, mai sfavillanti in un criminale secondo le «regole» di quella fisiognoica.
====[[Christopher Lee]]====
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|Christopher Lee interpretando Dracula in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Alla fine credo che Dracula sia un vero anti eroe, dotato di una grande forza che spesso non sa controllare e questo dà delle difficili responsabilità per l'interprete. Non è infatti semplice rendere credibile un personaggio come Dracula che la gente guarda per un'ora e mezza sapendo di dover accettare qualcosa che non accadrà mai nella vita reale.
*Dracula continua a perseguitarmi. Pazienza. Una cosa però la devo volentieri a quel tenebroso conte: mi ha insegnato nella realtà e nella finzione a camminare in equilibrio tra dramma e ironia.
*Dracula rappresenta solo un momento della mia carriera nella quale ho girato oltre 300 film. Sono fiero di quel ruolo ma non voglio morire come Bela Lugosi, legato esclusivamente a un personaggio, a un film. Personalmente credo di aver dato molto al personaggio, accentuando l'aspetto erotico che, precedentemente, era stato quasi del tutto ignorato.
*Ieri un giornale ha scritto che io avrei interpretato Dracula 11 volte, un altro ha scritto che avrei interpretato una parodia di quel ruolo: non è assolutamente vero! Spesso i giornalisti non si informano e questo mi da fastidio. Comunque non capisco perché la gente ancora continui ad identificarmi con quel personaggio...
*Io credo che, sullo schermo, Dracula non sia mai stato realizzato bene. Del resto, ci sono attori e registi che non hanno nemmeno letto il libro di Stoker. Però io sono stato più fortunato di altri miei colleghi, perché ho potuto conoscere la nipote e il bisnipote di Stoker.
*Non ho mai interpretato il personaggio correttamente, nessuno lo ha mai fatto... [...] Nemmeno la versione di Coppola rispetta il libro, presentando Dracula esattamente come viene descritto nel romanzo. Nel film che ho interpretato diretto da [[Jesús Franco|Jess Franco]] ci siamo andati vicino, perlomeno da un punto di vista iconografico, però il film non è un granché.
*Quando accettai la parte ero determinato a non vedere quanto fatto precedentemente da altri attori, Lugosi in particolare. Non volevo fare le cose che aveva fatto e pensavo che nel profondo della Transilvania un vampiro in smoking fosse ridicolo. Così non ho mai copiato Lugosi. Cercai di entrare nella parte leggendo il libro di Stoker, studiando la sceneggiatura ed elaborando una mia visione del personaggio. Per prima cosa stabilii che, essendo un nobile, doveva avere una presenza regale, impressionante nel fisico. Allo stesso tempo, doveva conservare negli occhi uno sguardo triste come un uomo prigioniero della propria vita che prova una sorta di disperazione che diventa una luce di pace nel momento in cui muore. Insomma, un carattere con molti aspetti diversi da far coincidere: molto pericoloso, fiero, forte oltre le capacità umane, irresistibile per le donne, rispettato dagli uomini che, in fondo, vorrebbero essere come lui.
*Uno della tv inglese mi ha chiesto chi vincerebbe tra Dracula e [[Saruman]]. L'ho guardato a lungo in silenzio: spero di averlo spaventato a morte.
====[[Luigi Lunari]]====
*Le cronache parlano di un [[Vlad II Dracul]]a, principe di Valacchia, che intorno al 1430 si distinse nella lotta contro i turchi, e di suo figlio [[Vlad III di Valacchia|Vlad III Dracula l'Impalatore]], che in sei anni di regno, tra il 1456 e il 1462, avrebbe ucciso tra i quaranta e i centomila cristiani, più un congruo numero di nemici turchi, con il prediletto metodo dell'impalamento. Nessuno dei due è compatibile quanto Stoker fa narrare dal Conte nel terzo capitolo del romanzo: in particolare sorprende che – eventualmente – egli non abbia pensato alle ghiotte occasioni di orrore che i gusti di Vlad Tepes (l'Impalatore) gli mettevano a disposizione. D'altronde, la componente orrorifica del suo Conte si esercita su tutt'altro piano da quello dell'impalamento e non è poi da escludere l'idea che un eccesso di orrore potesse risultare controproducente nei riguardi del lettore vittoriano. La conclusione sotto questo profilo è che il ''Dracula'' di Stoker non abbia assolutamente nulla a che fare con la storia dei vari Vlad – al di là della suggestione esercitata dal nome – e che l'autore abbia fatto un po' di confusione in proposito. Più concretamente, tra i motivi ispiratori del suo personaggio, è certo – per sua esplicita dichiarazione – che vi fosse anche lo stesso [[Henry Irving]], d'aspetto fisico non incompatibile con il Vampiro transilvano.
*Non è chiaro [...] perché il Conte tenga tanto a recarsi a Londra, e perché trattenga Harker nel proprio castello per quasi due mesi, dandogli così tempo e modo di scoprire ogni verità sul suo conto; e perché poi faccia oggetto delle sue libidini Mina Murray, la sola donna in Inghilterra (e nel mondo) che attraverso il diario di suo marito Jonathan sa tutto di lui. Ma se credibilità e verosomiglianza devono essere elementi di giudizio, come potremmo non bocciare Corneille e Alfieri, con gli inverecondi assurdi generati dal rispetto delle tre unità aristoteliche?
*Per ricco che sia il passato, e fin troppo ricco il futuro (in tutto lo sbizzarrirsi sulle pagine, sulle scene, sul grande e piccolo schermo...) l'immagine di Dracula è – per sempre – quella che Stoker ci ha consegnato; e la storia è quella che lui ci ha raccontato. In questo lavoro di riassunto e di messa a fuoco, Stoker pesca – se così si può dire – da quanto il passato gli ha messo a disposizione: del folclore conserva il potere scongiurante dell'aglio e il valore salvifico della decapitazione; tra le tecniche dissanguanti trascura il morso sul seno per adottare quello sul collo; fra le trasformazioni del mostro privilegia il lupo e il pipistrello; giustamente ignora come non congrua l'idea che il vizioso maligno rechi con sé la peste; dalla letteratura prende l'idea della raffinatezza e della cultura del protagonista, dalla storia raccoglie la misteriosa e inquietante origine dello stesso, e la sua ambientazione nell'inimitabile scenario della Transilvania.
====[[Jack Palance]]====
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|Jack Palance interpretando Dracula ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Credo che il fascino di personaggi come Dracula e altri di quel genere sia lo stupore che provocano: cosa potrebbe essere stato, come è stato? Questo è diverso, questo è un altro mondo. È davvero esistito? Potrei arrivare a farne parte per un periodo senza farmi del male o avere fatto del male?
*Credo che sia l'unico personaggio che abbia mai interpretato a farmi paura.
*È un personaggio piuttosto suggestivo. Lo è sempre stato e lo è ancora adesso. Quindi che piaccia al pubblico non sorprende affatto.
*Non l'ho mai considerato un personaggio cattivo. Qualcuno mi ha detto che è il personaggio più cattivo che abbia mai interpretato, ma per me accetto quell'opinione ma di certo non direi la stessa cosa. Dracula, secondo me, non era più cattivo di un uomo qualsiasi. Era una persona intrappolata in una situazione. "Cattivo" è un termine che gli è stato dato dagli altri. So che se [...] viene fatta quella domanda a Dracula, ovviamente ti direbbe che non c'era niente di cattivo in lui. Faceva quello che secondo lui era giusto.
====[[Tommaso Pincio]]====
*Dracula non è vivo ma neppure morto. La definizione di «non-morto», confezionata dalla letteratura gotica, gli calza a pennello. Ciò non significa però che quella di «non-vivo» risulterebbe inappropriata. Tutto considerato, sarebbe più giusto chiamarlo «non-qualsiasi cosa», giacché il suo potere insidioso è per l'appunto quello di riuscire a diventare qualsiasi cosa senza mai esserlo davvero, che è poi quel che fanno gli specchi: riflettere tutto fuorché se stessi. Lo dimostrano proprio le manipolazioni e i fraintendimenti che hanno fatto la fortuna del romanzo di Stoker. Perché contemplando uno specchio è facile confondere questo con il riflesso, e ancor più lo è dimenticare che il riflesso non è mai la copia esatta delle cose ma la loro immagine inversa. È facile cioè dimenticare che il riflesso non è la pedissequa restituzione delle nostre sembianze, bensì un bagliore oscuro del nostro profondo, del nostro lato segreto, delle cose che non osiamo confidare a nessuno. Per quanto, sono proprio le cose di noi che gli altri ignorano a renderci ciò che davvero siamo: discendenti poi non così lontani del conte Dracula.
*Il conte si trasferisce a Londra per trovare «sangue nuovo». Evita tuttavia lo scontro aperto, poiché dispone di un formidabile cavallo di Troia. Può infettare le donne. Il suo morso è come un perverso bacio a una bella addormentata. Risveglia pulsioni che l'ordinata società inglese aveva tenuto sopite e sotto controllo e, risvegliandole, sonvolge gli equilibri: fortifica il sesso debole e indebolisce quello forte. Riassunto in questi termini sembra quasi un racconto di fantascienza, un<nowiki>'</nowiki>''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'' di fine Ottocento.
*Oltre a essere noto a chiunque, Dracula è divenuto sinonimo di vampiro, se non il vampiro massimo, il capostipite dell'intera genia dei succhiatori di sangue. Quanto a Bram Stoker, invece, in pochi sanno chi sia e gran parte dei pochi lo conosce quale autore di quell'unico libro. Tale è stata l'affermazione di Dracula che in molti hanno finito per considerarlo alla stregua di una figura storica, negando di fatto a Stoker il merito dell'invenzione letteraria.
====[[Francesco Saba Sardi]]====
*Dracula è, in fin dei conti, il ponte tra l'orripilante romantico e il ''thrilling'' moderno. Alla soglia d'un secolo di "meraviglie possibili", che già si prospettava la conquista degli astri e l'apocalisse, nel secolo dei colonialismi e che preparava le "grandi guerre", il secolo dell'industrializzazione forzata e della mobilitazione generale, e in cui la Spiegazione dominava sovrana, Dracula era un'invenzione addirittura ovvia. Il Male c'è? E dunque, diamogli una fisionomia, cartografiamolo, narriamone le avventure, rendiamole logiche pur lasciando loro, com'è ovvio, quello che si suppone essere il proprio del romanzesco, il residuo indecomponibile del Mistero. Dracula diviene così una "storia ddel caso", i cui referenti sono la criminalità e la pazzia. Il ''fin de siècle'' vede all'opera scienziati decisi a tutto sondare, a non lasciare nessuna terra ingognita inesplorata, strati profondi della psiche o deserti polari che siano. È un'epoca che gli enigmi li smonta e fa a pezzi come giocattoli, dimostrandone l'inconsistenza e indicando come venirne a capo grazie alle ricette, accessibili a tutti, contenute nei grandi repertori del Sapere. È un'epoca scientifica.
*Le caratteristiche fisiche del Vampiro non sono desunte direttamente dalla letteratura; o, per meglio dire, letteratura orale e scritta avevano, da secoli, fissato e imposto la fisionomia del vampiro, passandola in retaggio al teatro, ai testi "scientifici", compresi quelli di psichiatria ottocentesca (nei quali i casi di "vampirismo" sono frequentissimi), ai manuali religioso-penitenziali. Stoker ha tracciato un "ritratto dal vero", come del resto imponevano le norme, allora vigenti, del realismo, le quali trascuravano il fatto che la maniera di vedere il mondo è in larga misura culturale; in altre parole, Stoker ha copiato un modello in carne e ossa, sì, ma prefabbricato dalla letteratura e da una tradizione a sua volta condizionata da quella. Il modello si chiamava [[Henry Irving]], era suo grande amico, faceva l'attore, era dotato di voce "sibilante e terribile" e si era specializzato nella versione per le scene di ''Frankenstein''.
*Lui è un relitto feudale che studia l'inglese, preparandosi programmaticamente all'invasione dell'Occidente; ha addirittura interessi politici o per lo meno il desiderio di comprovare che i ''voivoda'', incarnazione dell'autocrazia medioevale, non sono affatto defunti (non del tutto). È un diavolaccio transilvano concretissimo – e del resto, tutto ciò che non è "civile", cioè moderno e occidentale, è per definizione diabolico –, insomma un demonio di impronta cattolica, corposo, tardobarocco più che neogotico, e non mosso da oscuri istinti, da forze che lo trascendono. È anzi una "mente criminale" in pieno sviluppo, un delinquente "nato" alla Lombroso, e Stoker-van Helsing espressamente lo definisce tale, anche se conserva, di tempi "men leggiardi e più feroci", il soffio della leggenda, lo stregonesco, l'oscuro, il misterico. Non per niente è di cultura germanica, un feudatario dell'impero asburgico, deciso, al pari dei signori della corte di Vienna o di Berlino, a inserire il feudalesimo nel sistema moderno, a sposare castello e fabbrica.
*Siamo purtroppo abitatori d'un astro divenuto terribile e figli d'un secolo che ha inventato e imposto psichiatria, psicoanalisi, sociologia e altre presunte "scienze dell'uomo". E la simpatia per il malvagio presuppone pur sempre la scissione tra Bene e Male, la scelta per l'uno o per l'altro campo equivalendo a quella tra potere a contropotere: il Conte Vampiro e i suoi predecessori ed epigoni sono gli sconvolgitori del codice, i devianti dalle formule; e si suppone che come tali abbiano, in fin dei conti, una funzione benefica: servono a contestare, svecchiare, rinnovare, richiamare alle "altre dimensioni". Dracula, voglio dire, non è un dio Briccone, non è un Reineke Fuchse, ma è uno che insegna e ammonisce ''a contrario'': è la faccia del peccato, additata a esempio con un procedimento che il Romanticismo ha introdotto e che è consistito, puramente e semplicemente, nel ribaltare il Libertino settecentesco e la sua filosofia. In fin dei conti, ''absit iniuria verbo'', Dracula è figlio delle ''Liaisons dangereuses''.
====[[Flavio Santi]]====
*Devo confessare che a me lo stesso Dracula fa molta simpatia: in fondo è un reietto, condannato a una vita d'inferno che forse non ha scelto del tutto, lui era un antico difensore della cristianità.
*Diciamocelo. Senza il cinema che l'ha subito adottato (Murnau non poté utilizzare il titolo ''Dracula'' per questioni di diritto d'autore), Dracula – e con lui Frankenstein – avrebbero fatto la fine di Melmoth, grandissimo romanzo gotico, che ho avuto la fortuna di tradurre (è stato appena ristampato da Neri Pozza), figura amatissima per tutto l'Ottocento e il Novecento (lo adoravano Puskin, Balzac, Nabokov, da noi Manganelli), ma senza versioni filmiche è rimasto relegato agli appassionati del genere, e basta.
*Dracula appartiene alla Natura proprio come i ciliegi in fiore. Agli occhi della Natura anch'egli ha diritto di esistere – per quanto violentemente e forse (per noi) incomprensibilmente. Forse dovremmo imparare a convivere con Dracula, chissà...
*Dracula è lo straniero che vuole integrarsi? Anche. Oggi con il [[Pandemia di COVID-19|Covid]] diventa anche metafora del contagio. Perché no? Insomma, quello che voglio dire è che il livello di stratificazione dei significati è impressionante.
*Dracula stesso è una sorta di avveduto investitore immobiliare – sospetto che giochi anche in Borsa, come il diavolo nel racconto di Balzac, ''Melmoth riconciliato''.
====[[Dacre Stoker]]====
*L'immaginario vampiro chiamato Conte Dracula è universale perché è stato basato in origine sulla mitologia del tempo e sulle superstizioni che poi erano parte di quasi ogni cultura nel mondo. Questo immaginario basato sulla realtà è il motivo per cui le persone possono in qualche modo identificarsi con l'idea della possibilità che i vampiri esistano.
*Nel romanzo Dracula di Bram, il Conte è presente solo per circa il 30% della storia, ma i lettori sono molto consapevoli della sua presenza al 100% del tempo.
*Penso che ci siano stati molti attori che hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretazione di Dracula, tutti sono un pò diversi, il Signor [[Christopher Lee]], [[Bela Lugosi]], [[Frank Langella]] e [[Gary Oldman]] sono al top della mia lista.
==Film==
*''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)
*[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]
:*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
:*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
:*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
:*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
:*''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'' (1974)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il demone nero]]'' (1974)
*''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]'' (1974)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Fracchia contro Dracula]]'' (1985)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Dracula: morto e contento]]'' (1995)
*''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000)
*''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Hotel Transylvania]]'' (2012)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Conte Orlok]]
*[[Vampiro]]
*[[Vlad III di Valacchia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dracula, Conte}}
[[Categoria:Cattivi]]
[[Categoria:Personaggi legati a un'antonomasia]]
[[Categoria:Personaggi di Dracula]]
[[Categoria:Personaggi teatrali]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Stoker - Dracula, Sonzogno, Milano, 1922 (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula illustrato sulla copertina della prima edizione italiana di ''Dracula'']]
'''Conte Dracula''', personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da [[Bram Stoker]].
==Citazioni del Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
[[File:Dracula 1902 Doubleday (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in un'edicola illustrata del 1902]]
*Benvenuto nella mia casa. Entrate liberamente. Andate tranquillo, e date a questo luogo qualcosa della felicità che recate con voi!
*State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica! [...] Ah, signore, voi che vivete in città non potete far vostri i sentimenti di un cacciatore.
*Sono arrivato a conoscere la vostra grande Inghilterra, e conoscerla vuol dire amarla. Non vedo l'ora di trovarmi anch'io nelle strade affollate della vostra sterminata città, di essere preso nel vortice e nella frenesia di quella umanità, condividerne la vita, i mutamenti, la morte, e tutto ciò che ne fa quello che è.
*Io so che a Londra, andando in giro e parlando, nessuno mancherebbe di accorgersi che sono uno [[straniero]]. Questo non mi basta. Qui sono un nobiluomo. Sono un [[Boiardo (storia)|boiaro]]. Tutti mi conoscono, sanno che io sono il signore e padrone. Ma uno straniero in terra straniera non è nessuno. La gente non lo conosce, e non essere conosciuto vuol dire non avere importanza. Mi basterebbe essere come chiunque altro, in modo che nessuno si fermi quando mi vede, o smetta di parlare se sente le mie parole. 'Ah, ah! Uno straniero!' Sono stato un signore e padrone così a lungo che pretenderei di continuare a esserlo, o – se non altro – che nessuno possa dirsi signore o padrone sopra di me.
*Qui siamo in [[Transilvania]], e la Transilvania non è l'Inghilterra. I nostri usi e costumi non sono i vostri, e a voi molte cose appariranno strane.
*Questa regione è stata contesa per secoli tra i valacchi, i sassoni e i turchi. E dunque non vi è zolla di terra che non si sia impreziosita del sangue di uomini, patrioti o invasori.
*Vengo da una vecchia famiglia, e il vivere in una casa moderna mi ucciderebbe. Una casa non può essere resa abitabile in un giorno, e dopo tutto, quanti pochi giorni concorrono a fare un secolo!
*Un nobile transilvano non ama pensare che le sue ossa possono giacere accanto a quelle di comuni mortali.
*Io non inseguo l'[[allegria]] e le risa, né amo la luminosa voluttà del troppo sole e delle acque cristalline. Non sono più giovane, e il mio cuore, logorato da anni di lutto per i tanti morti, mal si intona all'allegria.
*Io amo le ombre, e quando posso preferisco star solo con i miei pensieri.
*Noi [[Siculi (Transilvania)|szekely]] abbiamo il diritto di essere orgogliosi, perché nelle nostre vene scorre il sangue di molte audaci razze che hanno combattuto come combatte il leone, per il predominio sugli altri. Qui, crogiuolo delle razze europee, le tribù ugre hanno portato dall'Islanda lo spirito combattivo che era stato dato loro da [[Thor]] e da [[Odino|Wodin]], i cui [[Berserkr|berseker]]s hanno dato prova tanto crudele su tutte le spiagge d'Europa; sì, e d'Asia e d'Africa, che le genti pensavano che fossero nientemeno che lupi mannari. Anche qui, quando sono arrivati, vi hanno trovato gli [[unni]], la cui furia battagliera aveva spazzato la Terra come una fiamma vivente, fino a che quei popoli morenti non si sono ricordati che nelle loro vene scorreva il sangue delle antiche streghe che, cacciate dalla [[Scizia]], si erano unite con i demoni nel deserto. Pazzi, pazzi! Quale demone o quale strega poteva competere con [[Attila]], il cui sangue anima queste vene?
*C'è forse da stupirsi che fossimo una razza di conquistatori, che fossimo orgogliosi, e che quando i magiari, i lombardi, gli avari, i bulgari, o i turchi si spinsero a migliaia a minacciare le nostre frontiere li abbiamo respinti? È forse strano che quando [[Árpád d'Ungheria|Arpad]] e le sue legioni hanno invaso la patria ungherese abbiano trovato noi qui, sulle nostre frontiere, e qui si sia compiuto l'Honfoglalás? E quando gli ungheresi dilagarono verso oriente, gli szekely, acclamati consanguinei dei magiari vittoriosi, per secoli ebbero il compito di difendere le frontiere con la terra dei turchi.
*Chi ha riscattata la grande vergogna della mia nazione, l'[[Seconda battaglia del Kosovo|onta di Cossova]], quando le bandiere dei valacchi e dei magiari furono umiliate nella polvere davanti alla Mezzaluna? Chi, se non un Voivoda della mia razza,<ref>[[Vlad III di Valacchia]]</ref> osò traversare il Danubio per sconfiggere il turco sul suo stesso terreno? Fu un Dracula, certo! Maledetto invece il suo indegno fratello,<ref>[[Radu III il Bello]]</ref> che – lui caduto – vendette al turco il proprio popolo piegandolo alla vergogna della schiavitù! E non fu proprio lui, Dracula il Voivoda, a ispirare quell'altro germoglio della sua stirpe<ref>[[Michele il Coraggioso]]</ref> che in altro e successivo momento di nuovo portò e riportò le sue lance al di là del grande fiume, nella terra dei turchi, che, una volta respinto con la forza, tornò e ritornò, lui solo sfuggito al campo insanguinato dove le sue truppe erano state macellate, ben sapendo che egli solo avrebbe alla fine trionfato? Si è detto che egli abbia pensato solo a se stesso. Bah! A che cosa serve un esercito di contadini senza una guida? A che cosa conduce una guerra senza un cervello e un cuore a dirigerla? E ancora: quando dopo la [[Battaglia di Mohács (1526)|battaglia di Mohacs]] ci siamo sbarazzati dal giogo ungherese, noi del sangue dei Dracula eravamo a fianco dei loro condottieri, perché il nostro spirito non poteva tollerare che non fossimo liberi.
*Ah, mio giovane amico, è grazie al coraggio, al cervello e alla spada dei Dracula, che gli szekely possono vantare una storia che gli [[Casa d'Asburgo|Asburgo]] e i [[Romanov]], nati e cresciuti in fretta come i funghi, non potranno mai costruire.
*I giorni di guerra sono finiti. Il sangue è visto come cosa troppo preziosa in quest'epoca di disonorevole pace, e le glorie delle antiche razze sono canzone che nessuno canta più.
*Permettetemi di darvi un consiglio, mio caro e giovane amico. Anzi: concedetemi di avvertirvi, in tutta serietà, che nel caso vogliate lasciare queste stanze non avrete modo di dormire in nessuna altra parte del castello. È un vecchio castello, racchiude molte memorie, e vi sono cattivi sogni per chi vi dorme in modo imprudente. Fate attenzione! Dobbiate addormentarvi, ora o in altro momento, o siate sul punto di farlo, affrettatevi in camera vostra, o in queste stanze, perché solo così riposerete al sicuro.
*Voi inglesi avete un modo di dire che è molto vicino al mio cuore, perché è nello stesso spirito che governa noi boiari: 'Braccia aperte all'ospite che arriva, ponti d'oro all'ospite che parte'.
*E così anche voi, al pari degli altri, volete sfidare la mia intelligenza con la vostra. Volete aiutare quegli uomini a darmi la caccia e a mandare a vuoto i miei disegni! Voi ora sapete, e in parte lo sanno anche loro, e in tutto per tutto lo sapranno tra poco, che cosa vuol dire tagliarmi la strada. Avrebbero dovuto conservare le loro energie per altri scopi più alla loro portata. Hanno voluto invece mettersi in gara d'astuzia contro di me – contro di me, che ho governato popoli interi, e che per loro ho brigato, e combattuto, centinaia d'anni prima che voi tutti nasceste – e io li ho affrontati e attirati nella mia trappola. E voi, la loro beniamina, ora siete carne della mia carne, sangue del mio sangue, germoglio della mia stirpe; per qualche tempo mia generosa fonte, poi mia compagna e complice. Anche voi, a vostra volta, potrete a suo tempo vendicarvi; perché nessuno di loro potrà opporsi ai vostri desideri. Ma per il momento io devo punirvi per quanto avete fatto. Li avete aiutati contro di me, e ora dovrete rispondere a ogni mia chiamata. Quando la mia volontà vi dirà Venite!, voi varcherete terre e mari per obbedirmi. E a questo scopo, questo sia!
*Voi pensate di averla vinta su di me, voi – con quelle pallide facce, lì tutti in fila, come pecore di fronte al macellaio. Ma ve ne pentirete, dal primo all'ultimo! Voi credete di avermi sottratto un luogo dove riposare; ma io ne ho degli altri! E la mia vendetta è appena cominciata! Io vivo nei secoli, e il tempo è dalla mia parte. Le donne che voi tutti amate sono già mie; e grazie a loro anche voi e altri come voi sarete presto miei – creature mie, per obbedire ai miei comandi e farsi sciacalli obbedienti quando avrò fame e sete.
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
[[File:Draculitz p142 (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in una illustrazione della edizione svedese de ''I poteri delle tenebre'']]
*Ora vivo qui [...] come un vecchio eremita, nella casa dei miei antenati. Vivo tra ricordi ingrigiti, ma osservo anche ciò che accade nel mondo esterno – ne sento solo una tenue eco, in questa remota desolazione. Forse vi sorprenderà scoprire che, benché i miei capelli siano canuti, il mio cuore è giovane e desidera prendere parte alla vita, al di fuori delle mura del castello, dove i destini delle nazioni vengono forgiati e si combattono le guerre di questo mondo. Un tempo, ho preso parte a questo gioco e ho tirato non pochi fili.
*''Dominare'', mio giovane amico, dominare: è questa la sola cosa per cui valga la pena vivere, che si tratti di dominare la volontà degli altri... o i loro cuori.
*L'[[Inghilterra]] è una terra di cultura e pragmatismo. Occhi che hanno potuto ammirare la luce della civiltà moderna non vedono mai [[Fantasma|fantasmi]].
*Noi vecchi ostinati possiamo anche aggrapparci ai nostri dogmi, ma il futuro appartiene alle nuove generazioni. È questa la ragione per cui desidero tanto farmi prendere dal vortice della giovane vita londinese. Chi abita in quella grande città ha ben altre cose a cui pensare e di certo non perde tempo a credere agli spettri.
*Quel vostro autore, [[Arthur Conan Doyle|Conan Doyle]], ha scritto molti ottimi libri su Londra e leggo i vostri giornali. A quanto dicono, viene risolto a malapena il due o il tre percento di tutti i casi di omicidio. Sì, Londra è davvero una città straordinaria.
*È la legge della natura: le creature più forti e più scaltre si nutrono di quelle più deboli e stupide.
*L'abilità artistica, il coraggio, la saggezza e la bellezza... tutto questo è ''[[potere]]''! Viene trasmesso da una generazione all'altra, mio buon amico; la [[natura]] è sempre all'opera e cerca costantemente di produrre qualcosa di più raffinato, sbarazzandosi di molto materiale, selezionando e rifiutando. Ciò che è inferiore dà il suo contributo e viene poi eliminato, come immondizia.
*Noi della genia Dracula – diretti discendenti dei [[Siculi (Transilvania)|siculi]] – siamo convinti che la nostra stirpe derivi dagli antichi [[unni]], che un tempo si sono propagati per l'Europa come un incendio, distruggendo nazioni e genti. Si narra che fossero i discendenti delle streghe scite, che erano state esiliate nei boschi, dove si erano congiunte ai demoni. Questi naturalmente sono solo racconti, ma è risaputo che non c'è mai stato demone o stregone con un potere più grande di [[Attila]], il nostro antenato. Dunque non deve soprendere che noi, i suoi discendenti, odiamo e amiamo con maggior passione degli altri mortali.
*O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'[[amore]]. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro!
*Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che ''voi'' gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua.
*Possiamo anche ignorare il [[serpente]] che striscia sul terreno, ma ciò non significa che non ci morderà. L'ho imparato a mie spese. Ecco perché ora vivo come un recluso, con i gufi e i corvi che nidificano in cima alle torri del castello dei miei antenati. Forse, anche in questo momento, mentre parlo con voi, mio caro amico, c'è gente che tenta d'infangare il mio nome.
*Coloro che sono deboli, sono stati creati solo per soddisfare le necessità dei più potenti. La persona che sa esercitare la forza, otterrà la supremazia, e avrà il dominio su ogni cosa – bellezza, lungimiranza e conoscenza – proprio come un piccolo seme piantato in un cimitero col tempo diverrà un alto albero grazie alla forza vitale di mille generazioni, e ciascuna di queste contribuirà donando il suo vigore, la sua avvenenza e altre magnifiche qualità.
*Perché un vecchio eremita quale io sono dovrebbe avere a che fare col mondo esterno? Chi potrebbe mai volermi scrivere e a chi mai dovrei scrivere io?
*{{NDR|Sui [[tartari]]}} Sono brava gente. Se solo fossero più numerosi, tante cose sarebbero diverse. Per secoli, hanno fedelmente preservato molti tesori delle scienze occulte che altrimenti sarebbero finiti nell'oblio. Quando giungerà il tempo, la loro lealtà verrà ricompensata.
*Le masse sono composte da gente comune di scarsa intelligenza e non otterrai mai alcun potere. [...] Non saranno mai niente più di uno strumento nelle mani dei forti, che governano ''con'' esse e ''su'' di esse. Ma solo pochi comprendono appieno la saggezza di questa verità. Oh, voi inglesi siete così fieri della vostra libertà politica e del vostro progresso – come lo chiamate voi – ma tra voi tutti ci sono solo due o tre uomini che capiscono fino in fondo che cosa sia il progresso e quanto la libertà delle masse sia il suo peggior nemico!
*Voi occidentali avete ancora così tanto da imparare; non vi siete spinti molto oltre l'anticamera delle scienze, dove la vita e la morte sono ancora misteri irrisolti.
===''[[Dracula di Bram Stoker (romanzo)|Dracula di Bram Stoker]]''===
*È tanto che non sono più avvezzo a... agli ospiti. E avverto la fatica dei tanti anni passati a piangere i morti.
*[[Mina Murray|Mina]], [...] ho traversato oceani di tempo per trovarti. Riesci a capire che cosa sento per te? È stata una ricerca continua, disperata, interminabile. Finché il miracolo è avvenuto.
*Ho sopportato oceani di tempo, commesso atti irriferibili, per rimanere aggrappato alla vita, finché non fossi riuscito a trovarti.
*Ti dico che senza di te, senza la vita, l'amore che tu mi dai, sono morto a ogni umanità. Senza di te non sono altro che una belva che si nutre di sangue umano!
*Ho mentito, a te, a me stesso. Il dono della vita eterna è assai al di là dei miei poteri. La verità è che sarai condannata, come lo sono io, a camminare nelle tenebre della morte eterna. Ti amo troppo per farti questo!
*L'amore dei mortali non può avere presa... su di noi. Il nostro amore durerà per tutta l'eternità.
===Film===
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
[[File:Dracula (1931) trailer - 'I am Dracula' (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Bela Lugosi]]]]
*{{NDR|Udendo dei lupi ululare}} Le ascolti bene. Sono creature della notte. Che musica per i miei orecchi!
*Il ragno sta tessendo la tela per qualche incauta mosca.
*Non bevo mai... vino.
*Morire un'autentica morte. Dev'essere stupendo.
*Ci sono cose ben peggiori della morte che attendono l'uomo.
*Per uno che non ha vissuto neanche una sola esistenza, lei è un uomo molto sapiente, Van Helsing.
*Van Helsing! Ora che lei ha imparato tutto ciò che ha imparato, farebbe un'ottima cosa a ritornare nel suo paese d'origine.
*Ormai è troppo tardi. Il mio sangue già scorre nelle sue vene. Mina vivrà. Vivrà nei secoli a venire, come io ho vissuto.
====[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]====
=====''[[Le amanti di Dracula]]''=====
*Voglio una ragazza. [...] La nipote di monsignor Mueller. [...] Portala da me.
*Tu mi hai disobbedito. [...] Devi essere punita.
*E così la mia vendetta è completa.
*Togli subito quella croce dalla mia vista! Gettala via!
=====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''=====
*Non è quella che voglio. Non hai imparato ad obbedire. Quella non è lei!
*Tu domandi?! Io sono tornato per distruggere la famiglia Van Helsing per sempre, sia il vecchio che la giovane. Tu e i tuoi amici siete stati scelti.
*Sei tanto pazzo da misurarti contro di me? Contro di me che ho dominato nazioni intere?
=====''[[I satanici riti di Dracula]]''=====
[[File:Count Dracula and His Vampire Bride (1973) - Christopher Lee and Joanna Lumley 1.png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Christopher Lee]] ne ''[[I satanici riti di Dracula]]'']]
*Alcuni di noi hanno fermamente deciso che la decadenza dell'epoca attuale deve essere, e sarà, arrestata. Si sta organizzando un nuovo regime politico che dia di nuovo importanza ai valori morali. In mezzo all'indifferenza e allo smarrimento dell'Umanità, possono essere necessari i metodi persuasivi.
*Non voglio una fine tanto semplice e rapida, né per Van Helsing né per la sua nipotina.
*In questa vigilia del Sabba degli incorrotti, io ti convoco qui per assistere al mio supremo trionfo! Van Helsing, io scelgo questa tua giovane nipote per farne la mia consorte.
*Lo strumento della mia vittoria finale, più rapida, più spaventosa della morte nera. La peste! Fin dai primi momenti ogni muscolo, ogni fibra sarà in preda al tormento e all'agonia. Nei giorni che verranno, invocherai urlando la morte a tuo sollievo.
*La mia vendetta si è crogiolata nei secoli e sta cominciando ad esplodere.
=====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''=====
*Chi è che osa disturbare il riposo di Dracula?
*Io non concedo favori a nessuno. Non accedo alle richieste dei miserabili. Non sai che Dracula esercita il comando anche dall'interno del più remoto angolo del mondo?
*Mi servono le tue spoglie mortali. Mi serve la forma della tua miserabile carcassa. Assumerò la tua immagine vivente.
*Ridarò un soffio di nuova vita ai sette vampiri d'oro e li farò i miei guerrieri, artefici della mia vendetta sugli uomini.
*[[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]! Che tu sia dannato! Anche in questo sperduto paese continui a perseguitarmi.
*Io sono Dracula, signore dell'oscurità, padrone dei vampiri, principe dell'oltretomba, re dei dannati!
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*Non sono più giovane, ma sono irrequieto.
*La mia famiglia discende dal ramo slovacco. Per noi è ragione di orgoglio che nelle nostre vene scorra il sangue di tante razze. In queste mani c'è il sangue del grande Attila. A noi è stata affidata per secoli la salvaguardia del territorio magiaro. I bulgari, i longobardi, i turchi, si riversarono in massa contro le nostre frontiere e noi li respingemmo sempre. I Dracula sono stati in ogni tempo il cuore, il cervello, la mente direttiva, la spada, la gloria del loro popolo! Uno dei miei antenati attraversò il Danubio e distrusse la schiera turca. Respinto più volte, continuò a battersi, a battersi contro il nemico. E lui solo uscì vivo da quel campo di battaglia. Lui solo ne uscì vittorioso. Lui era veramente un Dracula. Ma ora, il vento soffia gelido attraverso le antiche mura merlate. E benché mi sia doloroso, devo andarmene.
*Le premono gli scambi, Mister Harker? [...] È il migliore tra tutti gli sport. Si prepara con calma il piano d'azione per uccidere l'avversario.
====''[[Il demone nero]]''====
*Quando i [[magiari]], gli [[avari]], i [[Longobardi|lombardi]] e i turchi si sono affacciati con le loro orde alle nostre frontiere, le abbiamo sempre respinte. Ogni qualvolta siamo stati costretti dalle circostanze a ritirarci, abbiamo poi riunito le nostre forze e contrattaccato. E quando [[Árpád d'Ungheria|Árpád]] e le sue legioni hanno invaso la nostra terra avita d'Ungheria... Diamine, è di nuovo mattina. Ho abusato di lei, tenendola alzata, anche se è stata una notte piacevole e, tutto sommato, istruttiva.
*Io vado in Inghilterra. E lei? All'Inferno!
*Così volete giocare d'astuzia con me, io che guidai eserciti centinaia di anni prima che voi nasceste. Pazzi! Niente e nessuno in questa vita può fermarmi. E a questo fine... {{NDR|si scuarcia il petto}} Ecco! {{NDR|costringe [[Mina Murray|Mina]] a bergli il sangue}} Ora sarà sangue del mio sangue, stirpe della mia stirpe, quindi mia adepta nella notte, ora mia schiava e compagna.
*Siete ora in mio dominio, signori. E non ve ne andrete.
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Un uomo nella mia posizione è consapevole dei pericoli della vita moderna, specie per delle fanciulle.
*Come mai non avete mai avuto un innamorato? È insolito trovare una fanciulla sviluppata come voi che non sia stata con un ragazzo.
*A me non interessa che mia moglie sia vergine o no. Vedete, io sono un uomo moderno. Di fronte ad Anton io fingo di volere solo una vergine perché lui riferisce tutto alla mia famiglia. Non mi interessa affatto se la mia fidanzata è vergine o no. L'essenziale è che sia bella. E voi siete molto bella. Perciò, potete confidarvi con me. Voi non siete vergine, vero?
*Sapete che in [[Romania]] si usa prendere solo delle vergini per moglie? Da noi, i mariti le trattano come delle sante. [...] Non tutte le donne. Solo le spose vergini.
*Il sangue impuro di queste puttane mi sta uccidendo!
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*{{NDR|«Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita.»}} Lei mi ha capito benissimo.
*No, niente medicine. Non dovete inquinare il suo sangue.
*Questo genere di dolore si può vincere con la suggestione.
*Io non sopporto le donne che non hanno vitalità... né sangue.
*Ho l'abitudine di star chiuso in casa. Ci sono i lupi in Transilvania.
*Devi avere pazienza con me. Devi cercare di capirmi. Posso premiarti con una vita lunga e fruttuosa, ma devo avere la tua fedeltà. Sei pronto a darmela?
*Le brutte notizie volano come il vento.
*Se la mia compagnia le diventasse spiacevole, dovrebbe solo biasimare se stessa per aver accettato un'amicizia che concedo molto raramente, ma da cui è difficile liberarsi.
*Li sente? Sono i figli della notte. Che lugubre melodia è la loro. [...] È così triste. È come un lamento.
*L'alba, in fondo, è una cosa così ovvia, il calore dei raggi del sole. Ma la notte... [...] È fatta per amare la vita e l'amore.
*{{NDR|«Al diavolo!»}} Andiamo! È un'imprecazione o un'invocazione?
*Nel passato, 500 anni fa, professore, chi avesse attraversato il mio cammino sarebbe morto, e non certo di una morte piacevole.
*{{NDR|«Lei va in giro anche durante il giorno.»}} È sempre giorno da qualche parte sulla Terra, professore. Oltre al riposo, l'unico mio bisogno è di restare al buio.
*Non sapete quanti hanno avuto la sventura di affrontarmi. Io sono il re della mia razza. Lei non ha ottenuto nulla, Van Helsing. Il tempo è dalla mia parte. Fra un secolo, quando voi sarete polvere, io mi sveglierò e chiamerò Lucy, la mia regina, dalla sua tomba.
*Nella mia lunga esistenza, ho avuto molte spose. Ma per me, Lucy è al di sopra di tutte.
*Ancora per qualche tempo sarai una creatura del sole, finché non avremo lasciato dietro di noi coloro che vorrebbero distruggerci. [...] Dopo anche tu farai parte della mia razza. Ci nutriremo di loro e creeremo altri esseri della nostra specie.
====''[[Nosferatu, il principe della notte]]''====
*Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore.
*Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri.
*Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.
*Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire.
*La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene.
====''[[Scuola di mostri]]''====
*{{NDR|Al [[mostro di Frankenstein]]}} Svegliati, mio vecchio amico. È arrivato il momento.
*Oh, [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], i tuoi discepoli erano molto sciocchi a tentare di nascondere a me ciò che è mio. Nulla è nascosto ai miei occhi.
*Ci siamo, Van Helsing! Presto le creature della notte domineranno il mondo. Non c'è nessuno che possa fermarci!
*{{NDR|All'uomo-lupo in forma umana sotto tranquillante}} Sono spiacente per la dose, amico mio. È piuttosto letale per gli esseri umani. E poi, una dose umana sarebbe fuori luogo, ti pare? Bene, andrò a mettere qualcosa sotto i denti mentre procederai ad indossare un abito più "comodo".
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
[[File:Dracula helmet - Coppola - Sarah Stierch 01.jpg|thumb|Elmo di Dracula in ''Dracula di Bram Stoker'']]
*Rinuncio a [[Dio]]! Risusciterò dalla mia morte per vendicare la sua con tutti i poteri delle tenebre. Il sangue è la vita... e sarà mio!<ref name=sott>Dai sottotitoli del DVD "Dracula di Bram Stoker – Deluxe Edition", Columbia Pictures, ed. Sony Pictures, 2008.</ref>
*Credete nel destino? Che persino i poteri del tempo possono essere alterati per un unico scopo?
*L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è colui che trova il vero amore.
*Fui sposato. Sembrano secoli ormai. Ella morì. [...] Lei è fortunata; la mia vita al più è commiserevole.
*Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti.
*C'è molto da imparare da animali.
*[[Assenzio]] è l'afrodisiaco dell'io. La fatina verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima. Ma con me sarete al sicuro.
*C'era una principessa, Elisabetta; era la donna più radiosa di tutti gli imperi del mondo. L'inganno dell'uomo la tolse al suo antico principe. Ella si lanciò per morire nel fiume di cui avete parlato. Nella mia lingua madre è chiamato [[Argeș (fiume)|Argeș]], il fiume della principessa.
*Vostri uomini impotenti con loro sciocchi incantesimi non vi proteggeranno dal mio potere. Io vi condanno alla eterna fame di vitale sangue e alla vivente morte.
*Io sono niente. Senza vita. Senz'anima. [...] Odiato e temuto. Sono morto per tutta l'umanità.
*Io sono il mostro che gli uomini che respirano bramerebbero uccidere. Io sono Dracula.
*Io vi do la vita eterna, l'amore eterno, il potere delle tempeste e degli animali della Terra. Venite con me per essere la mia amata sposa, per sempre.
*Pensate di potermi distruggere con i vostri idoli? Io che ho servito la Croce? Io, che ho comandato eserciti secoli prima che voi nasceste! [...] Io fui tradito. Guardate il vostro Dio che cosa mi ha fatto.
*Dammi la pace.
====''[[Dracula: morto e contento]]''====
*Frugoli della notte. Quanto sporco fanno!
*Renfield, non mi tange.
*Non sempre c'è iattura in una sepoltura.
*Io non bevo mai... vino. Oh, al diavolo! Fatemelo assaggiare!
*Ho avuto... un incubo solare.
*Van Helsing! Nome noto perfino nelle plaghe selvagge della Transilvania.
*Io mi accorgo, Van Helsing, che a lei piace dire l'ultima parola. Non mi trascinerà in tale pratica infantile. ''Paloștoi''!
*Renfield, sei uno stronzo! {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*Io non bevo... caffè.
*{{NDR|«Non mi hai ancora detto il tuo nome».}} Ne ho molti. Ma siamo tutti molto più complicati dei nostri nomi.
*{{NDR|«Se fai del male a mia figlia, io ti giuro su nostro Signore Gesù Cristo che...».}} A Lui non interessa. In questo puoi confidare.
*Tu non conosci gli abissi della mia vendetta.
*Ho percorso la Terra per secoli in cerca di un'anima non morsa, ma nata.
*Tutto ciò che sono è tuo. [...] E tutto ciò che sei è mio.
*Tu non puoi immaginare quello che ho dovuto patire. Ho affrontato la collera di Dio, scelto per soffrire come mai uomo ha sofferto.
*Tu sapevi che sarebbe accaduto tutto questo. Era il mio destino tradirTi, perché Tu avevi bisogno di me. Ora io berrò il sangue dei Tuoi figli. Ma io do loro più della vita eterna. Io a loro posso offrire quello che più bramano: tutto il piacere che Tu hai negato loro per l'eternità. Tu hai creato il mondo a Tua immagine, ma ora io lo modellerò sulla mia.
*Il sangue è sempre stata la moneta del regno di cui sono sovrano.
*{{NDR|«[Cristo] ti ama ancora».}} A sì? Proprio come ama ancora anche te? Quindi perché non torni da Lui e vediamo se ti vuole!
====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''====
*{{NDR|Rivolto a [[Victor Frankenstein]]}} Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba.
*Ma perché non ci lasciano in pace? Non uccidiamo mai più di quanto ci serve, e meno di quanto ci spetta. Loro possono dire lo stesso?
*Io non ho un cuore! Io non provo amore! Né paura! Né gioa! Né dolore. Sono un uomo vuoto, e avrò vita per l'eternità.
*Sono in guerra contro il mondo e contro ogni anima vivente. Ma presto la battaglia finale avrà inizio.
*Gli [[Licantropo|uomini lupo]] sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli.
*Sono in grado di capire il carattere di un uomo dal battito del suo cuore. Di solito quando mi avvicino posso quasi danzare a quel ritmo.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Dovete perdonare mia nipote, signor Harker. Certe volte le fanciulle della sua età tendono a essere un po' troppo sfrontate.
*Non mangio mai... la sera.
*Il posto di una donna è a fianco di suo marito.
*Sebbene fossero guerrieri, i miei antenati hanno sempre dato grandissimo valore ai libri.
*È stato un errore rivoltarsi contro di me. Io sono il tuo padrone e tu solamente un servo che mi ha tradito.
*Stanotte è l'anniversario della morte di mia moglie, Dolingen di Gratz. [...] Un male oscuro la strappò da me quando aveva solamente vent'anni. [...] Ma ci sono cose ben peggiori di questa. [...] Dovete sapere cosa sono. "Nosferatu", il non morto, il mostro che tutti temono.
*Io sono stato strappato alle tenebre e inviato sulla Terra a depredare del sangue la mia gente. È l'unico modo in cui posso ancora nutrire questo fetido cadavere.
*Io non sono nient'altro che uno strumento scordato nella sinfonia divina.
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.
*Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglie, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione. [...] I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.
*{{NDR|«O mio Dio!»}} Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.
*Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.
*La morte è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.
*Talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecento milioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava.
*Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza. {{NDR|«Eppure la speranza è l'essenza della vita.»}} Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno.
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno!
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione.
*{{NDR|«Posso chiedervi dove vivete?»}} Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.
*Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Echeggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*Un dono non può mai essere rifiutato.
*È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità. {{NDR|«Questa parola vi è sconosciuta ormai».}} Mia moglie se l'ha portata via.
*Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio. {{NDR|«Perché Dio farebbe questo?».}} Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.
*A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi.
*Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Le regole della bestia|Le regole della bestia]]''====
*Sono anzioso di vedere Inghilterra Signor Harker. Persone qui sono così limitate, e io appassisco tra queste mura. Sono tutti come privi. Sono tutti privi di sapore.
*Troverete mia dimora non di facile esplorazione. È un crescente molto intricato labirinto di scale e di porte e di ombre. [...] Non esiste mappa del mio castello. Nessun progetto finito è mai stato riportato su documenti. Si dice che molte anime sono intrappolate in groviglio di questi corridoi. ''Reserata carcerem'', la prigione senza serrature.
*Dove si trova carne, si trovano mosche.
*Quale è scopo di uno specchio? Nessuno troverà mai alcuna ispirazione nel proprio sguardo.
*Ah, un paletto conficcato nel cuore. Vedi, qualche volta le leggende hanno ragione. Questa però non si può testare troppo spesso. Posso avere solamente tre spose per volta. [...] Spose, sì. Penso sia la parola giusta per definirle. Vedi, sto cercando di riprodurmi, il che, francamente, può essere un po' una sfida quando c'è solo una di voi.
*Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali?
*{{NDR|Sul perché vuole trasferirsi in Inghilterra}} Per le persone. Tutte quelle persone sofisticate e brillanti. Come ho cercato di spiegare a tutti per secoli: "Si è quello che si mangia".
*{{NDR|Sul sole}} Non lo vedo da centinaia di anni. [...] Ho avuto artisti che lo hanno dipinto, poeti che lo hanno descritto in versi, e Mozart ha composto una melodia così bella. Io... avrei dovuto risparmiarlo, ma che cosa vede l'avvocato? Johnny, nella mia memoria, tramonta dietro la seconda vetta più alta in questo periodo dell'anno, ed è piuttosto rosso.
*La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa.
*I suicidi non funzionano. Non credi che i non-morti ci abbiano provato? Un paletto nel cuore va bene, ma dev'essere qualcun altro a conficcarlo.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Veliero di sangue|Veliero di sangue]]''====
*In mare si incontra una interessante varietà di individui, e vi consiglio di non affezionarvi troppo a nessuno di loro.
*{{NDR|Sul perché uccide le persone}} Perché voi cogliete i fiori?
*Io ho sempre sostenuto che il troppo sia soltanto sufficiente.
*Gli specchi possiedono una magia più profonda e pericolosa di quanto pensino le persone. Gli specchi possono dare spazio all'immaginazione o, peggio, mostrarci la verità.
*La raffinatezza di un gentiluomo, Agatha, è sempre solo una facciata.
*Sono stato un bravo detective, non credete? Ho un dono particolare nell'"eliminare" i sospetti.
*{{NDR|Sul perché teme il crocifisso}} Tutti la temono, ed è questo il problema. Non è affatto un simbolo di virtù e di bontà, è un simbolo di orrore e di oppressione. La vostra stupida Chiesa ha terrorizzato la popolazione contadina per secoli e io ho bevuto il sangue di quelle persone talmente a lungo che ho assorbito la loro profonda paura della croce. Mio Dio! Non vedo l'ora di poter mangiare degli atei.
====''[[Dracula (miniserie televisiva)#La bussola oscura|La bussola oscura]]''====
*Sono a questo mondo dal quindicesimo secolo. Le cose cambiano, ma ci si abitua. Anche se ammetto che c'è stata una grande accellerata.
*Uccidere è sana competizione. La pietà è mancanza di rispetto.
*Guarda tutte queste cose, tutto questo cibo, la scatola con le immagini mobili, e quella cosa là fuori... Bob la chiama... un'auto. Quella è tua? [...] E questa isola del tesoro è la tua casa?! [...] È meravigliosa! Kathleen, sono un nobile in vita da 400 anni. Ho vissuto in castelli e palazzi tra le persone più ricche di ogni epoca, e mai, mai mi sono trovato in un lusso più sfarzoso di quello che mi circonda. Questa è una camera delle meraviglie. Non esiste re o regina o imperatore che io abbia conosciuto o mangiato che sarebbe entrato in questa stanza e avrebbe accettato di lasciarla. Sapevo che il futuro avrebbe riservato meraviglie. Non sapevo che le avrebbe rese accessibili a tutti.
*Mi sono perso un intero secolo. Che cosa sono i diritti? Nessuno ha dei diritti, Zoe. Uomini, donne o mostri, nessuno in nessun posto. È solo un'insensata fantasia.
*Ho sempre sostenuto l'eredetarietà del potere. La democrazia è la tirannia degli ignoranti. È solamente nel sangue siamo in grado di trovare la verità.
*Non è mio costume mangiare bestiame. Se parliamo di sangue, sono un intenditore. Il sangue è vite. Il sangue è una testimonianza. La testimonianza di tutti coloro che ho ucciso scorre nelle mie vene. Ora sceglierò con cura chi si unirà a loro. La maturità è il primo passo verso il decadimento, la dolcezza è una promessa di corruzione.
*La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata.
==Citazioni sul Conte Dracula==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Sulla soglia è comparso un vecchio signore piuttosto alto, dal volto sbarbato se non per un paio di lunghi baffi bianchi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza la minima nota di colore. Recava in mano una vecchia lampada di argento, nella quale la fiamma ardeva senza alcuno schermo o riparo di vetro, e che creava lunghe e tremolanti ombre, oscillando alla corrente della porta aperta. Il vecchio mi ha invitato a entrare con un gesto cortese della mano, dicendomi in un ottimo inglese ma con uno strano accento:<br>"Benvenuto nella mia casa! Entrate liberamente e per vostra libera volontà!". Non ha fatto un passo per venirmi incontro, ed è stato fermo come una statua, quasi il suo gesto di benvenuto lo avesse reso di pietra. Peraltro, come ho messo in piede oltre la soglia, si è improvvisamente animato e allungando in avanti la mano mi ha preso la mia con una forza che mi ha fatto tremare: un effetto non certo alleviato dal fatto che mi è sembrata fredda come il ghiaccio, più la mano di un morto che di un uomo vivo. ([[Jonathan Harker]])
*Il suo volto aveva un forte, fortissimo rilievo aquilino, con un naso sottile, molto pronunciato e delle narici molto dilatate, la fronte alta e prominente, e i capelli un po' radi sulle tempie ma alquanto abbondanti altrove. Le sopracciglia erano molto folte, e quasi si incontravano sopra il naso, i peli erano come cespugli, sembravano arricciarsi per la loro stessa abbondanza. La bocca, per quel che riuscivo a vederne sotto i grandi mustacchi, era ferma in un'espressione quasi crudele, con dei denti particolarmente bianchi e aguzzi. I denti si protendevano sopra le labbra, che erano di un rosso intenso, a indicare una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie erano pallide, ed estremamente appuntite. Il mento era quadrato e forte, e le guance magre ma sode. L'impressione generale era quella di uno straordinario pallore.<br>In un primo tempo avevo notato il dorso delle mani che egli teneva sulle ginocchia alla luce delle fiamme, e mi erano sembrate piuttosto bianche ed eleganti. Ma vedendole ora più da vicino, non potevo non notare che erano mani volgari e grossolane, con dita piuttosto tozze. Strano a dirsi, le palme erano pelose. Le unghie erano lunghe e sottili, e tagliate a punta. Quando il Conte si è chinato su di me e le sue mani mi hanno toccato, non ho potuto reprimere un brivido. ([[Jonathan Harker]])
*Mi ha parlato di cose e di genti, e in ispecie di battaglie, e ne parlava come se in tutte fosse stato presente. Questo me l'ha spiegato in seguito, dicendo che per un [[Boiardo (storia)|boiaro]] l'orgoglio della casata e del nome è parte di sé, che la loro gloria è la sua gloria, il loro destino il suo destino. Sempre, quando parlava della sua casata diceva "noi", e quasi sempre parlava al plurale, come se a parlare fosse un re. ([[Jonathan Harker]])
*Quello che ho visto è stata la testa del Conte sporgersi dalla finestra della sua stanza. Non l'ho visto in volto, ma l'ho riconosciuto dal collo e dal movimento della schiena e delle braccia. Mai, comunque, avrei potuto sbagliarmi sulle mani, che avevo avuto tante occasioni di studiare. Sul momento ho guardato la cosa con interesse e anche un po' con divertimento, perché è incredibile quanto un dettaglio così piccolo possa interessare e divertire un uomo che si trovi a essere prigioniero. Ma questi pensieri si sono trasformati in repulsione e in terrore, quando ho visto l'intera figura del Conte emergere lentamente dalla finestra e cominciare a strisciare giù lungo il muro del castello sopra lo spaventoso abisso, a capofitto e con il mantello che si apriva attorno a lui come un grande paio d'ali. Sulle prime non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho pensato a un qualche trucco del chiaro di luna, a un qualche stregato effetto dell'ombra, ma ho continuato a guardare e non potevo ingannarmi. Ho visto le dita delle mani e dei piedi aggrapparsi agli angoli delle pietre, dove la calcina si era consumata con gli anni, e sfruttare così ogni appiglio e ogni irregolarità per scendere sveltamente, così come una lucertola si sposta lungo un muro. ([[Jonathan Harker]])
*Nella cassa giaceva il Conte, ma il suo aspetto era quello di una giovinezza riacquistata quasi per intero. Perché i capelli bianchi e i baffi erano ora scuri come di grafite; le guance erano più piene, e un debole rosato trapelava di sotto il biancore della pelle; la bocca era più rossa che mai, perché sulle labbra vi erano gocce di sangue fresco, che spuntavano dagli angoli della bocca e scorrevano lungo il mento e il collo. Perfino i suoi profondi occhi ardenti parevano incassati in un volto di carne turgida, perché le palpebre e le borse sotto di essi erano gonfi, come se quella orribile creatura si fosse abbuffata di sangue, e ora era lì, come una sozza sanguisuga, esausta e sazia. ([[Jonathan Harker]])
*Penso che si dovrebbe provare compassione per un qualcosa braccato come il Conte. È giusto dire "qualcosa": Questa Cosa non è umana – e non è neanche una bestia. Ma venire a conoscere dalle parole del dottor Seward il racconto della morte della povera Lucy, e di tutto quel che ne è seguito, basta per inaridire le fonti della compassione nel cuore di chiunque. ([[Mina Murray]])
*Il ''nosferatu'' non muore come l'ape una volta che ha punto. Lui è più forte; e essendo più forte ha ancora più potere di fare il male. Questo Vampiro che è tra di noi è anche lui così forte di persona come venti uomini; è astuto e malfido più che altro mortale, perché la sua malvagia astuzia cresce con l'età; lui si giova anche di aiuto della negromanzia, che è, come da sua etimologia, previsione di futuro per mezzo dei morti, e tutti i morti che lui può avvicinare sono ai suoi ordini; è una bestia, ma più che una bestia; è un demonio insensibile, e in lui non esiste cuore; lui può, senza limiti, manifestarsi quando e come vuole, e in qualsiasi forma sia in lui; lui può, nell'ambito di sua presenza, comandare gli elementi: la tempesta, la nebbia, il tuono; può comandare ogni essere inferiore: il topo e il gufo, e il pipistrello – e la falena, e la volpe, e il lupo; può crescere di statura, e farsi piccolo; e può a volte svanire in niente e ritornare irriconoscibile. Come dunque possiamo noi cominciare nostra lotta per distruggerlo? Come faremo noi per trovarlo; e una volta trovato come noi distruggere lui? Amici miei, questo è molto terribile compito che noi ci assumiamo, con conseguenze possibili da far tremare anche il più coraggioso. Perché se noi manchiamo in questa battaglia, vincerà certamente lui; e allora quale sarà nostra fine? La vita non è niente! Io non do a vita grande peso. Ma perdere qui non è solo questione di vita o di morte. Il fatto è che noi diventeremmo come lui, che noi d'ora in avanti diventiamo orrende creature della notte come lui – senza cuore e senza coscienza, a depredare i corpi e le anime di quelli che più amiamo. Per noi saranno chiuse in eterno le porte del cielo; perché chi mai potrà riaprirle per noi? Andremo avanti per sempre aborriti da tutti; una macchia nel volto dello splendore solare di Dio; una freccia nel fianco di Colui che è morto per l'umanità. Ma qui ci troviamo faccia a faccia con il dovere; e possiamo indietreggiare noi in un caso come questo? Per me, io dico di no; ma io sono vecchio, e la vita, con la sua luce del sole, i suoi bei momenti, il suo canto degli uccelli, la sua musica, e il suo amore, è cosa di lontano passato. Voi altri siete giovani. Qualcuno ha visto il dolore; ma per lui ci sono di riserva giorni belli. ([[Abraham Van Helsing]])
*Deve infatti trattarsi di quel Voivoda Dracula, diventato famoso per le sue guerre contro i turchi, sul grande fiume che segna la frontiera con la Turkeyland. Se questo è vero, non deve essere stato un uomo comune; perché a quel tempo, e per secoli dopo di allora, di lui si parlava come dell'uomo più intelligente, e più astuto, così come del più coraggioso dei figli della 'terra al di là della foresta'. Quella testa straordinaria e quella sua volontà di ferro sono scesi con lui nella tomba, e anche ai giorni nostri si schierano contro di noi. I Dracula, dice [[Ármin Vámbéry|Arminius]], erano una grande e nobile stirpe, anche se di tanto in tanto qualche rampollo era creduto da loro contemporanei avere rapporti con il diavolo. Loro avevano imparato suoi segreti a Scholomance, in mezzo a montagne sopra il lago [[Sibiu|Hermannstadt]], dove il diavolo sostiene ogni dieci sapienti uno essere suo. Negli annali si trovano parole come 'stregoica' ovvero strega; 'Ordog' e 'Pokol', ovvero Satana e Inferno, e in un manoscritto proprio di questo Dracula si parla come di un 'wampyr', parola che noi comprendiamo fin troppo bene. Da lombi proprio di questo uomo sono venuti poi grandi uomini e eccellenti donne, e le loro tombe rendono sacra questa terra, dove soltanto è nata cosa così scellerata. Perché non è certo l'ultimo di tali orrori che questo essere malvagio affonda le sue radici in cosa buona; in terra sterile di sante memorie non può trovare riposo. ([[Abraham Van Helsing]])
*La nebbia si faceva sempre più fitta, e ora riuscivo a vedere di dove era entrata, simile al fumo – o come la bianca energia dell'acqua bollente: non dalla finestra, ma attraverso gli interstizi della porta. Diventava sempre più fitta, fino a che mi è sembrato che si concentrasse in una sorta di nuvola a forma di colonna nel bel mezzo della stanza, attraverso la quale, in alto, riuscivo a vedere la luce del gas brillare con un occhio di color rosso. Ogni cosa ha cominciato a girare nel mio cervello, così come la colonna di nebbia stava ora girando per la stanza, e in tutto questo si manifestavano le parole della Scrittura: "...una colonna di nebbia di giorno e di fuoco di notte". Era questa una sorta di guida spirituale che mi stava assistendo nel sonno? Ma quella colonna era composta di elementi sia diurni che notturni, perché in quell'occhio vi era il fuoco, che ora esercitava un nuovo fascino su di me, finché, continuando a fissarlo, quel fuoco si è diviso, ed è sembrato guardarmi attraverso la nebbia con due occhi rossi, come Lucy me li aveva descritti nel suo momentaneo vaneggiamento mentale quando, sulla scogliera, i raggi del sole cadente colpivano le vetrate della chiesa di Santa Maria. Improvvisamente mi ha folgorato l'orrenda idea che così fosse stato anche quando Jonathan aveva visto le tre terribili donne farsi reali e concrete nel vortice della nebbia illuminata dalla luna, e nel sogno devo essere svenuta, perché tutto si è fatto nera tenebra attorno a me. L'ultimo sforzo cosciente della mia immaginazione è stato quello di vedere una livida faccia gessosa emergere dalla nebbia e piegarsi sopra di me. ([[Mina Murray]])
*Il chiarore della luna era tale che malgrado le spesse tende gialle alle finestra, nella stanza c'era abbastanza luce per vedere tutto. Sul letto accanto alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto paonazzo e il respiro affannoso, come ipnotizzato. Inginocchiata accanto al letto, il viso voltato dall'altra parte, vi era la bianca figura di sua moglie. Al fianco di lei, un uomo alto e magro, vestito di nero. Ci voltava le spalle, ma come l'abbiamo visto abbiamo tutti riconosciuto il Conte – in ogni dettaglio, compresa la cicatrice sulla fronte. Con la sinistra teneva strette tutte e due le mani della signora Harker, lontane da sé per tutta la lunghezza delle braccia di lei; con la mano destra la afferrava per la nuca, forzandole il volto contro il proprio petto. La bianca camicia di notte di lei era chiazzata di sangue, e un rivolo sottile scendeva lungo il busto dell'uomo, messo a nudo da uno strappo del vestito. L'atteggiamento dei due richiamava terribilmente quello di un bambino che stesse forzando il muso di un micino verso un piatto di latte per obbligarlo a bere. ([[John Seward]])
*Ho studiato e continuamente ristudiato, da quando capitate in mia mano, tutte carte relative a questo mostro; e più io studiato, più grande mi sembra la necessità di distruggere lui radicalmente. Tuto dà prova di suo progredire: non solo per quanto riguarda sua potenza, ma anche di sua coscienza di questo. A quanto ho saputo da mio amico [[Ármin Vámbéry|Arminius]] di Buda-Pesht, lui in vita è stato grande uomo. Soldato, statista, e alchimista – la quale alchimia era il punto più avanzato del sapere scientifico della sua epoca. Aveva una grande intelligenza, e una cultura senza confronti, e un cuore che non conosceva né paura né rimorso. Ha osato perfino frequentare Scholomance, e non c'era ramo del sapere del suo tempo che lui non ha provato. Ebbene, in lui i poteri della mente sono sopravvissuti alla morte fisica; anche se pare che la sua memoria non rimanesse completa. In qualcuna delle facoltà del suo cervello era rimasto, ed è anche adesso, un bambino; però sta crescendo, e alcune cose che in principio erano infantili ormai hanno preso una dimensione adulta. Sta sperimentando, e lo fa piuttosto benne; e se non era che noi abbiamo attraversato la sua strada, lui poteva essere – e se noi falliremo, lo sarà – il padre e il capostipite di un nuovo genere di esseri, la cui strada si snoda non attraverso la Vita, ma attraverso la Morte. ([[Abraham Van Helsing]])
*Quella povera anima che ha causato tutta questa miseria è il caso più triste. Pensate solo a quale sarà la gioia di quell'essere quando anche lui sarà distrutto nella sua parte peggiore onde la sua parte migliore possa raggiungere l'immortalità spirituale. Dovete guardare anche lui con compassione, anche se non per questo dovete rinunciare a distruggerlo. ([[Mina Murray]])
*La decisione di lasciare la sua deserta terra – deserta di uomini – e di venire in un paese dove la vita di tanto si è moltiplicata che la gente qui è ora come un grande campo di grano, è stato il frutto di un lavoro di secoli. Se un altro Non-Morto, come lui, cercasse di fare quello che lui ha fatto, forse neppure tutti i secoli del mondo del passato, o quelli del futuro, potrebbero aiutarlo. Nel caso di questo mostro, tutte le forze della natura, le più occulte e profonde e potenti devono avere lavorato insieme in un qualche prodigioso modo. Già il luogo dove lui è stato vivo, e poi Non-Morto per tutti questi secoli, è tutto pieno di stranezze del mondo chimico e geologico. Ci sono caverne profonde e anditi che nessuno ha mai raggiunto a tutt'oggi. Ci sono vulcani, che da loro bocche ancora mandano fuori acque dalle strane proprietà, e gas che uccidono o fanno rinascere. Indubbiamente, c'è qualcosa di magnetico o di elettrico in queste combinazioni di forze occulte che contribuiscono alla vita fisica in modo davvero strano; e anche in lui c'erano in principio grandi qualità. In un'epoca antica, dura e bellicosa è stato lui celebrato come colui che aveva più nervi d'acciaio, più acuto cervello, più coraggioso cuore di chiunque altro al mondo. In lui alcuni principi vitali, per qualche strana via si sono realizzati al massimo: e come il suo corpo si mantiene forte e cresce e si rafforza, così cresce anche il suo cervello. Tutto questo senza quel diabolico aiuto che è certamente in lui; e che deve piegarsi alla potenza che proviene ed è simbolica del Bene. ([[Abraham Van Helsing]])
*Pensate voi un po' che insistenza e che determinazione. Con il cervello infantile che possedeva, da molto tempo ha concepito l'idea di andare in una grande città. Che cosa fa lui allora? Trova subito quello che è il posto al mondo più promettente per lui. Poi deliberatamente si prepara all'impresa. Con grande pazienza trova quale è la sua forza e quali sono i suoi poteri. Studia nuove lingue. Impara una nuova vita sociale; nuovo ambiente per antiche usanze; la politica, la legge, l'economia, le scienze, le abitudini di un paese e di un popolo che si sono sviluppate durante la sua esistenza. Lo sguardo che ha dato a tutto questo non ha fatto altro che stimolare suo appetito ed eccitare suo desiderio. Non solo: lo aiuta a crescere anche in quanto cervello; perché tutto gli dimostra quanto lui ha avuto ragione con sue prime intuizioni. Tutto questo lui ha fatto da solo: tutto da solo!, da una tomba in rovina in una terra dimenticata. E quanto di più non potrà lui fare, una volta che gli si aprirà il più grande universo del pensiero? Lui che come sappiamo può irridere alla morte; che può prosperare nel mezzo di malattie che uccidono popoli interi. Oh, se un essere così provenisse da Dio, invece che dal demonio, quale forza benigna potrebbe lui essere in questo nostro vecchio mondo! ([[Abraham Van Helsing]])
*Il Conte è un criminale e appartiene al tipo criminale. Tale lo classificherebbero [[Max Nordau|Nordau]] e [[Cesare Lombroso|Lombroso]] e, ''quia'' criminale, la sua mente è formata solo in maniera imperfetta. Ragion per cui, in una situazione difficile, non può che cercare soluzioni nell'abitudine. ([[Mina Murray]])
*Ho visto il Conte giacere nella cassa sul terriccio, che con la brusca caduta dal carro lo aveva in parte coperto. Era mortalmente pallido, proprio come una statua di cera, e gli occhi rossi ardevano di quell'orribile volontà di vendetta che io conoscevo fin troppo bene.<br>Mentre lo guardavo, i suoi occhi hanno colto la visione del sole che tramontava, e l'espressione di odio del suo volto si è tramutata in un'espressione di trionfo.<br>Ma proprio in quell'istante, ecco il colpo lampeggiante del grande pugnale di Jonathan. Io ho urlato, vedendo la lama squarciargli la gola; mentre il signor Morris gli affondava nel cuore il suo coltello ricurvo.<br>È stato come un miracolo; sotto i nostri propri occhi, e quasi nel breve tempo di un respiro, l'intero corpo del Conte si è dissolto in polvere ed è sparito alla nostra vista.<br>Mi sarà di sollievo per tutta la vita poter ricordare che proprio in quel momento di ultima dissoluzione, nel suo volto è comparsa un'espressione di pace che mai avrei creduto potervi albergare. ([[Mina Murray]])
===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''===
*Sono sempre più curioso: non capita tutti i giorni d'incontrare un nobile ungherese – o meglio, transilvano – che abita in un antico castello tra montagne desolate, al margine estremo del mondo civilizzato, eppure capace di scrivere lettere in un impeccabile inglese con tutta la disinvoltura di una persona colta e istruita, mentre negozia con legali e agenti immobiliari per l'acquisto di una casa nel cuore di Londra. Un uomo simile dev'essere a dir poco formidabile. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Più tardi, ho conosciuto un professore sassone che ha passato buona parte della giornata a mostrarmi la città. Quando gli ho chiesto del Conte Dracula, spiegandogli che lo avrei incontrato e sarei rimasto da lui per due settimane, si è mostrato sorpreso perché, mi ha spiegato, il Conte era noto per condurre una vita ritirata, evitando il contatto con la gente e, per quanto ne sapeva, nessuno era mai stato invitato al castello. "Circoleranno senz'altro molte storie sul suo conto" ho detto allora "poiché, si sa, gli uomini hanno la tendenza a schernire quelli che non legano i loro fagotti come gli altri viaggiatori". Il professore mi ha confermato che, sì, circolavano molte voci a proposito del Conte, ma che nessuna persona ragionevole avrebbe mai dato ascolto a simili chiacchiere. A parte questo, non aveva altro da raccontare su di lui, tranne il fatto che apparteneva a una delle più grandi e antiche famiglie del Paese, di cui gli uomini – in virtù delle innate qualità della stirpe – erano i più coraggiosi e le donne le più belle, a tal punto che per secoli erano stati oggetto di leggende e poesie. Non sapeva se il Conte avesse figli o meno, ma mi ha detto che è stato sposato tre volte, e per tre volte è rimasto vedovo. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Ero turbato perché chiaramente il Conte non era del tutto sano di mente, e anche se era anziano e canuto, avevo il sospetto che non sarei stato in grado di contrastare la sua forza e la sua agilità, dal momento che si vantava di essere un discendente di [[Attila]], re degli [[unni]]. Sembra che in questo Castello ci si debba aspettare di tutto. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
*Il Conte ha grande dimestichezza con la situazione politica attuale, tuttavia fatico a capire in quale ideologia si riconosca. Sotto certi aspetti sembra molto liberale, come un vero rivoluzionario, mentre su altri argomenti, le sue vedute sono talmente superate che sembra più conservatore di tanti reazionari. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]])
===Film===
*Dracula non era un pazzo, almeno non nel senso corrente. Dracula era la più assurda delle creature, il capo dei vampiri, sovrano delle anime maledette. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], ''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'')
*Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. (''[[L'ombra del vampiro]]'')
*È miniera di arroganza. Molto facile comprendere perché questa aristocrazia decadente è lì per morire in quella parte del mondo. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula: morto e contento]]'')
*Nel quindicesimo secolo, in quella zona d'Ungheria detta Transilvania, viveva un nobiluomo così audace in battaglia che i suoi soldati gli diedero il nome di "Dracul", che significa "diavolo". Soldato, statista, alchimista e guerriero, egli era così autorevole che si ritenne che fosse riuscito a soggiogare perfino la morte fisica. Fino ad oggi, nulla ha dimostrato il contrario. (''[[Il demone nero]]'')
*– Un paletto d'argento? Un crocifisso? Ma come potevi pensare che non avessimo già provato di tutto prima?! Gli abbiamo sparato, l'abbiamo pugnalato, bastonato, schizzato con l'acqua benedetta, gli abbiamo trafitto il cuore con un paletto, ma vive ancora. Lo vuoi capire? Nessuno sa come uccidere Dracula.<br>– Ah. E che cosa aspettavi a dirmelo? (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'')
*– Vuoi spiegarci che cos'è questa roba?<br>– Un concentrato di male e di peccati.<br>– Cosa?<br>– Questi oggetti appartenevano all'uomo più diabolico di tutti i tempi: il Conte Dracula.<br>– Dracula?<br>– Ho detto la verità nel descriverli in quel modo. Il mantello, il suo sigillo, il medaglione e il suo sangue.<br>– Il suo sangue?!<br>– Il suo... sangue.<br>– Ma-ma è soltanto polvere, polvere rossa.<br>– È giusto signori, sì. Soltanto polvere... (''[[Una messa per Dracula]]'')
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)====
*– Ridi quanto vuoi. Io trovo che sia affascinante.<br>– Oh, di questo non discuto. Ma io preferisco qualcuno di più normale.
*Proprio quando cominciavo a chiudere gli occhi ho sentito i lupi ululare. Poi è cominciato il sogno. Sembrava che tutta la stanza fosse invasa dalla nebbia. Era così fitta che a stento vedevo il lume vicino al letto, un fioco bagliore nella nebbia. E poi ho visto due occhi rossi che mi fissavano e una faccia bianca e livida è scaturita dalla nebbia. Mi è venuta vicino, così vicino! Sentivo il suo alito sul viso e poi le sue labbra! [...] E poi, la mattina, ero così debole. Era come se mi avessero tolta la forza vitale. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
*– Ma Dracula che cosa ha a che fare con lupi e pipistrelli?<br>– Dracula è il nostro vampiro.<br>– Ma professore, lei è certo...?<br>– L'immagine di un vampiro non viene riflessa dallo specchio. Per questa ragione Dracula ha voluto infrangerlo.<br>– Non per essere scortese, ma è un discorso che mi aspetterei da uno dei pazienti di questa clinica.<br>– Sì, ed è quello che penserebbero i medici inglesi e la vostra polizia. La forza di un vampiro sta proprio nel diffuso scetticismo della gente.
*Una nebbia rossa si diffonde sull'erba, avanzando come una lingua di fuoco che lui apre come un velario, e allora io vedo centinaia di migliaia di topi, con piccoli occhi rosso fiamma, come i suoi, ma solo più piccoli. E allora lui solleva la mano e li ferma tutti! Mi sembra che le sue labbra dicano: "Topi, topi, topi! Torme, milioni di topi, e tutti rosso sangue! E li darò tutti a te, se tu mi obbedirai!" ([[Renfield]])
*È venuto da me, poi si è aperto una vena nel braccio e mi ha costretto a bere. ([[Mina Murray|Mina Seward]])
====''[[Dracula il vampiro]]''====
*Finalmente ho conosciuto il conte Dracula. Come speravo, egli è convinto che io sia qui per occuparmi dei suoi libri. Non mi rimane ora che attendere la luce del giorno. Poi, con l'aiuto di Dio, porrò fine per sempre al regno di terrore di quest'uomo. ([[Jonathan Harker]])
*Sono divenuto vittima di Dracula e della donna che è in suo potere. Forse sono condannato a divenire uno di loro. Se così fosse, che la persona che troverà il mio corpo sappia ciò che è necessario fare per poter liberare la mia anima. ([[Jonathan Harker]])
*Dopo la morte di Jonathan Harker, il conte Dracula, propagatore di questo male indicibile, è sparito. Dobbiamo trovarlo e distruggerlo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
*Sappiamo di vampiri che hanno esistito per secoli. Dalle cronache, si desume che Dracula possa avere cinque o seicento anni. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]])
====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''====
*Dopo un regno di innarrabile terrore durato più di un secolo, il re dei vampiri era stato finalmente scovato nella sua tana su un picco dei Carpazi. Per più di un secolo, molti avevano sperato di distruggerlo, e tutti avevano fallito. Qui, finalmente, un avversario armato di una profonda conoscenza delle orride forze del male lo distrusse in modo assoluto, definitivo... così almeno sembrò. Migliaia di persone erano state schiave dell'osceno culto del vampirismo. Ora esso periva alla sua stessa sorgente. Solo il ricordo rimaneva, il ricordo della più diabolica e orrida creatura che l'umanità abbia conosciuto.
*– Chi era il suo padrone?<br>– Era il Conte Dracula, signore. Di antica e aristocratica famiglia. [...]<br>– E non c'è nessun discendente?<br>– Il mio signore morì senza eredi, signore. Nel senso corrente dell'espressione.
*Se vuol assistere alla distruzione di un mostro generato dal Conte Dracula, venga con me. Ma, l'avverto, non è uno spettacolo edificante.
====''[[Le amanti di Dracula]]''====
*– So che la vostra chiesa venne una volta brutalmente profanata. Ma il responsabile di quell'orrendo misfatto fu annientato circa dodici mesi fa. Non è così? Non venne forse scaraventato nelle acque tumultuose del torrente, ponendo così misera fine alla sua esistenza? Non è questa la verità? E allora perché non siete tutti in chiesa questa mattina?<br>– C'è l'ombra, monsignore.<br>– Quale ombra?<br>– L'ombra del suo castello.<br>– Arriva fino alla chiesa.<br>– Al tramonto l'ombra tocca la chiesa.<br>– Quale castello? Quello di Dracula? È a quello che riferite? Perché non pronunciate il suo nome? Non può più farvi del male ormai. È stato gettato nel torrente o no? Ed è morto? È morto oppure no?<br>– Sì, è morto.<br>– E allora?<br>– Ma la maledizione esiste ancora. La sentiamo in quell'ombra anche quando siamo in chiesa.
*Il vampiro Dracula è vivo. Durante le ore della notte, Maria non deve essere lasciata mai sola. Hai capito bene? Neanche per un momento devi lasciare il suo capezzale.
*– C'è un castello in mezzo alle montagne che appartiene a un certo Conte Dracula. Lo conoscete?<br>– Ho capito di chi parlate.<br>– Devo andarci subito.<br>– Perché? È vuoto. Non ci abita più nessuno.<br>– Non per molto. Sta venendo qui.<br>– Dracula? È impossibile.<br>– È la verità! È la verità, ve lo giuro!<br>– Dracula è morto da più di un anno.<br>– No, vi assicuro che è vivo, e sta venendo qui!<br>– È colpa vostra! Ce l'avete portato voi!
*– Siamo stuffi della gente ce s'impiccia nei fatti nostri! Se noi ce ne stiamo tranquilli, Dracula ci lascerà in pace.<br>– È un diavolo! E finché sarà in vita nessuno di voi sarà al sicuro.
====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''====
*– Vengo da Londra.<br>– Da Londra?<br>– Vado a trovare uno dei nostri clienti. Forse lei lo conosce: il conte Dracula. Allora, lo conosce?<br>– Mio caro signore... Che Dio l'aiuti, perché se va dal conte Dracula, avrà bisogno di protezione.
*Che è successo al conte Dracula? Sono scappato dal castello. Lui mi ha inseguito insieme agli altri. Erano vampiri giganti con enormi denti. Volevano succhiarmi il sangue. Non l'ho sognato. Erano dei vampiri! Li ho visti nelle bare. Perché non vuole credermi? ([[Jonathan Harker]])
*Attraverso antiche leggende greche, indiane, magiare e perfino cinesi, ci è giunta notizia di un uomo che vivrebbe nutrendosi del sangue di altri esseri umani. In questo modo, non solo rimane in vita, ma non invecchia mai. Non è un fantasma, ma non lascia ombra. Può trasformarsi molto facilmente in cane, in vampiro, in gufo, o in qualsiasi altro tipo di animale. Vive solo di notte e durante il giorno si rifugia nella sua tomba. Le persone a cui ha succhiato il sangue vengono contagiate. Se muoiono si trasformano a loro volta in altrettanti vampiri. Il suo nome è Dracula. ([[Abraham Van Helsing]])
*– Allora perché non l'arrestano?<br>– Lei sottovaluta il conte Dracula. E poi che può fare la legge contro un uomo che vive al di fuori del nostro mondo?
*Finché Dracula è in vita, il tempo e lo spazio contano molto poco. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''====
*La raccappricciante leggenda del Conte Dracula estende il suo terrore molto al di là delle montagne della Carpazia fino alla metropoli vittoriana di Londra. Qui, in Hyde Park, avviene il definitivo confronto tra Lawrence Van Helsing e il suo irriducibile nemico, il vampiro Dracula.
*Mio nonno morì lottando con un vampiro, il più terribile, il più pericoloso vampiro di tutti i tempi. Però prima aveva raccolto delle prove. Prove positive. Non c'è niente da ridere, glielo assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Circa un secolo fa, ci sono avute prove, prove positive, che uno viveva in questa città: Dracula. Secondo le leggende, esso fu sepolto in Chelsea, probabilmente da uno dei suoi discepoli, e probabilmente a San Bartolph. Sì, in un angolo sconsacrato. Se il paletto è stato estratto dal suo cuore, egli potrebbe resuscitare. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Questa è la sua vendetta, una vendetta che si trascina da anni, una diabolica ritorsione contro i discendenti di Lawrence Van Helsing, mio nonno. Vuole sfogare il suo odio in questo modo, trasformando mia nipote in un essere come lui, facendola diventare un morto che vive, un vampiro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[I satanici riti di Dracula]]''====
*Il bacillo della peste, la Valham House, la distruzione psichica di intellettuali come il professor Keely e gli altri, sono tutti elementi di un piano, volto ad uno scopo preciso. Una vera forza. L'ombra di cui io vi parlo è più sinistra, più oscena di qualunque mostruosità possiate immaginare. Vincitore della putrefazione, maestro degli incorrotti, il Conte Dracula! ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Ho già distrutto il Conte Dracula una volta. Accadde più di due anni fa, nel Chiostro di San Bartolph's. Ma quell'essere può rinascere per rincarnazione. Si richiede un discepolo, una persona molto esperta nel rito. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Probabilmente nel suo subcosciente è ciò che desidera. La fine di tutto. Egli è un immortale maledetto che vive sulla violenza, la paura, il terrore. Ma supponendo, solo supponendo, che egli aspiri alla pace eterna, vorrebbe prima abbattere l'intero universo, vendicarsi di tutto. Uomini muoiono di peste a milioni, e come ombra della morte una sinistra figura si apre il cammino a colpi di falce. Il Conte Dracula è la profezia biblica di Armageddon. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
*Dopo aver distrutto ogni essere vivente sulla Terra, ti resterà un mondo vuoto da comandare. È questo che vuoi, Conte Dracula? Una grande fiammata fatta di orrore e di violenza? La spettrale distruzione di un intero pianeta? È questo il tuo ultimo desiderio? ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]])
====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''====
*Dracula? Ha detto così? Dracula... Ha un suono così singolare. Tre sillabe, eh? Dra-cu-la. Ha un che di accattivante questo nome.
*Io non ho incontrato nome più perfetto negli annali della nobiltà. Vostro padre, figlie mie, riconosce la sostanza dalla forma: la polpa del frutto dalla buccia che lo riveste. Ci sono gli assaggiatori di vino e gli assaggiatori di nomi. Sì, "Dracula", una felice combinazione di oriente e di occidente, di realtà e di fantasia. Se non temessi di fare della letteratura o della retorica, che aborrisco, aggiungerei che in un certo senso gli mutua un qualche ingrediente del Conte di Montecristo, nonché di Sinbad il marinaio.
*Dracula ci dà una garanzia anche dal punto di vista glottologico. A tutt'oggi, non si sono segnalati nomi che finiscono in ''-ula'' che contengono un segno negativo.
*Vive del sangue degli altri. Non serve a nessuno, né adesso né mai.
====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)====
*Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita. ([[Mina Murray|Mina Van Helsing]])
*È il conte che è pazzo. Mi ha promesso tanta carne. Dice che non dovrò più mangiare ragni e mosche, ma roba grossa. Creature umane. ([[Renfield]])
*Come osa [...] disprezzare l'essere più infelice e più gentile della Terra? ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]])
*Se avessi il potere di mandare la sua anima a bruciare nel fuoco eterno non esiterei a farlo. ([[Abraham Van Helsing]])
*Io sto morendo, e lui ride con la sua bocca rossa e quei dentoni bianchi affilati come quelli dei topi. Sono centinaia, migliaia, milioni! ([[Renfield]])
*Se ci sconfiggerà, allora Dio non esiste. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
*Il mio animo abbandona il mio corpo. [...] Non ho mai provato sensazioni tanto angoscianti. Non riuscivo a tornare da te, sono completamente sconvolta. [...] Dovevo! Era come se mi trascinasse, mi attirasse, e io ho perso il controllo. [...] Aveva gli occhi rossi. [...] Avverto ancora il sapore del suo sangue in bocca. ([[Lucy Westenra]])
*Non so, ma ho quasi la sensazione che il mio strano amico sia qui con me. Parla nei miei pensieri. Con lui mi sono sentita più viva di quanto lo sia mai stata. E ora, senza di lui e presto sposa, io mi sento confusa, smarrita. Forse, per quanto cerchi di essere buona, sono cattiva. Forse sono una donna cattiva e volubile. ([[Mina Murray]])
*Da vivo fu un uomo dalle qualità esemplari, e la sua mente era potente e grande. Ma più grande è la necessità di schiacciarlo e distruggerlo definitivamente. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''====
*È tutta la vita che faccio questi sogni, intrappolata nelle tenebre con quell'uomo. Pensavo che fossero solo incubi, ma questo era così reale. Sentivo il suo respiro sulla pelle. Io sto cominciando a impazzire.
*Dracula non è un mito, non è il vaneggiamento di un romanziere irlandese, oh no. È reale, te l'assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Lui è stato il primo. Dracula è l'Adamo, il paziente zero. Ma a differenza di quelli che infetta, non può essere ucciso, non con mezzi che io conosca. [...] Tutto quello che distrugge gli altri vampiri, lui sopravvive. Ci dev'essere un modo! Ho passato tutta la vita cercando la maniera di ucciderlo. Egli è semplicemente fuori dalla portata della morte. Ma perché? Questa è la domanda che mi ha tormentato per oltre un secolo. Chi è questa creatura che cammina come un uomo, ma la cui immagine non si riflette? ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]])
*Molto tempo fa, [[Giuda Iscariota]] cercò la morte per i suoi peccati, ma gli fu negata. Oggi la corda non si è rotta ed è bruciato alle prime luci dell'alba. Ora sono io la custode delle sue spoglie. Se l'anima di Dracula dovesse ancora aleggiare sulle sue ceneri, io la terrò confinata per sempre.
====''[[Dracula 3D]]''====
*Vedrai, ti piacerà lavorare per il Conte. È un vero gentiluomo, e ha fatto così tanto per questa gente. Mio padre dice che senza il suo aiuto, Passburg sarebbe ancora in pieno medioevo. ([[Lucy Westenra|Lucy Kisslinger]])
*Il Conte è sempre molto attento ai suoi ospiti.
*Stasera ho finalmente conosciuto il Conte Dracula. È più giovane di quanto pensassi, eppure il suo comportamento e il suo contegno in qualche modo sembrano contraddire il suo aspetto. ([[Jonathan Harker]])
*– Non si può andare avanti così!<br>– Finora vi è sempre stata bene. Quando il Conte pagava la scuola o pagava i vostri debiti, non avevate niente da obbiettare!<br>– Si è spinto troppo oltre. Santo cielo, Passburg sta diventando un cimitero, e voi non fate niente.<br>– Abbiamo stretto un patto con lui. Infrangerlo sarebbe peggio che rispettarlo.
*Egli ipnotizza gli umani, penetra le loro menti, dopodiché se ne impossessa. ([[Abraham Van Helsing]])
*La sua passione era come un fuoco violento. Consumava quello che voleva di più. ([[Abraham Van Helsing]])
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*– Il mio padrone.<br>– Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>– No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>– Lui è qui a Parigi?<br>– No, ma arriverà presto. [...]<br>– Maria, chi è lui?<br>– Lui è un principe.<br>– Un principe?<br>– Sì.<br>– Viene per le celebrazioni?<br>– Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.
*– Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>– Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>– Meraviglioso...<br>– In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>– È più alla mia portata.
*– Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>– Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.
*– Laggiù! È lì che dorme, nella sua bara.<br>– Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>– Lo faremo tutti un giorno.
===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)===
*– Dracula, principe tra tutti i vampiri, teme la croce. Riuscite a capire che cosa significa?<br>– No. Spiegatemelo.<br>– Dio esiste. Dio esiste e finalmente anch'io l'ho trovato.<br>– Avete trovato il Diavolo.<br>– Se serve il Diavolo per condurmi dal mio Signore, allora io dico ben venga il Diavolo!
*– Che cos'è il Conte Dracula?<br>– In vita, era un principe di eccezionale cultura e di successo. Nella morte, suppongo si potrebbe dire che sia il migliore dei vampiri.<br>– Il migliore?<br>– Quello di maggior successo. La maggior parte sono selvaggi, mezzi pazzi. Raramente durano a lungo, mentre Dracula è riuscito a conservare la sua forma umana e il suo intelletto più o meno intatti per centinaia di anni.<br>– Bevendo sangue umano.<br>– Tutti bevono sangue. Dracula ha imparato a farlo bene, secegliendo le sue vittime con la massima cura, credo. Persino nella morte ha mantenuto la selettività di un aristocratico.
*Consideriamo che il Conte Dracula non sopporta la sua immagine, Dracula, che non vuole esporsi alla luce del sole e non può entrare in una casa senza essere invitato. Queste non sono maledizioni. Sono mere abitudini che sono diventate feticci e poi leggende a cui credete persino voi. Le regole della bestia: ne abbiamo discusso molto tempo fa. Ma perché? Di che cosa avete paura? Siete un guerriero nato da una stirpe di guerrieri. Vostro nonno è morto combattendo, vostro padre, i vostri fratelli, i vostri figli, i loro figli. E tutti sono caduti da eroi sul campo di battaglia, ma non voi. Non il Conte Dracula, il condottiero che si apposta nell'ombra e sopra le vite degli altri, indesiderato in ogni luogo, che dorme in una cassa di terra, eppure sogna la tomba di un guerriero, che si ritrova ammaliato da una ragazza innamorata della cosa che lui teme di più: la morte. E ora sappiamo perché questo {{NDR|il crocifisso}} funziona: perché rappresenta il coraggio che bramate di possedere, il coraggio che ci vuole per morire. Direi che vi vergognate. Il Conte Dracula si vergogna!
===Persone===
*A me di Dracula piace la sua fragilità così umana e sofferta, questa consapevolezza di vivere una dannazione eterna. ([[Marta Gastini]])
*Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Con ''Dracula'' e nella letteratura e nella cinematografia che ne sono derivate si è stabilizzato il tipo del vampiro nobile (Dracula è più spesso chiamato "il Conte") che si appropria delle vergini e dei bambini del suo feudo, nel quale si parla (sottovoce) di lui con odio e terrore. C'è un po' di [[Gilles de Rais]] in Dracula (e il [[Barbablù]] della fiaba è una sorta di vampiro). ([[Renato Giovannoli]])
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. ([[Christoph Waltz]])
*Dracula è una grande metafora, in realtà, Dracula è una brutta malattia che entra nella vita di una coppia e la sconvolge. Un cancro, che ti assale e che ti succhia via la vita, e che bisogna in qualche modo sconfiggere. ([[Sergio Rubini]])
*È molto attraente nella sua pericolosità. È la personificazione del male. È Lucifero. È Mefistofele. È come il diavolo, in realtà. ([[Gary Oldman]])
*Ha queste tre cose: una potente forza fisica, il potere di muoversi nel tempo e nello spazio e un fortissimo appeal sessuale per le sue vittime femminili. ([[Terence Fisher]])
*Il Conte, che si aggira di notte e dorme di giorno, parla alle ansie più intime, alle sessualità represse, a un mondo sotterraneo di sé segreti. Questo nobile luciferino è più stimolante degli innocenti che brama e, in un certo senso, il Conte stesso è una specie di teatro, nel quale sono messe in scena le nevrosi della sua era. ([[Joseph O'Connor]])
*Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare [...]. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. ([[Zoë Bleu]])
*Il suo morso è un bacio sensuale e allo stesso tempo efferato. ([[Asia Argento]])
*In quella sua prima apparizione Dracula somiglia molto al "gran personaggio" di cui parla [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] (ed entrambi ricordano il Diavolo), soprattutto nei particolari degli "occhi accesi" e del "labbro atteggiato di minaccia". [...] Anche il palazzo del "gran personaggio" può ricordare il castello di Dracula, oltre che certe architetture delle ''Mille e una notte'', soprattutto per la presenza delle "fantasime" [...]: le evanescenti e lunari mogli di Dracula. [...] E se si considera il vampirismo come una figura del male nel suo aspetto contagioso, la fuga di Harker equivale al rifiuto del protagonista del racconto manzoniano di diventare un untore. ([[Renato Giovannoli]])
*In realtà il conte Dracula – come [[Giacomo Casanova|Casanova]] e [[Dongiovanni]], come [[Marchese de Sade|Sade]] e [[Restif de la Bretonne]] – dovrebbe essere collocato nell'immaginario dell'amore prima che in quello dell'orrore. Con l'aggiunta di una sottolineatura crudele che, lungi dal rappresentare un limite, rientra per acquisizione non soltanto letteraria – ma di comune prassi erotica – tra le componenti essenziali della ritualità libertina.<br>Il [[bacio]] del [[vampiro]] è il [[morso]] dell'amante. ([[Franco Cuomo]])
*Molte ragazze sono attratte da Dracula perché desiderano lo stesso tipo di amore e devozione totali. ([[Zoë Bleu]])
*Ogni epoca ha il suo specifico terrore, figlio delle proprie esperienze. Per essere precisi, sembra che il vero successo di un'icona horror stia nel suo intercettare a mezza strada due diversi terrori, il primo chiuso nell'armadio dell'autore, e il secondo in quello dei lettori. Prendete l'esempio del conte Dracula: è noto che Bram Stoker scrisse il romanzo dopo aver trascorso un'infanzia da allettato, fra medici che scuotevano la testa e genitori rassegnati al peggio, per cui l'immagine di quel vampiro rialzatosi dalla bara altro non era che un rivivere il terrore di quel calvario. Fin qui il trauma dell'autore. Ma poi? Poteva bastare questo a fare di Vlad III di Valacchia un caposaldo del terrore moderno? Nossignore. Ciò che rese Dracula uno spauracchio collettivo fu il fatto che Stoker gli conferì ad arte tutte le caratteristiche dell'ignoto straniero trapiantato sul suolo britannico: il conte assetato di sangue venne trasformato in uno slavo antioccidentale, anticristiano, antitecnologico, antirazionale, ovvero in un formidabile ricettacolo di tutto ciò che i lettori inglesi potevano concepire come una minaccia alla loro identità. ([[Stefano Massini]])
*Per me, in termini di personaggi iconici dell'horror, il numero uno è Dracula/Nosferatu. ([[Bill Skarsgård]])
*Secondo le mie letture giovanili Dracula era il diavolo, l'angelo caduto, il che significa che potenzialmente aveva in sé il bene e il male. ([[Francis Ford Coppola]])
*Si vede che anche al cinema non muore mai, la sua eterna dannazione si riproduce nei film, nell’immaginario delle persone è condannato all’eternità. ([[Matilda De Angelis]])
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore" [...]. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. ([[Matilda De Angelis]])
====[[Vittorino Andreoli]]====
*Occorre avere ora il coraggio di dire che il conte giunge persino a intenerire, a fare pena. In fondo non è il mostro dalla forza sovrumana e incontrastabile, uno di quelli che si presentano sugli schermi della stupidità di oggi. Dracula è pur sempre un uomo, lo è stato mentre era in vita, nel senso storico del termine; era un eroe, uno che ha salvato il proprio popolo dai Turchi e a quel tempo dire turco richiamava alla mente il male e la violenza estrema. Un personaggio morto eppur pieno di bisogni: di giorno deve ritornare dentro una bara nascosto nella terra del cimitero in cui è stato sepolto, tanto da doversela portare sempre con sé. È terrorizzato dal bene o dai segnali del bene; i crocifissi d'argento, le particole consacrate che il professor Van Helsing usa come proprie armi di difesa. È un mostro che ha paura e che può essere vinto, tant'è che questa è la conclusione della storia.
*Il sangue è vita, senza sangue si è sfiniti, prossimi alla fine: dopo aver succhiato sangue Dracula ha forza e diventa persino giovane. Senza non può vivere tra i morti. Anche nel tempo presente sono infiniti i riferimenti a questa simbologia e assumono espressioni religiose: Cristo trasforma il pane in corpo e sangue del Signore e così dà la vita agli uomini. Lo trasforma in sangue perché il corpo senza sangue non vive. Del resto, quando muore sulla Croce, dà tutto il suo sangue, tanto che l'evangelista nota: dal costato usciva acqua. Aveva dato tutto.
*Il succhiare è il gesto della vita, la modalità con cui il neonato vive. Si attacca al seno e lo divora. Dalla madre passa la vita al bambino che così la succhia. Rimane un gesto pieno di fascino e nei giochi erotici dell'adulto il succhiare ha un ruolo importante: ancora una volta un simbolo di forza vitale. Dracula non ha nulla della aggressività orale di chi mangia, anzi egli non mangia mai, succhia soltanto. E in questo si è fermato al gesto della vita neonatale, il movimento primario per eccellenza: se il bambino non sapesse succhiare morirebbe.
*Tra le metamorfosi possibili a Dracula, la più significativa, tanto da diventare quella nota a tutti, è in un uccello, un pipistrello. La simbologia dell'uccello è sconfinata ed è anch'essa parte della vita. Il pene è popolarmente chiamato uccello: proprio perché si eleva e in quel volo dà la vita, il seme. Il pipistrello è un essere strano, potremmo dire perverso: sia perché appartiene ai mammiferi e non alla specie degli uccelli, sia perché è notturno e nella notte diventa un uccello del peccato, del proibito. Ha inoltre le caratteristiche di attirare e di divenire repellente. Di giorno poi non ha vita e rimane appeso, molle, in una caverna, mentre con il buio rinasce e cerca continuamente in quel volo inarrestabile la propria preda. Il sangue richiama dunque l'uccello-pene ed è suggestiva l'immagine del «battesimo di sangue» con la signora Mina attaccata al petto di Dracula, in una posizione che richiama la fellatio.
====[[Dario Argento]]====
*{{NDR|Sul suo Dracula preferito}} Dai, [[Bela Lugosi]] decisamente no. Lui era troppo grasso! Mi piacevano i film della [[Hammer Film Productions|Hammer]] con [[Christopher Lee]]. Lui sì che era selvaggio e spaventoso. Ricordo che ero molto giovane e che il suo Dracula mi spaventò parecchio. Io volevo cambiare la visione di Dracula e non mi interessava fare come Coppola. Forse volevo un Dracula più espressionista.
*Dracula ha una ferocia inaudita, tuttavia nasconde un lato molto romantico. Il suo amore per Mina è folle e puro. Animalesco, direi. E lo porterà alla rovina. Oltre che all'aglio, lui è vulnerabile al fascino delle famiglie.
*È un essere camaleontico. Secondo il mito, si trasforma solo in lupo o pipistrello. Io ho pensato che poteva assumere le sembianze di altri animali e insetti giganteschi: un topo, una cavalletta, uno scarafaggio... Inoltre, ha rapporti carnali con uomini e donne, ma questa non è una novità: nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi.
*Mi ha affascinato molto la storia di amore e morte che aleggia sul personaggio. Poi mi interessavano molto le sue trasformazioni, quando prende le sembianze di animali e altre creature. Un aspetto che in pochi hanno esplorato.
====[[Alessandro Baricco]]====
*Da Don Giovanni non divorzi. E Dracula non lo curi. Il piccolo armamentario dei medicamenti borghesi non può nulla contro quel tipo di desiderio. Vuoi salvarti? Allora inizia ad abituarti a un mondo in cui nemmeno i confini tra vita e morte sono certi, e la tua fidanzata, morta, la notte va in cerca di bambini da prosciugare, e tuo padre, morto, torna ogni tanto a punire i tuoi amanti. Non piace, quel mondo? Peccato, è l'unico che c'è.
*Difficile immaginare un personaggio che meglio di Dracula prenda su di sé, e traduca in carne e parole, il terrore. Non c'è nulla che, in lui, non sia terrore cristallizzato in gesto, immagine, parola, odore, tempo, colore. L'artigiano che era in Stoker lavorò da dio. Senza trascurare il minimo dettaglio. Se c'era un modo per dire che un mondo senza centro è un campo da gioco terrorizzante, Dracula lo disse. E quel vampiro è, simultaneamente, l'enunciazione di un teorema e la sua dimostrazione. Il che può aiutare a capire come si sia impigliato, una volta per sempre, nella fantasia collettiva.
*Una cosa curiosa di ''Dracula'' è che Dracula vi compare pochissimo. Di persona, intendo dire (se si può usare l'espressione di persona parlando di un vampiro). Riassumendo, lui compare in carne e ossa (idem) nella prima parte del romanzo, quando Jonathan Harker gli rende visita in Transilvania. Poi, si può dire che scompaia. Le sue apparizioni sono poco più che bagliori: un cane che scende da una nave, un pipistrello che sbatte contro un vetro, una nebbia che scivola sotto le porte. Di rado compare in fattezze umane, e quando lo fa è sempre per pochi istanti, subito ingoiato dal buio, dalla folla, dalla nebbia: sulla collina di Whitby, con Lucy; una volta per strada, in mezzo alla gente; stretto a Mina in un lampo che acceca i testimoni; e poi il tempo di una breve invettiva, prima di scappare, quando gli inseguitori lo attirano in una stanza dove non riusciranno a prenderlo. Anche la sua voce, così pedante e rigogliosa durante la visita di Jonathan, sparisce nel polverone delle parole altrui: il virgolettato di Dracula, per quattro quinti del romanzo, si riassume in una paginetta di frasi neanche tanto memorabili. Considerato quanto parlano gli altri, lui praticamente tace. La cosa è curiosa perché, al contrario, tutto il romanzo è ossessivamente posseduto, senza eccezioni, dalla sua figura. Non c'è nulla, in Dracula, che sia lì per una qualche sua energia autonoma: tutto esiste perché esiste Dracula. Lui è la luce che ritaglia via gli altri dall'indistinta oscurità del semplicemente esistente. Tutto diventa racconto se incontra lui, e nulla che non incontri lui diventa racconto.
====[[Carlo Della Corte]]====
*Dracula conta molto più del suo autore. Nel migliore dei casi, per costui, è la sua proiezione pantografata. Altrimenti un personaggio d'estro, di quelli che nascono dopo una micidiale sbronza in un pub.
*Magari lo Stoker detestava la monarchia e i nobili in genere e cercò di caricare un conte dei più perfidi e goffi misfatti. Fu così? Non lo sapremo mai.
*Stoker, come tutti gli scrittori di un qualche talento, aggiunse al suo cocktail uno spruzzo di particolare veleno. Tanto che, ancor oggi, questo bastardissimo Dracula funziona. Sul piano fumettistico e cinematografico, d'accordo. Ma anche psicologicamente. È diventato un modello, un maestro di ciò che non si deve essere (il ''«ciò che non siamo ciò che non vogliamo»'' di Montale?).
====[[Claudia Durastanti]]====
*Di tutti i protagonisti delle storie dell'orrore, le fiabe macabre e i romanzi gotici che mi tenevano sveglia la notte, Dracula era quello più simile a un supereroe. Come tutti i supereroi dei fumetti più interessanti, invece di essere orgoglioso del suo potere – la capacità di vivere per sempre (quantomeno tenendosi lontano da paletti di frassino e spicchi di aglio) –, Dracula arrivava quasi a odiare il suo talento speciale e attraversava la sua condizione con malinconia, da aristocratico solitario e triste.
*Dracula ama fare conversazione: sono la cultura e la lettura a renderlo quasi umano. Non ha la furia rozza del lupo mannaro, né la monotonia del diavolo. Grazie a Stoker, il Conte ci insegna che siamo destinati a diventare vampiri ogni volta che ci affezioniamo a qualcuno, e ci ricorda che quando leggiamo un libro, di fatto succhiamo il sangue dalle parole per diventare immortali. A metterla così, è difficile stabilire cosa ci rende davvero diversi da questo supereroe inconsolabile.
*Dracula ci parla, ci irretisce, ci imprigiona, ma sempre con l'idea che quel che vuole non sia tanto il nostro sangue quanto la nostra compagnia.
*Leggendo la sua storia, si capisce bene che il suo vero potere (la sua vera condanna) è desiderare gli altri, non vivere per sempre.
====[[Ernesto Ferrero]]====
*Come la [[Mostro di Frankenstein|Creatura]] del [[Victor Frankenstein|dottor Frankenstein]], è un ibrido nato in laboratorio, dopo una notte d'incubo (pare che Stoker avesse fatto indigestione di una zuppa di gamberi all'ungherese). I Carpazi non c'entrano, con buona pace di [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e dei romeni, che hanno cercato di trasformare il conte in attrazione turistica: resta un personaggio rigorosamente e inconfondibilmente ''made in England'', come il whisky, il tweed, le pipe Dunhill e tutte le buone cose che si comperano da Harrod's.
*Come un eroe di Bataille, Dracula non fa che anticipare un'equazione quella tra [[Eros]] e [[Tanato|Thanatos]], che nel Novecento sarebbe diventata ovvia; porta alle estreme conseguenze la violenza che è implicita nell'erotismo, e ci obbliga a riconoscere – come i libertini filosofi di [[Marchese de Sade|Sade]] – che i vertici del piacere coincidono con i rituali della violazione.
*Dracula attende ancora il suo [[Michel Foucault|Foucault]] o il suo [[Roland Barthes|Barthes]], e continua a funzionare come un trovarobato di effettacci per sceneggiatori a corto di idee.
*Le misure che i «buoni» prendono contro Dracula e i suoi adepti portano sul piano simbolico i violenti sistemi della psichiatria ufficiale, lanciata a «razionalizzare» il sistema manicomiale: paletti nel cuore, taglio della testa e aglio in bocca. Avesse potuto, il dottor [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]] avrebbe sottoposto volentieri quel paranoico patetico e disperato che è il vampiro all'elettroshock. Tutto gli sarebbe passato per la mente, meno che andarsi a leggere un'operetta uscita quasi insieme alla storia di Dracula: ''L'interpretazione dei sogni'', opera di un giovane e ambizioso collega ebreo che lavorava a Vienna.
*Lungi dall'incutere orrore, il conte vampiro incarna il personaggio patetico e disperato di un ''«deviante»'' abbastanza innocuo, la cui unica cattiveria consiste nell'approfittare della distratta disponibilità di vittime che vogliono essere tali. Il vero orrore sta dall'altra parte, nell'ipocrisia degli inibiti, negli psichiatri che maneggiano l'aglio, il paletto e il crocifisso.
*Personaggio umbratile e complesso, Dracula è figlio della repressione vittoriana e della presunzione positivista, il simbolo in cui si intrecciano [[Eros]] e [[Thanatos]], Trasgressione e Controllo Sociale, Libido e Sublimazione, Immortalità e Necrofilia, Desiderio e Paura, Scientismo e Irrazionalità.
*[[Vlad III di Valacchia|Vlad l'Impalatore]] è un macellaio sadico, Dracula è un artista. A fine millenio, è lui a dirci che la Letteratura è ancora una cosa seria anche quando sembra voglia soltanto divertire.
====[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]====
*Dracula ci insegna a confrontarci con una teoria che conosciamo per esperienza, ma spesso non vogliamo ammettere, cioè raramente le cose sono ciò che sembrano. Sappiamo che Dracula rappresenta ciò che Freud chiamava arcano, ciò che avrebbe dovuto rimanere nascosto ma alla fine viene in superficie. C'è qualcosa in Dracula il vampiro che risulta al contempo alieno e familiare e che tentiamo di non riconoscere, perché vediamo sempre la nostra immagine riflessa in uno specchio, ma non possiamo vedere quella dei vampiri. Ecco perché, dopo tutte le nostre ricerche, ci siamo persuasi del fatto che fino a quando gli umani non avranno scoperto sia il segreto dell'immortalità fisica sia quello dell'eterna giovinezza, il mistero di Dracula continuerà a sopravvivere.
*Dracula è un solitario, mentre i suoi nemici riescono a vincerlo solo se si alleano. Il messaggio è chiaro: se si uniscono le forze della comunità e la buona volontà, si può sconfiggere il male.
*Stoker sapeva ciò che un suo contemporaneo, [[Sigmund Freud]], stava iniziando a scoprire, cioè che raramente le cose sono ciò che sembrano. Il conte Dracula sembra un gentiluomo ma in realtà è un predatore.
====[[Jesús Franco]]====
*Amo Dracula, è un personaggio straordinario, uno dei più potenti della letteratura e considero il romanzo un capolavoro.
*È molto più profondo {{NDR|di [[Victor Frankenstein]]}}, possiede una qualità letteraria altissima.
*Non si può spiegare Dracula a ogni film, è là una volta per tutte, pieno di violenza. Spiegare è una perdita di tempo e una stronzata.
====[[Fabio Giovannini]]====
*Dracula è un falso aristocratico: nessun servitore, infatti, gli facilita la vita (o la non-vita) al castello. Non ha attorno a sé nemmeno il chiasso conviviale ed orgiastico di un signore feudale: il suo maniero è tetro, e lui stesso non tocca mai cibo.
*Dracula è un libertino. Si sceglie molte donne e se ne nutre. Ma non riesce mai ad essere maschilista quanto il suo nemico Van Helsing.
*Dracula è un ottimo turista. Sceglie con cura il nome delle navi con cui salpare. Per arrivare a Londra usa la «Demeter», che ricorda la suocera del dio degli Inferi, Demetra (che è anche simbolo di fertilità, e Dracula è una sfida alla procreazione ma è anche propagatore di vampiri). Per tornare in patria, invece, sceglie la «Czarina Caterina», il cui nome coincide con la zarina forse più immorale e dissoluta di tutta la storia russa.
*[[Bela Lugosi|Lugosi]] è il caso limite, ma Dracula è sempre una maschera maligna, una volta appiccicata sul viso non è più possibile staccarla. Lo stesso destino è accaduto a [[Christopher Lee]], in parte a [[Klaus Kinski]] e a [[Frank Langella]]. Gli interpreti del vampiro diventano tutt'uno con lui e difficilmente si liberano della sua presenza.
*Qualcuno ha visto nel Dracula di Stoker un'influenza diretta delle teorie di [[Cesare Lombroso|Lombroso]] (del resto citate dallo stesso Stoker), ma l'ipotesi è di difficile dimostrazione. Se è vero che Lombroso e la sua scuola ci informano che «riguardo ai denti, si incontrano negli assassini i canini molto sviluppati», è anche vero che Dracula fa bella mostra di una fronte spaziosa e alta, negata ai criminali dai lombrosiani e attribuita viceversa ai geni. Dove il vampiro spezza di più le categorie dei delinquenti di Lombroso, [[Enrico Ferri (criminologo)|Ferri]], [[Raffaele Garofalo|Garofalo]] e altri fisionomi, è negli occhi, mai sfavillanti in un criminale secondo le «regole» di quella fisiognoica.
====[[Christopher Lee]]====
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|Christopher Lee interpretando Dracula in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Alla fine credo che Dracula sia un vero anti eroe, dotato di una grande forza che spesso non sa controllare e questo dà delle difficili responsabilità per l'interprete. Non è infatti semplice rendere credibile un personaggio come Dracula che la gente guarda per un'ora e mezza sapendo di dover accettare qualcosa che non accadrà mai nella vita reale.
*Dracula continua a perseguitarmi. Pazienza. Una cosa però la devo volentieri a quel tenebroso conte: mi ha insegnato nella realtà e nella finzione a camminare in equilibrio tra dramma e ironia.
*Dracula rappresenta solo un momento della mia carriera nella quale ho girato oltre 300 film. Sono fiero di quel ruolo ma non voglio morire come Bela Lugosi, legato esclusivamente a un personaggio, a un film. Personalmente credo di aver dato molto al personaggio, accentuando l'aspetto erotico che, precedentemente, era stato quasi del tutto ignorato.
*Ieri un giornale ha scritto che io avrei interpretato Dracula 11 volte, un altro ha scritto che avrei interpretato una parodia di quel ruolo: non è assolutamente vero! Spesso i giornalisti non si informano e questo mi da fastidio. Comunque non capisco perché la gente ancora continui ad identificarmi con quel personaggio...
*Io credo che, sullo schermo, Dracula non sia mai stato realizzato bene. Del resto, ci sono attori e registi che non hanno nemmeno letto il libro di Stoker. Però io sono stato più fortunato di altri miei colleghi, perché ho potuto conoscere la nipote e il bisnipote di Stoker.
*Non ho mai interpretato il personaggio correttamente, nessuno lo ha mai fatto... [...] Nemmeno la versione di Coppola rispetta il libro, presentando Dracula esattamente come viene descritto nel romanzo. Nel film che ho interpretato diretto da [[Jesús Franco|Jess Franco]] ci siamo andati vicino, perlomeno da un punto di vista iconografico, però il film non è un granché.
*Quando accettai la parte ero determinato a non vedere quanto fatto precedentemente da altri attori, Lugosi in particolare. Non volevo fare le cose che aveva fatto e pensavo che nel profondo della Transilvania un vampiro in smoking fosse ridicolo. Così non ho mai copiato Lugosi. Cercai di entrare nella parte leggendo il libro di Stoker, studiando la sceneggiatura ed elaborando una mia visione del personaggio. Per prima cosa stabilii che, essendo un nobile, doveva avere una presenza regale, impressionante nel fisico. Allo stesso tempo, doveva conservare negli occhi uno sguardo triste come un uomo prigioniero della propria vita che prova una sorta di disperazione che diventa una luce di pace nel momento in cui muore. Insomma, un carattere con molti aspetti diversi da far coincidere: molto pericoloso, fiero, forte oltre le capacità umane, irresistibile per le donne, rispettato dagli uomini che, in fondo, vorrebbero essere come lui.
*Uno della tv inglese mi ha chiesto chi vincerebbe tra Dracula e [[Saruman]]. L'ho guardato a lungo in silenzio: spero di averlo spaventato a morte.
====[[Luigi Lunari]]====
*Le cronache parlano di un [[Vlad II Dracul]]a, principe di Valacchia, che intorno al 1430 si distinse nella lotta contro i turchi, e di suo figlio [[Vlad III di Valacchia|Vlad III Dracula l'Impalatore]], che in sei anni di regno, tra il 1456 e il 1462, avrebbe ucciso tra i quaranta e i centomila cristiani, più un congruo numero di nemici turchi, con il prediletto metodo dell'impalamento. Nessuno dei due è compatibile quanto Stoker fa narrare dal Conte nel terzo capitolo del romanzo: in particolare sorprende che – eventualmente – egli non abbia pensato alle ghiotte occasioni di orrore che i gusti di Vlad Tepes (l'Impalatore) gli mettevano a disposizione. D'altronde, la componente orrorifica del suo Conte si esercita su tutt'altro piano da quello dell'impalamento e non è poi da escludere l'idea che un eccesso di orrore potesse risultare controproducente nei riguardi del lettore vittoriano. La conclusione sotto questo profilo è che il ''Dracula'' di Stoker non abbia assolutamente nulla a che fare con la storia dei vari Vlad – al di là della suggestione esercitata dal nome – e che l'autore abbia fatto un po' di confusione in proposito. Più concretamente, tra i motivi ispiratori del suo personaggio, è certo – per sua esplicita dichiarazione – che vi fosse anche lo stesso [[Henry Irving]], d'aspetto fisico non incompatibile con il Vampiro transilvano.
*Non è chiaro [...] perché il Conte tenga tanto a recarsi a Londra, e perché trattenga Harker nel proprio castello per quasi due mesi, dandogli così tempo e modo di scoprire ogni verità sul suo conto; e perché poi faccia oggetto delle sue libidini Mina Murray, la sola donna in Inghilterra (e nel mondo) che attraverso il diario di suo marito Jonathan sa tutto di lui. Ma se credibilità e verosomiglianza devono essere elementi di giudizio, come potremmo non bocciare Corneille e Alfieri, con gli inverecondi assurdi generati dal rispetto delle tre unità aristoteliche?
*Per ricco che sia il passato, e fin troppo ricco il futuro (in tutto lo sbizzarrirsi sulle pagine, sulle scene, sul grande e piccolo schermo...) l'immagine di Dracula è – per sempre – quella che Stoker ci ha consegnato; e la storia è quella che lui ci ha raccontato. In questo lavoro di riassunto e di messa a fuoco, Stoker pesca – se così si può dire – da quanto il passato gli ha messo a disposizione: del folclore conserva il potere scongiurante dell'aglio e il valore salvifico della decapitazione; tra le tecniche dissanguanti trascura il morso sul seno per adottare quello sul collo; fra le trasformazioni del mostro privilegia il lupo e il pipistrello; giustamente ignora come non congrua l'idea che il vizioso maligno rechi con sé la peste; dalla letteratura prende l'idea della raffinatezza e della cultura del protagonista, dalla storia raccoglie la misteriosa e inquietante origine dello stesso, e la sua ambientazione nell'inimitabile scenario della Transilvania.
====[[Jack Palance]]====
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|Jack Palance interpretando Dracula ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Credo che il fascino di personaggi come Dracula e altri di quel genere sia lo stupore che provocano: cosa potrebbe essere stato, come è stato? Questo è diverso, questo è un altro mondo. È davvero esistito? Potrei arrivare a farne parte per un periodo senza farmi del male o avere fatto del male?
*Credo che sia l'unico personaggio che abbia mai interpretato a farmi paura.
*È un personaggio piuttosto suggestivo. Lo è sempre stato e lo è ancora adesso. Quindi che piaccia al pubblico non sorprende affatto.
*Non l'ho mai considerato un personaggio cattivo. Qualcuno mi ha detto che è il personaggio più cattivo che abbia mai interpretato, ma per me accetto quell'opinione ma di certo non direi la stessa cosa. Dracula, secondo me, non era più cattivo di un uomo qualsiasi. Era una persona intrappolata in una situazione. "Cattivo" è un termine che gli è stato dato dagli altri. So che se [...] viene fatta quella domanda a Dracula, ovviamente ti direbbe che non c'era niente di cattivo in lui. Faceva quello che secondo lui era giusto.
====[[Tommaso Pincio]]====
*Dracula non è vivo ma neppure morto. La definizione di «non-morto», confezionata dalla letteratura gotica, gli calza a pennello. Ciò non significa però che quella di «non-vivo» risulterebbe inappropriata. Tutto considerato, sarebbe più giusto chiamarlo «non-qualsiasi cosa», giacché il suo potere insidioso è per l'appunto quello di riuscire a diventare qualsiasi cosa senza mai esserlo davvero, che è poi quel che fanno gli specchi: riflettere tutto fuorché se stessi. Lo dimostrano proprio le manipolazioni e i fraintendimenti che hanno fatto la fortuna del romanzo di Stoker. Perché contemplando uno specchio è facile confondere questo con il riflesso, e ancor più lo è dimenticare che il riflesso non è mai la copia esatta delle cose ma la loro immagine inversa. È facile cioè dimenticare che il riflesso non è la pedissequa restituzione delle nostre sembianze, bensì un bagliore oscuro del nostro profondo, del nostro lato segreto, delle cose che non osiamo confidare a nessuno. Per quanto, sono proprio le cose di noi che gli altri ignorano a renderci ciò che davvero siamo: discendenti poi non così lontani del conte Dracula.
*Il conte si trasferisce a Londra per trovare «sangue nuovo». Evita tuttavia lo scontro aperto, poiché dispone di un formidabile cavallo di Troia. Può infettare le donne. Il suo morso è come un perverso bacio a una bella addormentata. Risveglia pulsioni che l'ordinata società inglese aveva tenuto sopite e sotto controllo e, risvegliandole, sonvolge gli equilibri: fortifica il sesso debole e indebolisce quello forte. Riassunto in questi termini sembra quasi un racconto di fantascienza, un<nowiki>'</nowiki>''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'' di fine Ottocento.
*Oltre a essere noto a chiunque, Dracula è divenuto sinonimo di vampiro, se non il vampiro massimo, il capostipite dell'intera genia dei succhiatori di sangue. Quanto a Bram Stoker, invece, in pochi sanno chi sia e gran parte dei pochi lo conosce quale autore di quell'unico libro. Tale è stata l'affermazione di Dracula che in molti hanno finito per considerarlo alla stregua di una figura storica, negando di fatto a Stoker il merito dell'invenzione letteraria.
====[[Francesco Saba Sardi]]====
*Dracula è, in fin dei conti, il ponte tra l'orripilante romantico e il ''thrilling'' moderno. Alla soglia d'un secolo di "meraviglie possibili", che già si prospettava la conquista degli astri e l'apocalisse, nel secolo dei colonialismi e che preparava le "grandi guerre", il secolo dell'industrializzazione forzata e della mobilitazione generale, e in cui la Spiegazione dominava sovrana, Dracula era un'invenzione addirittura ovvia. Il Male c'è? E dunque, diamogli una fisionomia, cartografiamolo, narriamone le avventure, rendiamole logiche pur lasciando loro, com'è ovvio, quello che si suppone essere il proprio del romanzesco, il residuo indecomponibile del Mistero. Dracula diviene così una "storia ddel caso", i cui referenti sono la criminalità e la pazzia. Il ''fin de siècle'' vede all'opera scienziati decisi a tutto sondare, a non lasciare nessuna terra ingognita inesplorata, strati profondi della psiche o deserti polari che siano. È un'epoca che gli enigmi li smonta e fa a pezzi come giocattoli, dimostrandone l'inconsistenza e indicando come venirne a capo grazie alle ricette, accessibili a tutti, contenute nei grandi repertori del Sapere. È un'epoca scientifica.
*Le caratteristiche fisiche del Vampiro non sono desunte direttamente dalla letteratura; o, per meglio dire, letteratura orale e scritta avevano, da secoli, fissato e imposto la fisionomia del vampiro, passandola in retaggio al teatro, ai testi "scientifici", compresi quelli di psichiatria ottocentesca (nei quali i casi di "vampirismo" sono frequentissimi), ai manuali religioso-penitenziali. Stoker ha tracciato un "ritratto dal vero", come del resto imponevano le norme, allora vigenti, del realismo, le quali trascuravano il fatto che la maniera di vedere il mondo è in larga misura culturale; in altre parole, Stoker ha copiato un modello in carne e ossa, sì, ma prefabbricato dalla letteratura e da una tradizione a sua volta condizionata da quella. Il modello si chiamava [[Henry Irving]], era suo grande amico, faceva l'attore, era dotato di voce "sibilante e terribile" e si era specializzato nella versione per le scene di ''Frankenstein''.
*Lui è un relitto feudale che studia l'inglese, preparandosi programmaticamente all'invasione dell'Occidente; ha addirittura interessi politici o per lo meno il desiderio di comprovare che i ''voivoda'', incarnazione dell'autocrazia medioevale, non sono affatto defunti (non del tutto). È un diavolaccio transilvano concretissimo – e del resto, tutto ciò che non è "civile", cioè moderno e occidentale, è per definizione diabolico –, insomma un demonio di impronta cattolica, corposo, tardobarocco più che neogotico, e non mosso da oscuri istinti, da forze che lo trascendono. È anzi una "mente criminale" in pieno sviluppo, un delinquente "nato" alla Lombroso, e Stoker-van Helsing espressamente lo definisce tale, anche se conserva, di tempi "men leggiardi e più feroci", il soffio della leggenda, lo stregonesco, l'oscuro, il misterico. Non per niente è di cultura germanica, un feudatario dell'impero asburgico, deciso, al pari dei signori della corte di Vienna o di Berlino, a inserire il feudalesimo nel sistema moderno, a sposare castello e fabbrica.
*Siamo purtroppo abitatori d'un astro divenuto terribile e figli d'un secolo che ha inventato e imposto psichiatria, psicoanalisi, sociologia e altre presunte "scienze dell'uomo". E la simpatia per il malvagio presuppone pur sempre la scissione tra Bene e Male, la scelta per l'uno o per l'altro campo equivalendo a quella tra potere a contropotere: il Conte Vampiro e i suoi predecessori ed epigoni sono gli sconvolgitori del codice, i devianti dalle formule; e si suppone che come tali abbiano, in fin dei conti, una funzione benefica: servono a contestare, svecchiare, rinnovare, richiamare alle "altre dimensioni". Dracula, voglio dire, non è un dio Briccone, non è un Reineke Fuchse, ma è uno che insegna e ammonisce ''a contrario'': è la faccia del peccato, additata a esempio con un procedimento che il Romanticismo ha introdotto e che è consistito, puramente e semplicemente, nel ribaltare il Libertino settecentesco e la sua filosofia. In fin dei conti, ''absit iniuria verbo'', Dracula è figlio delle ''Liaisons dangereuses''.
====[[Flavio Santi]]====
*Devo confessare che a me lo stesso Dracula fa molta simpatia: in fondo è un reietto, condannato a una vita d'inferno che forse non ha scelto del tutto, lui era un antico difensore della cristianità.
*Diciamocelo. Senza il cinema che l'ha subito adottato (Murnau non poté utilizzare il titolo ''Dracula'' per questioni di diritto d'autore), Dracula – e con lui Frankenstein – avrebbero fatto la fine di Melmoth, grandissimo romanzo gotico, che ho avuto la fortuna di tradurre (è stato appena ristampato da Neri Pozza), figura amatissima per tutto l'Ottocento e il Novecento (lo adoravano Puskin, Balzac, Nabokov, da noi Manganelli), ma senza versioni filmiche è rimasto relegato agli appassionati del genere, e basta.
*Dracula appartiene alla Natura proprio come i ciliegi in fiore. Agli occhi della Natura anch'egli ha diritto di esistere – per quanto violentemente e forse (per noi) incomprensibilmente. Forse dovremmo imparare a convivere con Dracula, chissà...
*Dracula è lo straniero che vuole integrarsi? Anche. Oggi con il [[Pandemia di COVID-19|Covid]] diventa anche metafora del contagio. Perché no? Insomma, quello che voglio dire è che il livello di stratificazione dei significati è impressionante.
*Dracula stesso è una sorta di avveduto investitore immobiliare – sospetto che giochi anche in Borsa, come il diavolo nel racconto di Balzac, ''Melmoth riconciliato''.
====[[Dacre Stoker]]====
*L'immaginario vampiro chiamato Conte Dracula è universale perché è stato basato in origine sulla mitologia del tempo e sulle superstizioni che poi erano parte di quasi ogni cultura nel mondo. Questo immaginario basato sulla realtà è il motivo per cui le persone possono in qualche modo identificarsi con l'idea della possibilità che i vampiri esistano.
*Nel romanzo Dracula di Bram, il Conte è presente solo per circa il 30% della storia, ma i lettori sono molto consapevoli della sua presenza al 100% del tempo.
*Penso che ci siano stati molti attori che hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretazione di Dracula, tutti sono un pò diversi, il Signor [[Christopher Lee]], [[Bela Lugosi]], [[Frank Langella]] e [[Gary Oldman]] sono al top della mia lista.
==Film==
*''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)
*[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]
:*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
:*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
:*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
:*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
:*''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'' (1974)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il demone nero]]'' (1974)
*''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]'' (1974)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979)
*''[[Fracchia contro Dracula]]'' (1985)
*''[[Scuola di mostri]]'' (1987)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[Dracula: morto e contento]]'' (1995)
*''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000)
*''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004)
*''[[Dracula 3D]]'' (2012)
*''[[Hotel Transylvania]]'' (2012)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Conte Orlok]]
*[[Vampiro]]
*[[Vlad III di Valacchia]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Dracula, Conte}}
[[Categoria:Cattivi]]
[[Categoria:Personaggi legati a un'antonomasia]]
[[Categoria:Personaggi di Dracula]]
[[Categoria:Personaggi teatrali]]
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Peste nera
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Citazioni sulla '''peste nera''', pandemia del XIV secolo.
*Il calo dell'attività economica, il colossale decremento della popolazione in seguito alla Grande Peste del 1348-49 (intesa dai contemporanei come la manifestazione dell'ira divina per i peccati degli uomini) costituiscono la fonte di una seria crisi psicologico-sociale e morale che colpì anche il ceto mercantile. La morte diventa una vicina conoscente e una permanente minaccia. ([[Aron Jakovlevič Gurevič]])
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
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*Il calo dell'attività economica, il colossale decremento della popolazione in seguito alla Grande Peste del 1348-49 (intesa dai contemporanei come la manifestazione dell'ira divina per i peccati degli uomini) costituiscono la fonte di una seria crisi psicologico-sociale e morale che colpì anche il ceto mercantile. La morte diventa una vicina conoscente e una permanente minaccia. ([[Aron Jakovlevič Gurevič]])
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
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*Il calo dell'attività economica, il colossale decremento della popolazione in seguito alla Grande Peste del 1348-49 (intesa dai contemporanei come la manifestazione dell'ira divina per i peccati degli uomini) costituiscono la fonte di una seria crisi psicologico-sociale e morale che colpì anche il ceto mercantile. La morte diventa una vicina conoscente e una permanente minaccia. ([[Aron Jakovlevič Gurevič]])
*La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecento milioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. (''[[Dracula - L'amore perduto]]'')
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Matilda De Angelis
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[[File:Matilda De Angelis-7948.jpg|thumb|Matilda De Angelis nel 2025]]
'''Matilda De Angelis''' (1995 – vivente) attrice italiana.
==Citazioni di Matilda De Angelis==
*Che si tratti dei miei occhi, della mia bocca, dei miei seni o della mia vagina, il mio [[corpo]] è solo un altro strumento per esprimermi.
:''Whether it's my eyes, or my mouth, or my boobs or my vagina, my body is just another tool to express myself''.<ref name="Jacobs">Citato in Thea Jacobs, ''[https://www.thesun.co.uk/tvandshowbiz/13347397/sexy-star-undoing-matilda-elena-alves-bo/ The Undoing star Matilda De Angelis was scouted on Facebook and says nudity can be a 'powerful' acting tool]'', ''thesun.co.uk'', 1º dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Dal messaggio sulla [[Body positive|body positivity]] che accompagna il post Instagram in cui mostra il proprio volto "mangiato dall'acne"}} Ci sono cose che non si possono controllare e quest'anno ce l'ha insegnato bene. Ci sono cambiamenti che dobbiamo accettare nella nostra vita e, insieme ad essi, la percezione di noi stessi e del mondo che ci circonda. Accadono cose paradossali nella vita, no? Bene, per me essere un'attrice e lavorare con il volto mangiato dall'acne è una di queste. [...] Ci sono problemi ben più grandi nella vita, ne sono consapevole, ma volevo condividere questa piccola verità forse per sentirmi più forte, forse per accettarmi meglio. Le nostre paure ci possono paralizzare o possono diventare una grande forza, sta a noi scegliere la strada. E praticare tanta gratitudine per tutte le cose belle che ci accadono e, magari, anche per quelle brutte.<ref>Citato in
''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/16/matilde-de-angelis-e-il-messaggio-per-il-quale-bisogna-dirle-grazie-ecco-il-mio-viso-le-mie-insicurezze/6039131/ Matilde De Angelis e il messaggio per il quale bisogna dirle "grazie": «Ecco il mio viso, le mie insicurezze»]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 16 dicembre 2020.</ref>
*"Ma chi cazzo è Matilda De Angelis" è il commento che ho letto più spesso negli articoli su [[Festival di Sanremo 2021|Sanremo 2021]]. È una domanda comprensibile, assolutamente legittima, anche se mi verrebbe da dire "ma chi cazzo sei te". Ma perché quella cattiveria, quell'enfasi nel sottolinearlo? [...] Apri una pagina nell'[[internet]] e scopri che ti vengono fuori una serie di cose. Ottocento articoli su una faccia devastata dai brufoli, dall'acne. Ho avuto la bella idea di condividere la mia piccola battaglia con tutti quanti, senza pensare che il giorno dopo ci sarebbero stati 800 articoli sulla cosa [...] Poi trovi un discreto numero di articoli perché ho baciato [[Nicole Kidman]] in ''The Undoing''. Non ho mai capito se è il sensazionalismo dell'aver baciato Nicole Kidman o quella pruderie del bacio tra donne [...] Alla fine Sanremo è andato bene, ho ricevuto molti complimenti e gli stessi commenti negativi che ricevevo al liceo. Ho confermato che sono fastidiosa, saccente, che me la tiro e che ho i capelli spettinati. Sono rimasta fedele a me stessa.<ref>Da un monologo a ''Propaganda Live'', LA7, 12 marzo 2021; citato in Massimo Falcioni, ''[https://www.tvblog.it/post/propaganda-live-matilda-de-angelis-sanremo Matilda De Angelis: "A Sanremo giudicata per i vestiti. Agli uomini non hanno riservato lo stesso trattamento"]'', ''tvblog.it'', 13 marzo 2021.</ref>
*{{NDR|In riferimento al distanziamento sociale attuato per contrastare la diffusione del [[COVID-19]]}} Non importa quanti muscoli ci mettete, non importa da che parte vi inclinate, non importa chi [[bacio|bacia]] chi, non importa come, non importa dove. Importa solo che torniamo a baciarci presto.<ref>Citato in Claudia Casiraghi ''[https://www.vanityfair.it/show/tv/2021/03/03/sanremo-2021-matilda-de-angelis-monologo-bacio-testo-foto Sanremo 2021, Matilda De Angelis e l'elogio del bacio: «Importa solo che torniamo a baciarci presto»]'', ''vanityfair.it'', 3 marzo 2021.</ref>
*Non mi piace promuovere ideali che non conosco. Sarà che sono un'attrice, di natura egocentrica ed egoriferita, ma spendo parole solo su esperienze che conosco, che ho vissuto e provato sulla mia pelle. Perché penso di poterle raccontare meglio e di dare migliori consigli. Se parli sinceramente, restituisci una verità più forte.<ref>Citato in Fiamma Sanò
''[https://www.grazia.it/stile-di-vita/interviste/matilda-de-angelis-anoressia-fidanzato-youtopia Matilda De Angelis: E poi il regista ha detto «Spogliati»]'', ''grazia.it'', 1º agosto 2018.</ref>
*{{NDR|Sui suoi trascorsi di cantante e musicista}} Per cinque anni sono stata nei Rumba De Bodas, una nota band bolognese. Suonavamo per tutta Europa, scegliendo noi il tragitto dei viaggi. Ho dormito nei parcheggi degli Autogrill, per strada, a casa di sconosciuti, nei parchi con la polizia che ci veniva a svegliare.<ref>Citato in Chiara Maffioletti, ''Matilda De Angelis: «Chiedimi se sono bella»'', ''Sette'', 5 febbraio 2021.</ref>
*{{NDR|Su [[Luc Besson]]}} È un mio mito assoluto ed ero spaventata all'idea di incontrarlo. Per fortuna lo amo ancora come prima e anche di più. Mi ha promesso che mi avrebbe portata esattamente dove voleva che arrivassi e così ha fatto. Mi ha tolto la necessità di mentalizzare la scena, la responsabilità se l'è presa tutta lui. È un artista, un visionario, un onore essere una creatura della sua immaginazione, condividendo il set con attori straordinari. È stata una bella estate. Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra [[Caleb Landry Jones|Caleb]] e [[Zoë Bleu|Zoë]] ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.<ref>Citato in ''[https://cinecittanews.it/dracula-parla-francese-alla-festa-di-roma-il-film-di-luc-besson/ Dracula parla francese: alla Festa di Roma il film di Luc Besson]'', ''cinecittanews.it'', 24 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.<ref>Citato in ''[https://style.corriere.it/video/luc-besson-il-mio-dracula-dandy-coraggioso-romantico-elegante/ Luc Besson: «Il mio Dracula, dandy, coraggioso, romantico, elegante»]'', ''style.corriere.it'', 31 ottobre 2025.</ref>
{{Int|''[https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_ottobre_25/matilda-de-angelis-intervista-acne-elodie-01ee9c22-49d1-48ff-9a9f-4bd821853xlk.shtml Matilda De Angelis: «A 23 anni non uscii di casa per mesi per un'acne feroce. La lite con Elodie? Le mie frasi sono state travisate»]''|Intervista di Valerio Cappelli, ''corriere.it'', 25 ottobre 2025.}}
{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}}
*[...] questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un’attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l’unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall’altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Si vede che anche al cinema {{NDR|il [[Conte Dracula]]}} non muore mai, la sua eterna dannazione si riproduce nei film, nell’immaginario delle persone è condannato all’eternità. Ho visto anche quelli con Monica Bellucci e Asia Argento, e sono stata affascinata dall’originale. I vampiri non esistono e puoi renderli come vuoi. Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
*[...] non ho avuto una prima giovinezza da ragazzaccia o da scappata di casa, mi hanno messo in bocca questa cosa che non è vera. Sono stata educata alla libertà e all’emancipazione del pensiero. Non dico da manuale, ma sono sempre stata brava.
*{{NDR|«Qual è il film della sua vita?»}}<br>[[Léon]] di Luc Besson. Mi chiamo così per lui. Quando gliel’ho detto non mi credeva. L’ho fissato: allora chiamo mia madre, te la passo e te lo racconta lei.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/dossier/festa-del-cinema-di-roma/2025/10/24/news/matilda_de_angelis_dracula_luc_besson_festa_cinema_roma-424935767/ Matilda De Angelis: “La mia vampira assetata di amore e di vita. Se guardo indietro mi dico brava”]''|Intervista di Arianna Finos, ''repubblica.it'', 25 ottobre 2025.}}
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un [[vampiro]], qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Purtroppo {{NDR|lo [[stalking]]}} è uno dei frutti di una violenza di genere sistemica. Come la violenza fisica, quella verbale, i femminicidi che occupano le pagine di cronaca ogni due giorni, sono tutte manifestazioni di una società. È importante parlarne, perché il cinema può — e deve — essere lo specchio della società. Deve essere coraggioso.
*Viviamo in una società dove si taglia sempre sulle cose che per me sono i pilastri dell'umanità: la sanità, la cultura, l'istruzione. Sono le cose che fanno stare bene il mondo. La cultura è il pane dell'anima. Andare a tagliare sempre lì... non esiste solo l'industria bellica, non conta solo quella. Proprio ora dovremmo interrogarci su come risanare le ferite morali, sociali, umane che ci infliggiamo. Tagliare su ciò che tiene insieme una società è la manifestazione più grande di un sistema connivente con la violenza e l'inciviltà. Sono molto preoccupata, ma la preoccupazione non basta: bisogna reagire, trovare soluzioni, essere più forti di tutti gli altri.
{{Int|''[https://www.elle.com/it/showbiz/celebrities/a69245085/matilda-de-angelis-dracula-luc-besson/ Matilda De Angelis ha capito che, crescendo, ha sempre più voglia di spostare i riflettori lontano da sé]''|Intervista di Silvia Locatelli, ''elle.com'', 6 novembre 2025.}}
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l’ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Su [[Luc Besson]]}} In certe situazioni è velocissimo, non fa quasi passare tempo tra un ciak e l’altro, è molto poco interessato alle “leziosità” del cinema. Trucco, capelli e raccordi? Dev’essere tutto perfetto, ma è un regista che mette gli attori al primo posto, è attento a non disperdere energie.
*[...] il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di “stordire” la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po’ lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Non è un superuomo, non è l’eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l’unica cosa importante per lui, l’amore.
*Mi respinge la stupidità. Riesco a sopportare quasi tutto, ma faccio molta fatica a parlare con le persone ignoranti. Tutti siamo ignoranti, intendo quelle ottuse, poco curiose intellettualmente.
*Sono una privilegiata, conforme ai canoni della società, non ho subito pregiudizi... Se non quello di passare per “stronza” per via del mio sguardo, a volte un po’ intimidatorio, non particolarmente docile o compiacente. Ho patito il “se la tira”, l’idea sbagliata che io sia arrogante o presuntuosa. Ci ho sofferto, poi ho capito che spesso le persone non vedono te ma quello che vogliono vedere, che le rassicura. Non ho patito discriminazioni sistemiche rispetto al colore della pelle o alla taglia. Quelli, sì, sono pregiudizi decisamente pesanti.
*Odio la Rowling ma ha creato un mondo bellissimo...
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[L'incredibile storia dell'Isola delle Rose]]'' (2020)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
===Doppiatrice===
*''[[Coco]]'' (2017)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Angelis, Matilda}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Charlton Heston
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Charlton_Heston_Civil_Rights_March_1963.jpg|thumb|Charlton Heston nel 1963]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'''''
* Miglior attore (1960)
Premio umanitario Jean Hersholt (1978)
}}
'''Charlton Heston''' nome d'arte di ''John Charles Carter'' (1923 – 2008), attore, regista e attivista statunitense
==Citazioni di Charlton Heston==
*La correttezza politica è la tirannia con le buone maniere.
:''Political correctness is tyranny with manners.''<ref>{{en}} Citato in Richard Corliss, ''[http://content.time.com/time/arts/article/0,8599,1728272-3,00.html Appreciation: Charlton Heston]'', ''time.com'', 6 aprile 2008.</ref>
*[[Lenin]] nel 1921 constatò con molta chiarezza che i film erano lo strumento più potente mai inventato per modellare il modo in cui pensavamo. Aveva ragione. I film politici possono avere successo. Sono molto difficili da fare perché tendono a trasformarsi in sermoni, che potrebbero essere molto noiosi.
:''Lenin in 1921 observed very presciently that motion pictures were the most powerful tool ever invented to shape the way we thought. He was right. Political films can be successful. They're very hard to do because they tend to turn into sermons, which can be very boring.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Bill Kauffman, ''[https://reason.com/1987/04/01/interview-with-charlton-heston/?print= Interview with Charlton Heston]'', ''reason.com'', 1 aprile 1987.</ref>
*Non rinuncio e non mi arrendo.
:''I'm neither giving up nor giving in.''<ref>{{en}} Citato in Fredricka Whitfield, ''[http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0208/09/bn.09.html Charlton Heston Makes Statement About Alzheimer's]'', ''cnn.com'', 9 agosto 2002.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971)
*''[[2022: i sopravvissuti]]'' (1973)
*''[[I giganti del West]]'' (1980)
*''[[Fusi di testa 2]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[True Lies]]'' (1994)
*''[[Il seme della follia]]'' (1995)
*''[[Hercules (film 1997)|Hercules]]'' (1997) – voce
*''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999)
*''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001)
*''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001)
*''[[Bowling a Columbine]]'' (2002)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Heston, Charlton}}
[[Categoria:Attivisti statunitensi]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
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Gaza
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:The Old Town, Gaza (1862-1863).jpg|thumb|upright=1.2|La città vecchia di Gaza (1862-1863)]]
Citazioni su '''Gaza'''.
==Citazioni==
*Gli Stati Uniti prenderanno il controllo di Gaza e si occuperanno della bonifica degli ordigni e della ricostruzione [...]. Gaza è un inferno, nessuno ci vuole vivere. I palestinesi adorerebbero andarsene. [...] ci vivranno le persone del mondo, anche [[Palestina|palestinesi]]. Sarà la rivière del Medio Oriente. ([[Donald Trump]])
*Le condizioni disumane a Gaza hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. ([[Ilan Pappé]])
*Negli ultimi diciassette anni, Gaza è stata un complesso iperdensamente popolato, impoverito e murato, dove solo una piccola parte della popolazione aveva il diritto di uscire anche solo per un breve periodo di tempo: in altre parole, un ghetto. Non come il ghetto ebraico di Venezia o un ghetto di una città americana, ma come un ghetto ebraico in un Paese dell'Europa orientale occupato dalla Germania nazista. [...] I nazisti sostenevano che i ghetti erano necessari per proteggere i non ebrei dalle malattie diffuse dagli ebrei. Israele ha sostenuto che l'isolamento di Gaza, come il muro in Cisgiordania, è necessario per proteggere gli israeliani dagli attacchi terroristici compiuti dai palestinesi. La rivendicazione nazista non aveva alcun fondamento nella realtà, mentre quella israeliana deriva da atti di violenza effettivi e ripetuti. Si tratta di differenze essenziali. Tuttavia, entrambe le rivendicazioni propongono che un'autorità occupante possa scegliere di isolare, immiserire e, ora, mettere mortalmente in pericolo un'intera popolazione in nome della protezione della propria. ([[Maša Gessen]])
===''[[Antico Testamento]]''===
*{{NDR|[[Gionata Maccabeo|Gionata]]}} Andò ad [[Ascalona|Ascalòna]] e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d'assedio e incendiò i sobborghi e li mise a sacco. Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a [[Damasco]]. (''[[Primo libro dei Maccabei]]'')
*''Per tre misfatti di Gaza | e per quattro non revocherò il mio decreto, | perché hanno deportato popolazioni intere | per consegnarle a [[Edomiti|Edom]]; | appiccherò il fuoco alle mura di Gaza | e divorerà i suoi palazzi.'' (''[[Libro di Amos]]'')
*[[Sansone]] andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei. Fu detto a quelli di Gaza: "È venuto Sansone". Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: "Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo". Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di [[Hebron|Ebron]]. (''[[Libro dei Giudici]]'')
==Voci correlate==
*[[Palestina]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Striscia di Gaza]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Città bibliche]]
[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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Italiani, brava gente (film 1964)
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2026-07-23T06:42:54Z
Gaux
18878
/* Frasi */ wlink
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Italiani, brava gente
|titolooriginale=
|immagine= Ritirata_ARMIR_1.jpeg
|didascalia=
|paese=Italia, Unione Sovietica
|anno=1964
|genere=drammatico, guerra
|regista = [[Giuseppe De Santis]]
|soggetto = [[Ennio De Concini]] e Giuseppe De Santis
|sceneggiatore = [[Sergeij Smirnov]], Ennio De Concini, Giuseppe De Santis, [[Augusto Frassineti]] e [[Giandomenico Giagni]]
|produttore = [[Lionello Santi]]
|attori=
* [[Arthur Kennedy]]: Ferro Maria Ferri
* [[Tat'jana Samojlova]]: Sonia
* [[Raffaele Pisu]]: Libero Gabrielli
* [[Andrea Checchi]]: colonnello Sermonti
* [[Riccardo Cucciolla]]: Giuseppe Sanna
* [[Nino Vingelli]]: sergente Manfredonia
* [[Peter Falk]]: tenente Mario Salvioni
* [[Gino Pernice]]: Collodi
* [[Žanna Prochorenko]]: Katja
* [[Lev Prygunov]]: Loris Bazzocchi
* [[Sergei Lukyanov]]: Aleksander Serghievic
|doppiatori italiani =
* [[Carlo D'Angelo]]: Ferro Maria Ferri
* [[Gianni Musy]]: Libero Gabrielli
* [[Carlo Croccolo]]: tenente Mario Salvioni
}}
'''''Italiani, brava gente''''', film italiano del 1964 con [[Raffaele Pisu]], [[Riccardo Cucciolla]], e [[Peter Falk]], regia [[Giuseppe De Santis]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Questo film è dedicato a tutti i soldati che nell'ultima guerra hanno combattuto sul fronte orientale, affrontando con il loro sacrificio una delle più dolorose tragedie del popolo italiano. Ad essi, vivi e morti, ed agli scrittori e giornalisti che con la loro testimonianza hanno ispirato questo racconto, va la nostra gratitudine, il nostro perenne ricordo.<br />Le riprese di tutti gli esterni sono state realizzate con scrupolosa fedeltà su quegli stessi luoghi dove si svolsero gli avvenimenti italiani della campagna di Russia 1941 - 43:<br />Bessarabia<br />Fronte del fiume Bug - Odessa<br />Dniepropetrovsk e Fronte del Don ('''Testo in sovraimpressione''')
==Frasi==
*A me sta guerra m'ha rott propr i palle, m'ha rotto. ('''Calò''')
*Ah, ciarla quanto te par, ma caro mio se non s'era il nostro duce, l'italiano col cavolo che vedeva l'estero. Ma cosa vuoi di più? Albania, Grecia, Francia, Arica e adesso, ostrega! Anche la Russia, eh! ('''Collodi''')
*I raccomandati, figli di papà tutti nello Stato Maggiore me li mandano. Se credono di anda' a fa la guerra come si va a Riccione. ('''Colonnello Sermonti''')
*{{NDR|Cammina tra un campo di girasoli}} Ecco io sono morto in un posto come questo. Chissà se ci sono ancora i girasoli. Dove sono morto io. Non so neanche com'è finita questa guerra, se abbiamo vinto o abbiamo perso. Papà, non sarà poi vero che i morti ingrassano la terra meglio del concime. Io sarei proprio contento. Almeno è servito a qualcosa. ('''Loris''')
*Sorbole, i chilometri che abbiamo fatto. Non si vedeva mai la fine e mai che si vedesse una collina come nelle nostre parti. Be', ma dov'era il fronte? Quando i tedeschi vincono, vanno sempre avanti. E noi? Be' noi gli andavamo dietro. Non si arrivava mai. ('''Loris''')
*{{NDR|Camminano nel fango}} Ao a romagno', ma qui non s'asciuga mai, eh! So du mesi che stamo a pesta' l'uva. Oh, me pare de sta a [[Frascati]]. Me pare. ('''Libero''')
*Io non ero di Piazza Navona come diceva il Colonnello Sermonti, bensì de Campo dei Fiori. A Roma facevo lo stagnaro e mi padre era vetturino. Quer giorno che mi vide partì disse: "Sarvate, fijo. Non fa che non mi torni più a casa che sennò t'ammazzo, sa". ('''Libero''')
*Ma perché non me ne rimanevo a Roma? Tanto in guerra, sordato in più, sordato meno, semo tutti militi ignoti. Er monumento ce l'avevo già. ('''Libero''')
*Sono arrivati i soldati nuovi, che vanno a morire invece di noi. ('''Giuseppe''')
*La guerra mio caro non è questione di fortuna, ma di volontà e di coraggio. O tutti quanti eroi o tutti quanti accoppati. ('''Carlo Maria Ferri''')
*Io chiedo solamente un medico chirurgo che puede operar mio amigo. Si no se muere. Mia decisione d'interessarmi ad usted, porché convinto che italiano, brava gente. ('''Partigiano russo''')
*Quando i tedeschi pisciano, vor di' che non c'è pericolo. ('''Libero''')
*Libero Gabrielli, soldato di Roma, dove ti avrà portato la strada che hai pigliato quel giorno? Chi lo sa se c'incontreremo un'altra volta. Bisogna stare due anni di guerra insieme per capire che dolore si sente di quanto si perde un amico. ('''Giuseppe''')
==Dialoghi==
*'''Colonnello Sermonti''': Ah, già parli russo, eh? Sei proprio di Piazza Navona, sei.<br />'''Libero''': Embè! Tocca arrangiarsi, no?<br />'''Colonnello Sermonti''': Ma va a morì ammazzato! Fila!
*'''Libero''': Ma se po sape' chi è de Roma. Ao, ma che sta Lupa non fa più figli?<br />'''Soldato''': Che c'hai contro la Lupa?<br />'''Libero''': Sei de Roma?<br />'''Soldato''': Certo! Perché non se vede?<br />'''Libero''': Che quartiere?<br />'''Soldato''': San Giovanni. <br />'''Libero''': L'ho sempre detto: quelli di San Giovanni so' fregno'. Ma come? Abbandoni Roma per venire in Russia. Ma sarai scemo? {{NDR|si abbracciano}}
*'''Colonnello Sermonti''': Sono tanti, eh?<br />'''Calò''': Sì, signor Colonnello.<br />'''Colonnello Sermonti''': Tu pensi che sono morti per colpa mia?
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di guerra]]
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film sulla seconda guerra mondiale]]
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Richard Harris
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Richard_Harris_1985.jpg|miniatura|Richard Harris]]
'''Richard St. John Harris''' (1930 – 2002), attore e cantautore irlandese.
==Citazioni di Richard Harris==
*Sguazzo in una piscina tra le mie personali nevrosi. Porto amore, dolore, ira profonda, come un irlandese.
:''I swim in a pool of my own neurosis. Carry love, grief, wrath deeply, like an Irishman.''<ref>{{en}} Citato in Richard Severo, ''[https://www.nytimes.com/2002/10/26/movies/richard-harris-versatile-and-volatile-star-72-dies.html Richard Harris, Versatile And Volatile Star, 72, Dies]'', ''nytimes.com'', 26 ottobre 2002.</ref>
*Sul serio, beccarmi la tubercolosi è stata la cosa più fortunata che mi sia mai capitata. Fu allora che decisi di diventare un attore. Se non avessi iniziato a leggere, probabilmente adesso venderei assicurazioni.
:''Really, catching TB was the luckiest thing that ever happened to me. It was then I decided to become an actor. If I hadn't started to read I would probably be selling insurance now.''<ref>{{en}} Citato in Edward Power, ''[https://www.irishtimes.com/news/actor-richard-harris-dies-aged-72-1.1102134 Actor Richard Harris dies aged 72]'', ''irishtimes.com'', 26 ottobre 2002.</ref>
==Citazioni su Richard Harris==
*Richard Harris, protagonista del film {{NDR|''[[L'orca assassina]]''}}, aveva cominciato a bere più del pellerossa quando aveva scoperto, su un giornale scandalistico, una foto della sua giovane moglie appena sposata, languidamente sdraiata sulla spiaggia di Malibù, in California, in compagnia di un giovane bel fusto. Harris voleva abbandonare il film per volare in California ad ucciderli tutti e due. Convincerlo a finire le riprese mi procurò i primi capelli bianchi, l'esaurimento nervoso, e anche un occhio nero, perché tra noi ci fu una rissa. Comunque il film fu ultimato, e avevo perfino risparmiato mezzo milione di dollari sugli otto che Dino aveva preventivato. ([[Luciano Vincenzoni]])
*Rivedo ''[[Deserto rosso]]'' (1964) dopo tredici anni. Richard Harris vi recita come se non capisse bene quel che sta facendo. La [[Monica Vitti|Vitti]], l'ha capito anche troppo e ci dà dentro. ([[Morando Morandini]])
*Un parolaio di 62 anni flatulento e borioso. ([[Michael Caine]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]'' (1966)
*''[[Un uomo chiamato Cavallo]]'' (1970)
*''[[Cassandra Crossing]]'' (1976)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[Gli spietati]]'' (1992)
*''[[Abramo (miniserie televisiva)|Abramo]]'' (1993)
*''[[Terra amata - Cry, the Beloved Country]]'' (1995)
*''[[Il gladiatore]]'' (2000)
*''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Harris, Richard}}
[[Categoria:Attori irlandesi]]
[[Categoria:cantautori irlandesi]]
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Elena Bellò
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2026-07-22T19:08:44Z
Danyele
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/* Citazioni di Elena Bellò */ +wikilink
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[[File:Elena Bellò 3.jpg|thumb|Elena Bellò (2020)]]
'''Elena Bellò''' (1997 – vivente), mezzofondista italiana.
==Citazioni di Elena Bellò==
*Grazie all'[[Atletica leggera|atletica]] sono diventata molto sicura di me, gareggiare in contesti internazionali contro le avversarie più forti al mondo mi ha insegnato a sconfiggere ogni ansia e timore. Così come entro in gara concentrata e determinata quando sono consapevole di essermi allenata intensamente e con costanza, allo stesso tempo il giorno dell’esame sono serena e sicura di me se so di essermi preparata al meglio.<ref>Da ''[https://unitrentosport.unitn.it/intervista-alla-topsport-elena-bello Intervista alla TOPSport Elena Bellò]'', ''unitrentosport.unitn.it'', 2020-2021.</ref>
*{{NDR|«[...] come e quando hai iniziato con l'atletica?»}} Mio padre Paolo è un grande appassionato ed anche praticante a livello amatoriale della corsa, per cui verso i 10 anni ha provato a portarmi in pista, ma io facevo ginnastica ritmica e non ero molto interessata, per cui ho preferito continuare con lo sport che praticavo. Poi, però verso i 13 anni, durante le scuole medie sono ritornata al campo e dall'anello non mi sono più staccata [...]<ref>Dall'intervista di Ferdinando Savarese, ''[https://sprintnews.it/road-to-tokyo/road-to-tokyo-elena-bello/ Road to Tokyo: Elena Bellò]'', ''sprintnews.it'', 9 giugno 2021.</ref>
*Nel lavoro che faccio, purtroppo, non è insolito che le gare di successo siano solo una piccola parte di quelle a cui si partecipa. E da ciò può derivare uno sconforto che ti fa stare male, a volte anche per parecchio tempo. Ciononostante, un solo buon risultato è in grado di ripagare tutti i fallimenti, di ribaltare l'esito di una stagione di corse.<ref name="bullone">Dall'intervista ''[https://bullone.org/2023/10/22/elena-bello-e-i-sei-titoli-nazionali-mi-alleno-per-andare-alle-olimpiadi/ Elena Bellò e i sei titoli nazionali: "Mi alleno per andare alle Olimpiadi"]'', ''bullone.org'', 22 ottobre 2023.</ref>
*Io non studierei giurisprudenza da non frequentante, non correrei 9 volte a settimana d'inverno, non sarei andata tutte quelle volte al campetto dopo scuola ad allenarmi, se non avessi avuto intenzione di far diventare l'atletica leggera la mia professione. Mi impongo una fatica immensa giorno per giorno, ma ne vale la pena e continuerò a cercare di migliorarmi [...]. Senza dubbio serve anche il talento [...], ma non sarei dove sono ora se non avessi fatto dei sacrifici, dolorosi, ma indispensabili.<ref name="bullone"/>
*Mi piace sentirmi protagonista. Essere lì davanti con le altre mi dà la sensazione di giocarmela realmente con loro e sono più concentrata. Quando sono dietro, anche se dipende dal tipo di gara, ho la sensazione di non avere il controllo.<ref>Dall'intervista a ''Sprint2u'' sul canale YouTube di OA Sport; citato in Erik Nicolaysen, ''[https://www.oasport.it/2024/04/atletica-elena-bello-verso-le-olimpiadi-non-faro-piu-laltura-obiettivo-finale-e-personale-ma-niente-1500/ Atletica, Elena Bellò verso le Olimpiadi: "Non farò più l'altura. Obiettivo finale e personale, ma niente 1500"]'', ''oasport.it'', 22 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Sulle "sportellate" negli 800 metri piani}} Non sono una che ne dà, non perchè sono troppo gentile in gara, ma perchè sono molto concentrata su quello che devo fare in quei momenti. Ne capita ovviamente di ricevere. [...] A fine gara, però, non ci pensi più.<ref name="Passanti">Dall'intervista a ''Run2u'' sul canale YouTube di OA Sport; citato in Alessandro Passanti, ''[https://www.oasport.it/2024/10/atletica-elena-bello-il-record-di-gabriella-dorio-e-nelle-mie-corde-stagione-che-non-mi-soddisfa/ Atletica, Elena Bellò: "Il record di Gabriella Dorio è nelle mie corde. Stagione che non mi soddisfa"]'', ''oasport.it'', 1º ottobre 2024.</ref>
*Gli [[800 metri piani|800 metri]] [...] sono una gara difficile da allenare. Devi cucire la preparazione giusta sull'atleta e creare il connubio perfetto con l'allenatore, soprattutto anno dopo anno. [...] 2 minuti in una gara sembrano tanti, uno può pensare che si possano cambiare le cose in corsa, ma non è così. L'inizio è sempre molto rapido e se sbagli un passaggio nei 100 metri tutto si complica, come se hai una brutta posizione nell'ultimo giro sei chiusa per la fase finale. Contano capacità, tattica e fortuna.<ref name="Passanti"/>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bello, Elena}}
[[Categoria:Mezzofondisti italiani]]
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Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci
4
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Marcella Medici (BEIC)
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text/x-wiki
==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
{{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}}
Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1004 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
{{div col}}
===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small>
#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
#[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small>
#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
#[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small>
#[[Traci]] - <small>2024-06-25</small>
#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small>
#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
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#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Masera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Toce]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valganna]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Cannero Riviera]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Quarzo]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Via Aurelia]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Narni]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Andro (Grecia)]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Albenga]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Damietta]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Aleppo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
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===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
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===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
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#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
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#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
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#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
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#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
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#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
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===Tematiche===
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#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
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#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
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#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
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#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
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#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
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#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
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#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
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===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
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#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
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#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
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#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
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#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
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#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
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#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
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#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
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#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
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#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
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#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
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#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
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#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
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#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small>
#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
#[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small>
#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
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#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
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#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
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#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
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#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
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#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
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#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
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#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
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#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
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#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
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#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Masera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Toce]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
#[[Monti Rossi]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Agira]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Nichel]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Allume]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Nefelina]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Borace]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Paternò]] - <small>2026-07-14</small>
#[[Collegio dei gesuiti (Messina)]] - <small>2026-07-15</small>
#[[Nerčinsk]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Orano]] - <small>2026-07-21</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1008 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
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#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
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#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
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#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
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#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
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#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
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#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
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#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
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#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
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#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
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#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
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#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
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#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
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#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
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#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
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#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
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#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
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#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
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#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
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===Raccolte===
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#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1009 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
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#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
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#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
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#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
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#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
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#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
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#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
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#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
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#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small>
#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
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#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
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#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
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#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
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#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
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#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
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#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
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#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
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#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
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#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
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#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
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#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
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#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
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#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
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#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
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===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
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#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
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#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
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#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
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#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
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Mina Murray
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Dracula (1931) trailer - Mina Seward.png|thumb|Mina interpretata da Helen Chandler in ''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' nel 1931]]
'''Wilhelmina "Mina" Murray''' (in seguito sposata '''Harker'''), personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da [[Bram Stoker]].
==Citazioni di Mina Murray==
{{cronologico}}
===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''===
*Qualcuno tra gli scrittori della Nuova Donna dovrà un giorno o l'altro lanciare la proposta che a uomini e donne sia consentito di vedersi l'un l'altro mentre dormono, prima che lui chieda la mano di lei e lei lo accetti. Ma credo che la Nuova Donna non lo accetterà mai: vorrà piuttosto essere lei a chiedere la mano dello sposo. E certamente questa possibilità la userà molto bene!
*Sebbene l'[[affetto]] non basti a cambiare la realtà di fatto, può però contribuire a renderla più sopportabile.
*Sono convinta che [[piangere]] ogni tanto fa bene a tutti – rinfresca l'aria come fa la pioggia.
*Penso che si dovrebbe provare compassione per un qualcosa braccato come il Conte. È giusto dire "qualcosa": Questa Cosa non è umana – e non è neanche una bestia. Ma venire a conoscere dalle parole del dottor Seward il racconto della morte della povera Lucy, e di tutto quel che ne è seguito, basta per inaridire le fonti della compassione nel cuore di chiunque.
*Credo che nella natura della donna vi sia qualcosa che permette a un uomo di accasciarsi di fronte a lei ed esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni più delicate senza avvertire questo come una menomazione della propria virilità.
*Noi [[Donna|donne]] abbiamo qualcosa di materno in noi che ci solleva sopra tante piccole cose quando a questo spirito materno facciamo ricorso; ho sentito la testa di questo grande uomo dolente posarsi su di me, come se fosse quella di un bambino che un giorno potrei tenermi sul petto, e gli ho accarezzato i capelli come se fossero quelli di un mio figlio. In quel momento neppure ho pensato quanto tutto questo fosse strano e inconsueto.
*Continuavo a pensare a tutto quanto era accaduto dacché Jonathan è venuto qui a Londra, e tutto sembra un'orrenda tragedia sospinta spietatamente dal fato verso una fine predestinata. Tutto ciò che si fa, per quanto giusto possa essere, si direbbe che comporti proprio le conseguenze più deplorevoli.
*La nebbia si faceva sempre più fitta, e ora riuscivo a vedere di dove era entrata, simile al fumo – o come la bianca energia dell'acqua bollente: non dalla finestra, ma attraverso gli interstizi della porta. Diventava sempre più fitta, fino a che mi è sembrato che si concentrasse in una sorta di nuvola a forma di colonna nel bel mezzo della stanza, attraverso la quale, in alto, riuscivo a vedere la luce del gas brillare con un occhio di color rosso. Ogni cosa ha cominciato a girare nel mio cervello, così come la colonna di nebbia stava ora girando per la stanza, e in tutto questo si manifestavano le parole della Scrittura: "...una colonna di nebbia di giorno e di fuoco di notte". Era questa una sorta di guida spirituale che mi stava assistendo nel sonno? Ma quella colonna era composta di elementi sia diurni che notturni, perché in quell'occhio vi era il fuoco, che ora esercitava un nuovo fascino su di me, finché, continuando a fissarlo, quel fuoco si è diviso, ed è sembrato guardarmi attraverso la nebbia con due occhi rossi, come Lucy me li aveva descritti nel suo momentaneo vaneggiamento mentale quando, sulla scogliera, i raggi del sole cadente colpivano le vetrate della chiesa di Santa Maria. Improvvisamente mi ha folgorato l'orrenda idea che così fosse stato anche quando Jonathan aveva visto le tre terribili donne farsi reali e concrete nel vortice della nebbia illuminata dalla luna, e nel sogno devo essere svenuta, perché tutto si è fatto nera tenebra attorno a me. L'ultimo sforzo cosciente della mia immaginazione è stato quello di vedere una livida faccia gessosa emergere dalla nebbia e piegarsi sopra di me.
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Quella povera anima che ha causato tutta questa miseria è il caso più triste. Pensate solo a quale sarà la gioia di quell'essere quando anche lui sarà distrutto nella sua parte peggiore onde la sua parte migliore possa raggiungere l'immortalità spirituale. Dovete guardare anche lui con compassione, anche se non per questo dovete rinunciare a distruggerlo.
*Io so, e voi lo sapete, che una volta morta voi potreste e dovreste liberare il mio spirito immortale, così come avete fatto con la mia povera Lucy. Fosse la morte, o la paura della morte, il solo ostacolo su questa strada, io non esiterei a morire qui, adesso, tra questi amici che mi vogliono bene. Ma la morte non è tutto. Io non posso credere che morire – in questo caso, quando davanti a noi brilla ancora la speranza e un più alto compito ci attende – sia la volontà di Dio. Pertanto, io rinuncio da parte mia alla certezza dell'eterno riposo, e mi inoltro nella tenebra che nasconde le più nere sorti che il mondo visibile e quello occulto riserbano.
*Non devi esitare. Tu mi sei più vicino e più caro di ogni cosa al mondo; le nostre anime sono fuse in una sola, per tutta la vita e per sempre. Pensa, mio caro, ai tempi in cui uomini coraggiosi uccidevano le proprie mogli e le loro donne onde impedire che cadessero nelle mani del nemico. Né essi esitavano certo di più perché coloro che amavano li imploravano di sgozzarle. È dovere degli uomini nei confronti di coloro che amano, comportarsi così in momenti di dura prova! E, oh, mio caro, se è destino che io debba aver morte per mano di qualcuno, sia per mano di colui che più mi ama.
*Il Conte è un criminale e appartiene al tipo criminale. Tale lo classificherebbero [[Max Nordau|Nordau]] e [[Cesare Lombroso|Lombroso]] e, ''quia'' criminale, la sua mente è formata solo in maniera imperfetta. Ragion per cui, in una situazione difficile, non può che cercare soluzioni nell'abitudine.
*{{NDR|Sulla [[Transilvania]]}} La regione è un incanto: piena di bellezze di ogni genere immaginabile, e la gente è vivace, e forte, e semplice, e sembra piena di ottime qualità. E tutti sono molto, molto superstiziosi. Nella prima delle case in cui ci siamo fermati, quando la donna che ci serviva ha visto la cicatrice sulla mia fronte, si è fatta il segno della croce e mi ha puntato contro due dita, per scacciare il malocchio. Credo che si siano dati addirittura la pena di mettere una dose extra di aglio nel nostro cibo; a me, che l'aglio proprio non lo sopporto. Da allora sono stata attenta a non togliermi più il cappello o il velo, sfuggendo così a ogni eventuale sospetto. Stiamo viaggiando veloci, e dato che non c'è con noi un cocchiere che possa inventarsi storie, siamo al riparo da scandali e maldicenze, anche se ho sentito dire che il malocchio ci perseguiterà per tutto il viaggio.
*Mi sarà di sollievo per tutta la vita poter ricordare che proprio in quel momento di ultima dissoluzione, nel suo volto è comparsa un'espressione di pace che mai avrei creduto potervi albergare.
===Film===
====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]''====
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Io preferisco qualcuno di più normale.
*Proprio quando cominciavo a chiudere gli occhi ho sentito i lupi ululare. Poi è cominciato il sogno. Sembrava che tutta la stanza fosse invasa dalla nebbia. Era così fitta che a stento vedevo il lume vicino al letto, un fioco bagliore nella nebbia. E poi ho visto due occhi rossi che mi fissavano e una faccia bianca e livida è scaturita dalla nebbia. Mi è venuta vicino, così vicino! Sentivo il suo alito sul viso e poi le sue labbra! [...] E poi, la mattina, ero così debole. Era come se mi avessero tolta la forza vitale.
*È venuto da me, poi si è aperto una vena nel braccio e mi ha costretto a bere.
====''[[Dracula di Bram Stoker]]''====
*[[Lucy Westenra|Lucy]] è una ragazza pura e virtuosa, ma devo ammettere che il suo modo di parlare così ardito a volte mi scandalizza.
*Jonathan ritiene che il dire tutto quello che passa per la testa sia un difetto dell'aristocrazia. La verità è che io ammiro Lucy, e non mi sorprende che gli uomini le si accalchino intorno. Vorrei tanto essere carina e adorata come lei.
*{{NDR|Sulla [[Transilvania]]}} Una terra al di là di una grande, vasta foresta circondata da montagne maestose, rigogliosi vigneti, fiori di tale fragilità e bellezza come non si trovano in altro luogo.
*{{NDR|Sulla voce del [[Conte Dracula]]}} È così familiare. È come una voce in sogno che non riesco a individuare, e mi dà conforto quando...
*C'è sempre una principessa, con fluenti vesti bianche. E quel volto... Oh Dio, il suo viso è un fiume. La principessa è un fiume pieno di lacrime di tristezza e di cuore infranto.
*Non so, ma ho quasi la sensazione che il mio strano amico sia qui con me. Parla nei miei pensieri. Con lui mi sono sentita più viva di quanto lo sia mai stata. E ora, senza di lui e presto sposa, io mi sento confusa, smarrita. Forse, per quanto cerchi di essere buona, sono cattiva. Forse sono una donna cattiva e volubile.
*Voglio stare con voi, sempre. [...] Temevo che non avrei mai più sentito le vostre carezze. Pensavo foste morto.
*Voglio essere come voi siete. Vedere come voi vedete, amare come voi amate. [...] Voi siete il mio amore, e la mia vita per sempre.
*Portatemi via da tutta questa morte!
*Lì, in presenza di Dio, capii finalmente come il mio amore poteva liberarci tutti dal potere delle tenebre. Il nostro amore è più forte della morte.
====''[[Dracula - L'amore perduto]]''====
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo.
*Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare.
*Adoro l'inverno, con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.
*Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
==Citazioni su Mina Murray==
*La Mina del romanzo ha molto della moglie di [[Bram Stoker|Bram]], e molto di sua madre. Entrambe donne molto forti, nel romanzo Mina fa da collante alla storia attraverso i suoi diari, ed è capace di usare macchinari moderni come la macchina da scrivere, questo la aiuta a mettere da parte ogni appunto, lettera e pagina di diario degli altri personaggi della storia. È anche la sola a venire ipnotizzata da Van Helsing perché si possa scoprire cosa sta facendo il Conte e dove è fuggito. Dunque è attraverso la mente di Mina che la verità viene fuori, la scienza moderna deve solo scardinare il lucchetto e liberare il potere della mente. [...] Lucy incarna invece l'opposto, la persona mondana, non professionale, è molto sensuale e si diverte ad avere corteggiatori, ma la più realistica è Mina; è quest'ultima il modello della donna nuova nella società post Vittoriana, e la donna nuova può essere sensuale, ma è certamente anche intelligente, attraente e allo stesso tempo rispettata dagli uomini. ([[Dacre Stoker]])
*Madam Mina è una di quelle donne create da Dio con le sue proprie mani, per far vedere a noi uomini e donne che esiste un Paradiso dove si può entrare, e cha la sua luce può essere anche qui in Terra. Così sincera, così dolce, così nobile, così niente egoista – la quale cosa, lasciatemelo dire, è tanto presente di solito in sua età, così clinica e piena di sé. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'')
*Mina è la donna stuprata che si sente corresponsabile della violenza subìta. «Contaminata!», urla dopo il rapporto con Dracula. Si dovrà mondare con i riti di Van Helsing da una «colpa» che rischia di farla gravida di un vampiro. ([[Fabio Giovannini]])
*Mina e Lucy, le ragazze infettate dal Conte, vivono in una società vittoriana piena di prescrizioni su quale sia la cosa giusta da fare, e sono spaventate dalla loro complicità involontaria con le forze oscure, il loro anelito verso tutto ciò che non si può sentire né tantomeno esprimere ad alta voce. È proprio questo a terrorizzarle di più: non tanto quello che non sanno del nemico, ma tutto ciò che sanno bene di loro stesse. ([[Claudia Durastanti]])
*Mina è una donna forte. Per i suoi tempi è troppo emancipata: lavora, è piena di iniziative, intende persino diventare giornalista! ([[Fabio Giovannini]])
*Nella vita, bambina mia, ci sono tenebre e ci sono luci. Voi siete una delle luci, cara Mina. La luce di tutte le luci. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Portale|donne}}
{{DEFAULTSORT:Murray, Mina}}
[[Categoria:Personaggi di Dracula]]
[[Categoria:Personaggi teatrali]]
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Conflitto israelo-palestinese
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[[File:Palestine-Israel Historic Borders Over Time.png|thumb|Confini palestinesi lungo la storia]]
Citazioni sul '''conflitto israelo-palestinese'''.
==Citazioni==
*''Ancora fumo in Palestina. | Pietre volano contro [[Israele]]. | L'occupazione finirà! | Sventoliamo le nostre bandiere, | il piombo assassino non ci fermerà!'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]])
*Ci vuole coraggio a guardare oltre il rancore, il dolore e la storia. ([[Roger Cohen]])
*Cosa c'è di tanto orribile nel dichiarare che il nemico è tutto il popolo palestinese? ([[Ayelet Shaked]])
*Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse da cinquant’anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista. ([[Giulio Andreotti]])
*I diritti del popolo palestinese in lotta, compreso il diritto di costituire uno stato indipendente nazionale, debbono essere garantiti. Questo problema non può essere risolto attraverso trattative senza la partecipazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, perché il destino del popolo della Palestina è il cuore della questione. ([[Nur Mohammad Taraki]])
*I sionisti non continueranno le loro scelleratezze se per rappresaglia per ogni palestinese ucciso in Palestina i palestinesi uccidono e mettono a morte, non in Palestina, cinque americani o britannici o francesi. Non è difficile uccidere americani o francesi. È un po' difficile uccidere israeliani. Ma ci sono così tanti americani e francesi ovunque nel mondo. ([[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani]])
*Io contesto all'OLP l'uso della lotta armata non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L'esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa. [...] Quando [[Giuseppe Mazzini]], nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell'ideale dell'unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia. ([[Bettino Craxi]])
*Il conflitto israelo-palestinese è uno dei problemi centrali del nostro tempo [...]. A mio parere perché, oltre alle ragioni fattuali che lo definiscono, evoca ripetutamente nella dimensione fantasmatica, lo spettro dell'antisemitismo, quello del suo esito catastrofico, la Shoah, ma anche quello del suo doppio negativo, la vittima che diventa carnefice. ([[Moni Ovadia]])
*L'unico modo per porre fine a questo incubo che dura da 70 anni in Asia occidentale e nel mondo è ripristinare il diritto di tutti i palestinesi all'autodeterminazione. Proponiamo che tutto il popolo palestinese - sia quello che vive nella madrepatria sia quello che è stato costretto alla diaspora - determini il proprio futuro attraverso un referendum. Siamo fiduciosi che attraverso questo meccanismo si possa raggiungere una pace duratura, con musulmani, cristiani ed ebrei che vivono l'uno accanto all'altro in un'unica terra in tranquillità e pace, lontano dal razzismo e dall'apartheid. ([[Masoud Pezeshkian]])
*La verità è che un popolo oppresso che manifesta contro un'occupazione militare ricorda solo la nostra Liberazione e il diritto dei palestinesi sancito da ben tre risoluzioni dell'Onu. ([[Tommaso Di Francesco]])
*Non è nel nostro interesse governarvi. Noi vogliamo che siate voi [i palestinesi] a governarvi nella vostra nazione, uno stato democratico palestinese con contiguità territoriale in Giudea e Samaria, con un'economia stabile e che possa condurre normali relazioni di tranquillità, sicurezza e pace con Israele. Abbandonate il sentiero del terrore e fermate insieme a noi lo spargimento di sangue. Dirigiamoci insieme verso la pace. ([[Ariel Sharon]])
*Non ho mai scritto una riga sul conflitto tra Israele e il popolo palestinese [...] perché [...] diventa un tifo su una cosa drammatica e complicata. Israele doveva andare lì? No, [...] ma si è espanso come Stato in territori non suoi solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il luogo è stato scelto per ragioni religiose, come d'altra parte l'antisemitismo è nato per ragioni religiose, dal cristianesimo. È l'unica democrazia in Medio Oriente? Proprio per questo era meglio non starci. Gli Europei appoggiano Israele? Sì, perché sono responsabili del più grande genocidio del XX secolo. Questo significa che criticare Israele significa essere antisemiti? No, e tantomeno stare dalla parte degli integralisti islamici, e neppure dell'Islam tout court per quanto mi riguarda, visto che tutta questa tragedia è fondata prima che sui territori sull'insensatezza delle religioni, e sulle ideologie politiche che vi aderiscono. Tra l'altro [...] a nessuno Stato arabo è mai importato del popolo palestinese, se non usarlo come pretesto per odiare ancora di più l'Occidente (l'Occidente moderno, non certo quello cristiano, tant'è che Bin Laden attaccò il World Trade Center – simbolo del capitalismo e degli USA, odiati da fascisti, comunisti, complottisti, simpatizzanti di dittature varie – mica il Vaticano). Per me l'Occidente ha le sue radici nell'Illuminismo (non nel cristianesimo), nella rivoluzione borghese, liberale e scientifica, e un conflitto del genere ha altre radici, il cui albero cresce sottoterra da duemila anni. ([[Massimiliano Parente]])
*Non posso immaginare quale sia il nesso tra la lotta dei palestinesi nei monti più alti del Libano e la liberazione della Palestina. ([[Hafiz al-Asad]])
*Può non piacere la parola, ma quello che sta avvenendo è un'occupazione, teniamo 3.5 milioni di palestinesi sotto occupazione. Credo che sia una cosa terribile per Israele e per i palestinesi. ([[Ariel Sharon]])
*Sarebbe presuntuoso e temerario pensare che vi sia una formula magica, qualche rapida iniezione di droga, per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Vi sono tuttavia alcuni princìpi fondamentali, che devono formare la base di ogni politica vitale. In primo luogo qualsiasi gruppo che rappresenti di fatto o che sostenga di rappresentare i palestinesi dovrà riconoscere il diritto di Israele a una esistenza pacifica e dovrà rifiutare l'uso del terrorismo o dell'azione armata contro Israele o i cittadini israeliani. Secondo, Israele dovrà uniformarsi alle clausole della Risoluzione 242 dell'ONU in merito alla restituzione di territori occupati. Tuttavia Israele ha diritto a confini sicuri e non possiamo né dobbiamo aspettarci che accetti la costituzione di uno Stato armato nemico a un tiro di schioppo in Cisgiordania. Terzo, i territori occupati da restituire dovrebbero essere smilitarizzati. Infine, la Giordania può rivestire un ruolo costruttivo nel risolvere il problema palestinese. ([[Richard Nixon]])
*Una volta furono gli Ebrei a conoscere la "diaspora". Vennero dispersi, cacciati dal Medio Oriente e dispersi per il mondo; adesso sono invece i Palestinesi.<br>Ebbene io affermo ancora una volta che i Palestinesi hanno diritto sacrosanto a una patria ed a una terra come l'hanno avuta gli Israeliti. ([[Sandro Pertini]])
===[[Yasser Arafat]]===
*Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni.
*Lei chiede quanto potremo resistere: la domanda è sbagliata. Lei deve chiedere quanto potranno resistere gli israeliani. Giacché non ci fermeremo mai fino a quando non saremo tornati a casa nostra e avremo distrutto Israele.
*Se ci tenete tanto a dare una patria agli ebrei, dategli la vostra: avete un mucchio di terra in Europa, in America. Non pretendete di dargli la nostra. Su questa terra noi ci abbiamo vissuto per secoli e secoli, non la cederemo per pagare i vostri debiti.
*Siamo soltanto all'inizio di questa guerra. Incominciamo solo ora a prepararci per quella che sarà una lunga, lunghissima guerra. Certo una guerra destinata a prolungarsi per generazioni.
===[[Zbigniew Brzezinski]]===
*Certo, il terrorismo palestinese va condannato e rifiutato. Ma ciò non si deve de facto tradurre in una politica di sostegno a una repressione sempre più brutale, agli insediamenti dei coloni, e a un nuovo muro. È in gioco il destino di un paese democratico, Israele, che gli Stati Uniti si sono impegnati a difendere da oltre 50 anni. Ben presto, però, svanirà la soluzione dei due Stati. Molto presto la realtà degli insediamenti - fortificazioni coloniali in cima a colline con piscine, accanto a favelas prive d'acqua potabile, e dove il 50 per cento della popolazione è disoccupata - farà sfumare la prospettiva della soluzione dei due Stati con un muro che frammenta ancor più la Cisgiordania e infligge ulteriori sofferenze umane.
*I palestinesi devono compiere passi concreti per fermare i terroristi, ma affinché lo facciano gli israeliani debbono offrire contropartite tangibili che giustifichino lo sforzo.
*Il sostegno alla politica repressiva di Israele rischia di trasformare quel Paese in un nuovo Sud Africa dell'apartheid.
===[[Muʿammar Gheddafi]]===
*Gli ebrei [...] non odiano i palestinesi. Non vogliono espellere i palestinesi dalla loro terra, la Palestina. Non hanno deciso di massacrarli, come suggeriscono le voci. Nemmeno il [[massacro di Deir Yassin]] ha avuto luogo. In effetti, furono gli arabi non palestinesi ad attaccare la Palestina e dichiarare guerra agli ebrei.
*Gli ebrei, specialmente i più religiosi, non accetterebbero alcun sostituto per la terra che è, nelle loro credenze, sacra, e i palestinesi, in particolare gli intransigenti tra loro, non accetteranno alcun sostituto per la terra dei loro antenati.
*Non siamo responsabili dell'uso che può essere fatto delle armi che diamo ai palestinesi. Noi le diamo ai palestinesi perché crediamo nella loro causa e riteniamo doveroso aiutarli. Quel che succede dopo non mi riguarda. Se devo essere condannato indirettamente, preferisco le accuse dirette. Ma non ci sono prove.
*Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo.
*Sarebbe semplicemente irrealizzabile e impraticabile dividere la Palestina in due Stati. Sotto la partizione non ci sarebbe uno Stato chiamato Israele, né ci sarebbe uno Stato chiamato Palestina. Coloro che chiedono la divisione della Palestina in due Stati ignorano così la natura della regione e la sua demografia, oppure vogliono sbarazzarsi del problema e metterlo nelle mani degli ebrei e dei palestinesi. Può sembrare che avessimo risolto così il problema ma in questo caso non saremmo sinceri: avremmo fatto poco più che gettare le basi per un nuovo conflitto.
===[[Ali Khamenei]]===
*Fin dal primo momento il regime sionista ha adottato, contro l’inerme popolo di Palestina, la politica del pugno di ferro: giorno dopo giorno, ha intensificato brutalità, terrore e repressione, nel totale disprezzo di tutti i valori morali, umani e religiosi.
*I capi dell’egemonia globalista non hanno alcuna considerazione neanche per i più elementari fondamenti del vivere umano. Definiscono legittima difesa le crudeli e sanguinarie politiche israeliane, mentre dipingono come terrorista la Resistenza palestinese a difesa della propria libertà, sicurezza e diritto all’autodeterminazione!
*Si può definire nazione terrorista un popolo che si difende nella propria terra dai crimini dei sionisti occupanti? Ed aiutare una cosiffatta nazione e rafforzarla può considerarsi un atto di terrorismo?
===[[Golda Meir]]===
*Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?
*La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano.
*Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei profughi palestinesi. Ma i paesi arabi risposero no.
*Questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero?
===[[Benjamin Netanyahu]]===
*Hitler all'epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse "se li espelli, verranno in Palestina". "Cosa dovrei fare?" chiese e il Muftì rispose "Bruciali".
*I leader palestinesi chiedono di avere uno stato palestinese a una condizione: che non ci siano ebrei. C'è un'espressione per questa cosa: pulizia etnica.
*Penso che chiunque voglia creare uno stato palestinese e ritirarsi dai territori occupati da Israele favorirà gli attacchi contro Israele.
===[[Barack Obama]]===
*Da decenni tutto è fermo, in uno stallo senza soluzione: due popoli con legittime aspirazioni, ciascuno con una storia dolorosa alle spalle che rende il compromesso quanto mai difficile da raggiungere. È facile puntare il dito: è facile per i palestinesi addossare alla fondazione di Israele la colpa del loro essere profughi. È facile per gli israeliani addossare la colpa alla costante ostilità e agli attentati che hanno costellato tutta la loro storia all'interno dei confini e oltre. Ma se noi insisteremo a voler considerare questo conflitto da una parte piuttosto che dall'altra, rimarremo ciechi e non riusciremo a vedere la verità: l'unica soluzione possibile per le aspirazioni di entrambe le parti è quella dei due Stati, dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e in sicurezza.
*I palestinesi devono abbandonare la violenza. Resistere con la violenza e le stragi è sbagliato e non porta ad alcun risultato. Per secoli i neri in America hanno subito i colpi di frusta, quando erano schiavi, e hanno patito l'umiliazione della segregazione. Ma non è stata certo la violenza a far loro ottenere pieni ed eguali diritti come il resto della popolazione: è stata la pacifica e determinata insistenza sugli ideali al cuore della fondazione dell'America. La stessa cosa vale per altri popoli, dal Sudafrica all'Asia meridionale, dall'Europa dell'Est all'Indonesia. Questa storia ha un'unica semplice verità di fondo: la violenza è una strada senza vie di uscita.
*Noi tutti condividiamo la responsabilità di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverrà quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sarà la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la città di pace nella quale tutti i figli di Abramo vivranno insieme in modo pacifico come nella storia di Isra, allorché Mosè, Gesù e Maometto (la pace sia con loro) si unirono in preghiera.
===[[Ilan Pappé]]===
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il conflitto israelo-palestinese".
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita.
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani.
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere?
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana.
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato.
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023.
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa.
===[[Bernie Sanders]]===
*Come per il nostro paese, la fondazione di Israele ha comportato l'allontanamento di centinaia di migliaia di persone che già vivevano lì, il popolo palestinese. Oltre 700.000 persone sono diventate profughi. Riconoscere questo fatto storico così doloroso non vuol dire però "delegittimare" Israele, così come riconoscere il "sentiero delle lacrime" non delegittima gli Stati Uniti d'America.
*Dobbiamo riconoscere che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e le restrizioni quotidiane imposte alle libertà politiche e civili del popolo palestinese sono in contrasto con i valori fondamentali americani.
*Questo conflitto pluridecennale ha tolto già così tanto a così tanti. Nessuno vince quando Israele spende una parte enorme del suo bilancio in spese militari. Nessuno vince quando Gaza è cancellata e migliaia di persone sono uccise, ferite, o restano senza casa. Nessuno vince quando i bambini sono addestrati a diventare kamikaze. Nessuno vince quando anno dopo anno, decennio dopo decennio, si continua a parlare di guerra e odio piuttosto che di pace e sviluppo. Pensate all'incredibile potenziale che viene perso quando Israeliani e Palestinesi non uniscono le loro forze in modo efficace per affrontare le sfide ambientali ed economiche della regione.
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Conflitto Israele-Striscia di Gaza del 2014]]
*[[Esodo palestinese del 1948]]
*[[Guerra Israele-Hamas]]
:*[[Genocidio nella Striscia di Gaza]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Hamas]]
*[[Israele]]
*[[Massacro di Monaco di Baviera]]
*[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]]
*[[Piano di partizione della Palestina]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Stato di Palestina]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Eventi del XX secolo]]
[[Categoria:Eventi del XXI secolo]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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Mario Pratesi
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text/x-wiki
'''Mario Pratesi''' (1842 – 1921), scrittore italiano.
==Citazioni di Mario Pratesi==
*[...] la morale della favola {{NDR|''Prometeo'' di [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]]}} è questa: il mondo sarebbe {{sic|intieramente}} felice se potesse essere tutto [[Bontà|buono]]; onde il corollario: studiandosi di essere perversi il meno che sia possibile, se non si accresce la somma del bene, si diminuisce almeno quella del male. Il sogno del poeta dunque non è un sogno vano: egli ha sempre ragione.<ref>Da ''L'idea religiosa dopo il 1815 e il «Prometeo» di Shelley'', in ''Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti'', quarta serie, volume CVII, della raccolta volume CXCI, settembre-ottobre 1903, Direzione della Nuova Antologia, Roma, 1903, [https://archive.org/details/nuovaantologia1911unse/page/n46/mode/1up p. 43].</ref>
==''Figure e paesi d'Italia''==
*Nell'[[Isola d'Elba|isola dell'Elba]] [...] questa temperanza toscana s'accende d'alcuna vivezza ed esuberanza più meridionale, quasi direi di qualche lampo {{sic|affricano}}. Il fico d'India, questo Briaréo o mostro dei vegetali, si contorce su per le balze, e l'aloe accartoccia e stende le sue foglie spinose dovunque; mentre le montagne di Marciana, le più alte dell'arcipelago toscano, selveggiano di castagni maestosamente, e poi s'innalzano dentate, nude e inospiti come gli alti gioghi delle Alpi. [[Monte Capanne|Monte {{sic|Capanni}}]] è 1018 metri, e quando arrivai presso alle vette mi parve d'essere tra le rovine d'un edifizio eretto in mille secoli dai giganti, e in un momento precipitato. (pp. 60-61)
*Oggi la più parte della povera gente che popola i lidi e le alture dell'Elba consuma la vita in mare con una barca. A [[Portoferraio]] non mancano le signore e i signorotti; a [[Marciana]] bassa abitano in case di bell'aspetto gl'isolani tornati ricchi dall'America o dall'Australia; ma nei piccoli paesi di Marciana alta, di [[Porto Azzurro|Longone]] e di [[Rio nell'Elba|Rio]] è gran miseria. Nei cupi tuguri le donne stentano e s'affaticano aspettando che il marito o il fidanzato mandino dall'America il danaro, o almeno una buona promessa che le rinfranchi. Nell'accostarmi a taluno di que' paesucci, nascosti giù per selvagge viuzze, nei golfi e per pendii dirupati, mi pareva, nell'aria del tramonto che infiammava il lembo del cielo e le acque calme, di sentire i sospiri di quelle donne deserte. (pp. 62-63)
*Ogni poco si sente per le strade di [[Portoferraio]] il tragico suono delle catene...<ref>Allusione, forse, ai carcerati nella Torre della Linguella (o del Martello).</ref><br>Ed è peccato perché Portoferraio è bellina, e spira la tranquillità, l'ordine, l'agiatezza. Appena passata la porta ci si trova in una strada battuta a sterro, larga come una piazza e piana e liscia come un tappeto. V'è una locanda pulitissima dove, se anche là i prezzi non son cresciuti, a un franco s'ha una pernice arrosto, e pesce freschissimo, perché là in quel mare profondo si fanno ogni giorno pesche miracolose. (p. 64)
*La [[Isola di Pianosa (Toscana)|Pianosa]] m'era di faccia, colà distesa sul mare come una prateria, sì eguale al piano delle acque, da parermi che la dovessero, ad ogni momento, superare e inghiottire. Se non che io la vedevo ingrandirsi, venirmi incontro a occhiate, sicché ben presto mi crebbero le sue rive rocciose, alle quali andavano lentamente a frangersi in poca spuma le onde, come spossate dal moto eterno che le affatica. (p. 68)
*Non saprei ben ridire quale gradevole impressione mi abbia sempre fatto [[Firenze]], rivedendola dopo aver dimorato alcun tempo in un'altra città, ma specialmente a Roma. L'architettura fiorentina, a paragone della romana, sembra povera e quasi ingenua: nulla ostenta di non proprio, o d'appiccicato, non si presta punto agli scenari teatrali, è la meno accademica di tutte le architetture, ma la più schietta, e ha in sé la grandezza innata del genio democratico e paesano dal quale ella uscì in un tempo in cui questo genio era più spontaneo e potente. Santa Maria del Fiore, Orsanmichele, Palazzo Vecchio, palazzo Strozzi, palazzo Pitti non {{sic|resultano}} infine se non da semplici linee, le più nude possibili, ma che bastano perché quegli {{sic|edifizi}} ti sorgano innanzi sì urbanamente signorili nella loro magnificenza. (pp. 109-110)
*[[Basilica di San Paolo fuori le mura|San Paolo]], con la sua navata centrale larga come una grandissima sala, e con la sua semplice ampiezza, rivestita di tanta sontuosità, mi faceva stranamente pensare a qualche cosa di non reale, alle fantasie greche d'Omero quando descrive le regge quasi olimpiche visitate da Telemaco e da Ulisse. Quei semplici colonnati, riflessi dalla vaghissima trasparenza del pavimento, pei quali mi pareva che aleggiasse un'aura del genio ellenico, suscitavano in me quelle vane e povere fantasie. Unico e mesto ricordo della basilica antica di Valentiniano e Teodosia, quell'impronta dell'oriente barbaro e biblico lassù nei mosaici dell'abside e dell'arco trionfale. (p. 120)
*Il sole era ancora alto, ma dentro la chiesa {{NDR|di [[Basilica di San Saba|San Saba]]}} era un'aria quasi crepuscolare. Quella opacità di colore diffusa con varii toni, ma tutti pallidi e smorti, per le colonne, per le muraglie e per l'antico soffitto, non interrotta da niuna cosa che rilucesse, ori, argenti, o lampade accese, contribuiva a dare a quell'interno un senso indefinibile di luogo sacro ai misteri d'un'età spenta e lontana. Nelle pareti superiori della navata mi parve di scorgere alcune tracce d'ingenue pitture, simili alle ultime larve d'un sogno mistico che svanisce. L'unica immagine meno cancellata dal tempo, era, nel centro dell'abside, Gesù redentore, rigidamente ieratico e triste come uscì dall'oscurità delle catacombe, o apparve nelle prime prove della pittura cristiana. (p. 130)
==''Ricordi veneziani''==
*[...] una città posta, come [[Venezia]], quasi fuori di questo nostro confine terrestre; quel vedersi innanzi, per ogni parte, invece della campagna coltivata, le lievi lucenti {{sic|rincrespature}} dell'immensa laguna, e sorgervi in mezzo tante case, tanti palazzi, e cupole, e campanili, non può non recare un grande stupore in chi v'arriva la prima volta.<br>Non so ridire dunque ciò ch'io provassi quando in un giorno, ormai lontano, del 1873, venendo dalla stazione, m'inoltrai per il [[Canal Grande]]. Tutto mi pareva diverso da ciò che suol essere nelle altre città, anche le voci che mi parevano correre più echeggiate e più aeree: e ciò s'accordava bene a que' palazzi muti sulle acque, dove immergevano profondamente le loro ombre secolari tra gli azzurri e vasti riflessi d'un caldo cielo di maggio. (cap. I, pp. 7-8)
*Nella [[Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia)|chiesa di S. Giovanni e Paolo]], mi parve di trovarmi in mezzo ad una nazione defunta. Tanti nomi di dogi, d'ammiragli, di generali caduti la più parte in battaglia, e scritti sulle tombe che {{sic|ricuoprono}} le pareti di quel gran tempio mi fecero sentire anch'essi come Venezia fosse non città, ma nazione grande nella prudenza, nell'ardire, nella guerra, e nell'alterezza. (cap. III, p. 34)
*[...] presso la chiesa {{NDR|dei Santi Giovanni e Paolo}}, s'innalza su base grandiosa e semplice come un greco tempietto, la [[Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni|statua equestre del Colleoni]]. Quel cavallo non s'impenna né caracolla leggiadro perché l'ammirino, ma è un vero e buon cavallo, che batte, senza ostentazione, la forte zampa di bronzo sulla polvere del campo vittorioso. Il generale dall'occhio aquilino vi sta sopra alla buona, ma ben saldo e diritto nella sua armatura di ferro. Pare che lì vicino alla porta, egli solo vivo, vegli i grandi morti della Repubblica che dormono nell'interno della chiesa divina. (cap. III, p. 35)
*Nella commedia [[Carlo Goldoni|goldoniana]] non è mai lampo di generosa passione, non è mai nulla che s'accosti a quella tragica e ribelle fierezza che intorno ad Alceste veridico e solitario, illumina tutto un mondo piccino, ridicolo, pettegolo, falso; non v'è spirito alcuno di quella satira terribile dell'ipocrisia sociale che nel ''Don Iuan'' camuffato a Tartufo, già fa sentire il fermento occulto d'una rivoluzione demolitrice.<br>I personaggi goldoniani è gente che celia, che fa all'amore, che si dispera perché il gioco e il lusso l'ha rovinata, ma che non combatte, e per la quale nessun mutamento politico o sociale potrebbe accadere. Essi non mirano che al loro vantaggio particolare, alla loro utilità casalinga, intorno a cui adattano ogni loro principio morale e religioso. (cap. XIV, pp. 229-230)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Armonie e dissonanze''===
Era una serataccia del gennaio 1872. Non mica che piovesse, ma un vento diabolico metteva tutto a soqquadro, e il cielo coperto compenetrava di tutta la sua nerezza quella piccola città molto antica. C'erano, è vero, i lampioni, ma fiochi, trepidi e radi, parevano far lume a chi non passava per quelle vie molte e furtive. Mettono alle porte della città (porte tutte vecchie, e tutte segnalate dalla iscrizione latina d'un papa) e s'ingolfano colaggiù fino alla porta più bassa, dalla quale s'esce nella triste campagna ove fuma, entro le sponde cineree, il ''bulicame'' dantesco. Se per caso due individui s'incontravano dov'era più buio, sotto gli archi di san Pellegrino, o tra le orride case di Pian Scarano, come se l'uomo fosse una temibile bestia, un reciproco e vigilante sospetto li faceva allontanare più frettolosi. E cessato il rumore dei loro passi, quella piccola città del vecchio Patrimonio di san Pietro, [[Viterbo]] insomma, che vide passare tutto il corteo medioevale, duchi longobardi, papi fuggiaschi, principi svevi, re angioini, capi di popolo, e capitani di ventura, pareva quella sera non contenere che il vento.
===''Il mondo di Dolcetta''===
S'era verso la fine d'agosto dell'anno 1858, e all'orologio della chiesa plebana dei Santi Vito e Giovanni era ormai suonata la mezzanotte. Ora, dovunque s'ascolti il suono dell'orologio, in una spiaggia deserta, o in una città popolosa, esso c'indica sempre che ivi c'è un ordine stabilito che governa il succedersi delle cose. Quel suono dice alla stella, al sole, sorgi o cadi, e all'uomo nasci o muori, destati o va' a dormire. E nondimeno, sebbene anche le stelle errassero silenziose rispettando i riposi umani, quei quattro o cinque o sei, non so quanti, giovinotti, figliuoli alle più cospicue famiglie di San Vito, s'aggiravano pel paese schiamazzando e urlando.
===Il peccato del dottore===
Era cominciato appena il dicembre, e già si sentiva per le vie deserte di Villapluvia il rumore faticoso (una specie di rantolo secco, stridente) delle molte pale di ferro che spazzavan la neve.<br>
Que' cenciosi spazzaturai, giovani, vecchi e ragazzi, sembravano altrettanti becchini che seppellissero le ultime spoglie del tardo autunno in faccia all'inverno già apparso, con la sua orrida canutezza, in quell'alpestre campagna. Gli alberi erano divenuti scheletri, e l'abete nero, tra la fosca fuliggine delle foglie riarse e la nudità dei rami stecchiti e spinosi, pareva un superstite in mezzo ai morti: del sole non si vedeva che una traccia dispersa e morente tra le pallide nubi.
===''L'eredità''===
Stefano contadino, dopo aver parlato della sua razza (e ne parlava spesso), lasciava per un momento attoniti e muti gli ascoltatori: poi, fissandoli con que' suoi occhi cagneschi, aggiungeva asciutto: «Noi siamo dei Casamonti.»<br>Pareva un artifizio rettorico, ma quel nome buttato là da ultimo acquistava un significato eloquente, dopo aver saputo che i Casamonti discendevano da Campagnatico, ed eran venuti, sin da' tempi della vecchia repubblica senese, a Poggio Sole, fattoria che fu già dei nobili conti Della Pula, e che tutti erano stati leoni di forza.
===''La follia del marchese Roberto''===
La primavera non era lieta: ai primi d'aprile soffiava ancora il vento rigido che aveva sempre strapazzato, tutto l'inverno, la popolosa valle dell'Arno. Perciò s'era ancora molto indietro da quella rigogliosa pienezza del verde novello che spande per la campagna come un coro di toni infinitamente svariati. Le viti erano ancora nere tra gli ulivi grigiastri, e fuorché i cipressi ed i pini, tutti gli altri alberi mostravano ancora i rami nudi nell'aria. Tuttavia s'incominciava a vedere per le colline come un erramento di bianche ninfe nei mandorli, nei meli e nei peschi, ai quali quel vento maligno involava i teneri fiori: e si udiva anche nel pomeriggio cantarellare, o discorrere alla sua maniera, qualche merlo solitario.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/armonieedissonan00prat/page/n4/mode/1up Armonie e dissonanze]'', Nuova Antologia, Roma, 1913.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/figureepaesidita00prat/page/n6/mode/1up, Figure e paesi d'Italia]'', Società tipografico-editrice nazionale, Torino, 1905.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/ilmondodidolcett00prat_0/page/n6/mode/1up Il mondo di Dolcetta]'', a cura di Renato Bertacchini, Cappelli Editore, Bologna, 1963.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/ilpeccatodeldott00prat/page/n10/mode/1up Il peccato del dottore]'', Casa editrice Baldini, Castoldi & C., Milano, 1902.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/leredit00prat/page/n4/mode/1up L'eredità]'', a cura di Vasco Pratolini, Milano, Bompiani, 1942.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/lafolliadelmarch00prat/page/n4/mode/1up La follia del marchese Roberto]'', Nuova Antologia, Roma, 1908.
*Mario Pratesi, ''[https://archive.org/details/ricordiveneziani00pratuoft/page/n6/mode/1up Ricordi veneziani]'', Remo Sandron editore, Milano-Palermo, 1901<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pratesi, Mario}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Giovanni Bertinetti
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'''Giovanni Bertinetti''' (1872 – 1950), scrittore italiano. Ha utilizzato anche gli pseudonimi '''Donna Clara''', '''Ellick Morn''' ed '''Herbert Bennet'''.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Guerra alle rughe!''===
Le rughe sono le più terribili nemiche della bellezza femminile. Quando questa dovrebbe sfolgorare in tutta la sua trionfante seduzione, avendo raggiunta nel caldo meriggio dei trent'anni la massima irradiazione amorosa; quando la donna, toccato il dovizioso regno che sta tra la prima e la seconda giovinezza, appresterebbe con piena coscienza di sua forza passionale le labbra alla coppa d'amore traendone meravigliose voluttà appena confusamente intuite nei giorni dell'inconsapevole adolescenza; quando il corpo femminile raggiunge il maggior limite della sua bellezza ed ogni forma trionfa nella pienezza dello sviluppo estetico e tutto sembra gridare alla donna: è giunta la grande ora del tuo più grande amore – ama, poiché sei nel massimo fiorire della tua bellezza – ama, poiché mai tu fosti così seducente e mai i cuori hanno così violentemente sussultato per te – per la tua conquista – è allora, che per un crudele paradosso della natura, per una inesplicabile contraddizione, appaiono, terribili annunziatori del disfacimento e della vecchiaia, i piccoli segni deturpatori: le rughe, le odiate rughe, queste piccole fosse del più grande amore, come disse Teofilo Gautier.
===''Il fantasma di Sandokan''===
Sul mare calmissimo e deserto il Soarez si cullava dolcemente e procedeva con una lentezza strana che contrastava colla snella forma del legno, costruito per filare con rapidità.
===''Il gigante dell'apocalisse''===
Il celebre inscenatore Charley Brenon entrò nell'ufficio dell'amministratore delegato della grande Compagnia cinematografica «Universal» agitando un cablogramma.
===''Il mondo è tuo''===
Il mio libro non ha pretese né scientifiche né letterarie, quantunque tragga dalla scienza e dalla letteratura numerosi motivi per avvalorare la sua idea fondamentale. Nè io saprei a quale categoria di libri ascriverlo. Non è un manuale, né una dissertazione. È forse, in certo qual modo, una guida.
===''Le avventure di Kutt Hardy. Il rivale di Sherlock Holmes''===
La mente umana – incominciò Cutt-Hardy – è di una prodigiosa fecondità nell’escogitare forme di vendetta. Il desiderio di vendicarsi di un nemico, e nel medesimo tempo di sottrarsi all’occhio vigile della giustizia, ha reso fertile l’ingegno del vendicatore di delitti raffinati ed abilmente preparati.
===''Le orecchie di Meo''===
La prima «specialità» di Meo era di imitare con tanta grazia il verso del merlo..... Ah! scusatemi, il dirvi che l’eroe di questa storia si chiamava Meo è poco per la vostra insaziabile curiosità: voi esigete una presentazione meno sommaria; e scommetto che volete sapere da me se egli era alto o piccino; e se aveva il naso voltato in sù alla francese; e se dalla bocca gli entravano sette pasticcini alla volta; e se era pettinato alla Guglielmo od alla zingaresca; e se insomma era quel che si dice un bel ragazzo.
==Bibliografia==
*''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/bertinetti/guerra_alle_rughe/pdf/bertinetti_guerra_alle_rughe.pdf Guerra alle rughe!]'', S. Lattes & C., 1907.
*Emilio Salgari, Giovanni Bertinetti, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-b/giovanni-bertinetti/il-fantasma-di-sandokan/ Il fantasma di Sandokan: romanzo postumo]'', tratto da una trama lasciata dall’autore e pubblicato a cura di Nadir Salgari, A. Viglongo e C.
*Giovanni Bertinetti, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/bertinetti/il_gigante_dell_apocalisse/pdf/bertinetti_il_gigante_dell_apocalisse.pdf Il gigante dell’Apocalisse]'', S. Lattes & C., 1930.
*Ellick Morn, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/bertinetti/il_mondo_e_tuo/pdf/bertinetti_il_mondo_e_tuo.pdf Il mondo è tuo. Arte del successo in tutte le manifestazioni della vita]'', S. Lattes & C., 1908.
*Herbert Bennet, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-b/giovanni-bertinetti/le-avventure-di-kutt-hardy-il-rivale-di-sherlock-holmes/ Le avventure di Kutt Hardy. Il rivale di Sherlock Holmes]'', S. Lattes e C., 1907.
*Giovanni Bertinetti, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/bertinetti/le_orecchie_di_meo/pdf/bertinetti_le_orecchie_di_meo.pdf Le orecchie di Meo]'', A. Viglongo, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Frascati
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Oreste Raggi
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Panorama di Frascati.jpg|thumb|Panorama di Frascati]]
Citazioni su '''Frascati''' e i suoi abitanti.
*Città moderna è questa, e propriamente {{sic|surta}} per le genti {{sic|campate}} dalla distruzione del [[Tuscolo]], che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. ([[Oreste Raggi]])
*Del resto, permettetemi ancora una breve nota: la ''frasca'' non serve ancora di insegna a tante osterie? e Frascati – ricordatevi che ''cosa c'è di speciale'' a Frascati – proprio senza ragione ha il bel nome frondoso che gli hanno dato? ([[Ernesto Ragazzoni]])
==Altri progetti==
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Italiani, brava gente (film 1964)
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[[File:Panorama di Frascati.jpg|thumb|Panorama di Frascati]]
Citazioni su '''Frascati''' e i suoi abitanti.
*{{NDR|Camminano nel fango}} Ao a romagno', ma qui non s'asciuga mai, eh! So du mesi che stamo a pesta' l'uva. Oh, me pare de sta a Frascati. Me pare. (''[[Italiani, brava gente (film 1964)|Italiani, brava gente]]'')
*Città moderna è questa, e propriamente {{sic|surta}} per le genti {{sic|campate}} dalla distruzione del [[Tuscolo]], che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. ([[Oreste Raggi]])
*Del resto, permettetemi ancora una breve nota: la ''frasca'' non serve ancora di insegna a tante osterie? e Frascati – ricordatevi che ''cosa c'è di speciale'' a Frascati – proprio senza ragione ha il bel nome frondoso che gli hanno dato? ([[Ernesto Ragazzoni]])
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Citazioni su '''Frascati''' e i suoi abitanti.
*{{NDR|Camminano nel fango}} Ao a romagno', ma qui non s'asciuga mai, eh! So du mesi che stamo a pesta' l'uva. Oh, me pare de sta a Frascati. Me pare. (''[[Italiani, brava gente (film 1964)|Italiani, brava gente]]'')
*Città moderna è questa, e propriamente {{sic|surta}} per le genti {{sic|campate}} dalla distruzione del [[Tuscolo]], che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. ([[Oreste Raggi]])
*Del resto, permettetemi ancora una breve nota: la ''frasca'' non serve ancora di insegna a tante osterie? e Frascati – ricordatevi che ''cosa c'è di speciale'' a Frascati – proprio senza ragione ha il bel nome frondoso che gli hanno dato? ([[Ernesto Ragazzoni]])
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[[Categoria:Comuni del Lazio]]
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Elsa Peretti
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'''Elsa Peretti''' (1940 – 2021), designer e filantropa italiana.
{{Int|''[https://www.camillabaresani.com/i-miei-articoli/interviste/elsa-perettienelsa-peretti/ Elsa Peretti]''|Intervista di Camilla Baresani, ''iO Donna'', gennaio 2016; ripubblicata in ''camillabaresani.com''.}}
*Lo stile è nella semplicità.
*È facile fare gioielli con grosse pietre preziose, io invece sono interessata alla meccanica e alla superficie: ogni oggetto deve essere comodo e attraente.
*Le cose più belle le ho disegnate pensando a me.
*Ho introdotto nel mondo dei gioielli l'[[argento]], che è magico. Tra l'altro, i ladri, che non sono intelligenti, non lo capiscono. Sono entrati in questa casa e hanno portato via tutto. Ma l'argento no!
==Citazioni su Elsa Peretti==
*Fagioli, ossa, lacrime, stelle marine, àncore, profili di cuori, serpenti a sonagli e scorpioni. Elsa Peretti è la donna che ha introdotto nell’immaginario del lusso lo chic delle forme semplici, naturali, primitive. "Amo la natura, ma cerco di cambiarla un po', non di copiarla" ha detto. E infatti, per Tiffany, di cui è stata designer dal 1974 sino a pochi anni fa, ha plasmato l'essenza di questi oggetti tramite argento, legno, lacca, seta, vetro, bamboo, oltre ai più scontati oro e pietre preziose, usati da tutti i creatori di gioielli. Da allora, l'hanno imitata in molti, ma Elsa Peretti detiene oltre al primato un tocco personale immediatamente riconoscibile e, di fatto, irripetibile. ([[Camilla Baresani]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Peretti, Elsa}}
[[Categoria:Designer italiani]]
[[Categoria:Filantropi italiani]]
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Gaux
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| Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno |
| Persone 2960 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 |
| Tematiche e affini 931 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 |
| Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 |
| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
| Totale voci nuove 4011 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 |
| | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 |
| | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 |
| | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 |
| | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 |
| | | 2026 150 | 2026 91 | 2026 241 |
| | |Totale 2960 |Totale 1051 | Totale 4011 |
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| Campagne SheSaid |
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| 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) |
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| 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) |
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Alessandro Amorese
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Rimuovo l'immagine "Alessandro_Amorese_XIX.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Infrogmation|Infrogmation]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Alessandro Amorese XIX.jpg|]].
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text/x-wiki
'''Alessandro Amorese''' (1980), politico e saggista italiano
==Interventi alla [[Camera dei deputati|Camera dei Deputati]] ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta dell'9 novembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0008/stenografico.pdf Resoconto stenografico 8. Seduta di mercoledì 9 novembre 2022]}}
*Invitiamo la [[sinistra]], che spesso dà delle lezioni di storia, lezioni di morale, e francamente ne ha poca possibilità, se rimpiange quel muro. (p. 35) {{NDR|Riferendosi al [[muro di Berlino]]}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Amorese, Alessandro}}
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Moto Guzzi
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Danyele
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/* Luciano Marabese */ typo
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{{voce tematica}}
[[File:Moto Guzzi EICMA 2024.jpg|thumb|upright=1.2|Lo stand di Moto Guzzi all'EICMA di Milano, 10 novembre 2024]]
Citazioni su '''Moto Guzzi''', azienda motociclistica italiana.
==Citazioni==
*Avevo più o meno nove anni quando Guzzi si ritirò dalle corse nel 1957 e si chiuse, quindi, la prima parte di quella grande storia che aveva contato anche le vittorie al Tourist Trophy come prima moto non inglese a trionfare sul Mountain. Una storia che era stata anche capacità di scrivere il futuro delle due ruote anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica. Vincevano nelle corse e, contestualmente, facevano moto per tutti che hanno accompagnato un Paese sia durante gli anni bui della guerra, sia in quelli di rinascita del Dopoguerra. [...] Poi, dopo un periodo difficile, l'aquila è tornata a volare. Moto bellissime, con la particolarità straordinaria di richiamarsi ai nomi degli uccelli. La Lodola, il Cardellino, Lo Stornello, il Falcone, bellissimi. Dai rapaci a quelli più piccoli e innocui, una grande idea di libertà, tipica delle moto, che attraverso quei nomi riusciva anche a sostanziarsi. [...] Erano bellissime, e diverse profondamente tra di loro. C'era la moto per andare a lavorare e quella che invece trionfava nelle corse. Il Falcone della Polizia dava l'idea di essere qualcosa di indistruttibile. Moto Guzzi è stata, in qualche modo, simbolo di un Paese, conservando sempre una particolarità rara: mantenere una sorta di taglio artigianale nonostante la capacità di essere pionieri nell'innovazione e nei progressi tecnologici. ([[Nico Cereghini]])
*Avevo sempre amato Moto Guzzi, fin da bambino ero rapito dalle sue creature, che giudicavo straordinarie e dotate di una anima diversa da tutte le altre moto. Come ben sapete, non ci sono ragioni razionali dietro un grande amore: per me Moto Guzzi era "la Moto", e desideravo essere il principe azzurro che l'avrebbe riportata ai grandi fasti del passato, quando le due ruote uscite dagli stabilimenti di Mandello del Lario erano ammirate in tutto il mondo e dominavano la scena sportiva [...]. Per me, era il sogno dei sogni. ([[Ivano Beggio]])
*Con Guzzi – che è il mito del nostro paese [...], il primo 8 cilindri, il primo 4 cilindri, il primo monoammortizzatore posteriore, il primo telaio monoscocca [...] – abbiamo conquistato un titolo nobiliare. Il suo acquisto è stata la cosa più bella che mi potesse capitare dopo la vittoria dei titoli mondiali. ([[Ivano Beggio]])
*{{NDR|Nel 2013}} Credo che uno dei motivi di successo di Guzzi sia la capacità di trasmettere, con i suoi prodotti, la cura di un lavoro artigianale. Basta farsi un giro a Mandello del Lario per rendersene conto. La fabbrica è immutata da 90 anni e questo fascino, in qualche maniera, viene tutt'ora trasmesso alle moto. ([[Miguel Galluzzi]])
*{{NDR|«Qual è l'aspetto che una Moto Guzzi avrà sempre?»}} La personalità, lo stile e il carattere delle moto made in Italy. ([[Miguel Galluzzi]])
*Quando si dice Moto Guzzi si pensa ad un luogo preciso, a Mandello e a quei monti che, pur non avendo le caratteristiche di aree più industrializzate, hanno saputo generare futuro e liberare opportunità. ([[Nico Cereghini]])
===[[Luciano Marabese]]===
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima guzzista. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*Se io penso alla moto sportiva italiana, penso a Moto Guzzi.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza. È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Aziende italiane]]
[[Categoria:Case motociclistiche]]
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Lucio Cecchinello
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[[File:Lucio Cecchinello at the 2026 German motorcycle Grand Prix (cropped).jpg|thumb|Lucio Cecchinello nel 2026]]
'''Lucio Cecchinello''' (1969 – vivente), dirigente sportivo ed ex pilota motociclistico italiano.
==Citazioni di Lucio Cecchinello==
*Dopo due anni nel Mondiale, nel '93 e nel '94 rispettivamente con Gazzaniga e con una Honda privata, nel '95 tornai al Campionato Europeo, corsi col team Pileri e lo vinsi [...]. A fine anno mi misi di nuovo sul mercato del Mondiale e mi resi conto che i team buoni e competitivi erano tutti già pieni e non avevano posto per me. Io, tra l'altro, all'epoca avevo 26 anni e quindi ero già abbastanza vecchio, anche se a quell'epoca non era come adesso e 26 anni eri ancora relativamente giovane per correre con la 125cc. [...] Quando capii che non c'erano né una Honda ufficiale né un'Aprilia ufficiale disponibile per me [...] pensai che invece di tornare pilota di un team privato portando dei soldi, avrei potuto fare direttamente la mia squadra. [...] è stata la scelta giusta; proprio grazie alla mia esperienza di meccanico avevo capito quali erano i tecnici con cui lavorare e costruire qualcosa. Ed effettivamente così fu perché convocai Paolo Cordioli – che aveva esperienza in sport production nella Gran Prix a livello italiano – e il suo amico, che era ex pilota di moto, meccanico di biciclette e gran conoscitore delle corse. Siamo partiti con il [[Team LCR]] iscritto al campionato mondiale del '96, eravamo in tre e addirittura non si chiamava ancora Team LCR, ma Team Honda GP3... perché eravamo in tre!<ref name="Spinelli">Dall'intervista di Maria Grazia Spinelli, ''[https://www.fuoritraiettoria.com/2-ruote/su-pista-2-ruote/motogp/intervista-lucio-cecchinello-lcr-honda-motogp-2023/ Da meccanico a manager: Cecchinello ci racconta Cecchinello]'', ''fuoritraiettoria.com'', 13 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[MotoE]]}} È qualcosa di bellissimo perché si tratta di preparare veicoli alternativi per il futuro. Dico alternativi perché non saranno veicoli sostitutivi, la tecnologia non è pronta a sostituire la combustione. Sono veicoli alternativi per una comunità di utenti ad uso urbano che hanno la possibilità di caricare facilmente i propri veicoli. Per noi, poter dare un nostro contributo allo sviluppo di questa tecnologia è qualcosa di veramente eccitante, emozionante, divertente e interessante. Un'esperienza assolutamente positiva.<ref name="Spinelli"/>
*Fausto {{NDR|[[Fausto Gresini|Gresini]]}} è stato un grande, un grandissimo. Onestamente, è stato l'unico che è riuscito a creare un piccolo impero. La sua struttura, il suo reparto corse, tutti i progetti sportivi che è riuscito a portare avanti negli anni, i successi che ha avuto e quello che stava preparando per il futuro... è qualcosa di straordinario. Questo è merito di una capacità imprenditoriale al di sopra della media e di una forza incredibile ad affrontare la quotidianità lavorativa. E quello che mi porterò dentro da lui è proprio questa grandissima energia nel pensare in grande, nel buttarsi ad avviare dei progetti. [...] È sempre stato un punto di riferimento per me, per il modo in cui organizzava qualsiasi cosa relativa alla presentazione del suo box, della sua hospitality, il modo in cui si rapportava con i suoi clienti, il modo in cui era organizzato al reparto corse. Un grande imprenditore, un grande personaggio, con una forza di lavoro incredibile. Per mandare avanti tutti i suoi progetto, il suo impegno anche era mostruoso. Abbiamo cominciato tra il 1996 e il 1997. E se guardiamo quello che ha fatto lui, il numero di podi, di vittorie, di titoli mondiali che ha vinto [...], abbiamo perso un personaggio incredibile. È estremamente triste e doloroso pensare alla maniera ingiusta nella quale se n'è andato, una maniera così veloce, così repentina.<ref>Dall'intervista di Léna Buffa, ''[https://it.motorsport.com/motogp/news/lucio-cecchinello-tante-soddisfazioni-e-questo-mi-ripaga/6516675/ Lucio Cecchinello: "Ho tante soddisfazioni e questo mi ripaga"]'', ''motorsport.com'', 29 maggio 2021.</ref>
*I giapponesi non hanno [...] questa capacità di guardare oltre. Se guardiamo la storia, i giapponesi non sono tanto bravi a inventare, quanto lo sono a copiare e migliorare ciò che sanno fare gli europei. Quando decidono di fare qualcosa sono capaci. Lo abbiamo visto in Formula 1, alla Dakar, alla 8 Ore di Suzuka, e in molti altri casi ancora.<ref>Dall'intervista di Riccardo Guglielmetti a GPOne; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2023/06/08/motogp/cecchinello-i-giapponesi-non-innovano-come-gli-europei-ma-sanno-copiare.html MotoGP, Cecchinello: "I giapponesi non innovano come gli europei, ma sanno copiare"]'', ''gpone.com'', 8 giugno 2023.</ref>
*{{NDR|Nel 2020}} Quello che stiamo vivendo, e mi dispiace che non venga adeguatamente messo in rilievo, è un cambiamento storico per il motociclismo. Purtroppo, invece, è spesso ridotto ad argomento di terzo o quart'ordine sui mezzi d'informazione. La MotoE serve a creare l'ambiente per un cambiamento paragonabile a quello che avvenne nel passaggio dalle 500cc 2T alle 1000cc 4T. In quel momento il motore 4T era palesemente il futuro ma venne accolto come una sorta di tradimento dello spirito delle gare. Oggi viviamo una situazione analoga, ma è inutile girarci tanto intorno, in dieci o al massimo venti anni la mobilità, compresa quella a due ruote, sarà elettrica. A quel punto nessuna casa costruttrice di moto investirà milioni di euro per un team in una competizione con motori a combustione per sviluppare una tecnologia obsoleta.<ref>Da ''[https://www.epaddock.it/intervista-a-lucio-cecchinello-il-presente-e-il-futuro-della-motoe-parte-ii/ Intervista a Lucio Cecchinello: il presente e il futuro della MotoE parte II]'', ''epaddock.it'', 6 ottobre 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.gpone.com/it/2022/09/01/motogp/video-cecchinello-senza-lcr-la-carriera-di-stoner-sarebbe-stata-diversa.html Cecchinello: "Senza LCR, la carriera di Stoner sarebbe stata diversa"]''|Dal documentario ''My Ride, My Life - Lucio Cecchinello'', Honda Motor Company, 1º settembre 2022; citato in Marco Caregnato, ''gpone.com''.}}
*Vidi quei grandi camion, i camper, i piloti. C'erano Loris Reggiani, Luca Cadalora, Wayne Rainey, John Kocinski e Kenny Roberts, che allora era un dirigente. Sentii i meccanici riscaldare i motori a due tempi. Mi venne la pelle d'oca. Fu in quel momento che decisi che era quello il posto in cui volevo passare la mia vita.
*La mia carriera motociclistica è un po' diversa da quella di altri piloti. Avevo una Honda NS 125F. Ero con la mia fidanzata nella zona industriale di Bologna, correvo in una sorta di circuito e mi cronometravo. Cercavo sempre di abbassare il mio tempo. Volevo davvero diventare un pilota e nonostante avessi la moto [...] non avevo i soldi. Quindi mi venne un'idea: la mia fidanzata voleva comprare una moto, così le vendetti la mia... e le chiesi se avrei potuto prenderla in prestito, modificarla e iscrivermi a qualche gara! È così che ho iniziato!
*Nell'immaginario mio e della mia generazione, se avevi una [[Honda]] eri un "tipo giusto". Honda era, e credo sia tutt'ora, leader sul fronte della tecnologia. Sono da sempre un appassionato del marchio Honda e ammiro enormemente il lavoro di Soichiro Honda. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo. La prima moto che ho avuto a 16 anni era una NS 125F. Era una moto da strada, ma aveva una carena da corsa e un motore potente.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Team LCR]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cecchinello, Lucio}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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Giuseppe Unicorno
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Rimuovo l'immagine "Giuseppe_Unicorni.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Fitindia|Fitindia]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/Files uploaded by Dolcevita1956|]].
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'''Giuseppe Unicorno''' o '''Unicorni''' (1523 – 1610), matematico italiano.
==[[Incipit]] di ''De l'arithmetica universale''==
{{maiuscoletto|Havendo}} proposto nell'animo mio di scrivere, & trattare dell'arte de numeri con quella brevità, & utilità che all'ingegno mio sarà poßibile; ho giudicato esser cosa convenevole, anzi necessaria prima diffinire, & poi dividere la quantità come genere, & principio di essa Arte: perche, come dice il Philosopho nel primo della Naturale Philosophia, allhora cstimamo conoscere qualunque cosa, quando conoscemo le prime cagioni, & li primi principij infino à gli elementi.
==Citazioni su Giuseppe Unicorno==
*Non si può fare di Giuseppe Unicorni compatriota nostro memoria, che non si rammenti un'ente transcendentale incorporato ne generi di tutte le scienze, un vero Universale, come direbbe il Logico, ''à parte rei'', se non in ''essendo'', almeno in ''sciendo'', che professò general cognitione d'ogni più nobile facoltà: è però vero, che quantunque à guisa d'Individuo vago per tutte l'arti vagasse, pur le scienze matematiche erano i suoi più cari studij, i suoi più dilettevoli trattenimenti, quì trovando la sfera de suoi desiri, & de suoi riposi il centro. ([[Donato Calvi]])
*Saper profondo in ogni suo libro scoperse, ma in quello dell'Aritmetica universale col trattar di quest'arte scioglie ogni più notabile quesito [...]. Altre opere da Giuseppe composte, & da lui nel libro impresso: ''De Mathematicarum artium utilitate'', rammentate ponno d'infallibile attestato servire per la generalità de suoi studij; & come in esso con generica indifferenza dell'Aritmetica discorre Geometria, Musica, Astrologia [...]. Nel medesimo libro due nobili encomij interseca l'uno della Musica, l'altro dell'Astrologia in generale, per l'una, & per l'altra non meno in Prattica, che in Teorica eccellente, narrandosi di lui fosse e nella Musica vocale, e nell'armonica de suoni peritissimo, e per risguardo dell'Astrologia tanto naturale, quanto giudiciale connumerato frà primi d'Italia. ([[Donato Calvi]])
==Bibliografia==
*Giuseppe Unicorno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6287844 De l'arithmetica universale]'', Francesco De Franceschi, Venezia, 1598.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Unicorno, Giuseppe}}
[[Categoria:Matematici italiani]]
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Johann Adam Mohler (o con dieresi),
Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi).
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Spinoziano (BEIC)
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Roberto de Visiani
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Cockerellites liops Green River Formation.jpg|thumb|Fossile]]
Citazioni sul '''fossile'''.
*I fossili organizzati sono per il naturalista come le monete per l'antiquario; sono le antichità della terra; e mostrano molto distintamente la sua formazione graduale e regolare, con i vari cambi di abitanti dell'elemento acquoso. ([[William Smith (geologo)|William Smith]])
*Lo studio degli avanzi fossili di quegli esseri, che animavano ed abbellivano la superficie del mondo antico, molti anni or sono veniva accolto, se non con ischerno, certo con noncuranza da coloro, che in una scienza del tutto nuova o nascente pretendevano di trovare quella solidità di principii, che le altre scienze di osservazione non acquistarono che col tempo, e che non sapendo veder più là di quel primo stato di rudimento in cui allor presentavasi, non ne poteano antiveder l'avvenire. ([[Roberto de Visiani]])
*{{NDR|Su una conchiglia fossile}} ''Occulta nel fondo | d'un antro marino | del giovane mondo | vedesti il mattino; | vagavi co' nautili, | co' murici a schiera; | e l'uomo non era. || Per quanta vicenda | di lente stagioni | arcana leggenda | d'immani tenzoni | impresse volubile | sul niveo tuo dorso | de' secoli il corso!'' ([[Giacomo Zanella]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Paleontologia]]
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Ofer Cassif
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text/x-wiki
[[File:Ofer Cassif (cropped).png|thumb|Cassif nel 2021]]
'''Ofer Cassif''' (1964 – vivente), politico israeliano.
==Citazioni di Ofer Cassif==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://www.assopacepalestina.org/2023/02/08/lintervento-alla-knesset-di-ofer-cassif-parlamentare-di-hadash/ L'intervento alla Knesset di Ofer Cassif, parlamentare di Hadash]''|Intervento del 25 gennaio 2023; tradotto e ripubblicato in ''assopacepalestina.org'', 8 febbraio 2023.}}
{{NDR|Sulla [[riforma giudiziaria israeliana del 2023]]}}
*[...] aprite gli occhi e vedrete un paese dittatoriale. Un paese senza libertà civili e umane, un paese senza un sistema giudiziario indipendente dal regime e dal potere, e quindi senza un processo equo; un paese senza cittadini liberi, ma con soggetti perseguitati che subiscono violenze quotidiane ed esclusioni sistematiche.
*La legge in questione è stata concepita per garantire che i membri della razza superiore del Paese occupante, e in particolare i [[Insediamenti israeliani|coloni]] criminali, siano separati, elitari, superiori ai sudditi palestinesi. Avranno la piena protezione della legge e delle istituzioni dell’occupazione: il governo, l’esercito, la polizia, i tribunali, ecc. Questa legge è una copertura per la repressione, e il processo di voto è solo una parvenza di processo democratico, una coperta ingannevole sulla realtà di una dittatura che già esiste [in Cisgiordania] e che il governo vuole copiare all’interno della Linea Verde.
*Com’è possibile parlare di “volontà del popolo” e di “decisione della maggioranza”, e in ogni caso di democrazia, quando circa la metà di coloro che vivono tra il fiume e il mare sono privi di diritti e non hanno alcuna influenza su coloro che li governano con la violenza e deturpano le loro vite ad ogni passo?
*Chi teme una nascente dittatura all’interno di Israele deve opporsi alla dittatura dell’occupazione. Nessuna Corte, nemmeno l’Alta Corte di Giustizia, sarà indipendente e non giudicherà con giustizia (e non ha giudicato con giustizia fino ad ora), finché non ci sarà indipendenza e giustizia per il popolo palestinese. Perché non c’è democrazia con l’occupazione!
{{Int|''[https://www.dire.it/09-10-2023/963190-medio-oriente-ofer-cassif-da-hamas-crimini-di-guerra-israele-e-corresponsabile/ Medio Oriente, Ofer Cassif (Knesset): "Da Hamas crimini di guerra, Israele è corresponsabile"]''|Intervista a ''dire.it'', 9 ottobre 2023.}}
{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}}
*Israele è responsabile in molti modi, ma la sua colpa principale è l’occupazione dei Territori palestinesi che continua. [...] Hamas ha commesso un crimine di guerra contro civili innocenti che non possiamo accettare; bisogna ora considerare il contesto, non per giustificare l’ingiustificabile, ma per capire e per far sì che quello che è accaduto non si ripeta.
*L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza.
*{{NDR|Su [[Benjamin Netanyahu]]}} Negli ultimi mesi ha istigato a "pogrom", atti di violenza contro comunità specifiche, che hanno preso di mira civili, pastori e famiglie palestinesi innocenti. [...] Le forze di occupazione hanno offerto copertura a milizie ebraico-fasciste che hanno assassinato palestinesi impunemente, contando poi sul fatto che quei crimini non sarebbero stati perseguiti.
*Sappiamo che adesso l’apparato delle forze di occupazione israeliane pianifica di distruggere parte di Gaza. [...] Nella regione vivono più di due milioni di persone e i morti saranno migliaia: l’Ue e gli Stati Uniti avrebbero potuto fermare tutto questo, ma non lo hanno fatto.
{{Int|''[https://ilmanifesto.it/ofer-cassif-il-governo-sta-diventando-dittatura-e-il-mio-dovere-contestarlo Ofer Cassif: «Il governo sta diventando dittatura. È il mio dovere contestarlo»]''|Intervista di Michele Giorgio, ''ilmanifesto.it'', 11 gennaio 2024.}}
{{NDR|Sulla [[guerra Hamas-Israele del 2023]]}}
*Dal massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre e all’ombra della guerra, il governo si sta trasformando in una dittatura, da qui la repressione delle voci contro la guerra, il divieto di manifestare per il cessate il fuoco nei centri abitati arabi e la punizione di quei cittadini, non solo arabi, che hanno espresso simpatia per le vittime innocenti dei bombardamenti, come i bambini di Gaza. Perciò il mio impegno morale, come parlamentare e cittadino, è quello di alzarmi e parlare contro questo governo.
*Sono contro la guerra che uccide palestinesi e anche israeliani, chiedo la salvezza degli ostaggi israeliani a Gaza non pochi dei quali temo non siano più vivi. E non voglio che muoiano altri soldati israeliani. L’unica strada, perciò, è fermare la guerra e fermare l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi.
*[[Aharon Barak|Barak]] è stato attaccato, offeso, umiliato, definito un traditore dall’entourage di Netanyahu. E ora il primo ministro vuole che rappresenti Israele. Il cinismo di Netanyahu non ha limiti.
*[...] è una vergogna che il giudice Barak abbia accettato la nomina di Netanyahu. Non avrebbe dovuto collaborare con l’uomo che ha portato la minaccia più grande alle istituzioni di Israele.
==Altri progetti==
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Ilan Pappé
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espluso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme completto della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme completto della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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/* La prigione più grande del mondo */
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme completto della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici israeliani]]
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/* La prigione più grande del mondo */
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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/* La prigione più grande del mondo */
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wikitext
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici israeliani]]
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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/* La prigione più grande del mondo */
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''La prigione più grande del mondo''==
*Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11)
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
*Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265)
*Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312)
*L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320)
*In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331)
*Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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800 metri piani
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Danyele
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[[File:800 m final Daegu 2011.jpg|thumb|La finale maschile degli 800 metri piani ai campionati del mondo di Daegu 2011]]
Citazioni sugli '''800 metri piani'''.
*Gli 800 metri [...] sono una gara difficile da allenare. Devi cucire la preparazione giusta sull'atleta e creare il connubio perfetto con l'allenatore, soprattutto anno dopo anno. [...] 2 minuti in una gara sembrano tanti, uno può pensare che si possano cambiare le cose in corsa, ma non è così. L'inizio è sempre molto rapido e se sbagli un passaggio nei 100 metri tutto si complica, come se hai una brutta posizione nell'ultimo giro sei chiusa per la fase finale. Contano capacità, tattica e fortuna. ([[Elena Bellò]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Salto in alto
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/* Voci correlate */ +1
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[[File:Above the obstacle.jpg|thumb|Salto in alto]]
Citazioni sul '''salto in alto'''.
*«Citius altius fortius»: De Coubertin sognava un'umanità che fosse sempre più veloce, più forte e in grado di saltare appunto più in alto. All'inizio lo si faceva con una sforbiciata, ricadendo in piedi. Poi si passò al ventrale, valicando l'asticella appunto con il ventre. Fosbury apparteneva però a quella genìa di uomini che sanno vedere le cose dall'altra parte. ([[Aldo Cazzullo]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
*[[Stile Fosbury]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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400 metri ostacoli
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[[File:Lashinda Demus Berlin 2009.jpg|thumb|Un passaggio dei 400 metri ostacoli femminili ai campionati del mondo di atletica leggera 2009]]
Citazioni sui '''400 metri ostacoli'''.
*I 400 ostacoli, se fatti bene, sono musicali: ritmo e armonia. ([[Ottavio Missoni]])
*{{NDR|«Nei 400 ostacoli quanto conta la corsa, cioè il gesto della corsa, non il salto?»}} Nei 400 ostacoli tanto, è fondamentale. Noi abbiamo una corsa ritmata, molto ritmata. E non è come nelle altre specialità in cui ognuno ha il suo tipo di corsa e comunque si va forte. Noi dobbiamo rispettare alla lettera una determinata ritmica: serve una bella corsa, circolare, ritmata. ([[Rebecca Sartori]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
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3000 metri siepi
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[[File:Sgt. Hillary Bor runs 3,000-meter steeplechase at Rio Olympic Games photos by Tim Hipps, U.S. Army IMCOM Public Affairs (28945469872).jpg|thumb|Il passaggio della riviera nei 3000 metri siepi ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016]]
Citazioni sui '''3000 metri siepi'''.
*Questa è una corsa che richiede una componente fisica molto importante perché non c'è mai un ritmo regolare e il dispendio fisico è più elevato. Prima dell'ostacolo devi accelerare, allo stesso tempo anche la ricaduta va effettuata bene, per non farsi male. {{NDR|«E poi ci sono le avversarie»}} Sì, ci si tiene d'occhio a vicenda. Può capitare di correre contro atlete che magari hanno un modo di saltare un po' invasivo, nel senso che per esempio aprono le braccia per darsi equilibrio. ([[Francesca Bertoni]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Amos Gitai
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Rimuovo l'immagine "Amos_portrait_1.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Infrogmation|Infrogmation]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Amos portrait 1.jpg|]].
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text/x-wiki
'''Amos Gitai Weinraub''' (1950 – vivente), regista, sceneggiatore, artista e produttore cinematografico israeliano.
==Citazioni di Amos Gitai==
*Non si può mettere una data a un film, i film devono essere atemporali. Vengono creati in un momento specifico, ma quel momento contiene in sé i germi del passato e quelli del futuro.<ref>Citato in Maria Giovanna Vagenas, ''[https://www.locarnofestival.ch/it/news/2024/daily/irene-jacob-when-you-love-your-job-you-want-to-keep-doing-it.html Irène Jacob: 'Quando ami il tuo lavoro, vuoi continuare a farlo']'', ''locarnofestival.ch'', 9 agosto 2024.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Gitai, Amos}}
[[Categoria:Artisti]]
[[Categoria:Produttori cinematografici israeliani]]
[[Categoria:Registi israeliani]]
[[Categoria:Sceneggiatori israeliani]]
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Daniella Weiss
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Skekzilla
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/* Citazioni di Daniella Weiss */
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text/x-wiki
[[File:Daniella Weiss (cropped).jpg|thumb|Daniella Weiss]]
'''Daniella Weiss''' (1945 – vivente), attivista isrealiana.
==Citazioni di Daniella Weiss==
{{cronologico}}
*Non siamo dei Rambo, perché intendiamo soltanto difenderci dagli attacchi dei palestinesi.<ref name=franceschini>Citato in [[Enrico Franceschini]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/08/25/israele-le-rambo-con-la-gonna.html Israele, le Rambo con la gonna]'', ''la Repubblica'', 25 agosto 2000.</ref>
*Non passa notte senza che i palestinesi dei villaggi arabi intorno al nostro insediamento scatenino una sparatoria [...]. Il nemico si prepara, noi dobbiamo fare altrettanto. Di giorno, le [[Insediamenti israeliani|colonie]] si svuotano di uomini, perché i nostri mariti lavorano per lo più a Gerusalemme. In quelle ore diventiamo un facile bersaglio e non ci aspettiamo che l'Esercito israeliano ci protegga. Ebbene, ci proteggeremo da sole, senza aspettare i palestinesi sulla soglia di casa: la miglior difesa è l'attacco. Del resto è scritto nella Bibbia che Dio è un eroe di guerra.<ref name=franceschini/>
{{Int|''[https://tg.la7.it/esteri/limpressionante-intervista-francesca-mannocchi-coloni-vogliono-in-gaza-tutta-ebraica-20-06-2024-213872 L'impressionante intervista di Francesca Mannocchi ai coloni che pretendono una Gaza solo ebraica]''|Da un'intervista di [[Francesca Mannocchi]] per ''Propaganda Live''; citato in ''tg.la7.it'', 25 maggio 2024.}}
*Da ora in poi dedicheremo la nostra vita per fare una Gaza tutta ebraica. [...] lì la sabbia dorata e il mare sono più belli della Costa Azzurra.
*{{NDR|«Dove andranno i rifugiati di Gaza?»}} Andranno in Egitto, Turchia, Canada, Stati Uniti, in tutti i paesi del mondo...come tutti i rifugiati, come gli afghani o i siriani [...]. {{NDR|«Ma loro vogliono vivere nella loro terra...»}} No, pagano per andarsene via perché soffrono. Non è la loro terra. Gli arabi non resteranno a Gaza. Punto. Questa volta è finita, il prossimo passo è che gli ebrei vadano là [...] costruiremo delle comunità a Gaza. Ristabiliremo l’area di Gush Katif nella zona nord fino alla parte sud. Quindi la giustizia del mondo moderno è lasciarci tornare a Gaza.
*{{NDR|«Quando vedi la distruzione di Gaza cosa senti?»}} E allora la distruzione di Dresda e Amburgo o Berlino? Cosa ha fatto il mondo allora? Perché non chiedi agli Stati Uniti cosa hanno fatto a Hiroshima e Nagasaki? Posti che sono stati distrutti da persone insane e ricostruite da persone normali. Costruiremo gli insediamenti e educheremo i bambini a sognare Gaza e piano piano costruiremo con l'influenza della politica... presto arriverà....più presto di quanto si pensa.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Weiss, Daniella}}
[[Categoria:Attivisti israeliani]]
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Sam Peckinpah
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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[[File:Sam Peckinpah.JPG|miniatura|Sam Peckinpah (1968)]]
'''David Samuel Peckinpah''' (1925 – 1984), regista e sceneggiatore statunitense.
==Citazioni su Sam Peckinpah==
*Diresse alcuni dei capolavori della New Hollywood, divenendo il simbolo della sua tendenza più aggressiva e anticonformista, in aspro conflitto con la logica delle majors. A lungo contestato e molto spesso boicottato dalla maggioranza della critica, fu invece prediletto dalla più avvertita cinefilia europea. In tempi recenti la sua opera è stata universalmente ritenuta cruciale per l'evoluzione del cinema americano e, più in generale, per la ristrutturazione dell'immaginario collettivo postmoderno: di incalzante e avvincente figuratività, è al contempo iperrealistica e barocca, "politicamente scorretta" eppure in sintonia con gli ideali libertari della generazione "sessantottina", capace di elaborare una visione in cui il lato oscuro della Frontiera e del mito americano diviene epico affresco, poema nostalgico, brutale ritratto del disfacimento fisico e morale dei suoi tormentati eroi. ([[Valerio Caprara]])
==Filmografia==
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) – sceneggiatore
*''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) – regista
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) – regista
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965) – regista e sceneggiatore
*''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969) – regista e sceneggiatore
*''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970) – regista e produttore
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Peckinpah, Sam}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Yair Golan
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[[File:Yair Golan (SHL 9404) (cropped).jpg|thumb|Yair Golan nel 2021]]
'''Yair Golan''' (1962 – vivente), politico e militare israeliano.
==Citazioni di Yair Golan==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://legrandcontinent.eu/it/2023/10/30/non-mi-fido-di-netanyahu-per-questa-guerra-una-conversazione-con-il-generale-yair-golan/ «Non mi fido di Netanyahu per questa guerra», una conversazione con il generale Yair Golan]''|Intervista di Milan Czerny, ''legrandcontinent.eu'', 30 ottobre 2023.}}
*{{NDR|Sull'[[attacco di Hamas a Israele del 2023]]}} Per comprendere questo evento, dobbiamo guardare a ciò che è accaduto in Israele negli ultimi quattro anni circa, una sorta di processo di autodistruzione. In un arco di tempo molto breve, siamo passati attraverso numerose elezioni e la formazione dell’attuale governo. Per la prima volta nella storia di Israele, gli elementi più estremi della società israeliana hanno fatto parte di un governo. Per la prima volta nella storia di Israele, un uomo sotto processo è stato eletto Primo Ministro. Questo non era mai accaduto prima e, in un certo senso, è ciò che sta alla base del terribile attacco del 7 ottobre.
*[[Benjamin Netanyahu|Benyamin Netanyahu]] non era al potere tra il 1999 e il 2009. La lezione che ha imparato dal processo di Oslo è che fare qualcosa – in altre parole, prendere un’iniziativa sulla questione palestinese – è politicamente troppo pericoloso.
*Il sistema politico non si è spostato a destra. È stato Benyamin Netanyahu a spostarsi a destra e a portare con sé l’intero partito, il Likud. Perché lo ha fatto? Perché, nella sua mente, la cosa più importante è prendersi cura della sua base elettorale. Per Benyamin Netanyahu, la politica non è parlare alla maggioranza. Bisogna parlare alla base militante e lasciare che attragga il resto della popolazione. Questo è il suo modo di pensare.
*{{NDR|Su [[Benjamin Netanyahu]]}} Secondo lui, se si è di destra, si è duri e si è guerrieri. E se si è a sinistra, è l’opposto. È assurdo. Io sono di sinistra perché credo che dobbiamo separarci dai palestinesi. Vogliamo vivere in pace a fianco dei palestinesi. E credo che, in quanto Paese forte e nazione forte, siamo noi a dover prendere l’iniziativa per raggiungere questo obiettivo. Ecco cosa significa per me essere di sinistra. Non significa nulla per la mia volontà o capacità di combattere i nostri nemici. Posso anche rivelarvi un segreto: tanti, tanti, tantissimi dei migliori generali di Israele sono di sinistra. Si tratta semplicemente di un malinteso orchestrato e promosso da Benyamin Netanyahu. Sostenere che se qualcuno è di sinistra, è un traditore che indebolisce Israele significa dire una bugia.
*La Striscia di Gaza deve rimanere una zona demilitarizzata per sempre. Non ho intenzione di permettere che diventino una minaccia per i civili israeliani. Il resto del mondo deve capirlo. Non possiamo permettere che un’organizzazione terroristica si rafforzi.
*[...] dobbiamo parlare alla popolazione e spiegare che l’annessione della [[Cisgiordania]], l’obiettivo finale della destra israeliana, e soprattutto dell’estrema destra, è una follia. Oggi stiamo parlando di 4,9 milioni di persone che non sono disposte a rimanere sotto il nostro controllo. È folle aspettarsi di ottenere qualcosa di buono da questa situazione, non dando ai Palestinesi alcuna prospettiva di un futuro migliore. Dobbiamo cercare di capire i palestinesi, lanciare iniziative e sperare che loro capiscano noi.
*Quando hai distrutto Israele negli ultimi dieci mesi e hai portato il Paese al punto più basso della sua storia, non puoi più governare. Benyamin Netanyahu non ha più alcun diritto di governarci.
*Non mi fido di Netanyahu. Ho troppe ragioni per credere che le sue decisioni non siano basate su considerazioni razionali, ma piuttosto sui suoi interessi personali. Per noi è necessario un immediato cambio di leadership.
*Per anni, Netanyahu ha descritto il suo campo politico come il campo nazionale, mentre i suoi avversari, che una volta erano il campo della pace, sono diventati il campo dei traditori. Invece di combattere questa narrazione e ribadire che siamo gli unici a capire veramente come garantire la sicurezza dei cittadini israeliani, la sinistra tende a dire che si occuperà di questioni ambientali, diritti degli animali e diritti LGBT. Sono questioni importanti, ma meno importanti della sicurezza di Israele. Abbiamo commesso un errore abbandonando questo tema.
*Gli Stati Uniti devono affrontare una guerra in Ucraina e dei contrasti con la Russia, la Cina e l’Iran. Non hanno intenzione di essere coinvolti in un conflitto molto locale tra Hamas e Israele, che fondamentalmente non è di grande importanza per gli interessi americani.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/08/29/news/yair_golan_israele_partito_laburista_netanyahu-423466674/ Yair Golan: "Annettere i territori danneggia la reputazione di Israele. Dividiamoci puntando ai due Stati"]''|Intervista di Francesca Caferri, ''repubblica.it'', 29 agosto 2024.}}
*Israele non può sopravvivere come lo Stato messianico in cui lo stanno trasformando. Dobbiamo essere parte del mondo occidentale, essere una democrazia liberale.
*Io credo che l’annessione di fatto che sta avvenendo in [[Cisgiordania]] vada fermata subito. La comunità internazionale non capisce quello che Netanyahu e i suoi partner stanno facendo lì: questo è parte della perdita di credibilità.
*Credo ancora che la [[Soluzione dei due Stati|visione dei due Stati]] sia la più promettente, ma credo anche che la strada sia molto più difficile ora di quanto non lo fosse prima del 7 ottobre. Israele è sotto shock: non si può ignorare questo né la necessità di ristabilire un senso di sicurezza per la sua gente. Per riaprire la strada verso i due Stati dobbiamo passare da una separazione civile in cui il controllo della sicurezza sia in mano a Israele. Dare all’Anp la responsabilità sulla sicurezza troppo presto è ciò che ci ha portato al disastro: dopo Oslo e dopo il ritiro da Gaza. In cambio abbiamo avuto terribili ondate di terrore.
*Molte delle persone uccise il 7 ottobre in Israele appartenevano a quello che qui chiamiamo “il campo della pace”. Gente che per una vita ha sostenuto il dialogo. Cosa hanno avuto in cambio? Questo non si può dimenticare. Come non si può dimenticare che Hamas ha fortificato Gaza incurante di essere in un’area densamente popolata. Il nostro esercito combatte in un terreno urbano che ha pochi precedenti nella Storia militare.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/05/news/yair_golan_intervista_annessione_striscia_follia_distruzione_israele-424771729/ Yair Golan: "Basta guerra, con l'annessione della Striscia si distruggerà Israele"]''|Intervista di Gabriella Colarusso, ''repubblica.it'', 5 agosto 2025.}}
*Abbiamo un governo guidato da visione messianica estremista che non ha alcun collegamento con la realtà. Ne fanno parte ministri che non hanno mai servito un giorno in vita loro, che anelano al ripristino degli insediamenti a Gaza a costo del sangue dei nostri figli. L’annessione della Striscia equivarrebbe alla distruzione di Israele.
*Avremmo potuto raggiungere un accordo sugli ostaggi più di un anno fa. È sempre lo stesso accordo: un cessate il fuoco permanente, il rilascio degli ostaggi, il rilascio dei prigionieri palestinesi e il ritiro delle Forze di Difesa Israeliane dalla maggior parte della Striscia di Gaza. Ma Benjamin Netanyahu e il suo governo si rifiutano di accettare l’accordo, si rifiutano di liberare gli ostaggi perché vogliono rimanere al potere, liberarsi di tutti i loro problemi giudiziari e mantenere viva la loro folle visione messianica.
*Posso assicurarvi, dopo molte discussioni con importanti personalità arabe, che il mondo arabo è disposto ad assumersi la responsabilità della ricostruzione della Striscia di Gaza. Ci sono palestinesi moderati che potrebbero forgiare un governo moderato per la Striscia. Si può fare, ma bisogna avviare un processo che traduca i successi militari in vera politica, in vera diplomazia. Bisogna fermare la guerra.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Golan, Yair}}
[[Categoria:Militari israeliani]]
[[Categoria:Politici israeliani]]
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Campionati del mondo di atletica leggera
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Danyele
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+voci correlate / categoria
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:2013 World Championships in Athletics (August, 10) by Dmitry Rozhkov 107.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei campionati del mondo di atletica leggera 2013]]
Citazioni sui '''campionati del mondo di atletica leggera'''.
*Tutti sognano sempre le Olimpiadi, ma un titolo mondiale mi sembra ancora più bello. I mondiali di atletica sono più intimi, mentre le Olimpiadi sono un evento così grande. ([[Lieke Klaver]])
==Voci correlate==
*[[Atletica leggera]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}}
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Competizioni sportive]]
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Caleb Landry Jones
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/* Filmografia */
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[[File:Caleb Landry Jones - Dracula.jpg|thumb|Caleb Landry Jones nel 2026]]
'''Caleb Landry Jones''' (1989 – vivente), attore e cantante statunitense.
==Citazioni di Caleb Landry Jones==
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.<ref name="cinecittanews">Citato in ''[https://cinecittanews.it/dracula-parla-francese-alla-festa-di-roma-il-film-di-luc-besson/ Dracula parla francese: alla Festa di Roma il film di Luc Besson]'', ''cinecittanews.it'', 24 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} [[Zoë Bleu|Zoë]] arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...<ref name="cinecittanews"/>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} [[Luc Besson|Luc]] mi ha detto: [[Conte Dracula|Dracula]] è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.<ref name="thespot">Citato in ''[https://thespot.news/2025/10/25/luc-besson-reinventa-il-mito-dracula-e-la-piu-grande-storia-damore-mai-scritta/ Luc Besson reinventa il mito: “Dracula è la più grande storia d’amore mai scritta”]'', ''thespot.news'', 25 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.<ref name="thespot"/>
{{Int|''[https://www.grazia.it/magazine/caleb-landry-jones-intervista-mio-dracula-fa-innamorare-930271 Caleb Landry Jones: "Il mio Dracula fa innamorare"]''|Intervista di Claudia Catalli, ''grazia.it'', 15 ottobre 2025.}}
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Molti dei film che giro mi richiedono in un certo senso di distruggermi: per questo cerco di accettare poche storie in cui credo davvero. Non è mai la quantità del lavoro a interessarmi. Quando recito provo la profonda insicurezza di chi fa tentativi per esplorare cose nuove, eppure allo stesso tempo so esattamente che cosa sto facendo: sul set vivo questa perenne sensazione ambivalente di controllo e abbandono difficile da spiegare a parole.
*Purtroppo i registi che mi piacciono sono quasi tutti morti [...]. Ne parlavo l'altro giorno con Besson: i cineasti da tempo hanno smesso di insegnare e tramandare alle nuove generazioni. L'Italia è stata piena di maestri, avete trasmesso al mondo l'amore per il cinema, ma chi ha pensato alle generazioni successive?
{{Int|''[https://www.iodonna.it/spettacoli/cinema/2025/10/19/caleb-landry-jones-dracula-luc-besson-intervista-film/ Caleb Landry Jones: «Sono il Dracula più romantico della storia»]''|Intervista di Maria Laura Giovagnini, ''iodonna.it'', 19 ottobre 2025.}}
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Adoravo già il cinema, ma come forma di fuga, un sistema per evadere dalla realtà. E vedevo film “sicuri”, niente di particolarmente impegnativo. La prima svolta è stata a 16 anni con ''[[Arancia Meccanica]]'' (mia madre, nel dubbio che fosse troppo “forte” lo ha guardato con me): mi ha smosso, mi ha svegliato. Ho iniziato a pensare al mondo diversamente.
*Non so se {{NDR|i personaggi che ho interpretato}} fossero tutti ossessivi: forse li ho resi ossessivi io, sulla pagina all’inizio non lo erano. Però il mio disturbo ossessivo-compulsivo era abbastanza pesante, a un certo punto.
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[Byzantium]]'' (2012)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017)
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Landry Jones, Caleb}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Cantanti statunitensi]]
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Zoë Bleu
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text/x-wiki
'''Zoë Bleu Sidel''' (1994 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Zoë Bleu==
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Non volevo riferirmi ai [[Conte Dracula|Dracula]] del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi… come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e [[Caleb Landry Jones|Caleb]].<ref>Citato in ''[https://cinecittanews.it/dracula-parla-francese-alla-festa-di-roma-il-film-di-luc-besson/ Dracula parla francese: alla Festa di Roma il film di Luc Besson]'', ''cinecittanews.it'', 24 ottobre 2025.</ref>
*{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.<ref>Citato in ''[https://style.corriere.it/video/luc-besson-il-mio-dracula-dandy-coraggioso-romantico-elegante/ Luc Besson: «Il mio Dracula, dandy, coraggioso, romantico, elegante»]'', ''style.corriere.it'', 31 ottobre 2025.</ref>
{{Int|Da ''[https://d.repubblica.it/culture/interviste/2025/11/07/news/zoe_bleu_chi_e_attrice_dracula-424965975/ Zoë Bleu: "La mia anima riconosce le epoche lontane"]''|Intervista di Enrica Brocardo, ''repubblica.it'', 7 novembre 2025}}
*{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
*{{NDR|Su ''[[Dracula di Bram Stoker]]''}} Ne ero ossessionata e i costumi sono stati un'enorme fonte di ispirazione. Non sono una fan delle storie dark, ma amo quelle d'amore.
*Molte ragazze sono attratte da [[Conte Dracula|Dracula]] perché desiderano lo stesso tipo di amore e devozione totali. Inoltre amore e creatività provengono dallo stesso luogo energetico del nostro corpo: nel mondo c'è così tanta oscurità che abbiamo bisogno di credere nell'arte e nell'amore.
*Da quando ero piccola sono attratta da epoche lontane che la mia anima, in qualche modo, riconosce. Per questo ho studiato storia del Rinascimento e del Barocco. Ho anche incontrato persone per cui ho pensato: "Non è la prima volta che ti trovi su questo pianeta". Bambini con anime antiche ai quali avrei voluto dire: "Sicuro che lì dentro non ci sia qualcuno più grande?".
==Filmografia==
*''[[Dracula - L'amore perduto]]'' (2025)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Zoë Bleu|w_site=en|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}}
{{DEFAULTSORT:Bleu, Zoë}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Oreste Raggi
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Gaux
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/* I Colli Albani e Tusculani */ Frascati
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text/x-wiki
'''Oreste Raggi''' (1812 – 1882), avvocato e saggista italiano.
==''I Colli Albani e Tusculani''==
*Questo suolo che in un dolce pendio scende dal [[Monte Cavo|monte Albano]], a meriggio di Roma, ti apre vedute incantevoli della campagna, del mar Tirreno e delle colline del subappennino toscano fino alle [[Isole Ponziane|isole Ponze]] presso [[Gaeta]]. Ora a questa sì vaga postura se noi aggiungiamo una soave aria e delle più salubri, un cielo dei più sereni, il vivo verdeggiare delle sue terre, la varietà dei luoghi, la prossimità di Roma, comprendiamo facilmente come gli antichi patrizi romani, e gli stessi imperatori vi profondessero tesori in ville e casini per loro diporto. (pp. 65-66)
*[...] se piace conoscere {{sic|la industria}} e i costumi dei [[Marino|Marinesi]] dirò che qui, come in quasi tutti i circostanti luoghi, cresce abbondante e rigogliosa la vite che dà [[Vino|vini]] squisitissimi. Come vi sovrabbondano e sono per la bontà loro ricercate in commercio, le [[Cipolla|cipolle]]: «Dà cipolle e buon vino.»<br>Come si diano a coltivare le cipolle merita poi di conoscersi, essendo l'uso assai particolare: ai poveri che non hanno terreni propri il Comune assegna ogni anno un vasto campo che dicesi IL CIPOLLARO, e questo è diviso in tante parti, per distribuirlo ad altrettanti poveri padri di famiglia. Stabilito il giorno della partizione, si raccoglie sul terreno stesso gran numero del minuto popolo, che avendo seco gl'istrumenti rurali, attende che i maestrati estraggano a sorte il pezzo che toccherà a ciascuno. Ma non è a credere che la faccenda si passi sempre senza risse o ferimenti, ché questa è gente piuttosto fiera che no, rissosa, facile di venire alle mani ed al coltello. (pp. 231-232)
*[[Rocca di Papa]], che sorge sull'orlo meridionale del monte Albano, di tetro aspetto, come si vede anche da lungi, spesso nell' autunno ravvolta tra la nebbia, pare che scoscendendo precipiti giù per la china del monte. [[Antonio Nibby]], che io ebbi a maestro nella nostra università romana, e che ricorderò sempre con affetto, così accurato ricercatore delle memorie antiche di Roma e della sua campagna, credeva che qui fosse la Città Fabia e che per corruzione di questa voce nel medio evo si dicesse Papia o Papa, aggiunto al nome di Rocca perché veramente una rocca era fabbricata in sull'alto, di cui veggonsi avanzi in alcuni grossi muri presso i [[Campi d'Annibale|Campi di Annibale]]. (p. 242)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Allorché la visitai la prima volta, sono molti anni, e la descrissi nelle mie ''Tusculane'' mi parve un generale porcile: case luride, sgretolate, annerite: tetti quasi tutti ricoperti di tavolette che queste genti si vanno tagliando nelle vicine macchie, e che tengono ferme con grossi sassi che poi cadono facilmente con grave pericolo dei passanti. Quest'uso peraltro allora comune, oggidì è diminuito assai, ed i tetti si {{sic|ricuoprono}} di tegole. Anche il generale sudiciume è un po' minore, ma è sempre molto. (p. 244)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Ad eccezione di poche e distinte case, la maggior parte sono abitate da gente sudicia che non sai quando si pettini o si lavi, che convive con ogni generazione d'insetti o di schifosi animali, dei quali il più netto ò il [[Maiale|porco]]: topi, bacherozzoli, cimici, mosche, pulci, t'infastidiscono talmente, che non sai come vivere. Eppure la moda porta molti villeggianti alla Rocca in grazia dell'aria e dell'acqua, che per dir vero non puoi desiderare migliori. Ma la bontà dell'aria viene corrotta dalle tristi esalazioni che emanano dalla maggior parte delle case e delle vie lorde da tanta immondizia. (p. 244)
*{{NDR|[[Frascati]]}} Città moderna è questa, e propriamente surta per le genti campate dalla distruzione del Tuscolo, che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. (p. 354)
*Il maggior vanto [...] di [[Monte Compatri]] è [[Marco Mastrofini]], filologo e scienziato di cui la celebrità va non solo fra gl'Italiani ma fra gli stranieri altresì. Il 25 di aprile del 1763 egli nacque in questa sua terra. All'età di dieci anni fu mandato per istudi in Roma e a dodici nel seminario di Frascati dove con molta lode li compì; finché a ventitré anni già vi era egli stesso maestro di filosofia e di matematica. E già della filosofia volgeva nell'animo di dare al pubblico un qualche saggio, e diede primo una dissertazione sulla esistenza di Dio stampata coi tipi del seminario. Le lodi che, segnatamente dal celebre cardinale [[Giacinto Sigismondo Gerdil|Gerdil]], trasse il Mastrofini per questo primo lavoro, lo animarono ad uno tanto maggiore che fu la metafisica sublimiore. Sappiano peraltro coloro i quali dispregiando le buone lettere perché le ignorano, malignamente proverbiano chi alla profondità di qualche scienza le ama pure congiunte, che anche il Mastrofini alla sodezza dei filosofici studi non volle discompagnata l'amenità delle stesse lettere, le quali coltivando si rese caro al Buonafede, al Monti, al De Rossi e ad altri chiarissimi. (pp. 483-484)
*Nella prossima vallata di [[Rocca Priora]] sono i pozzi ossia le conserve della [[neve]] di cui facciamo uso in Roma, poiché in queste alture quasi non passa inverno che non vi cada in gran copia, ed il giorno che vi si raccoglie è giorno di festa popolare. Quando il tempo è opportuno le campane danno gli avvisi suonando a distesa. Allora uomini e donne, vecchi e fanciulli, potestà civili ed ecclesiastiche, tutte accorrono verso quelle conserve. Serrate le case, le botteghe, gli uffici, va il popolo a due, a tre, a quattro, a dieci, a frotte a quella volta. I ministri dello appaltatore commettono a ciascuno il lavoro, altri al lavoro sovrastanno; i maestrati vigilano al buon ordine, alla quiete pubblica. Subito vedete in mezzo a quel campo, tutto biancheggiante, un formicolare di gente di ogni età, di ogni sesso, un andare e venire da ogni parte: chi raccogliere con pale e con altri strumenti la neve, chi caricarla sui giumenti o sui cavalli, chi trasportarla colle carriole, donne recar pieni gli schifi, uomini a due a due portarne larghe tavole, che chiamano barelle, lunghe fila di essi andare carichi ai pozzi, altri tornarne vuoti e venir di nuovo a caricare. Ma siamo presso al tramonto, cessa il lavoro, tutti riedono festanti verso il paese cantando e danzando con ciuffoletti, cornamuse, tamburelli, e simili strumenti. (pp. 498-499)
==Bibliografia==
*Oreste Raggi, ''[https://archive.org/details/bub_gb_UIeCgM61_mUC/page/n8/mode/1up I Colli Albani e Tusculani]'', Unione tipografico-editrice torinese, Roma, 1879<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Raggi, Oreste}}
[[Categoria:Avvocati italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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/* I Colli Albani e Tusculani */ sic forme desuete
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text/x-wiki
'''Oreste Raggi''' (1812 – 1882), avvocato e saggista italiano.
==''I Colli Albani e Tusculani''==
*Questo suolo che in un dolce pendio scende dal [[Monte Cavo|monte Albano]], a meriggio di Roma, ti apre vedute incantevoli della campagna, del mar Tirreno e delle colline del subappennino toscano fino alle [[Isole Ponziane|isole Ponze]] presso [[Gaeta]]. Ora a questa sì vaga postura se noi aggiungiamo una soave aria e delle più salubri, un cielo dei più sereni, il vivo verdeggiare delle sue terre, la varietà dei luoghi, la prossimità di Roma, comprendiamo facilmente come gli antichi patrizi romani, e gli stessi imperatori vi profondessero tesori in ville e casini per loro diporto. (pp. 65-66)
*[...] se piace conoscere {{sic|la industria}} e i costumi dei [[Marino|Marinesi]] dirò che qui, come in quasi tutti i circostanti luoghi, cresce abbondante e rigogliosa la vite che dà [[Vino|vini]] squisitissimi. Come vi sovrabbondano e sono per la bontà loro ricercate in commercio, le [[Cipolla|cipolle]]: «Dà cipolle e buon vino.»<br>Come si diano a coltivare le cipolle merita poi di conoscersi, essendo l'uso assai particolare: ai poveri che non hanno terreni propri il Comune assegna ogni anno un vasto campo che dicesi IL CIPOLLARO, e questo è diviso in tante parti, per distribuirlo ad altrettanti poveri padri di famiglia. Stabilito il giorno della partizione, si raccoglie sul terreno stesso gran numero del minuto popolo, che avendo seco gl'istrumenti rurali, attende che i maestrati estraggano a sorte il pezzo che toccherà a ciascuno. Ma non è a credere che la faccenda si passi sempre senza risse o ferimenti, ché questa è gente piuttosto fiera che no, rissosa, facile di venire alle mani ed al coltello. (pp. 231-232)
*[[Rocca di Papa]], che sorge sull'orlo meridionale del monte Albano, di tetro aspetto, come si vede anche da lungi, spesso nell' autunno ravvolta tra la nebbia, pare che scoscendendo precipiti giù per la china del monte. [[Antonio Nibby]], che io ebbi a maestro nella nostra università romana, e che ricorderò sempre con affetto, così accurato ricercatore delle memorie antiche di Roma e della sua campagna, credeva che qui fosse la Città Fabia e che per corruzione di questa voce nel medio evo si dicesse Papia o Papa, aggiunto al nome di Rocca perché veramente una rocca era fabbricata in sull'alto, di cui veggonsi avanzi in alcuni grossi muri presso i [[Campi d'Annibale|Campi di Annibale]]. (p. 242)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Allorché la visitai la prima volta, sono molti anni, e la descrissi nelle mie ''Tusculane'' mi parve un generale porcile: case luride, sgretolate, annerite: tetti quasi tutti ricoperti di tavolette che queste genti si vanno tagliando nelle vicine macchie, e che tengono ferme con grossi sassi che poi cadono facilmente con grave pericolo dei passanti. Quest'uso peraltro allora comune, oggidì è diminuito assai, ed i tetti si {{sic|ricuoprono}} di tegole. Anche il generale sudiciume è un po' minore, ma è sempre molto. (p. 244)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Ad eccezione di poche e distinte case, la maggior parte sono abitate da gente sudicia che non sai quando si pettini o si lavi, che convive con ogni generazione d'insetti o di schifosi animali, dei quali il più netto ò il [[Maiale|porco]]: topi, bacherozzoli, cimici, mosche, pulci, t'infastidiscono talmente, che non sai come vivere. Eppure la moda porta molti villeggianti alla Rocca in grazia dell'aria e dell'acqua, che per dir vero non puoi desiderare migliori. Ma la bontà dell'aria viene corrotta dalle tristi esalazioni che emanano dalla maggior parte delle case e delle vie lorde da tanta immondizia. (p. 244)
*{{NDR|[[Frascati]]}} Città moderna è questa, e propriamente {{sic|surta}} per le genti {{sic|campate}} dalla distruzione del Tuscolo, che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. (p. 354)
*Il maggior vanto [...] di [[Monte Compatri]] è [[Marco Mastrofini]], filologo e scienziato di cui la celebrità va non solo fra gl'Italiani ma fra gli stranieri altresì. Il 25 di aprile del 1763 egli nacque in questa sua terra. All'età di dieci anni fu mandato per istudi in Roma e a dodici nel seminario di Frascati dove con molta lode li compì; finché a ventitré anni già vi era egli stesso maestro di filosofia e di matematica. E già della filosofia volgeva nell'animo di dare al pubblico un qualche saggio, e diede primo una dissertazione sulla esistenza di Dio stampata coi tipi del seminario. Le lodi che, segnatamente dal celebre cardinale [[Giacinto Sigismondo Gerdil|Gerdil]], trasse il Mastrofini per questo primo lavoro, lo animarono ad uno tanto maggiore che fu la metafisica sublimiore. Sappiano peraltro coloro i quali dispregiando le buone lettere perché le ignorano, malignamente proverbiano chi alla profondità di qualche scienza le ama pure congiunte, che anche il Mastrofini alla sodezza dei filosofici studi non volle discompagnata l'amenità delle stesse lettere, le quali coltivando si rese caro al Buonafede, al Monti, al De Rossi e ad altri chiarissimi. (pp. 483-484)
*Nella prossima vallata di [[Rocca Priora]] sono i pozzi ossia le conserve della [[neve]] di cui facciamo uso in Roma, poiché in queste alture quasi non passa inverno che non vi cada in gran copia, ed il giorno che vi si raccoglie è giorno di festa popolare. Quando il tempo è opportuno le campane danno gli avvisi suonando a distesa. Allora uomini e donne, vecchi e fanciulli, potestà civili ed ecclesiastiche, tutte accorrono verso quelle conserve. Serrate le case, le botteghe, gli uffici, va il popolo a due, a tre, a quattro, a dieci, a frotte a quella volta. I ministri dello appaltatore commettono a ciascuno il lavoro, altri al lavoro sovrastanno; i maestrati vigilano al buon ordine, alla quiete pubblica. Subito vedete in mezzo a quel campo, tutto biancheggiante, un formicolare di gente di ogni età, di ogni sesso, un andare e venire da ogni parte: chi raccogliere con pale e con altri strumenti la neve, chi caricarla sui giumenti o sui cavalli, chi trasportarla colle carriole, donne recar pieni gli schifi, uomini a due a due portarne larghe tavole, che chiamano barelle, lunghe fila di essi andare carichi ai pozzi, altri tornarne vuoti e venir di nuovo a caricare. Ma siamo presso al tramonto, cessa il lavoro, tutti riedono festanti verso il paese cantando e danzando con ciuffoletti, cornamuse, tamburelli, e simili strumenti. (pp. 498-499)
==Bibliografia==
*Oreste Raggi, ''[https://archive.org/details/bub_gb_UIeCgM61_mUC/page/n8/mode/1up I Colli Albani e Tusculani]'', Unione tipografico-editrice torinese, Roma, 1879<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Raggi, Oreste}}
[[Categoria:Avvocati italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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2026-07-22T16:00:34Z
Gaux
18878
/* I Colli Albani e Tusculani */ Tuscolo
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'''Oreste Raggi''' (1812 – 1882), avvocato e saggista italiano.
==''I Colli Albani e Tusculani''==
*Questo suolo che in un dolce pendio scende dal [[Monte Cavo|monte Albano]], a meriggio di Roma, ti apre vedute incantevoli della campagna, del mar Tirreno e delle colline del subappennino toscano fino alle [[Isole Ponziane|isole Ponze]] presso [[Gaeta]]. Ora a questa sì vaga postura se noi aggiungiamo una soave aria e delle più salubri, un cielo dei più sereni, il vivo verdeggiare delle sue terre, la varietà dei luoghi, la prossimità di Roma, comprendiamo facilmente come gli antichi patrizi romani, e gli stessi imperatori vi profondessero tesori in ville e casini per loro diporto. (pp. 65-66)
*[...] se piace conoscere {{sic|la industria}} e i costumi dei [[Marino|Marinesi]] dirò che qui, come in quasi tutti i circostanti luoghi, cresce abbondante e rigogliosa la vite che dà [[Vino|vini]] squisitissimi. Come vi sovrabbondano e sono per la bontà loro ricercate in commercio, le [[Cipolla|cipolle]]: «Dà cipolle e buon vino.»<br>Come si diano a coltivare le cipolle merita poi di conoscersi, essendo l'uso assai particolare: ai poveri che non hanno terreni propri il Comune assegna ogni anno un vasto campo che dicesi IL CIPOLLARO, e questo è diviso in tante parti, per distribuirlo ad altrettanti poveri padri di famiglia. Stabilito il giorno della partizione, si raccoglie sul terreno stesso gran numero del minuto popolo, che avendo seco gl'istrumenti rurali, attende che i maestrati estraggano a sorte il pezzo che toccherà a ciascuno. Ma non è a credere che la faccenda si passi sempre senza risse o ferimenti, ché questa è gente piuttosto fiera che no, rissosa, facile di venire alle mani ed al coltello. (pp. 231-232)
*[[Rocca di Papa]], che sorge sull'orlo meridionale del monte Albano, di tetro aspetto, come si vede anche da lungi, spesso nell' autunno ravvolta tra la nebbia, pare che scoscendendo precipiti giù per la china del monte. [[Antonio Nibby]], che io ebbi a maestro nella nostra università romana, e che ricorderò sempre con affetto, così accurato ricercatore delle memorie antiche di Roma e della sua campagna, credeva che qui fosse la Città Fabia e che per corruzione di questa voce nel medio evo si dicesse Papia o Papa, aggiunto al nome di Rocca perché veramente una rocca era fabbricata in sull'alto, di cui veggonsi avanzi in alcuni grossi muri presso i [[Campi d'Annibale|Campi di Annibale]]. (p. 242)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Allorché la visitai la prima volta, sono molti anni, e la descrissi nelle mie ''Tusculane'' mi parve un generale porcile: case luride, sgretolate, annerite: tetti quasi tutti ricoperti di tavolette che queste genti si vanno tagliando nelle vicine macchie, e che tengono ferme con grossi sassi che poi cadono facilmente con grave pericolo dei passanti. Quest'uso peraltro allora comune, oggidì è diminuito assai, ed i tetti si {{sic|ricuoprono}} di tegole. Anche il generale sudiciume è un po' minore, ma è sempre molto. (p. 244)
*{{NDR|Rocca di Papa}} Ad eccezione di poche e distinte case, la maggior parte sono abitate da gente sudicia che non sai quando si pettini o si lavi, che convive con ogni generazione d'insetti o di schifosi animali, dei quali il più netto ò il [[Maiale|porco]]: topi, bacherozzoli, cimici, mosche, pulci, t'infastidiscono talmente, che non sai come vivere. Eppure la moda porta molti villeggianti alla Rocca in grazia dell'aria e dell'acqua, che per dir vero non puoi desiderare migliori. Ma la bontà dell'aria viene corrotta dalle tristi esalazioni che emanano dalla maggior parte delle case e delle vie lorde da tanta immondizia. (p. 244)
*{{NDR|[[Frascati]]}} Città moderna è questa, e propriamente {{sic|surta}} per le genti {{sic|campate}} dalla distruzione del [[Tuscolo]], che fu nel 1191. Non dalle frasche, siccome credono molti, innalzate a riparo dei primi abitatori, ma sembra piuttosto prendesse nome dalle frasche e dagli alberi qui cresciuti in una antica villa. (p. 354)
*Il maggior vanto [...] di [[Monte Compatri]] è [[Marco Mastrofini]], filologo e scienziato di cui la celebrità va non solo fra gl'Italiani ma fra gli stranieri altresì. Il 25 di aprile del 1763 egli nacque in questa sua terra. All'età di dieci anni fu mandato per istudi in Roma e a dodici nel seminario di Frascati dove con molta lode li compì; finché a ventitré anni già vi era egli stesso maestro di filosofia e di matematica. E già della filosofia volgeva nell'animo di dare al pubblico un qualche saggio, e diede primo una dissertazione sulla esistenza di Dio stampata coi tipi del seminario. Le lodi che, segnatamente dal celebre cardinale [[Giacinto Sigismondo Gerdil|Gerdil]], trasse il Mastrofini per questo primo lavoro, lo animarono ad uno tanto maggiore che fu la metafisica sublimiore. Sappiano peraltro coloro i quali dispregiando le buone lettere perché le ignorano, malignamente proverbiano chi alla profondità di qualche scienza le ama pure congiunte, che anche il Mastrofini alla sodezza dei filosofici studi non volle discompagnata l'amenità delle stesse lettere, le quali coltivando si rese caro al Buonafede, al Monti, al De Rossi e ad altri chiarissimi. (pp. 483-484)
*Nella prossima vallata di [[Rocca Priora]] sono i pozzi ossia le conserve della [[neve]] di cui facciamo uso in Roma, poiché in queste alture quasi non passa inverno che non vi cada in gran copia, ed il giorno che vi si raccoglie è giorno di festa popolare. Quando il tempo è opportuno le campane danno gli avvisi suonando a distesa. Allora uomini e donne, vecchi e fanciulli, potestà civili ed ecclesiastiche, tutte accorrono verso quelle conserve. Serrate le case, le botteghe, gli uffici, va il popolo a due, a tre, a quattro, a dieci, a frotte a quella volta. I ministri dello appaltatore commettono a ciascuno il lavoro, altri al lavoro sovrastanno; i maestrati vigilano al buon ordine, alla quiete pubblica. Subito vedete in mezzo a quel campo, tutto biancheggiante, un formicolare di gente di ogni età, di ogni sesso, un andare e venire da ogni parte: chi raccogliere con pale e con altri strumenti la neve, chi caricarla sui giumenti o sui cavalli, chi trasportarla colle carriole, donne recar pieni gli schifi, uomini a due a due portarne larghe tavole, che chiamano barelle, lunghe fila di essi andare carichi ai pozzi, altri tornarne vuoti e venir di nuovo a caricare. Ma siamo presso al tramonto, cessa il lavoro, tutti riedono festanti verso il paese cantando e danzando con ciuffoletti, cornamuse, tamburelli, e simili strumenti. (pp. 498-499)
==Bibliografia==
*Oreste Raggi, ''[https://archive.org/details/bub_gb_UIeCgM61_mUC/page/n8/mode/1up I Colli Albani e Tusculani]'', Unione tipografico-editrice torinese, Roma, 1879<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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Caterina Volpicelli
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Santa '''Caterina Volpicelli''' (1839 – 1894), religiosa italiana.
==Citazioni su Caterina Volpicelli==
*Nella sua vita, tutta consacrata al cuore dell'Agnello immolato, risaltano tre aspetti significativi: una profonda spiritualità eucaristica, un'indomita fedeltà alla Chiesa, una sorprendente generosità apostolica.<br>L'Eucaristia, a lungo adorata e fatta centro della sua vita sino a formulare il voto di vittima espiatrice, fu per lei scuola di docile e amorosa obbedienza a Dio. Fu, al tempo stesso, sorgente di amore tenero e misericordioso per il prossimo: nei più poveri ed emarginati ella amava il suo Signore, a lungo contemplato nel Santissimo Sacramento.<br>Sempre dall'Eucaristia seppe trarre quell'ardore missionario che la spinse a esprimere la sua vocazione nella Chiesa, docilmente sottomessa ai Pastori e profeticamente intenta a promuovere il laicato e forme nuove di vita consacrata. Senza delimitare spazi operativi, né dare origine a istituzioni specifiche, volle, come lei stessa affermava, trovare la solitudine nelle occupazioni e un fecondo lavoro nella solitudine. Fu la prima "zelatrice" dell'Apostolato della Preghiera in Italia e lascia in eredità, specialmente alle Ancelle del Sacro Cuore, una singolare missione apostolica che deve continuare ad alimentarsi incessantemente alla fonte del Mistero eucaristico. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
==Altri progetti==
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Jason Stanley
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'''Jason Stanley''' (1969 – vivente), filosofo statunitense.
==Citazioni di Jason Stanley==
*Centrale per il [[fascismo]] europeo è l’idea che gli ebrei siano gli agenti del decadimento morale. Secondo il fascismo europeo, sono gli ebrei che portano un paese sotto il dominio dell’élite globale (ebraica), utilizzando gli strumenti della democrazia liberale, dell’umanesimo secolare, del femminismo e dei diritti dei gay, che vengono utilizzati per introdurre decadenza, debolezza e impurità. L’antisemitismo fascista è di origine razziale piuttosto che religiosa e prende di mira gli ebrei in quanto razza corrotta e apolide che cerca il dominio globale. Il fascismo giustifica la sua violenza offrendo di proteggere un’identità religiosa e nazionale apparentemente pura dalle forze del liberalismo. In Occidente, il fascismo si presenta come il difensore del cristianesimo europeo contro queste forze, così come contro la migrazione musulmana di massa. Il fascismo in Occidente è quindi sempre più difficile da distinguere dal nazionalismo cristiano. [[Vladimir Putin|Putin]], il leader del nazionalismo cristiano russo, è arrivato a considerarsi il leader globale del nazionalismo cristiano, ed è sempre più considerato tale dai nazionalisti cristiani di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.<ref>Citato in Maurizio Stefanini, ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/russia-putin-ruscismo/ Imperialismo rossobruno. Che cos’è il Ruscismo, e come spiega il complesso di superiorità della Russia di Putin]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/solferinolibri/19_gennaio_23/jason-stanley-fascismo-solferino-c4d3349e-1d6e-11e9-bb3d-4c552f39c07c.shtml Jason Stanley e i 10 criteri per riconoscere una «politica fascista»: «Lo scopo è conquistare il potere»]''|Intervista di Giuseppe Sarcina, ''corriere.it'', 23 gennaio 2019.}}
*{{NDR|«Qual è il più diffuso nelle esperienze politiche di oggi?»}} Direi il vittimismo. Cioè l’idea di rappresentare un Paese, le “tradizioni” di una popolazione come minacciate da gravi insidie esterne, che possono essere la globalizzazione, l’immigrazione, il femminismo, i diritti degli omosessuali. Questa è una tendenza sempre più diffusa in Europa e negli Stati Uniti.
*Nella logica [[Fascismo|fascista]] la propaganda deve essere indirizzata verso le fasce meno istruite della popolazione, per suscitare emozioni, ansie e paure. Evocare nemici esterni, appunto. Oppure indicare quali sono i nemici interni al Paese: le élite, l’establishment intellettuale, tutte persone che non capiscono i reali bisogni del popolo. Al contrario dei leader fascisti, che invece si sforzano di auto rappresentarsi come “persone comuni” e quindi in grado di comprendere e di proteggere anche i più deboli.
*Trump adotta tattiche e strategie fasciste, a cominciare dal modo in cui ha messo l’immigrazione al centro della sua politica. La propaganda con cui cerca di far passare il Muro è un esempio evidente. Il presidente americano continua a evocare un’emergenza criminale collegata all’immigrazione, quando i dati mostrano che il tasso dei reati è più basso tra le persone che arrivano da fuori rispetto a quello registrato tra i cittadini americani.
*[...] non si debba per forza essere un antisemita o voler costruire un impero nazionalista per essere un fascista. Le politiche fasciste qui sono intese come strumenti per ottenere il potere. Il fascismo è una questione che riguarda la conquista e la gestione del potere.
*[...] l’ideologia del fascismo è il potere, fare tutto il possibile per ottenere il potere. E questo è esattamente ciò che ispira l’azione di Trump: conquistare e gestire il potere.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi statunitensi]]
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[[File:Jason Stanley.jpg|thumb|Jason Stanley]]
'''Jason Stanley''' (1969 – vivente), filosofo statunitense.
==Citazioni di Jason Stanley==
*Centrale per il [[fascismo]] europeo è l’idea che gli ebrei siano gli agenti del decadimento morale. Secondo il fascismo europeo, sono gli ebrei che portano un paese sotto il dominio dell’élite globale (ebraica), utilizzando gli strumenti della democrazia liberale, dell’umanesimo secolare, del femminismo e dei diritti dei gay, che vengono utilizzati per introdurre decadenza, debolezza e impurità. L’antisemitismo fascista è di origine razziale piuttosto che religiosa e prende di mira gli ebrei in quanto razza corrotta e apolide che cerca il dominio globale. Il fascismo giustifica la sua violenza offrendo di proteggere un’identità religiosa e nazionale apparentemente pura dalle forze del liberalismo. In Occidente, il fascismo si presenta come il difensore del cristianesimo europeo contro queste forze, così come contro la migrazione musulmana di massa. Il fascismo in Occidente è quindi sempre più difficile da distinguere dal nazionalismo cristiano. [[Vladimir Putin|Putin]], il leader del nazionalismo cristiano russo, è arrivato a considerarsi il leader globale del nazionalismo cristiano, ed è sempre più considerato tale dai nazionalisti cristiani di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.<ref>Citato in Maurizio Stefanini, ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/russia-putin-ruscismo/ Imperialismo rossobruno. Che cos’è il Ruscismo, e come spiega il complesso di superiorità della Russia di Putin]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025.</ref>
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*{{NDR|«Qual è il più diffuso nelle esperienze politiche di oggi?»}} Direi il vittimismo. Cioè l’idea di rappresentare un Paese, le “tradizioni” di una popolazione come minacciate da gravi insidie esterne, che possono essere la globalizzazione, l’immigrazione, il femminismo, i diritti degli omosessuali. Questa è una tendenza sempre più diffusa in Europa e negli Stati Uniti.
*Nella logica [[Fascismo|fascista]] la propaganda deve essere indirizzata verso le fasce meno istruite della popolazione, per suscitare emozioni, ansie e paure. Evocare nemici esterni, appunto. Oppure indicare quali sono i nemici interni al Paese: le élite, l’establishment intellettuale, tutte persone che non capiscono i reali bisogni del popolo. Al contrario dei leader fascisti, che invece si sforzano di auto rappresentarsi come “persone comuni” e quindi in grado di comprendere e di proteggere anche i più deboli.
*Trump adotta tattiche e strategie fasciste, a cominciare dal modo in cui ha messo l’immigrazione al centro della sua politica. La propaganda con cui cerca di far passare il Muro è un esempio evidente. Il presidente americano continua a evocare un’emergenza criminale collegata all’immigrazione, quando i dati mostrano che il tasso dei reati è più basso tra le persone che arrivano da fuori rispetto a quello registrato tra i cittadini americani.
*[...] non si debba per forza essere un antisemita o voler costruire un impero nazionalista per essere un fascista. Le politiche fasciste qui sono intese come strumenti per ottenere il potere. Il fascismo è una questione che riguarda la conquista e la gestione del potere.
*[...] l’ideologia del fascismo è il potere, fare tutto il possibile per ottenere il potere. E questo è esattamente ciò che ispira l’azione di Trump: conquistare e gestire il potere.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi statunitensi]]
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Frascati: due citazioni e destub
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Laurence Echard
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]]
'''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico.
==''Dizionario geografico portatile''==
*[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (vol. 1, p. 14)
*[[Aleppo|ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poiché essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (vol. 1, p. 17)
*[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (vol. 1, p. 28)
*[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (vol. 1, p. 171)
*Gozzo, o [[Gozo]], ''Gaulos'', Isola d'Afr. sulla costa di Barbaria, sit. al N. O. dell'Isola di Malta, dalla quale è discosta 2. leghe ed al S. della Sicilia. [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V.]] la donò a' Cavalieri di Malta nel 1530. Fu presa da' Turchi nel 1551. Essendo stata ricuperata da' Cavalieri. Fu posta in istato di buona difesa. Si dice che non v'allignano animali velenosi di sorta alcuna. (vol. 1, p. 233)
*[[Ivrea]], ''Eporedia'', antica città d'Ital. con buona fortezza, un Vesc. Suf. di Torino, e titolo di Marchesato. Fu presa da' Fr. nel 1704. dopo lungo assedio, ma nel 1706. il D. di Savoja la ricuperò, in conseguenza della battaglia di Torino. Giace sulla Dora, tra due colline, ed è dist. 8. leghe al N. da Torino, 13. all'E. pel N. da Susa, 12. all'O. pel S. da Vercelli. lon. 25. 23. lat. 45. 12. (vol. 1, p. 273)
*[[Nerčinsk|Nerzinskoi]], Città forte di Siberia, cap. della Prov. di Dauri, sul fi. Nerva. I contorni di questa Città producono ogni sorta di fiori, e piante. Il paese è abitato da' Pagani, i quali vivono sotto la protezione del Czar di Moscovia. lon. 134. 59. lat. 51. 30. (vol. 2, p. 99)
==Bibliografia==
*Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787.
*Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE5704413 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 2, Remondini, Bassano del Grappa, 1787.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Echard, Laurence}}
[[Categoria:Storici britannici]]
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Marcella Medici (BEIC)
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text/x-wiki
[[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]]
'''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico.
==''Dizionario geografico portatile''==
*[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (vol. 1, p. 14)
*[[Aleppo|ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poiché essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (vol. 1, p. 17)
*[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (vol. 1, p. 28)
*[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (vol. 1, p. 171)
*Gozzo, o [[Gozo]], ''Gaulos'', Isola d'Afr. sulla costa di Barbaria, sit. al N. O. dell'Isola di Malta, dalla quale è discosta 2. leghe ed al S. della Sicilia. [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V.]] la donò a' Cavalieri di Malta nel 1530. Fu presa da' Turchi nel 1551. Essendo stata ricuperata da' Cavalieri. Fu posta in istato di buona difesa. Si dice che non v'allignano animali velenosi di sorta alcuna. (vol. 1, p. 233)
*[[Ivrea]], ''Eporedia'', antica città d'Ital. con buona fortezza, un Vesc. Suf. di Torino, e titolo di Marchesato. Fu presa da' Fr. nel 1704. dopo lungo assedio, ma nel 1706. il D. di Savoja la ricuperò, in conseguenza della battaglia di Torino. Giace sulla Dora, tra due colline, ed è dist. 8. leghe al N. da Torino, 13. all'E. pel N. da Susa, 12. all'O. pel S. da Vercelli. lon. 25. 23. lat. 45. 12. (vol. 1, p. 273)
*[[Nerčinsk|Nerzinskoi]], Città forte di Siberia, cap. della Prov. di Dauri, sul fi. Nerva. I contorni di questa Città producono ogni sorta di fiori, e piante. Il paese è abitato da' Pagani, i quali vivono sotto la protezione del Czar di Moscovia. lon. 134. 59. lat. 51. 30. (vol. 2, p. 99)
*[[Orano|Oranum]], ''Icosium'', Città molto forte, ed importante d'Afr. nella Barbaria, nel R. di Tremecen, con parecchi forti, e porto eccellente. Fu presa dal Cardinale [[Francisco Jiménez de Cisneros|Ximenes]] nel 1509. e ripresa dagli Algerini nel 1708. Fu poi espugnata di nuovo dal C. di Montemar Generale degli Spa. nel 1732., ed è ancora al giorno d'oggi sotto il dominio de' medesimi. Ella è lontana un tiro di sasso dal mare, ed è sit. parte in pianura, e parte sul pendio d'un monte molto scosceso, in faccia a Cartagena, una lega da Masalquivir, 20. leghe da Tremecen, 50. leghe da Algeri. lon. 17.40. lat. 37.40. (vol. 2, p. 116)
==Bibliografia==
*Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787.
*Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE5704413 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 2, Remondini, Bassano del Grappa, 1787.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici britannici]]
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/* Ilan Pappé */
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[[Immagine:Israel and occupied territories map.png|thumb|Mappa della Nazioni Unite di Israele e dei territori che attualmente occupa (in verde)]]
Citazioni sui '''territori occupati da Israele'''.
==[[Ilan Pappé]]==
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali.
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno.
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele.
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei Territori Occupati come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti.
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza.
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" Territori Occupati. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore.
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei Territori Occupati, il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre.
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace".
*{{NDR|Sulla gestione dei territori occupati da Israele a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza).
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Israele]]
*[[Palestina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:Israel and occupied territories map.png|thumb|Mappa della Nazioni Unite di Israele e dei territori che attualmente occupa (in verde)]]
Citazioni sui '''territori occupati da Israele'''.
==[[Ilan Pappé]]==
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali.
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno.
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele.
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei Territori Occupati come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti.
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza.
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" Territori Occupati. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore.
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei Territori Occupati, il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre.
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace".
*{{NDR|Sulla gestione dei territori occupati da Israele a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza).
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Insediamenti israeliani]]
*[[Israele]]
*[[Palestina]]
*[[Stato di Palestina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:Israel and occupied territories map.png|thumb|Mappa della Nazioni Unite di Israele e dei territori che attualmente occupa (in verde)]]
Citazioni sui '''territori occupati da Israele'''.
==[[Ilan Pappé]]==
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali.
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno.
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele.
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i Territori Occupati in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima.
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei Territori Occupati come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti.
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza.
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" Territori Occupati. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore.
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei Territori Occupati, il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre.
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace".
*{{NDR|Sulla gestione dei territori occupati da Israele a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza).
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Insediamenti israeliani]]
*[[Israele]]
*[[Palestina]]
*[[Stato di Palestina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:Israel and occupied territories map.png|thumb|Mappa della Nazioni Unite di Israele e dei territori che attualmente occupa (in verde)]]
Citazioni sui '''territori occupati da Israele'''.
==[[Ilan Pappé]]==
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali.
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno.
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele.
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i Territori Occupati in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima.
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei Territori Occupati come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti.
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza.
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" Territori Occupati. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore.
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei Territori Occupati, il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre.
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle aree occupate nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace".
*{{NDR|Sulla gestione dei territori occupati da Israele a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza).
==Voci correlate==
*[[Cisgiordania]]
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Insediamenti israeliani]]
*[[Israele]]
*[[Palestina]]
*[[Stato di Palestina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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Antonio Bruers
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'''Antonio Bruers''' (1887 – 1954), saggista, parapsicologo e musicologo.
==Citazioni di Antonio Bruers==
*[...] la [[parapsicologia|psicologia sovranormale]] è, di tutte le scienze, quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della fede religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini.<br />Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perché fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero.<ref>Da ''La ricerca psichica'', Zanichelli, Bologna, 1941, [https://books.google.it/books?id=Foy4EVmpkSAC&pg=PA44 p. 44].</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Parapsicologi italiani]]
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text/x-wiki
[[File:Bill Clinton, Yitzhak Rabin, Yasser Arafat at the White House 1993-09-13.jpg|thumb|Yitzhak Rabin, [[Bill Clinton]] ed [[Yasser Arafat]] durante la firma degli accordi di Oslo del 13 settembre 1993]]
Gli '''''accordi di Oslo''''', ufficialmente chiamati '''''Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo ad interim''''' o '''''Dichiarazione di Principi''''' ('''DOP'''), una serie di accordi politici conclusi ad Oslo il 20 agosto 1993 tra il [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina]] nell'ambito del [[conflitto israelo-palestinese]].
==Citazioni sugli accordi di Oslo==
*Esattamente 23 anni fa venivano firmati i primi accordi di Oslo tra [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|Organizzazione per la liberazione della Palestina]]. Purtroppo ci siamo sempre più allontanati dai loro obiettivi. La soluzione a due stati rischia di essere sostituita da una realtà composta di uno stato solo, fatta di continua violenza e di occupazione. ([[Ban Ki-moon]])
*L'intera carriera politica di [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] è stata dedicata al sabotaggio degli accordi di Oslo del 1993 (che prevedevano la convivenza pacifica di uno [[Stato di Palestina|stato palestinese]] accanto a quello ebraico) e all'insediamento di un numero talmente elevato di coloni nei territori occupati da rendere la nascita di uno stato palestinese fisicamente impossibile. ([[Gwynne Dyer]])
===[[Ilan Pappé]]===
*Il processo di Oslo aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima.
*Il processo di Oslo non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza.
*L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il processo di Oslo, nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima.
*Le false speranze che Israele suscitò con l'accordo di Oslo dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Israele]]
*[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
[[Categoria:Trattati]]
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Parapsicologia
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[[File:Esperimenti con la telepatia di Ferdinando Cazzamalli.jpg|thumb|Esperimenti di [[telepatia|trasmissione metapsichica]]]]
Citazioni sulla '''parapsicologia''', o metapsichica:
*Non sono uno di quelli che liquidano a priori lo studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà. ([[Sigmund Freud]])
*La parapsicologia è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza. ([[Pierluigi Baima Bollone]])
*La psicologia sovranormale è, di tutte le [[scienze]], quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della [[fede]] religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini. Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perchè fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero. ([[Antonio Bruers]])
*Trovo, certo, assai strano che nell'anno 1978 la parapsicologia venga tutta quanta rimessa in discussione, a opera di un [[Piero Angela|giornalista della TV]] e di un certo numero di uomini di scienza, espertissimi certo nei loro rispettivi campi, ma per nulla edotti su ciò che la parapsicologia, quella vera e seria, è oggi in molti Paesi del mondo. Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] o ai fenomeni di ''[[Poltergeist]]'' senza averli studiati, è semplicemente inammissibile. ([[Emilio Servadio]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Parapsicologia| ]]
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{{voce tematica}}
[[File:Esperimenti con la telepatia di Ferdinando Cazzamalli.jpg|thumb|Esperimenti di [[telepatia|trasmissione metapsichica]]]]
Citazioni sulla '''parapsicologia''', o metapsichica:
*La parapsicologia è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza. ([[Pierluigi Baima Bollone]])
*La psicologia sovranormale è, di tutte le [[scienze]], quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della [[fede]] religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini. Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perchè fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero. ([[Antonio Bruers]])
*Non sono uno di quelli che liquidano a priori lo studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà. ([[Sigmund Freud]])
*Trovo, certo, assai strano che nell'anno 1978 la parapsicologia venga tutta quanta rimessa in discussione, a opera di un [[Piero Angela|giornalista della TV]] e di un certo numero di uomini di scienza, espertissimi certo nei loro rispettivi campi, ma per nulla edotti su ciò che la parapsicologia, quella vera e seria, è oggi in molti Paesi del mondo. Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] o ai fenomeni di ''[[Poltergeist]]'' senza averli studiati, è semplicemente inammissibile. ([[Emilio Servadio]])
==Altri progetti==
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[[File:Esperimenti con la telepatia di Ferdinando Cazzamalli.jpg|thumb|Esperimenti di [[telepatia|trasmissione metapsichica]]]]
Citazioni sulla '''parapsicologia''', o metapsichica:
*La parapsicologia è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza. ([[Pierluigi Baima Bollone]])
*La psicologia sovranormale è, di tutte le [[scienze]], quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della [[fede]] religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini. Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perchè fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero. ([[Antonio Bruers]])
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà. ([[Sigmund Freud]])
*Trovo, certo, assai strano che nell'anno 1978 la parapsicologia venga tutta quanta rimessa in discussione, a opera di un [[Piero Angela|giornalista della TV]] e di un certo numero di uomini di scienza, espertissimi certo nei loro rispettivi campi, ma per nulla edotti su ciò che la parapsicologia, quella vera e seria, è oggi in molti Paesi del mondo. Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] o ai fenomeni di ''[[Poltergeist]]'' senza averli studiati, è semplicemente inammissibile. ([[Emilio Servadio]])
==Altri progetti==
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[[File:Esperimenti con la telepatia di Ferdinando Cazzamalli.jpg|thumb|Esperimenti di [[telepatia|trasmissione metapsichica]]]]
Citazioni sulla '''parapsicologia''' o '''metapsichica'''.
==Citazioni==
*La parapsicologia è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza. ([[Pierluigi Baima Bollone]])
*La psicologia sovranormale è, di tutte le [[scienze]], quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della fede religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini.<br />Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perché fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero. ([[Antonio Bruers]])
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà. ([[Sigmund Freud]])
*Trovo, certo, assai strano che nell'anno 1978 la parapsicologia venga tutta quanta rimessa in discussione, a opera di un [[Piero Angela|giornalista della TV]] e di un certo numero di uomini di scienza, espertissimi certo nei loro rispettivi campi, ma per nulla edotti su ciò che la parapsicologia, quella vera e seria, è oggi in molti Paesi del mondo. Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] o ai fenomeni di ''[[Poltergeist]]'' senza averli studiati, è semplicemente inammissibile. ([[Emilio Servadio]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Parapsicologia]]
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Questo era giusto, mi correggo
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[[File:Esperimenti con la telepatia di Ferdinando Cazzamalli.jpg|thumb|Esperimenti di [[telepatia|trasmissione metapsichica]]]]
Citazioni sulla '''parapsicologia''' o '''metapsichica'''.
==Citazioni==
*La parapsicologia è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza. ([[Pierluigi Baima Bollone]])
*La psicologia sovranormale è, di tutte le [[scienze]], quella che più intimamente e gravemente si connette al mistero primo del nostro essere e di conseguenza interferisce, più di ogni altra, nel campo della fede religiosa e filosofica, toccando quindi il tema nel quale più sensibili sono le preoccupazioni, i timori, e, diciamolo pure, le suscettibilità intellettuali e morali degli uomini.<br />Se la storia [[sistema eliocentrico|eliocentrica]] sollevò contro i copernicani tutte le preoccupazioni e i rigori dei teologi, immaginiamo quale evoluzione storica doveva occorrere perché fosse possibile trattare, come oggetto di esperienza e di controllo scientifico, le manifestazioni sovranormali del pensiero. ([[Antonio Bruers]])
*Non sono uno di quelli che liquidano ''a priori'' lo studio dei cosiddetti fenomeni psichici occulti come non scientifici, screditabili o addirittura come pericolosi. Se fossi all'inizio piuttosto che alla fine della mia carriera scientifica, come sono oggi, potrei scegliere proprio questo campo di ricerca, nonostante tutte le difficoltà. ([[Sigmund Freud]])
*Trovo, certo, assai strano che nell'anno 1978 la parapsicologia venga tutta quanta rimessa in discussione, a opera di un [[Piero Angela|giornalista della TV]] e di un certo numero di uomini di scienza, espertissimi certo nei loro rispettivi campi, ma per nulla edotti su ciò che la parapsicologia, quella vera e seria, è oggi in molti Paesi del mondo. Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di [[percezione extrasensoriale|percezioni extrasensoriali]] o ai fenomeni di ''[[Poltergeist]]'' senza averli studiati, è semplicemente inammissibile. ([[Emilio Servadio]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Parapsicologia| ]]
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Sonia Malavisi
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Danyele
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[[File:29. Internationales Hofer Sparkassen Stabhochsprung Meeting 20250628 HOF7038 RAW-Export - Sonia Malavisi (cropped).png|thumb|Sonia Malavisi nel 2025]]
'''Sonia Malavisi''' (1994 – vivente), astista italiana.
==Citazioni di Sonia Malavisi==
*Ero diventata troppo alta per la ginnastica. Seguendo le gare in televisione un giorno ho visto [[Elena Isinbaeva]], e ho scoperto che era passata dalla ginnastica artistica al salto con l'asta, così ho deciso di provarci anch'io. È a lei che mi sono ispirata.<ref>Dall'intervista ''[https://www.tuacitymag.com/golden-gala-azzurri/ Sonia Malavisi, una romana al Golden Gala: "Che bello saltare all'Olimpico!"]'', ''tuacitymag.com'', 6 giugno 2019.</ref>
*[...] fin da quando ero piccola mi arrabbiavo troppo quando mio nonno o i miei genitori cominciavano a raccontare alla gente chi ero e cosa avevo vinto ecc... l'ho sempre odiato... però poi con il passare degli anni capisci che sei il loro orgoglio e man mano mi arrabbio sempre di meno!<ref>Da ''[https://www.acsitaliatletica.it/parla-sonia-malavisi-simpatia-allo-stato-puro-unintervista-no-un-romanzo/ Parla Sonia Malavisi, simpatia allo stato puro! Un'intervista? No, un romanzo...]'', ''acsitaliatletica.it'', 12 dicembre 2013.</ref>
*{{NDR|«Qual è la cosa che ti piace di più del mondo dell'[[Atletica leggera|atletica]]?»}} [...] sicuramente l'essere sempre a contatto con persone che fanno il tuo stesso sforzo e ti capiscono, con le quali scopri paesi e culture differenti. Questo scambio continuo con persone e mondi diversi ti fa capire alla fine che siamo tutti uguali: ognuno ha le sue difficoltà e i suoi problemi, quello che ci accomuna è lo sforzo che facciamo tutti.<ref>Dall'intervista di Leonardo Musio, ''[https://www.romasportspettacolo.it/sonia-malavisi-e-la-stagione-del-ritorno-la-ginnastica-e-lamore-della-mia-vita-a-cuba-ho-fatto-una-bella-esperienza-luniversita-mi-aiuta/ Sonia Malavisi e la stagione del ritorno. "La ginnastica è l'amore della mia vita, a Cuba bella esperienza. L'università mi aiuta"]'', ''romasportspettacolo.it'', 14 agosto 2024.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Astisti italiani]]
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Pierluigi Baima Bollone
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text/x-wiki
'''Pierluigi Baima Bollone''' (1937 – 2025), medico, criminologo e saggista italiano.
==Citazioni di Pierluigi Baima Bollone==
*L'educazione che ho ricevuto e il mio senso della spiritualità non hanno niente a che vedere con le convinzioni che ho sulla [[Sindone]]. Sono certo, per ragioni razionali e scientifiche, che quello di cui stiamo parlando sia il Lenzuolo con cui è stato avvolto [[Gesù Cristo]] duemila anni fa. Lo direi anche se fossi ateo. E tra i ricercatori che credono nella sua genuinità ci sono numerosi ebrei, protestanti e agnostici.<ref>Da {{cita web|url=https://www.iltimone.org/news/961/11179/baima-bollone-dopo-una-vita-di-studi-sono-convinto-che-la-sindone-sia-vera-lo-direi-anche-se-fossi-ateo.html|titolo=Baima Bollone: dopo una vita di studi, sono convinto che la Sindone sia vera|altri=da un'intervista di Maurizio Ternavasio|anno=2015}}</ref>
*La [[parapsicologia]] è il moderno affinamento della ricerca psichica, filone di indagini che si occupa delle manifestazioni che non rientrano nelle concezioni generali della scienza.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=FtTSAAAAIAAJ Cesare Lombroso: <small>ovvero, il principio dell'irresponsabilità</small>]'', Societa Editrice Internazionale (SEI), 1992, p. 190.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Baima Bollone, Pierluigi}}
[[Categoria:Criminologi italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Luciano Marabese
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Danyele
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/* Citazioni di Luciano Marabese */ typo
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text/x-wiki
'''Luciano Marabese''' (1948 – 2016), designer italiano.
==Citazioni di Luciano Marabese==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://archivio.animaguzzista.com/maestri/marabese/marabese.htm Intervista a Luciano Marabese]''|''animaguzzista.com'', 26 settembre 2002.}}
*Il [[Moto Guzzi V10 Centauro|Centauro]] in realtà era nato in un altro modo; io dovevo disegnare una moto nuova, completamente nuova. Mi erano state date delle specifiche particolari; doveva avere un serbatoio da 26 litri, si immagini. Impostai una linea piuttosto massiccia... doveva essere un po' un toro, con quel motore a 4 valvole... poi, ti succede che il capo-progetto arriva e ti dice che devi andare a coprire un telaietto fatto così, con tutto quello che c'è sotto e quindi, alé! Si cambia un poco la linea della macchina. [...] all'inizio non ha avuto successo, ma il successo dipende da diversi fattori; per esempio: se il motore non è a posto e ci sono delle cose che non funzionano, e queste cose vengono fuori, beh è logico che la moto non è recepita come dovrebbe. [...] l'ho disegnata con quello che avevo, gestendo di fatto un serbatoio e un codone che poi non è nemmeno venuto fuori come lo volevo io...
*Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima [[Moto Guzzi|guzzista]]. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio.
*[...] il [[Moto Guzzi V11|V11]] è una moto nata dalla sera alla mattina. [...] È stata una mia idea, presentata in Guzzi senza che fosse richiesta. [...] è stata fatta con passione ed è bella con questo colore e col telaio rosso. Ah, non chiedetemi un parere sulle colorazioni che ne han fatto dopo, va bene? [...] Vedete, la Guzzi è fatta anche di colori, di tradizioni, di spirito, chi non capisce questo non ha capito niente... la motocicletta deve essere bella nell'interezza, quel codone lì quando è spezzato in due da una diversa colorazione perde la sua bellezza.
*Ci sono diversi disegnatori e quindi diversi stili; faccio alcuni esempi: [[Massimo Tamburini|Tamburini]]: lui non è un disegnatore tradizionale, riesce con tutti i suoi collaboratori a mettere insieme il meglio. Mescola l'equilibrio, la leggerezza, le forme... Mentre [...] un [[Pierre Terblanche|Terblanche]] questo non lo sa fare: è senz'altro riconoscibile, ha stile; ma ragiona in modo diverso da Tamburini. Tamburini crea la moto come deve essere, cioè capibile; è un maniaco delle forme e dei particolari. Badate che un prototipo di Tamburini vuol dire 4 anni di lavoro [...], mentre il secondo pensa alla moto che piace a lui e che rispecchia in pieno il suo stile ma magari poi piace solo a lui! Ma la moto non deve piacere solo a te, ripeto, deve essere capibile.
*In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito...
*Le moto per me sono sensazioni e nella V11 si coniuga una certa libido per delle forme con un'impressione di fondo di moto maschia, essenziale.
{{Int|1=''[https://www.animaguzzista.com/?p=3877 Nuova intervista a Marabese Design]''|2=''animaguzzista.com'', 13 maggio 2006.}}
*[...] se io penso alla moto sportiva italiana, penso a [[Moto Guzzi]].
*Non è necessariamente una cosa negativa. Dipende dall'approccio: mi compro il [[Motore monocilindrico|mono]] proprio perché ha certe caratteristiche, mi da certe sensazioni, lo guido in un certo modo. È una caratteristica più che un limite.
*La [[Moto Guzzi California|Guzzi California]] è la portavoce di un modo di andare in moto unico. Deve restare una moto simpatica, divertente, amichevole. Guzzi California vuol dire gioia di guidare, non moto che ti fanno paura anche da ferme...
*Si cerca sempre di fare cose diverse ma la tendenza generale la senti, ne fai parte. Sono usciti fuori gli spigoli, e tu ti metti a disegnare e ti accorgi che saltano fuori, perché certe forme ti hanno colpito, perché certe tendenze erano nell'aria e senza nemmeno volerlo in un certo senso ti sei adattato... Esistono le mode, dei cicli anche nel design, così come c’era il momento del tutto tondo, adesso ci sono gli spigoli. Senza contare poi la relazione col cliente che vuole vendere, nel momento! Spesso ha in mente dei riferimenti ben precisi. Ma spesso [...] inconsciamente restano dentro certe forme, certe proporzioni che sono chiaramente riconducibili ad una tendenza in atto, in testa hai sempre e comunque una moto che vorresti vedere in strada immediatamente, che sia attuale.
*Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza. È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante...
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Marabese, Luciano}}
[[Categoria:Designer italiani]]
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Gualtiero Castellini
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. III, p. 100.</ref>
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. I, p. 5.</ref>
*L'italianità della Venezia Giulia è indiscutibile, come quella del Trentino, ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, nè può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. III, p. 71.</ref>
==Note==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Gualtiero Castellini==
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. III, p. 100.</ref>
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. I, p. 5.</ref>
*L'italianità della [[Venezia Giulia]] è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura.<ref>Da ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918, cap. III, p. 71.</ref>
==Note==
<references />
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista e politico italiano.
==''Trento e Trieste''==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]]. (cap. I, p. 5)
*L'italianità della [[Venezia Giulia]] è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura. (cap. III, p. 71)
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia. (cap. III, p. 100)
==Bibliografia==
*Gualtiero Castellini, ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
{{DEFAULTSORT:Castellini, Gualtiero}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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altra categoria (Enciclopedia Treccani)
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista, scrittore e politico italiano.
==''Trento e Trieste''==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]]. (cap. I, p. 5)
*L'italianità della [[Venezia Giulia]] è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura. (cap. III, p. 71)
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia. (cap. III, p. 100)
==Bibliografia==
*Gualtiero Castellini, ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
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Giuseppe Antonio Borgese: citazioni su
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'''Gualtiero Castellini''' (1890-1918), giornalista, scrittore e politico italiano.
==''Trento e Trieste''==
*L'amarissima delusione del 1866, quando l'Italia liberò il [[Veneto]] senza ottenere le provincie venete del Trentino, di Trieste, del Litorale, dell'Istria e della Dalmazia, perché non aveva vinto la [[Terza guerra d'indipendenza italiana|guerra]] ma ottenuto semplicemente una pace proficua, segna l'inizio di quello che fu chiamato poi [[Irredentismo italiano|irredentismo]]. (cap. I, p. 5)
*L'italianità della [[Venezia Giulia]] è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura. (cap. III, p. 71)
*A [[Trieste]], e non altrove, noi porremo il segno della nostra egemonia sull'[[Mare Adriatico|Adriatico]], prima strada delle espansioni verso Oriente. A Trieste – nella grande città dei sublimi amori e del lavoro operoso – l'irredentismo regionale di ieri, che era un giustificato ma romantico sfogo contro la superstite Austria del passato, si trasforma nel nuovo irredentismo, nella necessità attuale per tutta l'Italia di essere antiaustriaca: chi non è contro l'Austria, è contro l'avvenire libero d'Italia. (cap. III, p. 100)
==Citazioni su Gualtiero Castellini==
*Morì, di polmonite, al fronte francese, il 15 giugno 1918, proprio alla vigilia della [[battaglia del Piave]]. Il suo sacrificio fu senza compensi, e la sua fede, come avviene spesso ai più alti credenti, non poté trionfare nella prova del fatto. Due anni prima aveva partecipato all'[[Sesta battaglia dell'Isonzo|assedio di Gorizia]], e s'era ammalato giusto in tempo per non dividere coi commilitoni la gioia della conquista. Così ora moriva, quando sopravvivere una settimana bastava per convertire la fede religiosa in una pratica certezza. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
==Bibliografia==
*Gualtiero Castellini, ''[https://archive.org/details/trentoetrieste00castellini/page/n10/mode/1up Trento e Trieste]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
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Venezia Giulia
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Venezia Giulia: voce tematica
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Citazioni sulla '''Venezia Giulia''' e sui '''giuliani'''.
*L'italianità della Venezia Giulia è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura. ([[Gualtiero Castellini]])
==Altri progetti==
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[[File:Provinces of Venezia Giulia (1923-1947).svg|thumb|upright|Le provincie della Venezia Giulia dal 1923 al 1947]]
Citazioni sulla '''Venezia Giulia''' e sui '''giuliani'''.
*L'italianità della Venezia Giulia è indiscutibile, come quella del [[Trentino]], ma a differenza di quella del Trentino è già stata logorata dai continui assalti slavi. Sui quasi novecentomila abitanti, sudditi austriaci, gli italiani non arrivano nelle statistiche ufficiali a quattrocentomila: sono, ciò non ostante, la maggioranza poiché il rimanente mezzo milione è diviso tra i croati, gli slavi ed i tedeschi, e nessuna di queste tre nazionalità può vantare una massa paragonabile all'italiana, né può vantare — sopra tutto — i diritti della civiltà italiana che tiene ancora italianissime le città principali da Gorizia a Trieste, da Pirano a Parenzo, da Rovigno a Pola; che vede la sua lingua parlata anche da croati e da sloveni, che ha vicinissima a sé la grande nazione italiana e la forza della cultura. ([[Gualtiero Castellini]])
==Altri progetti==
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Histadrut
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Citazioni sulla '''Federazione Generale dei Lavoratori in Terra d'Israele''' o '''Histadrut'''.
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'Histadrut. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. ([[Ilan Pappé]])
==Voci correlate==
*[[Israele]]
*[[Sionismo]]
==Altri progetti==
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Insediamenti israeliani
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Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''.
==Citazioni==
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. ([[Ilan Pappé]])
*Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. ([[Ilan Pappé]])
==Voci correlate==
*[[Israele]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
==Altri progetti==
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Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''.
==Citazioni==
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. ([[Ilan Pappé]])
*Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. ([[Ilan Pappé]])
==Voci correlate==
*[[Israele]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
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Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''.
==Citazioni==
*L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza.([[Ofer Cassif]])
*La legge in questione è stata concepita per garantire che i membri della razza superiore del Paese occupante, e in particolare i coloni criminali, siano separati, elitari, superiori ai sudditi palestinesi. Avranno la piena protezione della legge e delle istituzioni dell’occupazione: il governo, l’esercito, la polizia, i tribunali, ecc. ([[Ofer Cassif]])
*La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei coloni israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. ([[Vincenzo De Luca]])
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. ([[Ilan Pappé]])
*Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. ([[Ilan Pappé]])
*Nessuno caccerà più i coloni israeliani, cambiamo il paradigma se non vogliamo diventare una società di apartheid. ([[Abraham Yehoshua]])
==Voci correlate==
*[[Israele]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
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Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''.
==Citazioni==
*L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza. ([[Ofer Cassif]])
*La legge in questione è stata concepita per garantire che i membri della razza superiore del Paese occupante, e in particolare i coloni criminali, siano separati, elitari, superiori ai sudditi palestinesi. Avranno la piena protezione della legge e delle istituzioni dell’occupazione: il governo, l’esercito, la polizia, i tribunali, ecc. ([[Ofer Cassif]])
*La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei coloni israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. ([[Vincenzo De Luca]])
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. ([[Ilan Pappé]])
*Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. ([[Ilan Pappé]])
*Nessuno caccerà più i coloni israeliani, cambiamo il paradigma se non vogliamo diventare una società di apartheid. ([[Abraham Yehoshua]])
==Voci correlate==
*[[Israele]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
==Altri progetti==
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Creata pagina con "[[Immagine:Portrait of Yigal Allon.jpg|thumb|Yigal Allon nel 1969]] '''Yigal Allon''' (1918 – 1980), politico e generale israeliano. ==Citazioni su Yigal Allon== ===[[Ilan Pappé]]=== *Alon era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi..."
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[[Immagine:Portrait of Yigal Allon.jpg|thumb|Yigal Allon nel 1969]]
'''Yigal Allon''' (1918 – 1980), politico e generale israeliano.
==Citazioni su Yigal Allon==
===[[Ilan Pappé]]===
*Alon era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse.
*Alon ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo.
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, Yigal Alon dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio.
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Pacifico Valussi
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Pacifico Valussi
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'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il Mediterraneo, che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di Adria, ed il più moderno di Golfo di Venezia.<ref>Da ''L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia'', p. 14.</ref>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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sezione Note
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'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il Mediterraneo, che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di Adria, ed il più moderno di Golfo di Venezia.<ref>Da ''L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia'', p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il Mediterraneo, che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di Adria, ed il più moderno di Golfo di Venezia.<ref>Da ''L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia'', p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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riferimenti bibliografici
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il Mediterraneo, che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di Adria, ed il più moderno di Golfo di Venezia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di Adria, ed il più moderno di Golfo di Venezia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima.<ref>Da ''Caratteri della civiltà novella in Italia'', p. 234.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, p. 234.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, p. 234.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia uniformità.<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, pp. 234-235.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, pp. 234-235.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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la "quistione" romana
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del potere temporale del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, comò lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''La soluzione della quistione romana'', p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Pacifico Valussi */ riferimenti bibliografici
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del potere temporale del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, comò lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''La soluzione della {{sic|quistione}} romana'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Pacifico Valussi */ Internet Archive
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del potere temporale del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, comò lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Adriatico, indebolito coll'arrestarsi della civiltà all'Oriente, bisogna rafforzarlo coi mezzi di tutta la Nazione, ma più laddove le popolazioni adriatiche si trovano di fronte l'elemento germanico e l'elemento slavo, prevalenti in numero, in forza, in gioventù, in attività. Le popolazioni adriatiche devono tutte allearsi nei loro diversi gruppi ed alleare i gruppi medesimi, facendo entrare nel movimento anche quelle dell'interno. Collo studio, coll'attività, coll'associazione dei mezzi devono darsi tutto quello che occorre per appropriarsi la maggior parte del traffico, al quale il ''Mare Superum'' od Adriatico è via, e per estendere la loro influenza lungo le coste, nell'interno e fino alla valle del Danubio ed al Mar Nero.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 119.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Adriatico, indebolito coll'arrestarsi della civiltà all'Oriente, bisogna rafforzarlo coi mezzi di tutta la Nazione, ma più laddove le popolazioni adriatiche si trovano di fronte l'elemento germanico e l'elemento slavo, prevalenti in numero, in forza, in gioventù, in attività. Le popolazioni adriatiche devono tutte allearsi nei loro diversi gruppi ed alleare i gruppi medesimi, facendo entrare nel movimento anche quelle dell'interno. Collo studio, coll'attività, coll'associazione dei mezzi devono darsi tutto quello che occorre per appropriarsi la maggior parte del traffico, al quale il ''Mare Superum'' od Adriatico è via, e per estendere la loro influenza lungo le coste, nell'interno e fino alla valle del [[Danubio]] ed al [[Mar Nero]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 119.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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[[File:Il pubblicista Pacifico Valussi morto a Udine (xilografia).jpg|thumb|upright=0.8|Pacifico Valussi]]
'''Pacifico Valussi''' (1813 – 1893), giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Pacifico Valussi==
*Alla civiltà novella dell'[[Italia]] è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_gGCGm78FFH4C/page/n4/mode/1up Caratteri della civiltà novella in Italia]'', Paolo Gambierasi editore, Udine, 1868, cap. XXII, pp. 234-235.</ref>
*L'Adriatico, indebolito coll'arrestarsi della civiltà all'Oriente, bisogna rafforzarlo coi mezzi di tutta la Nazione, ma più laddove le popolazioni adriatiche si trovano di fronte l'elemento germanico e l'elemento slavo, prevalenti in numero, in forza, in gioventù, in attività. Le popolazioni adriatiche devono tutte allearsi nei loro diversi gruppi ed alleare i gruppi medesimi, facendo entrare nel movimento anche quelle dell'interno. Collo studio, coll'attività, coll'associazione dei mezzi devono darsi tutto quello che occorre per appropriarsi la maggior parte del traffico, al quale il ''Mare Superum'' od Adriatico è via, e per estendere la loro influenza lungo le coste, nell'interno e fino alla valle del [[Danubio]] ed al [[Mar Nero]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 119.</ref>
*L'Italia non può e non deve volere meno della cessazione per sempre del [[potere temporale]] del papa. Ogni proposta, ogni trattativa fuori di questa sarebbe impossibile. Non é la più meno grande estensione del potere temporale quella che nuoce all'Italia, è l'esistenza di questo Stato anormale nel suo centro, od in una parte qualunque di lei. Piccolo o grande che sia in Italia uno Stato temporale del papa, come lo fu sempre, è ora, e sarebbe in perpetuo il più ostinato e fiero nemico dell'unita nazionale dell'Italia.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lasoluzionedell00valugoog/page/n2/mode/1up La soluzione della {{sic|quistione}} romana]'', Tipografia del «Tempo», Venezia, 1869, p. 32.</ref>
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'[[Mare Adriatico|Adriatico]], golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'Italia, come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_EuG2QMDrxdIC/page/n2/mode/1up L'Adriatico in relazione agli interessi nazionali dell'Italia]'', Tipografia Jacob e Colmegna, Udine, 1871, p. 14.</ref>
==Note==
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Mare Adriatico
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Mare Adriatico: voce tematica
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Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
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Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
*[[Mar Tirreno]]
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{{voce tematica}}
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Mari|Adriatico]]
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[[File:Adriatic Sea 2003.jpg|thumb| L'Adriatico in un'immagine satellitare]]
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
==Altri progetti==
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Federico Odorici
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[[File:Adriatic Sea 2003.jpg|thumb| L'Adriatico in un'immagine satellitare]]
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*{{NDR|Gli etruschi}} Combatterono gli Umbri, e vinsero: combatterono i popoli circumpadani, e vinsero, e ne presero le province, quasi Etruria seconda, fra l'Appennino e l'Alpi ed il mare, a cui per una loro colonia fu dato il nome di Adriatico. ([[Federico Odorici]])
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
==Altri progetti==
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[[File:Adriatic Sea 2003.jpg|thumb| L'Adriatico in un'immagine satellitare]]
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*{{NDR|Gli [[etruschi]]}} Combatterono gli [[Umbri]], e vinsero: combatterono i popoli circumpadani, e vinsero, e ne presero le province, quasi Etruria seconda, fra l'Appennino e l'Alpi ed il mare, a cui per una loro colonia fu dato il nome di Adriatico. ([[Federico Odorici]])
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
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[[File:Adriatic Sea 2003.jpg|thumb| L'Adriatico in un'immagine satellitare]]
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*{{NDR|Gli [[etruschi]]}} Combatterono gli [[Umbri]], e vinsero: combatterono i popoli circumpadani, e vinsero, e ne presero le province, quasi Etruria seconda, fra l'Appennino e l'Alpi ed il mare, a cui per una loro colonia fu dato il nome di Adriatico. ([[Federico Odorici]])
*L'Adriatico, indebolito coll'arrestarsi della civiltà all'Oriente, bisogna rafforzarlo coi mezzi di tutta la Nazione, ma più laddove le popolazioni adriatiche si trovano di fronte l'elemento germanico e l'elemento slavo, prevalenti in numero, in forza, in gioventù, in attività. Le popolazioni adriatiche devono tutte allearsi nei loro diversi gruppi ed alleare i gruppi medesimi, facendo entrare nel movimento anche quelle dell'interno. Collo studio, coll'attività, coll'associazione dei mezzi devono darsi tutto quello che occorre per appropriarsi la maggior parte del traffico, al quale il ''Mare Superum'' od Adriatico è via, e per estendere la loro influenza lungo le coste, nell'interno e fino alla valle del [[Danubio]] ed al [[Mar Nero]]. ([[Pacifico Valussi]])
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
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[[File:Adriatic Sea 2003.jpg|thumb| L'Adriatico in un'immagine satellitare]]
Citazioni sul '''mare Adriatico'''.
*{{NDR|Gli [[etruschi]]}} Combatterono gli [[Umbri]], e vinsero: combatterono i popoli circumpadani, e vinsero, e ne presero le province, quasi Etruria seconda, fra l'Appennino e l'Alpi ed il mare, a cui per una loro colonia fu dato il nome di Adriatico. ([[Federico Odorici]])
*L'Adriatico, indebolito coll'arrestarsi della civiltà all'Oriente, bisogna rafforzarlo coi mezzi di tutta la Nazione, ma più laddove le popolazioni adriatiche si trovano di fronte l'elemento germanico e l'elemento slavo, prevalenti in numero, in forza, in gioventù, in attività. Le popolazioni adriatiche devono tutte allearsi nei loro diversi gruppi ed alleare i gruppi medesimi, facendo entrare nel movimento anche quelle dell'interno. Collo studio, coll'attività, coll'associazione dei mezzi devono darsi tutto quello che occorre per appropriarsi la maggior parte del traffico, al quale il ''Mare Superum'' od Adriatico è via, e per estendere la loro influenza lungo le coste, nell'interno e fino alla valle del [[Danubio]] ed al [[Mar Nero]]. ([[Pacifico Valussi]])
*Se il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]], che sta in mezzo a regioni di clima temperato, ha avuto ed ha una grande importanza nella storia della civiltà mondiale, dobbiamo naturalmente supporre che l'Adriatico, golfo di questo mare interno, che dal sud al nord s'insinua tra paesi diversi, l'abbia avuta e debba averla ancora più grande. La storia difatti ci dice che l'ebbe, e l'ebbe principalmente per l'[[Italia]], come lo provano i due nomi suoi presi da due città italiane della sua parte superiore, cioè quello già antico di Adriatico dall'antica città padana di [[Adria]], ed il più moderno di [[Golfo di Venezia]]. ([[Pacifico Valussi]])
==Voci correlate==
*[[Mare]]
*[[Mar Mediterraneo]]
==Altri progetti==
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#RINVIA[[Mare Adriatico]]
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[[File:UB Maastricht - Ides 1710 - p 57.jpg|thumb|150px|
Nerčinsk in un'aquaforte del 1710]]
Citazioni su '''Nerčinsk'''.
*Nerzinskoi, Città forte di Siberia, cap. della Prov. di Dauri, sul fi. Nerva. I contorni di questa Città producono ogni sorta di fiori, e piante. Il paese è abitato da' Pagani, i quali vivono sotto la protezione del Czar di Moscovia. lon. 134. 59. lat. 51. 30. ([[Laurence Echard]])
==Altri progetti==
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[[File:UB Maastricht - Ides 1710 - p 57.jpg|thumb|upright=1.2|Nerčinsk in un'aquaforte del 1710]]
Citazioni su '''Nerčinsk'''.
*Nerzinskoi, Città forte di Siberia, cap. della Prov. di Dauri, sul fi. Nerva. I contorni di questa Città producono ogni sorta di fiori, e piante. Il paese è abitato da' Pagani, i quali vivono sotto la protezione del Czar di Moscovia. lon. 134. 59. lat. 51. 30. ([[Laurence Echard]])
==Altri progetti==
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Discussioni utente:Danielmadda
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Orano
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[[File:Oran - aerial view.jpg|thumb|Orano]]
Citazioni su '''Orano'''.
*Oranum, ''Icosium'', Città molto forte, ed importante d'Afr. nella Barbaria, nel R. di Tremecen, con parecchi forti, e porto eccellente. Fu presa dal Cardinale [[Francisco Jiménez de Cisneros|Ximenes]] nel 1509. e ripresa dagli Algerini nel 1708. Fu poi espugnata di nuovo dal C. di Montemar Generale degli Spa. nel 1732., ed è ancora al giorno d'oggi sotto il dominio de' medesimi. Ella è lontana un tiro di sasso dal mare, ed è sit. parte in pianura, e parte sul pendio d'un monte molto scosceso, in faccia a Cartagena, una lega da Masalquivir, 20. leghe da Tremecen, 50. leghe da Algeri. lon. 17.40. lat. 37.40. ([[Laurence Echard]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi dell'Algeria]]
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Discussioni utente:Leonardo capretto
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Homer
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Achille De Zigno
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Achille De Zigno.jpg|miniatura|Achille De Zigno]]
'''Achille De Zigno''' (1813 – 1892), botanico, geologo e paleontologo italiano.
==''Annnotazioni paleontologiche. Sirenii fossili trovati nel Veneto''==
*I Sirenii della fauna attuale, una volta annoverati fra i cetacei ed ora costituenti un ordine separato, si dividono, come è noto, in tre soli gruppi generici, distinti coi nomi di ''Manatus'', Cuv.; ''Halicore'', Illiger; ''Rhytina'', Illig.</br>Le specie del genere ''Manatus'', conosciute generalmente sotto il nome di ''Lamantini'', abitano all'imboccatura di quasi tutti i grandi fiumi che si scaricano nell'Atlantico, tanto lungo le coste dell'Africa, quanto lungo i litorali del Brasile, della Gujana e della Florida. (p. 427)
*Sebbene sia assai probabile che da gran tempo si rinvenissero ossa fossili di Sirenii, pur tuttavia non troviamo alcun autore che, in modo chiaro preciso, ne facesse menzione prima dell'illustre [[Georges Cuvier|Cuvier]], che nel 1809 descrisse alcune di queste ossa trovate a Doue nell'Angiò, paragonandole a quelle dei ''Lamantini'' dell'epoca attuale ed attribuendole ad una specie fossile di ''Manatus''. (p. 428)
*Molti anni dopo rinvenni io stesso dei frammenti di grandi coste, aventi la medesima compattezza, nei terreni terziarii medii ed inferiori del Vicentino e del Trevigiano, e sebbene questi ritrovamenti bastassero ad indicare la presenza di un qualche Sirenio, vissuto nei mari che ricoprivano questa parte d'Italia durante le epoche miocena ed eocena; tuttavia a qual genere spettassero queste spoglie non potevasi con certezza asseverare, e fu solo in questi ultimi anni, che avanzi più numerosi e meglio conservati scoperti nel Vicentino, nel Veronese e nel bacino di Belluno, ci posero in grado di istituire degli studii più concludenti sulla natura dell'animale cui avevano appartenuto. (p. 430)
==''Sulla flora fossile dell'oolite''==
*Se lo studio dei resti fossili animali contribuì a spargere molta luce sulla storia antica del globo, non meno importante dee risguardarsi quello delle piante che giacciono sepolte negli strati delle diverse formazioni. Imperciocché secondo la natura terrestre, palustre, fluviale, lacustre o marina dei vegetali fossili siamo tratti a considerare quali fossero i limiti delle terre nell'epoche più remote, ed i confronti fra le spente flore e quelle che ora rivestono le varie zone del suolo che ci sopporta aprono vasto campo alla investigazione delle condizioni che ne favorirono lo svolgimento ed improntarono di un carattere speciale la vegetazione di cadaun periodo geologico. (p. 325)
*Tra le numerose e svariate pubblicazioni, di cui s'arricchì la scienza, tengono a buon dritto il primo luogo, e pella rinomanza degli autori e pella vastità dell'impresa, le opere intente a schierarci dinanzi le descrizioni sistematicamente ordinate di tutte le piante fossili conosciute. Ma finora questi lavori di lunga lena, o rimasero incompiuti o non raggiunsero quel grado di perfezione che ora si addimanda. (p. 326)
*E cominciando dall'annoverare i luoghi in cui furono trovati resti vegetali nelle stratificazioni dell'oolite, prima ci si presenta la maggiore delle isole britanniche, ove il numero e la bellezza di queste spoglie rendevano celebri da gran tempo le vicinanze di Whitby e di Scarborough nella contea di York. (p. 327)
*Volgendo nuovamente verso settentrione ci si affaccia lungo il lido occidentale della Scozia l'isoletta d'Eig, nelle cui stratificazioni ritenute appartenere alla parte superiore della serie oolitica, scoperse il Witham dei frammenti, che esaminati al microscopio gli diedero a divedere la struttura propria di una conifera alla quale impose il nome di ''Pinites eggensis''. (p. 328)
==Bibliografia==
*Achille De Zigno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3164300&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3166301 Annnotazioni paleontologiche. Sirenii fossili trovati nel Veneto]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XXI, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1879.
*Achille De Zigno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3821298&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3823611 Sulla flora fossile dell'oolite]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume VI, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1857.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Geologi italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
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Spinoziano (BEIC)
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text/x-wiki
[[File:Achille De Zigno.jpg|miniatura|Achille De Zigno]]
'''Achille De Zigno''' (1813 – 1892), botanico, geologo e paleontologo italiano.
==''Annnotazioni paleontologiche. Sirenii fossili trovati nel Veneto''==
*I Sirenii della fauna attuale, una volta annoverati fra i cetacei ed ora costituenti un ordine separato, si dividono, come è noto, in tre soli gruppi generici, distinti coi nomi di ''Manatus'', Cuv.; ''Halicore'', Illiger; ''Rhytina'', Illig.</br>Le specie del genere ''Manatus'', conosciute generalmente sotto il nome di ''Lamantini'', abitano all'imboccatura di quasi tutti i grandi fiumi che si scaricano nell'Atlantico, tanto lungo le coste dell'Africa, quanto lungo i litorali del Brasile, della Gujana e della Florida. (p. 427)
*Sebbene sia assai probabile che da gran tempo si rinvenissero ossa fossili di Sirenii, pur tuttavia non troviamo alcun autore che, in modo chiaro preciso, ne facesse menzione prima dell'illustre [[Georges Cuvier|Cuvier]], che nel 1809 descrisse alcune di queste ossa trovate a Doue nell'Angiò, paragonandole a quelle dei ''Lamantini'' dell'epoca attuale ed attribuendole ad una specie fossile di ''Manatus''. (p. 428)
*Molti anni dopo rinvenni io stesso dei frammenti di grandi coste, aventi la medesima compattezza, nei terreni terziarii medii ed inferiori del Vicentino e del Trevigiano, e sebbene questi ritrovamenti bastassero ad indicare la presenza di un qualche Sirenio, vissuto nei mari che ricoprivano questa parte d'Italia durante le epoche miocena ed eocena; tuttavia a qual genere spettassero queste spoglie non potevasi con certezza asseverare, e fu solo in questi ultimi anni, che avanzi più numerosi e meglio conservati scoperti nel Vicentino, nel Veronese e nel bacino di Belluno, ci posero in grado di istituire degli studii più concludenti sulla natura dell'animale cui avevano appartenuto. (pp. 429-430)
==''Sulla flora fossile dell'oolite''==
*Se lo studio dei resti fossili animali contribuì a spargere molta luce sulla storia antica del globo, non meno importante dee risguardarsi quello delle piante che giacciono sepolte negli strati delle diverse formazioni. Imperciocché secondo la natura terrestre, palustre, fluviale, lacustre o marina dei vegetali fossili siamo tratti a considerare quali fossero i limiti delle terre nell'epoche più remote, ed i confronti fra le spente flore e quelle che ora rivestono le varie zone del suolo che ci sopporta aprono vasto campo alla investigazione delle condizioni che ne favorirono lo svolgimento ed improntarono di un carattere speciale la vegetazione di cadaun periodo geologico. (p. 325)
*Tra le numerose e svariate pubblicazioni, di cui s'arricchì la scienza, tengono a buon dritto il primo luogo, e pella rinomanza degli autori e pella vastità dell'impresa, le opere intente a schierarci dinanzi le descrizioni sistematicamente ordinate di tutte le piante fossili conosciute. Ma finora questi lavori di lunga lena, o rimasero incompiuti o non raggiunsero quel grado di perfezione che ora si addimanda. (p. 326)
*E cominciando dall'annoverare i luoghi in cui furono trovati resti vegetali nelle stratificazioni dell'oolite, prima ci si presenta la maggiore delle isole britanniche, ove il numero e la bellezza di queste spoglie rendevano celebri da gran tempo le vicinanze di Whitby e di Scarborough nella contea di York. (p. 327)
*Volgendo nuovamente verso settentrione ci si affaccia lungo il lido occidentale della Scozia l'isoletta d'Eig, nelle cui stratificazioni ritenute appartenere alla parte superiore della serie oolitica, scoperse il Witham dei frammenti, che esaminati al microscopio gli diedero a divedere la struttura propria di una conifera alla quale impose il nome di ''Pinites eggensis''. (p. 328)
==Bibliografia==
*Achille De Zigno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3164300&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3166301 Annnotazioni paleontologiche. Sirenii fossili trovati nel Veneto]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XXI, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1879.
*Achille De Zigno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3821298&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3823611 Sulla flora fossile dell'oolite]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume VI, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1857.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Geologi italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
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Roberto de Visiani
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Roberto de Visiani. Lithograph by A. Rochini.png|miniatura|Roberto de Visiani]]
'''Roberto de Visiani''' (1800 – 1878), botanico, naturalista e letterato italiano.
==Citazioni di Roberto de Visiani==
*Lo studio degli avanzi fossili di quegli esseri, che animavano ed abbellivano la superficie del mondo antico, molti anni or sono veniva accolto, se non con ischerno, certo con noncuranza da coloro, che in una scienza del tutto nuova o nascente pretendevano di trovare quella solidità di principii, che le altre scienze di osservazione non acquistarono che col tempo, e che non sapendo veder più là di quel primo stato di rudimento in cui allor presentavasi, non ne poteano antiveder l'avvenire.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3164300&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3166452 Di alcuni generi di piante fossili]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XVIII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1874, p. 457.</ref>
*Lo studio delle Flore del mondo antico, coltivato con amore perseverante e crescente da botanici e geologi di chiarissimo nome, va diffondendo le proprie indagini a quante son le regioni della superficie terrestre, per cui ben pochi sono oggigiorno i paesi, di cui non si conoscano almeno alcune di quelle piante, che altra volta sotto forme ben diverse da quelle dell'attuale loro vegetazione ne adombravano il suolo.</br>Uno di tai paesi, che più tardi si attrassero l'attenzione degli scienziati, e più di fresco furono fatti segno alle loro ricerche, si fu la Dalmazia, la quale anche in questo rispetto, come in quello di tutte le altri parti della storia naturale, solo da pochi anni cominciò ad essere conosciuta.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3136020&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3138238 Piante fossili della Dalmazia]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume VII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1857, p. 423.</ref>
*Sono sulla superficie del globo alcune regioni così privilegiate per soave tempra di cielo, così multiformi per varietà di suolo, ed insieme per condizioni così malagevoli ad essere accuratamente e compiutamente esplorate, che la scoperta di tutte le produzioni naturali, che le abbelliscono, ne sembra presso che inesauribile, come se crescessero elleno sotto lo sguardo di chi le cerca, sotto la mano di chi le coglie.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3592336&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3592694 Illustrazione di alcune piante della Grecia e dell'Asia]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume I, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1843, p. 39.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{s}}
{{DEFAULTSORT:De Visiani, Roberto}}
[[Categoria:Botanici italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
[[Categoria:Naturalisti italiani]]
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1421187
2026-07-21T13:17:37Z
Spinoziano (BEIC)
86405
1421203
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text/x-wiki
[[File:Roberto de Visiani. Lithograph by A. Rochini.png|miniatura|Roberto de Visiani]]
'''Roberto de Visiani''' (1800 – 1878), botanico, naturalista e letterato italiano.
==Citazioni di Roberto de Visiani==
*Lo studio degli avanzi [[Fossile|fossili]] di quegli esseri, che animavano ed abbellivano la superficie del mondo antico, molti anni or sono veniva accolto, se non con ischerno, certo con noncuranza da coloro, che in una scienza del tutto nuova o nascente pretendevano di trovare quella solidità di principii, che le altre scienze di osservazione non acquistarono che col tempo, e che non sapendo veder più là di quel primo stato di rudimento in cui allor presentavasi, non ne poteano antiveder l'avvenire.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3164300&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3166452 Di alcuni generi di piante fossili]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XVIII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1874, p. 457.</ref>
*Lo studio delle Flore del mondo antico, coltivato con amore perseverante e crescente da botanici e geologi di chiarissimo nome, va diffondendo le proprie indagini a quante son le regioni della superficie terrestre, per cui ben pochi sono oggigiorno i paesi, di cui non si conoscano almeno alcune di quelle piante, che altra volta sotto forme ben diverse da quelle dell'attuale loro vegetazione ne adombravano il suolo.</br>Uno di tai paesi, che più tardi si attrassero l'attenzione degli scienziati, e più di fresco furono fatti segno alle loro ricerche, si fu la [[Dalmazia]], la quale anche in questo rispetto, come in quello di tutte le altri parti della storia naturale, solo da pochi anni cominciò ad essere conosciuta.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3136020&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3138238 Piante fossili della Dalmazia]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume VII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1857, p. 423.</ref>
*Sono sulla superficie del globo alcune regioni così privilegiate per soave tempra di cielo, così multiformi per varietà di suolo, ed insieme per condizioni così malagevoli ad essere accuratamente e compiutamente esplorate, che la scoperta di tutte le produzioni naturali, che le abbelliscono, ne sembra presso che inesauribile, come se crescessero elleno sotto lo sguardo di chi le cerca, sotto la mano di chi le coglie.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3592336&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3592694 Illustrazione di alcune piante della Grecia e dell'Asia]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume I, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1843, p. 39.</ref>
==Note==
<references />
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'''Lodovico Menin''' (1783 – 1868), abate e storico italiano.
==''Sugli attuali risultamenti della guerra civile fra gli Stati Uniti d'America''==
*Nelle Memorie da me qui lette precedentemente a quella dell'anno passato credo d'avere rettamente chiarito il mio pensiero sulla schiavitù dei Negri, sostenendo essere apparenze puramente illusorie, od almeno conati infruttuosi l'andare a caccia sui mari di que' vascelli che ne li traghettano furtivamente dalle coste Africane a quelle dell'America. Essere la schiavitù il peccato originale dell'Africa, né doversene altrove che in Africa attuare l'espiazione, e questa non potersi altrimenti mandare ad effetto che importando fra i Negri la civiltà dell'Europa, il cui solo diffondersi abolirebbe di mano in mano il nefando mercato e dove nasce il Negro e dove a prezzo si acquista e dove alla gleba incatenasi. (pp. 413-414)
*Ma siccome la guerra civile degli Stati Uniti non era l'oggetto principale della mia Memoria, ma soltanto occasione a ragionare sulla futura sorte dei Negri condannati alla schiavitù nelle regioni meridionali dell'Unione, così la durata della stessa non poteva avere allora e non ha nemmeno adesso che una importanza secondaria. Io mi studiai di provare che la condizione dei Negri dopo la guerra non verrebbe gran fatto migliorata e piuttosto in apparenza che in sostanza da quella che fu prima dalla guerra. (p. 416)
*Ma v'ha una voce onnipotente che senza posa rimbomba in ogni angolo della terra, la voce dell'interesse e questa, intramezzata dai singulti degli scioperati che agonizzano di fame sulle strade della opulentissima Albione, cambiò il sogno in realtà. L'Inghilterra ha già acquistato un territorio, malgrado la sua latitudine e l'alta temperatura, acconcio alla coltivazione del cotone, e quel suolo conscio d'infinite atrocità, sotto la mano stessa di quei Negri, che fin ora vi si traducevano sciame venale, s'ammanterà di rigogliosa profittevole verdezza. È questo ormai un fatto compiuto ed incontrastabile. (pp. 419-420)
==Bibliografia==
*Lodovico Menin, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3606662&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL3609394 Sugli attuali risultamenti della guerra civile fra gli Stati Uniti d'America]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume X, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1861.
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[[File:Spain World Cup Winners Argentina v Spain 19 July 2026-1.jpg|thumb|La Spagna festeggia la vittoria del mondiale]]
Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
===[[Riccardo Cucchi]]===
{{cronologico}}
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l' identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino
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[[File:Spain World Cup Winners Argentina v Spain 19 July 2026-1.jpg|thumb|La Spagna festeggia la vittoria del mondiale]]
Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
*Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole. ([[Gianni Infantino]])
===[[Riccardo Cucchi]]===
{{cronologico}}
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l' identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino
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Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
*Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole. ([[Gianni Infantino]])
===[[Riccardo Cucchi]]===
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*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l'identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino
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Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
*Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole. ([[Gianni Infantino]])
===[[Riccardo Cucchi]]===
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*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l'identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino
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Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
==Citazioni==
*Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda. [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole. ([[Gianni Infantino]])
===[[Riccardo Cucchi]]===
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*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l'identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino
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Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 2026'''.
==Citazioni==
*Pensavo che sarebbe stato grande, ma non così tanto. Non su questa scala, con questa atmosfera, questa festa e questa energia. C'è un sentimento di gioia in tutto il mondo. Certo, quando si perde si è tristi, ma la gente è venuta da ogni dove per celebrare il calcio [...]. Non ci sono stati incidenti. Persone provenienti da tutto il mondo sono arrivate e tutti hanno celebrato il calcio. Tutti i campioni hanno giocato, ma erano presenti anche nuove squadre e nuove nazioni. Abbiamo assistito a storie che solo il calcio può scrivere e trasformare in leggenda. [...] è stata l'evento più incredibile della storia umana. Non solo la più grande Coppa del Mondo, ma il più grande evento sportivo, sociale e culturale dell'umanità. Credo che dovremo inventare nuove parole. ([[Gianni Infantino]])
===[[Riccardo Cucchi]]===
{{cronologico}}
*La Fifa ha perso il controllo della "sua" Coppa del Mondo, la prima a 48 squadre nel segno dell'universalità del gioco del pallone, un'universalità franata miseramente di fronte al visto negato all'arbitro somalo Omar Artan. Per la prima volta nella storia, un paese organizzatore non garantisce la presenza di chi il Mondiale deve disputarlo. Che sia un arbitro o un'intera squadra, come nel caso dell'Iran cui è stato negato il diritto di permanenza negli Usa per giocare le sue prime tre partite. Viaggerà dal Messico, nella stessa giornata delle gare. Un'anomalia che mai si era registrata in passato.
*Per la prima volta un evento sportivo esclude, anziché includere. Il Mondiale 2026 contraddice persino lo sport washing sul quale avevano puntato il Qatar e la Russia: usare un evento sportivo per ricrearsi un'immagine agli occhi del mondo nascondendo sotto il tappeto la polvere dei diritti umani calpestati. Gli Stati Uniti non nascondono le violazioni dei diritti. Le proclamano alla luce del sole: noi siamo questi, noi violiamo i diritti. E nessuno può impedircelo. Questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti di Trump. La forza come regola. Nello sport come nella politica interna ed internazionale. L'arroganza della forza.
*È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi "paga per vedere". Il calcio "usato" da Infantino. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l'anima e l'identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio.
*È stata la Coppa del Mondo più commerciale, politicizzata, discriminatoria della storia. E con il maggior numero di partite noiose. Il capolavoro di Infantino.
==Altri progetti==
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Angelo Minich
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'''Angelo Minich''' (1817 – 1893), politico italiano.
==''Della coscialgia nervosa''==
*Ogniqualvolta una nuova malattia dalla paziente investigazione, e dal genio di qualche acuto e diligente osservatore viene scoperta e divulgata col mezzo della stampa, ogni colto medico si affretta di controllare la verità dei fatti esposti, e non tarda a pubblicarne i risultati ottenuti, per confermare od impugnare quanto venne asserito. Credo inutile di addurre degli esempi per provare tale verità, essendo noto a tutti i cultori delle scienze mediche il numero straordinario di memorie pubblicate sulla albuminuria, sul gozzo esoftalmico, sulla malattia bronzina, sulla leucemia, sulla atassia locomotrice, ecc., tostoché queste malattie dai loro scopritori furono fatte di pubblica ragione. (p. 461)
*Parecchie volte io ebbi occasione di vedere la forma nervosa della coscialgia, e mi sono convinto dell'esistenza di due specie distinte di questa malattia, diverse per i sintomi, per la prognosi, e per la cura. Questa opinione, in me nata dall'osservazione al letto dei pazienti, ebbe una piena conferma nella lettura delle due recenti memorie sopraccennate, nelle quali ambedue gli autori intendono di occuparsi della stessa forma morbosa, ed invece presentano la descrizione di due malattie, le quali hanno questo solo di comune fra loro, di offrire una rassomiglianza colla coscialgia infiammatoria, ma di differirne in tutto il resto. (p. 464)
*Dalla enumerazione dei sintomi della coscialgia nervosa si vede che essi dipendono da turbamenti dell'innervazione, dai quali derivano le contratture spasmodiche, le nevralgie, le anchilosi, le paralisi, mentre mancano i sintomi infiammatorii e gli esiti dell'infiammazione, come la suppurazione, la carie, gli ascessi per congestione, gli essudati plastici ed organizzati; cosicché la malattia può durare per alcuni anni e poi terminare colla guarigione completa. Ad alcuni potrebbe nascere il dubbio, essere la coscialgia nervosa una forma dell'artropatia infiammatoria con sintomi flogistici poco manifesti, e con decorso lento e subdolo, modificata dal temperamento nervoso del malato. (p. 473)
==Bibliografia==
*Angelo Minich, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4276460&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL4279657 Della coscialgia nervosa]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XVII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1873.
==Altri progetti==
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'''Angelo Minich''' (1817 – 1893), chirurgo e politico italiano.
==''Della coscialgia nervosa''==
*Ogniqualvolta una nuova malattia dalla paziente investigazione, e dal genio di qualche acuto e diligente osservatore viene scoperta e divulgata col mezzo della stampa, ogni colto medico si affretta di controllare la verità dei fatti esposti, e non tarda a pubblicarne i risultati ottenuti, per confermare od impugnare quanto venne asserito. Credo inutile di addurre degli esempi per provare tale verità, essendo noto a tutti i cultori delle scienze mediche il numero straordinario di memorie pubblicate sulla albuminuria, sul gozzo esoftalmico, sulla malattia bronzina, sulla leucemia, sulla atassia locomotrice, ecc., tostoché queste malattie dai loro scopritori furono fatte di pubblica ragione. (p. 461)
*Parecchie volte io ebbi occasione di vedere la forma nervosa della coscialgia, e mi sono convinto dell'esistenza di due specie distinte di questa malattia, diverse per i sintomi, per la prognosi, e per la cura. Questa opinione, in me nata dall'osservazione al letto dei pazienti, ebbe una piena conferma nella lettura delle due recenti memorie sopraccennate, nelle quali ambedue gli autori intendono di occuparsi della stessa forma morbosa, ed invece presentano la descrizione di due malattie, le quali hanno questo solo di comune fra loro, di offrire una rassomiglianza colla coscialgia infiammatoria, ma di differirne in tutto il resto. (p. 464)
*Dalla enumerazione dei sintomi della coscialgia nervosa si vede che essi dipendono da turbamenti dell'innervazione, dai quali derivano le contratture spasmodiche, le nevralgie, le anchilosi, le paralisi, mentre mancano i sintomi infiammatorii e gli esiti dell'infiammazione, come la suppurazione, la carie, gli ascessi per congestione, gli essudati plastici ed organizzati; cosicché la malattia può durare per alcuni anni e poi terminare colla guarigione completa. Ad alcuni potrebbe nascere il dubbio, essere la coscialgia nervosa una forma dell'artropatia infiammatoria con sintomi flogistici poco manifesti, e con decorso lento e subdolo, modificata dal temperamento nervoso del malato. (p. 473)
==Bibliografia==
*Angelo Minich, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4276460&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL4279657 Della coscialgia nervosa]'', in ''Memorie dell'I. R. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti'', volume XVII, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, 1873.
==Altri progetti==
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Dracula - L'amore perduto
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Creata pagina con "{{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: Vlad III di Valacchia|Principe..."
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
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|titolo originale = Dracula: A Love Tale
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|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
==[[Explicit]]==
'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br>'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br>'''Mina''': Anch'io ti amo.
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di Dracula]]
[[Categoria:Film horror]]
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wikitext
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Dracula''': <br>'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br>'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br>'''Mina''': Anch'io ti amo.
==[[Explicit]]==
*'''Prete''': L'incantesimo è spezzato.<br>'''Dumont''': Eccellente, eccellente...<br>'''Prete''': Ora è tutto a posto.<br>'''Dumont''': Bene... Grazie.<br>'''Prete''': ''Auf Wiedersehen''.<br>'''Dumont''': Sì, sì...
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di Dracula]]
[[Categoria:Film horror]]
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wikitext
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{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
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* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br>'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br>'''Mina''': Anch'io ti amo.
==[[Explicit]]==
*'''Prete''': L'incantesimo è spezzato.<br>'''Dumont''': Eccellente, eccellente...<br>'''Prete''': Ora è tutto a posto.<br>'''Dumont''': Bene... Grazie.<br>'''Prete''': ''Auf Wiedersehen''.<br>'''Dumont''': Sì, sì...
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di Dracula]]
[[Categoria:Film horror]]
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Skekzilla
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
'''Targol''': {{NDR|Interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}} Mio signore, il nemico è alle porte.<br>'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br>'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br>'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br>'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br>'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br>'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br>'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br>'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br>'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br>'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'[[amore]]. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br>'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br>'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br>'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br>'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br>'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br>'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br>'''Cardinale''': È impossibile.<br>'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br>'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br>'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br>'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br>'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br>'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br>'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglia, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br>'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br>'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br>'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br>'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br>'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br>'''Dumont''': La fonte?<br>'''Prete''': Sì.<br>'''Maria''': Il mio padrone.<br>'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br>'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br>'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br>'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br>'''Prete''': Maria!<br>'''Maria''': Vi prego...<br>'''Prete''': Maria, chi è lui?<br>'''Maria''': Lui è un principe.<br>'''Prete''': Un principe?<br>'''Maria''': Sì.<br>'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br>'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br>'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br>'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br>'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br>'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br>'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br>'''Dracula''': Congratulazioni...<br>'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br>'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br>'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br>'''Dracula''': Di certo questo non accaddrà qui...<br>'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br>'''Dracula''': Fin troppo...<br>'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br>'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br>'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br>'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br>'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br>'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br>'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br>'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br>'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br>'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br>'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br>'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br>'''Dracula''': {{NDR|ride}} Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br>'''Jonathan''': Cosa è successo?<br>'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br>'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br>'''Dracula''': Quattrocento anni.<br>'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br>'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br>'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br>'''Dracula''': Esattamente.<br>'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br>'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br>'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br>'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecentomilioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br>'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br>'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br>'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra un fiale}} Veleno?<br>'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br>'''Jonathan''': Immagino...<br>'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br>'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br>'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br>'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br>'''Dracula''': Infatti.<br>'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br>'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br>'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br>'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br>'''Dumont''': Meraviglioso...<br>'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br>'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br>'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br>'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br>'''Mina''': Siete davvero romantico.<br>'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br>'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br>'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br>'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br>'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br>'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br>'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br>'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br>'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br>'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Eccheggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br>'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br>'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br>'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br>'''Mina''': Che orrore!<br>'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br>'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br>'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br>'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br>'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br>'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br>'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br>'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br>'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br>'''Mina''': Tacete!<br>'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br>'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br>'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br>'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br>'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br>'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br>'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br>'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br>'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br>'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br>'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br>'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br>'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br>'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br>'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br>'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br>'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br>'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br>'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br>'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br>'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br>'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br>'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br>'''Mina''': Anch'io ti amo.
==[[Explicit]]==
*'''Prete''': L'incantesimo è spezzato.<br>'''Dumont''': Eccellente, eccellente...<br>'''Prete''': Ora è tutto a posto.<br>'''Dumont''': Bene... Grazie.<br>'''Prete''': ''Auf Wiedersehen''.<br>'''Dumont''': Sì, sì...
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di Dracula]]
[[Categoria:Film horror]]
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Udiki
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Sistemo. Suppongo che sia necessario inserire il [[Template:Cronologico]] nella sezione "Frasi" e anche in "Dialoghi", ma nel dubbio ho rinunciato
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolooriginale = Dracula: A Love Tale
|linguaoriginale = inglese
|paese = Francia / Regno Unito
|anno = 2025
|genere = orrore / romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = [[Bram Stoker]] (''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'')
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
*[[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vlad]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
*[[Christoph Waltz]]: prete
*[[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
*[[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
*[[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
*[[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
*[[David Shields]]: Henry Spencer
*[[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
*[[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
*[[Simone D'Andrea]]: Principe Vlad/Dracula
*[[Massimo De Ambrosis]]: prete
*[[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
*[[Alessio Cigliano]]: Dumont
*[[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
*[[Davide Perino]]: Jonathan Harker
*[[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
'''''Dracula - L'amore perduto''''', film francese-britannico del 2025 con [[Caleb Landry Jones]] e [[Christoph Waltz]] di [[Luc Besson]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Targol''' {{NDR|interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso}}: Mio signore, il nemico è alle porte.<br />'''Elisabeta''': Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?<br />'''Vlad''': Me la pagheranno per questo, mia amata!
==Frasi==
*Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del [[Diavolo]]. ('''Prete''')
*Contrariamente a quanto si pensa, i [[Vampiro|vampiri]] si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. ('''Prete''')
*Come sapete, la [[scienza]] è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. ('''Prete''')
*Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. ('''Mina''')
*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! ('''Dracula''')
*Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. ('''Dracula''')
*Un dono non può mai essere rifiutato. ('''Dracula''')
*Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. ('''Prete''')
==Dialoghi==
*'''Vlad''': Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?<br />'''Cardinale''': Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?<br />'''Vlad''': Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.<br />'''Cardinale''': Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!<br />'''Vlad''': Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.<br />'''Cardinale''': Ti ascolto, figliolo.<br />'''Vlad''': Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.<br />'''Cardinale''': Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.<br />'''Vlad''': Ma mi ha dato anche l'[[amore]]. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.<br />'''Cardinale''': Pregherò per la tua richiesta.<br />'''Vlad''': No, non pregate: diteGlielo!
*'''Vlad''': Mia moglie è morta.<br />'''Cardinale''': Preghiamo per lei da quando sei partito.<br />'''Vlad''': Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.<br />'''Cardinale''': Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.<br />'''Vlad''': Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!<br />'''Cardinale''': È impossibile.<br />'''Vlad''': Perché? ''Perché?''<br />'''Cardinale''': Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.<br />'''Vlad''': Ma può compiere dei miracoli, non è vero? ''Non è vero?'' Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! ''DiteGlielo!''<br />'''Cardinale''': Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.<br />'''Vlad''': E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.<br />'''Cardinale''': Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.<br />'''Vlad''': Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. {{NDR|trafigge il cardinale con uno scettro spezzato}} Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglie, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
*'''Dumont''': Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.<br />'''Prete''': Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
*'''Prete''': Perché tutte queste catene? Temete che voli via?<br />'''Dumont''': Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.<br />'''Prete''': Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
*'''Prete''': Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.<br />'''Dumont''': Volete dire che potrebbero essercene altri?<br />'''Prete''': Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.<br />'''Dumont''': La fonte?<br />'''Prete''': Sì.<br />'''Maria''': Il mio padrone.<br />'''Prete''': Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?<br />'''Maria''': No, non preoccuparti. Vi troverà lui.<br />'''Prete''': Lui è qui a Parigi?<br />'''Maria''': No, ma arriverà presto. Vi prego...<br />'''Prete''': Maria!<br />'''Maria''': Vi prego...<br />'''Prete''': Maria, chi è lui?<br />'''Maria''': Lui è un principe.<br />'''Prete''': Un principe?<br />'''Maria''': Sì.<br />'''Prete''': Viene per le celebrazioni?<br />'''Maria''': Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.<br />'''Prete''': La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?<br />'''Maria''': È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
*'''Jonathan''': Io non credo in Dio.<br />'''Cocchiere''': Allora pregate che Dio creda in voi!
*'''Jonathan''': Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. [[Jonathan Harker]], avvocato.<br />'''Dracula''': Siete alquanto giovane per essere un avvocato?<br />'''Jonathan''': Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.<br />'''Dracula''': Congratulazioni...<br />'''Jonathan''': Grazie! E voi siete?<br />'''Dracula''': Vlad II, principe di Walacchia, [[Conte Dracula]].
*'''Dracula''': Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.<br />'''Jonathan''': Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.<br />'''Dracula''': Di certo questo non accadrà qui...<br />'''Jonathan''': La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.<br />'''Dracula''': Fin troppo...<br />'''Jonathan''': Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.<br />'''Dracula''': Sono molto discreti...
*'''Dracula''': Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.<br />'''Jonathan''': Perdonatemi, ma di cosa avete paura?<br />'''Dracula''': I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.<br />'''Jonathan''': Non sono superstizioso.<br />'''Dracula''': Questo è un peccato...
*'''Jonathan''': O mio Dio!<br />'''Dracula''': Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.<br />'''Jonathan''': Voi siete il Diavolo?<br />'''Dracula''': Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
*'''Jonathan''': Chi siete davvero?<br />'''Dracula''': Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.<br />'''Jonathan''': Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.<br />'''Dracula''': Oh? Pensavo che non foste credente.<br />'''Jonathan''': Ma ora lo sono.<br />'''Dracula''' {{NDR|ridendo}}: Siete così divertente!
*'''Dracula''': La [[morte]] è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.<br />'''Jonathan''': Cosa è successo?<br />'''Dracula''': Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.<br />'''Jonathan''': Quanto tempo esattamente?<br />'''Dracula''': Quattrocento anni.<br />'''Jonathan''': È molto tempo. Come sapete che tornerà?<br />'''Dracula''': Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.<br />'''Jonathan''': Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.<br />'''Dracula''': Esattamente.<br />'''Jonathan''': Certo, non mi sembra un granché.<br />'''Dracula''': Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.<br />'''Jonathan''': L'avete cercata tutto questo tempo?<br />'''Dracula''': L'impresa non è stata facile. La [[peste nera]] si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecento milioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.<br />'''Jonathan''': Eppure la speranza è l'essenza della vita.<br />'''Dracula''': Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.<br />'''Jonathan''': Come? {{NDR|Dracula gli mostra una fiala}} Veleno?<br />'''Dracula''': Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.<br />'''Jonathan''': Immagino...<br />'''Dracula''': In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.<br />'''Jonathan''': Quante ne avete morse?<br />'''Dracula''': Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.<br />'''Jonathan''': Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.<br />'''Dracula''': Infatti.<br />'''Jonathan''': Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.<br />'''Dracula''': In nome di chi? Dio? {{NDR|ride}}<br />'''Jonathan''': No. In nome dell'amore.
*'''Dumont''': Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?<br />'''Prete''': Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.<br />'''Dumont''': Meraviglioso...<br />'''Prete''': In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.<br />'''Dumont''': È più alla mia portata.
*'''Dracula''': Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.<br />'''Mina''': Ci siamo già incontrati?<br />'''Dracula''': In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.<br />'''Mina''': Siete davvero romantico.<br />'''Dracula''': Terribilmente.
*'''Dracula''': Vivete a Parigi?<br />'''Mina''': No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.<br />'''Dracula''': Vi piace il silenzio?<br />'''Mina''': Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?<br />'''Dracula''': Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.<br />'''Mina''': Adoro l'[[inverno]], con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.<br />'''Dracula''': Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
*'''Mina''': Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando<br />'''Dracula''': Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella ''tua'' anima, mi senti, Elisabeta?<br />'''Mina''': Quale incantesimo mi state facendo?<br />'''Dracula''': Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Echeggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
*'''Dracula''': È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.<br />'''Mina''': Questa parola vi è sconosciuta ormai.<br />'''Dracula''': Mia moglie se l'ha portata via.
*'''Mina''': Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...<br />'''Prete''': Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.<br />'''Mina''': Che orrore!<br />'''Prete''': Sì, infatti.
*'''Dracula''': Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.<br />'''Mina''': Sì! Ora andatevene! {{NDR|Dracula si reca al balcone}} No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!<br />'''Dracula''': Quindi vorresti che morissi lontano da qui?<br />'''Mina''': Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.<br />'''Dracula''': Nemmeno una volta.<br />'''Mina''': Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.<br />'''Dracula''': Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.<br />'''Mina''': So che bevete il sangue delle vostre vittime.<br />'''Dracula''': È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.<br />'''Mina''': Tacete!<br />'''Dracula''': Il mio unico e vero amore.<br />'''Mina''': Chi siete per parlarmi in questo modo?!<br />'''Dracula''': Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.<br />'''Mina''': Perché Dio farebbe questo?<br />'''Dracula''': Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.<br />'''Mina''': Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.<br />'''Dracula''': Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".<br />'''Mina''': "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
*'''Dracula''': Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?<br />'''Mina''': Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
*'''Jonathan''': Laggiù! È lì che dorme, nella sua [[bara]].<br />'''Henry''': Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!<br />'''Prete''': Lo faremo tutti un giorno.
*'''Dracula''': Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.<br />'''Prete''': Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.<br />'''Dracula''': Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.<br />'''Prete''': No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.<br />'''Dracula''': No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.<br />'''Prete''': Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.<br />'''Dracula''': Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.<br />'''Prete''': Dio mi ha mandato qui per salvarti.<br />'''Dracula''': Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?<br />'''Prete''': Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.<br />'''Dracula''': È lei la mia salvezza.<br />'''Prete''': Ma tu sei la sua dannazione.
*'''Mina''': Perché mi fai questo, amore mio?<br />'''Dracula''': Perché ti amo. {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}<br />'''Mina''': Anch'io ti amo.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Prete''': L'incantesimo è spezzato.<br />'''Dumont''': Eccellente, eccellente...<br />'''Prete''': Ora è tutto a posto.<br />'''Dumont''': Bene... Grazie.<br />'''Prete''': ''Auf Wiedersehen''.<br />'''Dumont''': Sì, sì...
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
*Se [[Robert Eggers|Eggers]] esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo [[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]], Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. ([[Paolo Mereghetti]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d'ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c'è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l'ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l'altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al [[Klaus Kinski]] di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all'avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un'istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all'inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un'atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di Dracula]]
[[Categoria:Film horror]]
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Sierra Charriba
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Sierra Charriba |genere = western |regista = [[Sam Peckinpah]] |soggetto = [[Harry Julian Fink]] |sceneggiatore = Harry Julian Fink, [[Oscar Saul]], Sam Peckinpah |attori = *[[Charlton Heston]]: Amos Dundee *[[Richard Harris]]: Benjamin Tyreen *[[Senta Berger]]: Teresa Santiago *[[James Coburn]]: Samuel Potts *[[Jim Hutton]]: tenente Graham *[[Michael Pate]]: Sierra Charriba *[[Michael Anderson Jr.]]: Tim Ryan *[[Mario Adorf]]: sergente Gomez..."
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|titolo italiano = Sierra Charriba
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*[[Charlton Heston]]: Amos Dundee
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*[[Brock Peters]]: Aesop
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|doppiatori italiani =
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Amos Dundee
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*[[Manlio Busoni]]: Wiley
}}
'''''Sierra Charriba''''', film statunitense del 1965 con [[Charlton Heston]], regia di [[Sam Peckinpah]].
==Frasi==
*Da me voi sentirete solo tre ordini: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. ('''Dundee''')
==Dialoghi==
*'''Dundee''': Se riuscirò ad andarmene da qui, la guerra non durerà in eterno.<br>'''Teresa''': Per lei sì, maggiore.
==Citazioni su ''Sierra Charriba''==
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film sulla guerra di secessione americana]]
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'''''Sierra Charriba''''', film statunitense del 1965 con [[Charlton Heston]], regia di [[Sam Peckinpah]].
==Frasi==
*Da me voi sentirete solo tre [[Regole dai film|ordini]]: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. ('''Dundee''')
==Dialoghi==
*'''Dundee''': Se riuscirò ad andarmene da qui... la guerra non durerà in eterno.<br>'''Teresa''': Per lei sì, maggiore.
==Citazioni su ''Sierra Charriba''==
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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Massimiliano Vado
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Creata pagina con "'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Massimiliano Vado== *Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press..."
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'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice.Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta.Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare!La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza””
<ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente.
<ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza.
<ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica.
<ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi”
<ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.”
<ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.”
<ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza.Purtroppo.Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi,testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma.
” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio.Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita.
” <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.”
<ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi.Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.”
<ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice.Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta.Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare!La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza.Purtroppo.Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi,testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio.Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita.
” <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi.Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice.Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta.Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare!La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza.Purtroppo.Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi,testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio.Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita.
” <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi.Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*o ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
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Spinoziano
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice.Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta.Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare!La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza.Purtroppo.Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi,testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio.Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita.
” <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi.Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*o ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice.Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta.Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare!La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non haibisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma ilmodoin cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente unproblema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza.Purtroppo.Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi,testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio.Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi.Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*o ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossi, Vanessa Gravina e Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
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'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero:
Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
uno - non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
due - anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
tre - non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero
vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
- mi manchi come un altro paio di ore di sonno
- bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
- all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
- avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
- non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
- riusciranno i nostri errori?
- l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
- ho il senso di pace di una tempesta
- tu sei come il mio tormento quando si fa bello
- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero
vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
- mi manchi come un altro paio di ore di sonno
- bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
- all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
- avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
- non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
- riusciranno i nostri errori?
- l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
- ho il senso di pace di una tempesta
- tu sei come il mio tormento quando si fa bello
- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero
vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
- mi manchi come un altro paio di ore di sonno
- bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
- all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
- avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
- non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
- riusciranno i nostri errori?
- l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
- ho il senso di pace di una tempesta
- tu sei come il mio tormento quando si fa bello
- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero
vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
**- mi manchi come un altro paio di ore di sonno
**- bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
**- all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
**- avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
**- non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
**- riusciranno i nostri errori?
**- l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
**- ho il senso di pace di una tempesta
**- tu sei come il mio tormento quando si fa bello
**- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
**- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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2026-07-22T12:57:00Z
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107842
/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero
vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** riusciranno i nostri errori?
** l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** ho il senso di pace di una tempesta
** tu sei come il mio tormento quando si fa bello
**- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
**- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** riusciranno i nostri errori?
** l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** ho il senso di pace di una tempesta
** tu sei come il mio tormento quando si fa bello
**- ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
**- come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine
morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”:
avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
- quando muore ET e poi resuscita, tipo..
- stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
- le canzoni di Prince
- quando procrastino come se non ci fosse un domani
- le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
- Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
- gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
- ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
- le cipolle rosse di Tropea
- Spirit il cavallo
- la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia:
basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche
da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”:
Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza
se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato
vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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2026-07-22T13:00:54Z
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”:
in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement.
tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio.
l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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2026-07-22T13:01:47Z
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/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo.
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text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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2026-07-22T15:08:22Z
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi.
Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo.
Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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2026-07-22T15:16:25Z
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
1421400
wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi.
Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo.
Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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2026-07-22T15:19:13Z
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi.
Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo.
Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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1421402
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2026-07-22T15:20:26Z
~2026-40973-98
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo.
Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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1421403
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2026-07-22T15:21:45Z
~2026-40973-98
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/* Citazioni di Massimiliano Vado */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali..
senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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1421404
1421403
2026-07-22T15:22:29Z
~2026-40973-98
107846
/* I'm blue, dabudi dabudai */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
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2026-07-22T15:26:03Z
~2026-40973-98
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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==Altri progetti==
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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==Altri progetti==
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wikitext
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[[File:Sandro gozi.jpg|thumb|Massimiliano Vado]]
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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==Altri progetti==
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
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==Altri progetti==
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/* Citazioni tratte da spettacoli teatrali */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene.
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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/* A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''TRE''': '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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/* A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
== Citazioni tratte da film==
===''Sconnessi''===
* Approfittiamone per fare qualcosa di sociale e non di social.
* Comunque su di voi si potrebbe scrivere anche un libro. La materia c'è tutta.
* Quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare ogni giorno? 2.600. Sapete quante di queste sono necessarie alla nostra vita? 14.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
4rx8fjbv0ewhheszjcdxyg1n7b67ifp
1421424
1421422
2026-07-22T16:28:08Z
Udiki
86035
/* Citazioni tratte da film */ le citazioni dai film vanno messe in pagine dedicate ai film, non in quelle degli attori o registi
1421424
wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro è l'unica arte che non può essere riprodotta: ogni sera nasce e ogni sera muore.
*Mi interessano gli artisti che mettono il proprio talento al servizio di un progetto, non quelli che mettono il progetto al servizio del proprio ego.
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Massimiliano Vado}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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1421424
2026-07-22T16:29:22Z
Udiki
86035
/* Citazioni di Massimiliano Vado */ -2 senza fonte, nonché [[WQ:S|scarsamente originali]]
1421425
wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Qualcuno ha fatto un elenco per me; dettagliato, per giunta: Ho lavorato con Juliette Binoche, Francesca Benedetti, Anna Foglietta, Paila Pavese, Federica di Martino, Vanessa Scalera, Ambra Angiolini, Laura Lattuada, Paola Gassman, Ornella Muti, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Vanessa Gravina, Federica Rosellini, Sandra Milo, Danila Stalteri, Paola Minaccioni, Federica Cifola, Karin Proia, Ilenia Pastorelli, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Valentina Nappi e Monica Guerritore; E diretto Stefania e Amanda Sandrelli, Serena Iansiti, Ladyvette, Giulia Fiume, e Giulia Nervi, Claudia Gerini, Cristiana Vaccaro, Mariagrazia Cucinotta, Michela Andreozzi per forza di cose, Vittoria Belvedere, Tosca D’Aquino, Rocio Monuz Morales, Martina Colombari, Barbara de Rossie Anna Galiena. Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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1421425
2026-07-22T16:30:58Z
Udiki
86035
/* Citazioni di Massimiliano Vado */ gli elenchi non fanno al caso nostro
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
*'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/> '''Mario''': Come? <br/>'''Predicatore''': Ricordati... che devi morire! <br/> '''Mario''': Va bene... <br/>'''Predicatore''': Ricordati che devi morire! <br/>'''Mario''': Sì, sì... no... mo' me lo segno...
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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107846
/* A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno */
1421432
wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970), è un attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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Danyele
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fix
1421463
wikitext
text/x-wiki
'''Massimiliano Vado''' (1970 – vivente), attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
===Vita privata===
*La risposta è l’amore. <ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perchè abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi.. <ref>''Thelionking''</ref>
*L’uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso.” <ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
===Teatro e regia teatrale===
*Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell’istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell’esercitare soprattutto l’antica arte italica della “pazienza”” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente. <ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.» <ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*(su Il calcio è roba da femmine) L’argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l’argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza. <ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l’attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica. <ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*L’arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l’arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi” <ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un’esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto <ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l’arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l’inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d’ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l’esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l’adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l’obiettivo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo ‘spettacolo’. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l’unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d’arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull’orlo del postumo.” <ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di unprofessionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un’altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l’arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l’ennesimo genio con all’attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell’ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l’arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che,anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all’aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma. <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita. <ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*(a proposito del Teatro Valle di Roma) È tardi ormai. Viene glorificata l’apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni eche fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall’ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l’impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall’attrezzista all’elettricista, all’autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l’industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione.” <ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un’analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell’eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo. <ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. (...) La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. (...) Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme. <ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
== Citazioni tratte da spettacoli teatrali ==
===''I'm blue, dabudi dabudai''===
* “ho il senso di pace di una tempesta” ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d’uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l’ottavo fedele e ha rovinato tutto.
* “Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie” (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
** uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
** due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
** tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
* “Undici frasi d’amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà” ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
** 1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
** 2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
** 3) all’ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
** 4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
** 5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
** 6) riusciranno i nostri errori?
** 7) l’erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
** 8) ho il senso di pace di una tempesta
** 9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
** 10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
** 11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
* “qual’è la durata ideale di una storia d’amore”: in un paesino fuori Bordeaux c’è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
* “al posto del profumo ho cominciato a mettere l’acqua santa”: avete presente quando vi torna in mente all’improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po’ la capisco..
* “mi viene da piangere è il motto della mia casata”, ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
* “come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda”, ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
* “è la penultima”: Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
* ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l’ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all’aperitivo. <ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
===''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''===
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L’oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l’ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L’odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall’altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l’Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque ‘ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c’è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Quirino Majorana
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Creata pagina con "[[File:Quirino-Majorana-md.jpg|miniatura|Quirino Majorana]] '''Quirino Majorana''' (1871 – 1957), fisico italiano. ==[[Incipit]] di ''La scarica elettrica attraverso i gas e i raggi Röntgen''== Le scintille di una macchina elettrica, di bottiglie di Leyda o condensatori sono state oggetto di studio da parte dei primi fisici dei nostri tempi. Ciò malgrado le cognizioni che su tal riguardo si posseggono, sono ben lungi dall'essere complete; si conoscono i fenomeni n..."
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[[File:Quirino-Majorana-md.jpg|miniatura|Quirino Majorana]]
'''Quirino Majorana''' (1871 – 1957), fisico italiano.
==[[Incipit]] di ''La scarica elettrica attraverso i gas e i raggi Röntgen''==
Le scintille di una macchina elettrica, di bottiglie di Leyda o condensatori sono state oggetto di studio da parte dei primi fisici dei nostri tempi. Ciò malgrado le cognizioni che su tal riguardo si posseggono, sono ben lungi dall'essere complete; si conoscono i fenomeni nella loro svariata guisa di presentarsi, ma una teoria che veramente spieghi tutte le loro modalità, finora non si possiede.<br>
Quando tra due conduttori elettrici immersi nell'atmosfera libera, esiste una differenza di potenziale, purché tra di loro corra una distanza conveniente, tra di essi appare istantaneamente una linea luminosa, a cui è stato dato il nome di ''scintilla elettrica''. ''Anodo'' è stata chiamata l'estremità del conduttore positivo; ''catodo'' quella del conduttore negativo. Occorrono già differenze di potenziale di migliaja di volta, per ottenere scintille anche di un solo millimetro.
==Bibliografia==
*Quirino Majorana, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4637693 La scarica elettrica attraverso i gas e i raggi Röntgen]'', Loescher, Roma, 1897.
==Altri progetti==
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Samantha Morton
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Creata pagina con "[[File:SamanthaMorton-byPhilipRomano.jpg|thumb|Samantha Morton nel 2026]] '''Samantha Jane Morton''' (1977 – vivente), attrice britannica. {{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-samantha-morton-circe-intervista Essere paragonata al Joker di Heath Ledger per la sua Circe in Odissea ha fatto «tremare le ginocchia» a Samantha Morton]''|Intervista di Jack King, ''gqitalia.it'', 21 luglio 2026.|h=2}} *{{NDR|Su [[Heath Ledger]]}} L'ho conosciuto, anche se solo d..."
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[[File:SamanthaMorton-byPhilipRomano.jpg|thumb|Samantha Morton nel 2026]]
'''Samantha Jane Morton''' (1977 – vivente), attrice britannica.
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-samantha-morton-circe-intervista Essere paragonata al Joker di Heath Ledger per la sua Circe in Odissea ha fatto «tremare le ginocchia» a Samantha Morton]''|Intervista di Jack King, ''gqitalia.it'', 21 luglio 2026.|h=2}}
*{{NDR|Su [[Heath Ledger]]}} L'ho conosciuto, anche se solo di sfuggita. È un attore fenomenale. Basta accendere la TV e in qualsiasi momento c'è un suo film in onda, un po' come Phillip Seymour Hoffman, che era un mio carissimo amico. Quando perdiamo fisicamente delle persone, il loro spirito continua a vivere, e io ci credo davvero.
*{{NDR|Su [[Christopher Nolan]]}} Non riuscivo a credere che fosse così ''normale''. È un po' come quando ho incontrato [[Paul McCartney]]: non capisci come sia possibile che qualcuno continui a creare capolavori, a mantenere quella sincerità, concentrazione e dedizione al mestiere, restando con i piedi per terra. È straordinario.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [...] riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
==Filmografia==
*''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999)
*''[[Minority Report]]'' (2002)
*''[[Codice 46]]'' (2003)
*''[[The Libertine]]'' (2004)
*''[[Elizabeth: The Golden Age]]'' (2007)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
==Altri progetti==
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[[File:SamanthaMorton-byPhilipRomano.jpg|thumb|Samantha Morton nel 2026]]
'''Samantha Jane Morton''' (1977 – vivente), attrice britannica.
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-samantha-morton-circe-intervista Essere paragonata al Joker di Heath Ledger per la sua Circe in Odissea ha fatto «tremare le ginocchia» a Samantha Morton]''|Intervista di Jack King, ''gqitalia.it'', 21 luglio 2026.|h=2}}
*{{NDR|Su [[Heath Ledger]]}} L'ho conosciuto, anche se solo di sfuggita. È un attore fenomenale. Basta accendere la TV e in qualsiasi momento c'è un suo film in onda, un po' come Phillip Seymour Hoffman, che era un mio carissimo amico. Quando perdiamo fisicamente delle persone, il loro spirito continua a vivere, e io ci credo davvero.
*{{NDR|Su [[Christopher Nolan]]}} Non riuscivo a credere che fosse così ''normale''. È un po' come quando ho incontrato [[Paul McCartney]]: non capisci come sia possibile che qualcuno continui a creare capolavori, a mantenere quella sincerità, concentrazione e dedizione al mestiere, restando con i piedi per terra. È straordinario.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [...] riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/samantha-morton-odissea-circe-christopher-nolan-heath-ledger Samantha Morton racconta la scena dell'Odissea applaudita da tutta la troupe, che Christopher Nolan ha paragonato alle prove di Heath Ledger: «Quando recito, non sono più io»]''|Intervista di Rebecca Ford, ''vanityfair.it'', 22 luglio 2026.|h=2}}
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
*Il modo in cui Chris si comporta, da gentiluomo e da professionista, è quasi zen. Cielo, ho imparato tantissimo, ma una cosa in particolare è proprio questa umiltà e questa correttezza.
*Venivo dal nulla. Ero una ragazzina senza una casa. Sono stata affidata a famiglie affidatarie fin dalla nascita. Ho avuto 12 famiglie affidatarie e ho vissuto in molti istituti per bambini. Non avevo nulla da perdere. E ora ho 49 anni e continuo a lavorare. E grazie al cielo sono riuscita ad andare avanti, ma non si tratta solo delle mie condizioni, perché le condizioni cambiano continuamente. Il mondo cambia, i ruoli cambiano, le esigenze cambiano. Quindi cerco semplicemente di trattare le persone come vorrei essere trattata io, ma allo stesso tempo di tutelarmi.
==Filmografia==
*''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999)
*''[[Minority Report]]'' (2002)
*''[[Codice 46]]'' (2003)
*''[[The Libertine]]'' (2004)
*''[[Elizabeth: The Golden Age]]'' (2007)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
==Altri progetti==
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[[File:SamanthaMorton-byPhilipRomano.jpg|thumb|Samantha Morton nel 2026]]
'''Samantha Jane Morton''' (1977 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Samantha Morton==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-samantha-morton-circe-intervista Essere paragonata al Joker di Heath Ledger per la sua Circe in Odissea ha fatto «tremare le ginocchia» a Samantha Morton]''|Intervista di Jack King, ''gqitalia.it'', 21 luglio 2026.}}
*{{NDR|Su [[Heath Ledger]]}} L'ho conosciuto, anche se solo di sfuggita. È un attore fenomenale. Basta accendere la TV e in qualsiasi momento c'è un suo film in onda, un po' come Phillip Seymour Hoffman, che era un mio carissimo amico. Quando perdiamo fisicamente delle persone, il loro spirito continua a vivere, e io ci credo davvero.
*{{NDR|Su [[Christopher Nolan]]}} Non riuscivo a credere che fosse così ''normale''. È un po' come quando ho incontrato [[Paul McCartney]]: non capisci come sia possibile che qualcuno continui a creare capolavori, a mantenere quella sincerità, concentrazione e dedizione al mestiere, restando con i piedi per terra. È straordinario.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [...] riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/samantha-morton-odissea-circe-christopher-nolan-heath-ledger Samantha Morton racconta la scena dell'Odissea applaudita da tutta la troupe, che Christopher Nolan ha paragonato alle prove di Heath Ledger: «Quando recito, non sono più io»]''|Intervista di Rebecca Ford, ''vanityfair.it'', 22 luglio 2026.}}
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
*Il modo in cui Chris si comporta, da gentiluomo e da professionista, è quasi zen. Cielo, ho imparato tantissimo, ma una cosa in particolare è proprio questa umiltà e questa correttezza.
*Venivo dal nulla. Ero una ragazzina senza una casa. Sono stata affidata a famiglie affidatarie fin dalla nascita. Ho avuto 12 famiglie affidatarie e ho vissuto in molti istituti per bambini. Non avevo nulla da perdere. E ora ho 49 anni e continuo a lavorare. E grazie al cielo sono riuscita ad andare avanti, ma non si tratta solo delle mie condizioni, perché le condizioni cambiano continuamente. Il mondo cambia, i ruoli cambiano, le esigenze cambiano. Quindi cerco semplicemente di trattare le persone come vorrei essere trattata io, ma allo stesso tempo di tutelarmi.
==Filmografia==
*''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999)
*''[[Minority Report]]'' (2002)
*''[[Codice 46]]'' (2003)
*''[[The Libertine]]'' (2004)
*''[[Elizabeth: The Golden Age]]'' (2007)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
==Altri progetti==
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[[File:SamanthaMorton-byPhilipRomano.jpg|thumb|Samantha Morton nel 2026]]
'''Samantha Jane Morton''' (1977 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Samantha Morton==
{{cronologico}}
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/odissea-samantha-morton-circe-intervista Essere paragonata al Joker di Heath Ledger per la sua Circe in Odissea ha fatto «tremare le ginocchia» a Samantha Morton]''|Intervista di Jack King, ''gqitalia.it'', 21 luglio 2026.}}
*{{NDR|Su [[Heath Ledger]]}} L'ho conosciuto, anche se solo di sfuggita. È un attore fenomenale. Basta accendere la TV e in qualsiasi momento c'è un suo film in onda, un po' come Phillip Seymour Hoffman, che era un mio carissimo amico. Quando perdiamo fisicamente delle persone, il loro spirito continua a vivere, e io ci credo davvero.
*{{NDR|Su [[Christopher Nolan]]}} Non riuscivo a credere che fosse così ''normale''. È un po' come quando ho incontrato [[Paul McCartney]]: non capisci come sia possibile che qualcuno continui a creare capolavori, a mantenere quella sincerità, concentrazione e dedizione al mestiere, restando con i piedi per terra. È straordinario.
*{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*{{NDR|Sull{{'}}''Odissea''}} [...] riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/article/samantha-morton-odissea-circe-christopher-nolan-heath-ledger Samantha Morton racconta la scena dell'Odissea applaudita da tutta la troupe, che Christopher Nolan ha paragonato alle prove di Heath Ledger: «Quando recito, non sono più io»]''|Intervista di Rebecca Ford, ''vanityfair.it'', 22 luglio 2026.}}
*{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*{{NDR|Sull{{'}}''Odissea''}} Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
*Il modo in cui Chris si comporta, da gentiluomo e da professionista, è quasi zen. Cielo, ho imparato tantissimo, ma una cosa in particolare è proprio questa umiltà e questa correttezza.
*Venivo dal nulla. Ero una ragazzina senza una casa. Sono stata affidata a famiglie affidatarie fin dalla nascita. Ho avuto 12 famiglie affidatarie e ho vissuto in molti istituti per bambini. Non avevo nulla da perdere. E ora ho 49 anni e continuo a lavorare. E grazie al cielo sono riuscita ad andare avanti, ma non si tratta solo delle mie condizioni, perché le condizioni cambiano continuamente. Il mondo cambia, i ruoli cambiano, le esigenze cambiano. Quindi cerco semplicemente di trattare le persone come vorrei essere trattata io, ma allo stesso tempo di tutelarmi.
==Filmografia==
*''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999)
*''[[Minority Report]]'' (2002)
*''[[Codice 46]]'' (2003)
*''[[The Libertine]]'' (2004)
*''[[Elizabeth: The Golden Age]]'' (2007)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori britannici]]
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Era, Antonio – Statuti pisani inediti dal 14. al 16. secolo, 1932 – BEIC 14515032.jpg|thumb|''Statuti pisani inediti dal XIV al XVI secolo'', 1932]]
'''Antonio Era''' (1889 – 1961), giurista italiano.
==[[Incipit]] di ''Statuti pisani inediti dal XIV al XVI secolo''==
Obbiettivo di coloro che sinora hanno preso in esame i costituiti pisani è stata soprattutto la soluzione del problema della loro genesi. Quesito saliente fu ritenuto quello di stabilire quando le preziose raccolte siano state redatte in iscritto. Indagine questa certamente utile perché, risolvendosi il problema del ''dies a quo'', sarebbe consentito precisare l'età e l'origine di molte norme e addirittura di molti istituti codificati nei costituti.<br>
Ma non è forse anche questa una legislazione con tutte le caratteristiche delle fonti statutarie, che duravano «dalla sera alla mattina» soggette a frequenti riforme e modifiche? Offre quindi per lo meno analogo interesse stabilire il ciclo di applicazione delle singole norme, quali di esse siano state mantenute nella loro originaria redazione, quali invece siano state modificate, sostituite ed abrogate, la portata e le caratteristiche di tali successive modifiche.
==Bibliografia==
*Antonio Era, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE931842 Statuti pisani inediti dal XIV al XVI secolo]'', Giovanni Gallizzi, Sassari, 1932.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giuristi italiani]]
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Homer
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:29, 22 lug 2026 (CEST)}}
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Ludwig Göransson
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Creata pagina con "[[File:LudwigGoransson-byPhilipRomano.jpg|thumb|Ludwig Göransson nel 2026]] '''Ludwig Emil Tomas Göransson''' (1984), compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico svedese. *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar p..."
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[[File:LudwigGoransson-byPhilipRomano.jpg|thumb|Ludwig Göransson nel 2026]]
'''Ludwig Emil Tomas Göransson''' (1984), compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico svedese.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/ludwig-goransson-ha-ricostruito-il-suono-dellantica-grecia-per-the-odyssey/1031460/ Ludwig Göransson ha ricostruito il suono dell'antica Grecia per "The Odyssey"]'', ''rollingstone.it'', 12 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.<ref>Citato in ''[https://www.newsic.it/odissea-di-christopher-nolan-e-la-colonna-sonora-di-ludwig-goransson/ ODISSEA di Christopher Nolan e la colonna sonora di Ludwig Göransson]'', ''newsic.it'', 15 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/ho-usato-strumenti-dellantica-grecia-il-compositore-di-odissea-svela-i-segreti-della-colonna-sonora-del-film "Ho usato strumenti dell'antica Grecia": il compositore di Odissea svela i segreti della colonna sonora del film]'', ''badtaste.it'', 18 luglio 2026.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Göransson, Ludwig}}
[[Categoria:Compositori svedesi]]
[[Categoria:Direttori d'orchestra svedesi]]
[[Categoria:Produttori discografici svedesi]]
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/* Altri progetti */
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[[File:LudwigGoransson-byPhilipRomano.jpg|thumb|Ludwig Göransson nel 2026]]
'''Ludwig Emil Tomas Göransson''' (1984), compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico svedese.
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/ludwig-goransson-ha-ricostruito-il-suono-dellantica-grecia-per-the-odyssey/1031460/ Ludwig Göransson ha ricostruito il suono dell'antica Grecia per "The Odyssey"]'', ''rollingstone.it'', 12 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.<ref>Citato in ''[https://www.newsic.it/odissea-di-christopher-nolan-e-la-colonna-sonora-di-ludwig-goransson/ ODISSEA di Christopher Nolan e la colonna sonora di Ludwig Göransson]'', ''newsic.it'', 15 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/ho-usato-strumenti-dellantica-grecia-il-compositore-di-odissea-svela-i-segreti-della-colonna-sonora-del-film "Ho usato strumenti dell'antica Grecia": il compositore di Odissea svela i segreti della colonna sonora del film]'', ''badtaste.it'', 18 luglio 2026.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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'''Ludwig Emil Tomas Göransson''' (1984 – vivente), compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico svedese.
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*{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.<ref>Citato in ''[https://www.newsic.it/odissea-di-christopher-nolan-e-la-colonna-sonora-di-ludwig-goransson/ ODISSEA di Christopher Nolan e la colonna sonora di Ludwig Göransson]'', ''newsic.it'', 15 luglio 2026.</ref>
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Danyele
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[[File:LudwigGoransson-byPhilipRomano.jpg|thumb|Ludwig Göransson nel 2026]]
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*{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/ludwig-goransson-ha-ricostruito-il-suono-dellantica-grecia-per-the-odyssey/1031460/ Ludwig Göransson ha ricostruito il suono dell'antica Grecia per "The Odyssey"]'', ''rollingstone.it'', 12 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Sull{{'}}''Odissea''}} Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.<ref>Citato in ''[https://www.newsic.it/odissea-di-christopher-nolan-e-la-colonna-sonora-di-ludwig-goransson/ ODISSEA di Christopher Nolan e la colonna sonora di Ludwig Göransson]'', ''newsic.it'', 15 luglio 2026.</ref>
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Danyele
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[[File:LudwigGoransson-byPhilipRomano.jpg|thumb|Ludwig Göransson nel 2026]]
'''Ludwig Emil Tomas Göransson''' (1984 – vivente), compositore, direttore d'orchestra e produttore discografico svedese.
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*{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/news-cinema-tv/ludwig-goransson-ha-ricostruito-il-suono-dellantica-grecia-per-the-odyssey/1031460/ Ludwig Göransson ha ricostruito il suono dell'antica Grecia per "The Odyssey"]'', ''rollingstone.it'', 12 giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Sull{{'}}''Odissea''}} Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.<ref>Citato in ''[https://www.newsic.it/odissea-di-christopher-nolan-e-la-colonna-sonora-di-ludwig-goransson/ ODISSEA di Christopher Nolan e la colonna sonora di Ludwig Göransson]'', ''newsic.it'', 15 luglio 2026.</ref>
*{{NDR|Sull{{'}}''Odissea''}} L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/ho-usato-strumenti-dellantica-grecia-il-compositore-di-odissea-svela-i-segreti-della-colonna-sonora-del-film "Ho usato strumenti dell'antica Grecia": il compositore di Odissea svela i segreti della colonna sonora del film]'', ''badtaste.it'', 18 luglio 2026.</ref>
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Enselmino da Montebelluna
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Spinoziano (BEIC)
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Creata pagina con "[[File:Enselmino - Pianto della Vergine Maria, circa 1478 - 1565507.jpg|thumb|''Pianto della Vergine Maria'', 1478]] '''Enselmino da Montebelluna''' (XIII – XIV secolo), poeta italiano. ==[[Incipit]] di ''Pianto della Vergine Maria''== <poem> Haue regina uirgo gloriosa: Che de dio patre te chiamasti ancilla. Del figlio fosti matre figlia e sposa Si como te monstrasti a Sibylla Nel cerchio doro col tuo figlio in brazo Attornel sole quando piu sincilla Per fare intender..."
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[[File:Enselmino - Pianto della Vergine Maria, circa 1478 - 1565507.jpg|thumb|''Pianto della Vergine Maria'', 1478]]
'''Enselmino da Montebelluna''' (XIII – XIV secolo), poeta italiano.
==[[Incipit]] di ''Pianto della Vergine Maria''==
<poem>
Haue regina uirgo gloriosa:
Che de dio patre te chiamasti ancilla.
Del figlio fosti matre figlia e sposa
Si como te monstrasti a Sibylla
Nel cerchio doro col tuo figlio in brazo
Attornel sole quando piu sincilla
Per fare intendere Othauian pazo:
Chal mondo era nato vn maggior desso
Che a ciaschuno era pace e solazo
E como langel Gabriel istesso
Discesi quando fosti salutata
Da lui che da dio patre a te fo messo
E como fosti o uergine beata
Como la scrittura santa fauella
Da Esaya in figura monstrata
El nascera disse ello una uerzella
Dela radice de Iesse & vn fiore
Marauiglioso ascendera fuor della.
</poem>
==Bibliografia==
*Enselmino da Montebelluna, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7799795 Pianto della Vergine Maria]'', Filippo da Lavagna, Milano, 1478.
==Altri progetti==
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[[File:Enselmino - Pianto della Vergine Maria, circa 1478 - 1565507.jpg|thumb|''Pianto della Vergine Maria'', 1478]]
'''Enselmino da Montebelluna''' (XIII – XIV secolo), poeta italiano.
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Chal mondo era nato vn maggior desso
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E como langel Gabriel istesso
Discesi quando fosti salutata
Da lui che da dio patre a te fo messo
E como fosti o uergine beata
Como la scrittura santa fauella
Da Esaya in figura monstrata
El nascera disse ello una uerzella
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==Bibliografia==
*Enselmino da Montebelluna, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7799795 Pianto della Vergine Maria]'', Filippo da Lavagna, Milano, 1478.
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Spinoziano
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[[File:Enselmino - Pianto della Vergine Maria, circa 1478 - 1565507.jpg|thumb|''Pianto della Vergine Maria'', 1478]]
'''Enselmino da Montebelluna''' (XIII – XIV secolo), poeta italiano.
==[[Incipit]] di ''Pianto della Vergine Maria''==
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Che de dio patre te chiamasti ancilla.
Del figlio fosti matre figlia e sposa
Si como te monstrasti a Sibylla
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Attornel sole quando piu sincilla
Per fare intendere Othauian pazo:
Chal mondo era nato vn maggior desso
Che a ciaschuno era pace e solazo
E como langel Gabriel istesso
Discesi quando fosti salutata
Da lui che da dio patre a te fo messo
E como fosti o uergine beata
Como la scrittura santa fauella
Da Esaya in figura monstrata
El nascera disse ello una uerzella
Dela radice de Iesse & vn fiore
Marauiglioso ascendera fuor della.
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==Bibliografia==
*Enselmino da Montebelluna, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7799795 Pianto della Vergine Maria]'', Filippo da Lavagna, Milano, 1478.
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Udiki
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Ciao, per piacere formatta le citazioni come spiegato in [[Aiuto:Fonti]] e [[WQ:MSPT]]. Se hai un'utenza registrata, per piacere esegui l'accesso per facilitare la comunicazione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:39, 22 lug 2026 (CEST)
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Discussioni utente:THEBLOODYSICKLE
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Homer
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Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
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Cisgiordania
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Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[Immagine:West Bank in Palestine (+claimed).svg|thumb|Mappa rappresentante la Cisgiordania (in rosso)]] Citazioni sulla '''Cisgiordania'''. ==Citazioni== *A [[Gaza]] siamo al genocidio. Fra poco toccherà alla Cisgiordania. ([[Walid Jumblatt]]) *Che cos’hanno da perdere i palestinesi di [[Gaza]] e quelli della Cisgiordania? Cosa!? Sono sottoposti ad arresti continui, a invasioni delle loro case, alla distruzione dei loro ulivi, all’espropriazione..."
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{{Voce tematica}}
[[Immagine:West Bank in Palestine (+claimed).svg|thumb|Mappa rappresentante la Cisgiordania (in rosso)]]
Citazioni sulla '''Cisgiordania'''.
==Citazioni==
*A [[Gaza]] siamo al genocidio. Fra poco toccherà alla Cisgiordania. ([[Walid Jumblatt]])
*Che cos’hanno da perdere i palestinesi di [[Gaza]] e quelli della Cisgiordania? Cosa!? Sono sottoposti ad arresti continui, a invasioni delle loro case, alla distruzione dei loro ulivi, all’espropriazione delle loro terre, delle loro risorse idriche. Io non ho mai visto niente di così brutale sotto il cielo del pianeta, da decenni e decenni. ([[Moni Ovadia]])
*[...] dobbiamo parlare alla popolazione e spiegare che l’annessione della Cisgiordania, l’obiettivo finale della destra israeliana, e soprattutto dell’estrema destra, è una follia. Oggi stiamo parlando di 4,9 milioni di persone che non sono disposte a rimanere sotto il nostro controllo. È folle aspettarsi di ottenere qualcosa di buono da questa situazione, non dando ai Palestinesi alcuna prospettiva di un futuro migliore. Dobbiamo cercare di capire i palestinesi, lanciare iniziative e sperare che loro capiscano noi. ([[Yair Golan]])
*In Cisgiordania, la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. ([[Ilan Pappé]])
*In Cisgiordania ci sono in tutto 650mila coloni, cioè il 22 per cento della popolazione. Il progetto di Netanyahu è arrivare a un milione nel 2020. In questo modo i due stati sarebbero nella stessa Cisgiordania: uno per i coloni e l'altro per i palestinesi. Ma questa via sarebbe fallimentare per tutti. ([[Mohammad Shtayyeh]])
*Io credo che l’annessione di fatto che sta avvenendo in Cisgiordania vada fermata subito. La comunità internazionale non capisce quello che Netanyahu e i suoi partner stanno facendo lì: questo è parte della perdita di credibilità. ([[Yair Golan]])
*{{NDR|Sulla barriera di separazione israeliana}} La gente pensa davvero che il muro divida Israele dalla Cisgiordania, ma in realtà scorre anche attraverso le città [[Stato di Palestina|palestinesi]] in Cisgiordania, separando i vicini gli uni dagli altri. ([[Adam Bakri]])
*Quando sui giornali leggiamo titoli come "Questo è un incubo per Israele e il suo popolo" o "È l’11 settembre di Israele: il terrore inimmaginabile colpisce il cuore della nazione", viene da pensare: è vero, ma i palestinesi della Cisgiordania vivono in un incubo da decenni. ([[Slavoj Žižek]])
*Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio. ([[Leo Valiani]])
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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[[Immagine:West Bank in Palestine (+claimed).svg|thumb|Mappa rappresentante la Cisgiordania (in rosso)]]
Citazioni sulla '''Cisgiordania'''.
==Citazioni==
*A [[Gaza]] siamo al genocidio. Fra poco toccherà alla Cisgiordania. ([[Walid Jumblatt]])
*Che cos’hanno da perdere i palestinesi di [[Gaza]] e quelli della Cisgiordania? Cosa!? Sono sottoposti ad arresti continui, a invasioni delle loro case, alla distruzione dei loro ulivi, all’espropriazione delle loro terre, delle loro risorse idriche. Io non ho mai visto niente di così brutale sotto il cielo del pianeta, da decenni e decenni. ([[Moni Ovadia]])
*[...] dobbiamo parlare alla popolazione e spiegare che l’annessione della Cisgiordania, l’obiettivo finale della destra israeliana, e soprattutto dell’estrema destra, è una follia. Oggi stiamo parlando di 4,9 milioni di persone che non sono disposte a rimanere sotto il nostro controllo. È folle aspettarsi di ottenere qualcosa di buono da questa situazione, non dando ai Palestinesi alcuna prospettiva di un futuro migliore. Dobbiamo cercare di capire i palestinesi, lanciare iniziative e sperare che loro capiscano noi. ([[Yair Golan]])
*In Cisgiordania, la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. ([[Ilan Pappé]])
*In Cisgiordania ci sono in tutto 650mila coloni, cioè il 22 per cento della popolazione. Il progetto di Netanyahu è arrivare a un milione nel 2020. In questo modo i due stati sarebbero nella stessa Cisgiordania: uno per i coloni e l'altro per i palestinesi. Ma questa via sarebbe fallimentare per tutti. ([[Mohammad Shtayyeh]])
*Io credo che l’annessione di fatto che sta avvenendo in Cisgiordania vada fermata subito. La comunità internazionale non capisce quello che Netanyahu e i suoi partner stanno facendo lì: questo è parte della perdita di credibilità. ([[Yair Golan]])
*{{NDR|Sulla barriera di separazione israeliana}} La gente pensa davvero che il muro divida Israele dalla Cisgiordania, ma in realtà scorre anche attraverso le città [[Stato di Palestina|palestinesi]] in Cisgiordania, separando i vicini gli uni dagli altri. ([[Adam Bakri]])
*Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale in Cisgiordania per uno stato palestinese che sia anche attraversabile. ([[Ariel Sharon]])
*Quando il momento verrà, io chiederò ai palestinesi della West Bank di decidere se vogliono restare con la Giordania o diventare indipendenti. Dirò loro: decidete da soli il vostro futuro. Poi accetterò ciò che hanno deciso. ([[Husayn di Giordania]])
*Quando sui giornali leggiamo titoli come "Questo è un incubo per Israele e il suo popolo" o "È l’11 settembre di Israele: il terrore inimmaginabile colpisce il cuore della nazione", viene da pensare: è vero, ma i palestinesi della Cisgiordania vivono in un incubo da decenni. ([[Slavoj Žižek]])
*Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio. ([[Leo Valiani]])
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Territori occupati da Israele]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Luoghi della Palestina]]
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Udiki
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/* Massimiliano Vado */ nuova sezione
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Salve, '''[[Discussioni utente:~2026-41117-73|qui]]''' ti ho chiesto cortesemente di formattare la voce come si deve; forse ti è sfuggito, quindi lo ribadisco. Per piacere registrati, così si può comunicare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Salve, '''[[Discussioni utente:~2026-41117-73|qui]]''' ti ho chiesto cortesemente di formattare la voce come si deve; forse ti è sfuggito, quindi lo ribadisco. Per piacere registrati, così si può comunicare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
:Scusa, possiamo fare che invece di continuare ad aggiungere citazioni a rotta di collo prima provi a dare una sistemata a quello che hai fatto finora? Se hai dubbi, chiedi; ma comincia a porti il problema, per favore. Non è accettabile quest'andazzo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:10, 22 lug 2026 (CEST)
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Salve, '''[[Discussioni utente:~2026-41117-73|qui]]''' ti ho chiesto cortesemente di formattare la voce come si deve; forse ti è sfuggito, quindi lo ribadisco. Per piacere registrati, così si può comunicare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
:Scusa, possiamo fare che invece di continuare ad aggiungere citazioni a rotta di collo prima provi a dare una sistemata a quello che hai fatto finora? Se hai dubbi, chiedi; ma comincia a porti il problema, per favore. Non è accettabile quest'andazzo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:10, 22 lug 2026 (CEST)
::Ti ho bloccato per una quarto d'ora in modo che tu non possa modificare la pagina in oggetto, visto che [[w:WP:WO|fai orecchie da mercante e questo non è consentito]]. Se prosegui così, il blocco sarà più lungo. Le modifiche compiute eludendo il blocco sono passibili di annullamento immediato. Se hai un [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto d'interessi]], devi dichiararlo. Non è prevista un'organizzazione delle citazioni in base al tema; [[Aiuto:Ordine alfabetico|vanno messe in ordine cronologico o alfabetico]], tanto per cominciare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 lug 2026 (CEST)
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Massimilianovado
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/* Massimiliano Vado */ Risposta
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Salve, '''[[Discussioni utente:~2026-41117-73|qui]]''' ti ho chiesto cortesemente di formattare la voce come si deve; forse ti è sfuggito, quindi lo ribadisco. Per piacere registrati, così si può comunicare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
:Scusa, possiamo fare che invece di continuare ad aggiungere citazioni a rotta di collo prima provi a dare una sistemata a quello che hai fatto finora? Se hai dubbi, chiedi; ma comincia a porti il problema, per favore. Non è accettabile quest'andazzo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:10, 22 lug 2026 (CEST)
::Ti ho bloccato per una quarto d'ora in modo che tu non possa modificare la pagina in oggetto, visto che [[w:WP:WO|fai orecchie da mercante e questo non è consentito]]. Se prosegui così, il blocco sarà più lungo. Le modifiche compiute eludendo il blocco sono passibili di annullamento immediato. Se hai un [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto d'interessi]], devi dichiararlo. Non è prevista un'organizzazione delle citazioni in base al tema; [[Aiuto:Ordine alfabetico|vanno messe in ordine cronologico o alfabetico]], tanto per cominciare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 lug 2026 (CEST)
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Massimilianovado
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== [[Massimiliano Vado]] ==
Salve, '''[[Discussioni utente:~2026-41117-73|qui]]''' ti ho chiesto cortesemente di formattare la voce come si deve; forse ti è sfuggito, quindi lo ribadisco. Per piacere registrati, così si può comunicare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
:Scusa, possiamo fare che invece di continuare ad aggiungere citazioni a rotta di collo prima provi a dare una sistemata a quello che hai fatto finora? Se hai dubbi, chiedi; ma comincia a porti il problema, per favore. Non è accettabile quest'andazzo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:10, 22 lug 2026 (CEST)
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::non facevo orecchie da mercante semplicemente non mi arrivavano notifiche dei messaggi
::ora appena posso riorganizzo tutto
::ma mi muovevo secondo delle linee guida trovate on line [[Utente:Massimilianovado|Massimilianovado]] ([[Discussioni utente:Massimilianovado|scrivimi]]) 20:14, 22 lug 2026 (CEST)
:ero registrato non so perché non accedeva [[Utente:Massimilianovado|Massimilianovado]] ([[Discussioni utente:Massimilianovado|scrivimi]]) 20:12, 22 lug 2026 (CEST)
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Guido Campodonico
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Simonsegni
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Proposta di nuova voce.
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text/x-wiki
'''Guido Campodonico''' (1934 – 2023), architetto italiano.
==Citazioni di Guido Campodonico==
*Lo studio attribuisce valore di fondamento epistemologico alla nozione di struttura, rivisitata, al di là della concezione strutturalistica classica, alla luce dei contributi dello storicismo e della fenomenologia. Presuppone cioè che la struttura possa, anzi debba essere colta e recuperata anche nel divenire degli eventi ed in particolare degli eventi urbani.<ref name="Campodonico 1980">Da ''Recupero strutturale e riprogettazione della città: analisi storica e tipologica del manufatto urbano moderno a Chiavari: proposte d'intervento'', E.C.I.G. (Università degli Studi di Genova, facoltà di Architettura, istituto di Progettazione architettonica), Genova, 1980, p. 11.</ref>
*Vorrei mettere in rilievo, con maggiore accentuazione di quanti lo abbiano già fatto prima di me, come l'infanzia e la prima giovinezza possano esercitare in particolar modo su chi ha scelto di occuparsi di architettura, una influenza fondamentale, a volte decisiva sugli indirizzi e sugli atteggiamenti che riguardano lo specifico della progettazione. [...] Vi sono esperienze della nostra infanzia, legate agli spazi ed ai luoghi in cui abbiamo vissuto, legate alle cose, agli oggetti, alle abitudini ed alle testimonianze dirette di coloro che ci hanno accompagnati e seguiti, che restano fissate indelebilmente nella nostra memoria. [...] L'acqua di cui potevamo disporre era soltanto quella che cadeva dal cielo e che veniva raccolta, attraverso il percorso dei tetti, in capaci cisterne, ricavate dagli avi nel sottosuolo collinare e gelosamente custodite. [...] Ogni pietra, ogni sasso di medie dimensioni veniva conservato per restaurare muri a secco [...]. L'infanzia è potenzialmente di tutti, di fatto è solo di chi la indaga come il momento della rivelazione o della verità.<ref name="Campodonico 1983">Da ''Progetto per un luogo'', SAGEP, Genova, 1983, pp. 9-10.</ref>
==Citazioni su Guido Campodonico==
*La Liguria per lui è ancora un ambiente qualitativo e significativo, un luogo nel vero senso della parola. [...] Possiamo solo augurarci di saper proseguire per quel cammino che il Campodonico indica tanto chiaramente. ([[Christian Norberg-Schulz]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Campodonico, Guido}}
[[Categoria:Architetti italiani]]
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Simonsegni
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[[Categoria:Urbanisti italiani]]
1421431
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text/x-wiki
'''Guido Campodonico''' (1934 – 2023), architetto e urbanista italiano.
==Citazioni di Guido Campodonico==
*Lo studio attribuisce valore di fondamento epistemologico alla nozione di struttura, rivisitata, al di là della concezione strutturalistica classica, alla luce dei contributi dello storicismo e della fenomenologia. Presuppone cioè che la struttura possa, anzi debba essere colta e recuperata anche nel divenire degli eventi ed in particolare degli eventi urbani.<ref name="Campodonico 1980">Da ''Recupero strutturale e riprogettazione della città: analisi storica e tipologica del manufatto urbano moderno a Chiavari: proposte d'intervento'', E.C.I.G. (Università degli Studi di Genova, facoltà di Architettura, istituto di Progettazione architettonica), Genova, 1980, p. 11.</ref>
*Vorrei mettere in rilievo, con maggiore accentuazione di quanti lo abbiano già fatto prima di me, come l'infanzia e la prima giovinezza possano esercitare in particolar modo su chi ha scelto di occuparsi di architettura, una influenza fondamentale, a volte decisiva sugli indirizzi e sugli atteggiamenti che riguardano lo specifico della progettazione. [...] Vi sono esperienze della nostra infanzia, legate agli spazi ed ai luoghi in cui abbiamo vissuto, legate alle cose, agli oggetti, alle abitudini ed alle testimonianze dirette di coloro che ci hanno accompagnati e seguiti, che restano fissate indelebilmente nella nostra memoria. [...] L'acqua di cui potevamo disporre era soltanto quella che cadeva dal cielo e che veniva raccolta, attraverso il percorso dei tetti, in capaci cisterne, ricavate dagli avi nel sottosuolo collinare e gelosamente custodite. [...] Ogni pietra, ogni sasso di medie dimensioni veniva conservato per restaurare muri a secco [...]. L'infanzia è potenzialmente di tutti, di fatto è solo di chi la indaga come il momento della rivelazione o della verità.<ref name="Campodonico 1983">Da ''Progetto per un luogo'', SAGEP, Genova, 1983, pp. 9-10.</ref>
==Citazioni su Guido Campodonico==
*La Liguria per lui è ancora un ambiente qualitativo e significativo, un luogo nel vero senso della parola. [...] Possiamo solo augurarci di saper proseguire per quel cammino che il Campodonico indica tanto chiaramente. ([[Christian Norberg-Schulz]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Campodonico, Guido}}
[[Categoria:Architetti italiani]]
[[Categoria:Urbanisti italiani]]
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Danyele
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text/x-wiki
'''Guido Campodonico''' (1934 – 2023), architetto e urbanista italiano.
==Citazioni di Guido Campodonico==
*Lo studio attribuisce valore di fondamento epistemologico alla nozione di struttura, rivisitata, al di là della concezione strutturalistica classica, alla luce dei contributi dello storicismo e della fenomenologia. Presuppone cioè che la struttura possa, anzi debba essere colta e recuperata anche nel divenire degli eventi ed in particolare degli eventi urbani.<ref name="Campodonico 1980">Da ''Recupero strutturale e riprogettazione della città: analisi storica e tipologica del manufatto urbano moderno a Chiavari: proposte d'intervento'', E.C.I.G. (Università degli Studi di Genova, facoltà di Architettura, istituto di Progettazione architettonica), Genova, 1980, p. 11.</ref>
*Vorrei mettere in rilievo, con maggiore accentuazione di quanti lo abbiano già fatto prima di me, come l'infanzia e la prima giovinezza possano esercitare in particolar modo su chi ha scelto di occuparsi di architettura, una influenza fondamentale, a volte decisiva sugli indirizzi e sugli atteggiamenti che riguardano lo specifico della progettazione. [...] Vi sono esperienze della nostra infanzia, legate agli spazi ed ai luoghi in cui abbiamo vissuto, legate alle cose, agli oggetti, alle abitudini ed alle testimonianze dirette di coloro che ci hanno accompagnati e seguiti, che restano fissate indelebilmente nella nostra memoria. [...] L'acqua di cui potevamo disporre era soltanto quella che cadeva dal cielo e che veniva raccolta, attraverso il percorso dei tetti, in capaci cisterne, ricavate dagli avi nel sottosuolo collinare e gelosamente custodite. [...] Ogni pietra, ogni sasso di medie dimensioni veniva conservato per restaurare muri a secco [...]. L'infanzia è potenzialmente di tutti, di fatto è solo di chi la indaga come il momento della rivelazione o della verità.<ref name="Campodonico 1983">Da ''Progetto per un luogo'', SAGEP, Genova, 1983, pp. 9-10.</ref>
==Citazioni su Guido Campodonico==
*La Liguria per lui è ancora un ambiente qualitativo e significativo, un luogo nel vero senso della parola. [...] Possiamo solo augurarci di saper proseguire per quel cammino che il Campodonico indica tanto chiaramente. ([[Christian Norberg-Schulz]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Campodonico, Guido}}
[[Categoria:Architetti italiani]]
[[Categoria:Urbanisti italiani]]
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Discussioni utente:TheMax107503
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Superpes15
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Superpes15 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:TheMax107503]] a [[Discussioni utente:TicketNo]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/TheMax107503|TheMax107503]]" a "[[Special:CentralAuth/TicketNo|TicketNo]]"
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#RINVIA [[Discussioni utente:TicketNo]]
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Atletica leggera
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Track and field stadium-2.jpg|thumb|Veduta parziale di uno stadio con pista ''outdoor'' e pedane di atletica leggera]] Citazioni sull{{'}}'''atletica leggera'''. *''Amo l'atletica perché è poesia | se la notte sogno, | sogno di essere un [[maratona|maratoneta]].'' ([[Eugenio Montale]]) *Chi fa atletica leggera è uno sportivo speciale. Io ho praticato tutti gli sport [...] però nulla è al confronto di quello che dobbiamo fare con il nostro c..."
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{{voce tematica}}
[[File:Track and field stadium-2.jpg|thumb|Veduta parziale di uno stadio con pista ''outdoor'' e pedane di atletica leggera]]
Citazioni sull{{'}}'''atletica leggera'''.
*''Amo l'atletica perché è poesia | se la notte sogno, | sogno di essere un [[maratona|maratoneta]].'' ([[Eugenio Montale]])
*Chi fa atletica leggera è uno sportivo speciale. Io ho praticato tutti gli sport [...] però nulla è al confronto di quello che dobbiamo fare con il nostro corpo nell'atletica leggera. È uno sport povero il nostro e pochi lo capiscono. Il calcio è bellissimo, ma la sensazione che ti dà fare atletica leggera senza dover mettere una palla da qualche parte è qualcosa di diverso. ([[Andrew Howe]])
*Decisi di smettere con l'atletica e di dedicarmi al calcio. L'atletica era troppo faticosa e poco divertente, e con il calcio guadagnavo di più. ([[Hans-Peter Briegel]])
*Grazie all'atletica sono diventata molto sicura di me, gareggiare in contesti internazionali contro le avversarie più forti al mondo mi ha insegnato a sconfiggere ogni ansia e timore. ([[Elena Bellò]])
*L'atletica non è come il calcio o la pallavolo, dove puoi giocare male un pezzo di partita o di campionato e poi riprenderti. Nell'atletica devi dare il 100% in quella gara, in quel giorno, a quell'ora, in quei pochi secondi. È dura. ([[Andrew Howe]])
*{{NDR|«Qual è la cosa che ti piace di più del mondo dell'atletica?»}} Sicuramente l'essere sempre a contatto con persone che fanno il tuo stesso sforzo e ti capiscono, con le quali scopri paesi e culture differenti. Questo scambio continuo con persone e mondi diversi ti fa capire alla fine che siamo tutti uguali: ognuno ha le sue difficoltà e i suoi problemi, quello che ci accomuna è lo sforzo che facciamo tutti. ([[Sonia Malavisi]])
*Tra cinque minuti alla tele trasmettono gli Europei di atletica leggera! Dico: posso mica perderli! Testa!!! (''[[Sapore di mare]]'')
==Voci correlate==
*[[Campionati del mondo di atletica leggera]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Atletica leggera]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Borja Iglesias
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Creata pagina con "[[File:FIFAAH-306525 President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump attend the FIFA World Cup Final (cropped).jpg|thumb|Borja Iglesias nel 2026]] '''Borja Manuel Iglesias Quintás''' (1993 – vivente), calciatore spagnolo. *{{NDR|Dopo essere rimasto vittima di insulti omofobi}} Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita.<ref name=Calciatore>Citato in Emanuele Attu..."
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[[File:FIFAAH-306525 President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump attend the FIFA World Cup Final (cropped).jpg|thumb|Borja Iglesias nel 2026]]
'''Borja Manuel Iglesias Quintás''' (1993 – vivente), calciatore spagnolo.
*{{NDR|Dopo essere rimasto vittima di insulti omofobi}} Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita.<ref name=Calciatore>Citato in Emanuele Atturo, ''[https://ultimouomo.com/borja-iglesias-mondiali-spagna-ritratto Il calciatore meno calciatore del mondo]'', ''UltimoUomo.it'', 22 luglio 2026.</ref>
*Quello che mi preoccupa davvero è che una persona gay abbia paura di fare coming out a causa di questo tipo di reazioni. Non poter essere se stessi e amare chi si vuole è inaccettabile, ed è per questo che la lotta contro l'omofobia è fondamentale. È per questo che mi impegno.<ref name=Calciatore/>
*Penso che guadagniamo troppi soldi. Poi ti ci abitui, lo normalizzi ed è un errore, perché non è affatto normale. Quando giochi in club di alto livello, entri in una bolla dove tutto ti viene facilitato. Ti viziano così tanto che rischi di perdere la percezione della realtà della strada.<ref name=Calciatore/>
*A me sembra fantastico pagare le tasse. Io voglio vivere in un Paese in cui pago le imposte perché queste servono a finanziare una sanità pubblica di qualità e un'istruzione che permetta a tutti di evolversi ed essere uguali. Mi fa stare bene sapere che il mio denaro contribuisce a far stare meglio chi ne ha più bisogno.<ref name=Calciatore/>
*È come se i calciatori non fossero esseri umani, ma esseri superiori che incarnano l’essenza del sistema patriarcale.<ref name=Calciatore/>
*I miei conflitti interiori sono ricorrenti. Quando andrò a giocare la Supercoppa spagnola in Arabia Saudita {{NDR|con il Betis nel 2022}}, la mia mente inizierà a correre, e nelle interviste dirò che se dipendesse da me, non giocheremmo lì.<ref name=Calciatore/>
*{{NDR|Annunciando il ritiro dalla nazionale in segito al caso Rubiales<ref>Il presidente della Real Federación Española de Fútbol Luis Rubiales diede un bacio non consensuale alla calciatrice Jenni Hermoso durante la premiazione della Coppa del Mondo femminile e, per tale motivo, Iglesias annunciò la propria rinuncia alla nazionale spagnola.</ref>}} Indossare la maglia della Nazionale spagnola è una delle cose più belle che mi siano capitate nella mia carriera. Non so se sarò mai più un'opzione, ma ho deciso di non tornare finché le cose non cambieranno e questo tipo di azioni non resteranno impunite. Per un calcio più giusto, più umano e più dignitoso.<ref name=Calciatore/>
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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[[File:FIFAAH-306525 President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump attend the FIFA World Cup Final (cropped).jpg|thumb|Borja Iglesias nel 2026]]
'''Borja Manuel Iglesias Quintás''' (1993 – vivente), calciatore spagnolo.
*{{NDR|Dopo essere rimasto vittima di insulti omofobi}} Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita.<ref name=Calciatore>Citato in Emanuele Atturo, ''[https://ultimouomo.com/borja-iglesias-mondiali-spagna-ritratto Il calciatore meno calciatore del mondo]'', ''UltimoUomo.it'', 22 luglio 2026.</ref>
*Quello che mi preoccupa davvero è che una persona gay abbia paura di fare coming out a causa di questo tipo di reazioni. Non poter essere se stessi e amare chi si vuole è inaccettabile, ed è per questo che la lotta contro l'omofobia è fondamentale. È per questo che mi impegno.<ref name=Calciatore/>
*Penso che guadagniamo troppi soldi. Poi ti ci abitui, lo normalizzi ed è un errore, perché non è affatto normale. Quando giochi in club di alto livello, entri in una bolla dove tutto ti viene facilitato. Ti viziano così tanto che rischi di perdere la percezione della realtà della strada.<ref name=Calciatore/>
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*È come se i calciatori non fossero esseri umani, ma esseri superiori che incarnano l’essenza del sistema patriarcale.<ref name=Calciatore/>
*I miei conflitti interiori sono ricorrenti. Quando andrò a giocare la Supercoppa spagnola in Arabia Saudita {{NDR|con il Betis nel 2022}}, la mia mente inizierà a correre, e nelle interviste dirò che se dipendesse da me, non giocheremmo lì.<ref name=Calciatore/>
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==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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[[File:FIFAAH-306525 President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump attend the FIFA World Cup Final (cropped).jpg|thumb|Borja Iglesias nel 2026]]
'''Borja Manuel Iglesias Quintás''' (1993 – vivente), calciatore spagnolo.
==Citazioni di Borja Iglesias==
*{{NDR|Dopo essere rimasto vittima di insulti omofobi}} Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita.<ref name=Calciatore>Citato in Emanuele Atturo, ''[https://ultimouomo.com/borja-iglesias-mondiali-spagna-ritratto Il calciatore meno calciatore del mondo]'', ''UltimoUomo.it'', 22 luglio 2026.</ref>
*Quello che mi preoccupa davvero è che una persona gay abbia paura di fare coming out a causa di questo tipo di reazioni. Non poter essere se stessi e amare chi si vuole è inaccettabile, ed è per questo che la lotta contro l'omofobia è fondamentale. È per questo che mi impegno.<ref name=Calciatore/>
*Penso che guadagniamo troppi soldi. Poi ti ci abitui, lo normalizzi ed è un errore, perché non è affatto normale. Quando giochi in club di alto livello, entri in una bolla dove tutto ti viene facilitato. Ti viziano così tanto che rischi di perdere la percezione della realtà della strada.<ref name=Calciatore/>
*A me sembra fantastico pagare le tasse. Io voglio vivere in un Paese in cui pago le imposte perché queste servono a finanziare una sanità pubblica di qualità e un'istruzione che permetta a tutti di evolversi ed essere uguali. Mi fa stare bene sapere che il mio denaro contribuisce a far stare meglio chi ne ha più bisogno.<ref name=Calciatore/>
*È come se i calciatori non fossero esseri umani, ma esseri superiori che incarnano l’essenza del sistema patriarcale.<ref name=Calciatore/>
*I miei conflitti interiori sono ricorrenti. Quando andrò a giocare la Supercoppa spagnola in Arabia Saudita {{NDR|con il Betis nel 2022}}, la mia mente inizierà a correre, e nelle interviste dirò che se dipendesse da me, non giocheremmo lì.<ref name=Calciatore/>
*{{NDR|Annunciando il ritiro dalla nazionale in segito al caso Rubiales<ref>Il presidente della Real Federación Española de Fútbol Luis Rubiales diede un bacio non consensuale alla calciatrice Jenni Hermoso durante la premiazione della Coppa del Mondo femminile e, per tale motivo, Iglesias annunciò la propria rinuncia alla nazionale spagnola.</ref>}} Indossare la maglia della Nazionale spagnola è una delle cose più belle che mi siano capitate nella mia carriera. Non so se sarò mai più un'opzione, ma ho deciso di non tornare finché le cose non cambieranno e questo tipo di azioni non resteranno impunite. Per un calcio più giusto, più umano e più dignitoso.<ref name=Calciatore/>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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Discussioni utente:Nederdoi
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Homer
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Enrico Giusti
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Simonsegni
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[[File:Enrico Giusti (2003).jpg|miniatura|Enrico Giusti]]
'''Enrico Giusti''' (1940 – 2024), matematico e fisico italiano.
==Citazioni di Enrico Giusti==
*Una delle domande più imbarazzanti che possano venir rivolte a un matematico è chiedergli di cosa si occupa [...]; d'altra parte, ogni matematico ha pronta una risposta che gli permette di volgere l'imbarazzo in scherzo, e di parlare d'altro. Quando una cosa simile succede a me, di solito rispondo che studio bolle di sapone a sette dimensioni, col che il mio interlocutore cambia argomento [...].<ref name="Giusti 1999">Da ''Ipotesi sulla natura degli oggetti matematici'', Bollati Boringhieri, Torino, 1999, p. 15.</ref>
==Note==
<references />
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