Wikibooks itwikibooks https://it.wikibooks.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.16 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikibooks Discussioni Wikibooks File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Progetto Discussioni progetto Ripiano Discussioni ripiano TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Storia della letteratura italiana/Pier Paolo Pasolini 0 38301 501089 433273 2026-08-21T13:30:54Z Hippias 18281 inizio revisione, ristrutturazione generale 501089 wikitext text/x-wiki {{Storia della letteratura italiana|sezione=8}} Le opere di Pier Paolo Pasolini, autore dalle più svariate esperienze, dalla poesia alla narrativa, dalla critica al cinema e al teatro, sono oggetto di studio intenso nel panorama recente delle nostra letteratura. Si possono suddividere le opere di Pasolini in quattro periodi: il primo periodo, quello del mito contadino, va dalle ''Poesie a Casarsa'' del 1942 fino all'ultima parte dell<nowiki>'</nowiki>''Usignolo della Chiesa Cattolica''; il secondo periodo, del mito sottoproletario, comprende con fasi diverse, tutto il decennio degli anni cinquanta; il terzo periodo estende il mito precedente al cinema integrandolo con il mito del Terzo mondo e il quarto periodo, quello della crisi, dove non scrive più versi ma accentua la produzione critica e teorica sulla lingua, la letteratura e il cinema. == La vita == === Infanzia e giovinezza === [[File:PierPaoloPasolini.jpg|thumb|left|Pier Paolo Pasolini nel 1964, durante le riprese del ''Vangelo secondo Matteo'']] Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922 da Carlo Alberto, militare di carriera, e Susanna Colussi, maestra elementare. La famiglia si sposta dapprima a Parma, poi a Conegliano e a Belluno, dove nel 1925 nasce il secondogenito Guidalberto (detto Guido). Il rapporto tra i genitori è teso: mentre il padre abbraccia le istanze del nazionalismo (utili alla sua carriera militare), la madre è una cattolica non praticante e mal sopporta la retorica politica. Nel 1927 i Pasolini sono di nuovo a Conegliano, quindi si trasferiscono a Casarsa, in Friuli, paese d'origine della madre. Qui la donna torna a insegnare per far fronte ai bisogni della famiglia, dopo che il marito è arrestato per debiti di gioco.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | p=CXLVIII }}</ref> Nel 1929 la famiglia si riunisce a Sacile e nel 1931 Pier Paolo frequenta il ginnasio a Conegliano. Negli stessi anni inizia a scrivere poesie e a leggere romanzi (in particolare Salgari). Tra il 1932 e il 1935 vive a Cremona, dove è trasferito il padre, quindi nel 1936 è a Scandiano e frequenta il ginnasio a Reggio Emilia. In questo periodo si avvicina per la prima volta ad autori come Carducci, Pascoli, D'Annunzio, Dostoevskij, Tolstoj, Shakespeare, Novalis. Nel 1937 un nuovo trasferimento, questa volta a Bologna, dove Pasolini frequenta il liceo Galvani e poi la facoltà di lettere. Nel 1941 il padre, promosso maggiore, è spedito in Africa orientale per la guerra, ma cade prigioniero degli inglesi e rilasciato solo alla fine del conflitto. Tra il 1941 e il 1942 Pier Paolo si dedica alla pittura e inizia a scrivere i versi in friulano che confluiranno nel volume ''Poesie a Casarsa''.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CL-CLVIII }}</ref> Poco prima dell'8 settembre 1943 Pasolini è chiamato alle armi; quando il suo reparto è fatto prigioniero dai tedeschi, riesce a fuggire e a tornare in incognito a Casarsa, dove rimane fino alla fine della seconda guerra mondiale. Qui, insieme alla madre, apre in casa propria una scuola per i ragazzi che, a causa dei bombardamenti, non possono raggiungere gli istituti di Pordenone e Udine. Nell'ottobre 1944 i rastrellamenti tedeschi inducono Pasolini e la madre a rifugiarsi nel più sicuro villaggio di Versuta, lontano dagli obiettivi militari, dove ripetono l'esperienza di tenere una piccola scuola gratuita.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXII-CLXIII }}</ref> Il fratello Guido invece lascia la famiglia e combatte nella Resistenza, ma il 12 febbraio 1945 è ucciso da altri partigiani in quello che è noto come l'eccidio di Porzûs. La notizia della sua morte, giunta dopo la fine della guerra, getta Pier Paolo e la madre nello sconforto. Intanto, il 18 febbraio 1945 il poeta fonda l'Academiuta di lenga friulana, attorno a cui si riuniscono giovani dediti alla poesia in friulano.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | p=CLXVI }}</ref> === Nel dopoguerra === Subito dopo il conflitto, Pasolini riallaccia i rapporti con gli amici interrotti durante il periodo a Versuta, abbraccia il marxismo, legge [[../Antonio Gramsci|Gramsci]] e inizia a militare nel Partito Comunista (PCI). Inoltre con il passare del tempo prende sempre più coscienza della propria omosessualità. Alla fine del 1947 ottiene una cattedra nella scuola media di Valvasone, dove insegna materie letterarie.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXVIII-CLXXII }}</ref> Negli stessi anni inizia a pubblicare volumetti di poesia in friulano per la sigla editoriale dell'Academiuta. Il 22 ottobre 1949, però, Pasolini è denunciato per corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico: la sera del 30 settembre infatti si era appartato con tre ragazzi conosciuti a una festa a Ramuscello. Travolto dallo scandalo, lo scrittore è espulso dal PCI e rimosso dall'insegnamento.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXXIV-CLCCV }}</ref> Nel 1950 si trasferisce con la madre a Roma, dove riesce a pubblicare qualche articolo e scrive le poesie che confluiranno in ''La meglio gioventù'' (1954). A questo periodo risalgono anche i racconti delle raccolte postume ''Amado mio'' e ''Atti impuri''. A Roma si avvicina al mondo delle borgate, rimanendo affascinato dalla vitalità e dall'incoscienza dei suoi abitanti. Avendo già esplorato la lingua friulana utilizzata dai contadini, il poeta si interessa al gergo popolare delle borgate e al dialetto romanesco: ascolta i dialoghi dei ragazzi e li trascrive su un quaderno, appuntando termini ed espressioni. Viene accompagnato in questo viaggio da Sergio Citti, un giovane imbianchino conosciuto nel 1951, che gli fa da interprete e gli spiega il significato delle affermazioni gergali. Alla fine del 1951 Pasolini torna a insegnare in una scuola paritaria. In questo periodo la sua casa è frequentata da intellettuali come [[../Poesia del dopoguerra#Sandro Penna|Sandro Penna]] (con cui era già in contatto da anni), [[../Poesia del dopoguerra#Giorgio Caproni|Giorgio Caproni]], [[../Poesia del dopoguerra#Attilio Bertolucci|Attilio Bertolucci]], [[../Carlo Emilio Gadda|Carlo Emilio Gadda]].<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLCCV-CCLXXIX }}</ref> Nel 1952 esce l<nowiki>'</nowiki>''Antologia della poesia dialettale'', con introduzione di [[../Eugenio Montale|Eugenio Montale]], mentre nel 1955 pubblica, per la collana diretta da Bertolucci presso Guanda, il ''Canzoniere italiano'', un'altra antologia. Nel 1954 la sua prima esperienza cinematografica: collabora con Mario Soldati alla sceneggiatura di ''La donna del fiume''. Nel 1955 esce per Garzanti, dopo un lungo lavoro di auto-censura (soprattutto per quanto riguarda l'uso di termini volgari), il romanzo ''Ragazzi di vita'', che riceve giudizi contrastanti ma ottiene un grande successo di pubblico. Il libro desta tuttavia scandalo e l'8 agosto la procura di Milano accoglie una denuncia contro lo scrittore per contenuti di carattere pornografico; l'anno dopo verrà però assolto con formula piena. Sempre nel 1955 collabora con [[../Sperimentalismo e neoavanguardia#Roversi e Leonetti|Roversi e Leonetti]] alla rivista ''Officina''.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXXIX-CLXXXIII }}</ref> Nel 1957 sempre per Garzanti esce ''Le ceneri di Gramsci'', una raccolta di undici poemetti che replica il successo di ''Ragazzi di vita'', e nello stesso anno pubblica per i tipi di Longanesi ''L'usignolo della Chiesa cattolica''. Nel 1959 dà alle stampe un secondo romanzo, ''Una vita violenta''. Anche in questo caso la pubblicazione è preceduta da una fase di auto-censura, che però non evita le polemiche. Come ''Ragazzi di vita'', anche ''Una vita violenta'' viene denunciata per oscenità, ma la denuncia è poi archiviata.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXXXIII-CLXXXVI }}</ref> === Gli anni sessanta e settanta === [[File:Bertolucci e Pasolini.jpg|thumb|Bernardo Bertolucci (a sinistra) e Pier Paolo Pasolini (al centro) sul set di ''Accattone'', nella primavera del 1961]] Nel 1961 esce ''La religione del mio tempo'' e in aprile inizia le riprese di ''Accattone'', il primo di una serie di pellicole da lui firmate come regista. Il film è presentato alla Mostra del cinema di Venezia e a Parigi, scatenando critiche ma anche giudizi entusiasti. Negli anni sessanta Pasolini è però al centro di vari scandali, accompagnati da denunce e processi giudiziari. Nel 1962 viene accusato di avere compiuto una rapina a mano armata in un distributore, e al processo che si tiene a Latina la parte civile chiede che lo scrittore si dichiarato "socialmente pericoloso"; viene invece assolto nel 1965 per insufficienza di prove. Intanto l'attività di regista prosegue con ''Mamma Roma'' (1962) e ''La ricotta'' (1963). Nel 1962 la lettura del Vangelo di Matteo lo affascina al punto che decide di girare un film sulla figura di Cristo: nel 1964 esce ''Il vangelo secondo Matteo'', che riscuote successo ma anche critiche. Durante le riprese della ''Ricotta'' scopre inoltre Ninetto Davoli, un giovane borgataro che dirige come attore in molti suoi film successivi, a cominciare da ''Uccellacci e uccellini'' (1965), in coppia con Totò. Per lo più preferisce ingaggiare attori non professionisti, che sceglie personalmente.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CLXXXVII-CXCVI }}</ref> Nel novembre 1965 esce ''Alì dagli occhi azzurri'', una raccolta composta da quattro sceneggiature e da alcuni racconti. Diventa più intensa l'attività di regista. Nel 1967 ''Edipo re'' viene proiettato alla Mostra del cinema di Venezia, e l'anno successivo esce il romanzo ''Teorema'', da cui nello stesso anno trae l'omonimo film. Nel 1968 è la volta di ''Porcile'' e di ''Medea'', quest'ultimo con la cantante lirica Maria Callas nel ruolo della protagonista. Si dedica quindi alla ''Trilogia della vita'', composta da ''Decameron'' (1971), ''I racconti di Canterbury'' (1972) e ''Il fiore delle Mille e una notte'' (1974). Nel 1971 pubblica ''Trasumanar e organizzar'', la sua ultima raccolta poetica.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CXCVI-CCVII }}</ref> Dal 1973 collabora con il ''Corriere della sera'' per una serie di articoli che sono poi raccolti nel volume ''Scritti corsari''; altri suoi interventi sono pubblicati postumi nelle ''Lettere luterane''. Nel settembre dello stesso anno pubblica i primi due testi teatrali: ''Calderòn'' e ''Affabulazione''. Nel 1975 dirige il primo capitolo di quella che doveva essere una ''Trilogia della morte'', ''Salò'', ispirato all'opera del marchese de Sade. La vita di Pasolini però si interrompe drammaticamente. La mattina del 2 novembre il suo corpo esanime e martoriato viene ritrovato sulla spiaggia del litorale di Ostia. Per il suo omicidio viene condannato Pino Pelosi, all'epoca diciassettenne, ma alcuni aspetti del delitto non sono mai stati chiariti.<ref>{{cita libro | autore-capitolo = Nico Naldini | capitolo = Cronologia | autore1= Pier Paolo Pasolini | curatore1= Walter Siti |curatore2=Silvia De Laude | titolo= Romanzi e racconti | anno=1998 | editore=Mondadori | città=Milano | volume= 1 | pp=CCVII-CCXII }}</ref> == Pasolini poeta == === L'esperienza del dialetto e la produzione in friulano === [[File:Pier Paolo Pasolini casarsa.jpg|thumb|Pasolini nella sua abitazione di Casarsa]] L'esordio poetico di Pasolini è nel dialetto di Casarsa, luogo amato dei suoi soggiorni estivi dove scopre la vita e la natura. Il dialetto di questa zona occidentale del Friuli, sul lato destro del Tagliamento, è la lingua che il poeta usa nella vita quotidiana, senza alcuna tradizione letteraria, la lingua materna incontaminata ed estranea alle forme moderne che veniva usata in quel piccolo idilliaco mondo. Pasolini individua nel dialetto la lingua intatta dalle contaminazioni della letteratura e della vita borghese sulla quale può agire con una spontanea sperimentazione che, a poco a poco, sarà sostenuta da idonei strumenti filologici-linguistici. Le ''Poesie a Casarsa'' vengono pubblicate a Bologna nel 1942 e sono riscritte nel friulano istituzionale per la pubblicazione del volume ''La meglio gioventù'' nel quale verranno raccolte con la traduzione dello stesso autore in italiano. La cultura letteraria dell'autore è la poesia provenzale di Peire Vidal, l'[[../Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]] dalla parola essenziale, il [[../Giacomo Leopardi|Leopardi]] dal ritmo dolente e gran parte della poesia francese, spagnola e catalana, da Verlaine a Mallarmé, da Jiménez a Lorca e Machado. Consapevole della consunzione della lingua italiana del Novecento, Pasolini adotta la poesia dialettale per recuperare il valore semantico e mitico della parola orale e non scritta rappresentativa di una comunità che nel dialetto riconosce se stessa. In questo rivendicare una poetica del friulano come antidialetto e quindi lingua, si avverte una inconscia ragione politica e cioè il rifiuto al centralismo livellatore del regime fascista. Utilizzando il friulano, il codice linguistico diventa stilisticamente libero condizionando i contenuti. Semplici paesaggi friulani fanno da sfondo alle "Poesie a Casarsa" immersi in un'atmosfera struggente che rende fragile la serenità di questo mondo arcaico sul quale incombe un presagio di morte e corruzione. Si affiancano temi e simboli tipici della [[../Decadentismo|tradizione poetica decadente]] con la figura centrale di Narciso come simbolo sospeso tra la serenità dell'infanzia, l'adolescenza e la morte vista come l'unica possibilità per evitare la perdita nel mondo adulto dell'innocenza. La ''meglio gioventù'', pubblicata a Firenze dalla casa editrice Sansoni nel 1954, raccoglie la maggior parte delle ''Poesie a Casarsa'' e tutte le altre poesie friulane di Pasolini coprendo un arco di tempo che va dal 1939 al 1940 fino al 1953. Non sono comprese in questo volume alcune poesie pubblicate sui volumetti dellAcademiuta di lenga furlana e altre poesie disperse che saranno raccolte in seguito dalla Società filologica friulana a Udine nel 1965 con il titolo ''Poesie dimenticate''. Nella valutazione delle poesie friulane dal 1942 in poi è necessario ricordare alcuni avvenimenti che hanno segnato la poetica pasoliana in questo arco di tempo. Importante senza dubbio è la forte spinta istituzionale che la poetica friulana in generale riceve dalla fondazione dell'Academiuta che rende chiari lo scopo e la ragione del suo utilizzo. Si aggiunge a questo l'esperienza della Resistenza che porta a recuperare il tema storico e politico e soprattutto lo studio che Pasolini compie in quegli anni della poesia popolare e dialettale in Italia. Da questo attento studio derivano all'autore gli strumenti linguistici necessari che gli danno la possibilità di usare la lingua friulana sfruttando al massimo tutte le sue potenzialità. === La poesia in lingua italiana === Tra il 1943 e il 1949, contemporaneamente alla poesia in lingua friulana, Pasolini affronta la poesia in lingua italiana con una serie di scritti che verranno pubblicati solo nel 1958 in un volume dal titolo ''L'Usignolo della Chiesa Cattolica''. Attraverso la raccolta ''L'Usignolo della Chiesa Cattolica'' è possibile seguire il consolidarsi della struttura psichica e ideologica di Pasolini. La raccolta presenta, come dice il Ferroni, una grande varietà di forme e di modi stilistici "affermando un bisogno di offrire tutto se stesso a un contesto, a un mondo di valori collettivi". La religiosità particolare di Pasolini si manifesta nella raccolta attraverso un percorso ideologico che va dalle suggestioni di una religione tradizionale, con i suoi valori e i suoi riti condivisi, alla scoperta del marxismo che diventa esplicita nell'ultima poesia ''La scoperta di Marx''. Nei versi della raccolta si sente ancora l'influenza dell'[[../Ermetismo|ermetismo]] anche se presto il poeta si muove in direzione di una poesia più attenta alle forme della realtà. Una poesia che si allontana sempre di più dalla lirica novecentesca e si riallaccia al realismo dell'Ottocento e guarda più da vicino al ritmo narrativo del [[../Giovanni Pascoli|Pascoli]] dei "Poemetti" per giungere, solo più tardi, a certe seduzioni di autori amati, come [[../Umberto Saba|Saba]], [[../Poesia del dopoguerra#Attilio Bertolucci|Attilio Bertolucci|Bertolucci]], [[../Poesia del dopoguerra#Giorgio Caproni|Giorgio Caproni]], lontano in ogni caso dalla linea novecentesca. Con ''Le ceneri di Gramsci'', pubblicate nel 1957 da Garzanti, Pasolini presenta undici poemetti quasi tutti scritti in terzine e sul modello di quelli del Pascoli pur nella grande libertà dei singoli versi. I poemetti che formano la raccolta sono stati scritti tutti tra il 1951 e il 1956, molti dei quali già pubblicati sparsi precedentemente. Protagonista delle Ceneri è la nuova realtà storica del sottoproletariato romano che il poeta vuole rappresentare così come è, perché la salvezza è quella di rimanere dentro a quell'inferno con la volontà di capirlo. Pasolini sa che di quel popolo lo attrae non la sua millenaria lotta ma la sua allegria e riconosce in se stesso una contraddizione, quella di amare un mondo che odia. I poemetti del 1956 sono più ricchi di problematica storica e il tema centrale è l'alternarsi di speranza e disperazione che alla fine, nel ''Pianto della scavatrice'', diventa accettazione dolorosa delle ferite provocate dai cambiamenti. Questa tematica produce continui mutamenti di tono che passano da momenti di conversazione dimessa a lunghi discorsi di forte eloquenza, descrizioni di una realtà più bassa che si alternano a squarci storici e mitici. La poetica delle Ceneri consiste nel proposito dichiarato dal poeta di riuscire a recuperare alla poesia i caratteri logici, storici e razionali utilizzando strumenti linguistici prenovecenteschi. === La poesia come diario intellettuale === Nelle raccolte successive il poeta non analizza più le sue interne contraddizioni ma si fa carico di motivi ideologici e polemici più chiari. Il poeta mette in risalto il carattere negativo della storia con il degrado sempre più evidente del mondo politico e intellettuale e di quello della stessa vita sociale italiana. La poesia diventa in questo caso una specie di diario che, in una forma non ancora piana, cerca di esprimere tutti i motivi che Pasolini sente nascere dentro di sé ma che non riesce ancora a sviluppare in un'esposizione saggistica. In queste ultime raccolte l'impegno stilistico si allenta nella foga di dire tutte le proprie ragioni e sembra trascurare la forma della propria poesia il cui uso è, in questo caso, solo ideologico proprio nel momento in cui accusa, come dice il Berardinelli, "un aggressivo e ricattatorio ideologismo poco attento al linguaggio" Si può collocare La religione del mio tempo al confine tra il secondo e il terzo periodo, tra quello che era il mito del sottoproletario e la sua crisi e il mito dei popoli del terzo mondo. L'opera che esce nel 1961 da Garzanti comprende sei sezioni ed è organizzata in tre parti: ''La ricchezza'', ''A un ragazzo'' e ''La religione del mio tempo'' nella prima parte, ''Umiliato e offeso'', composto da epigrammi e ''Nuovi epigrammi'' nella seconda parte, mentre la sezione ''Poesie incivili'' costituisce da sola la terza parte. Si sente in questa opera la crisi che impedisce a Pasolini di continuare con l'organica costruttività razionale e storica che lo aveva guidato nelle "Ceneri di Gramsci". Netta si affaccia la polemica contro il presente privo ormai di ogni spirito religioso e il poemetto lascia spesso il posto all'epigramma e alla canzone indirizzata per lo più a critici e dal taglio moralistico. Il piano stilistico ha minore rilevanza e gli strumenti espressivi diventano più funzionali. Si avverte da una parte la necessità di revisione, come ha detto Asor Rosa, e dall'altra una forma di distacco dal mondo del sottoproletariato. Il poeta ha preso pienamente conoscenza del mondo borghese e consapevolezza della diversità da esso, diversità che è anche rifiuto delle istituzioni. Crolla anche la fiducia nel sottoproletariato e quindi anche l'identificazione politica che Pasolini aveva con fatica raggiunto. ''Poesia in forma di rosa'', che esce, sempre da Garzanti, nel 1964 è composta da componimenti che vanno dal 1961 al 1963, più un lungo poemetto in appendice intitolato ''Vittoria'' ed è la più ampia delle raccolte di Pasolini. In essa Pasolini afferma in modo ossessivo la delusione per gli sviluppi della vicenda politica e intellettuale italiana e gli pare ormai inutile tutta la dialettica, piena di illusioni, degli anni cinquanta. Il poeta, deluso e amareggiato, abiura quel mondo di ideali giovanili che ritiene perduto per sempre. Nasce con questa raccolta il mito della "Nuova Preistoria" "quando la Società ritornerà natura" dovuto alla delusione stessa della storia e dalla presa di coscienza che "la Rivoluzione non è più che un sentimento" e a fondarla saranno i barbari, cioè le plebi meridionali e del Terzo Mondo. La raccolta si presenta con una grande differenziazione sia tecnica che linguistica nella metrica e nello stile. I poemetti in terzine, nei quali il poeta esprime la volontà di costruire, si alternano alle sequenze di endecasillabi e ai versi tra le dieci e le tredici sillabe senza divisioni strofiche ai quali si accostano brani di prosa ritmati. Ultimo l'espediente della disposizione grafica che appare nella ''Seconda poesia in forma di rosa,'' dove le parole sono disposte in modo da richiamare la forma di un petalo di rosa. ''Trasumanar e organizzar'' è l'ultima raccolta di versi di Pasolini. Uscita nel 1971 raccoglie le poesie scritte durante la lavorazione di ''Medea'' e alcuni versi precedentemente pubblicati sulla rivista "Nuovi Argomenti". Come in "Poesia in forma di rosa" la raccolta accumula poesie di vario tipo non organizzate lungo una linea tematica e stilistica. Con "Transumanar e organizzar" si chiude un ciclo ben preciso; dalla certezza che è impossibile per l'uomo adattarsi alla Società, alla convinzione che l'uomo non può vivere senza la Società. Nei versi di questa raccolta Pasolini si lascia andare all'oratoria con una denuncia aggressiva che riguarda la difficoltà di "trasumanar", cioè di uscire dalle condizioni umane date. == Pasolini narratore == Se nella poesia Pasolini esprime il fondo più nascosto della propria presenza nel mondo, nella narrativa egli entra nella realtà stessa per cogliere il senso concreto e le voci della vita collettiva. Mentre narra, egli cerca di cogliere il nucleo primitivo delle cose e, appropriandosi del valore di esse e delle persone, di entrare fisicamente in contatto con il mondo che ama e al quale partecipa con infinita spontaneità. L'azione e la costruzione narrativa, non sono per Pasolini importanti, quello che conta è cercare di identificarsi con il mondo che rappresenta. === I racconti autobiografici === Per questo motivo i due racconti autobiografici della giovinezza, pubblicati postumi nel 1982 sotto il titolo ''Amado mio'', sono tra le sue opere più sincere e vibranti. In esse si sente la partecipazione commossa e completa di un mondo primigenio del quale egli scopre la bellezza. Il primo racconto, ''Atti impuri'', si presenta sotto forma di diario frammentario degli avvenimenti tra il 1946 e il 1947 e in esso la diversità dell'autore, anche se velata da un lieve senso di colpa, è ancora vissuta come trionfante innocenza. Un'altra opera che contiene elementi autobiografici e che si collega al [[../Neorealismo|neorealismo]], è il romanzo scritto tra il 1948 e il 1949, che originariamente portava il titolo ''I giorni del lodo De Gasperi'', ma che fu pubblicato solamente nel 1962 con il titolo ''Il sogno di una cosa'', titolo tratto da una citazione di Marx. La tematica principale è quella dei contadini e della lotta. Nelle esili storie che compongono il romanzo, viene rappresentata la vita dei giovani friulani con gli ideali, le aspirazioni e le delusioni politiche provate alla fine della guerra. Il romanzo è scritto in un italiano uniforme ed è articolato con concretezza, i dialoghi hanno una forte oggettività e le descrizioni del paesaggio infondono una malinconica eleganza decadente. === I romanzi delle borgate romane === Con i romanzi che descrivono la vita delle borgate romane, la narrativa di Pasolini raggiunge i risultati più originali. Tra questi vi è ''Alì dagli occhi azzurri'', pubblicato nel 1965 e che comprende tutti i bozzetti e i racconti che l'autore era andato raccogliendo durante gli anni cinquanta e i primi anni sessanta, che troveranno la loro sintesi nel romanzo ''Ragazzi di vita'' del 1955 e ''Una vita violenta'' del 1959. Pasolini descrive affascinato il mondo che sta ai margini della vita cittadina rappresentato da giovani vite che vivono tra piccole avventure, giochi, atti teppistici, semplici occasioni di ogni giorno nel tentativo di soddisfare primari bisogni. L'autore riesce così a cogliere, in quella umanità che possiede qualcosa di primitivo e animalesco, una sorta di autenticità e bellezza. I romanzi, dal punto di vista narrativo, sono assai semplici e costruiti attraverso un'attenta analisi linguistica che riesce a superare il compromesso neorealistico tra lingua e dialetto. L'italiano di cui si serve la voce narrante è schematico ed elementare, mentre il romanesco parlato dei personaggi è ricco di deformazioni e stravolgimenti. Si sente in questi romanzi il rapporto di Pasolini con l'esperienza di Carlo Emilio Gadda. ''Ragazzi di vita'', pubblicato nel 1955 ha un carattere [[../Sperimentalismo e neoavanguardia|sperimentale]]. Il romanzo è formato di otto capitoli che raccontano le giornate di un gruppo di giovanissimi sottoproletari che, malgrado la loro voglia di vivere, sono destinati alla prigione, alla prostituzione o alla morte precoce tranne Riccetto, più che protagonista elemento che aggrega i numerosi personaggi, che trova un lavoro e riesce ad integrarsi nella società consumistica. Il paesaggio tipico del romanzo è quello delle borgate ai margini di una periferia sporca e misera sul quale, tranne in alcuni paesaggi notturni dal tono crepuscolare, spicca un sole ossessivo. Alcuni di questi paesaggi sembrano anticipare certe caratteristiche del cinema di Pasolini, mentre altri elementi avvicinano il romanzo al alcuni dei miti del periodo friulano. Il tema di spicco è quello di una pura condizione dell'infanzia e dell'adolescenza contrapposta a quella corrotta del mondo degli adulti. Nel 1959 viene pubblicato il romanzo ''Una vita violenta'' che si basa invece sulle vicende di un giovane che, dopo numerose gesta teppistiche, giunge ad una coscienza politica ma morirà per un atto di eroismo. In questo romanzo si ha pertanto il ritorno dell'intreccio e del personaggio protagonista che viene presentato come un eroe positivo. L'intento di Pasolini è quello di far conoscere il percorso di vita di un ragazzo dall'inferno delle borgate verso la salvezza di una coscienza politica, intento documentato da una dichiarazione da lui fatta nel 1959 in seguito ad una inchiesta sul romanzo e pubblicata in "Nuovi Argomenti". ''Alì dagli occhi azzurri'' esce nel 1965 e comprende tutti i lavori di Pasolini datati tra il 1950 e l'anno della pubblicazione. In esso pertanto si possono individuare tutte le fasi precedenti, dal primo incontro con Roma al nascere del mito del sottoproletario e alla sua crisi, fino alla formazione del mito del Terzo Mondo e della Nuova Preistoria. Nel volume sono raccolti venti brani di cui ben cinque appartengono al primo anno romano, il 1950, tre compiuti o iniziati nel 1951 e cinque scritti dal 1961 in poi. Appartengono quindi all'opera i testi letterari che corrispondono ai film omonimi di ''Accattone'', ''Mamma Roma'' e ''La ricotta'' oltre al progetto di un romanzo intitolato ''Il rio della grana'', mai scritto, del quale rimangono poche pagine costituite da appunti e schemi stilati tra il 1955 e il 1959. Dalla lettura dei cinque brani datati '50, che sono più che altro degli studi di carattere sperimentale, si osserva inoltre come la scelta stilistica non sia avvenuta con facilità ma come dietro ad essa ci sia stato uno studio profondo. ''Teorema'' viene pubblicato nel 1968 e può essere considerato (tralasciando ''Petrolio'' che, non concluso, verrà pubblicato postumo) l'ultimo lavoro narrativo di Pasolini essendo l'unico testo letterario presentato come opera a parte e non come sceneggiatura. I personaggi appartengono per la prima volta alla borghesia e il testo ha una struttura particolare perché alterna capitoli in prosa a versi che gli conferiscono, rispetto al film omonimo, una pienezza e validità maggiore. == Le sceneggiature == {{vedi pedia|Pier Paolo Pasolini (cineasta)}} [[File:Totò e pasolini.jpg|thumb|left|Totò e Pasolini]] Pubblicate da Garzanti in volume sono le quattro sceneggiature corrispondenti a ''Il Vangelo secondo Matteo'' del 1964, ''Uccellacci e uccellini'' del 1965, ''Edipo re'' del 1967 e ''Medea'' del 1970. Uccellacci e uccellini e Medea sono particolarmente importanti perché permettono di ricostruire tutto il retroterra culturale e letterario dell'opera cinematografica di Pasolini. Il rapporto tra film e sceneggiatura e le numerose fasi della lavorazione vengono chiarite negli appunti premessi a "Uccellacci e uccellini" sotto il titolo di ''Confessioni tecniche'' e nella accurata documentazione delle varie fasi di "Medea" raccolte con il titolo ''Visioni della Medea (trattamento).'' Queste ultime indicazioni sono già organizzate e numerate con tutte le indicazioni tecniche del film da girare. Il volume riguardante la Medea raccoglie anche l'intervista fatta a Maria Callas, che interpreta il film, oltre le poesie scritte dall'autore durante la lavorazione del film stesso. == Il teatro == La produzione teatrale di Pasolini avviene contemporaneamente all'elaborazione di "Teorema". Nel 1967 appare sul n. 7-8 di "Nuovi Argomenti" ''Piliade'' e nel 1969 sul n. 15 ''Affabulazione''. Sempre su questa rivista era apparso nel '68 il ''Manifesto per un nuovo teatro'' dove Pasolini sosteneva la necessità di un teatro libero da formalismi e ricco di contenuti, un "teatro di parola" da opporsi al "teatro della Chiacchiera e al teatro del Gesto e dell'Urlo, che sono ricondotti a una sostanziale unità: #dallo stesso pubblico (che il primo diverte, il secondo scandalizza); #dal comune odio per la parola (ipocrita il primo, irrazionalistico il secondo"). Questo teatro avrebbe dovuto rivolgersi alla classe operaia ed essendo "Teatro di Parola" doveva scrivere testi nell'italiano scritto e letto ed essere un "rito culturale". Il teatro, per Pasolini, doveva essere un teatro che, pur ponendosi dei problemi e dibattendo delle idee, non doveva necessariamente proporre delle soluzioni. ''Piliade'' è un'opera di transizione dove i protagonisti rispecchiano una forte componente autobiografica e nella quale il mito classico e il mito personale, l'ideologia marxista e la psicanalisi s'intrecciano. In ''Affabulazione'', seppure esiste la poetica del canone sospeso, vi è una forte esigenza di razionalità e l'ambiente è interamente borghese. Nel titolo della terza tragedia, ''Calderón'', vi è un chiaro riferimento a ''La vita è sogno'' di Caldéron de la Barca ed infatti il testo, diviso in canti del coro che nella tragedia greca dividevano un episodio (scena che si trova tra due stasimi) dall'altro, gioca sullo scambio tra il sogno e la realtà. Il messaggio della tragedia è quello dell'impossibilità della rivoluzione, sia per gli studenti che per gli operai, dal momento che la speranza di vederli liberi è solamente un sogno. == Opere postume == ''La Divina Mimesis'', pubblicata subito dopo la sua morte, è volutamente incompiuta, frammentaria e piena di presagi. La Divina Mimesis è la confessione di un immenso vuoto d'amore e dialogo smarrito con sé stesso. Essa rivela una grande solitudine in un mondo dominato dalla forza del male, del potere, della violenza e della degradazione. Ripercorrendo i primi gironi del viaggio dantesco, nell'inferno del mondo moderno, giudica la società contemporanea e amplia le punizioni per le nuove categorie di peccatori. ''Petrolio'' è l'opera incompiuta dello scrittore che venne pubblicata solamente nel 1992 suscitando molto scalpore. Essa racchiude in sé tutti gli elementi della grande tradizione letteraria e ritrova il suo legame con il grande romanzo del Settecento e dell'Ottocento. Vi è nell'opera la descrizione impietosa di una società ostile e nemica che si mescola a una viva confessione autobiografica piena di sensi di colpa, di sconforti, di desideri e di ribellioni. Il romanzo diventa così sociale e oggettivo, specchio di una tragedia collettiva ma anche personale. == Note == <references /> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{Avanzamento|100%|21 agosto 2026}} [[Categoria:Storia della letteratura italiana|Pasolini]] nxob6evqe9hrq62z2m2q0am8ghh8cwz Template:Software libero a scuola 10 41851 501094 499579 2026-08-21T20:07:06Z Omar Ceretta 54613 Aggiunta voce PostiPerfetti all'Indice 501094 wikitext text/x-wiki {{Sommario V |titolo=Software libero a scuola |larghezza=300px |contenuto= :'''{{modulo|Software libero a scuola/Copertina}}''' # {{modulo|Software libero a scuola/Introduzione}} # {{modulo|Software libero a scuola/La nostra storia|La storia della WiiLD}} # {{modulo|Software libero a scuola/Novità}} # {{modulo|Software libero a scuola/Solidarietà digitale}} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = App Android |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Fdroid}} # {{modulo|Software libero a scuola/Vidanalisysfree|Videotracking}} # {{modulo|Software libero a scuola/Screen Stream over Http}} # {{modulo|Software libero a scuola/Jitsi Meet}} # {{modulo|Software libero a scuola/Commons}} # {{modulo|Software libero a scuola/Google - Animali e dinosauri in 3d}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Audio |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Registra con Audacity}} # {{modulo|Software libero a scuola/Registrare e creare file audio con Audacity}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Biblioteca |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Schoolcom}} # {{modulo|Software libero a scuola/Calibre on line}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = ChromeBook |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Attivare linux (beta)}} # {{modulo|Software libero a scuola/Installare linux (beta)}} # {{modulo|Software libero a scuola/Usare Linux (beta)}} # {{modulo|Software libero a scuola/Installare Studio One 2 con wine}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Coding |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Scratch e i suoi fratelli|Scratch e i suoi fratelli}} # {{modulo|Software libero a scuola/OpenCoding|Open coding}} # {{modulo|Software libero a scuola/Openroberta|Openroberta}} # {{modulo|Software libero a scuola/Mblock}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Comunicazione |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Liste di diffusione e discussione|Liste di diffusione e discussione}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Creare Contenuti |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/H5P}} # {{modulo|Software libero a scuola/Exelearning}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Creare un sito |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/WordPress}} # {{modulo|Software libero a scuola/Joomla}} # {{modulo|Software libero a scuola/Drupal}} # {{modulo|Software libero a scuola/Sito web della scuola}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Disabilità |testo = # {{modulo|Software libero a scuola/Araword}} # {{modulo|Software libero a scuola/Grid Asterics}} # {{modulo|Software libero a scuola/Eviacam}} # {{modulo|Software libero a scuola/Pictofacile}} # {{modulo|Software libero a scuola/SIMCAA}} }} {{cassetto |larghezza = |colore = |coloresfondo = |allineamento = |titolo = Geografia |testo = # {{Modulo|Software libero a scuola/Crowdmap}} # {{Modulo|Software libero a scuola/OpenStreetMap}} ## 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Queste sostanze sono dette pigmenti. I [[w: Pigmento|pigmenti]] nei vegetali si trovano a livello cellulare, o all'interno dei [[w: Vacuolo|vacuoli]] o all'interno dei [[w: plastidi|plastidi.]] [[File:Struttura della cellula vegetale.svg|centro|thumb|502x502px|Cellula vegetale]] == I pigmenti nel vacuolo == I vacuoli sono cisterne all'interno della [[w: cellula vegetale|cellula vegetale]], delimitati da una membrana semipermeabile, formata da [[w: Fosfolipide|fosfolipidi]] e proteine. All'interno dei vacuoli troviamo un succo piuttosto acido formato da sostanze diverse sciolte in acqua. Le sostanze disciolte sono diversissime e dipendono dalla funzione della cellula e dal gruppo a cui appartiene ogni pianta. Nei vacuoli troviamo sostanze come gli [[w: antociani|antociani]], responsabili del colore rosso e azzurro-blu dei [[w: Petalo|petali]] di molti [[w: Fiore|fiori]] e delle [[w: Foglia|foglie]] di molte piante. Tra i fiori ricordiamo i colori delle genziane, delle orchidee e delle viole dovute agli antociani di tipo diverso <gallery mode="packed"> File:P1050649 - Genziana.jpg|Genziane File:'Dactylorhiza maculata.JPG|Orchidea </gallery> Dalla presenza degli antociani nei vacuoli dipende anche il colore delle foglie di alcune piante, come ad esempio i faggi rossi e gli aceri giapponesi. <gallery mode="packed"> File:Bosco di faggio (Monte Roberto).jpg|Faggi rossi File:Liquidambar styraciflua BotGardBln1105LeavesFallC.JPG|Acero giapponese </gallery> Anche in alcuni ortaggi ritroviamo gli antociani, tanto concentrati da mascherare il verde della [[w: Clorofillina|clorofilla]], come per esempio nel cavolo cappuccio e di vari tipi di insalata. <gallery mode="packed"> File:Brassica oleracea var capitata Rubyball.jpg|Cavolo cappuccio File:RadicchioNL.jpg|Radicchio </gallery> == I pigmenti nei plastidi == I plastidi li possiamo trovare solo nella cellula vegetale. In base alla funzione che svolgono si possono classificare in: [[w: Cloroplasto|cloroplasti]], [[w: Cromoplasto|cromoplasti]], [[w: Leucoplasto|leucoplasti]], e [[w: Amiloplasto|amiloplasti]]. Questi ultimi non contengono pigmenti. I leucoplasti trasformano il [[w: glucosio|glucosio]] in [[w: amido|amido]] e viceversa e non interessano direttamente la colorazione delle varie parti di una pianta. [[File:Plastids types it.svg|centro|thumb|Sviluppo dei plastidi da proplastidi]] Nelle foglie e nei fusti di giovani piante private della [[w: luce|luce]], i [[w: proplastidi|proplastidi]] non riescono a sintetizzare clorofilla e quindi la fotosintesi non può avvenire. Ciò blocca lo sviluppo dei plastidi che si trasformano in [[w: Ezioplasto|ezioplasti]], incapaci di produrre clorofilla. In queste condizioni i [[w: Tessuto vegetale|tessuti]] vegetali restano chiari e non verdi, come per esempio nei finocchi e nei porri. [[File:Finocchio 2.jpg|centro|thumb|Finocchi]] === I cloroplasti === I cloroplasti sono gli [[w: Organulo|organelli]] in cui avviene la fotosintesi clorofilliana nelle cellule di colore verde delle foglie, dei fusticini e dei [[w: Germoglio|germogli]]. <gallery mode="packed"> File:201710 chloroplast.svg|Sezione di cloroplasto File:Elodea-ciclose.gif|Orientamento dei cloroplasti in funzione della esposizione alla luce </gallery> La fotosintesi clorofilliana consiste nella trasformazione di [[w: anidride carbonica|anidride carbonica]] e acqua in glucosio e [[w: Ossigeno|ossigeno,]] grazie all'[[w: energia|energia]] ricavata dalla luce solare. Oltre alla clorofilla, nei cloroplasti possiamo trovare anche altri pigmenti: i carotenoidi gialli ([[w: xantofille|xantofille]]), rosso-arancio ([[w: carotene|carotene]]) e rossi ([[w: licopene|licopene]]). I carotenoidi assorbono e trasferiscono energia luminosa alla clorofilla e la proteggono dalla fotodistruzione. Ci possiamo accorgere della presenza dei carotenoidi nelle foglie, quando in autunno la clorofilla viene demolita e rimangono solo i carotenoidi che colorano le foglie di varie tonalità, dal giallo pallido al rosso cupo. [[File:Bosco Di Legnano - Autunno 3.jpg|centro|thumb|328x328px|Bosco in autunno]] === I cromoplasti === I cromoplasti sono plastidi privi di clorofilla ma con all'interno vari pigmenti colorati, come per esempio i carotenoidi, che danno ad alcuni tipi di frutta e verdura un colore che va dal rosso, all'arancione fino al giallo. Nei fiori questi colori sono un richiamo per gli [[w: Insecta|insetti]], in questo modo è più semplice l'[[w: impollinazione|impollinazione]]. Nei frutti, invece, il richiamo degli insetti aiuta a facilitare la dispersione dei [[w: Seme|semi]] al loro interno. Tra le verdure contenenti carotenoidi ricordiamo le carote e tra i fiori i papaveri contengono cloroplasti, con pigmenti rossi. Nelle carote i cromoplasti derivano da un processo di [[w: Maturazione dei frutti|maturazione]] dei leucoplasti. Quando la frutta o la verdura matura, i cromoplasti derivano dai cloroplasti. <gallery mode="packed"> File:Papavero 10.jpg|Papavero </gallery> == Ora prova tu == E se volessimo provare ad estrarre e studiare le caratteristiche di qualche pigmento di un vegetale che abbiamo in cucina? Ecco alcuni semplici esperimenti. === Estrazione dei pigmenti delle foglie === Vogliamo estrarre i pigmenti contenuti in alcune foglie di verdura a foglia. In particolare: spinaci (con foglie verdi) e cavolo rosso (con foglie viola). Il nostro obiettivo è dunque estrarre clorofilla dagli spinaci e antociani dal cavolo rosso. === Materiali === * spinaci in foglia, anche surgelati * cavolo rosso (alcune foglie) * barattoli di vetro con coperchio o ricopribili con fogli di carta alluminio * bicchieri di plastica * forbici * mortaio e pestello, o in alternativa un cucchiaio robusto e un contenitore resistente * alcol etilico === Procedimento === Si sminuzzano le foglie di spinaci e cavolo, aiutandosi con le forbici, e si inseriscono in contenitori robusti (meglio se di vetro) separati. [[File:Foglie di cavolo rosso e spinacio.jpg|430x430px|senza_cornice|centro]] Aiutandosi con un coltello si pestano forte le foglie nel contenitore di vetro. Si dividono le foglie di spinacio e di cavolo così trattate in due metà ciascuno. Ogni piccola parte ottenuta si inserisce in quattro bicchieri di plastica: due con spinaci e due con cavolo rosso. <gallery mode="packed"> File:Cavolo rosso in acqua e alcol.jpg| File:Spinaci in alcol e acqua.jpg| </gallery> In un bicchiere con spinaci e in uno con cavolo si aggiunge alcol, negli altri due bicchieri rimasti si aggiunge acqua fino a coprire completamente tutto il contenuto di ciascun bicchiere. Si chiudono i bicchieri con la carta alluminio (per evitare la facile ossidazione dei pigmenti fogliari, sensibili alla luce) e si lasciano riposare tutta una notte. <gallery heights=250px mode="packed"> File:Spinaci congelati 2.jpg|Spinaci surgelati File:Triturare cavolo rosso.jpg|Cavolo rosso </gallery> === Osservazione === Il giorno seguente si riaprono i bicchieri e si osserva il loro contenuto: nei bicchieri con spinaci ci sono importanti differenze. La clorofilla appare estratta solo nel bicchiere con alcol. Gli antociani delle foglie di cavolo appaiono ben estratti anche solo in acqua. <gallery heights=250px mode="packed"> File:Spinaci e acqua.jpg|Spinaci e acqua File:Spinaci e alcol.jpg|Spinaci e alcol </gallery> === Conclusioni === La clorofilla non si scioglie in acqua, dunque non è idrosolubile ma risulta essere alcol solubile, passando dalle foglie al liquido in cui sono immerse nel bicchiere. Gli antociani risultano invece idrosolubili. Tutto ciò è spiegabile con il fatto che mentre la clorofilla è contenuta nei cloroplasti (organelli con doppia membrana fosfolipidica), gli antociani sono disciolti nel vacuolo, contenente una soluzione acquosa. == Viraggio dei pigmenti == === Materiali === [[File:Antociani da cavolo rosso.jpg|thumb|right|250x250px|Antociani da cavolo rosso]] * campioni dell'esperimento precedente contenenti antociani in acqua estratti da cavolo rosso * contagocce o pipetta * succo di limone o aceto * bicarbonato di sodio * cucchiaino * contenitori in vetro === Procedimento === Aiutandosi con una pipetta si preleva un po' di soluzione acquosa contenente antociani, di un colore viola scuro intenso. Versiamo il liquido prelevato in due contenitori diversi: in uno aggiungiamo con un cucchiaino un po' di bicarbonato di sodio e nell'altro qualche goccia di limone. === Osservazioni === Il colore del liquido iniziale cambia: il bicarbonato fa cambiare il viola in blu brillante; il limone trasforma il colore in un rosso vivo. [[File:Viraggio degli antociani.jpg|centro|thumb|Viraggio degli antociani]] === Conclusioni === Gli antociani, solubili in acqua, cambiano colore a seconda che si mettano in contatto con sostanze acide (succo di limone) o basiche (bicarbonato di sodio) e possono ottenere tante sfumature diverse. È per questo motivo che gli antociani sono utilizzati come coloranti alimentari per caramelle, yogurt, gelatine, gomme da masticare, bevande, ecc. == La clorofilla estratta dalle foglie di spinacio contiene un solo pigmento? == Per questo esperimento utilizziamo la tecnica della cromatografia già vista in precedenza a proposito della separazione dei pigmenti di un inchiostro. Cogliamo qui l'occasione solo per un breve richiamo alla capillarità. === La capillarità === La[[w :capillarità| capillarità]] è un fenomeno dovuto all'interazione tra le [[w: Molecola|molecole]] di un [[w: liquido|liquido]] e di un [[w: solido|solido]] lungo le loro superfici. Tale fenomeno è alla base della tecnica della [[w: cromatografia|cromatografia]]. Consiste nella capacità di un liquido di "risalire" lungo le pareti interne di un tubicino di vetro di un diametro tanto piccolo quanto quello di un capello. Il liquido, risalendo lungo il tubicino ([[w: capillare|capillare]]) vince la [[w: Interazione gravitazionale|forza di gravità]] grazie alla forza di [[w: coesione|coesione]], adesione e [[w: tensione superficiale|tensione superficiale]]. Sempre grazie alla capillarità, l'acqua, dalle radici, raggiunge le foglie più alte vincendo la forza di gravità. [[File:Capillarity-small.svg|centro|thumb|Capillarità]] === Materiali === * campione di soluzione clorofilla e alcol etilico dell'esperimento di estrazione della clorofilla visto precedentemente * foglio di carta da filtro o una striscia ritagliata da un foglio di "acchiappacolore" per lavatrice * bicchiere * alcol * contagocce o pipetta === '''Procedimento''' === Copro con pochissimo alcol il fondo di un bicchiere. [[File:Bicchiere e alcol.jpg|210x210px|senza cornice|centro]] Prelevo con un contagocce un po' di clorofilla e, alla distanza di circa un centimetro dal margine inferiore della striscia di carta da filtro, lascio cadere una o due gocce di clorofilla e lascio asciugare per qualche secondo all'aria. [[File:Clorofilla.jpg|centro|senza_cornice|210x210px]] Inserisco in verticale la mia striscia di carta da filtro nel bicchiere, con la macchia di clorofilla verso il basso; attendo qualche minuto ed estraggo la mia striscia di carta dal bicchiere. <gallery heights=250px mode="packed"> File:Separazione pigmenti.jpg| File:Clorofilla su carta da filtro.jpg| </gallery> === Osservazioni === La mia iniziale macchia di clorofilla di color verde brillante non c'è più e al suo posto posso osservare più di un colore in cui si è separata. Partendo dal basso osservo una parte verde scuro, una verde chiaro e, infine, una color arancione. === Conclusioni === La clorofilla degli spinaci non è composta da un unico pigmento ma da ben tre diversi. Partendo dal basso della striscia di carta da filtro posso individuare per colore diverso: clorofilla alfa, clorofilla beta e carotenoidi. Si tratta di pigmenti diversi, capaci di permettere alle foglie di catturare la maggior quantità di luce possibile e di diverso colore. Questo permette alle foglie di fare più fotosintesi. [[Categoria:ColoriAmo|Pigmenti vegetali]] 1jgfaqj4jnd7y8fpf4z0yxmmwh862lb Disposizioni foniche di organi a canne/Italia/Veneto/Provincia di Padova/Padova/Padova - Santuario di San Leopoldo Mandić 0 52650 501091 496890 2026-08-21T15:04:44Z ~2026-45805-39 54712 /* Organo a cassapanca */ 501091 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo maggiore == {{doppia immagine|center|Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo maggiore.jpg|400|Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo maggiore, consolle.jpg|210|}} * '''Costruttore:''' Leorin Gastone di Padova * '''Anno:''' 1989 * '''Restauri/modifiche:''' Leorin (2019, ampliamento) * '''Registri:''' 49 * '''Canne:''' 3147 * '''Trasmissione:''' elettronica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nell'abside, dietro gli stalli lignei del coro {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Principale II || 8' |- |Flauto serafico || 8' |- |Corno dolce || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ottava II || 4' |- |Flauto dolce || 4' |- |Salicetto || 4' |- |Decima seconda|| 2.2/3' |- |Decima quinta || 2' |- |Ripieno grave 3 file || 2' |- |Ripieno acuto 4 file || 1.1/3' |- |Voce umana || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Sordone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba giubilare</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo al Clarinetto |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Orfeonio || 16' |- |Principale violone || 8' |- |Corno di camoscio || 8' |- |Bordone || 8' |- |Gamba || 8' |- |Flauto in quinta || 5.1/3' |- |Fugara || 4' |- |Flauto di primavera || 4' |- |Corno di notte || 4' |- |Flauto in duodecima || 2.2/3' |- |Ottava eolina || 2' |- |Piccolo || 2' |- |Decimino || 1.3/5' |- |Ripieno cembalo 3 file || 1.1/3' |- |Voce angelica || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Contro fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Corno solista</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Musetta</span> || 4’ |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contra profondo || 32' |- |Contrabbasso || 16' |- |Tibia || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Coperto || 16' |- |Basso armonico || 8' |- |Portunale || 8' |- |Bordone || 8' |- |Violoncello || 8' |- |Basso corale || 4' |- |Corno || 4' |- |<span style="color:#8b0000;">Corno di bassetto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Cornamusa</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span> |- |} |} == Organo a cassapanca == [[File:Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo positivo.jpg|center|300px]] * '''Costruttore:''' Leorin (''Opus 384'') * '''Anno:''' 2009 * '''Restauri/modifiche:''' Leorin (2021), Leorin (2024) * '''Registri:''' 10 * '''Canne:''' 280 * '''Trasmissione:''' elettrica diretta * '''Consolle:''' sporgente dalla parete posteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con cromatici in ebano e diatonici in ulivo. * '''Pedaliera:''' no * '''Collocazione:''' organo mobile (positivo a cassapanca), ordinariamente collocato nella seconda cappella laterale di destra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Bordone || 8' Bassi |- |Bordone || 8' Soprani |- |Principale || 4' |- |Flauto || 4' Bassi |- |Flauto || 4' Soprani |- |Nazardo || 2.2/3' Soprani |- |Decima quinta || 2' |- |Flautino || 2' Soprani |- |Cornetto || 1.3/5' Soprani |- |Decima nona || 1.1/3' |- |} |} == Altri progetti == {{ip|commons=Category:Santuario di San Leopoldo Mandic - Pipe organs|commons_preposizione=sugli|commons_etichetta=organi a canne|w=Santuario di San Leopoldo Mandic|w_preposizione=sul|w_etichetta=santuario di San Leopoldo Mandić a Padova}} {{Avanzamento|25%|12 maggio 2023}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] evqre98zqngj5k3pk7l4s930c8pqhmn 501092 501091 2026-08-21T15:06:49Z ~2026-45805-39 54712 /* Organo maggiore */ 501092 wikitext text/x-wiki {{Disposizioni foniche di organi a canne}} == Organo maggiore == {{doppia immagine|center|Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo maggiore.jpg|400|Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo maggiore, consolle.jpg|210|}} * '''Costruttore:''' Leorin Gastone di Padova * '''Anno:''' 1989 * '''Restauri/modifiche:''' Leorin (2019, ampliamento) * '''Registri:''' 49 * '''Canne:''' 3147 * '''Trasmissione:''' elettronica * '''Consolle:''' mobile indipendente, a pavimento nel presbiterio * '''Tastiere:''' 2 di 61 note (''Do<sup>1</sup>''-''Do<sup>6</sup>'') * '''Pedaliera:''' concavo-radiale di 32 note (''Do<sup>1</sup>''-''Sol<sup>3</sup>'') * '''Collocazione:''' in corpo unico nell'abside, dietro gli stalli lignei del coro {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''I - ''Grand'Organo''''' ---- |- |Principale || 16' |- |Principale || 8' |- |Principale II || 8' |- |Flauto serafico || 8' |- |Corno dolce || 8' |- |Dulciana || 8' |- |Ottava || 4' |- |Ottava II || 4' |- |Flauto dolce || 4' |- |Salicetto || 4' |- |Decima seconda|| 2.2/3' |- |Decima quinta || 2' |- |Ripieno grave 3 file || 2' |- |Ripieno acuto 4 file || 1.1/3' |- |Voce umana || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Sordone</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Tromba giubilare</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarinetto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |Tremolo al Clarinetto |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''II - ''Espressivo''''' ---- |- |Orfeonio || 16' |- |Principale violone || 8' |- |Corno di camoscio || 8' |- |Bordone || 8' |- |Gamba || 8' |- |Flauto in quinta || 5.1/3' |- |Fugara || 4' |- |Flauto di primavera || 4' |- |Corno di notte || 4' |- |Flauto in duodecima || 2.2/3' |- |Ottava eolina || 2' |- |Piccolo || 2' |- |Decimino || 1.3/5' |- |Ripieno cembalo 3 file || 1.1/3' |- |Voce angelica || 8' |- |<span style="color:#8b0000;">Contro fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Corno Regale solista</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Oboe</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Musetta</span> || 4’ |- |Tremolo |- |} | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Pedale''' ---- |- |Contra profondo || 32' |- |Contrabbasso || 16' |- |Tibia || 16' |- |Subbasso || 16' |- |Coperto || 16' |- |Basso armonico || 8' |- |Portunale || 8' |- |Bordone || 8' |- |Violoncello || 8' |- |Basso corale || 4' |- |Corno || 4' |- |<span style="color:#8b0000;">Corno di bassetto</span> || <span style="color:#8b0000;">16'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Trombone</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Clarino</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Fagotto</span> || <span style="color:#8b0000;">8'</span> |- |<span style="color:#8b0000;">Cornamusa</span> || <span style="color:#8b0000;">4'</span> |- |} |} == Organo a cassapanca == [[File:Padova, santuario di San Leopoldo Mandić - Organo positivo.jpg|center|300px]] * '''Costruttore:''' Leorin (''Opus 384'') * '''Anno:''' 2009 * '''Restauri/modifiche:''' Leorin (2021), Leorin (2024) * '''Registri:''' 10 * '''Canne:''' 280 * '''Trasmissione:''' elettrica diretta * '''Consolle:''' sporgente dalla parete posteriore della cassa * '''Tastiere:''' 1 di 54 note (''Do<sup>1</sup>''-''Fa<sup>5</sup>'') con cromatici in ebano e diatonici in ulivo. * '''Pedaliera:''' no * '''Collocazione:''' organo mobile (positivo a cassapanca), ordinariamente collocato nella seconda cappella laterale di destra {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="20" style="border-collapse:collapse;" | style="vertical-align:top" | {| border="0" | colspan=2 | '''Manuale''' ---- |- |Bordone || 8' Bassi |- |Bordone || 8' Soprani |- |Principale || 4' |- |Flauto || 4' Bassi |- |Flauto || 4' Soprani |- |Nazardo || 2.2/3' Soprani |- |Decima quinta || 2' |- |Flautino || 2' Soprani |- |Cornetto || 1.3/5' Soprani |- |Decima nona || 1.1/3' |- |} |} == Altri progetti == {{ip|commons=Category:Santuario di San Leopoldo Mandic - Pipe organs|commons_preposizione=sugli|commons_etichetta=organi a canne|w=Santuario di San Leopoldo Mandic|w_preposizione=sul|w_etichetta=santuario di San Leopoldo Mandić a Padova}} {{Avanzamento|25%|12 maggio 2023}} [[Categoria:Disposizioni foniche di organi a canne]] p4vk5j6y8ftataj59um2z1391rentmo Software libero a scuola/PostiPerfetti 0 60978 501095 2026-08-21T20:13:01Z Omar Ceretta 54613 Creazione voce PostiPerfetti (ne sono l'autore, lo segnalo per trasparenza) 501095 wikitext text/x-wiki == PostiPerfetti == «'''PostiPerfetti'''» è un software libero per l'assegnazione automatica dei posti in classe, pensato per insegnanti e Coordinatori di classe della scuola secondaria di I e II grado. È stato sviluppato dal professor Omar Ceretta, docente di Lettere. === Cos'è e a che cosa serve === Organizzare la disposizione degli alunni in classe, e farla ruotare periodicamente nel corso dell'anno scolastico, richiede di conciliare molti vincoli contemporaneamente: vicinanza o meno all'insegnante, affinità e incompatibilità fra allievi, alternanza fra maschi e femmine, alunni con BES, numero di posti per fila, disposizione a coppie o a terzetti. Se eseguita "a mano", mese per mese, questa attività risulta dispendiosa in termini di tempo e raramente riesce a soddisfare tutte le esigenze in gioco. «PostiPerfetti» automatizza questo compito tramite un algoritmo che genera le disposizioni dei banchi rispettando il più possibile le preferenze e i vincoli impostati dal docente, minimizzando (e nella maggior parte dei casi eliminando) le ripetizioni delle stesse coppie di alunni nel corso dell'anno. === Caratteristiche principali === * Gratuito e open-source * Nessuna pubblicità * Funzionamento interamente offline, senza connessione a Internet: i dati degli alunni restano in locale, sul computer dell'utente, in conformità al GDPR * Disponibile per Windows e per GNU/Linux * Pensato per essere utilizzabile anche da chi ha poca dimestichezza con la tecnologia e per funzionare su computer "vecchi" di 10 anni === Vincoli gestibili === Questi i principali parametri che l'algoritmo tiene in considerazione nella generazione delle disposizioni: * vicinanza o distanza dalla cattedra * affinità e/o incompatibilità fra singoli alunni * alternanza o meno di coppie miste per genere * numero di posti per fila * disposizione a coppie o a terzetti * presenza di alunni con Bisogni Educativi Speciali * generazione da 1 singolo mese fino a 10 mesi consecutivi === Come procurarselo === I file di installazione per Windows e GNU/Linux e una guida all'uso sono disponibili sul sito ufficiale del progetto: [http://www.postiperfetti.it/ postiperfetti.it]. Sul sito si trova anche il link al repository del codice sorgente su GitHub. === Licenza === «PostiPerfetti» è distribuito secondo i termini della licenza GNU GPL versione 3. s8zrhcahqttguuuoqfz7ax22ow2poxw Discussione:Software libero a scuola/PostiPerfetti 1 60979 501096 2026-08-21T20:16:28Z Omar Ceretta 54613 /* Nota di trasparenza */ nuova sezione 501096 wikitext text/x-wiki == Nota di trasparenza == == Nota dell'autore == <nowiki>Segnalo per trasparenza di essere l'autore del software qui descritto («PostiPerfetti»). Ne propongo l'inserimento in quanto ritengo possa essere utile ad altri colleghi. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. --~~~~</nowiki> [[Utente:Omar Ceretta|Omar Ceretta]] ([[Discussioni utente:Omar Ceretta|disc.]]) 22:16, 21 ago 2026 (CEST) gw6aermxzsrfa6bhxvk74tw7o97o70q 501097 501096 2026-08-21T20:19:31Z Omar Ceretta 54613 /* Nota di trasparenza */ 501097 wikitext text/x-wiki == Nota dell'autore == <nowiki>Segnalo per trasparenza di essere l'autore del software qui descritto («PostiPerfetti»). Ne propongo l'inserimento in quanto ritengo possa essere utile ad altri colleghi. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. --~~~~</nowiki> [[Utente:Omar Ceretta|Omar Ceretta]] ([[Discussioni utente:Omar Ceretta|disc.]]) 22:16, 21 ago 2026 (CEST) cnsff55udfnmv2hgjk9ksjp5p03y8hb